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CONCORDANZA DELLE
OPERE ITALIANE
IN PROSA E DEL
CANZONIERE DI
DANTE ALIGHIERI
PUBBLICATA PER LA SOCIETÀ DANTESCA
DI CAMBRIDGE, MASSACHUSETTS
A CURA DI
E. S. SHELDON
coll' aiuto di
A. e WHITE
OXFORD
NfI la STAMPERIA DELL' UNIVERSITÀ
1905
>2?.^ /-2/-'y
■D
/1harvard\
lUNlVERSITYl
LIP.RARY
l JAN 13 1960 i
LONDRA
ENRICO FROWDB, EDITORE
A
CHARLES ELIOT NORTON
PREFAZIONE
SKR\i;5n resi dalla Concordanza della Z)K'i>/a Co mtfu'dia pubbììcaiA
acura del professore E. A. Fay (Boston, j888) hanno fatto sentire più
vivamente il bisogno d* un libro simile per le altre opere italiane del
Poeta, e con questo scopo sì e preparato il presente volume. In esso
sì e seguito il testo della seconda edizione del Moore {Tuit€ U opere
di DanU Alighieri nuovamente rivedute mi testo dal Dr. E. Moore^
Oxford, >^97)t nia si sono introdotte durante la stampa le alterazioni
fatte nella terza (Oxford. iyo4).
Non vi sono comprese le opere latine, che richiedono un libro da se,
ed anche trattandosi solamente delle opere italiane non si poteva
includere tutte le parole con citazione del contesto senza accrescere
troppo la mole del libro. Per questa ragione si sono omesse alcune
parole di poca o nessuna importanza in quanto alle variazioni del
significato o deir uso. Queste sono : i verbi avere ed essere, dei quali
però sono registrati gli infinitivi usati sostantivamente, e/, ehe^ chì^^ cki^
cniy e^ ma^ ne, ;/^\ twn, o (cong.), questo^ quello (per le forme singolari
questi^ quegli, quei, quelli, e per eolei^ colui^ coloro^ costei^ costui^ costoro^
si veda più avanti, a p. vi), se (pron. e cong.), st^ si, fi, gli articoli, le
preposizioni monosillabiche, e le forme regolari (dal punto di vista
deir uso moderno, non da quello filologico) dei pronomi personali
e possessivi. Per esempio egli al singolare non si è registrato, ma
<y/r al plurale si troverà al suo posto alfabetico, come pure elle^ ;/«/,
ecc., le forme verbali fia, ficn^ fieno, fora, ed anche le poche forme
latine ammesse (non si cerchi rj/ sotto sum o esse). Per un numero con-
siderevole dì parole ho indicato soltanto i luoghi dove si trovano, senza
dare il contesto ; la lista completa di queste è data più avanti, a p. vi.
Salvo le eccezioni suddette le forme sono ordinate secondo T uso
generale dei dizionarii ; i verbi stanno sotto V infinitivo, e le forme
flessionali non stanno separate in ordine alfabetico. Ma è da osser-
vare che gli ^gettivi o participii in -ante, -ente, sono registrati separata-
mente, e che quei participi! passati che si usano spesso come aggettivi,
per esempio stretto, si sono messi sotto V infinitivo.
Nella Vita Nuova e nel Convivio s' incontrano certe parole latine
provenienti distintamente da opere latine. Queste parole le ometto
w
PREFAZIONE
del tutto. Ma le parole latine usate in queste due opere dal Dante
stesso, e non di rado come parte integrante della frase italiana, le ho
registrate ; qui ò da notare specialmente la parte latina della Canzone
XXI*. Anche quando Dante cita in traduzione italiana qualcosa da
un' opera latina, le sue parole si sono considerate come originali. In
quanto alle citazioni di altri poeti italiani e alle forme dialettali (nel
Df Vulgari Eloquentià)^ era mia intenzione di lasciarle tutte da parte,
comchodetto nell'articolo sulla Concordanza nel XXII*^ Rapporto della
Società dantesca, ma ho creduto bene di includere avwre, core^ gentile^
parere^ riparare, sempre^ valore^ che si trovano nei versi citati dal
Dante nella Vita Nuova (3. loi) e nel Convivio (iv. 20. 68). Ho
indicato che questi due versi non sono di Dante, ponendoli, insieme
colle cifre, fra parentesi quadre.
La parte provenzale della Canzone XXI* e stata omessa, e questa
omissione mi pare abbastanza giustificata dallo stato del testo.
U uso che sì è fatto dei segni [] e () domanda un poco più di
spiegazione. Quando si citano insieme due o più luoghi (e per Io più
sono ripetizioni d' un verso o di parte d' un verso nella prosa) le paren-
tesi quadre indicano le variazioni ; ciò che sì mette fra questi segni si
trova in uno almeno ma non in tutti i luoghi. Non sempre si sono
messe insieme tali ripetizioni, perche le variazioni sono spesso troppo
grandi, ma ì versi citati nella prosa si riconosceranno quasi sempre facil-
mente. Se non sì cita che un luogo solo Ì segni si trovano già nel testo
del Moore. Ho già accennato di sopra 1' uso di [ ] per indicare che due
versi non sono di Dante. Le parentesi tonde che sì vedono nelle cita-
zioni e che non sì trovano nel testo originale sono riservate per le
varianti, e si aggiunge una lettera maiuscola per far vedere donde è
tratta la variante. M, è 1' edizione del Moore ; F, significa le Opere
Minori con ilìnstrasioni e note di Pietro Fraticelli (per la Vita Nttava
ho usato la settima edizione, 1899, per il Conviino la ottava, 1900, e
per il Canzoniere la sesta, 190») ; ^. è il Canzoniere col cemento di
Panfilo Serafini, Firenze, 1883. Se si trova una di queste lettere sola
fra parentesi dopo le parole citate, come per esempio S sotto animale,
s' intenda che la citazione tutta intera è presa dall' edizione S ; ma
anche in questo caso le cifre sono quelle del Moore. La tavola, a
p. vii, mostra le differenze nella numerazione delle poesìe che non fanno
parte né della Vita Nuova né del Convivio. Qualche volta sì trovano
ì segni ( ) in una parola stampata in caratteri grassi, come a(l)tare ;
questo mostra che ci sono due forme della parola {aitare e alare).
Per parecchie ragioni ho dovuto ristringere molto il numero delle
varianti. In generale non se ne danno fuorché quando il testo del
I
VI
LISTA DELLE PAROLE PER LE QUALI SOLO SI
INDICANO I LUOGHI DOVE SI TROVANO
acciocché
deh
ornai
sedici
adunque
dentro
; omei
sei
ah
dicere
1 onde
senza
ahi
diecc *r dieci
1 ora, aw.
sessanta
ahimè
died
\ ottanta
sesto
alcuno
dire
1 ottanUdue
sestodecimo
allora
dodici
' ottantuno
settantesimo
alquanto
dopo
ottavo
sette
altri
dove
otto
settecento
altro
due
ove
seUimo
altrui
dunque
' ovvero
si
anche
duo
i perchè
sicché
ancora
duodecimo
1 perciò
siccome
ancorché
ec[cetcra]
1 perciocché
sopra
andare
ecco
- però
sotto
anzi
essere, s.
perocché
sovra
appo
esso
! più
stare
appresso
esto
' piuc
Ule
assai
fare
poi
Unto
avere, s.
fia-sarà
. poiché
teco
avvegnaché
fieniE saranno
posciachc
terzo
benché
fìeno e saranno
potere
terzodecimo
cento
fino, pnp.
l primo
tre
centocinquanta
fora -sarebbe
i pui-poi
tremila
chedoche, eong.
forse
1 purché
trenu
ciascuno
fuor
pure
trentacinque
cinquanta
fuorCf forc
qua
trentacinquesimo
cinque
fuori
■ quale
trentadue
cinquecento
già
■ quando
trentaquattresimo
ciò
giammai
quanto
trentesimo
cioè
imperocché
' quarantacinquesimo
tutto
GOU
infìno
1 quarantesimo
tuttoché
colei
intra
; quarto
u*— ove
coloro
inver*= inverso
1 quattordicesimo
undedmo
colui
inverso
1 quattordici
undici
come
là
j quattro
uno
conciofossecosaché
11
' quegli, 5i>^.
vedere
conciossiacoé
lungo, firep.
quei, SÌHg.
venire
concìoasiacosaché
mai
\ quelli, sf'i^.
venti
contr*
meco
: questi, m'ng.
ventìcinque
eontra
mentrechè
! qui
venticinquesimo
contro
mille
. quindici
ventidue
cod
nono
' quinto
ventiduesimo
cocteì
novantuno
quivi
ventinove
costoro
nove
1 sanzaiK senza
ventiquattro
costui
0, inUr.
1 sapere
ventitré
cotale
ogni
seco
venfotto
cotanto
oh
secondo, num.
ver « verso, ^^
dacché
ohimè
secondo, fnp.
secondochè
verso, ^/.
dappoicbè
oimè
vigesimo
dare
oltra
scd » se, coMj.
volere
decimo
oltre
^^^^^^^^H VII
^
1
■
TAVOLA DELLA NUMERAZIONE
DELLE
^fl
^^^POESIE
DEL CANZONIERE CHE NON FANNO
PARTE ^^M
\È DELLA VITA NUOVA NÉ DEL CONVIVIO
^H
H.
F
^^H
1 Cmu. IX.
Amor, che muovi tua virtù dal cielo . .
Canx.
xii.
Canz.
^^^^1
^^^k
s.
Doglia mijcca nello core ardire ....
.,
xx-iu.
»•
^^^^1
^^^B
JU.
■Amor, dacché con\*tcn pur eh' io mi doglia
,.
vili.
TI
^^H
^^^1
xii.
Cosi nel mio parlar voglio esser aspro . .
•t
ix.
T»
^^H
^^^^^^H
juii.
^ E' m' increace dì me si malamente . . .
»t
iit.
<i
^^1
^^^^^^B **
Xhr.
lo adtln ai d* Amor la gran possanza
11
xìii.
it
^^^^^1
^^^^^B n
XV.
Io san venuto al punto della rota . . .
»*
xl.
FI
^^^1
^^E
xifi
1^ dispirUta mente, che pur mira . . . .
,,
i.
*J
^^^^1
^^^^^^_ »«■
xifii.
Morte, poich' io non truovo a cui mi doglia
,,
V.
„
^^H
^^^^^^^^B •-
xvai.
-O patria, degna di trionfai fama
tt
XX.
»»
^^H
^^^^^^^^
xiz.
Poscia eh* Amor del tutto m' ha loaciato .
1?
xvli.
f*
^^H
^^^^1
XX.
Xr^aonnc intomo al cor mi son venate . ,
>t
xix.
«1
^^H
^^^B
nL
Ai Eni» rìs' per qua traiu avctz
M
XX i.
».
^^H
L
Al poco giorno, ed al gran cerchio d' ombra
Scst.
i.
Scst.
^^H
^^^^1
A.
Amor, tu vedi ben, ch<' questa donna , .
Canz.
X.
Canz.
^^^^1
iìi.
Amor mi mena tal fiata ali* ombra . . .
Sest
li.
Scst.
^^^^^1
^^^^^B
ir.
Gran nobiltà mi par vedere all' ombra . .
..
ili.
"
^^H
«- 'A
Dell nuvoletta, che in ombra d' Amoic . .
Ball.
v.
Ball.
^^H
^-il
Donne, io non so dì che mi preghi Amore .
..
vi.
..
^^^^1
^^^V
Iv.
Frtsca rosa novella . .
»♦
xiì.
—
^^^^1
^^^^B
r.
ti
iil.
.,
^^H
^^^^1
tL
lo mi son pnrgolelta bella e nuova . . . .
,,
ix.
,,
^^^^H
^^^^^^^^ "
*-*t
Madwina, quel rignor che voi porute . .
t»
vii
.,
^^H
vtU.
Per una ghirlandctta
viii.
^^^1
^^^^^^^^B *-•
Ix.
Poiché sAOar non posso gli occhi miei
,,
xi.
,,
^^^^B
^^^^B "
z.
Voi che sapete ragionar d* amore . . .
ti
X.
•'
^^^^1
AXVI.
Qu pmrdcra giammai senza paura . . .
. Son.
XXXV.
Son.
^^^^1
■
XZ^fV.
DagiH occhi della mia Donna sì muove . .
..
xxi.
..
^^^^H
Da quella luce che il suo corso gira . . .
■ »
xxxix.
—
^^^^1
DI doaae io vidi una gentile schiera . .
.
xix.
,.
^^^^1
^^^^^^^^^^H **
xxm.
Doe Donne in cima della mente mia . .
• t*
xUt.
,,
xsxii. ^^^^1
^^^^^^^B **
mi
E* non ^ legno dì si forti nocchi ....
»*
xxxvi.
t*
^^H
^^^^H
ZSX&
(Mdo. rorreJ che tu e Lapo ed io . . .
.,
ii.
t»
^^^^1
xzxiii
lo xiaJcdico il dt eh' io vidi in prima . .
.,
xxxiì.
..
^^H
^^H
SXXtv.
lo IBÌ crrdca del tutto esser partito . . .
•»
xl.
..
XXXV. ^^^^1
^^^v
sxxr.
szxH
la M^n al Mt^Mti della bella luce . . . ■
xxii.
^^^^1
^^^v
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io SQO SI vago uc u* vwi*** tMvw
lo «ODO auto con Amore insieme ....
• i>
„
xxxiv. ^^^^1
sxsvii.
Lo J}p^ che meit» > suoi servi a ristoro .
•I
xtiv.
».
^^^^1
^^^1
DDEVA
*Ote. voleSMio dir che fosse Amore .
..
xhf.
—
^^^1
jsxix.
HuiÌM mi p^rrà n>" P»" «^™<*^> cosa . . .
(1
xJiiU
XX.
^^^1
^^H
vili
TAVOLA DELLA NUMERAZIONE, ECC.
M.
Son. xli.
xlii
xliiì.
xliv.
xhr.
xlvi.
xhrii.
xlviii
xliz.
t
U.
Ili.
lUi
liv.
Onde venite voi cosi pensose ....
Orm che M mondo s' adoma e si veste .
Parole mìe, che per Io mondo siete . .
Per quella via che la bellezza corre . .
Per villania di villana persona . . .
Poìch' io non trovo chi meco ragioni .
Poiché, sguardando, il cor feriste in tanto
Se '1 bello aspetto non mi fosse tolto .
Se vedi gli occhi mìei di pianger vaghi
Tc^liete via le vostre porte ornai . . .
Voi, Donne, che pietoso atto mostrate .
Chi udisse tossirla mal fatata. . . .
Ben ti fanuuo il nodo Salamone. . .
Biccì Nove!, figliuol dì non so cui . .
F.
Son. XV.
xlvi.
xxxiv.
xxxviii.
xlvii.
xli.
xlvili.
V.
XXX vii.
xlU.
xiv.
a86 —
S.
Son. xii.
XZVlll.
xxxi.
XXX.
xlv.
xliiì.
xxxiii.
xliv.
xiii.
p. 885 — — —
ABITACOLO
atritare. Ch' ... Dagli a^Vo/»' lochi stm lontano 5. P. ci. 18.
Acciò eh' io . . . Possa venire ad abitar qacì loco S. P. ci. 116.
abito. Quest' è . . . Un abt/o cligcnte , C iv. Catis, iiì. 86; 17. 9.
in gente . . . d* abito che di sciensa tiene Cans. xix. 63.
In a^fVo di saggia messaggicra Muovi ...,.,.,.. Balt.w i.
Amor ... In abito leggicr di peregrino K /V. 9. 47 {Sott. v. 4).
Ha gite attorno in af>ito dolente Som. xlliì. io.
accaf^ionare. Nuli' altra cosa appo voi m* acragivm Dello .... Som. xlvi. 5.
acceadere. Ed hammi in foco acceso, Com' acqua per chiarezza foco
acctnéi Cane, ix. a6, 37.
Alza il cor ... il sangue oerriMA' Cana, xv'm, 11,
E queata . . . Piti nel dolor s' a€ctsi CanM. xx. 43.
abitacela li miei nell' abitatolo del mio Amore . . . miravano . . . C. iiì. 1. 19.
oh stretti a&iVaiWie masserixie C iv. 13. 114.
dell* altissimo oAi/aa}/*; venuta in loco C iv. ai. 84.
abitare, che nelle sue salute aAf/ttftt la mia beatitudine K iV. 11. 97.
della Donna che nello edifìcio del corpo abita C. ili. 8. 77.
abito, lui rimuovono dall' abito di scienza C i. i. 15.
all' abito da tutti desiderato C f. I. 47.
Quella cosa . . . si ^ T abito di quelle disposizioni C i. 5. 19.
in qualunque uomo fosse V abito sarebbe 1* abito di conoscenza
distinta C. i. 6, 51 'bis).
Dell' abito di questa luce . . . sono orbate C L Xi. 40.
r abito di virlude . . . avere non si può C i. il. 46.
quanto d^yp virtuoso non si pare C iL 11. 74.
per r abito delle quali potemo . . . speculare C U. 14. 40.
il quale mena 1' uomo all' abito dell* arte e della C. lii. la. 15.
il quale ncir ii^i/o acquistato adopera C tii. is. 17.
se non in quanto ha r aòi/o di quella C. ìii. 13.60.
dall' abito maggiormente è altri da denominare C. iii. 13. 79,
diccmo alcuno virtuoso ... 1' abito della virtii avendo ; e dìcemo
]' uomo facundo . . . per 1' abito della fncundia C Ìii. 13. 83, 84.
avvegnaché all' abito di quella per alquanti si vcgna C iii. 13. 95.
che propriamente aÀi'/o dire si possa C. iii. 13. 98.
per lo quale r d^t/o si genera C iii. 13. 99.
Per r abito della Sapienia seguita C. Ìii. 15. 47.
che non può essere se non nel auggetto dell' aòùo C iv. 8, laS.
r una e 1' altra si guardi come abito C. iv. 14. 97.
da uno principio, cioè dall' abito della . . . elezione C tv. 17. 69.
dire . . . che sieno Abito tUttivo consiittnte ntl mtgeo C. iv. 17. 71.
cioè r abito ilftiivo consistente nei husso C iv. fio. 9.
quegli che a san ... si fa d' abito . . . simile C iv. a8. 70.
abituale, perchè la nostra sapienza è talvolta abituai» C iiì. 13. 54,
da uno principio, cioè buona e abituali ti faione C iv. 18. 4.
abituare, uno abituato di Latino C i. 6. 53.
abitudine, adoperino . . . secondo la loro abitudin* insieme . . . . V. N. 30. so.
accademia, lo luogo, dove Platone studiava, cioè Accatimn'a . . . C iv. 6. taS.
accademico, siccome ... e Dionisio Accademico C. ii. 14. 35.
questi furono ^^ftoiirni/n' chiamati C. ìv. 6. 135.
per lo modo Socratico quasi ed accadttmco , C ìv. 6. 136.
lo nome delli ^4cRi^miW si spense C iv. 6. 145.
accendere, per lo quale le anime . . . s* octvfM/oNO ad amare . . . C n. 6. 115.
li quali . . . molte volte s' atondono C. ii. 14. 168.
1.0 quale amore ... in gran fìomma a' fuceu C, iiì. i. 7.
ACCOMPAGNARE ^^^^ 4
accompagnare, colui, Che volle, donne, aavmpagnanni a vul . . . BùB. v\. io.
acconsentire. Che s' apre quando 1* animo ùcconsmté Som. xliv. 6.
accorciare. E quel pcnsicr, che più m' accorcia il tempo ..... Sest. ìi. 33.
accordanza. K se con tutti vo' fare acconjanea K A^ 13. 47 (Sun. vi. la).
accordare. E sol s' acconian[o in chieder pieUtc] . . . I'. N. 13. 43 (Som. vi. 7), 63.
Si che s" accùrdi i fatti u' dolci detti Som. xxxiv. 14.
accorgere. Ed altre donne, che si furo ttecortf Di me . . . V. N. ag. 134 [_Cana. iì. 7).
non mi valse eh' io ne fossi accorta C il. Con*. ì. 38 ; io. 77.
persone . . . Che non ti paian d* essa bene accorte C Ìi. Cana. ì. 58.
stu persona adoma di . . . Con le !;ue parti accorit C iv. Can». iiì. ia8.
Che non s' aaorge ancor, com* ella piace Cau*. ix. 58.
e ninno se n* ooof^ GiHa. x. 151.
Lasso ! non donne qui, non genti accorte Veggr* io Cans. xi. 67,
Quella virtù . . . S* accorale ben, che Caua. xiii. 76.
E poi s' accorse eh* elP era mia donna Sest. ìi. 4.
Ch' egli disparve, e non m' aerar» come ^* ^> 9' 57 (-Soh. v. 24).
Allor m' accorsi che voi pensavate K TV, 36. 33 {Soh. x\x. 5).
I
accompagnare, la grandezza ... sta bene accompagnata colle . . . C. ii. xi. 7i-
rWif CON Ut . . . cioè accompagnisi di questo Amore C. ìii. 14. ioa.
acconciamente, concetti . . . acconciamfMtt ... si esprimono . . . Ci. io. 84.
acconciare, acciocché sì acconcino più ad ascoltarmi V, N,B. 40.
quella sarebbe, acrowiarv sé a più stabilità . . C. i, 13. 50,
fu amatrice di voi, acamciaiuio ... il vostro processo C ili. 15. t8z.
non é altro dire, se non che V acconcia a C iv. 35. 141.
acconcio, cui vede stare perfettamente nella sua persona acconcio . . C. iv. ao. 56.
accordare, cioè là ove tutti si aaordassero ......... K A^. 13. 30,
dico in che tutti pare che 3* aiYon/iV/o '"' ^- »3- 55*
avvegnaché tutti siano accordati in questo C ii. 6. 133.
in ciò s' accofiia Virgilio nel C iv 4. 114.
se luti*: le precedenti virtù s' acconiassrro sopra C.ìv. at. 93.
cia*>cuno savio s' accorda, eh' ella dura C. iv. 34. la.
E Tullio in ciò s' accorda in quello di Senettutt . C iv, 94. 93.
accorgere. Ed io accorgendomi del . . . domandare . . . rispondea . . K A^ 4. il.
onde molti s' accorsero del suo mirare V. N. ^, io.
che ... le persone sarebbero accorte più tosto del V. N. "j. xi.
temendo non altri si fosse accorto del K ./V. 14. 33.
0ca^rfM^Q5i' della mia trasfigurazione, si cominciaro V. N. i^. ^i.
Onde altre donne . . . s' accorsero di me che t^. N, 93. 99.
ond' io aceorgettdomi che questi dicea . . . dissi V. N. 33. la.
anzi che io me n* acrvr^Ast' f*. ^. 35. 11.
Ond' io, accorgendomi del mio travagliare, levai K /V. 36. 7.
accorgendosi che 1' ottava spera sì muovea C, ii. 3. 36.
perchè gli antichi s' accorsono che quel cielo era C ii. 6. 117,
E non mi valse cM' io ne /ossi accorta C li. 10. 77.
qtund' ella sarà delle sue adomeuc accorta C ìì. 11. 89.
acciocché altri se n' accorgesse , . , . C. ìi. xa. 14.
Di che «acror^fmi^osf Ercole, alla fine prese lui . ....... C iiì. 3. 59.
1* avaro . , . non a' acror^ircbc desidera C ìli. 15. 68.
di questa Nobiltà nostra . . . s' accorse il Salmista C iv. 19. 58.
perocché il Maestro . . . Aristotile s' accorse di . C iv. 33. 8a.
che la . . . natura lo suo corpo . . . faccia . . . accorto C. iv. 35. 140.
non credesse che altri se n' ar09r;pisar C iv. 37. 133.
BCOorgimentoa che ... 1' angelico e I* umano accorgimento soperchia . C. iv. 5. 3.
per sua industria, cioè per accatgimento C. tv. 7. 66^
ACQUA
acqua. Se non gli spargi la tu' acqua addosso S. P. cxlìi. 33.
Qual' è sol d' ac^ha e di parule frutto , , , . P, F. 8S,
acquetare. Ch' io vo piangendo, e non m* at^Mto pui BaU. vi. 34.
acquistare. Virtutc . . . Lui obbedisce, a lei acquista onore .... Gih«. x. a8.
Ch<> beir ynor a' arqmUa in far vendetta Cant, xiL 83.
Che senza . . . Nissun puotc ar^iits/ar verace loda Cant, xix. 93,
Che, per lo sangue lor, del male acquisto Sanno ....... Som. liv. 13.
acquisto, pp, y. acquistare.
acquisto, rr. Per far del paradiso in esso acquisto P. F. 139.
addestrare. E qual che sia *1 piacer eh* ora n' addistta Son, xxxvi. 13.
addietro. E solo addietro cogli le percosse ......... Soh. 1. 13.
acqua, quando . . . poneva legge all' acqut C. iìì. 15. 173,
la quale, mista coli' acqua del fiume C. iv. 15. 8a.
se il freddo é generativo del)' acqua C iv. 18. 40.
acquietare, in quella s' acquieta ogni suo desiderio C. ÌÌL 6. 73.
acquistare, delle dignitadi virtuosamente acguistatt C i. a. 84.
la Fama . . . acquista grandezza per andare C i. 3. 77.
perocché non acquistano la lettera per lo suo uso C. i. 9. ao.
le grandezze . . . acquistate e conser\'atc sono C i. io. 55.
r abito . . . conviene che per usanza s' acquisti C i. 11. 49.
quelle che per noi acquistan si possono C ìi. 11. 51.
per la quale . . . acquistiamo eternai vita C. iii. 7. 160.
studiano . . . per acquistar moneta o dignità C. iii. 11. 107.
chi desse loro quello che drfMi'j/anr intendono C.iÌÌ. 11. 108.
che per contemplazione della Verità s' dryuils/a C iii. il. 148.
lo s/hc/i'o il quale io mettea per (irfHÙ/nrr r amore C. iii. 19. la.
il quale nell* abito acquistato adopera C ili. la. 17.
lo studio che sì mette in acquistare una amistà C iii. la. 33.
il primo studio . . . non può quella . . . acquistate C. iii. 13. 101.
per le cose . . . desiderare d* acquietare C, iii. 14. 137,
in questo sguardo ... la umana perfezione 5* acquista C iii. 15. 35.
seguita che s' acquista e felice essere e contento C. iii. 13. 48.
r animo umano . . . desideri terra arquistart C iv. 4. 04.
perocché la Romana potenza non per ... fu acquistata . . . . C. iv. 4. 89.
piti dolce natura in ... e più sottile in acquistando C iv. 4. 100.
chi . . . dà . . . per acquistare cose perfette C iv. ir. 117.
per crescere desiderio, acquistando C iv, la. 115.
per che, acquistando, li desideri umani si fanno C iv. ja. 179.
La qual griiiia s' acquista per soavi reggimcnlì C. iv. 23. la.
la . . . perfezione, la quale s' acquista nella Gioventute . . . . C iv. 37. 35.
acquistatrice. dee essere acquistatricr d' amici C. i. 8. 85.
la quale t . , . acquistatrice de' grandi onori e , C iv. 1 7, 45*
acquisto, per farsi glorioso di tale acquisto C i. ir. 110.
paura e sollecitudine grande sopra Y acquisto C iv. la. 53.
la scienza. Dell' ar^ms/o della quale cresce C iv. la. 118,
se nelt' acquisto della scienza il desiderio sì sciampia . . . . . C tv. xa. 131.
non solamente nell' acquisto della scienza e . . . ma in ciascuno
atquistu il desiderio umano si dilata C. iv. la. 134. 135.
si compiano nell* acquisto della scienza C ìv. 13. 55.
Adamo, quale fu il primo generante, cioè Adamo . . . Dunque, ae
esso Adamo fu nobile C ìv. 15. a8, 33.
che . . . chiama quelli tutti figli d' Adamo ... se gli spiriti de* figliuoli
d' Adamo C iv. 15. 68, 70.
addietro, rivolgendo gli occhi addietro C. L 13. 75.
ADOPERARE
a
adoperare. Perchè . . . morte ... Ha messo il suo crudele adoperar* V. N. 6. a6 {S<m. ili. 6).
adoprare. E in polirle aJofirai tutte raìe lime ....».../'. /\ 3.
adorare. Lo primo è, che lui solo adorìanto P. F. 155,
adornare. L' anima cui adoma estA bontate . . . C. iv. Cam, ili. lai : 16. 27; 93. 7.
E sua persona a^o/wa [di beltate] C iv. Gihb. ìiì. 737; 35. 123.
Tanto lo immaginar . . . L' adoma nella mente Cuna, tx. 34.
Conserva, adorna, accresce ciò che trova Cano, x. 37.
trasse fuor . . . Per adomare il mondo CattA, xv, 42.
Io posso dire eh' ella adoma V erba, La qual per adornarsi ogni
altra donna Si pon Srst, iv. 13, 14.
Ora che '1 mondo s' adorna e si veste Di Son, xlil. i.
adomezza. tu vedrai Di si alti miracoli adorttrsta . . . . C li. Cana. i. 50; 16. 84.
adorno. Cosa mortale Come esser può si adoma . , , . V. N. 19. 63 {Cane. i. 44).
Donna . . . Adoma assai di gentilezze umane . . . , V. N. 93. 139 {Cans, it, a).
Tanto adoma parete, Ch* io Bali, iv. 99.
E adoma gentilezza le fa onore 5om. xxx. 6.
adoperare, quello che al presente tempo adoperava in me . . . . y. N. aS. 6.
conciossiacosaché . . . b detti cicli adoptrino . . . secondo . . . . K, TV. 30. 19.
perocché biasimevole è invano adoperarr C t. B. 70.
per lo loco nel quale adopera C iii. 3. 5.
che in qualunque parte 1* Anima pi(i adopera del . . . plO sottilmente
quivi adopera C iii. 8. 54, 56.
perocché ... in due luoghi adopera V Anima C. iii. 8. 66.
il quale neir abito acquistato adopera C. ÌÌÌ. la. 17.
secondochò per quattro etadi diversamente adopera C iv. 33. 3B.
adorare, e adoraì/ano le loro immagini , . . . C. ÌL 5. 37.
adomEunentO. gli adomamtnti . . . la fanno più ammirare . . . . C. ì. zo. 9a
da tutto accidentale adornamento dbcompagnata . , . . . . C. i. io. 96.
alcuna cosa in a{/om£immfo della Canzone . . . . . . . . . C ii. la. 18.
si vedranno gh n^omdm/M/i' dei miracoli C. iL 16. 86.
«he gli di/oTHaw/nft' delle maraviglie é vedere C ìi. 16. 87.
per questi af/orrmmrHyt vedere, cominciarono C iL 16. 91.
ad alcuno adomanintto dì ciò che detto è C. iv. 3. 9.
la quale . . . fatta fu ad alcuno adornamento C iv. 30. 14.
Oh quanto e come bello adornamtnto è questo C iv. 30. 64.
adornare, ma (alte adornare di soave armonia K /V. la. 69.
ma '1 suo rìportamento . . . procura d' adornare C. ì. 3. 65.
Quella cosa che più adoma ... le umane operazioni C. i. 5. 17.
■ quella più fissamente intende ad adornare C iìL 8. 56.
quelli massimamente adorna C iiL 8. 70.
che ordina 1' Anima ad adomart queste parti C iii. 8. tao,
E sua pmona adoma. £ questo <i'/c?rTfa é verbo C tv. 95. 134.
adoraatrioe. la . . . natura . . . Adomairke delia sua prrsona si
mostra C. iv. 96. 9.
Bdomezxa. per le accidentali adometm che . . . sono connesse . . Cu zol 87.
quand' ella sarà delle sue a^cjfywzw accorta C ii. ÌI.B9.
quattro cose ... la quarta Adometza corporale C iv. 94. 1 18.
Adrasto, quando Adrasto rcge degli Argivi vide . C. iv. 95. 6a.
d* Argia e di DcìBICt figlie d* Adrasto regc C iv. 35. Bi.
quando Polinice fu domandato da Adrasto rcge C iv. 35. 110.
Adriano. Cesare . . . venne, per passare il mare Adriano . . . . C iv. 13. 191.
adultero, nella bocca meretrice di questi Ai/wZ/rn C. ì. it. 151.
adunare, ove molte donne gentili erano nt/iimi// C ^. 14. 4.
AFFERMARE
affetto. Gli orecchi tuoi ne inchina allo mio offttUì 5. /*. cL &
affezione. Dacché I' o^jioh t' avrà ornata Cflx*. xvilì. 51,
ailìnare, Clio par, che vostra lode più s* affitti^ Che San, xlv. 13.
afiUg^cfe. Amor m' affliggi ond' io prendo cordoglio San, xlvìit. 1 1.
Ogni ingiustizia del mio core afflitto S. P. xxxì. 36.
Io sono afflitto e motto umiliato, Sol per S. P. xxxvii. a6.
Non mi voler lasciare cosi afflitto D'i 5. P. 1. 40.
esaudire La voce afflitta dello mio clamore S. P. cxxix. 3.
affiandare. I.o peso che m' affltnda Come. xìi. oo.
afibrzare. Laonde il mìo nemico . . . s' afforzava . . , trapassare . . S. P. xxxvii. 44.
affrenare. K so com' egli ojffrtna e come sprona ....... Son, xxxvi, 3.
agghiacciare. Per che ogni lor pensiero agghiaccia e pere . V, N, 19. 53 {Cahm. ì. 34),
Adirare. Accidia, eh' . . . nel mal far sempre sue voglie aggira . . P. F. 194.
aggiugD^e. Tanto, quanto ìl piacer nuo\'o s* aggiugfìt Como. xÌv. 74.
aggiungere. Poiché se* aggiunta a Marte Cam. xvìiì. 37.
*1 danito. Che s' tf^^MH^r allo inganno Gi*i0. xìx. 99.
aggradare. Tanto m* aggrada vederla per donna S*st. ìv. 33.
K s' ci v' f>j;;^at/a, Donna mia gentile, Che Son. xlvii, i a.
I
affermare, questo fanno . . . questa promissione . . . offrrwando
le non cene cose affertuano per certe
Cristo r afferma colla sua bocca ,
nella prima s' afftrma che questa Nobiltii luce e . .
Perocché la statua . . . afftrrtta la buona opinione .
afifetto. ragiona dinanzi agli occhi del mio . . . afflrtto .
la mia anima, cioè 'I mio n^//o, arde
maravigliandosi del divino affetto a essa . . . creatura
afTezìone. Questo 6 . . . quella afflsiont, che suole precedere
tanta fu r d/^^i'oH# a producere la creatura . . .
affocare, esso appare affocato di colore .....
a&eddare. con affmidatt lo corpo dell' occhio con acqua chiara
affrettare. Alcuna morte è violenta, ovvero per . . . affrtttata
Affrica, questa battaglia fu in Affrica
tre mog;gia d' anclla in Affrica erano portate
se . . . non avesse impresa V andata in Affrica ....
aforismo. quando . . . donasse ... gli A/vrismi d* Ippocratc
agente. I' atto dell* agentt sì prende nel disposto paziente
quanto 1' agtnt* più al paziente sì unisce ....
siccome negli a^rw/r' naturali vedemo
che *l primo Agrnti^ cioè Dio, pinge la sua virtìi
le cose convengono essere disposte alli loro agrttti .
agevole, e la bellezza fosse agrvolt a vedere . . .
agevolezza, ai vedri V agrvoUtsa delle sue sillabe
agevolmente, a più agtvotmcnti dare ad intendere
aggiugnere. perocché ciascuno aggutgug il fine del suo desiderio
La quale brievemente s' aggiugne a\ lesto ....
Ciascuna cosa . . . quando . . . aggiugnt la sua virtù
cioè quando aggiugnr la sua propria virtù ...
aggiungere. Poscia . . . aggiungo una stanza
in Ksso non può essere cosa alla sua Essenza aggiunta
alcuna luce della divina bontà, aggiunta sopra la
aggregazione, nel Libro dell* aggrtgasioiti dellt sltìU .
agguardare. se bene volemo agguardare ....
le quali chi bene aggttardcrà, vedrà ......
C. iv. IO. 45'
C. iv. 25. 13Q.
a iv, 17. 94.
C- iv. 33. xt.
e. iv. 39. 60.
e. ìi. 8. 85.
C iit. 3. I30.
C. iv. 19. 63,
e. iìL la. a6.
C. ili 13. 73,
C ii. 14. 165.
C. iii. 9, 154.
C iv. 33. 76.
C. iii. 3. 65.
C. iv. 5. 167.
C. iv, 5, 171.
C. i. 8. 33.
C. ìi. IO. 66.
C ìli. IO. 13.
C. ili. 14. 17.
C. iii. 14. 33.
C. iv. 30. 60.
e. ii. 13. 33.
e i. IO. 98.
e. iii. 9. 33.
C iii. 15. ioa,
C iv. jo. 104,
C. iv. 16. Bo.
C. iv. 16. 85.
r.TV. 19. 143.
C iii. 13. I03.
C iv. 5. 149.
C. ii. 6. 134.
C i. 5. 57.
C i. IO. loi.
ALBERGARE
12
albergare. Di quella parte dove Amore atbrrga Son. xlhr. 13.
albergo. Che it ben non trova chi albergo gli doni ....... Som. xlvt. 8.
V. tf. 19. 45 (CrtWJ. i. 36', 56 (CrtMs. i. 37\ 75 {Cmtu. x. 56) ; 30. 81 iCaMè. ìii.
41) ; CaH9. X. 88, 137 ; xiii. 17 ; xv. 45 ; xx. 96 ; Sat. ii. a. 19, 66 ; iiì. 35 ;
Bali. tri. 8 ; X. 14 : K N. 7. ao .Son. ìi. 3 ; Son, xxxi. a ; xxxviti. 5 ; xti 8 ;
xlvii. 3, 8 ; xlviii. g; S. P, xxxi. 9, 63 ; ci, 71 ; cxlii. 11 \ P. F, 170.
tu sai che per algmtt freddo L' acqua diventa SfsL ii. aj.
Ch* egli ha già sparto, e vuol che 'I inondo allaghi . . . Son. xlix. 8.
alcuno.
algente.
allagare.
allato. Chi à borsa allato, Ik dov* e* s* appressa
Som, lìv. 6.
albergare, la sua camera, cioè 1* Anima, in cui essa atterga. Ed
essa filosofia non solamente alberga non pure nellì . . . essa
t dovunque alberga V amore di quella C iv. 30. 50, 51, 53.
albergo. I' albergo . . . convenia essere mondissimo e C iv. 5. 33.
ogni casa . . . crede che sia V albergo C. iv. la. 148.
eoa) di casa in casa tanto che all' albergo viene C. iv. la. 15Z.
uscire le pare dell' alhnga C iv. a8. 51.
albero. Che Io pie dell' albero ... sì dee principio dire C iv. 18. 48.
Alberto, e per quella d' Alberto della Magna nel libro C ili. 5. 113.
siccome dice Atàtrto in quello libro C iìi. 7. 37.
non ostante che Ridolfo ... e Alberto poi eletti sicno . . . . C. iv. 3. 43.
secondochè nel quarto . . . scrive Alberto C iv. 33. 196.
albore, di loro apparisce quello a/^rr C. ii. 15. 79.
le stelle mi pareano . . . d' alcuno ttlòore ombrate C. iiì. 9. 153.
Albuino. Albuino della Scala sarebbe più nobile che Guido . . , C iv. 16. 71.
Albumassar. E però dW' e A Ibuma^sar C ii. 14. 170.
alcuno. K A', a. 61 ; 3. 106 ; 5. 33 : 6. 15; 7. 19 ; 8. 14, 15, 49 ; 9. 3a ; to- »4 ; !«■ ai
7 ; 13. fl8, 49, 68, 129 ; 15.57 ; ao. 3 ; aa. 31 ; 23. a, 18, 43, no; 94. 3; 95.
35, 58. -30. 99. loi, 105 ; aò. 7. 34, 53 ; ag. 34, 37 ; 31. 13 ; 33. 8; 38. ag ;
39. 48; 40. 84.33.4» ; 4<. ao» 49; 4fl- 15; 43. II ! C. i. I. 75, 88, 90, 106,
114; a- 9, »5, 18, 75, las ; 3. a. la, 38; 4. 37, 65, 69, 71. 79. 74, 77.
91; 6. 41, 67; 7. 50; 8. 48, 103; 9. 60; IO. ao. 66, 69; tt. ai, 43. 5©»
55i 6a, 113, 133, 149; 13. 3, 43, 63; 13. 36 ; ii. a. ia, 34. 38 ; 3- «5 : 4- 5ii
60; 5. 47. 6a, iia, lao, jaa; 6. 80, 149; 7. la ; 8. 78; 9. aa, 6a, 79,
104, 119; IO. 58; ii.ao; 19. 17 ; 13. 8, 13, 49, 60; 14- 130, 936, a43t «S© ;
15. 48, t6o, 168; 16. SI, 56; iìi. I. 14, 16, 47, iio; a. 39, 41, 50,
89, 104; 4. 44, 93; 5. 36, 177; 6. 8, 99; 7. 34, 76. 80, 84, 104, 105, 107,
109, 115, ne, 168, 170; 8. a», 37, 46, 48, 58, 91, T45 ; 9. 40, 45, 50 (A«),
97. I09' 131 (*«). 134. 138, 153 ; IO. 45, 77 ; II. 31. 60, 66, 73, 95, 96 {bis\
ii3t 146. 154; la. 60, 63, III, iia; 13. 43, 81. 97; 14. 117 J I5- "8. 60, 70,
99 ; iv. I. 30, 85, 90 : a- sa ; 3- 9 ; 4- 6, 8a ; 5. 148 ; 6. 88, 107 ; 7- 8, «o,
35, 69, 63, 83, 88, 136 ; 8. 33; 9. 44, 77, 107, 134, 143, 155, 160; 10.80.87,
107. Ila; 11. 61, 88, 93; la. 96, 98, 114, 156 ; 13. 4, 37, 117, 14B, IS3; U-
33; 15- 3'. 39» 40, 170; 16. 71 ; 17- Ila ; 18. 15; ao. 31; ai- 49i 9^ ; "•
93. 136: 33.75; 34. I3»i 150. 168, 181 ; 35. 50, 75; a6. 133; 97. 70, 85;
a8. 37, 66 ; og. 57, 66, 90; 30. 14.
Alessandro, chi non ha ancora nel cuore Alessandro C ir. xi. 194.
Alfnq^ano. secondochc pone At/ragtmo , . . C. ii. 14. 95.
AlgBzel. quali dalli motori, siccome Plato ... e Algasti . . . . C. ii. 14. 39.
ch<^ Avicenna e >4(^dW vollero che C iv. 9i. 15.
alienare, smarrivami, sicchi> quasi parca di fuori at$'e$$ato . . . . C iìi. 3. loB.
allagare, perché io 1' abbia allegato di sopra k'. N. 31. 11.
le parole che seguitano a quelle allegate K M 31. 15>
che seguitano a quelle che sono allegate . . . . . K. A^. 31. 19.
ragionalo per me nello aUtgato libello C. iì. a. 13.
ALLUMINARE ^^^^^^^^^^^^^^^ I4
alma. Felice 1* aittta che in te Ca creata . . . , Ca»s. xv'iìu 59.
A ciascun' alma presa, e gentil core , . . Salute '^^ ^- 3* 77 {Son, L x).
Ove r fì/mn gentil pà locata era K W. 8. 33 (Som. m. 13).
Se r a/»((i sbigottita non conforta . . ^. A*". 15. 37 {Som. viii. ro).
Coni' alma raziona] senza ragione K N. ao. 16 (Son. x, 4).
Cavami 1' atma fuor delle peccata 5. P. n. 18.
O g^loria dell' aÌMit peccatrici . S. P, xxxi. $a.
Vedi, che r aima mia in fuga é mossa S. P. cxlii. 13.
Tu sai che V alma Io li ho già offerta , S. P. cxlii. 43.
Dalle quaì pene noi almi tapine Ci guardi e c^mpi P. ^. 64.
almeno. Ponete mente almen com* io son bt^lla C. ìi. Catts. i. 61.
Ali>Ì, />/. Così ra' hai concio. Amore, in raeuo 1' Alpi Canz. xì. £x.
alquanto. K A'. 3». 76 {Cans. ìii. 36.1 ; C iv. Catta, lii. 1 18 ; K. iV. aa. 77 \Son, xii. 10) ;
SoH. xxxix. r^ ; xli. 6; xlvii. ^.
altamente. Ed io non vo' parlar si af/anirntf K TV. 19. aB (Cane. i. 9*.
altare. Con le vilelle, che sopra V afturt Offcriratti quei .... S. PA. 71.
benigno All' uZ/nr ci dioiostni, com' io dico P. F. i3o.
altezza, Lìcvd principio della tua atteta Cane, ix. 49.
Tutto lo mondo canti . . . Vostra alU**a pregiata Baft. iv. 17.
alluminare, che del suo lume tutte le scienze a* ai/ntnitiatto . . . C. ii. 14. 199.
di tutte le cose che il sole allumina C. Ìii. 6. 12.
lo quale di . . . luce s^ prima e poi tutti i corpi . . . alltimtna . . C. iii. la. 56.
cosi Iddio 5^ prima con luce intellettuale aHumÌMa C. iii. la. 56.
in quanto esso è in altra parte aliununata ripercos» C. iii. 14. 48.
mercé della . . . luce . . . che quella aUumina C iv. 15. 96.
almeno, e se non tutte, almtno la loro sentenza K A^ 1. 7.
dico che . . . aìnuHO intendo questo » . , y, N. 43. 33.
mostra almeno sé essere amico C i. 8. a&.
ponete mente aimrno la mia ùe/Itsaa C il. la. 57.
almmo la pronta volontii mostra che C iii. i. 74,
a/mrno innanzi quanto io potessi Citi. 1.96.
se non appieno, ahtttna alcuna cosa . . . disnodare C iii. 8. a6.
Onde . . . almeno opre la \na C iv. la. 303.
dammi aimrno^ eh* io . . . sia chiamata tua C iv. a8. 146,
Alpetx^gio. siccome dice AÌf>ttragio quando aflerma C ìii. a. 37.
alquanto, r. A^. 3. 47; 5. 37 ; 7. 9; 8. 11, 13; 9. a; ro. r6; 11. 10; la. 6, 19, 54;
14. 58; 18. 45,67; 19. 16, lao, 133, ia6, laS ; ao. a, 8 ; aa. 94; 33. 11,
1 17 ; 34. 71 ; 35, 40 ; 39. 13 ; 31. 6 ; 33. a, 5 ; 33- '7 : 35- «o» 33 : 36* » ;
39. as; 40. 13 ; 41. 6, 33; 43. io; C. i. 6. 72; n. 83 ; ii. 6. 96 ; 13. 9 ;
ili. 9. 11 ; 13. 74 ; 13. 96 ; iv. 8. 96 ; la. 307 ; t6. 60 ; ao. 84 ; aa. 11 ;
35, 31.
altare. ]e\-are il drappo d* ìn su 1' altare C. iv. 97. za6.
la tovaglia furata di su 1' altare C. iv. 37. 130.
alterare, esso dieci a/^/runc/o cogli altri nove 0.11,15.31.
ogni cosa eh' è d/<rra/(t C. iv. io. 88.
che altera o corrompe alcuna cosa C tv. io. 1 (a.
alterazione, signìfìca il movimento delP atteranone C ìi. 15. 99.
la più bella alterazione che esso riceva si è la sua C, ii. 15, 33.
si si corrompe precedente alcuna alteratiutte C. iv. 10. 87.
conviene essere congiunta coli' alterazione C. ìv. io. 89.
quando per r a/^ranoffc del cercbro C iv. 15. 173,
altezza, al nostro salire a loro altesMt C ii. 6. 50.
trascende 1' alleixa di costei C iii. 4. 7.
Chù '1 suo parlare, per V alUua , . . sua, genera C. iii. 7. 133.
•
ALTO
l6
alto, da] luogo aito ed eminente ^B|^^B > • S. P. ci. 76.
Poi alle in ciclo vivo se ne gì "..../'./". 51.
altramente. E chi aitratumlt vacillando crede . . . . F. /". 43.
altresì. Né eglino altrrsi, se son Cristiani C iv. Catu. iii. 73 ; 15. 89.
altrettanta Ch'aZ/nr/uM/o dì doglia Mi reca la pietà quanto. . . . CaHf. ziìi. s.
altri. C, iv. Ca»M. iii. 35; GiMJ. xìi. 38; xìv. 65, 93, 94; xvi. 46: Stai. ii. 54; Sotu
xxvi. II ; xxxt. 13.
altro* K A'. 19. 38 'Caiu. i, 19) ; 93. 134 (Caru. ii. 7^, 151 {Cans^ ii. 34'', 189 \Cans, ii.
^J r 3^* 59 (^0N4. iii. 19) ; C. iv. Orna. iii. 47, 96. 98 : CdN«. ix. 44. 78, 85 ;
»• 46» 77. «35 ; »*'. S« ; »"• 79 ; »v. 18, 30, 65, 66 ; xvi. 6, 45. 59 ; xviì. 38 ;
alto, perchè veggiono Care ... gli a/// matrimoni C iv. 8. 75.
non paia troppo aito dire ad alcuno f. iv. ao. 31.
Oh mìseri e \'ili che colle vele attt correte C iv. a8. 55.
Certo . . . non volle entrare colle vele atu C. iv, 38. 60.
altrettanto. Lo quale montare . . . vede con altratUintc rote quante . C iii. 5. 164.
hanno . . . una notte d' aUrrttttnto tempo C iii. 5. 170.
poi il vede . . . per altrtttanti a sé tornare C. iii. 5. 181.
e in attrtnanti ritorna C iii. 5. 184.
cosi il discendere ... è attrwttanto tempo C iv. 34. 41.
altri V. N, 14. 33; is- 58: 24. 33; 31. io; 32. 39; 35. 13; 36. B; 40.34 ; Ci. ». 116;
3. 18 ; ii. xa. 14 ; iii. 4- 33 ; 13. 80 ; 15. 41 ; iv. 3. 36, 46 ; 7. 73 J 9- 64 ; io,
93 ; 15. 145 ; 34. 170 ; 36. 36, 38 ; 37. 59, 133.
altrimentL che aùrimmfi non li potrebbe onorare C i. 6. 30.
non a//nmrn//' sarebbe fatta la domanda C i. la. 6.
li Teologi . . . prendono altrt'men/i che li poeti C ii. i. 37.
avvegnaché . . . paia sentire afln'pHfHfi C. ii. 5. 14.
non aZ/nViuvi/i sono chiusi li nostri occhi C. ii. 5. laB.
non atirinttnti . . .V altre scienze sarebbono celate C ii. 15. 158.
attnm£Hti essere non poCrcbbono C iii. 7. is.
ta bontà di Dio à ricevuta itìthmntti dalle Sustanze separate ... e
attfitttgnti dall' anima umana ... e n//nmm/< dagli animali . . .
e altrimenti ilalle miniere, e a/trimrnti dalla terra, che C. iii. 7. 46, 50, 56, 59 (Mr).
quella riceve . . . altrimenti una che un' altra C iìL 7. 68.
a Ithmeu ti non si continuerebbe la umana spezie C iii. 7. 86.
altrimenti si macolercbbe la forma visibile C iii. 9. 93.
cJiiamatto . . . Ja stella talora attritnenti che C. iii. io. 5.
si si può appressare ... e non altrimenti C ìii. 15. 69.
a//rrmnf/'i andercbbc in contrario di sé medesimo C. iii. 15. 79.
che altrimenti è disposta la terra nel principio della primavera . . .
e ultrimenftìo verno ; e altrimenti e disposta una stagione C, iv. a. 53, 55, 56.
così la nostra mente . . . altrimenti è disposta a un tempo, altrimenti
a un altro C.iv. a. 6i,6a.
r anima t Donna, e eUtrimentié serva C iv. 3. 148.
altrimenti moìtì difetti sosterrebbe C iv. 4. 14.
altrimenti sarebbe stata la elezione . . . non eguale C iv. 4. 95.
Non altrimenti %\ dee rìdere C. iv. 37. 137.
altra K.W. 6. 15; 7. 45; u. «a; la. 139; 13. 11. 15, 18, 33; 14. 43, 49; 15. la ; 16.
la ; 18. 5, 18, ao, 39, 55, 60 ; 19. 93, 143 ; ao. 36 : ai. 53 ; 33. 46, 49, 63 ;
33, 56, 91 ; 34. a6, 40 ; 35. a8, 48, 55. 57. 89 ; b6. 17,34 ; 37. 8, 11 ; ag. 33,
«8 ; 30. 30 ; 31. 17 ; 33. XI ; 34. 9. >«. M. m^j ^ : 35- a»t 34, 36, 40 ; 39-
15. »6i 31- 36. 37. 5" i 41. «6i 37. 5°; 4». »o ! <^ »• "■ '8, 30, 34, 43, 95,
119, I30, 133, "9, 133; 3. IO, 35, 63. 73.89, 100, loi, MI ; 3. 6, 8, 39; 4.
36, 55, 99 ; 5- 8, IO, 88 ; 6. 16, 18, a8, 49 ; 7- 78, 85. 86, 93, 97 ; 8. 7, aa. 51,
59; 9. 35.44; 10. 7. 34, 48, 73. 76; M. «4. 45*51,61,64, 116, 135; la. 4r
ALTURA
xix. 39, 68. lao, 127 ; xx. 24, 40. 59, 63 ; Srs/. i. 14 ; ii. 3, 43. 44, 48 ; iii. 6,
99 ; iv. 3. 6, 10, 14, sa, 39 ; K N. xa. ioa iBati. i. 33) ; 9. 44 [Som. v. i) ;
«3. 38 {SoH. vi. 3), 39 {Son. vi. 4;, 40 {Soti. vi. 5), 41 {San. vi. 6) ; 14. 79
(Sm. vìi. 1] j 3o. 15 (5o/i. X. 3} ; aa. 92 (Som. xìii. 4) ; 34. 60 {Son. xiv. 1 1) ;
a7. 18 [Son, xvi. 6) ; 38. 37 {Son. xxi. 3" ; 39. 67 [Son. xxu, Sì ; S«n. xxvi. 6;
XXX, 5; xxxti. 5; xxxiv. 3 ; xxxv. 6; xxxvi. 14 ; xxxvii. 11 ; xxxviii. 7, 13;
xxxix. 8 ; xl. a ; xlìi, 13 ; xlvì. 5 : I. a ; li. 8 ; hi. 6, 9 ; 5. P. xxxvii. 43 ;
cxlii. 48, 49 ; P. /•. 68, 78, 139, 156. 158.
Te n' andrai, anzi che lu vadi altrove Cana. ìx. 77,
Qu&ndo . . . Amore è solo in me, e non altrove Cans. xv. 70.
altrui, y. N. 19. 33 {Ca^B. i. 14 1 : 33. 149 {Cane. ii. aai ; 33. 50 \CaMs. iii. io) ; C. ii.
Cams. i. 3 ; iii. Cans. ii. 45, 67; iv. Canm. iii. 30, 93, 235 ; Cans, ix. 7 ; x. 51,
101, 136; xì. 39, 70 ; xii. 12, a6 ; xiv. 38, 56: Bali, li, 14 ; vi. 5, 17 ; viii. ai ;
X. 18, aa ; K N. 14. 90 (Som. vii. ra) ; aa. 9.^ {San. xtìi. 6) ; a6. 38 [Son. xv. a) ;
41. 68 {Son. xxxv. 14) ; Som. xxvi. 7 ; xlviii. 13 ; liv. 4 ; S, P. 1. ai ; P. F. 140^
«68, 173. 179, ]88.
di sua Datura Stando su ìn altura Bali. ix. 6.
■J*"»- 3*. 43. S^, 98; 13- 13, 14. K>i a? '. ii- I- ". 68. 70, 77. 91, 93, loi, ioa,
xiS. 134 ; a. 34, 37, 54, 57 ; 3. 35, 43, 48, 56, 64 ; 4. 53, 57, 58, 60, 96,
98, 99 {bis) ; 5. 17, ai, a6, 37, 31, 77, 79, 86, 98, 107, no, 113, 134 ; 6. 48,
80. 138 ; 7. 19. ai, 37. 3a. 35, 58, 74, 77 (Ìii\ 84, 87, 93. 97. 103 ; 8. 11, ao,
33. 65» 68. 71 ; 9. 8, 19, 37, 31. 58. 60, 71. 76, 84. 87. 99, laa, 133, 133 ; io.
4» ; I». 37» 46. 58' 67, 73, 8a, 91 ; 13. ao, 35? 33» 4»» 5« ! '3- «8,53,58; 14.
«3. aa. 37. 44, 7». 73. 75t 76. 78, 98, 100, 103, 107, log, 113, 114, xt7, 135,
136, 148, r6i. ao3. 330. 331, 339 ; 15. 3, 6, ii. 13, aB, 33, 49, 55. 63, 69, 94»
«■7, 134. 157. 159 ; 16- 55* 57. 60, 73, 95, 97 ; iii. i. 17. 36, 49 ; a. 19, 45»
50, 94, 96, ti4, 133 ; 3. 33, 50, sa, 71, 77, 117, 135 ; 4- 59» «4 ; 5- 3<. 45j
74, 93. loi. 104, lao, 137, 141. 158. 173 ; 6. 7. 33, 35, 6a, 96, 98 ; 7. 33, 38,
43» 5». 60. 69, 77- 83. 86. 109. X48, J49, 158, 175 ; 8. 16, 36, 38, 41, 44- 6a.
131, 161, 189, 196; 9. 47. 55. 56, 65, 8a. roo; io. 33. 46. 53, 68; 11.59,84,
89, 100. 113, 117, ia6, 155 ; IO. 16, 30, 33, 58, 68, 105, iia; 13. 55, 66, 73,
115, 116: 14. 10, 15, 16. 36. 48, 66, 69, ia, 79. 84. 86. 95 ; 15. 7. a», a?' 38,
tia. lae ; iv. l. io, 13, T4. 15. 45 ; a. 33, 57, 6a, 138, 155 ; 3. 6, 13. 70 : 4.
49. 7». 77. «35 ; 5- 38, 137, M7 : 6- »S. 38, 59» 97, 98, loB. 115» lèa, 183 ;
1' 7» 37. 65. 70. 79. 9' ; 8. 5, 19. 31, 55, 100. 113, 135 (ft"ì ; 9- 133. M9i
156, t6o; IO. 13. 84, I03, 116 ; 11. lat ; la. 93, 99, 100. 103. 108, i^-]{bis\
150. 171. 180. 183. 185. 186, 187, 190 ; 13. 8, 17, ig, 37, ag bis\ 31, 40, 44,
94, 141 ; 14. 46. 9r, 97, 100. ioa, 108; 15. 16,34. I39. 156 ! '6- 37- 5i. lao;
*7- 15. 54. 67. 89, 115, 135, 138. 131 ; 18. 16. 30. 94. 33, 34. 36, 37, 49, 53,
56, 63, 65, 66 ; 19. 43 ; ao. 79, 87 ; ai. 17, 97 ; aa. 3r, 55. 56, 6a, 70, 78, 80,
8r,9i, 105, 114, 135, 146, 169, 189, 190; 33. 58, 71, 75, 84, 87 ; 34. 86, 87,
88. »37. 157. <7i. «85. 186; 35. 4, 35, 141, 143; 36.37, 98; 37- 37» 9^
>»5» »3«» »37 ; a8. io, xa8. 136, 150 ; 39. 96, 49, 59, 6a, 96» »<S J 3*>. 5»t 6^»
Di questo si pitrlcrik al/roit C*. i. 5. 66.
ivi r anima . . . più che affrove s' ingegna C, iii. 4. 43.
mittv9$ ragionerò piii convenevolmente C. iii. 10. 41.
che non può essere altrove C. iii. la. 98.
E«te««vdice C iv. 35. 18.
K A". 4. Il ; 5. of , 96 : 9. 36 ; M- 7^ : »5- 6a ; ai. 54 ; a^. 33, 38 ; 36, 15 ; C Ì.
a. 103, 130; 4. a8: 5. 34 ; 11. 3. 87, 103, 143, 144, 146; la. 31 ; ii. 3. 33;
7. 33; II. 41 ; la. 40; 13. la ; iii. 4, 60, 84 ; 7. 7 ; 8. aoi ; io. 74 ; 14. 97,
100 ; iv. 3- «6. 57 ; 7- *53 ; Jo. i ; la. 9 ; 14. i ; 15. 143 ; 17. as ; aa. ia6 ;
«4- »44 ; B5. 86; 87. 13, a8, 31, 56» "4» 'ao.
ALZARE ^^^^^^^^^^m y
■Ixare. E^li ffilca ad or ad or U mano HI^^H^F X^ ^ Gnu. xii. 40b, V
S' e^ mima Un* altra volta Gnu. xil 50.
Ed *iaa gli occhi micidiali Csmm. zìiì. 49.
>4/«is il cor de' sommersi . Cmhm. xviiì. it.
anwntc. Piangete, amaj>A'[, poiché piange Amore] K. iV. 8. so, ai (Som. iìL i).
amare, non s' accorge ... Né com' io 1' «mo forte Corta, ix. 59.
Voi non dovreste mman C«k«. x. 15.
non de* creder quella . . . Esser amaia da Cams, x. 140.
Celandosi da me, che tanto 1' amo Cmmm. xiv. a6.
non venir meno ... al cor che tanto v* ama Cans. svi. 15.
E voi pur sete quella eh' io piti anta Cam», xvi. 40.
Qual é de' 6glÌ tuoi, che in ooor t' ama Cams. xviiì. 4.
E a que* che t* aman più, più fai mal piglio Caìu. xviìi. 30^
amabile, ogni bontà ... è amatnit in C L ta. 6a.
tanto ancora è più amahiU C i. la. 68.
swegnBcbà ciascuna virtù aia a$ttaÌnU neir nomo, quella i più M
atmabiU C. i. la. 70. I
Questa è tanto amabilt, che C. L la. 74. fl
quelle cose che a luì sono più amabili C. ìv. aa. 67. f
che . . . non sia ptù nobile ... e però più amabUt C. iv. aa. roi.
la quale . . . massimamente é amaòtU C. iv. ^q. 139,
amabfllaaiTDO. piene di dolcissima ed amabilissima bellezza . • . C L io. loa.
amadare. della quale nullo amadore prende compiuta gioia . . . C. ili. la. 107.
C/. amatore. M
amante, che congiugne e unisce V amante colla persona amata . . C. iv. x. 4. H
le passioni . . . entrano nella persona amante C. iv. i. la. H
A che fine ami tu questa tua donna V. N. \B. 33. H
si duole del difetto di colui eh' egli ama C. i. i. 57. H
r una si é a ntagni/icarr V amato Ci. to. 34. m
lo quale . . . amo e ho amato C. 1. xo, 40 {bùi).
Molti sono che amano più d* essere tenuti C i. it. 73.
perchò più propìnqui, più amati C. ì. xa. 59.
i suoi nemici 1* amano C. t. xa. 76. ^
che più in essa è amata e commendata C i. la. 91. H
che ... lo bene manifestare ... è più amato C ì. la. 94. ^
questa vita è da Dìo più amata ; e s' ella è più atnata C. ti. 5. 84 (to).
le anime di quaggiù s' accendono ad amarv C ìi. 6. 116.
che ciascuna cagione ama lo auo effetto, e amando quello, salva . C. ìi. 9. a9, 30.
lì commendava la persona che s' amava C iiL 1. 30.
unimento spirituale dell* anima e della cosa antata C. iiì. a. ao.
uggendo di fuori quelli die ama C iìi. a. 70.
Gli animaii bruti . . . V uno 1* altro vedemo amart C Hi. 3. 33.
ch^ . . . naturalmente atna V andare in giù C. iiì. 3. 43.
Per . . . nwMi lo loco della sua generazione C. iìi. 3. 46.
amore, per lo quale ama secondo la . . . apparenza C Uì. 3. 78. ^
liccome ciascuno maestro ama più la sua opera ottima . . . cosi Iddìo ^
ama più la persona umana ottima C iìi. 6. 95, 96.
r Amore universale, che le cose dispone ad aman e ad essere
amatr C. Ìlì.8. xiB, XI9,
la cui amistà non é celata alla persona amata^ ed a ctii la persona
ama/a è anche amica C. iìi. it. 76, 77.
la vera amistà ... 4 che ciascuno ami tutto ciascuno C iìi- 11. laa.
che *1 vero Filosofo ciascuna parte della Sapienza ama . . . . C iiL 11. 134.
Onde essa Sapienza dice ... Io amo coloro che amano me . . C. iiì. 11. ia8| 139.
»9
AMARO
xc Kuor eh' ella sola, ciii io «iwo all' ombra .... ... Srst. iv. 33.
se vi pare ollra^io, Ch' ad amctrxi'sia dato Bai?, iv. 41.
Ricpondc . , . Chtf amar si puV) lycllcxxa per diletto, E amar puossi
virtù per alto oprare Sùn. xxx. 13. 14.
perdite tu se' colui, Ch* aMi lo vero S. /*. I. ao.
Che ! ne^ar poscia non gli pare umnfv Canji. x. tz$.
E. portan doler, ovunque Ìo senta amaro ......... Cant. %iv. 19.
^kt morte n* ha più tosta e più «amarri C(in.c. xvi. 39.
Mostrando amaro duo) per gli occhi fuorc K. A^. 8. 34 (Soh. lii. 4).
K%. ftiedii r lina sia tutta amala dall' altra C. iii. la. 33.
tàcAé eterne cose 5Ìano quelle eh' Egli aMtùi. E cosi face questo
amore tfmapv C iii. 14. 55, 56.
cbe congiure e unisce 1* amante colla persona amata • . . . C iv. i. 5.
te passioni della persona amdM entrano C. iv. x. tt.
Per che gli amici dell' uno sono dall' altro amati C. iv. 1. 16.
Onde io. . . cominciai ad dm^inr secondo C iv. 1. ax.
Coaindai ... ad amart li seguitatori della verità . . . . . . C iv. i . aa.
pvrocctiè ctasoina cosa per s^ < da amarr C. iv. i. a6.
■iccllt ... in questi! posa le vicinanze s' amino C iv, 4. 41.
■More . . . era spirato in amare lei C iv, 5. 104.
jtmtmtr Ìl lame della Sapienza C iv. 6. 164.
la quale fa gli uomini . . . amati C iv. 13. 137.
pero r uomo di . . . quelle mai non ama ; e non amandoU, non si
■■ìace ad esse C. iv. (3. 145. T46.
òantno verD rrgc dee . . . amatr ta Verità C iv. 16. 7.
^•M«^ il lume di Sapienza, voi che C. iv. 16. 8.
la quAle ordina noi ad amart . . . dirittura C. iv. 17. 63.
elle 0(BÌ animale ... sé medesimo ama C iv. aa. 50.
Dko . . . che dal principio s^ stesso ama C. iv. aa. 65.
■i^ altre co«c che secondariamente ama C iv, aa. 71,
In sé che amta principalmente C. iv. aa. 73.
che in lui sono più nobili, più ama C ir. aa. 74.
ch^ . . . sia . . . quello più ama ; e co%) amando sé
prlocspalmcntc, e ... e amando di sd la miglior parte più,
waaifi Ito « che più ama V animo che 1 corpo . . . C. iv. aa. 76, 77, 78, 79.
il q«aJr aaino naturalmente . . . dee amare C iv. aa. 8a.
■a ta laute ai diletta . . . nell' uso della cosa amata C. tv. aa. 63.
!■ ^hOb coaa che massimamente è amata C iv. aa. 85.
CAMTieaal Mmeare li suoi maggiori . . . Conviensl amare li suoi
■risoci, acciocché amammo quelli, dia loro delli suoi bcneficii C iv. 96. 85, 88, 69.
li voaM pailH, eh' io amtu C. iv. a8. 47.
r luia coir altra s* ama C iv. 30. 61.
fa ammristimammit piena di ddore K A^. aa. 17.
ss convertia in amarwimo pianto . K A^. 3. 53.
vare la lenu d' amarùit'mt lagrime K iV. la. 5.
«d4* te . . . $otknà . . . awiarisnma pena K A^ 03. 4.
la «Ma pmatioDc é ammtiistma . C iii. 13. 19.
parche OOii vuoi tu ritrarti da tanta afmaritHdim . . . K. TV. 39. 18.
0 qaala ha la «è un' mmariimdin* C, iv. 85. 106.
^ stslo . . ' •cn'* amaritttdttti dì tempesta C iv. a8. la.
' ih£r e non aenara C i. 7. A.
^•"■'■"■STtortc * #*«««■ C i. 7. 17.
aHlé«i^ jg <|6Jc«- £ perocché all' «nuvi» comandamento ò
h^o^A^ . , ^'^1 ".«3-
AMARO
20
amaro. L' amaro lagrìmar [che voi taceste] f'. iV. 38. as, 35 (Son. xxl. i),
ambe. Che . . . Hai radunato, e stretto ad amh* mano Cat*». x. 83.
ambedue. Perchè in mcdesmo detto Convengono antUdut . C. iv. Catta, iii. 95 ; tS. 37.
amica. V. amico.
amicizia, che mi sia tolto Lo ... e 1' amKÙM Della tua maestà . . S. P. \. 44.
amico, ^L lo vo parlando dell' amica vostra C. iv. Cona. iii. 146; sa 59.
ardire A voler, eh* è di ventate antico , , Cans, x. s.
Prima che '1 suo mag^ore amico provi Cam. ivi. 35.
Queste ... Venute son come a casa d* amiVo Cait-a. xx. 17.
amaro, che una medesima cosa sia dolce e paia amara C iv. 9. 36.
amatì\'a. La sesta si è Amatwa tf onore C. i». 17. 47,
amatore, che '1 naturale amore . , . muove 1* amaton C t. 10. 33.
àissc 5à csatrt non safii*ntf, ma amatori di sapùnta C. ìli. 11.44.
ciascuno studioso . . . fosse amatore di sapienea chiamato . . . tanto
vale come in Greco jf/os dire amatori in Latino, e quindi dicemo
lioìjihs quasi amatore . . . onde Jilos e sofia tanto vale quanto
amatori di sapitnsa C iii. Z2. 46, 48, 49^ 51.
Cf. aroadore.
amatiice. anzi che voi foste, Ella fa amatna di voi .... . . C ili. 15. sBi.
ambe. K ambo.
ambedue, dicca eh* erano ambidut in una spera C. ÌÌL 5. 33.
se quelle non fossero ambtdiu effetto . . . ambedue avrebbero quella
cosa prima C iv. 18. 19, ao.
piuttosto ... che am^r^iM da un terzo C.iv. 18. 34.
ambo, che rim&d queste si deono riducere C iv. iB. 14.
conviene . . . procedere . . . ambe da un terzo . C iv. 18. sa.
si cunvegna . . . ridurre . . . ambe a un terzo C. ìv. 18. 63.
amendue. coal cadranno cimrn</iM nella fossa C. i. 11. 39.
amente, però que' cotali sono chiamati . . . amen/i e dementi . . . . C. iii. a. 154.
amicizia, che scrive Tullio in quello d' Amicizia , . C ì. la. 19.
dall' amicv nasce il vocabolo . . . Amicieia ......... C iii. li. 56.
Amictas. come Cesare . . . alla casetta del pescatore Amidas venne . C. iv. 13. lao.
amico, -a. cui io chiamo primo de* mici amici K ^. 3. 99.
si . . . che a molti amici pesava della mia vista K. ^. 4. 7.
io fui condotto per amica persona K A^. 14. 5.
la quale un suo rimiro . . . condotto avea K iV. 14. io.
credendomi far il piacere di questo amico V. N. i^. aa.
onde r ingannato amico ... mi prese per la mano K. A^. 14. 54.
dissi a questo mio amtco queste parole K A^. 14. 60.
conciofossecosaché alcuno amico V udisse V. N. 90. 3.
e pensando che t* amico era da servire V, N. ao. 9,
a coloro che . . . sono stati amici di colui che V. N, aa, te
imaginai alcuno amico, che mi venisse a dire K AT. 23. 49.
fu già mollo donna di questo mio primo amico K. A^ 34. 19.
di scrìverne per rima al primo mio amico V, N, 94. 45.
questo mio primo (iHfi'ro ed io ne sapemo bene dì K. A^. 35. ita.
perchè questo numero fu a lei cotanto amico ........ K, AT. 99. 38.
Perchè questo numero le fosse tanto amiVo K A'. 30. 14.
questo numero fu amico dì lei per K A^. 30. ax.
simile intenzione so che ebbe questo primo mio amico V. N. 31. aa.
il quale ... è amico a me . . . dopo il primo ^^ A^. 33. 3.
proposi ... di darlo a questo mio amtco V. y. 33. tS,
che forse pensano delli loro amiCT lontani K A'. 41. 17.
ciascun uomo a ciascun uomo è ... amiiro . • • Ci. 1.56.
AMICO
22
amico, non credeva esser ... Ma veri amici e prossimi S. F, xxxvii. 38.
Il nostro Signor Dìo padre ed amico P. Z". 116.
amistà. Perchè afnistà nel mondo si confonde Cane. x. 133.
Lussuria . . . Amistà rompe e parentado spezza P. F. 203.
amico, onorate Lei ne* suoi amia C iii. Ij. 186,
Per che git amici dell* uno sono dall' altro amati ....... C ìv. 1. 15.
Degli amici esser deono tutte le cose comuni C iv. 1. 17.
Onde io fatto amico di quesu Donna C ìv. i. 19.
questo errore che tanti amiW le toglie C iv, 1, 70.
Se due sono gli amici C. iv. 8. 143.
Fatevi amin della pecunia della iniquità C.iv, 11. iia.
bencficii, che 5ono generatori d' (tmrn C iv. li. 115.
nel traditore, che ... si mostra amico C tv. 19. 33.
non potemo avere perfetta vita senza amici C. iv. 35. 7.
se arricchiscono [gli amict] C. iv. a?. 138.
Bene i" sua antica Nobilladt C ìv. 30. 60.
chiamandola amica di quella C. iv, 30. 66.
amistà, questo fu quasi ÌI principio dell' amistà tra lui e me * . . F. A'. 3. ioa.
conciossiachè . . . nulla sia cosi intima amistà K. TV. aa. ti.
il quale ò nutrimento dell' amistà C. i. 8. 93.
dirò . . . come 1' atnistà è confermata C i. la. 17.
la prossimitadt é seme d' amistà C. i. la. 49.
1' amistà è cùnfcrmata e fatta grande C. i. 13. 6.
di questa concordia 1* amistà è confermata C. i. 13. 57.
se r amistà s' accresce per la C i. 13. 64.
essere a questa amistà concorse tutte le cagioni C Ì. f 3. 69.
le cagioni generative e accrescitive dell' amistà C i. 13. 71.
nel quale, trattando JriP Amistà C ii. 13. 19.
conciossiacosaché intra dissimili amistà esser non possa, dovunque
amistà si vede C ììi. l. 4O) 41.
lo desiderio della duraztone di questa amistà . . . sapere che . . .
neir amistà delle persone . . . conviene C. tii. X. 55, 57.
la quale manifesta V amistà, e ferma e conserva C ili. i. 69.
da questo amore nasce la vera e perfetta amistà C. tii. 3. 68.
quando tratta dell' Amistà C ìii. 3. 91.
non diciamo . . . intendendo solamente la naturale nwr'ftó significare
... ma r amistà sopra la naturai generata C iìL ir. 68, 70.
che quegli ai dica amico, la cui amistà non é celata C. Ìii. IX. 76.
siccome 1' amistà^ per difetto fatta o per utilità, non è atmstà vera . C iìi. II. 90, 91.
siccome intra le spezie dell* amistà quella eh* è per utdità, meno
amistà si può dire C tit II. Ho, ixt.
siccome r amis/iì per oMrs/à fatta è vera C iii. ri. 114.
come la vera amistà degli uomini intra sé i che C ili. 11. lai.
siccome la vera amistà ... ha per suggetta la conoscenza . . . . C iìi. XI. 130.
della vera amistà è cagione efficiente la Virtù C. in. xi. 137.
fine dell' amistà vera è la buona dilexione C. iii. ii. 140.
dicemo, mostrando V amico, ' vedi Y amistà mia * C. iii. 11. X70.
lo studio che si mette in acquistare una amistà^ che di quella amù/tì
gran cose . . . considera C. iiì. la. 24 (.6»}.
suole precedere ... la generazione dell* amistà C iii. la. a8.
Oh peggio che morti, che 1* amistà di Costei fuggite C. ìii. [5. 178.
Neil' amistà si fa uno di più C iv. r. 6.
sotto pretesto d* amistà C iv. la. 35.
amistade. secondo li gradi dell' amistatU .......... K TV. 33. 3.
AMORE
24
amore. Voi le vedete Amor pìnto nel rìso
Per fìgliuoTa d' Amor giovane e piana .
Tu troverai Amor con esso lei .
Mi fece verso lor volgere Amort , . .
Pianscmì Amor nel core, ove dimora
Allor diceva Amor-, Più non ti celo . .
SI lungamente m' ha tenuto Amort . .
Poi prende Amorg in me Unta virtulc .
Kd ha lasciato Amor meco dolente . .
K dico : 'Vieni a roe.' con tanto amort .
Luce d* amor, che gli angeli saluta . .
uno spìritel d' amor [gentile] ....
Amor, signor verace. Ecco 1* ancella tua
Amor^ che nella mente mi ragiona C, iii. Ca
valore Di ritrar tutto ciò che dice Amen
La Donna, di cui dire .-^mor mi face . .
Quando Amor fa sentir [della sua pace]
Vanno chiamando Amor, ciascuno a prova
Che le vi reca Amor com* a suo loco .
Le dolci rime d' amor, eh' io solla
Ch' i' ho tenuto nel trattar d' amore .
Piena d' amorfe di cortese lode . .
A»*ior, che muovi tua virtù dal cielo .
Falle sentire, Amor . . . II gran disio
Che la beltà, eh' Amort in voi consente
acquista onore» Donne, tanto eh' Amore La segna
Cana. ì
amore, onore, che Amore fece a questa donna
A me par^'e che Amort mi chiamasi, e
che . . . non si discernesse lo simulalo amort
che mi par\x eh' Amorr mi desse dì sé . .
nella prima parte dico siccome io trovai Amore
la mia rìsponsione sarebbe stata . . . Amort
uno spirito d* Amorr . , , pingea fuori Ì
chi avesse voluto conoscere Amore . . .
con che Amore fo&se lai mezzo che potesse
Amortj aiuta Ìl tuo fedele
le parole, che Amort m' avea imposte . .
buona è la signoria d* Amorr
non buona t la signorìa d* Amort . . .
lo nome d' Afnore è si dolce a udire .
la donna per cui Amort ti strìnge cosi . .
che tutti i miei pensieri sono d' Amort . .
dico che. volendo dire d* AiHore, non so .
per la forza che Amort prese
perocché Attore volea stare nel loro . . . luogo
dico, eh' Amort uccìde tutti i mìei spiriti . ,
a chi non fosse in simil grado fedele d* Amore
quello che Amore, consigliato dalla ... mi dice
ad immaginare quale Wmonr mi facea . . .
é, che Amore spesse volte . . . m' assalia . .
quando questa battaglia d* Amor» m' impugnava
che certo il fine di cotale amore conviene che sia
lo fine del mio amore fu già il saluto di . . . .
lo mio attore Amortf la sua merci, ha posta
99
r. AT. 19. 74 (C*K». i. 55%
K N. 19. 79 {Cane. i. 6o>.
V. N. 19. 88 {Can*. i. 69).
V. N. 23. 147 (CoMM. ii. ao),
V. N. «3. 158 (Cane. ii. 31%
V. N. 33. 190 (Gjm«. ii. 63).
. K. A^. aS. uff. C 0.
. V. N. aS. aa (F. C. 9).
V. N. 33. 54 {Catte, iii. 14).
V N. 34. 38 {Cana. tv. la).
y. N. 34. 50 (Cans. iv. 34).
C. ii. Cane. i. 43 ; 16. 78.
. . . C li. Cans. i. 51.
a. 14 ; ta. io; K E. ii. 6. 73.
C. iii. Cane. ìi. tS; 4. lai.
. . C. iii. Cana. ii. 33,
C iii. Cane. ìi. a6 ; 13. 44.
. . . C, iii. Cane. ii. 46.
. . . C. iii. Cane. ii. 58.
C. iv. Cane. iiL i ; i. 77,
. . C iv. Cans. iii. xi.
. , C. iv. Cana. iii. 130.
. i; r. E. ii. 5. 50; II. 38.
. . . Cane. ix. 54.
. . . Cane. i. 7.
. . . Cane. x. 39.
r. A'.
r. AT.
K A'.
8. 4a.
9- «3-
V. N.
V.N.
V.N,
V.N.
9-34.
9 39-
9. 59-
1.8.
I. IX.
y,N.
V.N.
V.N.
V.N.
V.N.
V. N
V.N.
V.N.
V.N.
V. N.
V. N.
V, N.
V.N.
V.N.
V.N.
V.N.
V.N.
V. N.
V.N.
V.N.
V.N,
t. 16.
X. 19.
a. IO.
3-3-
3. 9.
3 la.
3. X6.
3- w.
3. sa.
356-
4-36.
4.41.
4. ioa.
4. 106.
5. 51.
6.9.
6. IO.
6- X4.
8. e6.
8. 3a.
8.37.
AMORE
■Ck Chiamando amor^ Appetito di fere Crrtu. x. 143. |,
donna . . . Che . . . crede Amor fuor d' orto di ra^one .... Cuhm. x. 147.
Amor , . . Dammi savcrc a punger come voglia Cans. xi. i,
Qtaal ra divegna . . . Amort^ Sai contar tu Cnna. xi. 46.
Cotti m* hai concio, Antort, in mczTx> V Alpi Canz. xi. 61.
Fiorenza . . . Vota d' amort, e nuda di piccate Cane. xi. 79.
che ogni senso Colli denti d* Amor già mi manduca Cans. xiì. ^a,
El m' ha percosso ... e stammi sopra . . . Anxon^ a cnì .... Cana. xti. 37.
ne* . . . capcgli, Ch' Amor . . . increspa e dora Cana. xìi. 64.
£ se y^mor me ne sferza Cana. xii. 79.
E poi le renderei con amor pace Cana. xiì. 78.
Qttando ^U aperse Wmor con le sue roani Canji. xiiì. 8.
Con le insegne d* >4wor dicder la volta Cane, xiii. ai.
9c ne n ... La sconsolata, che la caccia /fmorr Cane. xWì, z^ •
si Uiaicnu D* Atnor^ che ... la caccia Gnu. xiii. 39.
Ove la pose Amor^ eh' era sua guida * . ■ Cana. xiii. 45.
donne, Che avete . . . U mente d* amor vinta Cohm. xiii. 87.
lo sento sì d* Amor la gran possanza Catte, xiv. r.
Kon dico ch^ yfmor faccia più eh' io voglio .... ... Catta, xiv. 7.
porta conforto, ovunque io senta amor* Cane. xìv. 16.
E sanno il loco, dove .^moflaaciaro CaHs. xiv. 39,
K' mici pcnsier, c-hc pur d' «morsi fanno Caria. xi\*. aS.
Ben é verace amor quel che ro" ha preso Cane. xiv. 33.
Cbè DuUo ayrtort t di cotanto peso Cana. xiv, 36.
Oh' Amor di tanto onor m' ha fallo degno. Altri eh' Amor non mì
polca far tale Gnu. xiv. 64, 63.
degli ucchi, che sono principio di Amor* . . . della bocca
eh' e fine d' Amort K. W. 19. 133, 134,
a pregarmi eh' io gli dovessi dire che è Amori K W. ao. 5.
che . . . betJo era trattare alquanto d* Amore K N. ao. g,
parole, nelle quali trattassi d' Amore y. N. ao. ir.
J'oaeìachr trattai d' Amorr nella soprascritta rima K A', ai. i.
come si sveglia per lei quesl* awort K A^. ai. 5,
qnanto induccre Amore in potenza là ove non ò y, JV. at. 37.
come riduce in atto Amort ne* cori di K A', ai. 39.
il core, or* era tanto amore V. N. 33. 58.
p«r alcuno anunonifflcnto d' t^monr K A'. 33.111.
4ÌC0 che mi giunse una imaginazione d* Amore V. N. 34. 7.
cbe *1 core mi disse con la lingua d' Amore V. I^. 34. 16.
p«rvcmj che Anmre mi parlasse nel core V, N, 34. 37.
Chi volcase . . . quella Beatrice chiamerebbe Amore K. W. 24. 43.
parve che Amor* m* apparisse allegro y, N. a^. 67.
mi parve che Amore mì dicesse K. A^. 34. 69,
dabtCar potrebbe di ciò eh' io dico d' Amore K ^. 35. 3.
<hà Amore non e per se siccome sostanza, ma è K M 25. 7.
appare che io ponga Antore essere corpo . . . K A^. aS- 16.
noa erano dicitori d* Amore in lingua volgare, anzi erano dicitori
d* Amor» certi poeti in K A^. 95. 35, a6.
$omt . . . trovato per dire d' Amore K ^. 35. 51.
Per Ovidio parla Amore, come »c fosse V. N. 05. 94.
4d Sbro cbe ha nome Rimedio d* Amore K ^. 35. 96.
li fedeli d' Amore che m' intendano K AT. 33. sa.
offonJa dico quello cbe Amore però mi facca ; nella tema dico
degli effetti d' .^fmorff K A^. 35. 37, a8.
AMORE
26
amore. Onde Amor cresce in me la sua grandezza Cohm, xìv. 73.
che . . . tanto Amor m' avvezza . . . Quanto Cans. xiv. 76.
E la stella d* amor ci sta rimota Cawa. xv. 4.
Un sol pensier d' iimorr Cnita. zv. 11.
Ed Amor . . . Non m' abbandona CattM. xv. 03.
lutti gli animali . . . son d' amor disciolti ....<.... Cang. xv. 34.
E '1 mio più d' amor porta Cohm. xv. 36.
1* amorosa spina Amor , , . non la mi tragge ........ Cuna. xv. 50.
quando piove Amor» in terra da tutti li cieli Cofu. xv. 68.
Quando . . . Amore à solo In mCf e non altrove Capta, xv. 70.
Dall' altra parte è con forza d' amore Cohm. xvi, 6.
che \MÌ Per man d' Amore là. entro pinta sete Capis. xvi aa.
Che 'I ^ e *l no ... Ha posto Amort Carta, avi 48.
dì quella saetta^ Ch' A$Hor lanciò Io giorno eh' Cana. xvi. 58.
a tutt' altri ò conteso, Fuor ch* a' messi d' Amor Catia. xvi 60.
tanta buona fede Di quel verace Amor Cnna. xviì. 42.
Amor potrù ben dire ovunque r^na Catta, xviì. 44.
Poiché ti guida Amort Cana. xviìi. 63.
Poscia eh' Amorócl tutto m' ha lasciato Cuna. xix. i ; y. E. ii. la. 65.
son certo . . . Ch* Amor di sé mi Cara grazia ancora Carta, xix. 19.
Sollazzo et che convene Con esso ^morr Cana. xix. 71.
Io giuro per colui, Ch' y4mor si chiama Ca»fa. xix. 90.
Che dentro siede Amore Caia. xx. 3.
Come Amor prima ... La vide in parte Ca»ra. xx. 37.
Fcnoo ì sospiri Amore un poco tardo Cana. xx. 55,
amore, che con quella . . . donna non sìa nobilissimo amorr . . . . K /V. 36. 93.
si facea d' una xisla . . . e d* un . . . quasi come d' amore . , . V. N. 37. 4.
ed apparila forse per volontii d' Amore K. iV. 39. 7.
che ne reca li desiri d' Amore dinanzi F. W. 39. ao.
quattordici Canzoni si di amotr, come dì virtù materiate , . . . C. i i. 104.
dal naiuratr amore alla propria hquefa C. i 5. IX.
per lo naturale amore della propria loquela C. i to. 30.
che 'I naturale amore . . . muove 1' amatore C. i. 10. 33.
che mi domandasse se amon alla ... è in me C. L la. 9.
non solamente amore, ma perfettissimo amore di quella è in me . C ì. la. la, 13,
sono cagioni di amort generative C i xa. 33.
sono cagioni di amore accrescitive C. i. ix a$.
confortare I' amore eh' io porto al mìo Volgare C. i la. 37.
ella 6 delle cagioni stata dcU' amore ch* io porto C. i la. 51, 99.
la bontà é cagione d* amore generativa C i la. 101.
che non solamente amore, ma perfettissimo amore sia quello . . . Ci. 13. 73, 73.
quella gentil Donna. . . accompagnata d' Amore C. ÌK a. 11.
non subitamente nasce amore C ii a. 33.
prima che questo nuovo amon fosse perfetto . C. ii a. 37.
li Troni, h quali, naturati dell* amorr del Santo Spirito . . . . C. ii 6. no.
lo movimento di quello ciclo pieno d' amort C. ii 6. 113.
quel ciclo era quaggiii cagione d' amore C. ii 6. 118.
dissono .<4»iofr essere figliuolo di Venere C ii 6. 119.
ove dice Venere ad Amore : ' Figlio, virtù mia ... * . ■ . . . C ti 6. tai.
Venere disse ad Amore : ' Figtio, armi mie . . . ' C. ii 6. 135.
questo nuovo pensiero d' amore C. ii 8. 94,
Ora ch* é mostrato come . . . nascea amon C ii. 9. a.
conciossiacosaché amore sia effetto C ii 9. 03.
e quello di prima fosse amorr . C. ii. 9. 45.
fty ~^B^^~ ~^^^^^r AMORE
■■mu Si bel, eh* Atttorvi viene a stare ali* ombra ...... S/st. i. i6.
eh' etta arrebbe aesso {n pietra L' ^mor Sf»f* i. af.
Amtcr^ tu vedi ben. che quesU donna 5<5/. ii. x ; V. E. ii. 13. 96.
Ma di qual fiera V ha d' amor più freddo St^. ii. 8.
Aimo* mi mena tal fiata all' ombra Di Stit. iit. x.
Fra eh* io rinvengo, i' aon d' a>w>r più verde Che S4sU Hi. li.
é moho umil . . . Sol per amor dì lei Stst. ili. 03.
Non m' abbandoni Amtor^ ma tìeomi verdr S*st. ÌÌì. 33.
Coal m* i^paja Amor; eh' to vivo all' ombra Stsi. iii. 37.
per CUI son verde, E fermo nel suo amor, come Stst. iv. 5.
S' io porto amor corale alla mìa donna Stai. iv. 7.
Ballala, io vo* che tu ritrovi Amort K /^. la. 80 {Bafl. i. i).
Ritrova r y|im>r pria K A^ la. 88 (fin//, i. 9I.
Amtùrti: qucif che ... Lo face . . . cangiare V. tf. la. 100 (fio//, i. az).
DT, che domandi ^Monr. s' egli è vero K. A^ la. 109 (£a//. t 30).
cte ia ombra d* Amor» . . . apparisti BaU, ii. i.
Dottoe, io non ao di che mi preghi Amore BaU. iii. i.
CÌA lacc Amor qual volta mi rammenta Baii, iii. io.
Cbe «olo Amor mi sforza BaU. iv. 43.
t>* «MOT non averà mai intelletto Baii. vi. 7.
la «ti ^wor ai metta per piacere altrui Ba//. vi. 17.
Se WMi Ibise eh' Amart ... le dà valore fia/A vii. xa.
vidi volare . . . Un angiolel d' amort lutto umile BaJl, vìii. 7.
La aia donna vcrrH Coronata da Amon Bali vili. 17.
Vai die «apete ragionar d* amort BaU. x. i.
•■■n. <fc« lo effetto di costoro é amor* C ii. 9. 33.
^MMto pensiero, il quale si chiama sfitn/fi ti^ amotw C iì. li. aa.
apparecchiata di ricevere amorr, misericordia C. il. 11. 46.
cÉi« 1 OM mmart cacciava . . . ogni altro pensiero C. ii. 13. 51.
aealradoml levare dal pensiero del primo amon . . . . . . . C ii. 13. 54.
d cr«dc« . . . che disposto fossi a quello amcrt C ii. 13. 66.
iavtamno me . . . nell' mmwv C. iì. 16. 6.
a^h quale dà cagione di più nriiorc ........... C ii. 16. 58.
L'ho s^ntrl d' amor . . . Onde è da sapere che per
. . . s* intende C. ii. 16. 80.
41 cai io Innamorai appresso lo primo tfmomr C ii. 16. 100.
la aria aacondo amor* prcae cominciamcnto C iii. t. a.
La quale mtmon ... in gran Gamma a' accese , . , C. iii. I. 4,
8 éoklaria^ dw Amtùn di vedere costei mi dava C iii. t. 11.
watr abìlacola 4d aio Amiort . . . miravano C iiL 1. 19.
valaatà ari %iatae Ai parlare d' amort C. iii. 1. 33.
a per volrrr d* Atmurt o per mia prontezza C iii. i. a6.
cte d* wf Nwr parlandOi, più bello . . . sermone non era C iii. x. 09,
r mmm fti lo pmprìp mrmirw di me medesimo C. Ui. x. 35.
■d^ido ma estere dal pnino omorr mutato C i>i. 1, 85.
Atmmn,, . non è Àllrt> che unimento spirituale C. ili. a. 18.
llB'fT « AUcJlo cbe noi diccrou Amor^ C. iii. a. 67.
•mim , . . é qocUo ragionatore C iii. a. 70.
^iìkogQ ÓOYC dico, che Amorr mi ragiona C iii. a. 158,
dba^ma» ^^^ j^r"^ m^mÌ* mia fa la sua operazione .... C. iii. 3. a.
i^*'^fcarf«rr O»»'^ *'^*'"**'"*^^° C. ilL 3. 4.
daw^n *•" ^„ ^^ apezialc ««non, come le corfora tfmpiki
Sk> •• J«toi«>»*«' e iii. 3. 8, 9.
''•5tj't««wr*»"''"r -no a««r»d loco, dove C. lii. 3. 15.
AMORE ^^^^^^^^^^F 2d
amore. Questa che aentc^^morncf^li occhi sui . Salì. x. 04,
Contro il disdegno che mi dà Amoit Ball. x. a8.
Salute in lor signor, cio£ Amor» K. A*. 3. 80 {,Soh. \. 4).
Quando m' apparve ^«lor subitamente f'- A^ 3. 83 {San. i. 7)-
Allcgro mi sembrava Amor, tenendo Mio core K. A'. 3. 85 {Son. i. 9),
O voi, che per la via d' Amor passate K. TV. 7. 18 (Som. ii. 1),
Amor, non pà [per mìa poca bonutc ... Mi pose] , . V. N, 7. 24 iJSon. ii. 7), 49.
Piangete, amanti, poiché piange Amort K A/*. 8. ai {Son. ìii. 1).
Wmur sente [a pietà donne chiamare] >*. A^. 8. 33 {Son. iii. 3), 44*
Udite quant* Amor le fece erranza K A'. 8. a© {San. ili. 9),
Chi d* Amor per innanzi si nutrica C AT. 8. 56 {Son. iv. la).
Trovai yf wor in mezzo della via K A^. 9. 46 (Scw. v. 3.).
Tutti li mìci pcnsìer parlon d' Amort K A^. 13. 36 [Son. vi. i),
Ch' AiHort quando ... mi trova, Prende K A^. 14. 85 {Som. vii. 7).
E quand' io vi son presso, sento Amort K. A/". 15. 30 {Soh. vììÌ. 3),
L' oscure qualità eh' -«4mor mi dona y. N. it. a^ {Son. ix. a).
Ch' Amorim* assale aubitanamcntc] K. A'. 16. 98 (Son. ìx. s\ 44-
Amore e *l cor gentil sono una cosa V. N. ao. 13 {Som. x. 1).
Fagli natura , . . Amor per sire, e T cor per V. N. ao, 18 {Son. x. 6),
Che fa svegliar lo spirito d* amore V. N. ao, 35 {Som, x. 13),
Negli occhi porta la mia donna Amort K. AT. ai. 9 {Soh. xÌ. i).
Bagnata il viso di pianto d' amort K A^ aa. 73 {Som, xìÌ. 6).
E poi Wdi venir da lungi Amort Allegro si V. N. a^. 53 {Son. xiv. 3).
Amor mi disse [: Questa è Primavera] K A^. a4, 69 {Son. xiv. 13), 78.
E quella ha nome Amor, sì mi somiglia K A^. 94. 63 {Soh, xIv. 14).
Un spirilo soave e picn d' amort K. AT. a6. 49 {Soh. xv. 13).
amore. I.c pianU . . . hanno amort a certo loco C. iiì. 3. aa.
Gli amma/i6rK/f' hanno più manifesto nmorr ... al C. iti. 3. 33.
Gli uomini hanno loro proprio amori alle . . . cose C iii. 3. 34.
tutti questi amon piiote avere C. Hi. 3. 39.
per ... ha r uomo amort a certo cibo C ili. 3. 68.
per la natura quarta . . . lia T uomo altro amort . . . questo amort
neir uomo ... ha mestiere di rettore C. iii. 3. 77, 79.
per la quinta , . . natura ... ha 1' uomo amort olla veliti ... da
questo amort nasce la vera . . . amistà C. ìiL 3. 86, 87.
Onde . . . dissi Amort rogionart nttia mmtt, per dare ad intendere
che questo amort era C. iii. 3. 94. 95.
per la quale fosse suspicato lo mio amort essere C. iii. 3. 99.
li miei pensieri (che sono ^r/rtr</' ^worr) C iii. 3. 119.
seguire luì non puote ... là dove il pensiero nasce d* Amort . . C, Ìli. 4. 41.
non ha riguardo il suo amort al debito dì colui C. iii. 6. 100.
Cb^ *1 suo parlare . . . genera ... un pensiero d' amort . . . . C. Ìii. 7. 134.
i suoi atti , . . fanno amort disvegltare • • • . . C ìii. 7, 143.
sei passioni . . . cioè . . . amwt e vtrjpgna C. iii. 8. 86.
dico che Amort le reca queste cose quivi . . . dove SÌ puote doppia-
mente Amort considerare. Prima 1' Amort dell* Anima . . .
secondamente 1' Amort universale C ìii. 6. 113. 115, ti6. 117.
cioè ardore d* amort e dì carità C. iii. 8. 146.
Jitosq/Of secondo il naturale amort, che C. iii. xi. 6a.
non li dice Fiioso/ò alcuno per lo comune amort C iiì. zi. 73.
cosi . . . conviene essere 1' amort alla Sapienza C. iii. 11. 81.
Per che senza amort . . . non si può dire Fito&o/o C. iii. zi. 87.
ha . . . per forma un quasi divino amort allo intelletto C. iiì. xi. 136,
e '1 padre dice al figliuolo ' Amor mio ' . . ■ . < C. iii. 1 x. f]!.
AMORE
DRb Tcatute Di ^ntllexu, d' amore e dì fede
Che DOD sospiri in dolcezza d* arnort ,
QucUa donoB gentil, cui piange Anton . .
Atmcr . . . [S* era svegliato nel distrutto core
Bta i con quella donna quello amon . .
Colar d' afMort [, e . , . Non prcser mai] ,
E rag^iona d' amor si dolcemente ....
Quetti è un spirttel nuovo d' amon . . .
■1, eh* Amore LÌ cerchia di corona di . .
Ch* Amor vi tramortisce, il glien duole
Ittldtigcnxa nuova, che 1' Amore . , . mette
Per6 provveggìa del mìo stato Amore . .
SrCD menando Amor dal destro lato . . .
Venute 9ono a ragionar d' amoew ....
cecBc uà cuor puote stare . . . con amor perfetto
Oh* ou cnidel . . , Non vi mettesse amor
E quivi TM^kramt aemprc d* amore ....
Per cui Atmot^ aorenCe si spergiura . . ,
ìàaatn eh' Amor leggiermente il saetti . ,
lo sotto stato con Amore insieme ....
Molti, volendo dir che fosse Anutre^ Disser
Ma io dico eh' Amor non ha sustanza . .
£d in Aloco d* a$more ti mio si posa . . .
C *l DOD amato atmor mutata serba . . ,
Owle . . . Amor . . . Alquanto per pietà con me sospira
S m* ha in tutto Am%or da aè scacciato
K N. a^. oo {Son. xv'u 8).
K N. a?. a6 {Son. ivi. 14Ì.
^. ^. 35. 46 (Son. xviii. [a^] a).
K yV. 35. 39, 49 (SoH, xviiL 5).
y. N. 36. 4r 4 Som. acix, 13).
K iV. 37. 14, 16 {SoH. XX. i),
. K N. 39. 6a (Som. xxii. 3).
y. /V. 39. 69 Som. xxii. 10).
V. /V. 40. 57 (Som. xxiii. 7).
y. N. 40. 61 (Som. xxiii. 21).
K. A'. 43. 49 (SoH, XXV. 3),
. . . SoH. xxvìi. 14.
, . . Som, xxix. 4.
, • . SoH. XJLX. 0.
. . , Som. XXX. II.
. . Som. xxxi. 4.
. . Som. xxxii. ifl.
, . . Som. xzxiii. la.
, . . Som. xxxitf. xi,
. . Som. xxxvi. i.
, . . Som. xxxviii. x.
. . Som. xxxviii. 9.
. . Som. xxxix. 4.
, . Som. xjtxix. lo.
. . Som. xxxix. 13.
. . Som. xli. IO.
Per Amwre intendo lo 9imKo il quale Ìo mettea per acquistare
r «INO»/ di questa Donna C. iiì. la. xi, la.
primo ^ quello eh' io chiamo qui Amore C. ili. xa. 19.
fià dair una parte è nato amore C. iii. la. 39.
ta'loi è . . . sommo ^rMor* C. lit. la. 97.
•■MOT è io loro del tutto spento, e a filosofare ... è ncces-
muio amoit C. iiì. 13. 13, 15.
^■Bdo Amore fa della sua pace sentire C. iii. 13. 39.
cÌ6 4 (piando Amore della sua pace fa sentire C. iii. 13. 65.
Ht« Afmore i: forma dì lìlùsofia C. iii. 13. 109,
ti qoak Armare maalfcato è ncll' uso della C iii. 13. 1 1 1.
flMoAtt . . . qoi ha . . , per forma Amore C iii. 14. 9.
io ImImmSo commendare 1* Amon C iii. 14. 13.
EMo questo Amore a sua similitudine riduce , . C ìit. 14. aÓ,
li Smmm wi'lù . . . questo amen traggc a C. iii. 14. 50.
ifaffOiaf 0 divino amon è tutto eterno C iiì. 14. 59.
coal &ce questo aitton amare, che la Sapienu, nella quale questo
mmeoe» fere, eterna ò C. iiì. 14. 56^ 57.
ckalfc dove quealo amor» splende, tutti gU altri amon si fanno scuri
• qwsi latenti C. iii. 14. 65, 66.
cW k divisa rtrfù ... in questo «Mcotv . . . discende ..... C iii. 14. 88.
9^(ad§ CON ià . . . c^oà accompagnisi dì questo Amon . . . . C iii. 14. ioa.
«■l' air arva/cn e accende amon C iii. i4< «M-
f mmà ódk $iic parti componenti, cioè Amon C iii. 15. 4.
aie^r
<ch€coafio^'' «
unisce r amante colla
C iv. t. X,
.... ^^ pi comunica nell' altra C iv. x, xa.
^9'^^ aecondo V amon e 1" odio suo C iv, x. ai.
^ •. ■ -^^— .........•.•* e*, tv.
0. ai.
AMORE ^^^^^^ 30
amore. Ora che ... in amor ciascun par che a' apprcste Soft, xììu 5.
Con lei non state ; ch^ non v' è Amore Son. xliii. 9.
U bclleiu . . . Quindo h destare Aftiorvu nella mente .... Som. xliv. a.
Com* ella volse, Amor tosto le diede Soh, xIìv. 11.
Di quella parte dove Anton alberga Som. xliv. 13.
Donna non e' * che An$or le venga al volto Son. xlvi. g.
Chiamando a voi merco sempre d' amore ......... Som. xlvii. ix.
^morm' affligge ond* io prendo cordoglio 5o'f. xtviiL 11.
Ma tu, fuoco d' antor, lume del ciclo So», xlix. xi.
E veggio Amor, che m' impromelte, pena Som. I. 11.
Ma con dolcezza e con perfetto amore S. P. vì. 3.
Ed oltre a questo lo suo anion è tanto « . . • . S. /*. vi. 43.
lo scrissi già d' amor piti volte rime P. /", i.
Da questo lalso atMor ornai la mano ... io vo' rìtrarc P. F. "j.
Da questo amore e da quel buon disio Procede P P. 73-
Che del battesmo aver si forte accende L' amor in noi P. F. 98.
Traggemi della mente Amor la stiva f. E. ii. 1 1 . aa.
ainorem. Amorem versus me non tantum curat Cans. xxi, 38,
amoroso. Donne e donzelle arnorose, con vui K A^, 19. 33 (CffH^. ì. 13).
Quanto è . . . gentile Negli atti ed amorosa Ca$u. ix. 3a.
E 1' amorosa fronde . . . tira CaMM. x. 134.
a cui non cale Dell' antorosa mente Cana, xiv. 69.
Ond' io prego . . . Dolce mìa amorosa Coffa, xiv. 85.
r amorx>sa spina Amor . . . non la mi tragge Catu. xv. 49.
E '1 disio amotoso . . . Dall' altra parte è con Cam. xvi. 4.
Non sono innamorati Mai di donna amorosa , , - Catu. xix. 49.
e '1 fior ... Fa desiar negli amorosi cuori Cam. xx. toc.
Che si movca d' amoroso tesoro K. A^. 7. 31 (Som. ìi. 14).
Distrutta hai 1* amorosa leggiadria K //. 8. 60 (Som. ìv. 16).
Cosi mi trovo in amorosa erranza V. N. 13. 46 {Som. vi. 11).
Fagli natura, quando è amorosa, Amor per sire .... t^. N. ao. 17 (Som. x. $).
lo mi sentii svegliar . . . Un spirilo amoroso K /V. 34. 51 (S«m. xiv. a),
amore, per intendimento di più non rimare d* amore C iv. a. 35.
di dire al presente d* amore . . . . C. iv. a. a8.
a parlare d' amore C. iv. a. 78.
che d' <4iMor parlando ho tenuto C iv. a. 93.
in questo amore le case prendano ogni loro bisogno . . , . , . C iv. 4. 41.
nelli quali non amore umano, ma divino era spirato C iv. 5. 103.
giudicatore . . . per amore del pubblico bene C ìv. 5. lao.
avere contra s^ per amore dì Roma . . . consigliato . , . . , . C. ìv. 5. laS.
nmonr hanno alla memoria di costoro C. iv. it, 133,
[Al cor gmfii rifui m sempre Amore Civ. 30.69. ]
ncIP uso della cosa amata, eh' è frutto d' amore ....... C iv. sa. 84.
la quale per lo radicale amore . . . à amabile C. iv. aa. 138.
questo dMtorr mostra che avesse Enea C. iv. a6. 93.
Per che appare . . . essere amore necessario C ìv. atì. 100.
è manifesto che . . . Amore . . . aieno necessarie C iv. a6. t43.
essa è dovunque alberga 1* amore di quella C iv. 30. 53.
amorosamente, molte volte pensava più amorosamtmit K W. 39. 8.
amoroso, che fosse amonna cosa a udire K. AT. 33. ia6.
che rimano sopra altra materia che amorosa . P'. /V, 35. 49.
Filosofìa è uno amoroso uso di Sapienza C. iii. la. 95.
Biosofia, che è . . . amoroso uso di Sapiensa ... . . . . C iv. a. 153.
cosi nella Giovcntute si fa . . . Amorosa C iv. a6. xi.
3» lk«^ ^^^l^r ANCORA
MBOraMX E maledico I' mmorvsa lima Som. xxxiì'u 5.
^**'™"* Amor . . . Ecco I* anctlla tua C ìi. Cans. \. 53.
Poiché r anima mia fu fatta ùHalla Della tua podestà Con*, ix. 18.
O CBn (wiwffia e pura, Colt* bai Cafra, x. 39.
anche Canv. xi. 30 ; xiv. 53 ; 5. P. ci. 75,
Dagli occhi, che m' anadoMo a gran torto Canz. xi. 45.
Ed cUa mmaJt Capu. xii. 9.
Coa quelli apada, ond* egli ancist Dido dna. xii, 36.
Ow ■* infiammano il cor, eh' io porlo attoso Catt*, xii. 75.
Foco mettesti . . . Col tuo parlar eh* mnadt BaU. iì. 7.
Ck' e(lì m* mmatU e la morte m' è dura Balf. iìl. a.
C qoair mmadt, e qual caccia di fuora K. ^. 14. 88 {Son. vii, io).
Ocglì occhi tradìtor che m* hanno anctao Soh. xjcxv. a.
<7. noddere^
B^ Inaaraorata, com' aH<v fu donna S*st. i. 39.
C BOB è ... Ni mmtv tanto dura alcuna pietra Som. xxxi. a.
K ^. 19. 60 [CoHM. i. 41): sa. tto CanM. iii. jo) ; C. iì. Carta. ì. 30; iii. Coma
"• •& 85 ; Jv- C«M*. iii. 69, 99 ; CoHs. ix. 58, 69 ; x. 130 ; xiii. 44 ; xiv. 71 ;
é a questa età . . . necessario d* essere amorosa . . . . C. ìv. a6. 8a.
ciascuno con ampta miiora cerca Io suo mal fare C i. a. 64.
più atnpia fa C i. 3. 67.
le immagine . . . sempre è più ampia C L 3. 60.
<jbe pft «m^'sono li termini dell* ingegno a pensare che a parlare,
e più uffi/t* a parlare che . C. iii. 4. 109, i io.
B rfcsMen umani si (anno piii ampi C ìv. la. 180.
La quarto senso sì chiama mmagogiroy ctoò sovra senso . C. iì. 1. sa.
siccome fu Anatmgom e Democrito . C. iì. 15. 56.
■ggiongo una stanza quasi cumc ancttta delle altre . . , . V. N, 19. 143.
4 cvrtaiama per s£, e per la sua anatla C iì. 14. 393.
4ldle «Mn^ adolescenti non ^ numero C Ìi. 15. 177.
TattB scieiue chiama . . . attctHt C it. 15. 180.
K N. 15. as. 4B: 16. a ; t8. 46; ai. 3: aa. 34, 41 ; 34. 39: 05. 17, iB; a7. 6;
37. la; 39. 45; 41. 14; C i. a. 134; 7. 84; it. 89; 13. 45, 59; Ìi. a.
39; 5- 48; 7. 88; 9. 100 ; li. 56; 14. 34 1 >'• »• ^7 ; 5- »o8. 115, 173. i8a,
1B9; 9. tao, laa, 147; IO. 51, 71; II. 77» 85: I5- 8a> 9' : iv. 8. 58 ; 9.
90*65; 13. 133; 14. 11,36; xs- 93; 85. a3. laò; 37.88, 104, 143; aS. Sa,
Ila.
diAw> dell'Anima del suo padre AmcMìm , C. iv. 96. 74.
jfla. r altre anime dire non si possono dontu, o>a antiil* . . . . C ili. 14. 96.
cy. maodla.
Ok sa ««Mv vuoti considerare lo primo nome suo K. /V. 34. 33.
mmm Ariatecàle pare ciò sentire C ii. 4. sa.
Wt% 4Ma* quanto è Saggia C ìi. 1 1. 48.
la ^Hs] com «NTD . , . ciò Care non può C Hi. 13. 46-
uza di Maffeo ed «*hv degli altri C iv. aa. 168.
U seti* fcgi , , , ^^uo, e li re Tarquinii C iv. 5. 90.
*'* ff «a. liB ; 14. 39 ; «6. 4, 5 ; 19. 106 ; aa. 40 ; as- «4 ; a4. 47 ; as. io, a9;
'^4,19:30.41 ."3"- 4:38. 33 ; 39-^4, 46; 43. 43 :C. i. a. 34» 55 ; 5, 70» 9» ;
^5^64; 7. 3«' 5* •' *• *• *''' »6 : 9. 39. 65 ; io. 74 ; la. 14. 60, 68; 13. 37 j
a i „ 5' 03, »<>4 : «• 3< ; 3. «5 J 4- 69 : 5- 54 : 6 85. 145 ; 7. 17. 81 ; 9.
^S^iJf'.lVto. «5» *^'' «3^' *T; 14. 86. 143. 148,187.330.338; 15.87,95.
Ui L A. ^8 ; if»-3-46;4. (05: 5.98; 7. 79; 11.1,37; <3- «4 ; M-3». »«' :
, lé$; to. 4 ^^^ , ,^ ,58 ; 3. 30 ; 4, 18, las, 134 ; 5- 59: 7- 37 ; «o. 85,
* j»7; M ^'
ancora. xvii. 74 ; xix. 19, 44; Ball. vi. 4: Som. xxvìii. 9; xl. 3; xlvi. io; 1.6; S.P.
xxxi. 4, 7, 64; I. 7 ; P. F. 143. M3. 024.
ancorché. Cans, xix. 77.
andare. K N. 19. 5T \^Catt£. i. 33 : òts). 83 (Caiw. I. 641 ; 33. 173 Carta, ii. 46); 33. lot
{Caru. iii. 61), III [Gang. ìii. 7i>, 116 {Cant. ÌÌu 76) ; 34. 39 (^Giha. ìv. 3), 33
(Cana. iv. 6), 43 (,CaR£. iv. 161 ; C. ii. Catu. i. 57; ìii. Caw«. ii. 40, 46; iv.
Catu. iii. 39, 40, 141, 146; Caru. ix. 77 f Aw) ; x. 34, 65, 137, 154 : ^>- 34. 37.
40, 76, 80; xii. 79 ; xiii. 39^ 37, 51 (bis) ; xiv. 39 ; xvi. a. 66 (,«.% 68 ; xviii.
61 ; xix. 46, 54 ; XX. 64 : Stsi. ii. 39 ; iv. 3 ; y. N. 13. 81 {Bali. i. a), 84 (Ba//.
f. 5), 87 {Boti, i. 8) j Ball. vL 34 : K N. 8. 49 (So», iv. 5) ; 9. 45 {San. v. a : w.") ;
aa. 75 {Som. xii. 8), 97 {So», xiii. 9) ; a6. 41 {Som. xv. 5% 50 (5o*». xv. 14Ì ;
37. i5{SoK. xvi. 3;, 19 (5oH. xvi. 7I; 33. a8 S0H.xvii.3i ; 35. 51 (So«. xviii. 7);
36< 43 (Son. xix. 14) ; 41. 55 1.S0N. xxiv. 1) ; Son* xxxii. 4 '• a1> < ! xliii* 5!
xliv. a; xlv. 6; liii. 6; S, P. vi. 39, 48; xxxi. 15, 35, 51 ; xxxvii. gì, 80;
ci. 105 ; P, F. 9a, 207.
angeUcato. Che siete ang*licata — creatura Ball. ìv. t8.
angelico. A»gtlica sembianza In voi . . , riposa Ball. iv. 19.
Per riguardar sua angtUca figura Ball. v. 6.
angelo. Angelo chiama [in divino intelletto, E dice] V. N. 19. 34 {Cane, i. 15), 97, tir.
vedea ... Gli angeliche tornavan suso y. N. 33. 1B6 [Cans. iì. 59).
Nel reame ove gli angeli hanno pace . K ^. 33. 56 (Girts. iii. 16).
Luce d' amor, che gli uti^Wi saluta K ^. 34. 50 {Catu, Ìv. 34).
ancora. 109; 11. 123, 135; 13. 53, 59, 114; 14. la, 117; 15. 8; 16. a8; 18. 36;
ai. ia6; 33. 51 ; 35. 113; a6. 81, ioa, laa ; a7. 131.
andare. K yv. a. 48; 7. 4 ; 9- 7 ("■), 9(«-); n. 13; «a- 4» ^as, «aó, 138; 13- ^1^^; »5-
46; aa. IO, 43 ; 03. 34.60 ; a4- ^5 : ^- »3 : »7- 33? 3^- 40 ; 37- 8; 4'- 2,
IO. 40. 43. 45f 47. 5'. 52 ; 4a. 14. 16, 17, ao ; C i. 3. 30, 77 ; 7. 18, 53 : 8.
58, ioa, 105, ro6. iia ; n. 33, a6, 61, 153 ; 13. 43 ; ii. 1. 44. 67 ; 8. 48, ja;
9. ii7 ; IO. 46; 13. 43, 54; 13. 30, 46; 14. 99, 106; 15. 31 ; iii. 3 43; 5-
78, 86, 98, 144, 157, 167, 178. iBa, 183, 187; 7. ia6; 8. 173, 178, 179: 9-
103 ; IO. 69 ; 14. 91, loi ; 15. 79, 83, 89, 193 ; iv. i. 74 ; 3. la, 56 ; 5- M :
6. 139 ; 7- 64, 68, 71, 76, 78, 103, 137 ; 9- io4. n8 ; I3. 90. M^, 169, 186,
193, 194. ao5 : 13. 103 ; 15. 70, 71, 155 ; 16. 114; 19, la ; aa. 59, 151, 16»!
J78, 180, i8a ; a4. 147 5 «5- 100 ; 27. 68, 70; 30. 15, 31, 59.
andata, se . . . non avesse impresa 1' aMdata in AiTrica C iv. 5. 171.
anello, tre moggia d' anelia in AOTrìca erano portate C iv. 5. 167.
angdiCO. alcun* altra angelica natura . , C ii. 6. 80.
umana, e, meglio dicendo, angelica C. ìii. 3. 85.
la qual f ... in quelle Mentì angeliche C iii. 6. 67.
tra r angelica natura, che è cosa intellettuale , C. iii. 7. 74.
cosi è misurato nella natura angelica C. iti. 15. 98.
che del tutto r angelico . . . accorgimento soperchia C. iv. 5. a.
tuttoché r angelica ... sia più divina C iv. 19. 56.
angelo, fu piacere del Signore degli angeli K A^. 8. 3.
parcazni vedere moltitudine dì angeli V. N. 33. 30.
che questi itft^f/i cantassero gloriosamente K AT. 83. 53,
anzi è uno de' bellissimi angeli del cielo V. N, a6. 16.
disegnava un angelo sopra certe tavolette ^. A^ 35. 5.
cioè di disegnare figure d' angeli y. N. 35. 15.
ove ti pane degli Angeli sì mangia C. i. i. 53.
per più usato modo volcmo dire v4h^/i' C ii. a. 63.
le quali la volgare gente chiama Angeli C iì. 5. 8.
molte legioni d' angeli C. ii. 6. a8.
che '1 Padre aveva comandato agli angeli C. ii. 6, 30,
33 ^^^^^^^^^^^^F ANIMA
Siccome face in angtia che 1 vede C. iii. Cane. ». 38 ; 14. 30.
ircdcr ... gli angth ò\ Dio quaggiù venire Catìe, xvii. 58.
A guisa d' angri che . . . Divien beato Bail. ix. 5.
Ai quali Dio e gli angiU del cielo Alcun peccato non ìmpute-
nuino , S. P. xxx'i. fl.
pensiero che parlar mi suole D* un* angiola che 'n cielo è
coronata C ii. Catta, i. 39 ; io. zo .
*Bg**^^^^ ridi volare . . . Un angioltJ d' amore tutto umile .... Bai/, viii. 7.
anfiDletta. nel viso D* un' angtoUtta che ci é apparita ..... Balt. vi. 19.
che ili la sua cera Guardando, vidi un angioi figurato . . . Son. xxix. 8.
E rotta si dalP angasaa e dal pianto .... K N. 23. T43 (Cans. iì. 16).
Duinomi aMg9Ȉa [li sospiri forte] K IV. 33. 37, 83 {Catta, iii. 43).
Pianger dì doglia e sospirar d' angosaa ^. A^- 3». 97 (Ginjr. iii. 57).
S' egli non teme angosaa di sospiri C. ii. Can», i. 96 ; t6, 36.
L' ^t^tìtcta che non cape dentro, spira Catta, xi. aS.
Ahi I artgoseiosfi e dispictata lima Catta, xii. as.
Diventano nel cor sì angosaost V. JV. 40. 60 (San. xxiii. io),
RI&. che procede Da un* amma, che . . . rìsplende . . . V. N. 19. 37 {Catta, t xB).
Per che I' anima mia fu si smarrita V. N. a-^. 159 (Catta, ii. 39).
Beato, oruWsa bella, chi ti vede K iV, 93. aio {Catta, iì, 83).
AUor sente la frale amma mia Tanta dolcezza K. TV. aS. ao (F. C. 7).
lo primo 4 quello degli AngtH C iì. 6. 44.
che ti movitorì . . . siano dell' ordine degli ^n^«/i C iì. 6. 107.
Jadhrina luce, come in atigrìo^ raggia in quella C. ìli. a, lao.
,4alle Sostanze separate, cioè dagli AngtU C. iii. 7. 47.
e quasi non sìa altro che anggio C iii. 7. 86.
dhrtna Virtù, a guisa che discende nell* angtlo C. iii. 7. 99.
9c Iddio fece gli Attgtli buoni e li rei C. iii. la. 67.
cfae ta divina virtiir a guisa d' atigrlo . . . discende C. iii. 14. 87.
la Nobiltà umana . . . quella dell' atigelo soperchia C. iv. 19. 55.
L' bai fatto poco minore che gli attgtli C. ìv. 19. 66.
«Qo giovane ... il quale . . . era Ange/o di Dio C. iv. aa. 169.
L* Amgr/o di Dio discese dal cielo, e C. iv. aa. 170.
Qoesto ^nil^/o ^ questa nostra Nobiltà C. iv. aa. 175.
per vedere quest* Angiola giovanissima V. N. 9. 47.
Beatrice . . . che vive in ciclo con gli angtoli C ii. a. 7.
ood' io sostcnca si grande angoscia K W. 3. 57.
daCogare 1' m%goKÌa che il core scntia K W. 9. 11.
che tema anffìsàa di soipin C. li. 8. 90.
li sospiri m* assaltano grandissimi ed aH^osabit. . . . K. TV. 38. ao.
dico cb' Amore sìguoreggiò r anima mia KA^. a. 39.
perocché X anima era tutta data nel pensare K. A^. 4. 4.
Id tm corpo io vidi giacere senza 1' anima K. TV. 8. 7.
dalla parte della nobiltà della sua anmta K A^. 19. 119.
tfrìle sue rirtudi . . . che dalla sua anima procedono V. JV. ig. xai.
pel quale era Slata quella nobilissima e beata anima K TV. 33. 61.
O mmma bellissima K. AT. 33. 83.
Io dico che ... l' anima sua nobilissima si parti nella K TV. 30. a.
«ra Catto distruggitore dell' amma mia K TV. 33. 9.
r alcrs chiamo atttma, àoè la ragione ^. TV. 39. 36.
degno sia chiamare ... la ragione anima ^- ^< 39- 39-
dico come 1' anima, cioè hi ragione, dice al core K. W. 39. 55.
nniicimiriicoaacht il nostra intelletto s' abbia a quelle benedette
KiV. 49.38.
D
ANIMA ^^^^P 34
anloia. Partissi . . . Piena di grazia V anima gentile i^. N. 30. 70 {Catta, iU. 30).
E d' og-ni consolar 1' am'ma spoglia K /V. ga. 80 {Cana. iii. 40).
Ch' io dico : Anima mìa, clic non ten vai K ^. 34. 33 {Cans. iv. 6).
Come r anima trista piange in lui C ii. Cans. un; 7. 69.
si dolcemente, Che V anima diceva C. ii. Cana. L ig ; 6. 54.
L' aniiita piange C. li. Coti*, i. 30 ; io. 14 ; 16. 50,
^MfMd nostra^ che ri ti lamenti .... C. ìi. Cane. l. ^t.
[Che] r anima eh' ascolta e che lo sente [Dice] . . . . C. iii. Cana. ii. 6 ; 3. ia6.
La sua Anima pura [. . . Lo manifesta] C iii. Cana. ii. 30 ; 6. 108.
piaccia a Colui . . . che U mia anima se ne possa gire a
vedere la K iV. 43. 13.
r ultima perfezione della nostra anima C i. r. 9.
r uno . . . r altro dalla parte dell' anima C. I. 1. t8.
Dalla parte dell* anima è, quando C Ì. i. aa.
la parte sensitiva dell* anima C. i. i r. 15.
nella uscita dcir dniwi:! del peccato C. ii. 1. 64.
Beatrice . . . che vive ... in terra colla mìa anima C ii. a. 8.
r a/rima è legata e incarcerata C. lì. 5. 130.
le animi di quaggiù %' accendono ad amare C ii. 6. 115.
speziai parte dell' anima e del corpo C. ii. 7. ai.
la divistone che è nella mia anitna C. ìì. 7. 66.
questa amnta non è altro che un altro pensiero C ii. 7. 76.
chiamo lui anima e 1' altro 5;^inVo C li. 7. 64.
nelle nostre animt ... ha grandissima podestà C ti. 7. ioa.
qui si dice pensièro, e non anima C. ii. 8. 58.
Inanima s* intende . . . per io grneml firnsitro C ii. 8. 60.
£ dico che questo pensiero ... è poderoso ... in vincere V anima
tutta C. ii. 8. 75.
a meglio fare ciò credere all' anima sperta C ii. 8. 88.
si conviene dire della parte dcir amMM C, ii. 9. 7.
cioè dair anima partita d' està vita C. iì. 9. 38.
in quanto V anima col corpo congiunta sono C ii. 9. 44-
della ìmmortalìtii dell' anima è qui toccato C ii. 9. 50.
par volere Aristotile in quello delP Anima C ii- 9. 64.
della quale fu 1' anima mia innamorata, C. ti. 9. 135.
dentro a me 1' anima mia ragionava C. ii. zo. 4.
manifesto r anima mia essere ancora dalia C. H. io. 15.
ai volge tutto lo mio pensiero, cioè V anima C ii. 10. a6.
si dee credere che 1' anima mìa conoscca C ii. 10. 63.
dice il Filosofo nel secondo dftr Anima C ii. zo. 66.
Ultimamente manifcsla 1' anima ... la presunzione loro pericolosa
essere stata C. ÌL io. 74.
quella parte, nella quale parla r am'ma C. ii. It. a.
quando dice già : Anima nostra C.ÌL11. aò.
quello che fare dee quest' anima ripresa C. il. li. ag.
della quale parca I' unima passionata Cii. 11.33.
impone a lei, cioè all' anima mia C ii. 11. 86.
fu perduto il primo diletto della mia anima C iL 13. 6.
spezialmente I' animt umane ........Ci). 14. 33.
si è r anima intera quando 1' ode C. ii. 14. 191.
dice Aristotile nel comlnciamento (/<r/r ^Hima C.il. 14. 941.
il Vero . . . nel quale ai cheta 1' anima nostra C. ii. 15. 183.
te quali . . . innamorano 1' anima C.n. 16. 39.
t* intende 1* anime libere C iì. 16. 65.
35
ANIMA
■L Che r anima temea, E teme "^^i^r . . C. ùi. Cana. ìL B4.
Cbè solo Iddio all' ottima U dona C iv, Canm. in. 116; 90. 48.
acme . . . Messo da Dìo nell' amma ben posta , , . C. ìv. Caru. ìli. lao; so. 68.
L' mmumm mi adorna està bontate [ . . . tiene] C. iv. Cans. iii. lai ; x6. a6 ; 33. 7.
Pakhè I' ««iM(« mia fu fatta ancella Cam*, ix. iB.
L* <Win« folte . . . Cosi dipinf^, e forma Can». xi. 19.
*e r mtnmm tonu poscia al core ^. , . Can». xi. 49.
Ond* è naiaaa trista L* anima mia Caru. xiìi. 35.
Par volerne portar V mmma santa Dì questa Cane, xvu, 59.
tento spirituale dell' anima e delta cosa amata : nel quale
Lo ... r anima corre C. ili. a. ao, aa.
r «Mina umana . . . più riceve della natura divina C iii. a. 47.
r «HiMd umana #sjrr vuole naturalmente C ìiL a. 54.
clic ... 1* anima umana . . . si unisce C. ili. a. 6t.
la conoscenia dell' anima è chiara o C. iii. a. 66.
il psA conoscere quale é dentro I' amma C iii. a. 69.
r aaiaeBto della mia mmma con questa . . . Donna C. iii. a. 71.
t^t . . . latta era colla mìa anima una cosa C. iii. a. 77.
€hm n Filosofo nel secondo Jrlf Anima . . . dice che V Anima prìnci-
pahacalc ha ire potenze C. Iii. a. 84, 85.
ofnì Anima che sente ... si muove C. iii. a. 88.
ve|;ctaliva potenza . . . può essere anima C iii. a. xoa.
qadla Amma, che . . . comprende, è perfettissima C iii. a. iia.
r Amimm umana . . . partecipa della divina natura C. ìiL a. 114.
r Amtms é tanto nobilitata e C. iii. a. 118.
la ^BOia . . . parte dell* Amma sono . . . dice il Filosofo ... nel
tmnn iMt Anima Ciii. a. 193, las.
^■r Mtmtt a* inicDdc questa ultima e nobilissima parte dell'
j$mima C. iii. a. 138.
M0mài* cIm è quel fine, e preziosissima parte dell' Anima^ che è
Htntmdf C. iii, a. 157.
la alia amma . . . arde di potere ciò . . . narrare. E . . . dico che
r mtmii se ne lamenta » . . C iii.3. lao, taa.
^■iri r mmima . . , più che altrove s* inge^a C. iii. 4. 43.
•aaaMcaòa . . . ^ nell' anima come nel corpo C. ìiì. 5. 8.
•dBft aeeoBda discendo a laude spellale dell' amma C iii. 5. 10.
cka air mmmm noaCrm possa tórre la sete C iii. 6. 78.
•■•aaaM dica Q Filosofo nel secondo tùif Anima, V amma è atto
4al corpo C. iii. 6.1x1, ita.
oka li aaa>brw«, cio« la sua dwma ... riceva C iii. 6. 133.
. %\ secondo V amma^ come secondo il corpo . . .
lei spezialmente secondo l* anima C. iti. 7. a, 4.
• ttOLWWiM ahrimenti dall' anima umana C iii. 7. 50L
la cai mmuma tMta in materia t compresa C. iii. 7. 57.
édF mmmmf^matK, altrtmcotì una che un' altra ,,,.,,. C. iii, 7. 68.
a im r aatw^ka natura ... e 1* anima umana non sia C iii. 7. 75.
• toa r mminaa umana e 1' anima più perfetta delli bruti animali . . .
■a« aia C. iii. 7. 78 {6it).
riH aaao proprtc dell* anima razionale . . . . C. iiL 7. 96.
la imma^^ . . . che 1' anima brvia rappresenta C. iif. 7. 104.
aasa la boari e la i-irtù <^^^ >"■ a$tima é C. iii. 7. 148.
te ^aalo . . , p^ bontà tScW ammu . . . bellezza appare . . . . C iii. 8. «4.
^a^ OoiBi^^y^^fnriata dalU parte dell' amima C. iii. 8. 31.
to^aatoip^^l* ^^/n*#i più adopera C. iii. 8. 54.
'•^ Da
ANIMA
anima. Si eh* ancor 6accù . . . dono Quest* animia gentil
e miro fedel come 1' erba QucU' anima (S. aaìroale)
Un lume . . . Che 1' OMÌma contenta . . .
U . . . figura, Che all' anima gentil fa dir .
Che fa da' polsi 1' anitna partire ....
Che va dicendo all' anima : sospira . . .
In persona dell* anima dolente. Abbandonata
Io dicca poscia ncU* anima trista ....
L* ani$na dice [al cor : Chi è costui] . . .
y.N.
anima, massimamente in due luoghi adopera 1' Anima
le nature dell* Anima hanno giurisdizione ....
della £>onna che . . . abiu, cioè 1' Anima . . .
sci passioni siano proprie dell' Anitna umana
di nulla di queste puote 1' Anima essere passionata
una corruscazione della dilettazione dell' anima .
a dimostrare la sua anima nclP allegrezza moderata
Prima I* Amore dell' Anima^ speziale a questi luogh
che ordina V Anitna ad adornare queste parti
guardare non può, perchè quivi s' inebria V anima
siccome Aristotile vuole nel secondo dtlV Anù$»a
per infermità dell' anima
Chi r anima ttm*a si, chtfiro mi parta . . .
Onde . . . r anima più passionata più si unisce
per bontà dell' anima amica
così la Filosofia, fuor d' anitna ... ha .
quando 1' Anima e la Sapienza sono fatte amiche
quando 1' anima nostra non ha atto di speculazione
si dice che 1* Aninta della filosofìa Lo mantfrsta ,
perù qui si chiama Anima di lei
prima dalla parte dell* anima
Per donna gtntHt s' intende la nobile anima d* ingegno
r altre anitne dire non si possono donne . .
guai donna, cioè qnaU anima sente
li costumi sono bcltatc dell' anima
che a lei disposata 1' anima é Donna ....
che 1* anima filosofante non solamente contempla
nccome . . . T anima del fabbro è cagione . . .
vocali, che sono anima . . . d' ogni parola ...
dice . . . nel secondo dtlF Anitna
le potenze dell' anima stanno sopra sé . , • ,
cosi levando V ultima potenza dell' anima . . . rìmane
atn'ma sensitiva solamente ....
perocché Iddio é Principio delle nostre anime
essa anima . . . desidera tornare a quello . . .
cosi V anima nostra . . . dirizza gli occhi . . .
agli occhi della nostra anitna .......
il Comentatore nel terzo delP Anima ....
dico InUlUUo per la nobile parte dell' anima nostra
siccome vuole Aristotile nel terzo dtlP Anima
Che, secondo la malizia dtIP anima ... ho vedute
secondo la perfezione dell' anima
Iddio solo porge questa grazia all' atutna dì quello .
il Filosofo nel secondo dell' Amma . . .
se V anima è imperfettamente fosta . . .
36
Catts. ivii. 75.
Srst. iv. 36.
BalL iii. 6.
Ba/L X. IO,
N, 16. 37 {San. ìx. 14).
iV. a6. 50 (Son. xv. 14).
33. 38 {^ScH. xvii. 13).
36. 40 (Son. xix. ra).
. 58, 64 {Son. xxii. 5).
39
cosa
C, iii
C ìli
C.ìiL
C iii.
C. iii.
Cui.
C. iii.
cai
e. iii.
e. iii.
C iii.
C iii.
C. iii.
C. iii.
C. iii.
C. iii.
C iii.
e. iii.
C. iii,
C. iiL
cui.
Ciii.
C iii.
C iii.
Civ.
Civ.
Civ.
Civ.
C iv. 7.
IV.
B.66.
8.68.
a. 77.
8.84.
8.87.
8.99.
8. IDI.
a it6.
8. 119.
8. 133.
9-54-
IO. 9.
10. II.
20. ao.
11. siB,
II. 134.
la. 31.
13- 57-
13. 104.
13- 2<o.
14-3-
H- 93. 95.
15* «37-
15. 141.
a. 147.
a. 156.
4. i»3.
6. 35.
XIX, 139.
7. 140.
con
C iv. 7.
. Civ.
. Civ.
Civ.
Civ.
Civ.
Civ.
Civ.
Civ.
C iv.
Civ.
Civ.
Civ.
148. 'SO.
la. X41.
la. 144.
la. 151.
13. 170.
13.68.
15. 109.
15. 116.
15. II?.
16. sa.
ao-55-
«>• 59-
ao. 61.
ANIMALE ^K^^^^^^^^^m 38
nnimale. Falsi ammali, a voi ed altrui crudi Catu. x. idi.
tutti gli animaU . . . aon d' amor discioltì Caiu. xv. 33.
cosi . . . Che paiono animai scnztt intelletto Can^. xix. 57.
e miro fedcl, come 1' erba, Queir animalt (M. ScF. anima), cui più
piace (^. & K più vi pincej l'ombra (5.) Sm/. iv. 36.
Ora die ... gli ommn/i' comincian lor feste Som, xlii. 4.
animare, fiammelle . . . AnimaU d' un spirito gentile . . . C. iii. Cans. u. 64 ; 8. 148.
Chi difìntsce : Uomo è legno animato . . . C iv. Canm. iu. 41 ; 3. 99 ; io. 6, 37.
animo. Onde r atàmo eh' t dritto e verace . . . non si sface . . . C. iv. Cans. iiL 59.
animale, chi conosce da lungi uno animale . . C i. 6. 43.
la sentenza del Filosofo, in quello degli Ammali C. iì. 3. 15.
quando dice nel duodecimo degli Animali C ii. 9. 79.
1* uomo è perfettissimo di tutti gli animali C ii. 9. 80.
molli . . . siano mortali, siccome ammali bruti C iì. 9. 8a.
maggiore . . . che di nullo altro animaU C ii. 9. 87.
che M perfettissimo animaU . . . fosse imperfettissimo . . , , . C ii. 9. 90.
non sarebbe ... né vita d' animaU C ii. 15. 153.
siccome ... In ogni animai* bruto vcdcmo C isL a. iix.
però è V uomo divino animale . . . chiamato C. iìL a. <3l.
Né mai d' animale bruto predicata fuc C. Ìli. a. 149.
Gli aHima/f ArM/i hanno più manifesto amore C. iii. 3. 31.
per la natura quarta, degli animali C iii. 3. 76.
è ricevuta . . . altrimenti dagli animali C. iii. 7. 56.
1' anima più perfetta dellt bruti animali . . C. iii. 7. 79.
solamente 1' Uomo intra gli animali parla C. iit 7. ioa.
non giudica come ... ma quasi com' altru a$umale C. ili. xo. 34.
che * r uomo natiiralmentc è compagnevole ammaie ' C iv. 4. io.
veggcndo che ciascuno animatr . , . che fugge ... e C iv. 6. IDI.
tanto è da curare, quanto di bruti ammali C iv. 7. 38.
siccome . . . negli animali tfgttart C. iv. 7. 114.
manifesto e, che vtutre negli ammali è srntirt {animali dico bruti) . C. ìv. 7. 1 18, 1 19.
cosa con anima sensitiva . . . cioè ammali bruto C. iv. 7. 151.
e in questi altri animali . . . bassezza e . . . non si noti . . . . C. iv. 14. 91.
distinzione fa dì tutti gli uomini agli animali bruti C. iv, 15. 67.
colle umane quelle degli animati bruti C. iv. ai. aa.
tre operazioni, cioè Animale, JntelUttuaU e Divina C ìv. at. 91.
che ogni animaU ... si razionale come bruto . . . ama, e . . . . C iv. aa. 48.
che . . . r Uomo è animale civile C iv. 27. 39,
animare, parla la cosa, che non è animala^ alla cosa ammala . . l^. U. 35. 8a {bis).
parla ta cosa animata alla cosa inanimala ..«,...,. K A^. 35. 85.
nelle cose animate mortali . . . non ai trova C iU. a. 107.
Le ^N/«, che sono prima am'/Na<Sr C iii. 3. az.
in quanto dice animalo C Ìv. lo. 40.
animo, di riposare V animo stanco C t 3. 37.
puerizia, non dico d* ctade, ma d' animo C. L 4. la.
franchezza d* animo . . C. i. 5. aa.
da ogni nobiltà d' animo . , C i. 9. 16.
la bontà dcU* animo ... ò in coloro C. ì. 9. 30.
xiiità d* anitmOf cioè pusillanimità C. ì. x t. io.
drizzano si 1' animo loro a quello Ci. xi. 44,
sì muove da filtà d animo C i, 11, 137.
quello . . . più rimane nell* animo dell' uditore C iì. 9. 13.
senza alcuno discorrimento d* UHifMO. C ii. ir. ao.
una nobile disposizione d' animo C iì. 11*45.
39
ANNO
Che »• «pre quando 1' animo ftccon»ente Som. x\ìv. 6.
C state ormai con V attimo giocondo S. P. xxxi. 8a.
NeUa qtuJe ogTii ben surge e s* annida Cana. xviii. ij.
0|^ U Y éumo che nel eie) salisti i^. iV. 35. $8 {Som. xviii. 14).
BDw è applicaxione dell' amirto innamorato . . C ii 16. 8a.
arci stato ripreso di leve^za d* antmo C. ìii. 1. 84.
«igtii slahitita d' atumo essere a quella mutabile C. iii. 1/93.
la verm atm^ta, itstratla dall' animo , . C. iil. xi. 130.
ia alano fer\'ore d' animo ... si chiamano C iii. ii. 154.
aab^ cioè da viltà d* animo Affermato e C. iv. a. tao.
Il ^wUc «g^li ««ri'mt degli uditori porta C iv. a. 134.
3(— lacofcaché 1' animo umano . . . non sì quieti C. iv. 4. aa.
tBtta fnnchexxa d' animo è da ferire C iv. 9. 180.
1* amtna dtrilto non mutarsi C iv. io. 74.
COA molta Citicadel suo animo ... si mira innanzi C iv. ig. 900.
cbc r «w'iwo rAtf i diritto ... e verace . . . non ti disface . . . . C iv. 13. i j6.
qiBIvde per maiisia d* animo . . . impedito non t C iv. 15. 1 la.
die per maliiia di an$mo . . . infermi non sono C iv. 15. i-jg,
che *1 pnmo . . . rampollo ... si è V appetito dtW Animo . . . . C. iv. ai. lai.
AvnvMw, cio^ a/'>V/tifp <r ammo naturale . • . • C. iv. aa. 36. ,
pui Dobilc p«nc ... sia r animo che 1 corpo C iv. aa. 76.
flMnifcftto è che pJd ama 1' atnmochc *] corpo C iv. aa. 79.
di|aa}c ««fimo naturalmente ... dee amare C iv. aa. 81.
L* aae del iioalro animo t . . . dilettoso a noi C iv. aa. 86.
. . . che ogni appetito sia animo ; che qui ■' intende
solamente quello che C Jv. aa. 94 {bis).
chiamare aniwHn V appetito scniitivo C. iv. aa. 97,
r aw dd nostro ammo t doppio C iv. oa. 103.
•dato cone alcuno lume d* animo . . . appare C. iv. 34. 150.
Cbé lo -S'M^r* è uno stordimento d* am'mo ■ C iv. 85. 49.
Lo /SirfaFf é un ritmimcoto d* animo C iv. 35, 69.
the ... ai dica che ... di buon animo mi maritasti C iv. a8. 153.
Maria V'ergine . . . figlia di Giovacchino e d' Anna . . . , C ii. 6. 14.
per U guerra d' Annibali C tv. 5. 166.
fece 11 giuochi . . . ncll' annivfnario del padre . . . C. iv. 96. 138.
IL « cJtt quasi dftl principio del suo anno nono . K. A^. a. 13.
cW apponAo erano compiuti li nove anni K /\r. 3. a.
Con questa donna mi celai alquanti mesi ed anni ...... K A^. 5. a8.
aoa é imUo numero d' anm passato, che K W. 35. 31,
ana Irwriaao . . . anzi . . . per centocinquanta anni l'. TV. 35. 40.
cfla ti parti nel nono mese dell' anno . , K TV. 30. 5.
SI parti in fiudlo anno della nostra indixione, cioè degli anni
DoBiini, in cui K TV. 30. 8, 9.
Ia qttd giorno, nel quale si compiva 1* «mio . . f. N. 35. a.
cfctt U ttia vita per alquanti anm duri K /V. 43. 10.
a daqasata anm <U qua C i. 5. 57.
(tfe aaao mdle anm . C i. 5. 63.
Hans, gionnetij donxella di tredici anm C ii. 6. 35.
ÌJi cento smhì uno grado C. ii. 6. 143.
. vuol« ... lo Boo eerchio C H. 14. aa6.
la ■Matetiilo . . . che f« . . - P«f "" %nào in cento anni . . . . C. li. 15. 104.
e ftimiuu iterchhc quattordici amU e mezzo a ciascuno luogo
dUBi icif^ edWm * Clo*« »«> "'*'" " celerebbe; e Morte un
•im^^ . . • • - Ciù 15. MS. M5(*«).
ANNO ^^^^ ^^^^ 40
anno- Però che li miei giorni e li miei ohmj . . . son S. F. à. •}.
annodare. Dunque . . . Sarà virtute, e con virtù s' annoda .... Cohm^ zix. 95.
annoverare. Che se beltà fra' mali Vogliamo annocvrar Cans.x.i^.
annunziare. Fa' che gli atmunxt in bel sembiante pace . . V. N. la. ifli {Ball. i. 49).
Antenora. Punisci in An/enora qual verace Non segue Catu, xv'in. 38.
antico. Che fosse antica possession d* avere C iv. Can^. iii, 23.
anno, notte non sarebbe ... né rirrno C. ìi. 15. 255.
hanno uno dì dell' anno di sei mesi C. ìii. 5. 169.
due volte r annù ha la state grandissima di calore C. iii. 5. 168.
io fui esperto di questo 1' anno medesimo che C. iiL 9. 148.
dal principio . . - che fu seicento [settecento?] cinquant* anm' . . C ìii. 11. 35.
forse più di mille anm'l' avevano aspettato C iv. xx. 8t.
io credo fra il trentesimo e 1 quarantesimo anno . . . che ... sia
nel trentacinquesimo anno C. iv. 33. 93, 94.
morire nel trentaquattresimo anno della sua ctade C. iv. a3. 97.
che al trentacinquesimo anno . . . era il colmo C. iv. 93. 109.
queste parti si fanno . . . ncll' anno C iv. 23. ta8.
eh' ella dura infino al ventictnqtttsimo anno C iv. 34. 13.
dico che nelli più . . . quella età è cvn/i anni C iv. 34. 09,
la Gioventutc nel QuaraHtadnqHtsimo anno si compie C ìv. 34. 36.
siccome 1' Adolescenza è in ptntiaHqu* anni C tv. 34. 39.
cosi si termina la Scnettute nel settamiesimo anno C. iv. 34. 43.
comincia . . . presso a cito antti dopo quello C iv. 94. 47.
rimane . . . forse in quantità di dieci anni C. iv. 34. 55.
avcmo di Platone . . . che esso vivelte otiantuno turno C iv. 34. 6a.
egli sarebbe all' ottantuno anno . . , trasmutato C iv. 34. 67.
annovale. di dire parole . . . quasi per annovalé di lei K N. 35. 17.
EUinoverare. che ultima noi annoverianto C ìi. 6. 65.
annumerare, annumerando i cicli mobili . . . esso ciclo . . . è . . . C ÌL 14. 156.
annnmtrate quante volte ... 6 additato C iv. 6. 185.
annunziare, e M decimo annumìa essa unitade ... di Dio . . . . C il 6. lot.
V opere delle sue mani antiuttEta lo firmamento , C. ii, 6. 104.
aNnwK«faN(/o loro la mia intenzione C li. 7. 63.
Poi . . . annunsia che per lei si vedranno C. ii. 16. 85.
quelli che v^ amimtaiano la volontà dì C ìii. 13. 187.
antecesaore, anti-. colui che valente anticesson ha avuto . . . . C iv. 7. 94.
dalla via del buono suo anitttssort C iv. 7. 109,
il basso stato degli antnessori C iv. 14. 43, 51.
la obblìvionc dei bassi antecessori . . . bassezza d* antecessori . . . C. iv. 14. 87, 88.
la obblìvionc del suo basso antecesaor* C. iv. 14. 134.
che ... de' suoi an/rrruon bassi fosse memoria C. iv. 14. 135.
la memoria de* loro antecessori C iv. 14. 140.
Anteo, combattendo col gigante che si chiamava Anteo C. iti. 3. 53.
anticamente, che anticamente non erano dicitori d' Amore tn . . . K ^. 35. 34.
nelle corti anticamente le virtudi . . . s' usavano C. ii. 21. 61.
Dico . . . che anticamente In Italia . . . vìveva C. iiL 11. 9ià»
antlcessore. K antecessore.
antichisslmaniente. questo . . . fine . . . antichissimamente fu . . .
cercalo . C. iv. 6. 75,
antichissimo, siccome furono quelli sette Savi antichissimi . . . • C. iii. 1 1. 36.
antico, vcdcmo nelle scritture antiche C. i. 5. 52.
1* antica grossezza degli astrologi C ii. 3. 30w
in molti nomi antichi rimasi o per nomi o per soprannomi bIU . . .
on/kA j' edifici C IL 5. 49, 50.
udc
^^^^^^^^ APOSTOLO
UdCCK Fonnau fu dal suo decreto antico Cans. x, 9,
Morte ... Di dolor madre arUica ... K iV. 8. 46 {So». ìv. a).
A Euiia delle vostre an/irAr suore Som. xliii. 11.
Tutu U legge con l' antica istoria S. P, cxlii. 33.
per cavarne Gli a/i/dcAj' padri P, /*. 36,
Cmmm, ix. 7-7 ; xii. 68, 71 ; xitì. 33, 47 ; ^. ^. «7. 19 {Son. xvi. 7); Son. xxai. 14 ;
xxxil 7 ; xxxvìii. 11 ; /*,/". 333.
apATtenere. I". appartenere.
apetto. y. aprire.
antimi Detto é, che gli antichi la verità non videro C. H. 6. a.
gli «M£K-Ar s' accorsono che C.ii. 6. 117.
della parte dell* anima, cioè dell' antico pensiero C. iì. 9. 7.
cioè r antico pensiero contro al nuovo C ii. io. 5.
r anima, ao^ V antico pensiero che si corruppe C ii. 11. 3.
iodamo sarebbono scritte e per antico trovate C. ii. 15. i6a.
riapote. eh' era, * antica ricchezza, e be' costumi^ C iv. 3. 45.
tcnnesi alla prima, cioè air * antica ricchezza' C iv. 3. 50.
cioè 'poasessìone d' dM/ira ricchezza' C iv. 3. 54.
Furono dunque filosofi molto antichi C. iv. 6. 63.
K«n trapasserai Ì termini antichi C iv, 7. 96
quando dice antica ricchcxsa C iv. 10, 15.
poae . . . falso suggetto, cioè antica ricchcasa C. iv. io. 49.
tnm^ . . . essere cagione . . . dicendo antica ricchttaa C ìv. 14. 5.
qaaado dicono . . . ponendo questo vocabolo antico C iv, 14. 96.
frbiarimo . . . appo la legge e credenza antica de' C. iv. 15. 50.
però gli antichi regi . . . faceano C. iv. 95. 55.
non nominò suo padre, ma gli fiNf^i suoi . C iv. 25. xi6.
fb veduta per gli aNA'cAffiloso6 apparire C iv, 37. 90.
Dammi lì patti degli antichi letti C iv. aS. 142.
per essere di . . . antiche generazioni C ìv. 99. 21.
quaate onoranze che rimangono degli antichi C ìv. 99. 40.
colui che delti suoi antichi ragiona e mostra le C ìv. 09. 43.
alla statua fiitta tn memoria del tuo antico C iv. ag. $a.
AnttCtOoa. Pittagora . . . chiamava quella Antictona C. ili. 5. 39.
anxL K iV. 3. 58; 8. 13 ; II. 4 ; 13. 75 ; 14. 69 ; 15.3; 35.25, 39; a6. 16; 35. 11 ; 41.
i5i «4 : C. 1.9. 75 1 ii. II. 41, 44; iii, a. 53. 150; 4. 98 ; 7. 37 : >S<8o; iv.
4-97 ; 8- 78; la. 106; 15, 135, 154 ; 17. 117; 87. 116, 177; «8. 35.
ape. «I vrrrrbbe alla conoscenza delle api C. iv. 17. rag.
apertamente. Ap^rtament* adunque veder può chi vuole . , . . C ì. 3. 77.
ai pDò Tcdere apcflamenU in molti C. i. 9. 73.
litCflme per Boezio si può apertamente vedere C iii. a. 143.
ai p«ò la aua ctcmìtÀ apertamente notare C ÌÌL 14. 64.
UffioaoS . . . apertaniente il dimostraro C. iii. 14. 71.
cU beo guarda . . . apertamente vedrà C tv. 6. aa.
VwafttA . . . vedere apertamente C iv. 11. 33.
sicché aperlammle ... si conosce la imperfezione C iv. la. 16.
ac . . . la Nobiltà in lui sì vedesse cosi apertamente C ìv. 14. 137.
apertlHlnKk per due aperlisiimt ragioni veder sì può C. iv. 4. 127.
perocché la Vergogna è apertissimo segno C iv. 35. 97.
apefta r. aprire.
Apollo, ricordossi del rlsponso che Apollo dato avea C iv. 95. 66.
più lontana . . . che d* alcuno altro Apostoh K W. 41. 50.
ddti dodici Apoitoli, ne menò seco lì tre C. ii. r. ^Q.
V Apottola dice C. ii. 6. 7-
APOSTOLO
appagare. Cosi m' appaga Amor ; eh* io vivo ali* ombra .
La gran bellezza di veder m^ f^PP^go
apparare. Che quel, da cui convien che M ben s' appari .
apparecchiare. Eccomi apparecchiato sarvo umile . . .
A' quali tutti sono apparecchiato
il . . . inganno, Che sempre ci apparecchia quel nemico
La Gola è, che consuma ... £ con ebbrezza e con
apparecchia, e
apparire, -«re. Visi dì donne m* apparvfr crucciati . . .
vedere . . . Turbar lo Sole ed apparir la stella . . .
Sest. iii. 37.
Som. xxxix. 6.
Catts. xvi. 35.
San. xlviL 14.
5. P. xxKvii. 70.
P. F. 1 16.
Morte
y. N. 33.
P. /". aoi.
z68 {^Catis. ìi. 41V
177 (CoH*. ii. 50),
apostolo. Onde dice santo Jacopo Apostolo C iv. a. 63.
secondo la parola dell' Apostoh , C iv. ao. 51.
Per che io voglio dire come r .^/osAj/o C ìv. ai. 56.
Siccome dice I* Aposto/o . . , cosi C ìv. aa. 56.
Onde dice r Apostolo alli Cotosstnsi C ìv. a^. 173.
appagamento, rendere il raunatorc pieno d' ogni appagamento . . C iv. la. 33.
appagare, della quale s' appaga V intelletto e la ragione .... C iii. 13. 51.
come 5' appagano C iv. la. 91.
apparecchiare, volendo loro apparecchiare C i. r. 79.
danno colpa alla materia dell* arte apparecchiata C i. ti. 77.
se la materia . . . non é prima . . . apparecchiata C il. l. 86, 68,
una . . . disposizione . . . apparecchiata di ricevere C ii. li. 45.
Quando Dio apparecchiava li Cicli C. iii. 15. 167.
sia presupposto^ cioè . . . apparecchiato a C iv. 18. 67.
la . . . Delti . . . vede apparecchiala la sui creatura a C Iv. ai. xoa.
quanto apparecchiata è a riceverne C. iv. at. 104.
se non che la natura umana t' apparecchio terra C iv. ai. 115.
tutto quanto la . . . natura prepara ... è apparecchiato . . . per . . C iv. a6. 17.
apparente, cioè un lume appamtte di fuori C. iii B. 99.
conoscere 1* uomo nobile alli segni apparenti C iv. 23. 35 ; a6.
desiderosi d' essere apparenti C iv. 37. 136,
apparenza, quelle che hanno apparensa umana C ii. 8. 30.
r altra si è la sua apparenza C. ii. 14. 114.
rimasevi queir ff/^rvMca dell* arsura . . . C ii. 15. 5a.
■ma secondo la sensibile apparen»a C iii. 3. 79.
provo per questa apparmaa^ che C. iii. 6. laÓ.
nel quale ... la vcritii si discorda dall' apparenza C iii. 9. 46.
considerò qursta Donna secondo V apparenza C. iii. zo. 7.
pur secondo 1' appttrmaa^ non secondo la verità C iii. lo. 94.
se non secondo 1* apparenza C iv. a. 30.
che r appart9t»a dalla vcritii sì discordava C Iv. a. 33.
che alla sensuale apparettxa appare C iv. 8. 61.
non avere inteso della sensuale appartnmi C. iv. 8. 65.
se io intendo . . . alla sensuale apparenza riprovare C. ìv. 8. 67.
che io sensuale apparenza intenda riprovare ........ C iv. 8. 70.
s' clli giiidicassono coli* apparenza razionale C. iv. 8. 80.
apparere. r. apparire.
apparìmento. lì nove unni appresso ra/>;hin>ft/N/o soprascrìtto di . . l'. N. 3. 3.
Lo quale apparìmento è fatto, secondochè C. iii. a. 64.
apparire, -ere. quando alli . . . apparve prima la gloriosa donna . . K. N. a. 5.
si che quasi dal . . . apparve a me K. W. 3. 14.
Appatvemi vestita d' un nobilissimo colore K. A^ a. 15.
sì . . . che apparia ne* menomi polsi orrìbilmente K. A/L s. aa.
avvenne, che questa mirabile donna a/>/kinv a me K. AT, 3. 6.
IppUifC, -«re. Ed uora ni* apparve scolorito e fioco . . K. N. 33. 181 {Cana. ii. 54).
Or ^^^^nsfir chi lo fi fuggire C. ii. Cd«r. i. ao; 8. 64.
fl cor oc ine-nia si, che fuori appart C. ii. Can». i. aa.
Co«c apptìriscott nello suo aspetto .... C. iii. Canm. ii. 55 ; 5. 15 ; 8. 33 ; 15. 6.
^i atti . . . Che nella Donna mia Sono apparitt ....... C ìv. Carta, iii. 7.
Cbc^icno vili appart [ed imperfette] C. iv. Cohm. iii. 56; 10. 7^; 11. ir.
Quando m' apparve poi la gran beliate Cans, xiii, 71.
|t>eh ouvolrtu, che ... di subito apparisti J3aì/, ii. a.
D' un' anpioletta che ci 6 apparita Batt. vi, 19.
Qaaiido m' mpparv* Amor subitamente K A*. 3. 83 s,Soh, i.
7).
tpfianre» -ere. nel quale m* appanni una maravigliosa visione . . . V. N. ^. a6.
Lr ora, nella quale m' era quesU visione apparita K yV. 3. 61.
SI che appari manifestamente, eh' ella fu K TV. 3. 63.
pensando io a ciò che m' era apparito ^^ ^. 3. 66.
piDcomc appare a chi lo intende K /V. 7. t6.
ifccocDe appart manifestamente a chi Io intende K W. B. 17.
E però lo . . . Signore . . . nella mia immagtnacìonc apparve come
peregrino . , . vestito ^'. /V. 9. 16.
Pico che quando ella apparia da parte alcuna K A^ zi. i.
Sicché appart manifestamente che K W. xi. 35.
troni clic questa visione ra* era apparila nella . V. N. sa. 74.
che . . . appannerò a me certi visi di donne , . . . . . . . K. yV, 53. 35,
E dopo queste donne, m' npparvetrt certi visi K. W. 33. 38.
rome parve che Amore m' apparisse allegro da y. N, a^. 67.
che io dica di luì come se fosse . . . appttre per tre cose . , . . V. N. 35* xi.
onde . . . appare che io ponga Amore essere corpo K /V. 35. 16.
pcii> iT/i^rr eh' io pongo lui esser uomo J^. W. 35. ao.
r^tapparirom» prima questi poeti volgari K ^. 35. 33.
Cbe . . . abbiano cosi parlato . . . appare per Virgilio V, N. 95. 73.
e «//orr nella sua divisione . ^^AT. 97. 11.
appare manifestamenic . - ■ - ■ f^'. /V. 34. 15.
tmàa^are che ... si lamentano due persone K A^ 34. 93.
QnoKa é una donna gentile ... ed apparita forse per V. N. 39. 6.
99^ appare che V uno dettu non e contrario ^. ^. 39. 50.
eoUl quali appant prima agli occhi mici V. N. 40. 6.
bfMie suole a/>/4M> per alcuno martirio K ^. 40. 33.
fa^ appare che . . . furono . . . guiderdonati ........ t^. N. 40. 34.
appresso a . . . apparve a me una mirabil visione K N. 43. a.
•Movile apparito agii occhi a molti C i. 3. 37.
^ fosse stata cotale, appart per questo C Ì. 7. 45.
••ceome sensibilmente appare Ci. 13. 65.
* ^'c Mtoo, siccome manifestamente o/;^rv C. ii. x. 117,
^^-■■i.tg quella gentil Donna . . .apparve C. ii. a. io.
iic . . . appare sensibilmente la Luna essere C. ÌL 3. 57.
- .iCCòra non è di fuori apparito C. iì. 7. 17.
*** altro offriste, che fa quello cessare . » C. ii. 8. 6fl.
^'^•^«to pensiero, che di nuovo appariste C ii. 8. 74.
^^'' questa donna eh' è apparita . C ii. tx. 16.
^VV*«»i da mane, quando dinanxi al viso . . . parla : appare da sera
. . , quando . . . per la parte remota si parla C. ìi. X4. xx8, laou
J^*" che esso appare affocato di colore .,.,,..... C ii. X4. X65.
^^ooall' ultima stella che appare loro , - . C ii. 15. ai,
•aro appamee quello albore C. ii. 15. 7a.
di sopra appare C ii. 15. 188.
<R V
APPARIRE, -ERE ^H^^^F ^
apparire, -ere. Reltate appart [in saggia donna pui] . K A'. 30. ai {SoH. X. 9\ 3Xf 39.
quanta pietate Era apparita in la vostra figura . . . . V. N. 36. 30 {Som. xix, 9).
Un lume si gentil che dove appare Sì vedon cose ...... San. xx\'it. a.
appartenere. Che gli a/^dr/fn quanto Gioscppo 5on. Iiv. 11.
appena. Che '1 . . . signore . . . Appena di parlar di lor s' aita . . . Cane. %%. 8.
Allegro sì, che a//«na il conoscia ^. A^. 04. 53 (5o«i. xiv. 4).
In guisa tal, che appéna in vita spiro Son. xlviìi. 7.
apparire. -ere. Oh . . . sembianti, e rubatori . . . che nelle dimoatruioni
negli occhi della Filosofia apparìit C li. 16. 33.
tanto più . . . quanto quelle più appaimto perfette C. \\\, a. 64.
in quanto nei suo corpo . . . bellezza appart C iii. 8. 35.
dico che nel suo aspetto appariscono cose C. iii. 8. 35.
dove questo mirabile piacere appart in coatei C iii. 8. 50.
nelle quali la umana piacenza e . . . più appart C ìit. 8. sa,
in questi due luoghi dico io, che appariscono questi piaceri . . . C. iii. 8. 73.
per che nel vetro piombato la immagine appart C. iii. 9. 8a.
cosi appaiono molte cagioni per le ragioni notate C iii. 9. 157.
sccondochc manifestamente appart C. iìi. 13. 36.
che nella /acria di costei appaiono cose C. iii. 15. 9.
distìngue il luogo ove ciò appai t C. iii. 15, la.
sì vede come . . . delle cose di Paradiso appaiono C iii. 15. 52.
perocché nella . . . nuovi sembianti sono appariti C. iv. a. a6.
in quanto la verità meglio sì fa apparire C iv. 3. 131.
quando apparisce la bellezza degli occhi suoi a lei C iv. a. 154,
che alla sensuale apparenza a/'/urv di C ir. 8. 6a.
Sicché . . . maggiori appariscono li desiderabili C iv. la. 177.
cosi appare, che ... la scienza non t da dire C. iv. 13. 44.
a' egli appare che V una vaglia quanto 1' altra C iv. 18. 35.
£ questo appare che ogni animale . . . ama C iv. 33. 46.
siccome omai manifestamente a//^r« C Ìv. aa. 118.
cosi appart clic . . . prima trovare potemo C. iv. aa. aoi.
come appart per quello che detto è C. iv, aa. aio.
Poiché . . . appart la dìfìnixionc di Nobiltà C iv. 33. a,
tosto come alcuno lume d* animo in esso appare C Ìv. 34. 150*
la persona del padre . . . santa e onesta dee appartrt à." . . . . C. iv. 34. 160.
cosi appare che la Obbtditnta fu necessaria C. iv. 34. i6x.
Per che appart che necessaria sia .... , C ìv, 35. ai.
Per che bene appare Vergogna essere necessaria C. ìv. 35. 117,
ciò, con r altre cose . . . appare essere necessario C. iv. 35. 143,
Per che appare come ... ne convcgna C. ìv. 36. 76.
Per che appare . . . essere amort necessario C. iv. a6. 99.
Per che bene appare questa essere necessaria C. ìv. a6. 118.
perché questa . . . virtù ... fu veduta . . . apparire perfetta . . . C ìv. 37. 93.
quelli segni, lì quali . . . appaiono nel nobile uomo C iv. 39. 3.
appartenere, quello, che a lei s* appartiene dì fare intendere . . . V. N. la. 130.
la quale si appartiene allì grammatici . . . che ai appartiene alli
rettorici . . . che si appartiene a' musici . C ìi. ra. 64, 65, 67.
appamit. Appamit iam l'eatituttu xrestra K A^ a. 31.
appellare. la Scienza divina^ che è Ttotogia appettata C. ìi. 14. 64.
Li quali due luoghi ... sì possono appettare balconi C. iìi. 8. 75.
come secondamente le Scienze sono Filosofia appetiate . . . . C iìì. li. 181.
puotesi appettare quasi cattolica opinione C iv. 6. 149.
ma ... è la Virtù . . . appellata Bontà C iv. 30. 19.
appena, die appena lo potca volgere da quella C. ii. 13. 44.
45 ^B^^^^ APPRENDERE
Cbìaraando amore A/i/tf/i'/o di fera Cane. x. 143.
5o«. xlvi. 5.
mi parve vedere appoco appoco Turbar . . ed V. N. «3. 176 {Cana. ii. 49 : tà).
Qm *ppo**> appotv alla morte mi mena V. N. ^9. 45 (Conj. iìt 5 : bis).
Che, crAmortendo. ovunque può s' appaia . , . V. N. 15. 33 {Sott. vi», 6),
Altro sperando m' appotfa dolzore *^. A'. 13. 40 {Son. vi. 5),
IUggMltre. Cb« li s' apprtndt più Io suo valore Cans, ìx. 3.
■ppcoderb quando Egli app€nd*a li fondamenti della terra . . . . C iti. 15. 174.
appetito. L* una parte chiamo cort^ cioè t' appetito . V. N. 39. 36.
cb< de^o aia chiamare 1' appetito core . . . é manifeslo .... K N. 39. 38.
cbc ivi il core anche intendo per t* appetito '^^ ^- 39- 45>
awre^nach^ alcuno appetita ne avessi già V. N. 39. 49.
dico L'ome ]' anima . . . dice al core, cioè all' appetito . , . . , V, N. 39. 56.
per lo fcrventi»iroo appetito ... ai rìvolve C. ii. 4. ac.
óo« dirtelo appetito C. iit. 8. 150.
eh* t per diritto appetito e per diritta ragione C. iii. ix. 119.
la «cn amnsté . . . ha . . . ^r /orma V appetito di C iii. iz. 132.
JmmumJk éi/moeo, cioè appetito diritto C. iii. 15. ifl4.
i qsalc ^^{^tfitfd ne diparte C iii. 15. 106.
paroccM . . . |:U appetiti sono . . . diversi C iv. 6, 78.
4o*c . . . ofni umano appetito si riposasse C iv. 6. 8a,
I' ■o«o di dirìtto appetito , C Ìv. 15. 144.
/ mMéettc cké è titrttto, cÌoè d* appetito C iv. 13. 157.
dM '1 primo . . . rampollo ... si 6 1' appetito deW Animo . . . C. iv. ai. lao.
Ainnnif ao4 appetito d* animo naturale C iv. aJ. 36.
c^ ^laaMA muunle appéiitù ... si mostra C iv. aa. 41.
Mi pcow^ere di questo appetito C iv. aa. 54.
umani appetiti ... se ne vanno C iv. aa. 58.
alcuno, che o^nì aprite sta animo C iv. aa. 93.
chiamare animo 1' appetito sensitivo C tv. aa. 97.
^bttachc r apprtito razionale non sia C iv. aa. 99.
0 che ... si ra^ona dello Appetì . . . Qacsto Appetito mai
fa cbc C. iv. a6. 35. 36.
Appetito cunvicne essere cavalcato dalla Ragione . . . . C tv. a6. 43.
^taeMo Appetito . . . ubbidire conviene C iv. a6. 46.
tCttire lui non puote appieno C. iii. 4. 40.
almeiM alcuna cosa . . . disnodare C. iii. 6. a6.
il quale è appitcastone dell' animo , C ii. 16. 8a.
. . , C t 4. 34i 56 ; i»- la. 95 ; »3. 97 ; <5- 48, 49t 5°» ^3. 7" ; ao- a^-
quello anche cieco eh' a lui s' »PpoggM C L 11. 30.
• *PP^tZ**^ aopra 1' amico suo C. ti. 6. 36.
la qavll» parte che alle nnàess* %' appoggiava C. iv. 14. 3.
qoaado ... ai ^ppom pane di biado C i. 10. 4.
ch^ . . . adoriamo il contrario C iv. la. 39.
Proaeaooo ... di torre ... e adottar aaxiaraento e C iv. la. 41.
lo pBiK appoenlo C t a. 3.
quello cbc li lettori deonu . . . andare appottanJo . . .
appcaiawt ai pu^ nel Vanadio C H. 1. 44, 46.
codi qnaJi apprende la differenza delle cok . C. t i i. ]6.
«1 T**** -jiyiiiijX la diiTercnxa delle cose .... . C i. ti. 19,
HM 4 ■(>« ]^j^ ^ ^ , m^prtndeet bene la lingua C. ì. 1 1. 107.
càwam^i^ j,' /non j iSitixie parole j/i^ww C. ii, 13. 63.
la jfcirtih !,,"■' ,,-diM ie acicnie, ad apprtmdne, e comanda . . .
t^pim oroip- C il 15. I30. 131.
APPRENDERE H^^H 46
appressare, altre donne . . . appressarsi per formi sentire . V. N, 03. 137 (Cam. ìL co).
Chi à bona allato, là dov* e* s' a/^^a Som. li v. 6.
appresso. V. N. la. 96 {Bali, i. 17) ; 3. 90 (Som. i. X4) ; 04. 60 (Som. xiv. xi) ; 5. />.
XXX vii. 40.
apprestare. Ed in amor ciascun par che s* appr$stt Som. x1ii. 5.
apprezzare. A lor non lo scriv' io, ma a chi Io appuasa S. P. ci. 73,
appTX)BSÌniare. Non s* app rossi mira uno x quel che giacque . . . . S. P. xxxi. 46.
aprire. Per che parlar con voi ai vuole aperto Catte, x. 59.
Ma quei non v' apn V ale Can^. x. 1 13.
Quando gli aperse Amor con le sue mani Cans, xiiì. 8.
appreodcre. che la natura di ciascuno può appr/ntUre C iii. 15. 100.
tutti quelli che a questa setta s* apprtstro C ìv. 6. 146.
Se . . « avessi nel sepolcro, apprrndtre vorrei C. iv. la. lai.
Onde ... lo figlio alla iella della madre s' apprende C iv. 24. 149.
^prendimento. cioè nello apprenditnetito di quella C ii. 14. 333.
apprensione, perocché di lei aver non possono alcuna apprrHsioHe . C. vi, 13. 43.
appresentare. ristrigne lo bene e lo male in ciascuno appreseutato . C. ì. 4. 58,
conciossiacosaché ... io mi sia ... a .. . appresentato C i. 4. 96.
il ferro apprfsentata a lui C L il. 79.
e s' apprtsenta ... a coloro, a cui C. iv. a, 80.
appressare, al si può apprtssate alla sua conoscenza C. iii. 15. 68.
molte altre . . . qual meno appressandosi C iv. la. x88.
li suoi ilffìci appressa quivi d' ogni parte C ìv. 33. 147.
al porto, ove s' appirssa, venire non si potea C. iv. a8. 87.
nella città mìa, alla quale io m* apprtsso C. iv. s8. 95.
appresso. V. A^ a. 1 ; 3* 3» 5< ; 5- »3 ; 8. 1 ; 9. i, 43 ; io. i ; 13. i ; 14. i ; 15. s ; 16. 1 ;
30. 1,7 ; aa. 1,45 ; 33. i ; 34. 1,33, 36; 38. i ; 31. 13 j 33. 39 ; 43- ' J ^- »• >•
131 ; "• 35 ; >a. io; ii. i. las ; a. 5, 66 ; 6. 51 ; io. 35; la. 53 ; 15. I ;
16. 100 ; iii. 13. 73. 90: iv. a. 38 ; 3. 13. 43 ; 7. 70; la. 180; 15. 184, 187;
17. 1 ; ao. I, ao ; a6. 39 ; 37. 34, 69 ; aS. i, 43 ; 39. 50.
appropinquare quello che per apptcpiuquatnti a . . . m' addivenia . K. A'^. 16. 19.
quanlo la cosa desiderata più s' appropinqua al C. iii. 10. 18.
com' esso appropinqua al porto C. iv. a8. 17.
appropriare, e la dt\*ina Carità sia appwpriata allo Spirito Santo . . C Iv. ai. 107.
alle quali pare essere appropriata . , . una parte C. iv. 33. it6.
jidoiescrnMa, che s' appropria al caldo e alP unn'do . . . Giovruiutf,
che s* appropria al caldo e aX secco . . . SentituU, che s' appropria
a\frtddo e al stcco . . . Senio, che s' appropria al freddo e all'
umido C. iv. 33. 119, 131, 133, 134.
approvare, chi biasima sé medesimo, approva sé conoscere \o suo
difetto, ed approxfa sé non essere buono C 1. a. 40^ 41.
in questo caso, cioè ... in approvando V opinione C. ìv. 9. a.
appunto* che appunto erano compiuti li nove anni F. A^. 3. a,
il cerchio ... è impossìbile a misurare appunto C ii. 14. aaa
cadrebbe . . . appunto in su quel dosso del mare C iii. 5. 8a.
quel dosso del mare Oceano che è appunto . . . opposìto . . . . C iii. 5. 95
che il Cerchio . . . veggia il sole appunto sopra sé girare . . . . C ììi. 5. 175.
piti volte ali) . . . pervengono appunto li procacci C. iv. 11. 97.
aprire, se non per aprire la sentenzia della cosa divisa V. N. i^, 95.
a più aprire lo intendimento dì ... si converrebbe K A. 19. X47.
quando riscuotendomi apersi %\\ occhi K A". 83. 103.
ta quale poscia sia possibile d* d/trt'rr per prosa K A. 35. 71.
a coloro, a cui mi piace che ciò sìa aperto K A'. 39. 40.
converrebbe, alle nominate Canzoni aprire . . . cemento . . . C ì. 8. 4,
47
ARCO
Fuor eh* »' nessi d* Amor, eh* «//i> lo sanno CtfM«. xvi. 60.
Che mi par ^ik veder Io ciclo aprin Cane. xvii. 57.
al pie di quella torre Chea* (i^nr quando So«. xlìv. 6.
Amì, Signor, le labbn della mente S. P. I. 58.
.^I^v^ Si^ore, il tuo benigno udire Alla S. P, qxxìx* 4,
« 1 tao . . . udire Afin alla mia umile ossecrazione S. P. cxlii. 3.
SIceoMK unu Chiesa af>trto canta P. F 34.
Siccome santa Chicca af>trto pose P. F. x6a,
«rhltrto. Però . . . Liber arbitno . . . non fa franco Som. xxxvi. io.
wboaoctlo. cantinne . . . Salii verdi arbuscrUi BaU. iv. 13.
Si aoslra tutto a noi per lo grand* ano Cans. xv. 8.
DialnuU 1* mno tuo si, che non esca Cam*, xvtL 49.
dalla sentenza . . . ap*riA nell* ottavo . . . dell* Eìùa , . . C i, la. at.
procedere si conviene ad apnrf U sentenza . C. ìi, g, 4,
«■ «Sa avesse ttfitrta la via dì venire C ii. 10. 6t.
Per che io . . . apersi la bocca nel parlare , C it 13. 55.
Oaaado . . . aperta é la scntcnjui di quella C iii. 5. a.
al ^oale la Natura più aprru li suoi segreti C iti. 5. 56.
è mptHa la sentenza di quella particola C. iii, 8. aS.
fK occhi vostri C. iij. 15. 179
HoB mi% . . . mestiere . . . alcuna allegorìa aprin C iv. i. 91.
1^^ la via alla risposta C. iv. xa. 003.
•pcRaaente, come aptHa si vede C iv, 14. laS.
^ è di' &pr»n gli occhi alla verìtii C iv. 15. 100.
la bocca La . . . sentenza d* Aristotile C iv. 17. 33.
Jmtw V uomo quasi com' una rosa ....... C. iv. 37. 37,
cM essi sieno siccome valli volle ad aquihnt C. iv. ao. 76.
taho per esemplo dal [f. del) buono Fra Tommaso d'
XfMNo C. iv. 30. 37,
lo dico che, secondo 1' usanza d* Arabia K ^. 30. a.
Chi dirà di . . . Cincinnato . . . allo arart essere tornato . . C iv. 5. 133.
db dirà dì . . . Cincinnalo . . . tolto dall' arutro C iv. 5. 131.
Orieo fiicea ... gli ariìori e le pietre a so muovere . . ■ . C iu 1. 37.
chr 1) 6<>n d* uno awhon . . . perdere si dovcssono C iii. la. 78.
tapu&wbile è ... la forma dell' atra venire C ìì. I. 87.
lo secondo degli Afcang^li C ii. 6. 45.
^■dQ di Vcrcuno siano gli ^pTii"^''/f' . . . C ii. 6, 108.
Isifile dice ad Anksmim C. iii. 11. 167.
!■ at r «VCD oKVcr dosso di questo cerchio e fis&a C ii. 4. 87.
volto . . . diacocca I' ano di colui .... . C ii. 10. 47.
far lo m «r«« 4 imponibile a quadrare C. ii. 14. at8.
« fatXnÀ per due mrxki da e&so C. iii. 5. 136.
Li p— ti deBi quali anrJb'si dilungano . C. iii. 5. 138.
par dìaioare a quello V arto della nostra operazione C. iv. aa. 33,
MODaoic «no arco ... le vite ritiene . . . convengono essere ... ad
i—agioa tf* «npasaìmiglianti C iv. 93. 56. 60.
<k* cHa pfoctdr ad immagine di questo Arco ...... C. iv. 33. 64.
< ^ Hp«« che focato Af**> *^ì >u sarebbe eguale . . C iv« 33. 65.
f^VAnóàeilM vita ... « C. iv. 33. 73.
fl Uàtmtm a' «ccor«e tli questo Arco C. Ìv. a3. Sa.
l.Ai»»rBi^^"V^^^^ di questo ^no C. iv. «3. 89.
/• _ .: j:_.: C. iv. 33. Ili,
C. tv. 34, 30.
C iv, a4. 34.
***' ^'^Ata ^r «rf m^'^^ *' dUtingue .
ARDERE ^^^^^^ ^Q
ardere. Ma dricza gli occhi al gran disio che m' arJt Ba/t. ti. la.
e d' eslo core arettndo Lei . . . paaccn K ?V. 3. 88 {Son. i. ib).
la vita mia ... E arsa, consumata e trista e slanca ^. Ì'. ci. 40.
Che par V accenda in furia, e in fiamma 1' arda P. F. ipr.
ardimento. Questo ci dà fortczea ed ardimtnto Contn P. F. 133.
ardire, v. & n. Che, s' io allora non perdessi ardir» ... y. N. ig. a6 {Cans. i. 7).
Doglia mi reca nello core ardire Caus, x, t ; K E. li. a. 94.
Raflfrena un poco ìl disfrenato ardirt Cans. xvii. 53.
Sìcch' io ardisco a f ar . . . La novità, che Sest. ii. 64.
Che . . . Dovresti avere in tutte parti ardin J'. TV. la. 86 {Baii. \, 7Ì.
E gli occhi non r ar^isroM di guardare K. TV. a6. 40 (Soh. xv. 4).
E i' ebbi tanto ardir^ che . . . vidi Som. xxix. 7.
ardito. Tu te n* andrai, canzone, ardita e fera Catte, xviìi. 61.
Cosi la vita mia aniita e franca ... è mancata S. P. q'\. 40.
ardore. Chi lo tuo ardor per la costei beliate Mi fa Cant. ìx. 53.
clic disse eh* era ardort Di mente, immaginato Soh. xxxviii. 5.
a're. /'. aere.
argomento. Quale argomento di ragion raffrena Cqmm. xi. a6.
ardere, una cosa, U quale ardesse tutta K TV. 3. 44.
quella cosa che in mano gli ardeva ^- TV. 3. 50.
esso Marte disecca e arde le coae C. ÌÌ. 14. t6a.
che *l sole . . . arse il luogo, per lo quale passò C. ii. 15. 50.
ai che la mia anima . . . arde di potere ciò . . . narrare . . . . C. iìi. 3. lai.
per Io fuoco che dovea ardere Ìl corpo morto C Ìv. ^. 1 17.
ardimento, come io dirci se non perdessi \* ardimento K TV. 19. 104.
ardire, sicché non ardia di cominciare K TV. 18. 66.
eh' egli non ardia di levare gli occhi K TV. 36. 8.
Certo daddovero ardisco a dire C tv. 19, 53.
ardore, prende la forma . . . uno ardore virtuoso C ÌÌ. 6, 114.
trovando la mia vita disposta al suo ardore '. , , . C. Iìi. i. 6.
cioè ardore d' amore e di carità C. lù. 8. 147.
cioè informato ardore d' un gentile spirito C iii. 8. X49.
argentato, bianca si mostra, quasi argentata C ii. 14. 304.
argento. 1' uomo va cercando ar^rn/o C. ii. 13. 31.
più d' uno staio di Santclene d' argento fìnissimo C iv. 11. 80.
Argia. Aceste, nutrice d* Argia e dì Deifile C iv. 95. 80.
Argivo. quando Adrasto rcge degli ^rf'iVi'vide C iv. 35. 6a.
argomentare, non lascia la ragione argottutttare . C i. 4. 46.
Lo invidioso poi ar^mra/a C i. zx. 1x7.
la mia mente, che s* argomentava dì sanare C ii. 13. io.
che sottilmente argomentando . . . procedono C ìv. a. I14.
pare loro sottilissimamente argomentare ......... C iv. 15. 157.
Potrebbe . . . dire, contro a me argomentando C ìv. 17. 113.
Poi appresso argomenta per quello che detto 6 C. iv. ao. ao.
argomento. \a quarta, argomenta d^ inxfidia C ì. 11. 8.
Ln quarta si fa da un argomento d' invidia Ci. ir. iix.
ciò dee essere potentissimo argomento C ii. 9. 131.
procede con più sofistici e probabili argomenti C il 14. 108.
non soHera lite alcuna ... di sofìstici argomenti C ii. 15. 168.
La terwa ragione fu un argomento dì provvidenza C. iii. x. 77.
Per che . . . nullo migliore argomento era C iii. i. 87.
che argomento di colpa è ... in quanto C. ìii. 4. 45.
aria, che gli uccelli volando per V aria cadessero morti K TV. 33. 39^
ii
49
ARISTOTILE
Ariete. Clic trasse fuor U virtù d* Arùtg
COHt. XV. 4t.
Ariete
soJe,
Libra
quando va coir Aruie e
l principio deli' Ariett C. iìi. 5. 134.
« che Maria veglia nel princìpio dell* Ariete C iii. 5. 143.
VB soUo r Ariete C. iii. 5. 178.
Scienze del . . . Quadrìvio^ cioè . . . Arismtfica . . . , C. u. 14. 57.
C ^1 cielo dd Soie sì può comparare all' Arìsmetìcu C iì. 14. 134.
qweite due proprìeladi sono nell* Arismetica C. ii. 14. laS.
si Tede nel numera, del qual é V Arismetica C ìi. 14. 149.
per arte . . . Arismetriat ... e veduto C. ìi. 3. 54,
Artetctìlc:. Siccome dice il mìo maestro AristotìU C ì. 9. 61.
AewMéU credette . . . che fossero pure otto cicli C ii. 3. 19.
par tfriwonianaa d' Aristotile C. it 3. 59.
■■co ArtMiotiU pare ciò sentire . . . C. ii. 4. 33.
filosofi, de' quali pare essere ArisiotiU C ÌL 5. 19.
che pare dire Aristotile nel decimo dell* Etica C ii. 5. 90.
. . par volere Aristotile C ii. g. 63.
A$ùM\le V afferma C. ii. 9. 78.
^baH da virtb celestiale . . . siccome Aristotile C. ii. 14. 37.
dice AristoiHe C ii. 14. 144.
Soc Aristotile nei comincìamcnto deiP Am'rtta . . . . C ÌL 14. 340.
die ^m/o/ùV si dicesse di ciò . . . . « C ìi. 15. 60.
d$9Ùtat$U, Avicenna e Tolommeo C. ii. 15. 77.
ÌD quello medesimo luogo Artstotile dice C. iìi. a. 129.
ncioaì, che Ansatile dice a rompere costoro C iii. 5. 59.
li ooCali chiama Aristotile . . . divini C. iii. 7. 69.
^n«ibh2r vuole nel secondo dell* Attinta C. iii. 9. 53.
^ P ifmfinoc d* Aristotile ncU' ottavo dell' Etica C iìt xt. 74.
p»n weuàn Aristotile C. Ui, 11. 143.
. contro al suo migliore amico . . . combatteo . . . C. tii. 14. 79.
Ia ^p^k difinìsce Aristotile nel primo dell' Etica C. iii. 15. 109.
Mim>dui.li< dice ArittoHJe nel quarto della Fisica C. iv. fl. 47.
il MmUiii d<^ umana rm^one, Ariótotile C iv. s. 139.
Minifaifo e che AristoliU aia degnissimo . . C iv. 6. 30.
V ^1» mi i ArùMUs C. iv. 6. 69.
cane WìmMA i Mscsoo e Duca delta ragione C iv. 6. 71.
e ScoocTSte . . . per 1* ingegno . . . che 1s Naturi in
Aristotile memo avea . . . limarono e . . . ridussero, e massima-
lU AristoiOs C iv. 6. 131, 134. 13
ArisMféite eotsinciò a di^titare . C ìv. 6. 139.
di . . . per Ariitotite terminata fu C iv. 6. 144.
•■ può, Ari*totrle cuerc additatorc e conducitorc . . . . C iv. 6. iji.
■ dics AwiatohU . . . vivere é V essere C. iv. 7. no.
é AriiJotiU non avere inteso ....... C. iv. 8. 64.
de' Filosofi, AnsSotiU C. iv. 8. I4I.
ialqQia, disse AristoOk . . . C. ìv. 1 1. 83.
AriatoHU nd dedmo dell' Etica . . . . . C iv. 13. t^,
fovXt. riderebbe Annotile . . . . . . C. iv. 15. 59-
Arittotiie C iv. 15. 6a.
▼■ole AevtbUgt nel terzo delV Anima C iv. 15. 115.
s cnioro AristotHt psria C. iv. 15. 146.
psnt U iiocca J^ . . . sente»" d' Aristotile C. iv. 17. 94.
■s^**«»<Bn„,^ '^iu Civ. 17. 79.
«**f«—«'^*«V^^Ui«w' dell' -^/.^ Civ.~.36.
ARISTOTILE ^^^^^^^^V 50
armare. Per che t* annaio cuor da nulla è morso Ctma. si 75. B
arme. Che . . . Giungono alimi, e apezzan ciascun armt Cohm. xiì. la.
Prendete V ama, ed esaltate quella Cane. xvìu. 68.
Ecco r ar*HÌ c\\' io volli Con*, xji. 6i-
arrestare. Prima con lei t' arrtsSa Canz. x. 155.
Non vi amstatt ma venite a lei Som. xl. 11.
arretrare, per lui, o percb' ella s' arretra Cans. xii. 6.
Ben gli de' '1 cor passar, se non s' arrrira Som. xjud. 6.
arretro» Non son però tornato un posso arretro Cane. xv. 63.
arte. Né dar diletto di color, né d' ari» Canx. ìx. 15.
Con rei non star né ad ingegno né ad artt Canz. xìv. 95.
Aristotile, secondo 1* opinione d' Aristotilt C. iv. ai. 31. m
£ perO vuole santo Agostino, e ancora v4rf!$/o/f7tf C iv. ai. ta6.
venire . . . alla verace opinione d' Aristotile C. tv. aa. 30.
perocché il Maestro . . . Anstottie a' accorse ... . . . . C iv. 33. 8a.
siccome ncll* ottavo dell' Etica vuole Aristotile C. iv. 95. 6.
che, siccome Ariatotilt dice, V Uomo è C iv. 37. 39.
al processo d' Aristotile nel quarto dell* Etica C iv. 37. xio.
Onde Aristotile in quello di Ciovetttutc e Senettute dice . . . . C iv. 38. 31.
arma, -e. Figlio, amti mie, potenza mia C ìi. 6. 135.
colui, al quale ogni arfna è leggiera C ii. io. 48.
fortessa, la quale é arme e freno C iv. 17. 31.
malnati ! . . . che . . . donate . . . arme C. iv. 27. laa.
armeggiare. Ascanio . . . con gli altri adolescenti armeggiando . . C. iv. 36. 98.
armonia, ma falle adomare di soave armonia . . . , . . . . V. N. ta. -jo.
dalla luro armonia resulta piacimento C i. 5. 94. ■
senza rompere tutta sua dolcezza e armonia C. i. 7. 95. H
seii7^ dolcezza di musica e d* armonia C i. 7. 100.
de' quali tanto piii dolce amtonia resulta C ii. 14. 184.
si raggiantif che vincono 1' armonia dell* occhio C. iii. 7. 41.
un piacere di non so che armonia mirabile C*. iv. 95. 136.
annooiato. come Mjttilmcnle armoniato conviene essere lo corpo C. iii. 6. 5. f
armonizzare, nulla cosa per legame musaico armoniaaata . C i. 7. 93. f
siccome si vede nelle parale armonizzate , C il. 14. 183.
arricchire, se amcckìstotto [gli amici] C. iv. 27. 138.
arrogante. Mettere a negghicnza ... é di persona arrogante . . . C. iv. 8. ao.
arroganza, che non d* arroganza, ma d' umiltade é vocabolo . . . C iii. 11. sa.
se non che arroganza . . . e sé . . . non conoscere C. iv. 8. aa.
araora. rimasevi queir apparenza dell* amum C. ii. 15. 52.
arte, concìofossecosach* io avessi . . . veduto . . . V arte del dire . . V. N. 3. 70.
il debito dcQ' arte C i. 5. 99.
lo Volgare s^uita uso e lo Latino arte C Ì. 5. I04.
la loro usanza pongono in alcuna (iryr Ci. 11.50.
danno colpa alla materia dell' arte C i. 11. 77.
dì tutte le dffi' la medicina Ci. 13.34.
vita di scienza e d* arte C ii. 1. 33.
secondo che per arte Prospettiva ... è veduto C ii. 3. 53.
r arte di grammatica . . . potea fare C ii. 13. 35.
testo, che ncll* Arte itcchia ... si trovm C ii. 14. xos.
Q quale mena t' uomo all' abito ddl* arte C iii. la. 16.
per r arte della Verità eterna . . . concorrono C iii. 14. 139.
la cittÀ richiede alle sue arti . . . avere vicenda C iv, 4. 19.
per vìrtii di loro arti C iv. 5. 60.
coir arte musaica le loro parole hanno legate C iv. 6. 34.
ASCOLTARE
I
lite. QudU . . . D' essa rìtragge signorevol arit Som, xxviìì. 6.
Ma ben m' i detto che tu sai un' arit Som liii. 9.
Né per nostra possanza, né per arir , . , potemo P. F. 103.
Mdu^ue. costei . . . che s* asciuga con ta treccia bionda .... Canz. xx. 51.
Una saetta che m' 0sau£a un lago Dal cor BttU. ìii. 8.
■cnltuc Ed asco^tamh le parole vane, Si mosse ... y. N, a^. 133 (Cuna. ii. 5V
stCL Intra opcrariì e artefici di diverse arit e operazioni, ordinati a una
operazione o (Tr/« 6nalc C ìv. 6. 54, 55.
mestieri che all' arfg di cavalleria sono ordinati C iv. 6. 63.
che ha Tatto la umana ragione coli' altre sue arti C. iv. 8. 56.
ciascuna artt e ... é a certi termini limitato C iv. 9. 15.
che r ufficio e r arte della Natura finito . . . vedemo C iv. 9. 19.
operazioni . , . siccome sono arti dì parlare C. iv. 9. 48.
operazioni . . . siccome sono mft meccaniche C iv. 9. 51.
La Ragione scritta è artg dì bene e d' equità C. iv, 9. 88.
tD ciascuna «r/f . . . glì artefici . . . sono . . . suggetti al ... in
quelle arti C. iv. 9. 94, 93.
quanto la cosa è più propria dell' ar// Ctv. 9. 110.
coae sono che sono si pure arti, che la natura è strumento ddl' artt C. iv. 9. 114, 115.
dove 1* artf fa suo strumento della impulsione C iv. 9. 116.
cbe r «rf/ fa, suo strumento del caldo C iv. 9. 119.
al prìncipe e maestir» dell' nrte css^sr si dee suggctto C ìv. 9. lai.
t«ae »ooo dove 1' art€ i strumento della natura ; e queste sono meno
arti C iv. 9. 233, 134.
Ahre cose sono, che non sono dell' arti C. iv. 9. 134.
né credere a luì sono tenuti quanto è per V artt C. ìv. 9. 139.
il pescare sia sotto r erriy della venagione C iv. 9. 144.
Queste cose . . . che dell* altre arfi sono ragionate, veder s! possono
AcU' artt imperiale ; che regole sono in quella che sono pntt
«^ C iv. 9. 149, 150, 15 1.
«ATTe alcuna parentela coli* arf« imperiale C. iv. 9. 161.
diftoirc ^rM/iZ»«(t non é dell* arte imperiale : e se non 6 dell' artt . Civ, 9. 174, 175.
iiitodico, quando per artg . . . meritate C ìv. xr. 67.
4ÉiM|«e . . . della mìa artt non avrò frutto C. ìv. 37. 73.
qedU consigli che non hanno rispetto alla tua artt C ìv. 97. 78.
focili che hanno rispetto all' arit, la quale C. ìv. 37. 83.
Vttfloe; guardi che opere ne fanno i buoni artifici C Ì. li. 91.
doremo lodare I* arttfia C. ìii. 4. 71.
Intn operarii e artrfiri dì diverse arti e operazioni ... 1* artifici
orrero operatore dì quella . . . dee C iv. 6. 53, 55.
r art^et , , . ubbidire e credere si dee C. iv. 6. 67.
|li mUfiei e li discenti sono ed esser deono C iv. 9. 95.
«Mo lacno soggetti glì artifici a\ loro principe C. ìv. 9. 135.
ptr6 vedemo . . . contenzione tra gli artefici C iv. 9. 131.
li discenti ali* artefice . . . suggetti non sono C iv. 9. 137.
che qoesto 1* arttfice delle cose . . . fece C iv. 15. 76.
*rtttJalg. in ciascuna cosa naturale e artificiale . . . . . . , C. ii. i. 80, 95.
VtttdÉre. a piacimento artificiato C i. 5. 55.
VttdOk (secano magnifici lavori . . . d' artificio C. iv. 35. 57.
"WBillBitnfntr la dividerò più artifidùsamentt che K TV. 19. 91.
•toooe. dimzato r artimoMt della ragione C ii. 1. 5.
attuto, quando ammaestrò . . . Ascanio suo figliuolo C. iv. a6. 97
Oli è questa che ascende dal diserto C ii. 6. 35.
acciocchi si acconcino più ad ascoUarmi K ^. 8. 40.
E 2
ASCOLTARE
52
ascoltare. T aiTÌma eh' asrolfa e che lo sente C, iii. Cane. iì. 6; 3. laB.
se intendesse ciò eh' io dentro ascolto Cttne. xi. 14. ^È
Ch' anzi la ... L* ascolta con piciatc il suo fattore Catte, xiii. 34. ^|
Che non sofferse d' asroltar suo pianto Cana. xìx. 6. ^M
Ed io che ascolto . . . Consolarsi e dolersi Cntts. xx. 73. ^|
10 vi scongiuro che non Io ascoltiaU Son* xL 5. ^|
ascondere. L' anima cui aduma està bontate, Non la si tiene ^1
ascosa , . . C. Iv. Cant. iiì. isa.
Mh troppo è pifa ancor quel che s* ascoftde Cam. x. 130.
Nò luogo che dal suo viso m' asconda Cans. xii. 15.
Ed ogni ramo verde a noi s' asconde Cans. xv. 43.
ìnfino a tanto che s* ascottdt Cane. xix. 98.
L* altra man tiene ascosa La faccia Cane. xx. 34.
Senza ncuna ascondersi sott' ombra Stst. iv. a?.
Anzi gli aseondf le bellezte sue San. xxxi. 14.
11 velo . . . Che m' ascondeva il tuo benigno volto S. P. xxxì. 34.
Deh ! non asconder al tuo servidore La faccia tua S. P. cxUi. 37.
ascrìvere. Ma fa che con gli eletti io sia ascritto S. P. \. 43,
aapero. a quel che giacque Neil* aspero presepio S. P. xxxì. 47.
C/. aspro,
aspettare. £ poiché tempo mi par d* astiare . . . . C iv. Cano. ììi. 9 ; a. 17, 39L
Contemplando la fine che 1' aspetta C iv. Cang. iii. 138,
Aspetto tempo che più ragion prenda Cans, xiv. 47.
E vegna dentro al cor che tei aspeita CanM. xvL 54.
A colui che aspettando il tempo perde Cans, xxÌ. la.
si, che non s' aspetta Per me se non la morte .Som. xxvÌ. 3.
Ed, aspettando che il color gli tocchi . . . vanno S. P, xxxi. 14.
Aspetta il tempo e V oni di salvarmi S. P. c\. 96.
Però n* aspetto la tuu volouUde S. P. cxxix. ta.
avere speso Invano Le mìe fadehe, ad aspettar mal paghe . . . . P. F. 6.
il cor fisso Ad aspettar che Dio prendesse carne P. /*. 37.
ascoltare, dico . . . ascoltare j quanto alle parole C. ili. 3. 109.
che . . . mai non ascoltano C. iv. 15. 134.
Maria . . . solamente le parole del Salvatore ascoltava C iv. 17. 106.
ragionare lo bene, quando elio è ascoltato C. ìv. 37, 145.
per la quale più pare che uomo V ascoiti C. iv. 97. 148.
è degno d' esaere fuggito ... e non ascoltato C ìv. 29. 78.
ascondere. # una verità ascosa sotto bella menzogna C u. t. 34.
la sua allegoria, ciò* I' ascosa verìtÀ C ti. i. 103.
r altro ci tiene a»a»o Citi5.lt.
un altro . . . quasi ci tiene asctao C. il. 15. 14.
la Luna . . . starebbe ascosa a ogni gente . . . C iì. 15. 151.
che stare ascoso è impossibile C. iiì. 1, aa.
le . . . operazioni olii . . . macondono la loro intenzione . . . . C. iv. 5. 6.
le pietre che sì voleano oAcondere C iv. io. 38.
Asdente. Asdente^ il calzolaio dì Parma, sarebbe più nobile . . . . C iv. 16. 69.
Asinino, signori di si asinina natura . . . . C t. 6. T4.
asino, dice . . . Boezio : * Asino vive * C. il 8. 37.
siccome de* cavalli e degli asini : che . . . osimi ben si possono dire
coloro C. iv, 15. 61, 6a.
aspettare, che guardavanmi aspettando che io dovessi dire . . , , K iV. iB. 19.
ciò che si dice in tfmpc aspettare C iv. a. 49.
parve a me cJic fosse d^ aspettare tempo C iv. 2. 79.
coloro, a cui non incresce d* aitiate , C iv. a. 8a.
ASSEGNARE
Aspettare. E con Dìo Padre siede, e quindi aspttla Tornar , . . . P. F. 53.
ciaadicdun si Conforti ; E *I Paradiso per ben far asfiittf . . . . P. F, 56.
Né già. per cosa eh* egli aspetti al mondo P. F. 169.
E puossi dir che il fi] suo aspètto giova . . . C iiì. Canm. ii. ji ; 14. laa.
Cose appariscon nello suo aspttlo .... C. iìì. Cuna, ii. 55 ; 5. 15 ; 8. 33 ; 15. 6,
Se '1 bello aspetto non mi fosae tolto Di Son. xlviii. i.
quando io considero 1' aspetto Della tua ira . . . 5. P. vi. 31.
Non mi privar, Signore, del tuo aspetto 5. /*. ci. 4.
nre. Quella che in me col suo piacere aspira .... Sot*. xxvtii. 5.
Con rima As^fn e sottile Riprovando C iv, Ca*w. iit. 14.
Così nel mio parlar voglio esser aspro Canz, xii. t.
C/.aspero.
K A. ig. 77 (Caw#. i. 58) ; 33. 129 {Cam, ii. a), aoo (Catts. ti. 73) ; C. ili. Cans. ii.
79 ; Cans. xiìi. 55 ; Sest. i. iB ; Soh. xxxviiì. a ; I. 4 ; S.P. xxxì. 75 ; P. F. aog.
Ch* Amor m' ostale subitanamcnte Sì, che ... ^. A^. 16. 28 (Som. Ìx< 5).
mentre Che durerà del verno il grande as%nito Catta, xv. 58.
che Don gli giovava A far assaiii S. P. xxxviì. 47.
•MCgoare. In tanto quanto assegHu Che tempo ... si convegna . C. iv. Cane. iiì. 66.
^^L La Cede ch* io v' assegno Muove dal Cattz. xvi. 49.
^V ilpcttare. Ecco lo agricola aspetta lo . . . frutto C iv. a. 85.
^p poich* <r aspettare mi pare C. iv. a. 91.
che forse più dì mille anni V avevano aspettato C iv. 11. Ba.
tipetto, una figura d* uno Signore, di pauroso aspetto a chi ... ''. A^. 3* 30.
«aa . . . donna dì molto piacevole aspetto y. N. s- 1*
Bna donna giovane e di gentile aspetto molto K. AT. 8. 4.
che la sua faccia avesse tanto aspetto d' umlltade . , V. N. 3^. 66.
r sna sì è la chiarezza del suo aspetto C. ii. 14. ila.
per muitiplicamento di luce in quelli e 'n lo loro aspetto . . . . C. ili. 7. 32.
r trpetto suo aiuta ta nostra fede C. iiì. 7. 156.
qursta Donna, col suo mirabile a^peito . . . aiuta C. iii. 7. 176.
drco che nel suo aspetto appariscono cose C. iii. 8. 33.
■loato piacere ò . . . nell* aspetto di costei C. iiì. 8. 41.
^pKste cose che paiono nel suo aspetta* C. iii. 8. 137.
Vi od suo (M/r//0 contentane la sua vaghezza C. iti. la. 108.
deUa filato dì questa bellissima sono private C iti. 13. 16,
•ivedc come ncU' aspetto di costei . . . appaiono C iii. 35. 51.
^frequentare lo suo a5/kr//o mi sostenni C iv. 1.66.
Baile neir appetto dì fuori C iv. 17. ia6.
< 1 no ftf^ftì era come folgore C. iv. aa. 173.
prometto trattare . . . eon rima soUik e aspra C ìv. a. lor.
tperù dice aspra , . , C iv. a. no.
^ y. y. 7. 6 ; 8. 5, 8 ; la. 94 ; 14. 97 ; 17. 5 ; aa. 106 ; 33. 43 ; 36. 37 ; 38. 5 ; 39.
39; 40-49; 4»- 53; ^- »• '»• M4 ; "-a- 9 5 5- '" : "■ 88; 13. 134. 163;
iii. a. 7a ; 4- lai ; 5- 6« J >o. ag ; la. 5, 39 ; 15. aoo ; iv. 5. 51 ; 9. 105 ; la.
»o3; >3- MS»; 37. if 187.
< che Amore ... di subito m* assalta si forte V, N"» 16» zi,
•"^contiDcnle che le lagrime m' avcano assalito K /V". aa. 39.
* lì lospìri m* assio/MiMo grandissimi ed angoscio» K. A^. 38. 19.
e poi ne assonerò alcuna ragione y, N. ag. 37.
*Ntonfici panj . . . groasamente assegnando . . . . . . . . C il 3. 48.
"•ìpodur ragioni C. ii. 7. 34.
••Pft queste ragioni assegnate . . C ii. 7. 51.
^ >1 potrebbono ragioni naturali e . . . assegnare C. iii. io. 40.
^••e per le ragioni assegnate se iacusì C iii. io. 44*
ASSEGNARE
54
aoaegnaxe. Qui non 1* a%stgno ; — che veder lo puoi , Ca^e. zvit. i8.
BSBemblBre. dolore intorno al ... m* assembra La . . . m«ite V. N. 34. 30 (Cans. ìv. 4).
Dir di lui in parte eh' assemhttissi il vero Soh. xxxviìl. 3.
aasembro. In ciascuno Ò ciascuno vizio assembro Catu. x. 133.
assimlgliare. costei, Ch* al prence delle stelle s' assimigUa . . . Con», xìx. XI4.
aasonilgUare* E sono assontigliato al vcspertiglio S. P. q\. 19.
assottigliare. Ond' io ti prego che tu t' assottigli , . . In Cam. xiv. 84.
asta, qiial verace Non segue V asta del vedovo giglio Catts. xviii. ag.
astioso. Ctr io sono astioso di chiunque muore .... y. JV. 34. 39 {Ca»a. ìv. 13).
astrologo. Secondo che V astrologo ne spira Som. xxviii. 4.
atare. K aitare.
atque. yf/^ur fortuna ruinosa datur Caiw. xxi. ri.
atro. Poi non mi sarcbb' atra La morte Cane. xii. 55.
asaegnare. e la cagione assegtio C. ìv. a. 93.
asaemprare. le quali è mio intendimento d' assemf>rare in . . . . V. N. i. 6.
aSBCnxa. siccome alla presenza del sole e alta sua assenso . , . . C. iiì. 9. 117.
quasi nella sua assntea dimorando entrai C iv. i. 67.
assettare, però ad esso non voglio .•[' assetti alcuno male C Ì, i. 87.
e ad una mensa cogli altri simili impediti s' assetti C i. x. 96.
assettatore. né alcuno assettatoti di vìjcì C.ì. i. 90.
assicurare, mi confortai molto, assiotrandomi cVìq K. TV. 5, 19.
nnd' io <45«irHr-afu/o'Hi', cominciai a parlare K AT. la. aS.
assimighanti
C. iv. 33. 60.
C ìiL 13. 9t.
C. iv. ar. 73.
C ii. 15. 187.
C. iiì. 14. aS.
C iv. 17. 36.
C. ìli. tx. 130.
C. ìli. 14. ni.
C. iv. aj. 73.
asslmigliante. convengono essere quasi
C/. assomigliare.
assolutameDte. Vede . . . questa nobilissima di tutte assolutamente .
assolvere, che ... la intellettuale Virtù sia bene astratta e assoluta da
assomigliare, la Rettonca^ la quale al terzo ciclo è assomigliata .
quanto per esso ò possibile a55om^/('<(7r5f' a Lui
C/. a^mjgliante.
astinenza, regola e freno della nostra soperchievole astinnua . . .
astrarre. la vera amùtà, astratta dall' animo ... ha
li pensieri . . . sono astratti daììc basse e terrene cose
che ... la inulUttuaU Virtù sia bene astratta e assoluta da . .
astrattasi àa\\t mondane cose e ... le pare C iv. a8. 43.
astringere, delle quali massimamente sono as/nr/yi C tv. xa. 60.
astrologia, là dove d' Astroiogia gli conviene parlare C. ii. 3. 34.
secondo quello che si tiene in Astrologia C ii. 3. 50.
Sciente del . . . Quadrìvio, cioè . . . Astrologia C iì. 14. 58.
per le quali si può comparare all' Aerologia C ii. 14. aaj.
queste due proprietà sono ncll* Astrologia C iì. 14. 333.
che . , . \-orrebbono disputare ... in Astrologia C iv. 15. tÒ'j,
astrologo* n. Se adj. secondo comune opinione astrologa . . . . V. N. 30. 19.
V antica grossezza degli astrologi C. ii. 3. ao.
lo cerchio ... gli Astrologi chiamano epiciclo C. ìi. 4. Sa.
per gli astroiogi diversamente t sentito C ti. 6. 139.
dalla migliore dimostrazione degli astrologi C ìi. ti. 136.
secondo le scritture degli a5/n>/ogi' C ii. 14. 339.
io comprendo per le sentenze degli as/ro/c^' C ìii. 5. xxa.
ora per due modi si prende dagli astrologi C. iiì. 6. 14.
astuto, non ò da dire savio uomo . . . ma è da chiamare astuto . . . C iv. 37. 51.
Atene, sì sale a fìtosofare a quella Atene celestiale C. iii. 14. 138.
come Cefalo d* Atene venne a Eaco re per soccorso nella guerra
che Atene ebbe con Crctì C. iv. 37, 158, 160,
O Atenej non domandate a me aiutorio . . C iv. 37. 173.
n
I
ATTO
La. ov* è alcun che perder lei s* att^nét . . . . V. N. 19. 45 (Cum. ì. a6\
L* anima mia che n' atUndea conforto .... Cane. xiìi. 95.
Poi sol da voi lo suo soccorso atttndf Cattz. xv\. x6.
Sappiate che r a/^f£/irr più non posso , CVimj. xvi. 39.
Xac^or tempcstn con . . . At/mdi per tua sorte Cane, xviii. 57.
O *oi . . . AtlmHtU, e guardate K. M 7. 19 {Stm. ii. a).
^tenere. Qad filo, a cui s' aZ/i/n la mia speranza Cona. xviì. 6a.
attento. Acciò che ben atuntì tutti nui . . . siam P, F. 181.
«ttcrrare. Ed obbligati a quel che il mondo atftmt .... . . S. P. et. 8t.
Btterare. Già cran qua» eh' attmaU V ore t'. ^V. 3. 81 (Son. i. 5),
■MOl si vede Meraviglia nell' atto, che procede K ^. 19. 36 {Cane. i. 17).
Vada con lei, e miri frli atti sui C. iii. Cana. ii, 40 ; 14. 101.
Gli «Ma soavi eh' ella mostra altrui, Vanno C iii. Catte, ii. 45.
perdiè gli atti disde^osi e feri . . . m* han chiuso C iv. Cane. iii. 5.
Osaoto è . . . gentile Negli attica amorosa ........ Cane. ix. 33.
9Sipro, Còm* è negli atti questa bella pietra Cana. nix. 3.
Che la mostrava in tutti gli «/A' sui Orna. xix. Sa.
itteDdere; e parca che atifndesat da me alcuna parola V. N. xq. 37.
cominciaro ad atttndtre in vista la mìa risponsione V. N. x8. 30.
se Don fosse eh' io aftrntita anche udire di lei V. N. an. 34.
U quale questo servigio a/tofdir CÌ. 9. 3r.
fffuWrwn ... la consumazione del . . . movimento CAx. 15. 116.
Qui si vuole bene atttitdert ad alcuna moralità C. ti. 16. 50.
come . . . quel tempo ... si dee attetiderr . . , C iv, g. 46.
quivi SI vuole atienderw la volontà della natura C iv. 9. la?.
i|BÌTÌ si vuole alttndér* la . . . disposizione del tempo C iv. 9. 139.
4msì fine «tttttdm dalla parte dello scibile C iv. 13. 79.
oh . , . Scmin^orc, che non at/etidi, se non che C. iv. ai. 114.
Né questo cotale Prìtdtnte non attmd* chi domandi C iv, 97. 64.
U ncibile Anima ... e alténd* la fìne di questa vita C. iv. aS. 50.
a rendere r uditore (I///M/0 . C. ii. 7. 60.
■Wto. vita contemplativa o attiva , . , . . C. ì. 5. 76.
«vere beatitudine della vita attiva C. ii. 5. 79.
omc . . . convegna loro pure 1' attixta vita {F, come che pure
r attiva convegna loro) C. ii. 5. 93.
'sua * la viu Attiva C ìv. 17. 89,
lache per I' Ailiva si pervegna ... a . C iv. 17. 90.
he bttona fosse 1* Attiva . . . C iv. 17, ito.
è pu eccellente che qnella dell' vi/ftwi C iv. 17. ri5.
tioe potila della viu a///pa . . • C. iv. aa. 147.
tetre sette della l'ita attiva C iv. 33. i6t.
ctcante la Beatitudine nella vita attiva C. iv. 33. 179.
*8V»pc potemo imprrfctta nella i>ila attiva C. Ìv. sa. ao.|
^ttl^K. ftoprastarc alle passioni ed rt//i' di tanta giovcntudine . . . V. N. a. 60.
ÌA^nto di potenza si riduce in atto V. N. ao. 30.
ilicaconic questa potenza si riduce in atto K /V. ao. 40.
■«wac questa donna riduce in atto questa potenza V. N. ai. 05.
*"•« riduce in atto Amore ne' cori di J', A^ ai. 39.
««oihIo dae attt della sua bocca K. /V. ar. 50.
• tirtà <iec avere atto libero e non isforzato. Atto lìbero ft, quando
• .. otto sforiate è, quando C. i. 8. loi (A««), 104.
ktooccki ùa con a<to Ubero la virtù Ci. 8. in.
*Ctlo<]*ognÌ afto dì mercatanzia C. Ì. 8. 196.
«bfo «vere in ««oc palese C. ì, io. 59.
ATTO
56
atto. Che in donar vita ^ tosta ... co* begli 0//1' nuovi Canz, xìx. 109.
Poi con atto di spirito cocente Creasti Ba/i. il. 8.
Perch* io vi veggio andar scnz' afta vile K AT. aa. 75 {Som, xti. 8).
Ed ò negli atti [snoi Unto gentile] K iV. 37. 34 {So*t. xvi. ta\ 44.
Quando guardaste gli a//i e la statura K. W. 36. 31 (5on. xix. 3).
Ch* ogni suo a//o mi trac a fìnirc Son.xìt.zt.
Voi, Donne, che pietoso atto mostrate Son. li. i.
al gentil atto Degli occhi suoi conosccraila Son. li. la.
É ptuvico ladron negli a//i' sui Som. liv. 8.
Morte apparecchia, e di lussuria gli a//i' P. F. noi.
attorno. Ma gite attorno in abito dolente Son. xlìii. to.
attristare. Onde V acre s* attrista tutto, e piagne Cans. xv. aa.
Perché s' attnsta veggendo altrui bene P. F. 188.
atto» H. eh' è . . . atto della sua più nobile parte C. ii. 6. 03.
il pensiero * proprio atto della ragione C. ii. 8. 39.
era speziai pensiero a quell' aito C. ii. 8. 60.
atta a ricevere 1' atto dì . . . chÒ 1* atto dell' agente si prende . . C, ii. xo. 65. 66.
non la potea immaginare in a//o alcuno, se non C ii. 13. 43.
r anima t aito del corpo : e s' ella è suo tUto^ è sua cagione . . . C. ni. 6. tta, 1 13.
cioè nel parlare e negli atti C. iiì. 7. 99.
che solamente 1' Uomo ... ha reggimenti e atti che C. iiì. 7. 103.
che alcuna bestia fa atti C iiì. 7. 108.
la immagine della ragione, cioè gli atti e 1 parlare C iiì. 7. xaa.
vada co» in t ntiri gli suoi atti , . . . C. iiì, 7, 137,
i suoi atti . . . fanno amore disvegliare C. iiì. 7. 140.
r ultima potenza . . . quivi sì riduce in atto C. iìi. 8. 64.
nasce il vocabolo del suo proprio atto C ili. Kx. 54, 56.
r uno e r altro termine degli atti ... si chiamano per lo vocabolo
dell* a//o medesimo. ..siccome. . . 'O Luce' (ch*craar/o) C iiì. 11. 156, 157^x60.
perocché in Lui è . . . sommo yltto C. iìi. la. 98.
quando 1' anima nostra non ha atto dì speculazione ...... C. iiì. 13. 58.
non fa ... se non nell' atto della speculazione C iii. 13. 69.
non ostante che . . . non sia nell* ultimo atto di filosofìa . . . . C iìi. 13. 79.
li filosofi . . . nellì loro atti . . . ÌI dimostraro ........ C iii. 14. 70.
dove la filosofìa è in atto C. iii. 14. 106,
accende amore . . . colla soavità dfgti atti C iii 14. 115.
non si dice qui gli atti di questa Donna essere C iv. a. 99.
Autorità non è altro che atto d' Autore C. iv. 6. 15.
Autoritade vale tanto, quanto atto tUgno diftdt e C iv. 6. 49.
conoscere ... è proprio atto dì ragione C iv. 8. 6.
eh' essa cansidrra t fa nel proprio aito suo C iv. 9. 47.
la nostra ragione considera neW atto delia volmita C, iv. 9. 66.
r oro e le margarite perfettamente . . . alto abbiano C iv. 11. 40.
disposto a questo divino atto ricevere C. iv. ao. 57.
a ricevere li loro aiti . C. iv. 30. 61.
1* anima . . . procede . . . usando lì suoi atti , . C. iv. 34, 91.
gli aiti villani sieno lungi da te C iv. 35. ao.
Nullo atto è laido, che C iv. 35. 95.
atto» adj. la sua disposizione atta a ricevere I' atto C lì. io. 64.
attorno, che *1 suo tondo tutto si girava attorno al suo centro . . . C. iii. 5. 49.
attrarre, che sempre attrae la capacità C ìiL 13. 93.
attuale, è talvolta abituale solamente, e non attuate C. iii. 13. 54.
se non quando 1* uomo è in ìspccutazione attuale C. iìi, 13, 67.
attualitade. perocché ha pììi movimento e piti attualitadt e . . . . C ti. 4. 70.
57
AUTORITADE
wmlìiiiTilT ÌAtn audivissénS verba tnea Graecì ...,..,. Cane. xxl. 4.
«Ofldlettcx Ora che . . . gU augifUtti cantando . . . Fanno .... Sot$. xlii. 6.
Com' nugriUtto sotto foglia verde Sest. iv. 34.
augello, ixdcne . . . Cader gli augrlìì volando per V a* re . V. JV. 23, 1 79 (Cohm. ti. 53).
Fuggito è (^Tìi aw^/, che *1 caJdo segue Can». xv. a-j.
tE cantionc gli augtUi Bali iv. io.
Qliiocelkk.
lattaia Prcgauido si eh* ella sempre s* augusti Cane, xviii. 75.
WWL Adunque dal prìncipio dell' aurora S. P. cxxlx. 16.
E perdié sei V aufort della vita S. P. cxxix. 13.
può discendere
C. iv, 6. 16.
17- 3>-
14. 78.
7.56.
aoctore. Questo vocabolo, cioè Auctorx
Cf. antore.
•ndacìa. freno a moderare 1' audacia e la timidità nostra C iv.
•ndieiua. desiderando che venissero . . . nella sua auditiuia . . . V. N.
cioè air abbellire dell' audìgnza C ii.
C/. odlmTB.
AuftU>tloO. Onde dice Augustine C iv. g. 63.
Cy: Agostina
Aogmtot. nella morte d' .^Nfifsfo ... vide . . . C ii. 14. 175.
nieo. che significa tjuito quanto legare parole, cioè AUIEQ . . . C. ìv. 6. aa.
vuole . . . che V uomo s' ausi a ben fare e a rifrenare . . . C iv. ai. 127.
d* essere penitente . . . sicché non s' ausi a fallare C. iv. a$, 44.
autem non sic A^. A^ i x 33.
nteotiOO» che la sentenza imperiale sia . . . autentica C tv. 9. 163.
Utentin. uno vocabolo greco che dice y4u/rn/i>f C iv. 6. 41.
latore, trovai . . . vocaboli d* autori e di scienze C ii. 13. 36.
U filosofia, che era donna di questi autori C ii. 13. 39.
opera . . . dagli autori poco cercata C iv. 3. 19.
Autorità non è altro che atto d* Autort C iv. 6. 15.
in quanto Autort viene e discende di questo verbo C iv. 6. 33.
L' altro principio, onde ^M/orr discende C. iv. 6. 38.
ceni Autore, quinci derivato, si prende C iv. 6. 43.
C^aiictore.
per la quale paia di maeglore autorità . . C i. 4. 104.
. . per la sua grande autorità sapere C. ÌÌÌ. 5. 63.
1a seconda è 1* eccellentissima autorità della C iv. 3. 66.
Wvirtb della Verità, che ogni >4w/an/à convince C Ìv. 3. 68.
^Ua Imperiale <^M/on>à sapere non sì può ... .... C. tv. 3, 71.
tcni «Uro comandamento . . . prende . . . autorità C iv. 4. 79.
CM sì manifesta la Imperiale . . . Autorità essere C. iv. 4. 60.
Aon b ciò r Autorità del Romano Prìncipe . . . somma . . . . C. iv, 4. 84.
pn non offendere la scnatorìa dN/on'/ù C Ìv. 5. 139.
^n^ionare dell* altezza della Imperiale yfMtohiCà C iv. 6. 3.
che Autorità non è altro che atto d' Autore C. iv. 6. 14.
f^y Autorità del Filosofo sommo ... sia C iv. 6. 155.
*"< repugna alla Autorità Imperiale C. iv. 6. 158.
*^**|i>oigi»i \a filosofica Autorità colla imfvriaU C. Ìv. 6. 167.
**"fiki«ofica autorità si congiugne C iv. 6. 170.
1**Bl<i i da rcverire 1* Autorità Imperiale e la C. Ìv. 7. a.
ff'wuncrc contro alla autorità del Filosofo C. iv. 8. 39.
•perfuiooe . . . U imperiale autorità fue trovata C iv. 9. 9.
Ittttt età pur ha seco una ombra d* aH/oW/à . ,,..,.. C Ìv. 37. 147.
sopra lo ragionamento della Imperiale autori/ad* . . . C. iv. 6. 11.
^qMito viene quello vocabolo . . . cioè Autotitnd* C. iv. 6. 47.
AUTORITADE ^^^IP ^^^^^^^^V 58
avante. Che da levante Avantt — infino a . . . infonde Conc xìx. 98.
avanti. Oirver il gcner lor, eh'' io misi avanti C iv. Canm. iìL ili.
E di' a colui . . . Avanti che sdonnei K. TV. la. 1 15 [Baìl. i. 36).
avanzare, qtundo t* avrò avattsatn f^. N, ig. fj (Cans. i. 58).
Perocché il suo \'alor s) pure acuHAa Cattx. xìv. ^.
Poiché pa^a ed avaneti Natura e costumansa Bai/, ir. 94.
Sicché M voler del core o^i altro afatua Sor*, xxxviit. 13,
avarizia. Poi * Avarisia^ per cui si martini II mondo P. F. ig6.
avaro. Come 1* avaro seg:uitando 1* avere . . . Corre 1* avatv., ma pili
fugge pace Cans. x. 67, 69.
che hai tu fatto. Cieco avaro disfatto Comm. x. 76.
FassI dinanzi dair nv/rro volto Virtù Canm.-x. 106.
Cosi altrui e sé concia 1* avaro CanM, x. 196.
Lo quale a me suo servo non fìa avaro Soh. xlti. 14.
ave. Ai'F regina Vergine Maria P. F. 341.
avere. » C iv. CanM. iìi. 33 ; Cons, x. 67 ; xix. ao.
awedere. L' anima perde, che non se n' awtde P. F. ^s-
avvegnaché Som. xli. 9.
avvenente. Sovra la morta immagine avwHtnU V. N.%, ^i (Som. iìì. tt).
avvenire. Che gli aitnen ciò che gli dona salute V. N> ig, 58 {Catta, i. 39).
Questo m* avtn'fttf ovunque ella mi vede V, N. a8. a6 (/*. C {3).
Che mi combatte . . . Aifegna che mcn duole CiiMa. xiii. 54.
autorìtade. vedere che Autotitade vale tanto, quanto C iv. 6. 48.
che le sue parole sono somma e altissima autoritade C i\*. 6. 53.
acciocché li ... e la sua aulorifadr sia un lume C iv. 37. 90,
autunno, si fanno . . . ncll' anno ... in Autunno C. iv. 33. 139,
avarizia, tonto sono pronti ad avan'sia C i. 9. 16.
conducono 1' umana volenti a vizio d* avarisia C. iv. la, 34.
Per certo 1* avarizia fa gli uomini odiosi ... C.'w, 13. 133.
avaro, quc* che sono a mano dell* avaro C i. 9. 46.
in questo errore cade V mmro maledetto C iìi. 15. 88.
avere, M. C. iv. u. 95 ; 13. 95 ; 13.100,101.
Avicenna, quali dalli motori, siccome Plato, Avicenna e C ii. 14. 33.
questa opinione pare avere . . . Avicenna e C. iì. 15. 77.
mostrerò dìflcrcnza . . . sccondochè Avicenna sente C. ìii. 14. 41,
che Axncenna e Algazct vollero che C iv. si. 15.
avolo, e la obblivione . . . non fo&sc del suo avo/o venuta . . . . C iv. 14. 118.
avvalorare. Poi , . . dice com* eli' avvalora . . . amore C. iii. 14. 113.
aw^;nacbè. K AT. e. 71 ; 9. 5, 61 ; 1 7, 5 ; 33. 109 ; ag. la ; 34. 9 ; 39. 48 ; 43. 31 ; C
i. I. 43 ; a. 34 ; 3. sa ; ro. 43 ; >a. 69 ; 13. aó, 39 ; il 3. 8. 18:4. 89, 95 ;
5- Jo» »3. 35. 53 ; 6* 3. »3< i 7* 87 ; io. 33 ; la. 36; 13. aa ; 14. 30; iii. i.
34» 6a ; 3. 36 ; 4. 60 ; 7. 13, 51, 65 ; 8. 40, 77 ; 9- 107 ; 11. 10 ; ta. 86 ; 13.
46, 95 ; iv. a. 96 ; 3. 60 ; 6, 79 ; 9. ja ; io. 8, 58 ; «a. 136, aoi ; 13. 3. 54,
66; 14. sa; 15. 51 ; 17. 80, 90 ; aa. 6s, 106; 35. 36: a6. X03 ; 09.45.
avvenimento. Puotesi . . . vedere . . . nello indiscnto loro tarveni'
mtmlo C.iv. II. 33.
nella ìndiacrtMiont del loro ai*vtnirMetnto . C tv. 1 1. 53.
nel loro indiscreto avvenimento si può comprendere , . , , . C iv. 13. 3.
Né per lo avvenimento di questo non mi si toglie . C iv. 13. 17.
avvenire. Ed awegna che la sua immagine . . . fosse V. N. a, 53.
neir ultimo di questi di avvenne^ che . . . K. A^. 3. 5,
Un giorno avvenne^ che . . . sedea in parte V, tf, ^. i.
Appresso la morte . . , avvenne cosa, per la quale . . . . . K W. 9. a.
Avvenne quasi nel mezzo del mio dormire, che . . . . . . K. W. la. 13.
AVVERSARIO
Per eh* egli m>vift$t che tanto To dimorB Cans. xiv. 75.
Tuito quanto aDa tua bontl s' awitne Cans. xiv. 83.
Ha e^li a»Mm, che spesso altri si getta Cane. xiv. 93.
E a' egti «mwn che gli risponda male .... Cohj. xvi.37.
C a* «(li «waifN che per te sia rimosso Crnj. xvìi. 71.
E a' effU Mwwm che tu mai alcun tniovi Catta, xx. 96.
Atmigtm non la scorge Se non chi Baii. ix. 13.
lo dico : ahi lasso * awùn egli a perdona K. /V. 16. 37 {Som. ix. 4).
Pierocch^ quel mcdesmo mnvmnr a noi Sqh, li. 10.
il rcfno tuo, siccome pone Quesu oruion P. /*. «4.
quanto awfMturosa Fa la mìa disianza Bmtt. tv. ai.
che la potenza Degli avversari miei . . . consummi . . . S. P. xxxì. 56.
Wfmmt che questa gentilissima venne in parte . . . . K iV. 14. a.
e mmfgmm eh* io fossi altro che prima K AT. 14. 43.
Atmmm* poi che . . . giunse a me K. A^. ig. i.
•T «^ «wmùMtf che molti la potessero udire V. N. ig. 155.
AppnMDCiò pochi di, atntftHi che ... mi giunse K A^ 93. i.
M A parole di questo che m' era avwnuto K. AT. 33. 135.
A^prcaao . . . «vvfM«tr un di, che ... ed io mi sentii V. N. a^. 9.
MNRfpM lbr«e che tra altra gente addivenisse, e «vu^vid ancora, che V. N. 25. 37, a8.
^Mninrpoi che questa donna ... ai facea K. AT. 37. 1.
C Molte volte «wwM che tanto dolore avca .... . K. A^. 40. 33.
e ipoae vummm che ... si facea un colore .... . K A^. 40. 31.
Dppo questa tribolazione av\-énne . . . che K A^. 41. 1.
0»4t «anni/ che ciascuno ha C. ì. a. 60.
rkr Don itrww dcj Volgare , C i. 5. 54.
coati II uan ente axfvemirt - C. i. io. 37.
che 1 magnanimo ... fa . . . . C i. tt. 134.
dw al magnanimo . . . paiono C L 1 1. 140.
no . , . de manifesto C iì. i, 61.
. non mrvmt* sensa C ii. 1 1. 19.
volte awÙH* che C. ii. la. 37.
rfgHAnlB oltre a quello che può awmmn C. iii. i. 83
«oal avìMnift C iii. 6. 33,
n>vwM# spesse v^te, che . . . C iìL 9. 133.
VwT cbe «wmi/ che gli altn mìseri . . . caggiono C iii. 13. 1 16.
é mtMmUo . . . quelle ricchezze iniquaracote awtnirt . . . . C. iv. 11. ito.
«rt osfl» ■«•(» vita «wiimr . C iv. la. 197.
ft fptA leapU e . . . muri poleo questo immtire C. iv. 13. 1 16.
^ •gii mn^mmé che ... la inUlUttuah Virtù sia ...... C iv. at. 71.
M a . . . mmvirm cbe 1* Arco della vita . . . é . C iv. 93. 73.
<1m oltre la Sémttmié rimane C iv. 94. 53.
dcaèdcrando che venissero per awtnhtm nella . . . , V. N. 14. 77.
kl tonpo da dare t bene «iffM/Mnuo C iv. 37, 179.
Contra questo —wfraayio della ragione bÌ levò . . - . K. M 40. i.
t — a biasimare ancor» ì aooi minmaari C i. ta. 14.
rflgli iPMiMii'iIrlIt rrrìti C iv. 9. 140.
dbloii aO* mwv0W9*rio si ragiona C. iv. 8. 89.
>**»twiwiib quindi non prenda . , . . C iv. 8. 91.
lov cka al «otto dk* tanti avvfr»ari parlo . C. iv. 8. 93.
•rr-w««nbruol<ttiia . C iv. 13. aó.
SHpo^jQf^^^jUlJlBfVrMWPMTW ClV. 13.53.
mfmm^^ rflirff»»* ,, rispondo C. iv. 14. 39.
AVVERSARIO
60
avversario. Ciascun m' era nemico ed ainvrsario S. P, ci. q$,
avversità, eh' Amore Contr' ogni awersità le dà valore Batl. vii. 13.
avvezzare, che . . . tanto Amor m* avversa Con un martiro e . . . Cana. xìv. 76.
badare. Col numero, cW ognora passar haJa Cana. x. 73.
bagnare. Levava gli occhi mici bagnafi in pianti . . . V, If. ^. 184 {Cans. ii. 57).
nostra donna . . . Bagnala il viso di pianto d' amore . . V. .V. 33. 73 {Son. xii. 6).
baldanza, tu sei quella, che mi spoglia D' ogni haldattaa Cans. xviL 5.
donna Tal, che . . . Mi dà i^d/c/aHr<i Sr5/. ii. 63.
Ora ho perduta tutta mia òaUaMsa K. AT. 7. 30 (Spm. ii. 13).
Ch' Amor . . . Prende baldanea e tanta sicurtate . . . . P'. A'. 14. 86 {Soh. vii. 8).
baldanzosamente. Passa una Donna baldanaiìsa matte Son. xliv. 3.
balestra. Però nel cerchio della sua baìrsfra Son. xxxvi. 9.
balestrare. S) che consiglio invan vi si baUstra Son. xxjcvi. 11.
balia, del signor, che m' hi in bafui Catui. xvi. 65.
ballata. Bui/afa, io vo" che tu ritrovi Amore K M la. 80 {Bafi, i. 1).
Tu vai, ballata, si cortesemente V. N. ta.B^ {Ball. i. 5).
Gentil ballata [mia, quando ti piace, Muovi] . . . V. N. la. laa {Ball. i. 43), 135.
Muovi, Ballata ... A quella bella donna Ball. v. a.
le parolcttc mie . . . Han fatto una ballata Ball. viti. 19.
Udite la ballata mia pietosa Ball, x. a.
barbare. Si è barbato nella dura pietra Stst. i. 5.
bassare. Che in altra guisa basservbbt ì colli ......... Sest. iv. io.
Sicché, bassando il viso, tutto smuore V. N. ai. \^ {Son. xi. 5).
awenarìo. se 1* avversano volesse dire C. iv. 14. toi.
se si volesse alla favola fermare 1' avversano C. iv. 14. 150.
e lo aintrsario è grande C iv. 37. 178,
awerao. parla lo pensiero nuovo avverto C. ii. 11. 6.
secondo la opinione avversa ... fu C iv. 14. 139.
avvisare, cosi mal può ire . . . chi prima non V avvisa . . . . . C. iv. aa. 19.
azziniare, gli adornamenti dell* assimart C L io. 91.
pongono lo stadio loro in euaitnare la loro persone ...... C. Ìli. 4. Sa.
badare, che a certo fine bada la nostra potenza C iv. 13. 73.
bagnare, in . . . andai a bagnare la terra d' amarissimc lagrime . . C*. A^. ta. 5.
che alcuna lagrima talor bagnava la mìa faccia V. N. aa. 31.
piangea con gli occhi bagnandoli di vere lagrime K A^. 23. 48.
balcone, si possono appellare Aa/mw/ della Donna C iìL 8. 75.
baldanza. a\*\*cgna che la sua immagine . . . fosse baldansa d* AmoTC y. Al. a. 54.
non ne pigli alcuna baldanza persona grossa V, N. 35, loi.
baldezza. nascctte la baldezsa . . . dell* umana generazione . . . . C iv. 5. 41.
balio, che furono quasi /ot/i e tutori della sua puerizia C iv. 5. 91.
ballata, proposi dì fare una ballata ... e feci questa ballata . . , . y. IV, fa. 77, 79.
Questa ballata in tre parti si divide V. N. 19. 194.
perocché la ballata non 6 altro, che K A*. la. 139.
ballatetta. Ed è questa, ch* io . . . feci una BaVatetta C. iiì. 9. 11.
cosi quella ^y/a/WAi considerò questa Donna C. iiì. io. 6.
secondo questo . . . ^ìudicìo parlò quella Ballafrlta C. iii. io. aS.
che questa Canzone da quella Ballatetta sì discorda C iiì. io. 48.
barba, pulita di barba in tutta la faccia C i. la. 65.
Democrito ... né barba ... né unghie si togliea C. iìi. 14. 75.
barbuto, nella maschiczza essere bene barbuto C. 1. la. 64.
barone, questi nobili sono Prìncipi, Borofu' e Cavalieri C. i. 9. 3^.
base. Dio. quasi ^5c di tutti C.ìv.ta. 175,
quanto dalla punta ver la ba^ più si procede ... . C iv. 13. 177.
ìmtfjvrn ovunque ba^ezea d* antecessori mai non fu . . . C iv. 14. 88.
|vMKL Costi occhi basst mostnndo dolore K M 22. 69 (Soh, xìL a).
Or come 1* ombra, qujuido il Sale é òasao, Si fa S. P. ci, 37.
Lauderà Dio In baiso ed anche in cimit 5. P. ci. 75.
bMlare. Bastin le parti nude CaiM. xx. 93.
E questo basta fin cbc 1 piacer dura Son. xxxviij. 14.
Ba«j6ci solo aver ferma credenza F. F. 8a.
battere. Poiché . . . feriste in tanto ... eh' io batto di vena .... Som, zlvii. a.
ÌBttBlBCX Io cRri>o, che '] SatUsmo ciascun fresa P. F. 85.
Che del batttsmo aver . . . accende L' amor in noi P. F. g^.
Idare altrui batUsmo ... a' preti pcrtien volger tai ruote . . . . P. F. 140.
bMKSZa. e in ... e minieri basMtMMu e altezza non sì noli . . . C iv. 14. pa.
tMKk sono in più basso luogo C. i. 9. 47.
He^io sarebbe alli . . . essere in basso stalo ■ C ìj. xx, 79,
oomiai ... di si bassa condizione C iiì. 7. 6x.
U pesiSkeri . . . sono astratti dalle bassi e terrene cose C. iit 14. ut.
Mei^o sarebbe . . . cume rondine volare basm C iv. 6. 188.
che ai dimentìcbcni il basso stato degli antecessori . . . . . . C. iv, 14. 49.
i|uando ti tasso stato degli antecessori corre C iv. 14. 51.
Se la obbUvionc dei 6as5t antecessori è cagione C. ìv. 14. 87.
pcrcM di sua bassa condizioac non è memoria C iv. 14. 104.
hobblivione del suo &ai50 antecessore C ìv, 14. 134.
che . . . de* suoi antecessori Aassi fosse memorìa C. iv. 14. 136.
poiché stato e* era nel basso stato . . . C. iv. 33. toa.
Promettono ... di torre ... e apportar . . . bastatimi . . C. ìv. la. 43.
taloco di bastansa, recano nuovo termine C iv. la. 49.
questa s>cusa basti C t 4. 104.
héjfi ciò eh' è detto della verità C iì. 4. 100.
Bu queste ^of/mo al presente C ii. 5. if 1.
chi . . . non basta di guardare pur quello C. ìli. z. 79.
prrché assai basta alla gente . . . sapere C. iìi. 5. 63.
nu AtfsA' qui tanto aver detto C iiì. 10.40.
pacato btrsti aìli presente digressione C iv, 33. 159.
E basti cbc osso seguiti la legge C iv. a6. 134.
iaAqui a] presente questo poco aver toccato . . . . . . , C. iv. 37. ioa.
mi ■ buono intenditore 6«m/i essere posto qui . ....... C. iv. 37. i8x
£ questo bttstiuì presente alla prima quistionc C iv. 39. 83.
£ cesi basti alla . . . quistionc esser risposto C ìv. 39. laó.
■**^fp Appresso la battaglia dclli diversi pensieri, avvenne . . . y. N. 14. 1.
qnMio questa battagha d' Amore m' impugnava V. N. 16. 14.
credendo cbc mi difendesse la ... da questa battaglia V. N, i6. 18.
«cciocch^^ questa battagfia . . . non rimanesse saputa y. N. 38. ao.
perocché la battngtia de' pensieri vinceano coloro y. N. 39. a6.
ConTCDOC . . . molta battaglia intra '1 pensiero C. ii. a. a8.
^pcDo cbe ... io sentili della battaglia C ii. 8. 6.
^MSU haiUiglia fu in Aflfrica C. iii. 3. 64.
m VMWO a una parte la ... e la battaglia C. iiì. 10. 70.
Bon pose Iddio le mani proprie alla battaglia C. iv. 5. 156.
sccome stare fermo e fuggire alla battaglia . * C iv. 9, 68.
*iji ricchezze . . . moveste battaglia C tv. li. 30.
'■^Jst. c<nnc un pargoletto battuto lagrimando F. TV. ta. la.
**t»ftra. più te è la sua beatatiza stata larga C. ii. 5. 85.
**Wtnitlnr. vedere tutti Ì termini della beatitudine ►'. A"". 3- M-
la luogo, dal quale vcdca la mia beaJituJiMe y. N. $. 4.
906 eh* io mi dilungava dalla mìa bealituàtHe y. N. g, la.
BEATITUDINE
beato. Io vidi U apcninza de* btati K iV. 19. 47 (Catu. L sB).
BeaiOt anima bellOf chi ti vede K TV. 33. aio {Cohm. ii. 83).
I.^ scg^na d' eccellente sua famiglia Nella beata corte Can^. x. 31.
Con . . . Tede Eri beata, e colle sette donne Cane, xviii. ai.
D' ogni btata essenza . . . regnerai onorata Ohm. xviii. 47.
Ch' io diverrò beato, lei guardando BcM. ix. 4.
A guisa d' angcl che . . . Divien beato . . . Così . . . Potrìa béaio
divenir qui io Baìt. ix. 7, iz.
Ond* é btato chi prima la vide f^. ^. ai. 19 (Soh, xi. ix).
Dunque btata chi V t prossimana Son. XJÙx. 14.
beatitudine, nel quale stava tutta la mia beatiludìne K A', io. 16.
che potesse obumbrare ... la intollerabile beatitudini V. N, \i. ai.
appare . . . che nelle . . . abitava U mia beatitudine V, N. ti. 37.
poiché la mia beatitudine mi fu negata V. N. 13. a.
in quello dimorava la beatitudine e il fine di V, Pf, 1%. 35.
ha posta tutta la mia beatitudini in quello K A^. 18. 38.
che tu ne dica ove sta questa tua healitudiite V.N. 18. 49.
Poiché è tanta beatitudine in quelle parole K AT. 18. 59.
piene di tutta btaiitudine C li. 5. 64.
non pure una beatitudine abbia, raa due C. ii. 5. 68.
avere A<'a/i>M</iMr della vita attiva C ii. 5. 71.
quella che ha la bta/itudirte del governare C. ii. 5. 76.
perocché essa 6 beatitudine dell' intelletto C. Hi. 13. tS.
sì sente quel piacere altissimo di beatitudini C ìiì. 15. 19.
desiderio, in quide esser non può colla^d/t/H^iH^f acciocchèlaArrt/f/M-
t/tnrsia cosa perfetta C.iii. 15. 3o(A*i>,
in6no al di della beatitudine C ili. 15. 192.
La quale ... ne mena a . . . beatitudine C. iv. t7. 93.
quello è . . . nostra Beatitudine C. iv. aa. 89.
questo uso e qucU' altro è nostra Beatitudine C iv. aa. 115.
1* uno ò più pieno di Iteatitudini che 1' altro C. iv. aa. 135.
che noi domandiamo questa Beatitudine per somma C. iv. aa. 145.
domandano il Salvatore, cioè la /?/«ifi/M</mtf' Civ. 33. 165.
a qualunque va cercando la Beatitudine C. iv. aa. 179.
la Beatitudine precederà loro in Galilea C. iv. aa. 185.
Lui ... il quale è nostra Beatitudine ^omm^ . C. ìv. aa. 196.
che la nostra Beatitudine . . . trovare potemo C. ìv. as. aoi.
fieno vie ... a menare alla somma Beatitudine C. ìv. aa. ao8.
beatitudo. ApparuH iam beatitudo vistnt K A^. a. 33.
beata nel quale era stata quella . . . beata anima K M 33. 61.
com' è l>eato colui che lì vede V, N. 33. 63,
nelle parole dì questa Beatrice Ara/<i V. N. s^. i\.
Oh Amt/i que' pochi che seggono a qticlla mensa Ci, i, 51.
io adunque^ che non seggo alla beata mensa C ì. j. 68.
lo trapassamcnto di quella Beatrice btata C ii. a. 6.
Questo è Io luogo degli spìriti beati C lì. 4. 31.
che quelle beate non sieno in perfettissimo stato C ìi. 5. 6S-
io pensando contemplava lo regno de' fi/a/i C. ìi. 6. 41.
dì quello che salìa a vedere quella Beata C il. 8. 59.
lo parlare di quella viva Beatrice beala C il. 9. 53.
la salute, por la quale st fa beitlo chi vi guarda C. ii x6. 36.
questo si é essere beato C. iiì. 8. 39.
senza quella esser non può contenta, che t esser beato C ìii. 15. 37.
V uomo . . . vede terminato ogni desiderio, e cosi è btato . . . C iii. 15. 44.
^^^ SoH. li. 8.
Bmti quelli, m chi sod perdonati ,,,.,. S. P. xxxi i.
Tkitlì htBtti ancora son coloro, Che S. P. xxxi. 4.
Eliaci tutti ArtiA ancor saranno . S, P. xxxì. ^.
Cd inperò, voi uomini btati S. P. xxxJ. 79.
Beati Ice. lu n' è Btatria [in 1' alto cielo ... E sta con loro ; e]
V. N. 32. 19, 37, 55 {Canm. iii. 15)
Poscia piangendo . . . Chiamo Btatritt . . . V. N. 3». 95 (Gina. iii. 55)
□h faa perduta la sua Btatria K N, ^1.66 (Son, xxiv. la)
Perocché spesso ricorda Beatrice K. W. 42. 59 {Son, txv. 13)
|^*n**^^ Divenne spiritai beiUaùt» grande f^. TV. 34, 48 {Cnna. iv. aa)
Cb^ sue beihsM son cose vedute C, iii. Catta. W. 33
La aorte, ov' io per sua belUxza corro Cari*, xii. 56.
donne, Che avete gli occhi dì òelUmMe ornati Cane. xìii. 86.
Cb' io non trovassi in lei nuova belkaaa Caiu. xiv. 73.
Le Boe btUuM han piii virtù che pietra Stst. i. 19.
come ciò sia che la Sapienza possa fare 1' uomo beato . . . C iii. 35. 71.
compiere il desiderio^ beato esser non possa C iii. 15. 75.
la tetra lo cut re è nobile [nobìU] C iv. 6. 177 ; 26. 49.
queste sono quelle che fanno 1' uomo bea/o C iv. 17. 73.
Oh AmìIt quelli che tal sementa coltivano C iv. ai. 1x6.
BatrìCC la quale fu chiamata da molti J3£w«r>r/c^ ... . . . K. iV. a. 7.
die moi'CB dalla gentilissima ^a/nV/ K A^. 5. 17.
àirmciarc di quella gcDlilisaima Beatrice K TV. 5. 33.
Quella nostra Beatnc* ud)o da certe persone K W. xa. 46.
vidi tra loro la gentilissima Bi..irKuh . K ^. 14. 34.
^«aota sì vedex'a eh' era quesu oobiltasima Beatrice V. N, oa. 6,
Wc questa Beatrice piangea pietosamente y. N. aa. 33
«mncDe, che la gentilissima Beatnct ... si muoia K W. 23. 18.
ck' io volea dire : O Beatrice, benedetta sii tu. £ gii detto avea :
O Beatrice K N, a$, xoi, ioa.
vidi venire la mirabile &a/nrtf ... K. TV. 34. 25.
lodi che &tfrnc/ sì mostrerà dopo K A*. 34. 33.
Chmlcsse . . . quella Bfatrin chiamerebbe Ajiore V. N. 34. 43.
*dk parole di questa £/d/n'a' beala K iV. 39. 11.
<tó mi parca vedere questa gloriosa Beatrice K W. 40. 4.
«rtmlscro . , . olla loro gentilissima Bentrice V. N. 40. 16.
c«* di quella bencdctu Brn/fxtr K /V. 43. 15.
tou»(iusamenlo di quella Beatrice beata C ii. 3. 6.
FvqittlU gloriosa Brd/rtir/ teaea C ti. a. 31.
^■eoioha di quella gloriosa ^ra/nÌT* C ii. 7, 80.
^pvhre di quella viva Beatrice beala C ii. 9. 53.
"^"^ oon sa ft* è cane o lupo o becco C i. 6. 45.
"'*'* U ove tante donne mostravano le loro beÌU»»e K TV. 14. 8.
^'t'ivtucom* io immagino la sua miratiìl belte»aa K /^. 15, 16.
*"n)odo alquanto delle sue belU^ag K iV. 29. 104.
^ d' alquante &r//^a« K W. 19. X36, ia8.
*«4ttìtorMlauii ... era in grado C i. 1. 107.
*n.
sptfTBSO . . * per brì!rz£a .,C.
5-47-
"4 «ra aoggetto ma sùvmtto per brliezza C i. 5. 93.
"^ loro MkaM portare C. i. 7. 91.
"^^l'Vie ta héUesaet d' una donna C t io. 90.
^^^'>^ solo sua naturai òeUe*»a si sta con lei . . . diacompagnala . C i. 10. 95.
^"^ di dolcìaaìma ed amabilissima beltt^aa C. i. xo. ics.
bellezza, son venuta . . . Dalle MU*z€ e loco, dond' io fui .... BalL vi. 3,
IjC mie inlUesf sono al mondo nuove Ball. vi. 13.
L* altra ba btlUnza e vaga leggiadrìa Son, xjcx. 5.
Parlan btik^a e virtù all' intelletto Son, xxx. 9.
Risponde . . . Che amar si può MUcea per diletto Son. xxx. 13.
Anzi gli asconde le belUosf sue Son. xxxi. 14.
Di ... La gran bttUMa di veder m* appago Son. xxxìx. 6.
Per quella via che la bilUzaa corre Son. xliv. i.
bellissimo. Di donne, e' hanno belHssimi colli S€3t. iii. a.
bello. Morta é la donna tua, eh* era si btUa V N. 23. 183 [Cane. ii. 56).
Beato, anima btUa^ chi ti vede . y. N. a^. aio (GtM«. ii. 83%
Partissi della sua bffla persona ... 1' anima .... K W. 33. 69 {Cang. Hi. 09).
questa bet/a Donna, che tu sentì C ii. Catu. i. 43.
Ponete mente almcn com' io son bella Cu. Cane. i. 61.
beilo è tanto, quanto lei simiglia C. iii. Cane. ÌL 50 ; 14. lao.
antica posscssion d* avere, Con reggimenti belli C iv. Cans. iii. 04.
A rimirar ciascuna cosa beila Guta. ix. aa.
Quanto è ncU* esser suo bella Cans. ix. 31.
bellezza, la òom/(Ì e la ^//r.«M ... sono intra loro partite .... C !i. 12. aa.
e la belie^sa neU* ornamento C ii. la. 24.
e la Ar//r«Ki fosse agevole a vedere C ii. 12.33.
si ponesse piti mente alla brlleama C. ìL la. 34.
ponete mente almeno la mia betìessa C iì. la. 58.
ponete mente la sua betlezxa C. ii. ta. 6a.
che tanta bellea^a produce C Uì. 4. 72.
in quanto . . , sensibile beltttaa appare C. iii. 8. 34.
tanto dolcemente ciba la sua belle^sa gli occhi C. iii. 6. 43.
che la sua brlieraa ha podestà in rìnnovare C ìij. 8. 193.
il quale uso conduce mirabili ^//^««^ C ili. 13. X13.
che la moralità è bilUssa della filosofia C iU. 15. 116.
siccome la belleMmi del corpo risulta dalle membra . . . cosi la belletti
della Sapienza . . . risulta C ili. 15. 1x7, 119.
quando apparisce la belltsza degli occhi suoi a lei C iv. a. 154.
t* anima . . . contempla ... la befteesa di quello C. iv, a. 159.
di sé stessa innamorando per la belletta del C. iv. a. 161.
Tullio . . . parlando della belletea che . . . risplende C. iv. 8. io.
cosi come questa è belletta d' onestà C. iv. 8. 13.
disse che giovanezza era belletta ... del corpo C. iv. 9. 170.
le corporali bontadì, cioè Stiletta, Fortezza e C iv. 19. 43.
lu . . . natura . . . dimostra BelleMsa e SneHetaa di corpo . . . . C. iv. 35. lai.
beUlSSUno. O anima Mlissinia K ^. 33. 8a.
anzi è uno de* bellissimi angeli del ciclo V. N. a6. 16.
per esempio della sua /v//u5i'»Ma fìgura P. /V. 41. 5.
della bellissima e famosissima figlia di Roma . C. ì. 3, ai.
questa Donna . . . nobilissima e beflissima Filosofia C. ii. 13. ^a.
la Donna ... fu la bellissima e onestissima figlia C. ii. 16. loi.
Tu bellissimo, bello mondo nella mente portante C iii. a. 147.
Onde . . . questa figura è bellissima e utilissima C. iii. io. 64.
dello aspetto di questa bellissima sono private C. iii. 13. 17.
bello, i nomi di sessanta le più belle donne f, tV. 6. 6.
quasi sbigottito della bella difesa K TV. 7. 5.
ai volgessero ad uno fiume bello K A^. 9. ao.
r acqua mischiata dì brlla neve K M 18. 43.
pensando che . . . beilo era trattare alquanto d* Amone . . . . K /V. ao. 8.
BELLO
6a sentita la qtwila Mta donna . Otnz. ix. 70.
l^ico, ciac ir/ disdegno Sarebbe ... di ragion lodato Cam, x. 19.
Lktanbctite esce dalle MU porte Caita. x. 33.
<}Qidla, Cui par ben esser brlta Catta, x. 139.
BtOm^ sig:^!, cortese : La chìaman tutti Catta, x. 150.
Chit , . . Picrlà faria men btUo il suo btl volto Cam. xi. 15 {bis).
CxittOi' cUa é beltà e ria Così dipinga Catta, xi. 30.
aspro, Com' è negli atti questa btf/a pietra . Canz. xii. a.
i suoi &r^A occhi . . . Guarderei presso e fiso Catta, xii. 74.
Ch^ &r/r onor s* acquista In far vendetta Gina. xii. 83.
Entro quel cor, che ì AtFj^A' occhi Terìro Ciih«. xiii. 7.
Dkicno iLgli occhi miei Quei della btiia donna Cana. xiiì. 17.
Anxi è vìe più bcQ* ora Che mai Catto, xiii. 47.
ÌD T«ce D* una eh' Ìo vidi la Òfi/a filtra ... Catia. xiii, 8j .
perdono La morte mìa a quella òriJa cosa Catta, xiii, 91.
Io la dimando ... A que' Òfg/Ì occhi Catta, xiv. 15.
Entrano i raggi di questi occhi bef/i Ne' mici Catta, xiv. 17.
Cb( nel brt \'tso ogni bella s' accoglie ... Cana. xiv. 43.
CiaiOD mia bttla, se tu mi somigli Cana. xiv. 81.
si è Mia donna Questa cnidcl Catta, xv. 25.
Onde '1 cammino al òri giorno mi piacque Catta, xv. 56.
STlo veggio il lume de* ^^/r occhi spento Cana, xvii. 114.
Schiudi, Morte, la sua /Ar/Zu luce Crrn^. xvit. 43,
lobo perduto In mia M/(t insegna Caru. xvii. 45.
Tu felice regnavi al tempo Mh Catta, xviii. x6,
Cioc di leggiadrìa, eh* è orila tanto . Cana. xix. la.
CoD b perfetta sua bèlla figura Cana. xix. 76.
Che . . . Con li Vr raggi infonde Vita e virtù ........ Catta, xix. 99.
CIk in donar vita A tosta Col A/>/ sollazzo, e co' begli Atti nuovi . Cane. xix. 109 Jtia).
SK novelle Tutte quante &on 6i-/// Gin«. xix. 134.
Tinto uìD belU, e di tanta viriute. Che Catta, xx. 5.
CoBH ... La vide in parte, che il tacere è hello Catta, xx. 38.
Vfcstu mio bel portato . . . Generò quella che Carta, xx. sa.
WIo. Mdi lina gentil donna giovane e bella molto V. N. 36. io.
Questa t unn donna gentile, bella, giovane e V. N. 39. 5.
QBcllacou dice 1' uomo essere bella . . . Onde pare V uomo essere
^^ • . . e dicemo bello il canto . . quello sermone è più beilo
. . onde conccdcsi esser più bello ...... C i. 5. 93, 96, 97, loi, 105.
vt«oa uppa d* una bel/a ^pada, o fare un bello nappto d' una beila
ciUra C i. a. 65, 66 {bis),
« pili M2e». .. quello che questo C i. 10. 78.
*** *<cnta ascosa sotto ^^/(i menzogna C. ii. i. 24.
^Waodo rettorìcu C ii. 8. 91.
^"'^^ tenninare lo parlare di . . . Beatrice C. ii. 9. 53.
Y'**ci più bello in donna, che saverc C ii. 11. 53.
■■/fccoaiumi s' usavano C. iì, il, 6a.
^ S>di cose sì possono ^//# vedere C ii. la. 68.
' o&« li ^ la sua più 6«-//a relazione C ii. 14. 156.
^0 ■ . . quanto più la relazione è àtlla ; la quale . . . massimamente
*W/a C. ii. 14. 185, 186.
''pitikUs alterazione che esso riceva C ii, 15. 33.
t<«kiQii . , . ^emione non era, che quello . . . , C. iti. 1. 39.
Tn btllisBÌmo, bello mondo nella mente portante ...... C. iìL a. 148.
Uo (it b SB& podcslti di farsi bello C. iii. 4. 65.
F
BELLO
66
bello. K se non che ... '1 bft neg^o . . . m' è tolto TaMo. xx, 8i-
Per veder quel che Mia donna chiude Gnu. xx. ^a.
e '1 fior, eh' e 6*/ di fuori Csmì xx. 99.
ai mischia il crespo giallo e 'I verde Si 6*1^ eh* Amor Sat ì. 16.
I* ho chiesta in un M prato d' erba Srsi. i. aB.
come suol far M/a donna Stsi, L 33.
Sotto il M verde la giovane donna Gli U. sparir Sest. i. 38.
Che suol dcir altre Mie farsi donna Stst. ii. 3.
una donna, Che fosse fatta d* una Mia pietra Scs/. ii. sx.
Perché negli occhi si Mia mi luce Sttt. iu 40.
Quando vedrò se mai fu btUa donna Sut, ii. 59.
E *ntra 1* altre mi par più bella donna Sctf. iìL 6.
quanto M fu vederla suU' erba Gire SeU. ni. aS.
Che M possa veder com' è sua ombra Sesi. iiì. 36.
ali* ombra Di Mie donne, e' han Sest. iv. 3.
come il verde Color cangia segata la Ar/T erba Sfsi, iv. la.
Fa* che gli annunzi in A*-/ sembiante pace K. iV. la. lat {Balt ì. 43),
risplende Un lume da' btgli occhi Ball, iit 5.
Muovi ... A quella Mia donna Ball. v. 3.
Io mi son pargoletta £»//a e nuova Ball. vi. 1.
La Mia gentil donna mia Porta Ball viit. 13.
Di guardare a madonna il suo M viso Ball. tx. a.
Quando vcgno a veder voi, Mia gioia K. A^ 15, 39 {Som, viii. a'.
sono tenute Dì bella grazia a Dio render mercede . , . V. fi. 37. 16 (Som. xvi. 4).
Negli occhi d' està Mia pargoletta San. xxvi. a.
Ancor quel M pianeta di Mcrcuro . . . tinge Soh. xxviii. 9.
Non vi mettesse amor co* suoi begli occhi Som. xxxi. 4.
E maledico T . . . C* ha pulito i mìei detti e i Im colorì .... Som. xxxiìi. 6.
Cioè la 6f//a e rea vostra figura Son. xxxiii. 11.
Io son si vago della Mia luce Son. xxxv. i.
Levali, Mia Donna, e non ti porre Som. xJiv. S.
Se '1 Mio aspetto non mi fosse tolto Di Som. xlviìi. i.
bello, al quale è bello un poco di fatica lasciare C iiì. 5. 196.
quivi pone V intento tutto a far Mio, se puote C iìi. 8. 71.
per Mia similitudine si possono appellare C iìi. 8. 74.
la quale fa Mia e virtuosa C ìii. 13. 94.
le quali ... sì fanno meno Mie C. iìi. 15. (43.
rispose, eh* era, ' antica ricchezza, e be' costumi " C iv. 3. 45.
r ultima particola, cioè i * Mli costumi * C. iv. 3. 49.
forse pernoH avere i belli costumi C iv. 3. 52.
Lo più bello ramo ... si è la discrezione C iv. 8. i.
Uno de' più Mli . . . fratti di questo ramo C iv. 8. 7.
nell* una particola, cioè dove disse Mli costuMti C iv. io. 10.
a difettiva fornw . . . cioè belli costumi C iv. io. 51.
quanto fa M cambio chi di queste . . . cose dà C. iv. ix. 116.
vedemo li parvolì . . . desiderare Mio vestimento C. iv. la. 164.
dice /w//d e convenevole induzione C iv. 18. 41.
con Mio e convenevole esemplo C. iv. 19. 35.
dunque Mia . . . comparazione fu C iv. 19. 69.
allora è bello per tutto e per le parti C. ìv. 35. 133.
avvegnaché a ciascuna ctii sia Mio V essere dì C. iv. a6. 104.
pìii Mlr e buone novelle pare dovere sapere ... . . . . C. iv. 37. 149.
Nel nome di cui è Mio terminare ciò che C. iv. a8. 160.
due quistioni, alle quali ... è btUo intendere ....... C iv. a9L 15.
■
■
BENE
noie, QuAoio più seppi dolci, Mh e vaghe P. F. zi.
p«r entrar dentro al M chiostro P, F. ao8.
Per esempio di lei Ulta si prova r". TV. 19. 69 i^Cana. i. 50).
Soft héUm piove fiammelle di fuoco .... C. ili. Cuna. ii. 63; 8. 136 ; 15. ni.
E sua ègttà del tuo valor conforto Catt4. ix. 39.
Ch* la Mia, eh* Amore in voi consente . . . FormatA fu ... . Carts, x. 7.
Ha coprir quanto di Muk v* è dato Canz. x. 16.
Partir da sé beità per suo commiato Cane. x. ai.
Cbé se Mia fra' mali Vogliamo annoverar Cam. x. 141.
retai doona pera. Che ruaAW/<i dischiera Ca»e. x. 145.
Cb* Del bel viso ogni Mtà 5' accoglie Canz. xiv. 43,
Tu àis£ù la M/à eh* ella possiede Catta, xvii. 37.
la ubbidirti per Mfà dì donna Sfst, ii. 14.
la lei s' accoglie d' ogni tiflf.ì luce Srsì. ii. 37.
bettlte. Perdio il piacere della sua beliate I''. TV. 34. 46 {Caru. iv. oo),
Per6 qual donna sente sua UUatt [Biasmar] C. ìiì. Coko. ii. 68 ; 8. aoo ; 15. 133.
Esaa persona adorna di brltalt C iv. Catut. iii. 127.
Ckè lo tuo ardore per la costei brliatt MI (a Cans. ix. 59.
Cbe se MittU z voi Fu data Cane. x. la.
Quando m* appar\-e poi la gran òtita/r Caru. kÌìì. 71.
che per vostra MtaU Lo face . . . cangiare K A', la. 100 i^Bail. i. ai).
h, dov* eà ... ha in compagnia molta bfltatt Baii. vìi. 6.
CiNt e fera donna in sua btltatt Questa Bait. x. 23.
Qnmdo rìsuardo la vostra beltate K TV. 14. 63 {San. vii. 4).
BiiMa appare [in saggia donna pai] K. M so. ai (-Som. x. 9), 31, 38.
Eiua AriftOf [è di tanta virlutc] *^. TV. 37. 17 (Sow. xvi 5), 34.
tttdlà e iv. Cane. iii. 37 ; S. P. xxxi. 19 ; ci. 105 ; cxUi. «7.
^^ bndk Cb^ rado sotto binda Parola oscura giunge allo Cane. x. 57.
^K lEM^aiv. ft ». Ella t quanto di ben può far natura . . . V. N. 19. 68 i^Cans. i. 49*},
^B fincoDverni che la mia donna mora K. TV. 33. i6x (^Cane. il. 34).
^B Quin<jo r imaginar mi tien Itfn fiso T, TV. 33. 89 {Canz. iii. 49).
^" Kon ki uprri dir betti quel eh* io sono K TV. 33. 104 {Canz. iii. 64).
btOo. Oh quanto e come &r//o adornamento è questo C iv. 30. 64.
Wti. che ... il suo core mirasse la beltà dì questa Primavera . . . K TV. 34. 48.
di taala eccellenza di beltà C. iiì. 8. 133.
per6dicu che la betta di quella piove C iiì. 8, 146.
funttjtoiwnpH^V che piovono dalla sua 6#//à C. iii. 8. 191.
vnldonoa sente per manco la sua 6^^/à biasimare C iii. 8. 303.
t^SBftWlii, cioè ntoralità. piove fiamnieite ■ C. iii. 15. 133.
fn^éotom , . . sente sua Mtà biasimare C iii. 15. 138.
■"■^ U quale era di famosa beltaJe K TV. 24. x8,
••Ivoche per la sua beltade . . . imposto 1' era K TV. 34. 31.
KHKlereiDo lodare 1' uomo per bfltttde che abbia C. iii. 4, 69.
civckuulo ... lo fine a che fatta fuc tanta beltatie C. iii. 8. aoa.
Wtate. U quile dalla sua Af/Z/K^ procede Ciii. 15. 115.
t'ix il costumi sono &#//aftf dell* anima .......... Ciii. 15. 141.
^tìl^nno. Chi non lia . . . Btltmmo dal Bornio C iv. 11. laB.
*«<** . . C iv. 7. 15.
■■^W». A H. nomoUami, si eh* io la conobbi bme K. A'. 9. 30.
•0^1 che io so bnu eh' ella non e saputa K TV. 14. 74.
9ci^soQ«&nu • me dichiarare K. TV. 14. 109.
•««donne ... sapcanoArfw* lo mio core K TV. 18. 5.
*maàf> ... vidi beni che . . . non era tra esse K. TV. 18. 13.
w»*mr, clic ... sì converrebbe usare K A'. 19. 147.
F 2
BENE
tene. Bf>t negli occhi di coatei [De* star colui] C ii. Catis. i. 36 ; 10. 6a.
Color che tua ra^onc intcndan bette C ÌL Cane. i. 54.
persone . . . Che non ti paian d* essa bfne accorte C, ìi. Cana. i. 5B,
Nobiltate . . . Importa sempre ben del suo subictto C ìv. Canx. tiì. 90.
seme . . . Messo da Dio ncIP anima hfn posta . . . . C iv. Gihs. iii. tao; ao. 68.
Da te convien che ciascun ben si muova Cam», ix. 9. 1
Quanto avemo in potenza di ben fare Cohm. tx. xa.
Tanto, quanto conosco ben. eh' io sono Là Cane. ix. 63.
Dì darle d* ogni ben gran compagnia Cam», ix. 73.
Se ben ai guarda 1^ dov^ io addito Canm. x. xoo.
r amorosa fronde Di radice di 6/»# altro btn tira CanM. x. 135 {bis>,
quella. Cui par ben esser bella Cana. x, 139.
quando ella è b^n piena Del gran de^io Cana. xi. aa.
Ben conosch' io che va la neve al Sole Cane. xi. 37.
Che . . . M' era la mente già ben tutta tolta Catu. xiii. sol
Che parve ben. che morte . . . giunta fosse Cmns. xiii. 68,
Quella %'irlù . . . S' accorse ben, che Con», xiii. 76.
Btn è verace amur quel che m' ha preso E brn mi stringe furie . Cana. xiv. 33. 34.
beae. ne sapcmo btné dì quelli che co^ rimano V, N. 25. 1 ta.
vede A/-Nr che diverse persone parlano K A'. 34. ix
Potrebbe bene ancora ricevere più divisioni V, N. 38. 32,
chi bene considera C.'i.i. 46.
ciascun bene ordinato convito - . C i. a. a.
non sapere bene sé menare C. i. a. 35.
con piccala cerca lo bene • sicché il numero . . . del ArNr gli pare piii C i. a. 65, 66.
la fama dilata lo bene e lo male C i. 4. s.
la presenza ristrignc lo bene e lo male C. i. 4. 57.
nel male, come nel bene C i. 4. 87.
la presenza ristrignc il bene e *1 male C t. 4. 90.
disordinato a ben servire C i. 5. a8.
se bene volemo agguardare ^- i< 5- 56.
una spada . . . che ben taglia C L 5. Bo,
chi cerca bene le scritture C t 7. 49.
dare e giovare a uno, è bene ... a motti, t pronto bene . . . . C i. 8. 14, 15.
dare a uno si può bene ... chi giova a molti, fa 1' uno bene e V altro ;
chi giova a uno, la pur I' un bene C i. 6. ao» aa^ 23.
allì più comuni A^m' tenere fìssi gli occhi C i. 8. 34.
dare cose non Ht$i$ . . . pure è bene . . . ma non è perfetto bene . . C. ì. 8. 37, 29,
se noi volemo berte vedere chi sono C i. 9, la.
non si può bene manifestare C. i. 10. 89.
chi vuole bette giudicare Ci. lo. 93,
chi ^M# agguarderiif vedrii C ì. io. lor.
giudicando ... il male e '1 berne C. L 11. 04.
libro Di fine de' beni C. i, 1 1. 95,
apprendere bene la lingua strana C ì. xi. 107,
non saprei ben giudicare C ì^ tx 5.
Ciò mostrando a chi bene intenderà C Ì, la. 15.
nella maschiezza essere bene barbuto, e nella femminezza essere
bene pulita di barba . . . nel bracco bene odorare . . . nel veltro
ben* correre C Ì. la. 63, 64, 66, 67.
Io bine manifestare del concetto C i. xa. 93.
in quello che conosccmo non cosi bene C ìi. 1. xtft,
Allo intendimento . . . bene imprendere C ii. a. 50.
dove e' mostra bene sé avere seguito C ii. 3. 33.
BENE
Fac« piacer, per Am servire altrui .... ^j^BKT* - - Cam», xiv. 38.
Cht Y aom può òfM scr^'ir centra talento Catv, xiv. 45.
tfcMO . . . Ch' ■ h^M far tira tutto ìl mìo potere Csm&. xiv. 51.
ta prender modo e via, che ti stca bme CatiM. xiv. 86.
Cbe quel, da cui convien che 'I Ò€h s' appari Canz. xvì, 25.
Che tii aai h*n, che pjccìot tempo ornai Puotc Cohs. xvì. 67.
^icUa eh' e d' ogni /•#« la vera porta Catta, xvìi, 15.
A«t vcf^o che *1 mio fin consenti e vuoi CaM*. xvii. a6.
La qual tanto di t^n più eh' altra luce Caiis. xvii. 38.
Aaior potrà Atm dire ovunque regna Oin-t. xvii. 44.
!■ vedi Am com* e sottile Quel filo Catis. xvìi. 61.
|C«ttt qoalc ocDÌ ^n surge e s* annida Catts. xviii. 15.
Noa preludo a* tuoi ò^n chi non n* é degno CanM. xviii. 43.
Cflavtcti che . . . vesta L* un òmf e 1' altro male Cau», xix. 68.
Ma virtù pura in ciascuno sta 6rw C«na. xix. 69.
giami . , . Simili Arm al cor gentile accosta ... Cane. xix. 107.
Cké tmmaa Arn ch<r dentro i quel eh' io dico .... ... C<tn*. xx. 18.
Tv Mt Iwn come gaude Cam. xxì. 7.
C a dii bfné lo intende C ir. 4. 33.
OHBC poò vedere chi A#wr considera C. ii. 4. 63.
CHM pnò Arw ritrovane chi vuole .... C. ii. 5. 51.
• étm Intendere la prima parte C. ìì. 7. 3.
•e fcm si pensa sottilmente C ii. 9. 107.
Bfn pnò dir conaoUttu . , C. ii. io. fli.
E Am al dee credere C ii. 10. 63.
La ^aalr parte, a &rH/ intendere .... . . . . C. ii. XI. 8.
cfca baao della persona ArK« sperare .... ... C ii. ir. 35.
IteSa eoaa in donna sta più hme, chr cortesia C ii. 1 1. 55.
la ^^maàctzM ... su A«hc accompagnata ...<". ii. 11. 70.
^■al laaie ehe mostra il ben* e . . . della persona . . . T. ii. 1 1. 73.
^■ctt elle intesdano te 6r»w C ii. i3. 47.
ai paMaoe bella federe, per chi b*M guarda C it. la. 69.
g^rtlfiia htm che la filosofìa . . . fosse C ii. 13. 37*
■è gfi «dilori erano tanto htm disposti .... . , T. ii. 13. 61.
Aca Ckc *l vero e ti bent dello iqteltetto ... C. ii. J4. 43.
aa la Luna ai purda btntn due cose si veggono C ii. 14* 70.
«M li#« coasiders sottilmente T. ii. 14. 143.
ta SfwrMnja rhr a bm giudicare ... si conviene C ii. 14. 337.
•r Asaw si guardano ■ ■ . questi tre numeri ■..('. ii. 15. 24.
mmm ai pi^ Arar sapere C ii. 15. 61.
Qm ai wùle trm attendere ad alcuna moralità C. ii. 16. 50.
aa Avo sé guarda ehi dncendc e ehi sale . C ii. 16. 76.
•e Imi si mira la predetta ragione C. iii. r. 53.
CM<e gli oomint . . . btn vivacemenCc colorati C iii. 3. 74.
aa i«iw ai guarda ... E quella uraiione si può dire che brtu venga C iii. 4. 85. 37-
V il prete allo imperadore C Hi. 4. 74.
k terra ooJ mare em àmt il mcuo di tutto C iii. 5. 47.
1 suo hfm^ ^ grande in si . . . secondochè il suo btni è
iaahnii C. Iii. 7. 5, 7.
KMtiorganJ conviene a Arw rispondersi C. iii. 8. 9.
■'l**... cAi *"^^'* •*»'"" t. iii. 8. 8a.
*^ dei la*W' <?"*"'" ***"""***"* ' ■ ... Cui. 8. 180.
"'■***'^» a*«o««° ** »^*'^"*' ^ "'• *• *®*-
BENE
bene. Ella sa hnty che se il mio cuor si crulla CaH&. xx\. ai.
/^M avria questa donna il cor di g^hiaccio Oiwa. x3ti. 37.
Ma bnt ritorneranno i fiumi a* colli Prima clic S*st. ì. 31.
Amor, tu vedi bttt, che questa donna Stsi. Vi. 1 ; V. E. ii. 13. 961
Elntralc in core ornai, che n' é ben tempo 5«»/. it, 53.
Che lo cor mio per lei suo btti* impietra Sest. W. 9.
Vostra cem . . . Btttt e mirabil cosa Bali. ìv. a6.
Ha non si, eh' io non senta brut allora K JV. i<. 91 [Som. vii. 13).
Tu rassomigli alla voce fitn lui K A', aa. 91 {Soh. xÌÌÌ. 3).
J5>H è con quella donna quello amore K iV. 36. 41 {St»u xix. 13).
Sicch* io lo intendo bru^ donne mie care V. N. 43. 60 {Som. xxv. 14).
Bm gli de' 1 cor passar, se non s' arretra San. xxxi. 6.
Am può con nuovi spron punger lo fianco Stm. xxxvi. la.
E perdi per lo vano il Arrf sicuro 5oif. xxxviì. 14.
Guardate A<rtf. s' io son consumato San. xlì. la.
Che il b€t$ non trova chi albergo gli doni Son. xlvì. 8.
Da poi che il bm e' è si poco rìcolto Som, xlvi. 14.
BtM ha le sue sembianze si cambiate Son. li. 5.
bene. Bfìt è altra cosa visibile ; ma non propriamente C iii. 9. 55.
non ponendo bene proprio mente s* egli è C. iU. io. 75.
r abito della facundia, cÌo£ del ben* parlare C. ìiì. [3. 85.
gran parte del suo bene ... è conceduto C iti. 13. 89.
Platone, delH beni temporali non curando C. iti. 14. 76.
il qua! è massimo bene in Paradiso . C iiì. 15. ao.
perchè bttit siano ricevute C. ir. a. 65.
se bmr venimo a cercare li loro prindpìi C iv. a. 88.
E brn è Signore^ che C iv. a. X4tiw
fare sì convengono a bnte prendere l' intelletto C. iv. 3. 14.
1' ufficiale . . . nullo a bfu dì tutti tntendea C ìv. 4. 9B.
per amore del pubblico bene C iv. 5. xao.
chi ben guarda luì nella sua prima voce C. iv. 6, az.
pare Tullio recitare nel primo di Fine de* Beni C iv. 6. tio.
Congiungasi la . . . Autorità ... a bene , . . reggere C iv, 6. 167.
colui che . . . non fosse berte camminalo C Ìv. 7. 84.
La Ragione scrìtta ò arte dì bene C iv. 9. 88.
Promettono ... se ben sì guarda C iv. la. 40.
al termine del suo Sommo Brne C iv. 1». 155.
qualunque cosa vede, che paia avere in si alcun bene C iv. la. 156.
piccioli /mv»' le paiono grandi C iv. la. 159
^Irf* puote ancora calunniare r avversario C. ìv. 13.53.
V una . . . r altra, che è privaswne dt bene C iv. 13. 95.
/fi*» lo sanno li mìseri mercatanti C. iv. 13. iot.
Anche ( ;»rr'r/a.ffi'oiw f/i' Af»r la loro possessione C iv. 13. 133.
che à virtù, la quale è perfetto benr C, iv. 13. 136.
dicendo che f/rn vogliono . , , poterai fare C. ìv. 14. 49.
tanto è più cagione di é'ene , . C ìv. 14. 64.
Nobiltà in tra li ^ni sì d commemorata C iv. {4. 64.
che . . . asini ben si possono dire coloro C iv. 15. 6a.
Ben sono alquanti folli che credono C iv. 16. 59.
la quale fa noi ben convivere cogli altri C. iv. 17. 54.
Bene si pone Pmdrnsa . . . per molti essere C iv. 17. 77.
ciò * manifesto a chi ben vuole por mente C jv. 17. no..
eh* così A^-^v si vcrrebl»c alla conoscenza C iv. 17. ia8
tocca Kobìltadc che bene e vera salute ... C iv. 19. 75.
BENE
Hie. Bm ti faranno il nodo Salomone Som. liìi. r.
V* htm m' é detto che tu sai un' arte Son. liii. 9.
M&AtfH ne colse male a' fi' di Stagno Son. liii. 14.
lo fton ben certo, che rfl(pt>n ti tira S. /*. vi. 4.
CooTcrtmii al òm fare presto presto S, P. vi. fj.
Per cui conoscerai li brni sumnii S. P. xxxi. 60.
Poichè^ conosco A*h la mia malizia S. f. I. io.
E 't cor contrito e Ar«* umiliato Si può chiamare ..,,.., 5. P. 1. 65.
Signor, im che Sion sìa òfn guardato , . . S. P. [. 67.
Tu K»i à*n, eh* io di terra son composto S, P. ci. 97.
Brm so, che se tu guardi alle peccata S. P. cxxix. 7.
Ha pur quand' io ho àrM cunsiderato . S. P. cxlii, aa.
E che al mio Ar»/ far sono ribelli 5. P. cxlii. 64.
e da cui tutti i ArmProccdon acmpre di òen operare P, F, tt, ta.
Dunque a òtm far cìaschcdun sì conforti ; £ '1 Paradiso per òrn Du*
«petti P. /". 55. 56*
avesse ogni bontk raccolta P. F, 93.
te dal falso il vero io btn diparto P. F. 134,
iè egli intende A«M r orazioni , P, K 136.
Acci^che bff* attenti tutti nui . . siam P. F. i8t.
Perche & attrista veggeodo altrui ótfiw P. F, iS^
te», vergogna non è laudabile, né sta Òené ne' vecchi né . . . . C ìv. 19. 64
qjBolo divino dono ... eh' é bcru divino dono C. ìv. ao. 50.
hutte . . . r anima stare non brnt nella persona C ìv. ao. 70.
■ctlc Dcir anima che bm siede C iv. ao. 83.
M Ara sa guarda C. ìv. ao. 94.
in quanto dice : wr/r anima hfn posta C. iv. ao. 98.
««ondochè t . . . principio di tutto Un* C ìv. ai. 4.
'he ... U ÌHUÌIfftnaìf l'irtit sìa bene astratta e assoluta C iv. 91. 73.
K questo non è A^N# culto C iv. ai. laa.
dieruono s* ausi a btn fare C iv. ai. laB.
Tullio in quello Hrl Fint dr Beni , . . . C iv. aa. 16.
'<lkteQere dietro a quello che /)fH« comincia C. iv. aa. 63.
diì Art riguarda la precedente ragione C. iv. aa. 93.
che. . , Unt la può avere per vna d' insctazionc C iv. aa. 130.
*^^ quello volcmo guardare C ìv. aa. 148.
ilioilrare nella città del bm vivere C iv. 34. 1 15.
^pDUrbbe alcuno dire così ....... C iv. 94. r3o.
^ taeecssaiia ... a btn entrare C iv. 35. 5.
'^clic Atm» appare Vfrgogna essere necessaria C ìv. 05. X17,
**"** opera btne, che '1 corpo è bmt . . . ordinato e disposto ... E
90*ndo egli è bfnf ordinato e disposto , . C. iv. 95. 130, 131, 133.
~^'^i>M ano sciulto cavallo . . . bfnt non sì conduce C iv. a6. 46.
^ '^he btn* appare questa essere necessaria C iv. a6. 1 18.
^fa di dire btné C. iv. 97. la.
^^lli die si sapesse ben trarre della punta d' un coltello . . . . C. iv. 37. sa.
v^BelU c^^ f^ff ^ fj„j( malvagia cosa fare C iv. 37. 54.
rf *"« i\ mira
vengono C. iv. 97. 57,
. imperocché allora è buono
■*« se volemo ben mirare al processo C. iv. 37. 109.
***>vicim . . , ragionare Io brn* .
. '^gioQarc lo btntt quando C iv. 37. 143, 145.
^^«^mpodadare e b*m avventuroso C iv. 97. 179.
questi nobili calaron le vele . . . C iv. aB. 63.
«oche ... e ò#w li può benedir^ .... , . . C. iv. aB. 83.
BEN£
bene. Segue il mal Tare» e partesì dal bitit P. F. iga.
Accidia, eh' og^ì ben nemica guarda . . P. F. 193.
AI dispetlar è pronta, e al ben è tarda P. F. 195.
benedire. E bf*tfdice li tempi passati C iv. Cunm, iiL 139.
D.illa sua madre vergin btnedeHa , P. F. 50.
che . . . sotamcnte lui benedicintno P, F. 159.
La Vergin bmedctta pu^ a diritto Laudiamo e bcDcdiamo, anzi che
fine Facciamo P. F. 339, 333.
Sopra ogni donna bmtdttia sia . . . P. F, 343.
E '1 frutto . . . Sia ItenrJrf/o, e noi tiri con seco P. F. 946.
Vergine btttfdttfa, sempre tu Ora per noi P, F. m^.
benefattore. E quegli, che a' bffte/ailor fan torti S. P. xx%v\u 79.
bene, la , . . che hm ò madre dell* altre virtudì C ìv. aS. 137.
coloro che hanno udito il hnte dell! suoi maggiori C iv. 119. 65.
e A#N è vero che nobile si dice C iv. 39. 88.
Bfnr è sna amica Nobiìtnfff C iv. 30. 59.
Benedetto, quegli che a san Bmedetlo . . . sì fa . . . simile . . . . C iv. a6. 69.
benedire. O Beatrice, bewdfita sii tu . K M 33. tot.
Pensa di benedire lo di eh' io ti presi K A". 34. 10.
che benedetto aia lo Signore che ... sa K. A. 36. 18.
sotto I* insegna dì quella reina bevedetta Maria V. N. 39. 9.
che questi dicea solo per questa benedetta F. ^. 33. 13.
per vedere quella imagine ÒTN/^/M /'. A^4i.3.
il nostro intelletto 5' abbia a quelle ArH«///V anime 1'. A'. 43. 38,
di non dir ptii di questa benedetta f '. A. 43. 4.
cioè di quella benedetta Beatrice K A. 43. 15.
se quello benedetto Scipione giovane non avesse impresa V andata in
Affrica C iv. 5. 169.
a ricevere questa benedetta . . . infusione C ir. ao. 63.
r altra si è, eh* ella benedire ii cani nt ina che ha/atto C iv. aB. il.
E benedice ... la nobile Anima . . . li tempi passati^ e bene li può
benedire C iv. a8. Sa, 84.
però ^we/f'cY la via che ha fatta C iv. a8. 95.
beoefktttore. Dio, eh* £ universalissìmo Benefattore C. ì. 8. 17.
esso essere stato a me grandissimo benefattore Ci. t3. 44.
si mostri conoscente ver lo benefattore C. it 7. 37.
beneficare, quando da lui t beneficato C. iii. 1. 64.
io . . veggendo me beneficato da lei C iii. 1. 71.
che . . . questa Donna è da Dio benefieata e fatta C. iii. 6. 199.
beneficio, perciocché misericordia è madre di benefieio Cui. 6a.
prende simiglianza da' ^rr/fnV di Dio C i. 8. 16.
acciocché sia nel beneficio la pronta liberalità C i. 9. 3.
lo Latino avrebbe a pochi dato lo suo £tfMr/Vab f '. i. 9. a8L
il bmefido, lo stadio e . . . sono cagioni C. i. la, 04.
^i beneficio t coneordia di studio t. i. (3. 5.
ho da lei rìceviilo di grandissimi heneficii . . . intra tutti i btntfiiu t
maggiore quello ^. Ì- 13. 9, to.
grandissimo beneficio ho da lei rìce\'Uto C i. 13. ax.
quando 1' uomo rice\'e beneficio C ii. 7. 3^
se egli é beneficio C ii. 7. 3161,
non possa simile beneficio rendere al signore C. iii. 1. 63.
soperchia quello ... in beneficio di virtù e dì C. ili. 6. toa.
Grido alla gente . . . dicendo loro lo suo beneficio C. iii, 15. 135.
a liberalità di benefica C. iv. 1 1 . 1 14,
73 ^^^KF BCSTIALITAUE
sicché non esca Dc\ imtf/Uùj \oda CtgMt. x, 11-7.
/'. benigno.
ite. klU scn va . . . BétttgMamen/t d' umili» vesluta K. /V. 36. 43 (Sem. xv. 6).
Btmìgw«mtwtr, e sabito ... Ti degnasti S. P, xxxi. 38.
bBa%llltBdie. che I« òtMtgniiatU Del tuo Spirito ... mi conduca . . S. P. cslii. 52.
bCnScnitetC Ma sola fu sua f^^n innigMiiaU V. N. 33. 60 .CanM. tii. 30).
^^nck Ch* entrar non vi può spìrito btufgMO. . . V, N. 33. 74 (Ctuts. iìi. 34).
<!•¥• malute . . . quella benigna e piana Son. xx\x. io.
Ma pur btmgno sei a chi sospira S. P. \-\, 6.
Che m' ascondeva il tuo benigno volto S. P. xxxi. 34.
B [*l] tuo hntigmo ndire S, P. cxxix. 4 ; cxlii. a.
D notna Slcoor Dio . . . btH^o ... ci dimostra P. /*. 1 19.
r afmaieol. Che a lui <w>n fatte benigHt e divote P. F. 137.
L E 1 rato ber nescolava con il pianto 5. P. ci. 33.
11^ Uomo non ipà, ma bt^tia cfa* uom somiglia Cans. x. 33.
credendo comperare un nomo per lo benr/Scw C. iv. 11, xas.
Alci» andrò, per li auoi reali bfnefidi C. iv. iz. 195.
«fpwcchiaU ... a ricevere del suo bttujMo ........ C iv. si. 103.
4ctB ... Sloaofit che de' bttufidi hanno parlato C. iv. 33. a.
te porgere i suoi betufifii . . . utili C iv. 33. 4.
acoocAt ... dia loro dcUi suoi benffidi C iv. 36, 90.
ito» che 1 mio bfn^adto fu contento C ii. 3. ao.
per bttttvoUnaa Jt Inngtì ojnsueiudint C i. 13. 5.
ci è iftaU U btmtvoUHBtt Mia cotMutHtiiMt . . . C i. 13. 59.
ko KTvta con cmo hfttvoUnMa C. i. 13. 61.
C/. tmlvoleoaR.
f rBfidiaairaa e umanissima benignità sì richiedesse . . . C iv. 4. 109,
h ammirabile e benigno Seminatore C. ìv, 3i. 114,
che fa r una delle paai bernvottnlt . . . che fa V altra
parlr anche bennxiienU C. tii. 11. 63. 65.
wcchè U bemitUmmi sia da ogni parte C iit. 1 1. 78.
ecké . . . r nanifeslamcnto di bttùvdenaa nasce C. iiì. 11. 86.
ò«i pia vile villano che mal AMWfW del Silc o Civ 14. 116.
e piii volle betitmmmmva la vanilA degli occhi miei . . V. N. 38. 6.
la pnaoa è. che besUmnàm V ora che f. ii. 10. 3r.
BllL rotala sono quasi batti C i. 6. 35.
dii dalla ragione si part« . . . vive b»9tia ... . . . . C ii. 8. 36.
k Anftr non pensano . C ii. 8. 99.
Mtf tfktt pur delle minori batte C ii. 8. sr.
iMiaw . . . apirìto . . . d' altra besiìm abbemincvolc C ii. 8. 33.
aìoevae imHc bftt»» . . . vcdrmo . . . C iit. a. 1 10.
aaa ««ciitlo U «ensibile apparenza, siccome bgstia C iii. 3. 79.
^■■•1 BOB pare essere altro che béstia C\ iiì. 7. 83.
cte aArana AtOm fa atti - C. iii. 7. loS.
« «orto amw, ori i rlmaso bntia . C tv. 7. 138.
par la ipiale V nomo dalla bntim ai parte . . C. ìv. io, 40.
Qm aa ae . . . que' delle beUi* vadano giuso C. iv. 15, 70.
C— toiu arapre, come be*he in grosaciia vivono C iv. 15. 149.
aoM por * . . ma . . . neJle braiie ha sirotliludiiie C. iv. ao. 47.
UìIb. qocllì che in Ju^JU postura veggiono erba... gire mangiando C i. 1. 60.
coii CMac Bovini oono . . . b^Mtnfii r. tv. ao. 35.
'^■pQader . . . col coltrilo a tanU bestialità T. iv. 14. 107.
^^ tutte l£ b€*i»aht<^* quclU è atoluosiroa . . . . C. li. 9. 56.
BEST1UOLA ^^^^^^^^^^^ 74
Bianca. Biancot Giovanna, Cortese chiamando Cann. x. 153.
biancbìre. Al . . . son (punto ... ed al bianchir de' colli ..... S*st. i. 9.
bianco, end' io rimango bianco Catta, xii. 47.
£ poi sì solve, e cade in bianca falda Cann. xv. ao.
che il mondo versi I /iMiicA/fìori in persi Catta, xx. 79.
E che gli fa tornar dì bianco in verde S^sf. i. 1 1.
colli . . . biat$chi più che fior di nessun' erba Sést. iii. 3.
E spero formi bianco più che neve S* P.\. 06.
al pellicano. Ch' essendo bianco come il bianco giglio ... sta . . . S, P. ci. l^ ^Au'l
blasmare. Dì ciò si hiasmi il debole intelletto C. iii. Cohm. ii. 16 ; 4. 119.
qual donna sente sua beliate Biasmar per C iii. Cant. ii. 69.
Non è pura virtù U . . . Poicb* è biasmata, Negata Catu. xtx. 59.
bestiuola. oh istoltissime e vilissime bcs/iuo/e che C. ìv. 5, 73.
biada. Cerere, la quale dissero Dea delle biadt C. iì. 5. 44.
Oh buone biadt C iv. ai. iia.
siccome nelle biadf . . . cosi C. iv. aa. 37.
siccome V erbetta di diverse biadt C. iv. aa. 45.
non pur nelle biade ... ha similitudine C iv. aa. 46,
biado, dire ìiì può di biado e non ài Jbrnttnto C i. 5. 5,
pane di biado^ e non di Tormento ..Ci, 10. 4.
purgato . . . dall' essere di biado C. i. 13. 80.
bianchezza. Galiten è tanto a dire quanto bÌAHchtMtM : e bianehMaa è
un colore pieno di luce C. iv. aa. 187.
questo bianchcaaa è pìU nelli granì prima C. iv. 99. 105.
bianciUsslmo. vestita di colore bianchissimo K ^V. 3. 6.
un giovane vestito dì bianchissime vcstimenla K A^ la. 16.
avessero dinanzi loro una nubJIctta bianchissima V, N, 33. 53.
£ ancora la Geometria ò bianchissima C ii. 14. aai.
bianco, che donne le coprissero la testa con un bianco velo . , . . V. N. aj. 65.
intra tutte le stelle bianca si mostra C ii. 14. 303.
la Galassia, cioè quello Aiianrp cerchio C. iì. 15, 9.
trovarono un giovane vestito dì éf'awflj C, iv. aa. 153,
uno giovane irovano in òiaftcAi vestimenti C. iv. aa. 167.
onde si dice una bianca massa, perchè li grani . . . sono bianchi . C. iv. 39. 103, 105.
cosi secondariamente bianca diccrsi può C. iv. 39. 108.
siccome a fare una bia$tca massa convengono vincere i bianchi
granì C. tv. sg. tu, ita.
siccome d' una massa bianca ... si potrebbe levare C. ìv, 09. 118.
Biaate. lo primo . . . ebbe nome . , . ìl sesto Biantt C ìii. 11. 40.
biasimare, la ragione perch' io mi muovo a biasimarfa V. N,%. 69.
che il parlatore non lodi o non biasimi quelli, dì cui C. i. a. 19.
qualunque cosa è per sé da biasimarv C i. a. a6.
chi biasima sé medesimo C. i. a. 39.
lasciare di parlare so biasimando C i. a. 43.
discoprendo si biasima C i. a. 54,
villanìa fa chi . . . biasima dinanzi al viso alcuno C. i. a. 74.
cadere in colpa ... di biasimarsi C i. a. 78.
siccome il mal fabbro biasima il ferro ... e il mal citarista biastma
la citara C i. 11. 78, 8a
chi vuole vedere come ... è da biasimmre C. L 11. 90.
duuiman^o lui, sì credono scusare Ci. 11.90.
AMAffNUvOMO lo Latino Romano C i. 11. 96.
non biasimando di non sapere ... ma biasima quello che è materia
. . . siccome colui che biasimasse il ferro C i. 11. 118, 1 19, ^ ^
75
BOCCA
ac vi p«rc . . . Non sia da \-oi biasmato ....
Di te AMMNttfr U Ungila V affatica K A'.
Che dcir . . . Cotanto lode quanto hiasmo preiza ....
b mal fatata Moglie di Bicri vocato Forese
Bn li Carmnno il nodo Salafflone. Bìai Novello
tlim Novet, figliuol di Don so cui
Di Btea e de' fratei posso contare
Io vidi monna V'anna e monna Bia Venire . . . - V. N. »^
T. noona Vanna e monna Btn . . . ponesse
rongTTi^rsi . . . Con luci A«rrA* e torte
Che ne* ^mWi' capelli , . . Metterei mano
S' io «mai le bionde treccie prese
rmfte» . , . che s' asciugfa con la trrccia biontia
Non bai che ti &Ù£^i scioperare
Ma par biaegna^ che da questi guai ... mi cavi
I.' angoacia . . . spira Fuor della botta s)
dolfiMi la èons Degli uomini a cui tocca
Ball. iv. 43.
8. 50 {So>9. iv. 6;,
C'anx. xix. ia8.
Stm. liL X
SoH. liil. a.
Som. liv. I.
San. liv. ta.
. 58 (Sem. xiv. 9).
Som. XXX ìL 9.
Gtns. xviii. 9.
CanB. xiì. 63.
Gina. xii. 66.
CaiLM. XX. 51.
Stm. liii. 13,
S. P. cxlii. 58.
OiMa. xi. 99.
CrtMj. XX. 66.
««Htf^^
é . . . u biasimtarr ancora i suoi avversari C I. 12. 14.
dee r amico suo bMsimare palesemente C. iiì. i. 50.
4Ì òò è da bMsimarf la tifkilitù iffir itlffletto e C iti. 4. 37.
V CfH é difettjvot degirio essere Liasiutata C iii. 4. 50.
A rio non £ 1* uomo da btivamar* C iiL 4. 96.
•e k> non polca intendere, non sono da biashnarw ...... C iii. 4. 105.
non semo noi da hia^mìarr C. iii. 4. 116.
donna sente per manco la sua beltà btasitttarg C iii. 6. 203.
igmmi éiamMéi . . . sente sua beltà òtasimtitt C. iii. 15. 138.
G ^oali. bimstmattlot credea fare dispiacere C iv. r. 39.
irvrrmtf. che non è . . . cosa da biasiman C iv. 8. 135.
la qual cnsa é . , , sconvenevole e biasimrwUt . . . . ^. A^. 39. 37.
ooMumi . . . che sono sconci e btanwwwtii C. i. t. i»a.
re sé medesimo t per sé biammtvoit C i. a. g&.
I urvfabe bmmmfiy>U operazione . . . co^t t bùtsÌMiffoU muovere
In eoa.. . . E pcnxxrhè btasinttvol* à invano adoperare, bùtsi-
è BOB solamente a porre la cosa C i. B. 64, 67, 69, 70.
é commendare quella C. ì. 11. 108.
4ac:n« di &HUvmo e d' abbom inazione C. i. 1. 44.
B pro|ifio tia w'wio è da fuggire C i. 3. 56.
— p4t tx'two dare al fcrrn C. i. 11. 104.
perc^ . . . credendosi alcuno dare loda, dà bùuirmo C. iii. io. 78.
nd Proemio della B*f>òta C tv. 5. 144.
•I piano . . . che non ha bt'migno d* alcuna divisione . . . K TV. «6. 53.
te d«l buojpto del suo signore C i. 5. 40.
ai dtrizza allo bùogMo dello ricevitore C. i. 8. 108.
le case prcodauo ogni loro biaogMo ^. iv. 4. 43.
tn Uvm ... ti cui principi cibano ... a biwogno C Iv. 6. I79>
a. déen deila Amw eh' £ fine d* Amore ^^ ^. 19. 134.
te ^Mle crm delle operaiioni della sua fiocca ....... K Ar. 19. 138.
In nobtifuima parte della sua Aorm T. A^. ai. a8.
doe a^ri della s'ia boera . K. TV. ai. 50.
a £irc d) sé ne lU Ao«oa dì ciascuno .... . C i. 3. nn.
^ leiU btetw mentrtce . C. i. is. 150.
•Witt ^/valore «>!*■ ■»* ***«=■ ^'^^' - . C ii. 6. 96.
h4nj» , i^re . Cii.13.55.
itiptrUre
ftoghi
cioè ocgli oedkie nella bottu
C. iii. a 69
BOCCA ^^^^mm^^^^^^m a|
bocca. Acciò che U mìa bocca . . . Possa manifestare S. P. i. 59>^^|
e poi con propria boera Confessa il mal P- F. 107. '
boccone. E 'mondi che '1 fu^ire el mal boccone Sarebbe .... Som, tiiì. 7.
bontà, donna . . . Che sua beltà dischiera Da naturai bottià .... Cans. x. 146.
Tanto quanlo alla tua bontà 9* avviene Cfinz. xiv. 6^
£ tutto ciò , . . Fece r eterna sua bontà infìnìta P» F. l^,
Se ben avesse ogni bontà raccolta P.F. 93.
bocca. Dimostrasi nella bocca C iìi. 8. 96.
non sempre sta convenevolmente nella bocca di ciascuno . . . . C iìi. io. 56.
posso parlare colla bocca di Salomone C. iv. 5. la.
perocché serrata è la bocca di coloro che C iv. 16. 3.
dove aperse la bocca la . . . sentenza d' Aristotile C iv. 17. 34,
Cristo r afferma colla sua bocca C ìv. 17. 93.
Rimavi da te la mala bocca C. ìv. 35. 19.
cose che nella bocca tT ogni donna sticno male C Ìv. 35. idi.
Boezio, questa necessità mosse Boezio C. ì. a. 96.
Onde BoeJBto giudica C i. 11. 56.
siccome dice quello eccellentissimo Botato T. ii. 8. 37.
siccome dice /JOMi'o nella sua Co»fo/(UfOH« C ii. li. 18.
misimi a leggere quello . . . libro di Bocmìo . . . . . . . . C ii. 13. 15.
siccome Boccio e Tullio C. ii. 16. 4.
siccome dice Boesio C ìii. i. 78,
siccome per Boesio si può apertamente vedere C iti. a. 143.
per questo le chiama Boezio . . . pericolose C. iv. la. 35.
ecco Boemo in quello di Consolasione dicente , C iv. la. 74.
però Boezio nel secondo . . . dice C. iv. 13. 130.
Onde Boesio nel medesimo libro dice C Ìv. 13. 139.
bontà, lor bellezza, piii che lor bontà, era C. ì. i. 107.
la chiarezza della hontà C i. 4. 78.
la ItoHtà dell' animo ... ò in coloro C. i. 9. 30,
né é la sua bontà in potenza C i. 9. 43.
la grandezza della propria bontà C i. 10. 47.
che é sua propria AcjM/a . . C i. io. si*
la gran bontà del Volgare di Sì si vedrà Ci. io. 80.
la /nMJf'mi/a^/ir e la Aon/à sono cagioni . C i. la. aa.
la buMtà fece me a lei amico. £ . . . ogni bontà propria ... e
amabile . . C. Ì. la. 60, 61.
Provato è ... la bontà della cosa più propria che . • . . . C i. la. 89.
dunque è quesu la prima sua bonià C i. ta. 96.
la bontà è cagione d' amore generativa C. L 13. toi.
cioè pronsimitadr a me e bontà propria . . C i, 13. 4.
la quale fa risplcndere ogni altra Aon/À C. ii. 11.37.
U bontà e la beiUssa . . . sono intra loro partite C li. la. ai.
che la bontà é nella sentenza C iÙ la. 33.
la ^H^i di questa Canzone fosse malagevole C. ìL la. a8.
si ponesse più mente alla bellezza, che alla bontà C. ti. la. 35.
Poiché non vedete la mia bontà, ponete mente C ii. la. 57.
trattando dell' infusione della AoM/à divina . ........ C Ìii. a. 33.
riceve dalla divina bontà ullre il debito umano C iii. 6. 93.
Iddio . . . infonde in essa della sua bontà C. iìi. 6. xo5i
ogni cagione infonde nel suo effetto della bontà . . . . . . . C. Ui. 6. 116.
infonde e rende al corpo suo della Aoii/a C.ìii. 6. 117.
la auA/orma . . . riceva ... la graziosa bontà di Dio C. iìi. 6, 135.
la divina bontà in tutte le cose dÌKende C iii. 7. la.
BRACCIO
bontà de E por per la infinìU tui btm/aiit Prrpo S. P. \. ^.
piacque AUi tuoi servi pieni di bontadt 5. P- ci. 54.
Ha con U consurU tua Aon/at^ S. /*. cxlii. 9.
cHe ... mi conduca . . . per tua hontnde , , S. P. cxlìi. 54.
L* ■nima cui adorna està bonUìt* . . . . C. ìv. CitHM. iìì. lai ; 16. 97 ; 23. 7.
nobillate ... e Cutt' alta boHtatt^ Lìeva Comm. ix. 48.
fii 1 servir mere* d' aitnii hnmtate Cane. xiv. 56.
cbe Là . . . Tragge latta òoMtat* A sé BaJl vii. 7.
Doo giii per mia poca boniuU K ^V. 7. 34 {San. ii. 7),
taROk. perche non latra . . . com' Ìo per lei nel caldo borro .... Cans, xii. 60.
Chi a bona allato, là dov' e' s* appressa ........ Soh. liv. 6.
Come colui, che, andando per lo hoHQ S. P. xxxi. 3$.
Egli mi ficdc sotto il braccio manco Ctuis. xii. 48.
ti nodo hrmtno . . . Sente lo raggio Camt. xx. aa.
r D»Ur iwcntfavea Madonna K A^. 3. 86 [Squ. Ì, io).
qu«aCA bontà si muova da scmplìdssimo principio . . , . C, i\u 7. 14.
La prau Bontà manda le sue bontadi C ìii. 7. 18.
Cosi h bornia di Dio è rìcevuu C iii. 7. 46.
rane 1a Aoit/i e la virtù della sua anima £ C iii. 7. 147.
. . per bontà dell* anima . . . bcUezEa appare . . . . C ìii. 8. 34.
dell' anima amica C iit it. it8.
tttlte le cose vivi6ca In bontà C iii. la. 63.
Banale desiderio è colla natura della AoMJlfì misurato Citi. 15. 104.
è 1* errore dell* umana ^rt/à C ìv. i. 47.
di natura, ov^-cro bontà da quella data C ìv. a. 98.
Voftaado la smìsurabile Bornia divina . . . rìconformare . . . . C ìv. 5. 16.
BOQ «enta alcuna luce della divina 6(m/(ì C. ìv. 5. I48.
pcraaa iaduatrìa, cioè per . . . bontà d* ingegno . C ìv. 7. 66.
C«hu cbe da nulla è limitato, cioè la prima Bontà C iv. 9. 39.
cM aoa A reda della A«N/*i C Ìv. 11. 94.
dw . . . Nobiltà a* intende per la bontà della cosa C. iv. 14. 103.
aUa Nobiltà . . . bontà per cagione C ìv. 14. 108.
... ^ la Virtù . . . appellata fiondi C ìv. ao. 19.
4 di&nìta questa nostra Bontà C Ìv. ao. 103.
. . s* abbia conosceruLa dell' umana bontà C iv. ai. 3.
bontà discende in noi .... 1 C. iv. at. 6.
komlà in Iri muttiplica C ìv. at. 74.
dMa* bornia. In noi seminata e . . . nasce C iv. aa. ^a.
«ftnpcrio vituperante della bontà C. iv. 99. 8a,
la bornia colla sua grida oscuri e celi C iv. 09. 1 16.
quatta donna fosse io altissimo grado di boHtadi . . . . K W. aa. 14.
il ctaidica la malizia e la bontad* C. i. a. 39.
la lato foiatedr . . . non vcggiono C i, 4. ai.
^■■Bo cb* elli di bontadt avca in podere C. ì. io. 57.
ipagnata rollc due predette bontadi .... . C ti. 11. 71.
rgnaché la botftaiit aia . . . dilettola .... . C. ti. la. a6.
drvenc le bontadi e i doni C. iiL a. 33.
fr della Natura ... sì nostra C iii. x 59.
Boati mariffj le sue bontadt . C. ìiL 7. 18.
tao» Incorporali*-'"'"^' C iv. 19. 43.
'** «ODO d/gtirsU *«««'*"**'*'"* "P*^*^"'*"** ... ■ C iv. 33. 35.
^' non 4a BrUrmma dal Bornio C. iv. 11. ta8,
^.0.^«;^ ini p-rc. vedere K /V. 3- 36.
òntftm r. /». 3. 55-
9tictudoaom p*^"*"
BRACaO
braccio. Né mai distenda ^d ira le sue Aroraa P. F. ii^,
bramare. Per clic 1' adoperar sì forte bramo^ Che Caux. xiv. 30.
Chò so! per voi servir, la vita bramo Canz. xvL 43.
Chi del prosaiino suo brama la moglie P. F. 176.
breve, brìeve. Tal volu (^.. F., W. Talvolta) Arww {M. & IV. poca)
e tal lun^a stagione (5.) V, N.90. oo. {San. X. ^
L' estremo fin del Afwr viver mio S. P. et 93.
br^a. s* alcun si difende, Non è senza ^an briga CtNJ. x. 69.
brina. Gli quai non poason tollerar la brina CdHJ. xv. 48.
brucare. Ciò che nel pensìcr bruca \^ mia virtù si che Cans, xii. 33.
braccio, raccomandando . , . nelle braccia della fortuna V, N. la. 133.
di chiamare e mcllcrmt nelle braccia della pìetÀ V. N. x^. 33.
colle braccia e col petto dinanzi si parava C i. 11. 69.
vcdrcbbesi quello andare ver lo braccio destro C. iii. 5. 157.
vedrebbe quello andarsi dallo braccio sinistro C iii. 5. t6B.
più volte parve le otarda di Dio essere presenti C iv. 5. 155.
bracco, sìccumc nel frnirro bene odorare C ì. 13. 66.
breve, brieve. Ed acciocché il mio parlare sia piii btwe K W. 10. 5.
di brift'i dilettazioni e tristizie , . C. i. 4. 39.
cantando e . . . Canno lor cammino più bn'rvf C iv. 13. 107.
brevemente, brle-. la dirò quanto potrò più bmemcntr V. N. t^, ix.
brirvemrtUe ora qui piace toccare C. i. 3. 45.
si può bricvemcnU cosi ragionare C i, 4. !&
da ciò brievtntente lo scusano . C i. 5. 6.
brievtmtht» . . . intendo mostrare C. i. 8, 43.
Arilrwwf^Mto io mostrerò C ì. la. a8.
brirvcnttHU si può mostrare C. ì. 13. 33.
prima brevemente manifesto la cagione C. ii. io. 6.
la ragione . . . bnitmeutt è da vedere C ii. 14. 65.
A ciò si può brievetfHHU rispondere C iii. 4. 51; iv. 17. 119.
che brirveuuuU da Romolo cominciando . . . andò C. iv. 5. 83.
Io . . . non posso brevemente parlare , . . C iv. 8. 94.
La quale ZrrMvrmm/r s' a^ugne al testo C iv. io. 104.
eh' elle sicno imperfette^ brievemente prova il testo C. ìv. 11. ai.
Puotesi ArrrcvfWfi/tf ... vedere C. iv, n. 31.
quanto . . . grida ... e brievemente quanto ogni scrittore . . .
chiama C iv. io. 64.
A questa quistione AnÌrvr>MrM/k è da rispondere < . C iv. la. 139,
come . . . siano (^HMcwr, brievtme$tte i da mostrare C iv. 13. 90^
brievemente . . . trapasserò di quelle ragionando C ìv. 27. a6.
E brùvemtente è da sapere che C iv. 33. 139.
della terza parte . . . brievemente è da ragionare C iv. 30. la.
brevissimo, luce nel cammino di questa brevissima vita C. iii. 15. 195.
brevità, ciò poter narrare in brevità di sonetto K /V. s8. la.
brieve. V. breve.
brievemente, l". brevemente.
briga. Lhi> tutte le nostre brighe , . , procedono C. iv. a. 88.
bruto, molti siano mortali, siccome animali bruti C. ti. 9. 83.
siccome ... in ogni animale bruto vedcmo C. iii. a. 1 it.
Né mai d* animale bruto predicata fue C iiì. a. I49,
Gli (mimn/i'ÒrWi hanno più manifesto amore C. iii. 3. 31.
r anima più perfetta delti ^rM/i' animali . C iii. 7. 79.
U immagine . . . che 1* anima bruta rappresenta C, iii. 7. 133.
tanto t^ da curare, quanto di /tn/i' animali C iv. 7. 38.
BUONO
bratto. Quantunque lomi di peccato brutto . .
bQ^Krdo> La mia paroJa non sarà bugiarda S. l*. xxxì. 30.
tcOftOh Ch' è creatore d' ogni pcnsicr ottono C. ili. Catta, ii. 65.
E virtule cotale Dà sempre ... di sé buoHo intelletto . . . , C. w. Caus. ut. 93.
Digli che U bnon col buon non prende guerra Canz. ix. So {bis).
Va 9c dì ÒMCn voler nasce mercede Como. xÌv. 13.
I Che 'I Amom col buoM sempre camera tiene OtrtM. xiv. gì {bis\
^b Cbc btwrn signor mai non ristringe 'I freno Catu. avi, 17.
tratCk negli animali . . . animali dico bruti C iv. 7. 119.
coaa con anima sensitiva . . . cioè animaU bruto C. iv. 7, 151.
dstisxione fa di tutti gli uomini agli animali bruti C. iv. 15. 67.
qncUc degli animali £rM/i * . C. iv. at. aa.
o^i animale ... si razionale come bruto^ sé . . . ama C iv. aa. 49.
Brata. poiché ... fu emancipata da Bruto C iv. 5. 99.
06 avere sofferto f e ^rw/o predetto similmente C iv. 5. lai.
taOttV. buona è la signoria d* Amore K W. 13, 9.
non &Moaw è la signoria d' Amere K A^. 13. 13.
«de r , . . amico di buona fede mi prese per t^. N. i^. 54.
cane qoella da buon padre a buott fìglluoloi e da buon figliuolo a
Amon padre K TV. aa. la {ter , 13.
tiosoo padre . . . fosse buono in alto grado K. TV. aa, tó.
Mcoiwlo ch^ è buono al presente K TV. 95. 33.
adequasi recitando te parole del buono Omero K. A^. 35. 91.
VBT|ooo della loro buona ricchesza allì veri poveri C i. x. 64,
tppmmi sé non essere buono C i. a. 41.
aon crede essere Aworu> tenuto C ì, a. 5J.
pnadere lo meno reo ù quasi prendere un buono C Ì. a. 95.
via, U quale fu di malo in buonOf e di buono in migliore . . . . C. Ì. a. 106, 107,
OtXto buono a udire Ci. a. ja8.
<%tiiMM pace di quelli C i. 3. 35.
^ Urna buona, principalmente generata dalla buona operazione
nella mente deli' amico Ci. 3. 49, 50.
^^nmo buono dee . . . dare a pochi C i. 4. 83.
**<""4oe le mena C. i, 5. 19.
"^ cke ha la &HOf(a disposizione C i. 7. 4.
K^'Vcbdie opere ne fanno i Anomi' artefici C Ì. 11. 91.
*Mtcose . . . migliori ... e 1* altrui meno buone , C i. xi. 143.
* iBcaoda lo fa essere ^woMO C i. 13. 19.
'"'^ lo fattore a A«orta misericordia C ii. 7. 39.
,*** cidi repugnanti alla sua Amomii temperanza . . . . ■ . C ìi. 14. 197.
^ *i^ li prende opinione non Amoiiu C iii. i. 48.
'^'o mostramcnto della ^M(m<i volontà C iii. i. 68.
^i t buono, io deggto di ciò essere lodato C iii. 4. 48.
j^^ *i dee chiaramente vedere la Intona volontà C iii. 4. laa.
^ %ia potenza seminata per ^ona natura C iii. 7. 144.
][_^'- la bontà e la virtù della ... è agli altri buona C iii. 7. 14B.
«1 '•^^ cngtnc di buono pensiero C ìii. 8. 151.
- ^*'*li . . . %Qno de' Am*wi* pensieri nemici C iii. 8. 155.
- __^teonù e si vincono per buona consuetudine C iii. 8. 165.
consuetudine del tutto vanno via . C iii. 8. 172.
per ^HOMA consuetudine si facciano lievi .... . . C. iii. 8. 177.
cbc ... si sostiene in buono reggimento C iii. 8. 186.
^ella mala cosa buona cosa C iii. 8. 307.
«d primo 6uono slato della vista C ìii. 9. 157.
BUONO
80
buono. 1 u rompi e parti tanta buona fede .... ^^^^^f • • Cans, xvìi. 41
Sicché . . . gìunghi alla merco del frutto buono Cans. xvìi 70.
E troverai de' fmon^ Ia cut lumiera Non dà Cauz. xviiL 64
là, dove gli ^orri' stanno Catu. xìx. aa.
Ma tor messionc a' buon non può piacere Canx. xìx. a6.
Dunque se questa mìa materia t buona Cane. xìx. 93.
Ma quelle sotc Riccie, — che 9on 6iwn< , Caus. xìx. 1*3,
Cader tra' />Hom' è pur di lode degno Catu. xx. 80.
Chi forse non è buon senza lui gire K. ^V. la. 69 {^Ball, L io).
btiono. la conoscenza della ^Momi operazione C iii. 11. 130.
fine dell' amistà vera è la buona MUsione C. iti. 1 1. 140.
se Iddio fece gli Angeli buoni e li rei . . . fece . . . per intenzione
. . . solamente li buoni . . . C iiL la. 67. 69.
Onde la nostra buona feiU ha sua orìgine C. iii. 14. 133.
per seguitare lei dì\iene ciascuno buono C Iti. 15. 136.
ogni viziato tornerà diritto e &HOH0 C iii. 15. ijr.
per che li />mo»i' erano in villano dispetto tenuti C. iv. 1. 55.
non era buono sotto alcuna figura parlare .... . . . , C. iv. i. 85.
mal sono quelle ricevute che buone sono C. iv. 9. 73.
aggiunta sopra la loro bttona natura C. iv. 5. 149.
alcuno lumcito . . . per buona loro natura, vive C. iv. 7. 36.
colui . . . che disceso di buoni t malvagio C. iv. 7. jau
dalla via del buono suo antecessore C iv. 7. X08.
però aemo delti da loro AMOfff e rei C iv. 9. 71.
più volte alli . . . che alU buoni ... si rappresentano C iv. it. 70.
più volte alli malvagi, che alli &fiOMj, pcr\-cngono C iv. 11, 86, 96.
che li non liciti a' buoni mai non pervengono . . . . . . . . C. iv. II. 98.
qual buono uomo mai per forza o . . . procaccerà C tv. 1 1. 99.
che . . . più buono non sarebbe C iv. 11. 103.
li liciti rade volte pervengono alli buoni C iv. 11. 104.
e la sollecitudine del buono sia diritta a C. tv. 12. 106.
perchè . . . rade volte ... il buoito quivi è sollecito . . . . . . C iv. 11. 108.
Chi non ha ancora il buon Re di Castella . . . o il Amoho Marchese dì
Monferrato, o il buono Conte di Tolosa C. iv. 11. 135, laó, 137.
né ... né ... tra cose buon* . . . essere disà C. iv. xa. 61.
lo frMOHo camminatore giugne a termine C iv. xa. 197.
Allora è Aifom* la pecunia C. iv. 13. 140.
sicché buona ragione essere non può C iv. 14. 56.
quanto con più buona memoria, tonto . . . farebbero C iv. 14. 74.
cioè dall' abito della nostra buona elezione C iv. X7. 69.
secondo due diversi commini, buono e ottimo C iv. 17. 87.
awegnachè ... si pervegnn ... a buona Felicità C. iv. 17. 91.
tuttoché Àwana fosse T Attiva C iv. 17. 109.
da uno principio, cioè- buona e abituaU rteaione , C. iv. 16. 3.
come difinire si possa questa buona cosa C iv. 19, 4,
riluce in essa le buonr disposizioni C iv. 29. 39,
dove la vergogna è buona ... la qual vergogna non è Virtù, ma
certa passion buona C iv. 19. 79, 80.
Onde buono . , . segno di Nobiltà è . . . quando C iv. 29. 94.
perocché la comfibtssionr . . . può essere . . . men buona ; e la disposi-
Mom . . . può essere . . . men buona C iv, ar. 60, 6a.
e la disfioaigion* drt Cìeio . . . puote essere buotia e C iv. a i . 63.
Oh buone biade ! e buona . . . sementa C Iv. ai. ila ibi$\
se . . . non é . . . e sostenuto . , . per buona consuetudine . . . C. iv. ax. 133.
8i
BUONO
BOk E vcdnsai ubbidir bwm servitore K iV. la. 1 13 {Boll, u 34).
Ckr le iBprA contmr mia ragion buona KN, za. 116 (Ball. i. 37).
Con Doi ponesse il huono incantatore . Son. xxxiì. xk.
creder che sua fama imona ... Sì possa dinegar Som. xlv. 5*
3 . . . d«sto.. Ch' io bo di dire i pensamenti bmmi Son. xlvi. 4.
SftMio a lor donne buon cognati stare S<m. liv. 14.
E ^MCgii, eh* era apprraso a me più buono S. P. xxxvii. 40.
tanm Cttli . . . Perfetti, buom, lucidi e sereni P. F. 1$'
E certo chi con buona opinione . . . Crede P. P, 40.
amoccbé . . . per buona consuetudine indurì, e C. iv. ai. 130.
che dalla buona radice si laKiano disviare C. iv. aa. 133.
che la nostra buona . . . natun . . . procede C iv. 94. 83.
per 1* ({naie s* entra nella nostra biMma vita ........ C. iv. 34. 104.
certe cose, le quali la bmma Natura ... ne dà . . . . . . . C. iv. 34. 106.
t>à adunque la buona Natura . . . quattro cose C iv. 04. 1 13,
mom SAprebbe tenere Ì1 bnon cammino C iv. 34. 125.
COSM questi che crederi! li fruom C. iv. 94. 134.
^9^C «nima naturata buona ... £ C. iv. 35. a.
pn^ la bnona . . . natura ... la mostra C iv. 95. 04.
é acccaiwìa «1 bnon fondamento C iv. 35. 39.
m&emaarìe al fondanento della nostra vita buono {F. buona) . . . C. iv. 35. 34.
afaeoKc vcdemo . . . nelle donne buont C iv, 35. 79.
A nftcwarìa qncst' opera alla nostra òuoua viu C iv. 35. 137.
la émnma di^wsizione, cio^ la sanità, getta C iv. 35. 137.
■casa il bmano cavalcatore bene non si conduce • C iv, a6. 45.
L» 4^e K^da . . . come buono cavaliere C. iv. a6. 51.
pacalo fa e dimostra la buona natura C. iv. a6. 79.
■■■ via BMipIice, quella della nostra buona natura ...... C. iv. 97. 30.
wé ritMtàe emana memorìa delle vedute cose, e buona conoscenza
4cBc preaenti, e buona provvcdcnits delle future . . . C. iv. 87. 43, 44, 4S
è CMerc savio chi non £ buono C iv. 37. 48.
f^wSnua Teng<ono ì buoni consigli, i quali conducono ... a
Ì«ai« fine C iv. 37, 58, 59.
pmaéenù solo da quel buono Menno ......... C iv. 37. 79.
Ònont tenuti C. iv. 37. 138.
allora è bnono ragionare lo bene . , C. iv. 37, 144.
pai kdla e knùmt novelle pare dovere sapere C. ìv. 37, 149.
•a a hmomo intenditore basti essere posto qui C. iv. 37. iSt.
paiutibè t stato dirìlto e 6womo Civ.a8.ia.
fl ^momo marinaro . . . cola le sue vele C. tv. 08. 17.
par le Me bwnte operazioni e contemplazioni . . . . C iv. aS. 40.
a Aaiiina . . . religione sì può tornare C iv. 96. 71.
C fr ceac Q hnono mercatante C iv. a8. 89.
cte ... si Aca che ... di buon animo mi maritasti C. ìv. 38. 153.
«te Stk Bobik per la buona generazione quegli che della buona
degno non é C tv. 99. 47, 48.
la itatua . . . afferma la 6M0««a opinione in quelli che hanno
la éttona fama di C. iv. 99. 60, 61.
ebc oID bmomaui* testimonianza porta ....... C rv. 99. 71.
4*e proenrare df rendere . . . ànona testimonianza C iv. 99. 74.
r marno vile dbrcn delìi òmfM$ nui^pori C iv. 99. 79.
^"'"•'■^«teocWa*^»"*»*^**' C.iv.39.80.
^-^^POfrtbà^^^^'tnonrc C iv. 39. taa.
— ^-«04^^^ .^,^rc...dee C..v.3o.r7.
o
BUONO
buono. Da questo amore e da quel b$40H disio Procede R /". 73.
Ma sol di quel)' eterno e buon consiglio ....»,.,, P. F. 76,
cacciare* Cosi, alto Signore, Tu caca la vilute altrui del core . . . Caru. ix. 7.
se ne va . , . La sconsolata, che la €Xircia Amore ....... Cans. xiti. 31.
D* Amor, che fuor d' cato mondo la caccia Cans. xiiL 39.
E quale ancidc, e qual cacao di fuora K N. 14. S8 iSon. vìi. to).
cadere, vedere . . . Catùr gli augelli volando per I' a're . K W. 33. 179 (Cima. iì. 53).
Voler caden in servo di signore , , Cans. x. aj.
Subitamente si, eh' io ak/(/i in terra Co»«. xiìì. 64.
E poi si solve, e ea<U in bianca falda ... ed in CanM. xv. ao.
Sente lo raggio che aid* dal volto Ca$tM. xx. 93.
Cfu/rr tra' buoni è pur di lode degno Ca*». xx 8ol
caduco. Dop' està vita labile e caduca S. P. cxiiL 57.
cagionare. Che verità di dò non la cagiotux Son. xlv. 8.
cagione, li nostr* occhi per cagioni asaaÀ Chiaman C iii. Can*, ii. 79.
buono. Intendo, non come buono fabbricatore . . . fare C iv. 30. 01.
tolto per esemplo dal {F. del) buono Fra Tommaso C Iv. 30. a6,
baasare. non temere . . . bussando la mano di Cesare C iv. 13. iiB.
C. senza questa terza lettera e C. iv. 6. 17.
cacciare, che 'I suo amore cacciava . . . ogni altro pensiero . . . . C. ii. 13. 51.
Chi dirn di Camillo . . . caccicUo in esilio C iv. 5. 135.
mai altro non fa che caca'arw t , , . qualunque ora esso caccia quello
che e quanto C. Ir. 96. 37, 38.
lo freno usa quando ncaa C. iv. 96. 53.
lo termine, infìno al quale è da cacciart C. ìv. 96. 54.
cachinno. \.o tuo riso aia senza ^chinno C iii. 8. 109.
cadere, vedcmo caderV acqua mischiata di bella neve . . . . . . V. N, i^. 43.
che gli uccelli volando per 1* aria cadtSMro morti K /V. 93. 39.
ricolgo di quello che da loro cadf C. i. t. 71.
senza cadere in colpa Ci. a- 77.
non cadrà dalla mia mente lo dono C ì. 8. 95.
e cosi cadranno amenduc nella fossa Ci. ti. 39.
li ciechi . . . sono caduti nella fos^^a C i. 11. 3B.
uno smarrimento, nel quale se' oi^H/a C ii. 11. 15.
Molti vocaboli rinasceranno, che già cuddfro C ÌL 14. 89.
le quali surgono, e poi . . . eaggiouo C ii. 16. 43.
se una pietra potesse cadere da questo nostro Polo, ella cadrebbe là
oltre nel mare Oceano C iii. 5. 81, 89.
se dall' altro Polo . . . cadesse una pietra» ella cadrebbe in su quel
dosso del mare Oceano ... là dove cadrebbe questa seconda
pietra C. iii. 5. 93, 94, 97.
che gli altri miseri . . . caggiono in fatica di sospiri C. iii. 13. 1 18.
in questo errore cadt V avaro maledetto C. iìL 15. 87.
quello parUre che ... in rimate consonanze cade C. iv. 9. 108.
perocché ... in pifa vera irreverenza sì catterebbe C iv. 8, 136.
che . . . pervengono li reta^ . . . caduti C. Iv. 11. 87.
che il divino seme non cade in ischiatta ... ma cade nelle singulari
persone C iv. ao. 41, 4»,
quando 1' umano seme cade nel suo ricettacolo C iv. ai. 33.
là dove questo seme dal principio non cade C. tv. 99. 194.
un rìtraìmcnto . . . con paura di cadere in quelle C iv, 95. 70.
cagione, perciocché la mia donna fu immediata cagione di . . . . K M 7. 14.
udendo la cagione perch* e' piange V, N.^ 39,
nella McofMb narro la cagione V. N.Z.^
CAGIONE
»
Cile SUB hgila dischicra . . . per tal cagiont CattM. x. 146,
Se dò Doo fo&ac per cagion di guai Gww. xv. 33.
E per questa ctgiotu ... mi ncgù il suo . . . salutare . . . K. /V. io. 9.
e <lofiuiMlaÌ]o della cagione . . . . K iV. i a. 44.
aclk quali . . . sieraificassi la cagiona del K W. 14. 70.
nnarinniriTowfhè per la su ragionata cagiom ... sia K. TV. 14. 97.
vn B mantfrtf la cagiom dì questo sonetto K TV. 14. 100.
•db pnmm dico la eagiom, per che K. A^. 15. 43.
paiiuhè li mgkm* delta ... è dilettevole a udire K JV. 17. 9.
ttòoccbè degnamente avca r^^Mr di dire K. /V. aa. 54.
E Is cmKMW ... è die quasi (iiroDo ì primi K W. 05. 40.
^li^m dico ta «Sfibrar perchè tolta ne fu K ^. 33. ad.
^^'''Bt • ■ • perfezione molti sono privati per diverse cagioni . . Ci. i. 13.
re aimìlmcnle due cagiom intese ........ C. ì. t. aS.
U 4iM priine di queste cagioni ............ C i. i. 39.
Alt . , , scnia necessaria eaghm parlare C. i. a. 16.
pi nrffwsrie tagiom ... è coDcoduto. E intra le . . . cagiom . . C i. a. 88, 90.
*tnb s è stolta U movente cagione C i. a. 133.
^ U tagnmt della mia scusa mai non fosse stata . . . . . . C i. 3* t6.
le tmgioHi sopraddette C.L3. 79.
frCC^flOMI C i. 4. 9.
■pmtide . . . è (ogione d* invidia, e invidia è cagiomt di mal giudicio C i. 4. 43, 44.
_ puote essere C t 4. 86.
■ao tPB mgtom C. i. 5. 7.
di daifoc «bbomincvoli o^^m Ci. 11.6.
t pecora per alcuna cmgtom . . . salta C i. 1 1. 63.
per somigtianti oijì'offi' C.ì. II. 98.
mg*09w feci mcnuonc C i. ii. 153>
. _ idi amore generative C. ì. la. 33.
^'^f/Ut, lo • . . sono cct^'oiti'di amore accrescitive C L la. 05.
*^ fHiMc eagiomi vi sono state C. Lta. a6.
1*^ * dsOe flmioMf stata dell' amore C i. za. 51,99.
f* **pKaddctta tmgwm . . . mosse C. 1. la. 54.
^^^4i è a^fkfMT d* amore generativa C. i. ex ioz.
|f^ Pnpri* loquela m' t sUU eagtone dell* C i. 13. ao.
7^ 4 secondo una coaa essrrr più cagiom efficienti C i. 13. a6.
^^co e . . , sono cmgìom' efficienti . C. L 13. 08.
^^% alcma o^fiOMr del mio oMcre C i. 13. 36.
^^»e . . . roooerae tutte le cagiom' generative C. t 13. 70.
^^■tu h atgitmr al Primo Mobile per avere C. ii. 4. 19.
^^ «Setto é maK^ore della mgiom ; perocché la cagiom non può
. *•« C. ii. S 99. »«»•
^^*fau> latelletto aia A^gww di tutto C ii. 5. soa.
■lWt«ful cbe rcggjone pifa della prima Cagiom C. ii. 6. 60,
^ ^ad ddb era quaggiù 04fK>Mtf d' amore C iL6. 1x8.
^^ la taal o^fMMf inconUnente C ii. 8. 4%
lo suo effetto CiL9.a9.
toma . . . mgiom di maggiore difetto C. ÌL 9. 93-
ta cagmte del mio . . . parlare C iL zo. 7.
^^«>M. .. é UBO smarrimento C ìL zi. 13*
U «miafK, la qnaJ £ doppia C ii. la. 47.
hn, 4ioo, per la c^gmtm che dctu è C. iL za. 49-
Wfmk occaltt alterna prescnu C ii. 13. s»*
iadttiiuK . . . concordano che ì cicli sooo eagiom . • C. ii. 14. 90.
G a
CAGIONE
cagione, si, che I' acqua * donna ... per cagiou del freddo .... Sest. 0. 30,
Udendo quol cagt'oH lui fa plorare P'. N, &, aa {Som, uL ft)*«
cagione. Cosi dcUa induzione ... le scienze sono cagione C. ii. 14. 39.
nella quale dà cagions ... di più amore C li. 16. 58.
la quale fu eagiotu . . . propinquissima C. ii. x6. 63,
che ... è vedere le cagioni di quelle C iì, 16. 88.
ciascuna forma . . . procede dalla sua prìma cagiont . . . siccome nel
libro cU Cagioni è scrìtto ; e . . . ricevono diversità . . . per le
secondarie cagiottì . . . C. iii. a. 06, 97,
ritenga della natura della sua cagiona C iìi. a. 36.
Non senza tagione dico che questo amore C ìiL 3. 1.
sccondoch' è scritto nel libiD ^/& C»^»i(>«( C.iii. 6. 4r.
conosce dunque Iddio, siccome sua oi^oit* C. iiì. 6. 43.
Iddio è universalissima Cagioni di tutte le cose C. iìi. 6. 46.
sono spczialissime tngiom di quella C. iiL 6. 54.
s' ella è nio atto, è sua cagione C ìii. 6. 1 13.
vccome è scritto nel libro . . . d*lU Cagioni, ogni cagioni infonde D e]
sno effetto della bontà che riceve dalla cagioni sua . . C Hì. 6. 1 14, 1x5, ix^
infonde e rende . . . della bontà della cagioni sua C. ìii, 6. 118.
lo conduce siccome cagioni propria C iiì. 6. 134.
Onde è scritto nel libro rff//r Carff«>iM C. iii. 7. 17.
per alcuna cagioni alcuna volta è licito C. iii. 9. 50.
per più fui^bw puote parere noM c/rMm C.ìii. 9. ila.
cosi appaiono molte ca^Hi' per le ragioni notate ...... C. iii. 9. 158.
E non senza cagioni dico : c/ov' eiia mi sinia C. iii. 10. 33.
della vera amistà è cagione cflScìcntc la f^rf» ; cosi della filosofia t
cagione efficiente la Verità C. iiì. 1 1. 137, X3ai 1
per tutte le sue or^om' e per la sua ragione C. ili. iz. xso.
è . . . ragionata la cagioni che mosse me C. iii. xa. 3.
non è della intenzione della cagiont C. iii. ta. 6t.
per modo che lo effetto è- nella cagione C iìL la. 89.
veggendosi essere cagioni di lutto C iii. xa. X14.
quella cosa ... eh' è per sua cagione^ e non per altrui C. ìii. 14. 99.
la malizia ... la qual cagione è di odio C iv. 1. 33.
e U cagione assegno C. ìv. 3. 33.
potentissima cagioni è della mia mossa C. iv. a. 43.
per la cagiotu che detta è C. iv. a. 77.
a queste guerre e alle loro cagioni torre via ........ C iv. 4. 33.
La forza . . . non fu cagione movente ma fu cagione strumentale ,
siccome sono Ì colpi del martello fa^b»/ del coltellu, e I' anima
del fabbro è cagiotu efficiente e movente . , . . C iv. 4. xao, tat, taa, ti^
credono quelle essere cagioni di Nobiltà C iv. 8. 78.
cioè la Nobiltà essere cagione di queste C ìv» 8. 8tt,
la quale equità per due m^Mj'si può perdere C iv. 9. 78.
muitiplicata la cagiom^ multiplicato è 1' effetto C iv. 9. zia.
poi si riprova il tempo essere cagione di Nobiltà C iv. 10. ai.
ni possa essere per la prenarrata cagione C. iv. io. 103.
«dunque ... il crescere desiderio non è cagioni di viltà . . . . C iv. la. 135.
questo cotale ddalare non è cagione d' impc:rfezione C iv. 13. ao.
doe TAgioni : 1' una, che è cagioni di male C. iv. 13. 94.
Cagione ì di maìf, che fa C iv. 13. 95.
che //Nf/'7 diceva essere ca^bH/ di Nobiltà . C iv. 14. 4.
conciossiachè , . . tanto £ più cagione di bene C ìv, 14^ 63.
Se la obblivione ... è cagioni di Nobiltà C. iv. X4. 87.
BS -m^^F- CAMBIARE
'^•g^'^ì* Ch' io non ven disturbassi ogni cagtcm^ . . . V. N. 38. 41 [Son, xxi. 7),
*"Mniff Piii forte «ssai che la axìcina pietra St&t. ì. 18.
oddOL perchè ooa Utrm . . . com' io per lei nel caldo borro .... Coha. xiì. 6q.
FmfptD ft o^i augclf che 'I caldo segue Cdmc xv. 37.
Q* per lo tempo caldo e per Io freddo Stsi. x\. 9.
Che tempo freddo, ttUdo ... Mi tien giulivo S4st. iiù 95.
Ctltte. Gina *1 pasto ver luì, tanto glicn €oU Caito. x. iia.
Se a costei non ne cai* Cmn». xi. 69.
saaM donna, a cui non caU Dcir amorosa mente Canm. xiv. 68.
Oraoooa iDtii in ila ed in non cn/r dna. xx. 15.
Cfe mi b non c^tr d* ogni altra donna Stsi, ii. 44.
atee; Non U a tolse qualità di gelo, N£ di cahr . . . V. N.^, 59 {^CaftM, ili. 19).
il col CMKT s* adduce Lo ai^rr e la luce Canm, xìx, 75.
die il tmhr gli tocchi S. P. xxxi. 14.
£ BOQ le vai perché dorma calaata San. UL 7.
Ben ha Ir sue sembiante si cambiata Som. li. 5.
dare alla Nobiltà . . . bontà per cagiottt C ìv. 14. 108.
ÉDDÉanDoci senxa cmgìoné C ìv. 15. 106.
pMCrde . . • siccome elTetto da sua cagiom C. iv. iB. 11.
■teme . . . siccome effetto a ntgion* C iv. xB. 16.
hl|Éè dell* albero ... si dee principio dire e cagton* di . . . . C iv. 18. 50.
fktumit a^iomt effetto comprende C iv. 18. 53.
>Ma« qiaaUn> Io cagront , , . comprende C iv. ao. 95,
ptrà è •critto nei Ubro d4lU Cmgtow C iv. ai. 90.
la simiUludioc della sua tag»on* C. iv. 33. 49.
che mai bevesse . . . del Cagmano C iv. 14. 1 17,
Onde vedcmo la cmlamùa . . . ricevere virtù ..... C. iii. 3. 18.
tmà enne il . . . marinaro . . . cala le sue vele . , . cosi noi
dttwmo mtmvt le vele delle C ìv. 98L 16, ao.
« questi nobili calarvn le vele , C iv. a8, 63.
Aristotile ... e Senocrstc (^cidomo . . . limarono e . . C iv. 6. 133.
Ila che r arte la suo strumento del caldo C Ìv. 9. x 19.
4dilm«a«a«, <hc s' appropria al caldo e all' umido . . . GiovtfUut* . . .
d mie» e «1 mero C ìv. 93. lao, xaz,
ptnccM *t iWdrt naturale è menomato e C iv. 84. 49.
imn . . . easere non può, rome ... 1 fuoco senza caldo . « . . C iv. 39. 6.
■^ «atte r aJtrc cose . . . avere messe a non ctdift C iii. 14. 73.
. . . b reale dignità mise a non cal*r* C iii. 14. 78.
per diritto udU si dirizzasaono C iv. 1. 75.
>fcrtt>r»n al diritto cmlU dello inteso procesio C iv. 7. 4.
<mt . . . per direni toHt ... se ne vanno C Ìv. aa. 59.
■«solo «sAr é quello che noi mena C iv. aa. 6a
111 . . . che è Bel cnlort naturale del seme . C iì. 14. 36.
imo —fsrr é rimilr a quello del fuoco C ii. 14. 163.
>• mtao datta ... e del céIo^ di Marte , . C ÌL 14- aoa.
te valMrMUo ha U sUte grandissima di cai^rs C. iii. 5. x88.
B Sole tMte k cose col suo cahr* viviflca C iii. za. 60.
* l^ib ♦ WifgHiu e autnjnmio del ra/orv, che C. ìv. 23- 7»-
* raapitr^ ^» 0gni taluMnia C iv. 15. 94.
^o pvoi^ ancora nf/^"""'*^ 1* av\'crsarìo C iv. 13. 53.
**«*Ìirad cll<^<^*"*** C.ìv.a4.i68.
/WTT ,. ' ^irtì no «o^wwwia/or» della verità . . . C iv, i». 114.
^^k.^diP'^^^^^ r.iv.t6.7o.
CAHRIARE
cambiare. Cf. cangiare.
camera. Che M buon col buon sempre camera tiene Csmjl xiv. 91.
cammino. Cui è scorto il camMÌHO e poscia 1' erra C. tv, Cmtts. uL 39.
£ sanno lo r«rmmm, siccome quelli Cbe CatM. xiv. aoL
Onde *1 cammino al bel giorno mi piacque Cans. xv. 56.
sì rìnnovclli . . . Per ciascuno cammino Bali. iv. 9.
Cavalcando 1* altr' icr per un cammino K AT. 9. 44 {Son, v. 1),
Che ai conviene omai altro cammino AJIa Son. xxxiv. 3,
cambiare. C/. cangiare.
ramfìirt, quanto fa bel cambio chi dì queste . . . cose dà C iv. 11. xi6.
Lo carnàio ogni di si può Tare C. iv. ti. 119.
camera, lo quale dimora nella segretisuma camura del core . . . . K ÌV. a. ai.
il quale dimora nell' alta camrm V. N. ^. a^.
e ricorsi al solìngo luogt) d* una mia awura ........ ^. A^ 3. 33.
che mi parca vedere nella mia eanttra una ncbula K AT. 3. aS.
mìsimì nella mia cattura là ove V. N. la. 7.
mi parca vedere nella mia catnera V. N, la. 15.
anti che io uscissi di questa camera K /V. ix 76.
mi ritornai nella camera delle lagrime K. M 14. 65.
mi parca tornare nella mia camita V. N. 33. 79.
altre donne^ che per la cometa erano V. N. 33. 91.
nella camera de' suoi pensieri C i. a. 30.
la quale fosse camera del Figliuolo di Dio C iv. 5. 38.
quando si trova la sua cantera^ cioè 1' Anima C tv. 30. 49^
Camilla Chi dirà di Cami/lo C iv. 5. 134.
camminare, colui che . . . non fosse bene camminato . . . . . . C.Vr. ^. 84.
pochi per mal camminare compiano la giornata C. iv. 13. 66^
Quanta paura è ... in catntmttattdo C. iv. 13. 9&
per cbe via sia da catnminart a cercare C, iv. x6. 38.
è da vedere com' t da catntninan a trovare C. iv. 16. 100.
\k ove tanto cntnttrinato avete C. iv. a8. 58.
camminatore. Io buono mmmmn/or/ giugne a termine C. iv. la. 197.
se vóto camminatori entrasse nel cammino ........ C. iv. 13. xo8,
cammino, il quale sen già lungo questo oatiitftino K. W. 9. ao.
che . . . m* avea nominata nel cammino de' so^irì ...... V. N, to. 3.
la quale io ti nominai nel cammmo de* sospiri V. N. xa. ^
cbe non sa per qual via pìgli il suo cammino I^. A^. 13. 37.
passando p»er un cammt'tto . . . giunse a me K. A^ 19. a.
a entrare nel nuovo camtnino C i. io. 16,
con ispcranza di dolce cammino C iì, 1. 8.
luce nel cammino dì questa brevissima vita C lii. 15. 195.
alla gente che per mal cammino andavano C. iv. I. 74.
che la nave . . . per dolce cammino . . . correa C iv. 5. 68h
pongo esemplo del cammino mostrato C ìv. 7. 53.
per lo diritto cammttio si va là dove intende C ìv. 7, 68^
per suo difetto il catnmina . . . erra C. iv. 7. 73.
chi non ragiona il camiftino che far dee C. iv. 7. ia6.
nel nuovo e mal non fatto cammino di . . . entra C iv. la. 153.
cosi questo cammino si perde per errore C. ìv. la. x8l.
cosi nella vita umana sono diversi camtnini C ìv. la. 18^
cantando e . . . fanno lor catnmino più brieve C. ìv. 13. Z07.
se v6to camminatore entrasse nel cammino C iv, 13. X09.
per lo rammmo diritto è da \'cdere • . . . C Ìv, 16^ zia.
due Felicità, secondo due diversi cammim C iv. 17. 87.
07 ^^^^^^^ CANTO
^iMmÈnA Poi ti dimostrerò *1 cammtM perfetto S, P. xxxì. 6i.
cbe . . . mi conduca Nel diritto mmmf'n S, P. cxlii. 54,
I OOptre. Ond' io, che per aint/>ar la mirai Rao Ball. vi. ao.
! Gtm/tfjiti un spirto vivo soUmcnte F. AT. 16. 30 {Som, ix. 7).
DiUc ... noi alme ... Ci ^ardi e campi ]o Spirito Santo . . . P. F. 65,
OiL lo . . . p«ne. Che non si perde al autt Oihm. x. 81.
(■liiUB, E 't mio disio però non cangia il verde ....... StJft. i. 4.
cari tm^g$w§òÒ€t come il verde Color cangia segala la beli' erba . . Sest. iv. 11, la.
ifte . . . L>o face, come vuol, vista cangiare V, N. i^ loi {Ball. i. aa),
H Ond' k> mi otnfM) in figura d* Altrui T. W. 14. 90 (Som. vii. la).
V Qr. ounfatere.
oitfvc. Dopo la qua] cantavan tutti : Osanna . . « • K. A^ 93. 168 {Canm. ti. 61),
Di questo, in cui onor lassù si canta Cans. xvìL 60.
lo cgmitrò cosi disamoralo Contr* al peccato Ca$is. xix. 7.
U scusa mio, la qua) tu canti V, N. in. ha {Ball, L 3),
tic crnnftìnJo Vostro 6n pregio muido BalL iv. 4.
\mmlimm0 gli augelli BaJI. iv, 10.
lo mondo canti . . . Vostra altezza pregiata Ba//. iv. 14.
'D voo cantar sottile Dicca BaJl. viii. 8.
uon la canterà « . Bali, vili. 03.
Ora che ... gli augcllenl cantando, lor gride . . . Fanno .... San. xlii. 6.
Sctomc santa Chiesa aperto canta P. F. 3^,
V ore mntare ... a* preti perlìen volger tai ruote P. F, 140.
Ab 1). E li gli scrviran con dolce canto S. A ci. 87.
HÉOOw ntiie o , . . fii più per quello cammino procedere .... C* ir. t7< 197.
éà f moo tiene un cammino, e 1* altro un altro C iv. 99. 55.
JM Mprebbc tenere il buon cammino C iv. 04. 225.
^iaétmédicc ti cammino ckt àa /aito C ìv. aS. li.
cfae viene di lungo cammino C iv. aS. 35.
le pare di eammtno C iv. a8. 53.
Km non fossi per cotale rnmmiMO passato C iv. 98. 93.
Pogniamo che Gherardo da Cammino fosse stato * . . C iv. 14. 1 15.
é dot cb* Gherardo da Cammwa fosse vile uomo C iv. 14. 1 19.
Viene aliuno dall' una parte della campagna C iv. 7. 64.
per U quale eamptamo da eternai morte C iii. 7. 159.
h Fniocp»:hÌ , . . prendeano di furto Campidoglio . . C. ìv. 5. tóa.
^^^^Sf9^ eesK r erba multipUca nel tampo non cuUivato . . . , , C. iv. 7. 19,
^^^^■liskrt oouii cosi trafogliùso campo sarchiare C iv. 7 99.
^^^^Btbn phtmtrB è, con certi rmmpt C iv. 7. 57.
^^^^Klaat sndn . . . per lo tmmpo asw è manifesto C iv. 9. 105.
^^^KiBciaccbè . . . tenga b campo della mente C iv. 9. 163.
^r ^*tti& r uno ponto è *l principio del Cancro C iii. 5. S4t.
' *MttM» Eaaa é oPM/onr dell' etema Luce C iii. 15. 54.
^*> ao« «a ■* « cane o lupo C i. 6. 44.
^^^A|flnk feéccowc ... la masna . . . cangert^ colere C. iv. 29. lai.
^^^■m» cha MNfmMv il aooie C. iv. 39, 194.
■ SMninii r una e r slm Ragione, Ctmmica dico e Civile . . . . C iv. io. 100.
<Vteni. partami (he tiae^ti BStgcìÀ cùniaàMto %\oTÌo%amtf^lt . . . K ^. 03. 53.
^tfeW. «^awa /j cjn/one - . - *<5 «•• ■* "'«^«»" C ÌÌ. la, 11.
'"^"^ ' ' ' 6f,oo lor cammino piU brievc C iv. 13. 106.
^■"'A *A|jw, ' , , ^ Éttf^*> "»' P**"** ^^'^ fosaero queste . . . I-. Af. 33. 54.
émmmàt£ykdelìoroi^ C ì. 5. 96.
CANTO
canto (a). Che già ruggir non posso in alcun comìo Som. xlviì. 8.
canzone. Cantone^ io so [che ta girai parlando] . . K /V. 19. 76 (Cane. i. 57), 98, i^u
Pietosa mia canaone [, or va piangendo] . . .V. N. 33. ao, 38, iil {Cane, iii. 71).
Cansone^ V credo che saranno radi Color C iì. Gzfls. i. 53.
Caruonf, e* par che tu parli contraro C iii. Canz. ìu 73 ; 9, ar,
Contra gli erranti, mia Canson, n* andrai . . . Cvt. Coita, iii. 141 ; 3. xa ; 3a 15.
CauMOfit^ a' tre men rei . . . Te n' andrai CaxaL ix. 76.
Canton*, presso di qui è una donna Catta, x. 148L
O montanina mia raneoM, tu vai . Cans. xi. 76,
canto (i). siccome veder sì può in quel tanto del Profeta C. iì. t, 58.
con certa parte del tanio ad essa si ritornasse, , C ii. la. ix
siccome si vede . . . nelli canti C ii. 14, 183.
canto (a), levando 1' ultimo canto del pentagono C. iv. 7. 146.
perocché da ogni eanìo sono in nostra podestà C iv. 17. aow
canzone, cominciai una canzone con questo cominctamento . . . . K. TV. 19. 17.
Questa canzone ... la dividerò più artificiosamente V, N. j^.t^
quello, che da questa mia oanxon^ desidero .... . . . V. tf. i^, 144.
a più aprire lo intendimento di questa raruot» K ^. 19. 148.
Appresso che questa canzone fu . . . divolgata K. iV. ao. I.
e però ne dissi questa caruorw K W. as. 197.
Questa raneone ha due partì K iV. 93. aia.
cominciai allora una canzone V. N. 38. 13.
Io era nel proponimento ... dì questa canzone ....... K. W. 39, 5.
però proposi di fare una canzone . V. N. 39. 6.
Acciocché questa niM.»7fi/ paia rimanere ... vedova K W. 3a.iu
che questa cattivella consone ha tre partì V. N, 33, (5,
nella tzrza parlo alla canzone pietosamente V. N. 33, 17.
parlo a questa mia canzone K. /V. 38. 39.
Poiché detta fu questa eatiBone K A'. 33. l.
però . . . dissi due stanze di una canzone V, N. 34. 8,
Questa amzone e questo sonetto gli diedi V. N. 34. 16.
La canzone eomincìa ... ed ha due parti K. iV. 34. tS.
che in questa canzone si lamentano due persone , V, N* 34, 34.
cioè quattordici Canzonici di amore, come dì virtti materiate . . C, ì, 1. Z04.
quella che . . . mostrano le Coneom' predette C. i. i. X3(x
chi legge le soprannominale CatieoHi Ci a. IK9.
il difetto delle Cr)*(«>fif' sopraddette C i. 3. ix.
di servo alle infrascritte canzoni C t, 5. 38,
poiché le Canzoni sono Volgari C. i. 5. 43.
non . . . soggetto alle Canzoni^ ma sovrano C i. 5. 109.
òoggrtfo alle canzoni Volgari C. i. 6. a.
se ... le Canzoni . . . sono Volgari C. i. 7. 09.
Questo signore, cioè queste Canzoni C. i. 7. 69.
alle nominate Canzoni aprire e mostrare C i« 8. 4.
la sentenza delle Canzcm alle quali fatto è C. i. 9. 49.
per lo desiderio d' intendere queste Canzoni . . C i. io. 66.
le infrascritte vivande delle Canzoni Ci. 13. 79.
sopra ciascuna Canzone ragionerò prima . . C ìL t. lax.
Alto intendimento della qual Cansvne C ìi. a. 49.
dico clic la Canzone proposta é contenuta • C ìL a. 58.
la prima parte della proposta Canzone C iL 7. 4.
in tutta questa Canzone ... il cetre sì prende . C ìL 7. !&.
della prima parte della Canzone C ii. 7. 109.
nel verso, eh* é ... '1 terzo della Canzone C ii. 8. 14.
89 CANZONE
CantOH^ vattene dritto a quella donna Cane. xìì. 79.
Cameon mia bella, se tu mi somigli Canz. xiv. 81.
CtìMsoMj or che sarà di me Cane. xv. 66,
Cansotif, il tuo andar vuol esser corto Catta, xvi. 66.
Canstm^ tu vedi ben com' è sottile Catta, xvii. 61,
Tu te n' andrai, canzofu, ardita e fera Cat%z. xviii. 61,
Canzone ; a- panni tuoi non ponga uom mano Cane. xx. 91.
canzooe, tutto quello che in questa Cansonr dico C ii. xx. 94.
le parti principali di questa Canzone C ii. la. 3.
io mi ri\-olgo . . . alla Canzone medesima C ii. xa. 5,
ai chiama in ciascuna canzone Tornata C ii. la. 8.
perchè, cantata la cattzone ... ad essa sì ritornasse C ii. xa. ix.
rade \*oIte la posi coli* ordine della Canzone C iì. xa. 15.
alcuna cosa in adornamento della Catuotte C ii. xa. x8.
la Òontà di questa Cansotte fosse malagevole C iì. xa. a8.
parremi mestiere alla Cafuorw C. ii. xa. 33.
«Ila Canzone vanno le parole C. ii. xa. 43.
Dico adunque: Io credo, CdnxoM/ C ii. xa. 45.
la sentenza di questa Canzone C. ii- xa. 61.
la littcnilc sentenza della prima Can-sorf^ C. ii. xa. 70.
nel parlare della proposta Canzone C iì. 13. 56.
del primo \'crso della Catuotte proposta C ii. 16. X4.
Tutto r altro che segue poi di questa Canzotte C. ii, x6. 96.
Questa Canzotte principalmente ha tre partì C iii. x. xoo.
dirizzando le parole alla Catizotte C. iii. x. X09.
che a proemio di questa Canzotte fu ordinata ........ C. ììi. a. a.
la prima parte principale di questa Canzotu C iii. 4. xa5.
la seconda parte principale di questa Cattzotu C. ììi. 8. ai3.
le dut- parti dì questa Cattzotte . . . sono . . . ragionate C iii. 9. 3.
nella quale io intendo purgare la Canzotte C. iiì. 9. 6.
E però mi volgo alla Canzotte C iii. 9. 15,
ultimamente parlo alla Cattzone C. iii. 9. a7.
O Camotte, che parli dì questa Donna C. iii. 9, 31.
r anno medesimo che nacque questa CtiM«OM« C.iii. 9. 149.
in ciò s* intende assai che questa Canzone considera C. iii. xo. 30.
impongo alla Canzotu come ... sé iscusì C. iiì. io. 43.
che quelita Cattzone da quella Ballatetta si disconla C. iii. io. 48.
(•«■r >o modo eh' io dico che domandi questa Catuone C. iii. xo. 83.
mclti che si dilettano in dire Canzoni C. ììi. 11, 98.
la ragione che mosse me a questa Canzone C. ììi. la. 3.
U Vira sentenza della presente Catt£ow C.iii. 15. 197.
rr'TTiinciai una Canzotte C. ìv. i. 76.
pcrr<cl:è in questa Canzone %* intende C iv. i. 83.
*, -' Ha che nella precedente Catuone è ragionata C iv. i. 94.
d'Ila r,;:ilc trattare la proposta Canzotu . . . intende C iv. i. 98.
Lk •# r.tcn/a della proposta Canzotu C. iv. 3. 3.
r.tiij tfrza ^i vnlgc il parlare alla Cattzone C iv. 3. 8.
Oh c<. iT-.c è grande la mia impresa in questa Canzone C iv. 7. a8.
U ir TìUnza dei secondo verso della Catuotu C iv. 7, i$a.
*err.. a quel/a p^^^ ngìon^rc della Canzone C. iv. io. 4.
disputasi e npfoj . „,- U presente Catuotu C iv. 13. 166.
prrUhro. "'»« Oi^^w"' h* "provato C. iv. 15. a.
,...i.c./.a^;<'''cn/a/*C^.^^ P Civ.15.45.
per.. d/« i (-^ o*',g"a''^^. eia Cowo«* C iv. 15. 86, 89
CANZONE
canzone. Catuotu^ io porto nella mente S*st. ii. 6i.
Capaneo. E la divoran Gj/«im«oc Crasso . , Gp««: zvììi. 70.
capello. Che ne* biondi rapenti , , . Metterci mano ....... Cans. xti. 63,
capere. V angoscia che non cap* dentro, spira Catta, xL aS.
Sono, che . . . Credon captrt^ Valere — I& Oika. xùl ar.
canzone. Guido GninizeKi in una sua Catuong C ìv. ao. 68.
questa Cantone ha Ire parli principali C.'w. 30. 3,
senza lo proemio del Trattato della CanaoHi ........ C iv. 30. 9.
la quale per Tornata di questa Catieotte fatta fu C iv. 30. 13.
Questo Cantra gii erra» ti . , , à nome d* està Cansone ..... C. Iv. 30, aó.
a cautela dico e comando alla Cantone C. ìv. 30. 45.
questo, che ncU' ultimo di questa Cantone si d& C ìv. 30. 65.
capacità, sempre attrae la tapaciià della nostra natura C ìiì. 13. 93.
L-hc solo colla infinita fd^acf/à r infinito comprende C iv. 9. 33.
capedtade. la quale . . . passava e redundaw U mia eapaàtade . . K. /V. 11. 39.
capello. Democrito ... né capetti^ né unghie si togliea C. iii. 14. 75.
capitolo, resta in questo capitolo a mostrare . C ì. 4. 4.
ciò che si promise nel principio del Capitolo C 1. 7. 105.
in questo capitolo intendo mostrare C. ì. 6. 49.
che di sopra in questo capitolo sono nominati C. i. 9. 58.
di ciò farò al presente speziale Capitolo C. i. 10. 108.
manifestato ò di sopra in altro capitolo . C i. la. 98.
siccome nel primo Capitolo è narrato C. ii. z. Z4.
Poìcir il mostrato nel precedente capitolo C ii. 5. a.
nel terzo rii/f'/o/o dì questo Trattato C ii. 7. a.
nelli tre precedenti m/i'/o&' è ragionato C. iù 7. 6b
come detto è nel precedente capitolo C il. ft, 6a.
nel seguente ca/H>o/ù si ragionerà C. iL 9. 137.
nel seguente capitolo si dichiarerà C ii. xa 8a.
Nel precedente Gi^'/o/o è mostrato (7.111.6.1.
quello che detto è di sopra ncll' altro Capitolo C iii. B. 197.
Nel primo Capitolo di questo Trattato é . . . ragionata C. iii. la. s«
Nel precedente Capitolo ... è commendata C. iii. 15. <•
siccome nel decimo Capitolo del ... si può vedere C. ìv. a. 31.
la cagione che delta * nel precedente Capitolo ..,,.., C. iv, a. 7B,
dice santo Jacopo ... al quinto Capitolo C ìv. a. 84,
Di quelle ... in Capitolo speziale é da trattare C iv. 3. 74.
in questo Capitolo , . . ciò trattare non si potrebbe C iv. 4. i^t,
perocché ... li lunghi aipitoli sono nemici della , . C. ìv. 4. 133.
(arò ancora digressione d' altro Capitolo C. ìv. 4. Z35.
nel cominciamento di questo Capitolo C iv. 5. iz.
nella fine del precedente Ctx/h'/o/o C tv. 5. 8z.
nel terzo Capitolo di questo Trattato promesso fu C. ìv. 6. z.
Salomone ... nel vigcsimo secondo Capitolo de' C. iv. 7. 95.
dice, nel quarto Capitolo del detto Libro C. iv. 7. 98.
dice Salomone nel quinto Capitolo dei Proverbi C iv 7, 130.
per proprio Capitolo . . , intendo ciò mostrare C. rv. 8. 153.
quello che . . . nel quarto Capitolo di ... é ragionato . . . . . C. iv, 9. 6,
perchè questo Capitolo è alquanto produtto, in Capitolo nuovo . . •
é da rispondere C ìv. ta. ao6, ao?.
fatta . . . nel tcno Capitolo del presente Trattato C. ìv. 16. 18,
siccome in questo Capitolo di sopra si dice C iv. 16. lai.
Nel precedente Capìtolo * determinato C tv. 18. 1.
«crome ... nel scltimn Capitolo del ... ai ragiona C tv. ao. 33.
9' ^^^^^^^^^^^^^ CARO
vmia, Per non veder la geotCt a capo chino . . . . K A^ g. 51 (Som. v. 8).
w^o, che 'I mio capo rùcc Sotto Y iniquitade e S. P. xxxvii. 13.
9dj. Uo sol pcnsicr d* amore, end' io son carro CanM, xv. tx.
Fcasando eh' io son cano di grrtn pesi S. P. xxxvii. la.
Che tutti i nttriAi' sostenere . . . De* 1' iiomo Can», zvì. 33.
CBrpiw E per Io cargo grande e grave e grosso 5. /*. vi. 13.
SfK Xu diacarghi il cargo che mi preme S. /*. vi. a8.
fìace Sotto 1' iniquitade e 'I greve cargo ...,,.,., S. Z'. xxxvii. 14.
Perche sarebbe di ran/à vedo /*./*. 177.
Libera me dalla carnai malizia S. P. ì. 55.
Che 1 cuoio (ari vendetta della come Soh. Uìì, 4.
E (masi a tempo eh' è téma dì carnt Son. liii. la.
La cBnv mia aempr* è siala privata Di £. P. zxxvii. 7.
Lm tmmt mia è senza sanitate S, P. xutvii. 85.
Si cb' io ho per»c con la cantr V ossa S. P- calli. 15.
Credo che '1 6glio umana mrnt e vita Mortai prendesse . . . . /*. Al 19.
Ad ■•pvtUr che Dio prcndease canw Umana P. /*. 37.
E oa lotta U otrar, eh* ebbe qui ... se ne gì P. F. 4^
La «inv nostra, al mal pronta tuttora. É stimolata P. F. 145.
<Sa loro abbiam la tnryt* umana P. F. 165.
O «am ancella e pura CanM. x. 39.
In chiarire é in questo speziale Cfi/>f'/b/D , . . . , . . C iv. ai. 5.
detto è di sopn nel sesto Capitolo del C. iv. 03. 141.
lungo è stato il Capitolo presente . . . per altro Capitolo le
nhre cose sooo da ragionare C. iv. 34. 1B4, 285
lo thm dì sopra nel ventiduesimo Capitelo di questo Trattalo si
. • • C iv. a6. 34«
d! sopra nel teno Capitolo di questo Trattato ai
C iv. 30, i,
hpfiaa comincia nel Gf)WifpJb predetto . C iv. 30. 5.
1» prtawàù . . . che in due Capitoli si comprese C iv. 30. 9.
la qocsAo trentesimo e ultimo Capitolo ... è da ragionare . . . . C iv. 30. 11,
principiando ancora da capo, dico C ii. 13. 4.
la stcQa gli sarebbe sempre sul mezio del rapo C. ìii. 5. 85.
r «eoo che è lutto nell' acqua fuori del capo C. iìL 7. 54.
gli Albani . . . per lo capo del regno combatterò ....•• C ìv. 5. 158.
Cft^rtOOniQk r altro é Q prìoripìo del Capricorno C iii. 5. 143.
Mida U libro iJtlU quattro Virtit atrtknati . . . . C ili. 8. 108.
Canta li propria atrìtà ne inganna CLa, 60.
per la tmrUà dell' amico C. j. 3. 55.
ii^non di tanià li fa passare CL3. 60,
9«r lo teganno che ricew dalla nrnAi C. i. 3. 66.
in anann e fcrveottjalma Canta dello Spirito Santo C. iì. 6. 6^
Iddfe . • r per carità della sua perfezione, infonde .*•... C. iii. 6. 104.
ciaè ardore d^ amore e di €arttà C iii. 8. 148.
fV^adla aaace V opemàoat della carità C, iii. 14. 136.
Ciarla .«. per /»n)^ dcJk patria rifiutare . C iv. 3. iia.
da toeSsbilc Carità vengono questi doni, e la divina Carità
appnpr^ C iv. ai. 106, 107.
^CivacM una lUtnnia di uaitadt K. iV. 11. 4.
«ncr^^ ^^^|.^ ^tfn'iì'^^tv paniooi Cii.it. 46.
^ ^*^'^(MoeFe^^^^^^' C.iv.6.i8fl.
•* Vcfli i^mta. »> rami, t Circoncisione . . . C. iv. a8. 77.
-I-«V^''*"''^ iTedisl'cUoalei K AT. 34 no.
CARO
caxo. Qual . . . Volge il donurc in vender tanto mro Onw. x. lUì.
Che sol per lei servir mi tengo caro Caftv. xiv. aj.
Che quel . . . Per I* immagine sua ne lien più ran* Catu. xvi. a6.
Cosa non è che costi tanto oirxi ' , . . - Cans. xvi. 38.
Per s* è rar tenuto Canx. xìx. laj.
[Sicch' io Io intendo ben,] donne mie car* . . . K W. 43. 38^ 60 {Sori. xxv. 14),
Ma di te, caro amico, sì mi duole Soh. xxxvij. xx
Da quel signor che sopra gli altri è caro Soru xlìì. 13.
o Signor caro S, P. xxxL 19,
casa. Queste . . . Venute son come a casa d* amico Con», xx. 17.
Messa 1' avrc' in casa il conte Guido Soh. \u, 14.
cascare. Che più casnir* non mi lascerai S. P. xxx\ni. 59.
caateUo. Del mìo casHÌh trapassare il fosso S. P. xxxvii. 45.
castigare. Colpa è della ragion, che noi castiga Oms, x. 95.
casto. E \-i\-a casto e di lussuria mondo P. F. 167.
castrone. Ma peggio fìa la lun£a del matrone Son, liii. 3.
catena. Là . . . una catena il serra Tal, che C'aNa. xi. 63.
caro, la mia voglia dì . . . cara liberalità è qui seguace C ì. >. 140.
se per trasmutare non diviene più caro ; uè più caro può venire . C i. 8. 78, 79^
nulla cosa pìij cara si compera C i. 8. laa.
si airo costa quello che si priega C. i. 8. laS.
carro, diccanu che il carro del sole avea quattro cavalli C iv. 23. 134.
carta, a guisa che fa la nostra lettera in sulla caria umida . . . . C iii. 9. 141.
Cartagine. Regolo, da Carlagmt mandato a Roma C iv. 5. 135.
Cartaginese, per commutare li presi Oiryd^i'Hr.M a sé e C iv. 5. laÓ.
casa, se non chi va verso la cas^i dì santo Jacopo K. M 41. 401,
in quanto vanno alla rtua di Galizia V, N, 41. 47.
chi tiene la citara in casa C i. 9. 34.
per le finestre d' una casa C. ì. la. a.
fatto lu fondamento, siccome nella casa C ii. x. 97.
cosi una cam . . . richiede una vicinanza ......... C iv. 4. la.
Le quali sono tribulazioni . . delle casé ; e per le casf, dell* uomo C iv. 4. 99, sa
in questo amore le cau prendano ogni loro bisogno C. iv. 4. 4^.
perchè noi volessimo che la ta^a sedesse .... . . . . C iv. 9. 6x*
ogni casa . . . crede che sìa 1' albergo . . . dirizza la credenza all'
altra, e così di tosa in casa C iv. la. 147, 150(^11).
nulla cura del mìnisterio della casa mostrava C iv. 17. 105.
del ladro che menasse alla sua cata li convitali C iv. 87. 139.
casetta, come Cesare . . . alla casetta del pescatore . . . venne . . . C. iv. 13. xao.
caso, io, che in questo raio . . . non debbo C iv. 8 131.
come in questo taju> io non sia . . . soggetto C iv. 8. 150.
come in questo caso . . . non sono tenuto C. iv. 9. z.
casso, danno e recano sete di casso fcbricante e C iv. la. 47.
Castella. Chi non ha ancora il buon Re di CasitUa C. iv. 11. ia6.
castello, che combatte il caste/to da un Iato C. iii. io. 67.
sarebbe più nobile che Guido da Caitelto di Reggio C. ìv, 16. 73.
casto, operazioni . . . siccome stare casto e lussuriare C iv. 9. 69.
CatiUna. tanto cittadino quanto era Catilina . . C ìv. 5. 175.
Catone, alli quali venne Caton* . . . fuggendo ....... C iii. 5. laa.
O sacratissimo petto di Catcmt C iv. 5. Z40.
fu di loro qucUo glorioso Catone C iv. 6. 95.
di Tullio . . . che parlando tn perdona di Catour, dice C iv, ai. 8a.
Onde si legge di Catone, che . . . crcdca C iv. 37. 33.
dice Tullio ... in persona di CatoM vecchio C. iv. 37. I5a.
93 n^BUm^NI^V^ CAVALLO
cattivo. O per p«role di eathtm pente S<m. xlv. s.
Dunque . . . Sarik causafa, Mischiata — di più cose . , . GiHJ. xix. 65 .
CmmtamJo V iltr* icr per un cammino . . , Trovai K N. 9. ^4 {So», v, r).
CBvmllere. Se ati^itr V invita, o U ritiene Cttns. x'iv. 87.
Dunque s* eli' è in ravtàlùr lodata ' Cans» xìx, 64.
0 Ubi tmvtUwtt nulvA^i e rd . Gnu. xix. i la.
fylln Mb non voler, come *1 cavaUo e U mullo S. P. xxxi. 65.
Odi che dice Tallio, in penona di Catcmt vecchio . . . . C. ìv. a8. 45.
quando dice che Marzia tornò a Cmtofu C tv. aS. 100.
poi renne a Catone C iv. aS. 106.
partisai da Cattm« C ìv. aS. 109.
tonto dal principio del suo vedovaggio a CatoHt C ìv. 98. x r9.
> terreno piti degno fu di . . . che Cuiom ..... C. Ìv. a8. laa.
E disdice Marzia a Co/ofw C iv. aS. 134.
cfcv • • • sì dica eh* io sia morta moglie di Catone C. iv. a8. 150.
. . . sotto il titolo d' Onensio, che di OUom . . . . . C iv. 38. 159.
Chi dirà del QX/A'po/D Regolo C. iv. 5. la^.
che «questa caiHwlla canzone ha tre porti K TV. 33. 15.
»ono i^Li obbomincvoli nz//tWd' Italia ........ C i. 11. 147.
ad quale, m/ft'uD e discacciato, consolato s' avea C ii. 13. 16.
yi'ciò veggiano li cnA^tii' malnati, che C iii. 4. Bi.
U d/AjAb' pongono lo cielo Empireo C ii. 4, 14.
AppeDare quasi cattolica opiniotu C iv. 6. 150.
queste eauae . . . intendo . . . ragionare . . . . . . . C i. 5. la.
ia aè oocaidcrata e per tutte le sue must C iii. 1 1. 8.
la obbliviooe causa di Nobiltii C iv. 14. 153.
queUo eh' é causato da corpo circutarc , . < C. iii, a. 38,
, . . dico eSH casert nelle eaHxatt Intelligenze C iii. z$. 6.
1' elle fK»n possono camarr Nobiltà C iv. io. 67.
L* ani è di nafHra/4 /attanaa mutata C iv, 15, lao.
V* mll»m t di natumlf ^uaàUam'mÙà cmMMta C. ìv. 15. 240.
La àtwam è da ItpUaJi £ matura eaujtata C. iv. 15. 1 59.
cut iijiisi' paschi la . . . viu ... sia catuaia dal ciclo C iv. 33. sa.
L* una si muove da cautf/a Ci-5.9.
il rrttarico drr molta cantrìa usare C iv. 8. 90.
ciò unisMcrando, a mmttia dico e comando C iv. 30. 44.
Mafasi quel giorno pensoso ntolto T'. W. 9. 40.
Appvttao cooricnc «nere tmwakaio dalla Ragione . . . . C iv. a6. 49.
che egli sia ti eavalcaUnrr ddla umana volontii . . . . C. iv. 9. xoa.
%»da senia il cavaUalort ... è manifesto . . . . . , C iv. 9. 104.
0 baoao cmoaUalort bene non si conduce . C. iv. aó. 45.
quando un cavtJiftt donasse a un medico ... e quando 11
iB(&ce idrtnsf a un ca/valitrw . . . . * C. i. 8, 30» 33.
i nobili SODO Principi, Baroni e Cavalieri C. i. 9. 35.
•I mimHtiw doe crédere lo spadaio . . C iv. 6. 59.
1 a uMla girirli romr himnn rìimfr'frr . C. iv. 06. 51.
Corto 3 «anafiimr l.aACilotto non volle C. iv. a8. 59.
si lioo della «tpaOtria C i. 5. aa.
^^ ^ Afte di <»»s//ma sono ordinati . . . . . . . C. iv. 6. 6a,
OBBo d|| 4SMi/i^ virtuoso e i. 5. 77.
♦ pakadi«ti»a«/<«-^«^«»<^ ClitS. 188.
I^qaJasp^^^^j, , . . èmaoifcsto C. iv. 9. 104.
-*• -Sj^ notti* '—*'•''»'' "^ e rr. .♦.&..
CAVALLO ^^^W^^^^WBF 9f-
cavare. CoMmr'r «Ima fuor delle peccata . . . . - . . . . 5. P. vi. i8.
Cavandomi d* ogni perversa usanza S. P. xxxvti. 60.
S* tu li catn'f Signor, da quella guerra S. P. à. 58.
che da questi guai £ tribolazioni tu mi cauì S. P. cxUL 59.
Poi discese al . . , per cavarne Gli antichi padri /*. /^ 35.
celare. AUor diceva Amor : Piii non ti celo . . . . . K ^. 23. 190 (Catu. ìL 63).
procaccian danno Critiiidosi da me Ca»u. xiv. aé^
coloro, Che per vergogna eeian lor mancanxa ^* ^* 7> 35 (.Son, iu 18).
E quel che sia dì lei, noi mi ceiatg ....... V, JV. aa. 78 {San. xìL xiV
che tu non pui Punto celar la dolorosa mente . . . . K A^. aa. 96 {So», xìiì. 8)»
Deh ! s* ella è dcssa, più non mei cttatt Son, li. 4.
E lo mio errore non ti ho cthto S* P. xxzi. 33.
Ecco, Signor ... eh' io non t' ho celato Quello 5. P. L ao.
celeste. Però che il re dei spìriti aiesti Ha S. P. vi. 40.
Innanzi al trono del celeste coro S. P. xxxì. tiw
cavallo, siccome de' cavalli e degli asini C Ìv. 15. 6t.
che r nomo chiama . . . nobile cavallo C. ìv. x6. 46.
dìceano che il carro del sole avea quattro cavalli ....•• C. ìv, 93. 135.
siccome uno sciotto cavallo , . . non si conduce C. ìv. atì. 44.
malnati 1 . . . che , . . donate cavalli C. iv. 37. lai.
cavare* quei primo che li pesi dell' oro ... e le pietre . . . cavò . . C. Ìv. la. 39,
cavillare. Veramente potrebbe alcuno cavillare C ìv. 4. Bs.
siccome credca chi cavillava C ìv. 4. lai.
CedUL La prima è cecità di discnu ione C. ì. il. 6.
pericolosissimo difetto nella loro rro/à Ci. 11.56.
E voi ... in quanta cea'tà vivete C iìL 5. ao6.
Cefalo, come Ce/alo d' Atene venne a Eaco C Ìv. a^. 158.
quando disse a Cefalo dopo la domanda C. iv. 37, 173.
quando dice e ritrae ... a Cefalo la storia C. iv. 37. 185.
celare, quello eh' io voleva del tutto celare ad altrui K. A^ 4. io.
Con questa donna mi celai alquanti mesi ed anni K A^. 5. 97.
con la quale io avea . . . celata la mia volontà V.N,i,u^
vide . . . Marte stare edato tanto che rapparve C. ìi. 3. 63.
Saturno starebbe . . . ■ ciascuno luogo della terra ctlato . . . . C. ìi. 15. X44.
Giove sci anni sì celerebbe C. ìL 15. 145.
Venere e Mercurio ... sì celertbbero e ■ , C. ti, 15. X49.
r altre scienze sarebbono celate alcun tempo C ìi. 15. X59.
r altro è quasi a tutta la discoperta terra celato C iti. 5. 75.
poi si cHa^ e comincialo a vedere Lucia • . . C iii. 5. x6a.
la cui amistà non è celata alla persona amata C. ìii. 11. 7&
le cose, che ne tiene c^ate C. iii. 14. xm^,
che ... le celate ricchezze ... sì rappresentano C iv. 11. 73,
sicché la bontà . . . nr/i'ìl contrario eh' è dentro - C ìv. 39. xx6w
celebre, acciocché più celebre ... da lui sì parta C ìv. 30. ao.
ITIt^*"'** vittoriosissimo, siccome virtù celestiale C ìi. a. 46;
da parte del Santo Re celestiale C. ìL 6. 35.
parlando a quelle Intelligenze cv/r^^ù/t C. Ìi. xi. 95.
quali da virtù alestiale . . . siccome Aristotile C. ìL 14. 35.
la consumazione del celestiale movimento C. ìi. 15. 1x7.
il quale io chiamo Spirito celestiale ,. C 1ÌÌ. 7. X35.
lo quale . . . tutti ì corpi celestiali , . . allumina C iii. xa. 56,
Iddio . . . allumina ... le celestiali e V altre intelligibili . . , . C iii. la. 58.
si dichina un <Wr^/Ni//«vui<ro C iii. 14. 106.
si sale a filosofare a quella Atene ceUstùUe • ... C iii 14. X3&.
95
CERCARE
Perch* io iiuuigiav»f come Ìl pHn, la orrurr 5. P, cL 31.
Vostn «mi (ioioMi . . . Bene è mirabil cosa Ball. iv. 33.
m U ssa «tnt Goarduido Soh. xxix. 7.
■fb dk* io soUa Ctnmr ne' mìci pensieri C iv. Cane, iii. a.
do L' ultinA speme a tnxar mi son mosso Cans. xv'u 33.
I
nomerò di movimento ccUstiaU . C iv. a. 50.
r AbsifD, dove il etUstùtU Re entrare dovea C iv. 5. 33.
fai tuàM wHtaiiaU Infusione C iv. 5. 106.
Ift virtù mitMftmlt ricevere non può C. iv. ao. 65.
e^Be virtate ... da corpo nobilìssiroo criestiaU C. iv. ao. 106.
prcparm gli organi alla virtù c^€sHalé C. iv. ai. 40.
lapefciò iAatiaU anima discese in noi C. iv. ai. 83.
L coloro che a questa criM sono convitati C L x. 134.
fine della mìa rma C. iì. 1. 9.
volte era compiuto in quel ftntinaio K AT. 30. ix.
fe de* Cristiani del terzodecimo otnttftaio V, N, 30. 13.
C ii. 6. 143 ; 7. 105 ; 15- I04t M^ ; iv. 13. 30. 32.
KA^. 95.39.
riiinino delo ... si volge intorno al suo cttUro C ii. 14. 15.
però la terra sempre discende al ctniro C iii. 3. iz.
dw 1 tao tondo tutto si girava attorno al suo etntro C. iii. 5. 49.
« die CSM col mare è nntro del cielo C. iti. 5. 65.
Q— alii' cielo si gira intomo a questo antn C. iii. 5. 67.
non. E^ tevNfNdm otntntm circuh K /V. xa. 33.
L «e la crrm avesse spirito da temere C u.10.69.
pat lo frullo della orni ragionando C iv. 17. 130.
secondo ti ctrtamtnto . , . che ha (atto la • . . ragione . C, iv. 8. 54.
T4^ mi comandava . , . che to cenasti per ....... ^^. AT. a. 46.
«■4* io . . . molte Sate 1' andai etreamdù K A^. a. 48.
Wà flèti ft tmv/tn Ai questa donna K. A^. to. a.
•B lo peoaavm di voler tman una comune via K. M 13. 39,
yrht par tuiài di vedcria K M 15. 7.
■■I ma iluagguno ... da etnan la veduta di K AT. 15. aa.
errturw in lingua d* Geo e in K Af. 35. 37.
chi trrrxM toro nel ventre ........*.. C t, a. 48.
con ampia misura «mas to suo mal &re, e con piccola
1 lo beoe C L a. 64, 65.
bene le scritture « C. ì. 7. 4B.
, che r nomo va tmmmdo argento C. ii. 13. 31.
■ di cooaolare me C iL 13. 34.
di Dio ... chi cfrcmtm C iii. 8. 16.
9M $mtk ooac di te noo tMnh*rm C iii- 8. 18.
tm norflf pani «ve io . . . crmvo »e C iv. t. 63.
le f«nfi lidio Ufi ornew i miei pensieri C. iv. x ao.
•o bona venimo a entmrt ti loro principi! , • C. iv. a. 89.
. . dagli autori poco errtaia C. iv. 3. 19.
■lo . . . fine ... fu per li savi etnaio C iv. 6. 76.
• quello eaiandio s* andava etretmdo C iv. 9. 178.
ebcvnonoMdb . C. iv. la. 169.
mi per toro non arecMo C. iv. 15. 144.
A ■< nowMO certe cose C. tv. 16, 99.
•i omv la «oa difinizione C Iv. i& 31.
a emmrf la . . . difinizione C iv. 16. 38.
è qveUo che prìmnincou ai erma C. iv. 16. 97-
cM
CERCARE ^^^^^^^^H 96
cercare. Né di ciò crfrAiallniì far disonore F. F, 16S.
cerchiare. Che di nuovo colore Cerchiò la mente mia BaU. viL 17.
sì, eh* Amore Li eenkia di corona dì K A^ 40, 58 {San. x&ìii. 8).
cerchio, posciachè tal ctrthio ne cinge. Che Cans, x. 93.
Al poco giorno, ed al gran cnr/r/ad' ombra [Songìunto] S^st. t x ; K £. ii. io. 98 : 13. 14.
Però nel cerchio della sua balestm . . . non fu franco Son. xxxvi. 9.
Lussuria poi, eh* è settima nel cerchio P, F. aoa.
cercare, è da vedere questa difiniiionc che arcando si va . . . . C. Iv. 16. 114.
sì trova questa difinizione che ormeMi/o sì va C iv. 19. la.
alla difinizionc di Nobiltà, la quale si cena C. iv. ao. 4.
a qualunque va arcando la Beatitudine C iv. 33. 178.
a coloro che M vanno artando C iv. 33. iSa,
a ciascuno uomo che onore vada cercando C iv. 35. loi,
a entrare nello Inferno a crrrare dell' Anima C. iv. 36. 73.
cerchiare, questo luogo, la quale tutta la palla arcJiia C. iìi. 5. 185.
cerchio, la stella . . . era rivolta in quello suo cerchio C. ìi. 3. 3.
veggcndo il archio suo partire dal diritto archio C". ii. 3. 38, 39.
ciascuno, sì Io nono come gli altri, hanno un cerchio C, ii. 4. 53.
questo cerchio ha più rattezza nel muovere ......... C. ii. 4. 59.
quanto il cielo t pìii presso al cerchio equatore C iì. 4. 70.
quanto più sono presso a questo cerc/uo C ii. 4. 77.
in sul dosso di questo cerchio C 3. 4. 78.
lo cerchio della quale gli Astrologi chiamano epiciclo C. ii. 4. 81.
cosi ha questa pìccola lo cerchio equatore C ii. 4. 85.
in su I' arco ower dosso dj questo cerchio , , , C ìl. 4. 87.
siccome tra ti punto e '1 cercJiio (e dico cerchio largamente ogni ritondo C Ìi. 14, 307, soB.
e ... il cerchio è perfettissima figura in quella C iì. T4. ai 1.
tra il punto r '1 cerchio ... ai muove la Geometria C. ii. 14. 313.
e il cerchio ... è impossibile a quadrare C ÌL 14. 317.
ventinove anni . . . vuole di tempo Io suo cerchio C ìL 14. ajow
nel suo cerchio compiere . . . volge C. ìL 14. 333.
la Galassia, cioè quello bianco cm-Aiio C ÌÌ. 15. 9»
conviene . . . essere . . . uno Cercftio ugualmente distante . . . . C iii. 5. 70.
Lo Cerchio che nel mezzo di questi s* intende, si è C. iìi. 5. 7&
e si . , . mezzo lo cerchio di questa palla C. iii. 5. 104.
Immaginiamoci ... un Cerchio in su questa palla . . . Credo che questo
C/frAw ... dividerebbe C. ìli. 5. 108, IXf.
Sicché il SUD mezzo Cerchio . . . sega ic due porti opposìtc il Cerchio
dclli due primi Poli ■ C iii. 5. 131, 133.
si dilungano ugualmente dal primo Cerchio C. iii. 5. 139.
va sotto il mezzo Cerchio àc primi Poli C. iii. 5. 144.
che il Cerchio dove sono li Garamanti . . . veggia C iii. 5. X73.
che li due spazi ... e 'I Cerchio del mezzo, veggiano C. iii. 5. 191,
non per archio compiuto ... si scopra C iv. 33. 54.
siccome cosa che è nel meridionale cerchio . C. iv. 06^ 85.
oerebro. che ai contìnua da essa alla parte del anòro C. iìi. 9. 84.
quando per 1' alterazione del cetròro C ìv. 15, 17X
Cerere, ed a Cmm, la quale dissero Dea delle biade C. ìi. 5. 43.
certamente, ceriamente una cosa sola è necessaria C iv. 17. 98.
certezza, questi due alla sua arte^sati repugnano C. ii. 14. «15,
alta di nobiltade per la ... e per la sua certesaa C ii. 14. 343.
questa ... « alta e nobile per la sua cerieuut C ii. 14. «47.
per la eccellentissima eeriesaa del suo saggetto C. ii. 15. 169.
rimane . . . pieno di cvr/zsan lo familiare intelletto C ii. x6. 45.
97
CERTO
catix •4f' ^ «^- E '*>^c '* mi convien lasciare in pria C ili. Caiu. ii. 9; :2. 8 ; 4. [4.
T» le fMioì dir per crrto C. iv. Caif*. iiì. X45.
^fmeaào ro' per mcrto, Per voi, non per me aHo Cans, x* 61.
C mrt» la sua doglia più m* incende Can». xvì. ao.
Pier dw son etno . . . Ch* Amor . . . farà Catu. xix. 17.
Che . . . oe dona virtù, son a-tio^ in pietra S^st iv. 18.
E «rlv io credo cbc cosi gli guardi BaU. x. 17.
chiede di sapere uittM^a nelle cose, secondoché U toro
di €twUxMt riceva C iv. 13, 76. 77.
colle quali si vede la Verità artisaimamfntt . . . C ìii. 15. 15.
cte artmùmmmnut [ non] si vcggcno C. iiL 15. 64.
la Geometrìa * . . . crrltsmna per ié C ìi. 14. aaa
d^r- tf oév. che certo di lei si potca dire quella parola . . . . K. A^. a. 50.
iad per tei trrit cosette per rima K W. 5. 09.
cagione di crrU parole *'', TV. 7. 14.
b Morte per r#r/isuoi nomi propri K ^. 8. 67.
nostra Beatrice udio da crrff persone K. iV. la. 46W
che Ca dichi nrU parole per rima K iV. la. 55.
r io . . . proposi di dire artt parole .... K 7V^ 15. 34.
OBP* donne . . . aapeano bene Io mio core K A^. 18. 3.
la le qaali n' avea (rmr che si rideano K, TV. 18. 17.
^lè tmt^ il fioe di cotale amore conviene che sia K A^. 18. 35.
C^ Avte lo temo d* avere . . comunicato K A'. 19. 1 ja.
Cirlto cUa piange si che qual la mirasse dovrebbe ... . . . K. A*, aa. 37.
a ine oerH visi di donne , V, N. 33. 35.
visi diversi K. A^. 33. 98.
tamt io fui levato ... da €trU donne K A^. 33. 315.
^/ÈtiOm che «ontr donne, e che una solo, dissero e K. A^. 33. 330.
C leMto wà parva avere Io core si lieto K A^. 34. 13.
iBÌ «0* parole i^. A^. 24. 45.
io vidi ed adii aiwU cose K A^. 34. 72.
dicitori d' Amore rtrti poeti in . .... K. A^ 35, 36.
va angelo sopra crrif Lavolettc . . K A^. 33. 5.
alquanti diceano ttrtt parole diverse V. N, 35. 33.
%. mfH aolt* volle ... io andava per K AT. 37. 7.
aa^coahoBi aonti idonei e Uudobili C ì. 1. laa
4t^t asove case il fine non t ctrto C 1. io. ]X.
V ladaeeno • • . arf* IntelUgcme C ti, a. 63.
pSk dfleWajlom' che il molto e U crrto delle cose . C ii. 3, la.
filosofi . . , che credettero C. ii. J. 11.
dì crwU segue C. ii. 5. 94.
» éatm a ìauadrre eh* io era arto e sono . C. ii. 8. 45.
è wrwto che la natura umana « . . C ii. 9. 75.
dottrina dico che ne £a crrfi' aopra . . C ii. 9. lai.
«art flv^s ao»o, ad altra tìu . . . passare C. ii. 9. 133.
CBB «Ma parte del eaato ad essa si niOniMar C ii. la. 11.
patm praaBMhaoso per artr condixioni C ii. la. 38.
hi tnnlii ^oaaAoovft'uocalMilig errU dcdinaziont, erri* costruitoni sono
tow». . Cii.i4-84<;*«),85.
atm^KmMmmomtbvijtit . - C. a a. i«B.
LmpiamtrM ■ . ^tapa ^tm^rm» m t^tfo l<^'o • - • P^^ vedcmocrrtir piante
Ja^giaraofg^^ _/^i^\ ^<^r* sopra li gioghi delle monURne,
eM>»«etìp^'" ** -i/dc* monti. . . . C iii. 3. aa, 34, 35, 36.
haF«e«a«. 'Vrc-P**'^ . C. lii. 3. 68.
CERTO
certo. Cffio Io core ne' sospir mi dice K A^. 41. 64 {San, xxiv. io).
Io 80n ben otto, che ra^on ti tìnt S. P.v\. 4.
Ma io son certo ed informato a pieno S. P. xxxi 73.
Da chi per ctrto io sperava il frutto S. P. xxxvìL 57.
E ctfio i' ho in te tanta fidanza S. P. rxxviì. 5&
YJA imperò son ctrtOt che il furore ... ho merìtaCo S. P. juuviL 67.
certo, perù vcdemo certo cibo fare gli uomini formosi ... e ctrio fare lo
contrario di questo C iii. 3. 73, 75.
il nostro intelletto . . . non punte a eertt cose salire C iii. 4. 9a
crrff corpi ... diventano tanto luminosi C ÌÌL 7. afi.
Crrf(*sono che . . . non solamente ricevono la luce C iii. 7. 34.
certi soTìQ tanto vincenti nella purità C iii. 7. 38.
Or/i altri sono tonto senza diafano . C iti. 7. 43.
siccome pare di certi C iii. 7. 106.
cerio non pur colle parole è da temere di trattare C. iii. 8. 11.
è da sapere che certi vìzi sono ncU* uomo C. iìi. 8. 156L
siccome certi . . . sono ad ira disposti C ìli. 8. 158.
li fiorì d' uno arbore in ttria parte perdere si dovcssono . . . . C ÌÌL la. 79.
ia quanto certe cose afTermano essere C. ili. 15. 61.
non potendo a lui certe cose mostrare perfettamente C iìL 15. 7».
dire dì certe cose . . . non sia possibile , C iiL 15. to6.
quando con certa legge e con cfrto giro vallava gli abissi . . . C iii. 15. 169 {hi*)-
Cerio maggiormente parlare di te non si può ■ . . C iv. 5. 141.
Certo manifesto essere dee C iv. 5. 145.
Certo si C iv. 5. 176.
certo di ferma sono opinione C iv, 5. t8a
Crrfo non del tutto questo mondare intendo C iv. 7. 31.
Una pianura £, con certi campi e aentierì C. iv. 7. 57.
Certo sì parte C iv. 7. 1*7.
siccome dascuoa arte e ... è a certi termini limitato, cosi questo . . .
a certi termini è finito C iv, 9, 16, x8.
questo è a cerio termine C. iv. 9. 95.
In giurisdizione ... & a certo termine finita C. iv. 9. 98.
Grr/o nuova mercatanzìa è questa dell* altre . C iv. xi. xaa
Cerio , . . amore hanno alla memoria di costoro C. iv. it. r3o.
le . . . traditrici ... in certo numero adunate . . C. iv. la. 31.
questa promissione in certa quantità . . . aifermando C iv. la. 44.
io vedessi aerio gli uomini . . . desiderare C iv. xa. 69.
Cerfo assai lo manifesta 1' una e V altra Ragione C iv, ]s. loa.
la scienza essere perfetta ragione dì txrte cose C. tv. la. 138.
nella vita umana sono diversi cammini . . . certi mcn aliaci, e certi
men veraci C. Iv. ta. 191 (to),
sono a certo termine discendenti C. ìv. 13. 63.
sicché certo termine quello com|Ue C iv. 13. 65.
a certo fine bada la nostra potenza C iv. X3. 73.
Certo tanto è, che ... il Aglio . . . intende C iv. 23. ta$
Per certo V avarizia fa gli uomini odiosi . . . . C iv. 13. 133.
chi non parierì meco . . . Cerio nullo ... C. iv, 14, lai.
di certo quello . . . disfai tutte te sue ragioni C. iv. X4. 151.
per questo le non certe cose affcnnano per certe C iv. 15. xaa. 133.
nella prima ai cercano eerte cose C iv. 16. 09.
quelle facendo e sostenendo a cerio termine C, iv, 17. 43,
Poiché . . . sono pertrattatc tre certe cose determinate C. iv. X9. a.
Nella prima ai prova certa co*
99 ^^^^^V CHIAMARE
Onde . . . 9on più che €nio, Ch* egli averi S. P. ^-r^jn 93.
E «nt» chi con buona opinione . . . Credei è salvato P, F, ^o.
comj. S. P. xxxviì. 65.
Di tal salute, ehétttt è io questa donna Sfsi. iii. 14.
Angelo tMiMma [in divino intelletto] . . K TV. 19. 34 {Cang. i. 15), 97, m,
Cb* era dov* io fkmtmtva spesso Morte K /V. 93. 130 {Cans. li. 3).
Isacisi . . . Ckìémdmdo il nome della donna mia . . . K TV. 33. 141 (Carta, ii. 14).
Voi mi fàkammttt [allor, vtkstra mercede] . . . K ^. 93. ai 1 (Orna. ìi. 84), 034.
unte . . . che cfiio non è da maravigliare C iv. 19. 46.
CfrtQ daddovero ardisco a dire C. iv. 19. 53.
h qwU vergogna non é Virtù, tna aria possion buona C iv. 19. 8a.
vaols, che . . . r uomo non possa ctrfe cose fare C iv. 34. ao.
fMMft esenta conviene avere . . . arte cose C.ìw. 04. 105.
mt» cono ha la nostra età ... e a ciascuna parte ... è data
«tagiooe a €*rte cose C iv. 97. 18, aa.
Sodo Bolti erwio desiderosi d' essere C iv. 87. 135.
Ori» 0 cavaliere Lancìlocto non volle C iv. a8. 59.
fsaW uomo . . . piii degno fu . . . Crrto nullo C iv. a8. 133.
i vsro cJK nobile si dice, ed è per errto modo C. iv. 39. 89.
CfeMlb Catone ... la signoria di Court fuggendo C. iii. 5. 123.
taiÌDP s Coon primo Principe sommo C. iv. 5. 100.
^^1 wm t«nere . . . bussando la mano di Cnart C. iv. 13. 1 jB.
^^H ^nkdvnOBe come Cftan di notte . . . venne C, iv. 13. 119.
^^^ (VMk £ • . . tnaò la forte fantasia entro quel punto K. )V. 93. 99.
' ^OMrfo . . . crandc infamia e pericolo non si può <«s5a/T . . . . C i. a. 93.
tj^Mle infamia si €nan C. i. a. xao.
par mmmr» disconvcnevoli diaordi nazioni fii mestiere C i. 6. 6.
fmmm^n disconvcnevoli disordinamenti, converrebbe . . . . C ì. 8. a.
fvaRBBSPV disconvcDcvoU disordi nazioni ... io mi mossi ....Ci. io, 114.
u altro apparisce, che fa quello cessart C ii. B. 69.
Kthe 4|«iasi «fscsMO da ogni operazione . . . C. ii. 14. 190.
aoa ak/iacati, tramutio la morale filosofia . C. ii. 15. 158.
PaBsaa gcnerasiooe non ctsstrà di piangere C iv. la. 78.
Mk Orfeo fscca colla atem mansuete le fiere C ii. x* 06.
ii - diti, mmf, C I. la. 99.
apiarhf ... egli fosse loico e chtriw grande C iv. la 60.
Sopra questi aooo le Potcstati e U CMfmbÌMi . . . . C ii, 6, 54.
VHrti eootcìBpUiio li CJuruh$m C ii. 6. 84.
'^(■l 8 Vero ... nel quale si chéta V anima nostra C U. 15. 183.
^•m la quale fii tkmmmia da molti Beatrice, i qoali non sapeaso
che si dmmmmn K. iV. a. 6, 8.
<■> la tkmMm» primo de' miei amici f. JV. 3. 98,
<^ «da prima intendo thiamarr ì fedeli . . . per K A. 7. 39,
^ pAlccffc de) Signore ... di chiamart alla , , . una donna . . , K A^. 8. 3.
w r*M>»MO e sollecito i fedeli ... a K Z^^. 8. 36.
m cAiamo la Morte per certi . . . nomi ... K. TV. B. 66,
PS cbe Amore mi €kiamtu9$ K. A'. 9. 33.
iMPidb miacrìcordiJi alla . . , m' addormentai K AT. la. 9*
fCHÙDOfllO
H 2
CHIAMARE
TOO
cbiamare. Ed eacon fuor chiatHttndo La donna mia f^. A'!. aS. 24 {F. C. 11).
destre Lo giunse di chiantar tanta salute K AT. 33. 6j {Catu. tii. 25)*
Poscia piaog^cndo . . . Citiamo Beatrice V. N. 33. 95 t, Ciana, iii. 55).
E mentre eh' io la chiamo^ mi conforta K A^. 33. 96 iCafu. ì!ì. 56).
Ond' io chiatHo la Morte V. l^. 34. 36 {CauM. ìv. xo).
Che va chiamando Morte tuttavia V. N. 34. 43 (Onta. iv. x6).
E pensa dì chiamarta Donna ornai C. ii. Cmiu. i. ^B.
Gli atti soavi . . . Vanno chiamando Amor C iìi. Cane, ti. ^ó.
Che questa Donna . . . Ella la chiama fera e disdegnosa . . . C iii. Catut. ìì. 76^
cblaiDare. cioè di cJnamart e mettermi nelle braccia della pietà . . K A'. 13. 33.
coHvùru che io chiami la mia nemica K. A^. 13. 59.
Ed io . . . fui chiamato da una dì queste . . . donne . . . . . . K AT. 18. 9^
quella, che m* avea cAùiffKY/0, era donna di ...,..,. K AT. 18. is.
e dtiamandotni per nome, disse queste parole V. N. i&. aa.
do ad intendere . . . chiamando le donne che m' aiutino . , . . V. N. ai. 46.
Nella ^Vna cAiamo e dimando queste donne se K A^ aa. 83,
tonta . . . die io diiamava la Morte ^. A^. as. TOw
chiatMondo la Morte che venisse a me . . , comincia K A". 23. 85.
con tutto eh* io chiamassi questo nome K A^. 33. 105.
dicendo a che ora mi chiatHoro V, N. 33. 331.
e cosi era chiamata V. N, 34. 33.
che io mossi lo imposìlore ... a chiatnarla cosi V, N, 34. 301.
Chi volesse . . . quella Beatrice dtianurtbbf Ahokc V, N, 34. 43.
quando lo Signore . . . chiamò questa gentilissima a V» N, 09. 7.
nella pn'uta c/iiamo li fedeli d* Amore che K A^. 33. ai.
in ciò che 1' una non ditanu» sua donna costei V. N, 34. 14,
L* una parte chiamo cortf cioè l' appetito ; V altra chiamo afùma, cioè
la ragione K AT. 39, 35, 36.
che degno sia chiamar* V appetito core, e la ragione anima . . . V. N. 39. 38.
che in tre modi si rAfamaHo propriamente le genti K A^ 41. 42.
Chmmansi Palmièri m quanto vanno oltramarc . . . dUamansi
Pfrtgrini in quanto vanno alla casa di . . . chinmansi Romei
in quanto vanno a Roma, là ove questi eh* io chiamo Peregrini
andavano V. N, 41. 44, 46, 50, 51.
^ thiamolo oWqtz spirito ptrfgrino K A^. ^a, 19.
la . . . disposizione, che si chiama obbedienza C. ì. 7. 5.
non si dcono chiamar Letterati C. i. 9. i^
non si dee chiaman citarista C. i. 9. 83.
Questi sono da chiamare pecore C. i. 11. 59.
che ii chiama libro Di ^ne de' hf ni Ci. 11.95.
10 tempo cftiama e domanda la mia nave uscire C ii. i. 4.
L'ano si chiama titterale C. ii. z. atx
V altro sì chiama aiUgorico C. il. i< aa.
11 terzo senso ai chiama moraU, • C. ii. x. 49.
Lo quarto senso si chiama anagogico C. ii. z. 53.
costoro che sono cAiama/i'alla udienza mia C ii. 3. 4.
lo quale cAuimaMO molti cielo Cristallino C ii. 4. it.
un cerchio, che si puote chiamare Equatore C ii. 4. 53.
lo cerchio ... gli Astrologi chiamano epicido C. ii. 4. 8a.
con esso è chiamato uno ciclo . . . . C ìi. 4. 97.
le quali la volgare gente diiama Angeli C ii. 5. 8,
e thtamnU Plato Idee C. ii. 5. 33.
Li Gentili le dtiamavano Dei e Dee C ii. 5. 35.
Poi gli ho chiamati a udire C ii. 7. 43*
I
*« CHIAMARE
IctUamare. li nostr* occhi . . . Ckmman la stella lalor tenebrosa ; Cosi
qvAud* clU la chiama orpopliosa C. ili, Cam. i\. 80, 8r.
X oooinfiando, ckiamo quel Sigiiore .... C. ìv. Oins. 'ni, 18 ; a. 19, i<3.
^L^Qk r uoro chimma colui Uomo gentili che Cvr. Cana, ni. 34 ; 7. 13,
^PVoicbt girato 1' ha, rhiamando molto Cana, x. ut.
Qe^H si puonc, CMiatHant/o amore appetito dì Cams. x. r43.
ScDi . . . La ckmntaH lutti, e niuno se n'accorge . . . Bianca.
Giovanna, Cortese chiamando Cokb. x. 151. 153.
Astore, a cui io ^do. Mercé chiamando Cans. xii. 38.
C 1 ttagne . . . corre verso Lo cor che '1 chiama Comm, xii. 4^^
" chiamo lui am'mm e Vaìtro spiriio', siccome rAwmarr soicmo
la ciltadc quelli C. ìi. 7. 84» 85.
pensiero, il quale si ehiama spint*i d' amorf C ii. ix. aa.
«Wciie Vlrplìo . . . ftiftoso il chiama C. ii. xi. 39.
>B). , . rffìetto, che si chiama misericordia C. li. xx. 49.
«ir flAntHw ùtmói cotta sua Donna C. ii. 1 r. 86.
^^ cht (OierBlmcntc si chiama . . . Tornata C ii. la. B.
^^qtxcate ... si può la Scienza Ci*lo chiamart C. ii. X4. 46.
*^ Sctexijta nfttnralc, che Finca si chtamoy e la prima Scienza, che
mi diiamm Mirta/imca C. li. 14. 61 {òià),
*• •* ancella, che si chiama Prx>»p*ttiva C ii. 14. 3513.
*"* U «vlgo chianM la f m di santo Jacopo C. ii. 15. 9.
^*0o attiore. il quale noi fhàamiMHo Galassia C ii. 15. 73.
■'** «deoce chiama rtgtrtéf e drude, e ottetti* ; e questa cktama
n^iiiiia ... e questa chiama perfetta C il. 15. 179, 180, 18].
^^^ é r Boau» divino am'maU da* filosofi chianm/n C. iii. 9. laa.
'^■▼ittti che sa chtarHa só^ntifica^ e una che si chiatna ra^cmaliva C. iìi. a. ia6, 137.
*"••• ^«csle . . . rirtii ... si ehiama . . . con questo vocabolo . . C. iiL a. X33.
•*•* ^nc^ cotali sono chiamati . . . arncnii e dementi C. iii. 9, 153.
''^'^•tUndo col ffìssntc che si cMmmmva Anteo . C. iii. 3. 53.
**'**CCll£ questa natura si chiama Mtnlt .... . . . . C. iii. 3. 93.
^^ *' «■ thmmmft questa parte . . . che C iìi. 5. 05.
r^^tB . . . tkimmmfa quella AhììcÈohm C iii. 5. 39.
^^^^■e ... io un suo libro, che si chiama Timao C iiì. 5. 46.
*^^*"ii«i cc«l p*T temporali , , C. iji. 6. aa.
**■■■■«■ arr ignah C iii. 6. aS.
t Aa tnmpofmti si thiamano ........... C iii. 6. 30.
ti eoCali cAmmm Arìstolilc . . . divini C. Ìli. 7. 89.
tCpmeniJ e portamenti sogliono essere chmmati C. iii. 7. 100.
*yite to fàiamttt Spinto caUMhaU C. iii. 7. 135.
***^ ^aJe ckimmai questa Donna orgogliosa e C. iii. 9. fa.
^* ^»r» . , . che ai chiama dalli rctiorici Prosopopea . . . . C iiì. 9. 19.
iMi Icvmnm'] M chiamtatto C. ili. 9. 61,
Ar MftsCn oriAi' chaamatto . , , la sitila C iii. xo. 4.
%sra . . . puotcsl chtamart Dismmtulaakmt C, ìil. to. 65.
Dowu dello tstrlletto die Fìhumfia sì cAiama C. ili. ix. 4.
e dire che è questo che si chiama FAtacffia C. iii. 11. 16.
VUosofe atfbOiariBo, che si chiamò Pittagora C. iiì. 11. 99.
^^■*<lsMiatf i •Cfttitetorì di Scìcnxa . . . Aapienti C. ili. 1 1. 34.
'^ rtMcuBU ttnHtfftff . . . foaM amatore dt *apimsa chiamato , , C. iti. 1 x. 46-
"^ ■* JM rhiawman vero Tilosoto colui . C iii. it. ioa.
"''•ipBft veder* , , . perch* Fdovofia %\ rhiamo . . C iii. II. 159,
^•t4* . . . r uno e V alno termine . . . »i chin»f%ano per . . . C iii, 11, 156.
^^^- ..«hedtft«#&«»* '*^ ^""* C. iii. II. X59
CHIAMARE
chiamare. Per soccorrere al servo» quando 'I cAràma Cans. xvi. i8.
Conlr' al peccato ... di chiamare a ritroso Tal Otn». xix, 9.
Io giuro per colui, Ch' Amor si chiama Con», sdx. 90.
Ver m«, che chiamo di notte e di luce ... e luogo e tempo . . . Sfst. ii. 46.
Fra lor le donne dea Vi chìaman BaU, iv. afl.
Amor sente a pietà donne chiamare K AT. B. 23 {San, iii. 3).
Quando mi vide, mi chiamò per nome . , . . . . . K. AT. 9. 53 [Son, v. 9).
Convenemi chiamar \^ mia nemica . . . . . . . K A^. 13. 48 {Son. vi. 13).
Voi udirete lor chiamar sovente La mia donna . . . V, N. 33. 34 (Som. xviL 9).
chiamare, le Scienze . . . sono chiamaU per lo suo nome ... la
quale . . . Filosofia è chiamata C. Iii. 1 1. 174, fj^m
questo primo è quello eh' io chiamo qui Amora . . . . . . C. iii. la. 19.
Veramente . . è 1' uomo ... da chiamarr Rlosofo C. iii. 13. 77,
però qui si irAiama v^Hf'ma di lei C iii. 13. Ila
r usanza de* filosofi è dì chiamarr il Ciclo /umt ... di chiaman
raggio ... di chiamare &pln%dort C. ili. 14. 43, 44, 47.
quella parte di sé che morale filosofia si chiama C iii. 13. 148.
che io n ir/iiVimai' questa Donna ^rni e disdegnosa C iii. 15. ooa.
c\\c Nc^iltadé chiamar h\ óec C iv. x. 49.
Ultimamente . . . chiamo la Verità che aia meco C iv. a. X43.
questo uilìcio è . . . Imperio chiatnaio C iv. 4. 70.
chi a questo ufficio è posto, è chiamato Imperador* C. iv. 4. 73. .
costoro e la loro setta chiamati furono Stoici C iv. 6. 94. I
UDO filosofo, che fu chiamato Epicuro C tv. 6. >oo.
e dtiamàrio Oprraaion* con virtù C. iv. 6. 134.
questi furono AccaeUmici chiamati . . . thiamati co^ per lo luogo C iv. 6. laj, 107.
chiamati furono . . . Peripatetici C. iv. 6. 140.
tutti quelli . . . Peripatetici sono chiamati C iv. 6. 147.
tanto . . . che . . . gentil* è chiamato ciascuno che C iv. 7. 9.
Qucst' altro come si chiamerà C. iv. 7. 79.
Perchè non si ehiama non valente C ìv. 7. 80.
perchè non valente . . . sarebbe da chiamare colui C. iv. 7. Sa,
operazioni ... le quali si chiamano razionali C iv. 9. 48.
lo luogo . . . che si chiama Foltcrona C ìv. ix. 77.
però nostro Signore inique le citiamo C iv. 11. iir.
per questo le chiama Boezio . . . pericolose C Ìv. la. 35.
quanto la . . . Scrittura divina chiama contro a C iv. za. 86.
che là . . . chiama quelli tutti fìgli d' Adamo C Ìv. 15. 67.
che di comune vocabolo Mente si può chiamarr C. iv. 15. mi.
che r uomo chiama nobile pietra . . . nobile falcone, qualunque , C. iv. z6. 45.
tji prima sì chiama FortiMta C. iv. 17. 30.
La nona si è chiamata Verità . C iv. 1 7. 55.
La decima sì è chiamata Eutrtipelia C ìv. 17. 59.
ciascuna cosa . . . vederne . . . nobile essere chiamata C ìv. 19. 30.
la quale Nobiltà sì chiama C ìv. ai. 4.
quindi è che chiamati sono Doni di Spirito Santo C. ìv. ai. 108.
il quale in Greco è chiamato hormen C. iv. ai. lat.
un rampollo, che li Greci rAffimnHo Avrmm C iv. oa. 35.
se volesse ehiantare animo 1' appetito sensitivo C iv. aa. 97.
quella, che naturale é chiamata dal vulgo C iv. 03. 76.
in quattro parti . . e cA/amofui quattro etadi ■ . . C. iv. 33. iiB.
lo primo chiamavano Eoo C. ìv. 33. Z36.
La prima si chiama Adolesctnta ... la seconda si chiama GioxftntHté
... la ttrza si chiama SrHtttule \ la quarta si chiama Sento C. Ìv, 34. 3b 5i fly
Z03 ^^^^^^ CHIEDERE
A che Dio ckiawm U cristiana prole Som. xxxvìi. io.
ft' è ialts lottile. CkiamanJa a voi mercé Son. xlvii. ti.
E *ì cor ... Si può chiamatt vero sacrtfuio . - , . . . . S. /*. 1. 66.
DaUo profondo cktamo a te, Signore .......,,. 5. i*. cxxix. x.
Com' acqua per chiarrsga foco accende Cm«. tx. a-j.
che M cicl scropr' [sempre] è lucente e cJamo . . . C iU. C«»u. ii. 77 ; 9. 49.
Miraiulo ȏ nella cAilvni fontana Caru. xx. 53.
Però che *1 . . . tempo allego e chiaro . . . viene Soft, xlìL 9.
floa fana . . . Che ... va cMiant e lucente Son. xlv. 6.
Par ■ondìmen mai ti conobbi cktaro S. P. xxxi. ar,
T» »ei, Signor, la luce tJiiara e pura . , S. P. ci. 46.
Acciò cfa' io, emscndo allora dharv e lieve. Possa S* P. ci. X15,
nriL ftl . . . Che morte al petto m* ha posto la dimvt Cmu. xx. 87.
E df a colui eh* è d' 0|^i pietì cAùw K. A^ la. 1 14 (£a/f. ì. 35).
5* te aoQ d* opit tomento ostello e cMt'avt K ^. 7. 93 (Son, ii. 6).
Lo cielo ... al suo Signor la cAiirdSr F, A'. 19. 39 (Con*. ì. ao).
Viem, che M cor ti <Àù^ K A'. «3. ao6 {Cans. ii. 79).
■e faccMe quanto il voler chùtù Can*, xìv. 6.
« Hmm Chi foatcr 1' altre due eh' enw con lei Canm, xx. 39.
Osd* io r ho tkUsta in un bel prato StsU i. aS.
Appicao eh' averai ehiesta pietate K. /V. la. 96 {BaU, i. 17).
Qaaatfo Datura mi cAiirw a colui, Che Baii* vi, g.
C Mi ^ accordano in cAwidrr pietate K. iV. 13. 43 {Som, vi 7).
di signoria dbu/ la verga ...* Som. xliv. xo.
£ questo tempo si ihìama Sfm'o C iv. 04. 56.
le pBMÌonì . . . che P'frgogna volgarmente sono ektama/f . . . C iv. 35. 47.
dia tnacibtlc e concupucibite si cAtama C iv. a6. 48.
quello freno TemprruHsa ... - ...... C. iv. 36. s^
■prooe li chiama ForttMsa ovvero C iv. a6. 57.
■■ é da càiammrr mttuto ...... C iv. 37. 50.
daflmj aloiexw, eh* io ... sia tktamtata tua ........ C iv. aS. 147.
Mwrfrvdi . . • che ora Pretore si ckimma e Prefetto , C. iv. 39, 17.
•aa k altro che cktamart lo nano gigante C iv. 39. 49.
al di ad cflaa^ ckimmmndoìa amica di quella C iv. 30. 66.
■■■■Mllfet. qocl lume che moatra il bene chiatamtnU C ii. 11. 73.
prtaa wde le cooe prossime ckiaraminit C iii. 3. i io.
mm^ al dee dmafmmfnSt vedere la buona volontà C. iii. 4. lai.
A ciò H può chimmmmté rìspoodere . . . C. iii. 15. 76.
Il imi' BOpra la rAwvraaa della bontà . . C ì. 4. 78.
r aai ii è la MitfrtaM del suo aspetto . . C ii. 14. ixa.
da tkimrift «... come questa bontà discende C iv. ai. 5.
ai volgessero ad uno fiume , . . chtariAsimto . . V. /V. 9. ai.
po' molta ràaarifò di diafano avere in se mista C iii. 7. a&.
i hMgmt » càiiro» cioè sempre con ckiantà .... . C Ui. 9. 49.
kitfo fl «filale scn giva un rio d\iam aolto F. W. 19. 3.
la laaao parere menu chiara . Ci.4.79.
le ftawrtfTir . . . della vera e cAiom Csraa C i. to. $5.
BiaiMikii Wi la conoaceaxa ... è chiara o impedita . . C iii. a. 66.
poi, precadeado, Beno le vede rAMfv Ciìi. 3. ita.
la M»tt^ ... aia d* un modo chiara . . . puote parere
kami C iii. 9. 108, iia.
^ ccvpo cfefl' occhio con acqua chimwa C iii. 9. 155*
k . . . ct^ aja . . . ovvero sia Miura e paia acura . . . • Civ. a. 36.
JVffj^^V^^^^ non »i dee a vedere . ...... C iv. 5. 176.
CHIEDERE
ZQ
chiesa. Siccome santa Chiesa aperto canta ... -^^^^^P^ P- ^' ^4.
In quel che ci ammaestra santa Chiesa /^ /*. 83.
Siccome santa Chiesa apei^o pose P. F. róa.
chinare. Tanto . . . Che fa chinart gli occhi per paura Ball. i. 6.
china venia. Per non veder la gente, a capo chino K iV. 9. 51 {Som. r. f^
chiostro, per entrar dentro al bel chiostro P, F. 008. '
Chiudere. Ch' io chiusi gli occhi vilraenle gravali . . . V. N. 33. 163 t^Catu. ÌL 3Q
perchè gli atti disdeg^nosi . . . m* han chiuso la via C iv. Guts. iii, 7
Che gli occhi ... CAiMji' per lui si stanno Coma. x. 50.
A costei te ne va chiusa ed onesta Civii#. x. 154,
Ed ella anctde, e non vai eh' uom si chiuda Caiu, xii. 9.
Morte m* avrà chiuso Prima che 'l colpo sia disceso Cans* xìi. 51.
tal» che . . . Questo emispcro chiude tutto Canz. xx. 19. !
Se chiudi^ Morte, la sua bella luce Canz. xvii. 43.
Per veder quel che bella donna chiude Cane. xx. 93.
un bel prato ... E chi$iso intomo d* altissimi colli Sef^. i. 30.
Quando son giunto, lasso ! ed ei son chiusi^ £ 'I Son, xxvìi. la.
E poi ch* io ebbi in tutto chiusi gli occhi S. P. xxxì. s6.
chiunque. Ch' io sono astioso di chiunque muore ... K. /^. 34. 39 \CaHa. iv. 13)
ciascheduno. Dunque verrà . . . Ciascheduna vìrtute da costei . . C. iv. Cohm. iti. ini
Dunque a ben far naschedun si conforti P. F. 55.
ogni possanza è tolta A ciaschedun d' andar P. F, 93.
ciascuno. V. N. 19. ^o{CaHs> ì. aO, 73 (Gnu. ì.54) ; 33. 165 Cohm. ii. 38) ; C. iiì. Gnu. ^
46, 90 ; iv. Cans. iii. 97 \ Caus. ix, 9, aa ; x. 6a, i iB, 133 {bis) psii. 13; JCV.9I
chiedere, che *1 disciplinato chiede di sapere certezza C. iv. 13. 75.
quel dono che Salomone . . , chiese a Dio C iv. 37, 63.
dunque . . . darollo eziandio che non mi sia chiesto C iv. 37. 73,
chiesa, secondo che la santa CAfirsa vuole C iL 4. 31.
la sua Sposa e Secretoria santa Chiesa C. ii. 6. 34.
nove Ordini di creature spirituali la Chiesa tiene C ii. 6. 43.
queste ore usa la Chiesa C iii. 6. ai.
è da sapere che ... la Chiesa uu C iv. 33. 143.
Chllon. lo primo . . . ebbe nome ... Io secondo Chihn C, iii. 1 1. 38.
chiosa^ per chios* a molte scritture . . , domandato C ì. 9. 70.
degno * che la chiosa a ciò risponda C. iv. 14. 53.
chiosatore, però lascio cotale trattato ad altro chiosatore ^'. A^. 39. aS.
chiudere, sì forte ... eh' io chiusi gli occhi K TV. 33. ai.
perocché hanno chiusi %\\ occhi della ragione . C i. 4. 33.
siccome afiferma chi ha gli occhi chiusi C. ii. 5. 135.
ehò non altrìmenti sono cAj'fiji li nostri occhi C. ii. 5. xaS.
gli occhi . . - chiusi dormendosi posavano . C. ili, i. 17.
se per grande virtù dentro non si chiude C. iii. 8. 90,
Non rAfW/ir// gli orecchi a Salomone C. iii. 15. id^^
e . . . chiude il difetto della nimistà C iv. la. 35.
com* una rosa che più chiusa stare non può C iv. 37. 38,.
deesi lo buono uomo rA/McJSrr* gli occhi C iv. 39, 8t.
chiunque, mi facea perdonare a chiunque m' avca offeso K AT. 11. 5.
che farebbero piangere chiunque le intendesse , K A^. 41. a6.
in quanto è . . . chiunque ò fuori della sua patria K A/L 41, 38.
chiusamente, nella seconda ... le ringrazio chiusamettie ..... F. A'. 33, 93^^
ciascheduno, conoscere quello che sia ciascheduno ....... C iv. 13. 39,
ciascuno. K A'. 13. 5, 34 ; 15. io; 18. 6 ; C i. i. 5, 55 (bis), 56 ; a. i, aa, 61, 6>s ; 4^-*
81, 88, 93 ; 5. 37, 39, 38, 71 ; 7. 15, 63. 91 ; jo. 36 ; 11, io ; 13. 48, 69, '
M5
CIELO
CÉKina ivi. SI ; xix. 69, 94 ; XX. 9, 95 ; Bafì. iv. 9, 11 ; W. ri ; K A^. 3. 77 {Som. i.
I) ; 34. 55 {San. xiv. 6) ; 37. 03 (Son. x\i. Il) ; 35. 53 \Sott. xvììi. 8); Sott.
uóx. II ; rxxiì. 13; xxxiìi. 13; xlii. 5; xlv. ir ; xlix. io; S. P. ri. 35, 30;
P. F. 31, 7», 85, 160.
dba Qui noa dirà fallenza Dix-orarnAo Gimb. xix. 33.
Percbè lì (ibi mìei non ho mangiati S. P. ci. iq.
Òmx O mente <ie€a, che non puoi vedere Ca*ic. x, 70.
cbe hai tu fatto, Girro araro disfatto Gmj. x. 76.
U dii-oran Capanco ... E Macomctto atcv . Gtne. xvìii. 73.
de{a E tutti quei, che del peccar son cttghi ... . . P. F. 338.
ddo. Lo orfo ... al suo Signor la chiede T, A'. 19. 38 (Catu. i. 19),
XidoD&a i desiata in sommo aeio l'. JV. ìg. 48 {Cana. ì. 39).
Qi angeli che tomavan suso in mio .... . . l'. N. 33. 186 {CtMH£. ii. 59).
p«i Che se n* è gita in del subitamente K A^. 33. 53 {Cam, iii. 13J.
Ito n* è Beatrice tn I* alto ciclo V. N, 33, 55 {Canz. iii. 15),
PuBù li fvU con tanta virtute V. N. 33. 62 (Co/wj. iii. aa).
«KM». 13.46; il. 1.73.80,94, lai; a. 36; 4. 18. aa, 04, 48, 50, 55, 6x,6a ; 5.30,
3»; 6. 4'. 73. 75, >53; 7- 54, 9°; 9- 39, ^S, 68, 70, 75 ; la. 8, aa ; 14. 14,
17, aa. 34, 143 ; 15. 143, 143 ; 16. 10; iii. i. 37 ; a. 24, 35, 39 ; 3. 6, 47 ;
4. 38. 106 ; 5. 109. aoT ; 6. 39, 71, 95 ; 7. ao ; 8. 134 ; io. 56 ; ii. 45, 6a,
lai, laa, 133, 124 ; 13. 113; 15. 34, 77. >oOi <o=». iS^i n7 J iv. 1. ag ; 4. 54;
6.75.100; 7.9:9-15.94.95; II. Mi 70.89, 109 ; ia.43, 135, 138; I3.i6,iaa;
14. So; 16.6.43,73. 79; n* 65, lao ; 19.38; ai. 35 ; aa.S, 177 ; 33. ai, 47,
it6, 143, 156 ; 34. Il, 155 ; 35. 100 ; a6. 103, 140; 37. ai ; 39. a, 93 ; 30. 16,
*ft*W. coloro che a sJ alta mensa sono abati C. j. I. 58.
bKo dolcemente oÒd la sua bellezza gli ocelli ....... C iii. 8. 43.
Kton ... li cui prìncipi cibano ... a bisogno C. iv. 6. 178.
crea diedi questo àbo . . . vivono aflamatì C i. i. 50.
mum quelli che colle pecore hanno comune o^ Ci. 1.54.
* 9iu)e massimamente desidera questo n£o C i. 9. 18.
F***ccS6 più profittabile sia questo mio cibo C ii. i. 11.
^ U tatara terza ... ha T uomo amore a certo àbo . . . quel cotale
o*« U r opera di C. iii. 3. 68, 70.
^P"* ftdemo certo alto fare gli uomini formosi e C. iii- 3. 73.
™* «alai eh' è o>co degli occhi C i, 11. 33.
*•* fh* i cÌ€co del lume della discrezione C. i. 11. 35.
'"^'ftQtìe ora lo guidatore è drcv C i. 1 1. aS.
.^***o mchc nJvo eh' a lui s* appoggia C. i. 11. 39.
^ ^ al orco farà guida C i. 11. 31 (Ws).
^"efc'ioprannotati . , . sono caduti nella fossa C. ì. li. 36.
^^*' 0»Ì CQDdotto vanno li dfcJti C i. il. 153.
Nove fiate ... era tornato lo oWo della luce K W. a. a.
^* • . . Io nùf/o stellalo era mosso verso V. N, q. io.
' l*»r« che se ne gisse vcrao il ciclo . . K W. 3. 56,
- ^ «ke di lei ai comprende in ae/o K A^, 19. 1 14.
.*'*«|»oava di guardare verso il atlo K, A'. 33. 49.
^^**ì ni parca guardare verso il cielo K A^. 33. 80.
t^^*« *iuio de" bellissimi angeli del deh T. TV. a6. 17.
*^»Otei jct>sac he . . . nove siano li nVA'che si muovono .... K. A'. 30. 17.
.^^^ * ■!> detti n>/( adoperino quaggiù secondo la K, A^. 30. 19.
;^ ^ * - . tutti e nove li mobili deli ... a' aveano insieme . . . . K A^. 30. 33.
^^^rie» ... che vive in or/o C ii. a. 6.
^ devoluzione del ae/o di Venere C ii. a. 64.
^*»«1 1 questo tcrto d*h C. ii 3. 6.
CIELO ^^^^^V ^
cielo. Che per lo or/o spande Luce d* amor K /^T. 34* 49 (Gnu. iv. 03
Voi che intendendo il terzo cui movete . C ii. Gnu. i. i ; a. 48 ; 7. io ; 13. 69 ; Sc$
xliii. 4.
Il or/ che segue Io vostro valore C ii. Caiu, i. 4 ; 7. 41
un' angioU che *n ct'éto è coronata C ii. CaHs, i. 09 ; 10. i(
si dichina Uno spirto dal nW C. iii. Cams. (i. 41
che *l or/ scmpr* [sempre] è lucente e chiaro ..... C iii. Can*. ii. 77 ; 9- 4!
Siccome à 1 ath dovunque 6 la stella C tv. Cima ììL 103 ; 19. 31
Amor, che muovi tua virtù dal deh Oms. ix. i ; K £. ii. 5. 50 ; 1 1* 3!
Colt* hai nel cu/ misura Cohm. x. 40.
Che 1' orizzonte ... Ci parturìsce il geminato cw/o Catu. xv. 3.
Amor, che sue ragne Ritira al del Caiu, xv. 94.
ddo. prìma dirò del deh C ii. 3. 7, |
del numero de' Cieli C. ii. 3. 17.
Aristotile credette . . . che fossero pure otto deli C. iL 3. ai.
credette che il deto del Sole fosse immediato C ii. 3. a6.
nel secondo di Gelo e Mondo C lì. 3. 09, 6x ; iii. 5. 54
pose un altro deh essere fuor! dello Stellato C. il. 3. 4^.
sono nove li n>/i mobili C ii. 3. 53.
lo quale chiamano molti deh Cristallino C. ii. 4. 11.
pongono lo deio Empireo, che tanto vuol dire, quanto de/o di fìamma
ovvero luminoso C. ii. 4. 14^ 15.
ciascuna parte di quello nono mio C. ii. 4. 33.
ciascuna parte dì quello decimo delo C ìi. 4. 35.
nel primo di Cielo e Mondo C ii. 4. 34 ; 5. 13.
Levata è la magni 6ccnza tua sopra li deli C ii. 4. 43.
pare che dicci cù-/j siano C ii. 4 44.
ciascuno delo ... ha due poli fermi . . . C. ii. 4. 48.
si puote chiamare Equatore del suo delo proprio C ii. 4. 54.
questo cerchio ha più rattezza . . . che alcuna altra parte del suo ddo^
in ciascuno deh C ii. 4. 61 (Aà)t
quanto ìl delo è più presso al cerchio equatore C. ii. 4. 69.
le stelle del delo stellato C. iL 4. 75.
in sul dosso di questo cerchio nel deh di Venere C ii. 4. 76.
una speretta che ... in esso delo sì volge C ii. 4. 8t.
avvegnaché detto sia essere dicci deli C. ii. 4. 89
che questo . . . cioè 1' epiciclo ... 6 uno deh per aè C. iL 4. 93.
con esso è chiamato uno delo C ti 4. 97.
Come gli altri deli e . . . sìcno, non è ... da trattare C. iL 4. 99,
ciò eh* è detto della verità del terzo aeh C ii. 4. loi.
Poich* t mostrato . . . quale è questo terzo deh C ii. 5. a.
di queste creature, siccome dclli deli C. ìL 5. 9.
quante circolazioni fossero nclli deli C. ìi. 5. X7.
quanti sono lì movimenti del deh C iL 5. 34.
le Intelligenze de' deli sono generatrici dì quelli C ii. 5. 09.
segue la circolazione del euh C ìi. 5. 95.
Lì Numeri . . . narrano li or/t' mobìli C. ìi. 6. 100.
I deli narrano la gloria di Dìo C iL 6. 103.
li movitori del deh della Luna C ìi. 6. 106.
lo movimento di quello ctWa pieno d*araore Cii. 6. ita.
prende la forma del detto deh C ìi. 6, 1 14.
che quel delo era quaggiù cagione d'amore C. ìL 6. 118.
al governo dì questo deh C iL 6. 137,
lo epiciclo si muove con tutto il deh C. ÌL 6. 139.
to7 ^K/^m^m^^'^^fim CIELO
Cida. qtiando piove Amore in lem da tutti li cittì Ca*». xv. 66.
Lume di fir/o in creatura de^a Cans. xvii. 40.
Ole Ri par gih veder lo cùh aprire Comm. xvii. 57.
kiKorcbè <W/ con or/d in punto sta Cana. xix. 77 (^),
i' raggi di cotal n#/ giunti Cfu. xx. 68.
I» Ali del Ar/0, e tomerowi ancora Bali. vi. 4.
EVifiiardava inver lo oéì sovente K AT. B. 33 (Som. ili. ta).
«nota Di mio in tema miracol mostrare K. ^. 96. 44 [Soh. xv. 8).
ehc Fu posta ... Nel nW dell' umiliale . , . K N. 35. 44 (Son. xviii. [1'], 4).
fa r anno che nel nV/ salisti K /V. 35. 56 (Son. xviii. 14).
quei che dal nti quarto non si parte Som, xxviii. 7.
E 'I priniD <w/ di ti già non P £ duro Som. xxviii. 11.
aceondoebf tutto quel wÌo si muove . C. ìi. 6. 141.
Aacon sì muove tutto questo nWo C ii. 6. 145.
La forma nobilissima del cir/o C ìi. 6, 154.
CDnvenia ragionare dì quelli eùti C ii. 7. 5.
movitorì del cwio di Venere C ii. 7. 8.
ti *^g* di ciascuno oWo sono la via C. ii. 7. 90.
perocché r altro deh è diafano C ii. 7. 97.
aea dico che venga questo spin'io ... dal lofX) àWo C il 7. 99.
io ecm certo . . . che ella en in cuto C ii. & 46.
^■OéO pensiero, che in cmIo salta C iì. io. 93.
è di vedere chi furooo questi movitori, e questo terzo oir/o. E prima
dd terso tieto C. ii. 13. 74, 75.
^mUo che per lo tfno rieh a* intende C ìi. 14. a.
mMo >oIo vocabolo otio io voglio dire C ii. 14. 3.
• pefrhè questo teno culo ci fu mestiere C ti. 14. 5.
Dice che per agio intendo la Scienza e per orli le Scienze, per trt
mmtLtméim che i Culi hanno colle Scienze C ii. 14. 6 {pis)f 7.
odo oiobUe si volge intorno al C ìi. 14. 14.
ritaciiiin €Ì«lo illumina le cose visibili C ìi. 14. 03.
qvale ioduzìone. . . tutti li filosofi concordano che i rùAsono
CfHWO C ii. 14. 99.
qacsÉc . . . ii può la Scienza Ciiio chiamare . C ii. 14. 45.
perchè Uno ddo sì dica h da vedere C. ÌL 14. 47.
eoa^anuiune eh* À ncll* ordine de* cieli C li. 14. 50.
ÉM Éitkt primi a noi, sono quelli delli pianeti ; poi sono due àttt
. . . mobtli . . . C ii. 14. sa, 53.
al tàrfb quieto risponde la Scienza divina C ii. 14. 63.
1 CWp della Ltnta coUa Grammatico si somiglia C ii. 14. 67.
'ft ChI» di Mtrcuno si può comparare alla DiaUthca C ii. 14. 90.
é la pio piccola stella del cith C ìì. 14. 90.
fl Carfa tf KtfN#rr si può comparare alla Rettorie» C. ii. 14. i io.
S 1 «M» del ScU si può comparare all' An.\mrltcm C it. 14. 103.
~ ' ' di Marie ai può comparare alla Mtuica C ii. 14. IS4<
ido i ci«Ì4 mobili, da qualunque sì comincia . . . esso cw/p
di Marte 4 il quinto C it. 14. 157, 159.
il Cè/ìo di G4ùt» al può tomparart alla CH>mttria . . . muove tra due
oiJli rtpocnanti Cii. 14.194* 19^.
■ GUb di Smhmto ha due proprìctadì C ii. 14- tta4.
eh' t àeì movimento del n*io . C ii. 14. 046.
\^ caapatMioai . , , ddli sette primi Cm/i . . . C. ii. 15. a.
li può eoaiper*^^ alla F%s»(a . C. it. 15. 4.
» a BMl/» motte sulle C. ii. 15. 16.
CIELO
loffi
delo. Colei, che 1 teno etti ó\ tè costrìnge San. xxviìi. xs.
Credo che in del nascesse està sopnna S<m, xxix. xa.
Ora che . . . freddo e nebbia il nW da s^ divide Som, xlii. 3,
Ma tu, fuoco d' amor, lume del (im/(» Som. xlix.11.
Ai quali ... gli angeli del nWo . . . non imputermnno S. P. tttì, 8.
O tu, che il culo e *1 mondo puoi comprendere S. P. xxxinL i.
E il santo nome tuo, che il n'fl disserra 5. P. ci. 60.
E dal nW sceso è fra r umana gente S. /^ ci. 78L
£ che formasti i d!r/i' nell* inizio S. P, ci. 101.
Benché vadano ì nrfi in prccipiao S. P. ci. 105.
Della cui grazia terra e rw/son pieni P. F. J^.
E\>i alto in (m/o vivo se ne g^ P. P. $t.
cielo, ha questo culo , . . similitudine colla Metafisica C ii- 15. 44-
che il n>/o in quella parte é più spesso C. ìi. 15. 74.
che '1 (itlo stellato ha grande similitudine C ii. 15. 85.
però ba '1 detto culo grande similitudine C ii. 15. 93.
uno . . . punto, al quale non tornerà questo cielo C ii. 15. iia.
t manifesto che *1 cielo stellato ... si può comparare alla Pitica e
oMa Meiajistca C ti. 15. S 19.
Lo cielo cristaHiHO ... ha comparazione . . . alla momlt Filosofia C. ii. 15. laa.
il detto cielo ordina col suo movimento C il. 15. 133.
che possibile fosse questo nono citlo non muovere C ii. 15. 140,
la terza parte del nr/o sarebbe . . . non veduta C. ii 15. 141.
è manifesto, questo cielo avere . . . comparazione C. ìi. 15. 163.
lo Cielo empireo . . . simiglia la divina Scienxa ....... C. ti. 15. (65.
la comparazione de* Citli alle Scienze C ìi. 15. 285.
per lo terzo deh io intendo la Retlorica, la quale al terzo deh è
assomigliata C ii. 15. ]B6, 187.
queste che sotto il delo sono generate C iìi. a. 48.
alla circonferenza di sopra lungo 'I delo della luna C. ìli. 3. xa.
seguendo il primo movimento del cielo C ììL 5. 50.
e che essa col mare i centro del ciclo C iii. $. 65.
Questo delo si gira intomo a questo centro C. iii. 5. 66k
quella parte del dehf sotto la quale si gira il sole C. iìL 5. 77.
Dico . . . che 1 eielo del sole si rivolge C iii. 5. ia6.
le Intelligenze del ciclo la mirano C iìL 6. 36*
fabbricano col Cielo queste cose di quaggiù C. iii 6. 67.
quando dico : Tié sai che 7 del C iii. 9. 37.
siccome in quello di Cielo t Afortdo è prox'ato C. iii. 9. xxr.
nella sposa dell* Imperadore del CiHo C iii. la. xi6.
I' usanza de* filosofi è di chiamare il Cielo lume C iìì. 14. 43.
Dice deidei, a dare ad intendere C. iii. 14. 109.
e spezialmente il movimento del deh C. iìi. 15. 159.
Quando Dio apparecchiava li Cieli C iiì. 15. 168.
ha a seguitare la circolazione del rw/o C ìv. a. 61.
non solamente il Cielo . . . conveniva essere C. iv. 5. 35.
poiché esso delo cominciò a girare C iv 5. 5&
tutto il mondo, dico il cielo e la terra C iv. 9. 24.
per lo primo di Cielo e Mondo è provato C. iv. 9, 96^
che la . . . terra ... li semi del cognato delo rìtenea ..... C. iv. 15. 8x.
mercè della somma luce del delo C iv. 15. 95.
e rende esemplo del deh C. iv. 19. az.
che dovunque è il ddo sia la stella C iv. 19. 33.
Che veramente t Cielo, nel quale . . . rilucono C iv. 19. 36L
«^«^^^^^^.i^^» CIOÈ
cMJkk O Pmérc nostro, che ne' àtli sui ^^^^^R ^> ^< ^'i-
m fiKcU, Siccome in cir/o, in tem in unione P, F, ai6.
E t ^omo giace con turbato aglio S. P. ci. ai.
Cosi ddla mU mente ticn la cima Catu. xii. 17,
Ihie Donne in cima della mente mia Venute sono Son. xjlx. u
E 1 pelato che veniste in sulla ama Del core Son. xxxiii. 3.
ÌMuèerk Dio in basso ed anche in cima S. P. ci. ^$.
CÉnfcre. posciacbè tal cerchio ne ditgr Orna. x. 93.
Qaa Da queste vostre rime, Messer Cimo Som. jtx&iv. a.
Ahi, mcascr Ci'wo, com' i il tempo volto So», xlvi. la.
Povcnif vedi, a panni ed a cintura Cana. xx. 36.
e. A'. 19, 58 {CtHM. i. 39) ; C. ili. Catt*. ii. 1 1, 16, 18, 49, 53 ; iv. Catts, iii. 69, 73,
9B, looy 204 ; Cans. x. 37, 84 ; xi. 9, 14 ; xii. 33 ; xv. 33 ; xvÌ. 31, 46 ; xvii. 33 ;
six. uo ; XX. 84 ; r. jV. la» x 29 (Bali. i. 40 1 ; Atti. iii. io ; K. iV. 3. 79 (Soh, i. 3) ;
6L «7 {Som, iii. 7), 58 [Som. iv. 14) ; 15. a8 (,Son. viii, l) ; ai. io {Son, xi. a) ; Son.
«Jv.B; xlviii. 5 ; S. /*. xxxi. il ; xxxvii. 76; P. F. 4, 16, rS, 84, 139, 168, 183, 213.
Caru. xix. xa, 6x ; K A^. 3. 80 (Son. i. 4) ; Son, xxxiii. 11 ; xUx. 5.
k sue stelle che nel cielo si stendono C iv. 19. 45.
le (u del CiV/o alla umana Nobiltà , C, iv. 19. 70.
poru seco ... la mVtiù del Cielo C iv. ai. 35.
dalla virtù del Motore del Cieio C iv. ai. 43.
t b ^^^m'iiiiiii Jel Cielo , , . pnotc essere C iv. ai. 63.
L* Aafielo dt Dio discese dal cielo C. iv. aa. 171.
•I ponto che ... al Cit/o ritorna .... C iv. 33. 30.
U . • i vita ... sia causata dal delo ; e *1 deh a . . .
(focati . . . efletU ... ai scopra C iv. 93. 53 {bis).
Chi dirà di Quinzio Cmcmnato fatto dittatore . . . . C iv. 5. 130.
Apparvemi . . . onte ed ornata alla guisa che K A^. a. 17.
. C i. 5. 57 ; ii. 7. 108 ; iii. 11. «4 ; iv. 8. 63.
K N, 15. 49 (d«) ; 4* 13 j C. i. 7. 57 ; xi. 5 ; iv. 6. 34 ; 8. 57 ; aó. ix
C ii. 14. 98 ; »>• 5- 99 ; >»• 8. 60.
F. N. 3. 5a, 66, 74, 104 ; 7- 47 ; 8* M. 15 ; »a. 38, 59, 77 ; 14. 107 ; 15. 29 ; x6. 1 j
16. 64 ; Bi. 36 ; M. r, 56, 64 ; 33. I, lax, 339 ; 35. 3 ; a6. 13, aB ; 37. 5, 6.
7; aS. X, 12 ; «9. 16.31,04 ; 30. 35,aa,4a; 3^- <3» ^3 ; 33, 37; 33. 14, 15;
U- »3; 35- J 6, 39; 36. a6; 39. 11. 40, 43; 40. 19, 48; 41. 39; 43. 39;
43. 6 ; C i. 2. 78, 80 : a. 27:3. 43. 58. 61 ; 4. 35. 3» ; 5- 6, 23 ; 6. 72 ; 7.
104; IO. «9, 3». 4»! 79t «06. 107; 13. 25; 13- 46; ii. I. 16; a. 61 ; 3, 31 ;
4. tS. 33' 43i «00; 5. 113; 6. 8, 33; 8. xa, 53, 87; 9. iio, 130; xi. 88 ; ta.
$8; 24. 65, 1x8; 15. 57, 60. 65. 137; iii. i. 48; a. 80. 139; 3. 3, lai ; 4.
Si, a4« 37, 49, 51. 70. 96, 98, 100, ii7t ii9( i3o; 6. 109; 7. aa, 114, 150,
171; & 107, laa; 9. 14S ; «>. io, la, 39,34, 48r8o; zx. xo, 11 ; 23.94; 13.
49^ 5& 65, 127; 14. 51.S3.89, iflo; 15. ri, 70, 76, 190; iv. i. 30» 59 ; a.
•3. 34* 4»r «a*. «6a; 3. 9; 4.84, 91. 2X1. X14, 237, 233; 5.31,76,204, 131,
x<4 : 7- 54. »o9. «37 : 8. 53. 86. 154 ; 9. 277 ; xo. 4, 1x7 ; ix. 3, 6. la, a^,
37, 88, 201, 131, 133 ; la. 5» 38, 79, 149 ; 13. 60, ixo ; 14. 8, la, 13, 16, 34,
43- 47» 5»- 53. 54. 65, 113. >34, MS. '47 ; ^S- 8, 19, 45. 68, 87, 285, 292 ;
rt.65; X7, 26, 68. 107, 108, 210, 219; 18. 4. 35, 36,37; >9-73; »o. a7, 36;
•2.80,96
»« ; 33. X03, 139 ; 34. as, «9, 93, 158, 169 ; «5. 143 ; atì. 15,
«*4» «»; »7- "7. 43. «39 ; s»8. 04, 160 ; 39. 7 ; 30. 44.
K. /r. éi 24 ; to. 9 ; X3. 39. 32 ; 14, loi ; 15. 59, 61 ; 34. 31, 40 ; «5. 65, 74 ; 37.
316 ; a». 3 ; jow 9. 35» 39 ; 3» i»3 ! 34- «9. a» ; 35. 15 ; 39- io- 35. 36. 55. 56 ;
41K aa; 43. 17, t8, 33, 34, 33, 34 ; 43. 24 ; C i. 1. 39, 203, 108 ; 4. 7 ; 5.
S. «071 7-69; 8. 36; IO, 38» 45. 87; «»• >o, 75, 86; la. 54, 73, 78] 13.3;
**• »■ 43t 63, ^» 87» ^'^S* "o. ia3 ; 3- a3f "7. 46 ; 4. «». 9» ; 5- 7. 7» : 6. lo,
CIOÈ
drcoiazione. Dalla drcolaaion del Sol mia nona . . . .
circondare, che quelli ... Da luì saranno tutti drtondnH Di
SoH, xjcxvi. a.
S. P. xxxi. 77.
cioè. 64, 8a, Ila; 7. 9, 13, 16, 43, 44, 56, 63, 65, 66. 83, 97, 98 ; 8. 7, 34, 36, 40,
77. 83 ; 9. 7, 38, 84, 90, 93 ; io. 5, a6 ; 1 1. a, 40, 83, 86 ; la. 46 ; 13. 47 ; 14.
»!» a8, 57, 59, tal, 139, 160, 333 ; 15. 8, 35, 38, 147 ; 16. 6. 93; iii. i. 80,
105 ; a. ?o, 86, 99, 106, 115, 135. 154 ; 3. 67, 77, 84. 86, 97. lao. 1*5 ; 4-
35- 71, 8g, 98 ; 5. 57, 73, 75, 93. 139, 134 ; 6. 15, las ; 7. 47. 64, 67» 98,
133, 178 ; 8. so, 69, 77. 85, 99. 109, 137, 147, 149. 150, 153, x6o, 173, 193,
M>9 ; 9- 43t 49» 65. 89, 129 ; »o- 4. 45. 5= ; M- «7, 46. 14», M7 ; «»■ "o ;
13- 37, 85, 99, 106, 113 ; 14. 33, 103, los ; 15 3, 8, la, 35, 63, 113, 133, 134,
135» «37. i4>i «46. i47i «53» »6a, 305, ao3 ; iv. i. 94; a. i6, 93, 93, 103,
119. lao, 145; 3.37*50» 54; 4. 4,35. 53. 95» »'7; 5- aS. S». 4»» 47» 86. 174 ;
6. i6. ao, 34, 47, 64, 87, 105. laS, 155, 166 ; 7. 35, 34, 51, 66, 81, 8a. 99. 133,
149. »50 ; 8. 45, 46, 81, 138. 146, 149 ; 9. a, 7, 31, 83, 90 ; 10. 9, 16. 37, 39,
49» 51 ; n. 7 ; la. 49, 185 ; 13. 60, 117, 156, 157 ; 14. 78 ; 15. aS. 44, 47,
83. 87, 105, 183, 189; 16. 55» 64, 84, 95 : 17. 66, 69, 78, 99; 18. 3, «3, 87.
59, 67 ; 19. ao, 40, 4r, 43, 77, 8a ; ao. 9, io, 13, 36, 43, 49, 81, 84, 88, 95 ;
31. 8, 33, 36» 88, 91, IDI, no; 33.35, 96, 104. i09i >46. 161, 163, 165, 178,
181, 184, 185, 197, 198, aoo, 304: 33, 146, 148, 150; 34. 4, 5, 6. 40, 74;
35- 831 137; a6. 30; 37. IO, 13, 43, 86j 93; a8. a, 6, 135, 127, 130, 133,
136. «38 ; 39. IO, 39 ; 30. 47, 49.
circolazione, tanie . . . quante dtrofasiom fossero nelli cieli . . . C ii. 5. 16.
Alla speculazione . . . segue la àrcoltuiont del ciclo C ii. 5. 95.
diveraamcntc sentirò delle sue aVco^iOHi' C ii. 6. 131.
muovono, solo iHlgnJ*mio, la cirtoltuiotu . . C. ìL 6. 153.
ha a seguitare la cinolasùmt del cielo C iv. a. 60.
C/. drculazioae.
circolo. Onde ... Io circolo si può diccrc perfetto, quando veramente
è circoio C iv. 16. 83, 84.
allora ai può dire nobU* circolo C iv. 16. 87.
Sua virtù perde quello cìrcolo che C iv. x6. 90.
circoncisione, ne quella, eh* è manifesta in carne, è Cìrconcisiotu . . .
\;iCtrcoHCÌsion4 óci cuore in ispirito, non in lettera, tCircoHcisiotu C, iv. oB. 77,79,80,
droondare. la quale circondava questa mapone K /V, 14. 30.
Clrconflereaza. hanno amore ... il fuoco alla circonferett^a di sopra . C. iit. 3. xi.
il quale egualmente sia distante dalla circon/tftnBa C iv. 16. 89.
circonvicino, vicenda e fratellanza colle circonvicine cittadi . . . . C iv. 4. ao.
circtiire. quando aVruiVa il suo termine al mare C iii. 15. 179.
ctrculare. quello eh' è causato da corpo circulan ha in alcuno modo
circtJan essere C. iii. a. 38, 39.
clrculazlone. 1* opMsrazione vostra, cioè la vostra drcnioaioné . . . C ii. 7. 45.
suggetti che sono sottoposti oUa loro drculasiont C ii. 9. 35.
nuova drcidaaoHi di punto a punto C ii. 15. 98,
essa arcnlasion* cominciò, e non avrebbe fine CU. 15. 109.
fine della ninrM/axibfur è redire C. ii. X5. m.
Cf. circolazione.
circnU. E^ tamquatn cetUrum drculi . . ^^ A^ la. sa.
clrcumferenttae. cui simili modo s* kabent drcumfnrmtku pariti . . K TV. i a. 33,
citara. fare un bello nappo d' una bella dtara C i. 8. 66.
chi tiene la dtara in cosa C i. 9. 03.
il mal citarista biasixna la cUmfm^ credendo dare la colpa . . . alla dtara C. i. 1 1. 80, Sa.
C/. cetera.
citarista, non si dee chiamare citarista chi tiene la ciiara . . . . C. L 9. 33. •
il mal citarista biasima la citara C. L 11. 79.
ut
CITTADINO
I
Per Io suo mezzo U nVAì dolcnle , . . . K iV. 41. 60 (5b«, xxiv, 6).
dttade. al . . . coro De* cìtudin della àttadi pura S<m. xxxvii. 6.
Di aiutar quella gentil àttatù S. P. ci, 50.
*#*M*"** Poi ti rìvoli a* hy/o^m suoi ^'ustì Cdtta. xviii. 74»
■1 . . . coro De* attadin della cìttadc pura S<m, xxzviL 6.
etti, vedemo Delle dtià d* Italia C. i. 5. 56.
laHMciatamo ... sia una città^ e abbia nome Maria C iii. 5. 90.
£ qod immaginiamo un' altra a'/ZÀ . . . , C iii. 5. loi.
csBvìcne a latisracimento di quella 1 nere la dHÀ, Ancora la atta
rìchicde C. iv. 4. 18 (A»).
le qvali mostrano quella aV/a essere ìmperadrìce C. Iv. 4. 139.
ordiaato f u . . . quello popolo e quella città ........ C iv, 5. 31.
che fu orìgine della nobilissima Città Romana C iv. 5. 49.
per lo oaseimenlo della santa G/Aì C. iv. 5. 53,
ptamto e ortlinsto fosse quello della santa Ciità . . . . . . . C tv. 5. 179.
che altro . . . pericola e uccìde le dita C. tv. la. 93.
da una dttà a un* altra ... è un* . . . vìa C. iv. xa. 163.
che dirittissimo va alla dttà C. iv. Z9. 193.
nella nflà del ben vivere • Civ, 04, 115.
^■e|# che mai non fosse stato in una dttà C. iv. 84. lai.
i tecfunenlo delle dttà C. iv. 97. 94.
amai cb* «silri nella porta della sua dttà . . - C iv. a8. 36.
le pare ... e tumarc in dttà . , . . , C iv, aS. 53.
di eh' io godessi nella afta mia . . . C. iv. aS. 94.
di aeiaanta le più belle donna delU ctttadt K A^. 6. 9.
il partisse della sopradetta dttmde * • . K /V. 7. 4.
i^ graziosa in questa sopradetta dttaé* K A^ 8. 6.
MBTcnnc partire della sopradetU dttadi F. A^. 9. 3.
miào r usanza della sopradetta dtiatU ... . . . V. N. 14. 18 ; 33. ao.
e poi ritornato alla sopraddetta dttatU K. AT, 19^ x6.
■M Wttft la aopradetta dttade quasi vedox's, dispogliata di ogni
KA^.3r.3.
io questa desolata dttadt K AT. 31. 5.
la ^aili è ^oaié messo della aZ/rtW/, ove K A^. 41. 6.
pMMide per lo Bezzo della dolorosa ditmàt K. AT. 41. sa.
mtìà di' cgH ndaero di qucsu tUtad» K. A^ 41. 95.
■e . . . InniiMnno «De loro diUdi C. t. 5, 63.
... I* nttmài quelli che la tengono C. ii. 7. 85,
in BUZZO delle due a/loi/i immaginate C. iii. 5. 191.
e fratellanza colle circoDvicinc n//di/i' C. iv. 4, 3t.
1« 9«riÌ «000 tribularloni delle dtfii ; e per le dttitdiy delle Ticinsnae C. iv. 4. 98 (Jfi»),
pa/a» . . . actb quale ai posino le dttad» C. iv. 4. 40.
Dobiltasime nelle loro dtttuli C iv. 39. 36.
che ... era Tatù de* dttmJim di viu eterna K A'. 35. 3.
da* dUmdim C i. 3. 01.
eott parcatì e propri dttadim C. i. la. 45.
1* tuM> e r altro sìa nttaéimo C. ii. 7. 87.
b mV&dimi di Maria tengano le piante . . . . C ìii. 5. 105.
lei esaltata^ non con umani dttadim C, iv. 5. ioa.
li P<*^«*' nttaétm . . . posseder voleano C iv. 5. 114.
U ma . . . degh altri divini dttadim C. iv. 5. 147.
itali dOm/im' C iv. 5. 166.
di pMccota condizione . . . contro a tanto dtimdimo
ilina . . . difese C. iv. 5. 173, «74.
CITTADINO
cittadino. Ch' ogni suo attadino sempre onora .
clamore. La voce atìlitta dello mìo c/amort
clangere. Grida : Surgetc su, chà per voi clango
cocente, con atto di àpìrìto eoctnte
cogliere. O cara ancella . . . Colf hai nel cìel misura
Chi crederà eh' io sia ornai si collo
Saetta, che giammai la cf^ga ignuda
E solo addietro cogli le percosse .
Ma ben nr colse male a' fi* di Stagno
cognato. Sanno a lor donne buon fo^no/i stare ........
colà. Cana. xi. 35, 40 : Stst. ìL 24 ; Son,
COleL C iii. Cane. ii. 71 ; Caits. ix. 73 ; x. 74 ; xiii. 50 ; xiv. 35, 61
38. 43 {Sou, xxi. B) ; Son. xxviii. la ; xiiv. 4,
collare (i). E sento doglia che par uom mi colli , .
Tutte le volte mi par uom mi od/Zi
collare (a), donna delle sue cose, eh' ella scenda, o colli ....
colle. Che vedete gir . . . Per colli e per paludi
Al . . . Son giunto ... ed al bianchir de* colli
Il dolce tempo, che riscalda ì colli
Che m* Ila serrato tra piccoli colli
Ch* io son fuggito per piani e per colli
prato . . . chiuso intomo d* altissimi colli
ritorneranno i dumi a' colli Prima che
Quandunque ì co/// faano più nera ombra
Non ho più vita, se non come i colli .
Nel tempo dolce, che fiorisce ì colli . . .
Danzando un giorno per piani e per colli .
Quantunque iu sia intra monlagne e colli ,
Che se n' allegran valli, piani e colli , . .
Valut' ha già in drizzar monti e colli . . .
5. P. ci. SI
S. P. cxjùx. 3, .
CatiM. xviìL 67.
Ball. ii. 8.
CUMM. X. 40.
Cai$M. XI. 10.
Catta, xiì. 8.
Son. 1. 13.
Son. liìi. 14.
Som. liv. 14.
xxvii. 9
StMt. iv. i, KJti
1
Sfst. iii. IO. '
S/sf. iv. 31. I
Sest, iv. 30.
Cam». X. 103.
Sest. ì. a.
Stst, L IO.
Sai, L 17»
Sest, L ai.
Sfst. i. 30.
Ses/. i. 31.
Scst. i. 37.
Stsl. iii. 17,
Sesi. iii. ai.
Srsi, ili. 30.
Sesl^ iii. 31.
Stst, iv. 17.
Stsl. iv. ai.
C. iv. 16. 71.
cittadioo. sarebbe piii nobile che alcuno suo àttutUno ......
siccome ... gli si fanno incontro i cittadini di . . . cosi ... sì fanno
incontro f e . . . f quelli àttadini della C. iv. a8. 37, 39^
civile, la cura famigliare e CTVi7/ Ci. x. 31, '
qualunque é per cura . . . civtU nella umana fame rìmaso . . . . C. i. 1. 94,
siccome quella della vita civiU C. iì. 5. 69.
beatitudine detta vita attiva, cioè ci'tvif 0.11.5.791.
r una e 1* altra Ragione, Canonica dico e Cìvilt C. iv, xa, ioa
che . . . r Uomo é animali civiU C iv. 37. 99.
cosa che a reggimento civile abbia rispetto C. iv. 97. 99.
che V Anima stette ferma alle avtli operazioni C iv. a8. 131.
dvilitade. il quale è quasi una ordinata civililad» intesa nella . . . C. ii. 5. 97.
civiltà., è la necessità delta umana civiltà C iv. 4. 3.
Cleobulo. lo primo . . . ebbe nome ... il quinto Cltobtdo C. ili. xx. 40.
climate. per tutta t' estremità del primo climatt C ìli. 5. 119.
OOgìtazioiie. astrattasi dalle mondane , . . cogitasioMi C. iv. a8. 40.
cognato, che U . . . terra ... li semi del cognato ciclo riteoca . . . C iv. 15. 8x.
cognizione, dinanzi ch* io fossi tornato in verace cogniMÌont . . . K. /V. 33. 343.
colà. K. W. aa. aa ; C L 7. 89 : iii. i
colei
collaterale, ciascuna . . . lia due nemici cotltUemU . . . . ,
collegio, però il colUgui degli rettori fu detto Settato . . . ,
collerico, certi per complessione collerica sono ad ira disposti .
colletto, dicendo quelle, quantunque eolUtie . . . non quietare .
[5- 146
y. w. 5. 16; e iii. 15. i5tt
... e iv. X7. 66.
. . . C iv. 37. 95.
. . . C iii. 8. 15^
C iv. xa. 8.
na ^iPPfl^^ COLORE
KflMhX Cbè, qumntuaque eo/Utte, Non posson quietar . . C. iv. Gim«. iii. 57 ; 11. aa.
COOtX Di«e : Drizzate i oo/Zi , . Cam. xx. 60.
doDoc, c* lunno bellissimi coi/i, E bianchì più che Sfst, iìi. a.
Di belle donne, e' ban puliti ro//i S*st. iv. a.
Qk in altra |;uìsa basacrcbbc i coUi SesL iv. 10.
ffllnB^■l, Ha puns come semplice a>/omAt) S. P. ci. 114.
flnfcWBi. Voller che le virtù fussin co/onne Catta, xviii, x8.
n nudo braccio, di dolor coionna Cam. nx. aa,
colare. 0)Ìor di perla quasi informa K A^. 19. 66 (Carui. i. 47),
Ef!i era Ule a, veder mìo colon V. N. 33. 148 {Catta, ii. ai).
Cbe mi tramata Io color nel viso K V^. 33. 88 (Giha iii. 48).
X* dir diletto dì fo/or. né d' arte . ........... Cai», ix. 15.
S^qiti awìcn . . . Fatti di color nuovi Cane. zx. 98.
Qtando si perde lo coior nell' erba St^. i. 3.
Don » vide ... Né alcuna figura, o cohr d* erba Stst. iiL 35.
cont il venie Color cangia Sest. iv. la.
tnfloqnto. e volontà e diletto di stare io coUoquio C Iv. 07. 154.
ntan. fino a! colmo della mia vita C. Ì. 3. 34.
dicesse che gìo\'anc-ua è colmo della . , . vita C. iv. g. 172.
or» xsu . . . che è a dire lo culmo del di C. iv. 33. 107.
c^ . . . era U colmo della sua età , C iv. 33. 109.
h quale veramente t colmo tirila nostra vita , . C. iv. 34. 33.
Ir 1 aàmo del nostro Arco è nplli trentadnqtit C. ìv. 34. 30.
odia . . . GiovcoCute . . . che ò colmo della nostra vita C iv. 36. 34.
(Oboba. una è la colomba mia C ii. 15. 178.
^Kca chiama colomba C. ii. 15. 180.
WWimaihx, lo quale ... si trasmuta in alcuno coloramenlo . . . C. iii. 9. 131.
*towc. m quanto elle sono di fuori colorate C. ì. ir. 18.
ccnu dbo fare gli uomini . . ben vivacemente colorati . . . . C iii. 3. 74.
tui rendono lei del loro colore colorata C iii. 7. 38,
^batella ne pare colorata C. iii. 9. 136.
wt remita d* un nobilissimo colort umile ed onesto^ sanguigno . . V, N. a. z6.
*Q<ili fi colare bianchissimo K iV. 3. 6.
VBftefauU di colore di fuoco P'. TV. 3. a8.
••che le stelle sì mostravano di colore^ che , K, /V. 23. 37.
klotedt, eh* porto giÀ lo tuo color* K A'. 23. 75,
hilmia figura o ro/onr rcttorico é conceduto K /V. 35. 59.
""tonai* di figura o di colore rcttorico K. A'. 35. 108.
■*"«i d* una vista pietosa e d' un color pallido K A^. 37. 3.
*« 4 simile «j/wT si mostrava tutuvia K TV. 37. 6.
^' .dintorno loro si £icea un ro/orv purpureo K. iV. 40. 33.
"lulcognì colore di loro sentenza farà parvente C Ì. i. no.
•^ippare affocato di colore , . . C ii. 14. 165.
«tti nw)Q5o lei del loro colore colorata C iii. 7. 38.
^'■^''wi. . . quasi siccome ecfore dopo vetro C. iii. 8. 97.
"'^^^iBdo, sotto ro/oiT d' ammonire altrui . C iiì. 8. 30i.
*'***'»rd' insegnare a lei C. iii. 9. 15.
^ P'^oprìuDcnte è visibile il a>lort e la tnce C iii. 9. 53.
**tU luce sono propriamente tisiiiVi C. iìi. 9. 63.
^""•t che 1 mezzo ... sia senza ogni fofof» ... si macolcrebbc
*fcnaa visibile del colore del mezzo . , , coloro che vogliono
^parere le cose nello specchio d' alcuno cD/onr, interpongono
* ^1 colare C. iii. 9. ga, 94, 97, 98^
^** . . . per r umido e per lo secco in colore C. iii. 9. 137,
COLORE
colore. Che di nuovo coiore Cerchiò la mente mia Ball. vii. xéu
Lo viso mostrm lo coloraci core K TV, 15. 32 (Scw, riii. 5).
Onde venite, che 'I vostro colon Par K A^. aa. 70 {Soh. xìL 3^
Ct^or if amore [, e . . . Non preser mai] V. N, ZI' ^4) i^ {Som. zx. t).
E maledico 1' ... C ha pulito i mici detti e i bei colori .... Soh, xxxiii. 6.
coloro. C ii. Gm«. i. 54 ; iii. Ciima. ii. 34 ; Coma xix. 133 ; V. N, 7. 34 (Som. ìL 17)]
5. P. xxxi. 4.
colpa. Co/^ è della ra^on^ che noi castiga . Can*. x. 95.
Che mcn' ha a>lpa e non fu mai pietosa Cans. xiii. 91.
s' io ebbi colpa ... Se colpa muore purché 1' uom si penta . . . Carts. xx, 88, 90.
Ch* io son punito, ed a^gio colpa nulla Cans. zzi. ai.
mondo ... Da ogni colpa mia ed ingiustizia S. P,Ì.B.
Di grazia pieno e di colpa digiuno P. /*. 33.
Né delle colpe sue solvere il nodo P, F, 175.
colpo, questa . . . non cura colpo di tuo strale Casu, xi. ^z.
non vai rh' uom ... si dilunghi da* colpi mortali CanM. xiì. io.
Prima che '1 colpo sia disceso giuso CanM. xii. 59.
quella dolce pace, Che '1 colpo tuo mi folle Cans. xvii. 13.
se paura già co' colpi suol H' ha cosi concio Cans. xvii. 23.
£ *1 colpo suo non puoi sanar per erba Sesi. i. ao.
Porto nascoso il colpo della pietra Srsì. ìi. 15.
Poiché ... il cor feriste ... Di grave colpo Son. xJvÌÌ. a.
colore. E rende esemplo nei colori C ìv. ae. if.
11 perso è un colorr misto C. tv. aa 14.
bianchezza é un color* pieno di luce C ìv. aa. 168.
ai dipingono nella faccia di pallido o di rosso colore C iv. 95. 78^
getta sopra quelle uno colon dolce a riguardare C iv. 35. 138.
tutta la massa . . . cangerebbe colon C. ìv. 39. lai.
coloro, y. IV. 14. 107 ; 15. 63 ; 19. 8 ; ai. 40; aa. 9 ; 33. 7 ; 35. 47 ; 36. 33 ; 39, a6, ^^^ o
43. 39; C- J- «• 58, 63, 69, 134; 5. 61 ; 7- 7a; 9- 3U 33: 'o- 105; 13. ^^T
ii. I. 3I1 33; 7. 39; iii, 7. 180; 8. 194; 9. 95 ; II. ia8; 13. lao; iv. i. -^-
44 ; a- 81 ; 3. 57 ; 5. 94 ; 7- 35 ! 9- (84 ; la. 89; 15. 6a ; x6. 4 ; aa. 13, =^
181, iBa ; a8. 43 ; 39. 9, io, 34, 65.
Colossense. Onde dice r Apostolo alli Coiosserui C. ìv. 04. I7m— —
colpa, cadere in colpa di lodarsi C ì. a. 77.
danno «mT^ alla materia C i. ij. 761
credendo dare la colpa del mal coltello C i. 11. 80l
nella quale non si dee porre a me colpa C iii. a. tx.
Poi 4 . . escusomi da mia colpa C ììL 4. 31.
che argomento di colpa è, non purgamento, in quanto la colpa si dà
all' intelletto C. Ui. 4. 46,
vizi , . . atti quali non ha colpa la complessione C. iìL 8. i6a.
la paura del disonore ricevere per la colpa C. iv. 19. 91.
colpare. mia colpa, della quale non deggio essere colpato . . . . C iii. 4. 3».
colpo, maculato d* alcuno coipo di fortuna C ì, 4. 70.
siccome sono i colpi del martello cagione del coltello C iv. 4. tao.
fallalo avea ìl colpa che . . . pensato avca C. ìv. 5. 1 17.
coltello, il coltello del mio giudicio purga C i. x 13.
la colpa del mal coltello . . C. i, xx. 81.
sono cagioni efficienti del coltello Ci. 13. fl&.
al fabbro che la ÌI coltello C i. 15. 34.
sono ì colpi del martello cagione del coltello ........ C iv. 4. 133.
riqwoder . . . non colle parole ma col coltello C iv. 14. x<
US COMANDARE
cabri, e a. C^mm. I. 3^ ; iv. Cmtu. iii. 34 ; Can». xi. 36 ; xix. t^, 89 ; xxi, la ; K. N, za.
114 iBo/A i. 35); Bali. vi. 9: y. N. aa. 89 (Som. xiiL x); Soh. xlU. ia|
5. /*. vi, 33 ; xxxi. 35, 68 ; 1. 19.
che . ■ ■ tc-mc AI tuo eotnattdamtnto contnstare . . S. P. ì. 73.
Dicce abbiamo da Dio ComanJammli P. F. 154.
Che mi tomBndi per messo cb* io muoia . . . V. N. la. zia {Bali i. 33).
ben trarre della punta d' un eotieilo C iv. 07. 53.
beati quelli che tal sementa coltivano come C iv. ai, 117.
enneDC per mal caserc eoltivaio C. iv. aa. lao.
culti fftrc
pQÒ caserr per molta . . . toltttwm, che C iv. aa. laa.
'. AT. la. 60 ; 13. «6 ; aa. 3, la 67 ; «3. 83 ; 35. 107 ; 43. 8, ta, i6 ; C. i. i, 57 ;
4. 63; 5, 93; 7. 4; 8. 37, 38; II. aa, 118, laa; la. 8; 13. 15; iì. 6. 9 {bts),
io; io. 48, 79; iii. I. 49; 6. loi ; 7. 164; 8. 185; 11. 103; iv. a. 69 {bis) ;
5.58: 6.58: 7. 13,4», 5». 83. 94, ia6, 133; 9. 3X, 171; 13. 97; «S- >W;
ift. aj ; 18. as. a8; 34. 133, 178; a?. 66, 8a; a8. 34, I40; 39. 4(, 42» 6a.
air amaro covMamimmfmto è impossibile . . . obbedire C t 7. 33.
fatto senza a>mandtò*tento C, i. 7. 35*
to i* raì portassi 1' una C. i. 7. 38.
mtnio di questo si^ore C i. 7. 46^
termine del a>mandaméHÌo va , C ì. 7. 53.
lei eom^mUtmnto del suo signore C i. 7. 66.
I Doo fotte U loro cotHott^a mento C i. 7. 76.
te pieno lo suo romtntJtmtnto ... C t. 7. Ba,
le passato il loro comttfiJmmfnfo C i. 7. 87.
■ loro C. ili. 15. 186.
é di tutti gli altri {ommnéamemti comanéamtnio . . C. iv. 4. 73 (Mf).
egli * comandature C. iv. 4, 74.
méamento . . . prende vigore C Ìv, 4. 77.
'o t dcUi morali filosofi . . . che C tv. aa. 1.
romaiMiatmtnti non fosse obbnUmte C iv. a4. i a8.
the crederà li malvagi mmmndtimfmti C iv. 84. 133.
> prixao auu rornamijamrfclo C. iv. 84. 141.
e compiei tutti li tuoi mmmttdamefUi C iv. fl&. 130.
Egli mi fommttbna motte volte che io cercasai . . . . K /V. a. 45.
i 4«ik mi RMManrfsoa secondo il consiglio ^. iV. 4. 13.
U contrario di quello che vogliono C. i. 6. 15.
a . . . ae noi comtmJamo . C i. 6. ao.
mmmtlata interamente C i. 7. B.
il «oggetto al sovnuio, procede C i. 7. 19.
F «Hiac dtntxo è li sovrano al soggetto eomamJan C t 7. aa.
^imMd il soggetto n>iMaMi£i 0.1.7.35.
t la TI l!i r r II iiTs interamente comandttm C i. 7. 33.
fcr^ MI a Bw fisaae mmmntUto di portare C i. 7. 37.
«W Is asla obbedienza non ^ interamente eomattJata . , , . . C. L 7. 40.
m/m Mrdhbe stata obbedienza tomamimia interamente C i. 7. 44.
[^■■■Ao] «MiaaMrfs al peccatore C t. 7. 59.
^aaMc rsasoai . . . lowamrfano e vogliono etaere sposte . . . . C i. 7. 7 1.
^ «Ot ■ filli ifl a voce C Ì. 7. 75-
• ^Har la fUgioDe a tvmmtt^mrf che C. t 10. 14.
«ka 1 ftrfrv aveva nmmi^éto agli angeli , ... C il. 6. 30.
<li«&r«d«<- quest* anima Cii. it. sS.
b 0irtWa ìta$h . . mri/r . . , quelle esacre apprese . . . C il. 13. t3a
I 2
COMANDARE
ii6
OOmaiìdCX. Poi seguirai secondo suo comamio ......... Cam», x. 158.
combattere. Che gli spìriti miei son combattuti Da tal Cant. ix. 65.
il destre, Che mi combatta cosi come suole Cana. xiii. 33.
La dispietata mente ... mi eotnbattt il core Canz. xvi. 3.
La quale é stata tanto combattuta Che Ball, vìi. to.
come. y. N. 19. 63 {Cane. i. 44), 70 {Catu. i. 51^, 89 {Cahm. i. 70) ; 33. 157 i^Cans. ìi. 30) ;
a8. 16 {F. C. s) ; 33. 83 (Cane. ìii. 42) ; 34. 37 iCftnt. iv. ri) ; C ìi. Cane. i.
IX, 13, 31, 61 ; ili. Cauz. it. 43, 58, 60, 66; tv. Cam. ìii. 91, 109 ; Cans. ix.
«f 5. i3i 17. 37. 58. 59. 73 ; X. 641 67. 85, 97, u6, 137 ; xi. 4. 6, 18. ao, 36, 38,
53, 64 ; xìì. 3f 21. 16,06,60,71 ; xiii. 53 ; xiv. 99, 40. 68; xvi. 55 ; xvii.8. tx,
61 ; xix. 18, 34, 53, 94, loi ; XX. io. 17, ai, 37 : xxi. 7 ; Stst. L 6. 8, 9, 39,
33f 39 ; '•■ »Oi 1^1 54j 60 ; iii. 5, 16, 17, 19, ao, 33- 3^ '* '*'- 5. n» ao, 34, «9,
34i 35 : ^* N' «a- 9J i^Ì<^l' '• ^^\ loi (Sa//, i. sa) ; Balt. W. a8 ; vii. 8 ; K. JV. 7.
34 (5oN. iì. 17) ; 9. 49 {Son. V. 6\ 57 (Som. v. 14^; ao. 16 (Som. z. 4) ; 04.
comandare, ma quelle cose, che Dio ti comandò, pensa C. iii. 8. 19.
Onde ciò fare ne comanda il libro d^te quattro Virtù cardinali . . C. iii. 8. 107.
che , . . abbia . . . ufficio di comindare C iv. 4. 69.
perchè ... si g-tiardi, comanda Salomone a colui . . . C iv. 7. 93.
trovala fu la Ragione scritta . , . per comandarla C iv. 9. 8a.
A questa . . . comandart, t questo Ufficiale posto C iv. 9. 89.
il pescare sia . . ■ ftotto suo comandart C iv. 9. 145.
se lo re comandtt una vìa e il servo ne comanda un' altra . . . C iv. 34. 136, 137.
però dice e comanda la leg^e . . . che C ìv. 34. 158.
a cHutcla dico e contando alla Canzone C iv. 30. 45.
COmandatsre. le Cannoni, che sono in persona di comandatari . . Ci. 7. 30.
perocché di tatti li comandamenti egli ò comandatorw C. iv. 4. 75.
alla voce d' un solo prìncipe ... e comandaton C. iv. 5. 64.
combattere, m' incominciarono ... a combatter* e a tentare . . . V. N. 13. 5.
E cìuscunu mi combattra tanto, che V. N, 13. 35.
Ond* io avendo . . . combattuto in me medesimo . . . volli . . . K N. 39. 34.
non quelli che la combattono C ii. 7. 86.
la diversità che mi combattea CI il. 9. 3.
cotnbatttttdo col gigante che ai chiamava Anteo C iii. 3. sa.
guerriero che combatte il castello da un Iato C iii. io. 67.
Aristotile . . . contro al suo migliore amico . . . combafiio . . . C. iii. 14. 81.
che sempre prima combatteo cogli avversari della C Ìv. fl. 139,
dove gli Albani . . . per lo capo del regno combatterò C iv. 5. 158
combinatore, secondo li quattro combinatori delle ... si divìde . . C ìv. 33. 1 13.
come. K N, 3- a» ; 5- '3 ; 9- '6, 39. 63 ; li. 34 ; 13. XI, 34, 58, 60 ; 13. 33, 36 ; 14.
48; 15. 16; 16. ao; 19. II. 103, 104, 143 ; so. 34, 36 {bis), 39, 40, 41 ; ax,
4, Si 38, 53 ; 23- i>» a6, 47, 48, 59 : ^S- 6» '3» aa. 8a» a<4t a^S. 3i6, aa? ;
34. 4, 65, 66, 68, 70 ; 35. 4, 6, io {bis\ 6a, 73, 94 ; 27. io, 30, 39: aS. 9,
io; 39, ai, 36; 3»- " ; 3^ a9; 34- 3. 1 5t ^5, 36 ; 35. 33 : 36. 16; 37. 4;
39- 3. ai, 37, 53. 55. 57 ; 40- «a ; 41. 31 ; 43. ar, aa, 29 ; 43- 7 ; C i. i. 204 ;
a. 87 ; 3. 43, 69 ; 4. 35, 41, 47» «7» 87. 94 ; 6. i, 4, 6, 6a ; 7. 3, 37, 83. 97 ;
8. a, 6, 30, 64 ; 9. 37 ; io. 34, 35, 39. 70, 84 ; 11. 47. 89, 116 ; 13. 16 (6^),
50 ; 13- li 4 ; »- J- *»! 33» «35 ; a. 73 ; 4- 5». 57. ^h 98 ; 5- a» 37r S». 9a ;
6. 83 (6fV). 87 (bis) ; 7. 9, 39. 58, 6g, 70 ; 8. 47. 61 ; 9- h =3. 33. 60. 136 ;
IO. 18, ao; II. 38; 14.4,75; 15. 3> 6a, 149, 1B8 ; 16. 6, 44; iii. 1. i, 96;
a. I30 ; 3. 8, 93, 108 ; 4. la, 79 : 5- 8» ao, 125, 147, 174 ; 6. 9, 63. laS ; 7.
a, M5, H7. U9i ISS; 8.3, 4, 33, 105, 109, ia8, 191 ; 9. 16, 67, 76, 159 ; iol
33,33,36,43; II. 47r lao, 179, iBi, 184; 13. 106, 113:13. I, 5, 14, 30,70^
89; X4- "3; «5- 51» 70» lao; iv. i. 34; a. 33, 34, 44*69, 81 ; 3.61 ; 4.61 ;
5, 39, 6a, So; 6. 71, 188 {bis) ; 7. 18, 37. 39, 45, 79, 136, 141, 145 ; 8- xa.
4
4
n
««7
COMINCIAMENTO
6t (Som. xiv. la) ; 37. ao (Som. xx. 5^ ; 38. 38 {San. xxi. 4) ; 41. 58 {Som.
xziv. 4), 61 {Sem. xxìv. 7; ; Som. xxvt. 14 : xxx. 10 ; xxxv. 6 ; xxxvi. 3 (bis),
4, 6; xlu. 13; xlìv. 4, 11 ; xlv. 9^ to; xlvi. la ; xlviìi. 8, io; I. 8; 5. P.
xxxi. 13, iS, 95, 65; xxxvii. 39, 53: I. 5a ; ci. 8, 10, 17, 23. 31, 37, 4»» M,
98. «07, 114 ; cxlii. t^, 3a, 5St ^ ; ^* ^- 9f 67, 68, lao.
min II ■■■■■■■•^ Q ci]c „QQ fosse ali* Uom iCHtinaantento C, iv. Ctma. iii. 71 ; 15. 46.
30, 84, T48, 150 ; 9. it 61, 104 ; IO. 17, 18, 46, 66, 93 ; ii. a (.Am) ; la. l,
90, 91, 90, to5, 13», i8a ; 13. 4, 15, 33, 41, 47, 88, 89, 119 ; 14. 97, 107 ;
IS M9. «90 ; 16. 34, 100 ; 17. 91, 130 ; 18. a, 61 ; 19. 3, 13 ; ao. a, 37, 34,
93, 105: 31. 6, 51, 55, 57, 70, 117; aa. 49, 172, 173, 176, aio; 03. 3,
58 ; 24. 69. 7», 73, 133, 148, 149 ; 35. 23, 87, 147 ; 26. 51, 69, 75, 76, 100,
117. 121. 136; 37. 33, 38. 51. X08, 158, 183 ; 38. 16, 17, 89 ; 39. 5, 18, 76,
103; 30. T, 31, 33. 40, 53, 64.
kiccocnc di cvmentttrt con Latino C L io. 8,
chi intende il CotnéntAtort , , . questo intende . . . C iv. 13. 68.
comrntt quello clic impediva . . . . . . C. ii. a. 37.
che quasi Comm/o dire &i può C i. 3. io.
Ha Coftcsxa del mio Comtttto . . . C. i. 4. 105.
conviene qucito ComtHto . . . essere soggetto . . . C i. 5. 36.
%mmmm$9 Latino non sarebòc stato soggetto C.us- 108.
■ fri ■■■III romrmto non sarebbe stato C i. 6. i.
Ile il toamento Latino avrebbe avuta C i. 6. 36.
B mmatmio LatJntj non sarebbe stato C ì. 7. 2.
H* OMc era impossibile avere lo Latino wm^nfo C L 7. 11.
HTcbbe stata quella del ccmtnto Latino C i. 7. 43.
tgaXL qBcato Comemto è . . . ordinato C i. 7. 7a
tommkì Volgare e non X.atino C i. 8. 5.
Ilo lo Comfnto Latino C i. 9. 4.
0 4a»«ireraiaentc di questo Comnttù è C 1. 9. 49>
4arA ac medesimo per Com*nto C i. 9. 68
dha per Com^mio ... i già stato domandato ... .... C i. 9. 70.
ìamà mma^ al Volgare ComenSo L.i, io. 37.
Cstto il Comtnto Ialino trasmutare C, i. 10. 67.
Comtfnio . . . n vedrà C 1. io. 80.
mrà qoeato Comttnto C i. 10. 97.
di sopra disse la lettera di questo Comunto . , . . C. ii. la. s.
(S distinguere le parti per ti loro co'ninaamtnii , . K TV. 16. 4X
di prcndcric per mio comiMctantento K, iV. 19. 14.
con questo (omindamrnto K ^. 19. 17.
dell' errare . . . apparvero K* A^. 33. 33.
qiMDe tomumaamntio di Geremia K A^. 31. 7.
ìm^m^hmémwmimmMtmii K ^V. 35. 31.
^ #iMc ■dcob4o r auro iomimiaftuMio . K ^. 35. 36.
dì ciascna . . . convito C. i. a. 1.
■d «vmMCMSmmlo éeir jinimta . C il. 14. fl4<^
Ik ^Biii ■hhaiB da Dio mmineùmmùo di creajtlone C it. 15. to6.
dal €»mémétmmtt» del osoodo poco pia ... è volto C. ti. 15. 1 13.
lo Beo accaMJo amore prese mmtùtnam^nto dalla C. iii. i. 3.
mamàmti^ ... od nmm'mnmm*tmìo del secondo verso C Iv. a. 7.
■eI tmmmmammmio di qiieno Capitolo pesao parlare C iv. 5. ti.
«MMQMHMiito ciberò ds Socrate C iv. 6. 115.
■■ B loro mmwémimmntH . . . ai leggono C iv. la. 104.
cte* man atto, bob dice tommtmmenH ... . . C. iv. 15. 47.
cioA, the laisariaiiiiwru a uoao non fosse C. iv. 13. 68.
COMINCIAMENTO
ii8
cominciare. E comùiciaiuiot chiamo quel Signore . . C. iv. Cawu. ili. iB; a. 18, 143.
Poi rominaó : Siccome saper dfii Cmms. xx. 45.
Con dolce suono Cominem cste parole K iV. la. 95 {BaO. i. 16).
cominctamento. U diritta Nona sempre dee sonare nel cominaamerUo
(iella settima ora C iv. 23. 158^
Cominciare, dico . . . che lo spìrito della vita . . . cvntinaò a tremare sì
fortemente K. A^. a. ai.
lo spirito animale ... si cominciò a maravigliare V, N. n. 99.
lo spirito naturale . . . cominciò a piangere V, N. z. 35.
dico eh' Amore . . . cominciò a prendere y. JV. a. 41.
Ed immantinente cominciai a pensare V, tf, z- ^'
e comituìai allora questo sonetto K. W. 3. 75.
La seconda parte comincia quivi KA^. 3. 95; 7.48; 8. 43, 73; la. 134; 15.65; 04.73.
disse allora un sonetto lo quale cominaa : Vedesti K. AT. 3. too.
Da questa visione innanzi cominciò il mio spirito naturale ad essere
impedito f'. JV. 4. x.
dei quali comincia il primo PiangcU K. AT. 8. 19.
Appresso lo giorno cominciai questo sonetto K. /V. 9. 43.
La [e la] seconda comincia quivi K A^. 9. 64 ; 13. 6t ; 19. 97, 108 ; flo. 31. 37: aa. 87,
109; a3. 317 ; a?. 33, 43 ; 32. 18, 34, 35 ; 33. 34 ; 35. 38, 34 ; 39. 57.
end* io . . , cominciai z parlare cosi con esso K. W. i3. 99.
£ però cominciai con lui a ragionare V. N. ìa. 40.
dico che molte ... si cominn'aro a maravigliare V. N. 14. 59.
e comincia questa parte quivi : E quando V. N. \^ 46^
dico che la seconda parte comincia quivi : CA' Amor K A". 16, 44.
non solamente ella, ma tutte le altre cotninciaro ad attendere ... la
mia rìsponsionc K. AT. 18. 30.
Allora queste donne eominciaro a parlare tra loro K AT. 18. 41.
sicché non ordia di cominciare K A^ 18. 67.
con desiderio di dire e con paura dì cotninciart K. A^ 18. 69.
tanta volontà di dire, che cominciai a pensare il modo eh' Ìo tenessi V. N. 19. 4.
onde , . . cominciai una canione V. Pi. 29. 17.
Poi . . . comincio a trattare di questa donna K. A^. 19. 1 1 1.
ha una particella ... e comituia quivi : AiutaUmi K N. ai. 31.
La ter2a romj'Nnia quì\i : Ogni doictMsa K A', ai. 39.
La seconda «MMiMcui : Ov* ella passa V, N. ai. 43.
E comincia il prìmo : Voi V, N. aa, 66,
cominciai a piangere ... dì tanta miseria K AT. 33. 14.
ftl forte smarrimento eh* io . . . cominciai a travagliare come lunetics
pcreona K AT. 03. ai.
Cosi cominciando ad errare la mia fantasia, venni V. N. a^. 3>.
sì forte . . . che . . . cominciai a dire con voce vera V, N. 33. 81.
una donna . . . con grande paura cominciò a piangere V, N. ay, 90.
E quando mi videro, comindaro a dire K A*. 23. iia.
cominciando dal principio . . . dissi loro V. N. a^ tao.
e cotnincia questa parte quivi : Era K A. 93. aaj,
questa parte comincia quivi : Voi V, N. 23. 333,
ed io mi sentii cominciare un tremilo nel core V, N. 34. 4.
e comincia quivi : Amor K. AT. 94. 77,
!o primo, che eotninciò a dire siccome poeta volgare . . . , , K A^ 95, 43.
dissi allora questo altro sonetto, che comincia Vedt V, N. a^. 9.
Appresso ciò, cominciai a pensare V. N. 9A. i.
cOMiMCMi allora una canzone, la quale (omincia K A^ aS. la, 13.
"9
COMINCIARE
Comntttrm a dir che gli occhi mid . . . Solean .... Batì, w. 5.
IMcor ni ■ €ùminam un terremoto K N. 16. 36 (Som. ix. 13).
Gb'agBi ato spirto eominna a fugare Son. xli. 13.
e oMNnvim allora : GU occhi . , , K, ^V. 33. 9.
e coMMMTM quesu parte quivi : Partissi J'". TV. 30. 30W
La canione comineia : Quantunque voU*^ ed ha due parti . . . - K /V. 34. 18.
ciò* aeU' altra staiua che comincia : E' , , J''. /V. 34. q-2,
allora questo sonetto, che comiMcia Era K A^. 35. ao.
li miei occhi cowm$irian a voler piangere K iV. 36. iB.
sonetto, che comincia Color K. iV. 37. 14.
. . cbc li mici occhi « tominnaro a dilettare V. N. 38. 3.
questo che comincia . £' amaro f. /V. 38. 35.
WNfllA parte o/mimia quivi : C(u) • K A^. 36. 31.
sonetto, il quale eomtnàa : Gentil K. /V. 39. 09.
AMMinoo a dire a questa donna. . . f^. A^- 39- 53<
cb« d* allora innanzi cominciai a pensare V. N. 40. 17.
sonetto, lo quaJc tojnittaa : Dtk . . . . . . . . ^^. A^ 41. 33.
loro col ... e con un altro che eotmmda ytniit a
K/V. 43. II.
^MgU che ... ne eomÌHcùusf un* altra C i. 3. 6.
alcuno nmuMa C. i. il. 55.
adunque, dico C ii. a. 1.
« mmmmiJMt a dire C. ii. a, 46.
la nastra conosccnia C. ii. 5. xaa
che amuMcia : Trova . . . intendo C ii. io. a.
li ceatieBft tutta nel verso che comincia : Tu , . . . . , , . C ii. n. 7<
immaginare tominciat ad andare là C Li. 13. 46
• mminriai tanto a sentire . . C. ìi. 13. 50.
■ adunque ■ dire C. ii. I3< 67.
lue si comincui C lì. 14. 158.
però ... cfaè eaa cirrulaxionc cominciò C ii. 15. 109.
tha . • • «ommmnarono gli uomini ad innamorare C. ii. 16. 91.
laprtal ... a lodare ... e wminciai a dire • . C ili. i. 97.
tt vani ... lo primo de' quali eominria : Non vtJt C ili. I. 106.
seconda parie : £' evr*) C ìii. 9. 8.
», quando dico C. Ìli. 0. It,
t^ yrìma parte iPfHmnui ; Non iW# ... la seconda comincia i in
In . . . ta tersa tomimcia : Cmt C. ili. 5. 19, I3t '4*
pdl at cela, e mminaalo a vedere Lucia C iii. 5. i6fl.
km qHcala pane prima cotminào a commendare C ìii. 6. 6.
quests parte seconda quando dico ........ C IIL 7. 8.
hrtnkdo . . . dtinodan: C. ìii. 8. 05.
MvtfHKMMrfo dal sole corporale • • C iiì. la. 49.
Ab ^BCite Vttrao, cbc acgueniemcnte rominnia C. Ut. 14- ><■
fca ìataaéo sapori t quel verso che cornimi*: Com C Ìii- i5> 5-
^ImtMlD dM con Lei Iddio tvmiució il mondo e ....... C iìL 15. 158.
Osde io . . . ffwwi'wriigi' ad amare e a odiare C. iv. 1 . ao.
Cmmimdai dnnqtac ad amare li ... e odiare li . • . . . . . . C iv. 1. aa,
«MMsaaf usa Cantone ....»..• C ir. x. 7^
C ssw^iiis la aacoada part« nel cominciamento del C ir. a. 7.
0 Mcewéa aWBÒre mmdtui^ : £ plichi ... 11 tene tomincio : E
tmmmi^Èd» C ìt. a. t?. x8.
La mtùaé^ paifc <ommcia: Dito ... La terza rvmimcìa: Cantra C Hr. 3, 10, ti.
COMINCIARE
I20
romlnrifire. Ora che ... gli animali contùttian lor feste 5om. xliL 4.
poich* io famtHaat A dir per quella Donna Som. xliti. a.
oominctare. comincia questa seconda parte : Citi difinis^ C. iv. 3. 97.
contiwia questo secondo membro : Ed altri , . . C. iv. 3. 35.
poiché esso cielo cotttinciò a girare C. iv. 5. 56.
da Romolo cominaando . . . andò Jl suo processo C tv. 5. 84.
comittciando dalP A ... si rivolve C iv. 6. 07.
perocché Aristotile n>mii«n'ò a disputare C iv. 6. 139.
quella parte . . . della Canzone . . . che comincia . . . db' . . . . C iv. io. 5.
La seconda porte comincia .* JVi voglion C ìv. io. 99.
cotHÌnda questa seconda parte : Chi l* C. iv. 10. 33.
però da quelli comintia prima a desiderare C. Ìv. la. 160.
in questa parte che cotmncia : AV vogUon C. ìv. 24. 7.
là dove Nobiltà per processo di tempo si cominci C. ìv. 14. 39.
dicesse che la Nobiltà si comincerà in quel tempo C iv. 14. 40.
Questa seconda parte . . . che comincia: Dico C iv. 16. 19,
comincia questa parte seconda : /.' anima C.xv. 16. 35.
comincia questa seconda parte : È GentùéSMa C iv. 16. 33.
dice e cttminda adunque : Dico C. iv. 17. 5.
in6no a quella parte che comincia : Dico C iv. iB. 6.
procedere . . . alla seguente parte, che comÌ»icia : È gentilcsoa . . C, iv. 29. 6.
CDmfffTKi questa seconda parte : Duntpu C iv. 19. la.
quando fece quel Salmo che mmiNna; 'Signore C iv. 19. 60.
in una sua Canzone, che comincia: Al cor gentil C iv. ao. 68.
E comincia una dissimili tu di ne tra loro nel C Ìv. Z2. 53.
è da tenere dietro a quello che bene corninda C iv. aa. 63,
alla parte del testo che comincia : V anima C. iv. 03. 6.
e comincia questa seconda parte : Ubbidiente C iv. 33. 15.
comincia la seconda parte : In . . . la terza comincia: £. . . la quarta
conn'ncùt : Poi C iv. 33. 40. 43, 43,
perocché 1* Adolescenza non comincia dal C, iv. 34. 44.
perocché . . . comincia V nomo a essere gnuìoso C. ìv. 35. ]x.
alla seconda parte, la quale comincia : In Giovanesma C ìv. a6. 6l
alla terza parte che comincia : E C.xv. 37. 6.
all' ultima, cioè a quella che comincia : Poi . C iv. a8. 3.
Giovenale . . . quando comincia quasi esclamando C iv. 39. 38.
delle quali la prima comincm nel Capìtolo C.'vr. 30. 5.
della terza parte ... la quale . . . comincia : Contro C. iv. 30. 14.
cominciatore. il quale è tomindatore del trattato C iii. I3. 43.
commedia, nelle scrittore antiche delle ramm/t/iV C i. 5. 51.
commemorare, e Nobiltà in tra li beni si è comme*noraia . . . . C iv. 24. 65.
commendare. Quella cosa che più . . . commenda le . . . operazioni . C. i. 5. 17.
li quali . . . comtHcndano gli altri Ci. io. 76.
uomini . . . che vontnundano lo Volgare . . . . . . . . . C i. 11. 3.
cioè Io Volgare proprio, e commendano V altrui C. i. 11. 87.
e fommiWovAMo la grammaiica Greca Ci. 11. 97.
Sono molti che per . . . commendare quella C i. 11. 104.
biasimevole è rommmt/arr quella C i. xx. 208.
che più in essa è amata e commendata C i. X3. 91.
che ... lo bene manifestare . . . è . . . commendato C i. la. 94.
a questa nuova donna commendare C ii. 7, 76.
che . . . commenda e abbellisce la memoria C ii. 7. 79.
nel quale si commendava la persona che C iii. z. 31.
di lei commendare secondo la mia facultà C iii. i. 73.
I
lai
COMPARARE
Per U peccali grandi, eh' i' ho eontmtssi S. P. xxxvii. 74.
Ed ho roMtMMsso il male tn tuo cospetto S. P. \, n^.
Quello, eh* ì' ho mmmrsso in te e 'n altrui S. P,\. ai.
ito. Partir da 5^ beltà per suo commia/o . ....... Caas. x. 31.
EH darle d' ogni ben gran cotnftagnia Carta, ix. 73.
brocche pcrdon la lor rompegnia Canz. xììì. 43,
db* •pcaao altri si getta In tompmgnh^ che Cans. xiv. 93.
S* bIb venisM atnia compagnia De' messi Cana. xvL 64.
Om Moa €9m^agma Dovresti K AT. ra. 85 (Sa/A i. 6).
ìàt 4crv* cà ... Ita in compagnia molta beltale Sti//. vii. 6.
Hcn ^crì mai d* aver sua compagnia K A'. 8. 64 {Soh, iv. ao).
L* «n ha . . . Prudenza ed onestate in compagina San. xxx. 4.
Cbè nella prima parte io commendo questa Uunna . . C.
**?^*«>^'*' a MmiM/M^tfn questa Donna per C
quando dico : Ogn' IntttUtto . . . comtntndo lei C
lAf questa Donna comunemente ... io proccdu a
€9mmfnd«ft lei spezialmente C
1». 5. 7,
iìL 6. 6.
iii. 6. 34.
mostrare
|rÌBM ta comnundo sccoodochi . . . poi la commendo sccondochè
—Hi quale questa Donna t commendata ^ìla parte dell' awina .
«9MC I . . io ffmtmendo lei dalla parte del corpo ,
poi per lo trattato, casa commendando . . .
«erao ... io inlendo cominendare V Amore
l^orkva Donna è commendata secondo ....
ndamdo Y altra parte sua
. . • qwftdft cotnmtenda la povertà di sicuran2a .
Ih éovt to»umttmd* V uomo
■HOAulOlie. aaranno omai le segueoti comfnendaaioni a
dopo W grnrrali commendatiom , , , discendere . . .
cfilui, cui la Ratcìonc coittmei/e il suo governo
€wà , . . pare dal padre o da . . . essere cvmme^to . .
mtB ps«ra di diaonoranza per fallo wmmrMo ....
d rcggincttlo delle cittih commisero in quelli che . . .
le cose . . . sono . . . nel fine comnitSMrtt/f
naodato . . . per commntart lì prcai Cartaginesi a
r aomo naturalmente é compagnevote animale . .
ricordandomi <:he . . . T avca veduta fare co»npngma a
IflttocM io tMM alla amtpnf^ttia di molti K
Ab» Bdh Ciri tmm^ngtma ai metta K
. M alk aompagmia d* una urentildonna . K.
cbo te Cacrasero compagma nel ... , . K.
di stare «1 scnrisio . . . nella sua compagnia . l\
T mam ndb eampagmm dell' allrm V,
«n fmaiooa la tua totnpagma K
noi dov«ao avere poca compagnia .... . . C
• MaOMrs persuasione della sua ccmtpagnia fare C
un nomo . . . richiede compàgmn domestica C
atliasiniB oeii* ucnana con^agnìa C.
k mM9m dtadla vamwa wmtpuinia . , . correa C.
ifBgBOk ArìMoiila ... e Senocrale CalcìdoBio suo compagno . . C
lu. ààeot e U luoJ eompagni C.
■i ■'^■"fttfg, pcrcM ad essa si pu6 comparan
fl CìbIo di JfWnwib $k può eomparmt alla Diaìetiua .
fl Odo di Knwiv d pad eompaeate alla Rettofita . .
C *1 cialo dd ig^ j,- pad tomfatar$ all' Awìttnetua .
uu 7. I, 3.
iii. 7- 5, 6.
iii. 8. 30, 33.
iii. 13. 36.
iii. 14. 13.
iii. 15. a.
iii. 15. 7.
iv. 13. III.
iv. 19. 69.
iii. 13. 88.
iii. ti- 5.
iv.fl4. 179.
iv. 34. 183.
iv. 35. 104.
iv. 37. 94.
i. IO. 13.
iv. 5. las-
iv. 4. IO.
A'. 8. IO.
N. 9. 8.
N, 13. i:
[37.
N. 14. 16.
A^. 14. 19.
A^. 14. 04.
K 18. 5.
A^. a7. 30.
ii. t. 5».
iii. 14. 119.
iv, 4. II.
ìv. 4. 81.
iv. 5. 67.
iv. 6. 133.
iv. 6. 141.
ii. 14. 69.
ìL 14. 90.
ii. t4. 110.
ii. 14. 133.
COMPARARE
122
compassione. E vogli aver dì me compamotu S. P. d. 3.
Ch' egli averà di luì compassiofu S. P. cxsdx. 24.
compera. Quanto !ia snl chi tal comptra paga Comm. x. laa.
comparare, il ciclo di Marit ai può comparare alla Musata . . . . C. ìi. 14. 154.
il Cielo di Giov* si può cotnparart alla Geotnetria C. ii. 14. 194.
per le quali si può com/>ararr all' Astroloji^a C il. 14. aa5.
che il cielo striato si può comparare alla Fisica C. iì. 15. 5.
che 1 cielo stellato ... si può comparare alla Fìsica e C ii. 15. lao.
se . . . fclicilà è dolcezza comparata C iv. 90. 93.
comparazione, cosa, per companuione alla quale si (a . . . . . C L iz. 139.
è più nobile per comparoMone alti suoi poli C ii. 4. 71.
fare consideraxìone sovra una eompantsiotu C. it. 14. 49.
Appresso le comparaaiom fatte delli . . . Cieli C. Ìi. 15. t.
é da vedere prima la comparoMione della Fisica C ii. 15. 16.
Lo cielo ... ha comparamotu assai manifesta alla C ìi. 15. 133.
questo cielo avere alla morale filosofìa eomparasione C ii. 15. 164-
ragionata cosi la comparusicme de* Cieli alle Scienze C iì. 25. 2S4.
comincio a comcndarc . . . per comparatone all' C iii. 6. 7.
dunque bella e convenevole conipanuieme fu del C. iv. 19. 69.
COmpCLSBÌone. quando i miseri veggono di loro compassiom aXir^i . . l^. N. 36. 14.
comperare, che vende coli* una e compara coU' altra C i. a. 63.
perocché quello ricevitore compera C. i. 8. xaa.
nulla cosa più cara si compera C i, 8. laa.
che credendo comperare un uomo per Io beneficio, mille e mille ne
sono comperati C ÌT. li. MX. 193.
all' artr, la quale hai comperata C. iv. 37. 83.
compiacimento, alcuna immaginazione di venereo compiacimento . . C iv. 35. 76.
Otnnpìere, -ire. che appunto erano compiyHW nove anni ^. iV. 3. a.
quando io avca veduto compiere lutti i . . . mestieri K iV. 33. 76*
e compiuta n* avea questa sovrascrìtta stanza V. N. 39. 5.
in cui il perfetto numero nove volte era compiuto in , V. N. 30. io.
In quel giorno, nel quale si compiva Y anno K iV. 35. a,
la mia voglia di compiuta . . . liberalità è qui s^uace C i. z. 139.
Iji quale dico che si compie quasi in C. ii. 3. 45.
nel SUD cerchio compiere . . . volge C ii. 14. 333.
le cose . . . che cotidìanamente compiono lor via C. ii. 15. zoo.
montando . . . tanto che compia no\'antuna rota . . . Quando queste
rotr sono compiute C. iii. 5. 150, 153.
neir acqua . . . questo discorso ... si compi* C. iii. 9. 74.
della quale nullo amadorc prende compiuta gioia C iii. xa. zo8.
senza compiere il desiderio, bealo esser non possa C. iii. 15. 75.
desidererebbe sé . . . non compiere mai suo desiderio C ìli. 15. 86^
che ciò dovea compiere C iv. 5. 39.
Perocché in nullo tempo si compie ... la sete C iv. ta. 66.
siccome vedemo che quello . . . compie il desiderio , C ì». la. 193.
vedemo che quello . . . mai noi compie C ìv. ta. 195.
incontanente ... è compiuto . . . questo desiderio C ìv. 13. 13.
avvegnaché molti desideri sì compiano ncll' C iv, 13. 55.
sicché certo termine quello compie C iv. 13. 66w
avvegnaché pochi . . . compiano la giornata . . C. iv. 13. 67.
anzi ta domandazionc compinta, male rispondono . . . . . . C iv. 15. 135.
non per cerchio compiuto ... si scopra C ìv. 33. 54.
che la Gioveotute nel . . . anno si compie C iv. 34. 37,
io . . . feci e compiei tutti li tuoi comandamenti C iv. 98. 139.
«^3
COMPRENDERE
UWmiOHe. To Mi ben, eh' io di terra son composto . .
OOnprcndcrc Ciò che lo mio intelletto non comJfrenJt
(> tu, che il ciclo e 'I mondo puoi comprtmim
da poi eh* io tamtpnù. Che mi sguardavi con . . .
COBpiìiire. ch^ perfettamente è compifata ....
oooipire, oompìata K. compiere.
ipbltameilte. fare tutti ì suoi piaceri (ompiutamenic
dsco . . . awcfnacbò non compiutamentt . . ,
fli pvictil . . . più comptHtamtntt in un libro . .
qoelh . . . Deità che Sé sola eompiutamtntt vede
od qttftle eomptMtmmtmte è mostrato
che aoU »ò medesima vede compintamtnté . . .
la tingila non i di quello . . . £ompÌMtamtnte seguace
Hct prioio Capitolo ... è si compiutamenu ragionata
iptanlane. Giove è stella di temperata compUsàtm*
aacoadochè la computatone rìcbiede ^
certi per pw^auiow» collerica sono ad ira disposti .
vfd . . • aOi quali non ha colpa la compUssiotu . .
dia t fondata sopra la comptesmone del corpo. . .
■are non bene . . . per manco dì compksaioue . .
la vrVfM d*^' f/emotti hgati^ cioè la eompìts^éom . .
perocché 1« romplginon* d«l seme può essere . . .
la materia della nostra seminale contpUs^om . .
pib Inngiie e più corte, secondo la tompittuimt nostra
secondo 1* una delle sue parti compoHfHti
amtpoM una epistola solto Torma di serventcse
qiaeUo che, eompomtndoU . . . addivenne . . .
Il pottHoh delle Leggi . . . quelle comptmemio, .
Xm car/ova tvmpostt . . . hanno amore al loco . .
ha ... per compo$io dell' uno e dell' altro 1* uso di
« mm^calu d* csae per modo volubile ....
h qaalc ... lo figlio di Giapeto . . . tompOM in immagìDe
la via per che elle si compongono
chie r IHXBO è catnpoalo d' anima e di corpo .
prima che alla sua composi nont venissi
qiialitadi che sono nella nostra mm^
hnighc e più corte, secondo ... la n
y. oompocTe.
odle quali tu aympfmdi la fona eh' io tengo
CaaeioMiacoaacbe . . . molte persone avessero compn$o lo
MtWti, dM di lei al comprende in cielo
llaCBi che dlld al tomprrndc in terra
cte qoelB . • . cmmpnndtvckno in loro una dolcezza
. , di fvmpftndert in esso questa . . . condizione
io comfirmdcsMi la sentrnxa di
che il niK) intelletto noi può eowipnndrrw .
li comprmde tutti
^pBoia AbIm, dia mite queste potenze compmdt . .
tmÈtmàert boo le poterne, ni compn$tdm perfettamente
tra parti . . . aecoedochè In tre vermi ai comprende , .
io eompiitndo per le sentenze
é povera la ooatra mente a te tnmprmdm . .
Ih cai oaian tutta in materia à tomprrvt
Ir ^BoB coac eoo pi6 acnai comprtndtamv .
S. P. ci. 97.
C. ili. Con*, ii. ti.
S. P. xxxvii. I.
5. P, xxxvii. 8.
C ii.
>4. 104.
K AT. 9. 61.
C. i. 5. 67.
C. ii. 4. 99.
e. ii. 4. xoa.
C. ii. 6. 94.
C ili. 3. 137,
e. iii. la. a.
C. ii. t^. 900.
C. iii. 3. 23.
C iiL 8. ìsB.
C iii. 8. i6a.
C iv. a. 59.
C iv. 20. 71.
C. iv. ai. 36,
C. iv. ai. 59-
C. iv. 33. 67.
C. iv. 84. 71.
C iii. [5. 3.
K N. 6. 10.
K N, 6. 13.
C i. 8. 35.
C, iii. 3. i4«
C. ùL 14. 9.
C iv. 6. 35.
C tv. 15. 83.
C. iv. 17. 83»
C. iv. ai. 9.
C iii. 9, 8.
C. iv. 33. 115.
r. iv. 34. 73.
y N. iB. 56.
K N. te. a.
K JV. 19. 114.
y.N. 19. 115.
K. iV. 36. ax
K W. 38. 33.
K. /V. 40, 44-
V. N. 4fl. 37.
C. ii. 4. 9»'
C iii. a. 113.
r. iii. 4. 95.
C. iii. 5. 6.
C. ii), 5. Ma.
C. iii. 5. 305.
C iii. 7. S7-
C. ììL 9. 63.
COME'RENDERE
comprendere. E ci6 che si eomprtndi con la mente P. F, t8.
concepere. Io nelle iniquitadì son confitto 5*. P. 1. 16.
ia4
I
comprendere, perchè solo col viso li comprendiamo ..... C. iii. 9. 65.
sicchò il vetro ne rimane compnso C. iii. 9. 99.
siccome per la sentenza del ... si può contprrndert C Iii. io, 17.
La prima parte ... in tre membri ai può contprtttdert C. iv. 9. iz,
IddìOf che solo . . . r infinito compmuié C. iv. 9. 33.
che non comprendono ogtii formalitii C iv. io. 53.
la imperfezione delle ricchezze ... sì può comprender* . . . . C. iv. la. 3.
quello che comprende più cose ... sì dee dire C iv. 16. 4,6.
lo pie dell* albero, che tutti gli altri rami comprende C iv. z8. 49.
NobiItà,chcfo»H/nrMi//ognivirtù(siccomecagionecfreUort»»M^MfMrfr) C. iv. x8. 51, 53.
le Dature e ... in una sotto una semplice sustanza comprese , . C. iv. 19. 50.
questa difiDizionc tutte ... le cagioni . . . comprende C iv, ao. 96.
Onde si può comprendere per quello quasi, che C iv. 33. 107.
la quuic parte comprende il quarto e '1 . . . libro C. iv. a6. 6a.
Io proemio . . . che in due Capitoli si comprese C iv. 30, 10
comto. che la nobile natura lo suo corpo . . . faccia comto . . . . C. tv. 95. 140.
comune, se io pensava dì voler cercare una comune via K TV. 13. 39.
secondo comHne opinione astrologa K A', 30. 18.
miseri quelli che colle pecore hanno romMtt^ cibo C. i. i. 54.
allì più comuni beni C. ì, 8. 34.
corre cortiune la loda e lo vituperio C. iii. t. 43.
che seftsiMi [comuni] sì chiamano C iii. 9. Ór.
Queste cose visibili, si le proprie, come le comuni C iti. 9. 67. '
perocché r essenziali passioni sono roMfHm a tutti C. iii. xi. 64,
non sì dice Filosofo alcuno per lo comune amore C. iii. zi. 73.
Degli amici esser deono tutte le cose comuni C. iv. 1. iB.
com' è quello della comune sentenza C. iv. 7. 30. I
faliiissimo, massimamente nelli sensibili comuni C iv. 8. 49.
che di rc>mNM« vocabolo JlfrN/!r si può chiamare C iv. 15. iia
riguardo avere alla comune consuetudine C iv. 16. 41.
perciocché le . . . paiono essere e sieno più comuni C iv. 17. 134.
che non ha essenza comune colle partì C iv, 99. 97.
comuneniente. io commendo questa Donna ... e comunemente . . C, iii, 5. 8.
Commendata questa Donna comunemente C. ut. 7. i. tj
comunicare, a'sicurandomi che il mio segreto non era comunicato V. W. 5. 30>
temo d' avere a troppi comunicato il suo intendimento V. Pf, 19. 153.
non che la natura divina sìa ... e comunicata in quelle . . . . C ìiì. a. 43.
come il suo nobile nome per ... è (oniunicato alle C. iii. ir. 1B5.
perocché le cose . . . comunicano ... le loro qualltii C. iv. 1. 7,
si che r amor dell' una si comunica nell* altra C iv. 1. 13.
conviene ... la sua perfezione comunicare ad altri C. iv. a6. aSL
concedente, io intendo di farc^ Dio concedente C.ì. s^ 68.
concedere, conciossiacosaché a' poeti sia conceduta . . . licenia . . K /^. 95. 53.
onde, se alcuna figura 0 colore . . . é coffn^N/oalli poeti, conceduto t
a* rimatori y, ?f. 9$. 59, 601,
non si concede per li rettorici C ì. a. 15.
Io parlare di sé è conceduto C 1. a. 89.
allora si concede C i. a. 93»
onde rtmm^jt esser più bello C. i. 5. 105.
che ... si concede . . . che uomo parli di sé C i. za. 83.
come gran parte del suo bene alla . . . é conceduto C ìiì. 13. 90^
concepere. quanta coneepe chi legge ... in me avere signoreggiato . . C t. a. iiS.
'25 ^^^^^1^ CONCORDIA
re. Udil« come mnehimUndu vado Cane. x. 137.
Coftl altrui e ^ concta Y avaro Cams, x, tao.
CoM m* luu tondOf Amore, in mcuo 1' Alpi r . . . . . Cane. x\. ti.
>r paura pia co' colpi suoi M' ha così ccmóo Gnu. xvii. 33.
Negli i>cchi . . . Che m* hanno concio si, che Son, xxvi. 3.
Mi fa . . . drizzar gli occhi al sommo concistoro .... Son. xxxvii. 4.
eODOOrdiA. Perche se meco qui non fai concordia S. P. vi. aa.
unuepcie. che la mente . . . avvegnaché rìceva n leme, non coHcfpr . C. i. 3. 53.
■ohe cose . . . concepttU nella mente C i. 5. 86.
di« è manifestare la concepmta sentenza C i. to. 6a
a manifestare lo atHctfto umano C. i. 5. 6a.
irai e novissimi conctUi ... si esprimoDO Ci. io. 83.
lo bene manifestare del cxmcwtia C. I. la. 94.
Delle quali parole io contAiud^W tutto ciò che , . . , V. N. 33. 55.
•d qaAte lo . . . conckiudesti in esan tutto ciò che K A^. 36. 35.
T*9 che si c<mckiudt lo principale intendimento C i. 5. 106.
poi sari €onck»9tao come C i. 6. 6.
eofli t tomiJnuso ciò che si promise C i. 7. 104.
Per che si roNcAa'M^ che ... conviene C i. 8. 81.
per cbe si conekiud* che non solamente , C i. 13. 7r.
At che li conrAiM^, che . . . sìa C. iì. 5. 87.
Fercià torneimi^ e dico C iì. 7. 46.
i Bici pensieri . . . voleano cose concMimiitn dì lei C. uì. 3. 106.
UMaMBeote quando dico . . . conchìudo ... Io fine C. iii. 6. aoo.
patelle noi volessimo che '1 sillogismo con falsi principi! conefnudéss*
. . . non conchindtwwbht C iv. 9. 58, 59.
Ulthnamenle arnchiudo , . . T mmmo diritto non mutarsi C ìv. 10. 73.
«mmkùtA manifesto essere lo loro errore C iv. 14. 14.
Poi . . . tomdùuéù lo loro errore esser confuso C iv. 15. 99.
•■sj che aÌllo|EÌZfinu hanno rPwAiuso. C ìv. 15. 154.
poi WMtAiauU prendendo la virtù della C Ìv. x8. 39.
mIì icrnnili, iornehiudendo, si trova C iv. 19. 10,
Dia •dmqoe, tomkÌMdmdo da quello che C iv. ao. 6.
r, e dice che C. iv. aa 80.
prodmiooe si può por coptchiudcrt C iv. ai. 53.
K A'. 3. Ó9 ; ao. a : 36. I ; C iv, i. 60.
y. tf. aa. 6; Ci. 8. 19; ii. 6. 59; iv. 14. 6a, 90.
K tf. xa. sa ; 13. 18 ; 14. 96 ; 18. i ; aa. 19 ; «5. 13. 49. 5^ ; 30- *5 ;
31. 17 ; 36.13; 4x37; Ci. 1. 138; a. 73: 4.94; 5.85; 6.33; 7. 79; 8,86;
I», 96; 13. 16; ii. t. 75» 89, 98: 5. 19, 66, 75, 101 ; 6. 73: 9- «St aa, 37, 81,
87, los; la. 37; 15. 30, 78; ili. I. 39; a. 35; 6. 118; 7. 161 ; 8, 8a; 15.34,
73» «05i <»• 3. I7i 59; A 6, 9^ 96, 106; 5. 5; 8. 46. 58. lai ; 9. 75. 143;
IO. 60i. 97, 101 : li. 38, 104; ia,6a; 14. 79,96; 16. 103; sa- 19, 74; 33.50.
eletto fu in quetl* altissimo e . . . Condatoro divino . . . C iv. 5. ai.
di quella ettnduMctu vanno trasvolando nell' altra . . C iv. 15. 155.
StrvtUtmtmtt^ a' intende per quella comordatua elio . . C. iv. a. 104.
perciocché . . . tutti concordano in questo C li. 9. 61.
tatti b filosofi «Mcanldno che . . . sono cAgiooc . . . C ii, 14. a^
la nmrDninio/* sentenza delli savi . . . . C iv. 1. 1.
E ciò è «ommAm^ alla Kntenxa di Tullio C iv. si. 80.
in un volere concordtvoirttmte concorrono . . . C. iii. 14. 140.
eoo mmoréta e con discordia di cosrirnia C i. 3. 68.
ptt ài ii/ni « comare éi at*»^ C L 13. 5.
dk ^tH» mmcmdia TagU^A è confcrmaU . . . r C i. 13. 57.
CONCORDIA
ta6
concordia. O Signor mio, o padre di concordia 5. P. 1. i.
concupiscenza. £ smorza in me ogni concuf>istenaa S. P. xzzi. 57.
conduccre. aperse . . . Per conduccrmi al tempo che mi sfacc . , . CanM. liìi. 9.
condurre. V imagìnar ... Mi eondusu a veder . . . . V. N.^. 193 (Cohm. Ìì. 66).
concordia, per la. molta concordia che . . . conviene a C. iìi. 8. 7.
che '1 Figliuolo . . . discendesse a fare questa concordia . . . . C- iv. 5, 93.
OOnoorrere. le tre . . . condizioni, che convengono concorrere . . . C. ì. 9. a.
manifesto è luì essere concorso alla C i. 13. 35.
si vede essere . , . concorse tutte te cagioni Ci. 13. 69.
dove gli Stoici e ... in un volere . . . concorrono . C. iìi. 14. X41.
oonconimecto. fanno diverse le . . . per lo conoofrìmento della cosa . C iii. a. 34.
concubina, ott^mta 1' amiche conatòiru C ii. 15. 176.
concupiscibile, più si unisce alla parte concupiscibih C. iii. xo. ai.
questo AppetitOt che . . . concupiscibile sì chiama C iv. 36. 47.
condizione, divenni ... di si frale e debole condimom K. iV. 4. 7.
Se questa donna sapesse la mia ron^ùioHff V. N. 14.68.
notificando la tua a»i^i>t'oNf K A^. x8. 54,
per la sua nuova condizione K AT. 34. 14.
ond' io . . . scrissi . . . alquanto della sua condieiom V. N. 31. 7.
nella terza dico della mia condiaone V. N. 33. 35.
narro della mìa misera condioione , V, N. 33. 33.
chi vedea la vostra dolorosa cottdimone K A^. 38. 9.
di comprendere in esso questa orribile condizione K. A^. 38. 04.
Recommi la vista ... in si nuova condimone^ che V, N, 39. a.
soggetto in ciascuna condizione C i. 5. 39.
Da tutte le . . . condisioni . . . era separato CL9.a.
per molte condisioni ... sì possano magnificare C i. io. 44.
la proprietà delle sue condizioni C i. xo. 99.
r una si è la novità della mia condiaione CI ii. 7. a6.
m* ha tratto nella presente condizione C ii. 7. 46.
dire e ragionare la condizione della parte C U. 9, 18.
pare presuntuoso per certe condizioni C. ìi. fa, 39.
mostrando la mia condizione d ÌÌ. 13. 57.
1' anima» libera nelle condizioni C. ìi. 16. 30^
si tocca la incflabilc condizione di questo tema . . . . . . . C iii. a. 5.
uomini ... di si bassa condizione C. ìiL 7. 8a.
che sia alcuno ... di sì alta condizione C iiL 7. 85.
è da temere di trattare di sue condizioni . C iii. 8. xs.
d* alcuna condizione di . . . parlare intendo C. iii. 8. aa.
altrimenti che sia la vera sua condizione , C. ìiì. 10. 6.
contentamento in ciascuna condizione di tempo C iii. 13. 114.
considerando le diverse condizioni del mondo C. iv. 4. 66.
uno nuovo cittadino di piccola condizione . . . C. iv. 5. 173.
Poiché la mala condizione di ... è narrata C iv. 7. 43.
è manifesta, ma la loro condizione essere imperfettissima . . . . C. iv. xi. a$.
perchè dì sua ba'isa condiziopu non è memoria C. iv. 14. 104.
cosi questo processo d* una condizione è venuto C. iv. 15. aò,
la distinzione di queste condizioni C iv, 15. 35.
domandatori delle condizioni onorevoli dello rege C iv. 35. 59,
condotto, al cui r0M<l(}//a vanno li ciechi C i. xx. 151.
conduclniento. come . . . con debile conducin>tento entra in quello . . C. ìv. aS. X9.
condudtore. Aristotile essere additatore e conducitor* della gente . . C. iv, 6. X5X.
COndudtrlce. avvegnaché essa sia conducitrice delle morali Virtù . . C iv. 17. Bx.
condurre, alla qual parte Ìo fui condotto per K A^. 14. 5.
CONFORTARE
COOdnrre. I.0 manifesta in quel eh* ella condiue , . , . C. iii. Canx. ii. 33 ; 13. xo6.
un penaicr, che mi mfidua Con ... A rimirar Cohm. ix. ao.
Non soffrir che costei . . . mì conduca a morte Cam. tx. 57.
Di quel verace Amor, che la conduct Cane, xvìi. 49.
Che allo nul fare già me conduastì ^. /*. vi. 38.
Perchè il mio spirto t quasi al fin condutta S. P. cxJii. 36.
ta che la beaìgoitade ... mi conduca Nel S. P. cxlii. 53.
eh' alle ... Si ne conduca co* suoi santi preghi P. F. 236.
codieiiiiare. gì* inimici . . . Son eon/erma/i sopra me più ford . . . S. P. xxxvii. 77.
F*, che confermi lo mìo cor leggiero Si, che S, P.\. 50.
cmlaMre. Al mio Signore voglio confessare Ogni ingiustizia . . . S. P. xxxi. 35.
Di morte suscitò, credo e confesso P. F. 48.
e poi con propria bocca QtnftMa il mal P. F. loQ.
COBhriooe. Né . . . potemo . . . Senza confession da nostra parte P. F. 105.
cSiian. Quest' è da lor confesso C. iv. Cqììz. ìÌÌ. 64.
(ttifiggerb che nel . . . ligno ... fu confilo e *1 sangue sparto. . . P, F. laa.
^Pfcodaie. Perchè amistà nel mondo ai confonde Cane. x. 133.
^^■Otutire. Deh confortiam costui V. N. 9^. 150 {Cana. ii. 33).
£ ijundo un poco confortato fui V, Pi, 33. 154 [Cane, iu 37),
E nuire eh' io la chiamo, mi conforta K W. 33. 96 (Gi>u. iii. 56).
CmsIWmt non mi posso S), eh' io non Cans, xi. 54.
Y*MÌ pianeta, che conforta il gelo Carte, xv. 7.
** cfae ne porte Novelle a ... e la conforle Cans, xvìi. 73.
Ond' io tonfarlo sempre mia speranza BaU. vii. 9.
^("«Ima sbigottita non conforta K A^. ^5- 37 {Sou, viii. io).
^^ peccato chi mai ne conforta K. A^ aa. 98 {Son. xiii. \o).
^ <U voi, donne, non son confortaM» Son. xli. 14.
^^""'^ la quale un suo amico all' . . . condotto avea K A^. 14. 11.
** ^ttftJe mi condusse a tanta debolezza K A'. 33. 5.
'^ lo conduce siccome cagione propria C iii. 6. xag.
'^ ^l^i^ie tao conduce mirubili Ifc/Iecse C. iìi. 13. iia.
^- - . exmdmvno V umana volontà a vizio C iv. la. 33.
^P^tiezioDe, alta quale mi condusse V altro C iv. 13. 19.
*^'C'oae ano sciolto cavallo . . . bene non si conduct C iv. aó. 46.
J9^>*li eortdiécono sé ed altri a buon fioc nelle C iv. 37. 58.
^^^'^ vedemo certe piante lungo V acque . . . confarsi C iii. 3. 35.
^^^■■■•re. dirò , . , come V amistà è confermata C ì. la. 17.
*■*■*« . . . r amistà è confermata e fatta grande C i. 13. 7.
^ *|<a«sta concordia V amistà à confermata C i. 13. 57.
lo eoMferma quello che detto è di sopra C iii. 8. Z95.
conciossiacosaché '1 consentire è un confessare . . . . C i. 9. 73.
H>Ao<k> quello, che non è, non si confessa C ìv. 8. 115.
^^fcjoc questa ragione mosse Agostino nelle Confessioni . . . C. 1. a. 104.
**■ * altro cbe confessione di debita suggezione C. iv. 8. 100.
^■■a»^ della debita ron^jsion^ si priva C. iv. 8. iii.
■™^ che non passassero li suoi confini C iii. 25. 174.
'"'^«JC seguita a confondm In premessa loro opinione . . . . C iv. 15. 4.
"*■ • . . conchiudo lo loro errore esser confuso C. iv. 15. 99.
■"■rt i^ffC; Allora mi confortai molto K M 5. 19.
^ooM/brMs però che vada più sicura K TV. la. xa6.
P*»«wriiB di a)M/ó#*frfo K A?. 33. 113.
^'•tf» »olle parole mi diceano da confortarmi K. A^. 93. X15.
^■^••« cicloni vi sono state ... a oonfortar$ X amore C i. la. 37.
^^■■i ttonforivt quella C ii. a. 73.
CONFORTARE
confortare. Or ti cort/orla, eh' io sarotti ognora Som. Ì. 7.
Donque a ben far cìoschedun si confarii , . P, F. 55.
conforta È sua beltà del tuo valor con/brio Cane. iz. 39.
L' anima mia che n' attendca conforto Cane, xiiu 3$.
il cui dolce splendore Porla con/orto Catu. xiv. i6l
vostra salute, Che sìa txtnforto della sua vìrtute Csn«. rvi. 13-
se non rechi conforto Da lei Ball, v. 13.
£ si d' ogni conforto mi dispoglio ^m. xlviii. ifl.
perch' io Ho seguitato allora i tuoi conforti S. P. xxxviì. 8r.
confusione, che con vergogna Convien che vadan e conftisione, . . S. P. vi. 48,
congelare. Che '1 suo desire in congelato lago ... si posa .... Soh. xxxix, 3.
COngr^are. pronta A sempre congregarsi alla tua morte Cane, xviii. 6.
conoscente. Non si conviene a Donna conosctni* Son. xlv. 3.
confisrtare. disse . . . conforlanelo gli uomini a . . C. iv. it. 113.
conforto, acciocché mi sarebbe alcun conforto K. yV. 15. 58.
alcuno conforto non mi valca . . . ^ . . C. ii. 13. 6.
confusione, dirò, u. confusione A\ coloro C. ì. 10. 105.
La qual cosa era pessima confnsiont del mondo C. iv. 1. 5B.
poi, a maggiore loro confusione ... si distrugge C iv. 14. 10.
tm suo libro, che fece a confusioHt di tutti quelli C iv. 30. 28.
congiugnere. K. congiungere.
congiugninienio. se alcuno congiugnimento v' è C iv. 13. 254
congìuguìtore. fu eongiugnitort delli mìei generanti C i. 13. 30.
congiungere, -gnere. la quale era meco di . . . sanguiniti congiunta. V. N. ag. ^
in quanto è congiunto colle più prossime persone C. i. la. 44.
lo , . . appetito . . . d' esser congi$tnta con C ii. 4. 34.
r anima col corpo foMjYMrf// sono cfTetto C ii. 9. 45,
che . . . congiunti, fanno . . . bene sperare C ii. 11. 34.
sicdiè muovere è una potenza congiunta col sentire C iii. 3. 91.
come ... la divina Virtù tre nature congiunse C. iii. 8. 4.
Amore . . . ò che (ongiugm ... 1' amante colla persona amata . . C. iv. x. 4.
le cose congiunte comunicano ... le loro qualità . C iv. i. 7.
sicché r una coli' altra congiunta . . . sono C. iv. 6. 169.
Congiungaii la JtJosq/ica Aìxloriià co\\& imperiale Civ. ti. 166,
che nulla fìlosofica autorità si congiugne colli C iv. 6. 171.
ogni cosa . . . conviene essere congiunta coU* alterazione . . . . C iv. io. 89.
convcgna essere fOM^MM/o con quella Civ. 10.113.
perocché il perfetto collo imperfetto non si può congtugnert . . . C. iv. 13. 151.
che la torta linea colla diritta non si congiugtte mai C iv. 13. 153.
congiuntissimo, eletto fu in queir . . . congiuntissimo Concistoro . . C iv. 5. ai.
congiunzione, per non seguire 1' effetto della congiunzione . . . . C. iv. io. 78.
connaturale, avvegnaché piij sia connaturale ad esso che C ii. 4. 96.
fanno la loro operazione connaturale ad esso . . , C ii. 6. itr.
questi cutali vili sono innati^ cioè connaturali . , . , • . , C iii. 8. i6ow
intra le passioni connaturali e le consuetudinarie C iii. 8. 170.
ma le connaturali ... del tutto non se ne vanno C iii. 8. 175.
rompono ti vizi innati, cioè connaturali C. iii. 8. 193.
connettere, le . . . adomczze che quivi sono connesse C. i. 10. 87.
conoscente, essere conoscente del bisogno .......... C ì. 5. 39.
non sarebbe stato conoscente Ci. 6.4.
servo conoscente al signore Volgare . . C i. 6, 9.
Che lo Latino non sia conoscente del Volgare C i, 6. 39.
lo Latino non é conouente del Volgare. Ancora non é conoscente
de' suoi amici C i. 6. 57, 58.
^
^
^
CONOSCERE
Di fomoamun e di verità fuora K N. 23. 167 (Caru. li. 40).
A 9on colantii e* hanno conoscensa Catu. x'ix. q$.
Se non per tmu>stfnaa d' uomo, in cui Bali. vi. 16.
*^t30<BBerb. Tanto, quanto rtmosm ben, eh' io sono Ut CaMs. ix. 63.
Wr^ donne . . . amo^ctt* il vii vostro desire ........ Cuhm, x. 6.
Bea OMKMC** k) che va U seve al Sole Ctm». xi. 37.
***Oorte noD * rosKwm/r degli amici perfettamente C I. 6. 74.
•te Hnbbe stato servo totwsewm* C i. 7. 2.
<■ Bcsari wiwncm» ver lo benefattore C iì. 7. 37.
n figliuolo è rwKwrmV del vizio del padre, e quando il
suddito è wnoscwnitòéì vino del signore C iii. la 57. 58.
avere quelle dixposixioni . . . siccome . . . ronosctnsa C. L 5. a6.
^MMMMmad del »ervo si richiede C i. 6. 11.
avuta la coMcaaMta di queste cose C i. 6. 37.
r abito di €ono»ftn*a distinta de] Volgare C. i. 6. 50.
^'^^luede perfetta conoscrnsa C. Ì. 6. 76.
•w*>«^ «Ila fortosrriwfl dell* altre C ii. 1. ga.
cbc ... si proceda nella nostra ffiNOwmaa ...... C ii. x. no.
^taale comincia la nostra conosctnaa C. ii. 5, lai.
la cottasetHMa dell' anima è chiara o . C iii. a. 65.
. potemo avere alcuna rvMoserMait C. iii. 8. 145.
■ •^«^ imìatà ... ha per suggetto la cvHOictttsa deUa C iii. 11. 131.
" ^ SMò appressare alla sua ainoscenam C iii. 15. 68.
b propria contaetnMit della verace Nobihii ; siccome per la
del suo testo ... veder si potrà C iv. r. 80, 8r.
bum wmcvmsa prima è imperfetta C iv. la. 157-
f •^^■» . . . dì vera conosettiMa C. iv. 13. 145.
r^*"«a» tati . . . vfracr, cioè di eonosrtMsa C iv. 13. 157.
«t verrebbe alla cnttostntsa delle api C. iv. 17. 199.
. . s* abbia ronoscenea dell* umana bontà C jv, ai. a.
la eoMOÉcmaa distìngue C iv. aa. 69.
•lfWkéed« . . . banna cottoscfusa delle presentì .... . . C iv. «7. 44.
eh* era la donna delle salute K ^. 3. 40-
li, al eh* io U eotwòòì bene K. TV. 9. 30.
i!(^steaBe volisto eoMosctn Amore y. JV. li. 16.
m\ parca eh* io ') ronowvsai K. JV. la. 03.
^bè . . . sìa ttmosetufo ... lo tuo segreto . . . . K JV. xa. 53.
MSrtea<Ìo, €cmo$f*rà le parole K. JV. la. 64.
0 takta tmagiuare, risposi loro K. JV. 33. 1 17.
lì non «DMOaniamo K A*. 41. t8.
b SBÌarf« vita di quclti che ... ho lasciati C i. 1. 71.
SÉ tvmoann lo suo difetto . C. i. a. 40.
omaaama le cose C L 4. aa.
S éuK «MB pcfieCtftmente ^ottoscrre C. L 6. r3.
at I servo noa tmtosc^ U natura C i. 6. a6.
•I ■■■siine cDMoanrfr al serro gli amid C L 6. 09.
Qa^gM cfe« coMMKtf ... io ger>ere, non amout . . . perfettamente ;
séeeosedUAmoanr da lungi.. . non roMoanr. . .perfettamente C. i. 6. 40^41, 4^, 43.
Ia * -*^- «PMOtor lo Volgare in genere . . . m esso lo €OMPsersst
tfMtett» artli ì Volgare roMiurv>v66r, perchè non è ragione che
r w pib , . . mmomw C i. 6. 4St 47. 46» 49*
A fevpaariMs *HMmvf H anici* non roMOMn*^ il prìncipaie : onde,
9t ao« mmm$ . . Iq Yoigmrt . . . inpossìbile è a lui coMOMm
UmÈoimaÈei /* Ci. 6. 60,61, 63.
K
CONOSCERE
I*
conoscere. Quella virtìi . . . coHobbt '1 disio eh' era crìato Cam. xiu. 77. i
E ciò ronoscrr voi dovete , Caiu. xvì. 31.
Che ciascun ... DI fuor eonoit» che dentro è pietate Cans. xvì. 59.
I^ quai non poason esser couosaufe Se non per . Ball. vL 15. <
Che per le proprietà sue conosciute V. N.B. 63 {Son. 'w, ittf,
Allegro si, che appena il cono^a K A^. 34. 53 {Som. xiv. 4)^
tanto . . . Ch' io lo cùmosco sol dopo *I mio danno Som. xxxv. ti. i
Se nostra donna conosctmon puoi Som. lì. 9. i
al f;:entil atto Degli occhi suoi cottoscrraila poi Som, li. 13.
Ma io avendo ... e ciò non conoscendo^ Ho fatto S, P. xxxì. ti.
conoscere, senza ... è impossibile conoscere gli uomini C ì. 6. 6;^.
per conseguente non può conoscere gli amid C i. 6. 70.
chi vnole . . . conoscerà la malizia di costoro . C. i. xi. 91
è palese, e per me conosciuto, esso essere stato Ci. 13. 43
procedendo da quello che cvnoscemo meglio» in queUo che conoscemo
non cosi bene C ii. i. zit, 11%
in quanto questa via dì conoscere è C. ìi. i. 114.
conviene prima conoscere le sue parti C. iì. a. 50.
che r anima mia oTios/ra la sua disposizione C. il. 10. 64.
coti si può . . , conoscere la sua vittoria . C. il. 11. 35.
quello non conosciuto da molti libro di Boezio CU. 13. 14.
per lo quale si può conoscere quale è C. iii. a. 68.
che ciascuno Intelletto dì sopra . . . conosce quello ch* è . . . conosce
dunque Iddio . . , conosce dunque quello eh' à sotto sé . . . C ìiì, 6. 4t, 43,
conoscendo Lui, tutte le cose comùs^ono secondo il modo della intelli-
genza C. iii. 6w 47 (*«).
Per che ... le Intelligenze conoscono la forma umana C iii, 6. 49
conoscono quella le Intelligenze motrici ... e conoscono quella per-
fettissima C. iiL 6. 5Jl, 55.
n* conoscono che sia ciò C iii, 7. 114.
che conoscer sì può la sua presente passione C iii. 8. 81.
quando I' amico conosce che vergogna crescerebbe al. . . o conosce V
amico suo non paziente C iii. to. 60^ 6&
perocché ... le lode danno desiderio di conoscere la persona Iodata,
e conoscere la cosa sia sapere C iii. 1 1. 6 (Mi)«
conciossiacosaché conoscere di Dio, e . . ■ non sia possibile . . . C iii. 15. 105.
procedono quasi dal non conoscere V uso del tempo C. ìt. a, 901.
questo fine conoscendo . . . limarono e C. iv. 6. 135.
Che . . . comtscer* 1* ordine ... è proprio atto dì ragione . . . . C iv. S. 4.
che arroganza e ... è sé medesimo non conoscere C ìv. 8. 03.
Se questa (cioè equità) gli uomini la conoscessero^ e conosciuta ser-
vassero C. iv. 9. 84 (*m),
siccome . . . conoscere la virtii dell' erbe pare C iv. 9. 140.
conciossiacosaché ... il conoscere la virtù ... sia . . . . . . C. iv. 9. 145.
sicché apertamente ... si conosce la imperfezione C. iv. ta. 17.
conoscere che sieno li principiì ... e conoscrre quello che sìa ciasche-
duno, non é ^- ìv* 13* 37i 39>
nella sua operazione ; che è eottoscere quello che C iv. 15. 114.
a mostrare . . . come si può conoscere V uomo C. ìv. 15. 190.
mostrare , . . come conoscere si può colui dov' ella 6 , C, ir. 16. 25.
per . . . Nobile s* intenda essere da molti . . . conosciuto . . . . C tv. 16. 6x
un verbo che sta per conoscere, cioè nosco C iv. 16. 63.
quelle cose che piti fossero . . . conosante C ìv, x6, 66»
è faUissimo che Nobile vcgna da conoscere C iv. x6. 75.
I
131 --mm^—^-^W- CONSERVARE
BCBMTtfie. Pur nondimen mai ti ranoAfa' chiaro S. P. xxxi. ai.
IVr mi ctma9€tmi lì beni summi S, P. xxxi. 60.
Ched M non mi eonoica peccatore, Ed . . . esser S, P. xxxvii. 65.
Poiché fMMMTO ben U mia malizia 5. P. I. la
Ferdi* io «omostd avere speso invano P. F. $.
Camfmnvr, cor suavc, de te primo Cans. xxL 14.
Dostn donna . . . Ch' Ò sì am^uiM Soh, ti. 10.
y. cnariftiìza.
giova A roHWK/ir ciò che par maravigli C iti. Cans. ìi. 50,
m ciò io Don toHsetito C ìv. Cana. iii. 73 ; 15. 87,
Cbt Ia belu, eh' Amore in voi ionsenU Oimm x. 7.
Bq vegpo che *l mio fin ro'iftf'/t/i e vuoi CtfMa.xvii.a6.
Cke ihce cgmamiir lo core in lui . y. N. 39. 63 (Son. xxiL 4V
Koi iDNWMMr. Signor, che la potenza S. P. xxxi. 55.
VatmiarMAK Signor» che mi sia tolto 5. P. 1. 43.
Omarrva^ adoma, accresce ciò che trova Catu, x. 37.
conviensi quella . . . oMoutn per li loro effetti . . . . C iv. 16. 108.
^Jt^frutU tnro rmwumrAf quelli C iv. 16. 11&.
*co(o(ocbc non la awoaroMo . . C iv. aa. 14.
'^tmmmtéò in %è diverge pirti, quelle . . . ama C iv. aa. 73.
'N^mI per ti quali cofiosrerr si piiò il nobile uomo C iv. 93. 9.
V*kUo per che poterne cfiHoscrrr V uomo notule alti . . . C. iv. 33. 34 ; a6. 3.
*^ la aobtlc Anima (omoveendosi non a%'ere . . . torna C. iv. a8. 137.
Hgni . . . per lì quali coHoaemt si può C. iv. 39. 4.
per toHn^f^fMì* non può conoscere C, i, 6. 69.
t amari C i. 7. 16.
I |*v^ mmaiàUiuU non sarebbe stata obt»edienza comandata inten-
C. L 7. 43-
fff ^^mmgmttÈf non sarebbe stato obbtéttnU C i. 7. 64.
V*^ ^mmtimtmt» Mrà ptìi pronta liberalità C ì. 8. 60.
cooriene essere nel dono 1' utililk C ì. 8. 1x3.
• ^t mmft^gtéfnf* t più virtuoso C ii. 4. 74.
^^4i q««i21o si Tcde per ragione e per amafgngmir^ che .... C. ili. 14. t»9.
^Ì^tmt^nmt0 può eaacre C ili. 14. i33>
• ?>mwi%iMii// la particolare C iv. 9. 09.
pdi tflslruiìooe del tvmmgufmf* C iv. la. 134.
omMgMdni^mtnié narro 1' altra C iii. 3. 116.
un altro pensiero, accompagnato di eonj*ntinuHto . . C. iì. 7. 76.
f i^^ stntenia della mente, lo tonséntimtnto cioè C. ii. 7. 8a.
9tf)ȣgmm9tfirmmm rol com$fHtimfmto C. ii. 8. 6a.
CW loMSBittfVMfi/o mio piegava invcr di lui ........ C ti. Ii< 93*
lUkto che il core tom^Miv^ in lui K A'. 39. 9.
€om»nUito dò. io mi ripensava . . ..... I^. A^. 39- 10.
1 tcnaetttifw é txn confessare . . . , . , , C. i. a. 73.
té maatmtSM «è negare puote C. i. a. 75.
«MS* ck* &0 ad esKTe suo <omsmttiad C. Ìi. fl. 15.
fariÉnf* In Oli» scale a tomtmtin C ii. 8. 95.
ifc vcrttft e da nmmmtkt C. ìv. 8. 144.
«•«a la (pale anno . . . gìudìxio è da contmfìft . . . . . . C iv. 9. 165.
Omém mtm è ... da eowm»hr$ a Nerone Clv. 9. 16A.
la quale k grandezze . . . am^rviUw sono . . . . C i. 10. 55.
^ C^ai dM la iMMTM C U. 6. 10.
■■B pué in «OM padre . . . U ao^ effetto ronatrvan C ii. 9. 43.
^ ihaIc <M loro signore C ti, ti. 84.
K 2
CONSERVARE
conservo. Ncque plus vitam sperando constrvo Catu. zxL 33.
considerare. Non tonsitUra lei secondo M vero C. iiì. Cane. ii.
Ma quando io coHsidtro Y aspetto Della 5. P. vi. 31.
conservare, la quale maniresta V amistà, e ferina e conserva . . . . C iìL 1. 69.
perocché il suo essere . . . per quello si amserva C iii. a. 57.
conciossiacosaché ... sia equità alcuna da consenvrr C iv. 9. 77.
la quale del tutto è da tonservare C iv. 15. 64.
nelle cose che ro#fj(-n/itMo la nostra vita C, iv. 17.37.
conservatrice. la quale è madre e conservatric* delle C. i. io. 47.
cooserva^ione. studia . . . alla sua constrvtmomt C. i. 13. 47.
la natura umana trasmuta ... la sua conaervaaiotu C ii. 9. 41.
conviene, a coHstrx'oaioMt di quella C iìL x. 58.
considerare, se anco vuoli cvHsideran lo primo nome suo .... K. N, 34. 33.
Chi valesse sottilmente ronaVfntnr K A^ 34. 41.
può vedere chi bene foH5fV//ra C i. i. 46: iì. 4. 61
conciossiacosaché ciascuna Persona . . . triplicemente si possa con-
sidtrart .... C ii. 6. 74.
Puotesi coHsitUrart il Padre C. ii. 6. 76, 6u
Puotesì ancora considtrart il Padre C ii. 6. 85.
li quali considerando, giudicava bene C. ii. 13. 37.
perocché i loro suggctti sono . . . sotto . . , considerati . . . , . C ti. 14. 131.
la sua considerazione . . . é considerare lì prìncipìi C iì. 14. 138.
chi ben considera sottiimcatc C ìì. r4. 143.
considerando tutte le cose essere numero C ti. 14. 147,
il numero, quanto è in so considerato C ii. X4. 151.
ìOf considerando me minore che questa Donna C ììL 1. 70.
Amore . . . sottilmente considerando, non è altro C lii. 3. 19^
considerando come ... la divina Virtù . . . congiunse C. iìi. 8. 2.
dove si puutc .^»no/v doppiamente considerare C iiì. 8. 115,
quella Ballatctta considerò questa Donna secondo C iiì. 10. 7.
che questa Canzone considera questa Donna secondo C. iiì. xo. 30^
sapere quello eh' ella è in sé considerata e per C, iìL 11, 8.
Onde si può vedere, a»ui(/rraH^ la significanza C.iii.xi. 57.
siccome U vera atnistà ... io sé considerata . . . cosi la Filosofia . . .
in sé considerata C. iìi. it. 131. 134
studio si può qui doppiamente considemrr C ìii. la. 14.
che di quella amistà gran cose prima considera C. ìii. za. 95.
in quanto primieramente sì considera . C. iiì. 13. 4.
saper . . . che rima si può doppiamente considerare C tv. a. to9.
così è uno che tutti questi Gni conAidera C tv. 4. 57.
che considerando le diverse condizioni . . . abbia C iv. 4^ 65.
se consideriamo lì sette regi C. iv. 5. 88.
Se noi consideriamo poi la sua . . . adolescenza C. iv. 5. 97.
colui che solo cotmdera V ultimo fine C, iv. 6. s&
il maestro e 1' artefice che quello . . . a?»sidera C ìv. 6. 67,
maniere d' operazioni, diversamente da considerare C. iv. ^ 43.
che ella solamente cvKwdErni « noM /a C. iv. 9. 43.
e operazioni eh' essa considera e fa C. iv. 9. 46.
operazioni . . . ch^ ella considera e fa in materia C iv. 9. sck
avvegnaché 'I considerare loro soggiaccia alla . . C. iv. 9. 5fl.
operazioni che la nostra ragione considem netP affo C. iv. 9. 66.
da lonsiderart è, che C, iv. 9. 109.
in loro considerate, cose perfette sono C iv. ix. 43*
se si a>n5f'<i>niNO lì modi C. tv. tx. 57.
I
*33 CONSOLAZIONE
^IMsIdcrare. qiuind* io ho ben consitUrato Tutta U legge con . . . S, P. cxlii. aa.
°"nrtgtkl, St che (tmsigh'o invao vi si balestra Soh. xxxvì, li.
Ha mI di quell* eterno e buon coHsi'giio Del . . . procede . , . , P. F. 76.
E d* ogni foNfo/rir r aninu spoglia .... K A'. 30. 80 {Cqhm, iii. 40).
Q«ato |Hctoao che m' ha ttmsola/it C ìi. Gws. i. 33; 10. ai.
tB tbe Mrotlo . . . Consvtarsi . . , Così alti dispersi Cara. xx. 7 4.
c««ftl, Che viene a consoiar ta nostra mente .... Ì'. iV. 39. 65 {Soh» xxii. 6).
CW Mando >oCto il tetto si consola S. P. ci. 34.
mUnmre. per que&to vocabolo , . . solo semplicemente considitmio C. iv. x6. 37.
qidlo dello Mpentiahfo si é . . . cotiatitrart ì' opere . . . . . C. ìv. aa. 113.
taqittflto r Intelletto roMLj»dÌmi lui e mira lui per C ìv. aa. X44,
Orala perfezione ... si può doppiamente coHsìHfrarr. Puotesì
€màé*rmft secondocbè ha rispetto a noi . . . Puotcsi considrrar*
accoodochè ha rispetto ad altri f . tv. a6. ai \bis), 35.
f>ft na— Juamfo, a cautela dico e comando C iv. 30. 44.
4 mestiere fare txmsidtmMitmt sovra una ..... C iu t^. 48.
di quelli ... si procede C ii. 14. 131.
*"*— TI -pifr ■^•--"-^-' p""^'p-''"'""' ■* C. ii. 14. 138.
Pv • . . awr si può amsittfmxmttt della sua xìrtti C iii. t. 90.
N/ di quelle avere potemo C. iii. 4. 93.
aia €muidtra*ìOH* mi trasportavo C. iit. 4. ioa.
cootinue. nuove e ultissime coHm'drramom &\ . . . . C, iii. la. ai.
AnMrrr. cott^gU<itt> dalla ragione, mi dice ^'- W, 15. 51.
CU 4h del cattivato Regolo . . . avere . . . mnaigtialo . . . . C. iv. 5. 139.
hi domandi^ cottsij^iami ; ma . . . senza richiesta, colui
C. iv. 37. 65, 66.
che si chiama ragionativa ovvero consigUatii>n . . . C iii. a, laS.
quante volte . . . per li vostri mnsàgHtri v' è additato . . C tv. 6. 186.
Bensa il fedele comizio delta ragione K W. a. 58.
foaac utile a udire '". TV. a. 59.
odo il tonsigìio della ragione K TV. 4. [4.
io potetti avere di mio coniglio C. iìL i. 35.
onde venia loro la luce del consiglio C iii. 11. 163.
da quel ooMsi^/jo che C iv. 4. 94,
to«MiinBziaoe dello eterno consiglio . . . . C iv. 5. 9.
a* ^9 prvprio studio ne per ooNji^M C iv. 6. tja.
chi a lato vi siede per coms^Ho . . . ,. C. ìv. 6. 184.
eofuigtio il magpore al atnorc C iv. 9. 133.
Li fitti , . . ftooo sette, cioè . . . (ms^Ho ......... C. iv. at. 111.
fe*IÌM»f« . , . doir altrui reo amstj^io C. iv. 34. 144.
Mb Pmdciua vcniono i buooi tomsigh C iv. 37. 58.
4^M parlerò io il mio nmstgtfO C. tv. 37. 70.
Ad» . . . db* qi elli ams$gk ... tu noi d^i vendere C iv. 37. 77.
dira . . . che sicno AMo ìMHvo consisttntt nW iwmbo . . C iv. 17. 71.
òoé r ahàto «Man» tomiatmtt mi mt»ao C. iv. ao. 9.
in eoaà vile modo vii vuol amaotara . , . . K JV. 39. 14.
Qmmtspistam (A# m* iunemtolala! Ben può dir consolata . . . . C. ii. xo. at.
wé a tibt 9à V altrui eomaoimn valca C. ii. 13. ja.
cfcs aàtssmo aconaolato avca tenuto a consolarsi C il. 13. 13.
Bi» M Ikcrio, nel quale . . . tommlaio s* avca C si. 13. 16.
m, cW cercava di fmaolmn ma C ii. 13. 34.
■fclfcliWi aoud pretesco ^ eomaolmmoM ....... C ì. a. 98.
le «raa daU Bolla toasoimsiofté .... C ii. 10. 04.
smmamt diea Boetfo ne/lji ju^ Consvltmon^ C li. 11. iB.
UWb
CONSOLAZIONE
n
oonsorte. Ne) regno degli eletti e suoi consorti S, P. ci. 84.
Vedendosi giacer con lai consorti S. P, cxliL at.
Ch' alle grazie di Dìo sarcm consorti ... P. F, 57,
consueto. Ma con la cvnsutta tua bontade S. P. cxliL 9.
consumare. Poi mi partii, con-simutfo ogni duolo . . K S. 33. 307 (Cuna. li. 80)
Ch* Amor per coitsiitHanm ìncrnspa r dora Catu. xii. 64-
questo fuoco m* have Già eonsutnato al 1' ossa e Cans. xx. 86.
sì . , . Che della voglia si consuman tutti f^. iV. 37. a8 (5<m. xx. t^
Guardate bene, s* io son consumata Som. xli. ta.
Or non mi vedi consutnare in pianto Gli occhi Som. xlvii. 5.
la vita mìa ... È arsa, consutnata e trista e stanca S. P, ci. 43.
La Gola è, che constuna savii e matti P. F. 199.
oonaummare. che la potenza Degli . . . più mi consufnmi . . . . S. P. xxxi. 56V
contare. Qual io divcgna . . . Amore, .Sa] contar Ut, non io . . . . Cans. xi. 47.
Convien che tal desto servigio conti Cttnt. xlv. 58.
Disvia — cotanto e più qtiant' io ne conto Cans. xix. 79.
Lieve mi contmn ciò che m' è grave Ca$ta, xx. 84.
OOnaoIaJCioiie. avea toccate parole della consoltuioru di Lelio . . . C ii. 13. aa
O eonsointione delle cose e della patria perduta C iii. 11. 167.
le chiama Boezio, in quello di CousoInMiotu C ìv. la. 35.
ecco Boezio in quello Ji ConsoIoBÌont dicente C iv. la. 74.
Boezio nel secondo della sua Conso/asioné dice C iv. 13. 131.
consolo, emancipata da Bruto primo Consolo C. iv. 5. loo.
consoni Igliare. ch^ volle quella eottsotnigiiart colla vita sua . C. ìv. 33. 104.
consonanza, quello parlare che ... in rimate consonane* cade . . C. iv. a^ 108L
consuetudinario. Altri sono vizi consuetudinari C iii. 8. 161.
questa differenza è intra le passioni connaturali e le ooMsur/M^tManV,
che le consuftt*dinarie . . . vanno via C Ìli. 8. fjo^ l jl.
consuetudine, sia conosciuto . . . per lunga consuetudine K A^. xa. 55.
il beneficio ... e la consuetudine sono cagioni C. i. la, 94.
mosse la consuetudine della gente C i. la 56.
per benevoiensa dilunga (onsuetudine Ci. 13. 6.
ci t stata la bentvotenea delia consuetudine C i. 13. 60.
a* accresce per la consM/fWixr . . . CL 13.64.
alli quali ncm ha colpa la . . . ma la consuetudinà C iii. 8. i6aL
si fuggono e si vincono per buona a>M5w//M{/(M/ C iti.fi. 165.
per buona consuetudine del tutto vanno via C iii. 8. 173.
cioè la mala consuetudine C. ili. 8. 174.
molto per buona fùiuM/^'i^tW si facciano lievi C.iiì. 8. 177.
perocché la consuetudine fnonf è equabile alla natura C. iii. 8. i8z.
per lunga consuetudine le Scienze . . . sono chiamate C iii. 11. 179.
il suo nobile nome per consuetudine t comunicato C iii. ix^ 184.
per mala consuetudine . . . era tanto fortificato C iv. t. 50.
riguardo avere alla comune consuetudine di parlare C. ìv. x6. 41,
se . . . non é . . . e sostenuto . . . per buona consuetudine . . . C. tv. at. 134.
acciocchà . . . per buona consuetudiru indurì, e C. iv. ai. lyt^
consumabile. 1* umido è . . . sicch' è meno . . . consumaòife . , . . C. Ìv. 34. 5^
consumazione, attenderao ... la consumasione del . . . movimento . C ii. 15, 117.
consurgere. Lo più bello ramo che dalla radice . . . consurga . . . C iv. 8. a.
un dubbio che pare roruwr^rr C iv. 11.38,
contare, che per pane si conta nel mio corredo C L a. 8.
allo amico dee 1* uomo Io suo difetto cantare C. L Al 30.
vedere non sì può, 3' io non la conto C L a. t
siccome puossi manifestamente cosi coniare C i. 9. éu
135 ^^^^ CONTENTO
OQOtire. Cbe le saprà contar mia ngion buona K U. xa. ii6 {BalL i. 37).
Tiolo . . . Ch* io noi saccio cottiart BaìL iv. 30.
Di Birci e de" fratci posso rottfarr SoH. liv. la.
CBntt Messa 1' avre' in casa il conU Guido So», lii. 14.
ntaa^tan* A Dio sì rimarita, ConUmplando la 6dc C. ìv. Canx. iii. 138.
Che 8* io coMifmph il gran premio venturo Son. xxxvii. 9.
GOOteodere. P«- che lo entrare a lutt' altri è conteso Ctwa. xW. 59,
CaitWltarftì Mi convien coMietttardi dirne poco C iii. Cxk«. iì. 6a.
Un kuDC . . . Cbe V anima coHtmta Ball. iii. 6.
contento. Tu vuoi eh' io muoia, ed io ne son coHttHto Caiia. xi. 7.
^uel cb' ella sia, di tutto son contento Cane, xiv. 44.
Goahrc Lo ciclo . . . che per Primo Uobile . . . é cohùUq . . . . C ii. 15. 133.
di rio che di Nobiltà ^ contato C iv, ap. 8.
CQOtc Chi non ha ... il buono Conte di Tolosa C iv. 1 1. 108.
OMlnplante. nove maniere di Spìriti contemplanti C. U. 6. 93.
WjHliplare. dì loro si puotc triplicemente contemplare. Chi si può
(9)M!rw//(irr la Potenza C. ii, 6. 6[, 63.
(notai etmìemp/art la somma Sapienza C. ii. 6. 66.
pMtes eomiemplatt la . . . Carità dello Spirilo Santo C ii. 6. 68.
Iit Onliitt che diversamente confemptauo C ii. 6. 76.
qoeito totttemplano li Cherubini C li. 6, 84.
cb' io pensando contemplava lo re^o de' Beati . . . . . C. ii. 8. 4 e.
stooacbc I' anima . . . non solamente contempla essa verità, ma
tacora contempla il suo contemplare medesimo . , . , C. ìv. a. 157, 158 [bis),
«nttcachè quello del contemplare siu più . C iv, aa. X07.
"■"taBjÉitivo. in vita contemplativa o attiva C. 1. 5. 75-
l'alta della ette miV/, e quella della roM/«m//a/i'va C. iL 5. 70.
e aoD ivesscro quella della ctin/r/H//a/tV(3 C ii. 5. 74.
** ttotè la l'ita Attiva, e V altra la Contemplativa C. iv. 17. 89.
■••«rare che la Contemplativa vita fosse ottima C. iv. 17. 108.
'•FdidU della vita Contemplativa C. iv. 17. 114.
questa contempUmone fanno li Serafini C ii. 6. 76.
totitempla*ioni fauno le Potestadi C li. 6. 88.
^c per mii/4-m^aniewu della Verità s' acquista C. iii. li. 147.
'^f^ U Gji(/rm//a^H# è più piena di luce C ìv. aa. 1 89.
^** «ila nostra ContemplaxioMe Dio . . . precede . . . , . , C iv. aa. 193.
fru.^^ Unno per le sue buone , . . contemplaaioni C ìv. aS. 40.
■Zzr^^l*OrBneO, lo nascimento . . . che fu contemporaneo alla radice C. iv. 5, 53.
^^^^'Cre. nella quale contendono in me diversi pensamenti , . . C. ii. 9. 5.
Q^'7**>do «w/rt^lftì, come ... si ra^onerà . C. ii, 9. 136.
^^^'^•^ che la Canzone proposta è eonientita da tre parti . . . C ii. a. 59.
**tremo, e cbe contenesse lutto C iì. 3. aa.
™^*ta parte si ft>»i/*r«/ tutta nel verso C ii. 11. 6.
^^ '"*^«. . . per le utili digressioni che contiene C tv. 34. 185.
lY^r^-'^^aicntO. cioè contentamento in ciascuna condizione di tempo. C. iìL 13, 113.
I '^t. promettendo a lei, cbe di ciò ... si con1e*tterà , , . . C ii. 11. 88.
^^ t»*ij nobile ... si e contentarsi C iii. 8. 38.
*^^^» guardando costei, la gente si contenta .... . . . , C. iii. 8. 43.
r*^ ahro rondo che per Io contentare in Paradiso C. iii. 8. 45.
nel tuo aspetto contentane la sua vaghezza C. iii. xa. 108.
non solamente . . . sta contenta C ì. 3. 63.
• * <ÌAc . . . sìa la nostra vita essere contenta C i. 8. 88.
^^ T mio beneplacito fu fOM/ZM/o a C ii. a. ai.
*^ • ■ . senza quella esser non può contenta C iii. 15. a6.
CONTENTO
contento. Vanno piacenti Contenfi ^- che . . . sìen lodali G»«#, rix. 47.
E ciascuna di lor fosse confenta Stm, xxxii. 13,
conto. Ed io che le son conto . . . Non tacerò Cans, xix. 80.
Poiché fatta si fu palese e co»Ua Cans. xx. 37.
contr" Cant. xix. 8; BaU, vii. 13; 5. P. vi. 31;
contra (i). C. iv. Catu. ìii. 141 ; Cohm. ix. 8: x. 4, io: xiii. 5; xiv. 45 ; xìx. 133: V, /V, 144
84 {SoH. vii. 6) ; 5. P. vi. 19 ; xxxvii. 39, 84 ; ci. 30 ; cxlii. 63 ; P. F. 134, io^t
contra (9). Scinper insurgunt contro me de limo Gtru. xxi. 18.
contrario. In trarre a me M contrario della vita Som. xxtì. 13.
contento, che s* acquista e felice essere e contento C iti. 15. 49.
il quale ... li re tenga amttnti nclli termini C iv. 4. 38.
contenzione, però vederne . , , couteneione tra gli artefici . . . . C. iv. 9. 131.
Senza coittnieìone perirò le leggi C iv. 11. ad.
continuamente, la quale continuamtntt meco stava K TV. a. 51.
anzi contittuamtnfe mi rìprendea .... K TV, 15, 3.
end' io cotttinuatnente soffersi . . . pena . V. N. 33. 4.
vedere continnamcntt avvenire C i. io. 36.
era soccorso dalla parte dinanzi continnamentt .... . . C. ii. a. 33.
Questo cielo si gira . . . continuamente C iit 5- 67,
lo metzo, che continuamente si trasmuta C iit. 9. 114.
li vapori della terra che continuamente salgono C ìii. 9. i»a.
awegimchè le Intelligenze . . . mirino coniiniuimentt C. iiì. 13. 48.
quello che per ispcricnza continuamente vcdcmo C. iv. i, 3.
le costei lazionif che continua»nente si trasmutano C iv. ai. 65.
COntintionza* a dare ad intendere la sua continuanaa C iiì. 3. loi.
continuare, per Io lungo continuan del pianto y. N. 40. 31.
rade volte quello continua C i. 5. 31.
dice . . . continuandosi a\V ultime sue parole C. iì. 11. 11.
poi, continuando In sua luce, caggtono C. li. 16. 43.
altrimenti non si continuerebbe la umana spezie C ili. 7. 87.
lo spirito . . . die si continua da essa alla parte C. iii. 9. 84.
continuità, lo qual corpo mobile ha in sé ragione di continuità C. ii. 14. 135.
continuo, vedcmo continua spcricnza della C ii. 9. lot.
poiché da lui continui pensieri nascevano C. iii. 9. 74.
per gradi quasi coN/iHNi dall' infìma forma all' C Iii 7 71.
ma sìa , . . continuo per gli ordini dclli gradi C. iii. 7. 77.
il quiUe . . . informava continue . , . considerazioni C. iiì. la. ao.
è . . . dell' altre Intelligenze . . . per continuo sguardare . . . . C ìii. 13. 73.
contr' C. iii 9. 13.
5. lay; 11. 9;
contra. K N. 15. ao; 40. i ; C ii. io. 30 ; iii. 5. ia8, 130; iv. 3.
la. 81, 83 : 13. 70 ; 15. 135 ; 17. 53 ; 30. 14, 33, 34, 39.
contrada, il piii vile villano di tutta la contrada C. iv. 11. 79.
che altro . . . pericola e uccìde ... le contrade C iv. la. 93.
CODtnuldire. se alcuno volesse dire, contraddieertdo C iii. 7. 105.
contraddizione, non è contraddiaione ciò C i. 6. 71.
E non ha contraddioione C ì. 9. 59.
contrarietà. là dove alcuno dubitasse di questa contrarietà . . . . C. iii. 10. 46.
contrario. U quale è contraria dì tutte le noie K TV. 13. 50.
ciò pare contrario di quel eh' io dico K TV. 39. 43.
appare che V uno detto non è contrario all' altro n TV. 39. 50.
lo stomaco suo è pieno di umori . . . contrari C i. x. 99.
con loda o col contrario , . . . C. i. a. 69,
volgendo le cagioni sopraddette nelle contrarie C i. 3. 73.
si volgano ciascuna in suo contrario C. i. 4. 89.
f
J
137 ^^^^ CONTURBARE
CUOtluklu più . . . Che se il eot^rario uaasaer tai nipschìnc .... Som. xlv. 14.
Ok ... Mi scn molesle e 'I con/rario mi fanno Som. xlvtU. 14.
OQOtnnx Tro\'a eontraru tal^ cbc lo distrugge [, V umil pensiero] . C ìt. Ginj. ì. 37 ;
to. a, 8.
diuane, e* par che tu parli mntmm [AI] C. ìiì. CaMm. il. 73 ; 9. ai.
unbMtuV^ che . . . teme Al tuo romaiidainento rontraa/arr , . . S. P. 1, 73.
Per wmtma$ar alla focosa Venere 5. P. ci. 33.
ooolrlllk T. *1 cor anfrito e bene umiliato Si può chiamare . . . . S. P. ì. 65.
COOtlidODe. Oaàe vedendo la amtri^niM Del popol d' Israel S, P. cxxix. aa.
Mai umhìtWM quella è, che stnuta II mal P. F. 106.
r oniioci] . . . che proccdon da coninnoni P. F. 138.
coatm. C ii. Cmhm. i. 19 ; Ball. iv. 44 ; x. 38 : Soh. xxxi. i3 ; xxxvi. 5 ; 5. A vi. 5.
fiOBbUttrc Che tv*ÌMrhato possa ornai star fermo S. P. \i. ta.
V ufana mia £ tanto mniurbaia . 5. P. vi. 14.
OOrillriu. comandano il am/rantb dì quello che vogliono C i. 6. 15.
per fiigfirc lo contrario . , C. L 1 1. 75,
W piwlHiirime per contrario ... si tiene C ì. 1 1. 139.
<W 1 KM» eoHtnàrio, cioè la ingiustizia ... è odiata C i. 13. 78.
Ik dmte looo pensieri contrari C ii. a. a6.
Mrs 1 pcaaiero ... e quello che gli era conlrono C ii. a. 30.
quello eacre contrario, che naturalmente V uno
fugge r akro C ii. 8. 70, 71.
oggi a* osa il tcmànrio . . C ii. 1 1. 63.
^ lo vulnvie di questo C, ni. 3. 75.
4A • dktrugge lo suo contrario C. iiì. 8. 153,
per b soo rontmrio si corrompe C iiì. 8. 174.
h qvùt a lei potrebbe essere stata contmria . C iii. 9. 7.
*' ptf che Cu aia contraria a una ina sortila C. iii. 9. 33.
^ perchè pare oMtfrarw a quella C iii. 9. 41.
■Ittiaeirti anderefabe in contrario di s^ mcdcaimo . . . C. iii. 15. Bo.
h— twin «ady^tbc C iii. 15. 83.
ifea^ dm «tfai ragione pare essere fon/rana ...... • C iv. 4. 90.
ME b ano lonàmiù t lurpcxiA e C ìv. 8. 13.
I^hIt coMlrartp irrevcrenu . . . diccrc ... si può C ìv, 8. 15.
eie . . . dìrebbono il contrmrio C iv. 8. 81.
I ^ la viltà Meno MM/rarù a Nobiltà C. iv. 10.98.
MaoeaaìAcoaacbe V ano rontmrio non sia (attore dell' ahro . . . C. iv. io. 101.
^ . . . apportnoo il tontmrio C tv. ta. 39.
fKlio che va in contmrio ..... C iv. 13, 195,
t ptr contrario . . . tanto ptù tardi nobili si fardibero C Ìv. 14. 73.
Il^nalt ^U^ dtvma natura e alla . . ^ contrario C iv. ai. 86.
^■dfe ee^ che a lui sono <P*i/mrv C. iv. aa. 51.
fi . . . eombinatorì delle nmtrari* qualitadi C iv. 33. 1 13.
. , che tua fomtmno alle parole Ci», 34. 154,
, . . a cMere grazioso, ovvero Io contrario C tv. 95. la.
•eJ contrario, non li puote a\Trr la . . ■ . . . . C iv. a6. iq6.
M* óft tanto é contrario a quello che C iv. 97. 140,
io MMln^gk) figlk) e nipote fa lutto il contrario C iv. 39. 64.
Ik booftà ... oscuri e celi i] roM/nind Civ. 99. 117.
K. iV. u. 136. «5. 47: 39. 43; 40, 13* C ì. 3. 18, 31, S9< te; 7. 88; 8. loj;
««. 54. ^".93. ««; ii. 5.B9; 7- 70: 9- 96; IO- 5. •8: >6. 69; iii. 5. 106;
a. 185; 9. to; 14. fe». 83; iv. 5. 75. »36, '74; 8. 31 (A»»\ 39, 40. 67, 85, 87,
lat; ta. Òt, aio: 13. ia6. 1O6; I4< 43> 46* U5 : I5- N6. s6a; 17. iii>;
CONTURBARE
conturbare. Vado dolente, tristo e conturbato . S. P. zxxviì. au
Onde ... il mio core è molto conturbato , , S. P. cztiì- ao.
convenire, quale ConvUn* a donna aver . . . . . . K. M 19. 67 [Canz. i. ^8).
Ben com>errà che la mia donna mora t^. N, 3^. 161 {Cohm. ìi. 34),
Convfwnti parlar traendo guai . . V. N. 33. 46 {C*ms. iit. 6).
E certo e' mi convitti lasciare in pria C. iii. Cam. ii. 9 ; a. 9 ; 4. 14.
É oltre a quel che si convient a nui C. iii. Can^ ii. 44.
CCMlvenevole. non è convenevoli a me trattare di ciò V, N, 09. 93.
£onx/t»evoÌe fu più per quello cammino procedere C. iv. 17. 126.
dice bella e cnnvetietioU induzione C. tv. 18. 41.
con bcHo e convenevoit esemplo C. ìv. 19. 35.
dunque . . . cottvmtvoU comparazione fu C ìv. 19. 69.
l'h^ non tra ronvfnevole la Divinità stare C iv. 23. 98.
convenevoUssirno. di tutte quelle cose . . . commtevolissimo trattare è C. iii. 8, 14J.
convenevolmente, la quale convtrttvoimtntt a sA tiene ... il maggior
numero C. i. i. 31.
concetti convfn^oItHenté . . . si esprìmono Ci. io. 83.
io commtrvolmfM/é deggio loro parlare C ii. 7. 25.
altrove ragionerò più convenrvolrfUMte C. iii. io. 41.
non sempre sta eonvenexfotmtnte nella bocca di C iii. xo. 55,
per cosa in^Hsj&f^' si tratta ra»ivMrt/o/mrH/« C. iii. 12. 46.
conveniente, per altre parti non convenintti al suo fervore . . . . C ii. 15. 50.
a questa età essere quattro cose coHvtnienti C iv. a^. 18B.
convenientissimo. queste . . . virtù a questa et& sono conveinentissimé C. iv. 37. 15.
convenire, alla guisa che alla stia . . . etade si conittma V. A*, a. iB.
tanta . . . che mi cont^tua fare . . . compiutamente K. ^. 2. 44.
La donna . . . convenni che si partisse K TV. 7. a.
per la quale mi convenne partire della K flf. 9. 3.
e che ti converrà mostrare ad altrui K ;Y. 9. 35.
lanlo più Rravi e dolorosi punti gli conviene passare K A', 13. 15.
tonfimf clic io chiami la mia nemica K TV. 13. 58.
però , . . conttniivi che le facessero compagnia nel K. AT. 14. 18.
a me convenne ripigliare materia nuova K /V. 17. 7.
che certo il line . . . t^nviert* che sia novìssimo V*. N. 18. a6.
pensai che parlare dì lei non si conveniva^ se non che K M 19. 6.
Dico bene, che ... si converrebbe usare l"'. N. 19. 148
tanta . . . che mi convenin stare come coloro K A'. 33. (k
Dì necessità conviene, che ... sì muoia K. AT, 33. 17.
che nel principio non gli ronr/nùw sospirare V. N. aó. 35.
a trattare, come si converrete, dì ciò K AT. 99. ai.
per quello che ... mi converrebbe essere lodatore dì me . . . . K. AT. 09, 94.
Tuttavia . . . cottviensi qui dire alcuna cosa, acciocché pare al
proposito convenirsi V. S. 09. 33, 35»
uomini a' quali si eonvenia di fare onore V. N, 35. 8.
mi parve che si convenisse di parlare a lei V. N. 39. aB,
veggendo siccome . . . temperata e virile esacre conviem . . . . C. i. x. xi8.
altro si conviene e dire e operare a una ctadc C i. t. 119.
tanto splendido quanto conviene alla sua grida C i. x. 136.
convieniomi purgare dall' altra C ì. 3. 7,
Onde . . . coHvienmi che con più atto stilo dia C. ì. 4. xoi.
Dunque . . . conviene questo Comento . . . essere soggetto . . . C. i. 5. 36.
che si conviene conoscere al servo C. i. 6. 09.
La vera obbedienza conviene avere tre cose C ì. 7. 6.
come . . . converrebbe . . . comento Volgare e non Latino ... C. i. B. 3.
1J9 ^^iiW^^ CONVENIRE
Ili €ot9VÌt» contentar di dime poco C. iJi. CaHM. lì. 6a.
Le dolci rime d' amor . . . Convint eh' io lasci C. iv. Canx, ìiì. 3.
Che tempo a Gentilezza sì fonvtgna C iv. Ca»i9. ili. 67,
Pferdlè in medesmo dcttn Convengono ambedue . . . C iv. Catta. ìii. 95 ; 18. 06.
Oade mmrmt dall* altr.i wgna 1' una C. iv. Cant. iiì. 96.
Da %t eornvùn che ciascun ben si muova Cahm. ix. 9.
Che par che «i eomptgna Di darle CaH9, ix. 71.
Saodiè f ir ne r»mt>N# air altrui posta Ca»u. x. 51.
Ajbot. dacché «miWn pur eh' io mi doglia ... £ Can*. xi. i.
cioè a dire che si awrcvii^ con lui C i. 8. 36.
pCffcM ... il dono . . . conviimg essere uHìt C 1. 8. 45.
Omàft . . . totnrmu sempre essere in mÌ2;liorc C ì. 8. 74.
che U dono arni^nt* essere utile C i. 8. 81.
Oade . . . com*mf a lui essere utile C, ì. 8, 90.
Per che . . . eotwJtfU essere utile a chi riceve C. t. 8. 98.
tumwùmt . . . essere libero lo dono ... e conae|^ente ctmvùn* essere
ttd donol* utilità del ricevitore C !. 8. i io, 113.
Omàt ... si roHwttr essere netto d' ogni atto . . . cosi comune «sere
lo dono C i. 8. ia6^ X9^,
le m . . . condizioni, che tonwn^tio concorrere . . . C Ì. 9, a.
OmIb . . . convùnr che . . . venga^no a mal fìne C i. 11. 38.
rite per usanza s' acquisti Ci. 11.48.
apottUione convime essere litttrale e aiUgorica C ii. t. 15.
a lao^ e a tempo si converrà C ii, t. 136.
tùmwmmr , . . molta battaglia , , C, ìi. a. 37.
mtmwim priau coooacere le sue partì C ii. a. 50.
lA évn d" Aatrolegia gli arnviéne parlare C ìi. 3. 34.
Ia sua re%Tilu2Ìone ^ minore e coHvùne essere in C. ii. 4. 67.
itmtùm essere altre di fuori di C. ti. 5, 78.
c%t (/*. che) alle sustanze separate coMvtgna la speculativa vita,
ceae per la speculativa ronvegtia loro pure 1' attiva vita (/*,
come che pore 1* attiva convegna loro) , C ii. 5. 93, 93.
Pir che eomwngimo esacne nove maniere di Spiriti C ii. 6. 91.
m htmt intendere . . . fottwnia ragionare C. ìi 7. 4.
ti eomaitMg ad aprine la sentenza C ii. 9. 3.
ai etmvÌ0U dire della parte dcU* anima C ii. 9. 6,
immortale cofmgmi eseere lo revelante . . . . C. ìi. 9. 106.
P mtéktiB e enmero in rhc paiono fowenirt .... . C. ii. 14. 9.
perù aver ragione di fine . C ii. 14. aia.
che a ben giudicare ... si comfùnt C ii. 14. 338.
seguire ai' flwrrww r UDO . . C. ii. 16. 55.
. . . tcnìiimt . . . naa proportìone esaere C. iìi. i. 58.
rome si oMwmdm* C. iii. z. 96.
■ dividere in Ire parti si rvNcioir C. iii. a. 4.
ncionate sono . . . wtnitnsi procedere a . . . . . C iii. 4. »
Cb« A SM i»mii*m lasdAre — molto C. iii. 4. 9.
ai ammtm alla seconda C iii. 3. 3.
osi gir«zioD* wiwimm . . , essere due Poli fermi C iii. 5. 68.
che Maria veggia C iii. 5. 142.
anche che il Cerchio — veggia C. iii 5. 173.
nache che li due spazi . . , veggiano C. iiì. 5. 169.
• • • (m^ùm cosi ar\*enire C iii 6. 33.
le tomttMgomo ppocederc CiiÌ7<iiii>
ijyipjypiato iwwwi emere lo corpo . . . C. iìi, 8. 5.
CONVENIRE ^^^^^^p I4I
convenire. E partir le amviou innamorata Gnu. xiiì. aB.
Cofivim che tal desio servigio conti Cìhm, xìv. 58.
Però, se a voi cottpeng . . . mai fare impresa Carta, xvì. to,
Chò quel, da cui cont'ùn che *1 ben s' appari Catu. xvi 35.
A te roifftfH eh* io drizzi la mia face Cans, xvìi. 9.
tanto . . . luce, Quanto rontvn, che {S. convcn ; eh' i) cosa che . Oih«. xvii. 39.
perchè questa Cotmen che di sé vesta Gi»m. xix. 67.
Sollazzo è, che convetu Con esso Amore , Cana. xix. 70.
quando g)' incontra Che ... gli ronvien mostrare Ctitis. xix. 131.
convenire, la molta concordia che intra tanti organi convittu a . . C iii. 8. 8.
però si ronvieite all' uomo . . . moderatamente ridere C. ìiì. 6. 100.
d* insegnare a lei come sé scusare le convirut C iii. 9. 16.
L' intelletto ... mi cotwUnt in tre particole dividere . . . , , C iii. 9. 03.
Per che . . . convitut che M mezzo ... sia senza C iii. 9. 90.
Onde molta discrezione in ciò avere si convùtte C iii. io. 80.
coHvifttii qui . . . mostrare e dire che è questo C iii. 11. 14.
questo roni'fVw essere o per utilità, o C. iii. tz. 79.
cosi . . . conviene essere 1' amore alla Sapienza . . . cotti-iene essere
lo studio e la C. iii. 1 1. 81, 83.
ma coHvÌ4nr che 1' uno e 1' altro aia , . C iii. 1 1. 88.
cosi di cosa intelligibile . . . trattare si convitnt C iii. la. 48.
non è . . . ma amvietu per qualche accidente essere C. ìiì. la. 65.
e di necessità farsi roMVim/ C iii. 13-35.
cosi coHvintt che sia etemo lo suo oggetto C. iii. 14. 53.
ora in questo ... si coitvient trattare C. iii. 13. 6.
E qui si coavigne sapere che C iiì. 15. 13.
per non parere ciual parere si convitti* . C. iii. 15. 139.
coMvifHsi per tostana via . . . ordinare C iv. t. 66b
Nel principio . . . roHi/iVfm quella partire C iv. a. 3.
Dico . . . che a me convieni lasciare C iv. a. ao.
Perchè saper si n>HOT>M/ che C. iv. a. loi.
che a tanta materia non ct>HM>Mff essere leno C iv. a. tia.
che pare non convenire alla promissione , . . , C iv. 2. ia6.
partire si «mri>«r per le sue parti principali C Iv. 3. 3.
altre divisioni fare si cvnvmg^mo C iv. 3. (4.
che lungo convenga CKcre lo Trattato C iv. 3. sex.
convient a satìsfacìmcnto dì quella essere la città C iv. 4. 17.
Onde , . . discordie e guerre convietu surgere C iv. 4. a6w
a . . . contitene . . . tutta la Terra . . . esser Monarchia C. iv. 4. 39.
che . . . una di quelle conviene essere regolante C iv. 4. 48.
che a perfezione dell* . . . religione . . contnétte essere . . . . C. iv. 4. 64.
che la elezione . . . convenia primieramente procedere C iv. 4. 93.
perocché ... la Terra ronwm'va essere in C iv. 5, «5. '
perocché I' albergo . . . convenia essere mondissimo C iv. 3. 34.
procedere oltre si comnene la mia digressione C. iv. 6. 5.
a vedere ... si conviene sapere che C ìv. 6. 74.
Dove ... far mi convient una quistione, e rispondere . . . . . C iv. 7. 55.
perchè lunga conviene essere la ragione C iv. 8. 150.
reducerc alla mente si conviene quello C. iv. 9. 5.
che . . . tutte le cose che fajino una cosa, rowpfVvw essere prima quella C iv. 10. 81.
e ogni eosa eh* è alterata, conviene essere congiunta C. Ìv. 10. 88.
e per la ragione . . . che altera . . . convegtta essere congiunto . . C. iv. io, 1 13.
alle quali si roHfiirHf al presente intendere Civ. 11.5.
perchè più testimonianza ... si conviene C iv. la. 80.
CONVENIRE
snvtalre. Siccome si conviene Bali. iv. 16.
eh* io dica Lo tuo fallir . K W. 8. sa {Son. iv. 8),
chiamar la mìa nemica K ^. 13. 48 (Som. vi. 13^.
^cch* uomo coMivm'tvi esser disfatto Son. xxvi. io.
Oade 1 fonvifH morir Soh. xxxì. 7.
Ck( li tomfittu ornai altro cammino Alta mia nave Son. xxxiv. 3.
Scpiiar ai cDMiMlm se r altro è stanco Soh. xxxvL 14.
)^ ri mmwmu a Donna conoscente . . . Turbarsi, e Som. xIv. 3.
sodisfare il gran desio Son. xlvi. 3.
Noa più sapere che sapere ai convegno C. iv. 13. 6a.
cWdrili due inconvenienti, 1' uno seguire ronvitne C. iv. 15. 15.
ptrdbé tale . . . awtpiim/ essere tutta la umana generazione . . . C. iv. 15. a6.
OTM9MW la umana generazione . . essere discesa C iv. 15. 43.
Cihe contro a quello . . . disputare non si eonwnr . . . . . , C iv. 15. 164.
dxvMnia procedere al trattato della Verità C. iv. x6. 16.
cihc , . . AMSMfwisi quella di&nire e conoscere . C. iv. 16. 107.
due cote che vedere si canvenia C iv. 16. 119.
dm cose mi trovano rontvwi'rr in una C ìv. 18. 14.
*^ ìf^ltiliAvUe t vinuté .,. amvfngotto in questo C iv. 18. 93.
c^ però (onviem V una procedere dall' altra C iv. 18. 31.
•"■* tirili cotale e NuUltà convengano in una cosa C iv. 18, 61.
^^ P«tO si ttmvtgna V una rìdurrc ali* altra C iv. 18. 6a.
p'^fanWnJ ai €Omvitm alla seguente parte C iv. 19. 5,
P*"N-diè ■ lofo si ctinvùn^ di guardare C, ir. 19. 86.
^*^ «... le cotte amitngoHo essere disposte alti loro agenti . . . C. ìv. ao. 59.
■•■ ■©condo quelle procedere «i ro#n»ifFr* C ìv. ai. 30.
che tal sementa coltivano come si convtenf C. iv. at. 117.
... e cosi cont-tent che '1 suo movimento sta sopra . . . . C iv, 33. 55.
cascre quasi . . , assimigliantì C, Ìv, 33. 59.
entrata convUne^vtn , . . certe cose C iv. 34. 105
W nostra anima nmvùtu . . . operare C iv. 35. ia8.
it prima cuniigné cascrc perfetto , . . rDMinirMn questa . . . pcr-
(exiooc avere C iv. a6. 36, aS.
che e quanto si cvMMÌrw . . . . C iv. a6. 39. 40.
Appetito conwiir esaere cavalcato dalla Ragione . . . . C. iv. 36. 43.
Appetito . . . ubbidire convient C ìv. aó. 49.
i« . . . esaere ... ne convegna temperati e C ìv. a6. 78.
5^"^^«liè sd essa si comvifnt guardare C. ìv. 36. 83.
amare ti suoi maggiori . . . CdikWiui amare li suoi minori C. iv. 36. 85, 88
lenlc ai conviene al Giovane C iv. a6. (05.
U . . . perfezione . . . convinte venire quella che ... e con-
'aprire V uomo quaal com* una rosa . . e . . . questo conviene
{«questa terza età. . . ContMiTHM'adunque essere Pméente C. iv. 97. 35, 37, 40, 43.
*^ die non sì tamvengano . . . decimare e C ìv. 37. 84.
acicbe a queau età essere Giusto C Iv. 37. 88.
anche a questa età essere Largo ; perocché allora si evn-
'la cosa, quando C iv. 37. 104, 103.
a qtHllo che fare sì conviene . C iv. 97. 140.
■ aacbe ■ questa età cascrc AffakiU C iv. 37. 143.
■**•-. queste cose tvnvmgeato a . . . n' ammaestra C iv, 37. 155.
■^ ^iifc due coae totwt*tga.HO a ... ne figura C. iv. »6. 97.
kv^tik che di aspra ai dicono iorwernin allì giovani C iv. a8. 109.
k ^tà che d( aopra ai dicono amvenin alta Senettnte . . . . . C iv. 38. 1 [4
^^étìiiaeip^, , , rM^ioOMTCiì fvnvtgna ....... C iv. 98. 161.
CONVENIRE
convenire, tanta . . . Ch* a forza gH convene or tór 1* altrui .... Son, liv. 4.
chp con vergogna ConvUn che vadan e conTusione 5. P. \n. 48.
converso (i). Così^ n>»itww a te, ti riconosco ....,,.. S. /*. xxii. 27.
converso (au Ma ciò non è {F. e) ronvmo C iv. Catte, iiì, 104.
convertire. E 1* acqua morta si converte in vetro Per Caiu, xv. 60.
1' aer ... in elemento freddo Vi ai converte sì. che Sesi. iì. 39.
quel pcn$ìer ... Mi sì converte tutto in umor freddo Srst. ii. 34.
Convertimi à\ ben fare presto presto S. P. vi. l^.
dell' alme . . . Clic convertonsi a. te per penitenza ... . . S. P. xxxi. 53.
La vìa di convertirsi a te Dio vero S. P.ì. 54.
Che fai all' iiom pur ch* egli si convnia S. P. cxIìL 41.
copertoio. Merzè del copertoio eh' ha cortonesc Son. Ui. 8.
copia, onde n' adduce copia Di nebbia tal, che Cair#. zv. 17.
coprire. Voi non dovreste amare, Ma n^nV quanto Cana, x. 16.
Perché gli lopre di fioretti e d' erba Sest. ì. la.
tanto, Che . Hammi coperto col . . . manto 5. P. vi 45.
Cf. covrire.
cor(i). K cuore.
convenire, siccome . . . convengono vincere i bianchi granì, cosi . . .
convengono . . . nobili uomini vincere C iv. «9. tia,
convento, né per decreto di convento nniversnlc . C. iv. 4. 88.
conversare, che lo latino pur conversa con alquanti amici . , . C. i. 6. 93.
conversazione, non è senza . . . conversaaiom alcuna C i. 4. 65.
discoprele per sua conversaeione C i. 4. 76.
senza conversazione ... è impossibile conoscere gli uomini ; e lo
Latino non ha conversaeione con tanti C i. 6. 64, 66.
ho a\iita con esso . . . conversatone C. i. 13. óol
conversa non è questo vero e converso C iv. 19. 31.
convertire, poco dimorava che la sua letixia si convertia in . . . . K TV. 3. 53.
convincere, e poi. quelli convinti, la verìiii mostrò C iv. a. 141.
la virtii della Verità che ogni Autorità convince C. iv. 3. 69»
convitare, coloro che a questa cena sono convitati C i. x. r^
Convito . . . cosi onorevole per li suoi convitati Ci. io. 4.
del ladro che menasse alla sua casa li convitati C iv. 97. 139.
convito. La vivanda di questo Convito sarà . . . ordinata . . . . C i. I. loo^
Nel cominciamento dì ciascun bene ordinato convito C L m. a.
a cosi nobile Convito per le sue \'ivande Ci. id. s.
malnati ! . . . che ... di quello corredate co$iviti C iv. 97. xai.
convivere, la buona JiUsione, che procede dal convivere secondo . . C iiì. ir. 141.
la quale fa noi ben conviver» cogli altri C iv. 17, 54,
convivio, intendo fare un generale Convivio C i. x. 80.
non potrebbe esser mangiata a questo Convivio C. i. x. 84.
nella presente opera, la quale è Conviino nominata C i. z. iia.
se il Convivio non fosse tanto splendido C. ì. z. 135.
intendo questo mio Convivio , . . rendere utile C iv. 93. 7,
coprire, pareami che donne le coprissero la testa con y. N, 03. 64.
come r erba . , . cuopre la spiga del formento C iv. 7. ao.
nevato è si» che tutto cuopre la neve C iv. 7. 60.
quel primo che li pesi dell' oro coperto . . . cavò C iv. la. 37.
che '1 minimo li copre prima tutti C. ìv. la. X73.
quello che la favola copre C iv. 14. 151.
altro . . , che . . , coprirne il ladro e la sua mensa C ìv. 97. xa6.
Cf. covrire.
CQr(i). 1^, cuore.
1x3.
M3
CORPO
cor (s). Mbcniffl eius cort qui pncstolatur .... Cohx. xxi. 8.
Cooqueror. cor suave, de te prìmo Caru. xxi, 14.
cmcK^ M> pregia il senno e gli gentil cvm^ Cana* xix. 38.
amie. S' io porto amor coraU alla mia donna Stst. ìv. 7.
anfanente. Deh, perche piangi tu si eomlm*HU . . . . K M 93. 93 {Sùh. xiii. ^\
K. coricare.
che non esca PinU per eorda la saetta Tore . Csiu. xvii. 50.
questo è quello oud' io prendo cor^c^^ Caiu. xiv. iz.
Amor m' affligge ond* io prendo a7nd!c|^o . . . •' So», xlviii. ri.
core. K cuore.
OtWfflrwTC quando il Sol ai cotta Cohm. xv. s.
Mi vtdra atrkart io poca pietra Per non levarmi Stst. ìi. 37.
oom T. qui pensando al glorioso coiv De* cittadin Soh, xxxvii. 5.
Unajui al trono del celeste corv . S. P, xxxu 6.
ooroBL Solean portar €vrv»a di desirì Bai/, v. 7.
Li cerchia dì corona di martiri K A^. 40. 58 I^So*i. xxiii. 8).
WODiie. D' un' angiùia che *n ciclo è a>n>M(r/a C. iì. Cans. i. 39 ; 10. io,
U mia donna verrà CarDHo/a da Amore Bait. vili. 17.
ox\Kk Che dal principio eh' al eorfo si sposa . . C iv. Csiu. iìi. 103.
COI 1 . Fidi eor tuum K M 3. 46.
(Brtft. da quaHtnque parte si tira la cofìAi C iii. 5. 103.
(ttt. K. cuGr&
di porre mano al corottatnntto dell' Imperio . . . . C. iv. 99. aa.
dia corxmata e vestita d' umiltà %* andava K. TV. a6. za.
4 gloria e d* onore 1' hai wrQnato C. iv. 19. 67.
pOk li coi eorfc io vidi giacere senza 1' anima . . . . . K, ^. 8. 6.
M% che lo mio eorpc ... si movea come K. A'. 1 1. aa.
. . per tulle le parti del mio evrfto K. W. 14. aS.
dalla parte della nobiltà del suo corf>o K A^. 19. 193.
\p(r qscsiA mi parea andare per vedere lo corpo . K. W. 93. 60.
•ni carpt de* moiii 1' usano di fare f^. iV. 33. 77.
io dica di lai come se fosse corpo . . . appare K W. 05. io.
[• localnente mobile per sé ... sta solamente corpo K W. 95. t6.
che iu ponga Amore eaacre corpo . . . , K A'. 95. 17.
> dalla parte del corpo .... C i. z. 18.
paft« dd carpo è, quando C t r. 19.
di cof^ . . C i. 5. 93.
«rimani del nostro corpo . . C ii. 5. 131.
p9i1* dell* anima e del corpo . C ii. 7. aa.
Ito r anima col corpo congiunti sono C ii. 9. 44.
Ila morte del corpo sodo curai C ii. 9. 99.
e non t altro che rarità del suo corpo C ìì. 14. 73.
DUattkft è minore io suo corpo C. ii. 14. toa.
mtarvle è suggetto il corpo mobile, lo qua! corpo mobile
teisaè C ii. 14 X34 C^).
rtesdo, o corpo o superficie C uL 14. aoB.
TllIJut cmporm di stelle pongono » . • . , . C ii. 15. aa.
di* è esimalo da corpo circulare • • . . C iiL a. 38.
la torpom tnr^ltci hanno amore naturato in b£ C Ui. 3. 8.
•Rp^of* compoat$ . . . hanno amore al loco, dove . • . . . . C iii. 3. 14.
Ia oMurs del mt^tict corpo . . . ama 1' andare in giti . . . quando
\mw»maao99ÌQ no corpo
la Bstan Mcbada óe\ corpo tmato
«dfflrfu vixtuoao cor^ nd loco ov' .
C iii. 3. 4t,
C iii. 3. 45.
C iìi. 3. 48.
44.
CORPO
corpo, r umana gentr . . . Dellì suoi rcM>/i' allora vestirai S. P. ci. 108.
Con !' anima e col corpo il terzo di . . . suscitò P. F, 47.
Il nostro Signor Dio ... Il corpo suo ... ci dimostra P. P. 119.
corpo. cUi panca Io suo corpo sopra la terra disteso C. iii. 3. 55.
la quale, come cotpo diafano, riceve C. iii. 4. la.
perchè sia del ro^o da sua ne tivitì laido C. iii. 4. 63.
per bcltade che abbia da sua natività nel suo corpo C. iii. 4. 70.
che ridca e schcrnla la laidcsza del suo corpo C iii. 4. 76.
commendo ... si nell' anima come nel corpo C iii. 5. 9.
nella terza a laude speziale del cotpo . . C. iii. 5. 1 1.
io non intendo qui tutto il corpo dell' Universo C. iii. 5. aa.
ponendo quello essere più nobile corpo che C iii. 5. 39.
intra U luoghi dcllì quattro cor^&i semplici C. iii. 5. 41.
il . . . Cerchio . . . nel qual è il cotpo del sole C. iii. 5. 130.
della quale non paia più che mezzo il corpo suo C. iii. 5. 14S.
r anima è atto del corpo C iii. 6. iia.
infonde e rende al corpo suo della bontà C iii. 6. 117.
quanto è dalla parte del aif}^ C iii. 6. iool
sa secondo V anima, come secondo il corpo C. iii. 7. 3.
la luce . . . diversamente dalle corpora essere ricevuta C iii. 7. 36.
certi corpi . . . diventano tanto luminosi C. iii. 7. a8.
siccome la immagine delle corpora in alcimo corpo lucido si rap-
presenta C ìli. 7. 1 18 (f*f)
come sottilmente annoniato conviene essere lo corpo C, iii. 8. 5.
in quanto nel suo corpo . . . bellezza appare C. iii. 8. 33.
io commendo lei dalla parte del corpo C. iii. 8, 34-
dcUa Donna che nello edificio del corpo abita ........ C iii. 8. 76.
con affrcddarc lo corpo dell' occhio con acqua chiara C. iii. 9. 154.
lo quale . . . tutti i corpi celestiali ed . . . allumina C. iii. la. 55.
poi dalla parte del mrpo C. Ìli. 14. 4.
per lo mezzo dal principio al primo corpo C. iii. 14. 46.
la bellezza del corpo risulta dalle membra C iii. 15. 117.
della Sapienza, eh' t corpo di filosofìa C iii. 15. laot
quanto dalla parte del suo corpo (cioè Sapienza) . C iii. 15. 905.
ella t fondata sopra la complessione del corpo C iv. 9. 59.
il diametro del corpo del sole è C iv. 8. 56.
che giovanezza era bellezza e fortezza del corpo C iv. 9. 170.
quando per malizia ... dì corpo impedito non è C. ìv. ij. 1x3.
secondo malieiaj ovvero difttto di corpo C iv. 15. 169.
sanitadc di mente, non di corpo, à. addomandata C iv. 15. 178^
che per malizia ... di corpo infermi non sono C iv. rs. i8(K
secondo la perfezione ... del corpo C ìv. 16. 53.
lo cui corpo è . . . disposto perfettamente C iv. ao. 89.
disccode . . . come vìrtute ... da corpo nobilissimo celestiale . . C iv. ao. S05.
che r uomo è composto d' anima e di corpo C. iv. ai. icx
più nobile parte ... sia T animo che *1 corpo C. iv. aa. 76,
manifesto è che più ama I' animo che 'I corpo C iv. aa. 80.
intende al crescere e allo abbcilire del corpo C. iv. 04. tj.
sarebbe ... di mortale corpo in eternate trasmutato C ìv. 04. 67.
la . . . natura . . . dimostra Bcthiua e SitiUezza di corpo . . . . C.ìv. 95. laa.
allora . . . che *\ corpo è bene . . . ordinato e disposto C iv. 05. 131.
che la nobile natura lo suo corpo abòf Iliaca e faccia C iv. 95. 140.
per onorare lo corpo di Mìseno morto C Ìt. aó, lift.
per Io fuoco che dovea ardere il corpo morto C iv. a6. s 17.
2^ -i^^^^^^^^^^^^^^^ CORREZIONE
COrpft n proprìo cx>rpo che ... fu confìtto P. F. lai.
corponle. eh* Amor non ba siuunza Né è cosa eoiforal Son. xjlxvììì. io.
ontggtre. le . . . tue . . . leggi Con discrczioa correggi Cattt. xviii. 39,
Ptr Dio vi prego che voi *1 ro^r.SyMr/r Som. xxxiv. 13.
E nnn voler wnvgfrrwi con ira S. P. v\. a.
(Bmote. Cr intendimenti Corretti — voglion esser giudicati Cana. xix. 41.
arTer& Ni ... Fa piegar rivo, che da lungi corrt . , , C. iv. Caru, iii. 55 ; io. 115,
Com r avaro, ma più fugge pace Catu. x. 69.
CcQc simile a simil correr suole Catte, xi. 36.
E 1 sugne . . . Fuggendo com verso Lo cor Catta, xii. 46.
U Dortc, ov' io per sua bellezza corro Cam*, xii, 56.
C«J . . . il freddo Le corrr al core Sest. ii. 39.
hrqueUa via che la bellezza com Sott, xliv. i.
QIP& cosi la nostra Anima si parte dal corpo C iv. aS. 31.
nrponle ma al come fosse sostanza corporatt K A^. 95. 6.
kicnagiiic torpomU . . . non à vera C. iìl. 7. lao.
S pirla Pominciaiido dal sole n>r/ofti/r C. ili. la. 50.
rilvtàieasa le ror]iV>m/i' bontadì C iv. 19.43.
dietntla la differenza era delle corpomit forme C ìv. ai. 35.
^'— *tifm è un colore pieno di luce corporah C ìv. aa. 188.
^MttrocOfte ... la quarta Adomtiisa corporale C Ìv. 34. itS.
flptrire con organo corporaìt . C. iv. 35. 130.
Colai che non ha mestieri delle membra eorpora/i C iv, a8. 241.
'^^■hocntcì dico toccata, non corporalmente C. il. 6. 158.
fl^PUtU, o corporeo o incorporeo che sìa ... £ dico corporeo , , . C. il. 9. 107, 108.
<u bene astratta e assoluta da ogni ombra corporea C. ìv. ai. 74.
'*'U*'taPfc malnati * . . . che ... di quello corredate conviti . . . . C Ìv. 37. lat.
'^'wla che per pane si conta nel mio corredo C. i. a. 8.
**WjJtre, del fallo, che corrrggrri' intende C i. a. 80.
!■ - ■ . opinione nella mente non . . . corretta cresce C. iv. 7. 34.
^■loaoae. quando intende correggere il suo figlio C iv. 34. 140.
'pictlifhc . . . sostiene ... le sue corrette riprensioni C iv. 34. 165.
'*"*^ si volgessero ad uno fiume . . . corrente K, W. 9. ao.
^^^Meu C{U9SÌ Jiume da ÌHHgt comettte , . . , C iv. io. lao.
^' mk làeno fiuiH* corrente di hmgi C Iv. 13. 161,
^"'"^ che ... le persone correatto per vederla K A^. a6. 4.
^V^ mia fama era già cor^a C. i. 4. 99.
^*fc virtuoso, che com forte C. i. 5. 78.
■'^^e nel veltro bene correre C. ì. la. 67.
*^«oUì ilIa morte del corpo sono eorn « C ii. 9. 99.
^^^^ per lo quale corrt lo spirito visivo ......... C ii. io. 39.
' * 'ino . . , rofrt allo spirito sensibile C iì. 14. 193.
*n»eeauiie la loda e lo vituperio C. iii. i. 43.
'*' 9b1c snimcnto ... 1' anima corrf tosto o tardi C iii. 3. 3^,
^■l* Canzone, che corre mo per mano C iii. 4. 135.
'^VnlccorrotiA, a cosUaida morte si fOfrM C. iv. i. 89.
'"'Wnire ... a debito [>orto conca ■ . C. iv. 5. 69.
VmIo d baaao stato degli , . . corre in obblivione C iv. 14. 51.
UffOrriMo al palio, ma uno C iv. aa. 57.
'BfMtta terza eia, che per mano corra C iv. 37, 41.
C*»eri e vtli che . . . correte a questo porto C iv. a8. 55.
PSBrta K correggere.
quegli che . . . sostiene dal correttore le sue . . . riprensioni C iv. 24. 164.
la via della debita corresiott* • , • . C. ì. s. 79.
CORREZIONE ^BW^HB^^^^^^^^^^^^^V 146^
I
1
corso. Ch' ogni saetta lì spunta suo corso Ca$iM, xi 74.
Da quella luce che il suo corso gira Som, xxviii. i
corte. La aegna d* eccellente sua famiglia Nella beata corte .... Cane. z. 3t.
E questo, sbandeggiata di tua cDr/f , . Ouu. xt. 71.
corteme. Solo con donna o con uomo corttsg K iV. Z9. 66 {Cans. L 67^ ^.
[Mira quant' ella è . . .] Saggia e corttst nella Cu. Ca$u, i. 47 ; 11. 41
Piena d* amore e di cortesi lode C iv. Cans. ili. i
BcUa^ saggia, cortese -. La chìaman tutti Cans. x. 150.
E non sarei pietoso nècoritst •». Cana. xii. 70.
Cortese. Bianca, Giovanna, CorUst chiamando .,..,.., Can*. x, 153,
oortesemecte. Tu vai, ballata, s) cortesemenitj Che » , , . V. N. xa. 84 (^BtUL i. 5).
cortesia. Mercè di vostra dolce coritsta , Bali. vìi. 18.
Dal secolo hai partita cortesia K, iV. B. 57 {Son, iv, I3>.—
L' una ha in sé cortesia e valore •••.. Son. xxx. 3.
correzione, di lui stoltezza, più che comtMiotu, è da sperare . . . . C iv. 15. 1391
può essere per molta cvtrtsione . . . che C iv. aa. xaa.
si dee volgere alla correaione del padre C. Iv. 04. 251.
contrario alle parole della correaione C iv. 34. 154.
corrompere, la condizione della parte che si corrompea C ìi. 9. 18.
perche la loro virtìi corrompe V uno, e 1' altro genera f C ii. 9. a6.
r anima, cioè V antico pensiero che sì corruppe C U. l X. 3.
perocché '1 principio loro . . . per ... si corrompe ...... C. iii. 8. 175.
se alcuna se ne corrompe ... è accidentale effetto C ìii. ix 60.
la quale corrotta^ a cosi laida morte st correa ...... . C iv. i. 68.
Curio, dalli Sanniti tentato di corrompere C iv. 5. zìi.
sapere che ogni cosa che si corrompe, si si corrompe precedente alcuna
alterazione C. iv. 10. 86, ft
che altera o corrompe alcuna cosa ... . C. iv. 10. iia.
corrompimento. per pestilenza di corrompimelo d' aere , . . . C iv. 07. ita,
corruscazione, che è ridere^ se non una corrusctuione della dilettazione
dcir anima C iii. 8, 98.
corruttibile, il Latino è , . , non corruttibUe, e il Volgare è . . , cor^
rtittmìe C i. 5. 48, 50L
significa le cose naturali corruttibili C ii. 13. 99.
al mondo . . . eh' é ricettacolo di corruttibili zo^ C. iv. aa. 164.
corruzione, per alcuna corruzione d' infcrmitade C Ìii. 9. 134.
conciossiachè la obblivione sia corrueione di memoria C, ìv. 14. 90.
nelle cose che sono corruMton* della nostra vita ....... C iv. 17. 30.
corso, certo rorso ha la nostra et& C iv. 37. 19,
cortamente, la quale morta era cortamente V. N, 33. la.
corte, nelle ro^i anticamente le virtudi . . . s' usavano C, ii. tx. 6x.
si tolse questo vocabolo dalle corii\ e fu tanto a dire cortesia,
quanto uso di corte. Lo qual vocabolo se oggi si togliesse dalle
corti C ÌL XI. 64, 65, €A»
cortese. Dice rorf/sr C ii. xi. 54.
più licito né più cortese modo . . . non è C iii. i. 38.
così nella Giovcntutc sì fa . . . Cortes* C iv. a6. 11.
Ancora é accessario , . . essere cortese ... 1' essere di cor/» costumi C. iv. atì. 103, 104.
cortesemente, reggimenti, che sono dolce e cortesemente parlare,
dolce e cortesttnente servire e operare C. iv. 35. 14, t^
cortesia, per la sua ineffabile cortesia ... mi salutò V. N. %. li.
ukrc alli termini della cortesia K ^. io, 7.
chiamando misericordia olla donna della cortesia K A^ la. io.
a Colui, ch* e Sire della cortesia K AT. 4^ 13.
S47 ^^^^^^^B^^F COSA
COCtBiiiu Ditemel, i* a voi pùicer in rwtnt'a San. xli. a.
Fa al, cb* io «cnU quelU (orttsia S. P. cjMi, 40L
Ralla mi, e sciolga per sua foiitsia P. F. 239.
corto. Per lo eorlo viaggio Conserva, adoma, accresce ... Cana. x. 36.
Cantone, il tuo andar vuol esser corto Cumc, avi. 66.
Mcrzè del copertoio eh' \i^<orl0Htaé Soh. lii. 8.
Cb^ ooB è rosa da parlarne altrui K A^. 19. 33 [Cohm, i. 14).
Divcnia nobìl nua, o ai morda , . K iV, 19. 55 K^Cann. i. 36).
Cmm nortalc Come etacr può al adorna e K iV. 19. 6fl (Orna. i. 43).
fe^A. Nulla cosa in donna sta più bene che corttaia , . . . . C ii. ti. 55.
credono che torltsùt non aia altro che larghezza C. ìi. 1 1. 57.
<llè krgliexxa t una speciale e non generale cortesìa. Cortesìa e
oacstadc è tutt* una C ii. 11. 59 (to).
!■ tMBto a dire <vrAaw, quanto uao di corte C iì. 1 1. 64.
che aveste Enea, questo . . . poeta . . . C iv. aò. 109.
è ■■■■ftili) che — L*aitày Cortesia . . . aieno necessarie , . . C. iv. 06. 143.
e posimi a pensare di questa coHtsisaitnm K A^ 3. 34.
é da biasimare ... la eorU*sa del nostro parhrw . . . . C iiì- 4* 3^*
queste cudi possono esaere ... più corte C iv. 04. 71.
il . . . conaiglio della ragione in quelle tose ... K AT. a. 56.
lo molle eose . . . verrò a K AT. a. 63.
letizia . . . che mirabil cosa era . . . K. AT, 3. sa.
■tilt Me parole dicea molte cose K AT. 3. 33.
■■ parva cbc quead tenesse una cosa K AT. 3. 44.
cke k 6c«a mangiare quella co§a che . . . ardeva K A^- 3. 5<3-
aalwa dM akn&a aom ne scrìverò K M 5. 34*
E # €Ì6 toccai alcuna cosa K. AT. 8. 16.
I, per la quale mi convenne K. A^. 9. a.
mam ne dìcesi, dilla in modo che , K. A^. 9. 3fl.
«* aveMe domandato di fflM alcuna K. AT. 11. 7.
^ aneen cerne eoee grave Inanimata K M 1 1. as*
me b intendimento ... da tutte le vili cose K A^, 13. 1 1.
cW ... sia nelle piti «air altro che dolce f^. AT. 13. t8.
caBGkoaùacoaacb^ i nomi seguitino le nominate coar , K AT. i3' 3<^
•e BOtt per aprire la aenlcniia della nuo dìviaa y. N. 14. 95'
dicessi quattro cose ancora K AT. so. 3.
che quattro cose sono in esso narrate ... .... K A^. 16. 39.
la #il<|iifl più aitificiosamcnte che le altre cose K AT. 19. 93.
«te fa«M amoroea Aiaa a udire K. A^. 33. ia6.
coan ... io ridi ed udii certe cose K. A^. 34. 7>'
per sé K M 95. 4*
I cnai^ secondo vcrìU, « falsa K S. sy ^.
per tre coar che io dico di lui y,^. as.it'
li ^■■jMvfiaioDoeBBcr proprie dcir uomo K M sj. 18.
A eolal flOM dichiarare e da intendere ... K. )V. 9$. aa.
die . . . poeti queste cose trattavano K A^. 95. 30.
cfee ... noè ooa troviasno tote dette anzi K A^. 35. 38.
«ke . . . haaoo parlai» aQe cose loanimate y. N. -j^. 6a.
« ■•■ aniaiiinte eoa* vere, ma case non vere K, AT. 35. 64 [òi$),
«he Asilo hannoi, di coae le quab non sono^ che y. N. a$. 65.
^r . . . parta b «wa, che non è animata, alla cosa animata . . . K A^. 95. Si, 8a.
Twr Lmtmam paria la cosa animata alla cosa inanimau K A^. 35. 85, 86.
sotto veste di figura o di K. A^. 05. 107.
e pft Mirabili «earda lei procedeano K. A^. 36. 37.
La
COSA
I. Che Dio ne intende dì far cosa nuova K. A^. 19. 65 {Catu. L 4(
Poi vidi cost dubitosc molte K. iV. 33. 170 {Caru. iì.
Tu d£i ornai esser cosa gentile V. N, 93. aoi (Conj. ii. 74]
£ si è roM umil, che noi si crede V. N. a8. 37 (/*. C 14'.
Non era degna di si gentil cosa K, A^. 33. 68 (Ga/i^. ili. flQj
EL dico di quelle ro« eh* ella . . . operava K /V. 37. 3U |
la qua! cosa è al postutto sconvenevole e K A^. 09. ad. 1
conviensi qui dire alcuna tosa K iV. 99. 34.
che io gli dovessi dire alcuna cosa per una donna V. N, 33. 9.
che li miei occliì pareano due cost^ che K. AT. 40. 99.
anzi ì loro pensieri sono d* altre rosf che ......... K A^. 41. 16.
proposi di mandar loro e di fare una «tua nuova K A^. 49. 5.
una . . . visione, nella qtwle vidi «»r, che K A^. 43. 3.
di Colui, per cui tutte le ras/ vivono K AT. 43. 9.
che ciascuna cosa ... è inclinabile alla sua perfezione C i. 1. 5.
che . . . ogni coaa tiene a vile C. i. i. ad.
per li miseri alcuna co&a ho riservata C i. i. 76. !
qualunque cosa è per sé da biasimare . . C i. 9. 96.
per rispetto alla cosa di che parla C 1. a. 70. |
Degna di . . . riprensione * quella nwa, eh' * ordinata ... e. . . C ì. 3. a.
che non è la rosa immaginata C. ì. 3. 6f.
questi cotali non conoscono le «wr C ì. 4. 90.
ogni oua fanno come pargoli C i. 4. 40.
non lascia . . . argomentare per la cosa invidiata C ì. 4. 46.
Le quali cost la fama non porta seco C. i. 4. 75.
se le rojr della sua ragione sì volgano C Ì. 4. 88.
onde le mie cùse . . . sono alleviate C. L 4. too.
Quella casa che più adorna e ... sì è . . . • C i. 5. 17.
Ciascuna cosa è virtuosa in sua natura C. t. 5. 71.
alla qual cosa è ordinato . C. i. 5. 79.
che ben taglia le dure com C i. 5. Bo.
Io Latino molte cos* manifesta C i. 5. 85.
QucUa cosa dice V uomo essere bella C i. 5. 99.
massimamente a due cose . . . conoscere C L 6. la.
L* altra cosa è C. ì. 6. 98.
la conoscenta di queste cost C t 6. 37.
Quegli che Conosce alcuna oua in genere C L 6. 41.
La vera obbedienza conviene avere tre cose C i. 7. 6.
Le quali tre cose era impossibile avere C ì. 7. io.
Ciascuna cosa che . . . procede, * laboriosa C i. 7. 15.
nulla cosa . . . armonìuata sì può. . , trasmutare C i. 7. 90.
Puotesi ... in tre cose notare . C t. 8. 9.
ÌE seconda, è Jan u/iJi cose C i. 8. la.
dare cose non hMì »ì prenditore pure è bene C i. 8. a6.
r utilità dell' uso della cosa donata C i, 8, 59.
muovere le oosr sempre al migliore .... * C ì. 8. 63.
6 biasimevole muovere la cosa d* un luogo C t 8. 67.
porre la cosa in parte ove sia meno utile C i. B. 71.
il mutare delle cose C L 8. 74.
La terza cosa ... si è dar no» domandato C. t. 8. 1 16^
nulla cosa più cara si compera C i. 8. laa^
nulla maa è utile, se non in quanto è usata C. j. 9. 41.
che '1 Volgare darìi cosa utile C L 9. 64.
delle nuove cost il fine non t certo C, l io. 10.
'49 ^■HHi^^r COSA
COML Amor . . . Move eoat di lei meco sovente C. iit, Ctnu. u. 3.
N«a vede il sol . . . Cosa Unto gentil C. iìi. Cohm. il. ao.
Cbi »ne bellcize 9on nur vedute C. iil. CriHJ. ii. 33.
Cùtt appuiscoo nello suo aspetto . . . . C ìii. Catu. ii. 55 ; 5. 15 ; 8. 33 ; 15. 6
E dker voglio ornai . . . Che cosa è GeniilezM C iv. Can». iìL 79.
CBHk te mar, osate e servate, sono . . . commisurate C. ì. xa la.
Detto atatuire le nuove cosr • C i. io. 17.
■■nrr . . . muove V amatore a tre eoae C i. 10. 33.
qpHle tre tos* mi fecero prendere lui . C i. io. 37.
Awc^nachi ... le coté si possano magnificare C i. io. 44.
U sua rìrtù nelle cost rimate . . . non si può bene manifestare . . C. i. io. 86.
la diflcreoza delle €os* . . . , . C. ì. li. 17^ 90.
a disccmcrc 1' altre com non curano C i. 11. 51.
per ritrarre roar poste in altrui lingua C 1. zz. 103.
hanno rispetto ad alcuna (»sa C ì. it. 133.
cott qiseUa ntsura . . . misura le sue atm C U 11. Z3B.
Ik wb «nar lenpre paiono migliori C. i. zi. 140.
Ift pmaUaatziio ... le sue mu crede valere poco C i. 11. 143.
lo qpale ae è -rìle in alcuna casa C L zi. X49.
Tallito è b cosa più prvinmOy quanto, di tutte le com del suo genere,
altrui è più unita C Ì. la. 30, 31.
•gsi bontà propria in alcuna cosa C i. la. 6a.
ta booCà della com più propria .......... . . C i. la. 90.
iBclHcvfia cvtm di sermone .,.,..... C i. la. 93.
■■la propria loquela sono quelle due cast C i. 13. a.
■aUa mm é tanto preziosa C L 13. la.
•■Ha r altre com si \-ogUono C i. 13. 14.
Noa é aacoodo una axm essere piii cagioni C i. 13. 35.
studia naturalmente C L 13. 47.
«MT Dot fiovcmo avere C. ii. 1. 50.
par la ma' significate signi6ca delle superne cosr dell'
gloria C. il I. 56 {bis),
che ha dentro e di fuori C ii. 1. 79.
to fiaacaaa «Daa naturale e artificiale C ii. i. 80, 94.
■ r'iQ'^^^ queste coA# . . . assai poco sapere si possano . . . . C li. 3. 8.
B Balle e U certo delle <ost delle quali si giudica , C. tL 3. la.
<M s«ll|e aa pomo, od altra cosa tonda C. ii. 4. 58.
•ODO le spezie dcUc cott ......... C. ii. 5. a5.
rro generatrici dell* altre coar C ii. 5. 31.
la essa é più divina, é piti . . . C. ii. 5. Bi.
la tenta dì quelle fou che C iì. 6. 19.
La prtea ceaa ... fu una delle creature predette C. ii. 6. ai.
§èm/k M qodlc roar che dilettano C ii. 6. 36.
fniBOMcrt di dire nuove e grandiose coat ......... C iì. 7. 61.
h aia iatenziooOf la quale é di dire nuove com ... e gran cou C. il. 7. 65, 60.
tfhooidr . . . ia qoertc cmt di qiiaggiii . . . C ii. 7. 99.
tm hmm che vfaaa . . . insìno alla cosa illuminata < C ii. 7. 95.
■aff* afere aottre mr ha grandissima podestà 0.11.7.103.
ltaM»daooocite*v denominate C. ii. a 17.
éitmriptnhia$4dmbbenini C ii. 8. 9»-
«•s Aa di loit> e contea loro tre aw C ii, io. 31.
mt9W%Mm%tpHi,j^ ^, occl»*o * ""' '^ possano venire . . . . C li. 10. 34.
La seroaA *^ ^ 77 té, C. ii. to. sa.
'^"^^Vl^'^edi" • Ci. ...SS.
COSA ^^iHi^^P 150
A rìmjrmr ciascuna cosa bella Coka ix. aa.
Non che ... sia sottile A cosi alta cosa Carta, ix. 36.
perdono La morte mia a que^lU beli» cosa Carw. xìiì. 91,
Cbè *1 fo perchè sua cosa in pregio monti Cana. xir. 6a.
Ch' io fossi . . . Cosa di quella che non s* innamora Con*, xìr. 67.
ogni subito mutamento di coat C il. xi. 29.
Due rosr sono queste che sono . . ... C ii. 11. 31.
Ora dice tre ro5r C. U. it. 50.
Nulla cosa in donna sta più bene che cortesia C. ÌL 11. 54.
quando alcuna cttsa , . . era mesticro a dire , . . C ìi. la. 17.
Le quali così in essa sì possono belle vedere C. ii. xa. 68.
per lo quale ingegno molte cose ... già vedca C. ii. 13. 37.
giudicava . . . che la filosofia . . . fosse somma roso C ìi. 13. 40.
mostrando . . . sotto figura d' altre cvs$ C il. 13. 58.
ciascuno cielo illumina le cost visibìli C iì. 14. 33.
lo inducere perfezione nelle disposte cose C ii. X4. ad.
se la Luna si guarda bene, due cos4 si veggono C ii 14. 70.
considerare li prìncipii delle cose natoraU C ii. 14. 139.
Pittagora . . . poneva i prìncipii delle cose naturali C ii. 14. 146.
considerando tutte le cose essere numero C.ii. 14. 147.
esso Marte disecca e arde le cost C. ii. 14. x6a.
queste cose sono nella scienza della Geometrìa C ìi. 14. 904.
elio ci mostra di so due visìbili cose C ii. 15. 7.
per lo effetto loro intendiamo quelle cose C ìi. 15. 81.
significa le cose sensibili ... e -, . significa le cose che sono senza
materia C il. 15. 88;, 91.
significa le rose naturali corruttibili C ii. 15. 99.
significa le cose incorruttibili C. ìi 15. X05.
applicazione dell* animo innamorato della cosa a quella cosa . , . C ii 16. 83 (Aù).
unhnento spirituale deli' anima e della cosa amata C. ìil. a. ao.
per lo concorrimcnto della cosa che riceve C iti. a. 34.
perocché . . . prima cosa è I' essere C Ui. a. 53.
che . . . fatta era colla mia anima una cosa C iìL a. 77.
non si trova alcuna cosa che senta, che non viva C iii. a. 104.
nelle cose animate mortali . . . non si trova C ììì. a. 107.
Tutte le cose produci dal superno esemplo C Ììì. a. Z46.
che ciascuna cosa ... ha '1 suo speziale amore - . C Iii. 3. 6.
quasi triste, siccome cose disgiunte dal loco amico C iiì. 3. 39.
hanno . . . amore alle perfette e oneste cose C iii. 3. 35.
ba in sft della natura dì ognuna di queste cose C iii. 3. 39.
Mocv sovente cose che fanno disviare C inUiletto . . . molte fiate voleano
co» conchìudcre di lei Ciii. 3.icg, 106.
che prima vede le cose prossime chiaramente C iii. 3. ixo.
solo in quelle cose che sono in sua podestà di fare . . . avvegnaché
le cose siano parte dell' uomo C iii. 4. 56» 60.
il nostro intelletto . . . non puote a certe rosr salire C iii. 4. 90.
non levando gli occhi suso a queste cosr C iii. 5. ao8.
per comparazione all' altre cose ... C iii 6. 7.
che 1 sole . . . non vetie alcuna cosa ras) gmttie C iii 6. 9.
gentilissima di tutte le cose che il sole allumina C ìil. 6. ii.
nello Equinozio sempre . . . sono una cosa C iìi 6. 30.
non avendo rispetto ad altra cosa .... C. iii. 6. 35.
perocché Iddìo é . . . Cagione di tutte le cosr, conoscendo Lui, tutte
le cose conoscono C iU. 6. 46, 47.
^^^^^^^^^^^M COSA
COL Cam non è che costi tanto cara Cant. xvi. 38.
ficflecoir, che . . . sono, Dimando e voglio Gnu. xvi. 44.
liBt« . . . Quanto convcn, che (5. con%*cn ; eh' è) cosa che n*
■ddnce ...... . . Cane. xviì. 39,
Vcsendo rider €080^ Che 1* intelletto . . . non la vede G>fW. xix. 43.
OUL Eibbricuio col Cielo queste nur di quaggiù C iii. 6. 68.
dascuii toM ... desidera la sua perfezione C iii. 6. 71.
per ^dla ogni cosa è desiderata , C. ìii. 6. 74.
ìictBte! si reggiano. .. maravigUoae eosr C iii. 6. lao.
qmta Donna è da Dio . . . fatta nobile cosa ........ C iiì. 6. 130.
Il jfiu bontà in tutte le a>9«- discende C iii. 7. la.
AfcnuDcnie si riceve . . . dalle cost riceventi C. ìiL 7. 16.
Liprìna Bontà manda le aue bontadì sopra le cast ... . . C. ili. 7. 19.
oucimt fOM riceve da qaesto discorrimento C iii. 7. so.
mxionolei. . .colorata ncU' altre cose C iii. 7. 38.
futelica natura, che è cosa intellettuale C. iii. 7. 75.
ililli<iuA]e queste ro5r convengono procedere ........ Ciii. 7. iia.
Mmlcndono per quelle alcuna cosa significare C. iii. 7. ir5.
Il qoil pia che tutte altre roj« è utile C. iii. 7. 158.
«fRMa Donna sia una cosa visibilmente miracolosa C iii. 7. iia.
USipìcnn di Dio, precedente tutte le cost C. iii. 8. 15.
Pifc ihc ciur di te non domanderai, e più forti cose dì te non
cercherai ; ma quelle cose, che Dio ti comandò, pensa . . C iii. 8. 17, 18, 19.
>k>u resa dì tanto nodo disnodare C. iii. 8. 37.
(t^cbe nel suo aspetto appariscono tVA/ C iii. 8. 35.
^co che Amore le reca queste cvse quivi C ìii. 8. 113.
l' Amore unj\*ersale, che le cosr dispone ad amare C. iii. 8. 1 18.
<P*>tenH . . . soverchiano C ìnuUctto ncstro C. iii. 8. ia6.
dlbaeqDelle cose . , . convenc\*olis5Ìmo trattare è C iii. 8. 140.
'■poéestà in rinnovare . . . eh' è miracolosa cosa C iii. 8. 195.
> ideila mala cosa buona cosa C. iii. 8. 207 ibis),
lite cosé inanimate si parla , . . C iii. 9. 18.
i altra rosa visìbile ; ma non propriamente C. iii. 9. 55.
*<)nili(Mr con più sensi comprendiamo ......... C ili. 9. 69.
Owstecoar visibili . . . vengono dentro all' occhio — non dico le
(OS*, ma XcfofwHt loro C. iii. 9. 66, 69.
cotale qual' è la cosa visìbile in si C. iii. 9- 89.
coloro che vogliono (are parere le cose C. iii. 9. 96.
avviene . . . che ... le cost paiono quasi tutte rubiconde . . . . C. iiì. 9. 135.
•iccb^ le COS4 non paiono unite C. iii. 9. 139-
q«anto la cosa desiderata più s' appropinqua C. iiì. io. 17.
• conoscere la eoaa sia sapere C. iii. ix. 7.
parete ne tocchi alcuna cosa Tito Livio C iii. 11. 3i>
BoDo suo pensiero ad altre coss lascia distendere C. iii. it. ia6.
O cooaolaziQnc delle CDW C. iii ir. x68.
di qodla amisti gran eos§ prima considera C iiì. xa. 85.
fécemne trattando di s*ns$M cosa per cosa inacnsUn'U si tratta con-
venevolmente ; cosi di cosa inielligitnt* per cosa non inttUigilnh
trattare si conviene C. iii. la. 45 (Aw)» 47 {bis),
tutte le coiv col suo calore vivifica ........ C. iti. la. 59.
Iddìo tutte le cast vivifica in bontà C iii. la. 63.
Iddio . . . non vede tanto gentil cosa C iiì. la. 84.
^uBiito la distiniìone delle cose è in Lui C iii. is. 88.
MI Emo non può essere ^osii alla sua Essenza aggiunta . . . . C iii. la. 101.
1. Dunque . . . Sarà . , .'mischiata — di più cos* Cans. xix. 66.
donna Delle sue cose, eh* ella scenda., o colli Sfst. tv. 30.
Vostra cera . . . Bene è mirabil cosa Bail. tv. aó.
Amore e *1 cor gentil sono una cosa ........ K /V. ao. 13 {Som. x. i).
slf che . . . Nasce un desìo della cosa piacente . . . . K A^. 90. 93 (Som. x. 11)4
E par che aia una cosa venuta Di cielo K A^. a6. 43 (Som. xv. ^)4
34-
o. Iddio non ved* . . . cosa alcuna tanto gentile . . . dico cosa aìeunay in
quanto r altre ravvede e distingue Citi. la. iii, iiaf^Aù).
Dove sono da vedere tre cose C iii. 13, 30^
la qua] cosa ... la umana intelligenza ciò fare non pub . . . . C lii. 13. 46.
la umana natura . . . abbisogna di molte cose C. lii. 13, 53.
dispregiamcnto di quelle fOj/- che C iii. 13. 115.
discendere la virtù d' una cosa in altra C. iii. 14. 15.
discendendo la loro virii* nelle pazienti cose C iii. 14. 29.
che . . . riduce le cose a sua similitudine di lume C. iu. 14. 03.
pÌDgc la sua virtù in cose per modo dì diritto raggio, e in cose per
modo di splendore riverberato C. iii. 14. 33
sicché eterne cose siano quelle eh* Egli ama C iii, 14. 54.
essi tutte V altre cose . . . avere messe a non calere C. iii. 14. ^a.
che quella cosa è lìbera, eh' * per sua cagione C iii. 14. 98.
li pensieri . . . sono astratti dalle basso e terrene cose C. iii. 14. iis.
per le a>se . . . desiderare d' acquistare C iii. 14. laó.
DCÌÌA/acaa dì costei appaiono cou che mostrano C iii. 1$, io.
Questo piacere in altra cosa di quaggiù esser non può ..... C iii. 15. 31.
ciascuna cosa disia ... la sua perfezione . C, iii. 15. 35.
quantunque 1' altre cose avesse C. iii. 15. aS.
acciocché la beatitudine sia cosa perfetta e *i desiderio aia cosa J
difettiva C iii. 15. 31 (òia)»i
nell' aspetto di costei delle cose di Paradiso appaiono C. iii. 15. 51. 1
queste cose nostro intelletto abbagliano, in quanto certe cose affer-
mano essere . C. iii. 15. 60» 6u^
intendere noi non potemo se non foxr negando C. UL 25. 67.
non potendo a lui certe cose mostrare perfettamente C iii. 15. 79.
che 'I desiderio naturale in ciascuna cosa è misurato secondo la |
possibilità della cosa desiderata . C iii. 15. 78) 79^
dire di certe cose . . . non sia possibile C Iii- 15. 106.
il movimento del cielo, il quale tutte le cose genera C. iii. 15. 160.
con Lui ed io era, disponente tutte le cose C. iii. 15. 176.
perocché le cose congiunte comunicano C iv. 1. 7.
Degli amici esser deono tutte le cose comuni C iv. 1. 18.
perocché ciascuna cosa per sé à da amare C. iv. 1. 95.
ragionevole e onesto é, non le cose, ma le malizie delle cose odiare . C ìv. i. aft, 99.
a partire, dico, la malizia dalle cose , . , C iv. i. 33.
La qua] cosa era pessima confusione C. iv. 1. 57'.
per la qua] cosa ... mi sostenni C. ìv. i. 65.
domando aiutorio a quella cosa che C. ìv. 9. 15.
che una medesima cosa sia dolce e paia amara ....... C iv. a. 35.
il quole dispone le cos/ di quaggiù ... a C. ìv, a, 51.
r uomo abbisogna di molte cose C tv. 4. 7.
quando piii cose a uno fine sono ordinate . . « , C ìv. 4. 47.
vedcmo ... in tutte quelle cose che sono ordinate . . . . . . C iv. 4. 61.
né termine dì cose né . . . pongo C. iv. 4. 1 iB.
Udite, perocché di gran cose io debbo parlare C iv. 5. 14.
altissime rote fare sopra cose vilissime . . C ìv. 6. 189.
«53
COSA
L La visto SOM face ogni cosa amile KPf. arj.Qi (Som. xvi. 9).
Si cbc per voi mi vico tosa alla mente K. A^. 37. aa (San. xx. 7).
pesaosi . . . Fone di cosa che non v* è presente . . . ^ A^. 41. 56 {Son. xxiv. a).
the ... Si vedon eosf, eh' uom non può ritrare Son. xxvii. 3.
th* Amor non ha suslanza Né è cosa corporal Son. xxxviiì. 10.
alla mi parrà mai piii cmdel cosa Che lei Son. zxxix. <•
qwtti come cosa orrìbile, quella percuote , • C. iv. 7. 45.
panioccbè ... le ms* si deono deoominarc C ìv. 7. 116
rìnaiie . . . cosa con anima sensitiva C iv. 7. jyy
CODoaccre 1* ordine d' una comi ad altra C iv. 8. 5.
per quello che sentono dì queste cose che C. iv. 8. 73.
yitoC« r uomo disdire la cosa doppiamente C. iv. 8. 109.
■ena ■on rrvcrtnir, che non è . . . cosa da biasimare C Iv. 8. 135.
r sono Ir cou naturali e le C iv. 9. 45.
noi volessimo che le cosr gravi salìssino .,..,.. C iv. 9. 55.
to la CPM t più propria . . . tanto C. iv. 9. 109.
è da sapere che rair sono che C ìv. 9. 113.
sono dove 1' arte è strumento della natura C, ìv. 9. laa.
p0^ wdcnw in queste cots . . . contenzione C ìv. 9. 130.
Altre toas soao, che non sono dell' arte C iv. 9. 133.
QaoCe eom . . . veder ai possono C tv. 9. 148.
la qnala due cosr par dire C ìv. io. 14.
a maaàMmrt . . . questa cxfta determinare essere C. iv. io. 46.
o ai paò notificare per cosr prime C iv. 10. 64.
che . . . tutte te case che fanno alcuna cosa, conviene essere C. ìv. io. 60 {òù).
una roMi ai genera d' un* altra ...,,..... C iv. io. 84.
ogni cosa che si corrompe, si si corrompe , • C. iv. io. 86.
l «MS eh' è alterata, conviene essere congiunta C iv. 10. 88.
aoar proposte, coai procedo C ìv. io. 99.
ékt akcn o corronpc alcuna cosa C. ìv. io. 1 13.
li vihà di ciascuna roM ... si prende . C iv. xi. 14.
•mio quanto la eoja è perfetta C. iv. 11. 16.
V« ficrbeue, viliaatma parte delle OMr C iv. XI.30.
... la loro imperfezione ìn tre cost vedere . . . . . . C ir. 11. 39.
io loro considerate, cast perfette sono C ìv. 1 1. 43.
è inconveniente una rosu . . . essere C ìv. 11. 48.
. . sia diritta a maggiori rosr C iv. 11. 107.
di qoeatc impcrfcttisaimc cocr dà, per avere e per acquistare
«MVpcHctte C. iv. II. 117 (Mi).
dw le fosf difettive possono avere C ìv. la. 11.
X qpMllc assr . . ■ sono piii pericolose Civ.ia.iB.
9t.,.Bè.,.tra to*é buone o desiderabili csaerc dissi .... C tv. la. 61,
abbondanza di queste cose . . . desiderare C iv. la. 63.
d* accrescere quelle com che hanno , . . , . . C. iv. la. 68.
««acre perfetta ragione di certe a>$t ....... C iv. la. laS.
di aaacooa mia ... è C. iv. io. 139.
■ vede . . . crede che sia caso C iv. la. 155.
!• wUb di qiueste aoss trova C iv. la. 168.
di piccola osM in grande cosa C iv. 13. io, ti.
i pffindpii delle coss naturali C. iv. 13. la.
che cosa «... ciascuno C tv. 13. 15.
B friacipti drJlr eo$f naturali C. iv. 13. a8» 38
> ai dee (nrrv alle divine toat C iv. 13. 73.
4k mpan eertejxa nelle «a* . , C iv. 13. 76.
COSA
cosa, non dimora Cosa che amica sia dì verìtatc Son. xl. d.
E dire al doloroso . . . alcune cose Soh. xli. 8.
Nuli' altra rosei appo voi m* accagioni Son, xlvi. 5.
Che tulle cos^, eh* altrui piacer danno, Mi son moleste e . . . . Soh. xlviìi. 13.
che può fare Tutte le ro5« P. F. ti.
dichiarar . . . Che cosa aia quella divina essenia P. /*. 60.
a. Ed è rosa ragionevole, perocché « . C iv. 13. 149. '
conciossiachè è memorata la cosa quanto è migliore ...... C iv, 14. 6a.
la gentilezza ovvero Nobiltà (che per una com intendo) . . . . C. iv. 14. 67.
Lo secondo si è, che in nulla rosa ... si potrebbe C iv. 14. 76.
in ciascuna spezie dì rowveggìamo C iv. i^ 60.
dire che neir altre cofie Nobiltà s' intende per la bontà della cosa . C. iv. 14. ioa, 10^
dare alla Nobiltà dell' altre cou bonlà per cagione C iv. 14. 108.
J' artefice delle «m* di seme divino fece C. iv. 15, 78.
che è conoscere quello che te cose sono C ìv. 13. 114. .
le non certe coH' aficrmano per certe C. iv. 15. io», |
potere misurare tutte le (05/ C. iv. 15. ia8.
credere che né per ... si possano le cose sapere C Iv. 15. 143.
nulla cosa veramente vcggiono vera C iv. 15. 158.
cioè che cosa è Gentilezza C. iv. 15. 189.
la bocca di coloro che parlano Inique così C, iv. 16. 4.
che nella prima si cercano certe cost C iv. 16. 39.
è prima da vedere dut cose , C. Iv. x6. 35.
ptrfetione di propria natitra in cias<Hna cosa C. Ìv. 16.43.
non pur dell' uomo è predicata, ma ... di tutte co9$ C iv. 16. 45.
Cfaè . . . quelle cose . . . più sarcbbono . . . nobili C iv. 16. 65.
che ciascuna di queste cose è falsìssima C. iv. 16. 74.
Ciascuna cosa è massimamente perfetta C, iv. 16. 79.
questo vocabolo . . . dice in tutte cose perfezione C iv. 16. 9& |
in quelle cose che sono d' una spezie C. iv. 16. 104.
queste sono quelle due cose che ... . C. iv. 16. 1 18, '
Appresso che vedute sono quelle due cose C iv. 17. a. '
In che due cose principalmente s' Intende C iv. 17. 13,
moderare Y audacia e la timidità nostra nelle cose che C iv. 17. 3a.
della . . astinenza nelle cose che conservano . . C iv. 17. 36. '
dare e . . , ricevere le cose temporali , . . , . C iv. 17. 40.
ad amare e operare dirittura in tutte ccMW . C. iv. 17. 64.
Marta . . . turbiti intorno a molte cou : certamente una cosa sola è
necessaria C. iv. 17. 98 (£w).
quando due cose si trovano convenire in una C.
perocché una cosa avuta . . . non può essere C
ambedue avrebbero quella cosa prima e per sé C.
che se in noi sono più cose laudabili C.
quello che comprende più cose ... sì dee dire C
che Viriit cotale e Nobiltà convengano in una cosa C
Poiché . . . sono pcrtrattate tre certe cose determinate C
come difinirc sì possa questa buona rosa C.
Nella prima si prova certa rora .C.
La qual cosa ora in questa parte prova .......... C
a quelle cose . . . non é mestterì di prova C.
ciascuna rosa . . . vedemo . . . ttobiie essere chiamata C.
Che cosa è V uomo, che tu Iddio lo visiti C
a loro si conviene di guardare da quelle cose che C.
coal la Virtù è una a>sa mista di C.
mM
t55 ^^^^ COSCIENZA
ÙOt^ eoo pìgUftizio In van furare o in altre simil cost P. F. 156.
So|»CB ogni toaa vuol tra noi mondana P. F. 163.
Kè f&à, per rom eh* egli aspetti al mondo P P. 169,
Né (OM noi facciam che ti dispiaccia P. F. 319.
Sempre mi morde la mia cosanua S. P. xxxvìi. 73.
S« CO ni lari la mia conHtfnm» S. P. \. qt.
L tioesOM grtuioy cioè questa divina cosa . . . . . . . . C. iv. 30. a6.
le roM convengono essere disposte alli loro agenti C iv. ao. 59.
non è rom da manifestare a lingua C iv. ai. 53.
■Niliiplica, siccome in cosa luOkicnte a . . , C iv. ai. 75.
ogBi animale . . . teme e fugge quelle cou che C iv. aa. 51.
Ppj viene distinguendo quelle eoM che C iv. aa. 66.
non aolamente nel]' altre cost cb« . . . ama . C. iv. aa. 70.
CTiamlo . . . per sé 1' altre eosé C iv. aa. 78.
càe ^ù ama V animo che *1 corpo, o altra cosa C. iv. aa. Bo,
0 qaale animo . . . più che altra cosa dee amare C. iv. aa. 81.
ae li BMOte si diletta . . . nell* uso della cosa amata C iv. aa. 83.
la ^oeda rom che massimamente è amata, è C iv. aa. 84.
al aModo ... eh' è ricettacolo di corruttìbili eùu C iv. aa. 164.
é pia pieaa . . . che altra cosa che quaggiù sia C iv. aa. 191.
che ... 1' uomo non possa certe cosé fare C iv. 34. ao.
entrala conviene avere . . . certe cou C. tv. 34. 106.
cka Doo virn meno nelle com necessarie C iv. 34. 107.
Dà ... la buona Natura . . . quattro cast ncceasarìe C. iv. 34. 1 14.
abbi ritte alii vostri padri per tutte cose C iv. 34. 173.
per altro Capitolo le altre com sono da ragionare . . . C iv. 34. 186.
La qual tosm i V altra, eh' à necessaria C iv. 35. 3.
tana queste com fanno le passioni sopraddette C iv. 35. 45.
par grandi e maravigUooc eosé vedere, o udire, o ..... C iv. 95. 49.
è aa ritraimcnto d* animo da laide cos* C. ìv. 35, 70.
^■Atc disoneste msr ... fa tacere C iv. 35. 69.
BMBMMare coar che . . . stieno male C iv. 35. loc.
di^ eoa r altre co9* che ragionate sono, appare C. iv. 35. 143.
Le qnall . . . intende, siccome coaa che ... è seminata . . . . C iv. 35. 146.
Le qaali cinque cou paiono e sono necessarie C iv. 96. la.
B«M che è nel meridionale cerchio C. iv, 36. 84.
qaelle toat che la nobile natura mostra C. iv. a7. 8.
a ctaacaaa parte ... 6 dau stagione a certe cost C iv. 37. aa.
fi rfrWT*fT buona memoria delle vedute €oat C. iv. 37. 44.
cht ben H ani malvagia cosa fare C iv. 87. 55,
a buon fine nelle umane cast C iv. a7. 59.
qaal volta leggo, qual volta scrivo cosa che . . . abbia C iv. 97. 99.
allora li conviene la cotm, quando C tv. 37. 106.
rvae non si può avere senza C iv. 97. 114.
e quattro queste cou convengano C iv. 97. 155.
è auto delle mie roM Civ. 37. 176.
AUt panate «pwaoao da notare C iv. 37. 180.
è BaÀMa ... caaere quaetro mar convenienti C iv. 97. iSd.
0tmtk* «Sa te dae tùMt Clv. 08. 7.
dalle mondane cos* C. iv. 98. 49.
te dae tou eDoveagano ... ne figura C iv. aft. 97.
*oa gli (ncoatri acnia maluìata cascuviaa C i. a. 59.
a «aninaa parla C. i. 3. 59.
H ... ..... Ci. 3. 69.
COSETTA ^^^F '^^
colà. K A^. a8. 17 (^. C. 4); C Ui. C»iw. H. 81, 87 ; iv. Catu. iU. 33, 76; Cbiu. U. 6, 36; z. 86,
196 ; li. ai, 61 ; xìL i, 17, 25, 53; xiii. 53 ; xiv. 55, 63; xvi. «3; xvil 03;
xix. 7, 54, 55; XX. 16, 75; xxi. 3; 5*5/. ii. 31,38,45; ili. 37; iv. Il, 85,39;
Bali. ix. 8; X. 17, 33; K A'. 7. ag (San. ii. la) ; 13. 46 (Son, vi. 11) ; 16. 33
{So», ix. io) ; 90. 15 (SùM. X. 3Ì ; 36. 43 {Son. xix. 14); 37. 17 (Sotu xx. 0)1
38. 36 {SoH. xxi. 9), 46 (Som. xxi. 14') ; Som. xxvì. 13 ; zxviii. 14 ; xxxi. io»
xxxix. 5 ; xli. I, 4 ; xlv. 11 ; xlviii. 4 ; 5. P. v'ì. 19 ; xxxi. 37 ; I. 40 ; d. 40
P. F. 8r. 151. -
OQBpetto. Net cui co$p€tto viene il dir presente K A^. 3. 78 (5om. i. tV
Nel tuo cospetto sempre mai si pone , S. P. xxxviL 33.
Ed ho commesso il male in tuo cospetto , , S. P. I. 14.
La qual, gridando, porgo al tuo cospetto S. P. ci. 9.
il qual si possa Nel tuo cospetto mai giustificare , S. P. cx]Ìi. la.
OOrtante. Ed io che son costante più c)ic pietra In Sest. n. 13.
Che . . . Nelle fatiche non saran costanti S. P. xxxi. 45.
costare. Udite quanto costa ... A chi da lei si svia Cans, x, 45.
Cosa non 6 che ro.5/1 unto cara . Canj. xvi. 38.
COStet C ii. Catts. ì. 36 ; iii. Cftiu. ii. 15, 48, 70, 73 ; iv. Canx. iii. no ; Gimj. ix. 53, 56^
X. 154 ; xt. 69 ; xiii. 57 ; xvii. 47 ; xix. 1 13 ; xx. 50 ; Sesi. iii. ao ; Som. I. a,
coGtoro S. P, cxUi. 16.
COBetta. feci per lei certe cose/te per rima K AT. 5, 39.
cosi F. N. 3. 53 ; 4. 15» » : la. 34, 99 ; 13. aa ; 14. 46, 48, 68 ; 15. 5 ; 16. 15 ; 18. 44,
67 ; aa. 11,45.50; 93.31,99; 34.4, as, 36, 30 ; 35. 79, 103, 104, 113; 30.
a8 ; Si. 5, 93 ; 35. 38 ; 38. 17, 30, 31 ; 39. 4, (3, ai, 33 ; 40. la, 48 ; 43. 17 ;
C i. I. 83; 3. 76, 199 {bis); 3. 70, 71 ; 4. 16, 87 ; 5. 93, 59, 81 ; 6. 31, 40,
50, 74 ; 7. aa, 6a, 103; 8. 99, 38, 59, 63, 66, 197; 9. 6, 73; io. 3,3; 11. 14.
18, 95.33. Sa. ia8; la. 39 ; 13. 35, 49,46,68, 75; iti. 119 ; 3.19; 3. a8 ; 4-43,
83» 84. 85 ; 5. 37, 30, 36 ; 7. 98 ; 8. 68 ; 9. 95, 47, 89, 133 (Ais), 133 ; 10. 44,
80; li. 94 ; 14. 16, 93, 38, 75 ; 15. 118, 133, 184 ; 16. 98; iii. i. i, 13, 75 ;
3, 79; 4. 49f 68, 194: 5. 95, 31, 903 : 6. 9, 99,33.63,96, 135; 7- 46,83,191,
181 ; 8. IO, 144. 911 ; 9. 29,37, 87» 113. 124, ia8, 157 ; 10.6,37.42.83: li.
73,80,93, tM, 115, 133, 138, 144, 149; 13. 46, 50. 56, 69; 13. 70; 14. 4,
36, 53, 55, 134, 130; 15. 44. 97, 119 ; iv. i. 13, 84, 88; 3. 58, 109, 169; 3.
59 : 4. 13, 30, 56, 73, 79, 134 ; 6. 43, 53. 91. 137 ; 7. 13, 18, 39, a8, 87, 109,
191, 199, 143, 148; 8. 19, 13, 79, 86; 9. 17, 61 ; io. 93 ; li. 15, 93 ; sa. 71,
150,151,181, 188,196; 13.39,44 ; i4-'o,36,37, 54,65, 86.96, 113, 137, 134,
151 ; 15-35136,63, 184. 185, 186 ; 16. 53*68,93; 17. 198; 18.51, 69; 19.33;
»o. 19. 16,34, 35j »oa; aa. 17. 40, 58,77.101, 131, 189, sci : 93.55,99, «56;
34. 6, 40, 43, 193, >3'» 139. 149» >6o ; 95. 139 ; 96. io, 46. 59, 108 ; 37. 95,
53, 108 ; a8. 16, 19, 99, 37, 39, 103 ; 99. 69, 76, 78, loa, 108, 113, I3i, 106^
COsif^ttO. La quale cosiffatta opinione . C. ìì. 5. 45.
cospetto, nel cospetto de' quali . . . invillo C i. 3. 40.
se tutti al suo cospetto venire non potete C iii. 15. 184.
costa, lo luogo, nelle coste d' un monte in Toscana C iv. 11. 76,
costanza, contro alla costanaa della ragione K. A^ 40. 13.
costare. Per che si caro costa quello che si prìega C i. 8. 199.
costei. V.N. 15. 39; 91. 47:34. 14; 39. 48; 49. 95; Cii. 8.96; 10.59,63; II. 87; 15. 175:
iii. 1.9. 11; 3. io5;4. 7,35, 36:6.9,37,104, 119; 7-9» m6;8. 41, 43,50,908;
9.43; IO. 71 ; 13. a, 77 ; 15.9. 5>f »33- m6, i49, i6ii «79; 'v. i. 90 ; 9. 30.
costellazione, la quale si vana per le costeUazioni C iv. 31. 65.
costituire, siccome costituire V uomo d' ctade sufficiente C iv. 9. 157.
costittizione. quasi dal principio della costituaionr di Roma . . . . C. tiì. 11, a^
dove tratta la mondiale costituzione C iv. 15. 74.
costoro. y.N. 13.99; 93.45; 35- »4. 18; 41-37; Ci. 4. 34, 57; 11.99; 19. 5; iì.3.4;
p
157 ^im^ CREARE
GUlAl tacere. Colei, che *l tento del di sé costringe Son, zxviii. la.
cfw lo tuo morso e *I ... gli cosfringa le mascelle S. P, zxxi. 73.
Discenderò . . . parte ed in tositntto Più lieve CtfMJ. x. 55.
KiV. 33. 150 i^CsH*. ii. 03): C iv. CflHJ. ili. 99; Carw. x. 14; xj, 40; KiV. aa a4
(Som. X. la) ; 39. Ó4 \Son. xxìì. 5).
Poiché passa ed avanza Natura e coitu*»utinn .... So//, iv. 35.
m' ha . . . Amore . . . costumato aJla sua signoria . V, N. aft. 15 {F. C, aV
C iv. Csfu. ili. 36. 99; Cam», z. 44, 140, 144; xìv. 39; xje. 68; Stst» i. aa;
P, F. ?o.
K tV. 33. 146 (Cflf». iù 19); Cam*, x. 79; xii. x8; xiv. 36; xix.a5, 79, ioa, ia8;
5. P. cxlii. 31.
Vedea che donne la (ovrian d* un velo , , ^ , y* N, 33. 195 {f^ana, ii. 68)>
NoD le tener il tuo mcstier coverto . . C ìv. CanM. iii. 144.
^. coprire*
Cmcx K la divoran Capaneo e Crmsso Con*, xviii. 70.
diaie. conobbe *1 disio eh* era erutto Per lo mirare .... Caita. xiii. 77.
FclÀcc 1' alma che in te fìa cnata Ca$tm. xviii. sa.
ara •. 39 : 9- >5t 3^ ; u. 81: ia.5. 60; Iv. 4. 117; 5. 147: 6.93.98; 7. 49.77:
8.71: !«■ »34; 12.57; M-9: ^5- 105, 136, 146. 149. 160.
Tolommeo . . . costrttio da* principiì dì filosofìa . . . C. ii. 3. 40.
la SUB beUcxxfl, eh' è grande, si per costrHMiom ... si . C ìì. la. 63.
im taalo quanto . . . certe toatrustoni wotio in uso . C u. 14. 85.
t»* K A^. 5. 15 ; 34. 8 ; C. iii. 11. 33 ; iv. 3. 56 ; 4. 7^ : 7- 7».
tane, perché certi aìttnmn sono idonei e laudabili C. i. i. lai.
■dk corti ... li belli tostumì i' usavano • C ii. 11. 60.
r WMc libere ... dalli volgari ms/M/Ni' Cìi. 16. 67.
C>e tt mttttmi sono bdtAtc dell' anima C iii. 15. 1401,
eh' era, ' antica ricchezza, e be' costumi* C iv. 3. 45.
r ultima particola, cioè i * belli costumi' C iv. 3. 49.
Jmm p*r mon mvfrt i belli costumi . C iv. 3. 53.
•dr «Jis particola, cioè dove disse beili eostumi, toccò delli costumi
4i NobUud« C. iv. IO. io(6ù).
m éifiitli9m /i^rmm . . . doè btUi costumi C ir. io. 51.
è pargijlo unmo . . . per costumi disordinati C. iv. 16. 57.
parò altri cos/ifMtt. .. tono ragionevoli C iv. 34. 87.
amnegnttche ... sia bello 1' essere di cortesi costumi C iv. a6. 104.
U corpo . . . Cora' era di loro costume C. iv. 36. 118.
*'. iV. a. 59 ; 5. 14 ; 14- «09 ; ts. 4, 33, 95 ; 16. ao ; 18. aó ; ao. 7 ; 33. 8, ai ;
sj. 41 ; »4. 7« : 95- «a. 49» « 10 ; 39, aS, 33 ; 33. 13 ; 40. 14, 39 ; 4a- 34 J C. L
4. ao» 37, 49, 53 ; 6. 10,34; 7- M» 4>» 45 J "• 93t M6 ; "• li'€>»X iii. a. 153 ;
3. 70; 7, 88, 90; 8. 6^ 23, 160, a\\ ; 9. 89 ; 10. a8, 50; 11. 113; iv. 7. 15,
104 J 13- «o ; ij. 143, «65 ; 18. 33, 60 ; 19. 89 ; ao. aa, 40, 73, 74 ; ar. 51,
B6 ; 09. 6, 119 ; 83. 53 ; 34. 75 : 37. 64 ; a8. 36, 93 ; 39. xoi, 109 ; 30, 54.
K. ;V. 18. 50 ; 39. 38 ; C il. 3. io ; 15. 148.
te cose . . . che cotiéhanamtente compiono lor via C. ii. 15, 99.
gli McU . . . eotiéMHamente poisonu spcrìcnM avere C. iti. 7. 173.
dìcemo C. iii, 11. 169.
■tuo tetiéiatmmaHie pericola e uccide C iv. la. 93.
U detto defc> ordma ... la cotidiana revoluiione . . . . C il. 15. 133.
quando . . . ride Tidco tot/erto d' un cuoio di porco. . . . C. iv. 35. 64.
C^ coprire,
*^ • ■ • tulle furtw» insieme create C ii. 6. 49.
•irtacfceftifooo^y^^ CÌL6.97.
CREARE
»ss
creare, criare. Poi . . . Cnastì spcinr, che 'n parte m' é una . . . Baìi. ìi. 9.
La qual si eria nella vista morta Degli occhi . . . . V, N. 15. 40 {San. vìit. 13).
Un popolo miglior , . . Sarà ertalo S, P. ^\. 74.
creatore. Ch* i creatori d' ogni pcnsicr buono C iii. Catts. ii. 65.
Laudando il creatore^ io . . . sempre m' innamoro Son. xxxvii. 7.
creatura. Gentili crmtHrr che voi sete C ii. Canz. i. 5 ; 7. 43<
che n* adduce Lume di ciclo in creatura degna Catta. xviL 4»
Che siete angelicata — creatura . . , BmtL iv. 18.
Cosi, essendo umana creatura . . . Polrìa Bali. ìx. 8.
laudando il creatore, io creatura . . . m* innamoro Son. xxxviì. 7.
credente. £ a idoli o altri dei non siam cvTd!rnO' , P. F. 156.
credenza. Baalìci solo aver ferma credenaa In quel che P. F. Ba.
credere. Non perch' io cret/a sue laude finire K A'I 19, aa i^Can*. i. 3),
E si è cosa umd, che noi si crede K M a8. 37 (/*. C 14).
E perchè non CTV^ano a me di lei? C ii. Gtru. i. 35 ; la 54.
Canzone, i' aedo che saranno radi Color C ii. dita. L 53.
qual donna gentil questo non crede C. iii. Cufta. ii. 39; 7. 94 ; 14- 91-
creare. alla quale restaurare fu V umuia natura poi creata . . . . C ii. 6. 99.
il Quale creò la nostra ragione C. iti. 7. 164.
Dal principio dinanzi dalli secoli ovo/a sono C tiì. 14.59.
creatura, di queste creature . . . diversamente hanno sentito . . . C ii. 5. 9.
in . . . maggior numero essere le creature sopraddette , . . . . C iL 5. 58.
che . . . nuggior numero sìa quello di quelle creature C ii. 5. 88.
fare innumerabilì quasi creature spirituali C ii. 5. 108.
la verità non videro delle creature spirituali C. ii. 6, 3.
una delle creature predette C ii. 6. aa.
manifesto è . . . quelle creature essere in . . . numero C ii. 6. 33.
dice, crede e predica quelle nobilissime crratum quasi innumera-
bilì C. ii. 6. 38.
nove Ordini di cretUure spirituali C ii. 6. 43,
se cosi £ mirabile questa ora/unz C iii. 8. 11,
d* alcuna condizione dì cotale creatttra parlare C. iii. 8. aa.
r affezione a producere la creatura spirituale C. iJL ca. 73.
Volendo . . . T umana creatura a sé riconformare C iv, 5. 17.
del divino affetto a essa umana creatura C iv. 19. 64.
la . . . Deità . . . vede apparecchiata la sua creatum C iv. ar. los.
creazione, non quanto a creaaioue C. ìi. 6. 47.
ebbero da Dio cominciamento di crteusioite C ii. 15. 106.
mostrare che graziosa fosse a Dio la sua tt tastone C iv. 98. 156.
credente, e per piti fare credente altrui, feci K. AT. 5. a8,
credenza, che . . . dirizza lu credcnea all' altra C iv. la. 150.
falsisstmo , . . appo la legge e credenea antica de' ...... C. iv. 15. 50.
dove tratta . . . secondo la credenea pagana C. ìv. 15. 75.
credere, che il mìo segreto fu creduto sapere dalle V, N. ^. aj.
più che io . . . non avrei creduto dinanzi K A^ 7. 8.
fui condotto . . . credendosi fare a me gran piacere V. N. 14. 5.
eredéudomi far il piacere dì questo amico, proposi . . . . . . f^. M 14. aa.
io non credo che cosi gabbasse la mìa persona, anzi credo che molta
pietà le ne verrebbe V. N. 14. 68, 6
io credo che pietà ne giungerebbe altrui K. A^ 14. 75.
mi movea . . . credendo che mi difendesse la sua veduta . . . . K AT, 16. 17.
Poiché io dissi . . . credami tacere F. TV. 17. 4,
nella terza dico come crwto dire K A^ 19. C04,
siccome da molli si crede, e vero ò K iV. aa. 15.
«59
CREDERE
cndere. Cb« le divizie (siccome si rmU) C iv. Ctir«. iii. 49 ; io. 35» 66.
Che non de* rrvt^ quella . . . Esser amata da Cafu. x. 13S.
Qiè le . ., . Vogliamo annoverar, credersi puone Gina. x. 143.
damai • • . Che . . . rmit Amor fuor d' orto di ra^one Caru, x. 147.
rCkJ trtdmm eh* io sia ornai si colto Catt^. xi. io.
Cbe» s* io '1 /mirasi far fuggendo lei^ Lieve sana Cans. xJv. 31.
Sooo, cbc per . . . Crrdon capere. Valere ......... Cane. xìx. m.
Ho» ardo fosse mai virtute in ertu Stst. iii. 13.
Scv eoa' io cnJa^ è invcr di me adirata K TV. ca. 91 {BaU, i. la).
Scd cIU non tei rmA', Di' K M la. 108 [Baii. i. 39).
E certo io rrrdo che cosi gli guardi ... Ball, x. 17,
Vegvo a vedervi, trrdfmio guarire . K A^. x6. 34 (Som. ix. 1 1),
Cndo cbc in del nascesse està soprana Som. xxìjl za.
dicendo loro eh' io il crtdo K W. aa. 85.
che . . . fossero . . . per Io dolore . . . cominciò . . . . K iV. 33. 87.
per isvefliami, ere^kndo che io sognassi K W. 33. 97.
secondo cb' altri trtdt K A". 34. aa.
preposi . . . cnd*ndo io che . . . mirasse F^. A. 34. 46.
■I potrebbero testimoniare a chi noi rrr^»5r K. W. 36. 11.
Bon vmintdo ciò poter narrare in . . . cominciai K. A^ a8. 1 1.
• aoacFN^ che . . . udissero parlare di questa donna V, H. ^l. 13.
cbe non rm/f essere buono tenuto • . C I. a. 51.
quelle essere occupate C i. 5. 63.
vi mikòt (orse trtdtndo di saltare uno muro . • C i. il. 67.
t , . cTtdtndo dare la colpa ... al ferro e ..,.,. C Ì. it. 60.
che, biasimando lui, si tndoHo sciisare C i. 11. 93*
molti che . . . crwdono pili essere ammirati C ì. 11. 104.
lo ptttiUanimo sempre le sue cose cred* valere poco, e 1' altrui
«aiaj C i. II. 14^
Ariatocilc €nd*tU ... che fossero pure otto cieli C. ii. 3. 19.
Aacora tndfft* cbe il ciclo del Sole fosse C. ÌL 3. 95.
. cbe tnJtHtro solamente essere C iL $. 15.
. . . mdt . . . quelle . . . creature quasi ionumerabili . . C ii. 6. 37.
1^ che rac^onevole é crtdtre cbe C il. 6. to6.
• aMtKo ttrc CIÒ cm^fv all' anima spcrta . . . . . « , • • C ii. 8. 87.
tW<ndtr. .. altra vita non essere C ii. 9. 57.
ìm vmA awdoi co») afTerroo C. ii. 9. 133.
•1 da* cmrfnv che r snima mia conoscea C ii. io. 63.
aott£ pictA quella che erri/' la volgare gente Ciì. 11.40.
B . . . volgari . . . che (miono cbe cortesia non sia C ii. 1 1. 57.
CNbo adunque : Io cndo^ Cantone, che mdi Mranno C ii. la. 45.
pvnché di vero si endtm del tutto, che disposto Tosai . . . che non
si frmdmm di qucato . . C ii. 13. 65, 67.
M Sfatto m lei si crtd* per alcuno C. li. 14. 350.
oadb cb« Si ooMcro dalla favola di Fetonte C ti, 15. ja.
oadb dia faaae 1' errore de* traslatori C lì. 15. 63.
ntdo cIm da Roma ... sìa spazio C iìL 5. 85, 96.
Cedb rbc questo Cerchio . , . dividerebbe C ìiì. 5* m.
0»da ngioDevolnente si puO erwdtn che C iìL 6. 94.
caal é da porre e da antdtn fermamente C iii. 7. 84.
f— f dfc II I ■ gnddt mom twmk quello eli' io dico . C iii. 7. laj.
« aott poasaiw ffaéw nincolo alcuno C. iii. 7, 169.
lAadbss'alcttao dare loda, dà biasimo C ili. 10. 77'
parMaJffMfr C iii. 14. 130,
CREDERE
x6d
credere. Siccome io credo che sirìamo noi Som. xxxiì. 14.
Che credo tor la ruota alla ventura Soh. &xxìiì. 14.
Io mi crtdta del tutto esser partito Som. xxaiv. t.
quei che *n la tempesta suona, Credendo far Soh. xxxvi. 7.
Come colei che mi si cned* tórre So». xHv. 4_
Non si conviene . . . Turbarsi, e creder che Som. xIv, 5.
E quei, eh' io non credeva esser finocchi Ma S. P. xxxviL 37»
Jo CKEDO in Dio padre P. F. io.
Credo che '1 figlio umana carne e vita Mortai prendesse . . . . P. F. i^
chi con . . . Credty è salvato [>er sua passione P. F. 43.
E chi altramente vacillando crede . P, F. 43.
Da morte suscitò, crrdo e confesso ,.,..■./*./". 4B.
Io CKFPi^j che '1 Battcsrao ciascun fresa P. F. ^$,
Per raflermarc quel creder medesmo P. F, 144.
credere, che . . . con tutta fede si credono essere C. iiì. 15. 6j,
li quali, biasimando, crtdea fare dispiacere, e . „ C. iv. 1. 39.
siccome credea chi cavillava C iv. 4. laa
Maledetti siate voi ... e chi a voi crede C. iv, 5. 79.
o^i persona degna d' essere creduta C ìv. 6. 45.
1' artefice ov^'cro . . . dee essere da tutti . . . creduto C. iv. 6. 57.
Onde al cavaliere dee credere lo spadaio, il frenalo e C. iv. 6. 60.
il maestro e I' artefice . . . credere si dee C iv. 6. 68,
filosofi . . . che . . . credettero questo Gne . . , essere C iv. 6. 85.
Altri filosofi furono, che . . credettono altro . C iv. 6. 97.
che . . . crrdoHO quelle essere cagioni di Nobiltà^ anzi essa Nobiltà
credono quelle essere C iv. Su 77, 7^
né credere a luì sono tenuti , C ìv. 9. 138.
chi crede che la sentenza imperiale sia C iv. 9. i6a.
Onde non è da credere^ né da consentire a C. iv. 9. 168.
le diviste^ come altri crtdea^ non possono C. iv. io. 93.
che credendo comperare un uomo ... ne sono comperati . . . , C ìv. 11. i».
che ogni casa . . . crede che sia V albergo C. iv. la. 148.
però qualunque cosa vede . . . crede che sia esso . . . . t . . C iv. la. 156.
perchè . . . crrdeh trovare piii oltre C iv. la. t6gt
molti tanto presuntuosi, che sì credono tutto sapere C hr. 15. lai.
tanto . . . che credono col suo intelletto potere C. iv. 15. 197.
non vengono, ereeUiuUt . . . essere dottrinati ........ C. ìv. 15. (39.
che non possono credere che ... si possano C iv. 15. 1491
sono alquanti folli che credono, che . . . s' intenda C iv. 16. 60.
cioè lodare e credere pregiato colui, cui esser dicono C. hr. t8. s8*
E Nobiltà si può credere il loro timare C iv. 19. 99.
che nessuno . . . non dee credere essere con CSM C. iv. ao. aa.
nelli piii io crrdo fra il trentesimo e 'I quarantcaimo anno. E io
credo che ncllì . . . esso ne sia C. iv. 33. 9X, 9a.
Né da credere è eh' Egli non volesse C ìv. 33. 100.
io credo che . . . egli sarebbe . . . trasmutato C. Ìv. 04. 63.
quegli . . . che crederà li malvagi comandamenti, come quegli che
crederà li buoni C. iv. 04. 130, r34.
si legge di Catone, che non a sé . . . nato essere crrdea . . . . C iv. 97. 33.
malnati ! . . . che . . . credetexn Larghetta fare C iv. 07. 19^
del ladro che , . . non credesse che altri se n^ accorgesse . . . . C iv. 97, 133.
tolgono . . . credendosi CASCTC buoni tenuti, se C iv. 97. 237.
coloro che appresso dì Dìo crede che sieno C. iv. aB. 44.
coloro che, per essere . . . credono essere nobili C ìv. ap. la.
l6s
vtn. Onde Anor tntter fo me la stu grandezza Tanto
Ma per ntmtr desire . . . verrà Coronata
I
E «oi mKHc si lor ralontate
SkcM . . . Anzi ... Di aure insieme crrscesst il disio
ciLHua. Abbiam la Crtsma, e V Olio santo ancora . .
cnifKX M mtscliia il mr^^ giallo e 1 verde Si bel . .
uiuc K. creane:.
CxMalliao. tu sai che . . . L' acqua diventa erisiaUìna pietra
Ove si fa '1 rristatto in quel paese
E per fermezza ancor del trisHanesmo Abbiam
CHlM^fMfc. Ni eglino altresì, se son Crisiiam
A che Dio chiama la cristuiHa prole
£ ra^ooar di Dio come cristiano .
Che gli spartrn quanto Gioacppo a Cristo
Ia€>HA>lòaac ooatro, santo e pio . . .
tu Aniu d" OAia noi si veggiam Cristo .
E ì frullo del tuo ventre . . . Cristo Gesù
i in me mftssimamentc crtsa'uta
E 1 soccorso dinanzi ciascuno di nrscea
p9t io imSIr significa il movimento del rrrsrrrr
piàanarrr non si pu6 se non . . . mulliplicando
Le mffoi* totmpó%U ... in quello crescono
che 1 di e la notte crtsct e scema
idoebi <vr«4T e scema il dt e la notte
cbc vergogna erwòemòh* al suo amico
dke procede e trtset infino al di della . .
eoa! la mala opinione . . . cnr^cv ....
che, raunando rìcchczze, crrtce
desiderio ... le ricchezze aono
della quale crtué ... lo desiderio
. il «vracvrv desiderio non è cagione
ddcaidctio dcUs «denta dire non si può
dw pnfMÌaracttte cn%c» sempre e uno
. . . non t crtwern la suo dtiatnrt ....
^>*fle . . • della ricchezza ò propriamente rmerrt
y aaÉBk aoatai hMcade al crraMpt ... del corpo
CnttL aolla gaem che Atene ebbe con Crefi . . .
lo quale chiamano molti ciclo Ch$titìÌtno
ciclo, di tolto del Crixialìtno ....
Lo oele crtA/alliHa ... ha comparazione . . •
eOa ha de' Cristìumé del tenodecìmo centinaio
wcoado b CwiMiama verità
■ IMMIU dob^ né FUomTo . . . oè Cristiano
e éitt CrùtDmm . . . perocché la CnstimMa sentenu è
la ifnale GcsQ CriUo lasciò a noi per esempio
aaHo lo monte per Inufigurarsi . .
ir* deil' univcTso, che é Critto . .
■^ nwai'ti h dMUtea \xracis8ima di Cristo . . .
••I Vazic«l* di san Kaetco, quaodu dice Cristo
CruÉ0 r adhrm* eolla sua bocca
. a' piedi di Cn'jto sedendo
■adiralo Tue il nostro Salvatore CrisM
al tfmCM Inqwis iliu ci anno di Crlito
«nto cruciflaao ....
M
EHI
CROCE
162
croce. Fu su la santa erocf crocIAsso P. F. 33.
Tolto di crDo, e nel acpolcro messo ..../*. f, 46.
che nel santo ligno DÌ eroe* fu confitto . P. F. laa.
crocifìggere. Fu su U santa croce croci/isso P. F. 32.
crucciare. Visi di donne m' apparver crutdati » * , , V, N, 33. 168 {Canx. ii. 41).
cruccioao. Non però che . . . Ma per fame cruccioso Chi . . K. AT. 8. 55 (Som. hr. xi).
crudele, fender per mezzo Lo core alla crudeli, che Cam, xli. 54.
si è bella donna Questa cntdet Cant. xv. 36.
Perchè . . . moite ... Ha messo il suo erudite adoperare . V. N. 8. a6 {Son. iiì. 6).
Ch' està erudii . . . Non vi mettesse amor Soh. xxxi. 3.
Nulla mi parrà mai più erudii cosa Che lei Son. xxxìi. i.
Ciò . . . che mi fa sentir erudii martìro Son. xlviii. 6.
cradelità. Sicché a erudilìtà rompa le porte Cane. xvix. 69.
D^ ogni crudelità si fece donna Sist. ii. 6.
crudelitate. Fu giunta dalla sua erudtIìtaU ^< A^* 34- 45 Cane. iv. 19).
Che ... si gira D' ogni erudilitati una pintura Ball, x. 8.
crudeltate. Tal. che se piega vostra crudiUatt Cohm. xi. 83.
Cosi di tutta erudtliait il freddo Le corre al Sest. ii. 38.
crudo. Falsi animali, a voi ed altrui crudi Cmfis. x. lox.
La quale ognora impetra . . . più natura eruàa Canx. xiL 4.
Quando vidi costei eruda com* erba Sést. iiì. 90.
Li fjuai contra mi sono crudi e gravi S» P. cxlii. 63.
cruUare. Ella sa ben. che se il mio cuor à cruUa Cane. xxi. 04.
culla. Maledetta tua culla, Che Cans. x. 78.
cuoio. Che '1 nfoio farà vendetta della carne Son. liii. 4.
cuore, core. Citta ne' cor villani Amore un gelo . . . . K. AT. 19. 53 {Caus. i. 33%
E passan si che '1 cor ciascun ritrova K A^. 19. 73 {Canm. i. 54).
Ch* io solo intesi il nome nel mio con K. W. 33. r44 {Cata. ii. t^\
Piansemi Amor nel corr, ove dimora K TV. 33. 158 {Cana. ii. 31)-.
Vieni, che 1 cor li chiede K. A^. 33, 306 {Cans. ii. 79).
Così mi sta soave ora nel con f. TV. a8. 17 (/". C 4).
Gli occhi dolenti per pietà del con K AT. 39. 41 i^Cama. iii, i).
Se Don a cor gentil che ^n donna sia K AT. 33. 51 (Comc ììL ti?.
croce, in figura d' una croce C it
crocifiggere, cru-. i miracoli fatti per Colui che fu croqfisso . . . . C iìL
i.c Cristo non fosse stato eruci/isso C. iv.
crucciare, onde molte volte me ne cntedava nel mio core K. A^
crocifiggere. K crocifiggere.
crudele, fa mansuesccre e umiliare li crudeli cuori C. ii.
cui. citi simili modo se habertt cirzutttfereHtiae partes *....•. V. N^
coltivare, come 1* erba multipUca nel campo non eultivaio . . . . C iv.
Cf. coltivare.
culto, se questo non è bene culto C ìv.
cultura, della . . . sentenza ... da questa cultura abbandonata . . . C iv.
€/, coltura.
Cooio. Polinice vestito d* un cuoio dì leone . . . Tìdeo coverto d* un cttoio
di porco C iv.
cuore» core, lo quale dimora nella . . . camera del con
V angoscia che il con sentia
e però quel core ... io 1' ho meco . . .
che leggermente sì mova del suo con .
manifesto lo suto del con per esemplo del
avessero compreso lo segreto del mio con
certe donne . . . aapeano bene Io mìo con
V.N.
K.AT,
'63 ^^^^ CUORE, CORE
coore» core^ Con ha dì pfctra al malvagio e vile . . . K N. 39. -73 {Coma, iii. 33).
Som 6 di <or villan si alto ingegno K /\^. 33. 75 (Cauv. rii. 35^
Mi reca quella che m' ha il tur diviso J'. TV. 32. 85 {Cane. iìl. 45),
P^Mger ... e sospirar ... Mi strugge il con . . . , K W. 3». 98 < Carta, iii. 58).
Taato dolore inComo al cor m' assembra • . , . . K A^ 34. 30 [Cans. tv, 4).
CdìCc D ragionar eh* è nel mio con C iì. Cane. L a ; 7. 16.
lo vi dirò del cor U Doviute C ii. Caw. i. io ; 7. 69.
Solca caser %-tta dello cor dolente C. ii. Otn». ì. 14.
Ooar ne trema al, che fuori appare C. iì. Cd*», i. aa.
Ne mandan messi al cor picn di disiri ...... C. ili. dna. ii. 35 ; 13. lai.
Cosi ... Tu cacci la viltate altrui del con Cam». ìx. 7.
Feremi tt cxtre sempre la tua luce CanM, \%. 16.
Hi & sentire al cor troppa gravezza Can». ix. 53.
Doglia mi reca nello con ardire Cuhm, x. i : V, E. ii. a. 94.
M r anima toma poscia al con Cina, ai. 49.
1^ che r innato rworda nulla è mono Cahm. xi. 75.
Ptrcb* non ti rìtemi Rodermi cosi il con dna. xii. «5.
Cbè più mi trema Ìl ror, qualora io penso dna, xii. 37.
E 1 aague . . . corre verso Lo cor che *1 chiama dna. xii. 47.
9 Ibrtc, che 1 dolor nel cor rimbalza dna. xÌÌ. 49.
hmAtr per mezzo Lo con alla crudele dna. xiì. 54.
Che B* infiaranuno il cor, eh' io porto anciao ........ dna. xii. 75.
A ^«aDa donna, Che m* ha ferito il con dna. xii. 80.
E Alle per lo mr d* una saetta dna. xii. Sa.
Scalo , . . Raccoglier I* aer . . . Entro quel ror, che dna. xìit. 7.
9fol ducfli pace al »r, a voi diletto dna. xiii. 15.
Vede lo con a cui era sposata dna. xìit. 97.
Riatrrtta a* é entro il mezzo del con dna. xiii. 35.
Ptr una voce, che nel cuor percosse dna. xiii. 65.
r . , . ^)laa Amor però di cor non la mi tragge dna. xv. 50.
Se li pargoletta Sa per cuon un marmo dna. xv. 70.
tiA «fiapictata mente ... mi combatte il con dna. xvi. 3.
■KM venir meno ... al cor che tanto v* ama .... ... dna, xvi. 15.
E regna dentro al cor che lei aspetta dna. xvi. 54.
Xm ***—*, che con seco il mio cor porta dna. xvii. 14.
W wCta . . . Che per passare il rorr — messa v* bai dna. xvii. 51.
Ahi B aar de* acimmersi dna. xviii. 1 1.
pietoso Fu tanto del mio con dna. xix. 5.
. . . Simili beni al cor gentile accosta dna. xix. 107.
Tre donne iatorao al cor ni son venute dna. xx. i.
C^ *1 . . . aigaore, Dico quel eh' è nel con dna. xx. 7.
cerne riduce in atto Amore ne' rvn di K A^. a?. 39,
cIm poi virtootamente adopera ne' lor rorf K M ai. 41.
ea . • . eaiBC adoperi ne' cori altrui K iV. ai. 54.
■ri parea che il con ... mi dicesse ......... ^ ^. «3. 57*
io ai toatìì cominciare nn tremilo nel con K. ^V. 94. 4.
I clic lietamente mi dicesse nel cor mìo V, N. ^. io*
E<aviaaii parca avere Io con si lieto, che non mi parca che fosse
la «Bwv mio K yyr. a4. ta, 13.
parole, che 1 cvn mi diaae con K /V. 34. 15.
dw Amore mi parlasse nel con K W. »|. 37.
b eW . . , U suo con mirasse la beltà V. N. 94. 47.
watfl avaglticv Jo tremore usato nel con • K iV. 84. 66.
dbcAi^0|- <ffcca»e nel miofort K AT. 04. 69.
M a
CUORE, CORE ^"^^^^^^^r 164
cuore, core, e *1 fior ... Fa desiar negli amorosi cuori Cans. xx. 100.
Ella sa ben, che se il mio cuor si crulla Cam. xxi. 34.
Ben Avria questa donna il cor dì ghiaccio Catu. xxL 27.
Sicché non par eh' eli' abbia cuor di donna Sfst ii. 7.
Talché mi giunse al corr, ov* io son pietra Srsi. ii. iB.
Cosi ... il freddo Le corre al care Sat. ii. 39.
Entrale in cort ornai Sest. ii. 53.
Che mi sta in cvr come vìrtute in pietra Sest. iit. 5.
Sua luce mi jìer si, che il cor m* impietra Sest. iii. 9.
Che, togliendomi il cor, rimango verde Sest. iii. 15.
V aveva duro il mr com' una pietra •S«/. iii. 19.
Che lo cor mio per lei suo bene impietra Srst. ìv. 9.
Pensatel voi, dacch' e* non mulo M cort K N. ta, 103 {Ball i, 24).
Dille : Madonna, lo suo con e stato Con F. W. la. X04 < BaU. i 35).
Abbi pietà del cor che tu feristi Ba/l. ii. 3.
che m* asciuga un lago Dal for Bafì, ìiì. g.
Dì questa Donna, che tiene il cor mìo Bo^t. ìx, iol
La qual m' ha tolto il cor per suo valore BaH. x. 4.
Trae li sospiri altrui fjora del con Bali. x. ta,
A ciascun* alma presa, e gentil core . . . Salute . . . . f^. A^. 3. 77 (Som. L z).
Amor, tenendo Mio core in mano ......... K A^ 3. 86 \Soh, i. io).
e d' esto cort ardendo Lei . . . pascea K. A^. 3. 88 (So«, u laV
Co^ leggiadro questi lo cor have V. N. •}. 9g \Soh, ii. la).
E dentro dallo cor mi struggo e ploro K A^. 7. 37 {Son. ii. oo).
Pcrchè villana morte in gentil cor* Ha messo FI iV. 8. as (Son, iii. 5I.
Poich' hai data materia al rar doglioso K iV. 8. 48 (Som. ìv. 4).
Ot* era Io tuo cor per mio volere K iV. 9. 54 {^Son. v. il).
Tremando di paura eh* è nel cort K A^. 13. 43 kSoh, vi. 8).
Lo viso mostra lo color del atre K AT. 15. 39 {Son, viii. 5%
Nel cor mi si comincia un terremoto K A^. 16. 36 \Stm. ìx. 13^
Amore e 1 cor gentil sono una cosa K AT. ao. 13 ySom. x. i).
Fagli natura . . .'\ cor per sua magione K A^. ao. 18 {S<m. x. 6).
Che piace agli occhi sì, che dentro al core Nasce . . . K A^. ao. aa {Soh. x. io}.
£ cui saluta fa tremar Io con V. N. sti. la {Son. x\. 4).
Nasce nel con a chi parlar la sente V. N. ai. 18 \Son. xi. xo).
Ditelmì, donne, che mei dice il cort . . . . . . . K A^ aa. 74 {Soh, xii. 7).
Che '1 cor mi trema di vederne tanto K. AT. aa. 81 {Son. xii. 14).
Io mi sentii svegliar dentro allo corr Un K A'. 34. 50 (-Son. xiv. x).
Che dà per gli occhi una dolcezza al core K A^. a6. 46 .Son. xv. io).
Venite ... O cor gentili, che pietà il desia K AT. 33. 37 \So». xvii. a\
Che sfogassi lo cor^ piangendo lei . . . . . ^ . . K AT. 33. 33 {Som. xvii. 8;.
cuore, core, tanta onestà venia nel con di quello V. N. 06. B,
onde molte volte me ne crucciava nel mio con K A'I 38. 5,
siccome parlava lo mio con in me medesimo y. N. 36. a8.
tanto che il con consentiva in lui K A^. 39. 9l
L' una parte chiamo core, cioè 1* appetito • • K, A^. 39. 35.
che degno sia chiamare l* appetito cote . . . é manifesto . . . . K. A^. 39. 38.
fo la parte del con contro a quella degli occhi K. A. 39. 43.
che ivi il corr anche intendo per r appetito , . F. A. 39. 44.
dico come V anima . . . dice al con, cioè all' appetito y, JV. 39. 56.
Io mio con incominciò ... a pentirsi del K A^. 40. io.
a pensare di lei si con tutto il vergognoso core y. JV. 40. 19.
quello che ncloirrsi ragionava V. N. 40. ai.
desidera con tutto il cuor* C ì. 3. aó.
«65
CUORE, CORE
core. Amor ... S' era svegliato nel distrutto con . K JV. 35. 50 (Soh, xviii. 6),
Sicché mi giunse nello cor paurm K. TV. 36. 35 {Som. làx, 7),
ehm si movean le lapHtne dal cotv K A^. 36. 38 (5wr. xix. 10).
Ch' io temo forte non lo «>r ai schianti F. iV. 37. 23 (Som. xx. 8).
Cmì dice Q mio con, e poi sospira . , K A'^. 38. 48 {Soh. xxi. 14),
Che Cice consentir Jo corr in lui K A^. 39. 63 {Soh. xx'ì'u 4),
L* anima dice al cor : Chi * costui F. iV. 39. 64 {So», xxit. 5).
Che nascon di pcnsier che son nel ùor$ , V. N. 40. 53 {Son, xxiii. a).
Dn-cotano nel cor al angosciosi V, N. 40. 60 {Som. xxìÌÌ. to).
Certo lo corr ne' sospir mi dice K A^. 41, 64 {Son. xxìv. to).
■P—fi U sospiro eh' esce del mio eort K ^. 4X 48 (Som. xxv. a).
il parla sottile Al ror dolente, che r*. A^. 43. 57 (Som. xxv. ti).
«opra 1 mio cor piove Tanta paura Som. xxvii. 5.
Colei . , , Il cor le fa d' ogni eloquenza puro Son. xxviiì. 13.
Capiendo il cor* a ciascun di virtute Son, xxix, ti.
r«inc nn cuor puotc stare Infra duo donne Son. xxx. to.
Bea gli de* *l cor passar, se non s* arretra • • Son, xxxì. 6,
la anlia cima Del corr Son. xxxiii. 4.
Sa ^ voatro cor si piega in tante voglie Son. xxxiv. la.
Sniderò Di voler, nato per piacer del ronr . . Soh. xxx vìÌÌ. 8.
Siccbè *1 voler del ttirt ogni altro avanza « Som. xxxviiL 13.
Plotcbé ... il cor feriste in tanto Sem. xlvii. t.
Qtc qaesta doglia pur mi strugga il cuonr Som. xlvii, 13.
^V «ovclla pietà che il ew mi strugge Som. xlìx. 3.
•caso ba . . . tanto gelo Nel cuor de' tuoi fedcì , Son. xlix. 10.
Saria Bai quella eh' t nel mio cor penta I Som. lì. 3.
Om «esapre aUegra il tristo ronr e mesto S. P. vi. ai.
AB to^tri del mio cor, che geme S. P. vi. a6.
0pd ioclissti/ta del mio cor* afflitto S. P. xxxi. 36.
O fiaMi, e voi che il cort avete mondo S. P. xxxi. 80.
Pcnl# le toc nette nel mio corr Son fitte , . . S, P. xxxvii. 4.
C taato è lo mio cor dìsconsoUto S. P. xxxvii. aS.
Laaspvla lac non trova refrìgerio S. P. xxxvii. 34*
Ktaaova lo mio cort, e mondo fallo S. P. 1. 37.
Fa, cbe conrenni lo mio cor leggiero S. P. 1. 30.
t.lmr cootrito e bene umilialo Si può chiamare S. P. 1. 65.
Cd t fiA aecco tutto lo mio corr . . * • • S. P. ci. 11.
X4 Q mio eort « molto conturbato S. P, cxlti. ao.
CK astichi padri, eh* ebbooo il cor fisso Ad aspettar P. F. ^,
e eo9t il cor ne indegna P. F.Bi.
il magnanimo si magnifica in «10 cMOfv C. i. 11. ia8L
fc ■aaaaaaccre e umiliare li crudeli rMon C ìi. 1. 30.
B «nnr ai prende per lo »rrrtto Jtntro . C ii. 7. 19.
«Ai tUi m*o tort . . , solca essere C ii. 8. 34.
«MG «ciwrecgìa al, che 1/ rworr . . . trtma C ti. 8. 77.
ffW solca Tatrr vita del cor dolente C ti. 10. 13.
gM^iiittiOttaBi, che sono ... vapori del monr C. ii. 14. 189.
O •ahfltaaiBO ed ccccllentiasimo <-Morf C iii. ifl. 1 15.
aiccoa» li man" de* valenti uomini C iv. 1 1. 1 18.
cU Boa ha aaeura nel ntort AJeasandro C iv. 11. 104.
{Aitorgmlili rif^rm ttmprt Amorw C iv. »o. 68.]
a Dio con tutto nostro intendimento e ruonr C. iv. a8. »i.
IO nwJc religioso di noi se non il cuort C iv. aB. 74.
li QreaadiiaM dal oàort in ispirilo ... è C iv. a8. 79-
CUPIDITÀ
i66
cura. Cbè . . . Non poason quietar, ma dan più atra . . . C iv. Gnu. iii. 58 ; 1 1 33.
dovete Vie maggiormente aver rum di lui C'aro, xvi. 04.
curare. Perchè fu^cndo I' un, V altro si curm Cà/ts. iz. 85.
Bloitc rcpugfoa si, che lei non cura Cime. x. 38.
questa . . . non cura colfvo dì tuo strale Caru. xì. 79.
che questa donna La tua virtù non cura ... * S^at. iì. 9.
curat. Amorcm versus me non tantum curai Cans, xxi. 38.
dacché. , . Catis. xi. t ; xiv. 79; xviii. 51 ; V» N, za. 103 {Bali, i. 34) ; Som. xxvi. io.
dannare. E più, che le peccata de' dannati S. P. vi. 36.
Perchè se pur tu mi vorrai dannart S. P, cxlli. io.
danno. Se ragionate 1* uno e 1* altro danno Catu. x. 46.
£ di colei cui son procaccian danno Cane. xìv. 95.
Onde ... La sua venuta mi sarebbe danno Cant. xvL 63.
Perchè . . . fora, e fuggirieno '1 danno Cana* xix. a8.
se questo è danno^ Pìanganlo gli occhi, e Ca)%B, xx. 65.
Ch' io lo conosco »ol dopo '1 mio (&f NO Som. xxxv. iz.
vòlto A danno nostro e dclli nostri diri .•• Son. xlvì. 13.
Il qual non può dolersi de* suoi danni S. P. xxxviì. 54.
E gli occhi miei son secchi e pìen di danni 5*. P. d. 9.
ne preme Le nostre fragil voglie a fard danno P. F. 11^
cnpidità^ la terza, cupidità di vanagloria C i. tf. 8.
La terza . . . per atpidità di vanagloria Ci. 11. loo.
ne sì sazia la sete della atpidità C iv. la. 66.
a riparare alla atpidità che . . cresce C iv. la. tot.
Cupiditate. quante disoneste cupiditati raffrena C iv. 35. 90.
cura. La prima è la atra ramìgliare e civile Ci.]. 30.
qualunque è per cura famigliare o civile . . . rimaso C i. i. 94.
Sicché . . . non quirtanoj ma dònno pitt cura C iv. la. 53.
Maria . . . nulla atra del ministerìo . . . mostrava C iv. 1 7. 104,
COFOre. a dìscemcre Y altre cose non curan-t C i. 11. 51.
figlio . . . che li dardi di Tifeo non curi C ii. 6. 133.
Democrito, delia propria persona non atrando . C iii. 14. 75.
Platone, dclli beni temporali non rum»(/u . C iii. 14. 77.
Aristotile, d' altro amico non curando C iii. 14. 80.
avvegnaché V una ... del tutto sia da non cumrt C iv. 3. 6x.
chi degli altri tanto è da curart, quanto C iv. 7. 38.
avvegnaché il testo ciò non CHrr C iv. 14-53.
favola, della quale . . . atran non si dee C iv. 14. 148;.
né mai quello che altri dice, curano . . C iv. 15. (45.
che non è da curar* né d* avere con essi (accenda C iv. 15. 161.
curatore, non possa fare senza curatore di perfetta età . . . . C iv. 04. ai.
Ctirio. Curio . . . tentato di corrompere . . . quantità d' oro . . . rifiatare C iv. 5. 1 10.
curioso, in più sue opere non sia curioso .......... C iii. 8. ao.
daddovero. Certo daddovtro ardisco a dire C iv. 19. 53.
danaro, guadagnano danari o dignità C i. 9. aa.
malnati ! . . . che . . . donate . . danari C. iv. 27. laa.
dannare, con etema notte solvette lo suo dannato pudore . . . . C iii. 8. 95.
il quale . . . parto da loro e danno C iv. i. 46.
danno, perocché . . . alle margarite è danno C iv. 30. 40.
dannosissimo, intra tutte le bcstialitadì quella é . . . dannosissima . C ii. 9. 57.
che riprovata è la . . . dannosissima opinione . . C iv. t6>. 13.
dannoso, perchè non solamente è dannoso e pericoloso a . . . C iv. i. 44.
che . . . più volte sono le sue parole dannose C iv. a. 71.
Puotcai . . . vedere . . . nella dannosa loro posstssùms C iv. z 1. 36^
I
167
DEA
quanto bel fu vederla . . . Gire alla dansa • . S*st. iii. 09.
▼«Jerla . . , Gire . . . Danaantio un giorno Sfit. Ìli. 30.
r poiché prese 1' uno e 1' allro dardo Cant. %x. 59.
ireste. Che questo dardo farà star lucente Catte, xx. 73.
Chr n* ha fatto icntir dcg^li suoi dardi . , Ba/L x. x6.
L K N, 19, 60 {Con*, i. 41Ì ; 38. 35 ìF. C, 131 ; 33. 83 {Can». Ui. 43) ; C iii. CanM. ii.
•7; iv. C«M. iii. so, 58» 93; CttHB.x^ 15.43» 7»; ^- »3. 16» i»6; x'-4» »>; x»i.
a6, 57, 8a ; xiii. 15, si ; xiv. 9 ; xv. 36, 38. 39 ; x\-i. 38, 46 ; xviit. 65 ; xx.
76; xjii. 17; Sfsà. ii. 63; BaR. iv, 41 ; vi. 5 ; vii. 13; Wii. ai ; x. aS ; V. N.
3, 84 {Som. ì. 8) ; 8. 48 {Soft. iv. 41 ; a6. 46 {Son. xv. lo^ ; Scn. xxvi. 7;
uiviiL 8 : xxix. 9 ; xxxi. 9 ; xxxii. 6 ; xxzvìii. 13; xliv. 11 ; xlvii. 3 ; xlviii.
13; S. P. xxxi. 59; xxxviì. 41, 49; l. 6a; P. F. 84, 89, 133, 140, 317, 349,
Atqoe fortuna rutnosa daUir Cam. xxì. 11.
Ed una nuvoletta aiean davanti V. N. q^. 187 {Cane. ii. 60).
io ro* che . . . con lui vadi a Madonna davanti .... K A', xa. 8t {Bali. \. 3).
q—lfira dnwmnti Vedetevi la K. A^ 37. ao (5oh. xx. 5).
Goo^neror, cor suave, dr te primo . ■ Cohm, xxì. 14.
S«Mpcr Imarfunt contra me dt limo Cans. xxi. 18.
Mcedictt tpaa : Halura est d* iste Cana. xxì. 33.
Quantum spcs inter me (^ ìpsa durat Cai«. xxì. 39.
Fra lor le donne dta Vi chiaman Bali, iv, 97.
Le quali come . . . siano dannose ... £ da mostrare . . . C iv. 13. 90.
vedere la loro pcnscsaione essere dannosa C. iv. rs. 93.
C iv. 15. I, 41.
nella etik di Dardano C. iv. 14. 135.
Sxondo la opiniiine . . . Dardano fu villano . . . . , . , . C tv. 14. 140.
à\\k ah Dardano 0.17.14.143.
o wA che Dardano vivendo fosse villano, e C. iv. 14. 144.
•i 4lc«, Dardamo essere stato Afelio di Giove C iv. 14. 146.
kk ftflio . . . che 11 dardi di Tifeo non curi C. ii. 6. ia3.
k K. AT. SL 43 : 4. 4 ; 8. 74 : 9- 39 ; 10. 17 ; ai. 45 ; «6. 30 : 30. ai. 38 : sa. 37 ; 33.
«7: 34-3.6. 16; 4a-38; C ì. i. 133; a. 108, 115, u6, 137 ; 3. a8; 4, 83,
84, 100 ; 8. ir (6m1, 13 (Amì, 14, 17, 18, ao {bis), 36, 37, 41, 49. 51, 53, 117;
9. 38, 63, 64, 65, 66. 67 ; IO. 56 ; 11. 76, 80, 134 ; 13. 87 ; ii. 1. 16 ; a. 38 ;
5. 86, 100 ; 6u »7 ^ 8. 44, 50; 9. 88, 133; io. 33; 11. aa ; 13. 63: 15. '7»»
«73 ; «6, 57 ; iii. I. 1 1, 5T, 81 ; 3, 3, 94, 101 ; 4. 47 ; 6. 89, 104 ; 8. 193. 309 ;
9. «3; «o- 35. 77 t*«) ; II. 5. *>. '07 ; >3- 9» ; 14. 89. 109 ; iv. 3. a. 99: 4.
94. 118: 7. 4B: 8. 74; 9. 136; IO. 94. 96. u. 03. 117; io. 9. 47» 53» «39»
194. 196; 14. 107 ; 15. 57 ; 17. 39; 19. 40: ao. a8 ; ai. 38: »a. 193: 34. 6,
7, S9, J07. 108. 113. 153. 166: 35. 18,66; 36. 89, 140; 37. ai, 33, 36, 7a,
7«, 80, 8cs, 85, 137, 179; a8. 136. 143, 143. 145, 146; 30.65.
W ML OgBl ottfano dato e ogni dono perfetto di suso viene . . . C iv, so. 53.
■«• che rimane nel datort per lo dare . . . Nel datar* . . . dee
«■■ri C. i. 8. 53, 54.
fMl vIÌIb ■ wmtm al ricevitore, che al datoww C i. 8. Sa
ì 4Mwv DOD venda C. ì. 8. i3t.
«lala daiort lo Latino C i. 9. 39.
profcaic è quella di David C iv. 5. 40.
JoBC Ai padre del aoprmddetto Dmvid C iv. 5. 45.
fa ui uno (minorale che Damd nacque e nacque Roma . . . . C iv. 5. 47.
. < litui Dm nemica dei Troiani K A^. 35. 74.
Li U :. aiiamavano i>eJ e /?w C li. 3. 35
U qaalc itiwirn Dm di potenza C. ii. 5. 40.
DEA
i68
debole, -ile. Dì ciò si biumi il dAdU intelletto . . . . C ili. Csits. ii. i6 ; 4. 119.
sfida La J^>oU mia vìu esto perverso Carta, xii. 4 1.
Però eh* io sono tUbiU ed infermo S. /*. vi. 8.
decreto. Formata fu dal suo étsrtto antico Oinv, x. 9.
Dea. Pallade ovvero Minerva^ la quale dissero Dta dì sapienza. . . C iL 5. 43.
Cenere, la quale dissero Dta delle biade C ii. 5. 44<
se ... la Dta della ricchezza largisca C iv. la. 77.
deambolatore. Peripatttiày che tanto vale quanto De^mbtt'atvti . . C iv. 6. 142.
debUe. K debole.
debilità, è da biasimare la debilità dtlC itttffletto C. ili. 4. 37.
lo quale ... si trumuta .... in alcuna dthtUtà C. iiì. 9. 131.
debilitare, per essere lo viso dibiiìiato^ incontra C iii. 9. 137.
che ... in tanto dfbiìitoi gli spìriti visivi C Ui. 9. 151.
debitamente, debitamtnte rispondono C i. 5. 93, 96, lot, roa.
in quanto sono (/rAtVam/M/r ordinate C. iii. 15. 118.
come ... io non sia dfòitatHeHff . , . soggetto C iv. 8. 150.
facendoci quelli usare ^^'/am/R// . C iv. 17.61.
deUto, n. Se adj. salva qui la via della debita correzione C i. a. 78.
la via del digito onorare e magnificare C i. a. 81.
la quale a dtbiio fine è ordinata C ì. 4. aa.
secondo il debito dell* arte C Ì. 5. 99.
riceve dalla di'vina bontà oltre ìl debito umano C. iii. 6. 93.
non ha riguardo il suo amore al debito di colei C iti. 6. loi.
oltre li termini del debito della nostra natura C iiì. 6. lod.
oltre il debita della natura nostra C iii. 6. 137.
chi fuori dal debito ordine è piegato C. iii. 15. 153.
che la nave ... a debito porto correa C ìv. 5. 69.
da Natura dirizzato nel debito fine C. iv. 6. ioa.
confessione di debita suggczione C ìv. 8. 101.
dìsconfessarc la debita suggcziooe C iv. 8. 106.
la non reverenza è negare la [non] debita suggeziooe C iv. 8. 108.
quando della debita confessione si priva C. iv. 8. xxx.
negare la non debita suggezione C iv. B. 147.
contro alla debita pietà il figlio alla . . . intende C iv. 13. laÓu
che r ordine ^£t/o delle nostre membra rende C. iv. 25. 134.
quando piii sattaface al debito della ... né mai al debito della . . .
non sì può satisfare cosi C. iv. 37. 106» 107.
debole, -ile. divenni ... di sì frale e debole condizione. K. TV. 4. 6.
come r occhio nostro debole al Sole F. ^. 43. 39.
questa senza quella ò quasi debile C iv. 6. 160.
come . . . con debite conducìmento entra in quello C. ìv. a8. 19.
li suoi membri sentendosi a debile stato venuti C. iv. a8. 139.
che r opinione di coloro ... fa più debile C. iv. ©9. 66.
deboletto. che lo mio deboletto sonno non potè sostenere V. N. ^. si,
pingea fuori i deboletti spìriti del viso ^. W. 1 1. la.
io ritornai pensando alla mia deboìetta vita K ^. 03. la.
debolezza, la quale mi condusse a tanta deboU&sa V. N. 03. 6.
decimare, che non sì convengano alcuna volta deàmare C iv, 37. 85.
decimo C lì. 4. 25 ; 5. 90 ; 6. 98, loi ; ìv. a. 31 ; 13. 70 ; 17. 59, 93.
Dedo. Chi dirà de' Deeii e . , . che posero la loro vita C iv. 5. laa.
declinazione, in tanto quanto . , . ccric de<ìma£i<mi . . . sono in uso . C ii. 14. 84.
decreto, non per ... né per decnlo dì convento ... fu acquistata . . C. ìv. 4. 88.
de&nizione. V. difìoizione.
degenerazione, qui a* intende viltà per <ir^nwraaibH« C. iv. io. 100.
t69 ^^^^^^^^^ DEGNO
<k|^llMlHHìt< I Par che si drizii iUgn:tment* a vui C. H. Gnu. i. 8 ; 7. 50.
tale. Ch* io fossi tUgnamtnU Cosa di quella che Cam. xiv. 66,
Aceii£> che U mia lingua tUgnamttitf Possa S. Z'. I. 56.
e (fucato J*gfMmtnt0 Lauderà Dìo S. P. ci. 74.
Io non spero che . . . Dtgnasst di cardare Batt. z. aa.
E tu . . . offni virio Ti degnasti volermi perdonare S. P. xxx'x. 39,
Cbe tu ti iUgm allora esser propizio S. P. xxx'x. 43.
JAyiMÉ, i* prego, starmi ia adiutorio S. P. xjcxviJ. 83.
Io prcco te ... Ti dégni a.\cT dì me misericordia S. P.U %.
ti pn^o . . . Che tu ti degni di manifestarmi 5. P. ci. 93.
E prego, che ti degni esaudire S. P. cxxix. a.
E quando trova alcun che degno sia Di ... . K A^ 19. 56 \CanM. i. 37\
rii* cala vita . . . Non era d^na di si gentil cosa ... F. N. 32. 68 i.Cd/u. iii. sBl.
E^ issi gloriosa in loco degno K AT. 33. 71 tCtfiM. ìli. 31).
gtodtcar sì puote efletto Sovra fAr^w suggetto Can«. ìx 41,
la quella bella donna che n' è degna Cina. ìx. 70.
Qi* Amor di tanto onor m* ha fatto degno Can». xiv. 64.
che n' adduce Lume di cielo in creatura degna Onta. xvii. 40.
O patria, degna di trionfai fama Cana. xvìii. x.
Km raando a' tuoi ben chi non n* è dtgno Can*. xviiì. 43.
Ogni prttmra e loda in te fta degna Cam. xviii. 53.
Cba & ^bysio di manto Imperiai colui Gtnx. xix 13.
f BitT tm' buoni t pur di lode degno ........... Crine, xx. 80.
Ow lagaanator non ò degno di laude Cana, xxi. 6.
ite. Per fare si ch* elte Steno degnamtntt servite , , . , V. N. 14. 14.
■uànihè dfgnmmmtt avea cagione di dire K iV. aa. 54.
ififara die . . . furono degnamente guiderdonati y. N. 40. 35.
che (o non potessi più degnamente trattare di lei V. N. 43. 5.
cké la difini/ioae . . . più degnamente si faccia ....... C iv. to. 61,
;Bartk U quale m' avea . . . degnato di salutare K. A''. 3. 43.
£ pcrft questa gcnlilissima . . . non degnò salutare V, N. 19. 51.
che Aristotile sia degnissima di fede e d* obbedtenia . . C. iv, 6. 50.
inique caao è degnassimo di fede e d' obbedienza C iv. 6. 70.
al che tu non parli a lei . . . che non t dégno K AT. la. 67.
avmdo (orse . . . speranza di me oltreché degna y. JV. ao. 6.
d^gna di dichiararle ogni dubitazione K A'. 35, a.
• è degno e ragionevole, che K A^. 35. 56.
. . . degna è to dicitore per rima fare lo K A^. 35. 68.
cke éagmo aia chiamare V appetito core, e . . . é manifesto . . . K A^. 39. 38.
Le ^Be prime . . . sono ... di perdono degne : le due altre . . . sono
éigmàÀ biasimo e d' abbominaiionc C. i. t. 43, 44.
di ^Mtllo pane degno a cotal vivanda C i. 1 . 84.
cM BOA aono dl#^i di più alto sedere C i. 1. 98,
di molta ripreuftìone i quella cosa C. i. 3. 1.
dcDa donna . . . aon era dtgna rima di Volgare alcuno . . .
C ii. 13. 59.
dM r «eiBO è iUgmo di loda o di vituperio solo in C iU. 4. 55.
IMe ataaibae ... è più degno di farsi esemplo C ili. la. 53.
ckc te pietra . . . aiano degm di reverenda C iv. 5. i8a.
m 1 «Molo ... sia degno oltre quello che C tv. 5. 183.
laalo «ale . , . qtiamo dl^o éiftde 4 d' ohòedunaa C iv. 6. 49.
par e(Bé ptfaoaa dtgna d' oMre creduu e obbedita C tv, 6. 44-
«■la CMMei. quanto atto degno difedt e d* otdteditnza C. Iv. 6. 49.
^pHtt . . . è , . . dtgno d* o^i dispetto e vitui>cno , . . . C iv. 7. go.
Eid
DEGNO
170
degno, che se n* è gita Al secol tirgno della sua virtute . V. N. 33. 36 {Som, xvii. it).
A chi era d*gno poi dava salute Son. udx. 9.
Degli occhi miei ancor ti farò degno S, P. xxxi. 64.
La qual fa I' uomo dfgno di salute S. Z'. 1. 47.
ddl. K N. 33. 150 {Can». Vi. 33^ ; Cohm. xvìi. aa, 53, 56 ; S<st. ìii a8 ; Bail. ii. i, xx ;
K N. 7. 38 {Son, ii. Il) ; aa. 93 [Soh. xiii. sì ; 41. 55 (Som. rxiv. 1} ; Son.
Mcxi. 9; xH. 5; li. 4 ; 5. P. xxxvii. 8a; L 46 ; d. 94: cxlii. 4, 37, 50.
dritto, che t' ho roanifcstato Già 1* ... e '1 mio tUOtto S. P. xxzi. 33.
deOQOQ. demonio^ Insieme coi d>mom maledetti P.F.60.
Per libciarne dal dtmon maligno P. F. la^.
E così et difendon dal dftftonio P. F. 151.
dente, che ogni senso Colli c/rH/i d'Amor già mi manduca .... Caiu. xii. 39.
dentro. Cans, xì. 14. 98, Bo ; xiv. 33 : xvt. 7, 53, 34 ; xviii. 63 ; xx. 3^ 18 ; Bali. ii. 6 ;
vi. 33 : X. 9 ; V.N. 7. 37 {Soh. ii. ao) ; ac 19, aa (Som. x. 7, joj ; 34. 50 (Som,
xiv. i) ; Soh, xIv. io ; P. F. aoS.
deridere, là, dov* io son morto e son dtrìso Som. xxxv. 3.
deriare* disiare. Uadonna è disiata [in sommo cielo] . K N. 19. 48 (Carw. ì. 39% 1x6.
degno, dégno è che la chioaa a ciò risponda C ir. 14. 53
quale uomo . . . piii degno fu di significare Iddio, che C. iv. a8. laa.
quegli che della buona generazione degno non è C iv. 39. 48,
così come chi . . . infama ... è degno d' essere fuggito . . . cosi 1'
uomo vile ... £ degno d' essere . . . scacciato C iv. 39. 77, 79.
deh K iV. 33. 109; 39. 13; 41. 33.
Delfile. Accste, outrìce d* Argia e di DayUé C. ìv, 35. Br.
deìncepS. quia ffequrnter impedOus tra deinctps K AT. 3. 38,
deitÀ. lo luogo di quella somma Deità che Sé . . . vede . . . . . C. ÌÌ. 4. 39.
che tanto discenderebbe in quella della /Vi'/à . ....... C. iv. 3i. 96.
poiché la somma Z7n/à, cioè Iddio, vede C. iv. at. loi.
deitade. che è DeUade C. iiì. 3, 157.
deliberamento. a questo eUiòeramento tre ragioni m* informaro * « C. iii. i. 33.
deliberare, ho ... usato quello dMStfraM^o C. i. 13. 6a.
eh' io deliberai e vidi, che . . . non era C. iii. i. a8.
demente, però que* cotali sono chiamati . . amenti e dementi . . . C iii. a. 154.
Democrito, siccome fu Anassagora e Denwcrito C ii. 15. 56.
Democrito. . . nò barba ... né unghie si toglica C iii. 14. 74.
denominare, le cose deono essere denntntnatt dall' C. ii. 8. 17.
dall' abito maggiormente è altri da denominare C ìli. 13. 80.
le cose si deono denominare dalla più nobile parte C iv. 7. 117.
Il pen» ... da lui si denomina . C. iv. 30. 16.
ma ... è la Virtù denominata da essa C. iv. 3o. 18.
Cf. dinominare.
dente, perocché né denti, né lingua ha C. Lx. 89.
quando fa trentadue denii aìV uomo Ci. 7. 55.
dentro. K ^. 3. 39 ; C. i. i. 13, 16, 40 ; 11. 67 ; ii. i, 72, 73 ; 2. 19, 68 ; 7. 16, ao; 8.
5. IO. 35. 77. 9a ; 9. 37 : >o. 4 ; iit a. 68 ; 8. 90, 100 ; 9. 68, 144 ; M- 103;
iv. 8. 46; 37. 39; 39. 117.
depressione. A perpetuale . . . ^/-rKsstÒM/ delli malvagi uomini . . C i. 11. i.
derivare, la luce ... la quale è una, da uno fonte dtrivaia . , . . C ìii. 7. 35.
dal quale siccome da fonte primo si deriva C iii. 13. 93.
Auforr, quinci derivato, si prende C iv. 6. 43.
derivazione. Uguccione nel principio delle sue Denvasioni . , . . C. iv. 6. 40.
dentare, non intendo però a quella in parte alcuna derogare . . . C. i. 1. 115.
deserto, distributore della sua terra desena C tv. 37. X7X.
C/.óÈaeita.
171 DESIDERIO
Per sé É . . . desiùio da persone sapge Canm. xìx i^
e *l 6or ... Fa dtsiar negli ainon3aÌ cuori Cane. xx. loo
Ké per altro UlrAtf viver gran tempo Sta/, ii. 48.
Ptfa non diaioj che sempre stare all' ombra Di Stai, iv. 37.
Abbi pietà del cor . . . Che . . . dtaiàtulo muore Bf»U, li. 4.
Se BOB chi lei onora dest'anJo £«//. ix. 14.
Ycsil* ... O cor gentili, che pietà il déSfia . , . , . K ^. 33. 37 {Som. xvìì. a).
•I doloraao, che dima Udir della So», xli. 7.
che nostre voglie Non sian fi€sid*rard\ ter 1* altrui . . . P, F. \i^
Pel dtmUrio di pianger eh' egli hanno . . . K Al 37. a6 {Som, xx. 11).
HnJiViTìTìllr Bò ... n^ ... tra cose . . . titsidirabili essere dissi . . C iv. 13. 61.
dkc r uno ^IrJÙfaraAfJir sta dinanii all' altro , C ìv. la. 170.
é qMui punta dell' ultimo d!r:ff'(/<rm^'/r , , C. iv. la. 175.
Skcbé . . . maggiori appariscono li desidtrabiìi ....... C Ìv. la. 178.
ite. quanto . . . più s' appropinqua al tUsiJfraMU . . . • C iii. 10. iB.
•oUmcntc dalla parte dell' uomo dfsédtmnte . ...... C. i\*. 13. 79.
propost di dirlcj dtsadrranda che venissero . . . . . V. N. i^. 76.
che da questa mia cantone disidtro V. N, 19. 144.
«r viani a me che molto ti dtsùUro K. A^. 23. 74.
4Be coar, clic déudÉtasstro pur dì piangere K. ^V. 40. 30.
MBU gli uomini naturalmente desiderano di sapere C L i. 3.
air abito da latti tUsidenito . ' C. i. i. 48.
■al ^«alc . . . dttùUro ... di riposare 1* animo stanco C. i. 3. a6.
qi^eUl cba émdnmitw intcodere C i. 7. 80.
la ^ala ■attìmaiwatc dlmdlmi questo dbo . C i. 9. 17.
cJm csaacana cosa . . . ifrwWini la sua perfezione C. iii. 6. 7a.
• ptt quella ogni coaa t AiiAiaftì C. iii. 6. 74.
la cosa ditiderata più s* appropinqua ........ C iii. 10. 18.
priou considerai d«s»dnmido quella C iii. la. 95.
a dkmitimti e procurasi che sia dall' altra C iti. la. 39.
par ta cose ... ilMM/tfrar» d' acquistare 0.111.14.137.
la ^fmmmm del preveduto daidtmrt C iii. 14. 135.
quello che ha . . C. iii. 15. 30.
la poaaibilitA della cusa dtitdtmitt C. iii. 15. 79.
ckAr éiaiétrmmdo la sua perfezione, de3tde»irrt!*òe \u sua imperfezione :
(■^ooccbè Aaidmrwòòi sé sempre desédemrt . . . . C. iti. 15. 83, 84, 85, 66.
■aa iT aceonce che deaùUra sé lempre dtsiderart C. iii. 1 5. 89 \bU).
da noi . . . non é dtaàd^naio di sapere C iit. 15. 106.
draidtri tcm acquistare C tv. 4. a4.
■ ^gmàm « . . più étmdtrun non possendo C iv. 4. 37.
lo dnideraio porto C. iv. 4. 53.
... gli uomini . . . d*»id4rttn quelle C iv. la. 64.
Lmen te i/rj»d!mi tornare a C. iv. la. 145.
lucia prima a dfsiderarf C iv. la. t6o.
Ovtfc vcdcmo U parvoh dtsad^rart ... un pomo ; e poi . . . dtsidtmrt
mao uccellino ; e poi . . . déttdtran bello vestimento . . C iv. la. 161, t63f 164.
ae ■» dmién w dì aapare i prìncipi! C. ìv. 13. 11.
a> pai ia éàmdtm di aimere che coaa è C iv. 13. 15.
Cte a«l d— Aiai» deDa adenxa . . . finiscono C iv. 13, 48.
paite detta adbOe énidtraio C iv. 13. 8a
aiedo U dtmderart della scienxa si prende . . . . C iv. 13. 83.
prrorchi li dé-mdrmtori tU quello sono in tanto numero C, iv. 6. 77.
ti toato mi giugnc un dtmdrrio di vederla y, N. x$. 17.
la baaMadlac e li fine di tutu i mici dlfsjdCrnj K iV. 16. 36.
DESIDERIO
desiderio. E *] gemer mio ed ogni dtsiderio ... si pone
5. P. xxxviL 3
desiderio, dimorai alquanti di con desiderio di dire V. N. t^ 68.
fu fine de' mici desiderii K. ^V. 19. 139.
perocché roag^gior desiderio era il mìo ... di V* N. 39. 4£l
come lo mio desiderio si \'olge tutto verso lei ........ K. A^. 39. 54.
10 mio core incominciò ... a pentirsi del cUsitUrio V. S. 40. it.
discacciato questo cotal malvagio desiderio V, N, 40. 15.
che cotal desiderio malvagio e . . . paressero y. N, 40. 40.
tutti naturalmente al suo desiderio siamo soggetti C i. i. io.
movemi desiderio di dottrina dare C ì. a. 115.
sogliono dare c/cnf/mb di vedere C. i. 8. 41.
per lo desiderio d' intendere queste Canzoni C i. io. 65.
dirizzato 1' artimone . . . all' óra del mìo desiderio C ii. x. 6.
si rì\-olve con tanto desiderio C. ii. 4. a6.
quanto fosse grande il desiderio ... né dire ... si potrebbe . . . C iii. i. 10.
La .sAVHf/ifi ragione fu lo d!r£i'</<fn'o della durazione C iii. i. 54.
r anima umana esser vuole . . . con tutto desiderio C. iii. a. 55.
in quella a* acquieta ogni suo desiderio C iii. 6. 73.
questo è quello desiderio che sempre ne fa parere C. iii. 6. 75.
che sempre lo desiderio . . . non rimanga ......... C. iii. 6. 79.
Onde . . . tanto il desiderio t maggiore C iii. io. 19.
perocché ... le lode danno desiderio di conoscere ...... C. iti. x i, 5,
che in ciascuno genera desiderio di sapere C iii. 11. 63,
dopo il desiderio della perfezione cagg^ono C, iii. 13. 118.
senza questa rimarrebbe in lui c/r.vf'(/rr7b C. ìii. 15.39.
acciocché . . , *l desiderio sia cosa difettiva C, iti. 15. 31.
r uomo . . . vede terminato ogni desiderio C, iii. 15. 44.
conciossiacosaché naturale desiderio sia air uomo di C. iii. 15. 73.
senza compiere il desiderio, beato esser non possa C. ìii. 15. 75.
che '1 desiderio naturale in ciascuna cosa é misuralo C. iti. 15. 77.
desidererebbe sé , . , non compiere mai suo desiderio C. iii. 15. 87.
V umano desiderio è misurato C. iii. 15. 93.
ciascuno aggiugnc Ìl fine del suo desiderio^ il quale desiderio t coli*
natura della bontà misurato C. iii. 15. 103 ;Mi]
e così r odio e '1 desiderio e ogni altra passione ....... C. iv. x. 14.
il quale seco porta il fine d* ogni desiderio C ìv. a. 80.
11 quale agli animi . . . porta desiderio d' udire , C. iv. 9. 134.
recano nuo\'o termine, cioè maggior quantità a desiderio . . . . C. iv. la. 50^
per desiderio d' accrescere ... si tormentano C. iv. la. 67.
Lo quale raunamcnto nuovi desideri discopre C ìt. la. 97.
se per crescere desiderio ... le ricchezze sono C. iv. la. 1x5.
neir acquisto della quale cresce ... lo desiderio dì C iv. la. 119.
adunque ... il crescere desiderio non é cagione C iv. la. 134.
è da vedere se ... il desiderio si sciampia C. iv. zs. 131,
in ciascuno acquisto il desiderio umano si dilata C. ìv. la, 136.
che il sommo desiderio di ciascuna cosa . . . é C. iv. la. 138.
la ragione per che ... li desideri umani si fanno C. iv. la. 179.
siccome vedcmo che quello . . . compie il desiderio C iv. la. 193.
non ondare ogni nostro desiderio dilatandosi C iv. ta. ao^.
cnsetnìì desiderio della scienza dire non si può . C. iv. 13. 9.
ìl desiderio della scienza non é sempre uno C ìv. 13. 6l
è compiuto e terminato questo desiderio .... C. iv. 13. 14.
questo é un altro desiderio nuovo C ìv. 13. 17,
siccome é altro desiderio quello di sapere ......... C iv* 13. a^
«73
DESTINARE
Ed atlri disser eh' era titsitUro Di voler Son. xxxviii. 7,
Wdi che 51 dtstdfroxo ve^o D' esser de* , . t^. S. 33. 204 (Cum*. ji. 77%
diskx He oe viene un dtìio Unto soave . . . . i^. A^. 39 67 1 Canx. iii. 47).
Falle HDtire ... Il sran «Asib eh* io ho di veder lei Can£. \x. 55.
^ptmmào ella t ben piena Del gran d*sio Cana. xi. 23.
Qvalfal virtb . . . conobbe 'I di%io eh' era criato Canx. xìiì. 77.
SI loato» come il gran dtsio eh* io sento Fu nato Comm. xiv. 40.
(^unii* io penso un ^ntil dtsiOf eh* è nato Del gran desio eh* io
porto Cattz, xiv. 49, 50.
Co» vie» che tal dtuo servigio conti Cane. xiv. 56.
E 'I dimo «moroso . . . Dall' altra parte 6 con Cojfa. xvi. 4.
E 1 nio diiuo però non cangia il verde Stst, i. 4.
Ma drìxza %\i occhi al gran disio che m* arde Ball. ÌL la.
d, che . . . Na»ce un dtsio della cosa piacente ..... K iV. ao. 93 [Som. x, lt\
«^ ci Bon chiusi, E *1 dtsio ... è estìnto • . Son. xxvii. Z3.
Di iure insieme crescesse il disio Son. xxxiL 8,
Che . . . Seguo solo il disto come mìo duce Son. xxxv. B.
Ov*é ti dl««»p degli occhi miei f Son. xl. 14.
CoovicBBÙ aodisisre il gran dtvo^ Cb* io ho , . Son. xlvi. 3.
Dft ^n«att> UBore e da quel buon disto Procede P. F. f^.
C eoo dritto dina al ne governa P. F, 96.
n. Le da r effetto della mia dtsira Son, xxviii. 8.
lan^dWlBrc. Quand' egli è giunto là» dov' ci dtnn , K A^. 49. 51 (Son. xxv, 5).
Di q^sDa Donna, eh* io veder duiiro So», xlviiì. a.
dWfe. Si che dolce d€sin Lo giunse di . . . . K iV. 33. 64 \CitH*. iii. 34 \
A In si vobcr tutti i mici drsin . , . , . . . . K A^. 34. 43 {Cons. iv. 17).
Ne m&ndan meiBl al cor pien di d$3in C. ili. Cmhm. ii. 35 ; 13. xai.
Ma eonoecete il vii vostro dexìrt Can£. x. 6.
Qncato gridò il dtsirw, Che mi combatte .......... Cane. xìii. $a,
Sairati portar corona di d^tiri ............. Bidi. v. 7.
Ma per crcaccr d§M'n . . . verrà Coronala Bat/. viii. 25.
Pcroccbi I ndd dtain avran virtutc Bai/, x. 27.
Cke reca ìnnanxi a me li suoi désiri K iV. 39. 70 ;5om. xxiì. ti).
E ùatì aoo, che paion due désih Di f^> W. 40. 55 i.5o#i. xxiii. 5).
de 1 Btto dmn in congelato Iago ... sì posa . Son. xxxix. 3.
•' dia è dtam So$i. li. 4.
Quando a df*imrt Amor va nella mente Son. xliv. a.
ÙmSimmht mi fu questa finita Son. xxvi. 9.
che . . . coal altro dtmdmo è quello C iv. 13. 30
4aJ énjdffio della sricnxa la Kicnza non è da dire imperfetta . . C ìv. 13. 44.
CbC . . . auccesaivamentc finiscono li disidtri C iv. 13. 49.
xrMgnachè molti dtiù^Uri si compiano C iv. 13. 53.
cM 8 MMtri dttidtri naturali . . . sono . . . discendenti C ìv. 13. 61.
par aao ilmJIma sua [icrfczione non perde C iv. 13. 87.
cIm daacuno . . . poru ... per desiderio dì prendere C iv. 13. 134.
te fine di qurata vita con molto desiderio C iv. 38. 51.
dt>ta aoo solamente di lei era cosi dtMderoao C iii. 1.13.
é mamamno d* «iMre . . . diuderoto di sapere C iv. 15. 40.
<É« aao divenne . . . più desideroso di aa/vw C iv. 25. 68.
molli . . . deu^mm d* essere apparenti e C iv. a?. 133.
parlo . . . drmtnandùie a quali donne scn vada, e 9teasi K. N. 32. 39.
pC Cile Bc reca 11 duùi d' Amore dinanzi K. AT. 39. ao.
re: ancor» lagnmando in questa detoiata citlade K A^ 31. 5.
Vedi questo che non pare Amo K A', aa. ja
DESTINO
destino, se giudizio, o forza di dtsitHO^ Vuol . , Canz. xx. 77.
destro. Seco menando Amor UaI distro lato Som. xxix. 4.
detto» N. Che tal dttto rìvolse C iv. Canz. ili. «&
Perchè in medesimo drtio Convengono ambedue . . . . C. !v. Catta, iii. 94 ; t8. a&
Perchè raccomandati Vi sian gli detti mici Cana. xiii. 89»
C ha pulito i mici detti Sviu xxxiii. 6.
Sì che s' accordi i fatti a* dolci detti Soh. xxxiv. i^
dL Io maledico il ^1 eh* io vidi in prima Soh. xjcxiii. f.
Pensava tutto T dì d' entrar le porte , S. P. xxxvu. 51.
destro, vcdrcbbcsi quello andare ver lo braccio dtstro C iiì. 5. 157.
determinare, che sono secondo determinata parte della persona . . V. N. 19. 109.
lo sito de' quali è manifesto e determinato C. ii. 3. 53.
siccome nel primo della Meteora è dttemnnaio C ii. 14- 169.
a mostrare . . . questa cosa determinare essere C tv. 10. 46.
Questa . . . parte . , . intende deferwittan d* essa Nobiità secondo
la Verità , . . . C ìv. 16. ai.
Nel precedente Capitolo è detcrminato come . C iv. iB. 9.
Poiché nella precedente parte sono pcrtrattate tre certe cose
dctertninate C iv. 19. a.
detrlmeuto. a maggiore ^«'/nWf/o dico C iv. 7. 104^
dettato, dice aspra^ quanto al suono del dettato C iv. 2. ni.
detto, w. appare che 1" uno detto non è contrario all' altro .... K /V. 39. 50.
che i detti d'i costoro sono vani C iv. 15. 104.
DetlB. Ecce Deus/ottior me F. A. 9. ^4*
di, die. Poiché furono passati tanti dì K. iV. 3. t.
ncir ultimo di questi 1/1 av\'cnne K ^- 3. 5,
Appresso la morte dì questa donna alquanti dì K AL 9. x
ni* era apparita nella nona ora del cTi K M ta. 75.
cosi dimorai alquanti dì con K A''. 18L 68l
pensando alquanU dt^ comincini una canzone , . V. N. 19, 16.
Appresso ciò non molli dì pascali V. N. aa. i.
Appresso ciò pochi c/ì, avvenne che V. N. «3. x.
ond' io , . . soffersi per molti t/ì . . . pena K A^. 33. 4.
Appresso . . . avvenne un «/ì, che V. N, 44. a.
Pensa di beoedirc lo dì eh' io ti presi V. N. 34. io.
cioè * prima verrà/ lo ^ì che Beatrice si mostrerà K ^. 04. 31.
sì lev^ un </ìf quasi nell' ora di nonn^ una V. N 40. a.
a cui ... s' era lasciato possedere alquanti dì V. N. 40. 13.
dormire W dì C t. 7. 17.
£ '1 soccorso dinanzi ciascuno dì crcscca C il. a. 36.
rivolgcsi . . . ogni dì naturale una fiata . . C ii. 6. 147.
lo movimento nel quale ogni dì sì rìvolve C. ii. 15. 97.
ogni dì . . * rìce^'ono quaggiù la virtù C ii. 15. 134-
cento ottantaduc dì e quattordici ore (dico ett^ cioè tanto tempo
quanto misurano cotanti </!) C ii. 15. 146. I47, 148.
per tempo di quattordici (/ì e mezzo C.'ù. 15.151.
notte non sarebbe, nò dì, né settimana C ii. 15. 154.
contra lo movimento diurno, cioè del dì e della notte C. ìii. 5. 139
che questi luoghi hanno uno dì dell' anno di sei mesi C ili. 5. 169U
partire da sé e venire verso Maria novantuno 1^ e poco più , . , C ÌìL 5. 180.
si parte e va ver Lucia novantuno dì e poco più ....... C ìiL 5. 183.
questo luogo ... ha il (/ì uguale colla notte C ììl. 5. 186.
del dì e della notte fanno ventiquattr' ore, cioè dodici del dt e dodici
della notte, quanto che 'l dì sia grande o pìccolo . . . . C iìL 6. I4, 16, i).
175 ^^^^F DICHIARARE
A Coup anima e eoi corpo il terzo éì . . . suscitò P, /*, 47.
che... si ripose D* 0^1 fatica un d\ della semana P. F. 161.
4Ìtt(ia E veste sua persona d' un eiia^pro Tal Cana. xìi. 5.
^axt, V. S. 33. 155 (Gm«. ii. a8) ; 33. 5» vC(»»«. ili. la), ioa {Catta, iii. 6a) ; C iv. Ca«*.
iii. 35, 78 ; CaHM. X. 18 ; xi. 43 ; K. A', ai. ax v-5o«. xi- »3).— Q". <llre.
"'Cktanre. Chi più sottile dichiarar a* ingegna P* F. 79.
**► <llt queste ore si fanno pìcciole e grondi nel t/ì secondo che T di
, , . cresce e scema C. iii. 6. 18, 19.
cbclKendo del dì e della notte ventìqualtr' ore, talvolta ha il dì le
quindici ore ... e talvolta ha . . . '1 c/ì le otto, secondo che
cresce e scema i\ dì C iii. 6. 33, 25, 36, 37,
■Bendo il di eguale della notte, conviene cosi avvenire . . . . C iii. 6. 31.
ediittutami per ciascun dù C. iii. 15. 177.
f^^edc e cresce in6no al dì della beatitudine C iii. 15. 193.
qiiBnec volte il dì questo fine , . . v' è additato C. ìv. 6, 185.
colui che quattro di t stato nel sepolcro C ìv. 7. 43.
^cankbio ogni dì si può fare C. iv. zz. X19.
"^ sesta . . , che è a dire lo colmo del rfJ C iv. 33. 107.
aej ^) ,_-i5 e infìno alla Tfrsa C Ìv, 33. xag.
LtChiicsa usa nella distinzione dell' ore del dì temporali^ che sono
■O ciascuno ^ dodici C. iv. 93. 143 (£f>).
" P*ù nobile dì tutto il d\ e la più virtuosa C. iv. 33. 147.
* ^ifi<ia della prima parte del dì C. Ìv. 33. 150.
^ <^«3cnìncÌaracnto della settima ofa del dì C tv. 33. 159.
ciclo Cristallino, cio<ì dittano C ii. 4. xa,
'^ ***^"«j ciclo è rfw/aiio vcioè trasparente) C. ii. 7. 97.
**H<»-a.lc eome corpo rfiii/bnu, riceve C. iii. 4. ta.
per R^oiia chiarità di diafano avere in so mista ... . . . C. iii. 7. 99.
*-*''^ sono che, per essere del tutto diafani C. iii. 7. 35.
••"to vìncenti nella purità del diafano C. ìli. 7. 40.
^^''^À altri sono tanto senza diafano . C iii. 7. 44.
**** *ono . . . quasi diafani per la purità C. iii. 7. 49.
^^'^Rono dentro all' occhio . , . per lo mezzo diafano C iii. 9. 69.
lo i*»^:jjo^ eh' i diafano^ è tanto pieno di lume C iii. 9. 118.
^•^^^ se fossi stato diafano , C. iiì. io. 37.
^'**"*^^^- Scienze del Trivio ... cioè ... iJiiA-rnVa C ii. 14. 57.
^*^lo di Mftxurio si può comparare alla DiaUtHca C ii. 14. 91.
'^''^^^tc due proprietadi sono nella Dtaltttica^ cbà la DìaieUica è
x&ioore in suo corpo C ii. 14, loi, 109.
^^**'*"''^*i la quantità del suo diametro non è piii . C ii. 14. 93.
'''^^ vent' otto parti ... del diamgtrv della terra C ii. 14. 97.
*^ *^*>« pare di larghezza nel àianuiro d' un piede C iv. 8. 53.
^ ■ - • che ... il diametro del corpo del sole 6 C iv. 8. 56.
^>K^^iosstacosachi la terra per lo diametro suo sia ... Io diametro
^d sole ... è C iv. 8. 59, 60.
ecco Boezio in quello tU Consolazione dicente ...... C iv. la. 74.
K A', 33. 36; C. ii. 15.64; iii. 5. 30; 11.95; iv. 7.14*77; 8. x6 : 14.91,33: 15,
ioa, 191 ; 16.83 ; 9t. 99; 35. in, 139; 39. 33, 108, log.— Cf dire
tfÌdP^*^*C questo dubbio io Io intendo solvere e dichiarare . . . . K. ;V. i a. 14 r.
y^^<* Doa é bene a me dichiarare cotale dubitazione K jV, 14. 109.
pc*'V>u degna di </iWitttmr/« ogni dubitazione K. TV. 35. a.
h^^UìtxtM. dichiarare è da intendere . K. TV. «5. aa.
tt^^ ^ <U trapassare senza i^fcAi'anirv C ii. 9. 31.
•*^coae nel seguente capitolo si dichiarerà C ii. 10. 83.
DICHIARARE
n6
dichinare. Quivif dov* ella parla, sì diehina [Uno spirto dal] C iQ. Cma "> 4 1 ; 14* 105.
didt. Kcc Hidt ipsa : MaJum est de isto Cana. xzì. aa.
DidCk. Con quella spada, ond' egli ancise Dido Cmnt. xìi. 36.
diece - dieci P. F, 154-
dietro. Di dùtro da costui van tutti quelli C. iv. Can». ìiì. 09.
che pur mira Di dietro al tempo Cana. x\-ì. a.
Ch* io mi scntia dir dietro spesse fiate K, AT. 7. «7 \5oh. ii. \o\
E '1 satisfar, che ditiro a lei s' accocca P, F. 109.
difendere. Sola pietà nostra parte difetuit K A^ ig. 41 \Ca9%z. i. 23)*
Là. ov' io non posso difender mia vita . Cana, ix. 64.
s' alcun si difendi^ Non è senza gran briga Orna. x. 88.
Purché la vita tanto si difenda Cana. ziv, 48.
Che non purlui, ma*l suo onor</f/n4r Gina. xvi. 19.
sebbcn la difendo Nel dir Coma, xix. 17.
chiamar la mìa nemica . . . che mi difenda K A^. 13. 49 {San. vi. 14%
Difendimi, o Signor, dallo gran vermo S. /*. ti. io.
Difendimi àM,\ spirili inrelici S. P. xxxì. 54.
E così ci difettdoH dal demonio I . . . Sacramenti P. F. 151.
I
C iv. r 1. 37.
C. iv. 33. 4.
106.
dicbiarare. prima eh' lo . 4 . è da dichiarare un dubbio . . . ,
Poiché . . . quella per le sue parti ... è dichiarata ....
dictììnare. Quivi, dov' . . . cioè, dove la fìIo!K>fia è ìn atto, si dichina
un etUstial pensiero , C. Hi. 14.
dicitore, che . . . non erano dicitori d* Amore bi lingua volgare, anzi
erano dicitori A^ Amore certi poeti in K ^V. 35. 34, 36.
maggior liccnu . . . che alli prosaici dicitori, e questi dicitori per
rima non sieno altro che K A^. 35. 54 >fis).
degno è lo dicitore per rima (are lo simigliante y. N. a^. 68,
vogliono che r uomo li tenga rfirt/on Ci. 11. 84.
lo dicitore massimamente dee intendere C ìi. 7. 54.
quello che . . . dire intende Io diiitort C. ii. 9. io.
li dicitori che . . . usarono di farla, fenno quella C ìi. la. 9.
Dido. avendo ricevuto da Dido tanto di piacere C tv. a6. 65.
die. K di
diecL C ÌL 4. 44, 89 ; 15. 30, 31 ; iii. 5. 103 : iv. 24. 55.
dietro, la . . . vita di quelli che dietro m* ho lasciati C. i. l. 72.
tutte le altre le andrebbono dietrv C ì. 11. 63,
dalla parte della memoria di dietro C ÌÌ. a. 35.
quello ... si dee rìser\'arc di dietro C il. 9. 11.
andando dietro al numero impossibile a giugnerc C iii. 15. 90U
andando loro dietro , . C iii. 15. 193.
(Scendo che dietro da costui ifanno tHtti C iv. 3. 56.
si va . . . lasciando le vcstigie . . . dietro da sé C. iv. 7. 69.
di coloro che dietro ad esse vanno C iv. la. 89.
col Trattato è da tenere dietro a quello che C. iv. aa. 63.
difendere, credendo che mi difendesse la sua veduta da y. N. 16. 17.
come cotal veduta non solamente non mi difeneUa K. A^ 16. at.
la terza è a difendere lui ... . C. i. 10. 35.
Mossimi ancora per difeH^rt\ìi\ C. i. 10. 74.
quando uno nuo\'0 cittadino . . . la . . . libertà difese . . . . . C iv. 5. 176.
se l* avversario, volendosi difendere, dicesse C iv. 14. ^^a.
se r avversario pertinacemente si difendesse C iv. 14. 49.
Se ciascuno fosse a difntden la sua opinione C iv. ai. 96.
colli quali difende ... la sua imbecillità C iv. 34. 110.
difenalone. la quale sarà tua dtfmsione come questa era K AT. 9. 39.
'77
DIFETTO
ObtL Ahi coro* pocAifi/fsa Mostra signore , . . . Cane. x. 97.
Ole possa lunga.Encnte far i^iyVsa Cans. xvì. B.
dfetta Lo Cielo, che non bave altro iJt/fMo Che K TV. 19. 36 {Catu. i. 19].
Pcrtic le mie rime a^xan difttto C. iii. CatiM. ii. 14 ; a, 13 ; 4. 31.
Cbr prima ...ed' altro lato Con difttto procede C iv, Cans. iii. 48.
Ed'D|;DÌauo iH/ftio allor sospira ^. iV, at. 14 (Soti, XÌ. 6).
NoD le addi vien per ... Ha per difetto tW ella sente al nido . . . San. Iii. 1 1 .
ttwiOBC. la dttii richiede . . . alla sua diftnsione avere C. iv. 4. 19.
<U iDi vite le foglie per </i^ji'oH/ del frutto C iv. 34. 109.
<4«. quasi ibigoltilo della bella difesa che K. A'. 7. 6.
Ikpntil donna eh' era stata mìa i/i/rfa K. ^. 9. 5.
kqnile i stata lunga tua difesa P. W. 9. a6.
*<oche . , , la feci mia difesa tanto, che V. N. io. 6.
owbtne ... da un lato, per levare la difesa dall' altro . . . . C. ili. to. 68.
"■Wvuaente. parvemi dìftttivamttìte aver parlato K. ^V. 38. 7.
""•tthfa si richiede perfetta conoscenza, e non difettiva Ci. 6. 77.
tht della porte perfettissima paiono difettivi C iti. a. 151.
' ciU^t^ijfV/ff'M), deggio essere biasimato C iii. 4. sa
*'*ioccbi. . . *! desiderio sia cosa difettiva C ìii. 15. 31.
^ •" poi firo€fdrtte a difettiva forma C iv. io. 50.
^**odo quelle . . . rendere altrui più difettivo. . C iv. la. io.
^^^'"itéi/tttit'e possono avere i loro difotti C. iv. la. 11.
"***** f)eotro dall' uomo possono essere due i/i)%//i C, i. 1. 17.
^'^traèil </^ir//odelIuogo C i. 1. 34.
*' Juolc del dtfrtio di colui eh' egli ama C ì. i. 57.
*"* 'aia facultate imputino ogni difetto C i. i. 138.
** atnico dee 1' uomo lo suo difetto contare . C i. a. sa
'*'*'C*Tc li suoi difetti C. i. a. 33.
"''«^•cerc lo suo d$fetto C i. a. 41.
""^^Ata a torre alcuno difetto C. i, 3. 3,
*^**»r« il difetto delle Canzoni C i. 3. ix.
^*>fgire maggior difetto C i. 3. 14.
'^^*to avrebbe non pur nel difetto C Ì. 7 61.
^ intenzione mostrare lo difetto C Ì. io. 204.
^^to t pericolosissimo difetto nella loro cecità C i. li. 56.
^'^Hti . . . veduta non fu, e per difetto di ragione, e per difetto d'
Ammaestramento C ìì. 5. 55, 56.
^^ ^Jrito d' ammaestramento . . , non videro C ii. 6. i.
^^*tr^ per difetto di virtii fuggire C. ii. 8. 72.
^*CKiore sarebbe lo nostro difetto C ii. 9, 86.
|j^** . . , cagione di maggiore difetto .... C, ii. 9, 94.
***• ccrteua, la quale t sema ogni difetto C ii. 14. 047,
^ifrito in lei sì crede per alcuno C iL 14. 249.
-^ ^£^EIA> fla nelle mie rime C. iii. 4. 35.
**r>1jo intelletto, per difetto della virtù . . . non puote . . . . C. iii. 4. 87.
^7* «^on esso fu di questo difttto fattore . , C iii. 4. 97.
^ Ba«Aiaio, o per difetto del lodatore o per difetto dell* uditore . . C iii. io. 78, 79,
^** non paté- alcuna intermissione ovvero difetto C. iii. 11. 147.
Wfcllii miseri . . . ripensando il loro difetto . . C iii. 13. 117.
* * naiufesto difetto C. iii. 15. 34.
«tutto questo il difetto era dal mìo lato C. iii. 15. aio.
*"''*i a riguardar col pensiero il difetto umano C. iv. i. 68.
PC^^^ . . . non sia difetto di stcrilìtade C iv. a. 67.
•i^'^enti molti difetti sosterrebbe C iv. 4. 14.
N
DIFETTO
difetto. Dove 9i vive senza alcun diJtUo .... ^^^^^V - • - S.P, xxni. 63.
partorito fui Essendo pieno dell* uman difttto S. P.ì. 18.
E chi con vizii vive e con diftUt P. F. 58.
di&mare. E quegli ... Mi vanno M^tmando sol pereti' io . . . . S, P. xxxviì. 8o„.
Ciascun . . . mi . . . diffamava con parlare vario S. A ci. 37.
diffinlre. non poterò . . . dtffinir qual fosse il suo valore Son. xxxviii. 4.
difinire. Chi difinisct: Uomo è legno animato C iv. Canm. UL 41 ; 3. 38; io. 6, 361
fu chi tenne Impero In </(/fmr# errato ......... C. iv. GtM«. iìL 46.
Che tempo ... ai convegna, Dijxnmdo con esso ...... C iv. Cai», iii. tìft.
difetto, la nostra operazione, senza soperchio e senza difetto . . . C. iv. 6. lai.
per suo difetto . . , questo scórto erra C ìv. 7. 73.
e 'I suo difetto non può salire C iv. 7. 85.
avvegnaché con difetto quella ponga C iv. to. 8.
paria moh intero, cioè con difetto C Ìv. io. 39.
provo . . . per uno loro massimo e manifestissimo difetta . . . . C ìv. 10. 71.
in ciò che più si può vedere di loro difetto . , , C iv. la. 6.
le cose difettive possono avere i loro difetti C. ìv. 13. 13^
cose che prima non mostrano i loro difetti ... C. iv. i3. [9.
chiude il difetto della nimistà C. iv. ta. «5.
queste false meretrìci, piene di tutti difetti C. iv. la. 87.
secondo ma!ÌMÌa, ovvero difetto di corpo . . . quando per difetto d' al-
cuno principio C iv. 15. x68, 170^
è pargolo uomo . . . per difetto di vita C iv. 16. 58.
dli^mare. diffamando^ agli altri fanno mal giudicare C ì. 4. 55.
differenza, apprende la <//^rTrMa delle cose . . . Ci. ti. i&,aoL
Veramente questa differenta è intra le passioni C iii. 8. 169.
mostrerò differenza di questi vocaboli C iii. 14. 4a
roMivnaU^ che è differenaa^ per la quale .... C iv. lo. 41.
profedii te a difettiva fortna, owvcro differenza C iv. io. 51.
della differtttea delle nostre anime fu . . ragionato C ìv. ai. 13.
disse die tutta la differtn»a era delle . . . forme ..... . C. ìv. ai. 94.
diffidare, quante male tcnUzioni . . . diffida C ìv. 35. 9*.
diffinJre. avvegnaché quanto al mio intendimento sia diffinita ... K W. 8. 73.
dllìnire. quella felicità, la quale difinisce Aristotile C. iii. 15. 139.
e . . . difinio quella sccondochè per lui facea . C Ìv. 3. 53.
E difiniro così questo Onesto C iv. 6. 91.
è manifesto che </f^m>« ^vn/i'/rfAn non è C iv. 9. 173.
fu erroneo in difinire quello che tenne Impero C. iv. io. 43.
ma eziandio nel modo del difinire . . C iv. 10. 58.
conciossiacosaché - , . non si può per . . , la , . . perfezione di/im'rr,
convicnsi quella difitiirt , . . per C. iv. 16. 107, 108.
secondochò ... è per lo Filosofo difinito C iv, 17. ta.
quando </i)f/iiscr la Felicitadc . , C iv. 17. 75.
a vedere come diffnin si possa questa buona cosa C iv. 19. 3.
£ così è difinita questa nostra Bontà . . . C ìv. ao. ioa
difinizlone, de^ la dtfinisione è quella ragione che '1 nome significa . C. iii. 11.13
il primo è la </r/fnÌ0ion# dell' opinione ... C. iv. 3. 31.
rivolgendo questa definizione in ogni parte . C ìv. 3. 47.
erroneo nella difinitione di Nobiltà ... C iv. io. 33.
non errò pur nelle parti della difinieion* . , C tv. io. 57.
che la difinieione della JVoòdtà ... si faccia C. Ìv. 10. 60.
sono mestieri a vedere la difinizione di Nobiltà C ir. i& 3&
nella seconda si cerca la sua difiniaione C. iv. 16. 3*.
'79
DILETTAZIONE
Con Oruion, Llnosine e Digiom'o P. F. 153.
Fu . . . crocifisso, Di grazia pieno e di colpa digiuMo . , . ^. ^- 33-
Deh I per qual liignitatr Cosi legKÌadro . . . havc . K yV. -;. a8 {Soh. ii. ti).
E iole io lealtà far si dàttta C. ìv. Canm, iii. 131.
fltfJutlJoue. a cercare la prenominata itifirtiaioMe C. iv. 16. 39.
ft trovare la difinixiont dell' umana Nobiltade C Iv. 16. lot.
è da vedere questa i/i^mtiifffrr che cercando si va C.Ìv. 16. 113.
•iecomc nella sua tUJitnaiont sarà . . . manifesto C iv. 16. 1x7.
ponendo ... la difinttionr della morale Virtù C. iv. 17. 10.
sella aeconda ... sì trova questa difinÌMiom C iv. 19. 11.
precede il testo stia diJinisicH* di Nobiltà C Ìv. 20. 3.
y>qta difinUiong tutte ... le cagioni . . . comprende C. iv. 30. 94.
Poiché . . . appare la di/tniaion» di Nobiltà C ìv. 33. a.
se la materia . . . non è prima digtsim ... . . . C ìi. i 86.
se in noi è 1' operazione digtstiva C ìv. 9. 38.
nel principio del vecchio Dtgrslo C Ìv. 9. 87.
guadagnano danari o digmtà C i. 9. aa.
le Bìc parole essere minori che la dignità di questa C. ìli. 4. 34.
•tediano . . . per acquistar moneta o digmtà C. ili. \i. 107.
... la reale dignità mise a non calere C. iii. 14. 77.
rimase . . . dispogliata di ogni dignitadt K. /V. 31. 4.
delle dignitadi virtuosamente acquistate C i. a. 84.
le grandeize delle vere dignitadi C i. lo. 53.
le Iccgl . . . dclli successori in dignitadi C ìv. 9. 153.
troppo moltiplicherebbe la digressiom C i. 6. 23.
è la ^i^TVMi'ofw della mia scusa C f. 10. ai.
ChA vaa dìg^raaiomf, ragionando di quella C. ÌÌ. 9. 50.
^rà ancora dignaaiort* d' altro Capìtolo C ìv. 4. 134.
pfooedcre oltre sì conviene la mia digrrsMùn* C iv. 6. 6.
basti alla presente digrtsstont C ìv*. 33. 160.
■00 • . . per le utili dtgrtsiioni che contiene C iv. 94. 18$.
• cosi in in Anito sì diUUa C ì. 3. 71.
pmvhk la fama dUala lo bene e lo male , - . C. i. 4, a.
dbt. . àaciaacuno acquisto il desiderio umano si dilata . . . . C iv. la. 136.
c%n\ nostro desiderio dilatandosi per C iv. la. 005.
, . per alcuno modo si dilati C iv. 13. 4.
■kcbè . . . aon l dvtffrt lo stio dilatar» C iv. 13. to.
cotale diiatan non t cagione d* imperfezione C iv. 13. ao.
\ éHatoMìom della prima sta contenta C. i. 3. 6a.
d^tUmméasé V una nella compagnia dell' altra K /V. 18. 4.
kM* . . . •« cominciaro a dtlHtnrr troppo di vederla K -/V. 38. 3.
■mIcìL éittfrnndoti delle male operazioni, hanno C i. 4. 59.
piaaa di quelle cose che diUttano C ii. 6. 36.
fkk ImiiiiO di quello che loro dtUtta C iii. 6. 39.
■oHi ihe u dUétiimo in dire Canzoni e di studiare. . .cchc si i/i/r^am)
■tednrv in Rtttorìca e in . . . . C Iii. 1 1. 981 99.
9 éikmmtmnH per ciaacun die C. iii. 15. 177.
se la mente si diletta sempre nell* uso C. ìv, aa. Ba.
cJie ... in quella seguitare si dilttti C. iv. a6. 135.
seguitalrìce di vixìoae diltttaaioni ....... C. i. t. 34.
«aa» beli ... di brìevì ddHta»iami .... . . . C. i. 4. 39,
qpiSa cottalo ... ha più dilrftoMwm che C. li. 3. si.
f — i— B>»n. dsUc oiiaere e vili dihsta»ìoni C ii. 16. 66.
N a
DILETTAZIONE
i8o
diletto, adj. Diiriti mici, or sofferitc in pace K /V. 19. 43 (Gi»u. i. 34).
dUetta mìa novella C. n. Catta, i. 60.
Tempo fu già, nel quale . . . furon diUtt* Cans, xx. 14.
diletto, M. Ne dar diletto di color, nò d' arte Catta, ix. 15.
A rimirar . . . Con più diletto, quanto è più piacente Cane. ìx. 33.
Che simiglianza fa nascer diletto Cmttt. x. 63.
Noi darem pace al cor, a voi diletto Cifu. xiii. 15.
Così vanno a pigliar villan ddetto Cana. xix. 54.
Ma r uno e 1' altro in ciò diletto tragge Canz. xtx. lao.
tal grazia m' impietra II gran diletto, e' ho Stst, iìì. 37.
non ao in qual parte gli giri Per lor diletto Bali, V. la.
Per dar della mia luce altrui dilrtto BalL vi. 5.
Che amar si può bellezza per diletto Soh. xxx. 13.
o\'ver diletto . . . prender de' mìei guai S. P. xxxvii. 60.
Dov' è rfi/*//o e sempiterno giuoco 5. /*. ci. 118.
dilungare, non vai eh* uom ... si dilunghi Asì colpi mortali .... Cohm xii. io.
dilettazione. rosscsuspicatolomioamorees3erepersensibilei/i'/ir//a«fòn/ C iìì. 3. loo.
sempre ne fa parere ogni dilettaaione manca C. iii. 6. 76.
che nulla dilettaaione è sì grande C iii. 6. 77.
una corrtiscazione della dilettcuiotte dclK anima C. ìiL 8. 98.
usando con essa tanto di diletfatione C. iv. a6. 68.
dilettevole, perocché la cagione ... * dilettevole a udire . . . . K JV. 17. 9.
dilettissimo, non solamente sposa, ma suora e figlia dilettissima . . C. iii. ix 118.
diletto, *t, questo . , . darà diletto buono a udire C. i. 9. laS.
e i' una e r altra è con diletto C. ii. xa. w6^
fu perduto il primo diletto della mia anima C ii. 13. 6.
per la sua . . . operazione nel ddetto . . . del gusto e C. ili. 3. 8a.
E voi, a cui . . . diletto io scrivo C. iii. 5. 305.
quella gente che quaggiù maggior diletto riceve . C. iii. 6. 83.
questo conviene essere o per . . . o per ddetto, o C. iti. 11. So.
siccome 1' amistà, per diletto fatta . . . non è amistà vera . . . cosi
la Filosofia per diletto , . . non è vera filosofia C ììi. ci. 90, 93»
che per alcuno diletto colla Sapienza ... sìa amico C ìit. 11. 96.
che non fìcno senza utilitti e diletto grande C. iv. 4. 137.
Voluplade . . . cioè diletto setita dolore. E perù tra '1 diletto e 1
dolore non ponea mezzo alcuno C iv. 6. 105. fo6.
oltre la quale nullo diletto è maggiore . C iv. aa. 90.
Non ti possano lattare ... dì diletto C ìv. 24. 146.
A me è ricresciuto e volontà e ddetto di stare C iv. a^. 153»
si renderò, ogni mondano diletto . . . diponcndo C. iv. a8. 65.
dilettosissimo, l'uso . . . é doppio . . . Tuno e 1* altro dilettosissimo . C. iv. aa. to6^
dilettoso, soave è tanto, quanto shoìo, cioè . . . ddeltoso C. ii, 8. 37.
avvegnaché la boutade sia massimamente ddeltosa C ii, la. 97.
in quella cosa ... è 1' uso massimamente dilettoso C iv. aa. 8&
L' uso del ... è massimamente dilettoso a noi, e quello eh* è massi-
mamente dilettoso a noi, quello è C. iv, aa. 87, SS.
dilezione, siccome fine dell' amistà vera è la buona dilettone , . . cosi
fine della filosofia è quella eccellentissima dileeione . . . . C iìi. xi. X40, K45.
diligente, che 1' uomo avesse diligente riguardo C. ì. io. 15.
diligentemente, quando dice e ritrae ... la storia . . . diligentemente C iv. 97. 186.
diligenza* di quella è alquanto con «/l'/i^/nAi da parlare C iv. 35. 31.
dilungare, però eh' io mi dilungava dalla mia beatitudine . . . . V. N. ^ t».
Li punti delli quali archi sì dilungano ugualmente dal C. ìii. 5, 138.
per che molti . . si dilungano le scritture dagli occhi C iìL 9. 145.
i8i
DIMOSTRARE
dUnvio» nello gnn HHhvìo di mole' acque S. P. xxx!. 44.
dÉBMllrta. Di lei e del dolor fece Htman^t* Catta, rx. 30.
dlBBDdftre, lu la Jimttntio per aver più vita A Cant. xìv, 14.
^pcOc CQoe . . . Dimaniio e voglio Can». xvi. 45.
C/, demandare.
dltlMIKto» Oltre il tLmando di nostra natura C. tii. Can*. ii. 09.
che tanto fo dÌ*nora In uno stato . . . Quanto ..... Catta, xIv. 75.
Li qoal levando su senia liimora Farà S. A ci. 47.
làf dov' ci Ca ditMoranMa Ball. vii. 5.
dlmormre. Pianscmi Amor nel core, ove Jimora . . . . V. N. 93. 158 {Con*, ii. 31).
ocUa parte ove liimora La Donna C. ìii. Canm. ii. ax.
quel Signore. Ch' alla mia Donna negli occhi dimora . . . . C. iv. Caiw. ili. 19.
Lo <)ual dimora in mezxo solamente . . C. iv. Coiu. uL 87.
La qual dimostra u' la Wrtìj dimora CanM. xix. 16.
Ood' io pover dimoro In guisa, che K. A^. 7. 33 (Som. Ìì, 15).
Sen viene a dimorar meco sovente F. A^. 39. 61 (Som. xxit a).
Che nella sua sentenza non dimora Cosa che Som. xI. 7.
Ch' é questa Donna, in cui pregio dimora Som. 1. 5.
La qua] dimostra u* la virtù dimora Catts. xix. 16.
Sol éumotir^mdo che di me gli doglia K. Af. 15. 38 {Son. viii. ti).
un* altra che sempre se ne dilunga ... e molte altre, qual
meno dUungandosi e C. iv. la. 183, 187*
qwnto più ^ dilungato dalla Prima FntrUigenta C. iv. ai. 47.
Nella prima chiamo e dimando queste donne se . . . K A^. aa. 83.
■io . . . che Nobiltà sempre la dimanda C iv. 30. 6a.
C/. domandare.
le foghe, che *1 vento fa dimtnart . C tv. 13. 104.
dare ... a quella . . . per principio dimmìicarua , C. iv. 14. 109.
mi movea . . . dimtnticaHdo quello che . . . m' addivenìa V. N. 16. iS.
pare che vogliate dimenticarlo per questa donna V. N. 38. io.
Ckc M> dtmwntittnM lui, e là dov* io era K A^. 40. 35.
wtmwméimmiikimtdo . . ,ho ùwcT\aXA C. i. i. 75.
•oa dM r uomo . . . dìmentirart H servigi C. ii. 16. 53.
ia qoal tempo che si dimtMtitkrrà il basso stalo C. iv. 14. 4r.
I* quale modera noi ... dal dtmtnmrt noi oltre . . . . C. iv. 17. 57.
lo quale dimora nella . . . camera del core K A^, a. ao.
il qaalc dimora nclt' alta camera K /V. a. 37.
i qaalf dimKMia in quella parte, ove K. A^. a. 34.
Agprwaao ciò, poco dimorava che K A^. 3. 5a,
Ed ia qncalo stato dimorando, mi giunse ^. A^. 13- 33.
la qoaflo A'Miomm la beatitudine e il fine di K A^. iB. 34.
e COal dtmtormt alquanti di con desiderio K. M 18. 67.
pat éimitmmdo ancora nel medesimo luogo . . . passaro . . . . K N. aa. 40.
qpMil adla aua aMcn» ^ifMomm/u entrai C Iv. 1. 67.
cW a«f11 occhi . . . della filosofìa d»mora C iv. a. 146.
eh* Egli DOQ volesac dimororr ... al sommo ........ C. iv. a3. 100.
la quale . . , già è piti tempo ho dimosiraia C i. i. 77.
questo sempre lo littcrate dee C ii. 1. 66.
ithé il dimostrare ùa edtficaiione C il. t. 98L
sarebbe procedere ad essi dimostrare, se prima lo
^ttanàw uoa fome dimostrato C IL 1. 118, 119.
tié fST^*^^** di Casta miscrfcordia si dimostrava C il. a. 17.
qaaaft» . . . partì per ordine sono ... a dimostrar» C ii. a. 74.
a dljNiuAiii chi soflo questi . C ii 5. 3.
DIMOSTRARE
dimostrare, paura Di dimostrar cogli occhi mia vìltate , . K ^V. 36. 36 (Som. xix.
Come alla vista voi ne dimostrate ........ ^^ ^V. 41. 58 {Soh^ xxiv.
Poi ti dimostrerò '1 cammin perfetto S, P. xxxL 6.^
Ma tu . . . Dimostrami lo tuo volto sereno S. P. ci. 45.
Il nostro Signor Dio ... II corpo suo e 'I ... ci dimostra . . . . P. F. lao. 1
che noi pcrdoniani, tu ti dimastri Esempio a noi per P, F. »aa I
dimostrare, maggior . . . che gli effetti non dimostrano C ii. 5. 89.
se queste . . . ragioni . . . non sono del tutto dimostrate . , . . C. ii. 5. 114.
Dimostrata è la sentenza C. ii. 1 1. X.
poiché la tittiraU sentenza è . . . dimostrata C. ÌÌ. 13. z.
tà ov' ella si dimostrava veracemente C. ii. 13. 47.
perocché nulla scienza dimostra Io proprio suggetto . . . . C. ii. 14. 19.
la quale quella scienza f/rmo5//vi C ii. 16. la.
le cagioni di quelle, le quali ella dimostra C ii. 16. 69.
si può procedere a dimostrare la sentenza , . C iii. 6. 3.
la immagine . . . che lo specchio dimostra . , C. ut. 7. lar.
che V anima bruta rappresenta, ov^-ero dimostra C. iii. 7. 134.
cose, le quali dimostrano dt' piaceti . . . di Paradiso C iii. B. 35-
perocché quivi . . , spesse volte ^{dimostra. Dimostrasi nc^Vi occhi
tanto manifesta , C. iii. 8. 78, 80.
Dimostrasi nella boati C. iii. 8. 96.
a dimosttìire la sua anima nel!' allegrezza moderata C. iii. 8. xoi.
sicché donna che allora si dimostra . . . paia modesta C iii. 8. loj.
e ciò non f/i'mo£/rt il nome C. iii. 11. 10.
poi dimostrata essa ... si tratterà C iiì. xt. iS.
siccome I' Elica ne (/imo^/ra C, iii. 11.92.
questa Donna, che di sopra é dimostrata C iii. la. as.
li filosofi . . . nclli loro atti apertamente il dimostrano C. iii. 14. 71.
non pur per la faccia eh' ella ne dimostra vedere C. iii. 14. 1*5. 1
nelle quali ai </i'i;ioj;/m la luce interiore C iii. 15.17.
r Autorità ... la quale s' intende dimostrare C. iv. 4. 86.
vedrà che elio stesso lo dimostra C iv. 6. «3.
il maestro e I' artefice che quello ne dimostra C. iv. 6. 67.
che *I sillogismo . . . conchiudesse verità dimostrando C. iv. 9. 59,
secondamente si dimostra ragione pcrch' è C iv. xo. 33.
prima eh' io ciò (/l'moj/ri . C. iv. IX. 37.
Poiché «/imos/ni/o è sufficientemente C. iv. 03. 1.
non pure ... e Knjojfifa la nobile na'ura . . . dimostra^ ma dimostra ^
Billezoa e . . , C iv. 35. idi (là]
come nel sesto della detta Storia si dimostra C iv. ab. 75.
questo fa e dimostra la buona natura C iv. a6. 79.
perù la nobile anima in quella la dimostra C iv. 06. lao.
perù la nobile Anima tutte le dimostra C ir. a6. I46.
perocché in lui essa Nobiltà tutti li ditnosfra C iv. oA. i6a.
Come . . . nel terzo Capitolo ... si dimostra C. iv. 30. s.
dimostrativo, con ragioni i/i'ifros/ra/fiv riprovarono Cu. 15.59.
dimostxB.ziODe» e la li iterale f/r'mo.f/ftzafb»» sìa fondamento .... C ii x. took
li quali . . . dalla migliore di ntos trae ione . . . sono tre C. ii. 6. 135.
si per le sue dtmostraaiom C ii. 14. 335.
gli occhi di questa Donna sono le sue dimostm*iom C ii. 16. a6.
che nelle dimostnioiotti ncgW occhi . . . apparite C il x6l. 3X
r ora che la prima dimostraaiottf di . . . entrò C. ii. x6. 61.
gli CKcAi della Sapieiua sono le sue (/imos/ra-cKinf C. iti. 15. 24,
cb' io non polca vedere! e sue dimostroiiom C. iii. 15. «09
S83 ^^^^^^^^r DINANZI
tfOBOSi Che tn émanat da penone vadi Cu. Cana. i. 57.
Favi éméaui ààìV «v»ro ^-oIlo Virtù Catu. x. 106.
Coflfl Aia mi' ft^Ii occhi del piacere Si fa Cans. xiv. 55.
Perchè éimanxi a te piangendo vegno Comm, xvii. 17,
Fatti, novella mìa, «/(MomW a Morte Cumj. xvìì, 68.
dbwiaiwt dal sembiante freddo Hi ghiaccia Sast. W. 31.
Fug^e «knnnsia lei superbia ed ir» V. N. ai. 1^ {Som. xi. 7).
£ toUiini dmattti a voi, sentendo . . . . . , . , . K W. 36. 37 {Soh, xix, 9).
dkaostrazloneu negli occhi, cioè neDe dimosinuiom, della 61osoRa C Ìv. 9. 145.
qui non si procede per necessaria dimostrauottt C. iv. 18. 39.
dfaianzL dimauMi alla quale poco si potrebbe leggere y. N, j, 9,
U quale ni' avea lo giorno ditMnat degnato di salutare ..... K S. 3. 43.
péu che io . . . non avrei creduto dmmtai l". N. 1, 6.
quando io fui giunto JimtnMt d» loro K TV. 18. 13.
ì quali . . . avessero dmanai loro una nubiletta K W. 23. 53.
if nin fr emanai eh' io Tossi tornato in V. N. a^. aaa.
per qn^lo che narrato è ditutnai K /V. a6. 53.
perchè ... ha preso luogo tra le parole dinaHai , K, A^. 39. 31.
■i partii dimnmai dagli occhi di K. AT. 36. ao.
li desiri d* Amore dÌMnMai K A^. 39. 30.
all' entrata di mia giovcntiite parlai . . . . . C. i. i. 135.
chi loda o chi biasima dinanai al viso alcuno C. i. a. 75.
4cl Capitolo i/ifttfwai a questo immediato C. L 7. X05.
col petto dmaMai%\ parava C i. xx. 70.
r USD era soecorsu dalla parte dinanat ... E 1 soccorso dinanaì . . .
cmccA C. ìL 3. 33| 35.
waffomM éimmMm agli occhi del mio . , . aflfetto C ìi. 8. 84.
4|WM»do dìfHtMai a\ viso . . lo Rettorìco parla . C. ìi. 14. 119
pv Frìmo Mobile i/iWtfitai è contato C. ìi. 15. 123.
M^mréan pur quello eh' è (A>UNjj'aglì occhi C. ili. i. 80.
t%m tà eanlinua . . . alla parte del cerebro dmanai C. iii. 9. 85.
C rikattiai da costui erano chiamati C. tii. 11.33.
ftOft al ... . che Iddio non sapesse dinansi C. iii. la. 71.
Dio» che dinanaié menzionato C. iii. t3. 9,
Dal principio dimmu% dalli secoli creata sono C. ili. 14. 59.
eh* . . . qoa tn Italia tanto dinanaiU prepanuti C iv. 5. 73.
voi tsUi che siete dìnamaà a* popoli , C. iv. 6. 165.
Riipando : quello che andò «Anaiui C iv. 7. 78.
• ^bMNai' dice, nel quarto Capitolo C ìv. 7. 97.
ùmmmi all' avversario si ragiona . , , C iv. 6. 89.
a ciò che detto è dinanat C iv. so. 1x7.
che aeBa Ciccia dm«mai%\ mostra amico C. iv. la. 33.
che I' Moo desiderabile sta ^j'fMNai air altro C iv. la. (71.
a* ladroni canterebbe C iv. 13. 109.
t diiumat per loro opinione . . C. iv. 15. 13,
ék* è mmmo dinanat . C iv. 15. 37,
, , voi che siete </ifMM<i alli popoli C. iv. 16. 9.
che dice i/m<i*ui' C iv. 16.54.
Smmmmé scritto a queste parole . C iv, 17. toa.
che emanai è toccata, e laaciata - C iv. 19. 9.
^kit éimim' detto è C iv. ao. 7.
ptr fodla che 4fMM«/ è detto C iv ao. 81.
che éùmmm a quelU cU V xtomo non potali . . . fare C. iv. 34. 19.
b m$mò dMtmnai «g/j occhi • C iv. 35. Sa.
DINANZI ^^^ 184
dlnaszL Bia lagrimar dìnatui a voi non sanno K N. 37. 39 (Sat. zx. 14).
dinegare, creder che sua fama buona ... Sì possa diurgar .... Som. xIv, 7.
Dio, dJo. Ancor le ha Dio per maggior grazia dato . . . , V. N. ig. 60 (Cowa. ì. 41).
Che Dio ne intende di far cosa nuova K ^. 19. 65 i^CanM. i. 46).
Ch' elli son quasi Dei C iv. Comm. iìi. 114 ; 00. 39.
seme . . . Messo da Dio nell* anima ben posta . . . C, tv. CartM. iii. lao ; ao. 88.
Poi ... A Dio si rimarìta C iv. Cang, iii. 137.
0 DiOf qual maraviglia, Voler Omc. x. 114.
Deh ! qui mercè per Dio Cflftff. zvit. 53.
Questa, in cui Dio mise grazia tanta Gum. xvìì. 55.
veder ... gli angeli di Dio quaggiù venire Cohm. xvìì. 58.
sua faccia . . . Ahi Dio ! quanto è integra Cmna. xxi. 36.
Dio, quanto avventurosa Fu Ball. iv. ai.
dhinnzi. si conviene guardare di retro e dinatuii C iv. so. 83.
dinxianzL le . . . parole, eh' io avea dette dinnanti K A*. 40. 43.
di nominare, dinomintinsi 1* uno e r altro dalla stella ... . . C. ii. 4. 97.
C/. deoommare.
dintorno, che . . , dintorno loro si facca un colore purpureo . . . F. A^ 40. 32,
dinudare, non sapesse dinudan le sue parole da cotal vesta , . . - V. N. 9$. 109.
perocché 1* Anima è tanto . . . dinudata da materia C iii. a. 119.
dinnmemre. Aristotile rf/«Mm/fO quella intra le intellettuali , . . C. iv. 17. 79,
Dio. Ella non pareva figliuola d' uomo . . . ma di Dio ...... K AT. a. 53.
io intendo di fare, Dio concedente C i. 5. 68.
prende simiglianza da' bencficii di Dio C i. 8. x6.
il Salmista, quando dice a Dio C ii. 4. 41.
Vulcano, lo quale dissero Dio del fuoco C ii. 5. 41.
Li Gentili le chiamavano Dti e Dee C ii. 5. 35.
quanto ... è più divina, è più di Dio aimigliante C il. 5. Sa.
questa vita è da Dio più amata C ii. 5. 83.
se noi . . . intendiamo Dio avere potuto fare C ii. 5. 107.
nelli quali . . . Dio avea lor parlato , . . . C. ii. 6. 6.
annunzia essa unit^de e stabilitade dì Dio C. ii. 6. Joa.
1 cicli narrano la gloria di Dio C ii. 6. 104*
le cose ... le quali ebbero da Dio cominciamento C ii. 15. 106^
naturalissimo è in ZTi'o volere essere C iii. a. 51.
perocché il suo essere dipende da A'o . . . naturalmente disia e vuole
a Dio essere unita C. iii. x 56, 58.
Boezio ... ove dice alU Filosofia : 'Tu e Dio, che te . . . mise ;'
poi la predica di Dio, quando dice a Dio . , . . . . C iii. a. 144, 146 {bis).
della bontà della cagione sua, eh' è Dio C iii. 6. 118.
la sua /arma . . . riceva ... la graziosa bontà di Dio C. iii. d. 135.
questa Donna è da Dio beneficata e fatta nobile cosa C. iii. 6. 199.
la bontà di Dio é ricevuta C iii. 7. 46.
fu ordinata nella Mente di Dio C iii. 7. 179.
La Sapienza di Dio ... chi cercava C iii. 8. 15.
ma quelle cose, che Ih'o ti comandò, pensa C iii. 8. 19.
di Dio . . . cosi trattando, potemo avere alcuna conoscenza . . . C iìi. 8. 143.
più degno di farsi esemplo dì Dio C iij. la. 54.
non dovea . . . Dio da quella produzione rimuovere C. ili. la. 76.
il quale massimamente è in Dio C iii. la. 96.
di iassù dico, facendo relaziona a Dio C iii. 13. 9.
come questa Donna è primamente di Dio C iìL 13. 71.
cioè, che Dio metta sempre in lei del suo lume , C. iiì. 13. 106*
D» questo Amore a sua similitadine riduce C. iii. 14. a6.
185 ^ — T~ "^^^^^r DIO
Dk>» dio. Vostra fina pìaceoza Fece Dio per essenza. Che . . - . Ba!i iv. 34.
aooo tenute Di bella grazia a Dio render mercede . . . V. N. 07. 16 {Son. xvì. 4).
Per Dioxi prega che voi 'I correggiate Som. xxiiv. 13.
A che Dto chiama la cristiana prole ... Son. xxxvij. io.
Oio^ per pietade or dagli alcuna lena Son. xlvii. 3.
Ai quali Dto e gli angeli . . . non imputeranno S. P. xxxL 8.
Dcccati ... 0 alto Dio . . . S. P. xxxvii. 84.
La via di convertirai a le Dia vero S. P. I. 54.
Però che Dio in eterna memoria . . . vofle S. P. ci. 64.
Lauderà Dio in basso ed anche in cima S. P. cL 75.
Riqwoderma essi all' eterno Dio 5. P. ci. 89.
Nrò che ad altro die non so fuggire S. P. cxlii. 48.
0 Dio eccelso sopra gli altri dei . . . S, P. cxlii. 49 (bis).
Ptreh* tu sol mio Ab e Signor sei S. P. cxlii. 51.
E ragionar di Dio come cristiano P. P. 9.
1« cnxDo in Dio padre , P. P. la
0 qual veracemente t uomo e Dio, Ed unico Sgliuot di Dio ... e
Dtc di Dto uscio P. P aj, a6, 07 \òù).
Ad aspettar che Dio prendesse carne P. P. 37.
E con Dio Padre siede P. P. 5».
Ot* aDe gnuic dì Dio aarcro consorti P, P. 57.
dM 1 primo Agente, cioè Dio, pingc la sux vìrtti ... . . C. iii. 14. 33.
io senta macola della maesti di Dio . . C iiì. t$. 55.
ere di Dio . . . non sia possibile .... . . C iil. 15. 105.
^2«Biido £>K> apparecchiava li Cieli C iii. 15. 167.
»c la prima materia . . . era da Dto intesa C. iv. I. 65.
Vitvflfto ... in penona di Dio parlando C iv. 4. 116.
■oatrano quella città ... da Dio avere speziai nascimento, e da Dio
«Tcre speziai processo C. iv. 4. 109, 130.
dw ... da Dio era partita e disformala C. iv. 5. 19.
che *l Figliuolo di Dio in tcrr« discendesse C iv. 5. aa.
b quale foase camera del Figliuolo di Dio . C tv. j. 39.
Oh laeilkbUc . . . Sapienza dì Dia C Iv. 5. 70
ao« solamente . . ma speziale processo ebbe da Dio C iv. 5. 83.
per tipcKiale 6ne da Dio inteso . C iv. 5. 106.
pia vàie parve le braccia di Dio essere presenti C iv. 5. 155.
cht ... da Dw pensato e ordiiuto fosse C iv. 5. 178.
V nemici di Dio C iv. 6. 180.
Imperio da Dio a certi termini i. finito . . C tv. 9, t8,
che * di Dto, sia renduto a Dio . . . . C iv. 9. 167 {bi§).
ChI lb«M piaciuto a Dio, che . . . fosse stato C iv. 11. 99.
dcir ultimo desiderabile, eh' é Dio C iv. la. 175.
«fe voa ancora intese ricchezze delli D*i . . . C iv. 13. 115.
«amiate la immagine dclli Dn . . C iv. 15. 84.
La fcsfe tt letificherà in ZTio . , C ìv. tó. 1.
q^HlH dia hanno . . . tono quasi come Dti ... . . C, iv. ao. 07.
W qpnto ^C« : Mf*Mi da Dio wft anima . . C iv. ao. xoi.
O allvnB delle divizie della sapienza di Dio . . . . . . . C iv. ai. 57.
li qaall . . . sono sette, cioè . . . rimor di Dio . . . C iv. ai. 1 1 a.
si < . . . considerare t opere di Dio ... . C. iv. aa. X13.
. il quale ... era Angelo di Dio ... . C iv. aa. 169.
L' Affcii ài Dio diaceae dal ciclo . C iv. aa. 170.
qatmm noatra Nobiltà che da Dio viene . . C. tv. aa. 176.
Am alla aoatn ContempUxtone Dto sempre precede C. Iv. aa. 194.
DIO
Dio, dio. E solo un Ab, e sol de' santi un santo A /*. 69.
ì) Padre ed il Figliuolo un solo Dio . . . ciascun vale P. F. 71,
E '1 peccar nostro, che da Dio ci parte P. F. xoi.
Il nostro Signor Dio padre ed amico . . . dimostra P. F. ìiB,
A tal rimedio Dio ci volse il volto, Ed ordinò P. F. 148.
Diece abbiamo da Dio Comandamenti P. F, 154.
E a idoli o altri dei non siam credenti P. F. 156.
E *l santo nome di Dio non pigliamo In P. F. 157.
Che spegnerla in noi di Dio la faccia P. F, 174.
Perchè questo da Dio ci parte e toglie P. F. 180.
Al nemico di Dio lo rassomcglio P. F, 189.
Dobbiamo far a Dio preghiere assai P. F. 909.
Ora per noi a Dio, clic ci perdoni .../'./". 348.
dipartire. E se dal falso il vero Ìo ben diparto ,....,,. P. F. 134.
dipingere. L' anima . . . Cosi dipinge^ e forma la sua pena .... Cant, xi. ai.
eh' io drizzi la mia face, Dif>inta in guisa di Catt». xvni. la
Così di tutti e sette si difnnge 5b«i. xxviii. 14.
Tutta dipinta di vergogna rìede San, xlìv. 14.
diporre. Diporrò giù lo mio soave stile ... C. iv. Canm, iìL to>.
diradare. Dit^ada in te le maligne radici . Catu. xviii. 31.
dire. K A^. 19. ai (Gi;/«. i. 3\ 34 {Canz. i. 5Ì, 35 {Cohz. i. 16), 46 Con*, i. 37 , 50 Cmnx.
\. 31), 6a {CaHM. i. 43), 80 {Cana. i. 61); ^3. 138 ^Cata. ii. ii\ 139 Can*. n.
Dio. Gli scbemitori Dio gli schernisce, e alli mansueti Dio darà grazia C iv. 05. 17, 18.
quel dono che SaJomone . . . chiese a Dio C iv. 87. 6a.
non sì, che non si convengano . . . dare a Dio C iv. >7. 86l.
quando . . . esso saviamente ricorse a Dio C iv. 97. 164.
per lo suo senno, che ... a Dio tornare lo fece C. iv. 37. i6dL
due cose : 1' una, eh' ella titorna a Dio . . C iv. 98. 8.
cosi noi dovcmo . . . tornare a Dio C. iv. aS. ai.
già essendo a Dio rcnduta . . . vedere le pare coloro che appresso
di DÙ3 crede che sieno .... C iv. a8. 41, 4^
Rendesi dunque a Dio la nobile Anima . . . C iv, a8. 49.
la loda della qual è non dagli uomini, ma da Dìo C tv. aS. 81.
significa la nobile Anima . . . tornare a Dio C iv. a8. lat.
cioè a dire, che la nobile Anima . . . torna a Dio C iv. 38. 140.
eh' £ a dire, che la nobile Anima dice a Dio C iv. a8. 145.
vuole partire d' està vita sposa di Dio C. iv. aS. 155.
mostrare che graziosa fosse a Dio la sua creazione C. ìv. a8. 156.
Dionisio, quali da esse stelle . . . siccome ... e Diomisio Accademico C ii. 14. 34.
dipartire, il quale appetito ne dipatit eziandio dalli vixi C iii. 15. 107.
la recente terra, di poco dipartita dal nobile [etera] C. iv. 15. Bo.
dipendere, perocché il suo essere dipmde da Dio C. iìi. a. 56.
dalla quale . . . tutta la nostra essenza dipende ....... C iii. 15. 38.
che tutti gli uomini da una sola Idea dipendano C iv. 15. 56.
diplgnere. quando ... nel viso loro vergogna ai dìpigne C iv. 19. 97.
dipingere, che . . . tutti si dipingono nella faccia di . . . colore . . , C. iv. 05. 77,
dipintore. Onde nullo dipinton potrebbe porre C. iv. 10. 107.
dlpcM- in questa dipoi quella già trapassata C i. 1. 137.
diporre. diporrò, cioè lascerò stare, lo tnio soave siile C Ìv. a. 91.
si renderò, ogni mondano diletto e opera diponendo C. Ìv. 38. €^
dire. V. A^ I. 4 ; a- >9» 34. 31, 36, 39, 50 ; 3, 33, 45, 70, 99, 105 ; 4. t6, 91 ; 5. «3, 15 ;
6. I, 13; 7. 16, 47 ; 8. la, 17, 18, 37, 38, 68 ; 9. 34, 33 {Jn3\ 36. 59, 6o« 6i»
63; IO. s; ". Il >3; la. I, IO, ao, 3». 37i39. 55.6i, 7»» »35. 137. i»9. i37t
T40; 13.3.35.51. 53. 54. 56 (*M). 60 ; 141». 13. «9. 45. 50160.67. 71, 73*76,
DIRE
i88
dire. 7 : Wr) ; «4. 54 (Son. xìv. 5), 69 (Som. xiv. 13) ; 96. 50 (Som. xv, 14) ; 35, 51
(Som. xviiì. 7), 57 (Soh. xviìi. 13) ; 36. 40 (Son. xix. la) ; 38. 48 (S<m. xxL
14); 39. 64 {Soh. xxii. 5) ; 41. 64 {Som. xxiv. io), 67 [Soh. xxiv. 13) ; Soh.
xxvii. 7 ; ixxviii. t, a, 3, 5, 7, 9 ; xl. 4, la, 14 ; xli. a. 7 ; xliii. 3, 7, t4 ; xli».
7; xlv. 13 ; xlvi. 4, 11, 13(11.) ; L 5, 8; lii. 3, 13; UH 9; liv. 7; S. P. xxxL
i3i 39f 34t 58 ; ci. aa : P. F. lao, isa, i8a, ao8. — Cf. dicere, dlcente, detto.
diritto, dritto» aJJ. & h. Né la diritta torre Fa piegar rivo C iv. Cane. ili. 54 ; io. 114.
Onde r animo eh* è dritto e verace C iv. Cam*. iiL 59.
dire; 66, Bx, 83, 90, 98, 104, 108, xao ; M- 7, q6, 30, 41, 48, 6a, 95, 97, idi, 1041
108, 113, 119, laa ; 15. 8, 45, 56. 57, »05, tu, lao, 133, 130, 133, 134, 136,
145. 149, 151» «561 »57i 161, i6a, 165, 190 (Awj, aoi, aia ; iv, i. 6, 17, 33, 69,
77 ; a. 8, tt, 13, ao, 33, 37, 39, 33, 38, 39 (&«i, 43, 47, 74, 77, 83, gr, 94'(*"}>
110, Ila, 143, 150, 153, 156; 3. 9. IO, 34, 36, 40, 45, 55, 56, 61, 63; 4.
e, 46, 61, 76, 83. 116 ; 5. 13, 39, 80, 107, 113, 118, 133, 134. »3o. 134. i+4f
M5 ; 6. 9, 41, 103, 104, 107, I90, 140, 166. 173, 177, i8a ; 7. 5, 11, 47, 49,
86f 97» 98, ioa, 104, 107, no, 119, 139, 133, 136, 139 ; 8. 3, ix, x8, ai. 43,
43. 45t 81, 96. 99, 104 CWi\ 137, 130, 137, 143, 145 ; 9. 34, 71, 8a, 93, roo,
169, 171 ; 10. 5f 9i «5 (.Ws), X7, 30, 36, 37, 38, 39» 40, 4»» 44. 46, 48, 65. 70,
74, 76, 8a, 9a, 95. 105, 116, X17, 118 ; 11. 6, 11, 13, aa, a8, 41, 51, 67, 69,
7«i83. 85, 95, "a; 13. i, 7,36, 55. 61, 73,100,104,110,113,130,137,133;
13- J, 3. 4t a6, 46, 47, 54, 69, 75, 81, 108, Ilo, Ila, 119, 131, 139 ; 14, 4, 5,
xa, x6, 18, 85, 39, 40, 49, 55, 83, 101, 119, lao, Ha, X43, 146; 15. 8, si, 36,
40 (bis), 45 l.*«j>, 47, 63, 69, 76 {bis)y 86, 90 \bis], 97, 98 x,h.)j loo, lox :6»s),
X03, 103, 106, 108 {bis), XII, 125, 136, X45, 147, 160, i6a, 175, 181, 183,
186, 187, 188, 191 ; 16. II, ao, 39, 49, 51» 54 V*«''. 6a, 79, 86, 95, 103, iio,
lai : 17. 4, 5, 9, 17, 18, 36, 39, 70, 74. 76, 91, Ila ; 18. 6. 13, aa, 35, a6,
a8, 30, 36, 40» 41, 47. 5©» 58, 59. 61 ; 19. 17, ai, 30, 53, 64, 71, 73, 74, 81 ;
ao 6, 7, ir, 31 (òli), 35, 31 [bis; n. 8l v.), 38, 47, 54, 58, 66, 74, 80, 81,
93, 97. 99i »oo, io» ; ai- ««i 34. S». 54. 55» 70 (^«1, 8a, 89, 93, 100, X39 ;
aa. 14, 3a, 5a. 56, 64, 93, 138, X49, 154, 155, 156, 139, 170, 176, 177, 180,
186, 191, 193, 196, X97, aio; 33. 9, 31 {bis , 33, 51. 57, 63, 79, 83, 85, 90,
105, 107, 116, 134, 140, 150, 153, 153 ; 34. I, IO, a6, 46, 58, 69, 73, 97. ioa,
xi8, 131, 133, 139, 145, 157, 166, 169, 170. 171 ; 35. 16, 19, 3a,a6, 39, 60,
78, 94, 108, laa, 133, 125, M>, »47 ; a6. 7, 31, 67, 75, 80, 101, iii, i3i,
134, ia6, 135, 145 ; 37. io, 12. 18, 33, 39, 46, 49, 51, 54, 70, 74. 76, 96, 133,
151, «69.172, 175. 184, 190,191, 193; »8. 7, 14, 3a, 44, 74. 9^ i«>. >o8. 114.
134, 1*9- 130, «33, »33i «37, MI, N4 (bis), 146, 147. X48, 149, 151 ; 39. 8.
16. a6. 39, 35, 46 {bis\ 50, 54, 66, 69, 73. 88, 94, 95, loi. 103, 1x5, 135 ; 30.
a3. 3<- 33, 35, 37, 40, 45, 54, 58 {bis).—C/. dicere. dicentc, detto,
dirittamente, diret-. più dirittatnentg a buon fine ie mena . . . . C ì. 5. 18.
DiriitamtHte dico, perocché C ii. 8. 37.
non f/mi/am/Mfr contra Io movimento diurno C iii. 5. 138.
che la nave . . . dirittamntte . . . correa .... C tv. 5. 68.
dove direttamente ogni . . . appetito si rìposasse C ìv. 6, 81.
dirittissimo, siccome ... è un* ottima e dirittissima via C Ìv. ta. 184.
quello che dirittissimo va alla città C. ìv. la. 193.
Le quali due operazioni sono vìe . . . dirittissime C iv. aa. 308.
diritto, dritta che r ordine diritto £ C i. 7. ai.
secondo il ^do. o </in/ya o falso C ì. xi. 37.
il cerchio suo partire dal diritto cerchio . . , C ii. 3. 38.
perocché il nervo ... è diritto a quella parte C ii. io. 40.
le quali dritit negli occhi . . . innamorano C. ii. x6. 38.
da Roma a questo luogo, andando diritto per tramontana , . . C iii. s 86l
r89 DIRIZZARE
diruto, dritto, ndj. Si tu Caiuon, vattene tln'Uo a quella donna . . . Cmn». xÌL 79.
Con U tua driifn man cio^ che paghi Som. xHx. 5.
bai sopra di me fermata La tua man dntta S. Z', xxxviì, 6.
E poi infoDilì Io spirito dritto Ne' S. P. \. 3Q
cbc ... mi conduca Nel diritto canitnin S. P. cxlii. 54.
E con dritto disio si ne governa P. F. qb.
Ci £b tornar ... A aver perdon, chi con diritta il tocca . . . . P. F. tu.
La VutcìNX benedetta po' a diritto Laudiamo P. F, 039.
diritto, diritto andando per mcuogiorno C ili. 5. 97.
■e ano uomo fosse diritto in Maiia C. ili. 5. 155.
9t an uomo fosse in Lucia diritto . . . vedrebbe C. iii. 5. t66.
cioè diriUù appetito C iii. B. 150.
cb* t per diritto ap|»etito e per diritta ragione C. iii. ti. 119 {bis),
pjagc . . . per modo di diritto raggio C. iii. 14. 33.
Jimmm$dk di fuoco, cioè uppctìto diritto C iii. 15. 135.
«(SÌ «illato tornerà dtritto e buono C iii. 15. 151.
•ccioccbè per dintto calle si dirizzassono C. iv. l. 75*
ia ^m**^ rìducere la gente in diritta vìa C iv. i. 79.
il ffivolvc, e viene diritta per I ncll' E C iv. 6. 39.
€ éà llEomare al diritto calle C iv. 7. 4.
per lo diritto cammino si va là dove intende C ìv. 7. 67.
la casa sedesse così forte, pendente, come diritta C iv. 9. 6a.
coachiudo . . . r animo dintto non mutarsi . C iv. io. 74.
dicendo quasi quella nobiltà csseie torre diritta C. iv. io. 119.
e la sollecitudine ... sia diritta a maggiori cose C iv. ii. 107.
r nono di dtritto appetito . . . . C iv. 13. 144.
b terta linea colla diritta non sì congiugne ....... C iv. 13. i5fl.
r mmiruo ck* i diretto, doé d' appetito C iv. 13. 156.
éOmngi dalla diritta torrt della ragione C iv. 13. t6a.
per lo cammino ^n^to è da vedere , . C.iv. 16. 113.
tm ^Bcalo non è . . . sostenuto diritto C iv. ai. 123.
ih* U éihttm ffona sempre dee sonare nel , C iv. 33. T57.
A* W Bovini . . . diritta natura . . . procede . . C. iv. 04. 84.
la ifamo U suo diritto giudìcio e la legge é C iv. a6. 130.
pmmch* è stato diritto e buono C. ìv. aS. la.
sì rimembra delle sue dirittt operazioni C iv. ad. 86.
ad amare e operare dirittura in tutte cose C. iv. 17. 63.
quando %i dins^a allo bisogno dello ricevitore. E perocché
Anaaant' ad esso non sì può C. L 8. 108, Z09.
r artimone della ragione . . . C iL 1. 5.
e . . . émdom la voce mia in quella parte ... C. U. a. 43.
tatto di vlrt^ la quale si diritta in quello C. ii. 6. 159.
ad émagmrt dì questa linea, diacocca V arco ... . C ii. 10. 47.
paHare altrui, diriaaamto le sue parole non a . . . . C ii. la. 40.
dtnétamdo le parole alla Canzone, purgo .... . C ÌìL i. io0.
per voi drndsart . . , venne a voi . C iii. 15. 163.
meàoethit per dintto calle si diriatat^ono . C iv. 1. 75.
aBèamlc . . . quasi da Natura diriMsato nel debito 6ne . - . . . C iv. 6. loa.
doè «oloro ArtMaart intendo . C. iv. 7. 35.
cke . . . SnM»m la credenza all' altra ...... . C iv, la, [49.
caal I' 4BÌsa ... iA>ss«« gli occhi al termine C. iv. la. 154.
^■Oto aafJMTadcre, per dtrutare a quello 1' arco C ìv. aa. a4.
tfriaswiai . . . éihasmuio quelle lotte alle C tv. 33. 95.
ce
DISABBELLIRE
disamorare. Io canterò così disamorato Conlr* al peccato .... Con», xìx. 7.
discacciare, discazzare. Tu disctud virtii, tu la disfidi Cans, xvii. 34.
Come persona discacciata e stanca Gina. xx. io.
Prego, Signor, che tu da me discacci Ogni peccato ed S. P. 1. 5.
ed ogni Tallo, Ed ogni iniquità da me discosta S. P. \. 36.
discargare. Se tu discart^hi ì\ cargo che mi preme S. P. vi. oB,
discazzare, r. discacciare.
discendere. In lei disctitde la virtù divina . . C. iii. Catu. ii. 37 ; 5- 14 ; 7. to: 14. u
Discenderò del tutto In parte ed in Cant. x. 54.
Prima che '1 colpo sia disceso giuso Caru. xii. sa.
Vero è che ad or ad or d* ivi discende Una saetta Bali. iii. 7.
allora quando Per noi discts* al mondo S, P. xxxL 48L
disabbellire, di fuori pare la cosa disahòéiìirsi C ii. B. 90.
disaminante, pensieri . . . miranti e disaminanti \o valore dì ... C iii. 3. 75.
dlsbrancare. rfisArfrurrMi per le virtù di quelle tante C iv. 33. 94.
discacciare. li discacciati rivenuti alle toro possessioni, dissi . . . . K iV. 14. 59.
e discacciato questo . . . desiderio, si rivolsero ....... ^^ A'. 40. 14.
nel quale, cattivo e disatcciato, consolato s* avea C ii. 13. 16.
discendente, appresso !a sua morte e de' suoi disundenti . . ■ , C iv. 3. 43,
che li nostri desideri . . . sono a , . . discéndenti C ìv. 13. 64.
si dissomiglia . . . dal malvagio discendente C. iv. 39. 59.
discendere, la via, per la quale discende la loro virtù C ii. 7. 91.
se ben si guarda chi discende e chi sale C ii. 16. 76.
per la materia in che discende C ìii. a. 30^
perù la terra sempre (/Mrrrif/r al centro C iii. 3. 11.
cella seconda discendo a laude speziale C tii. 5. 9.
che *1 fuoco ... al mezzo tiiactndea C. iii. 5. 43.
Poi per la medesima vìa pare discendere C iii. 5. 158.
Lo quale montare e discendere intomo se altor vede C. iit 5. 163.
che la divina bontà in tutte le cose discende , . . C. iti. 7. la.
neir ordine . . . dell' Universo si , . . discende per gradi . . . . C iii, 7. 70.
sicché la divina Virtù, a guisa che discende ncll' angelo, tù'scntde in
lei C. iii. 7. 99 (Wi>
Poi quando dico . . . discendo a mostrare . C iii. 13, aa.
Siccome . . . dopo le generali lode alle speziali si discende , , . C. iii. 14. a.
intende il testo . . . alle speziali discendere C. iii. 14. 6.
discendere la virtii d' una cosa in altra non t altro C. iii. 14. 15.
discendendo la loro virtù nelle pazienti cose, recano C. iii. I4. 18.
che, discendendo lo raggio suo quaggiù» riduce C. iii. 14. »t.
che la divina virtù . . . in . . . negli uomini discende C iii. 14. 88.
Poi . . . discendo A un altro piacere C. iii. 15. it»,
che '1 Figliuolo di Dio in terra discendesse a fare C iv. 5. 03.
quando di lassù discese Colui C. iv. 5. 58,
Questo vocabolo . . . può discendere da due prìncìpìi C. iv. 6. 17.
in quanto tintore . . . discende di questo verbo ... . . . C iv. 6. 33.
L' altro principio, onde Autore discende . . . . C ìv. 6. 38.
£ di questi ... fu Torquato . . . disceso dal sangue C ìv. 6. iia.
colui . . . che disceso dì buoni è malvagio C. iv. 7. 51.
sicché ... la uiqana generazione discesa non sìa C iv. 25, t8.
conviene la umana generazione da . . . essere discesa C. iv. 15. 44.
siccome il perso dal nero discende ; cosi questa, cioè Vii tu, discende
da Nobiltà C iv. ao. la, 13
dove questo divino dono discende C ìv. ao. sOk
di suso viene, discendendo dal Padre de* lumi C. iv. 00. 53.
191 ^^^^ DISCOPRIRE
Di quei che al lago iHsmJatdo muore S, P. cxliL 39.
Poi ^àsfiTM- al profondo dcir abisso P. A*. 34.
cotat donna , . . Clic aua beltà Hischtrm Da Cmtu. x. 145.
dfac Infere. Ditanta e scalza, e sol dì s^ par donna Cttns. xx. a6.
dltfcmllgc K veder donne andar per via diòcioiU ... y. N, 03. 173 ^Giiu. ìi. 46).
tuiti k'ì aniiiiali . . . son d* amor Ji-snoftt Cam. xv. 34.
tto. Vattcn diwonsoiata a alar con elle . . . K. JV. 39. 1 16 (Cnnj. iii. 76).
E taneo è lo mio cor disammthto S. F. xxxvii. a8.
dove la luce del sole mai non iHèctndt C iv, ao. 78.
la quale in noi . . . disctnde da somma . . . Virtù . . . . . . C. iv. ao. 104.
coflse questa bontà disccndt in noi C iv. at. 6.
E . . . dÌi~rt*%Ì4 in essa la Ì'iWm ititi IMUtalt possibiU C. iv. ai. 69.
Imperniò celestiale anima disc*:» in noi C. ìv. ai. 83.
die tanto di^ttndfrfbbe in quella, della Deità , . . C. iv. ai. 96.
L' Anfelo di Dio dié^i* dal dclo C iv. aa. 170.
dico, eh' ella procede . . . montando e disetttdettdo C iv. as- 64.
<o»l il dÌ9UHdrrt ... è altrettanto tempo C iv. 94, 40.
cIk . , . per essere discesi di padri eccellenti) credono C tv. ag. la.
r «omo vile diiceio dcUi buoni maggiori è C iv. 39. 78.
a utilità di loro e di loro disertiti C ìi. i. 45.
K éimmUt tono ed esser deono suggctti C. iv. 9. 96.
ia queste li dtàttnH . . . tuggelU non sono C iv. 9. 1 36.
«a«re rispetto alla facultà del ^ÀsrrN/tf C iv. 17. lai.
di questa dice Esso alli suoi diactfxdi C ìì. 15. 171.
CoJtu é morto, che non si fé' diserpoio C iv. 7. 134,
ite e dite alli di^apoli suoi e a Pietro C iv. aa. 157.
e dicalo ' alli J^my^i e a Pietro ' C. iv. aa. 181.
dentro dalla quale io diwcmmi una 6gura K A^. 3. 39.
cke . . • non si dtiamnjg lo simulalo amore K A^. 9. 33.
colui che coli dÌ3tirm donando C L 8. 38.
a rfur<n«rrr t* altre cose non curano C i. 11. 51.
qaanti «ixi ai dd^rmomo per avere C ìì. 11. 76.
ttato manifesto . . . che la Dostra ragione lo dùeeme C iv. 5. to.
per la lagiooe che si diatrmt C iv. 33. 133.
aan pnoCe ... la razionai parte dùcrrmen C iv. 94. 18.
•ri ^mbIk poco di flessione si distmu , ^- iv. 04. 35.
•■m— chf la . . . gente questa dislin/ionc non disctnut . . . . C iv. 35. 37.
Quegli morrà ch^ non ebbe disaptimì C iv. 7. 131.
che '1 dtMO^ÌHah} chiede di sapere certezza ..... C iv. 13. 75.
■lolle volte . . . dijfcotm V arco C ii. 10, 47.
die ... 10 mi movca, quasi dUcotorito tutto . . . . . K W. 16. x6.
bellezza . . . da . . . adornamento dtscomfiaj^Rfii . C. ì. io. 96.
la frrwvrrtmsa é dimvm/tssmn la debita Buggezione , • C iv, 6. 105.
Ilo è éJmm^tmtt . . « • • C Iv. 8. 1 la.
é Mgmta e noo dUeamfMamn • • C. iv. 8. 1 49.
come cotal veduta . . . Boalmenie diaftmfiggim la mia
poca viu fr', W. 16. »a.
per che io . . . aauì me ne d%%cQ*iforta% più che . . . K A^. 7. 7.
come questa Donna è . . . della umana intelligenza p^
rigaardarv dmoHtimuitto C iii. 13. 75.
cautela di diuìmvtmvoÌ9 diMOfdtrmaàmt C i. 5. 9^
duùmivi^ixdi diaord inazioni CI. 6. tf { IO. aj.
diiÈtommmvtdi dtsordinaroenti . . . C i. B. a.
la qaalci ftè lodaado* dixvprt, e diseopmtdo si biasima . . C t. a. 53 (Mi).
DISCOPRIRE
discordia. In morte, dove è loco di discordia
discorrimento. Onde 1* animo , . . Per lor discorrimento non sì sface
dlscovrlre. Più non vo* discovrir qual donna sia Che ... V, N,
discrezione, le . . . tue . . . Icg^ Con discrtzion corregga! . . . .
disdegnare. Tanto disdegna qualunque la mira, Che
disdegno. £ dèi aver pietate, e non disdegno y, N. a^
Dico, che bel disdegno Sarebbe in donna di ragion lodato . . . .
virtute Contro il disdegno che mi àk Amore
disdegnoso, questa Donna . . . Ella [■ chiama fera e disdegnosa . .
gli atti disdegnosi e feri . . . m' han chiuso
questa^ disdegnosa di cotante Persone . . . accosta
Che parla d' una Donna disdegnosa
Di cosi dispictata e disdegnosa La . . . bellezza
disdetta, che non tia che disdetta Di mala fama
S. P. vi. 04.
C. tv, Cans. Hi.
8. 61 SoH. iv. 17
Catu. xviii. 39.
Bail. X. 5.
ao3 {CaHM. ii. 76^
CaHM, I. 19.
Bff/7. X. a8.
C. ili. COMM. li. 7^
e iv, Cans, m. 5,
Cans. xix. loo.
Bali. X. 3.
Som. xxxix. 5.
Cana. xiv. 93.
discoprire, la presenza . . . discopreie per sua conversazione , . . C i. 4. 76.
1* uno è manifesto quasi a tutta la terra discoperta ... 1' altro £ quasi
a tutta la discoperta terra celato C. \\i. 5. 73* 74.
sicché del tutto sono (/l'jco/Vr/i C. iv. la. t6.
Lo quale raunamcnto nuovi desideri discopre . . C ìv. la. 97.
alla Canzone, cbe U suo mestiere discopra là dove C. iv, 30. 46.
discordante, per la lingua da loro discordante C i. 5. 65.
considerò . . . secondo V apparenza, discordante dal vero . . . . C. iit. lo. 8.
discordanza, per la </ùnW(m«a che ha con quella C. iii. 10.31.
discordare, dalla quale ... ai discorda lo Imperfetto giudlcio . . . C i. 4. 09.
che scrìve Tullio . . . non discordando dalla sentenza del Filosofo . C ì. ta. ao.
nel quale ... la verità si discorda dall' apparenza C iìi. 9. 46.
che questa Canzone da quella Ballatctta si discorda C. iìL io. 49.
dico che r apparenza dalla verità si discordai/a Civ. 3. 34.
E in questo ... mi discordo dal poeta C iv. 29. 55.
discordia, e con concordia e con discordia di coscienza C ì. 3. 66.
Onde . . . discordi* e guerre conviene surgere , C ìv. 4. a6.
discorrimento, non avviene senza alcuno discommento d* animo . . C iì. 11. ao.
La prima Bontà manda . . . con un discorrimento C. iii. 7. 19.
ciascuna cosa riceve da questo discorrimento C. iii. 7. ai.
discorso, neir acqua , . , questo discorso ... sì compie C iìi, 9. 73.
dlscrescere. la Diviniti stare cosi in discnscert C. iv. 33. 99.
discretamente, le parole ... si deono . . . discretamente sostenere e . C. iv. a. 64
discretivo. Dell* abito di questa luce «/ùr/v/it^a Ci. li. 41.
discreto, in ciò più rimane la lettera discreta nella vista C. iii. 9. 146^
discrezione. La prima è cecità di discrezione C ì. 1 1. 6.
e qucbt' * la discrrmione C i. XI. ai.
quelli eh' è cieco del lume della discrezione C. i. xz. •&
impossibile i a loro i^i.5cr/«fonf avere C j. 11.59.
perchft la vede senza (/ufnr«iDM« C ì. 11. 581
Onde molta discrezione in ciò avere si conviene ; la qual discrezione
è quasi un domandare licenza C iiì. to. 79, ti^
Lo più bello ramo ... si è la discrezione C iv. 8. a.
e qucst' è discrezione C iv. 8. 6.
disdegnoso, quasi per disdegnoso modo di parlare , . K VV. 13. 60.
quella la fa superba^ cioè fera e disdegnosa C ìiL 9. 43.
per che il sembiante ... ne pare disdegnoso e fera C iìi. io. vy.
chiamai questa Donna /pra e i/ù(//^o5a C iii. 15. aos.
parea . . . disdegnosa^ che non mi volgea gli occhi C. iti. 15. 907.
gji atti di questa Donna essere disdegnosi C. ìv. a. 30.
193 mn^r DISIOSAMENTE
dUdfeL Che non mi Tu in piacere alcun dùtdtiio . Bafl. vi. 8.
àkbn. che hai tu fatto, Cicco avaro disfatto . Cane. x. 76.
U ferita. Che mì disfece quando io fui percosso Cans. xi. 53.
Che ... mi tollc, se disfact La donna, che . Catu. xvii. 13.
Tudlii/bi ta beltà cfa' ella posaicde Caits. xvìx. 37.
Ehccb* aomo conveniva esser di&fntlo Son, xxvi. io.
dkfidn; Tu discacci virtù, tu la disfidi . . Oitu. xviL 34.
Mnonc Raffrena un poco Ìl disfrenato ardire Ca*i8. xvii, 53.
ftiombrare. non disgoftibra Un sol pcnsier d* amore ... La mente Can». xv. 10.
dittata, quanto av\'enturosa Fu la mìa disianza Ball. iv. aa.
Ami é una passione in disianza • Son. xxxviii. 11.
«tot Kdesfauie;
Ala r.dettkx
dMoMunente» che ... mi ragiona della mia Donna disiosa tnenie . C ìli. Catu. ii. a.
dUlrt Puote r uomo disdire la cosa doppiamente : per un modo
puote 1* uomo disdire . , . per altro modo può 1* uomo dis-
Urt , . . siccome disdire V uomo se essere del tutto mor-
ule, à C iv. 8, 108, tio, 113, ir6.
ttkéadicoj irreverente non sono C iv. 8. 133.
flvoan. esso Marte (/M«ra e arde le cose C ii. 14. 162.
d^U{naic. nella quale . . . disfgnava un angelo sopra certe tavolette :
e mentre io *1 disegnava^ volsi gli occhi V. N. 35. 5, 6.
ilW mii opera, cioè del ^ùr^Nfirr figure d' angeli K AT. 35. 15.
^■rtare. naloati ! che disertate vedove e pupilli C iv. 07. 118.
^'■■to. Chi ò questa che ascende dal diserto C ìi. 6. 35.
"^™*> più . . . quello che ... (a, che quello che essa disfà . • . . C ii. 9. r6.
"^ loUmeste ... ma disfà ... lo suo contrario C iii. 8. 150,
che r MùMo the «... per loro perdita non si disface C iv. 13. 158.
P^ìUBoche . . . questa memoria fosse disfatta ... . . . C iv. 14. 138.
^ _9"*flocbe la Eavola copre disfà tutte le sue ragiuni .,,.,. C iv, 14. 151,
"^l"!!. che ... li sospiri non poteono disfogare 1* angoscia . . . V, N.^* io.
^*^*. . eh' io non potea disfogare la mia tristizia, pensai dì voler
éì^fiìgmria con . . . parole , K. W. 33. 3, 4.
^•* potendo lagrìmare né disfogare la mia tristizia K W. 37. 8.
~**tt^ che ... da Dìo era partita e disfonttata C. iv. 5. 19.
^^^'Wre. siccome cose disgìutite dal loco amico C iii. 3. 39.
'"'pniai vede . . . poi ... lo viso disgiunto nulla vede . , . , C iii. 3, 1 14.
V^ VMO di^HtUe molto da Nobiltà C iv. io. 69.
S*^ che detto è . , , quelle essere da Nobiltà disgiunte . . . . C. iv. io. 77.
^***letóMW . . . disgiunte . . . sono da Noòiità C iv. 11. a.
Sfitte, le cose non [MÌono unite, ma disgregate ... . . C ili. 9. 139.
^/j*^ 1» virtù disgregata C. iii. 9. 156.
yPHMone. incontra in esso alcuna disgrtgoMion* di spìrito . . C. iii. 9. 138.
"''P**taDe. Partendomi da questa <ì!m!£t«^oh« C iii. io. i.
*c 'e nie disgnisaiom sono lunghe C. iv. 8. 95.
^^^^ Botur^fflcnte disia e vuole a Dio essere unita per . . . . C iii. 3. 57.
^^'^bi cooo. disia ... la sua perfezione C iti. 15. 95.
VtMo nostro fine, che ciascuno diiia C iv. 6. 75.
^ ■•. ^iwmo esacre domandati C iv. 15. (34.
SMbqioi KdslderaK).
ddl' anima, che di troppo disio era passionata C. iii. io. 9.
Dico poi disioaamentef a dare ad intendere . . . . C. iti. 3. 100.
O
Disioso ^^^H 194
diairare. ^. desiiBre.
dìsire. V, desire.
dìslegare. £ dai Ucci infernai si gli dùUgki P. F. 340.
dismisura. Come con dismisura si raguna. Cosi con dismisura si
distringe Catta, x. 85, 86.
disnca^re. O disnorata te ! specchio di parte Cans, xviiL 06.
dlsnore. Perocché . . . Lcggieramente ti farìa disitort . . . K. iV. la. 93 (Ba/f. i. 14).
disonore. Né di ciò cerchi altrui far disonort P, F. 16&.
disparire. Ch* egli disparvt^ e non m' accorai come . . . V, N. ^ ^'j \Son. v. 14).
dispero. E '] sangue, eh' è per le vene disperso Cans. aiL 45.
io che ascolto . . . Consolarsi e dolersi Cosi alti disteni .... Cmns. xx. 75.
dispettare. Al disptitar è pronU, e al ben è Urda P. F. 195.
dispetto. Ch' aggiate a vìi ciascuno ed a dispetto CoNa. x. 69.
dispiacere. La morte mia, ch* or tanto mi dispiaa CmmM. xiiì. 13.
Li quali ... A perdonarle mai lor non dinpiacqiu 5. P. ci. 57.
Nò cosa noi facciam che ti dis/HOCtia P. F. 319.
dispietata Ahi ! angosciosa e dispittata lima Cana. xiL aa.
disioso. la quale era tenta, che mi Iacea disioso C iì. 8. 53.
fanno ogni guardatone disioso di quelle vedere C ìli. 6. xai.
dismisuranzo. per questa sua distnisuransa si dice C iii. 13. 104.
dismisura to. con misMnL, e noo disntisurata C i. 7. 9, 59.
e cosi non sarebbe la sua obbedienza stata misurata, ma dis-
misunta C. L 7. 63.
disnodare, cominciar intendo . . . alcuna cosa . . . disnodfttt . . . . C ììi. 6. 37.
disonesto, quante disoneste cose e domande fa tacere ! quante diaomsste
cuptditati mOrena C ìv. 85. 89, 90.
disonoranza, vergogna, cioè tema di disonoransa C ìv. 19. 77.
una paura di disonoranea per fallo commeno C. iv. 95. 103.
disonore, in loro è laudabile la paura del disonort ricevere . . . . C iv. 19. 90.
Per che non onore ma ^i^Hory ricevere dee quegli C. ir. 09. 71.
disordinamento, per cessare disconvenevoli disordinamenti . . . d ì. 8. 3.
disordinanza, debile . . . per la JtsonUnanoa della gente C. iv. 6. i6x
disordinare, senza le quali è ciascuno disordinato a ben servir* . . Ci. 5. sB.
tutto r universo sarebbe disordinato C. it. t^. 156.
non . , . pur . . . ma per costumi disordinati C. iv. 16. 57.
cUradinazione. cautela di disconvenevole disordinasiont C L 5. 9.
a fuggire questa disordinasio*ie C i. 5. 35.
per cessare disconvenevoli disordinasioni C L 6. 7 ; io. 35.
disparì. Pìltagora . . . poneva i principii delle cose naturali lo pari e
lo dispari C ii. 14, 146.
disparire. £ . . . disparve questa mia immaginazione tutta . . . • K ^. 9. 36.
nella terza dico com' egli mi dìsparvt • K AT. 9. 64.
E dette queste parole, disparite V. N. 1^ 7X
disparte, sicché, disparte agguardando. il formcnto non pare . . . C. iv. 7. ax.
dispensare. Troni, che al governo di questo cielo sono dispense^ . . C. iì. 6. 1*7.
dispetisatore. piaciuto fosse al Dispensatort dell' universo . . . . C. L 3. 15.
disperato. Costoro . . . vivono, d* ogni dottrina disperati C ìv. 15. 150.
dispetto, per che lì buoni erano in villano dispetto tenuti C iv. t. 56.
quelli . . . è . . . degno d' ogni dispetto C ìv. 7. 91.
dispiacenza, nelle quali la umana . . . dispiacerne più appare . . . C iii. 8. 53.
dispiacere. 1' andare mi dispiacea si, che K. TV. 9, 9.
a me non dispiace se la mi lascia stare . K. iV. 19. 153.
li quali, biasimando, credea fare dispiactrtj e dispiaàuti^ partire . . C. iv. 1. 40 {hisy
dispietato, nella quale chiamai questa Donna . . . dispietaim . . . . C iii. 9. >■.
1
155 DISPOSIZIONE
immilli La diapitiaia mente ... mi combflttc il core Cane. xvi. t.
Là, 0/ entrò la dispìetata luce Stst. ìì. 36.
Di ccd dft^^to/a e disdegnosa La. ... bellezza 5oh. xxxix. 5.
ftpOyihrc. E si d* ogni conforto mi dispoglio , . Son. xlvìii. la.
ttpone. KdU materia sì, com' £ disposta Cane. xìx. lor.
loioB A^^ostoa tar la penìlcDU 5. /*. l 05.
flytffare, rimase . . . la . . , cittade . . . dispogliata di ogni dignitadc V. N. 31. 3.
fl^pOUeutfe. con Lai ed io era, dispontt^t tutte le cose C iii. 15. 176.
fltUPUHme. siccome il fuoco è disponilort del ferro C. i. 13. 33.
diBpore. come mi parca esser disposto alla sua operazione . » . , V. N. a8. 9.
^UAdolc parti sono indebitamente dispastf C i. i. 20.
akaumale de' kuoi organi disposto C. ì. i. 88.
teanpritOA essere disposto il soggetto . . C ìi. i. 6a,
Mknateria . . , non è prima disposta C. ìt. t. 88.
cose in iè medesimo è disposto C. ìi. 5. 3.
^ 41o<)eJr agente ai prende nel i/ù/ios/o paziente C. Ìi. 10.67.
Bé gli adiiori erano tanto bene iA>/^5/i' C ii. 13. 63.
sicredet . . . che disposto fossi a quello amore C ii. 13. 66.
binducere perfezione nelle <//.t^o5/r cose C ìi. 14. aÒ.
tnnuijo la mia vita (/ù/os/d al suo ardore C iii. 1.5.
f AiDore universale, che le cose disponi ad amare ...... C iii. 8. 1 18.
*&i...alU quali naturalmente egli è disposto, siccome certi...
•OM Ad in disposti C ìit. 8. 158, 159»
^V^di^om le cose . . . diversamente a C iv. a. 51.
^^Kltrìnenti è disposta la terra ... a ricevere C. iv. a. 53.
*^vat: £ d[L^^kas/<i una stagione a ricevere C iv. a. 56.
I* ocun mente ... altrimenti è <^^oj/f) C iv. a. 61.
Klptrlitore è mal disposto ... e se 1' uditore è mal disposto , . C iv. a. 70, 73.
V*'© popolo che a ciò più era disposto C. iv. 4. iii.
"^ 'I nondo non fu mai ni sarà s) perfettamente disposto . . . . C iv. 5. 6x
^^ oeiite che alla verità sia disposta . . . , C iv. 15. 7.
**tde ilare . . . disposto a . . . ricevere C. ìv. ao. 57.
«cose convengono essere </ù^v>5/« alli loro agenti C iv. ao. 60.
H r uima è . . . posta non à disposta a ricevere C iv. ao. 6a.
«K aai pietra margarita è male disposta C iv. ao, 65.
** locui corpo è , , . disposto perfettamente C. iv. ao. 89.
^ • • . esso . . . dispotu la materia alla virtik Jomtativa . . . . C\ iv. ai . 37.
**">.. . che *1 corpo £ bene . . . disposto. E quando egli è bene
' . . disposto C iv. 35. 133, 133.
^"•tt. la quale fu si tosto a lui disposata K ^V. a. 40.
' *» (eotildomiar che disposata era lo giorno K TV. 14. 17.
•BCBmcato a tfiJ^o-Mrsi a quella immagine C. ii. a. ai.
^ * Iri disposata V anima è Donna C iv. a. 147.
^^^'tooe, r abito di quelle disposisàom che sono ordinate . . . C. i. 5. ao.
*c »vcrt quelle disposimom C i. 5. 35.
**Mi^j^jf'jioNi tutte gli mancherebbono C ì. 5. 4T.
'^ tJtt ha la buona disposision* C i. 7. 4
I *^todono . . . secondo la loro dfipoaÌMÌon* C ii. 6. 1 16.
' attuai mia eoooscea la sua </ù^(Ui«OH# atta C. ii. io. 64.
.■••ii/aMaw»»* riceve quello C. ii. «O- 7*.
rj"**!*. . . è una nobile disposixiotti d' animo C. ti. il. 44.
'^''Ptrve la mala dtsposi*to$u della materia C. iii. 4. 66.
^toeasc per loro disposisiom possono . . . ricevere . . , . C iii. 14. 25.
**oia»(lo in me turbata disposieioM C iv. 3. 76.
O 2
DISPOSIZIONE
dlspregiRTe. Voi udirete lor . . . dispregiar talora questa vìU K TV. 33, 37 {Som. xvìL laV
disprezzare, perchè . . . non dìsprwsa Li preghi loro, né , , , . S. P. cu 6&
disserrare. E il unto nome tuo, che il cici diserra S. P. ci. 6(K
disteadere. Che disuso e riverso Mi tiene in terra Cam*, xìi. 4».
Distendi V arco tuo si, che non esca Can*, xvìi. 49.
Né mai distenda ad ira le sue braccia /*. F!, 170.
disposizione, la Terra conveniva essere in ottima disposiviont ; e U
ottima disposinone della Terra sia C. iv. 5. 06, 97.
che ... in migliore dispositione non fu C iv. 5. 57.
attendere la naturale dtsposiaione del tempo C iv. 9. xa^.
riluce in essa le buone disposistoni . . . date • . . C. iv. 19. 39.
perocché ... la disposimone del seminante può essere . . . e U,
disposÌMione del Cielo a . . . puote essere C. iv. ai. 60,
se ... s' accordassero . . . nella loro ottima dispostsion* . . . . C iv. ai. 95.
la buona disposinone, cioè la sanità, getta . . . C. iv. 35. 137.
dispregiaxneato. cioè . . . dispregiamento di quelle cose C. ìii. 13. X14.
dispr^are. Dispregiare s£ medesimo t per sé biasimevole . . . . C. i. a. a8.
dispregiano la persona prima pregiata C i. 4. 33.
li quali dispregiano esso * . C. i. IO. 75.
uomini . . . che ... lo proprio disprtgiano C i. IT. 4.
^tt^rr^'dN^o r opera da quella parte C i. ri. tao.
Onde molti per questa viltà dispregiano lo proprio Volgare . . . C. i. il. 145.
Io . . , gli errori della gente . . . dispregiava C iv. i. 37.
disprezzare, che per questi pensieri la loro vita dÌ9pns*aro . . . . C. ili. 14. 85.
disputare, che soltil<nentc . . . disputando procedono C iv. a. 114.
perocché Aristotile cominciò a disputare C ìv. 6. 139.
per questo modo ^/^w/osi e riprovasi contro C. tv. 13. 165.
filosoficamente disputando, curare non si dee C iv. 14. 148.
contro a quello . . disputare non si conviene .... . . . C iv. 15. 163.
idioti, che . . . vorrcbbono disputar* in Geometrìa, in C iv. 15. z6&
dlsputazioae. si dimostrava . . . cioè . . . alle disputtuioni de* . . . C iL 13. 48.
nel quale sia terminata tutta la dispuftiMone C. ìv. la. «09.
dissimigliare. e poi si vengono per processo dissi migliando C. iv. aa. 40.
C/. dissomigliare,
dissimile, intra ^t'.WmiV/ amistà esaer non possa C tiì. f. 401.
Dcir amistà delle persone dissimili dt stato C. ùi. 1. 58.
che quello, eh* è dissimile per sé, si faccia simile C ìii. 1. 67.
la qual é in tutti quasi dissimile . C iìL 6. 64
questo . . . appetito ... si mostra non dissimili a ...... C iv. ma, 43.
dissimili tudine. che la dissimilitudine sl similitudine quasi riduca . . C ìiL l. 6ow
comincia una dissimilitudine tra loro C ìv. aa. ^^
Da te alla statua . . . non v* ha dissimilitudine altra C Ìv. a9. 5&.
dissimulazione, questa fìgura . . . puntesi chiamare Dissimulatone . C iti. io. ^
dissoluto, sicché donna . . . pala modesta e non dissoluta . . . . C iii. 6. 106.
non solamente é di persona arrogante, ma di dissoluta C. iv. &. ai.
tisaoluzlane. se non che . . . dissoluzione è sé . . . non conoscere . . C. ìv. 6. a*,
dissomigliare, che la statua ... si dissomiglia . . . molto dal . . . C. iv. 39. 58.
C/. dissimigliare.
distante, uno Cerchio ugualmente distante da quelli ... C iii. 5. 70.
il quale egualmente sta distante dalla circonferenza C. ìv. 16. 88.
distanza, tarda molto , . . per la massima distansa da quello . . C iii. 5. 53.
distendere, sentire un . . . tremore . . . distendersi . . . per . . . . K W. 14. «7.
clli ponea lo suo corpo sopra la terra disteso . C iìL 3. 55.
nullo suo pensiero ad altre cose lascia disttndtre ... . C. iiL ix. 1*7.1
T97 ^' ■ ^^^^^^W DISTRUGGERE
dftrtrìugcre. Cosi con dismisura si distfiMjìf Cam. x. 86.
diMfU|£(fe. Trova contraro tal, che lo distntjige , CU. Cane, i. 27 ; 10. 3, 9.
Sena tee iAs/rN//o Quanto avemo in potenza di ben lare . . . . Gima. ìx. zi.
Datnrita bai I' amorosa leggiadrìa K A^. B. 60 {_Soh. iv. 16).
Aaor. , . S' era svegliato nel distnttto core . . . . V. N. 35. 50 (Son. iviii, 6),
Io non posso tener gli occhi distrutH K. ^. 37. 34 {Son, %%. 9%
Io pngo che d!ij#rw^a tutti quelli 5. P. cxlìi. 6a.
AttOIQCate. per vocabolo distinguentt alcuno partecipante. . . . C ììi. 11. 65.
ttOoCMn. non m' intramctto se non di distìnguert le parti per . . V. N, 16. 43.
pei4 le dWiM^Ho solamente V. N. ^^. loG.
cottespc. . . in genere, ma non distmio: che se esso lo conoscesse
£iiintQ , C i. 6. 46, 47.
r ibttodi conoscenza distinti» del Volgare C i. 6. 50.
<^ UDO abituato dì Latino non disiingue ... Io Volgare de] Tedesco C. ì. 6. 54.
lulo ptcciùlc che distinguer» . . . non le poteroo C. ii. 15. 71.
éMmpn DcIla sua perdona due parti C ili. 8. 50.
eh' è propria e distinta in singolari persone C iii. 11, 71.
cbi . . . vede quelle distintt C. iii. la. 90.
io qiiaoto r altre cose vede e i/ii/r>ij'M« C iii. la. 113.
Mt^W luogo ove ciò Appare C iii. 15. 11.
^éWflywffrè intra lo irreverente e ho» reverente C iv. 8. ioa.
t^Mite diversamente . . . sono distinte C iv. 17. 33.
WMndodii li i^M/m^/ Isaia Profeta . . C ìv. ai. 109.
Poi niK(AiA#^u/Mii/o quelle cose che C iv. aa. 66.
*wndocfcé la conoscenza distingue C Iv. aa. 69.
■icziftodio^!wArif^r in sé che ama principalmente C iv. aa. 71.
fWKo An:o ... si distìngue dalle scritture C iv. 93. i la.
^i'^^QI^ V. dlstingnere.
MÌHiVwft dove si richieggono molte distinzioni C ìi. la. 31.
^IfaxAoÌM distinzione delle cose è ìn Lui C. iii. la. 86.
S^^nxdtstinnoMe nell' umana generazione C iii. 13. 34.
^^ li pare far f/ùA'fUfb/fi- dì tempo C iii. 13.45.
cbctaauUa cosa . , . questa distin rione si potrebbe fare . . . . C iv. T4. 77,
^ Mo li potrdibe fiire questa distinxione C iv. 14. 85.
P^' • . dell' . . . Don potrebbe essere disfinaiottf . . . . . C. iv. 14. 100.
t^v^vii la d&jftfuÙM/ di queste condizioni C ìv. 15. 35.
apn étlxKMione fa di tutti gli uomini agli animali bruti C. iv. 15. 66.
"^^BcUii^ts/k'naib'ir dell' ore del di temporali C. iv. 33, 143.
"'«pache la . . . gente questa distinoione non disccma . . . . C. iv. 35. 37.
ilUifltlyo. nel quale nulla distributiva giustizia risplcnde . . . . C. iv. it. 53.
■RJIuuIul che esso fu . . . distributore della sua terra deserta , . C. iv. 37. 170.
*»»*4we. questi fii unto rf*s/rr//o di sanguinila con K A'I 33. 5.
Ristretta persona di questa gloriosa K /V. 34. 5.
•^Wla questo mio caro e distrttto a lei V. N. 34. ai.
Per cui t' ha cosi distrutto questo Amore ? K. ^. ^ aa
Vfltìcome la colale donna distrugge la persona . . .... *^. A^. 5. 14.
'*pùi)o. .. dbj^m^j^N^ tutti gli altri spiriti V. N. i\, \u
'vono ai distrmtti li mici spiriti per K W. 14. 35,
'^■Uvirtude, che uccide e distrugge ... ciò che K A. 15. 19.
V»»I risto pietosa é distratta ... per , . , . . f'. M 15. 61.
<vto) desiderio . . . e . . . tentazione paressero distrutti . . . ^. W. 40. 42.
1*16 amore . . . distruggeva ogni altro pensiero C iì. 13. 59.
^Usc distrnggr lo suo contrario C iii. 6. 153.
quetta loro ragione anche si eUstruggt C iv. 14. xa.
DISTRUGGITORE I9B
disturbcu^ Ch' io non vcn distuHtassi ogni cagione . . K ^. 38. 41 (S<m, xxi. 7).
disvelare. Dìsvtlato v" ho, donne ... La viltà Cans. x. 137.
disviare. Che 1* intelletto sovr* esse disvia C iìì. Orna. ii. 4.
Non t pura virtù la tUsviaia CsMa. xìx. 58.
Pur leggiadrìa Disvia — cotanto e più CamM, xxx. 'ji^,
dito, di prestare ... A questa penna lo stancato dito .Som. xxxìt. 6.
dittato. Sìccom* il Saggio in suo dittato pone K TV. 90. 14 (Som x. a).
divenire. Che divenissi per temenza vile K A^. 19. 39 {Con*, i. io).
qua! soffrìsse . . . Dn^trria nobil cosa, o sì morrìa . . . K A^. 19. 55 (Cvm. i. yS],
Io diveniva nel dolor si umile K AT. 93. 198 (.Csm. ii. 7i>.
Perchè il piacere . . . Divtnnt spiritai bellezza . . . . F. M 34. 48 {JComm. iv. aa^.
Ni voglton che vìi uom gentil divtgna . . C iv. Can». iìì. 62 ; io. 33 ; 14. 8, 19.
Qual io divrgna si feruto . . . Sai contar tu Comj. xL 46.
Hirerol tanto fìso, Ch* io diverrò beato Bait. ix. 4.
A guisa d' angel che ... Divitn beato . . . Cosi . . . Potrìa beato
divtnir qui io BaV, ix. 7, xi.
che *1 vostro colore Par divenuto di pietà simile . . . , K. AT. aa. 71 (Stfi. xiL 4),
Ch' ogni lingua divitn tremando muta K. iV. a6. 39 {Son. xv. 3).
diventare. E si fatto divrnin^ Che y. N. 32. 90 {Cane. iii. 53).
Che preodon aere e divmtan sospiri C iii, Cam. ii. 36; 13. las.
che . . . L* acqua divenia cristallina pietra Sest, ii. a6.
Questi pensieri, e li sospìr . . . Dwentano ... si . . . K AT. 40. 60 <jS<m. xxiii. zo).
distruggitore, per cut tonto dolore era fatto distmggiton dell' anima
mia K M 33. 8.
distruggitrioe. la quale Tu disfruggifrice di tutti ì vizti (^. iV. 10. la.
distruzione, in Fiorenza, nel principio della sua distruatone , . . . C. ti. 14. 177.
per la distruzione del conseguente, il . . . non è C iv. la. 133.
disubbidienza, che riprende la sua disubbidicnaa . C ii. io. 53.
disubbidire, che sarebbe disubòiditr lo re C tv. 04. 138.
dteaggua^Uanza. per quella disuggnagf tanta ... è forte da sapere . C. iv. 93. 89.
disusanza, per malvagia disusnnaa del mondo hanno lasciata . . . C i. 9l 3^.
disveglìaJ^ pareami che diswgiiasse questa che donnìa K A. 3. 47.
anzi si ruppe, e fui diswgfiato K, TV. 3. 59.
i suoi atti . . . fanno amore disvegHan C. iii. 7. 142.
disviare, move sovente rose che fanno disviare t inteUetto C. iii 3. ic^
sicché . . . disvia in ciascuna sua operazione C iii. 8. 134.
colui che . . . disviato si ravvia . . C iìì. 8. 187.
non perviene . . . per esser disviata la sua pullulazione . . . . C iv. aa. tao.
quelli che dalla buona radice si lasciano disviare C. iv. aa. 133.
di tutti quelli che disviano da nostra Fede C iv. 30. 39.
dltOii quando fa cinque dita nella mano C ì. 7. 57.
perocché a s* medesimo dà del dito nelP occhio C. iìì. i. 53.
dittatore. Chi dirà di Quinzio Cincinnato fatto dittatore . . . . C ìv. 5. 131.
diurno, sì rivolge . . . cootra lo movimento dittmo C iii. 5. 109.
divenire, ond' io divenni , . . di si frale . . . condizione K W. 4, 5.
egli quasi per soperchio di dolcezza dlitVHM tale KAf. ti. aa.
Vedi questo che non pare desso, tal è divenuto V, N, aa. 50.
se per trasmutare non diviene più caro . C L 8. 78.
che per seguitare lei diviene ciascuno buono C iìì. is '3^
acciocché quelli . . . divenissero stupidi, e però ....... C iv, 35. 58,
dice Stazio . . . che . . . che esso déivnne stupido : e C. iv. 95. 67.
diventare, che certi corpi . . . diventano tanto luminosi C iii. 7. 30.
tanto vincenti . . che diventano si raggianti C iii. 7. 40.
diveiBamcntg. del aumcro . . . divemamemie è acDlito . . . . . C ii. 3. 17.
199 ^^^PPI^^^^^^^^^^^F DIVERSO
divtna Cli' è da virtù Jivtrso C iv. Catu. ìli. ioa
dhfBMDnte. dÌTcrsi divtrsamfntÉ hanno sentito C ii. 5. 9.
XnOrénichz ^nvraamrM/f contemplino C ii. 6. 76.
per gli astrologi drvtnamtnU è scncitOi accondochò éwtnamiHté
■eiitiro delle r * « . v v v • . C. ii. 6. lag, 130.
mcpufaè dSrtwrsafMTM/r questo pongano . , , . , . . . . C. ii. 14. sa
k quii ^Mnamof/r litigano . . . . C. ii. 16. 73.
émmmnU sì riceve C. iii. 7. 15.
vetou la luce . . . JtvenamtnU . . . essere ricevuta C Iii. 7. 35.
Afille dispone le cose ... c/i'tvrsafiw/i/'f C iv. a. 51.
nuved* operazioni, dtwnamentt da considerare C iv. 9. 41.
fKOe ié«cnUMf/rc& . . . sono distinte e numerate C. iv. 27. gr.
adtc quali . . . fruttìfica ^vtrsamtnie C. iv. 19. 53.
perdjvem Filosofi ... fu diversamente ragionato ...... C. iv, ai. 14.
MBMidocbé . . . dttffrsa mente adopera C iv. 33, 36.
émmmmte è preso il tempo da molti . C iv. 34. 33.
^■abKobilti . . . àivenammte mostra li suoi effetti C iv. 34. 79.
avurifluuc; questo seme . . . germoglia . . . éiuersificando per . . C, iv. 33. ao.
dtvoiltL narro la qualità di queste diversità . . . poi narro queUo che
diccA-a r una e I* altra diversità . . C ii. 8. 9, 11.
MTToU radice dell' altra diversità C. ii. 8. 66.
ekiànmi'fàchc mi combattca C. ii. 9. 3.
BOB ricevono difersità per quella . . . C. iìL a. 38.
a ■oatrarc maggiore (Atvm'/d avere con quella . . .... C. iv. io. 95.
■•Wtlfle. e narro la loro dit/ersi/adé ^« A'- 13. 54.
9KiUÌÌa radice dell' una delle d:ivM:n/<»/i C ii. 8. 56.
■""ft fa risposto da molti e di diverse sentenze K. /V. 3. 97.
■' tacoBÌnciarono molti e diversi pensamenti a . . . ... K A', x 3. 4.
Mtl* ■MSH^ dico che sono </iWr-ji' '^^ A'. 13. 53.
■*Wn»o la battaglia dclH diversi pensieri ........ K A^. 14. i.
•**do cinque c^iWrir narraaioni K W. 15. 49.
■ *PP«Tcro certi visi diverti ed orribili K. W. 33. a8.
*^ lue cbc ^<wrj« persone partano J^. W. 34. la.
**■*. . . diceano certe parole diverge dagli altri f'- A'. 35, 34.
|tf Am-w cagioni , C i. i, 13.
^f^idrv^porxi C i. 3. 35.
■BDsdoi due <^!rtwrst' tempi . C ii. a. 4.
V Bcafrra intra i/itfrrsi' pensieri , C ii. 3. 69.
^^■WMe. .. c/ftvrsi' diversamente hanno sentito . . . . . . . C ii. 5. 9.
^'^■•donoìn me ^livrsi pcnsamenii C. ii. 9. 5.
*'*>ttopare iirWTso a dire C. ii. 9. 94.
^fcdiitorM opinioni eh' io trovo. . , , C ii, 9. 109,
>* Wi e la beilessa , . . sono intra loro . . . divtru C ii. ifl. 33.
**"|tn>lc a sentire, per le diverse persone ........ C U. xa. 39.
^'iMofi hanno avuto diverse opinioni C ii. 15. 47.
"''o^Wvar le bontadi e i doni C iit. a. 33.
"'IB»!* . , . per diverso rispetto si può trattare C. iii. 9. 47.
*** ^^« affici e diversi fini di quella a uno solo fine sono ordinati C iv. 4. 51 {bis).
'^ CQoalderando le diverse condixioni del mondo, e li d*v*rsi . . .
BScì ordinando, abbia C. iv. 4, 66, 67.
•*■* eaere stati di diverse nature C iv. 5. 95.
""^ojterarii e artefici di diverse arti e operazioni C iv. 6. 54.
^'^ttti Kino quasi lutti singolarmente diversi C. iv. 6. 79.
^^ natura di Nobiltà è del tutto divaga C iv. 20. 13.
DIVERSO
200
dlversorìo. Perchè non ho migliorie divtrsorio S, P, xxjnrii 85.
dividere. Mi reca quella che m' ha ti cor diviso , , , , V. N, 38, 85 {Canz. iìù 45).
Che da ragione e da virtù diviso Seguo > . . . Stm, xxxv. 7.
diverso, le quali dft Nobiltà sono del tatto diivru C. iv. io. 17.
non è inconveniente una cosa, secondo li'ivrsi rispetti, essere pcriìetta
ed imperfetta C. iv. 11. 49.
coftl nella vita umana sono diwrsi cammini C iv. 13. 169.
hanno ordine insieme come i/jt«rrsr linee C. iv. 23, 41,
conviene la umana gencrazioDe da ttìinrsi principii essere di-
scesa C iv. 15. 43.
la quale i/ròrra' principii avere non può C. iv. 15, 54
diversamente da divtra Filosofi sono distinte e numerate . . . . C iv. 17. aa.
noi potcmo avere in questa vita due Felicità, secondo due tù'vfrsi
cammini C. iv. 17, B7.
CielOf nel quale . . . diverse stelle rilucono C iv. 19. 37.
se . . . diversi frutti fanno nella umana Nobiltà C iv. 19. 47.
nelle quali ùccome in </nvrA rami fruttifica C iv. tg. 51.
per diversi Filosofi . . . fii diversamente ragionato C iv. ai. 13,
siccome r erbetta di diverse biade Civ. ftfl. 45.
cosi questi umani appetiti per diverbi calli dal principio se ne
vanno C. iv. as. 59.
conoscendo in sé diverse partì C ìv. aa. 73.
d' insctare 1* altrui natura sopra diverga radice C. tv. aa. 127.
lasciando il figurato, che di questo diverso processo dell' etadì tiene
Virgilio C.'iv. 04. 95.
dividere. Questo sonetto si divide in due parti . K iV. 3. 91 ; ij. 4^ ; aa 97 ; aa. Sa.
Questo primo sonetto si divide in tre parti K TV. 6. 35.
Questo sonetto sì divide in quattro partì K ^. 8. 65 ; 16. 38.
Questa ballata in tre parti si divide V. N. in. 104.
Questo sonetto io quattro parti si può dividere K VV. 13. 51.
Questo sonetto non divido in parti K A^ 14. 93.
se non per aprire la sentenzia della cosa divisa y. N. i^ 95.
questa seconda parte si (A'»'<Ur in cinque K, iV. 15.49.
Questa canzone ... la dividerò più artificiosamente K. TV. 19. 91.
La prima parte si divide in quattro K. TV. 19. 99.
e dividtsi questa parte in due , . . . . . , . , K. TV. 19, tia ; C. iv. 33. 20.
Questa seconda parte si divide in dae • K TV. 19. X27, xaj, 131.
La prima si divide in due K A', ao. 32.
La prima si ditnde in tre K. TV. at. 34 ; 33. ao
La prima parte si divide in due K TV. 33. 319.
La terza parte si dividi in due K TV. 34. 75.
Quest* ultima parte si divide in tre .... K. TV. «7. 35.
la dividerò prima eh* io la scriva K. TV. 30. 13.
Questa parte si divide in tre V, N. 33. 30.
però lo dixridtrò secondo I' uno e 1' altro K. TV. 35.
Questa parte si dittide in due K. TV. 35. 30.
Per questo medesimo modo si divide secondo K. TV. 35. 36.
però che ... è assai manifesta, no) dividerò V, N. 36. a8.
eh' è piano senza dividerio . K. A'. 37. 15.
secondo che li miei pensieri erano in due divisi K TV. 39. 35.
Questo sonetto non divido, però che . . K TV. 40. 49.
Questo sonetto non si divide K. A*. 42. 53*
Potrcbbesi più sottilmente ancora dividere K TV. 43. 43.
però non mi trametto di più dividerlo K. TV. 43. 46.
201 -W^ '■ Wi^^^^g- DIVINO
dividere. On che . . . freddo e nebbia il cicl da se lùvidt Son, xlìi. 3.
divÌDa Angelo chiama in divino intelletto K W. 19. 34 (Catta, i. 15).
InleidwccDde la virtù divina .... C ìii. Cane. ii. 37 : 5. 14 ; 7- » i ; I4. la.
Siccbé le laudi '1 mondo e '1 (/iWn regno Otfis. xviii. 40.
aMolto oc) parlar divino Consolarsi e dolersi ........ Catte, xx. 73.
E Udirma essenza tutta quanta In Cristo ro!>se P, F. tn*
dividere, della prima parte sopra divisa C. ÌL 3. 3.
000 i qoi mestiere di procedere i/iwV^wefo . . , C. iì. 13. 76.
àtaà^dmdtrf in tre parti sì conviene C. iii. a. 3.
BMc^li natura divina sia dixnsa e ... in quelle C. iii. a. 43.
oc IpWito Cerchio . . . dtxndmbhf questa terra scoperta dal mare
Oceano C.iii. 5. 117.
L' intelletto ... mi conviene in tre particole divider* C iii. 9. 24.
cbe Od questa prima parte si dividi in due C iv. 3. 35.
Lftprisia parte in due ai divida C ìv. io. 39.
<|K«oArco ... in quattro parti si divid* C ìv. 33. n8.
""fcliooe; vedemo . . . nelle divinasiom de' nostri socrnì . . . . C ii. 9, ioa.
gtinMiau, quello decimo cielo dtvinixsimo e quieto C ii. 4. 25.
**««■. che non era convenevole la Divinità stare cosi C. Ìv. aa. qq.
*»™>a perchè questa vita è più divina^ e quanto la cosa è più divina,
tpiùdì Dio siroigliante C iì. 5. 81, 8a.
fl^'wiw Intelletto sìa cagione ... C. iì. 5. lor.
^hiitaftati santi ovvero divini C ii. 6. 41.
•■ Miesti Divina sia in tre Persone ... C. ti. 6. 59.
'"'cuai Persona nella Divina Trìnità C ii. 6. 73.
**"onc senza divino imperio C. li. 13. 33.
*1 odo quieto risponde la Scienza divina C ii. 14. 64.
* Glielo nn^inro . . . simigUa la divina Saema C. ii. 25. 166.
^Undo deir infusione della bontà divina C. ìii. a. 39.
'"'CQaa ferma ha essere della divina natura . . . non che la natura
^•nta sia divisa - C Ìli. 9. 40, 41.
Tàiiiim umana . . . più riceve della natura divtna C. iii. a. 50.
*^c bontadi della ... la ragione sì mostra Divina C. iii. a. 6o.
''Ulqmi,. della divina luce assai mì si mostrava C iii. s. 73.
* A1U1Q4 umana . . . partecipa della divina natura C iii. a. 116.
*>«nRa luce . . , raggia in quella ; e perù è 1* uomo divino animale
• • ' chiamato C. ìii. a. tao, lai.
^' Uomo e delle diviru Sustanze ... si predica C. iii. a. 140.
P^'^'Ìkmo provvedimento ... è al ordinato C iii. 5. 197.
^*^ - . . Tediata nella divina Mente C HL 6. 51.
. della umana essenza è nella (AtiMa Mente C ili. 6. 65.
11^^ dalla d^'na bontà oltre il debito umano C. iii. 6. ga.
■*^« bontà in tutte le cose discende C. iii. 7. i«.
«■**i colali chiama Aristotile ... rftwm C. iii. 7. 90-
y^ la tfpma Virtù . . . discende in lei C. iii. 7. 91.
*''lirfwH« luce più espeditaroente raggia C iii. 7. 97.
'^Slì effetti della ^rmwa Sapienza C. Ìii. 8. i.
*"*• . . la divina Virtù tre nature congiunse C. iii. 8. 3.
J**Wtow proponimento la Natura . . . produsse ... . . . C iii. 8. aio.
*-< per forma un quasi divino amore allo intelletto C. iii. ti. 136.
jf^'Qtaan' è rea, non é della divina intenzione C. iii. la. 64.
*»4nBqiie la divina Filosofia della divtna Essenza C. iii. la. loo {bis).
^^'^'tciit oobìUtaìma Essenza è la divina C iii. la. 103.
^^^ csa essere della divi$ta Sostanza C. ili. 13. 3.
DIVINO
9MI
divino. Qual* è terza persona in le divine P. F. 66.
Che cosa aia quella divina essenza P, F. 80.
che '1 Battesmo ciascun fresa Della divina grazia P. F. 8&
Né per ... Tornar potemo a1!a divttta grazia P. F. 104,
Tanto è . . . divino Questo mistero e questo Sacramento . . . . P, F. 130.
Divino Padre, pien d' ogni salute P, F, aag.
divino, nelle Intelligenze raggia la (/iiiVfd luce <icnza mezzo . . . . C iii. t4- 35.
la divina viriit senza mezzo questo amore tragge a . , . . . . C ìiì. 14. 49.
siccome il divino amore è tutto eterno C iii. 14. 53.
però t manifesto che ìsl divina virtù . . . discende C. iii. 14. 87.
nel divino Pensiero . . . essa era quando . . . fece ... . . C iìl. 15. 163.
f u . . . preso ... da divina Provvidenza . C. ìv. 4, 1x3.
ragione, e ancora divina, è stata principio C. iv. 4. ifi5.
se la divina Provvidenza . . . procede C ìv. 5. 1.
Volendo la . . . Bontà divina ... a sé riconformare C. iv. 5. l6h
in queir altissimo e congiuntissimo Concistoro divino C iv. 5. ai.
ordinato fu per Io divino Provvedimento C. iv. 5. 30.
assai è manifesta la divina elezione C ìv. 5. 51.
non pur per umane, ma per divin* operazioni C iv. 5. 87.
non con umani cittadini, ma con divini , . . , C ìv. 5. loo.
non amore umano, ma divino era spirato C iv. 5. 103.
chi dirà che fosse senza divina spirazione C, iv. 5. 107.
senza divino aiutorio ciò avere so0'crto , . . « . C ìv. 5. tao.
senza divina istigazione C iv. 5. 13^
la vita . . . degli altri divini cittadini . . . alcuna luce della divina
bontà . . . C iv. 5. 147, 14&
colli quali procedette la divina Provvidenza C iv. 5. 153.
per r ingegno quasi divino C. iv. 6. 133.
quanto la verace Scrittura divina chiama C. iv. la. 86.
1* uomo si dee trarre alle divine cose C. tv. 13. 79.
artefice delle cose dì seme divino fece C. iv. 15. 78.
dove aperae la bocca la divina sentenza d* Aristotile . . . . . C iv. Z7. 94.
tuttoché r angelica ... sia più divina C iv. 19. 56.
quasi maravigliandosi del divino affetto C iv. 19. 63^
questa gmmay cioè questa divina cosa C. iv, ao. a6.
siccome le Divine Scritture manifestano C. iv. aa 99»
cosi come . . . cosi uomini sono . , . divini C. iv. ao. 36^
die il </ivmo seme non cade in ischiatta C iv. ao. 41.
dove questo divino dono discende^ cb' è bene dtvmo dono , ■ . . C iv. ao. 49, 50^
disposto a questo divino atto ricevere Clv. oo. 57.
disposta a ricevere questa . . . divina infusione C iv, ao. 63.
questo raggio divino mai non rìsplendc C iv. ao. 73.
per modo Teologico, cioè </iVno e spirituale C iv. ai. 8.
a guisa di semente delta Virtù covrila . C iv. ai. la,
la divina bontà in lei moltiplica . C. iv. ai. 74.
lo quale alla divina natura ... è contrario . . . . . ' . . . C. iv. ai, 85.
è U f^ir/ù sua propria ... e la Divina C iv. ai. 88.
Ire operazioni, cioò Animale, IntfUtttHaU e Divina C iv. ai. 91.
perocché . . . vengono ... e la divina Carità sìa appropriata . . C Ìv. ai. 106^
dalla divina bontà . . . nasce un rampollo C iv. «a;, 30.
questo ... appc:tito che dalla </ttiffd grazia surge Cìv, aa.41.
sapere, che questo seme divino . . . germoglia C ìv. 33. 18.
alli segni , . . che sono . . . divina operazione . . . . . C. iv. 33. 36.
cosa che . . . dalla divina Provvidenza è seaiiaata C iv. «5. 147.
«93 DOGLIOSO
divina. £ lei preghiam, eh* alle grarje dwtnt SI ne conduca , , , * P. F, 235.
divizia. Cli* le diin'jiù siccome si crede) [Non posson] C. iv. Caiu. ìii. 49 ; 70. 34, 66.
dhrarmn;. £ U éivoran Capaneo e Crosso Cane, xviii. 70.
QubI non dirà fallenza Divorar cibo Cans. xìx. 33.
r ormzioni. Che a lui son fatte benigne e HivoI* P. F. 137.
e 1 regno . ■ . A posseder vcgniam con divozione , . . P. F. aa8.
»icn [n' ha] tristizia e dogìia V. N. z^. 36, 78 {Cana. tii. 38).
Pianger di dogiùt e scspinr d' angoscia K. TV. ^a. 97 ^Giir*. iii. 57).
IXjfAia mi reca nello core ardire Cams. x, i ; K. £r. ii. a. 94.
Ch* altrettanto di dogfia Mi reca la pietà Cahm. xHÌ. x
C certo \k sua doglia più m' incende Catta, xvi. ao.
Che per aver di minor doglia strida, Vorr6 Otus. xvii. 39.
DogUm e vergogna prese Lo mìo signore Catta, xx. 36.
£ weoioéogiia che par uoni mi colli 5^5/. tii. to.
Cbc questa doglia pur mi strugga il cuore Som. xlvìi. 13.
Ptenge la madre, eh' ha piO d' una doglia San, Iii, la.
Poich' hai data materia al cor dagtéma K M 8. 48 {Son. iv. 4).
ttVteOb a cui solo il grado divitto é rimaso C iv. 37. 87.
cioè aemc là'iiHo nella umana anima , . . posto C iv. 119. 09.
Mei accrctJasime della divina Mente C iv. 30. 68.
perche la divisione non si fa, se non per . l^. N. i^. 94.
Mestieri di divitione V. N. \^. 98.
lo che si vedrà . . . nella sua diviaiont K A^. 19. 19.
aaa mi tnvagllo di più dixHsiomi . K. /V. 19. 146.
ti coovarrebbe usare più minute divistomi . , V. N. tg. 149.
fm por qucale divisioni che fatte sono V. tf, k^. 154.
cba Doo ha bbogno d' alcuna divistona K M 36. 53.
rieeofne appare nella sua ^ptnÒNf K, /V. 37. ta.
Potubbc bene ancora ricevere più diviaioni K. W. 38. 39.
paaan panare con questa divisioni K. W. 40. 45.
tibè li éàmaimaa che t nella mia anima C H. 7. 65.
fama parte ha due diviaiom C ii. B. 7.
della prima diviaiona C ii & 16.
le diviaioni (atte . . . trascorrerò C iii. la. 7.
ri bre si convengono . • C iv. 3. 14.
molte divt aioni %i procede C iv. 3. 17.
.. secondo la ifcswwM» filila di lopra C iv. 16. 17.
fscoftuaa, doè tamfo e divim'i C iv. 10. 16.
al riprovano le diviata . . . essere cagione C. iv. 10. ao,
che. riprovate le diviata^ è riprovata C. iv. 10. 04.
(a qaeUa parte che le diviata tocca C iv. 10. 96.
che aolo scUe diviate si fondava C. iv. 10. aft,
dna thm la dhrimr , . . non poasooo dare Nobiltà C iv, io. 93.
cka la ^biWrnoa poasoso «prw iVoMM . . C.lv. 10.118.
a le A^alr qaaal Jbttm* dm lungi corrmia C iv. 10. tao.
a pwsare come le didima sono vdi C iv. ii.a.
^mkHéÌ9UtmmnviHnkmtmH9daNobatà C.iv.11.7.
k fiiteal di «opra eoam la éàviaia C ìv. 1 1. 9.
•a la éUaéé tono imperfette C Ìv. 1 1. 19.
Ae «aaa ^innW non poaaooo torre la Nobiltà . C. iv. 13. t6^
O aham delle ^nav della lapico» di Dio , . Civ. ai.56.
ftppriiwi che questa eanionc f u . . . dhotgatak fra . . . K. iV. ao. sl
K yV. a. 14 ; C ii. I. 48 ; 14. aa7 ; Ui. 6. 16 rài»> ; iv. 93. 144.
eoa* h ocatni Anima, aeiaa dqgka ai parte C. iv. ae. 30.
DOGLIOSO 204
doglioso, che . . . mena Le Ugrìme dogfiose ugìi occhi tristi F. N* 35. 55 (Soft. xvìiL ti).
che la . . . Non vi faccia tornar cosi dogliose Som. xH. 4.
dolce, che : . . Amor s) dolce mi si fa sentire .... . K. TV. 19. 95 iCan», i. 6).
Ch' io dico : Morte, assai dolce ti legno y, N. 33, 300 {Cana. iL 73\
Si che dolct desire Lo giunse K M 33. 64 {Cant. ìii. a4).
Come soave e dola mio riposo V. N. 34. 37 {CmnM. iv. tx).
[Dico] negli occhi e nel suo dolct riso C. ìii. Catu. ìi. 57 ; 8. 74.
Le dolci rime d' amor, eh' io solia C. iv. Cans, Ìii. t ; 1. 77.
che mi conduce Con sua dolce favella Cam, \x. ai.
se con dolcx rìso è stato mosso Catix. xi. 58.
Gim^ quanto piani. Soavi e (/o/a. .. si levaro CfiM*. xiii. 11.
A quc* begli occhi, il cui doia splendore Porta Coma xiv. 15.
£ portan dola, ovunque io senta amaro CcutM. xiv. i;^
Gnd' io ti prego . . . Dola mia amorosa Cohm. xÌv. 85.
Che gli dola pcnsier non mi son tolti, Né . . . dati per . ... Catts. xv. 37.
che se 'I martìro é dola., La morte de' passare ogni altro doic* . . Conr. xv. 64, 65.
or che sarà di me nell* altro Dola tempo Cane. xv. 67.
Vcrao 'I dofct paese e" ho lasciato Canr. ivi. 5.
Se dir voleste, dola mia speranza Con», xvi 97.
Piangendo, Morte, quella dolce pace Conj. xvii. la.
il lume . . . Che suol essere a' mìei si dolct guida Coks. xviL 95.
Sentirai dlo/ev sotto il mio lamento. . Cs^jl xvii. 97.
Lo dolce pomo a tutta gente nic^a Can*. xx. 94,
Che non la muove ... Il dolc* tempo S*st. i. 10.
Dagli occhi suoi mi vicn la dolce luce Sesl. iì. 43.
Quando vidi costei cruda com' erba Nel tempo dolct Seti. iiì. ax.
Perchè risplende s) la sua dola ombra Stst. iv. 16.
Con dolce suono [. quando se* con lui, Comincia] . . . K. /V. la. 94 {BalL ì. 15% X34«
qual volta mi rammenta La f^r« mano fìall.ìu.ìi.
non mi sia villana La dolct prowedcnza Ball. iv. 39.
onde gli fa dolce preghiera Ball. v. 14.
con la rìmcmbnnza Del dolct loco Ball. vii. 15.
Mercè di vostra dola cortesia Ball. vii. tS.
Ma dentro portan la dolct figura Ball, x. 9.
Amor ... Mi pose in vita si dolct e soave K A^ 7. a6 (Soft. ÌL 9^
hanno . . . Quel dolct nome di Madonna scrìtto . . . K. /V. 40. 63 {Sott. xxiii. 13^
dolce, raccomandando lo auo dolct movimento nelle braccia della
forìuna V. N. la. 130.
lo nome d* Amore è si db/or a udire K /V. 13. i6w
che la sua operazione sìa . . . altro che dokt K Z^. 13. z8L
esser dolet^ e non amara C L 7. 7.
per conseguente è amara e non dolct . . C ì. 7. 17.
cosi è amaro e non dolct C i. 7. aa.
impossibile è ... la obbedienza del sovrano esser dola C. i. 7. 96.
impossibile è sua ragione essere (/ofcr 0.1.7.31.
con ispcraiiza di dolct cammino C ii. i. 8.
induca . . . con dolci parole C iù 7. 39.
soavt ò tanto, quanto suaso, cioè . . . dokt C. iL 8, 37.
de' quali tanto più (/o/c< armonia resulta C ìi- 14. 183.
dico che li miei pensieri . . . suonan dolct C. ìii. 3. x 19^
sono tutti li suoi sembianti . . . dolci C. iii. 14. 116.
questa mia Donna ... li suoi f/o/a sembianti trasmutasse . . . . C iv. x. 61.
lasciare le t/o/tirìme d' amore C iv. a. ai.
che una medcaima cosa sia tlokt e paia amara C iv. s.
35-
205 ^^^^^^^^^^m DOLCISSIMO
doiofc mercé del tMer mio signore Sem. xxx. 7.
Sì che 9* accordi i fatti a' tioid detti Stm. xxxiv. t^.
Lo qua] mi mena ... A doler morte sotto Joiot inganno . . . Som. xxxv. io {bis),
0 Jola rime che part&ndo andate Som. xI. i.
Però che '1 tdoiet tempo . . . viene Som, xM. 9.
che tu sei Al perdonare tanto doia e lieve S. P. \. 30.
E U gli serviran con doict canto S. P, à. 67.
Orm ti prego, o Joice Signor mìo S. P. ci. gt.
Però eh' egli è il Si^or al doiet e pio S. P. cxxìx. 19.
rime. Quanto pìU seppi doid, belle e vaghe P. P. a.
dolcemente. Dì cui parlava ... si doìctMUMtt C. ii. Cans. ì. 18 ; 6. 54.
Lo suo parlar sì doictmtHtt suona C. ìiL Comb. ìi. 5.
C ragiona d' amor al dolcnMtnU V. N. 39. 6a {Son, xxìi. 3),
flofcyrrm. Allur sente la (mie anima mia Tanta dolca»a ... V. H. a8. ai {F. C 8).
Falle sentire, Amor, per tua doiansa Cam. Ix. 54.
tirtn Amor m* avvezza . . . con una dolaaam Orna. ziv. 77.
Ogni éoktMMm [, ogni pensiero umile Nasce] . . .V.N. ai. 17 (Srm. xi. 9), 33, 48.
Che dà per gli occhi una dotcttm al core . . . . . . K AT. 36. 46 {Soh. xv. io).
Cfcs DOQ sospiri in dotctsmi d' amore K TV. 97. a6 (Som. svi. 14).
Ma con doUtMMa e eoo perfetto amore 5. P. vi 3.
più thk* natura in signoreggiando ... né fa ni fia . . . . C iv. 4. 99.
chi la nave . . . per doUt cammino . . . correa C iv. 5. 60.
Uno de* pili . . . doki frutti di questo ramo . C iv. 8. 7.
rKCglmcnti, che sono doU» e cortesemente parlare, doUt e cortese-
mente servire e operare C iv. 95. 14 {bis).
però dice Staxio, il dota poeta C iv. 95. 60.
getta sopra qacllc uno colore f^&v a riguardare C ìv. 95. 138,
■Q* amaro ... è impossibile doUrminU obbedire . . . C i. 7. 94.
nato datmmmtt ciba la sua bellezza gli occhi . . C iii 8. 43.
«olge doletm^nU chi ... * piegato C. ÌiL 15. 153.
prcu Unta doiamattj che • , K. M 3. ao.
ipsaai per soperchio di dotetsaa divenk tale K. TV. 1 1. aa.
co»prcodcvano in loro una doUéé»a onesta, e soave V. S. aS. aa.
per la éokfoa eh' io sento C. L r. 73.
Mua ronpere (otta sua doÌctsm$ C i. 7. 95.
1 veni . . . sono senza dùtctsMm Ai m usìca ......... C i. 7. 99.
e . . . tutta quella éoitt^a venne meno . . C ì. 7. 103.
a dare a intendere la sua dolnMta C Ìi. 8. 51.
coeiiDCtai tanto a sentire della sua dokraam C ìi. 13. 5r.
ft 4MB colla doicnaa del loro sermone inviarono ... . . . C ii. 16. 5.
Iai|aale ... e Donna piena di doktmMa C. ii. 16. ai.
rfko . . . Kémtértf quanto alla dolcttm» del suono C. iti. 3. 130.
Che 1 Kio parlare . . . per la dolrtam sua, genera C. ili. 7. 133.
sa . . . fclicitii ò ^WrraM comparau C Iv. ao. 91.
iiecèé possa . * . uscire la ifa/rnaa della umana felicità C iv. si. 139.
di potere . . • ragionare della doUmaa dell' umana felicità . . . . C. iv. aa. 1 1.
Oil ansi p«ò Ire a qnests dotamaa chi C iv. aa. 18.
La qoak è la ^blpwM del . . . seme C. iv. 99. M7.
da*, qolvl avrete della sua dokum C iv. aa. 198.
tediacAè la éoittMMo del suo Tnitto ... aia profittabile C iv. a^. 97.
tìUmàUA, L* ora, che lo suo doUusmto salutare mi giunse . . . . K. A^ 3. x6.
E però lo dotaumo Signore . . . apparve K W. 9. 13.
ai MgA fl Mo dfadblad^MO sshitare . . K /V. la 14-
mm àa' quaU t U MO Ma9$émo pui»tK K M 9i. 51.
DOLCISSIMO
dolente. Gli occhi dolenti [per pietà dd core] . . . . K /^. 3». xo, 41 [Omij. Ui. i).
Ed ha lasciato Amor meco doUttU K yv. 38. 54 (Cans. iii. 14).
ond' 10 ve si dolnttt K. W. 34. ag {Cant. iv. 3).
Solca esser vita dello cor doltntt C ìì. Csnj. i. 14.
Ciascuna par dol^ntt e sbigotiita Catit, xx. 9.
la persona dell' anima dulfntt « . K A^. 33. 38 {Son, tì\\\. 13).
Per che ciascun dolenti scn partia K A'. 35. 53 (Som. xviii. 8).
qualora davanti Vedetevi la mia labbia dofetite . . , . V, N, 37. ai (Som. ex. 6).
passate Per lo suo mezzo la città dolente K A^. 41. 60 CSon. xziv. 6%
al parla sottile Al cor dolente, che . K A^ 49. 57 (Som. xxv. il).
Ma gite attorno in abito dolente Sott. xliii. io.
Gli occhi dolenti per soverchia pena San. xlvìi. 6.
Per cui dolente qui piango e sospiro Som. xlvìiì. 3.
Vado doietite^ tristo e conturbato S. P. xxxvìL at.
Apri . . . Alla dolente voce sconsolata . S. P. cxxix. 5.
Onde doltnte e pieno di tristizia . . . porgo , , S. P, cxliì. ad,
dolere. L' anima piange, si ancor len duole C. li. GiMa. i. 30 ; 10. 15-
Amor, dacché convien pur eh' io mi doglia, •*.».... Caeu, xi, i.
Ella si muove quinci, sì dolendo, Ch' anzi ......... Cttmz. xUt. 33.
A^'vcgnn che men duole Can^, xtìL 54.
la gran beliate, Che si mi fa dolere Can». xiìi. 7».
ond' io mi doglio . Cans. xiv. 3.
poìch' io non tniovo a cui mì doglia , Cent*, xvii. i.
Dentro la terra mio, cui doglio e piango Gin«. xviii. 63.
Mai non scn duole Cesns, xiz. 116.
Dolisi r una con parole molto Cbm*. xx. 19.
Or non ti duol degli occhi mìei f Gm«. xx. 44.
e dolgaa la bocca Degli uomini a cai tocca Cotr. xx. 66.
io che ascolto . . . dolersi Cosi alti dispersi Cttns, xx. 74.
Sol dimoììtrando che di me gli doglia K AT, 15. 38 {Som, vìn. 11).
Ch' Amor vi tramortisce, s) glicn duole K A^ 40. 61 (Sem. xxiii. 11).
E' mi duol forte del gabbato aifanno Som. xxxt. x&
Ma di te . . . sì mi duole Che non rispetti al Som. xxxvii. ca.
È per raccomandare un che si duole Som. xL 13.
Il qua! non può {/o/rra' de* suoi danni S. Z'. xxxvii. 54.
dolore. Io diveniva nel dolor si umile K N, a^. 19B CanM. ti. 71),
Ora s' io voglio sfogar lo dolore . K A^. 33. 44 {Cans, iìL 4).
Ch' ì' mi riscuoto per dolor eh' io sento K, A/, 32. 91 (C^hm, iii 51).
Tanto dolor* intorno al cor m" assembra La . . . . K. A^, 34. 30 {Can*, iv. 4%
Sì forte, che 'I dolor nel cor rimbalza Caeis. xiL 49.
dolcissimo. Dolcissima Morte, vieni a me K. AT. 03. 71.
fuori del suo dolcissimo seno C. Ì. 3. 03.
piene di dolcissima ed amabilissima bellezza ... .... C. i. io. loo.
Oh iMouMMi ed incfTabili sembianti .... C. iì. 16.30.
filosofìa non volge lo sguardo suo dolcissimo C iv. 30W 63.
dolente, che solea esser vita del cor dolente C li. io. 13.
dolere, molto mi dolea di questi spiritelli K. ^. 14. 44.
è, che molte volte io mi dolea K. AT. r6. 7.
pcrocchò . . . ciascuno amico si duole del difetto C L x. 57.
cioè ^/rr5i dell' a//rHi male « C. ìi. it. 41.
dolore, dico che ... mi giunse tanto dolore, che y. fi, la, 3.
che questa donna fu . . . piena di dolore P^ ^. aa. 18.
sentendomi dolore quasi intollerabile ^ . , V. N, 03. 9^
che . . . fossero . . . per lo dolore della mia infermila y. N, 03. 89.
ao7
DOMANDARE
dolore. Più che in tua suon, ìn te dolor sormonta Comj. xvìiì. 3.
Qoal t d«' figli tuoi . . . con doiort ha onta Cohz, xviìì. 6.
Omivegpo . . . Vestita di doJor .... Catu, xviii. 23.
Il nudo bnccio, di f/o/or colonna . Gih*. xx. aa.
K lei e del dolor fece dimanda CatìB. xx. 30.
EqooU . . . Più nel dolor s* accese Cane, xx, 43,
Cbé, , . Sentito han pena dell' altrui dolor» Batl. ii. 14.
S' e;IÌ è iolort alcun, quanto il mio, grave V. N, q. 30 {,Son. ii. 3!
"wte. . . Di dolor madre antica K W. 8. 46 (5o«. iv, a)
Cogli occhi bassi mostrando dolorw K TV. as. 69 {Soh, xii. a;,
^^l'c'non fo^er» di dolor morrai V. N.$3.ag{Soti. xvii. 4),
^'w&cla pel i£t>/or molte 6ate K A^. 36. 39 {Som, xix. ^\
*^n Di Iigrimarc e dì mostrar dlo/ort ...... . K W. 40. 56 (Sow. xxiii
'^ett, Donna, s." io porto doton Soh, xlvii. 9.
^P^ ab/orrsè medcsmo morde 5. P. vi. 37.
*o meritato, Ed ogni pena ed ogni gran dolom S. P. xxxvii.
E Unto * stato grave il mio dohnt S. P. ci. 13.
Cfct tu ci guardi da doiort P. F, «30.
***^**'l>entc- però che dotorosamtnU Sento . . . Raccoglier . . . Cans. xiii. 4.
^OionatK Era la voce mia sì doloroM f. M 03. 143 {Catts. ii. 15),
^'^"^ . . . m' assembra I-a dolorosa mente K AT. 34. 31 {Catta, iv. 5).
Coa« quello eh* è seguace . . . Per dolorosa strada Cane. x. 66.
CBe Perici ^on»a morte faccio Cana. xxi. 31.
^ ^ti non pui Punto celar U dolorosa mente K Af. aa. 96 {Soh. xiii. 8).
per *eder , . . Occhi gentili e dolorosi pianti y, N. 37. 19 (Son. xx. 4),
Pcfoccb' egli hanno in sé, li dolorosi^ . . scritto . . . K. A^. 40. 6a t.Swr. xxiii. 19).
I dire al dolonxao . . . alcune cose Soh. xlì. 7.
^gàBXt, Altro sperando m^ apporta doUort K A^. 13. 40 (Som. vi. 5),
jorgnrtare. Di dare indugio a quel eh' io vi domando Cans. xvì, 38.
«).
69.
tjokn. per cui tanto doiort era fatto distruggitore dell' K. A'. 33. 8,
clic tanto doiort avea in sé alcuno pensiero V, N, 40. 34.
^ Òot ... di nulla mostrare doiort C iv, 6. 89.
Kwggendo che ciascuno animale . . . che fugge doiort C. iv. 6. 103.
Krfw/terff.. . cioè dilètto stuaa doiort. E però tra '1 diletto e '1 doiort
non ponea meaxo . . . dicendo che Voluptad* non era altro che
nom doiort C iv. 6. 106, 107, 109.
che in essa cotale morte non é dolore C. iv. 38. 37.
lOBOMIoente. se ... io non parlassi alquanto dolorosamtnfy . , . K A^. 7. 10.
lo aio core incominciò e/o/oro«am«H/i' a pentirsi K, A^. 40. ir.
tfolonao. tanto più . . . dolorosi punti gli conviene passare . . . . V. N. 13. 14.
CODÒossiacbè cotale partire sia doloroso a K AT. sa. 9,
avfVftne che ... mi giunse una dolorosa ìnfermitadc K AT. 33. 3.
Lllpi<i< tutti i rfofcroa' mestieri, che K A^. 33. 77,
dfettwto queste parole con doloroso singulto K AT. 33. 84.
dòiagaria con alquante parole dolorosa K A^. 33. 5.
stara pensoso, e con i/o/onui' pensamenti tanto . K A^ 36. 4.
chi vedea la vostra dolorosa condizione K A^. 38. 9.
pManndo per lo mezzo della dohrota dttade K. A^. 41. aa.
dal mento secco che vapora la dolorosa povertà C i. 3. 37.
■mdtaL non altrimenti sarebbe fatta la domanda C i. la. 7.
■000 quelli ... a cui Ìo fo mia domanda C. ii. 6, 161.
quante disoneste . . . domandt fa tacere C. iv. 95. 89.
qvando disse . . . dopo la domanda dell* aiuto C iv. 27. 173.
che nella . . . saluto, e domando risponsione . . . . V. N. ^. 93.
DOMANDARE
208
domandare. Di', che Jornantii AmorCf 9' egli è vero . . , V. N, la. 109 'Bai!, i. 30%
S' i' non ne tiomartdasse monna Tessa Sem. liv. a.
non dispreiza Li preghi loro, ni *\ lor domanJart S, P, c\. 69.
Cf. dimandare.
domandare, accorgendomi del malvagio domandan che V, N. 4, t»,
£ quando mi domandavano: Per cui K AT. 4. 19.
chi allora m* avesse (/oman^a/o di cosa alcuna V. N. 11. 1.
Non dotnandar più che utile ti sia V, N, la. 40.
e c^maN^<ii/o della cagione , . . V. N. la. 44.
onde r . . . amico ... mi domandò che io avessi V. N, 14. 57.
che se tu fossi domandato da lei K. ^. 15. 8.
Sicché . . . domandai che piacesse loro K. iV. 18. 15.
pcrò che volentieri le avrei domandate . . . presi materia dì dire,
come se io le avessi domandate , , V» N, as. 57, 60
che nel primo domando in quel modo che voglia mi giunse di
domandare y. N. qa. 61, ^
mi domandavano di che io avessi avuto paura ........ K A^. 33. 1 15.
che . . . poscia domandato non sapesse dinudare V. N. 9$. 109.
dissi di fare ciò che mi domandatfa Io suo prego V. N. 33. 14.
amaa essere domandato il dono, dare quello C. i. 8. la.
La terza cosa ... si è dar non domandato : perciocché Ìl domandato
ò . . . mercatanzia C i. 8. 1x7, 118.
cosi con\'ìene essere lo dono non domandato C. L 8. laS.
darà il Volgare dono non domandato C ì. 9. 65.
che mai non fu domandato da persona C. i. 9. 68.
che per Comento ... è già stato domandata C. i. 9. 71.
Se . . . alcuno domandasse se là entro fosse C. i. xa. 3.
che mi domandasse se amore ... è in me . . . C i. xa. 8.
tanto . . . che non domanda testimonianza ......... C. u 13. 54.
Io tempo chiama e domanda la mia nave uscire C iì. x. 4.
Più alte cose di te non domanderai C. lii. 8. X7.
perocché potrebbe alcuno avere domandato^ dove C. iii. 8. 48.
impongo a cosici anche che domandi iatoXa di parlare . . . . C. ìiì. io. 71.
la qual dl'vcrezione ò quasi un domandare licenza, per lo modo eh' io
dico che </<Dm<mcA' questa Canzone C iii. io. 8x, 8&
perché r ordine dell* opera domanda all' . . . procedere . . . . C iìL 10. 85.
Pittagora, i/omaWalo se egli si riputava sapiente C. ìiì. 11.41.
nel terzo domando aiutorio C iv. a. X4.
Federigo . . . domandato, che fosse GenftléSKif rispose C. iv. 3, 43.
perocché ... le umane operazioni domandano uno fine . . . . C iv. 6. 64.
reggendo che ciascuno animate . . . che . . . domanda allegrezza . C. iv. 6. 103.
vederoo . . . domandare consiglio il maggiore al minore . . . C. iv. 9. 132.
quello che </omaH<fó il Provenzale C. iv. xi.93.
che . . . mai non domandano . . . disiano essere domandati . . . C. iv. 15. 133, 134.
che noi <^mam/idmo questa Beatitudine per somma C iv. aa. 145.
Voi domandate il Salvatore C iv. sa. 154.
le tre sette . . . che . . . domandano il Salvatore C. tv. aa. 164.
quando Polinice fu domandato da . . . del suo essere . . . . . C iv. 35. ito.
non attende chi domandt, consigliami C iv. 37. 65.
quando . . . esso ... a lui domandò lo ristoro C iv. 07. 164.
O Alene, non domandatesi me aiutorio C iv. 07. X73,
Cf. dimandare,
domandatore. acciocché quelli . . . divenissero . . . domamdaiori ^^c
condizioni C iv. 95. 59.
909 ^^^^HHM^V^ DONNA
dmire. CbigU awìen dò che gli riona salute V. N, t^. 58 {Catta, i. 39%
Qtttlo Iddio air anima la dona . , C. iv. Catta. ìii. 116; ao. 48.
Qui. . . Volge il donart in vender Unto caro Cane. x. lai.
Qk la donar vita è tosta Col Gina. xiz. 108.
DoM t riceve 1* uom, cui questa vuole Cana. xix. 1x5.
Ke'ISolt, — per dWirInce alle stelle Catta, xix. lt^.
Cbe . . . De dona virtù ... in pietra Stsi. ìv. x8.
^k! s>(Dor ... Mi dona sicuranza Ball. vii. 3.
L'cacure qualità eh* Amor mt dona K M 16. 05 \Sott. ix. a).
Qk il ben non trova chi albergo gli <£?Mi ......... Sott. xìvì. 6.
i)i . .Che 'I Paradiso al nostro fin ci (/ani*. ........ P. F. a^o.
^BUàL «CD venuta . . . Dalle bellc2ze e loco, dond' io fui Bali, vi. 3.
teOL Domie, eh* avete intelletto d' amore . V. N. 19. 11, ao {Cane. i. 1) ; K £*. il. 8.
73 ; <a. 19.
I0VO' con voi della mia ^OMfia dire K M 19. ai (Cuna, i, a).
^^MUtf e donzelle [amorose, con vui] K, /V. 19. 32 {Caua. i. 13), 110.
<N»wil gentil donna parere Vada con lei V. Af. 19. 50 (Catta. ì. 31).
9ule Conviene a donna aver K. M 19. 67 (Caii*. i. 48).
c^tsginipftrlando A ^onn/ assai K W. 19. 77 (Cauc. i. 58).
^CBQ domta o con uomo cortese . . . . . . . . K, A^. 19. 86 {Catta, i. 67).
^^»it pietosa e di novella date [. . . Sì mosse] . V. N. 33. laS {Cana. ii. 1) ; V. E.
ii. 11. 41,
W iltre (/{MM/, che si furo accorte Di me . . . Fecer , ,V.N. 33. 134 {Catta, ii. 7).
""«mando Ì) nome della donna mia K /V. 23. 141 \Cana ii. 14).
difilli: Donnr, dicerollo a vui K A^. 23. 155 {Cana. ii. a8).
^converrà che la mia donna mora V. N. 93. 161 i^Cans, ii. 34).
Vìii<ti émné m' apparvcr cnicciatì V. N. a^. 168 ^Comj. ii. 41).
nnillihLiliX. una particella, eh' ò quasi domattdatn'cf d* aluto alla . V. N. ai. 30.
flm^trfariooe. anzi la <^mandv7.fiibN^ compiuta, male rispontlono . C. iv. 15. 135.
•''^■iiÌCOl quegli che ... a san Dotnetuco si fa . . . simile . . C. Ìv. a8. 70.
™Wtica siccome un uomo . . . richiede compagnia dottitstica . C. ìv. 4. xa.
'"^'ImMtui. ^Mi vem'nts dotniiiabttur tnUù K. M a. 35.
WlJimrtoneb Poi sono le Donnnaaiom C ii. 6. 51.
"^■faL della nostra indizione, cìoò degli anni Domim V. N. 30. 9.
•^hw. Ego dotftimti tutta K. A^. 3. 35.
wft qaando un cavaliere donassi a un medico uno scudo, e quando
il Dedico donasst a un cavaliere ... gli Aforismi C. i. 8. 30, 32.
v^ che COSI disceme donando C. i. 8. 39.
l' vlUiU dell' uso della cosa ^owi/a C i. 8. 59.
B^lMti! . . . che . . . donaU cavalli e arme C, iv. 37. zai.
*^"4wt, e ^ appreseota, quasi come donatort C iv. 9. 81.
**•■• qundo . . . apparve ... la gloriosa donna della mia mente . V. S. %. 5.
*^<l»Mta mirabile donna apparve a me vestita di K A'. 3. 5.
"PP^nt ... in mezzo di due gentili donni .... .... K. A^ 3. 7,
"•••Uii cb* era la rfomia delle salute K. A^3.4i.
" "«Qgliea questa donna nelle sue braccia K W. 3. 34.
""* *et» . . . sedea una gentile donna di . . . aspetto K /V. 5. 6.
'** come la colale #ÌDM«a distrugge K. AT. 5. 14.
'*^*ii di Tire di questa gentile rfomia schermo K. /\^. 5. 23.
^on questa donna mi celai alquanti mesi ed anni K TV. 5. a^,
*V*«o tempOf che questa donna era schermo K A^. 6. a,
"'^'Bpagnarlo di molti nomi di donna , , , y. N. 6. 6.
* *^^ di teasanU le pili belle dontu della cittade ove la mia donna
fvpotti P'.AT. 6,8,9.
P
DONNA
2IO
<toxuia. E veder domu andar per via dìsdolte
Morta è la donna tua, eh' era si bella . .
Vieni a veder nostra donna che ^ace
Hi condusse a veder mia donÈia morta .
Vedea che donna la covrian d' un velo .
P(Mchò tu «e' nella mia donna stata . .
chiamando La donna mia, per darmi più salute
eh' io parlai Della mia donna, mentre che vivia,
volcntier con vuì y. N, 33,
Se non a cor gentil che 'n donna sìa . .
E sta con loro ; e voi, donne, ha lasciate
poscia Che la mia donna andò nel . .
E però, donne mie, pur eh' io volesse
Ha qual eh' io sìa, la mìa donna sci vede
E ritrova le donne e le donzelle . . .
Veder la donna, ond* io vo s) dolente
Quando la donna mia Fu ^unta dalla
Ove una Donna gloriar vedla ....
Questi mi face una Donna guardare . .
Faccia che gli occhi d' està Donna miri .
[Qual ora fu,' che tal donna gli vide . .
questa bella Donna ... Ha trasmutata . .
E pensa dì chiamarla Donna ornai . .
la tua vita
y. N. «3. X73 (Ccpia. ii. 46),
K N. aa- 183 iCttM*. ii. 56\
K N. 93. 191 yCanm. ii. 64).
K N. 03. 193 i.GiNf. ii. 66'.
K JV. 23. 195 iCana. ii. 68>.
y. N. »3. aoa ì^Cans. li. 75).
, , y.N. 38. fls (F. e. ifl>.
Donne gentili^
48 vCnu. ìii. 8\ 49 [CanM. iii. 9).
y. JV. 3». 51 ^Cané. iii. ti),
y, y, sa. 57 {Cana, iii. 17).
y. ?f. 39. 101 (Gina. ìiL 60.
y. A". 3». 103 (CoMM. iii. 63).
y. y. 33. 109 {Canm, iii. 69).
y. N. 33. Ila {Cant. iii. 70).
K. W. 34. 39 (Carta, iv. 3Ì.
*'. ^. 34. 44 [Orna. iv. iB).
. C. ìi. Cana. i. 17 : 8. 44.
C. ìL dm. l 93 ; i6* iS*
C. ìi. Can*. i. 35 ; 16. 36.
C. ii. Cana, i. 34 ; io. 49.
, . . C ii. Cans, ì. 43.
. . . C ii. Cans, L 48.
donna, che . . . non sofTcrse Ìl nome della mia donna stare, se non
in sul nove, tra* nomi di queste dontu K AT. 6. 16, 17.
La donna . . . convenne che si partisse K. TV. 7. t.
perciocché la mia donna f u . . . cagione di . . K. ^. 7. 14.
dì chiamare alla sua gloria una donna giovane e K A^. 8. 4.
lo cui corpo io vidi giacere ... in mezzo di molte darne . . . . y. JV. 8. 7.
di ciò, che . . . r avca veduta con la mia donna K A'. 8. 15.
ooore, che Amore fece a questa donna F. A^. 8. 43.
Appresso la morte di questa donna alquanti di K. AT. 9. 1.
ov' era la gentil domta eh' era stata mia difesa K AT. 9. 5.
per la virtù della gentilissima donna K A^. 9. 15.
Io vengo da quella donna y. S. ^ 35.
e portolo a donna la quale sarà tua difcnsionc y. N.^ q&.
mi misi a cercare di questa donna K. A^. io. a.
Andate ad onorare la donna vostra y» N, xi. S4.
quando questa gentilissima donna salutava K A^ i x. 18.
chiamando miserìcordìa alla dbfftM della cortesia K A^. la. to.
udlo . . , che la donna . . . ricevea da te . y. N. io. 47.
la donna per cui Amore ti strìnge cosi, non è come le altre donne . y. N. 13. aa.
ove molte donne gentili erano adunate . K. M 14. 3.
li ove tante i/omn^ mostravano le loro betlcxze K A^. T4. 7.
Perchè scmo noi venuti a queste donne K AT. 14. 13.
proposi di stare al servizio delle donne K A^. 14. a3.
mirando le donne^ vidi tra loro K. A^. 14. 33.
in tanta propinquitade alla genlilìssiroa donna y. N, ì^, 38.
per vedere la tramirabile donna K A^. 14. 43.
a vedere la meraviglia di questa donna ... K ^V. 14. 48.
che molte di queste donne . . . comìnciaro K A'. 14. jn.
tncndomi fuori della veduta di queste tiomu V. N. i^ 56.
Se questa donna sapesse la mia condizione K A^. I4. 67.
quando tu se* presso di questa donna K AT. 15. 7.
»3-
Ul
DONNA
taOL Amor, che ... mi ragiona Della mia Donna C. ìli. Catts. ii. a.
100 lOB poscntc Di dir quel eh* odo della Donna mia C lii. Cavts. ii. 8.
ow dlaora La Donna^ dì cui dire Amor mi face C. Ui. Can^. ii. aa.
qi»! ^NiM gentil questo non crede C. ili. CanM. ÌL 39 ; 7. 93 ; 14. 90.
GcAtfl è in donna ciò che in lei si trova ... C. iiì. Canm, ii. 49 ; 7. 150 ; 14. 1 19.
Ffetòqital donna sente sua bcltatc [Biasmar] . C. iiì. Cans, ii. 68 ; 8. aoo ; 15. 133.
<|iicsu Donna . . . Ella la chiama fera e disdegnosa C ìii. Cans. ii. 75.
cK ini. .. Che nella />0Mna mia Sono appariti C iv. Cdtts. Ìil. 6.
9kI Sigflorc, Ch^ alla mia Dotma negli occhi dimora .... C. iv. Cane. ìii. 19.
ItoWnéanm ed in età novella [Vcdem] . . . . C. iv. Canx. ìii. 105 ; 19. 71, 81.
U parte dove sia la Donna nostra , C. iv, Cann, Ìli. 143 ; 30. 35.
Eaicnlita In questa bella c/onMd che n* è degna Carts. ix. 70.
Pferd, ionnt, s' io dico Parole quasi contra a Cane. x. 3.
K», che bel disdegno Sarebbe in donna di ragion lodato .... Cena. x. oo.
M)uti oQore, Donnfj t^nto eh' Amore La segna Cana. x. ag.
Alli MI ìmma torna Tana. x. 33.
DMito v' ho, dontu ... La viltà Cana. x. 137.
Ob) cotti ^MPMi pera. Che . . . dischìera Cana. x, 144.
Ciaionc, presso dì qui è una donna Cans. x. 146.
luto] non doniu qui, non genti accorte Vcgg* io ... . Cana. xi. 67.
Cuioa, vattene dritto a quella donna. Che Cana. xii. 79.
I^Kienoagli occhi mici Quei della bella donna Cana. xiii. 17.
!•' bugine dì questa donna siede Can». xUì. 43.
•*■■ di gire presso a questa donna K ^. 15. 44.
é dutnitia . . . per lo gabbare dì questa donna K ^. 1 $. 6a.
*eptri»V4 di questa donna K A^. 16. 13.
c^' . . io mi movea . . . per veder questa donna K /V. 16. 16.
** (|uli parlai a questa donna P'. N, tj. a.
(me^M . . . sapeano bene lo mìo coro K W. 18. 3.
teckiiaalo da una di queste gentili £^nnf K /^. 18. io.
1*cflft.. . era </<OHM(i di molto leggiadro parlare K W. 18. 11.
^Iimìa gentilissima donna non era tra esse K N, iB. 14.
^^a*nw erano molte, tra le quali n' avea certe K M 18. 16.
A che fine ami tu questa tiu donna K M 18. 34.
'" fiae del , . . fu già il saluto di questa donna K. A^. iB. 33.
*tOt» queste donna cominciarxi a parlare tra loro K. AT. 18. 41.
B^ae anche questa donna . . . queste parole K. A^. 18. 47.
|*4vctk parole che lodano la donna mia K. ^. ]8. 51.
"^ futile parole che lodano la mia donna K. ^V. 18. 60.
^aoBche io parlaaat a donne in seconda persona K. A^. 19, 7.
Oda ili ogni donna, ma solamente a coloro K /V. 19. 8.
■*W«Cui dir voglio della mia donna V. N. \g. 100.
''^ •>. comincio a trattare dì questa </u»Ma K A'. 19. 11 a.
'^I lalulo di questa donna ... fu fine de* V. N, ig. 137.
P** fonie li riduce in donna K A', ao. 41.
**^ "crome questa donna riduce in atto K A^. ai. 34.
^^■'■■lado le dfa«« che m' aiutino K A^. ai. 46.
fosse in altissimo grado di bontade V. N, aa. 13.
9*madbi«fM fu ... piena di dolore K. A^. ax 17.
:bè , . . iùmnt con dtmnt ... si adunino . . . molte
^*>w#»* adunare colà K A^. oa. ao {his), aa.
t^Ao ritornare alquante donna da lei K. /V, aa. 34.
*"'» Iniiosaarono queste donn* K A', aa. 30,
tte giva la maggior parte di quelle f/oMHf che K. A*, as. 36.
P 2
DONNA
donna. Donnt gentili, a cui io ho parlato ^^^^^f . . Catu. xiU. -73.
£ sarà donna sopra tutte noi Canm. xìii. 83.
Io ho parlato a voi, giovani donrtt Camm. xiii. 85.
Ma stassi come donna, a cui non cale Cohm. xiv. 68.
si t bella donna Questa cnidel, che m' è data per donna .... Canm. xv. 25, ai
Ma donna gli mi dà, e' ha picciol tempo . , Cana. xv. 39.
Piacciavi, donna mia, non venir meno .......... CanM. xvi. 14.
Quand' io mi penso^ donna mìa, che vui Cant. xvi. ai.
Che ... mi tolte, se disfacc La donna, che Cans. xrii. T4.
quel che sanza — questa donna io posso Cohm. xvti. 63.
fa che ne porte Novelle a nostra donna . Cans. xvìL 73.
Con . . . fede Eri beata, e colle sette donne Cans, xviii. ai
Non sono innamorati Mai di donnii amorosa Cans. xix. 49L
Non perù che in dontu è co^ spento Cans, xix. 55,
Tre donne intorno al cor mi son venute Con*, xx. x.
Discìnta e scalza, e sol di so par donna Cans. xx. a6
Per veder quel che bella donna chiude .......... Can*. xx. 90.
Ben avria questa donna il cor di ghiaccio Can*^ xxì. 97.
Che parla e sente come fosse donna Sest^ i. 6.
Simìlcmentc questa nuova donna Sì sta gelata Stsi. t. 7.
Trae della mente nostra ogni altra donna Sést. L X4.
Per potere scampar da colai donna , . . . Srat. i. aa.
Innamorata, com' anco fu donna Se*/. L 89.
donna. K perù . . . donne anche passsro presso di me y. N. aa. 41, ||
che avemo udito parlare questa donna y. N. aa, 44.
cosi passando queste £/oifN#, udii K. iV. aa. 5T.
tutto ciù che inteso avea da queste donng y JV. aa. 56.
chiamo e dimando queste donne se vengono da lei K ^V. aa. 84.
secondo che quattro modi . . . ebbero ... le donne ...... K /V. aa. 105.
il quale era della mia dontia y. N. 23. 10.
apparvero a me certi visi dì donne scapigliate y. A/, 33, a6»
E dopo queste donne^ m* apparvero certi visi K. A^. 33. 97.
veder mi parea donne andare scapigliate piangendo y. N. 33. 33.
la tua mirabile donna è partita di questo secolo y, /V, 33. 44.
Vero è che morta giace la nostra donna t' ^. 33. 59,
che mi mostrù questa donna morta * . y, N. 33. 63,
parcami che donne le coprissero la testa y, S, 33. 64.
una donna giovane e gentile . , . cominciò y, tf, 33. 86.
Onde altre donne , . . s* accorsero di me . y. N. 33. 9f.
che queste donne non mi poterono intendere ........ K. ^. 93. 107,
com' io fui levato d' una vana fantasia da certe donne K A'. 33. atj.
quello che certe danne, e dje una sola, dissero e fecero . . . . y. N. 93. aao.
dico quello che queste donne mi dissero y. N. 33. 334.
come s' io fossi stato presente a questa donna K jV. 34. $.
da quella parte ove la mia donna stava y. N. 34. &.
io vidi venire verso me una gentil donna ^. W. 34. 17,
fu già molto donna di questo mio primo amico K. A. ■4. 19.
lo nome di questa donna era Giovanna y, N. 94. aa.
Queste donne andaro presso di me y. N. 94. 35.
voUe fare intendere le sue parole a donna y. N. 35. 45.
Questa gentilissima donna . . . venne in tanta grazia y. J^. aò, 1.
Dico che questa mia donna venne in tanta grazia K A^. 37. t.
dico tra che genti questa donna più mirabile parea y, N. 97. aS^
nella prima dico quello che operava aellc donne K. AT. arj. 36.
ai3
DONNA
DOS. tooic sool far bella donna Stst. i. 33.
Sotto il bel verde la giovane donna Gli fa sparir Sai. i. 38.
Anof, tu redi ben, che questa donna [. . . non cura] . . Stai. il. 1 ; V. E. ìì. 13. 96.
Clir noi dell' altre belle farai i/tmHa S«/, ii. 3,
E poif accone eh' eli' era mia donna Sist. M. 4.
D* spi cradcHtà si fece donna : Sicché non par eh' eli* abbia cuor
di Atww StsL ii. 6, 7.
Ch^ ... Mi fa sembianti pur com' una donna Stsi. ii. io.
h ubbidirti per beltà di donna Stst. W. 14.
n, cbe r acqua è donna In quella parte Stst, ii. 39.
Che ai fa non caler d' ogni altra donna Stst. il. 44.
Cosi fcfls' ella più pietosa donna Ver me Stst. ii. 45.
Quudo vedrò se mai fu bella donna Nel mondo, come questa acerba
^na Stst ii, 59, 60.
ta porto nella mente donna Tal, che Stst. ii. 6r.
Amorini mena . . . all' ombra Di donn*, e' hanno .... . Stst. ili. a.
E 'sin r iltre mi par più bella donna Stst. iii. 6.
Qoa&do riguardo questa gentil donna Seat, iìi. 7.
Di tal ttlute. chente é in questa c/onmi Sr«/. iii. 14.
iil on è molto umil verso ogni donna Stst. iìi. sa.
Gire iQa danza vie me' eh* altra donna Stst. iii. 39.
CowteBesse mai neun per c/onMd 5^5/. iti. 33.
D* n» gioia e piacer dì questa donna Stst. iii. 38.
VIBL aoa solamente nelle donne, ma in tutte le persone . . , V. N, 37. 40.
^mBo che detto avea della mia donna K TV. a8. 3.
^■'l'ic. .. questa rfoMfMi fu accompagnata K. TV. 30. 37.
"itlM U gentilissima donna fu partita K M 31. i.
•migrandole a quali donnt sen vada V. N. 33. 39.
■W *Icoiu cosa per una donna che s* era morta V. N. 33. 9.
■óòcber una non chiama sua donna costei V. N. 34. 14.
«••«qwstarfoMMfl era fatu de' cittadini di K A^. 35. a.
^VptìÈMiUmna era già nella mia memoria K W. 35. 35.
*W^tiando questa donna era cosi venuta K A^. 35. 38.
^ uni gentil donna giovane e bella molto K M 36. 9.
w con quella pietosa donna non sia . . . amore K TV. 36. 33.
AnrroQe poi che questa donna ... si facea ,,...,.. V. N. 37. a,
^^. . , mi ricordava della mia nobilissima donna , V. N. 37. 5.
io ai)(iiva per vedere questa pietosa ^oMMa K. /V. 37. 9.
io rtani a tanto per la vista di questa donna y. N. 38. a.
P*IT che vogliate dimenticarlo per questa donna che , . . . . K /V. 38. io.
ac non in quanto le pesa della glorio» donna K /V. 38. la.
Xccoatmi la vista di quesu donna in K. /V, 39. a.
Qitesu è una donna gentile, bella, giovane e savia, ed apparita . . K TV. 39. 5.
tom' è quella degli occhi della donna, che K A^. 39. as.
In quanto ragionava a gentil (/o#tna . . . K ^. 39. 3>.
di ricordarmi della gentilissima donna mia K. AT. 39. 47.
oooMcio a dire a questa donna come K iV. 39. 53.
Ir qttle vede la mia i/oMHa gloriosamente K A^. 41. 6.
0ve aBoqoe, vivette e mono la gentilissima donna K AT. 41, 9.
noa credo che . . . udissero parlare di questa donna y. N. 41. 14*
Poi mantiaro due donnt gentili a me f''. A'. 43. i.
43CO quello che vide, cioi una donna onorata V. N, 43. 18.
ci» tatto è il cotal pensare della mia donna K A^. 43. 35.
m dare ad intendere che son donnt coloro a cui , V. N, 43. 39.
DONNA
donna, all' ombra Dì belle donne, e* han Stst.
O più che mai non fu nulT altro in donna Sest
S* io porto amor corale alla mia donna Srsl.
La qual per adornarsi ogni altra donna Si pon ,..,... Stst,
Che neun' altra porrìane esser donna Sfst.
Ma niun può far cosi com' ella donna Delle sue cose Sesi.
Tanto m* aggrada vederla per donna S*si.
Di quella^ eh' è delle nobili donna. Sesf.
Che mille donne già . . Sentito han pena BalJ.
Donni, io non so di che mi preghi Amore BmH.
Angelica sembianza In voi, donna, riposa BalJ.
Fra lor le donm dea Vi chiaman Ball.
Muori, Ballata ... A quella bella Donna Ball.
colui, Che volle, donn^f accompagnarmi a vuì Ball.
Vidi a voi, Donna, portar ghirlandetta A par di fìor gentile . . . Ball.
La bella gentil donna mia Porta Ball.
La mia donna verrà Coronata da Amore BaH.
Guardando la fìgura Di questa Z>oH}id « . . BafL
Che parla d' una Donna disdegnosa ........... Ball.
A quella guisa donna retta face Ball.
Cosi è fera donna in 9ua beliate Questa Ball.
Amor sente a pietà donne chiamare, Mostrando amaro duol per gli
occhi fuore ^. A'. 8. 33 {Som, ìiì.
ciò che ... è da lodare In gentil donna K /V. 8. 08 {Son. iii.
IV. a.
iv. 6.
iv. 7.
iv. 14.
iv. aa,
iv. 39.
iv. 33.
iv. 38.
ii. 13-
iiJ. 1.
iv. so.
iv. 07,
V. 3.
vi. to.
vili. 4.
vili. 13,
vili. t6.
ix. IO.
X. 3.
X. 19.
X. a^
3M
8).
donna, a vedere la gloria della sua donna y. Ni 43. 14. I
V hanno fatta di donna meretrice C i. 9. 34,
In bellezza d* una donna CI i. io. 90.
chi vuole bene giudicare d' una donna Ci. io. 94.
quella gentil Donna^ di cui feci menzione . . , apparve C ii. a. 8.
a questa nuova donna commendare C. iì. 7. 75.
esso mi fa mirare una Donna C. ii. 8. 8a.
non è da guardare negli occhi di questa €hnna C ii. 8. B9.
tà dove quella gloriosa Donna vive C. ii. 9. 135.
bestemmia 1' ora che questa donna gli vide C. ii. 10. 33,
alcuna volta di questa donna ragionando . . C ii. 20. 58.
a ricevere 1* atto di questa donna C. ii. 10. 65.
ac' caduta . . . per questa donna eh' è apparita C. ìl 1 1. 16.
Or che è più bello in donna, che aavere f . . . Nulla cosa in donna •
sta piti bene, che cortesia C. ìL ti. 53, 54. |
ck* chiami ornai costei sua Donna C. ii. 1 1. 67.
la filosofia, che era donna di questi autori C iL 13. 3&
immaginava lei fatta come una Donna gentile C li. 13. 41* 1
della ^OHNa^ di cui io m' innamorava, non era degna rima di Volgare I
. . . parlare C. ii. 13. 58.
perchè . . . questa Donna fu figlia d* Iddio, regina dì tutto» nobi-
lissima e bellissima Filosofia C ii. 13. 71.
nello studio di questa Donna gentilissima C. ii. x6. 7.
ai vuole sapere che questa Donna è la Filosofia ; la quale veramente
è Donna piena di dolcezza C. ii. 16. aoy au>!
Faccia che gli occhi ... gli occhi di questa Donna sono le sue
dintostraaioni C ii. x6l a7.
dclli sguardi di questa Donna . C. ii. 16. 43.
la prima dimostrazione di questa Donna C. ii. 16. 6a.
quello che detto è ... della solute di questa Z>oMrM C ii. i6l 71.
3»5
DONNA
Oft ette diHUta fu dì tà g»ia sembianza K M 6. 34 {So», iti. t4)«
E, citi che 'n <foM#irt è da pregiar, vìrtute K W, 8. 58 (5om. iv. 14).
P)iii<«vo* discovrir qual donna sia K ^V. 8. 61 {Soft. iv. 17),
CoU'ittrc dtìrm/'inia vista gabbate K A^. 14. 79 (Som. vii. 1).
E Boa pensate, donna, onde si mova Ch* io A'. A^. 14, 80 [Son, vii. a).
Bdt&te appare in saggia donna pui l^. JV. ao. ai (5o». x. g),
E siiDÌl face in donna [uomo valente] K /V. ao. a6 {Son. x. 14), 40.
Nc{1Ì occhi porta la mia donna Amore y. N. aj. g (Son. xi. j),
Aiuuterai, donnr [, a farle onore] K. iV. ai. 16 [Son. xi. 8), 3a, 44.
Vedeste vori no&lra donna gentile Bagnata il viso . . . K AT. aa. 73 (Son, xtì. 5),
Ditelaii, dbrtru, che mei dice il core K A^. aa. 74 {Son. xH. 7),
e* hai trattato sovente DÌ nostra donna V. N. aa. 90 {Son. xiii. a).
Tinto potile e tanto onesta pare La donna mia . . . . K. /V. a6. 38 5on. xv. a).
Oli U mia domta tra le donnt vede f^. A'. 37. 14 {Son. xvi. a : ftfi).
Lano! di pianger sì la donna mìa V. N. 33. ja (5om. xvii. 7).
chiimar ... La mia donna gentil, che se n' è gita . . V. N. 33. 35 (Som. xvÌÌ. io).
Envenuta ... La gentil donna, che K A'^ 35. 40 (Son. sviti, [r^]. a).
£n Koata . . . Quella donna gentil, cui K A^. 35. 46 (Son. xvtìi. [a"J. a).
Ben ^ eoa quella (/oHM/z quello amore K AT. 36. 41 (Som. xìx. 13).
Ncnpreter mai . . . Viso di donna K A^. 37. 18 (Son, xx. 3).
DclTBod' una donna che vi mira K A^. 38. 45 {Son. xxi. ii).
MI dovreste ... La nostra donna . . . obbliare . . . K AT. 38. 47 {Son. xxi. 13).
Vede Bot damma, che riceve onore K A^. 43. 53 {Som. xxv. 6).
DO*. coiainctaroDO ... ad innamorare di questa Donna . . . . C ii. 16. 93.
cfach Amjia, di cui io innamorai . . . fu la . . . figlia dello . . . C. n. 16. 99.
^^ oìierìcordiosa sembianza d' una Z>oHffa C. ili. i. 4>
>o><ciBÌderando me minore che questa /ToHna C ìii. i> 71.
cm il h simile a quella di questa gentil Z>anHa C iii. x. 76,
^(Ittal era quella Domimi che m' avca mutato Ciìi. 1.88.
Inprt&i dunque a lodare questa Donna C. iii. i. 95.
ruàoeato della mia anima con questa gentil Donna C. iii. a. 71.
lonloredi questa Donna che C. iii. a. 76.
^■^ che Amore mi ragiona della mia Donna C iti. a. 159.
■«U» prima parte io commendo questa Donna C. iii. 5. 7.
^•bcio a commendare questa Donna C. iii. 6. 6.
<w Boa solamente questa Donna ò perfettissima ... ma . . . . C. iii. 6. 90.
^WMiZ)otuia è da Dio beneficata e fatta nobile cosa C. iiì. 6. 139.
^""'beodau questa Donna comunemente . . . Ìo procedo . . . . C. iiì. 7. i.
''^^dico io eh' è questa Donna C. iii. 7. gr,
^Wchc qunl donna gentili non end* C. iii. 7. taS-
P'foQeitamente per le donm si prende sperienza C. iii. 7. ia8,
^^■cMa aia miracolosa ZPtffma dì virtù ......... C iii. 7. 140.
•*>* ellt é utile air altre rfoHM* C. iii. 7. 150.
**«a«nifesto esemplo rendo alle rfoHw C. iii. 7. 153,
^^^^onx Donna sìa una cosa visibilmente miracolosa C iii. 7. 171,
^^^^ Donna ... la nostra Fede aiuta C. iii. 7. 176.
^••SiulcqucsU ZJowwa * commendata C. iii. 8. 30.
*P*Wono appellare balconi della Donna che . . . cioè I' Anima C. ìli. 8. 76.
**^^N4 , . . paia modesu e non dissoluta C. iii. 8. 105.
*^ "iabile riso dell* mia ^ortwa C iii. 8. ni.
^""^^«a sente per manco la sua beltà biasimare ...... C. iii. B. ao3.
'"'•■(fca me questa Donna fatta contro a me fiera , , , . . , C. iiì. 9. io.
''^''^ <)aale chiamai questa Donna orgogliosa C iii. 9. la.
0 Ctaiooc;, che parli di questa Dotma C. iii. 9. sa.
DONNA
3X6
donna. [Sicch* io lo intendo ben,] tionne mìe care . . f^. N, 43. 37, 60 (Som. xxv. 14).
Dagli occlù della mìa Donna si muove Sem. xxviì, 1.
Di donne io vidi una gentile schiera Som, xxìjl. t.
Due Donne in cima della mente mia Venute sono Soti. xxx. i.
come un cuor puote stare Infra duo donne Som. xxx. 11.
Agli occhi d' una Donna cosi acerba Som. xxjù. io.
che parlando andate Della Donna gentil che . Son, xL a.
Per quel signor che le donne innamora Son. x\, 6.
se voi foste . . . Mosse a venir ìnvcr la donna vostra Som. x\. io.
che la Donna mia Non vi faccia tornar Son, xli. 3.
Deh ! gentil Donne^ non siate sdegnose Som. xli. 5.
che disia Udir della sua donna Son. xli. 8.
Se da voi, donne, non son confortato Son. xli. 14.
poich' io cominciai A dir per quella Donna Son. xliiL 3.
Quando trovale donna di valore Son. xliii. i»
Levati, bella donna, e non ti porre Son. xUv. 8.
Che quella Donna , . Amor tosto le diede . Son. xJtv. 9.
Non si conviene a D.'>nna conoscente Som. xJv. 3.
Donna non c^ è che Amor le venga al volto Son. xlvi. 9.
Vedete, Donna, s* io porto dolore Som. xJvii. 9.
E s* ci v* aggrada, Donna mìa gentile, Che Som. xlviì. la.
Se ì bello aspetto ... Di quella Donna Son, xlvìii. a.
donna, cosi quella Ballatetta considerò questa Donna secondo . . . C. lii. lo. 7.
questa Canzone considera questa Donna secondo C. iii. IO. 30.
che domandi parola di parlare a questa Donna di let C iii. io. 79.
dico che questa Donna è quella Donna dello intelletto che Filosofia
sì chiama C iii. 11. 3 (àà).
cosi si può vedere chi è ornai questa mia Donna C iii. 11. 150.
la qual' i quella Donna di cui io dico C. iii. 11. 163.
per acquistare r amore di questa Z)onna C. iii. la. 13.
informava . . . considerazioni di qucsUi Donna C iii. la. ai.
le Intelligenze separate questa Donna mirino C iii. 13. 47.
della pace di questa Donna non fa lo studio sentire C ìii. 13. 68.
come questa Donna ò piimamcntc di Dìo C. ìii. 13. 71.
r uomo, che ha costei per Donna C. ili, 13. 77.
Per donna geftiiie s' intende la nobile anima . . .V altre anime dire
non si possono donne C. iii. 14. 93, góu
lo sguardo di questa Donna fu a noi . . . ordinato C. ìii. 14. 133.
questa gloriosa Donna è commendata secondo C. iii. 15. a.
quai donna, cioà qnaie anima sente sua beltà biasimare . . . . C ìii. 15. 137.
che io li chiamai questa Donna fera e disdegnosa C. iii. 15, aoa.
amico di questa Donna dì sopra . . . nominala C ìv. 1, 19.
la mia eccellentissima /)onMa intende C tv. 1. 31.
conciofossecosaché questa mia Donna . . . H suoi dolci sembianti
trasmutasse . . . C. ìv. t. 61,
oziosità, che ... di questa Donna è nemica C iv. 1. 71.
Per mìa Donna intendo sempre quella . . • C iv. 1. 9^
nella Donna mia nuovi sembianti sono appariti . . . . . . C iv. a. 35.
non si dice qui gli atti dì questa Donna essere C. iv. 9. 09.
che a lei disposata I' anima è Donna C. iv. a. 148.
vedemo li parvoli desiderare . . . una donna C ìv. la» 165.
sìccom' t nelle donne C. iv. 19. 78,
alle donnr nun è tanto richiesto dì cotale opera C iv. 19. 88.
Per queste tre Donne si possono intendere le tre sette C iv. oa. 159.
»X7 DOPPIAMENTE
Ch* 4 quesU Donna^ in cui pregio dimora S<m. 1. 3.
Voi, Donni . , , Chi é nU Donna^ che giace si vcnU Son. If. f , a.
Se nostra donma conoscer non puoi , San. lì. 9,
Saaoo a lor <^«ii«/ buon cognati stare .Som. li v. 14.
Sopra ogni donna benedetta sia P. F, 043.
Non inoverìeno il piede Per ébnntatt a guisa di ... . Con», xlx. 53.
Onor tJ aarft ... Ed a me ricco dono Cdit». ix. 6a.
quella . . . che far mi potete maggior A>no Canm. xvi. 41.
Si ch* ancor (accia a] mondo di sé dono Quest* anima Orna. xvìL 74.
donsdla. E>oaDe e donatlU [amorose, con vui] ... V,N. 19, 32 {Can», i. 13% no.
E ritrova le donne e le dotiMlU V. N, 33. Ii3 {Cang. iii. 73),
K N, 93. 168 {CanM. ii. 61 ) ; C iv. CamM^ iii. 43 ; Cohm. xix. 113 ; Sai. Ì\. 58 ; Son,
XXXV. Il ; S. F. cxlii. 57.
siccome vedenra . . . nelle donne buone , . C. tv. 35. 70.
u, che a una donna non fossero oneste le sue parole C tv. 25. 98.
CMC che nella bocca d' ogni donna stienj male C iv. 35. ioa.
làdovc qucau Donna, cioè U Filosofia, ai troverà. Allora si troverà
facstaAmid nobilfMima C iv. 30. 46, 48.
4foo ad nn : Di' a quesu Donna C iv. 30. 58.
Ok mia r*JMv domandato U dono, dart quitto . C i. 8. 13.
Ia laecia del dono dee esser simigttante C i. 8. 35.
41 nawMJtt il dono . . . conviene easerc utiÌ4 C 1. 8. 44.
I» 0 ^bMO «on è lieto C. ì. 8. 49.
qjMBlo non può fare Ìl dono , C. 1. 6. 77.
•é ooachiudc che il dono conviene essere utile . C i. 8. 8t.
■nimrh* 1 dono faccis lo ricevitore amico C. i. 8. 89.
laacBoria dell' immagine del i/ono ........... C t. 8. 90.
ACM c«drà dalla mia mente lo dono che mi fece ....... C. i. 8. 95.
acciocché nel dono sia la sua virtù C i. 8. 96.
aBoni ri fuarda lo dono a quella parte C i. 8. 107.
ooavicna , , . essere libero Io tUmo ... e conscguente conviene
caMcre nel dono V utilità del ricevitore . . . C ì. 8. iis, 1 13<
aeclocch« Del dono sìa pronta liberalità C i. 8. 104.
eoil convìeac «aere lo dono non domandato C. i. 8. 198.
aoa larabbe »talo datore Io Latino d' uUU dono ....... C t 9. 40.
0 éotm vcrmmcntc di questo Comcnto è , ......... C i, 9. 48.
éàXtk \X Volgare dono non domandato C L 9. 65.
pocfc dclli doni eh' essa riceve . . C. ii. 6. 73.
Cuno diverse le boutadi e i doni . . C. iii. a. 33.
■ywctìii queUo in domo C iiL 6. zoo.
4o«« questo divino dono discende, ch* è bene divino dotto . . . ogni
domo perfetto di suso viene C iv. so. 50 C^)i 5^.
pmtvcthè da ineffabile Cariti vengono questi dom , C iv. oi. 106,
flka tÌt'*^1^ aooo Dom' di Spinto Santo C iv. ai. 108.
qama è quel «Aimo che Salomone . . . chiese C iv. 97. 60.
MBBi Mara, giovinetta donatila di tredici anni C li. 6, 94.
a K. ;V. «3, «7; 34. i5t3a>4o: 3a< >>; 33- 4 ; 38- «6; C. ii. 7. 51; 9. 58, 134; il.
So. 13. 9! iU. 8. 97. 134: 13- 118; 14. a, 3; *v. 5.36, ia8» 131, 136; la.
194; 19.96; S4. 47 ; 97. 17»: «fi- M9. «5».
la mia insufficicnia procede dofifiìanuntt, siccome
trmicende I* allessa di costei C til. 4. 5, 6.
■è puotc deppntmmir Anton coasidcrsre C iii. 8. 115.
^méìa si p«6 ^ é^fi*mèmtr considerare C. iii. is. 14.
w^m ... che nrìv^ «j pud dùppùimtnk considerare C iv. a. 100.
DOPPIAMENTE
3l3
dfirare. ne' . . . capcgli, CU* Amor . . . increspa e dora Cans. x\ì. 64.
dormire. Qual dice* : Non donutrg K TV. 23. 138 (Capu. ìL 11).
che mi torrci dormir su pietra Tutto il mio tempo Sfst, i. 34.
Madonna, involta in un drappo, dormendo . , K. /V. 3. 87 Som. ì. ilV
Dentro alla qual domtendo sì riposa K. /V. ao. 19 Soh. x. 7).
Un spirito amoroso che dormim V, N. 04. 51 {Som. xiv. a).
E non le vai perchè donna calzata Som. 1ìi. 7.
dottanza. In guisa, che di dir mi vien dottanxa ^'^ ■'V- 7- 33 (Som. ìi. |6).
Ch' i* ho dultaneti che la Dunnn mia Non vi faccia tornar .... Som. ali. 3.
dove. F. A'. 33. i3o(Ciif». ii. 3^1; Ciii. Cd»». ìi. 34,41, 8é ; iv. CaM«. iìi. 143 ; CiULf.ia.4;
X. 65, ICQ ; xi. 35) 40 ; xiv. aa ; xix. 14, aa, 60 ; xx. 47 ; S*^. ii. 34 ; Batt»
vii. 5 ; vili. XI ; K. AT. 43. $t {San, xxv. 5") ; Som. xxvii. a, 9 ; xxxv. 3;
xicxvi. 7 ; xliv. 13 ; liv. 6; S. P. vi. 34 ; xxxi. 63 ; ci. 85, 118 ; P. F. 307.
doppiamente. Puote V uomo disdire la cosa éofipiatm*nU C iv. B. 109.
Questa perfezione ... sì può doppiamtemte considerare C. iv. a6. ai.
doppio, dico la cagione, la qual è doppia C ii. la. 48.
r uso del nostro animo è doppio C iv. 39. 104
dormire, mi parca vedere una persona dormiri nuda K A^. 3. 37.
pHreami che disvegliasse questa che donmia K M 3, 48.
Avvenne quasi nel mezzo del mio donmirt V. N. is. 1
come non solamente ai sveglia là ove dormt K AT. ai. 6.
Non dormir piùj e non ti sconfortare K A^ «3. 98.
siccome dormire il dì C. i. 7. 17,
non solamente ve^ghiando, ma dormendo^ lume . . . era guidato . C. iii. i. B.
gli occhi . . . chiusi donnendo sì posavano C. iìì. z. 18.
Quanta paura ò . , . non pure vcgghìando, ma dorfmendo . . . . C tv. 13. 100.
dosso, in sul dosso di questo cerchio ... è una spcretta C ii. 4. 78,
in su r arco owcr dosso di questo cerchio C. ii. 4. 67.
cadrebbe . . . appunto in su quel dosM> del mare C iiì. 5. 83.
cadrebbe in su quel dosso del mare Oceano C. Ìli. 5. 94.
dotare. I' anime . . . d' ingegno e di memoria dotai» C. ti. 16. 68.
dottrina, per via di dottrina Ci. a. 103.
ne diede esemplo e dottrina . C i. a. 108.
movemi desiderio di ^oiYnVia dare C. i. a. 115.
n* accerta la dottrino veracissima di Cristo C. ii. 9. 114.
Questa dottrina dico che ne fa certi C ii. 9. xai.
dando e lasciando turo la sua </<u//n'Ma C ii. 15. 173.
Chi gitta via ... la dottrina, è infelice C. iii. 15. 46.
si genera nel piacere della morale dottrina C. iii. 15. lafiw
tiene ... il reggimento del mondo in dottrina C iv. 6. 148.
sotto la medicina, ovvero sotto più nobile dottrina C iv. 9. 147.
quinci nasce che mai a dottrina non vengono C iv. 15. 131.
Costoro . . . vivono, d' ogni dottrina disperati C iv. 15. 150.
che in ciascuna dottrina si vuole avere rispetto . . . . . . . C Iv. 17. tao.
dalli quali ha ricevuto ed essere ... e dottrina C iv. 86. 87.
dottrinare, per non essere sperta né dottrinata C iv. za. 159.
credendo da s* sufficientemente essere dottrinati . . . . . . C iv. 15. 133.
dove. K N. a. 59; 33. 33; 40. as; C. i. 7. 90; 8. 68 (A«), 106, 193; zi. Zf3; za. 37;
iì. a. 35 ; 3. 33, 33, 34 ; 4- a, 3, 4, 5, 6. 7 (Aù) ; 8. 53 ; 9. 134 ; za. 3Z, 54 ;
z6. la, 35, 49, 59, 64 ; iii. s. 15, 135» 158 ; 3- 15 ; 4- 4«. <03 : $• 19* ^*
96, lao, 173, 300; 6. 71 ; 7.97, 151 ; 8. 16, 49. 58, 114. «05; 9. 51. 85; la
I3f 33, 34, 44, 45, 73 ; "- '»; »«- 9, 43. ^5 ; '3- ». 3©, 45, «o7* 1*» ; M- 46*
65, 105 (bis), laa, 138 ; 15. 59, 115, Z47, «S : »v. a. 8 ; 3, 38 ; 4. 54 ; 5. 33,
144, 154, 157, i8a ; 6. Bi, 137 ; 7. 33, 54, 68, 76, toi, 106; 8. 50; 9. zi6.
ar9 ^^^^^^ DOVERE
àKtn. JUccomandamt a luì come tu dn K /V, 19. 89 (Cara. i. 70).
Tu fornai esser cosa gcnlile K TV. 93. aoi {Catte. Vi. 74),
E^aver pictatc, e non disdegno J'. M 33. ao3 {Cn$te. ii, 76).
mi rinmibrm Ch' io non (t/òòo ^ammai Veder . . . . K TV. 34. 08 {Cam». ìv. a).
Ben negli occhi di costei Dt' star colui C. il. Carte, i. 37.
Oc • . . Voi non tùrvrtsU amAre, Ma coprir ........ CtinM, x. 15,
tove. s» ; IO. 9 ; li. 78 ; 14. 19, 38 ; 15. 66, 73, 84 ; «6. 25 ; 17. 18, 33 ; 19. a8,
6a, 74, 76. 78: 20. 49, 77; ^3. 133; «3. 85» 88; 04. 83; 35. 74, ia6; 38. 56;
30- 35. 46-
ItoWn. lignifico a che si (//f rispondere ^'. TV. 3. 94.
*coperch* altri rfoi/»TW# aver pietà K A^. 15. 59.
upettudo che io tfbtvsii dire K. iV. 18. 19.
B pnpnni ch* io gli dovessi dire V. N. ao. 4.
Il die qu&] la mirasse (/f>t/fv6&# morire K. A^ aa. aS.
Ckiarnai esser lieta dì noi K A^. 33. 43.
penecbè tu d*i esser fatta gentile K AT. 33. 73.
pcncdii tu lo i/n fare KA'. 34. 11.
clic ... Bè que* che rimano deono parlare cosi V, N. a^. 104.
■iprtfòche io gli dovssi dire alcuna cosa f^. A^. 33. 8.
chioai, . . non doxirtbbtro le vostre lagrime esser ristate , . . V. N. 38. 16.
iOouùco dm X uomo lo suo difetto contare C i. a. 39.
ti Bicdesiino riprendere <^ C i. a. 33,
per cbel' uomo buono (^ ... dare a pochi C i. 4. 63,
cui colui ... dCor avere quelle disposizioni C ì. 5. 34.
^caaerc coootcente del bisogno ... e C i. 5. 39.
dKkbcciB del dono du esser stmìgliiinte . . C i. 8. 35.
Potbè li virtù d*€ essere lieta e non trista C Ì. 8. 47.
Kdditore , . . drt essere la provvedenia C. i. 8. 54.
pertbè la vtrtii dtt muovere le cose C i. 8. 6a.
pnTtofch* dev* essere massimamente laudabile C i. 8. 76.
percU 1' operazione della virtù per sé </h essere C. i. 8. 85.
Y^àik U virtù din avere atto libero C. i. 6. 100.
'ÌRS che non ai dtxtno chiamar Letterati C i. 9. 29.
>We oon si dtt chiamare citarista chi 0.1.9.33.
*■••.. evidente ragione <i/< essere quella C i. io. 18,
IBcBaeh' »o a luì d^o avere C ì. 13. 73,
CBlqmie jì deano mangiare le . . . vìvunde C i. 13. 77.
•^tB» BKJttrare come mangiare si rfrt C. ii. i. 13.
^ ^ icrìtture . . . dthbonsi sponere . . . per quattro sensi . . . C. ii. i. 18.
qucDochc lì lettori dtono intentamente andare appostando . . . C ii. i. 43.
^'bUc cose noi dovtmo avere poca compagnia C ii. 1. 50,
"^Ptt lo litteralc ^<w andare ìnnanxi C ii. 1. 67.
•*f™ che la forma rfrr stare C ii. i. 83,
^'P'rò, . . doverne ammirare loro eccellenza C. ii. 5. 115.
P*'fc* io ... Ji^ggio loro parlare C. ii. 7. 35.
P**» ^ quello rctracre a chi gliele fa C. ii. 7. 34.
^ ^ Btio parlare a loro de* essere C. ii. 7. 47.
P***"* ... lo dicitore . . . dee intendere C*. ii. 7. 55.
.<^ It SOM ^!«o»fo essere denominate C ii. 8. 17,
[«we fiondo si dice ... si dee intendere C ii. 8. 31.
quello ... si <^ riservare di dietro . . . , . . . . C ii. 9. io.
iacosaché inoaazì dovrebbe quello salvare C ii. 9, a8,
• 9^ eh' ^ na«ao ... ^4tAAa proporzione avere Cìi. 9,111.
ZdA^tMcre polentisaimo argomento C ii. 9. 130.
DOVERE
dovere. Che non d*" creder quella . . . Esser amata Comm. x. 13B.
che ... La morte de passare ogni altro dolce Cans. xv. 65.
Cosi e voi dovett . . . aver cura dì lui Cans. svi. 03.
£ ciò conoscer voi dovete, quando Con», xri. 31.
Che tutti i carchi sostenere addosso De* V uomo Catu. svL 34.
Siccome saper dèi . . . nasce Nilo plcciol fiume Cans. xx, 45.
Che . . . Dovresti ^vcn in tutte parti ardire K A^. la. 86 (BaiK L -jV
Perocché quella, che ti dev* udire K iV. la. 90 {BalL i, ix}y
dovere, dice : che non de* so riprendere C. iì. io. 56.
Negli occhi di costei dovrebbe essere virtù . C ii. io. 59.
E ben si dee credere che 1* anima mia conoscea C. ii. io. 63.
Ora seguentemente sì dte mostrare C il. 11. +.
comanda quello che fare dee quest* anima . C. ii. zi. 99.
è per la negligenza nostra, e a quella a! de» imputare C ti. 14. 953
che non dee V uomo . . . dimenticare C. ìL x6. 50.
che nessuno de* V amico suo biasimare palesemente C. iii. i. 50.
Chi . . . dee però rendere quello che migliore può C iii. i. 64,
nella quale non sì dee porre a me colpa ^* )>'• 3> "•
di molti uomini , . . non par doversi . . . predicare C iii. a. 150.
mia colpa, della quale non dejx^'o essere colpato C. iii. 4. 3«.
siccome, s' egli è buono, io deggto di ciò essere lodato . . . e s* egli
è difettivo, deggio essere biasimato C. iii. 4. 48, 50.
Onde noi non dovemo vituperare 1' uomo , . . ma dovitno vituperare
la mala disposizione della ... E cosi non dovente lodare 1' uomo
. . . ma dovemo lodare V artefice C iii. 4. 69, 65, 66y 71*
che dif essere tutta con onestade C ìiL 4. 8a.
Che assai ai dte chiaramente vedere la buona volontAf alla quale
avere si <Ìr« rispetto C. iii. 4. lai. ia>j
intendere che 1' uomo non dee essere presuntuoso a C. iii. io. 74.
Onde non si dee dicere vero Filosofo alcuno, che . . . * . * > C. ÌiL 11. 95.
Non si dee chiamare vero Filosofo colui C iii. 1 1. lod
che la prescienza d* alquanti che a mal fine doveano venire, dui
dotfta . . . Dio . . . rimuovere C. iìì. la. 75 {hid^
che ti fiori d* uno arbore . . . perdere sì dovessimo C. iii. la. 79.
nel secolo che dee venire non verrò meno C iii. I4< 6(X
eh* esser debbono a voi luce C iii. 15. 194
Degli amici esser deono tutte le cose comuni C. ìv. x. tS.
che Nobiitade chiamar s\ dee C ìt. x. 49.
come . . . quel tempo ... si <^ attendere C iv. a. 45.
Per che le parole ... si tUono . . . sostenere e C. iv. a. 64.
come per colui che dee udire C. iv. a. va
il nocchiere, alla cui voce tutti ubbidire deono C iv. 4. 59.
e per tutti dee essere ubbidito C. iv. 4. 77.
Udite, perocché di gran cose io debbo parlare . C. iv. 5. 15.
che ciò dovea compiere . . . C Ìv. 5. 39.
r albergo, dove il celestiale Re entrare (foewa C. ìv. 5, 34.
E ciò non . . . dovea essere se non per ispcziale fine C. iv. 5. 105.
manifesto essere dee C. iv. 5. 146, 15:
Per che più chiedere non si dee a vedere C. iv. 5. 177.
r artefice ovvero . . ^ dee essere . . . obbedito e creduto . - . • C iv. 6. 57.
Onde al cavaliere dee credere lo spadaio, il frenalo e C iv. 6. 60.
il maestro e 1' artefice . ■ . obbedire e credere sì de* C. ìv. 6>. 69,
questo . . . alla parte dove dee non va. Quale di costoro sì dtt
àizcTC v^UtìU ì C iv. 7. 7^
331
DOVERE
dovcn U dolce mano e quella fede pura, Che dovria ... far . . . Bail, Hi. la.
Voi Mfl <^rrsl# mai . . . obbliare ....,.,. V, N.^. ^t (Soh. tlx'ì. ta).
fia (li dt' '1 cor passar^ se non a' arretra Som. xxxu 6.
Mene, eh* il suo dowr pur si spannocchi Son, zxxi. 8.
A voi ^Mwm noi fare onore 5<7ir. xHii. 14.
Or sappi che A' far d* ogni altro mese Som. lìi. 6.
Sii/ sperare nell' etemo Iddìo S* P. cxxix. 17.
Che par che dtbban viver non sicuri S, P, cxlìì. x8.
dOTOt, perciocché ... le cose sì dtono denominare . , . . . C iv. 7. 116.
cliì KOB ridona il cammino che ìat dtt . . C iv. 7. ia6
b reverenza, che dtbhe al maggiore il minore . . . . . . . . C. iv. 8. 8.
m] (;aile . . . me nobile . . . cUggio mostrare C iv. 8. 37.
brcvtrenia che a lui sì dt* C. iv. 8, 69.
Mi. , , il rettorìco d4€ molta cautela usare C. ìv. 8, 90.
perche. . . non vivere dire si dtono C. iv. 8. 130.
ù.ctM.. . allo Imperio reverenza avere non drdòo C. ìv. 8. 132.
ftiutefici e li discenti sono ed esser dMno suggetti C iv. 9. 96.
&1 prìncipe e maestro . . . esser si dee suggetto C. iv. 9. laa.
tftlc, quaJe la figura essere det C iv. to. 109.
chcrtwino sì d!rr trarre alle divine cose C. ìv. 13. 73.
die non solamente dalla ... ma dffsi fine attendere dalla . . . . C. iv. 13. 79.
bvola, della quale . . . curare non si dtt. C ìv. 14. X48.
pcroecbò ciascuno vero rcge d*t . . . amare la Verità C. iv. 16. 6,
cbc imbo queste sì i^no riduccre C iv. 18. 15.
li'eDo. . . più ragionevolmente ai dèe dire principio C iv. 18. 47.
Q»* Io pi* dell' albero ... si dee principio dire e . , C iv. 18. 49.
WlKobiIià ... ti det avere per tale C. iv. 18. 54.
B|Obenta . . . che nessuno per . . . non dee credere C iv. ao. aa.
Costofltmento * . . che 1' uomo dee mettere C iv. aa. 3.
l'aule aoimo naturalmente . . . dee amare C. tv. aa. Sa.
w k . . . ffona sempre dee sonare nel cominciamento C. iv. 83. 157.
^'^fuli prendere ti . . . dn ogni . . . giudicìo C iv. 34. aS.
^**>to questa età ha dì . . . tanto de* avere di . . C iv. 34. ga.
*^« tolto come . . . appare, sì de* volgere alla C. ìv. 34. 151.
^ U persona del padre sempre santa e onesta dee apparerò . . . C. ìv. 34. x6o.
«Kocbc al padre si dee riducere ogni altra obbedienza C. iv. 34. 170.
"^fcreji dte a quello che . . . riducerc si dee a colui, cui , . C. iv. 34. 175, 178.
'■Pcirfi^iio essere ubbiditi i maestri e maggiori . . , , . C. ìv. 04. 180.
^n^SiQeJti nostra Gioventute si f^ avere . ........ C. iv. a6. 24.
V^ •» fuoco che dovta ardere il corpo morto C iv. a6. 1 c6.
" secchio , . . d4e essere giusto, e ... de* sua giusta mente
"^tare C. iv. a6. ia8, 139.
^etle Caie che la nobile natura . . . dee avere C. ìv. 27. 9.
''''^■•.chc .. tu noi idlnr vendere C iv. 37. Sr,
"*'*> iltriaienti si i/« ridere C. iv. 37. 137.
f " oel!« e buone novelle pare dovere sapere C, iv. 37. 149.
'^ ^ éovnmo calare le vele delle C iv. aB. ao.
^■ano incontro te «^«Mo ffirct quelli cittadini C. iv. a8. 38.
■•Wtdtowrs/* riposare C iv. aS. 56
*^Wt» lai e pregoUo che la dovesse riprendere C ìv, a8. (Of.
onore ^^l'o ricevere e reverenza dalla gente , C iv. 39. 34.
rercbe non onore ma disonore ricevere dee quegli C iv. ag. 71.
^<bc 1 figliuolo del valente uomo (///procurare C iv. 39. 74.
m lo buono uomo chiudere gli occhi C iv. 09. da
DOVERE a
dovere. Io dico . . . Dobbiamo far a Dìo preghiere assai P. F, S09.
C/. devera • '
dovunque. È Gentilezza dovunque è vlrtute . . . C ìv. Con», ifi. lox ; 16. 33 ; 19. &
Siccome è 'I ciclo dovunqui è la stella C iv. Cans. iiì. 103 : 19. 31.
Perchè raccomandati Vi sian gli detti miei dovunque booo .... dna. xiii. 89.
drappo. Madonna, involu in uo drmppo, dormendo K /V. 3. 87 {Som. i. tt.1
dritto. K diritto. \
drittura. Io . . . Son suora alla tua madre, e aon Drittura .... CauB. xx. 35.
drizzare. Par che si drit^ degnamente a vui C li. Cttna. i. 8 ; 7. 50^
A te convcn eh' io drùsi\xi mie face Comm. xvii. 9.
Disse : Driasat* i colli Canm. xx. 6a
Valut' ha già in drÌMtar monti e colli SrsL iv. ai.
Ma drÌMU gli occhi al gran disio che m* arde BaiL ii. la.
Mi fa ... t/naaar gli occhi al sommo concistoro ....... Som. zxxvii. 4.
dubbiare. N£ non dubbiarj che tosto fien rimosse Som. 1. (4. I
C ì». 30- 19.
C. iv. 30. 37.
dovere, che ciascuno , . . fabbricatore . . . nobilitare e . . . dtt . .
che . . . non sì deano le margarite gittare innanzi ai
dovunque, dovunque amistà si vede ... e dovunque similitudine s* 1
intende Cììii. 41, 40.
doxmnque è la sua potenza seminata C. iii. 7. i4flL j
dicendo che dovunque è Virtù, ìvì ò Nobiltà , . C iv. 19, aa. '
non ò questo vero . . . che dovunque è il ciclo sìa la stella ; eoa)
è Nobiltate dovunque è Virtù ; e non Virtù dovMHqt4e è j
Nobiltà C iv. 19. 33, 34 (biJ^
essa è dovunqui alberga 1* amore di quella Ci». 30. 53.
drappo, involta ... in un drappo sanguigno leggiermente .... ^. A^- 3. 38.
peregrino leggermente vestito, e di vili rfiT»//!' , , K /V. 9. 17.
levare Ìl drappo d' in su 1' altare C iv. 37. laj.
dritto. V. diritto.
drizzare, perocché . . . drìssano si 1' animo loro a quello C. L xi. 44.
C/. dirizzare,
druda. Tutte scienze chiama . . . drude C il 15. 179.
per modo minore, quasi come druda C ili. la, 107.
drudo, quando essa alli suoi f/ruf/i ragiona . , . . C. ii. 16. 34.
DruBO. Chi dirà . . . delli Brusi che posero la loro vita C iv. 5. 103.
dubbiare, ed allora intenderà chi qui dubbia f. AT. la, 144.
dubbio, dico che questo dubbio io lo intendo solvere e K W. la. 141.
questo dubbio è impossìbile a solvere a chi V. N. i^ 10^
sì che alcuno dubbio non potessero inducerc le . . . parole . . . K. TV. 40. 41.
per levare un dubbio C. i. a. aa.
onde le mìe cose senza dubbio meco sono alleviate C. Ì. 4. 100.
senza f/ufr^ non è senza lode Ci. 11. to6.
Veramente qui nasce un dubbio C ii. 9. ao.
siamo . . . suggetti senza dubbio o sospetto alcuno C iv. 9. 155.
è da dichiarare un c/m6&;o che pare consurgere Civ. zi. 38.
qui aurge in ^mM/o una quistione C. iv. la. xil.
senza dubbio forte rìderebbe Aristotile C iv. 15. 5&.
dubbioso, solvere e dichiarare . . . ancora in parte più dubbiosa . . V, N. la. 14^
Vero è che ... si trovano dubbiose parole K ^. 14. zox.
ciò che solverebbe le dubbiose parole K iV. 14. zo8.
si ostinati che di que' miracoli . . . siano dubbiosi C. iii. 7. 169.
non dite a voi dubbiose le forze che ha C. iv, «7. 175.
dubitanza, purgo lei d' alcuna (/MAiYanaa C. iii. x. no.
^ ^S^^KI^^I^^^ DURAMENTE
dulAoKK Poi vidi cose dubi$ou raolte K. ^V. 03. 170 {Cana. ii. 43).
^aOL Se, «une spero, tu sarai mio Juea S. P, cxlii. 55.
4ii06 Che . . . Seguo solo ì] disio come mio ttua Son, xxxr. 8.
to. , . . . Cana> ix. 78 ; 1. 14 ; xx. 40 ; V. N. 40. 55 {San. xxiiì. 5) ; Son. xxx. 1.
tfmqoe. C. ir. Gnu. iii. 109; Ca»ta. \x. 46; xvi. 53; xix. 64, 93 ; V, N. xa. ioa {Ba/i,
u 33) ; Son, xxix. 14 ; xxxi. 5 ; xliii. 7 ; xlv. la ; F. F. 55.
te. Son, XXX. II.
Qldue.
dnokl Poi mi partio, consumato ogni liuoh K. iV. 03. 907 (Can». U. 80).
Si die 'I éuoi die si snoda Portìn le mie parole Cans. xi. 5.
ÌHmmào anuro Jkoì per gli occhi fuore K W. 8. 34 i,5on. iii. 4).
à^Mtn, Potrebbe qui dubitar persona de^^na di K ^. 35. r.
e 4Msr potrebbe di ciò eh' io dico d' Amore V. N. ae,, 2.
pvotc essere manifesto a chi dubita in alcuna parte K, ^. 05. 99.
uamaùdmUta^ che. . . che questo non fosse C i. 7. 74.
Em«udo dubita . . . che elle non sieno piene C ii. 5. 61.
^"WMf , . . che duòìtarr ti paiano nella tua ragione C ii. la. 54.
cIm prina vede . . . poi, piti oltre, dubita C. iii. 3. i la.
là dove alcuno dubitasM di questa contrarietà C iii. xo. 45.
i)iulaailBe dubUass* in ciò che ... si discorda ....... C iiì. io. 47.
Vemcote può qui alcuno forte dubitar* C iiì. 15. 70,
MCmdocfaè 'I testo par dubitar* C ìv. 3. 51.
Il filile . . . non pare essere dubitaia C. Ìv. 6. 13.
ck Ballo dbfòi^d che . . . non sia C iv. aa. 99.
DeUa^NM nullo dubita C iv. 94. 11.
Owietfice . . . che ... eh' egli dubitò prima di diccre C iv. aj. in.
lliJilarlOOe. non è bene a me dichiarare cotale dubitan'oHf . . . . K W. 14. 109.
P^nou de^na di dichiararle ogni dubitasiopu K. A'. 25. a.
■kUummiAi rimovo alcuna «^HÒiAiMiMW I^. A'. 38. 39.
■ DM teme . . . lite dì dubitasiom C ii. 16. 40.
pcrqueito è la dubitasionf soluta C iiì. 15. 109.
la quale ella mangiava dubitosamtnU K A^. 3, 51.
ene Aristotile é Maestro e Duca della ragione C iv. 6. 73.
*'A^3. 7. 9' : 7.38; 8. 18; 15.43; 19. ii3t "7» »a5, 131; 90.37,33; ai. 39.50;
as. 61, Sa ; «3. 3ia. 319, 339 ; 34. 75 ; 38. 3 ; 33. 38 ; 33. ai ; 34. 7. 19» ^4 ;
35- a». 3»; 38- a* ; 39-33,34; 40.39; 4». 36; 43. i; e. ì. I. 16, 38, 39,
43 ; X 6, 30. 90. 94 : 6. 13 ; 7. 37 ; 13. 3, 16 ; ii. 3. a, 4 ; 4. 49, 83 ; 5. 68 ;
7. «4; 8, 7; II. 9, 31, 71 ; 14. 53. 70, 79,91, loi, III, 115, 134, "71 '55i
180, 195, 196, ao6. 315, 834, 331 ; 15. 7. 35» 06, 95, 96; iii. I. 45 ; 4. t;
5. 69, 71, 87, 133 \fi«), 136, 187, 189, 190 {bis)\ 6. 13; 8. 51, 65, 67,
7», 74, 135; 9. a; 15. 19; iv. a. 4; 3. as, 31, 60, 63 ; 4. 137; 6. 17;
B. 143; 9. 78 J IO. 14, 19. 39: "• ♦; <3- 93; ^5. M» 59; 16. aa, aS,
35, 118; 17. a, ta, 65, 86, 87; 18. 13; 19. 7: aa- ^07; 33. 10; 95. 83;
as. 7, 97, 133, 133, 148, 153 ; «9- «4 ; 30- 4» 9-
e. ii. 7. 107 ; 14. 94 ; iiL 5. 103.
K. M 35. 60; 30. 33; C. L 5' 35i loo; 7- a^: io- «o; la. 95; ii. 5.
«05; a. 15; m. I. 95; 8. i; 4. Ili ; 6. 43, 44; 7. io; 15. 50; iv. 1. aa,
89; 4. 1x9: 6. 14, 69, 83; 7. lao, 145; 9. 37; 14. 71; 15. 33; 19. 13,
69: 00. I, 8; 39. 37, ea; 33. 6i ; 34. 35, 119, 131; a?. 34, 71;
a8. 48.
C. ii. 3. 31 ; 9. 79«
onde molte fiate mi pesava dunìméuit . . . . . . . K A^. io. 8.
DURARE
durare. E vedea 1 suo dunr com' è lesero V. ff. a^ 157 (Gin«. ìL 30]
Ed è tanto durata La cosi falsa opinion tra nui . . . . C. iv. Oimm. Ui. 39 ; 7. i
Ch* io non posso durare Lungamente a BofTrìre Can*. xrr. a.
quel tempo . . . Che dura dacch' io perdo la sua vista ..... Cohm, xW. 79,
mentre Che durtrà del verno il grande assalto Cohm. zv. 58.
Da questo terzo retta È leggiadria, ed in suo esser dura . ■ . . CanM. zix. 73.
E tanto dura talora in costui V. N, Qgy. 9^ {Som, x. i
E questo basu iìn che '1 piacer dum Som. xxxviii
Lo cui memoriale sempre t/ffra S. /*. ci. 44.
dtirat. Quantum spes inter me de ipsa durai Canm. xxt. 39.
durezza. La quale ognora impietra Maggior dunosa Cina. xìL 4.
la perfida dumosa D* , . . U mio parlar non stima S. P. cL 70L
dtiro. Guarda la vita mia, quanto ella é ^ura Caria, ix. 50.
La mente mia, eh' è più dura che pietra In Can». xt. xa.
Si è barbato nella dura pietra Sfst. i. 5.
r aveva duro ì\ cor com* una pietra Sfst. iii. 19.
Ch' egli m' ancidc e la morte m* è dura Baii. iii. a.
se non la morte che m' 6 dura Soh. xxvL 4.
E '1 primo ciel di sé già non 1' è duro Soh. xxviii, si
E* non è ... Nò anco tanto dura alcuna pietra ....... Son, xxxi. a,
E maJcdico la mia mente dura Som. xxxiiì. 9.
Per lì nemici miei acerbi e duri S. P. cxlii. r4.
e. Ma ciò non e convtrso C iv. Cans, iìL iq(
e\ pi, E s' / non fosacr ^. ^. 33. 99 {Som. ivu. 4)
ebbrezza, con fhòrtAaa e con mangiar soverchio . . . apparecchia . . P. F.
ebrietà. E per V tbrwtà [del gran tremore . . . par] . . . K W. 15. 34 \Som. viiL 7). 6ft
eccellente. Amore La segna d' ttxtUtnU sua famiglia Caiu. x. 30,
d
durare, vcggendo come leggiero era Io suo durart V, N. 03. 14.
che la mia vita per alquanti anni duri K A^. 43. la
ch£ perpetua Imcnte dura ... in natura più che umana . . . . C il. 9. 46.
Dico . . . che questa . . . opinione ... è tanto durata C. iv. 7. 7.
e più ha durart in uno che in altro effetto C ìv. 33, 70>.
eh' ella dur».* ìnfino al vtHticinquesimo anno C iv. 24. ra.
durazionc. lo desiderio della durasionf di questa amistà C. iii. 2. 55,
Ma vannnscnc bene del tutto, quanto a duraeioMt C iii. 6. ifìo>.
durezza. La qual dumsa ... è qui pensata C. i. 3. 13.
duro, ed esso per sé sta forae ... un poco duro C L 3. 13.
ben taglia le dure cose C. i. 5. 80.
parve sì mirabile, e anche duro a sofTerire C. iì. a. 39.
avvegnaché duro mi fosse . . . entrare nella loro sentenza . . . . C. li. 13, 93,
t (z). viene diritto per 1 neir E. . . sicché . . . iounaginan questa Bgura
A, £, I, O, U C iv. 6. 99, 31.
e (a), non è questo vero t tonvtrso C Ìv. 19. ja.
e*, pi. f riguardavano quello eh' io facea ^- A^. 35. 8.
conoscere di Dio, e di certe altre coae, quello «* sono C ili. 15. 10&
Eaco. come Cefalo d* Alene venne a Eaeo re C tv. 27. 159.
Mostra che Eaco vecchio fosse Prudtnt$ C iv. »7, i6t,
dice di Elaco re, che questi fu padre C ìv. 37. ]9a.
JEbreo. essi furono trasmutati d' Ebno in Greco C i. 7. sci.
ecce. Ecce Deusfortior mt V. N, a- 94.
eccellente, delle sue mirabili ed ArW//f«ft' operazioni K A^ ad. 31.
della contemplativa, la quale è più KctUntU C. ìt. 5. 74.
r altre che sono in quella «ccetUnte potenza C. tìL a. 133.
poiché la Felicità della ... ti più tccgiitn/g che C iv. 17. 114.
235 ~^^^^^^^^ EFFETTO
COCeOentB. Ei paHan ron vocaboli ecceUntti .... ^^^^^^a Canm. xix. 45.
BCSdB» £ 1 nome tcctlso tuo . . . Potrà* poi dir CartM. xviii. 49.
0 Dio ftctUo sopra f;)i altri dei S. P, cxlii. 49.
eccetto. Ecatto il stolto e *1 picciolo fanciullo S. P. xxxì. 69.
■ODO C. ii. C*tHM. i. sa ; Cane. x. 74 ; xx. 61 ; Soft, xlvii, 14 ; S. P. I. 19.
ttfOETCL Acciò che il muro . . . Sicuramente sia rdtficaio , . . . 5. /*. 1. 69.
Pere» che Dìo ... La santa Sion volle edijkan S. P. c\. 65.
tfttto. Convengono ambedue, eh' en d' un tffttlo . . . . C. iv. Cohm. iii. 95 ; 18. 37.
Uquuilo giudicar si puotc «r^//o Sovra Coh*. ix. 40,
Mi Uki . . . Neil' tjfitto parer di pio salute Catta, ix. 45.
Mediente, per e»ere discesi di psdri tectlUnti C tv. 39. la.
HOeOotteinio, Altri furono, siccome Pialo, uomo eutlleniissimo . . C. il. 5. sa.
arcome dice quello ^(ir//<m/iÌ55imo Boezio C ii. 8, a6.
di Ufio, Domo KcelUntissinio C ii. 13. 20.
per U im&ff /un'ina certezza del C ii. 15. 169.
fiftedelb filosofia è quella ettrlìentissima dilezione C. iii. 11. 145.
0 xtfki^&nxmo tà tcniitHiissimo cxxore C. iii. xa. 115.
0 Clcufi ecctUtHtixsinti ... il dimostrano C iii. 14. 70.
I> mia rrrr/'/m/i$5>'ma Donna intende C iv. 1. 31.
uiecooda é V fCTV^rH/i55ima autorità . . * C iv. 3. 66.
ID^Ri iny£trHli!&simi essere stati strumenti C iv. 5. 151.
'aeritela, per la rccfllensa di quello cotale C i. 4. 59.
dtn'tiBo immirare loro tcctUntaa C. ii. 5. 116.
Politila Krv//r»aa manifesta aver si può C. iii. i. 89.
^' tuia Kcri7rM«a di beltà poco pare che io tratti C iii. 6. 133.
V*»lo td&cio * per tctxìUnaa fm/tno chiamato C. iv. 4. 70.
«[cdei^ y. /V. 39. IO ; 33. 30 ; 40. 46 ; 41. 33 ; 43. n, za ; C. ii. 10. 60 ; st. ix ; 14.
89 ; iii. 3. it8 ; 6. ta, 71 ; 7. g, 146 ; 9. ax ; 13. 44 ; 14. 93 ; iv. io. 79 ; 14.
17; 33-33; 30.24.
^^^'Mtt. per cratoro dice Salomone ncH* Ecclfsiast» C. ii. 11. 8a.
pwi Salomone dice nell' Ecrttsiaste C iv. a. 74,
P''^ dire quella parola dello Ecclesiaste C iv. 6, 174.
P*rt dice Salomone ncir J?ci:/*.^ii5/rf C. iv. 16.49.
***Wtttl0O. secondo quelle parole dello Ecclesiastico C iii. 8. 14.
fmriliiUug. la tovaglia . . . con lì segni fcclesiastia . . , ponesse . , C iv. 27. 131.
"" • K A^. 15. 8: C. iv. a. 84; ta. 73; 15.73-
"■it licrome nello rr/ÙA del Sole appare C ii. 3. 57.
'^Hrc. mainati ! . . . che . . . edificate li mirabili edifici . . . . C. iv. a-j. 123.
*™"l1ooc. concioaiiacosachè il dimostrare sia cdìficasione di scienza C. ÌL i. 99.
•■fcfcx Questo t il sovrano edificio del mondo C ii. 4. 35.
antichi rimasi . . . atti . . . antichi edifici C ii. 5. 51.
Donna che nello edificio del corpo abita C. iii. 8. 76.
vccKiODO (are ... gli edifici mirabili C iv. 8. 76.
f . . . che . . . edificate li mirabili edifici C. iv. 37. 124.
nccome dice Stazio poeta del tebano EdiffO C. ìii. 8. 94.
dafailò . . . ancora per lì falli di Edipo C. Iv. 25. 113.
narrando alquanto delle sue virtudì effettiw V. N. \^. lao.
Un nella tena dico degli effitti d' Amore K A'. 35. 28.
•ominandolo per nome di alcuno suo tffelto K /V. 42. x6,
lécooae qui suo e^fio C. i. 3. 64.
baoilD maggior numero . . . che non sono gli effetti che gli uomini
pMsono intendere C. ii. 5. 59.
numero . . . che gli effetti non dimostrano C ii. 5. 89.
tfftito ò maggiore della cagione T. ii. 5. 99.
Q
EFFETTO
effetto. Tu r alto «^//o — spegni di mercede Cotu . xvìL 36.
Né per prender da elle Nel suo r/^//o aiuto .,.,,.,. Gim«. xix. 1 19.
£ quei ... Le dà 1' tffttto della mia desira Soft, xxviiì. &.
effetto, intendono i loro rj^S^i nella loro operazione C ii. 7. 30.
Poi . . . dico r tffttto di questo pensiero C u. 8. 49-
mostro la potenza . . . per suo tffeno . . C ii. 8. 81.
conciossiacosaché amore sìa tffttto di C. ii. 9. 33.
ciascuna cagione ama lo suo tffttto C. ii. 9. 30.
che lo r^//o di costoro ò amore C li. 9.30.
□on può ... il suo tffttto conservare. IMco tffttto^ io qtianto 1* anima
col corpo congiunti sono tffttto dì quella C. iì. 9. 43, 44, 4^
anzi è questo un &UO ipeziale r^//o C ii. II. 42.
perocché sono r^/i' della signorìa di Marte . . '. C. ii. 14. 173.
concioasiocosaché la Galassia sia uno tffttto di quelle stelle . . . C il 15. 79.
per lo tffttto loro intendiamo quelle cose C. ii K5, 80.
non potemo . . . intendere se non per li loro tffttU C ìL 15. 84.
conciossiacosaché ciascuno tffttto ritenga della ... . . . C. iii. a. 35.
conosce . . . quello eh' é sotto sé, siccome suo tffttto C. iii. 6. 45.
ogni cagione infonde nel suo tffttto della bontà ...... C iii. 6. 115.
Intra gli tffttti della ... 1* Uomo é mirabilissimo C iii. 8. i.
ricorro a ritrattare del suo tffttto C iii. 8. 138.
di . . . convenevolissimo trattare é per li loro tffttti C. iii. 8. 143.
la Natura cotale r^/^o produsse C. iii. 8.311.
se alcuna se ne corrompe . . . é accidentale tffttto C iii. la. 69.
essere nel processo dello inteso tffttto C ìiL la. 66^
per modo che lo ^//o è nella cagione C. iii. la. 69.
cbé . . . muJtiplicato é l' tffttto ... C tv. 9. 113.
che la di6nÌzionc ... si faccia dagli tffttti . C ir. 10. 6a.
per non seguirti 1' tffttto della congiunzione ........ C. iv. io. 76.
la quale iniquità é proprio tffttto d' imperfezione C. ìv. xi. 56^
per questo tffttto intende di provare il testo C ìv. 13. 160.
difìnire e conoscere per li loro ^//f C. iv. t6. 109
procede . . . siccome tffttto da sua cagione C. iv. t8. 11.
rìducere . . . siccome tffttto a cagione C. iv. 18. 16.
se quelle non fossero ambedue tffttto d* un terzo C. tv. 18. 19.
siccome cagione tffttto comprende C. Ìv. tS. 53.
e ta disf>osieioHt (Ul Cith a questo tffttto puote essere buona e . . C iv. at. 63.
in quanto . . . considera lui e mira luì per li suuì tffetti C. Ìv. aa. Z44.
8Ì vuole sapere che ciascuno tffttto, in quanto tffttto t, riceve . . C ìv. 93, 47, 4^
e *1 ciclo a tutti questi colali tffttti ... si scopra C. iv. 03. 53.
più ha durare ìn uno che in altro tffrtto C Ìv. 33. 71.
questa Nobiltà . . . mostra li suoi tffttti C iv. 04. 79^
che ... si dissomiglia nello tffctto molto C iv. «9. ^
efflcacenaente. più tffitactfMtntt si tratterà la presente allegoria . . C iàì. 11. ift.
efiBcicnte. essere pìii cagioni tffiatnti C.ì. i^ a6.
il fuoco e '1 martello sono cagioni tffxdtnti ........C^i. 13. aflL
della vera amistà é cagione tffuttntt la Virtk \ cosi della filosofia é
cagione tfficitntt la Vtrità . C iii. li. 137, 13^
r anima del fabbro é cagione r^a>N/r C iv. 4, ia4.
le cagioni, cioè . . . tffieitttte e /inalt, comprende . . . tffidntSe in
quanto dice C ìb. ao» 96, 100.
Egidio, lasciando stare quello che Egidio Eremita ne dice . . . • C ìv. 04. 97.
£gìtto. neir usciu del popolo d' Israele d' Sfitto C ti. 1. 39,
sccondochè li savi d' Egitto hanno veduto C. iL 15, z^
^7 ^^^■^^^^■i^Bii^^F ELEZIONE
^Hi^ Qoand* 4^i'ìncomincuro , Cn H«. xiìi. ifl.
Pel desiderio dì pianger eh' egli hanno K AT. 3'3. aó (Som. xx. li).
hncch' f^/f hanno in sé , . . scrìtto K W. 40. 6a (Som. xxiìi. xa).
Cpade. r uno ^ all' altro r^o/r P. F. 68.
et//, ftparìan con vocaboli eccellenti Com-s. xix, 45.
Quadoson giunto, lasso! ed nson chiusi So$u xxviL la.
Ch& HiscruiB eius cor. qui pracstolatur Copu. xxi. 8.
ti E ton(//fu^ oscurìtate e gelo Cohm, tx. s-
£l m' hk percosso in terra Cans. xii. 35.
QBUKt'eglì è giunto là. dov* r/dcsira V. N, ^a. $1 [San. xxv. 5).
Soiach'^f parla di quella gentile K ^. 43. 43, 58 (5ofi. xxv. la),
E s <i p' aggrada^ Donna mia gentile .......... 3ort. xlviì. ta.
ctalKCt. EJtggi ornai, se la fraterna pace Fa ... o Cans. xviti. 59.
Chefti. , . U mia vita tUtta Per dare esempio San. xxvì. 6.
Hi bebé con gli ////A io sia ascritto S. P. 1. 40.
aD' tnnile parlare De' suoi <^//i servi S. P. ci. 68.
Krl r«gno degli etetti e suoi consorti S. Z'. ci. 64.
ctanenla 1' acr ... in eUmmto freddo Vi si converte Sesi. ii. a8.
CglL f- ^i erano stati già alquanto K A^ 35. ro.
and eh' r^/ uscissero ^. A''. 41. 04.
pcfth' /);•// odano alcuno suono C ii. 7. ix.
«ga ^fo dominus fuus K W. 3. 35.
^t*m^itam (entrum circuU K iV. Ifl. 31.
eh' e del giorno e della notte eguaU C. iii. 5. 154.
r /guati C. iii. 6. 98.
«■eodoil di eguale della notte C. iii. 6. 31.
altnmcnti sarebbe stata la ciccione per tutti non eguak . . . . C. iv. 4. 96.
P^'^'^nht . , . sono naturati ... in eguaft stato C iv. 14. 94.
t d« apere che questo j^reo di su sarebbe eguaU C iv. 33. 66.
^«Il&ente. eipialmeni* siccome falsa tesUmonianza fare . . . . C. Ì, a. 57.
^t^mmte in ciascuna parte ... * rimoto C ii. 4. 55.
*" I^nto, Il quale r^a/iMm// sia distante .... . . . . C iv. 16. 88.
^/. tigualmente.
T^^JJ* quale trac quello eh* //vede C. iii. 4. 88.
'****^ che mossero me ad tl'ggen innanzi questo C ì. 5. 7.
r^*^A Utfrd/i/à mi fece questo eleggere C ì, 8. 7.
*** ostante che Ridolfo e ... poi ekiti sieno C. iv. 3. 49.
*^»Q quello eltss* a quello ufficio C iv. 4. 105.
J*"* fu . , . che 'I Figliuolo . . . discendesse C iv. 5. ao.
'•ti ottima parte ha r/W/o C iv, 17. 100.
tl^^tale. Jo quale . . . tutti i corpi . . . éUmentaU allumina . . . C. ii). la. 56.
iéC*l*>lto, nel libro . . . Delle pmprùtà degli Elementi C iii. 5. II5.
•«n»cnli . . . che dagli altri elementi C. iii. 7. 60.
''Uprima materia degli elementi en . . . intesa C. iv. s. 64.
Obo porta seco ... la t^V/ù degli elententi legali C iv. ai. 36.
elrtt^ dire . . . che sieno Abito elettivo consistente nel mtvMO . . . C iv. 17. 7t.
(loe r abito elettivo amstsiente nel mesao C iv. ao. 9.
dfrinnr più da sua gentilezza che da mia elesione C i>. a. 14.
che U elesione dì . . . coD\*enÌa . . procedere . . C iv. 4. 90.
MTcbbe stata la eie-aonr per tutti non r^ale C iv. 4. 96.
•■■u 6 manifesta la divina eUsìone del Romano Imperio . . . , C. iv. 5. 51.
nriwnn col ncxio per nostra *lemone preso C iv. 6. laa.
aalo per b«fa«bntf della . . . piti buono non sarebbe C. iv. xi. loa.
Q 2
ELEZIONE
3a8
digente. QucsC è . , . Un ahìlo eligmié C tv. Gnu. UL 66; 17. 9*
eUe. Vatten disconsolata a star con tUe V. N. ^a. 116 {Cans, iti. 76).
£"//( sovcrchian lo nostro intelletto C. ììu Cane. ti. 59 ; B. I2t ; 15. 56.
Né per prender da elU Cans. xìx. 1 18.
Da lor . . . s' hanno toli' tUt Una veste Ball. viii. ao.
elU. Che non 1' avca fora' rUi C ìv. Canm. iii. a8.
Ch' fili san quasi Dei C. 17. Cana. iiL 114 ; aa 31.
elio, % tìlo v' è a grato C. iii. Cai», ii. 89.
eloquenza. Colei ... Il cor le fa d* ogni HoqMema puro Som. xxvtil 13.
eminente, dal luogo alto ed tmintHtt ^. Z'. ci. 76.
emispero. tal» che . . . Questo tmispero chiude tutto, e salda . . . Can*. xv. 19.
empiere, dava salute . . . Empiendo il core a ciascun dì vtrtute . . .Som. xxiz. 11.
empireo. Sempre al volere dell' tmpiru sarte Sem. xxvìii. a.
lezione, cioè dall' abito della nostra buona tUmone C ìv. 17. 70.
du uno principio, cioè buona f abitualt tltaiont C ìv. 18. 4.
elle. Per fare si eh' tlU sìeno degnamente servite K ^. 14. 14.
come se . . . elU ro* avessero risposto V. N, qa. 60.
tUt si trassero verso me V, N. «3. 96.
che . . . r/// sicno intese ... a' tilt coroandassono C. i. 7. 73, 74*
dove eltt non la potessono . . . portare C. i. 7. 90.
in quanto «fZif sono dì fuori colorate C i. xi. 17.
che ttU non sieno piene C. ii. 5. 63.
elle per loro . . . non sottacciono . C iv. 9. 53
pcrch* elU sono proprie nostre . . C. iv. 9. 73.
com' elle non possono causare C tv. io. 66.
£ eh' r//r sieno imperfette C iv. 11. ao.
provare. .. eh' *tfr sieno j?mw# corrwrfr C Ìv. 13. 161.
la vìa per che WiSe si compongono C ìv. 17. Sa.
ma come elle sieno C. iv. 84. 72.
eUL a' tlH non è soggetto . . . e s* tlU non è obbediente C i. 5. sB. 33.
ov* eìli va col ricevitore C i. 8. 1 ta.
in quanto quello oh' f/Zi di bontadc avca . C. i. 10. 57.
eh' «/A non hanno senso C iì. 7. la.
con quello udire eh' eUi hanno C ìì. 7. 14.
per ondare là dov' tUi gisL C ii. 8. 53.
ed elli ponca lo suo corpo sopra la terra disteso C iii. 3. 54.
Che s" eili giudicassono C. tv. 8. 79,
dì sapere che elli sono C iv. 13. 99^
eilino. c>//(iio la loro usanza pongono CI. 11.49»
elio, eh' efh ci mostra di se due visibili cose C. ii. 15, 6.
r uomo, in quanto #//o è uomo C iii. 15.43.
chi ben guarda . . . vedrà che ttlo stesso lo dimostra C iv. 6. aa.
se . . . elio fosse grande dì nobiltà C ìv. 14. 196.
ogni animale, siccome elio é nato C iv. sa. 49.
dite . . . che elio lì precederà in Galilea C ìv. aa. 157,
quanto eh* elio sia di natura nobile . . C. iv. a6. 44.
quanto eh' elio sia nobile C iv. a6. 48.
ragionare lo bene, quando rllo è ascoltato C. ìv. 37. X45.
eloquenz£L un libro ... di Volgan EUotptettea C. ì. 5. 69.
emancipare, poiché dalla reale tutoria fu tmattcipaia da Bruto . . C. ìv. 5. 99.
empireo, li Cattolici pongono lo cielo Empireo C ìL 4. 14.
lo Ciclo empireo . . . simiglia la divina Srienaa C. ii. 15. 165.
empitX>re. Che non fosse stato , . . emptton del comandamento . . . C ì, 7. 66.
Enea. Virgilio, d' Enea parlando , , . pietoso il chiama C iì. 11. 318»
^ ^MilM^r ENTRARE
Qrtan. Sé VEDO Ìrom*ginarc, ov' io erttrat K ^. 23. 171 (Cam. ii. ^4),
Cb'm/fsrDon vi può spirito bencgno K. TV. 32. 74 (Gj««. iii. 34).
fcm« rime . , . Ch- tntrtran nella loda dì costei C. iii. Gi«#, ii. 15.
Per., , m' è nella mente Una giovine mirata Can^. ix. 35.
S« deatro v* mtri, va dicendo Ca;i«. xt eou
tutt^na i raggi di questi occhi . . . Ne' miei Comm, xiv. 17.
^t'appia che allo tninir di lui si trova Cant, xvi. 56,
'cr che lo fN/nzrv a tutt' altri à conteso Can«. xvi. 59.
Hov' mirò la dtspietata luce Sesl. ii. 36.
"Mf in core ornai . . . Sicché per te Sai. ii. 52.
^^mtrrrà costei che !' altre onora Som. \. a.
P<«sa\-i tutto 1 di d' mirar le porte S, P. xxxvii. 51,
*dico, per mirar dentro al bel chiostro, Dobbiftino P. F. ao8.
^*^ Hrplio . . . che chiama Enea : 'O Luce' C iii. 11. 159.
^ che Enta venne di Troja in Italia C iv. 5. 48.
*»' infrenato mostra Virgilio ... che fosse J?H/a C iv. a6. 61.
9Wndo caso Ettea sostenne solo ... a entrare C iv. a6. 71.
fucato amore mostra che avesse Enea C. iv. a6. 93.
V*it» cortesia mostra, che avesse E*ua, questo . . . poeta . . , quando
dice che Enea rcge . . . s* accinse e prese C iv. ad. no, ira.
•*ccoi»i« dice il . . . poeta . . . che fece Enea C iv. 36. 137.
<]uivi nel primo dell' Enetda V, N, 35. 76.
«d te rato dell' Emida K W. 25 83.
''^ q^aa^rto della £«/ii/rt C ì. 3. 75.
*'*titt»onia Virgilio nel primo dell* Eneida ......... C ii. 6. tao.
**^^om^ fa Virgilio nel secondo dell* Entida C iii. 11. 159.
» acoordA Virgilio nel primo dell' Enetda C. iv. 4. 115.
** fiK**t~»lo, che . . . tiene Virgilio nell' Enetda C. iv. 34. 96.
^'*»^»' ■« . . . nella parte dell' Enrida ... il quarto e "1. . .libro dell*
^^*9eda C tv a6. 6t, 64.
"«el quarto dell' Eneida è scrìtto C. iv. a6. 70.
^aavcssc . . . riguardo a ertfrare nel nuovo cammino ....Ci. io. 15.
to qo^ cito con esso io entrai nello Latino C i. 13. 40.
'^^•" c*^« . . . rtìtro in pelago con ispcranza C ii. i. 7.
. la Luna . . . entrare sotto a Marte C. ii. 3. 6a.
che duro mi fosse prima entrare nella loro Kntenra, final-
'^*-* «snic V* entrai tant' entro C ii. 13. 33, 04.
1 ora «i^ljc la prima dimostrazione . . . entrò negli occhi . . . . C iì. >6. 6a.
eoe 1^ "passioni . . . entrano nella persona amante C. iv. i, 11.
'■■'"'* ^ riguardar col pensiero C. iv. z, 68.
•° ""^^■•^jto ... nel quale per me ora s' entra C. iv. 3. ai.
r *W>«r^*^ jjjjyg ji celestiale Re entrare dovea C iv. 5. 34,
ente che nel. . . cammino. . . etttra C. tv. la. 153.
camminatore entrasse nel cammino C iv. 13. 109.
A P*"* *^Etlamentc entrare per ... è ... da vedere C iv. 16. 34,
per meglio rn/nipv nel trattato C iv, 16. 98.
via, per U quale s' entra nella . . . vita ...... C. iv. 34. 103.
O^ - *- . quattro cose necessarie all' entrare nella C iv. 34. 114.
1* ^-^^^^csccnte, ch* mira nella selva C iv. 24. 194.
cSk ^«cessarla ... a ben entrare nella porta . . . . . t . . C. iv. 05. 5.
^0B»Ctine ... a entrare nello Inferno a cercare C hr. a6. 7»,
q«S*^^0 venne a entrate nel mare di C. iv, aS. 9^
^^^ ^Mbc Q . . . marinaro . . . entra in quello . . C. iv. a8. 19.
^S^ cfc* emiri nella porU delta sua città C. ìv- aB. 35.
ENTRARE
entro. Raccoglier V aer del sezza* sospiro Entro quel cor Cviw. xiii. 7.
Ristretta s' è entro il mezzo del core Cans, xiii. 35.
che vui ... là tntro pinta scic Cans. xvi. aa.
Se guardi alla pietà eh* ivi en/ro legno Cans. xvit. ao.
Ch' io d porto mtro quel signor gentile Bali. x. 15.
Entro quel punto, che lo suo valore Vi trasse . . . K ^35. 47 (JSon. xviii [a^]. %\
Ch' entro nell' oua mie non fu mai pace . . . S. P. xzxviL li.
erba, e morta è V erba Cmwìm. x». 4*.
Quando si perde Io color neir erba , . . . Sesl, i. 3.
Perché gli copre di fioretti e d' *rba Stst. ì. za.
Quand' ella ha in testa una ghirlanda d* erba Sest. ì. 13.
E '1 colpo suo non puoi sanar per «^r^ . Seat. i.ao.
V ho chiesta in un bel prato d* erba SeU. i. 98.
che mi torrci ... gir pascendo 1' erba Sesi. i. 35.
Gli fa sparir, come pietra sotl* erba Sest. i. 39.
bianchi più che fior dì nessun* <r6a 5o/. iii. 3.
più verde Che non fu il tempo, né fu mai nuli* erba S«s/. iii. la.
Kon credo fosse mai vìrtute in erba Di tal salute Sest. iii. 13.
' Quando vidi costei cruda com' erba Nel tempo dolce Scst. iii. ao.
quanto bel fu vederla sull* erba Gire Scs/. iii. a8.
d
entrare, il cavaliere Lancilotto non volle entrare colle C ir. 98. 6a
entrata, quasi come rn/m/a della nuova materia - . K AT. 31. it.
in quella dinanzi ali* entrata dì mia giovcntute parlai C. L x. is6.
questa entrata conviene avere . . . certe cose C. ìv. 04. 104.
entro, cessò la . . . fantasia entro quel punto ch* io volea . * . . , y. N, 33. xoo^
Se . . . alcuno domandasse se là entro fosse il fuoco C. i la. 3.
V* entrai tant' entro^ quanto . . . potca fare C ii. 13. 84.
perché la vergogna d' entro non paresse dì fuori ..•,... C. iii. 8. 90.
Eolo, che Giuno . . . parlò ad Eolo signore dclli venti K. JV. 35. 75.
£00. Io primo chiamavano £00 C iv. 33. 136.
epiciclo, lo cerchio ... gli Astrologi chiamano eptodo , . . . . . C. ii. 4. 8x
questo, di cui è fatta menzione, cioè 1* epiddo . C ii. 4. 90.
secondochÉ la stella si muove per lo suo epiddo C ti. 6. 137.
secondochè Io epicido si muove C ii. 6. 138.
rivolgesi coir fpiddo, da Oriente in Occidente C it. 6. 146.
Epicureo, gli Stoici e Peripatetici ed Epìcnrri . . . concorrono . . . C. ili. 14. 139.
questi, che da Epicuro sono Epicurei nominati C iv. 6. iix.
le tre sette della vita attiva, cioè gli Epicurei C.hf, «a. t6i.
Epicuro, uno filosofo, che fu chiamato Epicuro C iv. 6. 100.
questi, che da Epicuro sono £/imm nominati C ìv. 6. iiz,
1' opinione che di quello ebbe Epicuro filosofo ....... C iv. 3«. aB.
epilogare, nel Libro ddV . . . tpiìt^ato ai trova C ii. 6. 135.
epistola, composi una epistola sotto forma di serventesc K A^. 6. io.
C/, pistola,
equabile, perocché la consuetudine foonf é eqttaòtìe alla natura . . C iii. 8. iSi.
equatore, un cerchiot che si puotc chiamare Equatore del . . . . C. ÌL 4. 54.
quanto il cielo é più presso al cerchio fquatoit C ii. 4. 70^
così ha questa pìccola lo cerchio equatore C. iì. 4. 85*
equinozio, nello Equinomo sempre . . . sono una cosa C iìi. 6. ^9.
equità, conciossiacosaché . . . sia equità alcuna da conservare . . . C. iv. 9. 76».
la quale equità per due cagioni si può perdere C tv. 9. 78.
Se questa (cioè tquiià) gli uomini la conoscessero C iv. 9. 83.
La Ragione scrìtta i: arte . . . d^ equità C. iv. 9. 8B.
erte, quelli che io bestiale pastura veggiono erba . . . gire mangiando C i. s. 61.
^
ERRORE
Niilcima (tgnrm, o color d' tròa ^^^^V> - * ^*^' "'* 35*
Che u tota messa s* ha ghirlanda d' eròa S*si. ìli. 39.
EV Bn a 1* a]tni vm gittando I' rròa Sfst, ìv. 3.
BOiBe il verde Color cangia segata la beli* trba Stst. iv. xa.
fMù peata dire eh' ella adorna 1' eròa Sai. iv. 13.
ebc ni vai com' rròa, Valut' ha già Srst. iv. ao.
però eh* io 5on suo fior, suo frutto ed nta Sesì. iv. aS.
Olirò fedel come r rrAa Quell' anima (S. animale) ...... Sfs/. ìv. 35.
Ifati^ij che d' altri fìorì o foglie od rròa S^st, iv. 39.
^tfliCO^ chi . . . crede, Erttko, e nemico è di se stesso . . . . , P. F. 44.
mante Contra gli r'TaM/i'[, mia Canzon, n* andrai] C iv. Cans. ili. 141 j
3. la ; 30. 15, 34. 25.
grtanCB* Cosi mi trovo in amorosa tnvHMa K AT. 13. 46 {San. vi. ti%
cmcre. <i smagati . . . che ciascun giva rrrantio . . . . V. N. 03. 165 {Cans. ìi. 38).
Coi i Kòrto il cammino e poscia 1' erra . . C. iv. Con*. ìii, 39.
(o Ritenne Impero In difìnire «rra/o , . C. iv. Cans. iii. 46.
se Hlìhro non erra Can*. xiii. 66.
per quella Donna, in ctii rmni So», xliii. 3.
•noce. Aggi pìetate de' mici gravi trTori 5. ^. vi. 7.
erta, ricevere in sé la informazione dell' trb* C. iv. a. 55.
oni come 1' erba multiplica nel campo C Iv. 7. 18.
coDoicerela virtii dell' grht C iv. 9. 14?, 1461.
^so qua una similitudine neir /ròn essendo C. iv. aa. 39.
'^B™* siccome 1' eròrtta di diverse biade, quasi si somiglia . . . . C Ìv, aa. 45.
^WO*t Osdc ai legge nelle storie d* EnoU C iii. 3. 51.
» per stu rolontà o per forza d* ErcoU C. iii. 3. 56,
Di che accorgendosi frro/r, alla fine prese lui C iìì. 3. 60.
lasciando stare quello che Egidio Enmita ne dice . . . . C iv. 04. 97.
f*fit^wntfr imp*d$tus ero dhnceps V. N, a. 38.
fa si forte la errantt fantasia . . . K iV. a3. 6a,
™P**^«vii, non per infamia 0 vituperio degli trranà ... . C iv. i. 38.
che opinione di questi erranti t C iv. 14. aa
che nel comìnciamento dell' errart . . . apparvero . . . , V. /V. 33. 24.
*^Mninciando ad errare la mìa fantasia V. N, 9^. 31,
***l>oJ« alcuna fiala rrrò nella sua via C. Ìi. 15. 49.
■■•■•ÌBo . . . questo scòrto erra C iv. 7. 75.
•^^kathmtemente iui ermrt C iv. 10. 48.
<"*BiMcrc Io ìmpermdore . . . non §rrò pur nelle C. iv. io. 56.
di (Mtoro medesimi che cosi «rrano C iv. 14. io.
0 roCeUDente. di che tanta gente erroneamente parla C. Ìv. ao. 6.
effonu questa sua senlenza cosi erronta C. iì. 3. aB.
^laperadore essere stato rrroMiv nella difinizione .....* C. iv. 10. 31.
rbe . . . fa erroneo in difinire quello che tenne Impero ..... C Ìv. to. 43.
)omw9mo mai non la giugne C tv. ia. 198.
«oal è OKoifesto la ragione . . . essere . . . nroma C. iv, 14. 154.
r Adolescente, cb' entra nella selva emmea C iv. 04. 134.
con mollo errore sì procederete C ti. I. 106.
^'ertià, perchè dod sofferà alcuno errore C. il. 9. 1 19.
la (}aanto e senza macula d' errore . . . C ìi. 14. aaa.
credo che fosse V errort de' traslatori C il. 15. 63.
m qiatMo errore cade 1' avaro maledetto C iii. 15. 87,
quel ponto non passa se non per errore C. iìi. 15. 96.
odtasc G scguitatorì dello etron C. hr. i. 04.
le - . . gtì irrori della gente abbominava e dispregiava C fv. 1. 96
EMI
:rrore ^^^^^^^^^^^^
errore. Più, che gli #fron de' nemici mici
E Io mio errorg non ti ho celato S. P, xxxL 33.
Ha gli ffrron' degli uomini son tanti .......... ■ 3". /*. xxxi. 43.
Ed ali* uoian errorr esser suggctto S. P. xxxrii. 661,
escUtare. Prendete V armi, ed tsaltate quella Cam, xviii. 68.
Da poi che me tu n' «^sa/Zaf/i tanto 5. /*. ci. 36.
E tutti li signori tsalttranno La tua potenza ... e S, P. ci, 61. j
esaudire. Perù che il re . . . Ha ffiaH<///o lo pregare, e ^. P. vi. 41. '
Signore, esaudì la mia orazione S. P. ci. l ; cxlii ti
E prego, che ti degni esaudirw La voce S, P. exjtìx. a.
Del) ! piacciati, Signor, d' tsaudìn \\ servo tuo S. P. cxiiì. 4.
E presto presto esaudirnij Signore S. P, cjdiì. 35.
esca, poco vale ; Che sempre fogge 1' tsca Canz. x. t io.
esempio. Per eii*mpiu di lei beltà si prova K W. XQ. 69 {CaM*. u 50).
E virtù per tstmpio ha chi lei piglia Cans, ziz. ut.
eletta Per dare esempio altrui, eh' uom non si metta Soh. xzvL 7.
tu ti dimostri Esempio a noi per la tua gran virtute P. F, aat.
esemplo. Miri costei eh' è esemplo d' umiltate C iii. Comm, ii. 70.
errore, non per infamia o . . . degli erranti, ma degli errori . . . . C iv. i. 39.
Intra li quali erruri uno , . . io riprendea C iv. 1. 43.
Questo è r erTun dell* umana bontà C. iv. x. 47.
intorno al detto errore C. iv. 1. 69.
per istingucre questo errore . . . proposi C. iv. i. 73.
il gìudicio della gente piena d' rrrvrtf C iv. a. uS.
ma ... lo suo errore . . . non può salire C. iv. 7, 85.
cosi questo cammino si perde per mvrv C. iv. la. i8x
Riprovato 1* alimi errore C. iv. 14. 1.
conchiude manifesto essere Io loro errore C iv. 14. 1^
Poi . . . conchiudo lo loro errore esser confuso C. iv. 15. 99.
esaltare, per che U buoni erano ... e li malvagli . . . esaliaii . . . C iv. i. 57.
noi troveremo lei eiuUata C. iv. 5. lox.
esaminare, il buono mercatante che . . . ramina U suo procaccio . C. iv. a8. 91.
esclamare, quasi escintnando . . . dirizzai la voce mia C ti. 3. 41.
Giovenale , . . quando comincia quasi «piantando C iv. 39. 39.
escludere, per questo si esclude le Intelligenze che C. iiL 23. io.
CJ. schiudere:
cscusare. Poi . . escusotni da mia colpa C. iii. 4. 31.
Poi quando dico . . . escuso me di ciò C iii. 8. tas,
Cf. scusare,
esecuzione, quando la esecuMone dello eterno consiglio . . . procede
esempio. lasciò . . . per esempio della sua bellissima Bgura . . .
C/. esemplo.
esemplare, essa umana forma, esemplata e individuata ....
esemplo, trarre dall' esempio onde nascono queste V. N. a. 64.
manifesto Io stato del core per esentpio del viso K. iV. 15. 53,
ne diede rMm/ib e dottrina C. i. a. xoS.
cosi queste fossero . . . esempi» ciascuna della sua spezie . . . . C. ìì. 5. 33.
Tutte le cose produci dal superno rvm^ C. iti. 9. 147.
siccome loro regola ed eiìetnpio . , C. iii. 6. 57.
non è manco del detto esemplo C iti. 6. 59.
è cosi fatta, come 1' esempio intenzionale C. iii. 6. 63.
di ciò sensibile esempio avere potemo dal sole C. iii. 7. 33..
maniiesto «s#fn//o rendo alle donne C iii. 7. 151.
guardi in questo perfettissimo esempio CiiÌ.8L aos.
c. iv. 5. a
K A. 41. 4-
C Ui. 6. 58.
ESSENZA
dStk V mtio, che III' é dftto, onor mi tegno Cams. xx. 76.
Optoure. non pos&o Con U mìa lingua tspn'mtr mia malìzia . . . S, P, cxUi. 30.
CWUIL D' ogni beata fssf»»t . . . regnerai onorata ...... Can*. xviii. 47.
Vostn, . . Fece Dio per rssatea, Chò voi foste sovrana .... Ball. iv. 34.
CiiÌ0im«a membrar mi dà orrore K AT. 3. 64 ^5on. i. 6).
E U dirìxia MSTH-M tutta quanta In Cristo fosse P, F, aa,
Hàùuir ^ . . Che cosa sia quella divina tsurtaa ......,/'./*. 80.
tnn^ procedo alla scusa per tserHfilo C. ni, 9. 45.
pikdigDO di Carsi tstmpJo di Dio C. iii, la. 54.
fremita . . . sente . . . miri in questo esemplo C iii. 15. 139.
Colidov' ella è essntpio tt umiliò C. iii. 15. 147.
pORgQttn»t/>Z(r del cammino mostrato C iv. 7. 53.
tTtaàteHmph del Cielo C. ìv. 19. ax.
EcoBbeDo e convenevole estntpio . . . . C iv. 19. 36.
Ercule «sr*N^ nei colorì, dicendo C. iv. ao. il.
fuirilisj che non gli dea di sé esemplo C iv. 34. 153.
pcnib^ più memorabile sia 1' esemplo C iv. 07. 191.
^lo ptt fitmpio dal {F. deli buono Fra Tommaso C iv. 30. a6.
C/oempto.
OUàto. questo vedcmo nelle religioni e negli eserciti C iv. 4. 60.
BB^CCnn. mettendo e . . . secondo la esigenaa di quelle C iv. 23. aa.
Oil^ !• perpetuale infamia del suo esilio C i. a. 99.
peft*. dico, d' esilio C i. 3. ao,
le IfiteJlìgenze che sono in esilio della superna patria C iii. 13. 11.
CU dm di Camillo . . . cacciato in ailto . . . spontaneamente essere
(ornato in rsilio C. iv. 5. 135, 138.
KK^ come dice Esopo poeta nella prima Favola C iv. 30. 40.
dove la divina luce più esptditamenie raggia . . . C iii. 7. 97.
perciocché 1* isperieutet non è mai avuta C. i. io. ir.
tircoae per esprri^nsa vedcmo C. iv. 4. 35.
upere per la lunga *sp«TÌ*n»a della vita C. iv. 37. 150.
Cf. ipcrìenza.
C^XShx molti, siccome esperii, mi potrebbero testimoniare . . . . K. AT. a6. io.
Pio fui esperto di questo 1* anno medesimo C. iii. 9. 148.
QCspertix
e^nrre: espone^ chi cerca bene le scritture C i. 7. 48.
IO intendo riporre quel verso che comincia C iii. 15. 5.
C/. sporre.
ite. siccome il testo dice rspressantente C iv. 96. 80.
per esso . . . concetti ... si tsprimono C i. io. 85.
CBBBlZL DOD ba una essenaa con quello che '1 porta C. ii. 4. 94.
aJcuno lume della vivacissima loro esseuMa C. li. 5. 133.
tcbe della umana esstnsa é nella divina Mente . C iii. 6. 64.
tanto essere perfetta, quanto . . . essere puote la umana essen^ C, ili. 6. 87.
•Jctmo partecipante quella r^Afruu C iii. 11.66.
in qimnto ... in Sé la vede e in sua Essenaa C. iii. la. 93.
ȣ adunque la divina Filosofia della divina Essensa ...... C Iii. la. 100.
ia Emo non può essere cosa alla sua Es$ttfza aggiunta C. iii. ta. ioa.
perocché nobilissima Essenaa è la divina C. iii. xa. 103.
iteOa qnalc . . . tutta la nostra esseitaa dipende C. iii. 15. 38.
wole una sola tssenaa essere in tutti gli uomini C. iv. 15. 53.
aicnno luilo che ha una $sstn:M semplice colle sue parti ... è una
il tua II di tutto e dì ciascuna parte sua C iv. 39. 91, 93.
Ub altra tutto t che non ha esseHsa comune C. iv. ay. 96.
ESSENZA
234
esaere, » C ÌÌL Caim. it «7 ; Cans. ix. 31 ; ux. 73, 74-
encx K W. 19. 88 (Caiu. ì. 69) ; C. ti. Catu. i. 58; ìii. Ca*u. ti. 4 ; ìv. Cm»a. iìL 4. 68 ;
Cans. xìì. 69 ; xix. 71 ; Som. xxviii. 6 ; S. P. ci. Qg ; P. F. 9^ 139.
est. Nec dicit ipsa : Malum ési de Ìsto , . - . Cans, xxì. aa.
estinguere, ed ci son chiusi, E *1 desio . . . t estinto .Som. xxvii. 13.
Cf. stiingnere.
esto. y, N. 33. 67 (Gin*, iii. 97); C. ti. CtfHM, ì. 85; ir. Con», iii. ifli ; Càms, 3Ùi. 41 ;
xiii. 39 ; Kl W. la. 95 (5atf. i. 16) ; 3. 68 {Son. Lia); Som. xxvi. a ; xxix.
la ; xxxi. 3: li. fl ; S. P. cxlii. 57.
estremo. Misero fatto sono . . . Sino allo fine tsirwmo S. P. xxxru. 90.
di manifestarmi L' tstrtma fin del . . . viver mio S, P. ci. 93.
et. Oculos mcos, tt quid libi feci Canm, xxi. a.
età* E noi in donne ed io #^ no\'elU [Vedcm] . . . C.'vr. Cmm», iii. 105 ; 19. 73, 61.
essenza, ma è la sua una tsscMxa secondaria ... da molti granì che
vera e prima tsienaa . . . hanno C. Ìv. 39. 98. 100.
essenziale. 1^ /«j/h^/i passioni sodo comuni a tutù C iiL xi. 63.
non si può per li princìpiì essetuiah . . . difinire C Ìv. 16. 106.
«. K JV. ao. 35; C i. 13. 36; ii. 5. 3o, 119; iii. a. 39, 40, 53.56,58; *. 88, 104 ;
7. aa; 11. iBa ; 13. 91 ; 15. -49 ; iv. 7. ili, lao; Ko. Sa, 85 ; 11. 40; 05. no;
a6. 86 ; ag. 103.
K N. a. 6a; 3. 55; la. 39; 16. 40 (Am); 18. 15 : 3^- ^5 ^ 3B' ^4 ; 4»- 6; C". i. i. 14,
33. 87; 3- II) 61, 80 ; 5. 81 ; 6. 47; 7. 100; 8. 50. 79. 83. 93, 98. 109. 135
(bis) ; IO. 76, 8a. 85,93; 11. la, 89: la. 39. 7». 90.92, «oo; 13.33» 39. 40.
43,61,66,67; u. 1.64, 118; 3.34; 4. 17.37.63,81,96,97; 5. 104; 6. 7a,
78, ioa, iia, 133, 148, 149; 7. 36; 8. 76, Ba; 9. 16, 35, 39, 43, 116; 10. 49;
19. 13, 30, 68 ; 14. 18, 3a, 68, 70, 79, 81, 158, 159, i6a, 164, 185, 187, ao6,
930, 338 ; 15. 33, 31, 33, 109, 171 ; 16. 34, 81 ; iii. i. 97 ; a. 17, 78, 91, 96,
»»6 ; 3. 59 ; 4- 66, 74, 77 i^bis), 97 ; 5. 64, 136, 145, i53 ; 6. 57, 103, 105 ;
8. 133, 166 ; 9. 84, ia5, 137 ; 11. 18, taj, 161 ; la. 99. loi ; 13. a, 6, 18, 33,
35. 64 ; 14. 34. 38, 43. 45t 47. 61, 73, no ; 15. 54. 163, 164, 303 ; iv. 1. 99,
4«» 45; 3. 151, 157; 3. 33; 4- "Ji ; 5. 56; 6. a6. 70; 7. IO, roi ; 8. 17, 78;
9.46, 79, 124; IO, 63; II. 43,57; la. 81, 8a, 89, 144,157; 13-33,105. «46,
163 ; 14. 47 ; 15- 33. 33, »6i, 191 ; 16. io, 91, 87, 116 ; 17. 4, 81 ; 18. 55 ;
'9- »9. 38, 39. 43. 63 : 90. 19, 93, 75, 93; ai. 15, 17, 34.69; 33. 19, 44.173;
93.93; 24.61, 150; 35. ir, 66,146; 36. 38, 67, 71, 83, 87.91, 134; 97. 163,
169, 189; a8. 17, a6. 85, i6a ; 39. 46, 114 ; 30. 50 ^òw), 53, 58, 66.
est. tempus est ut pnuUnw'ttaNtur simnìaera nostra K iV. ifl. ai
estate. K state.
esteriore, la ... ira e la .. . pazienza contra li nostri mali tsirriori C. iv. 17. 59.
estimare, perchè né consentire né negare puute lo così tstùnato senza C i. a. 76.
cestinare.
esto C ii. 9. 38 ; 16. a6 ; iv. 16. 37 ; 33. 7 , 98. 1 55, 158 ; 30. 35.
estremità. aUVs/rrmiViì della vita condotto avea K iV. 14. n.
per tutta r estrifMÌtà del primo climatc C. iii. 5. 119.
estremo, che l' tstrtme parti del sonetto non mostnuao V. N."}. 46.
delU quali lo estremo . . . fosse quello dove C. il. 3, aa.
età. che nella età di Dardano . . . fosse memoria . . . che nella ttà di
Laomedonte . . . fosse disfatta C. iv. 14. 135, T37.
che . . . era il colmo della sua età C iv. 93. 1 10.
Cioventute, cioè età che può giovare C. iv, 34. 5,
che dinanzi a quella t/à V uomo non po&sa . . . fare senza curatore
di perfetta età C iv. 94- 19, 91.
dico che neliì più . . . quella età è wnli mnni C iv. 94. 38.
Aver adito nelK Hadé pazza 5. P. L 32
dL tinto qiunto questa /Ai ha di salita C iv. 34,
monfionevoli ad una età più che ad altre C iv. 04.
icft che questa prima rfù £ porta e \ia C iv. 94. 103.
pirt iiii questa «/d necessaria r oMir</fintM C. iv. 114. 139.
cbcUOfrWirMjn fu necessarìa in questa Wà C iv, 94, i6a.
ctx Mn può essere nella prescjitc r/à C ìv, 94. 168.
r llt^^ eh* è necessaria in questa *tà C iv. 25. 4.
■ ptiooo seminare in questa età prìma C. iv. 95, io.
i MCosarìa a questa età la passione della Vtrffygna ... la buona . . ,
utura in questa età la mostra C ìv. 95. 93, 95.
tutte t tre queste sono neccmarie a questa età ... A questa età è
Dccessarìo d' essere reverente e ... a questa r/à è necessario d'
essere rìfrenato. . . a qucsta//iiò necessario d'essere penitente C. ìv. 95. 39* 40, 42 , 43.
Appare yergogna essere necessaria in quella età C iv. 95. 1 18.
hDohilc satura in questa r/a dimostra C. Ìv. 95. lao.
■dk pute dell* Eneida ove questa e/à si figura C iv. 96. óa.
Aocon i a questa età , , * necessarìo C. iv. 96. Bi.
I^er che appare a questa età essere amore necessario ..... C iv. 96. 99.
« Bcttssario a questa età essere eorteu . . . avvegnaché a ciascuna
éà lift bello r essere dì . , . , C. iv, a6. xoa, X03.
«leccttarìo a questa età essere leale C iv. a6. 199.
t ttinifcsto che a questa età . . . sicno necessarie C. ìv. 36. 143.
t<KUe . . . virtù a questa età sono coiiveuicntissinie C. iv. 37. 15.
ccrv> corso ha la nostra rf à . . . e a ciascuna parte della nostra età è
4tt stagione a C iv. 97. 19, 91.
^Mo conviene essere in questa terza /Ai C Ìv. 97. 41.
Conieasì anche a questa età essere Giusto C iv. 37. 8B.
il veduta. . . apparire perfetta in questa rtà . . . commiscro in quelli
dte in questa età erano C iv. 97. 93, 95.
^ncaai anche a questa età essere Latgo C iv. 37. 104.
^*liifare così come in questa età C iv. 37, 109.
^•■▼^i anche a questa età essere A^ubile . C. iv. 37. 149.
^Kttifftì pur ha seco una ombra d* autorità C. Ìv. 37. 146.
!<>>•• .che nulla più lostanaWà C. iv, 27. 148.
^ - . . queste cose convengano a questa età C Ìv. 07, 156.
• qbeflu Ali essere quattro cose convenienti C. iv. 97. 18S.
^''^ebcfit U nobile Anima ncir ultima //à C. iv. sB. 6.
'">>ks ... a Dio la nobile Anima in questa età C iv. 38. 49.
odia loro lunga età a religione si renderò C. iv. 98. 64.
lanca età il tenga C. iv. 98. 67.
. la nobile Anima in questa età H C iv. 08. 63.
9iKS(c due cose convengano a questa età C Ìv. 38. 9B.
ft guisa che alla sua giovanissima etadé sì convenia . . . . K. iV. 3. 18.
i erano di più lunga etotie . K A^. 3. 8.
i gio%-anc in simile r/ar/r a quella ^'. W. 40. 7.
ai conviene ... a una etade^ che ad altra ; perchè certi costumi
K7no idonei ... a una etaiie C. i. i. tao, xaa.
fteerma^ non dico d* etade, ma d' animo . . C L 4. 11.
aot liamo già nell' ultima r/<u^ del secolo C ii. 15. 116.
{■fino alla sua perfettissima etade . . , andò C ìv. 5. 65.
(oatitoirc r uomo d' ttade sufficiente .... C. iv. 9. 158.
Bea e pargolo uomo pur per etade C. iv. j 6. 57.
<U Nobiltà è ncUì . . . imperfetti d' ataeU . . . . . . C iv. 19. 96.
ETADE
I
etate. Donna pietosa e dì novella tiai* . . K N. 93. laB {Cshm, il i) ; K E, ii. 11. 41.
Ubbidiente, soave e ... È ncIU prima efaft C ìv, Cam. ìli. laó.
eternale. E scampi noi dall' ttemat ruine * P. F. 237.
etemalmente. Ed unico figliuol di Dio, nato EtfntatmtMU . . . . P. F. a-j.
eterno. Che fé* maravigliar V ttmut Sire y, N, 30. 63 {Cans. Ììl «3%
Però fu tal da ttrmo ordinata C ni. CafU. ii. 54.
Non noi, che scmo dell' eterna rocca Csmm. ut. 69.
Però che Dio in etema memoria . . . volle S. P. cu 64.
Per liberare dairr/r/rra guerra 51 P. d. 79.
Risponderin essi all' ftemo Dìo 5. P. ci. 89.
E non, come tu sci, io sono eterno S. P. c\. 98.
Sì de' sperare neir r/rnvo Iddio S. P. cxxix. 17.
E tutto ciò . , . Fece 1' eterna sua bontà infinita P. F. i-j.
etade. sccondochè per quattro etaài . . . adopera C iv. 33. 37.
nel trentaquattresimo anno delta sua etade » C iv. 93. 98.
una parte della nostra r/a^ Civ. 23. 117.
quattro parti ... e chìamansi quattro etadi . . . C iv. 33. 118.
che la umana vita si parte per quattro etadi C iv. 34. 3.
queste W(u/i' possono essere più lunghe e più corte C Iv. 34. 70.
cioè di fare I' etadi . . . più lunghe e meno C iv. 34. 75.
Per queste tutte eiadt questa Nobiltà . . . mostra C ìv. 94. 78.
usando li suoi atti nelH loro tempi e etadi C. iv. 34. 91.
di questo diverso processo dell* etadi C iv. 24. 95.
Dà ... la buona Natura a qucsu Etnde quattro cose ..... C iv. 34. 114.
quanto la nobile natura prepara nella prima etade C iv. 36. 17.
questa . . . perfezione avere appresso a questa etodt C. iv. 26. 30.
per minoranza d' etade . , , merita perdono ......... C iv. 36. 137.
anzi a questa etade avere ... è impossibile C iv. 37. 116.
cioè, a due etadi fruttifera sono stata C iv. 38. 133.
pcmcchè . . . tutti li dimostra per tutte etadi C iv. 98. 163.
li quali per ciascuna etade appaiono C iv. 39. a.
etate, avere nella terza etate^ cioè Sene/tute C ìv. 37. 9.
etera, quando suso fermava [V etera'] C iti. 15. 171.
la . . . terra, di poco dipartita dal nobile [etera] ....... C. Ìv. 15. 80.
eternale, alla gloria eternai* se ne gio veracemente K ^. aa. 7.
delle superne cose dell' eternale gloria ..,,...,.. C. ii. 1. 57.
per la quale campiamo da eternai moxX^, e acquistiamo eternai \\Xa . C. iii. 7. x6o ibià),
la volontà di questa «AT7M/tf Imperadrìce C iìL 15. 188.
sarebbe ... dì mortale corpo in etemafe trasmutalo C. Ìv. 34. 68.
eteraalmente. 1* altre sarebbono state etemalmmle indarno . . . . C ti. 5. 18.
da eterno, cioè etemalmente, (u ordinata C. iii. 7. 178.
essa Sapienza dice : ' fT/tfma/mrN/i- ordinata sono * C iii. 14. 63.
eternità, si può la sua eternità apertamente notare C iti. 14. 64.
etemìtade. lo quale . . . alla etemitade è contrario C ìv. ai. 85.
etemitatc. guardar non può. cioè ... la etemitaie C iiu 15. 63.
etema de' cittadini di vita */*r»ia K /V. 35. 3.
da etemoj cioè etemalmente, fu ordinata C iii. 7. 1 78.
con etenta notte solvette lo suo dannato pudore C. iii. 8. 94.
è in Luì . . . quasi per eterno matrimonio C. iii. 13. 105.J
«ccome il divino amore è tutto ettmo, cosi conviene che sia ettmo
lo suo oggetto . . . sicché eterne cose siano quelle eh* Egli
ama . . . che la Sapienza . . . eterna è . . . . . . C. iii. 24. 53 {òis^, 5
il suo oggetto etmto ... gli altri oggetti vince -, C. Ìi>. 14. t-i
per r arte della Verità riimia . . . concorrooo C. iii. 14.
SQ7 ^^iPHi^B EVIDENZA
teso. lU Bol di queir etimo e buon consiglio P. F. it.
cfni pooMnxA è eolu . . . d' andar a vita tUrma P. F. ga.
(tìCft. Qi«M*é (sccondoch* r £/*ctf dice) C iv. Cans. iii. 85 ; 17.9,18.
CttQ|ik. Levasi della rena d* Etiopia Un vento Catta, xv. 14.
tmjfB. Fuggilo è ogni auge] . . . Dal paese d' Europa Catiz. xv, aS.
éSBO, Cisa i candore dell* ttcma Luce C iìi. [5. 54.
Uoeauìfrne dello eftnto consiglio C. iv. 5. 8.
^Qi cìitadini della eterna vita C. iv. aS. 39.
EibOL AristcìtQc nel primo dell* Etica C. i. 9. 6a.
qudljdie trasmuto il Latino dell* Etiea C i. io. 71.
DOS discordando dalla sentenza del Filosofo aperta nell' ottavo e nel
nono dell' Etka C i. la. 9t.
àce il Filosofo nel quinto dell' Etica ... .... C. i. 13. 76 ; ii. [5. 138.
F>n dire Aristotile nel decimo dell' Etica C. ii. 5. gr.
ÙKome dice il Filosofo nel sesto dell* Etica C. ii. 14. 43 ; iv. 97. 47.
&t Tool maso sopra lo secondo dell' Etica ... * C li. 15. 126.
■ccone dice il Filosofo nel nono dell' Etica C. iii. i. 57.
ptdi il Filosofo neir ottavo dell' £/f»i C iii. 3. 90.
Uicatcnza del Filosofo nel terzo dell' Etica C. iii. 4. 54.
di«au Aristotile, nel settimo dell* Etica C. ÌÌi. 7. 89.
<^ il Filosofo nel secondo dell* Etica C iii. 8. 169.
E l' ìoieiuiùne d' Aristotile nell* ottavo dell' Etica C iii. ti. 75.
^'«oacr Etica ne dimostra C. iii. 11, 93.
■croie pare sentire Aristotile nel nono dell' Etica C iii. 1 1. 144.
binile difiutsce Aristotile nel primo dell' Etica C. iii. 15. 130.
^ Toamaso sopra a Prologo dell' Etica C tv. 8. 4.
'^ra*tìtìc, nel principio dell' Etica C. iv. 8. t4a.
^ouircsto per lo Filosofo nel sesto dell' Etica C iv. la. 1^7.
ptrtdiccArisioiilc nel decimo dell' f/iffl C. iv. 13. 70.
"*' primo dell* Etita dice C iv. 13. 74.
Ansiùiilc parla nel primo dell' Etica C iv. 15. 147.
' Fikaofo nel primo dell' £/Jcitf , . , C. iv. 16. 59.
"('ondocfae nel secondo dell' Etica è . . . difinìto C iv. 17. it.
■*««ftcdicc il Filosofo nel primo dclT Etica C. iv. 17. 75; aa. 15.
P**»* ti Filosofo nel decimo dell* Etica C iv. 17. 94.
Qfìktofo nel quarto dell' Etica C. iv. 19. 83.
^pma Aristotile nel settimo dell' Etica C. iv. 90. 37.
™**o*ile nel secondo dell' f/im C Iv. ai. 137.
■Eccone Dell' ottavo dell' Etica vuole Aristotile C iv. ss. 8.
^ *Ìpfocta»od' Aristotile nel quarto dell' Etica C iv. a7. no.
^^ Ut primo chiamavano £00 ... lo terzo EtoH C. iv. 33. 137.
'■**' IfiacBO ... eh' era stato trombatorc d' Ettore C. iv. a6. 1 14.
^™fe siccome dice EticUeU C ii. 14. 009.
^"'^'dk. La decima si £ chiamata Eutrafietia, la qtiale modera noi
nelli sollazjì C iv. 17, 59.
a chi ben vuole por mente alle evangtliche parole . . . C iv. 17. in.
n' ammaesirm lo Evangelio dì Marco C. Iv. aa. 148.
C/. vangelio.
siccome dìce Giovanni Evangetista C ii. 6. iB.
liccooie testimonia Luca Ewingtliita C iv. 5. 65.
vuole essere evidente ragione C i. 10. 5.
minOi ra^De dee essere quella C ì. io. 17.
Ad /vÌ4ArM«a di questa, è da sapere C ì. 4. 65.
dunque della sentenza ... è da sapere C ii. 8. 15.
EVIDENZA ^^^^ 238
Fabrizio. Ora ti veggio . , . Fuori i Icai Fairnsii Cmna. zvììì. 04.
&ccia, &zza. £ mostra poi la/ioi'a scolorìu Qual fu Cana. xi. 56.
L' altra man tiene ascosa La/dncùi lagriniosa Cana. xx. 25.
Io vegna a riveder sua/iicn'a allegra Gnu. xxi. 35.
Dicendo : Questi, cb' à la ^ccM fessa Som. iiv. 7.
evidenza. Ad evidtnaa della prima parte da rìduecre . . . è . . . . C. iv. 19. 15.
eziandio, non solamente a quelli ... ma eziandio agli altri . . . . C. i. 4. 99.
non solamente ... ma ttxandio in parte ove sia C i. 8. 73.
tsiattdio nulla veggcndo da saltare C 1. tt. 64.
csMfM/t'o per le cose significate C ii. 1.55.
non solamente . . . ma tziandio quante sono le spezie delle cose. . C. iL 5. 34.
non pure ... ma taiandio a quello eh* io intendo C. iti. 4. 16.
non solamente . . . ma taiandio quello che C. iiL 4. 1x4.
non pur colle parole . . . ma taiandio col pensiero C. iii. 8. 13.
non pure ... ma eaiandìo a fare della mala cosa buona cosa . . . C ììi. 6. ao6w
dicemo r uomo facundo. «uim/f'o non parlando C. iii. 13. 84.
ne diparte caùiH^io dalli vizi naturali C iii. 15. 197.
non solamente ... a coloro . . . ma «aiattdio agli altri C iv. i. 45.
perocché non solamente colui è . . . ma taiandio è vHissimo . . . C. iv. 7. 50.
questo e quello eziandio s' anda^'a cercando C iv. 9. 176.
è riprovata non solamente . . . ma eziandio quella del vulgo . . . C. iv. )o. 07.
non errò pur ... ma eziandio nel modo C iv. io. 57.
non solamente . . . ma taiandio nel pericoloso loro accrtsàmmto . . C. iv. la. 4.
non solamente ... ma taiandio tormento hanno . . . . . . . C. iv. I8. 69.
non pur dell* turno . . . ma eziandio di tutte cose. . . . . . C iv. 16. 45.
non solamente . . . ma eziandio distingue in sé C iv. oa. 71.
Non solamente . . . ubbidiente^ ma eziandio soave ....... C iv. 05. 3.
non pur nella ... ma eziandio in quello che la guarda ..... C iv. 25. 93.
non pure a quello . . . ma eziandio a qualunque ... va . . . . . C. iv. 97. 69.
dunque . . . darollo taiandio che non mi sia chiesto C iv. 37. 7a.
non pur quelli, ma taiandio quelli, di cui udii parlare C iv. 98. 47.
non . . . pur . . . ma taiandio a . . . religione sì può tornare . . . C tv. aB. 71.
alberga non pure nclli Sapienti, ma taiandio . . . essa é . . . . C iv. 30. 59.
Fabrizio. Fabrizio infinita . . . multitudine d' oro ri6utare . . . . C. ìv. 5. 108.
&bbrica. che bene venga dalla ybMn'oi del rettorìco C ìit 4. 97.
febbricare. lo quale non è loro richiesto à'ì/abòrieart C. i. 11. 6S.
che yìtMrrrano col Cielo queste cose C. ìli. 6. 67.
fabbricatore, che ciascuno h\xouo /abbricatort . . . dee C iv. 30. 17.
intendo, non come buono /a£^nai/onr . . . fare C iv. 30. ai.
febbra il maì/nÒbro biasima il ferro C i. li. 76.
avvegnaché massimamente è ìì/abòro Ci. 13. 30.
é disponitorc del ferro 3\ fabbro che C. L 13. 33.
r anima del /zMn) é cagione efficiente C iv. 4. 1*3.
fabuloso, perocché soprastare . . . pare alcuno parla re ytiftarltuo . . V, N. a. 6a.
faccenda, che non è da curare né d' ax^erc con tss\fac€tnda , . . • C iv. 15. r6r.
&OCla. che alcuna lagrima talor bagnava la mia/aroa K M aa. sa.
che la sMAfama avesse tanto a*ipetto d' umiltade ,..,,. V. N. 93. 65.
la quale gloriosamente mira nella yàrdia di Colui V. N. 43. 16.
la/aai'm del dono dee esser simtgUante C. i. 8. 34.
pulita di barba in tutta \a faccia C. L la. 65.
mi rivolgo colla ^rrùi del mio sermone C ii. la. 4.
caggiono qua^ come nebolette . . . alla /iena del sole C ìì. 16. 44.
sempre che volgesse Xzfacda ver lo sole C iii. 5. 166.
nella ^y^ima dell' uomo . . . tanto sottilmente intende C iii. 8. 57.
FALSTSSIMO
feaùiiua. Che mi Kgiurdavi con U /accia irata , S. P. xxxvti. 9,
0 Signor mio, rivolgi la lixa/asea 5. P. I, 34.
Ikh] non asconder . . . La /accia tua S. P. cxlii. 38.
Cbcspcpicria in noi di Dio ÌA/annj /'./'. 174.
fttt. A te conven eh' io drizzi U mia y^cr, Dipinta CanM. xvìi. 9.
UdL e cade in bianca /aJldb Di fredda neve Giha xv. ao.
fcOlGe. L' ìmaginar/dAWr Mi condusse V. N. a^ 193 (Cowa. ii. 65).
felhrt dal tuo decreto antico, Contra Io quaì /afhft Carta, x. 10.
Uon. Qoal non dìrk/a/iertsa Divprar cibo, ed Gif««. xÌx. 30.
Mire, eh' io dica Lo tuo/a//rr, d' ogni torto tortoso . . . . K W. 8. 53 {Son. iv. 9).
EDOOTolcr guardare al m\o /nUirt , S. P. cxxix. 6.
Uu Però che ly^W mici sonsi invecchimi S. Z'. vi. 34.
icki lon perdonati Li gnadi /aiii e S. P. xxxi, a.
Uogniybtt» . . , da me discftzza 5. P. 1. 35.
bft^ sela/icaif ... in due luoghi adopera !' Anima C iii. 8. 65,
BOB pur per ht /aca'a eh* ella ne dimostra vedere. , C iii. 14. 135.
MlIt)GiEzM di costei appaiono cose C iii. 15. 9.
pcrvodo che nella prima yèttra'd non paiono C iv. la. 13.
acche. .. nella prima y^m'a si conosce C iv. la. 17.
■Mltmfitore, clic nella ySsrna ... si mostra amico C. iv. la. 33.
POMdii oclla prima /areici paiono . . . C iv. at. aS.
^ridipingono nella/afcùi di . . . colore C iv. a$. 77.
*^ nella patema /lio-ui ... si tennero vòlti C iv. 25. 87.
''ttliL perocché la lingua mia non è di tanta /aco»M/ùi C. iii. 4. ao.
(/ fibcondia.
"CvL di lei commendare secondo la min /acuità C. iii. i. 73.
Oh toam/tof/Zà della povera vita C iv. 13. 113.
'vere rispetto alla .^icM^/a del dificcnle C. iv. 17. lai.
"Alfattit che non al mio volere, ma alla mìa /acuttatt imputino . . Ci. z. 138.
■Qaittft. dicemo 1* uomo facundo . . . per 1* abitu della /ciruMi^/d . . C. iii. 13. 85.
^.iuxmdia.
■onda, dicemo r uomo /acuniio . . . per V abito della facundla . . C. iìì. 13. 83.
^VBb onde . . . diciamo . . . uno nobìlc/a/fo/i; e uno vile. . . . C iv. 14. 83.
àéV uomo chiama . . . nobile 7^/ron« C. iv. 16. 47.
■aMs. tono diversi cammini . . . certi men fallaci C. iv. la. 191.
"Bfkiimo. cammini, dclli quali uno è ... e un' altro /i//acils«imo . C. iv. la. 190.
■Uttc ne altri contro a me avtì& /allato . . C ì. 3. 18.
pvtbè/iAtio avea il colpo che . . . pensato avca C. iv. 5. 1 16.
^odii non s* ausi a^//air . . C iv. ^5. 44.
I* dove richiesti o tentati sono dì/allart C iv. 35. 74.
■'■'•■ eh' à gastigamcnto a più noa/alltn C ìv. 35. 107.
W» Kaia rimproverio del/«//o . . , C, i. a, 80.
bk questo /0//O sì guardò quello Maestro C iv. B. 140.
V>Mo, dopo il /a//o ... 3i dipigne C iv. 19. 96.
iacBctiano d' essere penitente <ìc\/aUó C. iv. 35. 44.
^qnaati/sZ/i rìfrena questo pudore C iv. 35. 88.
■a paura di disonoranui per /allo commesso. £ . . . nasce uno
pentimento àc\/alh C. iv. 05. 104, 105.
per vergogna del /allo che . . . Catto avea, e ancora per li /alti dì
tàipo C. tv. 35. 113, 113,
che r opinione quasi di tutti a' cn /alsi/iaitu C iv. 1. 53.
eoocio&siacosacbé 1 . . . parere ... sia . . ./alsìssimo . . C iv. 8. 48.
é è àò^lMMjémot che C. iv. 8. 53.
é/aimnimo appo il Filosofo, appo C iv. 15. 48.
FALSISSIMO
34»
folsa Riprovando il ^MÓìcio/also e vile C. Iv. Caif«. QL 15 ; a. i ifi.
è tanto durata La coH/alsa opinion tra nui C iv. Cans. ìli. 33 ; "}. im,
E dcpo 'ì falso parla non intero C. iv. Can*. ìii. 43.
Chi prima pone ''] falso , C. ìv. Cam*. ìii. 47.
io cosi ptv falsi li riprovo C hr. Ci>m«. uÌ. 76 . 15. i8tf.
/ìi/a' animali, a voi ed altrui crudi Cans. ^. xo\.
Falso per vero al popol tuo mostrando Cana. xvììi. 10,
la divoran . . . Simon mogo, \\ falso Greco, E Can», xviii. 71.
C* hanno/a/50 giudizio in lor sentenza Can». xbt. 31.
0/1/»' cavalier, malvagi e rei Ca*u. zix. tt a.
Da C{ucsXo falso amor ornai la mano ... io vo' rìtrare P. F. 'j.
Acciò che noi fuggiamo il /a/fo inganno P. F. ti$.
E se dal falso il vero io ben diparto P. F. 134.
Né . . . Falsa tcstìmonianxn a alcun non faccia P, F. 170.
Perchè col falso il ver sì mette al fondo P. F. 171.
fiuna. che non ha che disdetta Di mala /ima, eh* altri . . . stiona . . Cohm, xiv. 94.
falsissimo. Che appo la nostra Fede , . . aia/i/stsstmo C iv. 15. 65.
che riprovata è ìafalsissima . . , opinione C iv. x6. xol
e questo è faieissimo C iv. 16. 64.
che ciascuna di queste cose t faìsìssima. "E però i falsissimo che
Nobt'lf vcgna da conosc«rt C ìv. 16, 74 {kÌ»\
felsltà. elle r una e 1' altra t falsità C Ì. 9. 70.
siccome . . .falsità, furto ... e loro simili C. i. la. So.
odiare li scguitatorì . . . dcll.iyiì/$i'/rt C. iv. i. 04.
&]so. conosciuto W falso imaginare, risposi loro V. N. 93. iifl.
La qual cosa, secondo verità, ò^/5a . K AT. 35. 7.
^ccovnc falsa testimonianza fare C i. a. 57.
le misure del ^/5o mercatante C. ì. a. £a.
à\cc falso per rispetto alla C ì. a. 70, 7L
secondo il grido, o diritto o^iZso Ci. ix. 97.
nella fossa della ^&ft opinione C. ì. xi. 39,
per ischiudcre ogni yii/sa opinione da me C. ili. 3. 98L
Queste opinioni bono riprovate perT^/^r ... da C ìii. 5. 53»
questa opinione t riprovata per falsa dal Filosofo C iU. 9, t<
della falsa opinione iiasceano i falsi giudici), e de* falsi giudicìi
nasccano C. ìv. i. sa, 53 (lèV
giudìcìo . . .falso^ cioè rimosso dalla verità C. iv. a. 1x9^
prima si promette ... e poi di riprovare lly^Zso ; e nel trattato sì fa
r opposito ; che prima si riprova ilybZso C. ìv. a. 133, las-
a riprovare ìofaho 5' intende ìn tanto C iv. a, I3a
nel trattato prima sì riprova \q falso C. iv. a. 135.
quello ... impossibile è del tutto esseryti/.to ^* iv. 3. 65 ; 8, 44,
che 'I sillogismo con falsi prìncipii conchiudesse C. ìv. 9, 58.
Prima dice non vero, i:ioè falso C. iv. io. 38.
che pose della Nobiltà falso suggello C iv. 10. 49.
Promettono \cfals» traditrici C iv. ial ^, 3^
quanto . . . chiama contro a queste _/fe&* meretrici C iv. la. 87,
co^ è manifesto la ragione . . . essere falsa C iv. X4. 15^
acciocché di loro false ragioni nulla ruggine rimanga C ìv. 15. 5.
che appo li Gentili yb/jD fosse C iv. 15.79.
stimando . . .falso quello che a loro non pare C tv. 15, 199^
soggiugne, che io così li giudico/a/51 C. iv. 15. 1B5.
Guardatevi da' _/t»Asi' profeti C. iv. tók. let.
Fatterona. lo luogo . . . che si chiama Falitrona C iv. ri. 78L
MI
FARAONE
•. 0 patria, àtgn» ài tnon(a\ /ama Oxh'. xviii. t.
oeder che sun/ama buona ... Sì possa dinegar San. xlv. 5.
Amore La segna d' eccellente sia/amigìta Cana. x. 30.
Eccetto il stnlEo e '1 picciolo /iirr'w^A:) ........ 5. P. xxxì. 69.
E voi tenete viì/ango vestito Cane. x. 105.
Va Min BDinroersi, e lor virtù ó ac^ fango Can^. xvìiì. 66,
Allor UscUi U nììov^ fantasia K A^ 03. 140 {Cana. iì. 13).
Hacometto . . . Che tien Giugurta e Faraone «I passo . . Cane, xvìiì. 73.
(>er che alquanti grossi ebbero /rma di saper dire K iV. 95. 41.
(one per alcuna /arvM C t. 3. 39.
lajfaM buona ... è prima partorita C i. 3. 49.
b rama vire per essere mobile C. i. 3. 76.
ferk)h/am« generau C !. 3. 79.
U;lbMi dilata lo bene e lo male C t 4. a.
ikui opinione fanno nell' altrui ya»ra , . . . . C i, 4. fl8.
L<S^ ^o*e infama non porta seco C. i. 4. 75.
Wkfima era già corsa C. i. 4. 98.
Iefniidei2c . . . delta vera e chiara jfaiPHi C i. io. 55.
t*Tt.. . a lui che dice onore e /ima . . . . Ci. ir. laa.
icoeSiri . . . che la gente ancora nomina per /ima C. ìii. 11. 37.
•Kflado U/«mA che dì lui grida C ìv. io. 59.
■edOTirice e acquìstatrice de' grandi onori e fama. . , . . , C. iv. 17. 46.
BquDÌ che hanno udito la buona y!im<i dì colui C iv. 09- 6t.
KfiucT qualunque ò . . . nella umana ^*Hf rìmaso C. L t. 95.
un nomo . . . richiede compagnia domestica à\ famiglia . . C. iv. 4, la.
La prima e la carsk famigfiart e civile C. i. 1. 31.
fiikaqiie é per cunJhmigHarr , , . nella umana fame rìmaso . . Ci. i. 94.
prrò non è familian di tutti C i. 6. 73.
faaàu Hice . . . facendosi y^imi/iitirr dì quella C ii. TI. 97.
natane Ubero ... lo/iimiVidiT intelletto Cu, 16.46.
non è ittita. fatMilian'tà C 1. 4. 64.
. . , famnlìarùà i impossibile conoscere C 1. 6. 65.
■fcaai proasimitade , . . o per fa miliarùà o per C iij. i. 15.
*^f$miliimtià e . . . nasce tra loro C. ìii. 11. 85.
[m/mm$7ian'(adf dare a meno C ì. 4. 84.
della . . .famosissima fìglìa di Roma C ì. 3. aa.
( quali erano famosi trovatori in quel tempo K. ^. 3. 68.
^T^tn ài famosa belude K TV. a4. i&
Y'^'^'lo. ' ■ Tegg;iono la persona ybmoja C t. 4. 50.
9^ ^ae di famosi . . . generazioni . . . . C ìv. 39. ir.
Guai a le, terra, lo cui re èfancruiio C iv. 6. 175.
Itaeodoli fissi ae\ fango della vostra stoltezza C iii. 5. ao8.
quando la mia memoria movesse la fantasia ad K /V. 16. 8.
4iir errare che fece la mia fantasia K A^. a3. 35.
CMcoviDCÌando ad errare la mia /iNto^iW K. A^. 33. 39.
■ttvigGasdomi in ccitaìe fanMsia . . . imaginal V, N, a-^, 41.
^ Sfatela errante /iN/asM> K 7^. 33. 6a.
•■■ft fai htiefantatia y. JV. 33. 100.
vott' iofm krato d' una vana^Htena K/V. 33. 315.
9**^ che . . . dissero e fecero per la mia/ciM/vrsM K. TV. 33. aai.
^dk vinti delU quale trac queilo eh' et vede. . . doà \a fantasia . . .
pcrotdi^ ìm fontana no! puote aiutare C ìiì. 4.89, 90.
M pUt« dove la /zn/a-sila venia meno all' iiflr//r//o C ìiì. 4. 103.
!^4aaao multi di si lieve /dM/aùi C iv. 15. 153.
R
FARE
fare. K. N. 19. aS {Catu. i. 6), 97 (CanM. i. 8), 49 (Ca>«. I. 90}, 65 {CSH». l 46),
{CanM. i. 49) ; 03. 136 {Cane. ii. 9Ì, 137 {Cohm. ii. io), 147 (Cim*. ii. »\:
(CoMff. ii. aa\ i8a (C<in«. ii. 55) ; a8, 33 {F. C. 10^; 33. 59 \CmH*, iii. n
63 ;CaNA. iii. 33), 66 (Catu. iti. a6), 92 {Cane, iii 53 , 105 (Cans. iii.
34- 35 (CuM*. iv. 9\ 53 'Cane. iv. a6J ; C ii. Oi«*. i. ao, ©3, 35, 45, 51;
Gwt*. ii. aa, aÓ. 38, 47» 67, 75, 87 ; Iv. Catt». iii. 30, 55, 83, 131 ; Caw* ix.1
xa, 18,44,53, 54, 78: X. 14,33.41, 44, 49, 63, 75, 84, 9o(Aw\93. 106:
9» «a, 15, 35, 34, 38, 66, 73, Si ; xii. 31, 6a, 67, 71, 77, 83 ; xiii. 70, 78,
xJv. 7, 8, 34, aS, 31, 35, 38, 51, 56, 6a, 64, 65, 75, 89 ; xv. 6, 9, 57. 59:
8, XI, 41 ; xvii. 8, «3, 5», 65, 68, 73, 74 ; xviii. 6, 30, 33. 48, 60: xiti
19, 33, 84, 133, 133 ; XX. 30, 37, 55, 73, 96» >oo ; "»• 3» 3« ; -S***. ». ".
26, 33j 37. 39; "• 3i 6, IO, II, 44, 64, 66; iii. 8, 33, 34; iv. 8, «9; V.
la. 93 {Bali. i. 14), loi {BaÌI. i. aa\ ioa {BiUl. i. 83), no (5aff. L 31)1
(Bff//.i.4a); BaìL iii. io, la; iv. 34 ; v. io, 14; vii. 5 ; vin. a, i9,s4:x.|
lo, 16, 19 ; y. N, 7. 34 {SoH. ìi. 17) ; 8. aa {Son. iii. a), 99 (Som. ìii. 9>,
{Son. iv. 7), 55 {Son. iv. 11) J 13. 38 {Son. vi. 3), 41 {Som. vi. 6^, 47 (J
vi. xa) ; 15. 36 {Son. vin. 9) ; 16. 37 [Som. ix. 14); ao. X7 iStm, x. s)(1
{Sqh. X. X3\ a6 {Soh. x. 14"); ac. io (Son, xi. a\ la (Som. xì. 4>, 16 (J
xl. 8) ; aa. 94 {Son. xiii. 6), 98 {Son. xiii. 10) ; 84. 54 {Son. xiv. 5',; 17.
{Son. xvi. 7^, ai {Son. xvi. 93, aa (5om. xvi. io) ; 35. 48 {Son, %rài [i
4\ 58 {Son. xviii. 14); 36. 3a {Son. xix. 4}, 43 {Son. nix. 14 ; 3II
{Som. xxi. ij, 37 (5ok. xxì. 3), 43 {Son, xxi. 9} ; 39. 63 [Sm.
40. 55 C-5oM xxiii. 5) ; 41, 68 {Son. xxiv. 14I ; 40. 57 {Son. xxv. tJ);
xxvii. 6 ; xxviii. 13 ; xxx. 6, xo ; xxxiìi. 8 ; xxxiv. 9 ; xxxvi. 6, 7
3 ; xli. 4 ; xlìi. 8 ; xliii. 14 ; xlvi. 1 1 ; xlvìt. io ; xlviii. 6, 14 ; li. 8 ; liL 4,^
lUi. 1, 4, xa ; S. P, vi. 17, o^t 38 ; xxxi. la, 18. 64. 66 ; rxx\iL tS. 19*
47. 53. 75. 78. 79! L 7» «St «6, 37» 4^1 47, S^t 5»i 6». ^7 ; ci. 16, 43. SS
fare. V. N. a. 44 ; 3. 49, 67, 71 ; 4- «a ; 5. aa, aS ibis), 31 ; 6. 12 ; 7, la ; 8. re if :!
37 ; 10. 6; II. 5, 16; 13. 65, 69, 71, 76, 79, 130; 13. as ; 14, 6, 13. 19,
aa, 94 ; J5- 67 ; '6- 9 ; ^9- 9*. 15». »55 : ao. 38, 4» ; ai. 7, 35 ; aa. 61 ;
a4, 37. 73» 78» 93, 94» aai, 339 ; 34, 1 1 [ 35. 45, 63, 69 ; a6. 35 ; 09 »T1
31, sa ; 3a. 6, 8, 37 ; 33. 14, 16, 19 ; 34. 3, «7 ; 35- 3» 8, 9- »6. «7 1 3^ S|
37. a; 38.8, 13, 14, 33; 39. 33,41; 40. 33,43; 4ia4, aó.aS: 4*5.'»"
44 ; 43. 3 ; C. i. I. 34, 78, 80, Sa, loi, I IO ; a. ai, 35, 49, 58, 64, 7(, 9%.
4a {bis), 43, 54, 60, 65, 67, 69, 74 ; 4- 5» 9» a8. 40, 5^ 79. 9^; S- 37.«,:
73, 83, 84, 87 : 6. 19, 35 ; 7. 34. 35, 50, 55. 57, 60 ; 8. 7, ai, aa, 55, 57*
65, 77, 89, 95 ; 9. 33, 50, 6a ; 10. 6, t8, 38, 45, 46, 58. 63. 67, 70 M\
100, 107 [bis); XI, 31, 73, 90, 99, ioa, 109, tu, 133, 135, 153; j*. J, *
60; 13- 3, 7, 18 (Ws), 33; ii. j, 36, 39. 30, 60, 65, 96 ; a. 3, 9, i8, 19,10,
36: 3. 43; 4- 46, 9a ; 5- 38, 107, 109; 6. ro, 46, 53, 55, 79, 88, ni, 13
>6i; 7. 35f 6a; 8. 53, 65,68, Sa, 87 ; 9. 16, 50, lai ; 10. 71 ; 11.^,
36, 53 ; la. 10 {Us\ 13, 17 ; 13. 6, a6, 4> ; U- 48 ; «5- «. »3. 97. ">3. »'
16. 18, a6, 35 ; iii. I. 38, 49, 67, 75 tWs) : a. i, 33, 65, 77» 88 ; 3. a. 7^
73, 75, 103 ; 4. 56, 57, 64, 67, 77, 84, 98, loi ; 5- 5* 3*- ^^ *5. «8, «^
76, ifli, 129; 7.37, 108, 131 {bis), 143, 145, 153, 163.166. 174:8.5*.
84, 107, 139 Kbis), 153, 166, 178, ao3, ao6, ao7 ; 9. io, 11, 95, «9, 30, ♦a','
73. 96, 140; IO. 43; II. Sa, 84, 90, 114, 158; la. 7. 33.3», 53* ^7 \*
9. 39, 33, 35, 44. 45. 49f 65, 69, 94, X15 ; 14. 30, 38, 51, 55, 66» 119; 15.'
81, 91, laa, 143, 164, 165, i8a ; iv. 1. 6, 18, 34, 40. 96 ; a. 105, )*♦, X\
3- 14, 54f 57 ; 4- ai, 84, 134 ; 5. U3, 58, 130, 164 ; 6. 7, 34, 114, 189: 7.]
»a6, 134 ; 8. 55, 67, 75; 9* 43, 44, 47» 5», 64. 116, 119, 184 ; 10. 19* 61,
80, 108, 115; ir. 113, 115, lao, 130, 131, 133; la. 6, «4, 4», na, 143.
180, ao4, 3IO ; 13. 95, 103, 104, 107, 133, 135, 136 ; 14. 6, xa, id, 31. 5»»
78, 85; 15. 7, li, 59, 66, 68, 79, 176, X77, 186; 16. X7; 17- 7i 43,53. *<W7^
343 FAVOLA
fue. 48. 8a, Ila; cxxix. ao; cxlii. 34, a6, 33, 40, 41, 50, 53, 60, 64 ; P. F, 4, io,
U} I?. 54» 55. 56» 75p J07» »Jo. U3i 139, I37. '39- U7, »68, 170, 187, 190,
194, 198, 304, 309, 313, ai5, 319, 336, 334. — Cf. fatto.
Tal, che . . . Non esce di/ttrttra Saetta Cmns. xU. 7,
Chi udisse tiissir la ma\fal*tta Moglie di Bìcci Soh. lii. i«
Che - . . Nelle 7&ftVA< non sann coatanti S. P, xxx\. 45.
avere speso invano Le m'xcfaticMe^ ad aspettar mal paghe , . , P. F. 6.
cb« ... sì rìposc D* ogni/M/tra un d) della scmana P. F, i6x.
Taoto la p^rW fatùosa e forte C il. Cmn». i. 55.
•u SI che s' accordi i/o/A a' dolci detti Soh, xxxiv. 14.
Se . . . non puoi . . . non mi par grzn/aito Som. li. to.
Non ,^/D manual, ma generato . . . R /*. a8.
fattore Vtrtute, al suo /3//or sempre sottana Gwta. x. «7,
Cb' anzi la ... L* ascolta ... il zuo fattorn Cmnz. xiii. 34.
JWWlIa che mi conduce Con sua dolcc/tw//« CmnM. ix. fli.
fcnflarei come un spirto contro a \t\/av*Ua C il. Cans. i. la ; 7. 71.
ÌIvIUa. i saot begli occhi, ond' escon \c/avHlé Cana. xii. 74.
99 ; »9- 47» 50, 66 ; ao. 44, 46 ; ar. 138 ; aa. 13, ai ; 33, 137 ; 34. ao, 75 ;
»5-45t5«. 53.55*85, 90, US, (40; 36. 10,37,78,133, i37(*"); ^7- 55 1*"),
»Mi 'as, 140, 167 ; a8. 5, 7, 11, 36, 38 (Am), 40, 70, 89, 96, 107. uà, 116,
»a9 ' s»9. 39» 5»» 63, 66, 69, 90, in, 113 ; 30. 13, 33, a8. — C/ fatto.
poich* io lasciai questo /a«Tt//ùurv V. N. ^. 035.
cominciai a traragliare come /amttka persona V. N. 93. aa.
(7. frenetico.
VknBSifa. Lucano nel secondo della sua FanttgtiA C tv. a8. 99,
sempre con fatica . . . procede C L 5. 30.
roo mtAX^/mtka ... si procederebbe C ìi. t. 106.
al quale è bello un poco di/aAìra lasciane C. iii. 5. 196.
BOB ri Issciatto vedere senza /n/rà del viso C ìiL 7. 43
fasai r uomo per essa virtuoso, senza T^/wa avere C. iit. 8. 167.
lo quale . . . per/i/foi si trasmuta C iiL 9. 130.
gì! ritri miseri . . . caggiono m fatica di sospiri ....... C. iii. 13. 119.
¥edcmo che quello ... dà posa dopo \a fatica C. tv. ta. 194.
CSM Beila Tfa/ùn del suo animo ... si mira innanil C. iv. la. 199.
Caca . , . quando . . . partilli dalle/aA'cA/ C. iv. 06. 96.
aaaOL Prima; perocché yìiAwaM parìi (faticata^ dico, per la cagione
che detu è) C iì. 1 3. 48, 49.
O. m. Cosi fossero tanti quelli ài fatto che s* iosetassero . . , . C. iv. aa. 131.
SCVL se il tre è fafton per se medesimo de) nove, e lo fatton de!
ratracoU per s£ medesimo è tre '^^ ^< 3^ 33i 34*
kmàmoL Xofatton s buona misericordia C ii. 7. 39.
eh* Boa fu egli di ciò fatiort C ìli. 4. 70.
«Iièaaatsao fa di questo difetto /ifTorv C IH. 4. 97.
Jf'^*^^*' aon scrao di ciò fattori C. IH. 4. 117.
ftn>eAè di queste operazioni non fattori . . . semo : altri le ordinò
• léecie najrgior Fatton C hr. 9^ 63f 65.
«•eiuBsia rosa che 1* uno contrario non sia/tMorv dell* altro . . . C iv. 10. ioa.
psrocrh^ Iddio e . . . Fatton di quelle slmili a sé C iv. la. 148.
Oés. sotto li manto dJ queste /aw>/r C. ii. I. 84.
credo che si mossero dalla /avo/a di Fetonte C. il 15. 53>
cbe rio éfjfo/a . C iv. 14. 147.
•e ri voWsM tìU/ltvola fermare V «weraario . . . C iv. 14. 149.
!■■»■ <fc« U^po/a copre C hr, 14. 150.
■^ Mwaaifu Oridio ■ • »" 1**^''* /^"^ ove . . . . . . C iv. a?, i^a
R a
FAVOLA
fiizza. K. facfHftì
fé. SI che la /r nascosa Resurga . . . ^^^^^^^^^^^f . . Co»*. xtììL
CJ. fede.
fed. et quid tibi>a Can». xxi. a.
fede, eh* io ti somiglio iajìtdt K iV. 93. aoj [C^hm. ìi.
Uno spirto dal cicl, che recn/rdf C iii. Comm. èL
Onde la >«& nostra è aiutaU ..... Cui.C0u.it,
Che allm voglia il podcr non tcrrk/tde dm*, xìv. tfc
Lm/édt eh' io v' assegno Muove dal Cohs, xvi. 49.
Tu rompi e parti tanta buonayWf Di Cattx, xviL ^r»
Con pura unita yi*!^ Eri beata C«tt«. sviti.
lo suo core è stato Con si fermata /«</< K. W. ifl. 105 (BalL i.
qual volta mi rammenta . . . q\xc\\si/ede pura BaU, ili. it.
vestute Di gentìlexxa, d' amore e àx/tdé K. iV. 9^, ao {Som. xtL'
Lo qual mi mena tanto pien à\ftd£ . , . Cb' io Son, xzzv. ^
chi . . . Perfettamente e con sincera /r^itf Crede P. /*. 41.
per cui si martira ... e rompc/ede e patti P, F. 197.
Cedete, e miro ^<^/ come r erba Queir anima (5. animale) .... S«sf. ir. 3$'
cosi acerba, Che %yxofefUl nessuno in vita serba ....... San. txmL it.
Eavola, come dice Esopo poeta nella prima Favola C iv. 3a 41,
febricante. recano sete di q»avì fibricant* C. ìv. ix 4H.
lede, quanto lo suo fedele pVu/itU gli porta K iV 13. 13.
onde r . . . amico di \}\xonAfed« mi prese per K. W. 14. jj.
lo modo de' Gentili . . . nella loro^i^ C ii. 5. 48.
che secondo \a./edt de* Gentili hanno parlato C. ii. 9. 69^
vedemolo p^r fed* perfettamente C. ìi. 9. x»?.
nò sarebbe data \oro/teU alla sentenza vera ........ C. ii. 13. 64.
I* asptUo suo aiuta la $tostra/fd* C ìiL 7. 157.
E la nostra fodt aiuta . . . coacìossiacosachi . . . fondamento delta yUr ^k
nostra siano C*. iii. 7. i4l| i^^l
questa Donna ... la nostra Frdt aiuta C. iii. 7. 177.
fu ordinata ... in tcstimojiio della /nilf C. iìL 7. iB&
ella è aiutatrice della /4^<// nostra C iii. 8. 191
Onde la nostra buona /<:(/r ha sua origine C iii. 14. 13J.
che . . . con tutta /««ir si credono essere C. iti. 15. 6$.
che presumete contro a nostra Ftdg parlare C. i*. 5, 75, _
dtgno di fedi 9 (T (Abtditnsa C ìv. 6. 4a, A'^^L
degnissimo di ftd* e d' obbedienza C. iv. 6. 51, 701^
sicché fa di sé/tdt avere C ìv. la. ap-
pongasi mente, per avere oculata yMr . . C ìv, la, 8&.
questo é falsissìmo . . , appo la nostra FhU C. iv. 15. 49.
che appo la nostra Fede ... sta falsissìmo C iv. 15. 64.
dì tutti quelli che disviano da nostra Fede C ìv. 30. s^
fedele, senza il 7>(/<r/r consiglio della ragione ^'. AT. a. 57.
nel quale io salutassi tutti \ fedeltà' Amore K. AT. 3. 79.
che . . . intendo chiamare % fedéli à" Amore ''• AT. 7. 39.
chiamo e sollecito ìfedtii d* Amore a piangere K A^, 8. 37.
Amore, aiuta il tuo fedii* K. W. la. II.
perocché trac lo intendimento del suo yVd!rJ^ da . 1^. Al 13. il.
quanto lo &uo fedeli più fede gli poru K W. 13. 13.
a chi non fosse in simil gnóo fedele d' Amore V. tf. t^ uA
dopo r imaginazione del s\xo fedele K Al 84. 33,
chiamo W fedeli d' Amore che ra* intendano K A. 3^ a«.
I
FERIRE
che fa 1'
ha ... Unto gelo Nel cuor de' tuoi /hÌ*ì
feUct In sua operazione . . .
Son, xHx. IO.
Cana.
83
uom,
TuyUv» regriavi al tempo bello Canz, xvìii. 16.
/ifiorl' alma che in te fìa creata Cana. xviii. 5a.
nicr meglio Del suo vicino, ed esser piii^&v P. F. x66.
I —Mi ad alquanti Lo seme ói/tb'ctià s* accosta , . . . C. iv. Gxna. ìii. 119 ; so. 8$.
^^ll& E^ì, pietoso c/tìh . . . fece dimanda . Canm. xx. 99.
j^BAooe. S* io fossi dal mio lato ^frìhnt K. W. 38. 40 {Son. xxi. 6).
BVWerc Cosi vedesa* io lui fttuUr per mezzo Lo core alla Catta, xiì. 53.
" Dictndo : Questi^ eh' k la faccia ^j.») Son. liv. 7.
fav r.fiera.
fcrlrt. Cbe^imn gli occhi a qual, che ... gli guali . , . . f^. iV. 19. 79 (Cohm^ i. 53),
^_ imM Q corr sempre la tua luce Gina. ix. 16.
^^Mele. dire »è essere ,^«J> e leale C i. la. 86,
Foknca che FtiUrigo di Soave . . . rispose C tv. 3. 38.
àcoarot, Carlo e /ÌN^f^ regi C ìv. 6. i8a.
iorelice . , . eh' è prirozìonc dell' cBstr/àltc* C. iti. 15. 47.
ckeiP acquista eyr/trr essere e contento C iii. 15. 49.
ano tee. .. cioè a vita ///lire C iv. 4. 4.
•ODO quelle che fanno 1' uomo beato, ovx'eroy^Aiar . . . . C iv. 17. 73.
il quale preso, 1* uomo vxvtk feticemtnté C Ìv. 4. 43.
dtt. aella quale sta la nostra ultima y^/fh'/à C. ì. i. io.
podké . . . andiamo alla/z/icitó di quella immortalità C ii. 9. X17.
■oiarebbe generazione, nò vita di yz/ùn/à C. ii. 15. 161.
^■dbttcellcntissima dilezione . . . cioè vcrn/tikità C Ìii. 11. 147.
doédcDs^N^à secondaria a questa prima . C.iii. 15. 113.
E^oDà nasce quella ftiicità C. iii. (5. 139.
ttd... che sarebbono impedimento Ax/tlicùà C iv. 4. 15.
Mii^iatpedisce Ia_/^/iWAi C. iv. 4. 31.
'fct ìtliatà è optraaitmt stcondo virtù m vita perfetta . . . . . C. iv. 17. 76.
(^noipotemo avere in questa vita due FtUcttà C, iv. 17. 86.
Uguale (avvegnaché per ... si pervegna ... a buona Ftlidta) ne
ansa ottinu Fwiicità C. ìv. 17. 91, 99.
ì^»^ìk Ft/HÙà della ... è più eccellente C. iv. 17. 113.
*OBiÌi litro che Mrtu tH felicità C iv. ao. 87.
**> • .fibatà è dolcezza comparata C. iv. ao. 91.
*>!■ NoliilU essere semmit dt/tticiià . , . , . C iv. ao. 93.
^•Jrto quanto dice: difciiatà C iv. ao. ioa.
V^Soèqael atwu di feliciià C iv. ai. 76.
*^pom . . . uscire la dolcezza della umana ySr/icw'à C. iv. ai. 133.
dcUa dolcezza dell* nniRnu ftlicùà C. iv. aa. la.
>é BiOKn Ftiiatà C. iv. aa. 89.
I oso e ... è nostra . . . somma Felicità C ìv. aa. 1 15.
Beatitudine, eh* è questa Ftiicità dì cui C iv. aa. aoa.
quando difinìsce la Ftticitad* C iv. 17. 76.
à^nce della sua dolcezza, cioè della Ftlicitade C. iv. aa. 199.
a coloro, che sono gentili, e oon sono pur^^Hwmtf . . . V. N. 19. 9.
(^esta non è ftfmmna, anzi è uno de' K M a6. 15,
■pMe gente, non solamente maschi, ma femmina C i. 9. 37.
Vergine {femmina veramente . . .j C, ii. 6. 13.
sorella è detta quella /rwiwmrt che C iii. 9. 35.
qiiale , . . nascesse una frtttmina ottima di C. ìv. 5. 37.
nella ^mmiM/AM essere bene pulita di barba ....Ci. la. 64.
lenza, nella quale questo amore yVrr C iii. 14. 57.
FERIRE
ferire. Qual io di vegna ^/rrw/o ... Sai contar tu ...... Cms. zi. 4ft.
a quella donna, Che m' htL/rn/o W core Cohm. xìi. Bo.
Entro quel cor, che i begli occhì/rriro Cans. JtiìL 7.
Che già è mosso per voler ^n>r Questa Cam*. x-viL 54.
Con la qua! mi /m'st$' come pietra S*sf, U. t6.
Sua luce mìTWrs), che il cor m' impietra 5#sf, iti. 9.
Abbi pietà del cor che tu ^^Txs//. J3ai7. iL 3.
Chcywtr tra' miei spirti paurosi f. iV. 14. 87 (Soh. «ii.
Poiché ... il cov ferìstt ... Di grave colpo Som. xlvii 1,
Cf. Sedere,
ferita. Com' io rìsur^o, e miro \MftrìÌa Gpu. xl 5a.
Pcrocch' io ricevetti \.a\ ferita Da un BatL vi. sa,
Cf. fieruta.
ferma. La novità, che per tua/rrma (5. forma) luce Stst. ii. 65.
fermare, in cotal voler/rrma/o fui Si tosto C«m«. xiv. 39^
lo suo core è stato Con %\ fermata fede K. TV. la. 105 {BmH i.
Perchè . . . hai sopra di me fermata La tua man ....... .S. i'. xxxviL ^j
Terò che in te . . . 1* aveva già fermata la speranza 5. P. xxxvit.
fermezza. E ^cx ftnntzaa ancor del cristianesmo Abbiam . . . . P. F^ 142.
fermo. Pcrch' io son yVrmo di portarla sempre Ch* io Ca»#. xv. 51.
per cui son verde, E ,;%rmo nel suo amor . S«sA ìv. 5.
la mia mente . . . Che ferma à di tener Som. xxkììì
Che conturboto possa ornai star fermo . . . . • S, P, vi. tx,
Bastici solo aver ferma credenza P. F. 8a.
fero. K fiera
femtB. dalla tentazione Dell' infemal nemico^ e ^uùfentit , * , . P. F. aat^
C/: ferita.
ferire. Per che ... è àMferirt nel petto alle viziate opinioDi . . . . C. tv. ^ r8a
fermamente. L' ora . . . cwl ferma mmte nona di quel giorno . . . K. AT. 3. 17.
COSI è da porre e da cTc^eve fermamentt C tiì. 7. 84. ^È
fermare, la quale maniicsta 1' amistà, e ferma e consenra. . . . . C xìL i, 69, ^|
quivi, a modo d* una palla percossa, siyWwwi CÌÌL9.79. H
quando suso^^f-mai^a [P etera] C ìiì. 15. 170^ S
se si volesse alla favola ^Vrmarf r avversario C iv. 14. 149.
lo loco ove è da fermarci e da pugnare C. ìv. 96^ jS.
fermOL ciascuno ciclo ... ha due poli/rrrw' ... e lo nono gli ha^rmi* fl
e fissi C. ii. 4. 49, SOL ■)
nella cui girazionc conviene . . . essere due PolìT^rmi C ili. 5. é9»
dal quale pensiero si procede in^rma opinione C. iii. 7. 19^ ^
aiccom* è \sL figura ... e lo starfenno C iìL 9. 61. ^|
certo dì yW-ma sono opinione C tv. 5. iSOk "
opemzioni . . . siccome stare ^rmo . . . alla battaglia C. iv. 9. él^
Io in nullo tempo per fermo . . . dissi C ir. la. 57.
che 1' Anima stette ^Wma alle civili operazioni C ìv. bB. 131.
tempo è da non istarc /«riffa C. hr . 30. 3^ ^
fero. K fiera ■
ferra il mal labbro biasima Ìl f*rro . . . credendo dare k colpA ... al '
Jinv CLif.7Ì^8u
come questo ferrv è da biasimare C i. 11.
colui che biasimasse i\ ferro . . . . , ....... . . C. i. il. iw^
non per biasimo dare al ^m> C. L 11. ia4.
il fuoco ò disponitore del^nno C. L 13. 33.
ferventemente, piii ferventemente la filosofìa termina la sua vista . . C^ iii. it. 173»^
ferventissimo. per lo /rnwM/ù;>Y'mo appetito C ii. 4. su
FIDARE
lfe« * . treccie . . , Che fatte son per me scudiscio t^ftna . . . Cantt. idi. 67.
Or» che ... gli animali comincìan Xorfesit Som, xlii. 4.
Cmnm. ix. 69 ; xv. 72 ; xvii. 30, 48 ; xviii. 53, 53 ; BalL viiì. 13 ; Som. xlii.
14 ; Uii. 3.
Che par 1' accenda b 5iria, e in ySoMMc Tarda P. F. t^i.
Sua beltà pxovc JiamtMrlU di fuoco C. iii. Cans. ii. 63 ; 8. 136 ; 15. irx,
B«n può con naovi spron punger loyfaMCD Son. xxxvi. la.
I^eaacySn/# pensando alla morte K. TV. 33. 86 (Gih*. \\Ì. 46-.
ttaegia Molte >njl( a* pie del vostro Sire C ii. Gim. L 16.
Lofajfitte poi rimane oscura Cans. xi. 59.
SkchÈ — Non sì rivide poi una Tfd/a Cafts. xìii. 33.
Asuv mi neaa tal ^/a air ombra Di S»A iii. i.
Q' io mi lentia dir dietro spesse^// K. W. 7. 37 {Som. il. 10),
Altre pianger mi fa spesse ^/If K A^. 13. 41 {Som. vi. 6).
Spole ybiW vcngonmì alla mente f^. iV. 16. 34 {San. ix. x).
mrUnw rei ìàoXieJiaU più eh* io Don vorrìa K. M 33. 31 {Son. xvli. 6).
O' io feda pel dolor molte yiifW f'. A'. 36. 33 (5oh. atlx, 4).
Cknon riguardin voi molte 7*0/* . . . . . . . . . K A^. 37. 35 {San. xx. io),
Aiuluu, 0 Si^or, iMiln fiata S. P. v\. 16.
r«ca Dicendo: Lassa, che per _/StAi secchi Messa l' avrc* Son. Hi. 13.
Oi' a tuayWtiKaa — s' è mìo prego mosso Orna. xvii. 66.
E reno i' ho in te tanta^UaiMa, Che S. P. xxxvìL 5Bw
Deh non guardare perchè a lei mi ^Ulr Bali. li. 11.
35
la . . . f/rventissima Carità dello Spìrito Santo .
vagendo siccome . . . quella ,^mi'i^ , . . essere conviene
per altre parti non convenienti al 9Mo firvort .
a^ad iatcndcre . . . e M suo/ervort
■ ibmoyftrvon d* animo ... si chiamano ....
NMCesaanamente . . . termina ... e con pìii/rrvan
cndo che sì mossero dalla favola di Fetonte ,
•■"*. . C. ii, 13. 80; 16. 34 ; iii. 4. 33, 35; iv, 5. 67;
BBL U2Ì mi gìungea uba fiamma dì caritade . .
Se . . . per le finestre . , . uscisse fiamma di fuoco .
cModiyUiHiMa ovvero luminoso
.. di pìcciola in grun fiamma s' accese . .
ta beltà dì qucWa, />kn/€ fiammtlle di/noco
^"tt jkmmuil* . . . rompono li vizi innati ....
^'iiAiì.cioè momhtà^ piove fiammtfU tii/uùco , .
Pooetevì mente, nemici di Dio, a' fianchi . .
KOTejÌ«|r già , . . era tornato lo ciclo ....
••fio — molte ^£r r andai cercando ....
^tt6, che alcuna yfdta 1' avca veduta con la mia donna
^^ntUtt/lmU mi pesava duramente ....
o^oeae ua^i fiate . . . m' avea già chiamato
W^ Balte yCair mi ricordava della mia . . . donna
■tteflk di Venere due fiat* era rivolta . .
"Solfai . . . ogni di naturale una fiata . .
<^ 1 fole alcuna fiala errò nella sua via
■rfeno n* accostai per più ^/<r ....
(•iiipCBsicrì . . . molte ^a/# volcano . ,
lk>bUlr prendere gtiardia non si può . .
t fidamd^fmi nella persona . . . dissi
fgfwitfi . . .fidandomi di me più che d' un altro
. C. ii. 6. 69.
, C i. I. 117.
. C ii. 15. 50.
, C iii. 3. lox
, C. iii. II. 154,
. C iii. II. 178.
. C. ii. 15. 53-
36» 43. »a3; 34. 135-
. V.N. II. 4.
. C L 18, a.
. C. ii. 4. 16.
. C iii. I. 7.
. C. iii. 8. 147.
C iii. 8. 190.
. C. iii. 15. 134.
, C, iv. 6. 180.
. V, N. a. I.
. K N. a. 48.
. y. N. 8. 14.
. V, N, IO. a.
. V. N. la. 04.
. K.Ar.37.4.
. C. li. a. a.
. C ii. 6. 147.
. Cii. 15.48.
. C. iii. f. «8.
. C. iii. 3. 105.
. C iv. ifl. gì.
. K N 14. g.
C i. IO. 79.
FIEDERE
Sedere. Egli mìjiedt sotto il braccio manc-o Si forte
C/: ferire.
fisa n saranno
fieno. Percosso io
Cmv. xiL 4&
Som. L 14.
il/#»
prati
S.P.
IO.
10 come
e come il secco Ji^no È arsa, consumata e S. P. cL 41.
fiera, fera. Chiamando amore appetito dì/era Cans. x. r^^
Ma di qua\Jifra V ha d* amor più freddo Sést, ìt. &
fiero, fero, questa Donna . . . Ella la chiama yi'ni e disdegnosa . . C. uu Coma. ii.
s\ che mi par firo Quantunque io veggio C. ìii. Cmn». ìt.
gli atti disdegnosi c/eri , . . m* han chiuso C iv. Coma io.
che fai,^ra Fortuna Catts. x. 90.
La . . . figura, che rimane Vittoriosa c/era Csms. xL 32.
Mercè deliro lume Canta, xi. £5.
Tu te n* andrai, canzone, ardita e_^ra G*ms. xviii. 6t.
Co^ è/em donna in sua beliate Questa Baii. x. 33.
Mi la lasciare HJura rancura Som. xxzn't. 1
figgere. Perchè le tue saette nel mio core SonfiHe S. P. xxxro.
c/itto La mente abbiamo in te » , . . P. F, s3o.
figlio, r fui Nipote 0/^/0 di colai valente C iv. CaNa. iii. 36 ; 7.
Qual é óe^ figli tuoi ... ha onta CdMa. xviìL 4.
Dirada in te . . . Uè' figli non pietosa « . . . . Ot«u. xviu.
Ma ben ne colse male a*^ di Stagno Som, VvL 14.
fieno ^ saranna C iv. 4. 1318^
fiera. Orfeo facca colla cetcra mansuete le yf/'tr C. ii. 1. 97.
fiero, fero, parendo a me questa Donna fatta contro a me^ni . . . C. ìii. 9. ca
quella la (a suptrta^ zioé/tra e JisJegHosa C. iii, 9. 4^
/' anima Uniea st, dte/ero mi parta ciò che C ìiL I&. it.
per che U sembiante ... ne pare dixtlfgna*o 9 ftfo C ili. IO. r\.
chiamai questa Donna /-ra e disdegnosa . . . C iii. 15. aox
dal principio essa filosofia parca a me . . .fitra C iìL 15. 305.
gli atti di quelita Donna essere . . ./tri C ìv. a. 3a
figlia, della bellissima e famosissima j^/ia di Roma, Fiorenza . . , C L 3. sa.
Maria Vergine . . .figlia di Giovacchino e d' Anna C ìi. 6. 14.
perchè . . . questa Donna fu figlia d* Iddio C ìi. 13. 71.
che la Donna ... fu la bellissima e onestissima y^/ù dello . . . C ìt 16. teu
non solamente sposa, ma suora e figlia dilettissima C. cìi. ix 117.
del risponso che Apollo dato avea per le sue figltg . . . , . , C, iv. 95. 6&
nutrice d' Argia e di Dcifilc.y^^V d' Adrasto C ìv. 25. Si.
flgUo. dice Venere. .. */i^Abf virtù mia, _/?^/«j del sommo Padre . .,' . C. iL 6. tsi, la
Venere disse ad Amore : ' figlio, armi mie . . .' , C. ii. 6. las-
la natura umana trasmuta ... di padre in figlio C iL 9. 41.
che . . . i\ figlio alla morte del padre intende C ìv. 13. t^
uomo che ^^ib sìa di villano C iv. 14.
toglie vìa la mutazione di villan padre in ^nli\ figlio; che, sc'ly^tb
de] villano ò pur villano, e *\ figlio suo ila p\xr figlio dì viUanO| e
cosi fìa anche villano il sao figlio C. iv. 14. 33, 34, 35 (Aù^
sarà trasmutazione ... di padre ^ figlio C. iv, 14. ftiu
si dice, Dardano essere stato >^/io di Giove • . C. ìv. 14. 14&
se ... di vile padre non può nascere gentil y^Ab C ìv. 15. la.
non generandola ... di vile padre in^^io C. iv. 15. 93,
che . . . chiama quelli tutti ^Vi'd' Adamo C. ìv. 1^ 6&.
la quale . . . \o figlio di Giapeto . . . compose C. iv. 15. te.
dice Salomone, quando intende correggere il sao figlio. . . ' OAì^fi^to
DUO . , .* C iv, 84. X4tt
FIGURA
Bilia, {ad loco, Che li tuoi,;^'e servitor riceve 5. P. ci. 117.
Credo che ^\ figlio umana carne e vita Mortai prendesse . . . P. F. ig,
questo, eh* e dal Padre e Figlio Non f^encrato o fatto . . . . . P. F. ']4.
Ifoaprìiaa I' un che 1' altro ^osk figlio P. F. •}%.
fl^Hnnli ?v figliuola d' Amor giovane e piana K. ^, 19. 79 iCana. i. 60).
E tu, che sei ^^fuo^ di tristizia , K, iV. 33. 115 (CaM«. iii, 75).
tl^hlOfa ooora e fregia Qualyf^/iWo/ (e piii pregia . Cohb. x\\\\, ^12,
BtcdKovelt^^iHo/di non so cui 5oh. li v. i.
U qua! . . . è . , . unico figUuol di Dio, nato Etemalmente . . . , P. F. 36.
Con' t '1 fr^AMo/o: r «no è all'altro eguale P. F. 68.
il Padre ed il Figh'uoto . . . Con . . . ciascun vale P. F. ti.
dìqueB' . . . consìglio Del Padre e del FigUuol P. F. ^^.
IfaiL Poi chi pixtge figura C. iv. Cans. iii. 59 ; io. 105.
fl|ttk liutsto come è nato, lo figlio ... a* apprende C. iv. 34. 148.
ck«...vedenio ciascuno J^//o più mirare C. iv. 34. 156.
■Rtae onesta dee apparcre a' suoi ^^/i C iv. 34, 160.
per6 dice Salomone all' adolescentcyf^/tb C. iv. 35. 16.
cbcptioao rimanere in vergogna àc\ figlio C. iv. 35. 115.
tee illora^i, per li quali si significano C iv. 38. 107.
Ftccj^' anche di questo C. iv. 38. 113.
lo nlngio y^ib ... fa tutto il contrario C ìv. 39. 63,
Hfc». Ella non pareva v^iwo/a d' uomo mortale, ma di Dio . . , V. N. a. 53.
'P^**lft come quella da buon padrea buon^/iwa/o, e da hnon figliuolo
ibuon padre K. A', as. la, 13.
^6at Padre, Figliuolo e Spirito santo K W. 30. 35.
Mde. ,. il y(j*/f'ifo/0 ^ piti prossimo a] padre C. i. la. 33.
^^^^Uuolo del sovrano Iddio e figliuolo di Maria Vergine . . C. ìì. 6. la {bis),
■ *6IBU Sapienza del /'^/fMo/o C. ii. 6. 67.
^Koadochè ha relazione al Figliuolo C ii. 6. Sa.
■We speculare del fr^/iMo/o C. ii. 6. 90.
"■■IO Amore essere _/tf/mo/o dì Venere Cii. 6. 119.
9<Bido il ,/^FfoA} é conoscente del vizio del padre C iii. jo. 57.
••pidre dice al _/(^riio/o 'Amor mio' C.ìii. 11. 171.
«^Mwrfodi re fa C. iii. 14. 78.
•"•tofii . . . che '1 Figliuolo di Dio . . . discendesse C. iv. 5. aa.
'^ ^Bak fosse cantera del /ì^/fMo/o di Dìo C. iv. 5. 39.
^^T^to giudicatore del suo 7^'»o/o a morte . , C. iv. 5. 119.
•"«a» ^hc figliuolo sia . , . d' alcuno vaUnte uomo , C. iv. 7. 9.
•"■piriti de" _/i|'/i«o/i d' Adamo C. iv. 15.69.
'V^, ubbidite alli vostri padri C iv. 34. Z7X
^■^ aounaestrò , . . Asconio sxìofigtiuoh C iv. a6. 98.
'"w'dtì vendere a' figliuoli di Colui che C. iv. 37. Bi,
™* ''Ij^pfitMofo del valente uomo dee . . .' C. iv. ag. 73.
•**■ >odtscemea una j^^ra d' uno Signore K /V. 3. 30.
***kvbiifigum o colore rettorìco è conceduto . . . . l'. N, 35. 58.
MttDttMe dly^fwm o di colore rettorìco K A'. 35. ic>8.
«op ià disegnare 7^ nr d' angeli ^. ^. 35- 15.
pf^ esempio della sua bellissima y^^ra . , F. TV. 41. 5.
tnmaMiaotto figura d' allegoria C i. a. lad.
JMtoMido . . . sotto y^nt d' altre cose C. ii. 13. 57.
rcàot» b . . . tnfigum d' una croce, grande quontitii C. ii. 14. 178.
^ ... il cerchio è perfettissima y^m in quella C ii. 14. aii.
ed è va» figura qucau . . . che si chiama C. iii. 9. 17.
AecDfli* è U figura ... e Io star/trmo , . C. iii. 9. 59.
FIGURA ^■■F ^5°
figura. La nemica yf^m ... andar mi fané Guu. xi. 31.
in vece D' una ch^ ìo vndi la bella ^^um CofU. xiìi. 8r.
Con U perfetta sua bella ^^<nc Comi. xìk. 76.
non si vide ... Né aìcunsi/i^ra, o color d' erba Sesi. iil 35.
Per rìgtiardar sua aDgetìca^^m Bali. v. 6.
Guardando la T^pint Di questa Donna Ball. ìx. ^
Ha dentro portan la dolce^f^ra Ball, x. 9.
Ch' io vi rassembrì siy^ni nuova ^'. TV. 14. 81 [Son. vii. 3Ì.
Ond* io mi cangio inji^im d" altrui K iV, 14. 90 {Som. vii. la).
Uà la y^^ra ne par d* altra gente V. N, aa. ^ [Son. xiiì. 4).
quanta picutc Era apparita in la vostra y^ni . . . . K ^V. 36. 30 {Som. xìx. a).
A rischio di mirar la suayf^Mra Som. xxvt. 8.
Cioè la bella e rea vostra /^Mm Sem. xxxiiL xt.
Né è cosa corporal cb' abbia ,^^rB Som. xxxviii. lOb
E la y^ttra sua mi par sì spenta Som. h. 6.
fig^iirare. che in la sua cera Guardando, vidi nn angiolT^^nito . . . Som. xxix. 8.
figura, questa cotale y^ni in rcttorìca è molto laudabile C. iii. to. 50.
Onde . . . questa T^wra è bellissima e utilissima C iif. io. 64.
non cfa buono sotto alcuna y^tm parlare C. iv. i. 85.
imraaginan questa y^ro A, E, I, O, U, la qua!' tjtgìira di Iettarne C iv. 6. 31, 39.
e rende unaySpina in ogni parte C iv. 7. tit.
come Uy^Mra dello quadrangolo sta sopra C. iv. 7. 141.
nullo dipintore potrebbe porre alcuna jf^ni, se . . . non ai facesse
. . . quale lay^wra essere dee C.ìv. io. X07, 1091
quello circolo che hajiguru d' uovo . C. iv. 16. 90.
quello che ha A^'v di presso che piena Luna C iv. 26. 91.
potemo cosi ritrarre la ^trum a vtn'tà C. iv. aS. 104.
figurare, composto . . . sfigurare immagine di legame C. ir. 6. a6.
volendo il suo ufficio T^urarr con una immagine C iv. 9. lot.
lasciando \\ figurato, che . . . tiene Virgilio C iv. 34. 94.
nella parte . . . ove questa età si figura . . . C iv. a6. 6a.
E che . . . convengano . . . ucfigum quello grande poeta . . . C iv. 98. 98.
filare, volete sapere, T^omfe e zappando, ciò che C. iv. 5. 76.
fili. Fili miy ttmpus estui .... K ^. xa. ax.
fìlOQ. tanto vale come in Greco filos dire antaktrt in Latino, e quindi
dicemo no\ filos quasi amatori . . . ondejVos e sofia tanto vale
quanto amd/om/i 5d/i>fua C iii. i>. 48149, 50.
filosofiante. si dimostrava . . . cioè . . . alle dispntazioni Aé* filosefantì C. ii. 13. 48.
r anima T^osq/^M/r. .. contempla C iv. a. 156.
filosofare. le quali^osq^nr non possono ; perocché. . . ^filoso/an , . .
è necessario amore C. iii. 13. xa, 14.
si sale Afilosofarr a quella Atene celestiale C iìt. 14. 137.
filosofia, nel principio della Prima Fiio^fia • . . C. L x. a.
costretto da* prìncipìi dì ^oso/ià C. li. 3. 40.
secondo quello che si tiene ... in Filosofia . . . %^. . . . C xi. 3. 50.
giudicava bene die W filosofia . . . fosse . . . » -<>< . . . . C iì. 13. 36.
questa Donna . . . nobilissima e bellissima Filosofia C ii. X3. 73.
ha comparazione . . . alla morali Filosofia ; che la morale Filosofia
. . . ordina noi ali* altre scienze C. ii. 15. 194, 135.
non altrimenti, cessando la moraXQ J^osofia C ii. 15. 159.
questo ciclo avere alla morale yC/aso/Ìd comparazione C ìì. 15. 164.
di questa donna gentilissima Filosofia C. iì. 16. 6.
sì vuole sapere che questa Donna è la filosofia • C. ii. 16. ao.
negli occhi della Filosofia C ii. 16. 33.
FILOSOFO
flOb lu redi ben com' è sottile Quel filo
■Al iUa qoftle Pittagora pose nome FilQsoJia . .
BecBO . . . ove dice alU Filosofia .......
qiieUi Donna dello intelletto che Ftloaojia si chiama
Mabire e dire che è questo che st chiama Filosofia
Diqoesto nasce il vocabolo . . . Filosofia . . . Filosofia non è altro
^emmist^HMa a Sapiènza
con U f •fwo/Sa per JiUtto o per utilità non 4 vera filosofia
Prrcbe. , . cosi \sk filosofia è vera e perfetta .
cori II Filosofia ... ha per suggttto lo intendere
ddk/Uonyia è cagione efficiente la Vtrità . .
Oli fine della ji/osq^ è quella . . . dilezione .
tsB li può vedere . . . perchè Filosofia si chiama
ttUc^uJi . . . \a filosofia termina la sua vista
\ktfaÌK ... Filosofia é chì^maXA
nae. . . le Scienze sono Filosofia appellate .
R»eU prunaia é ver^ filosofia in suo essere .
cbt. . . Filosofia è quando . . . sono fatte amiche
9U^ nira là dove è questa filosofia ....
Oé.,, Filosofia è uno amoroso uso di Sapienza
CtAoqne la divina Filosofia della divina Essenza
Mbqol^fcMq/fa umana seguito poi . ....
BM li pud dire . ■ . che sia in filosofia ....
noitute che . . . non sia nell* ultimo atto di filosofia
à^veti filosofia . . . saranno ... a mostrare . .
VAmnu óeìÌA filosofia Lo maMi/tsta
***Borc è forma di Filosofia
0B4e.,.ySb3q/fa per suggctto materiale qui ha .
rAsore, eh* é parte di filosofia
^^f^tìà filosofia è in atto
(^ h MorWiAi è MUmkì ócììa filosofia ....
^SApienza^ eh' è corpo di filosofia ....
^^ pute di si che moralt filosofia sì chiama .
<U pnBdpio essa filosofia parca a me . . . fiera
àoi Rutila luce virtuosissima, Filosofia ....
^^ occhi, cio^ nelle dimostrazioni, della ^oso^
P^vebè tn» filosofia ... ai medesima riguarda .
^^^ filosofia nuUa fu affermato
"^'QM e a perfe/ione la filosofia morale ridussero
'■"feenti uditori della morale yWtMtyìa . . .
*^fKSta Donna, cioè la Filosofia, ai troverà .
^^fimfia non solamente alberga
. . che . . , filosofia non volge lo sguardo .
ite^ non così filosofica niente intendessero quelle
fiioìfimmtHt* disputando, curare non sì dee . .
ddla Imperiale AutorìtÀ e della FSosofiea
W^t^ \a filosofica Au\onXkc<:à\s.ÌHtp€riaIt .
nSàfihscjficm autorilik sì congiugne
1*ilu è da reverirc 1' Antorità . . . Filosofica . ,
Aodiii «opra una proposizione ^/oso/fra . . .
e localmente mobile per sé, secondo il Fffosofoj
àò dice il FUotofo nel secondo della Metafisica . .
flgcwu dice il FAom^o nel principio della Prima Filosofia
dalla sentenza del FUost^o
CoHM. xvìi. 6a.
C. ii. i6. 103.
C. ìli . a. 144.
C iìL li. 4.
C ili. II. 16.
C iit, II. 54, 5(
C iii. ti. 93, 9i
C tìi. II. 115.
C. iii. II. 133.
C. iii. 1 1. 138.
C iii. II. 14^.
C. iii. ti. 151.
C. iii. II. 173.
C iii. II. 178.
e iii. II. 180.
e. iii. II. i&>.
C iii. ta. 31.
C Vìi. [z. 85.
C. iii. ta. 94.
C. iii. 13. JOG.
C. ili. 13. 34.
C. iiù 13. 59.
C. iii. 13. 79.
C iii. 13. 86.
C. iii. 13 105
C iii. 13. 109.
C iii. 14. 7.
C iii. 14. 14.
C. iii. 14. 106.
C. iii. 15. 1 16.
C iii. 15. lao.
C. iii. 15. 148.
C. iii. 15. 304.
C. IV. I. 95.
C iv. a. 14G
C iv. a, 151.
C iv. 6. 130.
C. iv. 6. 137.
C. iv 15. 148,
C. iv. 30. 47.
e. iv. 30. 50.
C. iv. 3a 6a.
C ii. 5. 36.
C. iv. 14. 147.
C, iv. 6. 4.
C iv. 6. 167.
C iv. 6. 170.
C iv. 7. a.
C iv. 18 la.
y. N, «5. 15.
K N. 43. 30.
C. i. I. I.
C i. la. ao.
FILOSOFO
fine. Contemplando la/w che V aspetta C. ìv. Cans. S3. i*
Ch' io sono al ^< della mia possanza Cinx. xvi. 30.
filosofo, siccome dice i\ Fi/oso/o nel quinto dell* Etica . . . .Ci. la. 75 : ii. 15.
siccome dice il Fi/oso/o nel primo della Ft'sìca C ii. 1. zoft.
secondo la sentcnia del Filosofo . C iì, 3. 14.
Furono ceriì JOasofi . . . che credettero C iì, 5. si,
nessuno dubita, né Fiìose/o, nò Gentile C. ii. 5. 61.
siccome dice il Filosofo nel secondo della Metafisica C ii. 5. 117.
per Wfiiosofi . . , diversamente è sentito C. ii. 6. xaS.
le scritture, s) de* ^/ofq/f come . ... C ii. 9. 60.
siccome dice il Filosofo nel secondo diW Anima C. ii. 10. 68 ; iii. 6. 11 1 : ir. 7. t;
tutti li^/oA-q/f concordano . C. ii. 14. 39.
siccome dice il Filosofo nel sesto dell' Etica C. ii. 14. 43 ; iv. 37. 47.
che . . . Wfiiosofi hanno avuto diverse opinioni C ti. 15. 46,
siccome . . . pare sentire il Filosofo C. ii. 16. 90.
siccome dice il Filosofo nel nono dclt' Etica C iii. r. 56,
Dico . . . che M Filosofo nel secondo drlV Anima, . . dice che I'
Anima ... ha C ilL 9. 83.
però è 1' uomo divino animaU Aa' filosofi chiamato C. iii. «. zaa.
siccome dice ìl Filosofa . . . nel terzo drlP Anima C, iii. a. 124.
delia quale parU il Filosofo C ììì. 3. 69.
secondo la sentenza del Filosofo nel terzo dell* Etica C. iii. 4. 54.
sono riprovate ... da quello glorioso Filosofo .... . . C. iìu 5, 55.
passioni . . delle quali fa menzione ti Filosofo C. tii. 8. 85.
siccome dice il Filosofo nel secondo dell' Etica C. iìL 8. 16&
Veramente Plato e altri //osoyS dissero C. iii. 9^ loa
questa opinione é riprovala . . . dai Filosofo C iii. 9. 104.
per ta sentenza del Filosofo ... si può comprendere C. ìii. 10. tòi
siccome dice ìl Filosofo nel principio della Fisica C iii. 11. 9.
viveva uno Filosofo nobilissimo . . . Pìttagora ........ C iiL if. 09.
erano chiamati . . . non filosofi, ma safii^nti C. iiL tt. 35.
fosse affiatare di sapienza chiamato, cioè filosofo C. iii. xi. 47.
onde in alcun modo si può dire ognuno filosofo C. ììL xi, 6{.
non si dice Filosofo alcuno per lo comune amore C. iii. 11. 7&
acciocché sia Filosofo^ conviene . . ■ Per che senza amon . . , non si
può dire fi/osr>;^o C iii. II. 8t,
Onde non sì dee dicere vero Filosofi» alcuno, che . . . Non si dee
chiamare vero /f/osc/o colui C iìL ii.9S( »
questi . . . meno partecipano del nome dì Filosofo . . . . • . C. ìii. si. ii^.
che '1 vero Filosofo ciascuna parte della Sapienza ama, e la Sapienza
ciascuna parte del Filosofo C tii. il. 103, t:
così si può vedere ... chi é vero Filosofo C. ili. 11. iss-
Veramente ... è 1* uomo ... da chiamare //osq/b C iiL 13. 77.
r usanza àe* filosofi è dì chiamare C iii. 14. 4X.
li ^/osq/C eccellentissimi ... il dimostraro C. tìi. 14. 70^
e '1 Filosofo dice, nel secondo della Metafisica C. tis. 14. 97.
seguita . . . secondo la sentenza del Filosofo C. iii. 15. 501
Lacrima è che dice ìl /'i/o5q/b C. iv. 3. 6^^
però dice ìl Filosofo C. iv. 4. 9.
le parole del Filosofbf eh* egli nella Politica dice C. tv. 4. 46^
a vedere di quella del Filosofo C. iv. &. 7,
Furono dunque yi/oso/f molto antichi C.iv. 6. &^
M\TÌ fUosofi furono ... e di questi fu primo e prìncipe uno filosofot
che fu chiamato Epicuro C, hr. 6k. 911,
FINE
Bea veg^'o che *I xoìoJìh consentì e vuoi Cohm. xvìi. a6.
òoè che r AutorìU del FUoso/o sommo, di cui s* intende, sia
nou di . , . vigore C iv. 6. 156.
CBStiCU revereiua e al ... e al Filosofo parlando C. Ìt. 6. aó.
■è contro al Filosofo %\ ni^ona . . . , C iv. 8. 39.
eooiro klla autorità del Filosofo . , , . . C. iv. 8. 39,
qaedo il Fìlcsofo dice : 'quello che pare . . .' C tv. 6. 43.
mbcào contro alla intenzione del /(Vosq^ C iv. 6. 68.
CODln tlla reverenza del Filosofo non parlo C. iv. 8. 85.
fDrflo Maestro de' Filosofi^ Aristotile C. iv. 8. 141.
I<ohu,chcdìccssecheg^ovanez2aécolmodella...che8arebbe^/o5t/o C iv. 9. 173.
Kmac vuole lo FUosofo C. iv. 10. 79, 90.
Ckt sii perfetta, è manifesto per Io Filosofo C. iv. la. ia6.
90010 è falaissimo appo U Filosofo . . . che, avvegnaché *1 Filosofo
aoo ponga C. tv. 15. 481 51.
éceOttAiani, e non dice Filosofi C. iv. 15. 91.
Jlcutoro dice il FOcsofo, che non è da C Iv. 15. 160.
■ODaen' ammaestra il Filosofo C iv. 16. 59.
Qhu perfezione intende il Filosofo C. iv. 16. 78.
Mtftkcfaé . . . é per lo FUosofo dìfinito C. iv. 17. la.
le aonb Virtù ... e queste diversamente da diversi Filosofi sono
distinte e numerate C iv. 17. aa.
^icile sono undici virtù dal detto Filosofo nomate C iv. 17. a9.
iKCOaedicc il Filosofo nel primo dell' Etica CI iv. 17. 74 ; aa. 15.
■voadoch^ prova il Filosofo C. iv. 17. 93.
Moadochè vuole il Filosofo C iv. 19. 83.
Mnto dke il Filosofo nel secondo dell* Anima C iv. 30. 58.
per djTcrù Filosofi della differenza delle nostre anime fu dlversa-
neatc ragionalo C. tv. ai. 13.
Cottvtdamento é delli morali yf/osq^ C. iv. 33. a.
fcptaione che di quello ebbe Epicuro ^osq^ C. iv. aa. a8.
dftcbe ae scrìvono i filosufi C. iv. 34. 35.
b*nt«ti per gli antichi^f/oso/f apparire C. iv. 97. 93.
dico la ^d/ cagione incontanente C ii. 6. 49.
vdiuti a una operazione o arte ^nd/< C iv. 6. 55.
■ ({liuto intende alla sua ^Mo// operazione . , C iv. 6. 73.
^■«b difinizione tutte e quattro le cagioni, cioè . . .finaltj com-
preadc . . .final* in quanto dice C iv. so. 96, lor.
c^tidooiacosachè essa sia ^na^ nostro riposo C ìv. 33. 30.
'''ttte. ma^nd/m/n/rdisconfiggea la mia poca vita K. W, 16. aa.
^••AanUif v' entrai tant' entro C ii. 13. 94.
f'daifl (rutto finslmttttU C iv. 7. aa.
eccome ... la massa yfna/mrn/r cangerebbe colore C. iv. 09. lai.
od io la vidi quasi aWifiMé del mio nono F. A^. 9. 14.
^^■w del mio proponimento mi parve sentire K /V. 14. 04.
AcKejUraoii tu questa tua donna K A^. 18. 33.
decito ììfifi€ di cotale amore conviene che sia y, N. i%. 06.
^^del mio amore fu già il saluto di K /V. iS. 39.
■^■eUodimorava la beatitudine e ilyfNtf di K TV. iB. 35.
fo4elUbocca eh' è/M«d* Amore K. /V. 19. 134-
I scrìtto che il saluto . . . Ì\ifing de' miei desiderìi K. TV. 19. 139.
Alo Illa yÌN/ diasi loro ci6 che veduto avea f^. TV. 93. lai,
fvmaKt^ vicpiij vedova dopo il suoyfn/ f. A^. 33. la.
C od /nidi questa quinta parte dico K TV. 43. 37.
FINE ^^^p 254
fine. Ed alla fine £aUe umìl pregliiero K ^. la. i xo {Bàli. \. 31).
Misero fatlo sono . . . Sino allo^nr {JF. fino) estremo S. P. xxx\*ii. 90.
E nondÌDien, per darmi alla^fn morte S. P. zxxvit. 49.
di manifesUrmi L' estremo ^m del . . . viver mio S. P. cì. 93.
fin& la quale a debito T^Mr è ordinata. . C ì. 4. aa.
che ... a buon/f/ le mena C i. 5. 19.
ordinate allo inteso y&w ; siccom* è ordinata al Jhtt della ca^-allerìa
franchezza C. i. 5. ai, aa.
che sono a quel Jint ordinate C. i. 5. as.
e 'lyinr della virtii sia la . . . vita eaacre C L 8. 87.
che delle nuove cose Qyfn/ non è certo C i. to. io.
sono . , . nel_^M# commisurate , . . C i. xo. 13.
in quanto sono ad alcuno 7?/r/ ordinate . Ci. zi. ai.
conviene che . . . vengano a mal fimr C. i. r x. 30.
Mbro Di Pìm* <W B*MÌ Ci. xx. 95.
salutevole porto e laudabile nella fiw della mìa cena C ii. z. 9.
feci menzione nella ^fff della KiVa yVMOtvi C li. a. 9.
Né altro dice infino alla/»/ di questo verso C ii. x i. 91.
che conviene però aver ragione di fint C. ìi. 14. ax3.
siccome tra principio c^me C. Ìi. 14. 8x4.
e non averannoyfMtf C ii. 15. 107.
essa circulazionc cominciò, e non Avrebbe Jitu ; che ^^mt della ctrca-
lazìone è redire C ii. 15. no (.*»*)-
mjine di questo secondo Trattato, dico C ii. 16. 98.
MfnUf che è qucl^fn/, e . . . parte dell* Anima C iii. a. 15&
Di che accorgendosi Ercole, alla yfn^' prese lui C iii. 3. 60.
Ancora è posto ^M# al nostro ingegno C iii. 4. xo6w
quello che scrìtto èfins di tutti gli altri C iii. 8. 38.
conchiudo . . . lo^fu a che fatta fue tanta bcltadc C iii. 8. aoi.
E soggiugne inT^M* : Costei pensò C iii. 6. ao8.
siccome ^ii# dell' ambtà vera è la biKma dUaione . . . cosi ^nr della
filosofia è quella . . . dilezione C. iii. 11. 139, 144.
d* alquanti che a taaljitu doveano venire C. iii. la. 74.
non sarebbe ad alcuno T^M/ ordinato C iii. 15. 93.
ciascuno aggiugne il yfnf del suo desiderio C iiì. 15. 103.
tempo è ... di porre ^w a questo Trattato C iii. 15. 914.
il quale seco porta il Jhie d' ogni desiderio C iv. 9. So,
che a uno^ff è ordinata C ìv. 4. 4.
quando più cose a uno^if sono ordinate C Ìv. 4. 47.
che . . . diversi yfMi di quella a uno solo^nr sono ordinati . . . C iv. 4. 51, 5*.
siccome ciascuno ufficiale ordina . . . nel proprio Jìne, cosi è uno
che tutti questi yf'u considera C iv. 4. 56, 57.
in tutte qudle cose che sono . . . njin* ordinate C iv. 4. 6x.
a loro ho dato impcrìo senza Tffv C iv. 4. tX9.
come detto à . . . nella ^Mr del precedente Capitolo • C. ìv. 5. 80.
se non per ìspczìale7f/f« da Dio inteso C. iv. 5. 105.
colui che solo considera 1* ultimo ySiw di tatti g^i altiì^w* . . . . C iv. 6. 59 {bis).
le umane operazioni domandano uno ^^ntf* C iv. 6. 64
questo nostro ^nr ... fu per 1Ì savi cercato ........ C iv. 6. 74.
credettero ques'io^rw della vita umana essene C iv. 6. 85.
ciascuno animale . . . dirizzato nel debito Jine C ìv. 6. xoa.
disse questo nostro j5«« essere Volupiade , . . C iv. 6. 104.
Tullio . . . nel primo dì Fim d^ Beni C. ìv. 6. i lou
che la nostra operazione . . . era quelySMf C. iv. 6. 138.
«ss
FIORE
fila Perchè il mìo spirto è quasi tAfin condutto S. P. cxlii. 36.
rinedlo . . . Non vi si trova^ che son senza fine P. F, 63.
tnxi che ^r*r Facciamo a quello P, P. a^^.
Che 1 Paradiso al nostro^» ci doni P. P. a^o,
tato Non pcrcb' io creda sue ÌAuàcfimn K iV. 19. aa {Can*. i. 3).
BOD può ma\ finir chi le ha parlato V* tf, 19. 6t (Canr. i. 48).
Noi scfTcriA. peroccb' clU t finita Cana. xìv. io.
Ch'opti suo atto mi trae a^mW Som. xli. 11.
iDttL Che possan guari star senza y$ffiVd Can*. Lx. 68.
Dntìuta ni fu questa yfm/a Som. xxvi. 9.
faeifn;^. K N. 19. 37 ì^Cana. i. 18) ; Som. xxxviiì, 14; xxxlx. 13; S. P. I. la ; cxxix. t8.
^Uì,*d}. Vostro /Em pregio mando — alta verdura Ball. iv. $.
Lo vostro pregio ^nD ... si rìnnovelU Balt. ìv. 6.
SatnJfHn piacenza Fece Dio Ball. ìv, 33.
ioooCUa eh* io non credeva esser finoechi Ma veri Afflici . . . . S. P. xxxviL 37.
fcciX Id uom m' apparve scolorilo f! fioco V. N. 9^. i8r {Cana. ii. 54).
BOR. (Mai fior dì fronda, Cost della . . . lien la cima Cans. xij. 16.
Che huno latto il tuoyior sudicio e vano . . , Caiu. xvtii. 33.
cbe^ mende vcr^i t bianchi yfon* in persi Cohm. xx. 79.
e1^. . ^ Fa desiar negli amorosi cuori Cam-s. xx. 99.
fcwacW più che ^A*'' di nessun' erba Srs/. iii, 3,
Uqu] . . . Si pon con fiori e con foglietta verde Stsi, iv, 15.
Ptrtch'io son SMofior, suo frutto ed erba Sést. iv. a8.
Huui che d' altri Tfon o Tof^ie od erba Srsi. iv. 39.
M U noiembraiiza . . . del soave fiore Bati. vìi. 15,
Pcr< .. mi farà Sospirar ogni_/fcnr £a//. viii. 3.
A ^ di /or gentile Bali, viiì, 5.
*^ ^ootoySiv conoscendo . . . limarono e C. iv. 6. 135.
VUtevolte . . . questo >Ntf della . . . vita . . . v' è addìuto . . . C iv. 6. 166.
(MiMn^ona il yf*w della sua vita C iv. 7. 194.
^■Wui, . . al fiiu delli quali . , . venire non si può C iv. la. 97,
* certo /«r bada la nostra potenza C. ìv, 13. 73,
^/w attendere dalla parte dello scibile ........ C iv. 13. 79,
"t'WC il testo pone Ìn7?N^dÌ questa parte . C Ìv. 13. 159.
e" Base l'altra possa essere e sia .. .^nr di Nobiltil . . . . C iv. 17. 116.
"Cotte dice . . . Tullio in quello Jet Pine dt Btni C iv. sa. 16.
^r Vfitio ... si dice x^fim di quella C iv. 93. 151.
•toUeoodaeono . . . a buon^/i/ C iv. 97. 59.
■ •..Aiuioa ... e attende la ^f# di questa vita C iv. 98. 50.
^^fm di questo Trattalo é bello intendere . C. iv. 39. 151
"ft»/* del suo lavoro . . . dee C iv. 30. 17.
■"•'l b quale da ìiwa, finterà mi riguardava . . , K A^. 36. io.
^••. per le >ff«/3/nr d' una casa uscisse fiamma. ,.,.., C L 19. i.
^dU/tMxfrii degli occhi non vegna C ili. 8. 88.
CON questo Imperio da Dio a certi termini t finito . . . . C, ìv. 9. 18.
"lido e r arte della Natura ^m'/o . . . vedcmo C iv. 9. 90.
«'■'•qiie la giohsdizione ... è a certo termine ^/ti'M . . . . . C iv. 9. 09.
J^y oao, viene 1* altro C. iv. 13. 7.
Okael . . . successivamente ^MisroMO li desideri C iv. 13. 49.
più d' uno staio di Santelcne d' su^cnto finissimo . . . C. ìv. 11. 80.
«/'^ K /V. 33. J90 ; C i. 3. 24 ; ii. 7. iq6 ; Ìv. 93. 130, 133.
càtlifiorid' uno arbore . . . perdere si dovessono C iii. la. 78.
i>. ., Don producesse in quello jfort' C iii. i a. 80.
fitoofli, i cui raggi (anno iyfon rinfronzìre C tv, i. 96.
FIORE ^^^^^^^^m 356
flar& Di /or le parairtte mie . . . Han fatto Bo/I. viii. 18.
Ora che '1 mondo s' adorna e si veste Dì foglie e fiori Soh. xlìi. ft.
Fiorenza. Forse vedrai FiortnMa la mia terra CnnM, xì. 77.
E 1 nome . . . tuo . . , Potrà' poi dir, Fiorrttsa Cane, xviii. 50,
fioretto. Ch* ammorta gii fiorttfi per le piagge Can», xv. 47.
Ut giammai tocca óìfiorrfto 'I verde Catts. xxi. 13.
Perchè gli copre iìijiorttti e d' erba Sat i. la.
S' io sarò là, dove un /onr//o sia ^//. viii. ix.
La . . . donna mia Porta . . . xjiorttti del mio sire Ball. viii. 14.
fiorire Nel tempo dolce, che fiorisce i colli Stst. iii. ai.
fiso. Ove non puotc alcun mirarla /^o F. TV. J9. 75 Ca$tM. i. 56).
Quando V imaginar mi tien benyCso f^. W. 39. 89 Cane. iìt. 49).
io non le posso mirarci» C. iii. Catta, ii. 61.
i suoi begli occhi . . . Guarderei presso e fiso Caru. xii. 76.
Ond' io, che per campar la mirai ^Cso Ball. vi. ao.
Mirerò! tanto/jo. Ch* io diverrò beato Ball. ìx. 3.
Gaso. Gli antichi padri, ch* ebbono il cor fisso Ad aspettar , » , . P. F. 36.
fiore; ricevere in sé la infonnazione . . . dt* fiori C. iv. a. 55,
e *l fiore della sua radice salirà C. iv. 5. 44.
Fiorenza, della . . . 6glia di Roma, Fhrmva . C. Ì. 3. aa.
in Fiortnmt . . . veduta f u . . . grande qtiantitii C ii. 14. 176.
Firenze. Sicché non dica quegli degli Uberti di FirmMe C iv. ao. 38.
firmamento. 1' opere delle sue mani annunzia \o fimtattunto . . . C. ii. 6. 105.
fisamente. ('. fìasamente.
fisica, siccome dice il Filosofo nel primo della Fisica . . . . . . C. li. t. xoS.
la Scienza naturale, che Fisica si chiama C ii. 14. 60.
il ciclo stellato si può comparare alla Fisica C. ii. 15. 5.
è da vedere prima la comparazione della Fisica CU. 15. 16.
in questo ha esso . . . similitudine colla Fisica . . C ii. 15. 34.
questi tre movimenti soli mostra la Fisica C ti. 15. 41.
le cose sensìbili . . . delle quali . . . tratta la Fisica C. ii. 15. 8g.
di queste tratta la Fisica . . . C. ii. 15. ioa.
che *1 ciclo stellato ... si può comparare alla Fisica e C. il. 15. lao.
siccome dice il Filosofo nel principio della Fisica C. iìi. ji. io.
secondoch^ dice Aristotile nel quarto della Fisica C. iv. o. 48.
per lo terzo della Fisica ... è provato C. iv. 9. a6.
siccome vuole il Filosofo nel settimo della Fisica C. iv. 10. 91.
dicendo nel primo della Fisica C iv. 15. ]6a.
che . . . vorrebbono disputare ... in Fìsica C. iv. 15. 167.
il Filosofo nel settimo della Fiska , C iv. 16. 78.
fiaoncmia. che fosse naturato . . . per ìafisoptomia che C iv. 34. 60,
fia^s;amente. li mici ncll' abitacolo . . .fisamente miravano . . . . C ìli. i. 19.
a quella più T^om/fi/r intende ad adornare C. iii. 8. 55.
fisatuenfe ìn esso guardare non può C iH. 8. 131.
tenere ^/t«M gli occhi C i. 8. 25.
dove le stelle 7^55^ sono C iL 3. 113.
r otUvo è quello delle SieUe fisse C. ii. 4. 9.
lo nono gli ha fermi e fissi e non mutabili C ìì. 4^ 50.
ìn su r arco . . . t fissa la lucentissima stella C ii. 4. 88.
r epiciclo, nel quale è fissa la stella C. ii. 4. 93.
moltitudine di stelleyisj^ C. ii. 15. 70.
questo mondo, cioè la terra, stare . . .fissa in sempiterno . . . C iii. 5. 58.
basta . . . sapere, che questa terra è fissa e ........ C. iii, 5. 64.
tenendoli.A^n^' f^ngo C. iii. 5. ao8.
957 V^^^^^^^^^^^^^V FONDO
finme. Nella valle dcìJÌMme Cum. xi. 60.
Di fonte nasce Nilo pìcciol^wM/ Catte, xx. 46,
rìCoroer&Dno i^MfMi a' colli Prima che Stst. ì. ^i.
flKgCÌJ<X Che li ^f"//! dello peccatore Saranno assai S, P. xxxì. ^4,
che il furore DclIiyZr>gr//i tuoi ho meritato S. Z'. xxxvii. 68.
Iboo. K faoocK
focosa E Ì€jbeos£ tue mal giuste leg^ . . . correggi Can», xviì'u 98.
Per contrastar allay^Kosd Venere S. P. ci, 33.
foglfal ombra Più nobii, che non fé* maii/»gl$a verde Stst, HI 04.
Com* augellcttu sotto /o^/ùi verde « . . Sfst. tv. 04.
Naozi che d* altri fiori a/oglù od erba Stst. iv. 39.
Ora che 'I mondo s' adoma e si veste D'ìfagtitc fiori Son. xlii. a.
foCUetta. La qual ... Si pon con fiorì e con fogikttn verde .... 5»/. iv. 15.
Uguare. del . . . lume, Che foigorando fa ria alla morte .... Catiz. xi. 66.
Digli eh* é/iìUé chi non si rimove ... da follia Ciinj. in. 6g.
che non puoi vedere Lo tuo 7^/r volere Taiu. x. 71.
L* anima /o/^ . . . Cosi dipinge, e forma . , Cam*, sì. 19.
eoo gli occhi molli, Che prima iaron folli Cans, %x. 57,
PiXtroJotU ragiona il suo valore K A'. 13. 39 {Son, vi. 4).
chi non si rimove, Per tema di vergogna, à^/oUia Gina. ìx. 83,
Ch' adocchia pur ^/^id Cane. a. 50.
Perchè col falso il ver sì mette 9\ fondo P. F. 171.
fittizio, che aveaaero ... le [non] Ji^/uiir parole apprese C iì. 13. 63-
ne . . . alla sentenza vera, come aXUfUtiaia C. il. 13. 65.
volta la pAroU/ì//teid di quello C ii. 13. 78.
veder si può . . . per la sposÌzÌoneyf//iirM e litteralc C. ìi. 16. 15.
*rfftT si volgessero ad uno^Jiw bello, corrente e K A^. 9. ao.
e te dn/ùié quasi yfjim/ d» tmngi corrtntt C iv. 10. leow
provare ... eh' elle ^ìcno finmà corrtntt ...,,..,. C. ìv. 13. i6z.
coli* acqua del yfM»>t/ C iv. 15. 83.
lo primo chiamavano Eoo ... lo quarto Fìrgon C tv. 03. 137.
nel quale poco dijìtsaiont sì disceme . , C iv. 34. 34.
portato a diversi porti e fon C i. 3. 36.
FoCOb dice . . . che questi fu padre ... di Foto C. iv. 07. 193.
ÉSCttB. che \k foglù ... li fan tremare C. iv. 13. 103.
sieeome vederoo che da alla vite ìcfbgtit , . , C iv. 34. loB.
fclgorCb. e 'I suo aspetto era come/>($fo»« C iv. a4. 170.
Ben SODO alquanti /0//1' che credono . . C. iv. 16. 60,
se prìma non à fati» \o fondamento C U. l. 96.
« la litteralc dimostrazione Sfondamento dell' altre C il. l. 100.
per modo che 1* una sfondaménto dell* altra. E quella cWéfonda-
tmento puote C iìì. a. 94, 95.
Onde U potenza wgttaiiva . . . tfondamunta « . C ili. s. 99»
fMceU . . . potenza t fomdamtnio della inUUttiioa C iii. a. 106.
prinripalìsiimo/o/tdismrw/o della fede nostra siano i C iii. 7. 160.
^■mdo CgH appendea li /Waniffi/) della terre C Ui. 15. 175.
Lo>bwMlsinmte radicale della Imperiale Maestà ... è C iv. 4. 1.
A eerr 11 ria al buon fondamento della nostra vita C tv. 95. gg.
■iiHiiii tlfomtamtmto della nostra vita boom . C. iv. 05. 33.
t* atirm, che »i y(>M^ sopr* essa C iii. e. 96*
le quanto ella t fondata sopra la complessione del . . . . . . C. iv. e. 59.
kvare, pei ftndttrvt poi suso la luce . . C. iv. 8. 97.
dicBelo ncUe dlviiM aiyCwWWtv C tv. io. aB,
c/ba^Mi aopra una proposizione filosofica C iv. 16. la.
S
FONDO
fontana. Mirando sé nella chimra fontana .... ^^^^Hi . . Cmum, xx. 33.
Conte. Di /onU nasce Nilo piccìol fiume Cmns. xx. 46.
Risponde \\/oMÌt del gentil parlare San. xxx. is.
fora = sarebbe. Cam. xix. aa
fore. y. fuore.
Forese. U mal fatata MurIìc di Bicci vocato Forese Som. Iji. a.
foresta. Ora che . . . Fanno per monti per pralì ^foreste San. xlii. 8.
forma. La novità, che per lua/or»irt luce (S. ; M.&. F. ferma) . . . S<st. ii. 65.
Tu, nuvoletta, in fortrta più che umana Ball. ti. 5.
fóndo, parlare^ sponendo, troppo sfondo C i. a. ix.
fbntale. dov* è la sensìbile virtù siccome in principio ^n/nXr . . . . C iii. 9. 86.
in quanto esso è nel suo^bM/di/ principio C iìi. 14. 44.
fbntalmente. perocché ... in lei tfoniaìmente V onestade . . . . C iv. 1. ^4.
fónte, sono quasi y^»^ vivo Ci. 1.65.
la luce ... la quale è una, da uno/onte derivata C iii. 7. a$.
dal quale siccome óa/ottte primo si deriva C. ili. 13. 90.
quando ... sospendca Icybii/i' dell' acque C iii. 15.171
Ibnna. composi una epistola sotto /or»#ta dì serventese K N,6. il,
V uno guarda I' altro, come^nwi materia , . ^. W. aa 36-
il cdIIcIIo del mio giudicìo purga in questa^rma C. ì. 9. 14.
in altra /ormo mi aveano immaginato ^' i< 3* 39>
intendo . . . ragionare in questa forma C. i. 5. f6.
à impossibile procedere RW^/orma C. ii. i. 61.
il suggcito, sopra che la/t^rma dee stare C ti. 1. 83.
iropoflsibilc è la /irma dell* oro venire C. ii, i. 84.
impossibile i . . . ìz/onna dAV arca venire C ii. 1. 8tìh
perocché ha più ... e piii vita e piii ^rma C ii. 4. 73.
tanto è a dire, quantoy^niir e nature universali C ÌL 5. 34.
prende la /orma del detto cielo uno ardore C ii. 6. 113.
La/orma nobilissima del cielo . . . gira C ii 6. i
dall' ultima nobiltà della loro 7%>tTffa C. ii. 6.
la nalura . . . trasmuta ncUs^/ortna umana la C ii. 9.
quello che mira riceve la /arma nella pupilla . . . . . . . . C. ij. lOk. 44.
la sìiu/ortHa se ne va in quello cui mira C. ìi. 10. 45.
li prìncipii ... li quali son tre, cioè . . ./orma C. iL 14. 141
la loro materia si muta di/orma in^rma C iL 15. loi {kiJ^
ciascuna, forma sustanzialc procede C iii. a. 15.
Onde . . . ciascuna/irrna ha essere ... in alcuno modo . . . . C iii. a. 40.
quanto \skfvrtua è più nobile C. ili. a. 45.
I' anima umana, eh* ò/orma nobilissima C. iii. j. 47.
avvegnaché una sola sustanza sia tutta sua /orma C iii. 3. 37.
le Intelligenze conoscono Informa umana C iìì. 6. 50.
sono . . . cagioni . . . d* vgnì forma generale C. iii. 6. 54.
se esaa umana ybrma . . . non è perfetta C iii. 6. jSw
Onde . . , manifesto è che la suu forma . . . riceva ... la . . . . C iit. 6^ isq
quasi diafani per la puritil della loro forma C iìì. 7. 51X
gradi . . . continui dall' ìaGma. forma all' altissima C. iii. 7. 79.
considerando come in uxìm forma . . . congiunse C UL & 3.
armonìato conviene essere lo corpi> suo a Qotàìfurma C. iii. 6l 6.
non dico le rose, ma ]c forme \oro C. ÌU. 9. 69.
che fa W forma visibile per lo mezzo suo C iii. 9. 73.
Sicché X^fonna . . . lucida è terminala C. ÌLL 9. 79.
per lo quale all' occhio viene la /orma C ili. 9. 91.
altrimenti si macolercbbe ia.fonna visibile del C. iìì. 9. 94.
FORTE
liaA. Ch' io '1 vidi lamentare in /orma vera K W. 8. 30 {Som. in. io).
Fiicer di /orma dato per natura Som. xxxvìii. la.
hfmm d' Ostia noi si vcg^i^'n Cristo P. F. ras.
fcraut Vrg^ndo in Jet tanta amìltk /ormaéa .... K A^. 23. 199 {Con», ii. -ja).
CI* U beltà ... A virtù . . . Fomtaia fu dal Cana. %. 9.
L iniffli . . . Così dipinfi^, c/ortna la sua pena Cane. xì. at.
Etlieybr»n<i5/i ì cicli ncU' iniiio ... S. P. ci. 101.
tat C ir. CartM. iii. a8, ^4 ; C«ma. xL 77; xxi. 44 ; y, N. la. 89 ^£a//. i. io) ; 41. 56
{Som. xxiv. a).
fcrte,«^l k mév. Si mosse con paura a piangerybr^f . . . V. N. 23, 133 (Cart». ii. 6).
Chesl com' egli m* erti forte ìd pria K .V. aS. 16 ^/". C 3).
Dunotti angoscia gli sospiri /Off* ^'. TV. 33. 83 fCfl««. iii. 43),
Mibn penaoso di paura /t>rt« ^- ^- 34* 35 {Catia. iv. 9'.
luiio la parli faticosa cfortt C ii. Cana. i. 55.
L'uiiu ... In Giovanezza . . .fori* . . . . C iv. Canz. ìii. 109 ; 33. 41 ; a6. 6.
Bon I* Accorge . . . Né com' io 1' umoforU Cat*a. ix. 59.
Lajtf9 il qual sempre sopra me sei y^>rf^ Chiù. xi. Ó3.
^ÌBÌ6edc. . . Siyfor//, che Ctina. xii, 49.
"'■L iKcooe la vera «amistà . . . ha . . . per /^nna 1' appetito . . .
tosi la FShacfia . . . ha . . . per_/&nN« un . . . amore . . . C iii. 1 1. xsa, 135.
c^Aawre é forma di hlosofia C iii. 13. 109.
"*ofi* , . . qui ha . . . pcr/ortpta Amore C. iii. i^. 9-
^ •.. ^\ pwocftietl* a difettiva forma C iv. io. 50,
''woele margarite pcrfcttantcntc/orma . . . abbiano C iv. 11. 40,
(>iit umane quelle degli ... e \c fòrmf delle miniere C ìv. ai. a3.
''^» tolta la differenza era delle corporalij^rwi/ C iv. ai. 35.
■'<]uic. . . in sé adduce tutte ìcformt universali C iv. ai. 43.
■**«• questa difìnizione tutte e quattro le cagioni, cioè . . .formai*
-.. comprende . . .formait in quanto dice . C iv. ao. 96, 99.
Mounj^ non comprendono ogni ybrwrt//'/rt di NobUtà C iv. io. 58.
""We. Biayb*Mia/o fu solo nella prima Mente C. ii. 4. 38.
"™*tiva e matura e dispone la materia alla virtù foiynaf iva . . . C. iv. ai. 38.
f-fiviTtii/armativa prepara gli organi C. iv. ai. 39,
■"^Oto, i] pane del mìo formtnto è purgato C Ì. a. 113.
^ w può di biado e non Ai formtnto C. i. 5. 5.
*"*« 4 biado, e non A\ formtnto C i. io. 5.
' ''^«ormonla e cuopre la spiga del fomunto, sicché . . . WforfHtuto
non pare C iv. 7. ao, at.
^MBe oel trebbiare il y^m/H/o C.iv. 9. 118.
**KMic ... li potrebbe levare . , . i\ formtnto . . . . . , , C iv, 39. 119.
'naa vedcmo certo cibo fare gii uomini yórmosi' C. iii. 3. 73.
Anifc av-vegoachè . . . queste opinioni . . . fo5sono/omi'/# . . . . C. ii. 5. 53.
fcnt K «V. 15. 64 ; 18. 33 ; ao. 5 ; 35. a7 ; 39. la ; 30. 41 ; 39- 6 ; 4i* H : C. L 3. la,
38; 4-96; 11-67; ii- 6- 97; »3- 33. 49; ''»• I. 84; iv. 3 5t ; II. 81; ao,7aj
rle^ aéf. k. ade. che si lamentavanoyljrf/ K TV. 14. 45.
atgmzac un pensamento /or/ir K /V. 15, a.
dM Attore ... di subito m' aasalia làfort* K W. 16. rr.
Oodesoapifmodo/ort/. fra me . . . dicea K W. 83. 16.
però Pii giuasc uno si ybr/r smarrimento ......... K A^. 33. ao.
E fu miforUXa errante fantasia, che K. TV. 33. 6a.
e Wi fortg era la mia iniaginaxione, che .,,,,,,... K. iV. 33. 80.
ccas4 iti forti Cantasia y. N. 9^, 100.
m levo un di . . . wm forte immaginazione in me K ^. 40. 3.
5 2
FORTE
finte* Lo spirito maggior tremò si/otit, Che parve (^tu. xiu. 67.
Per che r adoperar sl/brff bramo. Che Cunx. xiv. 30.
£ ben mi strìnge /orfg Cans. xir. 34.
In tenery&rf/ immagine di pietra Catu. xv. 13.
tanto è la stagion^rV/ ed acerba CaKa.xv.46w
che ... si trova Serrato _/ór/r di quella saetta Canx, »vi. 57.
Ch* io teroo^rfr già . . , Che Cana. xviL aB
Che m' ha serrato . . . Piiijortt assai che S^st. L 18.
se mi giunge lo tuo ^rf« tempo Srs/. ìi. 55.
Ch* io iemo/owie non io cor si schianti y. JV. 37. 33 {Som. xx.
si, eh' io icmo/orte Del viso K. iV. 38. ^4 {Son. x«.L 10]
Vedete quanto è^^r// mia ventura Som. xxvi. ^
E' non è legno di sì _^r/» nocchi . Som, xxxi 1.
E' mi duol ybr/r del gabbato aflanno Som. xxxv. ta.
che non gli giovava . . . essendo il muro forte S. P. xzxrii, 4*
gì* inimici . . . Son confermati sopra me piii/orU' S. P. xxxtu. 7^
Acciò che liberati e (alti /orti, Potessono S. P. ci. Ba.
Che del battesmo aver sì/orte accende L' amor P. F. 97.
fortezza. Questo ci ÙA/orifzaa ed ardimento Contra P. F, 233,
Contra questi peccati abbì^m fortezsa P. F. 305,
forte, cavallo virtuoso, che corrc/orU Ci. 5.7B.
nutrimento . . . tanto piU/arte, quant' essa è migliore C i. 8. 93.
riceve quello per piii_^rtV operazione C ii. iol 73.
e poi ; perocché forte parli {fortfj dico, quanto alla novità dells
sentenza) . . . C iL la. 50» 51J
se non che forte fu 1' ora C ii. 36. 6a
si unisce tanto più tosto e più forte, quanto C. iii. q. 63.
pitjyl^r/f cose dì te non cercherai C. iii. 8, 18,
soverchia ... lo fragile viso, non pur Io . . .forte C iii. 8. 131.
tanto più à forte però la passione C. iii. io.'*i4.
Veramente può qui alcunoy(fr^# dubitare C. iìL 15. ja
più dolce natura in ... e più forte in sostenendo C. iv. 4. 99,
Ha da maravigliare e fotte C iv. 5. 8.
che la casa sedesse cos\ forte f~. iv. 9. 61.
senza dubbio forie riderebbe Aristotile C. iv. 15. 58,
s' io parlo si che pare forte a intendere C iv, ai. 5a
Là dove sia il punto sommo . . . è forte da sapere C iv. 03. 9^
cosi nella Giovcntutc si Ca . . . Forte C iv. a6. 11.
come . , . essere ... ne convegna . . .forti C iv. 06. 78-
fortemente, cominciò a tremare %\ forttMiente V^. N. 9. sa,
fisrtezza. basti aXìai fortezza dd mio Comento C. L 4. 104.
è ordinata . . .fortezza di corpo C ì. 5. 93.
parca a me avere manco QÌfotiesza C. ii. 9. 43.
disse che giovanezza era . . .fortezza del corpo C. iv. 9. 170.
La prima si chiama ^Wr««> C iv. 17. 30.
le corporali boutadi, cioè . . . Fortezza C. iv. 19. «3.
Li quali . . . sono sette, cioè . . . Fortezza C. iv. ai. ixi.
Quello ó^ pratico si è operare . . . con Fortezza C iv. aa. ili.
questo sprone sì chiama Fortezza T. iv. a6. 57.
è manifesto che . . . Fortezza . . . sieoo necessarie ...... C. iv. a6. 14^
fortificare, vuole a Dio essere unita per lo suo csacrc fortificare . . C. iii. a. S9>
che per ... e per poco intelletto era la.nto fortificato C iv. 1. 51.
vìlr, cioè da viltà d* animo . . .fortificato C. ìv. a. tao.
fortior. Ecce Dettsfortior me K iV. a. 35.
a6x
FRANCHIGIA
ftXtunA (i), che fait fera Fortuna Cant. x. 90.
E per me giri — o^\ fortuna ria Canx. xvit 6.
Sicché ^r/HMA . . . Non ci potesse dare Som. %xx\i. 5.
Ké quella . . . Ebbe quanl* io giammai ^br/una acerba Soft. xxxJx. 11.
(a). Atque/>ffMHa ruinosa datur . . • Cant. jjì\, li.
Maggior tempesta con /of/HHo/ morte Attendi Ci/m. xviii. 56.
Com* io di dire altnii chi Icn àk/orma . Can». xii. a6.
Che per /orsa di lei M' era la mente . . , tolta Carta, xiii. 19.
Dall' altra parte i con /orni d' amore CiiMa. xvi. 6.
E se giudizio, oforaa dì destino, Vuol Cùhm. xx. 77.
Contro cui non vai ,^AX — né misura Bai7. iv. 44.
Lasso ! pcr/ona [de* molti sospiri . . . son vinti] . K N. 40. 46, 51 (Soh. xxiii. i).
tanta . . , Ch* tk^Joraa gli con vene or tòr 1' altrui Son^ liv. 4.
clic . . . Per fona gli costrìnga le mascelle S. P. xxxi. 7X
che ... ni' hai tolto II velo oscuro . . . c/osco S. F. xxxì. 33.
s' aflbrzava Del mìo castello trapassare il ^sso S, P. xxxvìt. 45.
fragile, soverchìan . . . Come raggio di sole unyVii^7viso . . . . C. iìì. Cans. ìì. Go.
Ma poi che ... ne preme Le nostre /m^ voglie F. F. tt^.
tnlc Mentre io pensava la mìa./rair vita . .... K. ^. 33. 156 (Cina. ìì. 99).
ADnr sente l^/raft anima mia Tanta dolceixa K A'. 38. ao {F. C, 7).
franchezza. Che sua^^NcAtfaaa ^i ccnvìen mostrare Catu. xix. 131.
nelle braccia della /or/Mna K. /V. 13. 133.
ikcomc dalla /orfKvta menalo K. TV. 18. 9.
la piaga, della /opfMftd . , C ì. 3. 32.
nwcnlato d' alcuno colpo ò\ fortuna C*. i. 4- 73-
iti ^este cose che \a fortuna può dare e torre C iv. 8. 74.
<liè, o vengono da pura /or/NMd Civ.it. 59.
die . . . o vengono da forUtna eh' è da ragione aiutata . . . o vengono
àm. fortuna ■iutatrice di ragione C iv. u. 6a, 65.
quanto più . . . tanto meno soggiace alla/or/Mua C iv. li. 85.
nelle quali tu comprendi \9k forma eh' io tengo K. A^. la. 57-
distrutti . . . per Sforma che Amore prese K. A^. 14. 36.
drizzano si . . . per ybraa della neceasitii C i. 1 1. 45*
(o per sua volontà o per forsa d' Ercole), ^raa ... in lui rìsurgeva C iti. 3. $6, 57.
la Romana potenza non per ... fu acquistata, ma pcrforaa , . . C iv. 4. 90.
man da/yra* fu principalmente preso C. iv, 4. 1 la.
tMforaa dunque noo fu cagione movente . . C iv. 4. 119.
coti non^raa, ma ragione . . . é stata principio ....... C. iv. 4. 115.
qual buono uomo mai per forma . . . procaccerà ..,.,., C iv. li. 100.
non dite ■ voi dubbiose \cfont che ha C iv. 07. 175.
ybrav non ri menomano C iv. 07. 177.
covi cadranno amendue nella ,^>«Mi Ci. il. 33.
caduti nella/oaM della falsa opinione C. 1. 1 1. 36.
Una pianura è . . . coafotsaté C iv. 7. 58.
Hft. tolto per esemplo dal (F. del) buono Fra Tommaso d* Aquino . . C iv. 3eL a6.
tn^^iìc lo modo, che soverchia il sole Xofragù* viso C iii. 8. 130.
ftallL divenni ... dì \\fraif e debole condizione K. A. 4. 6^
lì FVaHcncki . . . prcndeanodì furto Campidoglio . . . C tv. 5. 161.
(|oegti che ... a san Frmmtico . . . si fa . . . simile C iv. a8. 70.
e ordinata . . .fraMeJvmmi d' animo . C i. 5. aa.
nnàcn . . . con unte di sollecitudine e di froncAnM C iii. 1. 66.
•r . . . Scipione . . . non avesse impresa . . . per la sub /rancàfaaa . C hr. 3. 171.
eoa tntu /niMtMe.z^ d* animo è da Icrire C tv. 9. i8a
ncUc mani ebbe la /rmfuMigta di Roma C iv. 5. 160.
FRANCO
franco. Liber arbitrio giammaJ non iw/mtuc SI che ....
Cosi la vita mia ardita e^dfoi ... è ,
frate. Questi è nostro /m/tf
fratello. Di Bicci e dc'/mfri posso contare ,
fraterno. Eleggi ... se \a/rat*ma pace Fa più per te, o . ■
fraude. Che fatto m' hai cosi spietata /mut/r
Egli mi parrìa fare una ^ran/rau/ig
fr^do. cade in bianca falda Di/retida neve .......
Perocché Ì\/ndiio lor spìrito ammorta
Ma di qual fiera V ha d' amor pìii/rnùio
Che per lo tempo caldo e per Xo/rtddo Mi fa
Sicch* ella non mi meni col ìkVkO freddo
Colà, dov' io sarò di moTtc/reddo
tu sai che per a1genie/nr</f/o L* acqua diventa
Là sotto tramontana, ov* è il gran y^w/^/d
r acr ... in elemento/fW</o Vi si converte
sif che r acqua ò donna . . . per cagion del^i^ . . . .
dinanzi dal sembiante /rvf/i/o Mi ghiaccia
Mi si converte tutto in wm^v freddo
Cosi di tutta crudeltatc il //r</^Q Le corre a!
Sicché per te se n' esca fuora il^^m^o
ov' ogni uom mi \>ar freddo
Sicch' io ardisco a far per questo yW^<t/o La novità ....
Che icmpoy>irr/f/o, caldo ... Mi ticn giulivo
Ora che . . .frtddo e nebbia il ciel da sé divide
Questa virtù, che nuda e /ridda giace
La tosse, Wfrrddo e 1' altra mala voglia Non le addt\*icn per .
freddura, r acqua ... si converte in vetro Per \a freddura . .
fregiare. Poi delle . . . onora e fregia Qual figliuol . . . pregia .
Cf fresare,
freno. Cb' a tutte mìe virtù fu posto \xr\ frmo ,
Che buon signor mai non ristringe '\ fretto ,
che lo tuo morso e "ìfretto ... gli costringa
fresare, che *1 Battesmo ciascun yrie5a Della divina grazia . . .
cy. fregiare,
fresco. Fresca rosa novella
Cun».
Stat,
P.F.
Cri
fratellanza, la città richiede . . . avere . . . fraieUanMa colle . . . . C ì^
fratello, r una delle quali sì lamenta come fratello
frande. qua! buono uomo mai . . . per fntudé procaccerà ....
freddo, per lunga rìposanza in luogtit scurì ^frtdtU C ui
se il /rr^/i^o è generativo dell' acqua C il,
SeneHule, che s' appropria al freddo e al stcco , . . Sfnio . . , aìfrmUo ||
e air umido C iv. S
freddura, in mezzo della/rr<£c/ifm di Saturno e del C. n.
frenalo. Onde al cavaliere dee credere ... il /r?M<nb C.
frenetico, per 1* alterazione del . . . siccome sono frtHe/id .... CI
Cf. fometico.
freno. ForfezMtj la quale é . . . frtno a moderare C.
Temperartaa^ la quale 6 regola e fimo della C
La quale guida quello con freno ... lo freno usa quando caccia (e
chiamasi quello /ir/io Tentpetaitaa . . .) C, ìv. a6
frequentare, òa frtqnéntart lo suo aspetto mi sostenni C iv
frequente, non £ altro che uno //-^wm/r pensiero C. ìi.
fi^queoter. quiafrequtHUr itMpeditus ero eUinc^ K A
a63 m^^^^V FUGGIRE
Bratta, vidi volare in yW/M Un angiotel d' amore Sa//, viii. 6.
froodA. coinc 6or dì/mmia Cosi della . . . tien la cima Cans, xii. i6.
Pauato hanno lor termine Xc/tunde . . . , Carta, xv. 40.
non risponde II lor frutto alle/rt>»fd> Gimj. xix. 105.
Toglie alla terra del vinco la /rofi^ ........... Cnu. xx. 48.
non mi puà far ombra Poggio . , . nò fivttéa verde ,.,,.. Snt i. 94.
frODde. £ r amorosa /n)/id> . . . altro ben tira Canm. x. 134.
frusta. La Penitenza abbiam per nostra y^5/a » , , P. F. ioa.
frutto. Sicchò . . . giunghi alla merco del/ru//o buono Canm, xvii. 70.
e non risponde 11 \or frutto alle fronde CanM. xix. 105.
Però eh' io son suo fior, suo/m/to ed erba Sest iv. afl.
Da chi per certo io sperava il frutto S. P. xxxvii. 57.
Che come terra secca non (» frutto S. P. cxlit. 30,
Qual' i sol d* acqua e di paroIe/r«/yo P. F. 08.
E "\ frutto del tuo ventre . . . Sin benedetto , . . P. F. 344.
fti^Bi Vedi, che 1' alma mia in fuga t mossa S. P, cxliì. 13.
fcgWC E come ci fuga oscuritate e gelo Caica. ix. j.
fuggire. Che gli spiriti par cheyW^^M via K. /V, a0> 19 {F. C. 6).
frottilieTO. abbandonasse la produzione dclliy^/6^n C. tii. sa. &f.
perché . . .fruttìfrrt vengano C. iv. a, 66.
•| . . , rampollo che germogli , , , per essere frufti/ero C iv. ai. tao.
cioè, a due ciRdi frutttf*rn sono stala C iv. «8. 133.
Crvttlficare. Filosofia^ i cui raggi (anno . . .fruttifiatra la . . . Nobiltà C iv. 1. 96.
ncJle quali ... /rM/yi/fca diversamente ..,...,.•■ C ìv. 19. 51.
che in unti e tali ÌtaVX fruttifUova C Ìv. 19. 58.
sicché possa /rM//t/Sainr C iv. ai. X3f.
fltutto. lo agrìcola aspetta lo prezioio fmtto della terra T. iv. o. 85.
ffaiMo fA/ §tnMa . . . frutto per ai , . . i ém tauéan C. ìv. 6. 90.
pcrdeai Ufhiim 6nalmente C. iv. 7. aa.
Uno de* pld belli e tìoWi frutti di questo ramo è . . . , . . . C iv. B. 7.
alU/fv/A loro conoscerete quelli , . , . Civ. 16. iii.
per W frutti^ chr sono Virtù morali e • C*. Iv. 16. 114.
cJk proprìissimi nostri,^/*' sono le morali Virtù C. Ìv. 17. 19.
e r una e Y altra possa cascrc e ixa frutto ... di C tv. 17. 116.
cosi bene si verrebbe . . . per lo /rM/to della cera ragionando, come
per lo/hf^to del mile C. iv. 17. 109. 130,
M notti e diversi /rH//f fanno C. iv. 19. 47.
quanto è dalla parte di molti suoi frutti C iv. 19. 54.
che in tanti e taìx frutti fruttificava C. ìv. 19. 58.
eh' é allor» frutto di vera Nobiltà C. Ìv. 19. 98.
a* questi //«//i non sono in luì C. ìv. ao. 03.
cioè che le Virtù sooo/rw/o di NobQtA C ìv. ao. 8a.
■e le Virtù sono yVM//o di Nobiltà C. ìv. 90. 91,
alccbé poftka fruuificare, e del suo yrniio uscire C. iv. ai. 130.
Dtd' uso della coia amata, cb' t frutto d* amore C. iv. aa. 84.
al che perviene a queato^^MMo - . . C ìv. aa. 105,
aiccoaie aU' ultimo wo frutto nono ordinati C. ìv, «4. 90.
4à olU vite le foglie per difcnsione Óeìfrtttio C. ir. a4. 109.
«Ircbè oostirne il peso del aiio/rNfVD C iv. 04. Ita.
acciocché la dolcezza del tuo frutto ... sia profittabile . C iv. a7. 37.
dunque . . . della mia arte non mvTò frutto C iv. «7. 74.
eoooocendooi non avere più ventre óm frutto C Iv. aS. 138.
por seguire onesta e laudabile via e fruttuo*m ..... C ìv. a6. 69.
fitgat* te moie opinioni, la verìti ... sia ricevuta . • . ■ C ìv. a. 136.
FUGGIRE
fìiggire. Or apparisce chi Io U/uggtn Cd. Cdtu. ì. ao : 8— <
come Sìju^ge Questo pietoso C.'n, Catt*, i. 31 ; io_ "
Perchè fuggettdo V un, V altro si cura Ca$u. ix. B5.
Corre I' avoro, ma p'iii/ugsf pace Cans. x. 69.
Uomini, innanzi a cui vizio è/uggito Cans. x. 104 .^
poco vale ; Che scmprc/iigge V esca CanA. %. 1 1»',.
Io non po*iso /uggir, eh' ella non vegna Ctm*. xi. 16.
£ *\ sangue . . . Fuggendo corre verso Lo cor Cans^ xii. ^frs^
Per vendicar \o fuggir che mi face Orna. xii. tT -4
Che, a' io '1 credessi (ar figgendo lei. Lieve saria Caiu, xW. ^m^
Fuggito è ogni augel, che '1 caldo segue, Dal Catt». xv. 07 ^
Perchè . . . fora, e/uggineno *1 danno Caitx. xìx. ^SQ
Ch' io son/$iggito per piani e per colli . • Stst, u ai.
Amore, Che dice : Fuggi, se '1 perir t' * noia K A^ 15. 31 {Sem. viì^
Fuggii dinanzi a lei superbia ed ira K ^. ar. 15 (Sow. x 31
Ch* ogni mio spirto comincia Si/uggirt Spm. xii. X3.^ |
Che giik/M^i^rnon posso in alcun canto San, xlvij. ^k^
Per lei ti priego, che da te non/uggr Som, xlix, i— .(
E *ntendi che ^fuggin el mal boccone Sarebbe San, lììì. 7.
quegli ... Fu aX fuggir* più che gli altri prono S. P, xxxvi
Perù che ad altro dio non so fuggirt S. P. cxUi
Acciò che noi /H,££Mmo il falso inganno . P, F.
Fuggiamo il vizio, che ci toglie a lui P. F.
fumlfero. Vei'san le vene \cftimtjirt acque Cuna. xv. 53.
fiinimo. Come lo fummo, presto son mancati S. P. ci. fi-
fuoco, foco. Che di tristizia saettavan/oo» K TV. «3. «75 {Cams. iu 4
fuggire, maf fuggito dalla pastura del volgo C t t. 68.
Lodare s^ è dn fuggire C i. a. 44.
la propria loda e il proprio biasimo è ón. fuggire C ì. 3. 56.
per fuggir» questa riprensione C i. 3. 8.
per fuggire maggior difetto C i. 3, 13.
ayM^^inr questa disordinazione C. i. s 35-
per fuggire lo contrario . . . sempre danno C i. 11. 74.
Dico fuggire, per mostrare quello essere contrario, che ... 1' uno
coniTTirìo fugge V altro; e quello che fugge, mostra per difetto
di Virtù ft4ggire C ìÌ. 6. 69. 71, 7», 73Ì
venne Catone ... la signoria di Ccsare^f£^Nc/o C. iìL 5. 1x3
questi vizi al fuggono e si vincono per C. in. 8. 165.
e r altre scienze /«jgi^/io C iii. 11. 101.
dico che, sfuggire questo, si guardi in costei C. iii. 15. 145.
Oh peggio che morti, che 1' amistà di Cosici fuggite C. iii. 15. 17^
per fuggire oziosità . . . proposi C iv. 1. 70.
vcggcndo che ciascuno animale . . . che fugge dolore C. iv. 6. lodL
operazioni . . . siccome . . .fuggirr&\\A battaglia C iv. 9. 68
conciossiacosaché . . . sia . . . iniquità ài fuggire C iv. 9. 78L
che ogni animale . . .fuggt quelle cose che C iv. aa. 50.
seguita efuggFj e più e meno, sccondochè C tv. aa. 6BL
che ... li loro occhi ^^yj'ro da ogni altrui sguardo C. iv. 35. 85.
mai altro non fa che , . . fuggire: e qualunque ora esso . . . fugg*
quello che e qu.into si conviene C. fv. a6i. 37»
lo sprone usa, quando fugge, per lo tornare al loco onde fuggire
vuole C iv. ad. 55,
è degno d' easere fuggito dalla gente C ìv, 09. 77.
fuoco, una nebula di colore di /moto K. M 3^
965 ^^^^^^^^^^B GABBARE
fooco. foco. Sua belU piove fiammelle A\/hoco . . C. iii. Catu. ìi. 63 ; 8. 137 ; 15. tta.
£<1 bammi m/txo acceso, Com* acqua per chiarezza ybo? accende Cohm. Ìx. 06, 97.
la t;a\sM eh* é il Sol segno ót/oco Cana, ìx. 43.
C ha tallo tl/ofo, ov' di» trista Hnccnde Caw«. xi. 05.
*l bel sef^o . . . Che m* havc in /hoco miso . Cant. xx. 83.
Ma questo/HOA> m' have Già consumato si 1* o&sa e ..... . Cang, xx. 85.
Tu . . . Foto mettesti dentro alla mia mente BaiL il, 6,
Ed in fuoco d' amore il mio si posa . Soh. xxxix. 4.
E come 1' oro puro dentro il/uoco So», xlv. 10.
Ma tu, /moto d* amor^ lume del ciclo So*r, xlix. it,
ftior. y. N. 19. 67 {Canz. i. 48) ; a8. 34 {F. C, li) ; C. ìv. Cana. iii. 1x5 ; Cans. ìx. 79 ; x.
147 ; xi. 39f 78 ; xìi. 30 ; xiii. 39. 5» » "• 4'» 61 ; xvi. 5», 60 ; Séti. ìv. 03 ;
V- W. 7. 36 {San. li. 19) ; S. P. vi. 18.
fiiora. V. N. 33. 167 (Caru. ii. 40) ; Canw. xiii. 30 ; Sist. ii. 53 ; BatL X. la ; K ^V. 8. a8
(5o/f. iti. 8) ; 14. 88 \^Son. vii. te) ; S. P. ci. 113.
fiiorc, fòrt . . CsHM. xvii. 50 -, XX. a ; V. N.%. 94 (Som. Iii. ^) ; 35. 51 {Soh. x\-m. 7).
Itaori. C. lì. Cafu. i. aa ; Can«. xviiì. 34 ; xx. 99 ; K. iV. 35. 53 (Som. xvìÌì. 9) ; Som.
xxxiii. 4.
fknia. Che par I' accenda ìn^nb, e in fiamma Y arda P. F. 191.
furore. Signor, non mi riprender con/Mrorr S. P. vi. i.
Io prego, che non voglia con/wninr . . . riprendere S, P. xxxvii. a.
certo, che ìX/uron Delli flagelli tuoi ho meritato S. P. xxxvii. 67
ftntOL Ma come al ^r/o il ladro, Cosi vanno Coma xìx. 53.
fbturo. Che non rispetti al secolo /n/mfo San. xxxvii. 23,
gabbare. Coir altre donne mia visU ^Mai^ K W, 14, 79 (Som. vìi. 1).
F' mi dnol forte àc\ gabbato aflanno Soh, xxzv. ra.
Se . . . per le finestre . . . uscisse fiamma d\ fuoco C i. la, a,
■e U entro fosse il fHOco » . . . C ì. la. 4.
Onde il /hoto e 'I martello sono cagioni C i. 13. 97.
siccome '\\ fuoco é disponiture del ferro C i. 13. 3X
Vulcano, lo quale disacro Dio óclfiéoeo C. ii. 5, 41.
il suo calore è simile a quello del fuoco C ii. 14. 164.
ride in alto una palla di fuoco C il. I4. 176.
LoqwUe amore ... a guisa ó\ fuoco . . . s* accese C iii. i, 6,
Ittaoo amore . . . U fuoco alla circonferenza di sopra ..... C iii. 3. ti.
dìcea che 1/»0fO era nel mruo di queste C Ìli. 5. 37.
però diccfl che '\ fuoco ... al mezzo discendea C. Ìil. 5, 43,
la beltà di quella ftov* fiammcIU dì fuoco C iii. 6. 147.
•ttB AWl«, cioè mormìità^ piove /«imm/Z/r di fuoco • . C iii. 15. I84.
tagliar le legne per Xo fuoco che dovea C iv. »6. 116,
. caacrc non puO, come . . . ^ fuoco senza caldo . . . . C ìv. «9. 6.
, . • . C iii. II. 133.
K M II. la ; 14. 40, 46, 56^ 104 t 3«- »o J 3^ fi ; 37- >o ; 4»- 38 ì 4». ai ; C. L i.
»4. »7r 4'. '39; 3 «3; 4- 91 ; 9- 9; «<• «»; '»• »- 73. 74,76, 105; 3 3». 43:
4- >3t 37; 5- 79; r "7 : 8. 7B, 9» ; 9- a^; la. 19. 13. 31 ; iii. i. at ; a. 69;
3. 108 ; 7. 54, SS i 8. 59. 9». 99 ; 9- >03 J «• 69- 7o : 13- S© : »4. 7». 8» : 15-
96, 133; iv. 3. 148; 7.46, 59; 8.45; 9. 14.50,98; la 47; 14.76: <7' lafi.
malnati ! . . , che furate ed occupate I' altrui ragioni . . . . C ìv, 37. lao,
la tovagfia^m/a di su 1* altare C Iv. 37. 130.
O. siccome . . . raliilà. /if rtfo ... e loro simili C ì. la. 80.
prandaaao di y^rftì Campidoglio di notte C. ìv. 5. i6a.
dko, quando o prr/HF^o , . . C Iv. n, 69,
al richiede . . buona prowedcnza dcXicfutmrt C {v. «7. 46.
ragioDando si gaòhmrauo di me con K W. 14. 53,
GABBARE
a66
gabba Per U pietà che M vostro gabho uccide .... F. ^. 15. 39 {Sem. viii. la).
gain mente. GmantfnU cantando Vostro fin pregio mando .... £a//. ve. 4.
gaio, gli animali, che son gai Di lor natura Can». xv. 33.
Che donna fu dì si gaia sembianza K. A^. B. 34 {Som. tii. 14V
In^.-'rt giovpntute F. yV. 8. 59 Som. iv. 15).
gandere. K godere.
gdlU^ Simìlemente questa . . . donna Si si» gthia . Sest. \. 8.
gelido. Europa, che non perde Le sette stelle gttìd* Cam*, xv. 99.
gekx. Citta ne^ cor villani Amore un ^o K iV. 19. 53 (Cu*». ì. 33).
Non la ci tolse qualità di geio K. A^ 33. 58 ( Cam. \Vu 18).
E come ci fupi oscurìtatc c^r/o Cma. Ìx. 5.
quel pianeta, che conforta il ^'A> . . Gma. xv. 7.
Quando per questi gtH Amore è solo in me , Cam. xv. 69.
£ messo ha dì paura tanto ^o Nel cuor de' Soh, xIìx. 9.
Ho (atto come quei che teme il^o S. P. xxxi. la.
gemere. E come sotto a luì si rìde e gtmt Som. xxxvi. 4.
Allì sospiri del mio cor, che ^«mf S. P. vi. 36.
tanto . . . Ch* io ^rmo e ru^gio, come fa il leone S. P, xxxvìi. 39.
E M grmtr mio ed ogni desiderio ...» pone S. P. xxr\*ìi. 33.
geminato. Che 1' orizzonte ... Ci parturìsce il gtminato ciclo . . . Can», xv. 3.
gabbare, io non credo che cosi gabbasat la mia persona K. A^ 14. 68.
è distrutta . . . per lo gabbart dì questa donna V. N. 15. 63.
Galassia, siccome la Galassia C ii. 15. 8.
per la Galasottf b« . . . similitudine colla Metafisica C. li. 13. 44.
di quella Gaiassta . . . hanno avuto diverse opinioni . . . . . . C. ii- 15. 46.
la Galassia non è altro che moltitudine di stelle C ii. is ^9-
quello albore, il quale noi chiamiamo Galassia C ii. 15. 73.
conciossiacosaché la Galassia sìa uno c0ctto dì C ii. 15. 78.
Galasso. Chi non ha . . . Galasso da Hontefeltro C iv. ti. 199.
Galleno. ovvero li Tegni di Galiano C". i. 8. 33.
Galilea, dite . . . che elio li precederà in Galilea C iv. 23. 158.
dicalo . . . ' che in Galilea li precederà ' ; cioè che la Beatitudine
precederà loro in Galilea . . . Galilea è tanto a dire quanto
bianchessa C. iv. aa. 184. 185, i86w
Galizia, in quanto vanno alla casa di Galizia K A^. 41. 47.
gallina, cioè senza schiamazzare come ^//>Ma C iìi. 8. iio.
gallo, piìj è prode al gallo un granello di grano C. iv. 30. 43.
Garamanti, fif. dove sono intra I' altre genti li Garamanti . . . . C iìi. 5. 130.
il Cerchio dove sono lì 6'anym(fHA' C. iìi. 5. 174.
gastigamento. un' amaritudine, eh" *^a-$ft^rtmrM/o a C. ìv, 35. 107.
gastigare. la . . . opinione nella mente non gastiga/a . , . cresce . . C. iv. 7, 33.
gazza, ma.isimamcnte delta gaua e del pappagallo C. iii. 7. Z07.
gelosa. Mossimi . . . per gelosia di luì. I^ gelosia dell* amico fk V
uomo sollecito C. L io. 6a, 63.
geloso, r ultra è a essm geloso di quello C. i. 10. 35.
generale, intendo fare un ^Mrra/< Convivio Ci. 1.80.
per \o general peti sÌ€ro col consentimento C ìi. 8. 63.
che larghezza è una speziale e non ,^rmmJ!r cortesia C. ii. 11. 59.
sono . . . cagioni . . . d* ogni (onttA generale C iìi. 6. 55.
avvegnaché posti siano qui gradi generali C ili. 7. 66.
dopo le jg<rM«rd/i lode alle speziali si discende C. ìii. 14.
dopo le ^mi^o/i commendazioni . . . . . . , , . . . . f. iii. 14. 5.
appresso queste parti generali C ìv. 3. 13.
questa è la sentenza ... in generale . . C. hr. 33. 46.
307 ■ ^W ^^^^r GENERAZIONE
gimuare. Ivi . . . GtMtraì io costei, che m" è da lato Catu. xx. 50.
Questo mio bel portato . . . GtHtnt quella che Cans. xx. 54.
NoD fatto manual, ma generato, SìmUe a) Padre P, F, 38.
questo, eh' è dal Padre e Figlio Non grntmto o (atto P. F. 1$.
gcnendinente. dico che gr»era/mfmte si chiama . , . Tarmata . . . C. ii. la. 7.
che nella prima ^H#7YT/prim/f si dice C ìv. 10. 30.
per qualunque modo . . . o getterà! tnfnte o C iv. 13. 84.
che getteralmntU questo vocat>o]o . . dice C. iv. 16. 94.
Onde jvwrni/w/M// si può dire di tutte . . . . C iv. 17. 70.
opii . . . virtù . . . generalmente presa, procede C. Ìt. 18. io.
Ununuite. congiugnitorr dclli miei^MrmM/i ...*..,. 01.13,31.
che da uno medesimo grnerante à generata C. ili. 9. 36.
che . . . verrebbe prima il generato che 'Xgtmtnmt^ C iv. 14. iia.
prima . . . che 'I grnerante suo fosse stato C Ìv. 14. 129.
tale quale fu il primo generante C. iv. 15. a6.
la quale diede r anima del ^irraN/# , . . , . C iv. ai. 39.
(Caerare. La fama . . . generata dalla buona operazione C L 3. 49.
riceve dalla carità in lei generata C i. 3. 67.
la ìmmagÌDC, per sola ùuoa geturata . C. i, 3, 79,
queste cagioni vi sono state a generare . . . T amore . , . . . . C i. la. a6k
e poi quella dell* altra che si generava . . . . C ìi. 9. 19,
perché la loro virtù corrompe 1' uno, e I* altro genera ì C ii. 9. 37,
queste che sotto il ciclo sono ^mrraV C ìiì. a. 49.
t di più virtuoso corpo nel loco ov' è gtnéraU> C iii. 3. 48.
Della quale e dalla quale era esso generato C iii. 3. 39.
Che M suo parlare . . . genera ... un pensiero d' amore . . . . C iii. 7. 133.
che da uno medesimo generanle ò^H/m/a C iii. 9. 37.
che in ciascuno ^/n/nt desiderio di sapere C. iii. 11. 6a.
nu r amisU sopra la naturai generata C. iii. 1 1. 70.
la filosofia . . . eh' ò generata per onestà C iit. ti. 116.
per lo quale V abito si genera C iii. 13. f 00.
appetito diritto, che %\ genera nel piacere C iiì. 15. 135.
il movimento del cielo, il quale tutte le co9e^<rNrra C. iii. 15. 160.
Qwiodo una cena al genera d' un* altra, genenai di quella, essendo
in quello essere C iv. 10. 84 (6ù).
Se la genlilcx2t ... sì genetnsM per obblivione, più tosto sarebbe
generata la Nobiltà quanto . . . più . C tv. 14. 67, 68.
che . . . verrebbe prima il generato che 1 generante . . * . • . C iv. 14. 1 la.
Se Nf^iltà non si ^^rmra di nuovo C. iv. 15. ao,
non grnerantiota di vile uomo in lui ... nò . . . C. iv. 15. aa.
r odore eh' è dentro frnnìn/o . C iv. 87. 39.
Pvroccbè la statua . . . negli altri ìtgrnera .... . C iv. 39. 63.
(enermUvo. sono cagioni di amore ^/wroft'Mr. . C I. la. 33.
U AcmAì é cagione d' amore generaUvm C. L is. ioa.
■ ■Brrw . . . concorse tutte le caponi generative . . . dell* amisU . . C. i. 13. 70.
M n freddo è gewtetativo dell' acfjua C iv. i& 40.
r^so porta «eco la vietù dett anima generativa ........ C, Iv. ai. 35.
^eoeralore. bcncficii, che sono ^M#nt/ori'd' amici Civ, ti. 115.
geuti Btrlce. dccome le lotrlligenxc . . . sono gentiathei di quelli . . .
Cuti qacatc fossero generatriei dell* altre cose C ii. 5. ^9, 31.
■■Mnuriaoft, che aelU soa gmermsione . . . s* avcano insieme . . . K. /V. 30. aa.
W «Men coDCorao alla mia fmmiaiam C. i. 13. 35.
yfalimie, doè àcìU gemrmaéome MMamislc . . C ii. 14. aB.
** *W« llon «««bbe q^au^ii iemrmmam . . C. *ì. 15. 153.
GENERAZIONE
genere, [verrà . . .] Ov\'cr [ovvero] il goi9r tor C. iv. CattM, ìiì. ut ; sa 9t
gente. Che . , . Farci parlando innamorar ÌAg^nit , , . . f^. TV. 19. 37 (Cans. i. S),
Non ristare ove sia ^'^«/'/ villana K TV. 19. 84 (Caiu. i, 65),
Che dalle ^fMrt' vergogna mi parte K TV. 33. 93 [CamM. uL $3),
E qucUa jvn/r che qui s' innamora [. , . trovano] C. Uì. Cans. ìì. 04 ; 6. 70; 13. ai, te
s' io dico Parole quasi contra a tutta genU Cans. x. 4.
La viltà della ^(-Wf che vi mira Gi«*. x. ia8.
generazione, non sarebbe ^^>uvnnbH/, né vita di felìctU C ti. 25. 160.
al loco, dove la ìoro gtMeranotif è ordinata C iiì. 3. 16.
dalla parte della sua ^M^ra^'onr ricevere virtù C. iii. 3. 19.
ama lo loco della sua gmeraaiofu ... nel tempo della %)ih gfntramom C. iìi. 3. 46, 49.
è perfettissima nella umana ^^HrmitioHtf C iìi. 6. 91.
la qual ... è utile alla ura^na gf>ura£Ìone C iìi. 7. >56.
la nostra operazione in alcun modo è grttffrasiont C iiì. 9. 4CX.
la 5cntcn2a del Filosofo, in quello di GenenutoHe ....... C ìii. lou 16.
suole precedere ... la genetaaioM dell' amistà C ììi. ix aB.
pare farsi distinzione nell' umana ^Hrmstt;*» C ìH. 13. 34.
quanto all' umana ^entrasione a possedere è dato C iv. 4. 34.
la baldczza e 1' onore dell* Mmsjva. generasioHi C. ìv. 5. 41.
il Filosofo . . . nel primo tU Generation* C iv. io. 91-
r MvawnA genfraciont non cesserà di piangere C ìv. la. 78.
è impossibile . . . venire oXW gtneraaiont di Nobiltà C iv. 14. aS.
sarebbe piii ... e più tarda gntrra&onc dì gentilezza C iv. 14. 60.
e in loro ge*i frazione di Nobiltà essere non può C ìv. 14- 95.
sicché ... la umana geiteraaionc discesa non sia C iv. 15. 18^
tale . . . conviene essere tutu la umana gerutraàone C tv. 15. 99.
conviene la \smax\a. genetveiotu . . . esìterc discesa . . . . . . C. iv. 15. 43.
due speiic dell' umana getterasiouf C. iv. 15. 6a
dal prìncìpiu della nostra ^^m^nuionf C iv. aa. 34.
I>cr essere di famose e antiche girttramoni . ....... C. ìv. 99. II.
chi dirà nobile per la buona^HrniJfowr quegli che della buona ^rNmx*
mione degno non è C iv. 39. 47, ^^
genere, intanto che dico in gtHtrt C. i. 6 94. 1
Quegli che conosce alcuna cosa in ^mm C L 6. 41. |
Lo Latino conosce lo Volgare in gtntre C. i. 6. 46. H
di tutte le cose del suo ^NAY C. i. xa. 31.
quelle cose che più fossero nominate e ... in loro^imrrr, più soreb- ^
bono in loro gtnert nobili C iv. 16. 67 (M^
genitore, colui eh* era stato g/mior* di tanta meraviglia K A^. as. 4. *
gente, che come incbbriato mi partii àaWtgtnti K TV. 3. 32.
tanto, che troppa gentt ne ragionava V N. za. 6.
che partitomi dalle ^<nf/i. . . andai K TV. 19. 4.
Appresso che ... fu alquanto divolgata fra le gtnii K TV. ao. a. 1
avvegna forse che tra altra ^nr/r addivenisse KyV.as.aB. ,
dico tra che ^ffi/i' questa rìnnna più mirabile parca ^ ^' 37. ^^H
venne in tanta grazia delle gtnti K TV. 36. ^^H
in quel tempo che molta ^r/i/« va per vedere J^. TV. 41, a^il
che in tre modi si chiamano . . . \c gentil che K TV. 41. 43,
da ^rfi/'^ studiosa lontano C i. x. 37. Ì
occupate da gmtt strana C. i. 5. 64. I
r avrebbe spoate a gmte d' altra lingua C i. 7, 85. I
questi nobili sono ... molta altra nobile ^/vf/« C i. 9. 36. |
siccome colli parenti ... e colia propria genU C i. la. 46^
mosse la consuetudine della ^m/#. . C. i za. 56.
a69 ^^^^^^^ GENTE
{ente, dacché convien . . . Perchè U griU m" oda Cohm, x\. a.
IjmoI non donne qui, non j^mA' accorte Vcgg* io Cans, xì. 67.
Ahi quanto in te la iniqua gentt b pronta Catta, xviii. 7.
■Ilo ìnpnno Di loro e della ^N/tf-, C* hanno Gim*. xix. 30.
Ctfè in ^n/# onesta Di vita spirìLalc, 0 d' abito Ca«tv. xÌx. 61.
Coac pcnona . . . Cui tutta gtute manca Catu. xx. zi.
e por (roverem ^tfM//f Che . . . farà Cane. xx. 71.
Lo dolce pomo a tutta gmtt nicga CauB. xx. 94.
NoB però che alla ^m/r sia nascoso t'. TV. 8. 54 (6'o»i, iv. io).
feoia, Per oon \*eder la gruU, a capo chino K A'. 9, 51 {Son. v. 8).
tx U fiifura ne par d' altra gtntt K. A', aa. 92 {Son. xiii. 4),
Venite voi di s) lontana ^rM/« K A'. 41. 57 (Scw. jcjtiv. 3).
0 per parole di cattiva s*^U Sun. xlv. a.
^|iàli£Tti/r si guarda da lui Soh. \W. 5.
Acei6 che . . . Possa manifestare a tutta getitt S. /*. I. 60.
Tnltt^/N/i, Signor, te temeranno S. /*. ci. 59.
i dal cicl sccso è fra 1' umana genti 5. P. ci, 78.
Dow U^»N/f e '1 popol tutto quanto Saranno 5. /*. ci. 85.
Tiilti r umana genit . . . vestirai 5. /*. ci. 106.
1*^ le quali la volgare ^i/r chiama Angeli C ii, 5. 8.
ooo t pcià quella che crede la volgare gent» C ii. 11. 40.
■ Laaa ... starebbe ascosa a ogni ^N/r C ii. 15. isa.
hOU alla j«i//, a cui parlo . . . sapere C. iìi. 5. 6'j.
*^>ODo intra V altre ^m/i'li Garamanti . . . C iiì. 5. lao.
l>^mA di quaggiù gentile pensano di costei C. iii. 6. 37.
^c<lticlla^rM/«' che quaggiù maggior diletto riceve C. iii. 6. 8a.
■**"* com' ella è utile a tutte le ^r«/i C iiJ. 7. 156.
P'^rdaado costei, la^rn/rsi contenta C. iii. 8. 43.
"^tc Savi . . . che la géHtt ancora nomina per fama C iii. ti. 36.
"'"'tp partecipano . . . che alcun* altra ^n/# C. iii. 11. 113.
^ ^gmte che s' innamora qui ... la sente ........ C. iii. 13. 37.
^'^"^^ ù é\cc : La gntU che qui s' innamùra C ili, 13. 33.
'*^*<Jo dice I' om che quella ^cn/* è con essa . C. iii. 13. 64.
'^do alla jVTi/f che la seguiti C iii. 15. 134.
'^ - • • gli errori della gntt* abbominava C. ìv. i. 37.
^^***i dì gridare alla gtnU C iv. i. 73.
_*"* quale io intendo riduccre \u. gentt . C iv. i. 79.
K*tidicio della ^m/tf piena d' errore C. iv. a. 118.
^^'''Uzione dell* opinione déìlA gente volgare C iv. 3. 33.
^ *•. che quella della ^m/r Latina C iv. 4. loi,
7^ ^ fona f u . . . preso per la Romana ^w/* . . . , . . , C. iv. 4. 113.
. ^ questa ^M/tf oggi il reggimento del mondo C iv. 6. 147.
7'^*'otde essere addiiatore e conduciiore ócWa gente C. iv. 6. 153.
^*** ... per la disordinanza della ^wUk C iv. 6. 161.
^^**do la piii gentey sia . . . falsissimo C Ìv. 8. 48.
^^•>o che alla più gnt/e il sole pare . . . . C. iv. 8. 51.
^^ «Jcuna^m/r è da dire nobile C. iv. 15. 39.
^^••ttSone della ^n//, che detto *, esser vana C. iv. 15. i8a.
^^^ Kobiltà, di che tanta gente . . . parla C iv. ao. 5.
^[*C*«cbc la volgar gerite . . . non disccma , C iv. 05, 37.
donando lo ristoro della moTlA gente C iv. 37. 165.
^*^ »l testo alla gente C iv. 39. 7.
^^ <t^po ricevere e reverenza dalla gente C. iv. 09. 25.
^K*od' essere fuggito daìU gente C Ìv. 39. 77.
GENTILDONNA ^^^^^^H S79
gentile. Ma Intterò del suo stato ^mA^W K. A. 19. 30 (Caiu. i. 11).
qual \'Uol grm/il doDBA parere Vada eoo tei K W. 19. 50 iCaru. i. 31).
Tu dèi ornai esser cosa-gmàU K M 33. aoi (Cuim. li. 74).
eh' io parlai . . . Donne §mt$Ì$\ vclentter con vni . . . . ì^. N. 33. 49 yCans. iii. 9).
Se non a cor gtntil che *□ donna sta V. N. 3X Ji [Cans. iìi. 11).
Non era degna di si gmtU cosa K M 33. 68 {Cans. iii. aS).
Partissi . . . Piena di gTa2Ìa 1' AnìTan gmiUt V, N, 33. 70 {Cana, iii. 30).
Face maravigliar ; tanto t grntiti K iV. 34. 50 (Gw«. iv. a6).
Gentili creature che voi sete C. ii. Canm. i. 5 ; 7. 49.
uno sptritcl d* unor gentile C. ii. Can*. i. 43.
Non vede il sol . . . Cosa tanto gentii C iìi. Can*. ii. ao.
qual donna gtHht questo non crede C, iii. Caiu. ii. 39 ; 7. 93 ; 14* 91*
Gentil t in donna ciò che in lei si trova . . . . C iii. Cams. n. 49; 7. 150; 14. [19.
fiammelle . . . Animate d' un spirito gentile C. iìi. Cana. ii. 64 ; 8. 149.
Per lo qual veramente è 1' uom gentile C. iv. Grw-s. iii. 13.
quelli Che fon jfM/i/r per ischiatta altrui * . . C iv. Canm. iiù 30.
Che r uom chiama colui Uomo gentil^ che C iv. Canm. iti. 35 ; 7. 13.
Né voglion che vii uom gntiH divegna . . . C iv. Coica. iiì. 6t ; 10. 23 ; 14. 7, 19.
Nailon, che per ^)m/i7 giammai s* intenda C iv. Cane. iii. 63.
Che Siam tutti ,^m/iV/ovver villani C. iv. Con*, iii. 70 ; 15.38.
£ dirò i segni che ^nAV uom tiene . C ìv. Caxr. iìi. 80.
Quanto è neU* esser suo bella, e ^<nA'ì> Negli alti CtiNa. ix. 31.
Dunque. Signor, di si gentil natura CmnM. ìx. 46.
Donne gentili^ a cui io ho parlato Cane. xiii. 73.
Quand* io penso un genti/ desio Cans. xiv. 49.
GtHtil madonna se da voi non vene Can». xvi. 9.
gentitdoona. e specialmente del nome di t^ucH^ gtntihkmnm ... K JV. 6. 7.
Appresso il partire di questa getitUdonna K N. S, a.
alla compagnia d' nnsi gentildonna K. AT. X4. t6.
gcatlle. appar>-e ... in mezzo di due ^m/tb' donne K A^ 3. 7.
nel mezzo . . . sedea una gentile donna K ^. 5. 6.
pensai di fare dì questa gentile donna schermo y. N. $. 03.
una donna giovane e di gentile aspetto molto K A^. 8. 4.
ov' era la ^fM/i/ donna eh' era stata K. A^. 9. 4.
ove molte donne ^rN/i/i erano adunate K AT. 14. 4.
fui chiamato da una di queste gnttJi donne V. N. 18. iol
ma solamente a coloro, che sono gentili K A^. [9. 9.
siccome ... fa ^m/i'/r tutto ciò ch^ ella vede KAT. ai.35.
perocché tu d6i esser fatta gentile K A^ 03. 73.
una donna giovane e j^m/f7tf ... cominciò K A^. 23. 86,
io vidi venire verso me una gentil donna y. N. 04. 17.
b beltà dì questa Primavera gentiU . , . . K AT. 94. 48.
sì mostrava si gentile e sì piena di tutti ì piaceri V. U. a6. »o.
Allora vidi una gentil donna giovane . . . V. N. 36. 9.
mi partii dinanzi dagli occhi di questa ^mA'/f V, N. 36. ai.
Questa è una donna gentile, bella, giovane e K. AT. 39. 5.
ed è mosso da cosi gentii parte K AT. 39. at.
e dico gentile in quanto ragionava a gentil donna V. Sf. 39. 30, 31.
Poi mandaro due óonae gentili m. me K AT. 40. 1.
quella gmtit Donna, di cui feci menzione . . . apparve C. ii. a. 8.
immagioava lei fatta come una VonoA gentii* C ii. 13. 41.
cosi sì fa simile a quella di questa ,fr*tA7 Donna ,,,.... C. iìi. 1. 76.
cioè la loda di questa gentile C iìi i. 105.
r unìmcnto della mìa anima con questa gentil Donna C iii. a. 71.
GENTILE
geotdft CralV/ madonna, come avete inteso Oi/u. xvi. 55.
Morte, se tu questa gtntU occidì ,,,.. C»»b xvii. 31,
&cb' ancor Caccia . . . dono Quest' anima jVH/)/ Catta, xvii, 75.
Ka prtgta il senno e gli ^r»/f/ coraggi Cu/m. xix. 38.
TUrrt A* \insk gfMtìU Giii«. xix. Bi.
^licita. .. SìmiJt beai al cor ^^rw/iYr accosta Gin-*. xU. 107.
quoU/NiA? pietra Mi vedrà coricare . Stsi.n.$6.
Qnaido riguardo questa ^fM/i7 donna Sfsl. ili. 7.
Goift/biUaU [mia, quando ti piace, Muovi] . , . y. N, la. laa {Ball. \. 43), 135.
Doon*. .. A par di fior ^r«///r . . . , /^m//. vili. 5.
1-* beltà ^«n/i7 donna mia Porta Ball. viii. 13.
U. ., figura. Che air anima ^fi/iV fa dir Ball. %, io,
Ck' lo ci porto entro quel signor grtiti/e Ba/L x, 15.
Aoucuo alma presa, e gfntii core . . . Salute K A'. 3. 7*3 {Son. i. i).
Perché riUana morte in gm/tl core Ha messo K N.B. a$ iSon. iil. 5%
^^cìk. . . é da lodare In ^^hA'/ donna K W. 8. ^8 {Soh. iii. 8).
vVe r alma gm/il già locata era K. A^. 8. 33 {San. iii. 13).
Amore e 1 cor ^»A/ sono una cosa y. N. ao. 13 {Son. x. x),
rcr che si fa ,^1/1/ ciò eh* ella mira K. A', ai, 10 (Som. xi. a).
Sìé nuovo miracolo ^H/iZr K A^. at. aa {Son. xi. 14).
**de3(c voi nostra donna ^^M/iib K W. aa. 73 (^Sow. xii. 5).
''<>ato jrMAHr e tanto onesta pare La donna mia .... K A. a6. 37 (5on. xv. i),
^ ^ negli atti suoi Unto jvn/j/r K A^. 97. 94 {Som. xvi. la).
Venite . . . O cor grMtiiif che pietà Ìl desia K A. 33. 37 (.Som. xvit a\
»c])iaiBar ... La mìa donna gfntU, che se n* è gita V. N. 33. 35 <,Soh, xvii. 10).
Et* vcDuta . , . \jA.gtnl\l donna, che K. A^. 35. 49 iScn, xviii Li"], a).
'^^C. che n sole . . . non vtd* alcuna cosa così gmtiU C iii. 6. 9.
^ cetile di quaggiù ^oi/i/f pensano di costei C iti. 6. 37.
♦••<•/ damma grntilf non crrrfr C. iii. 7. 195.
"^ quale mirando possono fare parere f/nJ!r/f C. iii. 7. 153.
worniuo ardore d' un fintili spirito C iii. 8. 149.
**■ Iddìo . . . non vede tanto gtnUl cosa C iii. la. 84.
Iodio BOa vede . . . cosa alcuna tanto j^mA7« C iii. la. 111.
"v «Inumi jEtt/i7/ ■' intende la nobile anima C. ìÌÌ. 14. 90.
Pw lo ijtule uomo è gentiU veramente C iv. a. 95.
**"***X che fanno altrui gtntHc per essere di C. iv. 3. 57.
**'^ . 1 1 che . . . gmtiìt è chiamato ciascuno che , C, ìv. 7. 8.
***>ccht. . . colui è vtUj cioè ftongtntiU C iv. 7. 51.
*^ - . . mai gtntiU uomo dicer non si possa C iv. 14. ai.
^'^ * . . uomo . . . mai dicer non si possa gentile C. iv. 14. 93.
^* vìUino uomo mai possa essere gentile per C iv. 14. 31.
me di villan padre in ^«h/j/ figlio C iv. 14. 33.
la opinione . . . Laomedontc {u gentile C iv. 14. 140.
non si può fare di villano gtniiUj o di vile padre non può
«re ;ctiIi7 figlio C iv. 15. 11, la.
'^rgtHtii ripara sempre Antere C iv. ao. 68.]
Li G#n/i/i le chiamavano Dei e Dee C ii. 5. 35.
■^ *cxlo de' Gentiii e ne' sacrifici e nella loro fede C, ii. 5. 47,
«■^Unodubitar oè Filosofo, né Gentile C. ii. 5. 6a.
•«*o»do la fede de* Gentili C. ii. 9. 69.
»P^U legge e credenza antica de* Grn/t7t' C iv. 15. 5U
cw «ppo lì Gentili falso fosse . . . secondo la credenza pagano, ovvero
«ielli Gfntili C iv. 15. 71, 75.
poniUct Filosofi, ower Getttilt C. iv. 15. 91.
(M
GENTILE
372
gentile. Era venuta . . . Quella donna ^nA'/^ mi . . . K N. 35. 46 '.Som. xviii [o^. a).
per veder . . . Occhi^m/iVi e dolorosi pianti V. N. 37. 19 {Soh. xx. 4%
Gentil pensiero \j che parla di vui] K. A'. 39. 39^ 60 {Som. xxìi. x).
So io eh' el parla di quella ^niAiir K. ÌV. ^a. 58 (Som. xxv. la).
ai muove Un lume ^ gentil che Son. xxvi. a.
Dì donne io vidi una ^Mft"/r scliicra Som. xjcix. i.
Risponde il fonie del ^h/i7 parlare Soh. xxx. 13.
che parlando andate Della Donna gentil che Son. xl. a.
Deh ! gentil Donne, non siate sdegnose Son. xli. 5.
E s* el V* aggrada, Donna mì^ gentile^ Che Son. xlvii. la.
al grntil atto Degli occhi suoi conosceraila Sor. li. la.
Di aiutar quella ^r-ffft/ cittade S. /*, ci. 50.
gentilezza. Donna . . . Adoma assai dìgtHtiUsMt umane . K, iV. 93. 139 (CaMt. ii. a).
voglion che di GentOt^sa Sia principio ricchezza C. iv. CariM. iìi. 16.
Tale imperò, che GmtileMza volse [ . . . Che fosse] ... C ìv. CanM. iìi. ai ; a. 9.
Cile le divizie . . . Non posson G*HtiUxaa dar^ n6 torre ... C. Ìv. Caiut. iii. 50.
Che tempo a GmtiUzxa si convegna C ìv. Caiw. iii. 67.
E dicer v(^ìo orna! . . . Che cosa è Gmtilrzea C iv. Cans. iii. 79.
È GtritiUua dovunque è vìrtutc C iv. Cane. iii. loi ; 16. 33 ; 19. 6.
vcstute Di gemtiUsza, d' amore e di fede K. A^. 37. ao fSuM. xvì. 8).
E adorna gentili*Ma le fa onore , . . . Sem. xjcx. 6.
Gentile. Tommaso nel suo Cantra Gentili C. iv. 15. 125.
però ti CrH67i' diceano che C. ìv. 33. 134.
che a un suo libro . , . pose nome Contro Gentili C. ìv. 30. 30.
gentilezza, per appropinquarmi a tanta ^n/tVrs^a K A^. 16. 19.
più da sua gentilesca che da mia elezione, venne C ii. a. r4.
Federigo . . . domandato, che fosse Gentilesza^ rispose C iv. 3. 44.
non volendo perdere il nome di GentiUxta C. ìv. 3. 53.
che di6nirc^M/i/ra£a non è dell' arte imperiale C. iv. 9. 174.
sarà trasmutazione di viltà in gentilezza C. iv. 14. 45.
piii ... e più tarda generazione di .fm/»£e«2a C iv. 14. 61.
Se la ^r*«/iZrasa ... si generasse per obblivìone C iv. 14. 66.
cioè che cosa è CfN/f'Zrj«(7 C ìv. 15. 189.
genUlissiino. appresso 1' apparimento ... dì questa ^nA/t«sùfNi . . K. A^. 3. 4.
nel pensare di questa ^H/tVi5.^'wd . . K A^. 4. 5.
avvenne, che questa gentilissima sedca in parte K A'L 5. a.
che movea dalla ^«N/i/ùs/ma Beatrice K. A^. 5. 17,
a trattare di quella gentilissima Beatrice K A^. 5. 3».
ricordare il nome di quella gentilissima K. M 6. 5.
fare compagnia a t\\ic\\sk gentilissima K A^. 8. 10.
per la vìrtii deXist gentilissima donna V. IV. g. 14.
per questa cagione . . . quella gmtilissima ... mi negò . . . . K A^. io. xi.
quando questa ^cn/i'/ùjjwd donna salutava K AT. xi. 18.
£ però questa gentilissima . . . non degnò K. AT. la. 49.
avvenne che questa gentilissima venne in parte V. N, 14. a.
vidi tra loro la ^rH/i'/ùstmii BiJkTRicc K A^ 14. 34.
in tanta propìnquitade aìÌA gentilissima donna V. N. t^. 37.
si gabbavano di me con questa ^rMArVissima f'.A^, 14.53.
che la mxa. gentilissima donna non era tra esse K M 18. 14.
quello che fosse loda di questa ^H/i7mi'ma K. A^. x8. 64.
in lode dì questa .^rvt/iZùsiFHa K. AT. ai. 3.
udii lor dire parole di questa ^NA'/iJEJiMfa K A', aa. a6.
conwene, che la. genttlissima Beatrice ... si muoia ...... K AT. 33. 18.
tacendo il nome di ^ntsiA gentilissima , K. AT. 33. laa.
373 ^K^l^^^r GHIRLANDETTA
gvinana. Salutò le ;{rrm«N# sconsolate Cuna. xx. 58.
Gcmaalenie. Acciò che U muro di Ggruaaltm* ... aia edificato . . S. /M. 68.
Gesù. £ M frutto del tuo ventre . . . Cristo Gtsu P. F. 345.
gettare, che spesso altri si grtta In compagnia Cans, xiv. 99.
Dagli occhi suoi ^r//ava una lumiera 5oh. xkìx. 5.
Cf. glttare.
g|lÌBOdAre. Cosi ... Hi ghiaccia iJ sangue sempre ....... S*st. ii. 3a.
^fbÈtKOào* Ben avria questa donna il cor di ghiaccio Cohm. xxi. 07.
gfìlrlanda. Quand' ella ba in testa MnA ghiHanda d* erba .... Sesi. i. 13.
Che in testa messa s* ha ghirìatuia d* erba Stst. iii. 39.
tanta . . . C hanno luiio ghirlanda di martiri Baii. v. io.
ghirlandetta. Per una ghiriandttta ... mi farà Sospirar ogni fiore . Baìl. viil. i.
Vidi a voi, Donna, portar ghtrlandtita BaìL viìi. 4.
gfnttHwtmg Questa ^n/i7Ù5iwfd donna . . . venne in tanta gruia . V. N. 96. x.
quando lo Signore . . . chiamò questa gentilissima V. N. 09. 7.
Poiché la ^«t/i/Msi'ma donna fu paKita . K /V. 31. t.
di ricordarmi della ^N/i7i5Ama donna mia K A^, 39. 47*
si rivolsero . . . alla loro grnh'lissima Beatrice y. N. 40. 16.
cioè Io nome di quella gentilissima K M 40. sa.
ore nacque, vivcttc e roorio la jTvt/r/iWma donna K. TV. 41. 9.
DcUo studio di questa donna gentilissitna . . . C ii. 16. 7.
che questa sia . . . genttlissima di tutte le cose C iii. 6. i(.
geocnetria. Scienze del . . . Quadrivio, cioè . . . Gtomtiria . . . . C ii. 14. 58.
il Cielo di Giove si può comparare alla Geometria C ii. 14. 195.
queste cose sono nella scienza della Geometria. La Geometria si
muove intra due . . , . C ii. 14. 905 (Afv).
tra d punto e 'I cerchio ... si muove la Geometria C. ii. 14. 315.
E ancora la Geometria è bianchissima C il. 14- aao.
che . . . vorrcbbono disputare in Geomutria C iv. 15. 167.
geometrioCK per arte . . . Geometrica ... è veduto . . . . . . C iì. 3. 54.
gCSVdkhL, e partelc per tre Gerarchie C ìi. 6. 39.
ciascuna Gerartkia ha tre Ordini C ti. 6. 41.
questi . . . fanno la prima Gerarchia C. ii, 6. 46,
qne*ti fanno la seconda Gerankia C ii. 6. 53.
questi fanno la terza Gerarchia C. ii. 6. 55.
Q aitmcra in che sono le Gerarchie . • . • • C. ii. 6. 57.
la quale mira la prima Gerarchia ...«,.. C.iÌ. 6. 63.
questa mira la seconda Gerarchia C iì. 6. 68.
qaesta mira la terza Gerarchia C. il. 6. 70.
tono in ciascuna Gerarchia Ire Ordini C H. 6. 75.
le Germrrhie narrano li cieli mobili C. il. 6. looi.
per quelle parole di Cerermia profeta K. iV. 7. 40.
quello comìnciamento di Geremia profeta K. A^. 31. 8.
che '1 primo . . . rampollo che ^vranq^A' dì C. iv. 91. 119.
che questo seme . . . gertnogHa . , . Gtrmogka adunque per
la VegHativa, per C iv. 93. ao, oo.
la quale Gmt Cristo lasciò a noi per esempio V. N. 41. 4.
fu piacere de' cittadini ... di gritarmt fuori del auo . . . seno C i. 3. 93.
e la buona diapodgiooe . . . getta sopra quelle uno colore . . . . C iv. «3, 137,
c/ gttibuvb
Planiamo che Gherardo da Cammino fosse stato . . . . C. rv. 14. 114.
éi dire che Gherardo da Cammino foasc vile uomo C. iv. 14. 1 19.
quelli che ia bestiale pastura veggìono . . . ghiattée gire
mangiando C L t. 6t.
T
GIÀ
274
già. K N, 34. 34 {Con: iv. 8) ; Cerne, x. 23 ; zìi. 39 ; xiii. ao, 8^ ; xiv. ai ; xvii, aa, aB,
54, 57; xix. lat; XX. 13, 86; Sest. i. 35; ìv. ai; Ball. ii. 13; K M 3. 81
(S(?H. i. 5); 7. 34 {Som. ii. 7); 8. 33 SwT. ili. 13); San, xxviìi, 11 ; xxxiv.
4 ; xlvii. e : xlix. 8 ; li. 14 ; liv. 5 ; S. P, vi. 38 ; xxxx. 3»; xxxvii 17, 38,
56; I. 45 ; ci. II ; cxlii. 43 ; P. F. i, 169.
giacere. Vieni a veder nostra donna che giacf . . . . ^. iV. 23, 291 l'Caru. ii. 64}.
Questa virtù, che nuda e freddala» Sdh. xUx. la.
Chi è està Donna, che giiu* si venta Soh. li. a.
E tal giace per lui nel letto tristo Som. tir. 9.
a quel che^'or^iw Neil* aspcro presepio S, P. xxxi. 46.
che "1 mio capo giacf Soito l' iniquitade e S. P, xxxvii. 13,
E '1 ^ìomogiaci con turbato ciglio 5. P. ci. ai.
Vedendosi ^arrr con lai consorti S. P. cxlit. ai.
giallo, si mischia il crespo giallo e 1 verde Sì bel ....... Sest. i. 15.
giammai. K A^. 34, a8 ( Caru. iv. a) ; C iìi. Coms. ii. 78 ; iv. Cxi», iii. 63 ; Catu. xii. 8 ;
xxi. 13; Sest. ii. 66; Soh. xxvi. t ; xxxvi. io; xxxìx. 11, la ; S. P. xxxvii.
61 ; cxxix. 9 ; P. P. 61.
giglio, qual verace Non se^e 1' asta del vedovo gigtio Cena, zviii. 39.
Ch' essendo bianco come il bianco ^'jf&o 5. P. ci. 17.
gio*. Lo vostro pregio fino In gio' sì rìnnovellì Baii. iv. 7.
C/. gioia.
giocondo. E state ormai con V animo giocondo S* P. xxxi. 8a.
gioia, air ombra D* aver ^ofo e piacer dì questa donna Srs/. iii. 38.
Quando vegno a veder voi, bella gioia K. A^. 25. 09 (Soh. viii. a).
Rinfresco in ^MMa e rìanuovo mia spcne Sem. xJìi. Xi.
C/ gio-,
Gloseppo. Che gli aparten quanto Gioaeppo% Cristo .Som. liv. 11.
gioioso. Che stato — non avea tanto foioso , Ci/*ta. xix. 3.
Vostra cera gioiosa . . . Bene è mirabìl cosa ........ BaiL iv. 33.
giorno. Lo ^orvfo, che costei nel mondo venne CiuNr. xiii. 57.
Onde *1 cammino al bel giorno mi piacque Giwa. xv. 56.
Ch' Amor Undù lo^'omocb* io fu* preso Cans. xvi. 58.
AI poco^'omOfCd al gran cerchio d' ombra Son giunto Sest.ì. t; y. E. ii.xo.a8; 13.14.
già. K. iV. 3. I, 9 ; 3. 69, 95 ; 4. 9 ; 7. 49 ; 8, 9 ; la. 35, 136 ; 13. a ; 18. 33 ; 33. 75, 103 ;
»-♦• t8 ; 35. IO, 35 ; 39. 49 ; C. L i. 77, 137 ; 3. 43 ; 4. 99 ; 5. 6a ; 9. 71 ; 11.
65; ii. 9. 88; II. a6; 13. a8 ; 14. 85, 86, 89; 15. 115; iii. 8. 91; la. a8 ;
13. 14 ; iv. a8. 41.
giacere, lo cui corpo io vidi giaan senza 1* anima K A^. 8. 6.
Mi riguardava là ov' ìo^'umi ^^ AT. ta. 18.
Vero é che morta giaa U nostra donna V. N. 33. 58.
queste tutte parole . . . giacaoMo in quello libro . C iv. la. 71.
GiapetO. la quale ... lo figlio di Giapeto . . . compose C iv. 15. 8a.
gigante, combattendo col gigante che si chiamava Anteo, tutte volte
che il gigante era stanco ^> "!• 3* 53t 54*
non è altro che chiamare lo nano gigante C. iv. 39. 49.
giogo, e certe sopra lì gioghi delle montagne C. iii. 3. 36.
gioia, della quale nullo amadore prende compiuta ^OM C. iii. la. 108.
giornata, avvegnaché pochi , . . compiano la ^'onuiM. C. iv. 13. 67.
giorno. L' ora . . . era fermamente nona di quel giorno K. TV. 3. iB.
la quale ro' avea lo ^'omo dinanzi degnato di salutare K M 3. 43.
Un gwrno avvenne, che K, iV. 5. i,
che . . . non era comunicato, lo^i'orMO, altrui K. A^ 5. 3g.
cavalcai quel j^brNO pensoso molto K W. 9. 4r.
Appresso lo giorno cominciai questo sonetto K iV. 9. 43.
rjS ^m^^^P GIOVANNI
fgierto. Danzando un giorno per punì e per colli StsL iii. 30.
lobverò ... E lo mio interno e notte e giorno S. P, vi. 30.
I bmcbè ^lopTro e notte ... mi gravasse S, P. xxxì. 19.
Esunilmcnte son p\\x giorni e mesi, Ch' S, P. xxxvii. te
e tutto il ^'ufwo Vado dolente S. /', xxxvii. ao.
Hi ogm jipbr-no, eh' io son pien d' affanni . . . inchina S, P, ex. 5,
Pero che U mici giorni e li miei anni . , , son , . S. /*. ci. 7.
ElfÙNo^ce con turbato ciglio S. P. ci. ai.
Tttfto \apomQ mi vituperava S, P. ci. a6.
nrocanni Nel me22o de' mici giorni S. P, c\, 95.
E quando uri il giorno del giudizio S. P. ci. 103.
tfWiBe, Per figliuola d* Anior^bvo«* e piana F. AC 19. 79 {Cane, i, 60}.
I9I» parlato a voi, giovani donne Cane. xiii. 85.
Sotto il bel verde la giovani donna Gli fa sparir Sist» i. 38.
C^glavbie^
Pl'VlDCia. L* anima ... In GiovantAMa temperata e . C iv. Cans. ìii. 199 ; 33. 41 ; a6. 6.
7- gtovinezza.
'"('VVniia. Bianca, Giovanna, Cortese chiamando ....... Can9, x. 153.
P^W d" una gentildonna, che disposata era lo ^bnto K. TV. 14. 17.
'> dico che nel nono^'onto . . . giunsemi K AT. 33. 8.
^^(nbciù a pensare un giorno sopra quello K W. a6. a.
fieWa prima or» del nono giorno del mese V. N, 30. 3.
'" ^MtXgiormo ... io mi sedca in parte K A'. 35. t.
^'^ deismo e della notte eguale C iìi. 5. 134.
^oando r uno ha 'I giorno, e 1' altro ha la notte C iii. 5. 171.
^ ac manifesta T ora dell'omo della sua morte C iv. 23. 103.
•**»e . . . intorno alle parti del giorno C. iv. 33, 139.
Maria Vergine . , . figlia di GiovactAino e d' Anna . , C. ii. 6. 14.
di chiamare . . . una donna giovani e di K /^. 8. 4.
•wJcre . . . sedere un ^ov*i«* vestito di K AT, la. 15.
■a donna giov€UU e gentile . . . cominciò K A^. 33. 86.
'^di ma gentil donna giovane e bella molto K. A^. 36, 9.
Q»»e»l* è una donna gentile, bella, giovani e K. A^ 39. 5.
Vf^»m giovane tn simile etadc a quella K ^. 40. 7.
** VficHUt benedetto Scipione jiofa»/ non avesse impresa. . . . C. iv. 5. 170.
"C^on* t . . . nelli giovani C iv. 19. 78.
f* >Sà aood/a, cioè in giovani C. iv. 19. 6a.
^^giooani , . . non ò tanto richiesto dì C. iv. 19. 88.
■itrotiTDOo un ^ov«iw vestito di bianco C iv. aa. 153.
^ i>iOfi9C>«n/ trovano in bianchi vestimenti . ..,,,,, C. iv. aa. 166.
òòaiasimamcntc si conviene al Giovani C iv. atS. 195.
cVftoB pQÒ fare lo Giovane C. iv. a6. 133.
^ Wi) che di sopra si dicono convenire alli^'otnnj' C iv. a8. 109.
siccome ^'ouiruaM C iv. 9. 164.
àit disse che giovtmexsa era bellezza e fortezza C iv. 9. 169.
dcoae che ^ovawaMi ò colmo della . . . vita C. iv. 9. 171.
però dice in quello, dove tratta di Giovanejwa . . . che Giovanesaa
Don e altro, se non C iv. 33. 86 (,&ù%
che alla zu^ giovanissima ctadc si convenia . . . . y. N. 2, 18.
par vedere quest* Angiola gtowtntssima V, N. a. 47.
lo nome di questa donna era Gioy.4.\\\A K A^. 04. ao,
ptttht Io suo nome Giovanna è da quel Giovanni ,,,,., V. N, 34. 36.
[^Itf^iannl perchè io suo nome Giovanna è da quel Giovanni . . . K AT. 24. 36.
lo dono che mi fece Giovanni C i. 8. 96.
T 2
GIOVANNI 276
giovare. E puossi dir che il [*l] suo aspetto ^'ovo [A consentir] C iii. OmciLsi; X4.T83.
Che tu se' posscssion, che sempre ^lOM C^mx. x. 43.
vedendo, che non gli gìoedxra A far assalti S. P. xxxvii. 46.
gioventute. In eaisLgiovmiute Distrutta hai I* amorosa leggiadrìa K N. 8. 59 (Som. iv. 15).
giovine, m* è nella mente Una giovitu entrata GiNa. ix. 25.
Cf, giovane.
giovinezza. Non soffrir die costei Per ^bvi>wa«a mi conduca . . . Cata. ix. 57.
£ se mercè giovùuzsa mi toglie CamM, xìv. 46^
Cf. giovanezza,
girare. Non vede il sol, che tutto M mondo ^Va . C, tìL Canz, ii. 19; i. 107; 5. 13, 19;
13.44.
Polche ^'ni/o r ha . . . Citta 1 pasto ver lui Cmu, x. iii.
Ove tanta tempesta in me ^gira Caiu. xi. 37.
dovannL siccome dice Giot/anm Evangelista C ii. 6. 18.
onde non diciamo &'aniNm' amico di Martino Ciiì. xx.67.
nel principio del Vangtio di Giovanni sì può . . . notare .... C. ili. 14. 63.
giovare, non intendo ... a quella . . . derogare, ma maggiormente
^ioctirv per questa quella C Ì. i. 115.
Che . . . giovan a uno, è bene . . . giovan m molti, è pronto bene . C. i. 8. 13, 14.
chi^otu a molti, Ca 1' ano bene e V altro ; chi giova a uno, fa pur
r un bene C. i. 8. ai, aa.
operazioni . . . siccome offendere e giovan C iv. 9. 67.
GiovfHtuU, QÌoi ttà che può giovart C iv. 34. 6.
Giove, lo sesto ( quello dov* è Giovt C. ii. 4. 7.
il Cielo di Giove si può comparare alla Gtometrim C ii. 14. 194.
che Gufve è stella di temperata complessione C ii. 14. 199.
Giovf sei anni si celerebbe C. ii. 15. {44.
si dice, Dardano essere stato figlio di Giove C iv. 14. 147.
Giovenale. lascisi stare quanto . . . grida . . . quanto GiovenaU . . C tv. xa. 84.
risponde GiovenaU ncU' ottava Satira C iv. 39. 37.
gioventudine. soprastare alle passioni ed atti di tanta gioventudine . V. N. a. 61.
gioventute. in quella dinanzi all' entrata di wX^ gioventHtt parlai . . C i. i. 126.
adopera, siccome . . . per la Gioventute C. iv. 33. 39.
la seconda sì é Gioventute . . C. iv, 33. lao.
la seconda si chiama Gioventute C iv. 34. 5.
che la Gioventute nel Quarantacinquesitno anno si compie . . . . O ìv. 84. 36.
che procede montando alla Gioventute . . . altrettanto tempo che
succede alla Gioventute C iv. 04. 39, 43.
entrare nella porta della Gioventute C. iv. 35. 5.
cosi nella Gioventute si fa Temperata e C iv. a6. io,
questa nella nostra Gioventute si dee avere C iv. 36, 33.
come nella nostra Gioventute essere ... ne convegna C. iv. a6. 77.
appare questa essere necessaria alla Gioventute C iv. •& 119.
quelle probità che alla Gioventute presta la . . . Anima C iv. 07. 4.
alla Gioventute è data la perfezione e la maturità C iv. 37. 35.
la . . . perfezione, la quale s' acquista nella Gioventute C. ìv. 37. 35.
Aristotile in quello di Gioventute e SenettuU ... ..... C iv. a8. 33.
in quello stato sìgniGca la Gioventute C iv. 38. 107.
per che significa che si parti la Gioverttute C. Ìv. aS. 1 1 1.
' Mentre che In me fu il sangue,* cioè la Gioventute C. ìv. a8. 135.
giovinetto. Maria, giovinetta donzella di tredici anni C. ii. 6w 34.
girare. La forma . . . gira toccata da virtù motrice C ii. 6. 156.
è da sapere . . . come il mondo dal sole t girato C iii. 5. ai.
per questa revoluzione rigirava il sole intorno a noi ..._«. C iii. 5. 35.
_^ __ GITTARE
£ per me gin — ogni fortuna ria Cane, xvii. 6.
un so in quaJ parte gli ^W Per lor diletto BaU. v, 1 1.
Chi d' intoruo <U' suoi sempre sì gim . . . una pintura ..... BaJL x. 7.
Or' dU passa, ogni oom ver lei si^'m K TV. ai. 11 (Som. xL 3).
Ofat U spera, che più larga gira f'. /V. 43, 47 {Soh, xxv. 1),
I)i(|ticlla luce che il suo corso ^ra ... al volere Soh. xxviii. j.
Kè quella eh' a veder lo Sol si ^ra 1, So», xxxix. 9.
Btre. Ciniooe, lo so che tu girai parlando A K TV. 19. 76 (^Can*, i. 57).
Cl>e , , . lu dichi pregando Insegnatemi gir K N. ip. Bt {Cans. L 6a).
■inaiti . . . che ciascun giva errando K. W. a-j. 165 {CanB. ii. 38).
Che b ti miei sospiri gir parlando K W. 38. 93 {F. C. io).
pui Che se n' è gita in cici subitamente K iV. 33. 53 {Cana. ili. 13).
1^0 soave pensier, che se ne già C ii. Gimc. i. 15.
Cbc r saima diceva : V men vo' gtn C. ii. Cane. i. 19 ; 8. 55.
Sicfb(|ir ne conviene air altrui posta Can^. x. 51.
Mimili. .. Che vedete ^'r nudi ,,. Uomini CiifU. x. xofl
^ mi lorrei dormir ... e ^> pascendo 1' erba . Stst. i. 35.
•JMnlo bel fu vederla . . . Cirt alla danza Sest. iii. 39.
Cltc foree non è buon senza lui gir$ F. W. la. 89 {Ball. i. 10).
■uovi, Ballata, senza gir tardando Ball. v. a.
Appresso ^> ne lo vedea piangendo f'. TV, 3. 90 {Soh. i. 14).
La mid donna gentil, che se n' è gita Al '^. ^. 33- 35 {San. xvii. io).
Va^i^atiomo in abito dolente Soh. xliii. io.
f*oi iJto in cielo vivo se ne ^ P. F. $1,
cbc . . . Giita ne' cor villani Amore un gelo , * , V. N. 19. sa {Cana. i. 33).
Poicbi girato I* ha . . . Giita *1 pasto ver lui Catta, x. iia.
che '1 suo tondo tutto rigirava attorno al suo centro . . . C. iii. 5. 48.
^*>tB • • . sapere, che questa terra ò . . . e non u gira . . . . C. iii. 5. 64.
QtKsto ciclo si^Vn intorno a questo centro C iii. 5. 66.
■^oo Cerchio ... che massimamente ^Vi C iii. 5. 71.
^cBi parte del cielo, sotto la quale si gira il sole C iii. 5. 78.
'^CSM^ente si può vedere come f/ so// /a ^'m C. iii. 5. 196.
**e MarìQ vcggia . . . esso sole girart ii mondo intorno giCi alU • C. iii. 5. 145.
'**to che egli ^na intomo giù alla terra C iiu 5. 160.
^^ il Cerchio . . . vcggia il sole appunto sopra si girart . . . . C. tii. 5. 1 76.
B^Mtrato per che modo lo sole gira C iii. 6. a.
^^ 'liole,^nnn/o il mondo, non ttde C iii. 6. 8.
*■* 9Ui girare è suo inUnJm C iii. la. 83.
'"••^esso cielo cominciò a girar* C ìv. 5. 56.
quanto alla sua propria giraatona K W, a. 3.
«^
CBt giramont conviene
essere due Poli fermi
C. iii. s. 68.
oa psrea che se ne^jiss* verso il ciclo K AT, 3. 56.
1* <lu&lc sen ^a lungo questo cammino K. W. 9. ai.
* ^eiulo del gin quando vuole V. N. iq. 131,
J*' che non mi tengo di girt presso a K A^. 15. 44.
•"M* il quale sen giva un rio chiaro molto K. A^. 19. x
f"^ • . . alla gloria eternale se ne ^o K AT. aa. 7.
** uiofo onde ne giva la maggior parte di quelle donne . , , , V. N, aa. 36.
^<^ U aia anima se ne possa ^'nr a vedere K. A^. 43. 13.
^'^B die in bestiale pastura vcggiono . . . girt mangiando . . . C i. x. 6x.
^***'o peniiero che se ne già C, ii. 8. 38,
^ «ndare là dov' clli gui C. ii. 8. 53,
****poèda non istarc ferma, ma da^'r* C. iv. 30. 33.
^■■■■do . . . con certo prò vallava gli abissi C. iii, 15. 169.
GITTARE ^^^^^^P 273
^ttare. Sono, che per ^'iVar via loro «vere Crcdon Cmj: xìx. acx
£ r una a r altra va ^//aN</o t* erba . S«/. ìv. 3.
Questi peasìerì, e li sospir eh* \o giito K, /V. 40. 59 (Sim, xxìiì. 9).
Gitiatevtte a* piedi umOemente .Som. xlìii. 13.
Cf. gettare.
^ÌL Diporrù /,rtM Io mio soave stile C.vr. Cans. iii. io.
Giù [>er U gola tanta roba è messa Son. Uv. 3.
Cf. giusa
giudicare. In ^maxìXo giudicar si puote ciTclto Sovra CWmt. ix. 40.
altri son, che . . . \'oglion esser giudicati Da quei Cams. xtx. 41.
Non mi voler con la severitade . . . giudicarr « S, P* cxlU. 6.
Tornar con ^ìorÌA a giudicare i morti P. /*» 53.
gittare. queste macole alcuna ombra ^'^ow» C i. 4. 78.
se una pecora si gittasstÓA una ripa C. ì. zr. 60.
Chi gitta via la sapienza e la dottrina è infelice C. iii. 15. 45.
non si dcono le margarite ^'/IdfT innanzi ai porci C. iv. 30. 38.
C/. gettare
giù. Chft . . . naturalmente ama V andare in giù C lìi. 3. 43.
esso sole girart il mondo Intorno ^m alla terra C. iti. 5. 146.
tanto che egli gira intorno ^k alla terra. . C iii. 5. 160.
Cf. gioso.
Giudea. ncU* uscita ... la Giudta £ fatta santa e libera C. ÌL 1. 60.
Giudeo, nessuno dubita, né Filosofo ... né Giudto C ii. 5. 63.
questo vuole ciascuna legge. Giudei, Saracini C. ii. 9. 70.
Non quegli che manifestamente, è Giudeo, ^.m* quegli che in nascoso
è Giudeo C iv. a8. 76, 78.
giudicare, pregandoli che ^Md^c<us/fo la mia visione . . . . . . K TV. 3. 73.
di colore, che mi lacca ^'«diVarv che piangessero. K, iV. 33. 37.
perchè ... si giudica la malìzia e la bontade . . C i. 9. 38.
questa è nel giudicato C i. 4. 14.
e giudicamo secondo la loro veduta Ci. 4.36.
che . . . secondo senso ^M^iof solamente C. i. 4. 31.
questi non solamente . . . mal gittdicaito, ma . . . agli altri fanno
mal gi$4dicare C i. 4. 55, 56.
colui che è giudica/o ....«••■•.. C ì. 4. 64.
chi vuole bene giudicare d* una donna •■•Ci. io. 93.
siccome colui eh' à cicco ... va sempre giudicetudo C. i it. 33.
Onde Boezio ^Nii^ai la popolare gloria vana . . , . . . . . C. L 11. 57.
non saprei ben giudicare C. ì. la. 5.
delle cose delle quali si giudica C ii. 3. 13.
a me pare presuntuoso a ^'M^carr C ii. 6. 151.
li quali considerando, giudicava bene che . . C. ii. 13. 37.
la spcrìcnza che a \K:n giudicare ... si conviene ....... C. ìi. z^. 338.
si può ... e però me non giudicare lieve e non ìstabilc , . . . . C. ìiL z. 94.
siccome li nostri occhi cMiamaHO, cioè giudicano, la stella . . . . C iii. to. 4.
sicché allora non giudica come uomo la persona C. iii. la sa.
thè costoro che cosi giudicano, non giudicano se non per quello che
sentono C iv. 8. 7* {bis),
s* ellì giudicassono coli' apparenza razionale ........ C iv. 8, 80.
soggiugne, che io cosi li giudico/alsi e vani • . , C. iv. xs. zS^*
giudicativo, la potenza giudicativa i: allora come quello giudice . . Ci. 4. 47.
certe virtù . . . siccome la virtù . . . giudicativa C iii- a. 131.
giudicatore, queste sono nel giudicatore C L 4. 13.
di Torquato ^'tti&<a/or< del suo Ggliuolo a morte .' C. iv. 5. 119.
379 ^^H^^^^^^ GIUNGERE
gludldo. Riprovando ìì giuA'ao falso e vite [Di] . . . . C iv. Cattm. iti. 15; s. 1x6.
Sui traditori scendi Nel tuo giudido Canm. xviii. 13.
gindizia. C hanno falso ^Mfii>tb in lor sentenza Coma xiz. 31.
£ %e gtudt&o, o for» di destino, Vuol Caiu. xx. 77.
Morte . . . Gindiaio incontrastabile, gravoso K ^. 8. 47 {^Son. Iv. 3).
£d imperò nel tempo del giudizio S. P. xxxi. 40.
Lo spirto tribolato, al mio giudtmo ... Sì può ^. i'. 1. 64.
E quando sarà il giorno del giudÌMO S. P. ci. 103.
con U sevcrìtadc Del tuo ^Wiìjo giusto S. /^ cxlìi. 8.
gnagnere. T. gitingere.
Giugtirta. Uacomctto . . . Che tien Giuguria e Faraone al passo . . Cohm. xviii. 73.
gjullvo. Che tempo freddo ... e verde Mì lieo giulivo Stst. iii. a6.
StangcrCf -gnere. Che là ove giugni, tu didù pregando . . K. A^. 19. 80 {Cane. i. 61).
la vista . . . Ch* era nel viso mio giuHto V, N. a-^. 146 {Can*. ìL 19).
Sì che . . . dcsìre Lo^'wns^ di chiamar K TV. 30. 65 {CaH§, iii. 95).
GÌHgn*nu tanta pena d' ogni parte K W. 32. 90 (CttruL iii. 50).
Quando la donna mia Fu giunta dalla ^' ^ 34* 45 [Cana. iv. 19).
Che rado . . . Parola oscura giungr allo 'ntelletto Comm. x. 58.
ficco giunti a colei che ne pareggia Cuhm. z. 74.
Qttal fu quel tuono, che mi giumt addosso Cmnz, xi. 57.
Che , . . Giungono altrui, e spezzan ciascun arme Coita, xii. la.
che morte Per lui in questo mondQ giunta fosse CanA, xiii. 69.
Qui giugntrà in vece D' una eh' io vidi CauM. xiìì. 80.
Sicché .. .^'nm^'Aj' alla mercè del frutto buono Ctr»^. xvii. 70.
giudice, è . . . come quello giudia che ode pure 1' una parie . . . C u 4. 48.
giudiciOh il coltello del mio gtudtao C. ì. a. 13.
ciascuno ha nel suo ^H<Ano . ............. C. t. ai. 61.
daUa quale ... si discorda lo imperfetto giudido . C. i. 4. 30.
Iiividia è cagione di mal ^'w^'ao C i. 4. 45.
sempre va nel SUD ^'«(//n'o . . C i. 11. 96.
secondo questo cotale sensuale ^Wmo pariò C. iti. io. ad.
della falsa opinione nasccano Ì falsi giudiàiy e de* falsi giudiài
nasccano C iv. i. 53, 54.
di riprovare '\\ giudido della gente • • • C. iv, a. 118.
come sono incomprensibili i tuoi ^Wioi' .......... C. ìv. si, 58.
prendere sì può e dee ogni naturale giudido .•...••, C. iv. 34. »8.
in quanto il suo diritto ^Wtia'o e la legge è ........ C ìv. 96. 130.
acciocché li suoi giudidi e la ... sia un lume C iv. 97. 89.
Oadci al mio giudido ... 6 degno C W. 39. 75.
1.0 verace ^Wtaio del detto sogno non fu veduto . . . . K, iV. 3. 105.
la quale nullo imperiale ^Wiaio é da cooscnlirc C iv. 9. 165.
y. gltingere.
-gnere. L' ora, che lo suo . . . salutare mi^MNv . . . . K. AT. 3. 17.
muti mi giungla una fiamma di caritade K, /V. 1 1. 4.
dico che ... mi giuust tanto dolore K ^. la. 3.
w&f^uuu volontà di scrìverne parole rimate K /^. 13. 34.
lo cr«4o che pietà xi^ giungtnbbt altrui K M 14. 75.
vAgiumm un pensamento forte K. /V. 15, a.
che ... si tosto mi giugnt un desiderio dì vederla K TV. 13. 17.
par la pietoaa vista che negli occhi rai^Mi^ K iV. 15. 60.
qaando io fui giunto dinanju da loro K. W. 16. 13.
Awcane poi che . . . giunu a me Unta volontà K. A*. 19. 3.
la qud modo che voglia mi giuuM di domandane ... . K ^. sa. 6s.
avvcnoc ch« . . • migtnnn una . . . infermltadc ■ . K M «3. 3,
GIUNGERE, -GNCRE. ^^^^M 280
giimgere, -gnerei Si rU, -- eh* a* suoi nemici sare* giunto .... Catu, xix. 85.
Che sono a' raggi di cotal ciel giunti Crnnm. %x. 68.
Al poco giorno . . . ed al . . . Son giunto, lasso ! ed al Sest. i. a.
Tslcliè mi giuns* al core Sest. ìi. 18.
Che se mi giungi lo tuo forte tempo In Sest. iL 55.
Sicché mi ^NHsr nello cor paura K W. 36. 35 (Stw. xix. 7).
Qoand' egli ò giunto [là, dov* el desìra] V. N. 40, 41, 51 (San, xxv. 5).
Quando son giunto, lasso ! ed ei son chiusi} E '1 Som, xxvii. la.
A voi verni, se non è ^'mm/o ancora Un Son. sJ. 3.
Quand* ella è giunta al piò di quella torre Som. xliv, 5.
giuoco. Dov' è diletto e sempiterno ^'wooo S. P. cL 216.
giurare. Poi la riguarda, e fra sé stesso giura Che . . . . K ^. 19^ 64 {Cana, i. 45).
\o giuro per colui, Cb' Amor si chiama Cans. xtx. 89.
Di lor ciascuno centra m^ giurava , S, P, ^. 30.
non pigliamo In van giurart o in altre ùmil cose P. F. 158.
glnao. Prima che *1 colpo sìa disceso giuao Giiu. xìi. 50.
r/ giù.
giustificare, il qual si possa . . . mai giustificarr , S. P. cxlìi. la.
Giustiniano. Segui le luci dì Giustiniano Cana. xvÌìÌ. 37.
giustizia. Resurga con giustisia a spada in mano Cana, xviii. 36.
cioè che paghi Chi \a giustima uccide Sem. xlix. 6.
Acciò che . . . Possa magnificar la tua giustiaìa S. P. 1. 57.
Che senza la giustima non può ire S, P. cxlii. 6.
giungere, -gnere. Io dico che . . . giunsnm un pensiero KM 33. 9.
E però mi giunst uno si forte smarrimento K A^. 23. ao.
mi giunu tanta umiltade per veder lei V. N. 33. 69.
Allora dico che mi j7ifn5<^ una imaginazione K /V. 34. 6.
onde mirabile letizia me ne ^M'i^M V,N,aò.6,
volontà mi giunse di parlare d' amore .......... C. iii. i. aa.
andando dietro al numero impossibile a giugnert ....... C. iìL 15. 90.
lo buono camminatore giugng a termine e a posa : lo erroneo mai
nonla^K^Ttf C. ìv. la. 197, 199.
né mai Lui ^u',j*'Mr> potemo qui C. iv. aa. 195.
Gluno. il quale dice che Giuno , . . parlò ad Eolo V, N. 3$. 74.
facevano loro . . . templi, siccome a Giuno C. ii. 5. 39.
giuoco. Enea, quando fece li ^«ocAi in Sicilia C. iv. a6. 137.
giurare, saranno lodali tutti quelli che giurarto in lui C iv. 16. a.
giiuisdizione. perocché ... le nature dell' Anima hanno giurisdiaont C. ìiì. 8. 68.
perchè . . . tanto la Maestà Imperiale ììa giurisdiaont C. iv. 9. 13.
Che . . . tanto hn giuhsdìaionet quanto C iv. 9. 33.
Dunque la giurisditiont della Natura . . . è . . . finita C iv. 9. 37.
gluBO. Chi sa se ... que* delle bestie vadano ^Kjo C. iv. 15. 71.
C/giù.
giustamente, eh* ella è regolatrice e rcggìtrìce . . . gi$tstanuMtt . , C iv. 9. 11.
giustiziai quando lo Signore della giustima chiamò K 7^. 99. 7.
e r uomo è obbediente alla giustiaia C i. 7. 58.
questa è Ul gi$4stixia C i. ta. 73.
la ^'us/iAD legale ordina le scienze C ii. 15. 139.
rigidamente ... la Verità e la Giustima seguire C iv. 6. 88.
nel quale nulla distributiva giustima rìsplende C iv. i z. 54.
La undecima si è Giustima C. iv. 17. 6a.
Quello del pratico si è op>erarc . . . con Giustitia C ì v. aa. 1 1 1 .
questa singotar virtù, cioè Giustima C. iv. 37. 93.
perocché di Giustisia ... si tratterà C iv. 37. 100.
a8t
GLORIOSO
maggior roemorìa Sì fa dì tua pieti, che di giustiaa . . , S. P, cxlii. a6.
fltista È nella sua Senctta Prudente e ^M5/a C ìv. GxNa. iiì. 133.
le ... tue mal giuste leggi . . . correggi Cana. xviii. 38.
Poi ti rivolgi a' cittadìn suoi ^U5A' Gina, xviii. 74,
Ad esser ^Mj/o contro a' peccatori -S. P. vi. 5.
bendiè ... La tua man giusta mi gravasse molto S. P. xxxi. 90.
0 jiitdt, e voi che il core avete mondo S. P. xxxi. 80.
eoa U Kveritadc Del tuo giudizio giusto S. P, cxlii. 8.
che per la voglia giusta Non men eh' averlo, 1* uom giusto i* intende P. F. 98, 99.
^^JL,^. jiNf. E dtgh quanto mia vita è leggiera Ball v. 4.
codc^ (a dolce preghiera Ball, v, 14.
0 gloria dell' alme peccatrici S. P, xxxi. 53.
eultcnono La tua potenza ... e la tua gloria S. P, à. 6a.
E li ari veduto in la sua gloria 5. P. ci. 66.
Btnchi proceda tutto di tua gloria S. P. cxlii. 37.
Totatr con gloria a giudicare i morti P. P. 53,
'''e^ùamti, re di gloria e signor nostro P. F, aap.
Ove una Donna, gloriar vcdla C. Ji. CaHs. i. 17 ; 8. 44.
^»»10q. Ed assi gloriosa in loco degno K A^. $3. 71 {Cam. iiì, 31).
SercDa e gloriosa io sulla ruota . . . regnerai Can^. xviii. 46,
?^iil(lrla. La qual cosa non si può avere . . . senza giustiaia . . , C. iv. 27. 1 15.
C^UAtu di sé vero e giusto misuratore , C i. a. 59.
"^ con ^Hj/d misura fosse saggiato C. ì. a. 67.
^ ^ de* ^M5/i' è quasi luce splendente C. iìi. 13. 190.
^^ falsi giudicii nasceano le non ^'h5/< reverenze C. iv. i. 54.
*^ via de' giusti . . . quasi luce . , , procede C. iv. 7. 99.
" Wcchio . . . dee essere giusto . . . e . . . dee sua giusta mente
Seguitare C iv. a6. lag, 139.
*■*** r Anima nobile nella Scnetta si è Giusta C iv. 37. 11.
^^vieDsi anche a questa età essere Giusto C. iv. 97. 89.
rt-i-j-*'^*'^ ^^^ fosse Giusto C ìv. 97. 169.
^^^*' ove »' udiano parole della Regina dcWsi gloria ''^ VV. 5. 3,
°* cbianiarc alla sua^orro una donna giovane K. A^. 8. 3.
*^ gloria eternale se ne gìo veracemente K iV. aa. 7.
°*'^ gloria mostrando di dò eh' ella vedeva K. iV. a6. 13.
***^re la ^/ona della sua donna K A^ 43. 14.
^**io giudica la popolare ^n'rt vana C i. 11. 57.
p**c superne cose dell' eternale gloria C. ii. i. 57.
^i^li n&rra.no La gloria di Dio C. ii. 6. 103.
^. 4*^»* e d' onore r hai coronato C iv. 19. 67.
chiamò questa gentilissima a gloriare sotto K, AT, 39. 8.
^ente. che questi angeli cantassero ^/on'osamml^ . . . . K. A^ 33. 54.
^Uftle Tede la mia donna ^/orù>5dm/N// K A^. 41. C.
g|^_^j_JI^aJe gioriosammte mira nella faccia di Colui K Af. 43. 15,
^^^^SiiDO. al punto che . . . all' ... e gloriosissìtno Seminante . . .
gt^^^ ritorna C iv. 93. 39.
7*^ quando . . . apparve prima la gloriosa donna K A^. a. 5.
r^^**«Be piacque al ^ofi'oro Sire K A^. aa. a,
^*nio distretto di sanguinila con questa gloriosa K A^ 33. 6.
^*>si distretta persona di questa gloriosa . . . K AT. 34. 6.
•'oti in quanto le pesa della ^/onosa donna K A^. 38. la,
^^* >>*i pares vedere questa gloriosa Beatrice .,.,,... K. M 40, 4.
^^^^Qiendare . . . per farsi ^on'oso di tale acquisto . » . . . . C i. ix. 109.
^^*' <lMclU gloriosa Beatrice C ii. a. 31.
GLORIOSO
a83
glorioso. £ qui pensando al glorioso coro Som. xxxvit. $.
E poi saranno sempre gloriosi S, P, ci. 90.
godere, gaadere. £ 'n sé mcdcsma godt D' udire e ragionar . . C iv. Ginjl iii. 134.
Tu sai ben come gaudt Catta, xxì. 7.
Della cjual so che *1 mio Signor non gaudi S, P.\. 63.
gola. Quello, ond' io ho più gcUa Cana. xìi. 81.
Giù per la gota tanta roba è messa Sùh. liv. 3.
l-z Goùt è, che consuma savii e matti P. F. 199.
gonna. Ora ti veggio ignuda di taìgoMH* Carta, jlvìÌì. aa.
Come Amor < . . per la rotta gonna La vide Cana. xx. 97.
governare. £ con dritto disio si ne governa P. F. 96.
grado. Poi suo simile è in grado Cana, x. 136
glorìoso. la memoria di quella ^/on'oso Beatrice ........ C iì. 7. 8a
là dove quella ^/on'oM Donna vive C. li. 9. 134.
la quale é Donna . . , gion'osa di Ubertadc C. ti. 16. aa.
sono riprovate ... da quello glorioso Filosofo C iii. 5. 55.
questa ^on'osa Donna è commendau C. iii. 15. a.
cioè ÌAgloriosa Roma C. iv. 5. 33.
e fu dì loro quello glorioso Catone C. iv. 6. 95.
disceso dal sangue del ^/orr'oso Torquato C iv. 6. 113.
quegli che . . . sostiene . . . sarìi glorioso C ìv. 34. 165.
desiderosi d' essere . . .gloriosi C. iv. 87. 136,
godere, non averci di eh* io ,^^od!rf5i' nella città mia C iv. a8. 94.
golosità, la quale t regola e freno della nostra gohaità ..... C. iv. 17. 35.
goloso, ma . . . cogli occhi golosi si mira innanzi C iv. la. aoo.
governare, che Amore era quegli che così m' avea governato . . . K TV. 4. 16.
avere beatitudine . . . nel govemarr del mondo C. ìi. 5. 72.
la beatitudine del governare C. li. $. ^6.
Colui che r ha fatto e che 'l^onmM C iv. 5. 59.
li sette regi che prima la governarono C iv. 5. 90.
delli Dei, che tutto ^mvmaMo C ìv. 15. 84.
govcmazlone. che senza mezzo . . . alla sua govemaaione è rìroasa . C ìv. 9. 107.
goverao. legno senza vela e senza ^«ttmo , C i. 3. 35.
la circolazione del ciclo, che è del mondo governo C ìi. 5. 96.
che al jvtvrao di questo cielo sono dispensati C ii. 6. ia6.
colui, cui la Ragione commette il suo^m^^-mo C iv. 24. 179.
veggcndosi al governo del popolo essere posto C. iv. 97. 61.
gradire, le quali ... si fanno . . . mcn gradii* C. lU. 15. 144.
massimamente ò aggradire quegli che C iv. aa. 35.
gTBdo (i). delle dodici parti 1* una d' un grado V. N. a. la.
a chi non fosse in simil grado fedele d* Amore F. iV. 14. 106.
e questa donna fosse in altissimo gratto di bontade, e lo suo padre
. . . fosse buono in alto gmdo V. N. aa. 14, x6.
il quale, secondo li graM dell' amistadc, è amico V, H. 33. 3.
sale ... in grado che . . . noi può comprendere V. Tf, 49. a6.
si muove ... in cento anni uno grado C ÌL 6. 143.
lo movimento . . . che fa . . . per un grado in cento anni ... . C ìi. t^. 104
Li punti ... si dilungano . . . per ventitré gradi C. iii. s* i40>
avvegnaché posti siano qui grndi generali, Dondimeno si possono
porre gradi singolari C iii. 7. 65, 67.
si sale e discende per ^^nuii' quasi contìnui C iii. 7. 71.
e tra ... e I* anima umana non sia grado alcuno, ma sia . . . continuo
per gli ordini delii gradi C iii. 7. 76, 78.
grado (a), sicché a molti lorbellcua . .. era m grado C i. t. 108.
a^ ^^^^^^^^r GRANDE
Gned. lom audivissent verbi mea Gra*à Cane. xxi. 4.
gnatle^ Ila sola fu suzgraH bcnìgnitatc V. N. 33. 60 \,Canc. iiì. ao),
f*rviriinc spiritai bellezza ^ruw^r V. N. 34. 48 {Cam. iv, aa).
issciare ... di quel che s' intende Gran parte C. iii. Gijm. ìi. 13.
Che Iting&mentc \ngra$t ricchezza, è stata C tv. Cana. iii. 31.
fatle «zittire, Amor ... Il gran disio eh* io ho , CanA. ix. 55.
Onor ti sarà jTiffiK/ir, se m* aiuti Canjs. ix, 61.
Dì darìe d' oj^i ben gran compagnia Canx. ix. 7a.
lietamente opra suo gran vassallaggio Cane. x. 35.
s' alcun si difende, Non è senza^mu briga Cima. x. 89.
quando dia £ ben piena Detrai desio Can^. xi. 33.
Oa,gli occhi, che m' ancidono a .fnin torto Cana. zi. 45,
Quando m* apparve poi la ^mn beltate Cana. xììu 71.
Io sento sì d' Amor la ^/"iiN possanza Gma. xiv. x.
Sì tosto, conte il gran desio eh' Ìo sento Fu nato Can». xiv. 40.
OZI . . . de&io, eh' i nato Del gran desio eh' io porto Cana, xiv. 50.
Si CDostra tutto a noi per lo grand" arco Cam. xv. 8.
Bientrc Che durerà del verno il grande assalto Cana. xv. 58.
ood* togmndt mi t^no Canm. xvi, 48.
Al ,gmn pianeta è tutta sìmigliantc Cana, xix. 96.
dove '\gran lume Toglie ... la fronda Cana» xx. 47.
Al pcaco giorno, ed al gran eerchìo d' ombra , Sest, i. i ; ^. £. ìi. xo. a8 ; X3. 14.
La sotto IrainontatiA, ov' 4 il j^nan freddo .•....,., Stst.ìi.ai,
Me peraltro desio viver ^mn tempo Stsi. ii. 48,
^'Ado(a), h grado jicevOf »c digrado é dato C iv, 37. 75, 76.
a cui solo il grado divino é rimaso C iv. 37. 87.
>lmMli«Mm. commendavano W grammatica Greca C i. xi. 97.
r arte di .^nzmmd/iVa eh' io avea C ii. 13. 35.
Scienic del Trìvio . . . cioè Grammatica . . C. ìi. 14. 57,
t^ 1 Cielo . . , colla Grammatica sì somiglia C. iì. 14. 68.
queste due proprìetadi ha la Gmmma/iVa C. iì. 14. So.
tono efaiamati nella Gramtftatica anttntic dftnrnti C, iii, a. 153.
Va verbo, molto lasciato dall' uso in gramnìatica C. iv, 6. 19.
ftlAwiuatlca la quale si appartiene alli grammatici C ii. la. 64.
I^**^ U quale è oggi meritata nel grandi secolo K TV. 3. la.
''Mf io sostenea sì ,^mrfd« angoscia • « , , , ^. W. 3. 57.
^'^^«■doaì fare a me ^7n« piacere , K. A'. 14. 6.
iBnpQBJnclla mente con grande Ictixia ^', AT. 19. 13.
^Bj^Mdf/ paura cominciò a piangere K A^. 33. 90.
^"''^^^ grand* vergogna sarebbe a colui K N. 95. 106.
^"**^ . , , grandi infamia e perìcolo non si può cessare . . . . C i. a, 91.
j* sùnigliantcmente si fa grande C. ì. 3. 74.
*^ vuole essere la scusa C i, io. i.
r^'^^re, doè far grandi, nulla fa tanto grandi C. L to. 45, 46.
Z^^ booti del Volgare dì Si si vedrà C. i. 10. 80.
V****** di queste rcitadi ha sì ^ra« setta Ci. xt. li.
■6 nugaanìtao grandi Ci. it. 133.
^~^ * ■ . r amistà è confermata e fatta grandi C i. I3< 7-
|/^*^Hè . . . nasce amore e fassi grandi C il. a. 33.
^***"wCf spera due polì volge C ii. 4. 83.
^ RUel suo grandi Legato C ii. 6. 33.
j- *l^e3ti Troni ... in numero non grandi ........ C iì. 6. ia8.
Utì\ ' ' ^'^^ cose, cioè lo valore C ìi. 7. 66.
^ «Uà ^and« perdita ... le avca data C ii. xo. aa.
GRANDE ^^^^p aft^
grande, tal grazia m* impietra li gran diletto 5mI. ìii. 27.
Omn nobiltà mi par vedere all' ombra Stsi. iv. i.
Ma drizza gli occhi al^mn disio che m* arde .... . . BqU, il. la.
ai rìnnovelli Da grandi e da zittcUi . . BaR. iv. 8.
Allora presi di lui sì gran parte K W. 9. 56 \Son. v. 13).
Ed hanno in lor si gran varietate J^. iV. 13. 37 (Som. vi, a).
E per r ebrietà del^mw tremore , . , par K W. 15. 34 {Soh. viiù 7).
Che sentir prima questo ^tum valore • Som. xxvìì. it.
Che là . . . La^naM vaghezza pur mi riconduce Som, xxxv. 4.
Chi a' io contemplo il gran premio venturo -Som. xxzvii. 9.
Di ... La gran bellezza dì veder m* appago Son. xxxix. 6.
Con\'icnmì sodisfare il gron desio Son. xlvi. 3.
poi rifugge Al ^nm tiranno Sopc. xlix. 7.
Se . . . non puoi . . . non mi p^r gran fatto Son, li. io.
Però eh* eli' è di molto ^tuh guadagno Som. Uii. ix.
grande. Meglio sarebbe allì miseri ^raneA* matti C ti. xi. 78.
ponete mente la sua bellezza, eh' é grand* C il ta. 63.
veduta fu . . . grandi quantità di questi vapori C ii. r4. 178.
ha questo ciclo .^nifuAr similitudine colla ^r/d/tsùna C ii. 15. ^4.
che 'I cielo stellato ha ^ra»u/« similitudine C it. 15. 85.
ha 'I detto ticXagrandt similitudine C ii. 15. 93.
di picciola in .^roH fiamma s' accese C. ìii. i. 7.
quanto fosse ,^raiM/# il desiderio C. iii. ]. io.
due,^raH^i ammaestramenti sì possono intendere C ili. x. 45.
ciò resulta in grande loda di costei C. iit. 4. 34.
basta . , . per la i\xa. grand* autorità sapere C iiù 5. 63.
quanto che *I dì sia ^mndlr o piccolo C. iii. 6. 17.
queste ore si fanno picciole e ^roHc/i' C iii. 6. x8.
chò nulla dilettazione è sì grandt in questa vita C iit. 6. 77.
secondochè '1 suo bene è grandi in si . . . sccondocfaè il suo bene è
grandi in altrui C. ili. 7. 6^ 7.
rendono agli altri di so grandi splendore C iii. 7. 33.
se per .^miNtJr virtii dentro non si chiude C. ili. 8. 90.
Ha in ciò voglio dare a intendere latrai virtù C. ili. io. 35.
di quella amistà ^OM cose prima considera C iii. la. 34.
gran parte del suo bene alla umana natura è cooceduto , . . . C. iii. 13. 89.
grandi e alta opera sia per le mani C. iv. 3. 18.
che non fieno senza utilità e diletto ^mniir C. iv. 4, 137.
Udite, perocché di gran cose io debbo parlare C iv. 5. 14.
Oh come i^nindV la. mia impresa C. iv. 7. 37.
perchè vcggiono fare ... le signorìe ^raMf/i C. iv, 8, 77.
avvegnaché . . . cgU fosse loico e chcrico^ran^ C tv. xo. 60,
recano ... paura e sollecitudine ^niN/^ C iv. la. 51.
piccioli beni le paiono .^ramA' C iv. la. 159.
desiderare ... le ricchezze non grandi, poi grandi C iv. la. 166 (Mi).
successione dì picciola cosa in ^ruNiir cosa C. iv. 13. il.
se ... elio fosse ^ran^r di nobiltà C. iv. 14. xa6.
la quale è moderatrice delle ^TUfK/i' spese C. iv. 17. 43.
moderatrice e acquistatrice de' jTiifu/i onori C iv, 17. 45.
che sono . . . dodici, o grandi o piccole C. iv. 33. 144.
onde . . . grandi trasmutazioni sono nella persona C. iv. 34. 16.
per grandi . . . cose vedere, o udire, o C iv. 95. 49.
in quanto paiono jTiiM<£i' C iv. 35. 51.
conviene ^#iiw parte delle sue operazioni operare C iv. 95. laS.
^ ^P"liPSPM^^r GRANDISSIMO
graade^ Difendimi^ o Signor, dallo ^miM vermo S, Z'. vi. io.
E per Io cargo grand* e grave e grosso 5. /*. vi. 13.
a chi son perdonati Li ,frarr</i' falli S. /*, sotxi, a.
nello gran diluvio di moK' acque 5. /*. xxxi. 44.
Pensando eh' io son carco A\ gran pesi S. P. xxxvìi. la.
Sol per la^TOM(/< mìa tniquìtatc S. P. xxxviì. 97.
ho meritato. Ed ogni pena ed ogni gran dolore S. /*. xxzvii. 69.
E voglio sostener con ^nrN pazienza S. /*. atxxvii. 7 1 .
Per li peccati granJ$\ eh' i' ho commessi S. P. xxxvii. 74.
Io prego te per la tua gran pictadc S. P, l. a.
Oh quanto ^rwN piacer 1' uomo riceve S. P. ì. oS,
Egli mi parrìa (are una^niM fraude S, P. ì. 61.
esalteranno La tiu potenza ^«ruM^Ir e la 5. P. ci. 6a.
tu ti dimostri Esempio a noi per la tua gran virtute , P. F. aac.
graadexza. Saggia e cortese nella zìxm grantUMMa . . . . C ii. Cans, i. 47 ; 11. 49.
Onde Amor cresce in me la sua grandtsaa Can*, xiv. 73.
Per nessuna ^niN<&s«i Monta in orgoglio Catta, xix. 139,
grande, e lo awereario t grand* . C. Iv. 07. 178.
in ciò avcmo . . . grand* ammaestramento C ir. a8. 115.
ne figura quello grand* poeta Lucano C iv. a8, 98.
che deliì suoi antichi . . . mostra le grandi . . . opere C ìv. 09. 44.
che la tua impresa t grand* C iv. 30. 34.
Srandecsft. la Fama . . . acquista grandesaa per andare C i. 3. 77.
per molte condizioni di grundfmsa C ì, lo. 44.
£1 . . . quanto la grandfeea della propria bontà| U quale è madre
. . . delle hìtre grxttid*MMt C t. 10. 4^^ 48.
nulla grand**aa puote 1' uomo avere maggiore C i. 10. 49.
per la quale le grand**** . . . conservate sono C i. to. 53.
questa ^^m^lMSd do io a questo amico C i. io. 56,
Dice n*Om jim grand*Maa : la graHdtaaa temporale ... sta bene
acconpognatM C ii. 11. 68, 69.
siccom* è ... la grandtssa ... e lo sfar/trmo C lii. 9. 6a
grandiosa, promettere di dire nuove e gratidàué co%c C ii. 7. 61.
gnuKliaiimOL disparve . . . per U grandUama parte, che . . . . K. ^. 9. 38.
parevami . . . che fossero grandissimi terremoti K ^. 33. 40
10 cui nome fu in grandissima reverenza ('. iV. 39, 9,
11 sospiri m' assaliano x^^"*''^''*'* <d angosciosi K i^. 38. 19,
grandissima utilità ne segue altrui Cu a, ioa.
bo da lei ricevuto di grandissimi btnejini . C 1. 13. 9.
^p«N^!tMim« beneficio ho da lei ricevuto C i. 13. ai.
040 essere stato a me ,^ntMi/tW>NO benefattore C i. 13. 44.
Ikcttvaao loro ^TTiM^iMimi templi C. ii. 5. 38.
Bolle nostre anime ... ha grandissima podestà ... , . C IL 7. 103.
che ... volge >rriiiM/)jsi'iMo spazio di tempo C it 14. 234,
te «HO fMHdiiJjima similitudine colla /VMTd .... . . C il. 15. 33.
perT inCendimeoto della sua grandissima virtù C. iii. t. 90.
due volte 1* anno ha la stMtc grandissima di calore C. tii. 5. 188.
grandissima parte degli uomini vivono più secoado ...... C. tii. 13. 38.
■00 wctUM grandissima virtù venire si potesse, e . . ,grmttdismmtm . . .
benignità sì richiedesse . . . C. Ìv, 4, S07, 1091
Corui . . . grandissima quantitii d* oro , , . rifiutare C Ìv. 5. Ut.
desiderare , . . poi le ricchezze non grandi, poi grandi, e poi
gfmndisaim* C ìv. ix. 167.
jvwNlinNNV . • . spcriedM poioono avere ì Latini . C iv. 13. taS.
GRANDISSIMO
a86
grato. Madonna, s^ dio v* è %.grato C ni. C^nm. ìi. 89.
Non per mio ^ntto . , . Ha perocché Cqh3-> xix, 3,
gravare. Ch' io chiusi gli occhi vilmente ^ropd/i' . . . V.N, 93. 163 {Cans. ii. 36).
Ciò che mi gmva e che mi pesa molto .......... Som. xlvìiì. 5.
benché ... La tua man giusta mi gravassi molto S. P. xxxì. ao.
grave. Quando il pensiero nella mente gravt Mi reca . . V. N. 30. 84 (Cflitr. iii. A^\
Discenderò . . . perchè men grav* s* intenda Can», x. 56.
Lieve mi conterei ciò che m' é grave Cane. xx. 84.
S' egli è dolore alcun, quanto il mio, grave f. iV. 7. so (Som. ÌÌ. 3).
Poiché ... il cor feriste ... Dì grave colpo So*i. xlvii. a.
Aggi plctate de' mici gravi errori S. /*. vi. 7.
E per lo cargo grande e gratre e grosso 5. P. vi. 13.
E tanto é stato ^mitf il mìo dolore S. P, ci. t^.
Li quai contra mi sono crudi e .^nnt' S. /*. cxlii. 63.
QC greve.
gravezza. Mi fa sentire al cor troppa ^tomams Coks. ix. 53.
gravis. Ut ,^avù mea spina Coiu. xxL 49.
gravitate, che neente Par che ìntendcsscr la stia gravitate V, N. 41. 69 {Som. xxiv. 8).
gravGGO. Morte . . . Giudizio incontrastabile, ^nrtwso . . . . K. A^. 8. 47 i^Son, iv. 3),
Ax'vegnaché gravoso m* é 1' udire Som. xli. 9.
grazia. Ancor le ha Dio per maggior ^mn'ct dato , . . . K A^, 19. 60 {Can». ì. 41).
Partissi . . . Piena di gratia V anima gentile .... V. N. 33. 70 (Coh*. iii. 30).
Que' e' han tal gratta fuor di tutti rei C. .v. Oiiu. iii. 115.
Questa, in cui Dio mise ^rarùi tanta Cane, x vii. 55.
si che in te ... Si posi quella grafia che ti sgrida Cans, xvUi. 14-
Ch' Amor di sé mi Ìat^ grama ancora Cans. xix. 19.
tal^nur'a m' impietra II gran diletto Sesi. iii. a6.
Per grama della mia nota soave Rìman tu V. N, \^ 1x7 {Ball. L 38).
£ se di grama [ti vuoi far mendica] K ^. 8. 51 {Soh. iv. 7^, 74.
sono tenute Di bella ^nurà a Dio render mercede . . , V. N. 37. 16 {Son. xvi. 4).
circondati Vìi grama ^ di pictadc e sommo onore S. P. xxxL 78,
Della cui grama terra e cicl sod pieni P. /*. 13.
Di grama pieno e dì colpa digiuno P. F. 33,
grandissimo, seguono quattro ^^nt/fuimi inconvenienti C iv. 14. 55.
Levomi in grandissimo studio di vedere C. iv. a8. 45.
granello, più è prode al gallo un granella di grano C iv. 30. 42.
grano, siccome una massa di ^omo C. iv. 99. 98.
una essenza . . . che resulta da molti grani C. iv. 39. 99,
perchè U grani . . . sono bianchi C. iv. 09. 104.
questa bianchezza é più nelli grani prima C iv. 39. 106.
siccome d' una massa bianca di grano si potrebbe levare a^?ono
a^ruMo ii formento, e agrano restituire meliga rossa . C. iv. 99. 1 18, 119 (/rr).
più è prode al gallo un granello di grano C iv. 30. 43.
grave, si movea come cosa ^rtrtv inanimata K.W. 11.35.
tanto plù^raM*. , . punti gli conviene passare K /V. 13. 14.
perché noi volessimo che le cose ^nati' salissino C. iv. 9. 56.
gravezza, dia ... un poco di gravezme C. i. 4. 103.
con gravezza procede C. i. 5. 30.
non lì puote avere la 5ra///}f// per la ^mw«»a sua C. iv. 36. 107.
gravissimo, due gravis>ime ragioni pare che abbiano in aiuto . . . C iv. 3. 63.
grazia, venne in tanta ^mxiVi delle genti K W. 36. 3.
Dico che questa mia donna venne in tanta grama^ che K. JV. 37. 3,
soperchia quello ... in benefìcio . . . di^mai'<a C ìli. 6. 103.
sei passioni . . . cioè gram'a^ Melo . . . verdigna ....... C iii. 8. 86.
^ ▼^I^^^P GRIDARE
STvin Ch' alle ^«MiV di DÌO sarem consorti /*. F. 57.
che 1 Battesroo ciascun fresa Della divina ^fiAii ...... J^. F. B6.
N* per . . . Tornar potemo alta divina grazia .,,,,*,. P, F, 104.
E laude e ^u<na di ciò che ci (ai P. F. ai^-
Ckemeritiain tua grama P. F. aaj.
Elei prtghiam, eh' alle. j^-mj/V divine 51 ne conduca P. F. 335.
^\tix Piena ài grama i Iddio è sempre tcco P. F. 243.
^ diaci ^dM a viver si quaggiù P. F. 249.
€5:*W0. Udivormn . . . Simon mago, il falso Gnco, E Catta, xviiì. yr.
giace Sotto V iniquitade e 'ìgrew cargo , S. P. xxxvìi. 14.
che ... Io esca fuora non oscuro e ^mv 5, P. ci. 113.
Cf. gTBve,
E^i augellctti cantando, \ot gride . . . Fanno So», xlii. 6.
£ ciascun santo ne grìUa mercede f. N. ig. 40 (Cane. i. ai).
^orc, i cui io ^nVo, Mercè chiamando Cah^s. xii. 37.
^^ bìUo gnJctft : lo vi soccorro Gim4. xii. 61.
c^db Sopra colei, che piange il . C*ih*. xiii. 49.
vacato ^(fó il desire . 0««r. xiii. 52.
^"«^ ; Surgelc su, chi per voi clango Cang. xviii. 67.
'^ pietre par che^rfm: Moia, moia K A^. 15. 35 (San. viii. 8).
' "ivccchtaro, Gridattdo io sempre S. P. xxxi. 18.
"^^ quelli che hanno questa ^noma C. ìv. ao. aò.
^ Iddio solo porge questa ^raata . , C. iv. ao. 55.
'I^'^Sto appetito che dalla divina ^Toaia surge C iv. aa. 41.
^ ^^^ìXgrtuia 9' acquista per soavi reggimenti C iv. 25. la.
*" ttiansacti Dio darà gratta C iv. 25. 18,
^^"^ niente, scmedivino nella umana ikvixmv. graaioiaiHtnte posto . C. iv. 39. 30.
^^*0. la quale fu assai granosa in questa . . , cittade V, N.8. %
'^^^ come era ^ojiosa la sua compagnia K ^. 27. 30.
*" ^"^ certo e sono per sua ^TuaioM rcvelazione C ìi. 8. 46.
" *^im.Jt]rma . . . riceva ... la gratiosa bontà di Dio C. ìii. 6. 135.
^•^^►ccbè . , , comincia V uomo a essere grazioso C iv. 35. ti.
- ^P»^mreche jgmjfOJ*! fosse a Dio la sua creazione C. iv. 38. 156.
*^*" awcgna . . . che, siccome in Giwia . . . trattavano , . . . K /V, 25. 39,
^^ ■■. & adj. Omero non si mutò dì Crrro in Latino C i. 7. 96.
*■» ruTDOo trasmutati d* Ebreo in Greco, e di Gieco in Latino . . Ci. 7. loi {bis)*
?***«a»cndavano la grammatica Grtca . . , C. i. 11. 98.
*iu ale [i (^rm dicono Pn>/oHo/ C. ii. 4. 39.
*o vale come in GrtcoJUos dire amaton in Latino C iii. 11. 48.
j;"^ *^be in ^Tiffo proverbio è detto C iv. x. 16.
y *J Irò principio .«. è uno vocabolo ^Two C iv. 6. 41.
"**a]c in Grtco é chiamato hormen C iv. ai. lai,
Tf]A^ "^mpollo, che gli Grro chiamano Aorwini C iv. aa. 35.
^«nto splendido quanto conWene alla sua grida C i. i. 137,
^_^*tajfri>ia è slata lungamente contro C i. ii. 33.
pjjT^^*** la bontà colla sua^^a o.<icurì e celi C iv. 39. 116.
Il il ^^ P«T the incontra clic molte voXlc gridano : Viva . , , e . . C i. 11. 53,
I c'*^^*^'* • • • gridando ... si parava C. i. 1 1. 69.
' •^t^ro a questi cotali grida Tullio C. i. 1 1. 93.
^J\ *lare sperienra di ciò, grida ... lo testo C iii. 14. 89.
r|[*^o alta gente che la seguili C. Ìii. 15. 134.
^^t^ceri di ghdart alla gente ,,,.,,, C iv. i. 73.
^'^Qdo b fama chedi luÌ,jrTi€/(i C iv. io. 59.
"^***to centra esse Salomone e suo fiSiàrc grida C iv. la. 81.
GRIDARE
gridare. La qual, gridatilo, porgo al tuo cospetto 5. /*. ci. a.
grosso. E per lo cargo grande e grave e gmsso S. P. vi, 13,
Laonde il mio nemico a stuolo ^?ro55o . . . s* afforzava ..... 5. P. xxxviL 43.
Lo mio intelletto si è cotanto ^n»5so ^. P. cxlii. 31.
guadagno. Perù eh' eli' è di molto grzn guadagno Son, liii. 11.
guaio. Qoal lagrimando, e qiial traendo ^«1 K M 33. 174 {CanM. ìi. 47).
Convcnemi parlar traendo gnai K ^. 33, 46 (Gsiu. iii. 6).
Ed è piti presso al terminar de' gum Cans, xiìL 56.
Se ciò non fosse per cagion di guaì Cang. xv. 33.
eh* io non senta ... Gli guaì degli K. AT. 14. 93 ì^Soh. vìi. 14).
Che tascian^ai e di lamenti stride Sem. xliì. 7.
Piangendo si eh' ella oda Ì nostri guai Son. xJiii. 6.
diletto Ed allegrezza prender de* miei guai S. P. xxxvii. 63.
udendo ... li lamenti e i guai di quella terra S. P. ci. 56.
Ma pur bisogna, che da questi guai . . . mì cavi S. P, cxlìì. 58.
Sempre in Inferno speri pene e ^M» P, F. 59.
gìtardamentOk Che per un matto ^uan/amm/o d' occhi Csiu. xxi. 15.
gtiardare. Dicea, guardando verso 1' alto regno • . . . K. A^ 93. 309 ;CaMa. ìi. 8a).
Questi mi face una Donna ^an/arr ........ C ìi. Cans. ì. 93 ; 16. 19.
Per questo mio^ar^^r m' è nella mente . . . entrata Caux. ix. 04.
Signor . . . Guarda la vita mìa, quanto ella è dura Cans. ix. 50.
Se ben si guarda là^ dov' Ìo addito Capu. x. 100.
i suoi begli occhi . . . Guarderri presso e fiso Cane. xii. 76.
Se guardi agli occhi mie! ... Se guardi alla pietà ... Se guardi al
segno Caus. xvii. 19, ao, ai.
Deh ! qui merci per Dio : guarda che fa! Cant. xvii. sa.
Dunque, perchè gli fece altra ^ar^rv V. N, la. ioa {Ball. \. a3).
Deh non guardart perchè a lei mi fide Ball, iì. 1 1.
gridare, grida il testo alla gente C iv. 99. 6.
grido, va . . . secondo il grido, o diritto o falso C i. 11. 37,
grossainente. quattordici parti . . . grossammtt assegnando . . , C. ìi. 3. 48.
grossezza, seguitando ... 1' antica grossesMa degli astrologi . . . C. ìi. 3. aa
che sono senza ,;ro5srsM dì materia C iil. 7. 48.
trasmuta . . . per \i.grosstsBa in oscurità C iii. 9. ia6.
Costoro sempre ... in grosstxea vivono C. ìv, 15. 150,
grosso, per che alquanti ,^rci«5i' ebbero fama di saper dire .... K. TV. 35. 41.
acciocché nonne pigli . . . baldanza persona ^rosAd K. A^. 95. 109.
ma tarda molto per la sua grossa materia C. iii. 5. 51.
Trasmutaci . . . questo mezzo di sottile 'mì grosso C. iii. 9. lai.
guadagnare, in quanto per quella guadagnano danari C. ì. 9. ai.
guadagno, venire non sì polca con ... ni con tanto guadagno , . C. ìv. a8. 8&
guai. Guaim te, terra C iv, 6. 174; 16. 54.
guardare di panroso aspetto a chi lo ^Mon/osar K iV. 3. 31.
ed io sorridendo \i guardava K. TV. 4. ai.
Egli . . . guardava U terra K TV. 9. 18.
quando m' avca ^wan/dto alquanto, pareami . , K TV. la. 19.
Altre v* erano, che ^an/awinim' aspettando che K. TV. 18. 19
e come 1* unoguarda V altro K TV. 90. 36.
Io imagìnava ài guardar* verso il cielo K. TV. 93. 49.
e quivi mi parca guardane verso il ciclo K. TV. 23. 79.
appresso lei guardando, vidi venire K, TV. a4. 34.
se volemo ^<an^pv il proemio K. TV. 09. 17.
paia ... a chi non guarda sottilmente K A^ 34. 11.
persona, che lì guardasse sì che V. N. 40. 37.
GUARDARE
fnudut. saxiar ... Di guardart a madonna il suo bel viso . . . Batt. ìx. a.
Ch' io diverrò beato, lei guardando Ball. ìx, 4,
(be... Divicn beato aol^Hdrt/am/o Iddio Ball. ìx, T.
Gmrémdo la figura . . . Potrìa beato divenir BuU. ix. 9.
Ver» d'alcun, che negli occhi mi ^oncA' Ball.x.1^»
£ certo io credo che cosi gli guardi BalL x. 17.
cfe. . . Degnasse dì gMardart un poco altrui Ball. x. 39.
Ha quinto vuol nasconda e ^art/i lui BalL x. 3^.
0 «Di . , . Attendete, e guarJaU S' egli * K ^V. 7. 19 (Svh. ii. a).
E K » levo gli occhi per guardart K ^V, 16. 35 \,Son.. ix. xa),
OmstduUo in quella parte ... Io vidi K. A^. 34. 57 (Som. xiv. 8).
E ^ occbi non V ardtscon dì guardart K A^. 36. 40 (Som. xv. 4).
Qttudo^oni^iaa^ gli atti e la statura K A^. 36. 31 (Som. xix, 3).
^i^anJTFn giammai . . . Negli occhi d' està Som. xxvi. i.
che io U sua cera GuardandOf vidi Som. xkIx. 8.
^•«Alr bene, s" io son consumato Som- xli. 12.
£ fii tigente sì,^M<n/a da lui . Som. lìv. 5.
^^•^ . Da spino punto a quel si volge e ^«anici S. P. xxxi, 86.
^ suol quanto più guardo più mi spiace S. P. xxxvti. 15.
*- eie mi guardi dagli occulti lacci S. /*. 1. 9. '
t non voler guardart a mìa ingiustizia S. P.\. 48.
^r»or, fa che Sion sia ben guardato S. /*. I. 67.
^ V^nh^ guarda ali* umile parlare De' ..... .... S. P. ci. 67.
■ *-.
F -k;
si mostra in non guardart nella parte dove sì va . . . . C. i. 8. 106.
^guarda lo dono a quella parte C i. 8. 107.
^^ Itole . . . guardi quella quando solo C i. io. 94.
^** 'Tiolc vedere . . . guardi che opere ne fanno C. i. k i. 90.
^«c Aon è da guardart negli occhi di C ii. 8. 69.
oq occhio V altro occhio non ^mò guardart C iì. la 41.
^* gii occhi suoi e li miei si guardarti C. ìi. io. 51.
* Povttuuo belle vedere, per chi hcuc guarda C ìì. la. 69.
^ u Luna si guarda bene^ due cose si veggono C. ìi. 14. 69.
** "ene wà guardano . . . questi tre numeri C ìì. 15, 94.
** ^«lute, per la quale si fa beato chi vi guarda C. ìi. 16. 36,
*^dk si ^mm^ chi discende e chi sale . . C iì. 16. 76.
^** tkattA dì guardart pur quello eh' è C iiì. i. 79.
^'**^« chi guarda col viso per una retta linea C iii. 3. X09.
^^■^'It» in grande loda di costei, se bene si guarda C iii. 4. 05.
^^'•'«fawrfo co6tei| la gente si contenta C ìiL 8. 43.
^7^ ^■ffic^lc in esso ^dn/arv non può ......... C iii. 8. 133.
^^» che qual donna sente . . . biasimare, guardi in C, iii. 8. 304.
*^^««6 s quello che dentro da lui troverà C. iii. 14. 103.
''^Q ntì guardart in questi occhi e in questo riso C iii. 15. aa.
«^*>V.
. che I' intelletto nostro guardar non può C. iii. 15. 6a.
I^^^ ^be, a fuggire questo, si guardi in costei .
^* guardart a ciò, die ... si promette C
C. iii. 15, 146.
ìv. a. xai.
bellezza del primo suo guardart C iv. a. i6a.
guarda lui nella sua prima voce C ìv. 6, ai.
itt chi a lato vi siede per consiglio C ìv. 6. 184.
r uomo da quesu . . . viltà si guardi ........ C iv. 7. 93.
p» attcsto fallo si ^Mifd!ò quello Maestro C iv. 8. 140.
^j^^l^'^^loiio . . . «e ben ai ^wifirfd C. iv, la. 40.
lJ^*^i«iiiM inirhr r iinn r 1' nlrri il j^iinirfr' rnmr C iv. 14. 97.
^^^•**4tt!rtT da' falsi profeti C iv. 16. no.
GUARDARE
guardare. E non voler guanian al mio fallire S. P, rttix ■
se tu j7<an/i alle peccata S, P. cxxix,^
Daile . . . noi alme ... Ci guardi e campi lo Spirito Santo . , . P. F. 65.
Accìdia, eh' ogni ben nemica. gMorda P. P, 193.
Divino Padre . . . Ancor ci guarda dalla tentazione P. P. 2^4.
Pregtiiamti . , . Cliè tu ci gttardi da dolore P. P, »30.
il qual io preco Che ci guardi dal mal P. P* 345.
guarì. Che posaan guari %\e.T senza finita Cuti*, ix. 69^.
guarire. Vegno a vedervi, credendo ^uan'rv .,..«. K. AT. 16. 34 {Som. ix-
gtiastare. Guastando ciò che al niondo è da lodare , . . , K A^. 8. 37 (Som. i
guatare, a qual, che allor j^Xì guati K A^. 19. 73 {Con», i*
Ma vilissimo sembra, a chi '1 ver guata C ìv. Catta, iii. 38} 'V.
Sovra la mente d' ogni uom che \aL guata Canx, ìx. 75—
guerra. Digli che il buon col buon non prende ^rrni ...... Cauz. ix. 80.
Non vi può fare il mio signor più guerra Cans. xi. 6 x ..^
io della mia guerra Non son però tomaio Ca#M. sv. &
Onde nella mia guerra ... mi sarebbe danno Cohm, xH
Credendo far ... Esser le jfMfTrt de' vapori sceme Sim. xxxvi.
S* tu li cavi, Signor, da quella guerra S, P, cL
Per liberare dall* eterna guerra S, P^ à.
guida. Ove la pose Amor, eh' era sua ^(i/'7 . . . ., Cans, xm, ^^.^
il lume . . . Che suol caliere a* raìci si do\cc guida Cans. xvii, ^t
Ma se non muti alla tua nave j(^ii(/a . Caij^ xviàÀ^ ^
guidare. Poiché ti ^/ii<i Amore Ca«w. xvìììl. 6ft
Guido. Guidoj vorrei che tu e Lapo ed io ... Soh
Messa 1' avrc' in casa Ìl conte Guido Soh, Iii.
guisa. In guisa di' 6 il Sol segno di foco Cohm, 'vl.
guardare, a loro si conviene di guardare da quelle cose . . . . C. tv. 19.
&e ben ai guarda C Ìv. aow 94.
se bene quello volemo guardare C. iv. aa. X4Ì
E ^iMinfùi' che non gli dea C iv. 04. — x^
eziandio in quello che la guarda C. iv. 9^ — 93*
si conviene ^«an^pv di retro e dinanzi C. iv. a^ — 83>
guardatore. tanto che fanno ogni guardature disioso C. iiL 6. ^^^
guardia, perocché di loro . . . prendere ^»*an/«i non si può . . . . C. iv. 1^^- ^'»
guamacca. di portare due ^«ornaccA* indosso . . C. i. 7. ^^S®*
guerra. Onde . . . discordie e guerre conviene surgere C. iv. 4- ^^
a queste ^4m . . . torre via, conviene C iv. 4.». 3'
quando per \a guerra d" Annibale . . . vollero C. iv. 5^— *'
venne . , , per soccorso neìÌA guerra che C. iv. a"^^-
gueniero. all' opera di quello savio ^w/mlrrD che combatte .... C. iii. 1-^^=7-
guglia, cosi la guglia di San Pietro sarebbe C iv. 1^^^-
guida. il cieco al cicco farà ^fi(/a C t 11 — ^
guidare, sicché . . . lume di costei nella nUa testa crik guidato . . . C iii. i "-- ^
solo da Aè guidato ... sì va là dove intende C iv. 7^ —
La quale ^ùfa quello con freno e con isproni C iv. a^
guidatore, qualunque ora lo ^ii/a/orv é cieco C. i. 11 —
guiderdonare, appare che della . . ■ furono degnamente fu/^^m/onfi/t' K .V. ^*
guiderdone di dire alquante parole ... in guiderdotte di ciò . . V. iV. ft.
Guido, sarebbe piÌJ nobile che Guido da Castello di Reggio . . . . C iv, t^ '^
siccome disse quel nobile Gh/</o Guinizclli C. iv. aO- •^''
né it nobilissimo nostro Latino Guido Montefeltrano C. ìv. aS. ^^
Guinizeili. siccome disse quel nobile Guido GuiVu^r/A' Cìv. ao.^^
guisa, cinta ed ornata alla guisa che ... ai convenia K AT, a. (7*
te
1
991 ^"^^^^^^^^^ IDDIO
piliB. Dipìnta in guiaa dì persona morta ^M^F. . Can*. xvU. x&
Per donneare a ^hìu di leggiadro Cmns. xix. sa.
Che in altra ^ùa basscrebbe i colli . . S*si. tv. io,
A guisa d* angel . . . Cosi . . . potrìa BaV. ìx. 5.
A quella ^isa donna retta face Ball. x. 19.
In guisa, che di dir mi vien dottanza K M 7. 33 (Som. 3. 16^.
A guisa delle vostre antiche suore Soh, xliìi. 1 1.
che mi (» sentir . . . martiro In guisa tal, che Sou, xlviii. 7.
guizzo. Ui tiene in cena d' ogni guiszo stanco Con», xii. 43.
bAbacrit. Niai pietatem AdAwm/ servo CaMa.xxi.ii9.
tatm. lam audivisscnt verba mca Graeci Gina., xxi. 4.
Iddio. Che parla Iddio, che di madonna intende . . . . . K /V. 19. 43 (Cofw. t, m^,.
Chò aoto Iddio air anima la dona C iv. CtiMa. iii. 1 16 ; ao. 47.
gniML onde in questa ^ui^stt da luì mi fu risposto K. iV. la. 45.
io ^iM eh' avessero verace intendimento l'.A^. 05.110.
si raccese lo . . . lagrimare in gmsa^ che . . . pareano ..... K A^ 40. fl8.
vìrniio ... a guisa di pargoli C L 4. 19.
Lo quale amorr ... a guisa di fuoco . . . s' acccae C, iii. i. 6.
partecipa . . . st guisa di sempiterna Intclligenia . . , . . . C Uì. a. 117.
montando a^ud d una vite d* un torchio C iii. 5. 149.
U divina Virtù, Aguita che discende nell' angelo C iiL 7. 91.
quasi a guisa che fa la nostra lettera C, iii. 9. 140.
che la divina virtii, u guisa d' angelo . . . diaceode C iii. 14. 87.
ob . . . bcatiuole che a guisa d' uomini pascete C iv. 5. 74.
qadla . . . che é » guisa di semente C. iv. ai. 11.
pntare. che la farò loro egus/an e patire C.i.t. 101.
fondamento aopra lo quale si sente^ cioè . . , gusta C iii. a. 100.
per la sua . . . operazione nel diletto ... del gusto . . . . C iii, 3, 8x
cui nnn/j modo se hab*nt circumfrrtuttat parta I'. iV. xa. 33.
ihu mistr! quta frtqumttr impeditus no K Af. a. 37.
il quale in Greco e chiamato honnen . . . T. iv. ai. loa.
«a rampollo, che li Greci chiamano hormin C. ìv. «a, 35.
L vkaa diritto per / nell* E . . . sicché , . , immaginan questa figura
A^E,/, O, U C. iv.6. «9, 31.
hua. A^paruù tam buttitudo wstra K. /V. a. 33,
IddtOw figliuolo del sovrano /i/i/fo C. iì. 6. la.
»e esso è da Intelletto alcuno . . , Iddio lo aa C li. 6. 150.
a* pie del 5^ ... eh' è Iddio C. ii. 8. 40.
questa Donna fu figlia d* Iddu> C ii. 13. 71.
là ,•. certcxza del suo ftuggctto, lo quale è /di/>o C. il. 15. 170.
dalla soa prima cagione, la qual è Iddto ...... . . C. iii, a. a6.
diaae bene il prete . . . Iddio à Signore .... C. iii. 4. 76.
Miai fece ciò la Natura univcrule, cit)^ Idd$a . . . . C. iil. 4. 99.
ciaacvno Intelletto . . . conosce dunque Iddio ... . , C (il. 6. 43.
pcroechè Iddto é imiver^aliasims Cagione .... . . C iii. 6. 45.
lééio ama più la persona umana ottima . • • . . . . C iii. 6. 96.
«aao Iddio . . . infonde in ctam della sua booU T. iU. & 103
•Ila . . . Virtù, che aolo è intellettuale, cioè Iddio C. iìL 7. 64.
CoÉtA/oUD Chi mosse f uHHvrso, cioè Iddéo C Iii. 6. «09.
lo Sole spirituale e tutel/tg^U, eh* é Iddto ■ . f '. iiL ta. $«.
cofi Iddio Sé prima con luce . . . allBniaa . . - f'. Ui. la. 57.
cnl Iddio cutle le cose vivifica Ut boalA . . C. lU. la. te.
Glie ac Iddio fecr gli Angeli buoni r lì rei . . C ili. la tf*^
Mm al . . . cjfte IdiA^ non »ac*tsc diiianii . . . . C. tii, la. 71.
U ii
IDDIO ^^^^^^^ 392
Iddio, che . , . Divien beato sol guardando Iddio Bali. U. 7.
Si de' sperare nell' eterno /^<A'o .?. P. cxzix. 17.
Vero Iddio e vero uomo insieme misto ....*..... P. f. 137.
Maria Piena di grazia : Iddìo £ sempre teco . P. F, a^a.
idolo. E a idoli o altri dei non siam credenti P. F, 156.
ieri. Cavalcando 1' altr' srr per un cammino K. iV. 9. 44 {Stm, v. z).
Ignoranza. Ignomnaa ed oblio Stato è con lei CanM. xL 50.
avendo innanzi agli occhi il velo Deir ignoraMma S. P. xzxi. 11.
ignudo. Saetta, che giammai la colga ^Muda Can*, xH. 8.
Ora ti veggio ignuda di tai gonne Coma, xviii. aa.
im&cìuare. K. fmimi gìyn «f
Iddloi che Iddio . . . non vede tanto gentil cosa C. iii. la. 8a.
avvegnaché Iddio Sé medesimo mirando veggia C, iti. la. 86.
che Iddio non wdt . . . cosa alcuna tanto gentile C. ìii. la. iiou
guardar non può, cioè Iddio . • . . C. iii. 15. 63.
con Lei Iddio cominciò il mondo Ciii. is 'S^*
quel consiglio che . . . pro\'vede, cioè Iddio C iv. 4. 95.
Iddio quello elesse a quello ufficio C Iv. 4. 105.
ciò che Iddio con tanta prudenza ha ordinato C iv. 5. 77.
non pose Iddio le mani C ìv. 5. 156, 160, 165, 173.
cioè la prima Bontà, eh' è Iddio C. iv. 9. 33.
peroccbò Iddio è Principio delle nostre anime C iv. la. 141.
Signore nostro Iddto, quanto è ammirabile C iv. 19. 60.
Che cosa i V uomo, che tu Iddio lo visiti C iv. 19. 65.
ciò dare non può, se non Iddio solo C iv. so. a8.
Dice . . . che Iddio solo porge questa grazia C iv. ao. 54.
che Iddio questa mette nell' anima C. iv, ao. Sa.
che quasi sarebbe uà altro Iddio incarnato C Ìv. ai. 97.
poiché la somma Deità, cioè Iddio, vede C. iv. ai. loi.
lo suo uso ... il quale è vedere Iddio C. iv. aa. 143.
perciocché questo vuole Iddio C. iv. 34. 174.
da quel buono smno che Iddio ti diede C. ìv. a7. 79.
che Iddio non vuole religioso di noi se non il cuore C iv. aS. 73.
quale uomo . . . più degno fu di significare Iddio C iv. aS. laa.
idea, chiamale Plato Idt* C, il, 5. 33.
che tutti gli uomini da una sola Idta dipendano C. iv. 15. 56.
idiota, di questi cotalì sono molti idioii fT. iv. 15. 163.
idoneo, perchè certi costumi sono idonti e laudabili C. i. t. lai.
ignobilità. credere . . . siccome . . . ìgMobilità la sfacciatezza . . . C. ìv. 19. 93.
ignoranza, non per ìgnomma C i. 3. 14.
nelle tenebre dell' rj^oran«ft mondana C. ìi. 9. lao.
salvo dalla morte della ignorarua C. ìì. 16. 37.
Igntldo. eh* è d' ogni ragione ignuda C. iv. 3. 34.
iUlcita lo illicHo ... il coltello del mio giudicio purga C. i. a. ta.
C/. inlicita
ìllitterato. che . . . alcuno iliitUmto avrebbe fatto « . . trasmutare . . Ci. io. 66.
illuminare, un lume che viene . . . ìosino alla cosa iUuminata . . . C iì. 7. 95.
l.uct^ perchè illumina noi nelle tenebre C ii. 9. XI9.
La seconda ... si è lo ìlluminart dell' uno e C iì. 14. ai.
Che ciascuno cielo illumina le cose visibiU ; e cosi ciascuna scienza
illumina le intelligibili C U. 14. 83, 34.
si ripercuote da queste Intelligenze prima illuminaft C. iii. 14. 37.
ripercossa da altra parte da quella illuminata C iv. ao. 79.
illoitrare. 1' aere dalli raggi meridiani . . . iUustraio C. ii. 16. 47.
a93 ^^^^ ^^^^^^P IMMAGINE
imbolare. Per tema non sia preso a to *mòotart So», Uv. io.
C/. involare.
Illi(m^ sminare. E poscia imaginando . . • m* «pparvcr . . K. /V. 93. 166 {Cans, ìL 39).
vidi . . . Nel vano tmrnagtnarw, ov' io entrai . . • • K AT. 23. 171 {Cans, il, 44).
L' imagt»ar (zWkc Mi condusse F. JV. a^ 193 {Cans. ìu 6$).
Che posu imsgùuir di lei alquanto ....... K yV. 33. 76 (Giwa '^iii. 36).
Quando 1' imaginar mi tien ben fiso ....... K. /V. 33. 69 {Canm. \V\, 49).
Tanto lo immaginary che non si posa, L' adorna ....... Cans, xx. 33.
£ poi mtmaffinaU S' lo son . . . ostello e chiave K. ^V. 7. sa {Som, ÌÌ. 5).
eh' era ardore Di mente immaginato per pensiero Sof%. xxxviii. 6.
immagine* cb* ella non vegna Neil* tmmagii$* mia Cana. xi. 7.
fanagtoare. V. immaginare^
linaglliatlvo. \\ccome Xa v\t\.\\ invfntixfa [intagtnahxfaX] C ìii. a. 131.
bnaginaziaoe. V, immagina rione.
imaglne. V. immagine.
ImbeciUttÀ. colli quali difende e Ic^ la sua $mtwii/ità C ir. 34. ilo.
im m'agtnare* si tosto com' io immagino la sua . . . bellezza . . . K A'. 15. 16.
quando , . . movesse la fantasia ad immaginart K iV. 16. 8.
cominciai a ... ed imaginarw in questo modo K. W. 33. 33.
£ . . . imagÌHai alcuno amico, che mi venisse a dire ... . V. !^. 33. 43.
lo imoginuva di guardare verso il cielo V, N. 03. 49.
conosciuto il falso l'ma^'narrf risposi loro • . . K W. 03. 118.
che ... in altra forma mi aveano immagmato ....••• Ci. 3. 39.
che non é la cosa immaginata nel vero stato C ì. 3. 81.
émntagtnava lei falta come una Donna gentile . C ii. 13. 40.
non la potea immaginare in atto alcuno, se non C. ìi. 13. 43.
da questo immaginare cominciai ad andare là C ii. 13. 45.
/mimaginiamo adunque ... aia una città C Ui. 5. 89.
£ qui immaginiamQ un' altra città C. ÌÌÌ. 5. 100.
Immaginiamoci ... un Cerchio in su questa palla C iii. 5. to8.
che sono in mezzo delle due cittadi itnnMgittaU C. iii. 5. 191.
sicché veramente immaginan questa figura C ìv. 6. 30.
Dalla cosa . . . vedono vera nello loro immaginart C Iv. 15. 159.
lOHBBglmtlVB. quella . . . nella immagituttiva ai suggella . . . . C ii. 10. 37.
feB(M)AglliailOOe. per la virtù che gli da\'s la mia imagutasioM^ . , V.N, a, 43.
nella mia ìm$Magìnaoiuné apparve come ......... K W. 9. 15.
ditparve questa mia immaginaatom tutta K W. 9. 37.
Bon solamente piangea nella imagÌHa»ic>H€ ^. A^. 33, 47.
tn questa imagxnationé mi giunse tanta umiltade V. N. a^. 69.
al forte era la mìa imaginatirmt, che K. iV, 33. 80.
dico com* io disti loro questa mia imaginaMiom K. TV. 33. «38.
dico per ordine quesu imagin^Miotu V. N. v^. 230.
Appresso questa mia xaxm iim^gmaaiomr, avvenne f^, /V. 34. a.
dico che mi giunse una imagina9Ìon« d' Amore K. jV, 04. dw
ai mostrerà dopo l' imaginoMione del suo fedele K. iV. 34. 3X
si levò un di . . . una forte immagtnamoHt io me V* N, 40. 3.
ove pure alcuna imrnagìnagitTn* dì . . . avere sì puotc C iv. 35. 75.
Im m.JiglDe. Kd av\ egna che la sua immagtm . . . fosse baldanza K iV. a. 53.
per vedere quelU ima^'N# benedetta K. /V. 41. 3.
che la immagtitr ... ò più ampia Ci. 3.79.
la memoria dell' tmmagtMé del dono •«........•Ci.0. 91.
fu contento a dispotarvi a quella immtigìm C. ii. a. ai.
adoravano le loro immagini C li. 5. 38.
iàccome la immagina delle corpora ... ti rappresenta . . . , C iii ?■ 11&
IMMAGINE ^^^^^^H 394
immagiiie. L' immagm* di questa donna siede Con», xiii. 43.
In tener forte immagiìu dì pietra Cima xv. 13.
Che quel . . . Per l' immagitu sua ne tlen più cari Cùhz. xvi. aó.
So^Ta 1b morta immagina avvenente ........ K. iV. 8. 31 {Sfm, iii. 11).
IzumobUe. Tu nondimeno immobile starai S, P. à. 104.
impedimento. Sìcchò fortunsf od . . . Non d potesse dare imfietitmunto Sott. xxxii. 6.
immagine, la immagipu corporale . . . non è vera ....*., C iii. 7. lao,
cosi la immagÌHi della ragione . . . non è vera ........ C iii. 7. laa.
per che nel vetro piombato la immagine appare C iii. ^ Sa.
II quale mezzo . . . trasmuta la immagine della stella C. iti. 9. 134.
perchè la immagine loro venga dentro pili liex'cmente C. iii. 9. 144.
composto ... a figurare immagine di legame C iv. 6. 37.
\*olendo il suo ufficio figurare con una inttMagine C iv. 9. ioa.
Facciamo 1' uomo ad immagine . . . nostra C. iv. io. 143,
vergiamo la imtnagint di nobiltà o di C iv. 14. 8x.
compose in immagine delìi Dei C. iv. 15. 83.
essere quasi ad immagine & arco assimiglianti C ìv. 23. 60.
dico, eh' ella procede ad immagine dì questo Arco C^ iv. 93. 63.
Immantixiente. Ed immantinente cominciai a pensare K ^. 3. 59.
Ed immantinente pensai di fare . . . schermo K TV, 5. 33.
Immediatamente, sì che tu non parli a lei immediatamente .... V, N. la. 66.
è amico a me irMwrrfifl/amrw/r dopo il primo K /V. 33. 3,
immediatamtnt* intendo ciò mostrare C iv. 8. 153.
immediato, perciocché la mia donna fu immtdiata cagione . . . . K AT. 7. 14.
del Capitolo dinanzi a questo imtnediato C t 7. 105.
che il cielo del Sole fosse immetù'ato con quello C ii. 3. a6.
quello nono cìelo, eh* è immediato a quello C. ii. 4. 33.
informato da informatore immediato C. ii. 9. zìi.
Immlstirablle. che 'I punto ... è immisurabile C. iL 14. 317.
immobile, pongono esso essere immobil* C. ii, 4. 17.
la rcvoluzione . . . intorno ad un suo immobilf C ii. 14. 14.
Immortale, se in noi alcuna parte immoria/e tton fosse . . . . . C ii. 9. 104.
immortale convegna essere lo revelante C iL 9. 106.
dal mortale allo immoriaU nulla sia proporzione C ti. 9. 213.
mcntrcchò '1 nostro immortale ... è mischiato C. ii. 9. ia6.
per mistura del mortale coli' immortale C ti. 9. 130.
loamortalltà. della immortalità dell' anima è qui toccato . . . • . C. ii. 9. 49.
continua spcrienza della nostra immortalità C ii. 9. ioa.
perché . . . andiamo alla felicità di quella immortalità C ii. 9. iiB.
Quelli . . . che la nostra immortalità ve<Ìe e misura C ii. 9. 133.
impedimento. Dentro daiP uomo possono essere due . . . impedimenti C, i. i. 17.
senza rm/«c/fm4vrto andiamo alla felicità C. iì. 9. ito.
difetti . . . che sarcbbono intf>edimento di felicità C. iv. 4* 15.
Una pianura è . . . con tutti quasi impedimenti C. ìv. 7. 59.
impedire, cominciò il mio spirito ... ad essere impedito nclk . . . K ^. 4. 3.
acciocché io non sia impedito da viltà .......... K. ^. 19. 105.
e innumerabìli quasi sono gì* impediti C i. t. 49.
ad una mensa cogli altri slmili impediti s' assetti , C i. 1. 96.
pensieri contrari che Io impediscono C ii. a. a6.
comentc quello che impediva ... a dare . C ii. a. 37.
secondocbè é libera o impedita C iii. a. 93.
secondochò la conoKcnza ... è chiara o impedita C iii. a. 66.
quando impedita da essa non è C. iii. 4. 73.
Certi sono che . . . quella non impediscono C iii. 7. 37.
995 ^^^^ IMPERFEZIONE
imperare Tale imptrò^ che Gentilezza vt>1se [. . . Che fosse] C iv. C^nm. x\\. at ; a. 9.
Imperfetto. Che aieno vili appare ed imptfftttr .... C. iv. Cams. iii. 56; 11. la.
impedire, che ... da un* altra £ imptthta C. iii. -3. sa.
cosi s' imf>*€lÌ3tr la rdiciti , , , C. iv. ^. 30.
quando per . , . ifnpniito ron è nella sua operazione . . • . . C. iv. 15. X13.
se la materia . , . non impedissi la regola , . C. iv. 33. 67,
Impedìtas. ifMia/rrqurH/rrtmpedifus ero drinceps f, TV. a. 37.
imperadore. cioè dallo /m/^rrorfonr dell' universo C ii. 6. tz.
nella morte d' Augusto imprradon . . . C. ii. 14. 175.
la . . . figlia dello Imperadort dell' univeno C. ii. 16. loi.
pei^ disse bene il prete allo itnpemdon C iii. 4. 75.
Della sposa dell' ym/>rm</o7v del Ciclo C iii. la. 116.
la dcfiDÌEÌone dell* opinione dello Imperudon C. iv, 3. 311.
Federigo di Soave, ultimo Imperadort de* Romani C iv. 3. 39.
chi s questo ufficio é posto, è chìsmato tmperodort C. iv. 4. 74.
cioè al tempo del predetto suo Imperadort . C iv. 5, 86.
o in approvando 1' opinione dello imperudon • C. ìv. 9. 3.
qacsto Ufficiale . . . cioè lo Imperadort C. iv. 9. 91.
Sicché quasi dire si può dello Imperadort C ìv. 9. tol.
di queste in tutto siamo allo imperadort soggetti C iv. 9. 154.
In quanto egli é Imperadort C iv. 9. 166.
ds credere nò da consentire a Nerone ifnptradovt C. iv, 9. 169.
che I* opinione dello imperadort . . . toccò C iv. io. 8.
non solamente 1* opinione dello imperadort C iv. io. 06.
ai dice 1* impermdort essere stato erroneo C. iv. 10. 31.
Poi dico . . . non dicendo Impemdort , . , . . C. ìv. io. 44.
che messere lo imperadort . . . non errò pur C. iv. io. 561
Imperodrice. la volontìi di questa eternale Imperadriet C iii. tj. 188.
le quali mostrano quella citU essere intptradrict . . . -, . , . C iv. 4. 139.
Impermre, Tate imperò, cioè tale usò 1* ufficio imperiale C iv. 3. 37.
IniperclÒL impervio celestiale anima discese in noi C Ìv. ai. 89.
imperfettamente, se P anima è imprrfittamente posta C. Iv. so. 61.
taperfcttJMtmOw che '1 perfettissimo animale . . . (o%ac imperfettiMimo C. u. 9. 91.
la loro condizione essere imperfettissima . C, iv. 1 1, 95.
chi di queste imperfettissime cose dà C ìv. li. 116.
Imperfetto, sì discorda lo imperfetto giudicie C 1. 4. 39.
r altro non cosi, ma falla imperfetta C iii. 3. 74.
perfetta o imperfetta^ nome di perfezione non perde C ÌÌI. 13. loa.
quAmo im/Vr/r//a, unto vile C iv. 11, 18.
■e le diviiic sono imperfette C iv. 1 1. 19.
eh' elle sictio imperfette . . . prova il testo , , . . C Ìv. 1 1. 90.
non par vero dire che sìcno imperfette •■•• Clìv. 11» 41*
una cosa . . . essere perfetta ed imperfetta C. Iv. 1 1, 49,
per questo modo le ricchezze . . . sono imperfette C iv. u. aS.
Oh come t nunifcslo . , , quelle . , . essere . . . imperfette . . . C. iv. iia. 107.
dire . , . che se ... le ricchezze sono imperfetit . . . che per questa
rafioae sia impesta la scierua C !▼. 19. 116, 117.
perchè la sua conoscenza prima è imperfetta . C. Iv. leu 158.
che , , . ta scien» non è da dire imperfetta C. iv. 13. 46.
il perfetto collo imperfetto non ai può congiugnere C iv. 13, 151,
legno di Nobiltà è nelli . . . itnpeffetti A' ctadc . . C. iv. 19^ 95.
M una pietra mantariu è . . . imperfetta ... C. iv. ao. 65.
b noetn Beatitudìoe . . , trovare polemo imperfetta C iv. «a. 803.
desidererebbe la sua impefftmomt C ili. 15. 85.
IMPERFEZIONE ~^^^^^^B 396
imperiale. Che fa degno di manto Imperiai coìui Cans. xix. 14.
imp&'O. SimilemcDte fu chi tenne Imptm . . . errato C iv. CamM, iii, 45.
Imperfezione, la viltà . . . dalla imptffmone di quella ai prende . . C. ir. 1 1. 14,
In che ... la loro impttftaiome è manifesta C. iv. xi. 34,
Puotcsì ... la loro impefftaioHt . . . vedere C. iv. iz. 39.
per questo modo sono piene d* impérfemotte C. ìt. 11. 47.
Dico che la loro itnperfexiont ... si può notare C. iv. 11. 51.
la quale iniquità è proprio effetto d' ÌH%pcrfetion* C. ìv. il. 56.
la imptrfixiont delle ricchezze ... si pub comprendere . . . . C ìv. la. z.
ma ... la imperftsiont si nasconde C. iv. la. 14.
sicché ... si conosce la imptrfttion* , . < C. iv. la. 18.
a maggior tcstimoaianza di questa imptrfrjàoHt . C. ìv. za. 73.
di loro altro che imptffenont nascere non può C iv. ix 108.
non è vero che la scienza sìa vile per itnpérftàont C. iv. za. za3.
questo cotale dìlaiatt non è cagione d* imptrftmoHé Ci», 13, ai,
eh' è quasi simile alla imp^rfaiont di quello C iv. 13. 57.
che è la terza nota della loro impftfeaioHt C iv. 13. 91.
imperiale. TaU imp^rò^ cioè tale usò V ufficio intperiaU C ìv. 3. 37.
r eccellentissima autorità della Imprriah Maestà C. iv. 3. 66^
della /m^ma/r Autorità sapere non si può C iv. 3. 7Z.
Lo fondamento radicale della ImpniaU Maestà ... è C iv. 4. t.
ai manifesta la Jmptrialé Maestà e Autorità essere C ìv. 4. 79.
di ragionare dell' altezza della Imperiai* Autorità C ìv. 6. 3.
ragionato della Imperiale^ procedere ... si conviene C iv. 6. 5.
sopra lo ragionamento della /Mi/i/nfli!rautoritade C.iv. 6, 11.
non repugna alla Auforifà Itnperiait C iv. 6. 158.
Congìungasi \a filosofica Autorità colla imperiali C iv. 6. 167.
quanto è da rcvcrire 1' Autorità Imperiali , C iv. 7. a.
oè contro all' Imperiali Maestà ... si ragiona C iv. 8. 31.
presumere contro alla Maestà tm^<rta/<' C. iv. 8. 41.
come ... io non sia . . . alla Imperiali Maestà soggetto . . C. iv. 8. 151.
quello che dello imperiale ufficio ... è ragionato C. iv. 9. 5.
a perfezione ... la imperiai* autorità fuc trovata C. iv. 9. 8.
tanto la Maestà Imperiati ha giurisdizione C iv. 9. 13.
ciascuna arte e ufficio . . . dallo imperiaU è . . . Umitato . . . . C iv. 9. x6.
Queste cose . . . veder si possono ncU' arte imperiali C iv. 9. 150.
avere alcuna parentela coli' arte imperiali C. iv. 9. 161.
chi crede che la sentenza imperiali sia C ìv. 9. 163.
nullo imperiali giudizio è da consentire C ìv. 9. 165.
dìfinire^m/i/caM non è dcU' arte f'm/Wn'oir C. iv. 9. 174.
detenninare essere fuori d' imperiale ufficio C. iv. zo. 47,
Imperio, non forse senza divino imperio C. iì. 13. 33.
questo ufficio é . . . Imperio chiamato C iv. 4. 70.
tuttoché al mondo ufficio d' Imperio sì rìchiegga ........ C iv. 4. 84.
a loro ho dato imperio senza 6ne C iv. 4. 1 19.
ragione ... è stata princìpio del Romano Imperio C. ìv. 4. ia6.
è manifesta U . . . elezione del Romano Imperio , C ìv. 5. 53.
procedette la . . . Prov^-idcnza nello Romano Imperio C. iv. 5. 154.
non parlo contro alla reverenza dello Imperio C ìv. 8. 87.
irreverente alla maestà dello Imperio - . . . . C iv. 8. 98.
se io niego la reverenza dello Imperio C. iv. 8. 1 19.
io, che . . . allo Imperio reverenza avere non debbo C. iv. 8. 133.
cosi questo Imperio da Dio a certi termini è finito C ìv. 9, 17.
volendo a cotale imperio essere obbediente C iv. aa. 6.
397
IMPOSSIBILE
Imptrd. £ sanami, im^fn} eh' io non ho osso S.P. vi.it.
Ed imperò ... Ti pregheranno , . , tutti i santi S, P, xx%\. ^o.
Ed imfwTÒf voi uomini bcatj . . S. P. xxxi. 79-
EJ tmfierò son certo, cbe il furore ... ho meriuto S. /*. 3cxxvìi. 67.
ImpetlBxe (i). La quale ognora im/»iV//Ti Mag^or durezza e . . . . Canic xfì. 3.
tal grazia m' impittra II gran diletto Stsi. ìii. a6.
C\\t lo cor mio per lei »uo bene impittra , . Srst, ìv. 9.
<:hù mai no impetra Merco Som, zaxi. 7.
impetrare (a). Sua luce mi 6er iL che il cor m* impteira Sési, iiL 9.
Importare, che Nobilute . . . Importa sempre ben del suo subietto.
Come viltatc importa sempre male .*,*.... C iv, Ciufa, iti. 90, 91.
imperio, di porre mano aJ coronamento dell* Imperio C iv. 09. aa.
Impero. qucUo cbe tenne Impero C. iv. 10, 44, 45-
Imperoccbè. ...» C iiì. 14. 67 ; 15. 85 ; iv. a. 43 ; 07. 144.
hnprttt r uomo, che . . . regge sé . . . contro all' impeto della natura C iji. B, 195.
li . . . per lo impeto del vento rompete C. iv. a8. $7-
fanpingere. cia&cuna coho^ da provvidenza di . . . impintUj è . . . . C. ì. i. 6,
imporre^ ciò che '1 mio signore m* avca imposto . . • . . . . . K M la. 78,
le parolCf che Amore m* avca tmposte K W. 13. 3.
salvo che . . . imposto V era nome Prihavkra . . . . . . . . K. W. 04. as.
Pòi ... l'm^w a lei ... cW cAù mi C. ii. 11. 85.
Poi quando dico . . . impongo alla Canzone come C iiL io. 43.
E tmpoHff^ a costei anche che domandi • C ìii. io. 71.
importare, ciò importa il testo presente C iv. iS. 4.
cbe r una e 1* alUa importa loda di colui C ìv. 18. 04.
Impofitore; chà io mossi lo impositore del nome a K ^, 34. 30.
imposaibile. si dolce . . . che tmpoést'btU mi pare, che ... aia . . . K TV. 13. 17.
qocato dubbio è impo$8ÌbiÌe a solvere a chi K. TV. 14. 105.
pcrooch' è imipìnmbik conoocere gli amici . . . onde . . . imponìbile
è a lui conoscere li suoi amicL Ancora ... e impoatibik
conoscere gli uomini Ci.6.59, 631 65,
Le quali tre cose era impossibile avere lo Latino comcnto ; e perà
era impotsibiìe essere obbediente. Che allo Latino (osse stato
ite^to^iibite ... si manifcsu C L 7* io, iSi 13.
perocché ... è imposabile dolcemente obbedire, imponibile è ... la
obbedienu . . . e»er dolce C i. 7. 04 (6u).
impumlMU è sua ragione essere dolce C. L 7. 30.
dare a molti, è impossibile senza dare a uno ........ C i. 8. 18.
impossibile è a loro discrezione avere C i. xi. 53.
sarebbe imposiibile . . . intendere agli altri C. ÌL i. 69.
É impossibile^ perocché ìd ciascuna cosa ... £ impossibile ventre al
dentro C ìL 1. 71, 73.
Onde . . . impotstbA à venire all' altre . . . senza C ìL t. 76.
Aaron è imposaibJe, perocché in cUscuna co«a C iù 1. 79, 95.
perocché ... in ciascuna cosa ... * itmpoésibtU procedere . . , C iL i. Bi, 95.
Sfeeomc impossibile é la forma dell* oro venire CÌL1.B3.
Onde . . . impossìbile é prima venire alla conoeccoza C iL t. 91.
Onde . . . tmpoe^biU è all' altre venire pnma che a quella . . . C. ti. I. toa.
cfa* era imiposmbils . C IL 5. (9.
c«il Mffuhcrebbe ... (eh' è imposmbik) .... r. iL 9. 91.
qntMo é anche impoMte C IL 9. 100.
e 0 eercbio ... è impouihtU a quadmre ... e però é tmpos^Atle
m misurare appunto C (L 14. aiS, «19,
dté Mare ascoso é impossibile ... . , . . C iii* i- ***
IMPOSSIBILE ^m^^^^ 298
irapresa. se a voi ccnvene . . . mai fare $mfirrsa Canm. xvi. tt.
impromettere. E vc^o Amor, che m' impromett*, pena . ... Sem. L iz.
imputare. Ai quali Dìo e gli angeli del ciclo Alcun peccato non
imputeranno S. P. xxxl. 9,
In. Namquc lorutus suni ih lingua trina Otnt, xxi. 41.
IncantBiDento. vorrei che . . . Fossicno presi per incaHtamenio , , . San. xxxiì. a.
incantatore. Con noi ponesse il buono incantatart Son. xxxìì. zi.
incarnare, e '1 Padre ed esso é uno Con lo Spirito santo ; e a' è
incantato P. F. 30.
Incendere. C ha faUo il Toco, ov* ella trista ! imtmJ* CttnB, xi. 35.
E certo la sua doglia più m' incmde Cana. xvt. ao.
Incerta che della . . . L* incrrio ... m' hai manifestato 5. /*. L 04.
Impossibile, quelli ... di questa innamorare è imposs^iU . . . . C ili. 13. 41.
in contrario di sé medesimo, che impossibiU è C. iij. 15. Si.
r avrebbe fatto indamo, eh' £ anche impossibiìt C ìiì. 15. Sa.
andando dietro al numero impossiòi/e a giugnere ....... C. ìii. 15. 90.
quello . . . impossibik è del tutto esser falso C iv. 3. 64 ; 8. 43,
/mySosa'friZr sarebbe ciò Civ. ix. 101.
perocch' è impossibiU . . . venire C iv. 14. 37.
Il terso sì è . . . eh' è del tutto impossUnU C. iv. 14. X13.
questo 6 massimamente irH^a$5i%i7/ C iv. 14. 130.
ambedue avrebbero . . . eh' è impossìbiU C. iv. 18. aa.
impossibiU è essere savio chi non è buono C iv. 37. 47.
le quali virtù . , . avere perfette ... è impossibile ...... C iv. 37. 117.
ImpoGsibiiltà. seguiterebbe una impossibitttà C. il. 9. 73.
Imprendere, parcami avere impresa troppo alta materia . . . . . K iV, 16. 65.
Allo intendimento . . . bene imprendere, conviene C. U. a. 50.
/m/>rr5i dunque a lodare questa Donna C. iii. 1. 95.
Nel principio della impresa sposÌ2Ìone C iv. a. i.
se . . . Scipione . . . non avesse impresa V andata C iv. 5, 170.
del secondo verso della Canzone impresa C iv. 7. 153.
impresa, come è grande la mia impresa C ìv. 7. 97.
per la elezione della non licita f'm/rvja C iv. li. io3.
che ta tua impresa e grande C iv. 30. 34.
impromettere, ragiona ... ■'m/rom/Z/rru/omi* che C. il. 6. 85.
ImproporzionaUssimo, e però remotissima, e impmporaonalissima alia, C, iii. 7. 6a.
Improporzìonalmente. da esso è imprvporKonaìmente soperchiato . C. ii. 5. 104.
improporaionaintente . . . vince e soperchia C iii. 14. 68.
Impugnare, quando questa battaglia d' Amore m' impugnava così . . K !^, 16, 15.
impulsione, dove 1* arte fa suo strumento della intpulsione . . . . C iv. 9. 117.
impuritade. la terza è la umana impuritadé C i. 4. 14.
la Urna si ò la umana impuritade CL4. 6a.
per impuritade ... la presenza rìstrigne Ìl bene C L 4. 90.
Imputare, che . . . alla mia facultate imputino ogni difetto . . . . C i. r. 138.
che suole ... al piagato molte volte essere imputata C i. 3. 33.
a quella si dee imputare C. ìì. 14. 253.
Inanimato, si movea come cosa grave inanimata K. iV. xi. 35.
che . . , hanno parlato alle cose inanimate K W. 35. 63.
parla la cosa animata alla cosa inanimafa K M 35. 86.
quando alle cose inanimate si parìa C iii. 9. 18.
Incarcerare, mentre che 1' anima è _ . . incarcerafa per gli organi . . C. ii. 3. 130.
incarnare, che quasi sarebbe un altro Iddio incarnato C iv. ai. 97.
incendere. Muzio la sua mano propria incendere C iv. 5, 116.
Incendio, siccome lo rouhiplicato incetidio . . . vuole C iii. x. so.
«99
INCONVENIENTE
Inchinare. Gti orecchi tuoi ne inchina allo mio afTetto 5. P. ci. 6.
Inchiostro. Che sono scrìtti in questo poco inchiostro P. F. ao6.
incominciare. Quand* egli inconùnciaro La morte mìa ...... Catt*. xiii, la.
incontrare, quando gì' incontra Che ... gli convien mostrare . . • C^ns. xix. 130.
Ciò che m' incontra^ nella mente more K iV, 15. 38 i^Son. viii. j).
a* ella incontra uom che 1' adocchi Som. xxx\. 5.
Inoontimstablle. Morte . . . Giudizio incontrastabiU, gravoso . K W. a. 47 {Sem, iv. 3),
incontro. Incontro a sé s' adira Gino. ai. a^.
K N. 40. 8.
K. M 40. IO.
inchiudcrc. conciossiachò uno in molti sia inekiu90 C i. 8. 19.
nella cui sentenza gli altri sono inchinsi C ii. i. 68.
nel quale tutto il mondo s' inchintU C ii. 4. 36.
incidentemente, degli altri sensi toccherò ina'dmttmmit C ii. i. 195.
inadinUmen^ paia aentìre altrimenti C it 5. 14.
par che ne tocchi . . . Tito Livio . . . inatUnifnunié C. iiì. il. 30.
incidtnttmmtr è da toccare C ìv. 5. 55.
iodpit InnfHt Vita Nova K. iV. x. 4.
inclinabile, che ciascuna cosa . . . è indinahiU alla sua perfezione . . C L z. &
incolpare, accusano e incoipano la materia C i. it. 66.
Inccmùnciare. m' incominciarono . . . pensamenti a combattere e a . V. N. 13. 3.
RI parve sentire un . . . tremore incontindart • K ^. 14. 06.
Allora iMrofMiMniai' a piangere K Al 33. 45.
Allora incominciai a pensare di lei
lo mio core incominciò dolorosamente a pentirsi
La seconda parte incomincia : IntelligrnMt . V, N, 43. 40^
nella prìma parte, che incontinaa: Tn CLiì.11. 10.
iDComprcilsibUe. che la sua velocità è quasi incomftrmmink . . . . C. ii. 4. 97.
Oh . . . incomfirmsibiU Sapienza di Dio C W. 5. 70,
come sono incontprtnsibiU \ tuoi giudicìi . . C vr. ai. 57.
Incontanente, io mcn sarci nascoso incontanmtt clic V, N, aa. 38.
inamtantnU sono invidi C t 4. 50.
dico la final cagione incontanente ........... C iì. 8. 43.
aicchè incontanmt* . . . disvia . . C ili. 8. 133.
cosi r anima nostra, inamtanenig che . . . entra . . . . C iv. xa. 153.
incontanéftft che io «o questi C iv. 13. la^
•WvN/'iurM/Sr seguita a confondere C. iv. 15, 3.
rende inronlanentt ragione, dicendo . C iv. ao. 34,
La quale rncontanfntr produtta, riceve C iv. ai. 40.
qacsto seme , . . incrmtnnrntt germoglia C Ìv. 33. 19.
lo rimuove tncontantntf dall' altrui reo consiglio C W. 34. 144.
inoootrare. che non gti incontra senza malìziau coscienza . . . C t a. $3.
La ragione per che ciò imontrm C i. 3. 44.
Far che imeontra che molte volte gridano . C. L 1 1. 33.
ombra d* oscurità, la quale incontra per mistura C. ii. 9. 109.
mftrvmtmra incontra eh* tu vadi C ii. la. 53.
mamtrm In esso alcuna disgregazione di spìrito C iil. 9. 137.
non inamtra «6 nel)* altre Intelligence C, iil. 13. 55.
itteomtn che le paaaioai . . . eotrano C tv. 1. 10.
qgoBto imcomtrm perchè . • . trova C iv. la. 167.
incontra che ... si produce C iv. at, 66.
incontro. Gentili, le cui sentenze aocbc sono incontro •...., Clv. 1^ gou
•Keomc a colui ... gli si fanno incontro ì cittadini . . . coii alta . . .
li fanno tmontro . . . quelli cltudini C ìv. aS. 36, 38»
ch^ non 6 imtonvmMntt una cosa . . . EMfR) . . . . C. Iv. 1 1. 48.
qiunn) gnndàiimi imomvtmitnti C. iv. 14. 56.
INCONVENIENTE 3OO
Incorare. lussuria . . . Che «Ilo mal far ognuno spesso inntora . . , P. K X47.
incoronare. La qual di pregio e d* onor s' itiforoHa Som. xIv. 4.
increaccre. SI che ne incrtsctrebb* a chi '1 vedcise ... V. N, 33. 99 {Cam, iti. 59U
Tanto par cbe gì' incrtsra CtmA, x. 1 15.
a cui ÌHcrtsca del mio male Catts. xì. 68.
E* m* iticresee di me sì malamente Catu. xiii. 1.
Ora ne tMctrstr a quei che questo mosse Cans, xiìi. 70.
Morte, adunque di tanto mal t* incresta Canz. xviì. 46.
Però, virtù . . . Jncrtscati di me Stst. ii. 51
Ma più m' ittcnsce^ ahi lasso I che sì vede Sem. xxxv. 13.
increspare, ne* . . . capelli, Ch* Amor . . . mcrrspa e dora .... Cant. xìi. 64.
incurvare. Mìsero fatto sono ed incurvaio S. P, xxxWL 19.
ind^nare. e cosi il cor ne indtgna P. F. Bt.
llMlrgno. Far te roedcsmo d' intelletto wéfgtto S, P. xxxL 66.
indugio. Se dir voleste ... Di dare tMéngio a quel eh* Ìo .... Cans. xvi. aS.
inconveniente, eh' è massimo incotrvntienU C iv. 14. 6t.
in nulla cosa . . . fare ... eh' è molto inconvenientt .... . C. iv. 14. 79.
che più infom«9TÌir»/< essere non potrebbe C iv. 14. 133.
che dclli due ineoHVtnienti, X uno seguire conviene C iv. 15. 14.
incorporeo, o corporeo o ituorpono che sia ... E dico . . . incorporo C, ti. 9. 107, fo8.
incorruttìbile, significa le cose incormtHM* C, ii. 15. 105.
increscere. coloro, a cui non incrtsot d' aspettare C. iv. a. 8a.
indamo. Io mio parlare sarebbe indarno^ ovvero dì soperchio . . . K iV. 14. no.
ma sanano ÌM«lan$Of perchè è manifesto K W. 38. 33.
cotal vivanda, qua! io intendo indarno essere ministrata . . . . C i. i. 65.
che r altre sarcbbono stale etemalmente indarno C ii. 5. x8.
e *1 movimento degli altri sarebbe indarno C ii. 15. 157.
ÌN<^r7io sarcbbono scritte e per antico trovate C. ii. 15. 161.
la Natura 1* avrebbe fatto indamo . . . C. iìi. 15. Sa.
L' a>Tcbbe anche 'la Natura fatto md^rHO* C. ìii. 15. 91.
indebitamente, quando le parti sono indtlntamente disposte . . . . C. ì. i. ao.
indefensibUniente. ciascuno quasi indr/rnsiòi/mmte K iV. 13. 6.
indi, si che da indi innanzi non poterono mirare persona K. W. 40. 36.
indicativo, verbo, dico, indimtivo del tempo presente C. iv. 95. 135.
indietro, andare indixtro e non innanzi C. ì. 7. 18.
dare i$idittro il volto C ìL a. 38.
indiffinito. mi volgo a parlare a indiffinita persona I^. A^. 8. 71.
dico, parlando a indiffinita persona V. N, 33. 313.
indirettamente, suole lo rettorìco i»dirrtta*f tenie parlare C ii. za. 39.
indirizzare, è più laudabile V uomo^ che indirusa si C. iii. 8. 184.
indiscreto. Puolesì . . . vedere . . . nello indiscreto loro awenimmto . C iv. 1 1. 33.
nel loro indiscreto avvenimento si può comprendere C iv. xa. 3.
indiscrezione, si può notare nella indiscremone del loro awniimtnto C. iv. 11. 53.
indistintamente, sé stesso ama, avvegnaché indistintameni* . . . C ìv, aa. 65.
individuare, essa umana forma, esemplata e individuata C ìii. 6. 58.
Individuo, della materia, la qual 6 individua C. iii. 6. 60.
indivisibilità, che '1 punto per la sua indtvisibiiità à immisurabile . . C. ii. 14. 317.
indizione, in quello anno di nostra indiciont V. N, 30. 8.
indosso, di portare due guamacche indotto C. i. 7. 38.
tnducere. y. indurre.
indurare, acciocché questo tallo ... iWMn C. iv. 31. 130.
indurre, ìnducere. è tanto a dire, quanto inducerc Amore in potenza . K N. ai. 37.
che . . . dubbio non potessero indtictrt le rimate parole . . , , V, N, 40. 43.
e per sé medesima quello induce C i. 3. 3.
301 ^^^^^^ INFERMITADE
luducre; in parte, ov' a tri gli occhi indnca .... ^^^^BF ■ ■ ^<'^'- x*Ì> *fl>
Già non s' iWmct ad ira per parole Ccms. xix. lai.
infamare. Acciò che . . . Non possan in/amarmi S. P. xxxvii. 6a.
infelice. Difendimi dai spiriti ìm/iÌìcì S. P* XKxi. 54.
indunv. inducere, intende iM</wrrrr gli uomini a scienza . . . - C i. 9. 51.
nella quale s* iWMroMo ... certe Intelligenze C. ii. a. 61.
■cciocchè . . . induca Io fattore a . . . misericordia ... . . . C ii. 7. 38.
ragiona . , . per meglio mduttrmi . C ìi. 8. 85.
non potca questo , . . pensiero . . . ittéttctre la mìa mente . . C ìi. 8. 94
le . . . persone che in essa s' tndticono a parlare C. ii. la. 30.
la /rran similitudine ai i lo iWifarrr perfezione C ii. 14. 05.
da quelle cose che a vergogna gli inducono C iv. 19. 87.
che là ... sì puotc inductrr del suo processo C iv. aa. T94.
Industria, per sua industria ... si va U dove intende , . . . . . C. ìv, 7. 65.
tndtlttrice. 1' una delle quali t indutirict di necessitA C i. i. 39.
indtUElaQe. Della qnale indumotté . . . concordano che . . . sono
cagione , C ii. 14. 37.
Cosi ddla indumonf ... le scienze . . . sodo cagione C iù 14. 38.
dice bcUa e convenevole indumone C. ìv. 18, 49.
tndsbltere. che come intòbriato mi partii dalle genti K ^. 3. ai.
Inebriare, guardare non può, perchè quivi a* inebria V anima . . . C iiì. 8. 135.
ineChblle. per la sua imffiabiU cortesia ... mi salutò K. TV. 3. ti.
Oh dolcissimi ed f>v^6f7i' sembianti C ii. t6. 31.
si tocca la ineffahiU condizione di questo tema C iiL a. 5.
O intffahiU Sapienia che cosi ordinasti C iii. 5. 303.
Oh ineffabilt , . . Sapienza di Dio C tv. 5, 69.
perocché da wfJfUbiU Carità vengono questi doni C iv. ai. 105.
Ine&bflltà. questa è V una itujffabtlìtà di quello C. Ui. 3. 115.
qoesta è V altra %tupxbii$tà C iii. 3. las.
ragionate sono le dtu itvffattHHà dì questa materia ..,,.. C ììì. 4. a.
in&Uibile. secondo la tn/aUibiU verità ... fu K W 30. a6.
in&maFC. voce, che parca che m' infantasi* vixiosamente . . . . K A', io. it.
né ... né dopo la vita aarebbon tanto infamati ....... C ii. 1 1. 61.
rost come chi uno valente uomo infamm è C. iv. 99. 76
tnfcmla. quando . . . grande m/tiMua e perìcolo non sì può cessare C L a. 93.
■odocché . . . scusasse la perpetuale infamia del suo esilio . . . C i. a. 98.
Boreni timore d' infamia C i. a. 1 14.
Temo la infamia di tanta passione avere seguita C i. a. 117.
La quale tM/umid SI cessa . , . . . C L a. tao.
h ragione dell' infamia , ■ C i. 3. 73.
■wcalato d* infamia di parenti od* ... r. i. 4. 73.
perché più notevole sta la loro imfawna ..... Ci. 10. 109.
A perpetuale infamia , , . dellì malvagi uomini . C i. 1 1. l.
ad ìvcuaare sé dell' infamia dì quelli T. L la. B3.
dispregiava, non per infamia , . , degli erranti C iv. 1. 38.
Chi gitta via la sapienza e la dottrina, é mfdia C. iii. 15. 46.
per lo dolore dclU mìa infermità .... , . , , V. N. ^ 89.
sanato di questa infermità, proposi di dir K. /V. 83. 103.
un* altra tM/rrmitm pessima vidi sotto '1 sola C ii. 11* ^
lo quale per in/rrmifà ... sì trasmuta C. ili. 9. I9a
cooawlerò . . . per infirmi^ dell' anima . . . ..,..,. C tii io. 8.
morte è . . , per acndtnlal* mfirmità affrettata • • . . * C iv. 93. 76.
avvenne che ... mi giunse una dolorosa ù^/hm$$adt , K ^. a^ 3.
per alcuna corruzione d' infri-mitadt C Ili. 9. 134.
INFERMtTADE ^^^^^^^^^^^ 303
Infenno. Però eh* io sono debile ed infirmo 5. P. vi. 8.
Quelli, eh' eran ligari, irt/trwi' e morti » . . . . S. P. ci. 8o,
Infernale, dalla tentazione Dell' inftmat nemico, e sue ferute . . . P. F. sa$.
E dai lacci iH/tr^im'sl gli dislcghi ..,. P. F. ^^o.
ÌQ£emo. E che dirà neU' Jn/t-mo a' malnati f , iV. 19. 46 {Cans. i. 37%
E poi la terra col profondo In/tmo S. P. ci. ioa.
al profondo dell' abisso D' Inferno tenebroso ... ..../*. F. 35.
Sempre in JnftrHo speri pene e guai P. F. ^g.
infiammare. Escono spirti d' amore infiammati K M 19. 71 {Can*. i. 52}.
Che m* infiammano il cor Cans, xii. 75.
Prima che questo legno ... 5' infiammi ... Di me Sest. ì. 33.
La qual pareva un spirito ÌHfiamtmato Soh, xxix. 6.
infinito. Col numero . . . Che infinito vaneggia Cans. x. 73.
E pur per la infinita tua bontade Prego S. P. I. 4.
che sei picn ... di misericordia infinita S. P. cxxìx. ix.
E tutto ciò . . . Fece I' etema sua bontà infinita P, F. i^.
Con pianti e strida ed w»A«ift' lai P, F. 63.
infino. C iv. CanM^ iìi. 134 ; Canx. xiv. 80 ; xv. 31 ; xvi. 34 : xìx. 98.
infondere, tanto . . . Ch' infotult sempre in lei la sua virtute . . . C. iiì. Canz, ii. a8.
Che . . . Con lì bei raggi infontU Vita e virtù Can», xìx. 99.
E poi infondi lo spirilo dritto Ne' S. /*. 1. 38.
infiM'care. lo raggio lucente, che la *nfòrca Sì di traverso Cans, xv. 5.
informare. Color dì perla quasi informa K /V. 19. 66 {Can», i. 47).
Ma io son certo ed informato a pieno S. P. xxxi. 73.
infermitade. Ch£ ... Ire orribili infermitadi . . . ho vedute . . . . C iv. 15. 118.
di questa iM/WvMitedlr della mente intende C iv. 15. 174.
infermo, che lo nostro intelletto si può dire sano e infrrmo . . . . C. iv. 15. 108.
quelli intelletti che ... i'h/"^'* non sono C ìv. 15. 180.
infernale, le infernali Intclligeiue , . . sono private C iìi. 13. 16.
Infemn- quando . . . Enea sostenne ... a entrare nello Inftrno C. iv. oÓl 73.
Infimo, da qualunque . . . o dall' infimo o dal &ommo C ii. 14. 158.
per gradì quasi continui dall' infmta forma ali* altissima^ e dall*
altissima all' infima C iìL 7, 71, 73.
perchè ... da questa infima viltà si guardi , . . C. iv, 7. 93.
infinìtade. la Grammatica ; che, per la sua infinitade ...... C. ii. 14. 80.
infinito, cosi in infinito si dilata C i. 3. 71.
lì ciechi . . . che sono quasi infiniti C L 11. 37.
questa ha in sé ragione dì numero infinito C. ii. 14. 136.
perocché il numero ... è infinito C ii. 14. 159.
Fabrixio infinita quasi multitudinc d* oro rifiutare C. ìv. 5. 108.
Iddio, che solo colla infinita capacità V infinito comprende . . . C. iv. 9. 33 {bis').
infino. y. N. 43- 4; C- "• "-9': ^5- s»; »6. 17, 49; iii. 15. 193; iv. 5.85; 15.26; 16.
15 ; »8. 5 ; 33. 37, 130 ; 34, la, 13 ; 36. 54.
infinochè. infinochè riceva lo temporaneo e lo serotino C iv. a. 86.
influenza, cioè quella infiaunea, che detta è C. iv. ai. 88.
infondere, che esso Iddio . . . itt^ynde in essa della sua bontà . . . C. tìL 6. 105.
perocché . . . ogni cagione infimde nel suo effetto della bontà. . . C. iiì. 6. 115.
1* anima . . . infondi ... al corpo suo della bontà C. iìL 6. xx6.
dalla divina bontà, in noi . . . in/usa dal principio . . . nasce . . . C. ìv. aa. 33.
informare, quel eh' è mosso ovvero infijrmato da C ii. 9. 1 io.
che del suo lume tutte le altre stelle s^ informano C ii. 14. 136.
a questo deliberamento tn ragioni m' informaro C. iìi. 1. 34.
cioè informato ardore d' un gentile spìrito C. iii. 8. 149.
il qualf* nella mìa mente infortnava . . . considerazioni C. iìi. la. so.
■"•^i^l^ J^L
303 ^^^^^r INGEGNO
Infra, come un cuor puote sUre Infra duo donne Stm. xxx. 11.
infreddare. Di mezzo agosto la trovi infrtédata Som. liì. 5.
blAuiara;. Ctic nìunu in/uhi, nè aia rubalore P. F, 266.
ingannare. Che, se tu non t* ingaftni^ tu vedrai . . ... C ii, Ginff. i. 49 ; 1 1. 90.
Vedete ornai quanti son gì' ÌH^Muatt C. ìv. Caia, iii. 140.
Da quei, che so' iifganna/i Veggcndo Gihj; XÌx. 43.
ingannatore. Che ingannator tìqtì è degno di laude CufU. xxi. 6.
inganno. Che s' aggiunge allo inganno Di toro e . Cffu. xix. 99.
Lo qual mi mena A dolce morte sotto dolce inganno Som. xxxv. io.
CoD tradimenti e con occulti inganni Pensava S. P. xxxvii. 50.
Acciò che noi fuggiamo il falso inganno P. F, 11$
ingegnare. ìftgtgnati, se puoi, d' esser palese Solo con . . K N, 19. 85 (Caiia. i. 66).
L' anima folle^ che al suo mal s* tngrgna Con*, xi. 19.
Chi più sottile dichiarar s* ìngtgna . , , , , P. F. 79.
ingegncx Non è dì cor villan 5I alto ingtgno K /IT. 32. 75 I^Cdna. iii. 35^
Informatore* quel eh' i mosso ovvero infonnato da infi>rmaÌor§
immediato, debba proporzione avere allo informatori . . . . C ti. 9. ili, iia.
infonnaziODe. dispone le cose ... a ricevere alcuna infomuistotu C. iv. a. 59.
ricevere in sé la informaaioné dell' erbe C iv. a. 54.
Inlbrziato. quando lo /f^^rna/o dice . . . . C. Ìt. 25. 175.
Infraaciitto. dì servo alle infrascnìté canzoni C 1. 5. 37.
an deono mangiare le infrascritu vivande delle Canzoni C L 13. 78.
Infrenare, cosi infamato mostra Virgilio . . . che fo&ac Enea . . . . C ìv. a6. 59.
ioftaaioiìe. trattando dell' infuàotw della bontÀ divina ...... C iti. a. 39.
fiae da Dio inteso in tanta celestiale infitsiont C iv. 5. to6.
a ricevere questa benedetta e divina infuiiont . C iv. ao. 63.
logaiUiare. conoscerà le parole degl' jV^^owfat^' K. A^. ia.64,
osde r mgannato amico ... mi prese per la mano K A^. 14. 54.
e vidi eh' io era i'i^«M«/0 V. N, a^. 104,
tanto la propria carità ne inganna C, \, 9. 60.
ac tutti fossero ingannati C ii. 9. 73.
Boa siano li niserì volgari . . . di . . . imgamttUi . C ii. 11. 56,
Qne|^ ... acUa moltitudine . . . sarà ingannato C iv. 7. 133.
là dove il senso spesse vuUe é ingannato C iv. 8. 50^
quinci sono gli uomini multe volte ingannati C iv. 9. 136.
qui fu ingannato ed è chi crede C iv. 9. i6a.
riprovata è la . . . opinione de' . . . ò^mim/i uomini C. iv. t6. 14.
■wrfrtlr fnanti tono coioro ck* tono ingmmtmH C hr. 99, to.
Belle quali riceve tanto inga$mo C i. 1. 95.
quando inganno di carità li fa passare C. L 3. 59.
per k> inganno che riceve C i. 3. 66.
siccome . . . rapina, ingaitmo e toro simili ..... . C ì. ii. 81.
chi eon sottratti e con ii^^iwii' procede C. iv. 07. 50.
perché quivi 1' anima . . . pid che altrove s* ingegna . . C lìi. 4. 43.
e tanto si sforzava per suo ingtgmOt che ...... K. jV. 3, 49.
tuttavia chi non é di tanto ing^nOt che K AT. 19. 150.
BOB è senza lode d* tn^i^HO apprendere C.l.i 1.107.
qOBBto r . . . e un poco di mio ingtgno polca fare ; per 1u quale
ingegno molle cose ... già vcdea C il. 13. 16, «7.
r anime . . . d' ingeg9io e di memoria dotate . . C. ii. 16. 6].
Ancora è posto fine al nostro ingegno . . . più ampi sono li Icmini
dell' ingegna s pcnaarc C iii. 4. 106, 109.
riccoiw . • . puotc vedere chi ha nobile ingegno C ili. 5. 195.
a* lateada la nubile auima d' ingegno C iii. 14. 93.
INGEGNO ^^ipg^^ 304
ingegno. Con rei non star n^ ad ingtgno né ad arte Cohm^ xiv. 95.
ingiuriare. Con vii parole allora m' ingiuriava S. P, xxxvii. 48.
ingiustìzia, che t' ho manifestato Già 1* ingiustima mìa S. P. xxxi. 33.
confessare Ogni tHgÌHsH»Ìa del mio core afflitto S. P, xxxl. 36.
mondo ... Da ogni colpa mfa ed ingiustima . 5. 7^ 1. 6.
E con voler guardare a mia ingiustisia S. P.X. 48.
ingiusto. E per purgar la nostra voglia ingiusta P. F. 100.
ingrato, la perfida durezza D* alcuni iHjrnA' S. P. ci. 71.
inimico, non temo più 1' oflenaione Degl' inimici miei ...... 5. P. vi. 47.
Acci6 che gì' inimici miei . . . Non possan S. P, xxxvii. 61.
Ma ciò vedendo, gì' iMf'mih' stessi 5on confermati S. /*. xxxvii. 76.
Cf. nemico,
iniquità, coloro, Che senza migm'tà si troveranno S. P. xxxì, 5.
Ed ogni iniquità da me discazza S. /*. 1. 36.
iniquitade. giace Sotto 1' iniquitad* e *1 greve cargo S. P. xxx%ài. 14.
che . . . discacci Ogni peccato ed ogni imqmtadt S. P. \. 6.
lo nelle iniquitadi son concetto S. P.X. \6.
se tu guardi . . . alla quotidiana iniquitacU S. P, cxxix. 8.
inìquitate. Sol per la grande mia iniqmtaU S. P. xxxvii. 37.
iniquo. Ahi quanto in te la iniqua gente è pronta Canx. xviii. 7.
inizio. £ che formasti i cieli nell* imai'o 5. /*. ci. 101.
Ingegno, per 1' ingegno quasi divino . , . limarono e C iv. 6. 133.
per sua industria, cioè per . . * bontà d* ingegno C. iv. 7. 66.
Sono molti tanto di loro ingegno presuntuosi • . . C. iv. 15. ia6.
che 1' uomo dee mettere ingegno ... in C. iv. aa. 3.
ingentilire, perchè tornano quasi ingentilite y. N. aa. 85.
ingiuria, quando t* uomo riceve beneficio, ovvero ingiuria . . . . C. ìi. 7. 34.
s* eir è ingiuria C ii. 7. 38.
senza ingiuria d' alcuno venire non si può C iv. la. 98.
ingiustamente, né io sofferto avrei pena ingiustamente . . . . . C. ì. 3. 19.
che suole inginstaniente . . . essere imputata C ì. 3. 33.
ingiustizia, che 'I suo contrario, cioè la ingiustieia ....... C. L xa. 78.
ing;Ìusto. del suo esilio, mostrando quello essere ingiusto C. i. a. ioa
Iiiglese. siccome a Tedeschi e Inglesi C i. 7. 86.
ingombrare, quattro mi pareva che ingombrassero più il riposo . . V. N. 13. 7.
ingratitndine. siccome . . . ingratitudine, falsità C i. la. 80.
ingrato, sicché essa non paia ingrata C. iv. a6. 88.
ingrossare, perocché . , . T umido è ingrossato non per quantìtii . . C iv, 94. 51.
inimico, questa era via molto ittimica verso di me « . K A^. 13. 31.
Cf. nemico, nimico,
iniquamente, quelle ricchezze iniquamente avvenire C. iv. 11. no.
che di Nobiltà hanno . . . iniquamente parlato C iv. 16. 15.
iniquità, conciossiacosaché . . . sia . . . iniquità da fuggire . . . . C iv. 9. 77.
nulla . . . giustizia risplende, ma tutta iniquità ... la quale iniquità
t proprio effetto d* imperfezione C. iv, ix. 55 (òi'j).
si vede quella iniquità che io dico . . . C iv. ix. 71.
per vedere questa iniquità, disse Aristotile C iv. ix. 83.
' Fatevi amici della pecunia della iWywiVà ' C.iv. xi.113.
iniquo, perù nostro Signore Mii^Mr le chiamò C. tv. xt. xit.
la bocca di coloro che parlano inique cose .......... C iv. 16. 4.
inlidto. siccome quando . . . per inìicito procaccio . . . inliciio dico,
quando o per furto o per rapina C iv. xx. 66, 69,
C^illlcita
innamoramento, cagione di questo innamoramento propinquìssima . C ìi. 16. 63.
305 ^^^r INNANZI
Innamorare. Che . . . Farei parlando innamorar la gente . K W. 19. 37 (Cans, i. 8).
quella gente che qui s' innamora C. iti. Cans, u. 34 ; 6. 70 ; 13. aa, óa*
Per eh* ella dì sé ateisa 1* innamora C iv. Con», ili. ao ; a. 150.
Io dico a voi che siete i/fNdmoro/tf Ginj. x. ii.
partir le conviene innamorata. iHnatnoraia se ne va piangendo . Cane. xuì. 38, 99.
Eatnuia i raggi di questi occhi . . . Ne* miei innamontU .... Can». xiv. 18.
Cosa di quella che non s' innamora Cohm. xiv. 67.
Non sono ìnnantorati Hai di donna amorosa Can*, xix. 48.
r ho chiesta in un bel prato d* erba Innamorata St^. i. 39.
£ chi mi vede, e non se n* innamora Baii. vi. 6.
Chi s' innamora (liccome voi (ate) . . . Mostra ....... Son, xxxiv. 9.
Di più laudarlo sempre m' imiamoro San. xxxviì. 8.
Per quel signor che le donne innamora Stm, xX, 6^
innanzi. Ancor segue di ciò che innanzi ho messo . C. iv. CanB. liì. 69 ; 14. 13 ; 15. 9.
Uomini, innanà tk cui vixio è fuggito Canz. x. 104.
che innanM 9l\ mio morire . . . noi possa odire Cana. xì. la.
E iWfftfffai a voi perdono La morte mia Cnwa, xÌìÌ. 90.
Snnmnm che nel suo piacer ti metta, Spia Can», xiv. B8.
Chi d* Amor per innansi si nutrica K AT. 8. 56 {Soh. iv. la).
Sarebbe immahm lei piangendo morta V. N. ^a. ioa i^Son. xiiì. 14).
Che reca innanti a me li suoi desirì K /V. 39. 70 {Son, xxti. ii)«
Che ... si troveranno Innanai al trono del S, P, xxxi. 6.
Innamorare, della quale fu V anima mia innamorata C iì. 9. 136.
della donna, di cui io m* innamorava C iì. 13. 59.
le quali . . . innamorano V anima C. ii. 16. 39.
applicazione dell' animo innantorato della cosa .... . . C il. 16. 8a.
cominciarono ... ad tnnantorart di questa Donna C. ii. 16. 93.
ia Donna, di cui io innamorai . . . fu la . . . figlia C. lì. 16. 100.
la gente che s' innamora qui C. iii. 13. a7.
quando si dice : La gtntt ckt qni s* innamora C Ìli. 13.33.
quelli ... di questa ìnnamorarw i Impossibile . C. iii. 13, 41.
r anima ... di sé stessa innamorando C. iv. a. 161,
innanri. D' allora ùtMdMai' dico eh' Amore signoreggiò K AT. a. 38.
Da questa visione iWwa^n comìncio « K. A^ 4. 1.
cotal modo terrò da qui mnansi K A^. 33. 14.
itmanm eh' Io gli dessi il soprascritto sonetto . • K A^. 34. 6.
E dico che d' allora tttnansi cominciai a K. iV. 40, 17.
■1 che da Indi innmnm non poterono mirare persona K TV. 40. 36.
MostraM la ragione imnanai. . . resta . C. Ì. 4, 1.
ad eleggere ÌHnansi questo, che V altro . . . C. L 5. 7.
•adare indietro e non innanm C. i. 7. 19.
DI questa virtù innanzi dirò C. i. la, 87.
Bìfii via a più fMNtfMfi'andare C 1. 13. 40.
lo Ulcerale dee andare inmtnz* C. ii. 1. 67.
immammi dovrebbe quello salvare C. ii. 9. aS.
che è per prima vivanda intesa innanm C. il. la. 71»
che per prima vivanda è meato innanm C U. 16. IQS*
almeno innant* quanto io potessi . C Ìli. l. 97.
GOhU che ha le vesligie innanm C iv. 7. 199.
aoa voglio recare iHHtfHai'alcuiu testìraonianu ....... C Iv. 11,88,
cogli occhi goloii li mira %nHanm . . C iv. ta. aoi.
■ qocllo che per innana s* intende . . C. iv. t8, 68.
nei di ciò è ... poi ... dal Vespro innanm C iv. 23. 133,
Oh aveniunui e malnati, che innanm volete . . . che C. tv. aft. 157.
X
INNANZI ^^l^^^^^^^^^^^r 306
innanzi. Ma io avendo nuHum'agli occhi il velo S, P, xxxi. to.
C/. nanzi.
innato, rompon come tuono GÌ' ■Niid/i'uzì C. ili. Caiu. ìj. 67.
insegna. Con le m^^^Ti^ d' Amor dieder U volta Cuft». xiit. ai.
Io ho perduto la mìa bella ùtugna Catt*. xvii. 45.
Sarai del mondo insegna Ctntg. xviii. 54.
Ella è verace insegna Co»*, xix. 15.
ins^nare. Che ... tu dichi pregando Insegnatemi gir . . l^, N. 19. 81 {Cans. \. 6a). I
insieme. Di stare insieme crescesse il disio Son. xxxJi. 8.
Io sono stato con Amore insitme Son, xxxvt. 1.
Io laverò ... e notte e giorno insieme S. F. vi. 30.
Ti pregheranno insieme tutti i santi S. P. xxxì. 41.
accetterai le offerte insieme Con le vitelle S. P. I. 70.
Dove . . . Saranno insieme con li re pietosi S. P. qì. 66.
sperì pene e guai Insieme coi demoni maledetti P, F. 60.
Ci & tornar con le predette ffisàrntf P. F. iia.
Vero Iddio e vero uomo insiemt misto P. F. ta^.
insurgunt. Scraper insurguni contra me de limo Canx. xxi. 18.
innanzi, gittare inmemai ai porci C. tv. 30. 38.
innato. In quanto questa via di conoscere è in noi . . . innata , . . C ìi. t. 114.
Io suo contrarìo. cioè li vizi innati C iii. 6. 154.
questi cotali vizi sono innati C ììì. 8. 160.
queste fiammelle . . . rompono U vizi innati C iti. 8. 191.
inntimerabile. innumeraòilì quasi sono gì' impediti C. ì. t. 48.
fare mnMmtfnz^i/j' quasi creature spirituali C ii. 5 108.
dice ... e predica quelle . . . creature quasi innnmerabih . , . C, ii. 6. 39.
inquisizione, senza inqnisieione d' alcuna ragione gentile è chiamato . C. iv. 7. 8.
insegna, perocché io portava . . . tante delle sue insane K W. 4. 17.
a gloriare sotto 1* insegna dì quella reina V. N. 29. 8.
imeguamento. non saprebbe . . . senza iMjr^iamr»r/o di colui . . . C ìv. 94. tsa.
insegnare, sotto colore d' insegnare a lei come C ìli. 9. 15.
Insensibile, per lo movimento quasi insensibile C. ii. 15. 103.
per cosa insensibiU ^i tratta C iii. la. 45.
insetare. è un modo quasi d' i»isetare V alimi natura sopra , . , . C iv. 3^. ia6.
Cosi fossero tanti quelli . . . che s* insetassero C. ìv. aa. 133.
inseta rione, bene la può avere per via d' insetamone C. ìv. aa. 130.
insieme, che li poeti hanno ... e fattole parlare insieme K iV. 35. 63.
adoperino secondo la loro abitudine insieme V. N. 30. ao.
li mobìli cieli perfettissimamente s' aveano insiem* K .V, 30. 04.
tutte furono insùme create . . C. ii. 6. 49.
si vede . . . non solamente in tutti insietne C. ìi. 24. 143.
sì chiama insieme con questo vocabolo C. iii. a. 133.
che non hanno insieme alcuna regola ........... C ìv. 9. 143.
hanno ordine msi^mtf come diverse linee C ìv. 13. 4r.
insiememente. tu scusi te insiememente ed accusi C iìL 4. 44.
avvegnaché Iddio . . . veggia insiememente tutto C ììì. la. 87.
inaino, insmo alla cosa illuminata C ii. 7. 95.
insano a Cesare C. iv. 5. roo.
insufficiente, dicendo quelle . . . rendere altrui più . . . insnjkiente . C. iv. la. io.
dicendo quelli 'essere iif5w/^ErwMA' uditori .. .* C iv. 15. 148.
Insufficienza, si narra la mia insufficiensa a questo . . . trattare . . C ili. a. 6.
Ultimamente mi scuso da insufficienea C iii. a. xo.
le parole che narrano la mia insnffiaensa. Dico adunque che la
mia insitffidenMa procede . • C iii. 4. 4, 5.
307 INTELLETTO
intagliare. Per ouui di quel, che me' iHi^Uaaa* in pietra .... Stst. ii. la.
Intaglio. Ch^ non si vide mai intaglio in pietra . . . Che S*%i. iìL 34.
intero, sua Taccia . . . Ahi Dio I quanto è iniegru Cam*. xxL 36.
C/. intero.
intelletto. Donne, eh' avete inklUtto d* amore . K ^. 19. la, ao (Ctiu. i. x^ ; K. £. ii.
8- 73 ; «a 19.
Angclu chiama in divino imUiUtto ^. ^V. 19. 34 [Can*. i. 15).
che ... lo inttUttlo loro allo e aottile Face V, N, 34. 51 [Cuna. iv. 95}.
Che r itttrthtto sovr' e&sc dì&via C. iiì. Cohm, ti. 4.
Ciò che lo DÌO Ì»itt!htio non comprende C ìii. C«m«. ii. ig.
Di ciò si biasmi il debole inteiUUo , C ìii. Cans. ii. 16 ; 4. 1 19.
Og:n' InttlUtlo di la&sìi la mira C. Hi, Cans, ii. 23 ; 6. 33. 61 ; 13. 7.
Elle sovcrchian lo nostro inUlUtto C. 'in. CmHB. ii. 59 ; 6. laa ; 15. 57.
Per che a intriUiti sani [É maaifesto] C iv. Camx, ìii. 74 ; 14. 17 ; 15. 97.
£ vinate colale Dà sempre ... di sé buono intettrlto C iv. CiiHa. iiì. 93.
Che nido . . . Parola oscura giunge allo 'nulletto .... . . Cane. x. 58.
poiché scpper di loro inteUftto, Che Comm, xiii. 18.
intanto, se non intanto che dico in genere C 1. 6. 33.
intantochè. i»tanti>chf talvolta * che C iv. i. 9,
integrità, di fare . . . aecondo la integrità di tutto i! tempo . . . . C. iv. 04. 76.
inteUcttlvO. queata . . . potenza è fondamento della intttUttiva . . . C. iil. a. 106.
solo di natura tnttUétiivm sono perfette C ìii. [3. 56.
cosi . . . U in/eilettiva Sta sopra la sensitiva C*. iv. 7. 144.
tateDettO. in f^rado che il mio ÌHt«ÌUtto noi può comprendere . . . V, N. 43, a6.
conciossiacosaché il nostro inttiUtto s* abbia a K. y^. 43, aB.
aUi quali può ventre si lo loro inUtUtto C i. 7. 73.
perchè lo intilUtto loro è uno e perpetuo C. ii. 5. 77.
conciossiacosaché ÌI divino ìntttUito sia cacone di tutto, muaima-
raentc dello initlUlto umano C LI. 5. Joa, 103.
naplende nel nostro i'm/<A!«Mo alcuno lume C li. 5. laa.
se esso è da InttiUtto alcuno . . . Iddio lo sa C. ii. 6w 148.
inttmUndo (cioè collo intetUtto solo . . .) ......... C il, 7. 9.
che é intendere per <'H/«tf«//a C ÌL 7. 1$,
che '1 vero è Ìl bene dello mtttUtio .... C. il. 14. 44.
r occhio dello inttlUtto noi può mirars C ii. 14* 150.
negli occhi dello intelUtto C il. 16. 99.
rimane libero ... lo familiare init/tttto ....... . . C ii. 16. 46.
V ora che . . . entrò negli occtii dello inteUttto mio C li. 16. 6a.
■wfv 9tHfnt4 m-v cHf fitnno Jisviarr t intHittto . • , C iìL 3. 103.
di quello, che 1' tnte/U/to vede C iil 3. 186.
conviene lasciare fxr p€K>ertà tt tMt*V*tto C. Ìii. 4. 10.
non pure a quello che 1' infei/ftto non sostiene C iti. 4. 17.
è da biasimare la debilità d*tr ìntMUtto C Ìii. 4. 38.
In quanto ta colpa si dà ali* inttUetta C iii. 4. 47.
ehe il nostro tnlriUtto , . . non puote a certe cose salire . . . . C iil. 4. 87.
dove la /m/dna venia meno all' tntelUtto C. lìi. 4. 104.
quello che a peKetto inttiUfto non viene . . . quello che a perfetto
tmtfiUtto si tcrmma C Ul. 4. 113, 114.
f4MtT"r^ inlfUttto di sopra . . . conosce quello C ÌU. 6. 40.
Alberto in quello libro che fa Jtlta InttiUtta ....... C iii. 7. 07.
cose . . . tavmhiamo f m»$ÌUttù Mmtfù C Ui. a. 127.
le cose che lo ini^lUtlo nostro vincoae ..,•..... C iii. 8. 140.
L* imédUtto della quale ... mi conviene . . . dividero C iii. 9. sa.
é 9ieUi Donna dello iMlrifaWD che Clii.11.3.
X a
INTELLETTO ^^^l^BUil^r 308
Intelletto. Lo cui sommo valore all' inttlUr/o Hosin Ginj. Jtviì. 32.
cosa, Che 1* ttitrlUtto ancora non la vede \ . . . . Cntz, xix. 44.
Che paiono animai senza ititeUetto Cam», xix. 57.
D* amor non arerà mai intelletto Ball. vi. 7.
Vcnicn dicendo ; O nobile vitelUtto ^'•^- SS* 57 'Soh. xviii. 13),
FarlaQ bellezza e virtù all' intelletto Som. xxx. 9.
Mi si turbano gli occhi e 1' intelletto S, P. v\. 33.
Si, che io li darò, uomo, intelletto S. P. xxxi. 59^
Far te mcdesmo d' intelletto indegno S. P. xxxi. 66.
Lo mio i>t/<'//r//Q si è cotanto grosso 5". /*. cxlii. 31.
Intelligenza. Intelligenta nuova [. . . pur su lo tira] . K, N. 40. 40, 49 (Som. xxv. 3).
intelletto, ha . . . per^bmia un quasi divino amore allo intelletto . . C iii. il. 136.
perocché essa è beatitudine dell' intelletto C iii. 13. 18.
della quale s* appaga V intelletto e la ragione C iii. 13. 51.
ogni miracolo in più alto intelletto puole avere ragione C. iii. 14. I3t.
queste erose nostro intelletto abbagliano C iii. (5. 60.
cose . . . che 1* intelletto nostro guardar non può C. ìij. 15. 63.
nel divino Pensiero, eh' è esso Intelletto C iii. 15. 163.
per poco intelletto era tanto fortificato C iv. i. 50.
sì convengono a bene prendere I* tntelletto C. tv. 3. 15.
quanto più r uomo soggiace allo in/r//r//t> C iv. il. 84.
che ... è manifesto alli sani intelletti C. iv. 15. 104.
è da sapere che Io nostro intelletto si può dire C. iv. 15. 107.
dico Intelletto per la nobile parte dell' anima C iv. 15. lofi.
che credono col suo intelletto potere misurare ........ C iv. 15. 137.
a quelli intelletti . . . dico essere manifesto C. iv. 15. 179.
a quelli che hanno intelletto C iv. ao. 85.
hA quale . . . riceve ... Io Intelletto possibile C. ìv. ai. 44.
come cotale produzione si può . . . collo intelletto vedere . . . . C. Ìv. ai. 53.
Li quali . . . sono sette, doè . . . Intelletto C. iv. ai. ut.
che spetta alla parte razionale, cioè ... lo Intelletto C. ìv. aa. 96,
la quale ... è amabile, siccom' è lo Intelletto ........ C. iv. sa. 140.
se non in quanto l' Intelletto considera lui e mira lui C Ìv. aa, 143.
intellettuale, virtudc, si morale come intellettmaU C. ì. 11. 47.
nella parte razionale ovvero intellettuale C ì. la. 73.
sono chiosi li nostri occhi intellettuali C. ìi. 5. lag.
alla . . . Virtùf che solo è inteUettnale, cioè Iddio C iii. 7. 64.
nell' ordine intellettuale dell' Universo C iii. 7. 69.
]' angelica natura, che i cosa intellettuale C ìli. 7. 75.
cosi Iddio . . . con luce intellettuale allumina C. iiì. la. 57.
per li frutti, che sono Virtù . , . intellettuali , C iv. 16. 115.
Aristotile dinumera quella intra le intellettuali C ìv, 17. 80.
per la via delle Virtù intellettuali C iv. 17. 118.
riluce in essa le intellettuali . . . Virtù C iv. 19. 38.
discende in essa la KtVfH intellettuale possibile C iv. ai. 69.
a* ^li avviene che ... la intellettuale Virtù sia C iv. ai. 7a.
è la Virtit sua perinei, e la Intellettuale, e C iv. ai. 87.
tre operazioni, cioè animale, Intellettuale e Divima C. Ìv. ai. 91.
trovare . . . nelle openuioni delle intellettuali ........ C iv. aa. ao6.
intelligente, non solamente sostanza intelligente V, N. ^s- S-
intelligenza, s' inducono . . . certe /ntelligenac C ii. a. 6s.
Sustanzc separate da materia, cioè Intelligente C iL 5. 7.
Altri . . . che puosono . . . tante Intelligntae, quanti sono lì movimenti
del ciclo C. ìi. 5. 03.
309
INTENDERE
Intendere. Che parla Iddio, che di madonna intmdt . • . ^. /V. 19. 49 (Orna. i. 03).
Che Dio ne inttMde di far cosa nuova K. yV. 19. 65 (^CaHe. ì. 46;.
sì . . . Ch' io solo inUsi i\ nome nel mio core .... K. /V. 93. 144 {CtMs. ii. 17).
Voi che mtmdmJo il terzo cìel movete C. ii. Gm-t. i. 1 ; 3. 48 ; 7. 9 ; 13. 69 ; Som,
xliit. 4.
Però vi prego [pricgo] che lo m' t'Httm^iate C il. Chh*. i. 9 ; 7. 53.
Color che tua ragione inienJaH bene C ii. CamM. i. 54,
totrlllgenza, siccome le InteUigntae de' cicli sono ^nerstrìci di . . C ìi. 5. aS.
conciossiacosaché amore sia effetto dì queste IntriUgtnm . . . . C ii. 9. 04.
parlando a quelle iHleUigruae celestiali C ii. 11. 94.
partecipa ... a guisa di sempiterna iHtfiUgrMea C. iii. a. 1 17.
è da sapere, a perfetta inttUigtìtaa avere C. ili. 5. ao.
le InM/igrMSf del ciclo la mirano C. Ui. 6. 35.
secondo il modo delta ÌHUUigtnsa C. iii. 6. 48.
tutte le fn/rì/ìgtM»e conoscono la forma umana ........ C iii. 6. 49,
conoscono quella le InttlUgenat motrici C ìli. 6, 50,
Neil' altre InttUigntM è per modo minore C iiì. la. 105.
rome . . , dico essa essere nelle causate InttUigmae C iii. 13. 6.
per questo si esclude le JnUUigmM che C iii. 13. li.
le infernali JttttUìiftnte dello aspetto . . . sono private C. iii. 13. 16.
come nella umana mirUtgenza essa . . . venga . C. Ìli. 13. 23.
awe^ach^ le Jn$fUigtH»e separate . . . mirino ... la umana intrUi-
gTHMt ciò fare non può C iii. 13. 46, 48.
non incontra ciò nell' altre Inttitigtnm C. iiì. 13. 56.
questa Donna è . . . dell* altre ìniHUgmm separate C iii. 13. 70.
questa Donna è . . . appresso della umana mUìligenaa ..... C iii. 13. 74.
in quanto dalla umana tntrlttgrnMg è partìcipata . C. iii. 13. 87.
nelle IntrUigmet raggia la divina luce ... si ripercuote da queste
lM$tlhgrHae prima illuminate C Iiì. 14. 35, 37.
quanto piii è dilungato dalla Pnma ìntrUigmma C iv. si. 48.
si roultiplica neir anima di questa intr/tigrnaa C iv. 9t. 77.
faltelUgibile. agli occhi del mio tuttiUgibUf affetto C il B. 84.
cosi ciascuna scienza illumina le ÌHUtUgibtli C il. 14. 04.
cosi di cosa tHltUtgilHlt per cosa non intr/iigiòtU trattare si conviene C ili. ix 47 '.Aù).
è da ragionare per lo Sole spìrittialc e intrtligiMf ,,.... C iii. IS. JJ.
Iddio . . . allumina ... le celestiali e V altre inttlhgthUi . . . . C iiu la. 59»
Iddio eh' è sommo iM^//i^Ai//) C iv. aa. 143.
Intempemnza. vizi consuttufiinari . . . siccome la tHtrmfwtmHsa . , , C iii. 8. f63.
iotendere. le quali io non ÌHUttJm se non poche, tra le quali io inltméim
que«e ^. A'. 3 34. 35.
E Dominandola, mani che diceono dì colei K. AT. 5. 15.
siccome appare a chi lo tntfmM V. S. •}. t^
Cb4 nella ftrima intmdo chiamare \ fedeli . .
siccome appare manifestamente a chi lo itUrmie
voglio dare ad intin^rt quello che ....
ove potessero essere imtfsf da tei . . . .
qvctloi che a lei s* appartiene di fare tnimjrtr
dko che questo dubbio io lo inttndo solvere e
ed allora mUndérÀ chi qui dubbia ....
di questa donna, forse di cui voi imtrndft* .
Questa canzone, acciocché sia meglio ititvi
lidkeodo ancora a cui inUptdo di dire . . .
perocché qucst' ultima parte t lieve ad tHtindm
di tonto . . . che per queste ... la poHK h
^- S. 7. 39.
y. N. 8. 18.
y.N. IO. 17
K. N. la. 69.
r. s. is. 130.
KiV. I», 141.
r. AT. IL 143.
r. N. 18, 34.
r. N, 19. 91.
K. S. 19. 106
I'. N, 19. MS.
y. y. 19. 131.
INTENDERE ^^^^^^^^^^^H 3IO
intendere, di quel che s' inttudt [Gran parte] C. iii. Cams, \\. io ; 4. 16.
Nazion, che per gentil giammai s' intenda C. iv. Caits. iii. 63.
Virtulc [Virtude] intendo, che fa V uora felice C. iv. Cana. iii. 83 ; 17. 7.
Discenderò . . . perchè men ^rave s^ intenda Can^ x. 56.
Intendere, do ad intendere a cui la mìa intenzione è di parlare . . . ^^ jV. 21. 45.
tutto ciò che inteso avca da queste donne t-\ Af, sa. 56.
che queste donne non mi poterono intendere t\ N, 23. 108.
A cotal cosa dichiarare . . . prima è da intendere K N. a$. 93.
però che volle fare intendere le sue parole a donna, alla quale era
malagevole ad intendm ì V. N. 95. 45, 46.
nelle quali dessi ad intendere delle K A^ s6. 3a
quello che le parole ne possono fare intenden K jV. a6. 35.
Questo sonetto è sì piano ad intendere V. N. a6. 51.
fu amico di lei per dare ad intendere^ che y. N. ^o. zi.
per similitudine dico, e ciò intendo cosi y. N. 30. a8.
a dare ad intendere, che ella era un nove K /V. 30, 38.
chiamo 1Ì fedeli d' Amore che m' intendano y. N. 33. aa.
coi lo intendeva dare quasi come per lui fatto K A^. 34. 3.
che ivi il core anche intendo per V appetito K AT, 39. 45.
che farebbero piangere chiunque le i>//»rfriSf K. AT, 41. 36.
che peregrini si possono in/mdìrrr in due modi K. A'. 41. 36.
in modo stretto non s' intende peregrino^ se non K. A*. 41. 39.
tale ... eh* io non lo posso intendere V. N. ^a. 34.
dico che . . . almeno intendo questo y. N. 43. 34.
a dare ad intendere che son donne coloro a cui ...,.., K A'. 43. 38.
Potrebbesi . . . dividere, e più fare intendere K AT. 43. 44.
possono essere similmente due cagioni intese C. i. i. a8.
Per che . . . intendo fare un generale Convivio C i. i, 80.
cotal vivanda, qual io intendo indamo essere ministrata . . . Cui, 85.
non intendo però a quella in parte alcuna derogare C. i. i. 114.
per allegorica sposizione ... im/tm/o mostrare C L i. 131.
Per che io ... da due macole mondare intendo C. i. 3. 6.
del fallo, che corregger s* intende C. L 3. 80.
Intendo anche mostrare la vera sentenza ......... C i. a. 133.
a cosi intendere le altrui scritture C i. a. 130.
intendo per ordine ragionare C i. 5, 15.
ordinate allo inteso fine C. L 5. ax.
un libro eh* io intendo di fare C L 5. 67.
altri, che senza dire voglion essere . , . intesi C. i. 6. 17.
non rn/Wu/o al presente mostrare , C i. 6. ai.
che quando parlano, clic sicno intese C. i. 7. 74.
cbè gli altri non 1' avrebbono intese C i. 7. 78.
quelli che desiderano intendere quelle . C. Ì. 7. 80.
come il Volgare dai letterati e da' non letterati inteso C i. 7. 84.
mostrare intendo come C L 8. 6.
intendo mostrare quattro ragioni . . . , C i. 8. 43.
non intendo qui ragionare ...Ci. 8. rag.
la quale ... i'M/rMd!r induccre gli uomini C. i. 9. 51.
per lo desiderio d* intenden queste Canzoni . . C Ì. io>. 65.
^ . . . che ad altro non intendono C L 11. 46.
Ciò mostrando a chi bene intenderà C. i. xa. 15.
tempo è d' inUndere a ministrare C ì. 13. 81.
a ciò dare ad intendere si vuole sapere che C ii. i. 17.
che le scritture si possono intendere . . . per quattro scnai. , . , C ii. x. 18.
I
31t ^^Hm^ INTENDERE
X itttfHétssf Ciò eh* io àcatro aacoho Caiu. xi. 14.
ipiri fuor della bocca sì, eh' ella s* intendi Cane. xi. ag.
Gentil madonna, come avete in/»o Csfi«. xvi. 55.
eoa' io U *H(nitfo Cana. xiz. tS.
■Bte&dere. in che moralnicnte sì può ÌHttHdert C ii. 1. 49.
qacQo che spiritualmente s' intmde C. ii. t. 63.
som lo quale sarebbe impossAiU . . . intemStrt agli «Uri . . <. . C it. i. 70.
K gli altri sensi dal littemle sono meno intesi C ii. 1. 1 16.
Acocbc questo ordine . , . tenere intendo per tutti C. ii. a. 50.
ciò cbe dire intendo C ii. a. 6a,
la setileiua lictcralc, alla quale art s' incende C. ii. 3. a.
• chi bene lo intende C. ii. 4. 34.
ù quelli parte che mostrare intendo .,,,..,.,,, C ii. 4. 47.
del terzo ciclo, del quale al presente intendo C. il. 4. ioa.
avvegujchè non cosi , . . intendessero quelle C. ii 5. 36.
*K effetti che gli uomini possono intendere ......... C. li. 5. 60.
*uia . . civilitade intesa nella speculazione dcllj C. ii. 5. 97.
■* noti . , , intendiamo Dio avere potuto fare C ii. 5. 107.
■"uoyoDo, solo intendmdo. la circolazione C ìi. 6. ija.
*inù motrice che questo (H^Mf/r C ii. 6, 157.
'Olio quelli, alli quali s' intende di parlare ......... C. ii. 6. 160.
* uc»e intendere la prima parte . . . convenia C. ii. 7. 3.
**c * imtendnt per intelletto C ìì. 7. I4.
•■on sarebbe cosi da loro intesa^ come da coloro che intendono i loro
«fletti C. ìì. 7. 38, 39.
n*^eo loro dello intenderli C li. 7, 53.
'o dicitore , . . dee intendere alla persuasione C ii. 7. 55.
■"**■*<> può essere sufficientemente . . , deQa C, ìi. 8. 1.
■*^ Seconda t da intendere C ii, 8. 4.
^*'*«>do « dice ... si dee intendere C. ii. 8. at.
* ***re a intnuUrt eh* io era certo . C. ii. 8. 45.
■^** V efTetto ... a dare a intendere la sua dolcezza C Ìi. 8. 50.
«»«f«ia 3' intende , , . per lo general pensiero C Ìi. 8. 60.
'l'^cUo cbe . . . dire intende lo dicitore C. ii. 9. to.
'^'icioasiacosachè io intenda più a dire C. ii. 9. 14.
^^*** <|ualc più parlare . . . non intrudo C. ii. 9. 55.
*^* che . . . intendo manifestare quello C. ii. io. 3.
^* ■^«laJe parte, a bene intenderv C ii. 1 1. 9.
*>"^ ad intendere che *I consentimento mio C ii. il. 3$.
. **** *à può questo iWrMi/mr magpormente , . C ii. ti. 05.
^^^ndezxa temporale, della quale qui s' iM/^tkif C.ii. 11.70)
^^^/^Cxhè questa parte più pienamente sia intesa C ìi. la. 7.
' ^«raiino . . . quelli che intendano te bene ........ C. ii. la. 46.
1^ * per prima vivando inteia innanzi C. ii. la. 71.
^^ ^ la parola . . , ìn quello eh' ella intende C IL 13. 79.
j*^^*0 che per lo Atrao nWo s' lii/cMdr . C ii. 14. a.
^^^^ cbe per of/o fWrMdb la Scienza . , , C ii. 14. 6.
Tr^^chia ciò principalmente intettd* C. ii. 14. 118
^J|^*<3non polcmo noi intendere C ìi. 14. 153.
r^**** massimamente in essa s' iHl^W* . C ii. 14.187.
^^ per lo i/Mr 8* l'ifrWr il movimento /ccv/r C Ìi. 15. 96.
. '^n per lo effetto loro m/rn</iar»to quelle cose , ...... C, ìi. 15. 80.
^^Uli noi non potcmo . . . intemderr se non C ÌL 15. 83.
^ Per lo tcrxo ciclo io inltndo la Rettonca C. ii. 15. 1&6.
INTENDERE
312
intendere. QuaI non diri dllenza ... a lussuria intendere
E questa . . . Tosto che lui intese . . . s* accese
vuole, Sed egli ha scusa, che la m' intendiaU .
Che intmder non la può chi non la prova . .
CaHM, xix. 33.
GvMa. XX. 43.
K N. la, 99 {Bali. i. aoV
N. a6. 47 (So». XV. tx).
verso inUndtrt sufficiente mente
intendere, si può lo
qui sì xTJoIc iii/rndfrt
s' intende per la sposizione
s* intende V anime libere
. . s* intende uno pensiero
s* intende esso studio
Lo terzo verso . ,
là dove e* dice . .
nel quarto verso
che per amore . .
quanto fosse grande ... né dire né intendere sì potrebbe
dovunque amistà si vede, similitudine s' intende ; e
similitudine s' intende
due grandi ammaestramenti sì possono intendere . .
ne' quali si tratta quello che dire s' intende ....
che per Mente s* intende questa . . . parte dell* Anima
a dare ad intendete quale amore è questo ....
per dare ad intendere che questo amore era . , .
a dare ad intendere la sua continuanza e
cose . . . che io non le potea intender
dico che . 4 . a quello eh' io intendo, sufficiente non sono
di costei . , . nella quale principalmente s' intende
intenden non le potemo
9c io non polca intenderti non sono d« biasimare
cosi ornai s' iittenda la prima parte
che per lo mondo Ìo non intendo qui tutto il corpo .
Lo Cerchio che nel mezzo dì questi s* intende
la sentenza della parte alla quale s' intende
né intendono per quelle alcuna cosa signi6carc
quando dico : Di costei . , . intendo narrare
lo . . . che in questa . . . particola . . . parlare intendo
lo adunque . . . cominciar intendo
che a quella più fissamente intende ad adornare
che nella Caccia dell' uomo . . . tanto sottilmente intende
a dare a intendere che La sua bellezza ha
dove s* intende, che non pure a migliorare ... è (atta
E sopgiugne in fine . . . per dare a inttndert che
nella qoalc io intendo purgare la Canzone . . .
a più agevolmente dare ad intendere
ìo ciò s' intende KSSMì che questa Canzone considera
Ma in ciò voglio dare a intendere la gran virtù
Dove si puotc intendere che V uomo non dee essere
non diciamo . . . intendendo solamente . . . significare
chi desse loro quello che acquistare intendono . .
così la Fdosojia ... ha per soggetto lo intender* . .
Per Amore intendo lo studio il quale io mettca
nel processo dello inteso cfietto
Iddio» che tutto intende (che SMOgimrth suo intendere)
Iddio non vede^ cioè non mtmde, cosa
O . . . cuore, che nella sposa dell' Impcradorc . . . s' r
cosi ora intende il testo . . . discendere
Onde ... io intendo commendare I' Amore
Per donna gentile s intende la nobile anima
Dice del dei, a dare ad intendere, che . .
C ii. 16. 16.
C, ii. 16. 39.
C. ii. 16. 48.
C. ii. 16. 65.
C. ii. 16. 78.
C ii. 16. 81,
C. iii. X. la.
3^3 INTENDERE
Inteadere. Venite a m/ettJer [mtmdtn] [lì sospiri miei] K N> 33. ao» oA {Stm, xvii. t) ;
4». II.
che neente Par che intmdfssfr U sua jjavitate . . . K, ^. 41. 6a [So», xxiv, 6).
tal, che ... Io non lo intendo^ s) parla sottile .... V. N. 43. 56 {San. xxv. 10%
Sicch* io lo inltftdo ben, donne mie care K. iV. 43. 60 (Sm. ksv. 14).
intendere, nel quale ìo intendo esporre quel verso ...... C ìli. 15. 4,
pur quello che sono ÌMUnden noi non poterne C. iiì. 15. 66.
in quanto le sue perstiasioni ancora non inhmdm ...... C. iii. 15. 907.
E a ciò, se alcuna persona intende, la mia . . . Donna wirN^roas&i*
manente C Ìt. t. 30. 31.
se la prima materia . . . era da Dio intesa C. iv. t. 65.
Nella quale io ftt/rndo rìduccre la sente in C iv. i. 78.
alla aposixione del quale ora s' intmd* C iv. i. 8a.
perocché . . . s' intende a rimedio cosi necessario C iv. t. 84.
Per mÌA Donna intendo sempre quella che C. iv. 1. 93.
della quale trattare la prop<JSta Canzone . . . intende . . . . . C iv. i. 99.
per meglio dare ad intendere la sentenza ......... C iv. a. a,
dico . . . questo che tratta.rc intendo C iv. 9. 40.
avvegnaché valort intender si possa per più modi C. iv. a. 96.
Sirttttttnentey s' intende per quella cuncordanxa . > ■ ; targumenie, »'
intende per tutto quello parUre C iv. a. ro4, 106.
cosi qui in questo Proemio . . . ititendetv si vuole C. iv. a. 1 io.
che tuttoché ali* uno e ali* altro s' intenda^ a] trattare lo Vero s*
intende principalmente ; e a riprovare lo falso s* intenda in
unto C iv. a. laB^ 109, 130.
che mostrare s* intende C. iv. 3. 15.
ragionare intmdo quanto ... è aiutatrìcc , C iv. 3. 69.
r Autorità . . . b quale s' miende dimostrare C iv. 4. 86.
conciociUcoaacbé ... 1' ufficiale . . . nullo a . . . iHlendem . . . . C iv. 4. 98.
essere se non per ispezialc fine da Dio inteso C. iv. 5. 106.
di questa significazione al presctite non a* inlrMfir , , . . . . Cìv, t&.37■
lnquanto m/rm/« alla sua finale opcraclone ........ C. iv. 6. 73.
r Autorità del Filosoro ... di cui %* tntende C. iv. 6. 156.
ritornare al diritto calle dello int*90 processo . C iv. 7, 5,
Certo non del tutto questo mondare intendo, ma . . , cioè colora
dìrìjture intendo, ne' quali C iv. 7. 31, 35.
a dare a intènder» la . . . malizia .... C. iv. 7. 48.
si va lii dove intende . . C iv. 7. 68.
siccome . . . nefili uomini . . . intendere C iv. 7. 116.
Dico . . . che . . . non intendi dine del parere di fuori C. iv. 8. 44.
manifesto é Aristotile non avere intew della C. iv. 8. 65.
■e ìo intendo solo alla . . . apparenza riprovare C iv. 8 66.
che io . . . spparenza intenda riprovare t muifcsto C. iv. 8. 70.
la ragione mostrare intendo . . C tv. 8. 88.
immediatamente intendo ciò mostrare C iv. 8. 154.
per6 in quella parte riprovare non s' mtend* C iv. io. la.
1,* altra particola . . . s* intende riprovare Chr. iol 14.
qui s' intende viltà per degenerazione C iV. lOi 99.
•He quali st conviene al presente intmdewe C. Iv. if. 5.
a MUlfcstarc dò che dire 9* m/m^ C Iv. ir. 19.
che altro intende di medicare 1* una e 1* altri Raffone C.lv. 10. 99.
la dispotazioce che fare a' imteneU . . . contro ........ C Iv. la. qiol
chi intende il ComcnUtore nel terzo delT Amms, qutaXoimkmdtóm lui C. tv. 13. 68,69.
oh non ancora tntese ricchezze delli Dei C iv. 1^ 115.
INTENDERE 314
intendere. E 'm^/w*/» che '1 fuggire el mal boccone Sarebbe .... Som. liii. 7.
Se mai io mlnttìo quello, eh* io vorrei Aver udito S. P,\. 31.
che per la voglii giusta ... 1* uom giusto a' inUndt F. F. 99.
Perchè egli inttmU ben 1' orazioni P. F. 136.
intendi mento. D' iM/rn^/m/M/i' Correnti — voglìon esser giudicati . Cans. xix. 40.
intendere, che ... il figlio alla morte del padre intmcU C iv. 13. 127.
per questo efTetto intrniif dì provare 11 testo C iv. 13. 160,
essere tempo d' mf<mifrr alla verità . . . C. iv, 14. 15.
la gentilezza ovvero Nobiltà (che per una cosa intendo) . . . . C iv. 14. 67.
che neir altre cose Nobiltà s* intende per la bontà , . . ma negli
uomini s* m/r»<ir, perchè C. ìv. 14. io3, 103.
di questa inTermitade . . . intende la legge C. iv. 15. 174.
Questa seconda parte . . . intende determinare C. Ìv. 16. ax.
che nella prima s' intende mostrare C. iv. 16. 33.
L' nna, che per questo vocabolo Nobiltà s' intende C iv. 16. 36.
che . . . per questo vocabolo . . . s* intende pe^esiotu C iv. 16. 43.
che per . . . s' intenda essere da molti nominato e C iv. 16. 61.
Questa perfezione intende Ìl Filosofo C ìv. 16. 77.
net Trattato della parte che sporre s* intendi C iv. 16. 99.
alla quale intmde il presente processo C. iv. 16. ioa.
In che due cose principalmente s' infende C. iv. 17. 13.
a quello che per innanzi s' intende C. ìv. 18. 6:1.
s* io parlo sì che pare forte a intendere C. iv. ai. 50.
Ond* io . . . intendo questo mìo Convivio . . . rendere olile . . . C iv. aa. 7.
intendo che . . . fare non si può C. iv. aa. xa.
venire intendo sommariamente alla . . . opinione C iv. aa. 39.
che qui s' intende animo solamente quello che ....... C iv. aa. 94.
Per ... si possono intendrrr le tre sette della C ìv. a::2. 160.
E dice ... a dare ad intendere che C iv. aa. 193.
alla nostra . . . della quale al preBcntc a* intende C iv. 33. 6a.
cosi s* intende perfetta, che ,....,.,. C ìv. 34. 7.
perocché . . . r anima nostra intende al crescere e C iv. 94. 14.
quello che questa parte . . . intende di mostrare C iv. a4. 8a.
dice Salomone, quando m/rru// correggere C. iv. 34. 140.
dice ... a dare a intendete che egli parla C. iv. 34. 166.
alla quale la nobile natura intende C. iv. 35. 31.
Dico che per Vergogna io intendo tre passioni C. iv. 35. 33.
Le quali la nobile anima ... ad essa . . . intende C Iv. 35. 146.
per che da intendere pare alla terza parte C. ìv. 37. 5.
Nella quale intende il testo mostrare C iv. 37. 7.
per la quale il testo intende mostrare C tv. a&. 5.
Per la quale Marzia s' infendeXa nobile Anima C ìv. aB. xoa.
due quistioni, alle quali ... è bello intendere C. ìv. 39. 15.
se per colui ... 5* intende a misere . . . operazioni C. iv. 99. 44.
E questo iWrN^ ... fare in questa parte C ìv. 30. at.
Intendimento. le quali è mio intendimento d* asscmprare . , . . K. AT. i. 6.
le quali non è mìo intendimento di scrìvere K. TV. 5. 30.
narro . . . con altro intendimento che K AT, 7. 45.
avvegnaché quanto al mio iVf/rHiffm/N/o sia diffinìta K. A^. 8. 73.
perocché trac lo intendimento del suo fedele da K A^ 13. io.
non si può ire più per intendimento di ritornare K M 14. 63.
avresti tu operate con altro intendimettto K A^. xB. 55.
a più aprire lo intendimento di questa canzone K. A^. 19. 147.
temo d* avere a troppi comunicato il suo intendimento K, M 19. 154.
3^5 ^^^^^^V INTENZIONE
bAento, 01^^ Per lo mtnre inUnto eh' ella fece Can». xiiì. 78.
mteniiiiiientOb in guisa eh* Avessero verace intnuJitHtuto . . . . V. N. 35. i ji.
aon ( mio ÌHÌfìtdimfMto di trattarne qui , , V. N^ 39, 14,
perocché lo itticnditn^nto mio non fu ... di scrìvere V* N, 31. iti.
c&d« ... sarebbe fuori del mio m//Wf'mrrt/o se ....... K. /V. 31. 90.
M che loro potesse trarre a simile inUrtdimeHto V. N. ^o. 38.
•1 prirripalc intendintento tornando C. i. 3. 86l
Per che ki conchiudc lo principale iW/Hf/imM/o C i. 5. 107.
^0 ùHfndÌMtMto della . . . imprendere C ii. 9. 49.
'espere sari) poi Io suo l'i/^Hi/imni/n a vedere . ....... C. ii. a. 59.
i ^no intendimento di queste parole, dico C. il. 7. 73,
P^riNÀHr/im/n/o della sua ... virtù si può C ìii. I. 91.
kd si prende di ciò più inttndtmiMio che prìnia C iii. 3. 80.
™eci6 Tosse 1' inUnditHcnto si vede C. iii. a. 139.
< questa seconda si può volgare I' fn/rM///mfn/o C iii. i a. 40.
'Perfetto mfrnrf^mi7i/o mostrerò differenza C iiì. 14. 39.
^^ciù non è per inttndintento di più non rimare C iv. a. 94.
'oniare a Dio con tutto nostro i'M/''W('*HOf/o e cuore. ..... C. iv. 98. 99.
Uacaditore. ma a buono intenditori basti essere posto qui . . . . C iv, 97, iBa.
«I^tametite. li lettori deono ìnttniameutt andare appostando. . . C. ìi. i, 43.
rJ'^^TUnetltc, la quale lo riguardando molto inttntii'amtHli . . . V. N. 3. 40.
^™™^ 1. la j^n>M^a À lo iM/rM/o trattato V. N. 19- 94.
** l^e . . . pone mano al principale inttnio C. iii. 4. 99.
1*vi pone r munto tutto a far bello C. iii. 8. 70.
"■ 'fsttare del vero, siccome principale inttnto C iv. 9. 133.
I^eith^ ... è manifesto il principale intntto ........ C. iv. 5. 155.
j^™"***!*!*. come V esemplo ipitetiaionale che . . , è . . . . . . C. iii. 6. 64.
^"^nnnn Immite, non realmente, ma intensional mente C. iii. 9. 70.
l_^ * ^*eHaionaltHntte non si facesse prima tale C iv. io. 108,
l'^^ne, do ad intendere a cui la mia ittteMnione t di parlare . , y. N. ai. 45.
''^''e intrMtione so che ebbe questo . . . mio amico K. A'. 31, ai.
cmcioaBàgcosachè la vera intenzione mia fosse altra . . . . . . C. i. i. ia8.
**"• •m^naione mostrare lo difetto , C i. io. 103.
•*'"Occh< mia intensione è qui lo modo dcllì poeti seguitare . . . C ii 1. 38.
r|***^*^iando \oro la mia inttneione C iì. 7, 64,
^^ •<> rade volte a quella intensione la feci C ii. la. i'^.
^^ • • . vanno le ... e agli uomini la intenzione C ii. la. 44,
I*'^^ della inlensioìte trova oro C. iì. 13. 31.
**«e ragioni . . . non è mia inteneiofu qui narrare C. iii. 5. 61.
_ *y***Pto ella è per intensione regolata C iii. 6. 50.
^^^^■•«lochA fu la mia intensione , C iii. 9. 4.
^^**'**0 ... la intensione é a un' altra C. Ìii. io. 53.
^ j*^ ^«smo a una parte la intensione dell' aiutorio e C ili. 10. 69.
^* '*9im*ione d' Aristotile nel!' ottavo dell' Stica, che C. iii. 1 1. 74.
rr** * della intensione della cagione C iii. 19. 61.
_ *^^^iia d' è rea. non è della divina intensione C iii. la. 64.
.^ *^cc r uno e V altro per intensione C iii. la. 68.
"^■^•^^k poi fuori d* intensione la malizia de* rei ; ma non sì fuori di
•*UK*i«iw«, che C iii. la. 69, 71,
*^^ente Trattato per intensione si ragionerà C. iii. 13. 37,
^^•■^ ti qual è fuori di naturale intensione C ili. 15. 97.
^^^o che 4 di mia intensione a trattare C iv. a. 13.
^^tuelle per intensione ... é da trattare C iv. 3. 73.
^ * • • opermziooi . . . ucondono la loro intensioni C. iv. 5. 7.
INTENZIONE ^^^^^^^^^^B 3x6
Inter. Quantum spca inttr m£ de ìpsa dunit Cstm-v. xxì. 39.
interiore. Lnrondi . . . Ne' miei m/mbr senza intervallo S. P.\. 39.
interno. Io laverò con lagrime lo ... E lo mio ÌHitmo S. P. vi. 30.
intero. E dopo 'I falso parla non intero C iv. CanM. ìii. 43.
Cf, int£^.
Intervallo, infondi , . . Ne' miei interior senza inttrvath S. P.\. 39,
Intorno. Tanto dolore intonto al cor m' assembra . . . , V, N. 34. 30 ;G»»m. Ìv. 4%
Tre donne TM/omo al cor mi son venute C«fU. xx. i.
prato . . . chiuso intorno d' altissimi colli Sfst. i. 30.
Che d' intorno da* suo! sempre sì gira . . . una Bail. x. 7.
intendone, non faccio contro alla intmtionr del Filosofo C iv. B. 68.
siccome quando senza intntnon* . . . vengono C- iv. 11, 60.
Interamente. La. quale infamia si cessa . . . inttrammtt ..... C i. a. lat.
esser . . . contandata interattuntg C i. 7. 8.
è la obbedienza inttramtnU comandata C ì. 7. 33.
non £ inttrumentt comandata C t. 7. 40.
obbedienza comandata m/rmm/NV C ì. 7. 44.
conciossiacosaché molti che vìvono inigramttite siano mortali . . C ti. 9. 61.
forza e vigore interamente ... in lui rìsurgeva C. ìii. 3. 57.
io commendo questa Donna interamente e C iii. 5. 7.
cfi lei trattare iatemmetite non si può C. iii. 8. 138.
£ riprovata . . . quella del viilgo interamenU C iv. xo. 37,
interiore. sA dimostra la luce interton della Sapienza C iii. 15. 17.
intermissone. dilezione, che non paté aìctuiA intenttissione . . . . C. ìii. 11. 146.
intero. V ordine della inttra scusa vuole C i. lo. a8.
si è r anima intera quando V ode C ii. 14. iqi.
poi paria non intero, cioè con di/etto - . . C. iv. 10. 39.
interporre, coloro . . . interpongono di quel colore tra ...... C ili. 9. 97.
interpretare, ho . . . usato quello . . . interpretando C i. 13. 63.
intestato, se M padre muore intestato C. iv. 34. 178.
intimo, conciossiachè . . . nulla sia cosi intima amistà V. N. aa. 11,
Intollerabile, tal mezzo che potesse obumbrare a me la intoi/erabife
beatitudine K. AT. 11. ao.
sentendomi dolore quasi intolìerabile V, tf. 23. 9.
a dare a intendere La sua intolìerabile malizia .... . . . C iv. 7. 48.
recano sete di casso . . . intoUerabile C ìv. 12. 48.
Intorno, intomo a ciò fo due parti V. S, 33. 099 ; 33. 97.
la rcvoluzione . . . intomo ad un suo immobile C ìi. 14. 23,
ciascuno cielo ... si volge intomo al suo centro C iì. 14. t^.
ciascuna scienza si muove intomo al suo suggetto C ìL 14. 17.
per questa revoluztone si girava il sole intomo a noi ... . C. iii. 5. 36.
Questo ciclo si gira intomo a questo centro . . C. sii. 5. 66.
esso sole giratt il mondo intomo giù alla terra C iii 5. 146.
tanto che egli gira inforno giù alla terra C. iìL 5. z6o.
Lo quale montare e discendere intorno sé allor vede C. iìi. 5. 163.
(H/orrto al detto errore ... C. iv. i. 69.
Marta . . . turbiti intorno a molte cose C iv. 17. 97.
Intorno dalla prima parte £ da sapere C iv. 23. 17.
Intorno alla quale sì vuole sapere C iv, 93. 46.
secondocbi scrive Ovidio . . . intorno alle parti C iv. 93. 139.
E intorno di ciò si \-uo1e sapere C. iv. a6. 15.
intra. K N. ai. a8 ; C i. a. 69 ; 5. 99 ; li. 1x4 ; 13. lo ; ìì. 9. aS, 69 ; 9. 56 ; la. 33 ;
14. aoa, ao6; iii. 2. 40, 59, 61 ; a. 93; 5. 40, lao. 131 ; 7. ioa ; 8. 1, 8, 36,
170; II. no, I3X ; iv. t. 8, 43; 4. 39; 6. 53; a I03 ; 17. 68, 80.
317
IRA
intra. ^^^^T. . . Srst^ iìi. 6. 31.
Invano, tua culla, Che lusingò cotanti so^i invatto Cant. x. 79.
Si chp coniiiglio (>ti*a>f VI si balestra Som. %xxvi. 11.
Pereti' io conosco avere speso invano Le mìe fatiche /*. /~. 5.
invecchiare. Però che i falli mici unsi invecchiati Più, che . . . . S. P, vi. 34.
L* ossa mie, e i mici nervi a* iMvnrJtiarx) S. /*. xxxi. 17,
che tu sai Ora irtvtccMiafsi come Ìl vestimento S. P. ci. 107.
inver » inverso. K iV. 13. 91 {Batl i. ib) ; 6. 39 [Som, iil ts) ; Soh, xl. 10.
inverso. K TV. «4- 59 {Son. xìv. 101.
invidia. Che nulla invidia all' oltre ne procede K. /^. 87. 18 {S(m. xvi, 6).
/Ht'i(/f'ii è quella, che fa r uom vermeglìo P. F. 1B7.
invilire. La quale è si invilita, Ch' K AT 33. 106 (Csmo. UL 66).
invitare. Virtù, che i suoi nemici a pace invita Con .... Cans, x. 107.
Se cavalicr t' intnta, o ti ritiene ..... CanM. xÌv. 87.
invelare, a quella donna . . . che m* iftvoia Quello Csna. xii. So.
C/. Imbolare,
involgere. Madonna, invaila in un drappo, dormendo . . . . K iV. 3. 87 (Som. i. II).
Ipsa. Nec dicit tfna : Malum est de iato Catu. xxJ. aa.
Quantum spcs ìntcr me de ipsa durot Can»* xxi. 39*
ira. Né ira contm te fa lunga prova Cana, ìx, 8.
Perchè ^i oggiatc in Ma . Canm, x. 139.
intromettere, non m* ititratnetto se non di distinguere le porti . . . K. JV. x6. 41.
introduci tore. questo mio Volgare fu introdnaton di mr netta . . . Ci. 13. 37.
inumano. Li quali sono tanto muntAiw' peccati .... ... C L la. Ba,
invano, perocché biasimevole è invano adoperare C L B. 70.
InveDtivOi siccome la virtù fiiffH/rtM [iMM^Md/ittf I] C. Hi. a. 130.
Invenzlooe. secondo ... la imfHMiomt che ha fatto la . . . ra^ne C iv. 8. 54.
quando . . . vendono per inmnmion* alcuna non pensata , . . . C. Iv. 11. 61.
Inver - inversa C i. 1. 59; ii. 11. 94.
inverno, si fanno . . . iieir anno ... in Invtmo C. fv. «3. 109.
Q: verno.
Investigabile, come sono . . . mvtstigaMi le tue vìe C Ìv. 91. 58.
Inviare, colta dolcezza del . . . inmarono me . . . nell* amore . . . Cu. 16. 5.
invidia, molti pieni d' invidia già si procacciavano ... . . , • K. iV. 4, 8.
la seconda è imndim C L 4. l».
U paritade ... è CAgioae d* invidia^ e imhdia è cagione di mal
giudicio . • C. L 4. 44 (to).
Violtì . . . hanno invidia atli mali opermCorì C i. 4. 60.
la quarta, argomento d* invidia ...,...,....Ci.il.9.
La quarta si fa da un argomento d* intùUm . . . ki mswAìi t sempre
dove A alcuna paritade CL il. Ili, 11^
nasce invidia • C L it« 117.
tei passioni . . . cioè . . . inviditt . , . vtrgogma C ili. 8. B6.
li Santi non hanno tr» loro invidim C iii. 15. ioa.
quello che ciascuno , . . porta, o per imvieUa C iv. 13. 104.
Invidiare, per la cosa invidiala C. L 4. 46.
tavIdlOSO. Lo invidioso poi argoonsU . C L 11. 117.
tevldOb incontanente sono invidi ••••... C L 4. 30*
Invilire, nel coeletto de* quali . . . mia penooa tnvUko . C t 3. 4'*
invitare, diisc . . . inpi$a$*dù e confortando gli uomini a . . C tv. 11. 113.
involgere salvo che tnvotta mi pam io un drappo K A. 3. 38.
Ippocrate. gli Aforismi d' ì^fioemie C i. 8. 33.
In. siccome certi . . . sono ad irm dUpo«tÌ . . . C. til. 8, 159.
ManutHudine^ la quale modorm k ootim im . . C iv. 17. 31.
IRA m^^^^^^^^^^^p
ira. Già non s' induce ad im per parole Cans, xix. tat.
Or sono a tulli in tra ed in non cale Con*, xx, 15.
Fugge dinanzi a lei superbia ed ini f^. A*, ai. 15 \,Soh^ xÌ. 7).
E non voler correggermi con mi , S. P. vi. a,
V aspetto Della tua ira contr' a* mìei peccati S, P. vi. 33.
con furore, Ower con ira Ì! tuo servo riprendere S. P, xxxvii. 3.
Ch* io temo r $m del tuo volto santo S. P. ci. 34.
Né mai distenda ad ira le sue braccia P. F. fja.
Ira air irato sempre accresce pene P. F. 190.
irato. Che mi sguardavi con la faccia l'ra/a - S, P, xxxviì. g.
Ira air irato sempre accresce pene , , . , P, F. tgo.
ire- Ita n 6 Beatrice [in I' alto ciclo] K. ^. 33. 19, a6. 55 \Catu. iii. 15).
Che senza la giustizia non può ire S. P. cxlii. 6.
Israd. vedendo la contrizione Del popol d' larail S. P, cxzix. 03.
istOL Nec dicit ipsa : Malum est de tsta Cina. xxi. 99.
iracondo, conosce 1' amico suo . . . inuondo all' ammonizione . . . C. iii. 10. 63.
iraacibile. questo Appetito, che irasciòiU , . . si chiama C. iv. 36. 47.
ire. mi convenne . . . ire verso quelle parti K ^. 9. 4.
di là dalla quale non si pu6 irt piti per K JV. 14. 6a.
così mal può irt a questa dolcezza chi C. ìv. aa. 18.
però non abbiate temenza ; ma Ut e dite C iv. aa. 156.
llTagionevole. lo irragiontvoie il coltello del mio giudìcio purga . . Ci. a. la,
irrazionale, senza lo quale sarebbe . . . imuionalf intendere agli . . C. ii. i. 70.
po5ìto che possibile fosse, sarebbe imuiottaU C ii. i. 105.
Onde . . . irrasìottaU sarebbe se . > . C il. 5. 70.
irmsionabiU sarebbe procedere ad essi dimostrare C ii. i. 117.
irrepngnabUe. che . . . abbia . . . imtpugHabilt ufficio di comandare . C iv. 4. óA.
irreverente. Che se . . . irnvemitt mi mostrassi C tv. 8. 34.
a mostrare me non essere irrrvrrrnt* alta C. ìv. 8. 98.
da distinguere è intra lo irrrvtrtHi$ e non mtrtntt. Irrtvtrgntt dice
privadoné C. iv. 8. 103 ibis)»
Per che se io niego ... io non sono irmtrmU C ìv. 8, lao.
Similmente io . . . irrrvermte non sono C iv. 8. 133.
irreveren temente, né contro ... si ragiona irnverenttmenée . . . C iv. 8. 33.
irreverenza. il quale contrario irrevfrenaa . . . dicere ... si può . . C. iv. 8l 15.
però la irrtwrensa * disconfessare . C Ìv, 8. 105.
perocché . . , ìn più vera irrrvtrmaa si cadcrebbe C iv, 8. 138,
Isaia, però è scritto in Isaia C ìv. 5. 43.
sccondochfr li distingue /^uiiict Profeta Civ. ai. no.
Islfile. quando Jst)(/r dice ad Archcmoro C. ìli. 11, i€A.
ìsola. le forze che ha questa isoia C ìv. 97. 176.
brael. quello popolo d* Israti C. lì. 6. 4.
Israele, ncir uscita del popolo d' Israèle d* Egitto C ii. i. 59.
istigazione, essere tornato . . . senza di\'ina istigamone C iv. 5. 139.
Italia, vedemo nelle cittii d' liaiia C. ì. 5. 56.
5' egli * d' Italia C. i. 6. 54.
infamia . . . delli malvagi uomini d' Italia C i. 11. a.
sono gli abbomìnevoli cattivi d' //a/ù C i. 11. 147.
dalle corti, massimamente d' Italia C. B. zi. 67,
Dico . . . che anticamente ìn Italia . . . vìveva C. iit iz. aa^
cioè che Enea venne di Troja in Italia , . . C ìv. 5. 48.
che . • . qua in Italia tanto dinanzi ti preparasti . C iv. 5. 79.
le verghe de' reggimenti d' //a/id C iv. 6. 181.
spezialmente nella misera Italia C. ìv. 9. 106.
319 ^^^^^^^^^^^ LAGRIMA
tvL Se guardi alla pietà eh* ivi entro legno . . . «I^^HT* . Oims. xvlf. 90.
Itn , . . Generai io costei Conj. xx. 47.
Vero è che ad or ad or d* ivi discende Bai/, iii. 7.
UL y. N. 19. 45 (Caiu. i. 9&\ 80 <,rdM«. i. 61 ; Cant. ìx. 3. 64 ; x. 100 ; xi. 8a ; xiri.
aa ; xix. aa ; Sist^ li. 37, 36; Ball. vii. 5; vìii. 11 ; K TV. 44. 59 iSon, xjv.
loj ; 43. 51 {Son. XXV. 5) ; Son, xxxv. 3 j Hi. 3 ; n%'. 6 ; S. P. xxxi. 15.
fw^^w. Vedendo la mia laòhia tramortita K iV. 33. 108 (Catta, iii. 68\
£ par che delta sua labbia si muova K. ^. 96. 48 {Soh. xv. la-.
qualora davanti Vedetevi la mia labbia dolente . . . . K A^. 37. ai Sim, xx. 6'>.
labbro. Aprì, Signor, le labbra della mente 5. /*. 1. 58.
labile. Dop' està vita labile e caduca S. /^ cxlii, 57.
laccio. E che mi guardi dagli occulti lata . . . . S. P. L 9.
E dai larri infernai si gli dUleghl ... >•..■••• Z'. f. 840.
laddove. LatiJovf tu mi rìde ••>• Ball. ti. io,
lado <= laida Perchè a dire é lado . Cohm. x. 131.
ladrOf 9d}\ St n. Sentendo 1* opre ladn Che ìn te ai fanno .... Vana, xviiì. 5.
Ma come a furto il Wiv, Cosi vanno Coiu. xix. 53.
C/: latro.
ladrone. Questi ... È piuvico laJron negli atti sui Som. liv. 8.
I^tgla E monna Vanna e monna Logia poi . . . ponesse S^m. xxxii. 9.
lago. Una saetta che m* asciuga un lago Dal cor Batt. iii. 8.
Che *l suo desirr in congelalo lago ... si posa Sem. xxxix. 3.
IH quei che al lago discendendo muore S. P. cxiii. 39.
lagrima, che . . . mena Le /ii^m/ dogliose agli occhi trtsU K N, 35. 55 \Soh. xviii. 1 1.
Italica quasi a tutti %V Italia apprcsentato C i. 4. 95.
né il Tedesco Io Volgare Italim C. L 6. 56.
li Iclteratì fuori di lingua Italica C. Ì. 9. lo.
coloro che accusano r //o/iini Loquela . C ì. to. 106.
questi Tonno vile lo parlare I$aì0 C i. 11. 99.
IvL perche il primo mese ò ivi Tiarin ... K «V. 30. 6.
che tvi il core anche intendo per V appetito ^ ^ 39* 44.
dicendo che dovunque é Virtù, ài é Nobiltà C iv. 19. aa.
JmoU. Dice Marco che . . . Maria Jacobiy e . . . andarono . . » • C cv. aa. 150.
Jacopa &e non chi va verso la casa di santo Jaa>fH3 K /V. 41. 41.
pepli che la sepoltura di santo Jtttopo Ai . . . . K jV. 41. 48.
che il vulgo chiama la Via di santo Jacopo . C H. 15. to.
Onde dice santo Jacofio Apostolo C Ìv. a. 83.
Jattatìia L' una 4 di natuntl* jattaptaa causata C iv. 13. lao.
Jcrooima seguitare y/mmino, quando . . . dice C ìv. 5. 143.
JesM; Nascerà verga della radice di J«sté ... e Jésm fu padre del . . C Iv. 3. 44, 45.
là. K /V. B. 38 ; 7. 44 ; 9. aa ; la. 7, 18 ; 13. 30 ; 14. 7. 6a ; al. 6 ^bW,t 38 ; 40. aj ; 41.
45i 51 : 4»- M. 33 : C. i. 9. 47 ; la. 3 ; ìÌ. a. as ; 3. 34 ; a 59 ; 9. 134 ; io,
78 ; xa. 54 ; 13. 46 ; 14. 83 ; 16. »5, 49. 64, 7»» 75 ; ^»l- 4- 4 « : 5- 83, 96, l iS,
187 ; 7. t4a ; 8. 58, 8a : io 34. 44. 45 : «a- 9. -43. «5 J >4. 6j ; iv. 5. 144 ; 6.
140; 7.68; 8. 49: 14.38. 14*; 15.66; 19. 60.76; aa. i»3 ; 33.88; as. 741
«8. 56, 58 ; 30. 46.
labori; te non teme laborw di studio C ii. (6. 40.
latartaaa Ciascuna cosa che . . . procede, *■ labonaui C\ \. 7. 16.
ladra levare Ìl draj^w ... e coprirne il ladro .... C iv. »7. 196.
Nua altrimenti , . . ridere . . . che del ladm che .... C. iv. 97. 199.
IsdnXMU siccome sono ladroni e rubatorl .... ..... C i. la. 77.
dinanzi a' iadront canterebbe C. iv. 13. 109.
blgrtma. non potei sostenere alquante lagfimt .... K ^. 8. 11.
aadai a bagnare la lerrm d' nmariarime èagritm ... K jV. io. 5,
LAGRIMA
3»
lagrima, sentendo Che si movean te lagrime dal core . . . K iV, 36. 38 (Som. xìz, io).
Io laverò con tagnm* Io letto S. /*. vi. 09.
lagrimare. donne Qual iagrimando, e qual traendo guaì K IV, 33. 174. (Gin*, il 47).
Gli occhi . . . Hanno dì Zoomar sofferta pena . . . . K. /V. 32. 42 {Cans. iti. a).
Ma lagrtntar dinanzi a voi non sanno V. N, 37, 39 i^Son. xx. 14),
L* amaro iagrimar [che voi (accste . . . Faceva tagrimar V altre
pcn»nc] y- ^' 3^ ^Si 35 (-Scw. xJti. i), 37 {Som, sxL 3).
dcsìrì Di tagritnatt e di mostrar dolore . . . » . . . r. A^. 40. 56 i^Scn, xxiii. 6).
mi dice, Che lagrimando n' uscirete pui K ^. 41. 65 {Soh. i-xiv. xi).
Io a te, Signor, ricorro lagrimando , S. P. xxxi. 49,
UtgiimOBO. L* altra man tiene ascosa La faccia lagrimoaa .... Can», xx. 35.
Degli occhi nostri lagrimosi e mesti S. P, "vi. 42.
lai, pi. son senza fìnc, Con pianti e strida ed infiniti lai P- F, 63.
lamentare. Aoìma nostra, che si ti iammti , C. ii. Cans. i. 41.
E quivi ^ lamenta D* Amor Cana. xiìi. 38.
Ch' io 'I ridi lantmtare in forma ven K W. 8. 30 (Som. iìL xo\
lamentX). Poscia piangendo, sol nel mio lamftUo Chiaaw. . V. iV. 32. 94 (Caiu. iìì. 54).
Sentirai dolce sotto il mio lamento dna. xTÌi. 87,
lagrima, mi ritomai nella camera delle lagrime K. iV. 14. 65.
che alcuna lagrima talor bagnava la mia faccia K iV. aa. 31,
ìocontancnle che le lagrime m* avcano assalito K. iV. 23. 38.
bagnandoli dì vere lagrime f^. JV. 33. 48.
che tirasse le lagrime fuori delli mici occhi V. N, 37. 10.
mai . . . non dovrebbero le vostre lagrime esser ristate K A^ 38. 17.
trovai . . . alle mie lagrime rimedio C ii. 13. 35.
lagrimare. poiché alquanto mi fu sollcnato questo lagri»Man . . . , V. S. la. 7.
m* addormentai come un pargoletto battuto fagrimundo . . . . K A^ la. la.
ancora lagrimando in questa . . . cìttadc, scrissi K. M 31. 4.
Poiché gli occhi miei ebbero . . . lagrimato V. N. 39, a.
più tosto si muovono a lagrimare KA^. 36. 15.
non potendo lagrimare né disfogare la mia tristizia K. A^. 37. 7.
sì raccese lo sollenato lagrimare in guisa, che V. N. 40. 28.
Isùdezza. che rìdca e schemia la laideaea del suo corpo C. iii. 4. 76.
laido, che qualunque cosa è ... da biasimare, è più laida che . . . C. i, a. a7.
alcuno che 1* avesse laido latto parere . . C. i. 10. 70.
perché sia del corpo da sua natività laido C iii. 4. 63.
la quale corrotta, a cosi laida morte si correa C iv. 1. 88.
Che . . . non sarebbe tanto laido, quanto C iv. 8. 35.
t un ritraimento d' animo da laide cose C. iv. 35. 70.
quante laide parole ritiene C iv. 25. 94.
Nullo atto è laidot che non sia Icùdo quello nominare C iv. 35. 96 {bis')'.
lnpr^rf»ntnn?ji. proposi dì fame alcuna lamtntansa K A^. 7. la.
con alcuna onesta laméniattaa V altro aU}andonaudo C ii. x6. 56.
lamentare. là ove potea lamtniarmì senza essere udito K AT. 1 a. 8.
dì questi spiritelli, che si lamentavano forte K AT. 14. 45.
udii lor dire parole . . . coro' ella si lamentava K A^. aa. aó.
nel quale mi /df^vMtassi' alquanto K. A^. 33. 17*
Dell' una . • . si lamenta questo mìo caro e distretto a lei ; nella
seconda mi lamento io K AT. 34. so, ai.
cosi appare che ... si lamentano due persone, 1' una delle quali si
lamenta come fratello K. TV. 34. 04, 25.
dico che dice parole lamentandosi , . . C ii. 10. z8.
dico che r anima se ne lamenta dicendo C iii. 3. la^.
lamentevole, la cagione del suo lamenltvole parlare C iL 10. 7.
331 ^m^^^V LASCIARE
lamento. Che lascian guii e di /amvh/i' strìde . Som. x li i. 7.
udendo ... li la*HfHti e ì guai di quelU temi , S. P. ci. 56.
lancia, sono Venuti centra me con tancù e stocchi S. P. xxxvìL 39.
lanciare, di quella sacttaT Ch* Amor ZoMnò lo g;iomo eh* io . Cans. xvì. 58.
laonde. Laotuit il mio nemico . . . s* afforzava . .' S. P. xxxvii. 43.
Lapo, Guido, vorrei che tu e La/*o ed io Fossimo presi Son. xxxii. 1.
larghezza È . . . Prudente e giusu, e targhetta se n* ode . . . C. iv. Can», iìi. 133.
Larghétta e Temperanza, e . . . mendicando vanno Caiu. xx. 63.
largOw Oltre la spera, che piti larga gira ,.,,,,, V, N. 43. 47 {Son. xxv. 1),
Per mia mattczza rompe e Tassi largo S. P. xxxvii. 18.
K fa si larga b redenzione S. P. cxxix. 90.
lasciare. Allor Aurini la ntiova fantasia K /V. 93. 140. {Canz, \\. 13).
Ed tu tasàato Amor meco dolente V. N. 33. 54 .Cmna, iti. 14).
E Ita eoa loro ; e voi, donne, ha lateiait K. iV. $•. 57 (Cwm. VL 17).
LancilOttO. Certo il cavaliere Lancilotto non volle entrare . . . . C iv. 38. 59.
Laomedonte. nella età di Laomgdont* C. iv. 14. 137.
Secondo la opinione . . . Laomtdontt fu gentQe ....... C. iv. 14. 140.
ISfiaiDCnte. dico <vncAib/ar^imrM/r ogni ntondo ....... C. iì. (4.908.
lo sguardo di ... fu a noi cosi largamtnU ordinato C. ili. 14. 194.
doppiamente . . . cio^ largttmtnlt e strettamente C iv 9. 103.
ibr^am/H/r, s* intende per tutto quello parlare C ìv. a. 106.
che . . . tanto largamfntt ìn quella ne mette, quanto C iv, ai. 103.
larg^lezsa. credono che cortesia non sia altro che UrgMtaaai che
latgiuMMa è una speziale . . . cortesia C ÌÌ. ti. 58 (&u).
perocché la sua larghila non si striane C iìi. 6. 98.
D aotc pare di larght^mi ... d* un piede C iv. 8. 59.
thè, poaedendo quelle, largtuMaa non si fa C. iv. 13. 134.
irtsmutata negli altri per uso dì largkaaa C iv. 13. 141.
al debito della Larghetta . . . sati^re C. iv. 97. 107.
Che . . . tm Larghetta vuole esacre a luogo e tempo ... . . C. Ìv. 97. 1 la.
Bìalaati ! . . . che . . . credetevi Larghttta fare C iv. 97. 1*4.
tATglrCL che a loro sia maggior licenza largita .... K ^. 95. 57.
Se ... la Dea della ricchezza largitra ... . . • C. iv. la. 77.
largo, secondo la larga significazione del vocabolo . . , . . , . K A'. 41. 34.
in due modi, in uno /ofjpo ed in l'altro stretto. Xnlargo^ ìnquaatoè . KM 41.37 ;Aij).
targo parlando dico . . . » C i. 7. 88.
pib le è la sua beatanxa stala larga ; e se più 1' è stata larga . . . C ii. 5. 85, 86.
perche veggiooo fare ... le possessioni larghe C Iv. 8. 77.
che 1' Anima nobile nella Scnctta ... si £ Larga ...... C. iv. 97. la.
Coavienal anche a questa età caaere Largo C Iv. 97. 105.
UU che 3 Largo non noccla C iv. 97. 1 13.
Moatr* che fosae Largo C. iv. 97. 171.
però le tamaro tutte ^. jV. 5. 33
a me non dispiace se la mi /«Vi« stare K. A^. 19. 159.
poich' io Umooì questo farneticare K M *3. 994.
e però iastiaruio lui, Dico che K. A^. 36 34,
p«r6 Umìo colale tratuto ad altro ehlo«atore K A^ 99. 97.
focate, che . . . non mi Ioana quasi altro pensare K A^. 39. 14.
■ cui cosi vilmente a' era latciato poMedwe K A^. 4o> !••
Il quale Gesù Cristo latàò a noi per t inmptn • K, M 41* 4*
la • . . vita di quelli che dietro m' ho lataMi . , C L. l. 79.
perchè per aè è da lateiar» di parlate sé biasimando C. L a 4a
parxchtfi aoo iaatim la ragione argoneatare ..... C i. 4> 45>
likrdtté Hi fac«...r altro tetfM. . . C 1. a 7.
Y
LASCIARE 3133
lasciare. £ certo e* mi coDvieo iasaart in pria [. . . Ciò] . C iiL Qm*, li. 9 ; a. 9 ; 4. 15.
Le dolci riine d' amor . . . Convien eh* io Aua* C iv. Cans. iil. 3.
E sanno il loco, dove Amor lasdaro Gihj. xìv. aa.
Verso 'I dolce paese e* ho iasciato CaHM. xvi. 5.
Poscia eh* Amor del tutto m' ha lasciato Orna, xix. x ; V, E, ii. la. 65.
Che non mi lascia aver, com' altri, tempo S^st. ii. 54.
Lascia piangere a noi [, e triste andare] , . . . V» N. aa. 97 {Soiu xiìi. 9), ito.
Cb* altro pensicr non lascia star con nui K. W. 39, 67 (Som. xxit. 8).
udito, Che pigliar vi lasdatt ad ogni uncino Son, xjcxiv. 6.
Lo Re ... Mi fa Iasaart la fiera rancura Son. xxxviì. 3.
Che lascian guai e di lamenti stride . Som, zlii. 7
Dunque lasciatt dir chi ha senno poco Son, xtv. ta.
Che più cascare non mi lascerai S. P. xxzvìi. 59.
Non mi voler lasaan cosi afflìtto * S. P.\. 40.
Ch' egli . . . lasctràgii ogni perverso merlo S. P. cxxtx. 35.
laaao. Quantunque volte, lasso! mi rimembra . . . . , V, N, 34. 37 {Canm. iv. z).
Oh lassa me, come si fugge . . C ii. Can*. L 31 ; la ao.
[Oh me] lassai ch^ io non son possente C iiì. Can*. ii. 7 ; 3. 133.
Jl.(2S5o/ a che dicer vegno ? Gma. x. 18
lasciare, coloro che . . . hanno lasciata la letteratura a coloro . . . C ì. 9. 33.
come ... io mi mossi ... e lasctai lo Latino Ci.ro. 37.
qui lasciando^ tomo al proposito C i. la. 88.
dice ... la pace mia lascio a voi . . . lasciando loro la sua dottrina . C. ii. 15. 173, 173.
se pur. . . si conviene . . . lasciar V altro C ii. 16. 55.
senza lasciarlo alla terra ricongiungere C. iii. 3. 6a.
conviene lasciart p*r povertà tC intelletto molto ........ C iii. 4. 9,
al quale è bello un poco di fatica lasciare , C ìiì. 5. 196,
e non si lasciano vedere senza fatica C iii. 7. 43.
e nullo suo pensiero ad altre cose lascia distendere C iiì. 11. jaó.
clic a me conviene lasciare le dolci rime C. iv. a. ao.
le parole ... si deono . . . discretamente . . . lasdan C iv. a. 65.
cUporròy cioè lascerò stare, lo mio soave stile C iv. a. 93.
d' un verbo, molto lasciato dall' uso in grammatica C. iv. 6. 16.
negligenza è a lasciare la . . . opinione prendere piede C iv. 7. 17.
sì va . . . lasciando le vcstigie de' suoi passi C iv. 7. 68.
se non seguire le vcstigie lasciate C iv. 7. 73.
non è da lasàare . . . che . . . non errò pur C. iv. 10. 54.
lasasi stare quanto . . . Salomone e . . . grida . . C iv. la. 80.
non può essere possedendo quelle, ma quelle lasciando di possedere C iv. 13. 138.
perocché ... da lasciare mi pare ogni altrui sentenza C iv. 17. 35.
certa cosa, che dinanzi è . . . lasciata non provata C. iv. 19. 9.
Lasciando dunque stare 1' opinione . . . intendo C. iv. aa. 37.
lasciando stare tutti gli altri ... è da C. iv. aa. 61.
quelli che dalla buona radice si lasciano disviare . C. iv. aa. 133.
fino alla Nona, tasciando la Sesta nel mezzo C. iv. 33. 131.
lasciando ciò che ne scrivono ì filosofi . . . dico C. iv. 34. 34.
lasciando il figurato ... e lasciai^ stare quello che Egidio Eremita
ne dice ... e Lisciando stare quello che ne tocca Tullio • . ■
dico C. iv. 34. 94. 96. 99.
quello che ... è nell' ultima vol«>ntà un padre lasciato .... C. iv. 34. 177.
Enea . . , quando las io li vecchi Trojani in Sicilia C ìv. aó. 94.
e però questa lascia, e quello ricoglìc C. iv. 30. 43.
Dissi lassOf in quanto mi vergognava di ciò che V, N, 40. 47.
Ora . . . che 'l mio ventre è lassa C iv. a8. 134.
323 LATINO
lasso. Lm*so/ non donne qui, non genti accorte Vegg' io .... QiHm. xì. 67,
Z.«jsa / però che dolorosamente Sento ■ . . . • Coma xìlì. 4.
Al poco giorno . . . ed al . . . Son giunto, ìassù! ed al S*xr. i. a.
LtuMÌ non so in qual parte gli giri ••.... BoÌÌ, v. 11.
Io dico : afai fosso f awicn egli a perdona f K TV. 16. 37 (Som. Ix. 4).
rei . . . Lasso f di pianger sì la donna mia f^. ^< 33. sa tSoft. i.vìì. 7).
Lasso/ per forza [de* molti sospiri] K W!. 4a 46* 51 \Soh. xxììì. 1).
£ però loAso! fu* io cosi ratto In trarre Son. xxvL la.
Quando son giunto, tasso / ed ci son chiusi. E M Son. xxv'ù, fa.
Ha più m* incrcsce, ahi lasso I che si vede Son. xxxv. 13.
Ohimè, lassOyoh\mt\ Som, X, 5.
Dicendo : Lnsw^ che per Rchi secchi Messa 1* avre* Son. tii. 13.
Qualora io penso che son fatto lasso 5. P. d. 35.
lù. Ogn' Intelletto di lassù la mira .... C. ìil. Cans. ii. 93 ; 6. 33, 6j ; 13. 7.
tal c:erchio . . . Che di lassù ne riga Camm, x. 94.
questa, in cui onor lassù si canta Cans. xxW. 60.
Perocché di lassù mi son venute Baìln vi. 14.
cantinne gli augelli Ciascuno in %ìxo latino ... ... Ball. fv. 11.
Che a dirlo sana poco il mio latino P, F. 139.
Nella Seconda dico per che va lassù K W. 4^ 17.
acciocché spiritualmente va lassù V. N. ^is. ao.
lassù io saliva pensando C li. B. 43.
perocché di lassù é il suo principio, e di lassù viene b sua
•entenza C ìEi. 7. t36, 137.
che di lassù dico, facendo relazione a Dio C Ìil. 13. 8.
quando di lassù discese Colui C iv. 5. 58.
ite. le scritture Uitinamtnét scritte C i. 7. 49.
A più la/inammle vedere la sentenxa C il. 3. l.
erano dicitori d* Amore certi poeti in lingua latina . . . . K A. 93. 07.
tanto i quanto dire per versi in latino K AT. 9j. 35.
alla quale era malagevulc ad intendere i versi laOm K A^. aj. 47.
conciussiacoaaché le parole . . , si«»o tutte taAns P^. /^. 31. sol
CMcre Volgare e Don Z.«/i'mo. C. i. 5. 4.
■e Latino e non Volgare fosse stato C. i. j 42.
M tosse stato Latino C L 5. 45 ; 6. 3.
perchè il Latittc é perpetuo e non corruttibile C. ì. 5. 48.
delle commedie e tragedie Latin* C 1. 5. 51.
lo Latino non era toggrtto ma sovrana C Ì- 5. 70.
lo Lat$no molte cose manifesta C. Ì. 3. 85.
più ... in Latino^ che in Volgare, però che lo Volgare seguita uso,
e lo Latino arte C t. 5. 103, 104.
doè che il comcato Latino non sarebbe staio soggetto alle Csnfonli
ma sovrano C i. 5. 106.
che il Latino non sarebbe stato servo eonosfmt* C 1. 6. 8,
Vt 11 comento Latino avrebbe avuta la conooccnM . . . Che lo
Latino non sia conoscente C. 1. 6. 36, 38.
Lo Latmo conosce lo Volgare in genere C 1. 6. 45.
tutto 1* abito del Latino C. 8. 6. 5i<
BAO abituato di Latino Ci. 6.34.
che lo Latino non è conoscente del Volgare C L A. 57.
s« non conosce lo Latino lo Volgars C.Ì.6.6aL
lo Latina non ha eonvtnatiooe c«n tanti Ci. 6. 66^
cIh lo Lmtmo pur conversa C 1. 6. 70.
0 OOOMBlo Latino non sarebbe stato servo tonosantt . C L 7. 1.
va
LATINO ^VI^H^H^ ^^
lata Madonna ... Io parlerò di voi in ciascun tato C iii. dita. iì. 90.
e d* altro tato Con difetto procede C.'w. Canz. iiì. 47.
Dall' un de* lati vai combatte il core Canz, xvi. 3.
Generai io costei, che m* è da lato Canz. xx. 50.
S* io fossi dal mio tato al fellone K. TV. 38. 40 (Som. xxÌ. 6\
Seco menando Amor dal destra Imto Som. xxìx. 4.
O: allato.
latrare. Oimè ! perchè non latra Per me Cane. xii. 59.
latro. Che tanto dà . . . Quctsta scherana micidiale e latru .... Cohz, xii. 58.
Q: ladro.
Latino, era impossibile avere Io /^/r'fco comcnto C {. 7. ti.
che allo latino fosse stato iropoosibile C i. 7. 13.
se il £a/ii«o è sovrano del Volgare . , C. i. 7. 97.
cotale sarebbe stata quella del comento L^no C L 7. ^a.
lo Latino . . . a\Tcbbe sposte molte parti C. ti 7. 46.
Né questo avrebbe fatto il Latino C i. 7. 60.
Che non fosse stato Io Latino empitore . C, ì. 7. 65.
lo Latino non 1' avrebbe spostc C i. 7. 76.
Anche Io Latino V avrebbe sposte C i. 7. 8^.
Omero non si mutò di Greco in Latino C i. 7. 97.
casi furono trasmutati ... di Greco in Latino . C. ii 7. loa
converrebbe . . . comento Volg^are e non Latino C i. 8. 5.
tre cose ... le quali . . . \o Latino non avrebbono seguitalo . . . C. ì. 8. 10.
era separato lo Cumento Latino . , . , C i- 9. 4.
Non avrebbe il Latino servito a motti C i. 9. 7.
come lo Latino avrebbe a pochi dato Io suo beneficio C i. 9. 37.
non sarebbe stato datore lo Latino C. Ì. 9. 40.
e lo Latino non 1* avrebbe data C L 9. 64.
che non 1* avrebbe dato il Latino . . C i. 9. 67.
questo non si può dire dello Latino C i. 9. 70.
mi mosse al Volgare anzi che allo Latino C 1. 9. 75.
siccome di comcntare con Latino C. ì. io. 9.
e lasciai lo Latino C i. io. 07.
il Comento Latino trasmutare in Volgare Ci. lo. 67.
quelli che trasmutò iE Latino delP Etica C i. 10. 71.
quasi come per esso Latino, si esprimono . . . C. i. 10. 85*
biasimavano lo Z.a/fNO Romano Ci. ir. 96.
in quanto con esso io entrai nello Latino . . . ÌI quale Latino poi mi
fu via C ì. 13. 404 41.
tanto vale come in Greco ^/os dire amaton in Latino ..... C iii. ti. 46.
più . . . che quella della gente Latina C iv. 4. loi.
Autentiny che tanto vale in Latino, quanto . . • C iv. 6. 43.
di questo . . . spcrìcnzc possono avere i Latini C iv. 13. 199.
non volle ... né il nobilissimo nastro Latino Guido C. ìv. aB. 61.
lato, che ora luce da un lato C ii- I4. 77.
per ogni tata mi passava Io raggio loro C iiì. io. 37.
che combatte il castello da un lato C iii. io. 68.
di tutto questo il difetto era dal mio lato C iiì. 13. 910.
guardate chi a lato vi siede per consiglio C iv. 6. 164.
latrare, conciossiacosaché quasi tutti cosi tatrxuw C iv. 3. 59.
lattare. Non ti possano lattare di ... li peccatori C ir. 34* i4^>
laadatiUe. e vedcala di si nobili e laudabili portamenti f^. W. a. 49.
perché certi costumi sono idonei e laudabili C i. i. lai.
acciocché sìa laudabile il mutare delle cose . , C L 8. 74.
3^5 ^^■■mVHIir LEGAME
laudare, si che in te laudando Si po«i Can*. xviìi. 13.
Sicché le /aH(/i"l mondo e 1 divin regno CatA. xvìU. 4.0.
Quivi si fft laudari Cana. ziz. 133.
Chi mi vedrà Laudtrà il mio signore BaU. viii. io.
ElU sen va, aeotendoei laudar» K A^. 36. 41 [Som, xv. 5).
Laudando il creatore, io creatura Di plb laudario sempre m'
innamoro SoH. xzxviì. 7, 81
questo . . . Lauderà Dio in basso ed ancbe ia cima 5. P. ci. 75.
La Vcrcin ... po' a diritto Laudiamo e benediamo P. F. 333.
C/. lodare,
lande. Non pcrch' io creda sue hudt finire K A^ 19. aa (Ca/ia. L 3).
Che inpannalor non è de^o di laude , Cmms. xxì. 6.
Acciò che la mia bocca la tua laud* Possa maairestare . . . . , S. P.\. 59,
£ iamda e ^nuia di ciò che ci fai P, F» 913.
Q:lode.
lauro. Se non se io pino, lauro od abete .....■■ Cano. xv. 44,
lavare» Io lavrrò con lagrime lo letto, E S. P. vi. ag.
Se tu mi lavi la mia conscienxa . . 5^. /*. 1. 37.
leale. Ora ti veggio . . . Fuori i Irai Fabrisii Caus. xviiì. 04.
lealtà* E solo in lealtà far si diletta C tv. CaM«. ìii. 131.
laudabile, perdoccbft deve essere nuBimamente iamdaÒiU . . . . C. u 8. 76.
di salutevole porlo e laudabtU nella fine della mia cena . . . C it. i. 9.
però t più laudabile V uomo, che indinxza aò C itt 8. 183.
siccome t più laudatile un mal cavallo reg:^re C. iìi. 8. 168.
questa cotale fi^ra in rettonca è molto latidaòitg C. iiì. io. 51.
perocché r ammonire è sempre ZtiMdla^iZr C iiì. 10.54.
che se in noi sono più cose Imudabiii C iv. iB. 43.
comprende . . . molte altre nostre operazioni laudaMi C. iv. 18. 54.
nluce in essa ... le /diMdIaM' passioni . C, iv. 19. 41.
dove la vergogna è . . . ImmdsbUg . , . C. iv. tg. 79,
vergogna non é iSatHAiM/» ... ne' vecchi né C. iv. 19. 84.
però in loro t laudabile la paura del ... . . 4 . . • . . C iv. 19. 9&
per seguire onesta e laudabik via C. iv. a6. 69.
laudare, che non solamente ella era onorata e laudata^ ma per lei erano
onorate e iaitdaU molte K JV. 87. 3, 4*
^fllo clt« ansa mtil$ià , . . è dm laudate . • • C iV. 6. 93.
C/. lodane.
lande, nella seconda discendo a l^udt speciale dell* anima ; e nella
teria a laude speaialc dd corpo . . . . C. tiì. 5. 9, il.
C/. lode.
lavonx faccano magnifici /«von'd* oro e di C. iv. 05. 56.
nella fine del suo Imvcrv , . , dee , • . . . C. hr, 30. 18.
leale, dire sé csaerr fedele e t*aU C Ì. 1 a. 86.
cosi nella Giuventute sì fa . . . LoaU C. iv. »6. 13.
é neceassrio a questa età eaaere itmU C iv. a&. las*
lealmente, che ... ciò che praaiae . . . italmtnU poi diede . . . . C. tv. 06. 1991
loUtA. L*aità é seguire e mettere in opera quello che C Iv. oÓl 1*3.
e manifesto che . . . Lmità . . . licno necessarie . C iv. a6. 143.
la giustizia l*gol* ordina le sciente ...» C il. 15. IB9.
nulla co«a (>er Ugamd musaico armoni iiata C 1. 7. 90.
solo di ttgami di |>*role é fatto, doé di . . . vocali, che anno . . .
Ugmtmt d' ogni parola ; e composto . . . ■ figurare immagine di
i^tum Clv. ^ «3, «5» ■7.
qaeM» figare ... la qual' è figura di Uiium . C. iv. & 3*.
LEGAME m^^V 3fl6
l^are. Cbì ... ad ogni piacer si Uga e scioglie, Hosira Sùh, xxxìv. io.
Io mi senio /r^r tutte mie posse Dall' ■ . . .So». !■ 9.
Quando e* si sente preso, ov\'er Itgato S. P. xxxviì. 30.
Q'. llgare.
legge. E le Tocosc tue mal giuste Uggì . . . correggi Cans, xviU. 38.
ho ben considerato Tutta la Ugge con S. P. cxlii. 33.
leggeramente. K leggieramente.
leggere. Queste pwrole si Uggon nel viso D* un' angioletta .... Bali, vi. iB.
leggiadria. Tu togli a Uggìcuiria il suo ricetto Cam. xvìì. 35.
Per nome di valore, Cioè di leggiadria Cofca. xix. la.
Da questo terzo retta È leggiadria . Cànt. xix. 73.
Por leggiadria Disvia * . CmtM, xix. 78.
legame, scusare per Uganu dì raatrimonìo C ìv. a6. 66.
l^are ( 1 . piii . . . che Ugar sé con numero e con rime C ì. 13. 53.
mentre che 1' anima è U^-ata e incarcerata per gli organi . . . . C. iì. 5. 130.
un vcrìM) . . . che significa tanto quanto Ugarw parole C. Ìv. 6. 90.
li Poe»i, che ... le loro parole hanno UgaU C. !▼. 6 35.
esso porta seco ... la virtù ii*gli elemtnH legati C. ìv. ai. 36.
colli quali ... /f^ la sua imbeciUltà C Iv. S4. ito.
legare (al. che . . . pervengono lì retaggi legati c^ caduti C iv. 11. 87,
legato, ciò fu quel suo grande Legato , . . . . C ÌÌ. 6. 33.
Inazione, avere . . . dopo la legamon ritratu, consigliato . . . . C iv. 5. laS,
li^;ge, vedcmo lì ponitori delle Leggi C i. 8. 34.
questo vuole ciascuna Uggr C it 9. 70.
quando con certa Uggt . . . vallava ^i abissi C. iii. 15. 169.
quando . . . poneva ieggt all' acque C iii. 15. 173.
quello che egli dice, a lutti è /^ggi C iv. 4. 76.
siccome sono le leggi de' matrimoni^ delli C iv. 9. 150.
Altre leggi sono, che sono quasi segw'tatria C. iv. 9. 156.
Senza contenzione pcnro le leggi C iv. 11. agi.
falsìssìmo . . . appo la legge e credenza , . . de* ....... C. iv. 15. 50,
di qucsu infennitade . . . intende la Leggr C iv. 15. 174.
però dice e comanda la legge C iv. 34. 158.
quello che le /r^^' dicono . C iv. a6. 124.
non seguitatore di Irggt se non in quanto Ìl suo diritto giudicio e la
leggr è quasi tutt' uno, e quasi senza legge alcuna dee . . C, ìv. a6. 199, 131, X3a>.
basti che esso seguiti la leggt C Iv. 96. 134.
lunga usanza, eh' era loro legge, C iv. a6. 14».
acciocché li ... e la ... sia un lume e una legge agli altri . . . . C ìv. 07. 90.
leggere, dinanzi alla quale poco ai potrebbe leggere K ^. i. 3.
ricordisi chi leggr , K N. ip, 136.
chi /^gipr le soprannominate Canzoni C i. a. 118.
misimì a leggere quello . . . libro dì Boezio C lì. 13. 14.
misimì a leggnv quello C iì. 13. aa.
siccome nello allegato libro si legge C. iii. a. 53.
Onde si leg^ nelle storie d' Ercole e • . . . C iii. 3. 50^
nienti, quando vogliono leggere^ si dilungano C iii. 9. 140.
per aflaiicare lo viso molto a studio di leggert C iii. 9. 150.
però si /<!g;^ nel libro allegato lii-Stf/^Wisa C iìL 15. 5».
se lì loro comincìamenti ... si leggono . C. iv. la. 105.
però ai le^r nel Vangelo dì san Matteo C ìv. t6. 109.
Onde sì legge di Catone, che . . . credea « C iv. 37. 31.
qual volta leggo . . . cosa che . . . abbia C ìv. 97. 98^
leggermente. K leggiermente.
32? LETIFICARE
leggiadria. Da tor per Uggiadria s* hanno tolt' clic Una BaU. viii. ao.
Distrutta hai V amorosa Uggut<ina K /V. 8. 60 {^Son. Iv. 16%
L' altra ha bcliczxa e vaga Uggiadria . . , Son. vxx. 5.
legglsdrix Per donneare a guisa di ttggiadro Ciiu. xix. 53.
Non però che . . . 6 . . . spento Leggiadro portamento .... Cans, x'ix. $6,
Cosi Uggiadro questi lo cor bave F'', JV. 7. 99 {Son, ti. ifl).
Cosi lontan dal suo Itggiadm volto .So». sJxàJi. 4-
legg(l>erameDte. Ma tratterò ... A rispetto di lei Uggtramfntt . . V. S. 19. 31 (Gmm.
I. ia\
Perocché . . . Ltggmrmwttmtt ti farìa dìsnorc K M la. 93 (5«//. L 14V
leggici mente. Mostra eh' Amor //ji^vnMrn^r ti saetti 5oN.xxxiv.it.
kiggiero. E vedea M suo durar com* é Uggùwo .... K TV. 03. 157 ^C^na. U. 30).
E digli quanto mia vita é ieggitra . . , , Bafl, v. 4.
Amor ... In abito ^-^i^airrdi peregrino K A^. 9. 47 {Son. v. 4).
Fa. che confermi lo mìo cor /éggùro S. P. ]. $0.
legno. Ugno. Chi diftnisce : Uomo t Ugno animato C hr. GrMa. Ìli. 41 ; 3. a8 ; 10, 6, 37,
Cotantu . . . par che si prcxrì, Quanto Ugno di mar CsMa. xit. 19.
Prima che questo Ugno molle e verde S* infiammi Stst. i. 39
E' non è l*gno di si forti nocchi Som. xxxi. l.
che nel santo tigno Di croce fu confitto .... , . . . . P. F. mi.
Iena. Dio. per pieude or dagli alcuna Ima Son, xlvìi. 3.
leooc^ Ch* io gemo e ruggio, come fa il Itene S, P. xxxviì. 091.
letargo. Ahimé I che *l nostro putrido Utargo . . . rompe, e . . . . S. P. xxxvii. 16.
leggiadro, quella . . . era donna di molto ttggiadro parlare ....KM 18. la.
lC|gg(l)enneote. involta ... in un drappn sanguigno ttggtirmtmi* . . K /V. 3. 39.
apparve come peregrino Uggtrmtntt vestito ..••.... K. A^ 9. 16.
che ttggtrmenh si mova del suo core ■ K M 13. 33.
i^ggermtntr sì può mostrare C t. 7. 68.
A questa quistionc si può /i;g^'(frm/N// rispondere C ti. 9, 31.
Segnati questi ... /r^;pi»nMo*/ìr vi può vedere C iti. 5. 195.
veder si può itggtmuni* C Hi. 9. 107.
per che «Mài téggkrmmk ... ai può reducere C iii. la. 5.
asaai t^ggùfmtnit qua ai può ridurre C iii. f$. aoo.
siccome un pomo maturo itggitrm*nit ... sì spicca , C iv. aB. afi.
leggicnK veggcndo come ttggitra era lo ano durare . . . coaiineiai . . K. W. 03. 13.
alcuno appetito ne avessi gik, ma t'ggtro parea ....... K /V. 39. 49.
sicché liggim sarà poi lo suo intendimento a vedere C ii. a. 31.
colui, al quale ogni arau t ttggitn C ii. 10. 48.
che avessero ai leggiero le . . . parole apprese .... ... C. 11. 13. 6a.
assai di ttggtero ... si può volgere C Ui. ta. 39.
tagtonr che ... gli potca dare molle Ugiomó^ angeli C H. 6. «B.
aìccome sono Ltgùt» C iii. ti. 104,
|^otrcbbe qui dire alcuno medico o Itgtaia C tv. 97. 71.
Dico adufiquc, mescer lo Itgtfta, che C iv. 37. 77.
Uaa pianura è . . . con ttgnmmt C iv. 7. 58.
IVgBBb lo nao Rato l^ao teasa vela e senxa gutaao • C i 3. 34*
la aiatefia, cioè lo Ugno . . C ìi. t. 87.
ia quanto dice Ugno . C Iv. 10. sR,
ad aiutare tagliar le ttgnt per lo fuoco C iv. a6. 116.
cbè U suittA ... di kgme ... al diasomìgtta C. iv. 99^ 56.
Leila avrà toccate parole della coaaolaxioae di iMto C. il. 13. ao.
che a canta materia non conviene CMera Umm C kv. a. 1 la.
I^Dltnice vestito d* un cuoio di ttom . C. hr. 95. 69.
Lo roga ai /«^^Omi in Dio . C. iv. 16. t.
LETIZIA ^HH^^P 3^
letizia. Eruio osate di portar /r/fJia K iV, 33. x 14 (Cciu. ìiL 74).
Ocii ! rendimi* Signor, qnella letima S. /*. 1. 46.
letto. K tal gìjce per lui nel ittto tristo -Som. IÌv. 9.
Io laverò con lagrime Io Uito S. P. vi. 29.
levante. Che da Uvantt , . . Con li bei raggi infonde Canz. xìx. 97.
levare. Lavava gli occhi miei bagnati in pianti .... K. 77. 33. 184 [Cane, ìi. 57;.
Che questa nobiltate . . . e . . . Lùva principio della Oine. ix. 49.
Quanto legno di mar, che non ̫va onda Ccuw. xii. 19.
quanto piani, Soavi e dolci ver me si Ifvaro Can*. xiiì. 1 1.
Z./MUI della rena d^ Etiopia Un vento Comm. xv. [4.
Mi vedrà coricare . . . Per non /tvartm S*sJ. ii. 58.
letizia, pareami con tanta iftistOj quanto a s6 P^. TV. 3. 33.
poco dimorava che la sua UHma si convertia in ^< ^. 3. 53
Queste parole io riposi nella mente con grande Ittima V. N. 19. 13.
onde mirabile ledaia me ne giungea l^, N. a6. 5.
Questa /rftiiVi non può dare altro che utilità ........ C L 8. 51.
lettera, non acquistano la ie/tera per lo suo uso ...... . C L 9. ao.
non si stende più oltre che la /r//fm propria C. ii. x. ai.
awegna essere vero secondo la Uìtrra sie manifesto C. ìi. 1. 6x.
secondochò di sopra disse la Ut/era di questo Comento C. it. 13. 3.
non è qui mestiere di procedere ... a ietterà «ponendo . . . . C ii. 13. 77.
quando della ietterà per la parte remota si parla C. ìì. 14. ffll.
a guisa che fa la nostra lettera in sulla carta umida C iii. 9. 140.
in ciò pili rimane la iW/rm discreta nella vista C iii. 9. 1^6,
volgendo il senso della tetterà là dove sarà mestiere C tii. la. 9.
la sentenza secondo la ietterà ragionare C iv. 1. 93.
AuctorTf senza questa terza lettera e C. iv. 6. 17.
la Circoncisione del cuore in ispirilo, non in ie/teru C. iv. aB. 80.
letterato^ non I' avrebbe sposte se non a' ietterati , « C. i. 7. 77.
molto siano più quelli . . . non ietterati^ che ietleraii C. i. 7. 81 (M>^
il Volgare dai tetlrmtic da' non tettrrati inteso C i. 7. 83, 84.
chi ... li Ifttemti . . . non avrebbono potuto C i. 9. 9.
non si deono chiamar Letterati C. i. 9. 19.
nobile gente . . . che sono . . . volgari e non UtieroH C L 9. 38.
perchè alcuno letterato sia di quelli . C. i. 9. 6ch.
Cf. litterato.
letteratura, hanno lasciata la letteratura a coloro C i. 9. 33.
letto. la quale era lungo il mio letto K ^. 33. 87.
Dammi ti patti degli antichi tetti C iv. 38. 143.
lettore, quello che li lettori deono . . . andare appostando C. ti. 1. 43.
levare, e temendo . . . levai gli occhi K TV. 14. 33.
ciò che contra lui si potesse lewtre . K AT. 15, so.
acciocché quinci sì levi of;ni vizioso pensiero . K iV. 19. 135,
dico . . . com* io fui levato d* una vana fantasia da K iV. 33. 314.
eh* egli non ardia di levare gli occhi K. TV. 96. 8.
Quando li vidi, mi levai K. TV. 35. 13.
Ond' io . . . levai gli occhi per vedere K TV. 36. 8.
Contra ... si levò . . . una forte immaginazione K A^. 40. a.
per levare un dubbio Oi. 3. 33.
poiché altro scusatore non si levava C. i. 3. loi.
ordinato a levare il difetto delle Canzoni C i. 3. io.
credendo dare la colpa ... al ... e Ui>ar1a a sé C. i. 11. 83.
Levata è la magnificenza tua sopra li deli C. ii. 4. 43.
sexktendomì levare dal pensiero del C, ìi, 13. 53*
329 ^iH^^^r UBERO
levare. E ae io Uvo [gli occhi per guankre] K /V. i6w 35 (5om. Ìsl la), 46.
Lfvatiy bclU Donna, e non ti porre San. xtiv. 8.
Ma tu . . . Questa ^i^tù , . . LronU» su Son. xlix. 13.
La qua] Uwtndo su senza dimora Farà S. /*. ci. 47.
leve. K lieve.
D CWk». xi. 74 ; S. P. ci. 66, 87.
liberare. Libem me dalla carnai malìzia 5. P 1. 55.
Per tiberan dall' etema ^crra Quelli . . . 5. /*. ci. 79
Acciò che Hhcrati e fatti forti, Potcasono . 5. /*. ci. 8a.
che mi vogli . . . /lArranMida* nemici miei 5. P. cxlii. 47.
Questi volendo iihrrur ciascuno P. F,^i.
Per hòtmrm dal demon maligno P. F, 193.
levare. Uvatoìo dalla terra, tanto lo tenne C iìK 3. 61.
vivete, non Irvanda gli occhi suso a queste cose . C. iit. 5, 907.
combatte ... da un lato, per Irwtrt la difesa dall' altro C iii. io. 68.
chef pensando . . . Uvò via t' ultima particola C !v. 3. 48.
come tfvando V ultimo canto del pentagono . . . coti tavamdo V ultima
potenza dcir anima C Iv. 7. 146, 148.
irotendo ... la malixia d' slfituntì dalla mente Uvan C iv. 8. 37.
che è questo altro fare che Uvart il drappo d' in su 1* altare . . . T . C iv. 97. 1 35.
Lfvomi in grandissimo studio di vedere C. iv. ad. 45.
siccome d* una ... si potrebbe fnmrt ... il formento ..... C iv. 99. 1 18.
levezxa. sarei stato ripreso di /rwatcì d* animo C. Hi. t. 84.
levitade. La hraa ò da irtntadt Ji natura causata C iv. 15. I5t.
11 • C ili. 15. SOI.
libello, è mio intendimento d* assemprare io questo iibeUo . . . K W. 1. 7.
lo intendo solvere e dichiarare in questo libtilo y. Af. ta. 149.
in alcuna parte di questo mio tiMlo ...,...,«.. K. W. 35. 100.
il proemio, che precede questo tAtlto « . . • . K A^. 39. t8.
ragionato per me nello allegato /16W/0 . . • . C ii. 9. 13.
Tullio ... in quello ttbiiio deiia yécthÙMaa C ti. 9. 67.
UbcralitÀ. la mia voglia dì compiuta e cara lArralità t qui seguace • C i. 1. 140,
da profil^maa dì Uberaittà C i. 5. 1 1.
come . . . prtMla liòtraJttà mi fece questo eleggere C. i. 8. 6.
Puotesi adunque la pronta Itbtraltta . . . notare C i. 8. 8.
in quello é detta pronta hhfraittà C L 8. 38.
araocchè in quello sia pronta /iòfralità C i. 8. 45.
per conscguente sarà più pronta /iVm/f/à C i. 6. 61.
acciocché sia in esso pronta lAtrtUitÀ C i. 8. 83.
la sua virtii. la quale è liUmii$à C i. 6. 97.
•criocchò quivi sia pronta Jtòtrahlà C.t8.ii5.
nella quale si può notare la pronta l%bimii$à . . . • . . . . C L 8. 117.
Accioccbi nel dono sia pronta iibeniità C i. 8. 194.
acciocché sia nel beneficio la proou ttòrraìiià Cl.9.4.
from$a tiUrxUita mi mosse al Volgare CL9.74.
per prontezia di ItStrahtà mi moasl . « • . • C i. 10. 96.
Éavìtuido e confortando gli uomini a Mvrvittl di . C. W. tt.114.
La leru si è LiUnUùà C Iv. 17. 38.
tDtnUmeote. sempre kUfaimétUt coloro che Mano porgono . . . C L 1. 65.
Hbannentai acciocché ... la verità poi più lAtramrMU sta riccvuts . C tv. a. 137.
Ubetare. U colpo che per /j2#rofv Roma pemato «vea Civ. 5.117.
essere venuto a ttòtrurr Roma C. tv. 5. 135.
ItbCCmiSone. dopo 1a sua Uòfr^sumé . . . essere tornato C hr. 5. 137.
UbVQ. poocnUo che tu avessi /tòém ciascuna tua virtudc K ÌV. 15. 10.
UBERO ^^i|^p|^^ 33P
tibenx Però nel . . . Liher arbìtrio . . . non fu franco Sotu xxxvi. iol
Ubertate. Tal^ che . . . Non ha dì ritornar più tiàtrtata Cmm». xi, 84.
libro. Secondo che sì trova Nel Ititro dcUa mente Cams. xiii. 59.
ftc U Uòro non erra Cans, xiiì. 66.
Ubero. Se . . . fossi lìbero tanto eh' io le potea» rispondere .... K A". 15. 14.
avere atto t$bfiv e non isforzato. Atto /i6#ro è, quando . . . . C. i. 8. lox (Aù)*
conviene, acciocché sia con atto Ubero la virtù, essere iibrro lo dono C i. 6. izt (Aù).
pochi sono quelli che 3Ìcno da esse itòeri C i. 1 1. 13.
che ... la Giudea é fatta santa e h'btra C ii. 1. 60.
che . . . essa si è (atta . . . libera in sua podestade C. iL i. 65.
1' anima, hbera nelle condizioni C. ii. 16. 30.
rimane libero ... lo familiare intelletto C. ii. 16. 45.
s* intende V anime Ubere dalle C ìL t6. 66.
secondocbè è Ubera o impedita , C iii. a. 93.
awe^achè da una parte sia da materia libera C, iiì. 7. 59.
la nobile anima ... e libera nella sua propria potestà C iiì. 14. 93.
che quella cosa è libera, eh' è per sua cagione C. iiì. 14. 99.
che . . . infermi non sono, ma liberi . C. ìv. 15. iBo.
libertà, r anima . . . aHrìmcnti à serva fuori d' o^ì libertà . . . . C, ìv, 9. 149.
uno nuovo cittadino ... la Romana libertà difese C iv. 5. 175.
liberta<ie. la quale è Donna . . . gloriosa dì liberiane C ii. t6. aa.
Libra, il sole, quando va coU' Ariete e colla Libra C. iii. 5. 79.
nel principio della Libra C iii, 5. 135.
quando è tornato, va sotto la Libra C iii. 5. i8a.
libro. In quella parte del libro della mia memoria l^, N. i. i.
nel principio del libro che tra nome K iV. 05. 95.
nel quarto Trattato di questo AAro C t. i. 104.
si parlerà altrove ... in un libro C. i. 5. 67.
nell* ultimo Trattato di questo lAro C i. 8. 133.
Tullio nel principio d* un suo libroj che sì chiama libro Di Fine de*
Beni C. i. 1 1. 94, 95.
eh* è nel secondo de' Libri naturali C. ii. 3. 30.
nel Libro «Uir aggrrgamone delle stelle C ìi. 6. 134.
più parlare in questo libra non intendo C ii. 9. 54.
leggere qudlo non conosciuto da molti l^tro di Boezio C ii. 13. 15.
che Tullio scrìtto avea un altro libro ........... C. ii. 13. 18,
trovai . . . vocaboli ... di scienze e dì libri C. ii. 13. 36.
la filosofìa, che era donna ... di questi lAri C. il. 23. 39.
Tolommeo dice nello allegato libro C ii. 14. 199.
nel quinto del primo suo /l'Aro è provato C. iL 15. 40.
siccome nel libro di Cagioni £ scritto . C. iìL a. 97.
onde nel medesimo libro si scrìve C. iìi. a. 31.
siccome nello allegato libro sì legge C. iii. a. 53.
Platone . . . scrìsse in un suo libro, che si chiama Timeo . . . , C. iii. 5. 46.
Alberto della Magna nel libro Della natura de* Luoghi C. iii. 5. 114.
la testimonianza di Lucano nel nono suo libro C iii. 5. 117.
secondoch' i scrìtto nel libro delle Cagioni C iiì. 6. 41.
è scrìtto nel libro allegato delle Cagioni C iìi. 6. 1 14.
Onde è scritto nel /l'Aro d!r//r Ca^'oNf' ... C iiì. 7. 17.
Alberto in quello ft'A/o che fa <W/o /M/W////0 C iii. 7. «7.
ciò fare ne comanda il libro delle quattro Virtù eanù'naU . . . . C. iìi. 8. 107.
Arìstotile . . . nel libro di Senso e Seitsato C. iii. 9. 54.
E però si dice nel libro di Sapienvx C iii. 15. 45*
si legge nel libro allegato di Sapienza C. ÌÌL 15. 53.
331 ~^^^^^^^m~ LIEVEMENTE
licita £ (i licito a sé quel che più tini P. F, 198.
^^^^Wnnrtc. LittamtnU esce dalle belle porte Can*. x. 33.
UtiamtMtt opra suo gran vassallaggio Catt». x. 35,
l*^ litta n, e soggiorna CattM. x. 34,
viepioiiirfa par che rìda CattM. xiii. 48.
"^lETe. [Ed] altri fu di più litve sapere C. iv, Canm. iìi. 25 ; 3. 36, 46.
Io pule ed in costrutto Più /ùtv Canx. x. 56.
^ l' io U credessi far fuggendo! ci, Li*v« saria Orna. xiv. 30.
^«■v ni conterei ciò che m' 6 grave Cti/ia. xx. 84.
Ci* ... Mi saria Uw e seni' alcuno affanno Stm. xlvìii. 9.
^ tu ad Al perdonare tanto dolce e Ìitv« ......... ^, /*. I, 30.
Accittkcb' to, essendo allora chiaro e /iViw, Possa 5. P. ci. 115.
ad quarto Capitolo del detto Librv C iv. 7. 98.
io alcuna parte di tutto questo libro C. iv. 8. 34.
ì*iestc latte parole . . . giacciono ia quello Ubro C. iv. la. 79.
06 vt]ole dire Lucano nel quinta /i&ra Civ. 13.111.
'^«fe Boezio nel medesimo libro dice C iv. 13. 139.
Oixlo è scrìtto nel libro di Sapimoa C. iv. 16. 8.
7^^ ^ uiTÌiio nc\ libro lùlU Cagioni C iv. at. 89.
^^ - . . nello allegato libro primo di Tebf C iv. 35. 79.
"■^prende il quarto e M quinto e 'I sesto libro dell* Entiéa . . . C iv. a6. 63.
'OO^Bato poeta nel quinto /l'Aro sopraddetto C iv. a6. 94.
'^tcoinedice . . . nel predetto quinto Lthro C. iv. a6. 136.
«it^oroe nel terzo /tft/o delli >?r^' è scritto C iv. 37. 63.
T«^4io ... nel libro dtgli OJiai C. Iv. 37. 134,
dte ^ Ufi 5UQ ji/ffro . . . pose nome C iv. 30, 37,
***•*• M» conceduta maggior licmma di parlare f'. W. 35. 53,
"*t a loro sia maggior iicrnea largita di parlare V, N^ aj. 37.
^9u«l discrezione t quasi un domandare lieen^a , C. iii. 10. 61.
.. *^'' che osiaì con tutta licenza ... è da ferire C. iv. 9. 179.
J"—****»^ nella icrga la licensio del gire quando vuole V. N. ìq. 131.
~~"^ parlare ... di sé medesimo pare non licito C. 1, a. io.
Piii iidto né più cortese modo . . , non è C. iii. i. 37.
^^ Alcuna cagione alcuna volta ò licito di dire ....... C. tit. 9. 50.
Poiché . . . mostrato è . . . riprovare a me essere lìdto . . , . C. iv. to. 3.
**^^o«iie quando per licito . . . procaccio : licito dicOf quando . . .
roerìute C. iv. 11. 66, 67.
**** U non Udii a* buoni mai non pervengono C iv. 1 1 . 98.
^^ '• elezione della non licita impresa C. iv. 11. ioa.
^^ ' '*t»ifi rade volte pervengono alli buoni . . , , C iv. ix. 103.
Z^~^****te. pareami che lirtamentt mi dicesse K ^. 34. 9.
^hi dee mai esser litta di noi ... 1 K W. aa. 43.
I^'^ ai parea avere lo core si litto, che K. ^. 34. la.
^'^'^•ti couli . . . spesso sono ìitti . C i. 4. 38.
**rtn dee essere lieta e non trista C. i. 8. 48.
** dono non è lieto nel dare e nel ricevere C Ì. 8. 49.
»^ «ari I' uno e V altro lieto C i. 8. 60.
PcimUit qucst' ultima parte è lieve ad intendere K iV. 19. 145.
*^" ^perìcnza non lieve , C. ii. 5. 54.
j*^"^ ne non giudicare lieve e non Istabile C iii. i. 94.
tJ*<* che mollo ... si facciano lievi C. iii. 8. 178.
^'^ *oiio molti di si tìeve fantasia C iv. 15. 153.
^^ Quella via . . . che più a lui sia lieve C iv. 17. 133.
ai verrà lievermnte al principale proposito C. ì. 4. 7.
LIEVEMENTE ^**illV*V^^^^F 33^
lìgare. Quelli, cb* ermo ligctH^ iafenni e morti S» P. cL 80.
C/. legare.
Ugno. K legno.
lima. Ahi t angosciosa e dispietata /ima Cans. xii, aa.
E maledico P amorosa lima, C ha pulito Soh. xxxìiì. 5.
E in palirìe adoprai tutte mie lim* P. F. 3.
Umo. Semper insurgunt contra me de ìuho ». Cans. xxL 18
limosi im. Con Orazion^ Limoant e Dimenìo P, F, 153.
lingua i,t\ Lingua non è che dicer lo sapesse .... K ^. 33. loa {Cam, iii. 69).
Di te biasmar la lingua s' afiatica . , , . C. A^. 8. 50 (Som. tv. 6).
Ch' ogni lingna diincn tremando muta K TV. a6. 39 (Som. xv. 3}.
Acciò che la mìa lingua degnamente Possa S. -P. 1. 56.
non posso Con la mia lingua esprìmer mia malizia S. P. adii. 30.
lingua, {a). Namque locutus sum in liugna trina Canm. xxi. 41.
lievemente, perchè la immagine loro venga dentro più li*vem*nte . . C iii. 9. 144.
A ciò si può lifvntuMte rispondere C iv. 4. 91.
lo Adolescente . . . lirvemmir merita perdono C. iv. a6. 137.
limare. Aristotile ... e Scnocrate . . . limarono C iv. 6. 136.
limitare, siccome ciascuna arte e ufficio . . . & a . . . limitate . . . C. iv. 9. 17.
Colui che da nulla è limitato C, iv. 9. 31.
limitatore, anche è dì costei limitmtort Colui C iv. 9. 30.
linea, nel mezco . . . per la retta li»ita^ sedea K. /V. 5. 6.
colei, che in mezzo era stata nella linea retta K AT. 5. 16.
quella che viene per retta Unta C. ii. io. 35.
quello . , . riceve la forma . . . per retta /t'wo. cosi per quella . . .
Ufua la sua Torma se ne va ... e molte volte, nel dirizzare di
questa Unta C. ii. io. 44, 45, 47.
come chi guarda col viso per una retta Unta C iii. 3. 109.
ha ordine ad esso, come parte d' una Unta a tutta la lima . . . C iv. 13. 34 {bis),
hanno ordine insieme come diverse /iMrr C iv. 13. 41.
vedemo che la torta Unta . . . non si congiugne C. iv. 13. 153.
se alcuno congiugnimento v' è, non è da linea a Unta . . . . . C. iv. 13. 154, 155.
lingua. Allora dico che la mia lingua parlò . . . come . . . mossa ... K iV, 19. io.
che '1 core mi disse con la Ungua d' Amore V. N. 04. 16.
non erano dicitori d' Amore in lingua volgare, anzi erano dicìtorì
d' Amore certi poeti in lingua latina K A^. 35. 35, a6b
éj che, se voicmo cercane io lingua d' Oca e ia lingua dì Sì, noi non
troviamo K A^. 35. 37, 38.
i primi, che dissero in lingua di Si K A^. 95. 43.
perocché né denti, né lingua ha C. i. i. 89.
alle quali questa lingua sì stende C. i. 3. 09.
per la lingua da loro discordante C i. 5. 65.
conversazione ... in alcuna Lingua C. i. 6, 67.
gente d' altra Ungtéa C i. 7. 85.
lì letterati fuori di lingua Italica C. i. 9. 9.
quelli di questa lingua . . . troveremo C ì. 9. 11.
che sono molti e molte in questa lingua C. i. 9. 38.
massimamente quello dì lingua d' Cko C. 1. io. 77.
cose poste in altrui lingua C i. 11. i<h>
apprendere bene la /iVt^a strana . ........... C ì. li. 107.
Intra gli uomini d* unz Ungìta C. ì. 11. 114.
arde di potere ciò con la lingua narrare C. ìiì. 3. lai.
cioè, che la lingua non è di quello . . . seguace * C. iii. 3. ia6.
perocché la lingua mia non é di tanta facondia CÌÌL4. ao.
333 LOCO
Uwtta. Passa Listtim {F, Se 5. ana donna) baldanzosamente , . . Som. xliv. 3.
Quaodo Listttm (/*. & 5. quella) accomiatar ai vede Son. xliv. te.
UlOw Alla mia nave già lun^ dal lito , . Sopì. xuiv. 4.
locare. Ove r alma gentil già locata era K ^. 8. 33 (Som. iii. 13).
Vaco- Ed esser mi parea non so in qual loco V, N. 93. 178 {Canm, li. 45).
Ed èssi gloriosa in loco degno K M 30. 71 {CmnM. iti. 31).
Che le vi reca Amor com' a suo loco C. iii. Gnu. ii. 58.
Uxi^ua. e non è cosa da manifestare a lingua, lìngua dico veramente
volgare C. iv. ai. 54 (A#j).
lite, la quale non sofferà liu alcuna d' opinioni o di C ii. 15. 167.
è senza macola di It'/e C. ii. 15. 181.
se non teme . . . /i/v di dubitazioni C iì. x6. 40,
UtLgnrb le quali diversamente litigano C. ii. 16. 73.
Itto. portato a diversi porti e foci e liti C i. 3. 36.
litteraUe. appresso la /('//#n)/r storia ragionata C. ì. 1. 139.
questa sposiiionc coavicnc essere littrraU e aUrgorùa C ii. i. 16.
L' uno si chiama littcrmU . . , C iì. t. ao.
nel senso litttruU . . . signi6ca , . C. ii. i . 55,
sempre lo littemJt dee andare innanzi • . . . , C ii. 1. 66.
conciossiacosaché ... [la sentenza litteraU] sta sempre il di fuori . C ii. x. 76.
senza prima venire illa/iV/rra/r . . C ii. i. 79.
conciossiacosaché la littfraU sentenza sempre sia C ii. 1. 89.
e la titttraii dimostnuiooe sia fondamento C. iì. i. 100.
se gli altri sensi dal UtteraU sono meno intesi C ii. I. 115.
se prima lo UtteraU non fosse dimostrato C ii. x. 119^
ragionerò prima la litiemU sentenza C ii t. taa.
vedere la sentenza lituralt C ti. 3. a.
questa t la k/lrraU sposiziune delta prima parte « C ii. 7. loB,
ddla AjC/ma/r sentenza della prima parte C, ii. 8. 3.
qui icnnina la icntcnza UtteraU C ii. 1 1. 93.
questa i tutta la UtttraU sentenza , C. ii. la. 70L
Ploichè La litttrait sentenza è . . , dimostrata C ii 13. 1.
wder si può . . . per la sposizìone fittizia e UtteraU C ii. 16. 15.
s* intende per la sposinone UtteraU C. ii. 16. 49.
questa è tutta la sentenza A//mi/# della prima parte C ìii. 6. 131.
secondo la UtteraU sua sentenza .««.C iii. 7. 183.
cosi termina tutta la UtteraU sentenza C ili. io. 84.
la UtteraU sentenza trascorrerò per questa ... C iii. la. 7.
■ellB ItttrraU sposìzìone . . . . C tiì. Ifl. 37. 49 ; 14. I,
per la Utterait sposìzìone ... sì può ridurre ........ C. Iii. 15. 199.
per quello che nella sentenza /t'JVtfrai^ è detto C iii. 15. aia.
UtteratO. non volgnn ma lHUrati poeti , , . trattavano K M «5. y».
Cf, tcttcrvto.
Uvfcx par che ne tocchi alcuna coaa Tito Livio C. iii. 1 1. 31.
trovare potremo . , . per Tito Livio C iv. 5. 94,
|0G>1a> concioaaiacosachè ' venire ^ dica moto toa^ K TV. 85. 14.
per lo éue s* intende il movimento tocaU C ti. 15. m%.
se non di movimento toa^ . C iii, 9. l lOw
localmente, e loca/mente mobile ... sia solanenCc corpo K iV. 95. 14.
ÌOCOk ed egli al rimanea nel toeo loro K M 11. 15,
è da vedere . . . che t questo loco C liì. a. 17.
Lo loco nel quale dico caio ragionare ai è la Mmie CiU.a.7&
dare ad intendere . . . per lo loco nel quale adopera C iti 3. 5.
come le tortora temfiUa hanno amore ... al loro lom proprio . . C iti. 3. so.
LOCO ^HHP"V 3^
loco. Ma fallo in altro loco Neil* effetto parer Cohm. ix. 44.
E sanno il /orp, dove Amor lasciaro Oihm. xiv. oa.
son venuta . . . Dalle bcllczxe e /orO| dond' io fui Ball. vi. 3.
con U. rimembranza Del dolce loco Ball. vii. 15.
Venire inverso il loat li ov' i* era , K N, a^ S9 («So»*- «v. io).
Cosi voi vi mostrate in ciascun loco ... ....... So*u xlv. tt.
Se non il loco ov* Ìo son cb' è sì rio S<m, xlvi. 7.
In morte, dove è loco di discordia S. P. vi. 34.
Oh' . . . Dagli abiUti iocJii sta lontano 5. P. ci. 16.
Acciò eh' io . . . Possa venire ad abitarquel Ìoeo S. /*. ci. X16.
C/ luogo.
locutus. Namque locutus sum in lingua trina Comm. uà. 41.
loda. r. lode.
lodare, che bel disde^o Sarebbe in donna di ragion lodato .... Catu. x. ao.
Contenti — che dal volgo sien lodati Caru. xix. 47.
Dunque s' eli' è in cavalier lodata CottM. xix. 64.
Guastando d6 che al mondo è da lodart In K. AT. 8. 117 (Son, iii. 7).
E quei, che nel passato mi lodava Con S. P. ci. 38.
Acciò che . . . Potcssono lod-trt il nome santo S. /*. cL 83.
C/i laudare.
loco. Le eorpora composti . . . hanno amore al loeoj dove C. iii. 3. 15.
Le piante . . . hanno amore a certo loa> C. iii. 3. aa.
siccome cose disgiunte dal loco amico C iii. 3. 30.
Gli ammali . . . hanno amore non solamente al loco C. iii. 3. 3X
ama lo loco della sua generazione ... e perù ciascuno ... è dì più
virtuoso corpo nel loco ov' è generato - . , , C, iii. 3. 461 48.
in loco di saziamento e di . . . danno e recano sete ... e ia loco di
bastanza, recano . C. iv. la. 46, 48L
deir altissimo abitacolo venuta in loco C iv. ai. 84.
da quello che loco paterno tiene C iv. 84. i8a.
per lo tornare al loco onde fuggire vuole . . C iv. a6w 55.
la qual virtutc mostra Io loco ove è da fermarsi e C. iv. 96. 58.
C/. luogo.
loda. K. lode.
lodane. In quelle parole che lodano la donna mia V, N, iB, $u
in quelle parole che lodano la mia donna y. N. tS. 60.
che il parlatore non lodi o non biasimi quelli C. Ì. a. 19.
che peggio sta biasimare, che lodare C. i. a. 04.
Lodare sé è da fuggire ... in quanto lodart non si può . . . . . C i. a. 44, 45.
chi loda sé, mostra che non crede C. i. a. 50.
la quale, sé lodando^ discopre ......C i. a. 53.
villania fa chi loda . . . dinanzi al viso alcuno C ì. a. 74.
cadere in colpa di lodarsi C.ì. 9. 77*
Impresi dunque a lodare questa Donna C. iii. i. 95.
s' egli è buono, io deggio di ciò essere lodato C. iiL 4. 49.
non dovcmo lodart V nomo per bcltadc . . . ma dovcmo lodare 1*
artefice C. iii. 4, 68, 71.
V uomo non dee essere presuntuoso a lodart altrui C. iit 10. 74.
s' egli ò piacere della persona lodata C. iii. 10. 76.
danno desiderio di conoscere la persona lodata • C. iii. il. 6,
chi non sarebbe da lodart la Natura C iii. la. 77.
saranno lodati tuiti quelli che C iv. 16. a.
cioè lodare e credere pregiato colui C iv. 18. a7.
C/. laudare.
B3 ^^^^^^V LONTANO
lode. loda. A quella, di cui totia io sono ornata K /V. 19. 8a (Cohm, 1.63).
Ch'eatreran odia Ma di costei C iii. Cans. iì. 15.
Pieai d' amore e dì cortese lotie C iv. Canx. iii. 130.
nxbi Don caca Del benefìzio ioda Cang. x. 117,
Uidre di ioJa e di salute ostello Cane, xvìii. 19.
Opti potenza e loda in te fia degna Caiu. xviii. 53.
Cbcxnza . . . Niuun puolc acquistar verace loda CattB. xix. 93.
CtiédeU' . . . Cotanto lode quanto biasmo prezza Cane. xix. 138,
Cader tri' buoni è pur di lode degno Cans, xx. 60.
Chi par, che vostra iode più s' affine San. xlv. 13.
C/ laude.
'll'V»Deiltie. Che loHgamtnti sospirando In vano S. P. ci. 14.
C/ langamente.
"faninnyai ae non che . . . Per fontanatua m' è tolto dal viso . , Cans. xx. 8a.
wUKx Uomo da sé virtù fatta ha lontana Cans. x. aa.
C)^ che st tosto ti si fa lontano Cana. x. 84.
Cenerò quella che m' i più lontana Can». xx. 54.
'Perchè vostra parvenza Ver me non sia lontana , Bali. iv. 37.
"'■"*B. mi converrebbe essere lodatori di me medesimo .... K 7^. 39. 25.
di biasimo, o per difetto del lodatore o C. iii. io. 78.
'M^ loda, che pare che aia lodt di lei K yV. 5. 34.
Vocilo che fosse loda di questa gentilissima K M 18. 63.
^ dire anche in lodi di questa gentilissima . . K. M ai. 3.
*^endo ripigliare lo stile della sua loda K N, s6. ag.
■o^Are non sì può. che quella loda non sia . . . vituperio ; è loda
nella punta delle parole C i. a. 46, 47.
'^^ propria loda ... è da fuggire C. i. a. 55.
PA^lAado di s^ con loda C. i. a. 69,
■**>»» * senza lode d' ingegno apprendere . C. i, xi. 107.
t'^'ferilio ... io sua maggior loda pietoso il chiama C ii. 11. 39.
^ " - • corre comune la loda e lo vituperio C. iii. z. 44.
*^**^ la loda di questa gentile C. iii. i. 105.
^^ r^esulia in grande loda di costei . . . C iii. 4, 34,
' UckQio ^ degno dì loda . . . solo in quelle cose che ... ; ma in
quelle, nelle quali non ha podestà, non merita . . . loda . . . C tiì. 4. 55, 59.
^ ^*nione, che parli . . . con tanta loda C. iii. 9, 33.
*^^^^^2^«dosl alcuno dare loda, dà biasimo C Ui. io. 77.
'*^*«»«ch* ... le lode danno desiderio ........... C. iii. 11. 5.
'*''^*va«che più oltre si proceda per le sue lode C. iii. 11. 15.
P^^>C«derò oltre colle sue lode . . . . C. iii. 11. 186.
^^ C>rincipio delle lode di Costei C iìi. 13. a.
^^ ai vede V ultima sua lode C. Iii. 13- ioa.
'^I*^ le generali lode alle speziali si discende C. iii. 14. a.
^"^^^^^Jo dice . . . procede in loda di costei C iii. 15. 133.
^^cnamente in massima /fl^« di Sapienza dico C iii. 15. 155.
^^ 1' una e r altra imfwrta loda dì colui C iv. 18. 35.
J^ se ... in noi é il principio delle nostre lodi C. iv. 18. 44.
^ *o<^ della qual è non dagli uomini, ma da Dio C. iv. 98. 80.
H^T^ avvegnaché . . . egli fosse laico e cherico grande C iv. xo. 59.
^^^™'*» e andasse in paese molto lontano V. N. "j, ^.
'^<^^nachè non tanto lontano fosse lo termine . . . . . • V, N. g, 6.
V^^atì peregrini ni paiono dì loft/una porte . . K. iV. 41. 13.
^ font pensano delli loro amici lontani K. W. 41. 17.
LONTANO ^^^^^^^^^m 336
lontano. E disse : Io \*egno dì hH/atta parte K W. 9. 53 (Som. v. io).
Venite voi di si lontana gente V. ti. 41. 57 {Son. xxiv. 3),
Co3ì hntan dal suo leggiadro volto Son. xlvììi. 4.
Ch' . . , Dagli abitali lochi sU lontano S. P. ci. 18.
kmza. Ma p>eggio fia la lonua del castrone Son. liii. 3.
loquela, quel bel pianeta ... Di sua virtute sua loqutla tiagv . . . Son, xxvìii. io.
luce. Che Inct della sua umilitate Passò K iV. 39. 61 {Canz. tii. ai).
Che per lo ciclo spande L$tce d* amor V, IV, 34. 50 {Cane. iv. 04).
Fercmi il core sempre U tua /ucv Coita, ix, 16.
Se chiudi, Mone, la sua bella /«or dna. xriL 43.
lontano, però che la sepoltura ... fu più lontana dalla V, N. 41. ^^
che talora ^xA ... da gente studiosa lontano C. i. x. 38.
non ostante che ella ci sia lontana C. il. 7. 104.
come le divùù . . . lontan* sono Uà Nobiltà C iv. il. 3.
cioè le dixnsit essere vili e lontane da Nobiltà C. iv. ti. 7.
perocché . . . paiono un poco lontane dal vero C iv. ai. 09.
loquela, dal natnmU amon alla propria loquela C ì. 5. la.
SI può della sua loquela in altra trasmutare C i. 7. 93.
lo natnraU amon eUUa propria toqutlm C,\. io. 30.
coloro che accusano t* Italica Loquela C i. io. 106.
amore alla mia loquela propria . . . C. t. xa. 9.
dell' amore eh' io porto alla mia /o^Nf/a C i. la. 50.
nella propria loquela sono quelle due cose C L 13. i.
se la propria loquela m' t stata cagione C i. 13. 19^
Luca, siccome testimonia Lnca Evangelista C ìv. 5. 65.
Cristo 1' afTcrma . . . nel Vangelo di Luca C iv. 17. 95.
onde dice Luca, che era quasi ora sesta ......... C. iv. 23. 105.
LucanOb Per Lucano parla la cosa animata ('. M 25. 85.
Onde si l^ge ... in Lucano C. iìi. 3. 59.
per la testimonianza di L$tcano nel nono suo libro C iìi. 5. 116.
ciò testimonia Z,wraMO, quando dice C iv. 11. 37.
ciò vuole dire Lucano nel quinto libro C iv. 13. 1 10.
quello dice /.MmMo, quando ritrae Civ. 13. 119.
ne figui a quello grande poeta /.wrawo C iv. a8. 99,
luce. Nove 6ate . . . era tornato Io ciclo della /mot K W. a. a.
10 quale precedette la verace luce . K. iV. 34. 37.
questo pane . . . sarà la /wcr, la quale . . . farà parvente . . . . C. ì. i. 109.
Dell* abito di questa luce discretiva C t 11. 40.
Questo sarà luce nuova C. ì. 13. 85.
darà luce a coloro che sono in tenere . . C. i. 13. 87.
11 quale fu Luce che allumina noi C ti. 6. 16.
a mirare nella Luce che sola sé . . . ^xde C. ii. 6. 93.
un lume che ^ncne dal principio della luce C. ii. 7. 94.
e luce non sia se non nella parte della stella C ii. 7. 95.
la dottrina ... di Cristo, la quale è Via, Verità e Luce . . . Luce,
perchè illumina noi C. ii. 9. 116, 119.
la scrittura è stella piena di /mot C. iì. t6. 11.
poi, continuando la sua luce, caggiono C. ii. x6. 43.
nella quale della divina luce assai mi si mostrava C ìii. a. 73.
la divina luce, come in angelo, raggia in quella C. Ìii. a. tao.
che volte . . . privare noi di questa luce C. iìi. 4. 100.
questa palla . . . riceve tanto tempo di luce C. iii. 5. aoa
Noi vederne la luce del sole . . . essere ricevuta C. iìi. 7. 34.
per multipUcamento di /mct in quelli , C iii. 7. 31
337
LUCENTE
fan amgrcEftni . . > Con /wi bieche e torte. Catts, xvìiL 9.
Stfui le ^Hn di Giustiniano . - . , , Cowj. xviii. 37
■1 cut esser s' adduce Lo calore e la Itta . Gihj, xix. 75.
N^ 1 Sole, — per donar Imc€ alle stelle Cam. xix. z 1 7
Boa si scoperse ... O da virtù dì Sole, o da sua /wof Che tanta
■TCSseaè ... né tucc Stsf, u. ao, ai.
Cbe m' esce poi per raezxo della /auv, Là, ov' entrò la dispietata
/«tf Stst. u. 35, 36.
1d lei s* iccoglie d' ogni beltà ttut S*st. ii. 37.
^ corre al core, ove non va tua luce S*sf. li. 39.
0 io altra parte, ov' io volga mia Iw* Sest. ìi. 43.
I^U occhi suoi mi vien la dolce /fWtf 5<r5/. ìi. 43.
Ver Oc, che chiamo dì notte e di /Mcr Si>s/. ìi. 46.
^^, che sei . . . Prima . . . che scnsibil lua Stst, ii. 50.
Sua luer tsi fier si, che il cor m* impietra Sést. iii. 9.
Per dar della mia Iute altrui diletto BaU. vi. 5.
t'ttacuna stella ... mi piove Della sua lue» BaU. vi la,
^qoelb/w^ . , . D' essa ritragge Som. xxviii. i.
** <ll eh' io ridi in prima La /u^r de' Som. xxxiìì. a.
'0 «onsi vago della bella iucg Degli occhi Son. xxxv. i.
^ ^^ *«, Signor, la /mct chiara e pura S. /*. ci. 46.
^*^ che '1 ciel sempr* [sempre] è tucmte e chiaro . . . C. iii. Cam. ii. 77 ; 9,
* nella ... ci sta rimota Per lo raggio luanté Can*, xv. 5.
48.
^ Certi sono che . . . non solamente ricevono la luet C. ili- 7. 36.
^*^o . . . che quasi poco dello iu<r riccTOno C. iii. 7. 45.
^°^ la divina iuce più espeditamente raggia C. iii. 7. 97.
"** Proprìamente è visibiU il coiorr e la tuct C iii. 9. 53.
** colore e la tute sono propriamente vìsiòiU C. iii. 9. 63.
•J^VnuXaai questo mezzo di molta luce in poca C iii. 9. 115,
■'ir^lÌQ ^ ^ g}j^ chiama Enea : ' O Luce' , . . che né era esso iute
- . . ma era termine onde venia loro la /ucr del consiglio . C. iii. 11, 159, x6i, 163,
*■• T Sole, lo quale di sensibile /«a - . . allumina C iii. la. 55.
***•' Iddio . . . con luce intellettuale allumina C. iiì. la. 57.
^^^ InielUgenze raggia la divina /M<r senza mezzo C. ììi. 14. 36.
r^'^^hè qui i. fatta menzione di luce C iii. 14. 38.
^ *^V>QStra la luce interiore della Sapienza C. iii. 15. 17.
r^'J' * candore dell* etema Luce C iii. 15. 54.
^^^* 4e' giusti è quasi /urr splendente C. iii. 15. 191.
. *s««r debbono a voi luce nel cammino C. iii. 15. 194.
^^ 9tt«Ila /«rr virtuosissima. Filosofia C iv. i. 95.
7^** ^^Qza alcuna luce della divina bontà C. iv. 5. 148.
'^^ . . . quasi luce splendente procede C. iv. 7. 99.
fondarvi poi 3USO la Iute della verità ......... C iv. 8. a8.
^ *Oro^ pgj. ^qJ fg questa li4ce avere vigore • . . . . C iv. 9. 184.
^■^ della somma tua del cielo C. iv. 15. 95.
J*^ • . infermi non sono, ma ... e sani olla luce della verità .
rr^ ^ luce del aolc mai non discende C iv,
r^**Wi3a è un colore pieno dì luce corporale C iv
^ ^^ piena di luce spirituale C Iv. aa. 190.
^* . . . esacre non putì, come M sole senza lue* C iv. 29. 5.
entrare aotto a Marte dalla parte non lucente C.
^*«>*^e dall' altra lucente della Luna C.
C iv. 15. 181.
ao. 77.
aa. 1B8.
*««*ot«.
ìi. 3. 63.
ii. 3- 64-
stella
sia . . . ItteenU . . . puole parere . . . hoh
C iii. 9.1091 1x3.
LUCENTE ^^^H 338
lucente, gente, Che questo dardo &rà star lucttUe Csiu. zx. 73.
Del tempo che ogni stella è più luetnté K ./V. 3. 63 1.S0M. i. 6).
sua fama . . . Che ... va chiara e lucmit ......... Sem, xlv. 6.
lucere, in quell* ora Che luce nella parte ove C iii. Cans. ii. ai.
gli occhi di color, dov* ella luci C. iiu Canm. ìi. 34 ; 13. laow
La qual tanto dì ben più eh* altra Ima, Quanto Cane, xvìt. 38.
Per lo tuo raggio, che al volto mi tuct Sfsi. ii. 5.
Perchè negli occhi si bella mi lua Stst, ìi. 40.
La novità, che per tua ferma (5. formai luct S«/. ii. 65.
Vede una donna, che riceve ... E luct si K iV. 49. 53 {San. xxv. 7).
lucerna. Lume è talvolta di quella iHcerna P, F, 94.
laddO. furon fatti . . . Perfetti, buoni, lucidi e sereni P. F, t$.
lumbo. Perchè i miei In mbi son pieni di scorno S, P. xxxvii. ^a*
lume. Che gli occhi, eh' alla mente luptu fanno CaMa. x. 49.
Mercè del 6ero /umr, Che ...fa Cans. xi. 65.
Dicendo : Il nostro himt porta pace Carta, xiii. 14.
S' io veggio il Ittnu de' begli occhi spento Cams. xvii. 94.
cosa che n^ adduce Lum* dì cielo Canz. xvii. 40.
dove *1 gran lum* Toglie ... la fronda Cane. xx. 47.
ràplendc Un iuimt da' begli occhi Bali. iii. 5.
si muove Un Ihpm€ si gentil che Som. xxvii. a.
Iticente. però [non] pare più luctnU C. iii. 9. rao.
lucentiastmo. è fissa la iHontìssìma stella di Venere C. ii. 4. 68.
lucere, lo usato sole che a loro non lua C. i. 13. 89.
che ora Iiìcé da un lato, e ora luct dall' altro C. il. 14. 77, 78.
e luu or di qua or di là C. ii. 14. 83.
s* afferma che questa Nobiltà lu€$ . . . per C. iv. 93. 11.
Lucia, un' altra città che abbia nome Lucia C. iii. 5. 101.
le piante contro le piante di que* di Lucia ......... C. iii. 5- 107.
che sia . . . tanto di lungi da Maria^ quanto da Lmcìq C. iii. 5. 1 io.
poi si cela, e comincialo a vedere Ltéda C. iii. 5. 169.
se un uomo fosse in Luaa diritto . . . vedrebbe C iiL 5. 265.
va ver Luaa novantuno dì e poco più , C. iii. 5. 183.
Incido, la immagine . . . ìn alcuno corpo lucido si rappresenta . . . C iii. 7. 119.
sicché la forma . . . lucida è terminata C. iii. 9. 80.
LucUlo. Seneca, massimamente a Lucilio scrìvendo C. iv. 19. 83.
lume, quelli eh* è cieco del /wm^ della discrezione Ci. 11.95.
rìsplende . . . alcuno tunu della . . . loro essenza C iì. 5. isa.
non sono altroché un /M»Hrf che viene . • C iì. 7. 93.
fa risplcndere ogni altra bontà col Ittm* suo . . C. iì, 11. 37.
peracch* cU' è quel lumt che mostra il bene C ti. ii. 79.
quanto . . . non si pare per questo lumt non avere C. iL 1 z. 75.
quanti vizi si diacemono per avere questo /MWtf C ìi. 11. 77.
r una si è, che del suo lume . . . s* informano C ii. 14. 195.
del suo ium€ tutte le scienze s* alluminano C ii. 14. laS.
che ciò era /KiMf di sole rìpercosso C ìi. 15. 57.
il cielo è ... e riprcsenta quello lumt C ii. 15. 76.
sicché . . . luttu di costei nella mìa testa era guidato C. iii. i. 8.
cioè un lumt apparente di fuori C. iìi. 8. 99.
lo mezzo, eh' è diafano, è tanto pieno di lume C. iii. 9. 118.
che Dio metta sempre ìn lei del suo lume C iii. 13. 107.
che . . . rìduce le cose a sua similitudine di lumt, quanto esse . . .
possono dalla vinix iumt ricevere C. iìi. 14. 94, 95,
r usanza de' filosofi è di chiamare il Cielo lumt . C. iii. 74. 43.
339
LUNGO
lume. U« uif fuoco d' amor, /wm/ del cielo Spn. iIIjl tt.
/.wiM# è lali-olu di quelU lucerna P, f, ^.
lumiera, la cui lumirra Non dik nullo splendore Can». xviif. 64.
Dagli occhi suoi ottava una lumifra Son, xxix. 5.
Iona. Pid luHt ha volto il Sol, poiché fu spenta Cahm. ax. 89.
lungamente. Si lungamenU m* ha tenuto Amore K ^. d8. 1 4 [F. C. i).
Che lungamente in gran rìccheua è stata C.'vr Con», ìii. 31,
Ch' io non posso durare Lmif^mtnU a soffrire ....... Gma. kÌv. 3.
Che possa iungaménU far difesa C»nj. xvi. 8.
C/. longunente.
langL Ni . . . Fa piccar rivo, che da /mi^' corre . . . C ìv. Can9. ilL 55 ; io. 115,
E poi ridi venir da fungi Amore K. TV. 04, 59 (Som. xìv. 3).
Alla mia nave già lungi dal litn Son. xxaiv. 4.
ItingO. Ni tra contra te fa iungn prova Csna. ìx, 6.
Ltmgm fiata poi rimane oscura Cama. ai. 59.
lume. * Amate il Inm* della Sapienza ... * C.w.6. 164 : 16. 8.
e il lume di Sapienza è essa Verità C iv. id. io.
diacendendo da) Padre de' Imtni C. iv. ao. 53.
la cut anima t privata di questo lum* C. iv. 30. 75.
tosto come alcuno lumw d' animo . . . appare C. ìv. 94. 150.
acciocché li ... e la sua autorìtade sia un Inntt • C ìv. 37. 90.
laOMttOw coloro ... ne' quali alcuno fumetto dì ragione . . . vive . , C iv. 7. 36.
lomlllOBltà. r altra si è la variaxione della sua lumtnomià ....Ci). 14. 77.
luminoso, cielo di fiamma ov\-cro /wmtViojo C. ii. 4. 16.
afferma ... 1' aere essere luminosa per un poco di . . . « . . C U 5. ta6.
certi corpi . . . diventano tanto Iumim>si C iiì. 7. 30.
immediato eoa quello della Lnnit 4 . • « C. ii. 3. 97.
appare ... la Luna essere sntto Ìl Sole C. H. 3. 58.
Aristotile* che vide cogli occhi ... la Luna . . . entrare . . . . C ii. 3. 61.
dati* alus lucente della Luna, ch* era vcrvo occidente C ii. 3. 63.
che *1 primo ... è quello dor* t la Lnna C ii. 4. 3.
li movitori del ciclo della LMMd CH. 6^107.
che *1 Ciclo della Z.it>M colla ... si somiglia C ii. 14- 67.
se la iHNa si gnarda bene» due cose si veggono C ii. ^4. 69.
la LmnQ . . . starebbe aacosa a ogni gente C li. 15. 13011
alla circoufcreoM di aopr» lungo '1 cielo della /mjm C. iti. 3. la.
quello che ha 6gura di presso che piena Lu»ta C iv. s6. 93.
pUDtatft. quello che ... è stato servato iungamentt C L 10. B.
qaeHo che tmigament* è usato C. i. 10. 19.
Questi grida è stata iungamenlé eonlro Ci. 11. 33.
per estere di pm^uié lungmmente $tmim netm C. Iv. 3. 58.
della . . . sentenza wì lungamente . . . abbandonala C iv. 7. 9O1.
U sua ittMgkeMm paziente sostenga C i. ta aa»
•enza troppa lumgkfa ciò trature non si potrebbe C Itf. 4, 13^.
InnCbiMlma. lo hnghisnmw numero C il 6. 3^
lungi- Dico che *t vidi di lungi venir* K «V. 95. la.
• chi conosce da lungi uno animale C. i. 6. 43.
che sia . . . tanto di Inngì da Ìi*t%^ quanto da Luein . . . . . C, Ui. 5. >io.
paroecb* da hmgi sono di NofaUtJi C Iv. t o. 1 10.
• la éméaét qoaàkjhnme da Imt^' eorentle C iv. to. lao.
ogni essa che da lungi vede .... C iv. la. 148L
quelle kcmpre di lungi da s^ essere vuole . . . C iv. 13. 147,
Jlmtm eontméi éi ItmgiémBei diritta Awrv . . . • C. iv. 13. 1^1.
Ctt atti villani ilatto ètmgi da le ... . . . . C iv. as. aa.
za
LUNGO
340
lungo. Che t* ftvcssc notato /nh^ tempo Su/, ii. 17.
TalvolU (5. Tal volU) poca {F, 8c 5. brìevc), e tal lunga sUgìone . . K iV. ao. ao (Sem.
X.8).
che voi faceste . . . così lunga stagione K /V. 38. 36 (Som. xxL a).
m* acca^oni Dello lungo e noioso tacer mio San. xlvi. 6.
Ixmgo, /fTp CoHM. xL 63.
luogo. Non trovo . . . li$ogo che dal suo viso m* asconda ..... Cxiu. xii. 15.
che picciol tempo ornai Puotc aver luogo quel Caus. xvt. 68.
lungo, le quali erano di piQ Inuga etade . . .
ta quale è stala lunga tua difesa
sìa conosciuto . . . per lunga consuetudine . .
che Amore ra* apparisse allegro da lunga parte
y. AT. 3. 8.
K N, 9. 95.
K. N. 13. 54.
y. N. 24. 68.
per lo lungo continuare del pianto K TVl 40. 31.
se lunga è la digressione della mia scusa C. i. io. ao.
fii r uomo sollecito a lunga provvidenza Ci. io. 64.
si concede da lunga usanza . C i. la. 84.
per brmvolima di lunga consuetudine C i. 13. 6.
per lunga nposanza . . . rivinsi la virtù disgregata C iiù 9. 153.
per lunga consuetudine le Sciente . . . sono chiamate C. iii. 11. 172.
che lungo convenga essere Io Trattato C. iv. 3. ao.
li /hm^Ai capitoli sono nemici della memoria C. iv. 4. 133.
se le mie dìsgrcssìoni sono lunght C i\'. 8. 96.
perchè /mh^o cDn\iene essere la ragione C tv. 8. 15X
queste etadi possono essere piti lunghe C iv. 34. 70.
doè di fare V etadi . . . più lung/u e meno C iv. 34. 75.
perocché lungo à stato il Capitolo presente C. ìv. 34. 183.
siccom' era di loro lunga usanza C. iv. a6. 141.
sapere per la /M»f^ esperienza della vita C iv. 97. 150.
quando . . . ritrae per lungo sermone ... la storia C. iv. 37. 184.
è quasi porlo ... di lunga navigazione C ìv. a8. 16.
a colui che viene di lungo cammino C iv. a8. 35.
che nella loro lunga età ... si renderò C. iv. a8. 64.
che in luuga eti il tenga C iv. aS. 67.
lungo, prrp r. TV. 9. ai ; la. 15 ; 19.8; 93- 87 ; SS- 7 ; C. iii. 3. la, 34
luogo, ricorsi al soUngo luogo d* una mìa camera K A^. 3. aa.
ed io era in luogo^ dal quale vcdca K. /V. 5. 4.
partendomi òr questo luogo . . . sentii K. ^ 5. la.
Amore volca stare nel loro nobilissimo /ho^ K JV. 14. 49.
Se . . . non ci sfolgorasse . . . fuori del nostro luogo K A^. 14. 47.
perocché io era in luogo onde ne giva y. N. aa. 35-
però dimorando ancora nel medesimo /mc^ KW. aa. 41.
perchè . . . ì! numero del nove ha preso luogo tra f'. AT. 39. 30,
cotale numero pare che avesse molto luogo K A*. 39. 33.
prima dirò come ebbe luogo nella sua partita K M ag. 36.
il difetto del luogo C i. i. 35.
iOf che . . tengo luc^ di quelli C i. a. 5.
muovere la cosa d' un luogo dove sia utile ......... C i. 8. 67.
sono in più basso luogo C. i. 9. 47.
come a luogo e a tempo si converrà C. ii. i. 135.
prese alcuno luogo nella mia mente C ii. a. xa.
quieto ... è Io luogo di quella somma Deità C ii. 4. a8.
Questo è lo luogo degli spirili beati C ii. 4. 30.
esso non è in luogo C. ii. 4. 38.
nomi antichi rimasi . . . alli luoghi C. ti. 5. 50.
34' ^^^^^^F MACOLA
hofO, Ver me, che chù&mo ... e hiogo e tempo Stst. iì. 47.
Però che dal lungo alto ed eminente ... ha riguardato , , , . S, P. ci. 76.
Coslor m* han posto oelli luoghi oscuri S. P. cxUi. 16.
C/. loco.
iapB. 3c la ... Fa piti per te, o *l star lupa rapace Cans, xviiì. 60.
fa^Sga. lodava Con sue parole e con ÌHsinglit tenere 5. P, ci. 09.
lofllogare. tua culla, Che lusingò cotanti sogni invano Canx. x. 79.
luaRoia. Qua! non dirà fallenza ... a lussuria intendere f . . . . Gim4. xix. 33.
La carne ... È stimolata da lussuria molto P, F. 146.
r£ TÌva casto e di lussuria mondo . . , , P. F. 167.
llorte apparecchia, e di /M&swn'a gli atti P. P. aoi,
LussMha poi, eh* è settima nel cerchio . . . rompe e P. F. 3oa.
'■9^3(0. arse ti luogo^ per lo quale passò C. ii. 15. 51.
sarebbe . . . non veduta in ciascuno luogo della terra C ii. 15. 143.
Saturno starebbe ... a ciascuno luogo della terra celato . . . . C. iì. 15. 144.
ia quello medesimo /wo^ Aristotile dice C iii. 9. 139.
questo * il luogo dove dico, che Amore mi ragiona C. iit. a. 157,
ponendo il mexzo nobilissimo intra lì luoghi C, iii. 5. 41.
credo che da Roma a questo luogo . . . sia spazio C iii. 5. 86.
Immaginiamo ... in questo tuogo ... sia una cittì C ìii. 5. 90.
De! libro D*lla natura d^ Luoghi C. ìii. 5. 114.
Segnati questi tre luoghi . , , sì può vedere C. iit. 5. r34.
die questi luoghi hanno uno dì dell* anno di sei mesi C. ìii. 5. 169.
questo luc^ ... ha il di uguale colla notte C iii. 5. 185.
Rcondcchè sono remoti o propinqui a questi lucghi C. iii. 5. 193.
Itmarocnte in due luoghi adopera 1* Anima C Ìii. 8. 66.
|lb quelli due /mo^Ai. .. hanno giurisdizione C iti. 8. 67.
fa questi due luoghi dico io, che appariscono C. iii. 8. 73.
Liqoali due luoghi^ . . si possono appellare balconi ..... C. ìii. 8. 74.
reca queste cose quivi, siccome a luogo suo C ìiì. 8. 1 14.
l'Amore dell' Anima, speziale a questi luoghi C iiì. 8. 117.
per lunga riposanza in /ho^Ai scurì e freddi C iii. 9. 153.
(ìoiingne il luogo ove ciò appare C. ìiì. 15. 11.
chiamati cosi per lo luogo, dove Platone studiava C. ìv. 6. 137.
tuo Tallio nel medesimo luogo dice C iv. 8. 27.
io vidi lo luogo . . . che si chiama Faltcrona C iv. ti. 76.
lìeehè la quistione . . . non ha luogo . . . C iv. 13. 53.
Socbè , , , qui non ha luogo V istanza C iv. aa. 98.
Esca • . . qnando ammaestrò in quello luogo Ascanìo C iv. a6. 97.
h Larght^ta vuole essere a luogo e tempo C iv. 37. iia.
C/lUx».
non sa s' è cane o lupo C. i. 6. 45.
esso . . . dìccmi parole di lumngh» . C. iì. 6. 83.
Non ti possano lattare di lusiuglte C iv. 34. 146.
li cui princìpi cibano ... a bisogno e non a lussuria . . . C Iv. 6. 179.
operazioni . . . siccome stare casto e lussurian . . . . C ìv. 9. 69.
purgare da ogni macola C i. 3. 4.
di due fttacol* mondare intendo C. ì. a- 6.
purgato dalla prima sua fnacola C. i. a. x 14.
aollo £ senxa macola C. i. 4. 68.
Queste macole alcuna ombra gittano C i. 4. 77.
purgato . . . dalle ntacolr accidentali C i. 5. 9.
•re sudici ente mente purgalo dalle macoU C L 13. 60.
èacsua macola dì lite C. ii. 15. x8i.
MACOLA 348
Macometto. la divorar) Capaneo ... E Macomrtto cieco Gm#. xviiì. 70.
madonna. Che parla Iddìo, che di Mtadonna intende . . . K A^. 19. 43 {Cam. i. 33).
Meuionna è desiata [in sommo ciclo] f'. AT. 19. 48 (CttHM. \. 39), 1x6.
Madonna^ s* elio v' è a grato C iii. Con», ii. 89.
Gentil ntadonna se dft voi non vene CafU. xvi. 9.
Gentil ntadonna^ come avete inteso Cant, xvi. 55.
io vo* che . . . con lui vadi a Mado$tna davanti K /V. xa. 8x {BaU. i. a).
Madontia, quelli, che mi manda a vuì . . . vuole .... V. N. la. 97 {BaR. i. 18).
Dille : MaJonttn, lo suo core è stato K iV. la. 104 {BafL ì. 35).
Madonna, quel Ktgnor ... Mi dona Ball. vii. I.
Di guardare a madonna il suo bel viso BalL ix. a.
avea Madonna, involta in un drappo, dormendo K A^. 3. 87 (5o«i. L zi).
chiamar la mia Dcmica, Madonna la picth f^. A^. 13. 49 {Som. vL 14).
Madonna la venula nostra E per racromandare Sow. xL la.
hanno . . . Quel dolce nome di Madonna scrìtto . . . K. AT. 40. 63 (Som. xxiiì. X3),
Cf. monna,
madre. O patria . . . De* malanimi madn Gnu. xviii. a.
Madrw dì loda e di salute ostello Canm. xviii. 19^
Io . . . Son suora alla tua madrtf e son Drìttara Cans, zx. 35.
Morte ... Di dolor pnadn antica K. A^. 8. 46 (Som. iv. a).
Piange la madre, eh' ha più d* una doglia Som. Iii. xa.
E da mia madn partorito fui Essendo S. /*. L 17.
eh* ebbe . . . Dalla sua madn vergin benedetta P. /l 50.
Che a padre e a madre noi rendiamo onore P. F, 164.
maestà, e 1' amicìzia Della tua maestà S. P. 1. 45.
macola, specchio senza macola della maestà di Dio C. iìì. 15. 55.
sono quasi come Dei, senza maco/a dì vizio C iv. ao. 37.
macolare. allrìmenti si fnacolertbòe la forma visibile C. iii. 9. 93.
macula, in quanto è senza manda d* errore C ii. 14. aax.
maculare. V uomo è da più parti maculato . . . mandato da alcuna
passione . . . maculato d' alcuno sconcio membro . . . maculato
d' alcuno colpo di fortuna . . maatlato d* infamia . C i. 4. 67, 69^ 71, 73, 73.
Maddalena. Dice Marco che Maria Maddalena^ e . . . andarono . . C. iv. aa. 150.
madonna. la mia nemica, madonna la pietà. Dico ' madomna,' quasi
per disdegnoso modo di pariare . V. N. i^. 59, Go,
Mttdonne, Io ilnc del mìo amore fu già il K A^. 18. 33.
madre, perciocché misericordia è madn di beneficio C. L i. 6a.
la quale è ntadrt . . . delle altre grandezze C. i. io. 47.
dico lei essere madre di tutto qualunque principio C. iit 15. 156.
lo figlio alla tetta della madn s' apprende C. iv. 04. 149.
non nominò suo padre, ma . . . ìa^madn C. iv. 35. xi6.
la SentttHte, che ben è madn dell* altre virtudi C. iv. a8. 137.
mfff^tA conciofisiachè la Maestà Divina sia in tre Peraone . . . . C. ii. 6. 59.
specchio senza macola della maestà di Dio C. iii. 15. 55.
r eccellentissima autorità della Imperiale Maestà C iv. 3. 67.
Lo fondamento radicale della Imperiale Maestà ... è C. iv. 4. a,
si manifesta la Imperiale Maestà essere C. iv. 4. 80.
la quale per la sua Maestà non pare essere dubitata C. iv. 6. xa.
né contro air Imperiale Maestà . . • si ragiona C iv. 8. 31.
presumere contro alla ^a«v/<2 imperiale C Iv. 8. 41.
irreverente alla maestà dello Imperio C. iv. 8. 98.
come ... io non sta . . . alla Imperiale Maestà soggetto . . . C iv. 8. 151.
tanto la Maestà Imperiale ha giurisdizione C iv. 9. 13.
maestra siccome dice il mio maestro Aristotile C L 9. 6x.
MAGGIORE
hialore. Ancor le ha Dio per maggtor grazia dato . . . K Pf, 19. 60 {Cam. i. 41).
Lt quaJc ogoora impictn Maggior ùwreiza. Gm£. xì'ì, 4.
Lo spirito maggior tremò si forte Cans. xiii. 67.
Prima che U suo mi^j^bnr amico provi ...,..,.,. Gm«. xvi, 35.
quella . . . che Car mi potete maggior dono Cofu. xvi. 41.
di tanto mal . . . Che fia '] maggiort — si sentisse mai CattM, xvìi. 48.
mtro. amano più d* essere tenuti maestri , C ì. 11, 74.
tolta r opera del maestro . C. 1. ik. 125.
ciaicono ttiatstro ama più la sua opera . , . « C. iii. 6. 95.
questo modo tenne il Maestro della umana ragione C iv. a. 138.
ii nto^stru . . . ubbidire e credere si dee C. iv. 6. 66.
come Aristotile 6 ^otfsfrv e Duca della ragione C. iv. 6. 71.
Colui t morto . . . che non segfuc il Maestro C iv. 7. 135.
si guardò quello Maestro de' Filosofi, Aristotile C. iv. 8, 141.
sono . . . Buggetti al prìncipe e al maestro di quelle C iv. 9. 97.
il principe e maestro dell* arte esser si dee su^etto C. iv. 9. zar.
aU' artcficei ovvero maesiroy suggetti non sono C iv. 9. 137.
perocché il Maestrv della nostra vita . . s' accorse • . . . . . C iv, 33, 8z.
poi debbono essere ubbiditi i maestri . C. iv. 34. 180.
liggiore. le quali sono scritte . . . sotto maggiori paragrafi . . . K A. a, 66.
onde oc giva la maggior parte di quelle donne K. A^. aa. 36.
IÌA conceduta maggior licenza di parlare f^. AT. 95. 53,
cbe a loro sia maggior licenza largita f^. AT. 25. 56.
perocché maggior desiderio era il mio ... di y, JV. 39. 46.
id^li uomini il fnt^gìor numero C i. i. 33.
||kcr fuggire tftaggior difetto C. i. 3. 13.
}lk mutggior ^ATte degli uomini vìvono C i. 4. 17.
per La quale paia di maggiore autorità C. i. 4. Z03.
JDoUo pili trasmuta lo ma^^'orr C. i. 5. 60.
SkuUa grandezza puote I* uomo avere maggiort C i. io. 49.
b minori ... e il pusìllanimo . . . maggiori . C i. xi. 136.
che intra tutti ì bcnefìcii t maggiore quello C i. 13, ix.
Ibi ano medesimo tempo . . . colla maggiore C ii. 4. 68.
in molto maggior numero C ìi. 5. 57.
«> tutte o la maggior parte C ii. 5. 64.
fcbc troppo maggior numero sìa quello C iì. 5. 87,
|cfae nullo effetto è maggiore della cagione C iì. 5. 99,
■uanifesto é Luì aver fatto questo maggior numero C. ii. 5. 109.
MfM^f^iort sarebbe lo nostro difetto C ii. 9. 85.
/che quella parte . . . cb' è sua perfezione maggiore, fosse a lui
,' cagione di maggiore difetto ............ C. ii. 9. 93, 94,
rVirg;ìUo ... in sua maggior loda pietoso il chiama C ii. xi, 38.
é in nome ... è il maggior numero C ÌÌ, 15. 39.
dee r uomo per mo^^or amico dimenticare •..*•. C il. x6. 53.
nde si legge . . . nello Ovidio Maggiore C iìL 3. 51.
i^ueUa gente che quaggiù maj^or diletto riceve C. ìii. 6. 8a.
iOnde . . . tanto il desiderio è maggiore C iii. xo. 19.
pm iMagg«0rr persuasione della sua compagnia fare C. iii. 14. 118.
;^c noi consideriamo poi la sua maggiore adolescenza C iv. 5. 98.
«)uì è maggior mestiere di saperlo C iv. 6. xo.
Che ... da alcuno suo maggiore di schiatta é nobilitato . . . . C iv. 7. 88.
m HM^s^n detrimento dico C iv. 7. 104.
la reverenza, che dcbbe al maggiore il minore C. iv. 8. 8.
^kcroochè in maggiore . . , irrevcrenza si cadcrebbc C iv. 8, 137.
MAGGIORE 344
maggiore. Maggior tempcsu — Attendi — Che le pasute . . . Cams, xviii. 56.
Ha quelli, che n' uscian con maggior pena . . . , K iV. 35. 56 (Soh. xviii. io),
come r ombra ... Si fa maggiort, e poi subito manca S, P. ci. 38,
Io ho trovato, che maggior memoria Si fa di S. P, cxlii. 45.
maggiormente, dovete Vìe tHaggK}rmtnt4 aver cura di lui . . . . Catta, xvì. 34.
magione. Fagli natura ... 'I cor per sua magront .... V. U, ao. 18 (Sem. x. 6).
magnanimo. O patna . . , Oc' magnammi madre Csna. xviii. a.
maggiore, altri le ordinò e fecele maggior Fattore C iv. 9. 65,
tanto è mii^>^ibFr in quella la suggedone ......... C.Ìv. 9. iii.
vedcmo . . . domandare consiglio il maggiort al minore . . . . C. iv. 9. 133.
a mostrare maggiort diversità avere con quella C ir. io. 94.
e la sollecitudine ... sia diritta a maggiori cose C iv. 1 1. 107.
recano nuovo termine, cioè maggior quaniità a desiderio . . . . C. iv. ta. 50^
a tmaggior testimonianza . . . ecco Boezio C iv. la. 79.
Sicché . . . it«^§yii>n' appariscono li desiderabili , . , . . . C iv. la. 177,
non è cagione d* ... ma di perfezione maggiort C iv. 13. ai.
poi, a maggiort loro confusione ... si distrugge C. tv. 14. io.
la Cristiana scntcnia è di maggior vigore C iv. 15. 93.
oltre la quale nullo diletto è maggiort . C- iv. aa. 90.
avviene che V Arco . . . è di . . . maggior tesa che C iv. 23. 74.
se dalli suoi MMiig^Mmi* non gli fosse mostrato C iv. 04. ia6.
poi debbono essere ubbiditi i . . . maggiori C. iv. 34. 181.
la nuxggior parte dell' amìstadì si paiono seminare ...... C iv. 35. 9.
Virgilio, lo maggior nostro PoeU C. iv. 96. 60.
CoDvìcnsì amare li suoi maggiori C. iv. a6. 85.
lo suo popolo ristorato gli fu tnaggion che prima C iv. 37. 168.
io reduco a memoria e rappresento li miei maggiori C iv. ag. 19.
coloro che hanno udito il bene delli suoi maggiori C. iv. 39. 66.
non può essere che delli maggiori di questo sia tanto C iv. 39. 68.
r uomo vile disceso delli buoni maggiori C. iv. 39. 79.
maggiormente, in ciò gli ho fatti maggiormentt vogliosi C i. i. 78.
non intendo ... a quella . . . derogare, ma maggiormtntr giovare . C. i. i. 115.
che quella loda non sia maggiormentt vituperio C i. a. 46.
cosi sì può questo intendere m^g^'ormrif/r C iì. xx. 85.
dall' abito maggiomitnte è altri da denominare C. ìii. 13.
maggiormtntt parlare di te non si può, che tacere C iv. 5. 141.
da quella procede maggiormenie che d' altro terzo C iv. 18. 65.
e cosi lo SfHÌo maggiormmU C iv. a6. 109.
magione, nel primo sedere . . . che facea nella magiotu del , . . . V, N, [4. ao,
la quale circondava questa magione K M 14. 31-
vuole andare a una magiont . . . Viene tm altro ... e vuole a questa
magione andare C. iv. 7. 64, 71.
né le magioni magnifiche ... tra cose buone o . . . essere dissi . C. iv. la. 58.
però gli antichi regi nelle loru magioni faceano C. iv. 35. 55.
ritornare nella propria magione C. iv. a8. 5».
la cui propria magione è nel sccretissimo C iv. 30. 67.
magistero, quanto la cosa è più propria . . . del magis^ro . . . . C iv. 9. ito.
Magna, per quella d' Alberto della Magna nel libro C. iii. 5. 1x3.
magnanimità. L». quinta ^ è MagnoMimilà C. iv. 17. 44.
questo sprone st chiama . . . ovvero Magnanimità . . . . . . C iv. a6. 57.
magnanimo, il magnammo si magnifica in suo cuore . . . . . . C i. 11. 197.
bì fa lo tnagnammo grande C. i. zi. Z33.
che *1 OTOfiwiMSMH} sempre fa minori gli altri Ci. li. 134.
al mengHonimo le sue cose . . . paiono migliori C. L zx. 140.
345 MALE
magnificare^ Acciò che . . . Possa niagHificarXz tua giustizia . . . S. P.ì. 57.
E tutti i re ti n*agmjkkcratxna S. A ci. 63.
naga U dìvonin . . . Simon mago, il falso Greco, E Catia. xviii. 7?.
qbL CmmM^ xi. 70; xiii. 48. 93; xìv. 96; xvì. ix, 17; xvii. 48; xix. 49, 116 ; xx. 96;
I Stst. ì. 04 ; ii. 19, 59 ; ili. la, 13, 34, 33, 34 ; iv. 6 ; V, N. 12. 107 {Ball, ì.
^k a8} ; Ball. vL 7 ; viii. ai ; x. ai ; K N, B. 64 (5om. ìv. ao) ; aa. 98 (5om.
^H xiii. IO) ; 37. 17 {SoH. XX. a) ; 38. 46 {Som. xxi. la) ; Som. xx\')i. 7 ; xxxi.
H 7 ; xxxiii. 8 ; xxxix. i ; li. 3 ; 5. P. xxxi. 13, 9Z, 51, 75; xxxvii. ii| 33; 1.
' 3». 5' ; e»* 43. 57 ; cxlii. la, 56 ; P. F, 173.
fTitlflr**^tr, £' m' incresce di me sì malamfnté Cane. xiii. 1.
male, adv. & n. non può mal finir chi le ha parlato . . . y. N. 19. 61 (Gtn«. i. 43),
Come viltate importa sempre fHolf C iv. Ca»*. ìii. 91.
Che quegli teme, e' ha del mal paura Cans. ìx. 84.
Chi K beltà fra' Hfd/i' Vogliamo annoverar Cska. x. 141.
L' anima folle, che al suo ma/ a* ingegna Coma. xi. 29.
a cui incrcsca del mio malt Cane. xi. 68,
Coluto del mio mal par che si prezzi Coms. xii. x8.
non le pesa del mal eh' ella vede Catu, xiii. 46.
S* accorse ben, che '1 suo maU era nato Cans. xiii. 76.
E a' egli awien che gli risponda maU Ca^ia. xvi, 37.
Morte, adunque di tanto tnal V incresca Cam. xvii. 46.
le • . . tue >Hal giuste leggi . . . correggi Cans. xviii. 38.
E 1 nome eccelso tuo, che maJ sì nota ..... .... Cant. xvtii. 49.
Convicn che di sé vesta L' un bene e 1' altro malt Catu. xix. 68.
■oa risponde , . . Per lo mai e* hanno in uso Catt£. xix. 106.
udisse tossir la ma/ fatata Moglie di SonAn. i.
salva la via del debito onorare e magnijkan . . . . C. i. a. 83.
L^*» si è a mtfgtttficart V amato C. i. io. 34.
'*'**'tei prima per magnijicare lui. E che in ciò io lo magHifichi
... vedere si può C i. io. 41, 48.
I^Wegnachè ... si possano magitijicarey cioè far grandi ....Ci. io. 45.
I "■•pian imo si magnijim in suo cuore C. i. :i. raS.
^^'^h* magm/Uan e par\'ifìcare . . . hanno rispetto C, i, 11. 13*
Questo è quella magfùJicfHBrt^ della quale parto il
Salmista ... * Levata è la magrti/kmjta Ina. ... * C ii. 4. 40, 4a.
j^J^ ^lUfU si è Magnijicfma C iv, 17. 41.
^^^WuBeo, né le ma^^ioni magnijuht ... tra cose buone o desidcra-
^\]i essere dissi C iv, la. 58.
^^Pero gli . . ^ regi . . . faceano Ma,^m)Cn lavori C iv. 95. 56.
''. N. 18. 63 ; aa. 43 ; 38. 15 ; 43. 11 ; C i. 3. 17 f 5- 33 ; 9- 68 ; 10. 11 ; iii. a.
149; 8. Ili; 15. 86; iv. 5. 61, 66; ir. 98, 100; la. 147, 150, 195 (i«),
«98; >3. 56, 60, 145, 153; M- ai, 83, 30, 37, 88, nò; 15. 131, 133
(*«5» '44. '45; aO' 73i 78; 32. 194 ; 33. ag ; a4. lao ; 25. 98 ; a6. 36;
^^^ »7. «07.
^^'"ùlc alla quale era malagevùU ad intendere i versi latini , . V. N. 35. 46.
""^tita . . . fosse maiagcvoU a sentire C. ii. ta. 09.
'''^mgrvoU fu molto a scemer quello C iv. 6. 80.
^liiti^*^ aarebbe più malastvolt . . . generazione C. ìv. 14. 60.
^^J^*>Qi Ahi ma/tu/rur e malnati C iv. 37. 117.
**v. & n. però ad esso non voglio s' assetti alcuno mo/cdc' suoi
w^ Organi disposto C i. t. 88.
j^"**"* «^ è da fuggire, siccome maU per accidente ... C L a. 44.
,r7~^*^^iio con ampia misura cerca lo suo mtU fare C i. 0. 64.
^lo del mWt. meno C. i. a. 66.
MALE 346
male. Ma ben ne colse matt a* fi* di Stagno Som. lui. 14.
Che, per lo sangue lor, del maU acquisto Sanno Som. liv. 13.
Che allo mal {htc già me conducesti S. P. vi. 38.
Ed ho conunesso ìl maU in tuo cospetto ......... S. Z'. I. 14.
Ma sono ad ogni maU sottoposto , , S. P. ci. 99,
Prima contrizion quella ò, che strazia II ma/ e* hai &tto ; e poi . . .
Confessa il mal P. F. lo^^ lofl.
Da cui principio i pmji/ tutti quanti hanno P. F. 117.
La carne nostra, al mal pronta tuttora. È stimolata P. F. 145.
Che allo mai far ognuno spesso incuora P. F. 147.
Prima è Superbia d' ogni ma/ radice P. F. 184.
Segue il mnl fare, e parteai dal bene P. F. 190.
E nel mai far sempre sue voglie aggira P. F. 194.
il qual io prcco Che ci guardi dal tnal P. F. 345.
maledire. Malrdttta tua culla . . . Malrdrtto lo tuo perduto pane . . Gnu. x. 78, 80,
Io maledico il d) eh* io vidi in prima Son. xxxìii. i.
E maltdico V amorosa lima Son. xxxìii. 5.
E maitdico la mia mente dura Son. xxxììL 9.
Insieme coi demoni maUdtiti P. F. 60,
maligno. Dirada in te le maiign* radici Canz, xviii. 31.
Per liberarne dal dcmon maligno P. F. 123.
TnnHTJn a chi son perdonati LÌ . , . falli e le maltn't loro . . . . S. P. xxxi. a.
Poiché conosco beo la mia malima S. /*. 1. to.
malet la fama dilata lo bene e lo mait C. i. 4. a.
non solamente . . . ma/ giudicano, ma . . . agli altri fanno tnai giu>
dicare C. i. 4. 53, 55.
la presenza ristrigne ... lo maU ... e dico lo mmle^ perchè . - C i, 4. 58, 59.
puote essere così nel male C i. 4. 87.
ristrigne il bene e *1 maU C. i. 4. 98.
giudicando ... il maU e '1 bene C t. it. 84.
per iscusarsi . . . del dire maU C i. il. 85.
dolersi dell' altrui maU C ii. il. 41.
ricchezze conser\'ate in male del loro signore . C. il. il. 84.
che, se 't parlatore è ma/ disposto ... e se l'uditore è ma/ disposto,
mal sono quelle riccMite C iv. a. 70, 73 (Am).
pochi per mai camminare compiano la giornata . C iv. 13. 66.
due ragioni : 1* una, che è cagioni di male C. iv. 13. 94.
CagioH* è di maie, che fa C. iv. 13. 95.
e anzi la domandazione compiuta, mot* rispondono C iv, 15. 135.
la ... ira e la .. . pazienza contra li nostri maii esteriori . . . . C iv. 17. 53.
se una pietra margarita è male disposta C. iv. ao. 64.
che . . . male tragge al segno quello che noi vede C. iv. aa. 16.
cosi mat può ire a questa dolcezza chi C iv. aa. 17.
non perviene per ma/ essere coltivato Civ.aa.ifla.
quanto sta male a ciascuno uomo . . . menzionare cose che nella
bocca d* ogni donna stieno maU C iv. 95. 100, ioa.
se per colui . . . male sì vive C iv. 99. 4fl.
maledire, che io la vi rimembrerò ... iMa/^iir//ii' occhi K ^. 38. 15
in questo errore cade V avaro maledetto C. tìL 15. 88.
MaUdetti siate voi e la vostra presunrione, e chi C iv. 5. 78.
non perde, come le maledette ricchezze C ìv. 13. 88.
malJylw quando la malica vince in essa C i. t. 93.
si giudica la malisia e la bonude . C i. a. 39.
mostrare ... la malizia dell' accusatore C i. io. 104.
347 ^iH^ MALVAGIO
nwHrta- Libera me dalU carnai maUna 5. /*. L 55.
Don posso Con la mia lingua esprìmer mU malima S. P. cxlii. 3a
malnato. E che dirà nell* Inferno a' mathati K M 19. 46 :dnj. i. a^),
malOk Di trarlo fuor di mala setta in pria Cans. ìx. 79L
che non ha che disdelta Di rnala fama •• Con*, alv. 94.
£ a que' che V ainan piti, più fai mal pìglio Cma. avjit 90.
Increscati di me, e* ho sì maJ tempo Sést, ii. 51.
La tosse, il freddo, e 1' altra mtaìa voglia • ■ Som. lii. 9.
E *otendì che 'I fuggire ci mai boccone ». Som, liii. 7.
Le mie fatiche, id aspettar mai paghe , P. F. 6,
malom. Nec dicit ipai : Ma/um cai de iato CaMM. xxi. aa,
malvagio. Core ha di pietra si malvagio e vile .... ^. M 30. 73 iCan». iii. 33).
Prima che co' mah«^ vìikct prore Cana. ix. 61.
mallgte. conoscerà la md/inif di costoro Ci. 11.91.
seguitò poi ... la wMiiata de* rei . . . non at fuori . . . che Iddìo non
sapesse dinanzi la loro malima C iii. la. 70^ 73.
ae non per sopravvenimento dì iMdiùM , , , C iv. i. 97.
non le coae, ma le mo/taiV delle cose odiare C iv. 1. 98.
a partire, dico^ la malima dalle cose C. iv. t. 33.
a dare a intendere la sua intollerabile wm/km C. iv. 7. 49.
volendo ... la malima d' alquanti dalla rornte levare C. iv. 8. a6.
quando per tnatim'a d' anttMo . . . impedito non è C iv. 15. i la.
Chi, secondo la malima tMl' anima ... ho vedute C iv, 15. 117.
secondo malima . . . può essere la mente non satUÈ C ir. 15. t6B.
che per mtaliaia di animo e di corpo infermi non sono C iv. 15. 179.
maliziato, senxa mmKmaia ooadenaa C. ì. a. 53.
la seconda, maìimata arwaaaKm/ • 1 . . C. i. 1 1. 7.
La seconda setta ... si fi per una matimata aruaa C. 1. i>. 73.
nahiatOk perciò vcggìano lì callìvì i*hi/n«A'» che C iti. 4. 81.
Ahi malasirui e mainati C. iv. 97. 118.
Oh sventurati e malnaliy che . . . Yolele C ìv. a8. 157.
■ftlnaturato. r uomo, che indìrìua sé e regge s^ tm^maimraio . . C. ili. 8. 1B4.
IMk>i vita, U quale fu di malo io buono C. i. a. 106.
isvidis è cagione dì mal giudicìo C. t 4. 44.
dUattandosi delle maU operaxioni, hanno invidia alli anali operatorì C t. 4, 60 (Am)«
conviene che . . . vengano a ma/ fine C, I. 11. 30.
ÌX mai Cabbru biii&ima il ferro ... e il mal citariaU biaaioui la ciUra,
credendo dare la colpa del ma/ coltello e del «Ma/aonare al ferro
calla ciUra C L 11. 78. 79. 8i {hUy
ricuperare la mala disposixione della materia ..•■•■.< C ili. 4. 65.
cioi la Mala co&staetudinc C. Ìli. 8. 173.
è pio laudabile oa mMl cavallo reggere . . . » . . C ili. 8, 188,
a Care dvlla moia cosa baona cosa C iii. 8. 307.
d* alqtumti che a mai fine dovaaao vaain C ili. la. 74.
per mmia eonauetudloe . . . era tanu» CartlSealo C. iv. 1 . 50.
aEa gente che per M«/ cammino andavano . . . . . . . . . C. tv. 1.74.
Ibgate le ma/r opinioni^ la vcritik ... ala rfoevata. . . CA't. «. t5&.
a baciare la mmia opinione prendere piede ... C. ir. 7. 17.
eoal la mala opinione . . . cresce C iv. 7, a).
Poiché la mala condizione ... è narraU ... C. iv. 7. 43.
KinKn-i da te la mala bocca .... C tv. 95. 19.
quante maU tentazioni . . . diffida .... C iv. «5. 91.
quegli che alli buoni ntala tcsttmontanaa [torta . C. iv. 99. 73.
iaa1»a|.lii accorgcodoBi del mtaivmgio dow andane K /V, 4. it.
i
MALVAGIO ^PVM^^BVH^^V 348
malvagio. O falsi cavalieri malvagie rei Cona. xix. 11 a.
manranga. coloro, Che per vergogna celan lor mancanMa . F. N. 7. 35 '.Soff. ii* iB),
mancare. Perocché ... 1 mìo sento maMcart Sì * C^imM, xiv. 5.
Come persona . . . Cui tutta gente mattca Cans. xx. 11,
Però che U miei giorni e li mìei anni . . . presto son ntaneati . , S. /*. ci. S.
come r ombra ... Si fa maggiore, e poi subito manca . . . Cosi la
vita mia . . . Ora è mancata 5. P. d. 38, 41.
Chi . . . dichiarar 3* ingegna . . . Manca la possa P. F.%\.
manco. Egli mi fìcdc sotto il braccio manco Canz. xn. 48.
mandare, eh' io son murM^/a A quella V. N. ig. é\ ^^Cmns. i ta).
gli occhi ... Ne wandan mcMÌ al cor picn di disiri . C. iii. Catu. ii. 35 ; 13. lai-
manifesta . . . quel per eh' io li mando Catts. x. 157.
Piaccinvi di maN^ar vostra salute Cans. avi. i».
Nostra natura qui a te ci manda ..... CsMa. xx. 33.
Madonna, quelli, che mi manda a vui . . . vuole .... K AT. la. 97 {Bait. ì, t6)~
Vostro fin pregio mando — alla verdura Bit//, iv. 5.
A quella bella donna a cui ti mando Ba//. v, 3.
manducare, che ogni senso Collidenti d' Amor già mi mam/iuia . . Caita. xii. 3».
C/. mangiare.
mane. Che da sera e da mant Hai ragunato, e Catu. x. Sa.
malvagia discacciato questo cotal malvagio desiderio f^. .sV. 40. 14.
che cotal desiderio malvagio e . . . paressero - K jV. 40. ^Ol
per malvagia disusanza del mondo C i. 9. 31.
A perpetuate infamia . . . dcUi Mio/eni^' uomini C. i. 11. x
ii buoni erano ... e li ma/t/d/;^ onorati ed esaltati C. iv. 1. 56.
colui . . . che disceso di buoni è mali/agio C iv. 7. ga.
e quella dellì malvagie oscura C iv. 7. loa
veramente morto il malvagio uomo dire si può C iv. 7. 107.
più volte alli mttlvagi ... ai rappresentano C iv. il. 7X
più volte alli malvagi^ che alli buoni, pervengono C. iv. 11. flfi^ ^ftc
riprovata è la . . . opinione de* malvagi . . . uomini C. iv. 16. 13.
quegli . . . che crederà li ma/tvi^ comandamenti C iv. 04. 13}.
quelli che ben sa una malvagia cosa fare C. rv. «7, 55.
si dissomiglia ... dal wa/wiib discendente C iv. 39. 58.
lo malvagio figlio o nepotc fa tutto il contrario C. iv. 09. 63.
cosi . . . potrebbero. . . nascere in quella li malvagi C iv. 39^ 1
mancanza. Promettono ... di torre . . . ogni mancanma C. hr. la. 41.
mancare, le quali disposizioni tutte gli mancfurebboHo C. L 5. 42.
manco* «. parca a me avere manco di fortezza C ÌL a. 43.
non è mattco del detto esemplo C iìL 6. j9l
qual donna sente per manco la sua beltà biasimare C iii. 8. ao>
Puotc . . . r anima stare non bene . . . per mangio dì complessione,
e forse per manco di temporale C iv. ao. 7t, t
mancOi adj. sempre ne fa parere ogni dilettazione manca . . . . C. iii. 6. 76.
mandare, quegli che gli avea ciò mandato K. AT, 3. 104.
£ non le mandatt in parte alcuna senza me K. A^ la. 67.
Poi mandare due donne gentili a me pregandomi che MtOHdlasMloro
dì queste mie parole K. TV. 401 l» a.
proposi dì mandar loro e di fare una cosa nuova, la quale lo mandassi
loro con esse K ^. 4A. ^ &
mandailo loro col precedente sonetto accompagnato K /V. 4». 9.
quegli che fosse mandato a partire una zuffa C. i. 3. 4.
La prima Bontà manda le sue buntadi C. iiì. 7. 18.
Regolo, da Cartagine mandato a Roma C. iv. 5. 105.
VI,
349
MANIFESTARE
naaiiane. Perchè li cibi miei non ho mangiati S. /*. ci. la.
Pcrth' io mangiava, come il pan, la cenere S. P. ci. 31.
con ebbrezzA e con nuxM^iar soverchio . . . apparecchia . . . , P. /\ aoo.
C/. manducare,
nunlfestare. [La sua] Anima ... Lo mam/gsta in quel eh* ella
conduce C. ili. Cane. ii. 33 ; 13, 105.
IViina a lei ntant/esia Quel che tu »«', e Cam. x. 156.
la sua apparenza, or da Moitr, or da aera C ìi. 14. 114.
da man* C. ii. 14. 119.
'terra ... lì cui prìncipi da marie mangiano C. iv. 6. 176.
Potrebbe dire acr Man/rrM da Vico C iv. 29. 16.
tanto . . . che le facca mangiare quella cosa che . . . . K A^. 3. 49,
quale ella mangiava dubitosamcnte ^. -/V. 3. 51.
ove i] pane degli Angeli si mangia C. ì. i. 53.
che in bestiale pastura veggiono erba e . . . gire mangiaufo . , . C i. >. 61.
quello pane . . . senza lo quale . . non potrebbe esser mangiata . C. i. t. 83.
deooo mangiare le infrascritte vivande C. i. 13. 78.
'"Voglio mostrare come mangiare si dee C. il. x. la.
terra , , lì cui prìncipi da mane tnangiana . . . . , . . . C ìv. 6. 176.
la vivanda , , . sarà di quattordici maltiere ordinata . . C. i. i. 103.
per molte maMten di parlare C il. 6. 6.
^H convengono essere nove matuere di Spìriti C ii. 6. 99.
^^P in ciascuna maniera di sermone C. ii. 7. 54.
^^V I fnafirv tnanirrr d' operazioni ... è ordinata C. iv. 9. 40.
^H Cbe . . . tutte si possono in tre maniere ricoglierc C iv, 11. 58.
^'^OlfellBiQeate. si che appare manifesta mente, eh* ella 5i . . . . V, N. ^. 63.
Soctnnr appare mam/estamente a chi lo intende K A'. 8. 17.
fSiecb£ appare manifestamente che V. N. \\. a6.
tjeeoBkc Fcdemo mani/eatament* che K. W. 30. sa.
C^Mie appare maniftstatntnU K A^. 34. 15.
Sfmmfrstam^nte . . . può vedere chi bene considera C Ì. i. 45.
nuttrifestatnmt* si vede . . . C. i. 4. 89.
*Ìccumc puossi mamfestamnxte cosi mostrare C. i. 9. 6.
dico, che tnani/estamtnte si può vedere C. i. 9. a6.
Se tnam/tiiamente uscisse fiamma di fuoco C i. la. t.
die sono, siccome manifestamente appare C. ii. X. 1 16.
Iiattoo amore a cerio loco più manifestamente C. iii. 3. aa.
%oconàochè mam/esta mente appare C ìii. 13-36.
tae^i agenti naturaJi vedcmo mani/èstamtnte C. ìÌL 14. 18.
Per che mam/estamente veder sì può C iv. 4. 6a.
Dove tMmm/estamtnte pone C. iv. 15. 65.
coaft «Miin/Vsftimnfilr veder si può C iv. 16. 94.
aioooine ornai matiry^jr/imm/r appare C ìv. sa. izB.
che questa Nobiltà luce e rìsplende . . . mani/rstamente . . . . C iv. 23. 13.
Kon quegli che mam/esta mente ^ è Giudeo C iv. aB. 76.
ito. sicché ... e mam/estamento di benivoicnza nasce . C iii. ti. 86.
ove si matti/està la cagione di questo sonetto . . . . V, N. 14, 99.
nella seconda manifesto lo stato del core per K TV. 15. 53.
le quali non mi parca che foucro ma$ufeitafe . . . per me .... K. TV. 16. 5.
perocché mi parca avere di me assai manifestato K. A^. 1 7. 5.
volendolo mmmtfiuiar» a chi ciò non vedea K AT. 37, 5.
rìffiùvo . . . mtamijèatundo chi é che cosi parla V. N. ^. ag.
al . . . cbe li sospiri manifestavano ciò molte volte V. N. 40. 19.
nel quale manifestassi ciò eh' Ìo avea detto . . F. A^. 41. 99.
MANIFESTARE 350
manifestare, cbc t* ho mnMifniaio Gii 1' inf^iustizia mia e . . • . S. P. xxxi. 31.
che . . . L* incerto e oscuro m* bai maw/fsfiito S. P^ì. 24.
Acciò che la ini& bocca la tua laude Possa mam/estan S. P.L 60.
Che ta ti degni di mamftstarnù V estremo fin S. P. ci. 90.
manifestare, però eh' assai il mam/tsta la sua ragfionc V. N. 41. 54.
ordinalo a rftamftstart Io concetto C i. 5. 8a.
conciossiacosaché lo Latino molte cose mani/rstm C. ì. 5. 86.
sì fHttni/tsta per cotal ragione C L 7. 14.
che t fHOtu/estart la conceputa sentenza C Ì. 10. 60,
perocché . . . non si può bene mani/estarr Ci. 10. 69.
lo bene moNiy^s/drr del concetto è più amato C. i. la. 93,
siccome mam/estato è dì sopra C i. I9, 97.
nella quale ai mam/esta quello C ii. a. 67.
La quale . . . opinione manifrsia la testimoniaozm de' poeti . . . C ii. 5. 45.
si manifesta in molti nomi C ii. 5. 46.
nella quale si manifesta quello C tL 8. 5.
intendo manifestane quello che . . . ragionava C ii. zo, 3.
brevemente pnanifesto la cagione del suo . . . parlare C ii. io. 6.
manifesto Y anima mia essere ancora dalla C. ii io. 15.
questo si uutmfesia quivi C. ii. to. aS.
Ultimamente manifesta V anima . . . essere stata C iL io. 74.
manifestato questo, veder sì può la vera sentenza C ii. x6. ix
della buona volontà, la quale manifesta V amistà C. ìii. 1. 69.
£ ciò manifesto^ quando dico C. iiì. io. io.
si manifesta la Imperiale Maestà e Autorità essere C ìv. 4. 79,
ciò ai manifesta massimamente in colui che C ìv. 7. Iz^,
a tnanifesiare Ciò che dire s' intende C. Ìv. 11. r«.
Certo ... lo maniftsta V una e V altra Ragione C iv. la. T03.
Che ... sia falsissimo, per Salomone si manifesta C iv. 15. 65.
e cosi n%anifesta per quello che dice dinanzi C. iv. 16. 53.
ciò si manifesta quando dice C. iv. 17. 17.
siccome le Divine Scritture manifestano C. iv. ao. 30.
non è cosa da manifestare a lingua C iv. ai. 53.
ciò ne maniftsta V ora del giorno C. iv. 93. 103.
a questi cotali dico, che ntanìfesti lo suo mestieri C. iv. 30. 55.
manifestissiino. sccondochi esso dice, è manifestissimo che . . . C ììi. a. 98.
provo . . . per uno loro . . . manifestissimo difetto C. iv. io. 71.
Oh come è manifesto, anzi manifèstissimo , . . essere C iv. la. 106.
mamfrstissim* sperienze possono avere ì Latini C ìv. 13. laS.
manifesto. Lo verace giudizio . . . ora è manifesto alli più semplici K W. 3. 107.
conciossiacosaché per . . . assai sia tnanifesto K. TV. 14. 97,
a coluto che vi sono, é ntanifesio ciò che V. N. 14. 107.
Onde . . . manifesto è» che questa donna f u . . . piena K A^. sa. 17.
perocché di sopra sono assai mamfesù' ^ . , , V. N. aa. 106.
per questo puote essere manifesto a chi dubita V. N. »$. 98.
però che questa ragione è assai ^manifesta K A^ 36. 97.
perché é manifesto per la precedente ragione V, N. 38. 33.
che degno sia chiamare . . . assai é manife^i a coloro V. N. 39. 39.
però che é assai manifesta la sua ragione V, N, 40. 50.
intra le . . . cagioni due sono più manifesti C. i. 9. 90.
Onde . . . manifesto t che . . . servire noi può C L 6. 87.
Onde è manifesto che lo Latino *.« ....C i. 6. 57.
È adunque manifesto che *I Volgare Ci, i^. 63.
cosi é manifesto che C i. 9. 73.
^ ^^^^^^^rm MANIFESTO
iWlHntOi Per che ... £ manifesto i lor diri eascr Tani . . C. iv. Catu. ni. 75 ; 15. 98.
Ptttifcrta p«rò vuole essere manifesta la ragione . .
poidi' t ntamfesio come . . . io mì mossi ....
Per che, se la firossimitade è . , . manifesto £ eh' ella
MMJMto è chcd ella t delle cagioni stata ....
per die wtamfrsio è lui essere concorso .....
Per che . . . manifesto è che casa è . . . cresciuta
Cbc «rvegna essere vero ... sic manifesto ....
lo &ito de' quali è manifesto e detcrminato ....
»*timftsto è che questa vita è da Dio più amala , .
■'•^tato i Lui aver fatto questo maggior numero .
Per cbc manifesto è a noi quelle creature essere . .
Onàe . . , manifesto t che '1 cielo stellato ha , . .
^ WHiii/^to che *1 cielo stellato ... si può comparare
ha comparazione assai manifesta alla
Per che ... è manifesto, questo cielo avere . . , comparazione
*iceoine nel terzo Trattato . . . fia manifesto . . .
••ooodoch* di sopra è tnanifesto
Tutto r aJtns ... è per V altra sposizione manifesto .
P^r U sua eccellenza manifesta aver si può ....
Per che è maniftsito^ che per Mente s' intende . . ,
Gli ammali bntti hanno più manifesto amore . . .
*- J*«6 manifesto me veramente scusare
■ uvo t manifesto quasi a tutta la terra discoperta .
*-''*^e . . . manifesto è che la sua forma . . . riceva .
•*^'V'« manifesto esemplo rendo alle donne ....
P^TXKch* . . . manifesto è che questa Donna . . . aiuta
*^— Katrasi negli twcAi tanto manifesta
" faille Amore manifisto é nell' uso della . . ,
^■^ si può (are manifesto massimamente in ciò . .
J*^' ** manifesto che la divina virtù . . . discende
^**' ^BwwyV-j/o difetto
I*er quoto, e ... è manifesta V allegorìa della Tornata
^***^ndo la esecuzione . . . tanto manifesto procede
"*■■■ che assai è manifesta la divina elezione
"•■^'^'llbftì essere dee
'^'••'Sfato è che Aristotile sia degnissimo
^'^é. . . è manifesto il principale intento
^""•■■Atte è, che vivere , . , è ....
*■' che manifesto è Aristotile non avere inteso
cHe
^- . . intenda riprovare é manifesto
^'^•''«•ione di debita suggczìone per manifesto segno
^***^'essare la . . . suggczìone per manifesto segno
^mxt la . . . suggezione per manifesto segno . .
^*' ^"U cavillo come vada ... è manifesto . . .
*^^^ * manifesto che difinirc gentiltsaa non A . . .
^^ * • . Sarà tmamfesto ciò che detto ho .... .
7""** • . , manifesto é che sieno viti
^*< ... la loro imperfezione è manifesta . . .
p**to è si mani/fstOj che
-^ ^be è mam/esto , . . quelle ricchezze . . . avvenire
^T^Qvae £ mmmfiata . , . quelle . . . essere . . . imperfette
S^ ^ perfetta, è manifesto per lo Filosofo
^ che assai è mai^iftsia la loro viltà . .
C. i. IO. 9.
C. i. IO. 34.
C. i. la. 50,
C. i. la. 98.
C i. 13. 34.
C i. 13. 66.
C ii. I. 6a.
C. ii. 3. sa.
C. ii. 5. 83.
C ii. 5. 109.
C. ii. 6. 31.
C. ìL 15. 84.
C. ii. 15, 118.
C ii. 15. 134.
C. ii. 15. 163.
C. ii. 16. 04.
C. ii. 16. 74,
C ii. 16. 97.
C iii. I. 89.
C. iii. a. 136.
C ìli. 3. 31.
C. iii. 4. 117.
C iii. 5. 73.
C. iii. 6. taa.
C. iii. 7. 151,
C. ili. 7. 175.
C. iii. 8. 80.
C iii. 13. irr.
C. iii. 14. 51.
C. iii. 14. 86.
C*. iii. 15. 33.
C. iii. 15. ai8.
C iv. 5. 9.
C. iv. 5. 51.
Civ.s. 146, 151.
C. iv. 6. 50.
C. iv. 6. 154.
C. iv. 7. 117.
C. iv. a. 64.
C. iv. 8. 71.
C. iv. 8. IDI.
C iv. 8. 106.
C iv, 8. 147.
C. iv. 9. 105.
C. iv. 9. 173.
C iv. I X. 6.
C. iv. xf. 19.
C iv. II. a4.
C. iv. II. 75.
C. iv. ti, 109.
C iv. la. 105.
C. iv. la. ia6,
C. iv. 13. 143.
MANIFESTO ^^^^H 352
mnnnq- £ vedoi (che parcan pioggia di ittannà) ... V, N. ^. 165 (Ca?u. ìì. 58}.
mano. Che . . . Hai radunato* e stretto ad ambe tnano Cans. x. 83.
F.gli alza ad or ad or la tnano Cn$u. xit. 40.
Che ne' biondi capcglì . . . Metterei mano Ca*i«. xii. 65.
Quando gli aperse Amor con le sue mani Càns. xiii. 8,
che vui Per man & Amore là entro pinta sete Gnu. xvi. aa.
Che 'I si e ... io vostra mano Ha posto Amore Cans. xvi. 47.
Resurga con giustizia a spada in mano Cans. xviit. 36.
Dolesi Y una . . . E 'n sulla man si posa . . . L' altra man tiene
ascosa La faccia Coita, xx. ao, 24.
Canzone ; a* panni tuoi non ponga uom mano Can». xx. 91.
Lo dolce pomo . . . Per cui ciascun man piega Can*. xx. 95.
Che fosse fatta . . . Per man di quel, che Sést, ii. ta.
qual volta mi rammenta La dolce f$umo Ball. iii. 11.
Amor, tenendo Mìo core in mano K M 3. 86 {Son. u 10).
Con la tua dritta man cioè che paghi San. xlix. 5.
benché ... La tua man giusta mi gravasse molto S. P. xxxL ao.
hai sopra di me fermata La tua man dritta S. P, xxxviì. 6.
Onde ... A te porgo U man , S. /*. cxlii. 99.
Da questo falso amor ornai la mano ... io vd* rìtrare P. F. •j.
manifesto, conchiude mamfesto essere lo loro errore C iv. 14. 14.
cosi é mani/tsto la ragione . . . essere falsa ed erronea . . . . C iv. 14. I5a.
che ... è manifesto alli «airi intelletti, che C. tv. 15. 104.
dico essere manifesto la opinione . . . esser vana C iv. 15. i8a.
siccome . . . sarà pienamente manifesto C. iv. 16. Il8.
ciò è manifisto a chi ben vuole por mente C iv. 17. 110.
a quelle cose che per sé sono manifeste ... e nulla n' è più manifesta
che C. iv. 19. 36, 87.
Ed è manifesto che Nobiltà . . . non sia altro C. iv. ao. 86.
Chi . . . manifesto è essa Nobiltà essere stmeni* C iv. ao. 9».
mamfesto è che piti ama 1' animo C iv. aa. 79.
Per che è mamfesto che . . . sieno necessarie C. iv. a6. i-«a.
Per che assai t manifesto . . . essere C iv. 37. 187.
né quella, eh' t manifesta in carne, è Cìrcoocisìone ...... C iv. a8. 77.
siccom' è manifesto C iv. 39. 33.
mano, nell* una delle mani mi parca che questi tenesse V. N. ^. 43.
quella cosa che in mano gli ardeva K AT. 3. 50.
onde r . . . amico ... mi prese per la mano V. N, i^. 55.
mi rìcopria con pormi ... le mani agli occhi K iV. 39. 33.
quando fa cinque dita nella mano C. ì. 7. 57.
que* che sono a mano dell' avaro C. ì. 9. 46.
colla mano sulla spalla a . . . sono caduti . C i. it. 37.
r opere delle sue huthi annunzia lo firmamento C. ii. 6. 104.
la quale . . . pone wusno al principale intento C iii. 4. 39.
questa Canzone, che corre mo per mano C. iii. 4. [36.
conciossiacosaché grande e alta opera sìa per le mani C iv. 3. 18.
Muzio la sua maffo propria incendere C.iv. 3.116.
non pose Iddio le numi [proprie] ... ? , . C iv. 5. 156, 161, 165, 170.
uno solo Romano nelle mani ebbe C iv. 5. 159.
cioè non temere . . . bussando la mano di Cesare C iv. 13. 118.
sopra r opere delle lue mani C iv. 18. 68.
in questa terza età, che per moNo corre C. iv. 37. 41.
meritarono di porre mano al coronamento C iv. 39. ai.
mansuescere. che *1 savio uomo ... fa manstttsctrt ... li crudeli cuori . C ii. i. 39.
353 ^^^H^ HA^^
munto. Che fa dcpno di manto Imperiai colui CiMa. xix. 13.
Haminì coperto col suo sacro manto 5. P. vi. 45.
mannaie. Non fatto manuai, ma j^erato • . . • P. F. 98.
mumviglia. mera-, si vede Meravigtia nctr atto, che proce<lc K N. 19. 36 {Cmhm. L 17).
A consentir ciò che par mamvtgiia C. iiì. Comm. iì. 53.
O Dio, qual monfc^/i'a, Voler cadere In Caiia. x. 04.
V aita appresso dell' altra mfmvigtùi K TV. 04. 60 (Sem, xlv. 1 1).
maravigliare, tanta . . . Che fé* mnmvìgiiar V eterno Sire , y.N. 33. 63 {,CanM. iiì. 03).
che ... lo intelletto loro . . . Face mamvigtiar . , . . K i^. 34. sa (dicav iv. a(Q*
Però, donne . . . Non ven matmvi^mtf Can*. x. 5.
S* io porto amor . . . Neun si mamvi^i S«sL iv. 8.
Quanto legno di fmir, che non leva onda Cnca. xiL 19.
che Orfeo facea colla edera vmansuett le fiere C ii. x. 96»
alli mansitrti Dio darà grazia . C. iv. 95. 18.
tDaostietadtaie. La settima è JVafMMrfMtfm# C iv. 17. 50.
manto, si nasconde sotto il manto di queste favole C li. i. 03.
maraviglia, mera-, stare a vedere la m^tavis^ia di questa donna . . V. N. 14. 4&
colui eh' era stato f^enitore di tanta méravigfia . , y. N, aa. 4.
Questa è una m4r%$v*/^ia « . . K JV. 36. 18.
Onde non è mamvif;lia se là dice sì C. ii. 16. 75.
gli adornamenti delle mantvìgiù C ti. 16. 87.
di questo vocabolo, cioè maiaiiyto ... si parlerà C iì. t6. 94.
quello . . . che seni* \<i pan mmmvtgim C iii. 14. 190.
Non é mmnnigiia se la . . . Prowidenxa . . . procede C tv. 5. 1.
perocché non minore marmr^ia mi sembra C. iv. 7. 39.
ch^ a me medesimo pare marntngfta, come C. iv. ai. ji.
maravlgUare. mera», lo spirito animale ... si comix»ciò a maramgUait
molto K AT. a. 99.
la quale mi mirava . . . maruty/ian^bsi dd K JV. 5. 8.
dico che molle ... si cominciaro a MHUW^fAiBfv K AT. 14. sa-
E marnvi^itin^omi ìn cotale fantasìa . . . inuginai V. N. a^. 40.
acciocché altri non si tnrravigii V. N. 31. 10.
Non si maravigii dunque alcuno se ...,,,..... C i. 10. ao.
Né SI manR'^i' alcuno, se C lì. 5. xix
come si mtafmviglimaM della subita trasmutazione C ii. to. 18.
qoasi iwai m%\^immé»mi^ apersi la bocca C. ii. 13. 55.
Però nalb ti mminwi^ se ... ti procede C. iv. 3. 16.
Ma da ttmrmaigjkmM t forte C. iv. 5. 7.
Onde . . . nullo si mmmìtigii C. iv. 8. 96.
non è da mmwvighmn^ che , • ■ . , • • • ... . . . C tv. 9, 19,
Unte ... che certo non è da maiw^gtftir, te C. iv. 19. 46.
commenda . . . quaai utatmvi^MmnéoÈÌ ÓitA divino aflcCto . . . . C iv. 19. 63.
Non ai m^ntvigli alcuno, s' lo parlo C*. Iv. at. 49.
BMinivlglIfBiiw ute. quello che . . . mnj 11 vigHomm^nt» addivcax»e V. N. 6. 14-
doone andare . . . m a 1 mngtkmmtmnU insti K AT. «3. 35.
ad quale m* apparve uaa waiw^fniat visione . . • K iV. 3. 07.
ia eoetei ti veggiaoo . . . mvramgliom cote ... . . . C. Ui. 6. lao.
par . . . m^mwigUom cose vedere, o «dire, o C. hr. a^ 49.
tltro desiderio t quello delle cento mmnht C iv. 13. jo.
Chi non ha ... 11 buono Mmrduat di Monferrato . . . . C. iv. 1 1. taj,
IbtfOO. n' ammaestra lo Evangelio di Jfano C. iv. aa. 14B.
Dice ifarai che . . . andarono per trovare C. iv. ea. 149.
parte del mmn e della terra C ui. 5. af,
pari* del mmm e della terra C. ili. 5. a?.
A a
"ARE ^^^^^^ 354
mare. E passa U marti onde n* adduce copia ... Càtu. tv. 17.
eh' ad ogni vento Per Miar/ andasse Soh. xxxxi. 4.
margberita. In trarre . . . Come virtù dì Stella tttargkfhia .... Som. xjcvì, 14.
Harla. Nel elei dell' umiJtatc, ov' è Maria . . . , K. A''. 35. 44 {Som. zviii [i*]. 4),
nella Vcrgin santa, Maria, che ... ci aita P. F. ai.
Ave regina Vergine Maria Piena di grazia P. F, 941.
SnamiO. Saranne quello, eh* è d* un uom di marmo^ Se ìn pargoletta
6m per cuore nn unarmo Caè^m. anr. 71, 79.
mare, che U terra col wnart era bene il meuo di lutto C. iii. 5. 47.
e che essa col mamr è centro del cielo C iti. 3. 64.
ella cadrebbe li olire nel mart Oceano, appunto in su quel dosso
del mawr C. Ìli. 5. 83, 83.
cadrebbe in su quel dosso del man Oceano . C. iii. 5. 94.
dividerebbe questa terra scoperta dal (tianr Ocemno C. iii. 5. 118
esso sole^'mnr U mondo intomo giù ... al mare .... . C iii. 5. 146.
tanto che egli gira intorno giù ... al man C. ìli. 5. 161.
quando circuiva il suo termine al man C, ili. 15. 179.
quanta rena volge lo manr turbato dal vento C iv. la. 75.
Cesare . . . venne, per passare il marr Adriano C. ìv. 13. lai.
quando venne a entrare nel tman di questa vita C. Iv. 38, io.
uscire le pare di man e tornare a porto C. iv. a8. 54.
margarita, conciossiacosaché ... le mmrgariie . . .abbiano . . . . C iv. 11. 39.
non sono rìcchcue, ma oro e margmrùr C iv. ii. 44.
onde . . . diciamo . . . una nobile margarita e una vile C. iv. 14. 84.
se una pietra margarita t male disposta, ovvero C. iv. so. 64.
non si deono le margarite gittare mnanu ai porci ; perocché . . .
alle margarite è danno C. iv. 30. 38^ 4(k
più è prode ai gallo un granello . . . cfae una margarita . , . . C. iv. 30. 43.
margherita, siccome 1* oro, le tMarghtritt e gli altri tesori . . C. i. 9. 44.
Maria, sotto l' insegna di quella reina benedetta Maria V. N. 39. 9.
Cristo . . . 6gliuolo di Marta Vergine C ii. 6. 13.
quel suo grande Legalo, che venne a Maria C ìi. 6, 34.
Immaginiamo ... sìa una citta, e abbia nome Maria C. iii. 5. 91.
che é appunto in questa palla opposito a Maria C. iii. 5. 96.
sicché li cittadini di Maria tengano le piante C. ìiL 5. X05.
che sia . . . tanto di lungi da Maria^ quanto da Luaà C iii. 5. iioi^
conviene che Maria veggìa . . . esso sole girart C ìiì. 5. 143.
10 suo montare è a Maria quasi tanto C. in. 5. :5a.
se UDO uomo fos^sc diritto in Maria C. iii. 5. 156.
vede con altrettante rote quante vede Maria C iii. 5. 165*
poi il vede . . . venire verso Maria nox'antuno di e C. iti. $. 180.
11 baldczza e 1' onore dell' . . . cioè Maria C. iv. 5. 43.
contemporaneo alla radice della progenie di Maria C. iv. 5. 54.
* Maria ottima parte ha eletta . . .* £ Maria . . , nulla cura . . .
mostrava C iv. 17. zoo, xot.
Dice Marco che Maria Maddalena, e Maria Jacob!, e Maria Salome
andarono per trovare il Salvatore C. iv. aa. 149, 150 {Òis),
marinaro, così come il buono mariMart> . . . cala le sue vele e . . . C ìv. ad. 17.
maritaggio, dammi Io nome solo del maritaggio C. iv. d8. 143.
maritare. Marzia . . . maritassi sui Ortensio . . . . . . . . » C. iv. a8. ito.
che ... si dica che ... dì buon animo mi maritasti C. ìv. a8. 159.
marito. Dice : * E tolsi due mariti^^ cioè C. Ìv. ad. 133.
marmo, se non che la sua testa è dì marmo C. ìv. 99. 53.
cbò la statua di marmo ... si dissomiglia C iv. 99. 56.
MASSIMAMENTE
■utc Poiché se* aggiunta a Mart*
che . . . Mando regge tra Saturno e Marte
Poi è Avarìzia, per cui ai martira \\ mondo
tiro. Cb' altrettanto ... Mi reca la pietà quanto M martiro . .
tinto Amor m' avvezza con un marlìro
cbè se *1 martire è dolce, La morte de' passare
tu se* quella, che mi spoglia ... e vesti dì martiri
C* hanno fatto ghirlanda dì martiri ....
Che si turbava de' nostrì martiri K TV. 39.
IJ cerchia dì corona di martiri K W. 40.
Ciò . . . che mi fa «wntir crudcl martiro
che . . . Per forza gli costringa le masctlU
Caria, xviii. 37.
Son. xxyiìi. 3.
P. /*. 196.
CoHB, XJiì. 3.
CaMM. xiv. 77.
Cane. xv. 64.
Gwa. xvii. 5.
Bail. V. IO,
73 {Son. xxii. 14).
58 {SoH, zxiiì. 8).
SoH. xlvìiì, 6.
S. P. xxai. 7a.
liuta. Cristo 1' afferma . . . parlando a Marta, e rìspondendo a quella :
• Marta^ Marta , . .* C ìv. 17. g6 {bU\ 97.
Vtite, vide ... la Luna . . . entrare lotto a Marti ... e Marte stare
celalo C ii. 3. 6a, 63.
taqniolo * quello dov* è MarU C ii. 4. 6.
•1 ciclo di Jlf (ir/r si può comparare alla ifMjMia C ii. 14. 154.
«ocìelo di Marte ò il quinto C ii. 14. 159.
maMarif disecca e arde le cose C. ti. 14. 162.
KQOcffctti della signorìa di Marte C ii. 14. 174.
fiati vnpori seguaci della stella di Marte C. H. 14. 180.
cidi repognanti . . . siccome quello dì Marte C ti. 14. 198.
Ubcixo della ... e del calore dì Marie C. ii. 14. aoa.
siederebbe; e Marie un anno quasi C. ii. 15. 145,
*^tìto. Onde il fuoco e *1 marielh sono cagioni efficienti ....Ci. 13. aS,
*otioi colpi del mor^/o cagione del coltello C iv. 4. laa.
**^^ onde suole dire Mariino C i. 8. 94.
'"'^e non diciamo Giovanni amico di Af<tr/t'MO . Citi. il. 67.
,***tlrta suole apparir peralcuno tHariirio eh' altri riceva .... K. TV. 40. 34.
quaodo dice che Marsia tomo a Catone, e C. ìv. aS. 100.
rferlg qaale Marzia s* intende la nobile Anima C ìv. a8. ioa.
^^*ma fu vergine, e . . . significa 1' Adoiestenza C iv. aS. 104.
''Wiù, vedova fatta . . . tornò ... a Catone C ìv. aS. 116.
Cdke dice Marsia a Catone f C ìv. aS. 124.
*Vd*ce Marma, * feci e compiei . . / C iv. a8. lag.
*0m,' dice Marma, ' ... a te mi ritorno . . .' C iv. a8. 134.
^éet Marnai 'Dammi . . .' £ dice Marzia: 'due ragioni mi
muovoDo . . .' C. iv. aS. I4a, 148.
siccome nella masehiezza essere bene barbuto ....Ci. 13. 63.
nobile gcntCf non solamente fttascMif ma femmine . . . C i. 9. 36.
siccome una massa dì grano C iv. 39. 97.
code si dice una bianca massa, pcrchi li grani, ond' è hi mazaaf
sono bianchi C iv. 39. 104 {èù).
questa bianchezza . . . resulta in tutta la massa C iv. 39. 107.
a&rc una bianca massa convengono vincere C ìv. 29. 11 a.
sécoome d' una massa bianca dì grano sì potrebbe levare ... e tutta
la ft%sssa . , . cangerebbe colore C iv. ag. iiS» tao.
oh stretti abitacoli e masserisie C iv. 13. 1 14.
La conoscenza ... sì richiede massitHamente . . . C i. 6. la.
ifr «Uì più comuni beni C i. 8. 84,
ànc essere tmassimamen/e laudabile C ì. 8. 76.
la quale omaftimiiméMte desidera questo cibo C i. 9. X7.
' r intende C i. 9. 50,
A a 2
MASSIMAMENTE 356
materia. Virtù, che . . . inviu Con materia pulita , Cams. x. xo8.
maaàmnmftìte. m«sA'mdmrH/r quello di lingua d* Oco C ì. io. 76.
massÌHtamtnU le popolari persone sono orbate . . . . . . . C. ì. 11. 41.
lo quale è . . . massimamente prossimo a ciascuno C i. la. 4B.
la ingiustizia, massimantenfe è odiata C i. la. 79.
avvegnaché masamammie è i\ fabbro C. i. 13. 99.
essa è in me massìmamtnU cresciuta C ì. 13. 66.
spooerc fmujfmamm/r per quattro sensi C. ìi. i. 19.
e massimamentt all' allegorico C li. i. 70.
venire all' altre, Mia55imamrM/r all' allegorica . C ìi. i. 77.
suggctto e materia dell' altre, massimamente delF aHegorìea . . . C ìi. i. 91.
fondamento dell* altre, massimameni* dell' allegorica C ii. t. lox.
sì fóro massimamente amici C ii. a. 19.
tnassimamen/e là dove sono pensieri contrari C. ii. s. 25.
di tutto, massimamente dcWo intelletto umano C ìi. 5. ioa,
10 dicitore massimamente dee intendere C ii. 7. 55.
quello che massimamente dire intende C ti. 9. 9.
questo massitnamente par \-olere Aristotile . . . mtassima>nente cias-
cuno Stoico C ii. 9. 63, 65.
che, massinmmente congiunte, fanno . . . bene sperare, e massi-
mamenie la pietà C. ii. x s. 34, 35.
massimamenti fanno la persona piacente C. ii. 1 1. 51.
dalle corti, moMi'mdmrnJ'/ dMtalia C ii. xi. 66.
la grandezza . . . massimamente sta bene C, il. x i. 70^
la boutade sia massitmanunie dilettosa C. iL xa. 97.
mttssimamente per 1* ordine e numero C. ii. 14. ft.
la quale in essa scienza massimamente à bella : perchè mdsa-
fnamente in essa s' intende C il. 14. 185, 186.
dice . . . massimamente nel terzo t/tf/T Anima C iu. a. 134.
questo amore nell' uomo tfiassitMa mente ha mestiere . . . nel diletto
massimamente del gusto e del tatto ■ . . . C. iii. 3. 80^ 80,
massimamente oltre procedendo , , . . . C iiL 3. x 13,
seguire lui non puotc . . . massimamente U dove C iil. 4. 40.
uno Cerchio . - . che tneasimamente giri C iii. 5. 71,
Massimamente conoscono quella le Intelligenze rootrìd . . . . C. iii. 6. 53.
la qual 6 fnassimamente in quelle Menti C ììL 6. 66.
ciascuna cosa massimamentt desidera la sua perfezione . . . . C iii. 6. 70.
di certi, fMossintafnenie dcUa gazza e del pappagallo . . . . . C iìL 7. X07.
perocché nella faccia, massimapnente In due luoghi adopera l' Anima
. . . quelli massimamente adoma C iii. 8. 65, 69.
11 quali massimamentf sono . . . nemici C. iii. 8. X54.
siccome la intemperanza, e massimamente del vino C iii. 8. 164.
il quale massimamente è in Dìo C iìL la. 95.
dò si può fare manifesto massimamente in dò C iti. 14. 51.
li costumi sono beltate . . . cioè le Virtti massimeemente . . . . C iii. 15. X4X.
a ciò ... la mia . . . Donna intende massimamente C. ■▼. x. 31.
Intra li quali errori uno fnassimamente Ìo rìprendea C. iv. i. 4S.
massimamente ìo quelle parti ove io mirava C iv. i. 6a.
che massìtnanten/e di questa Donna è nemica C. iv. i. 70.
e massimatnente nel parlare C iv. a. 46.
e massimamente quella del popolo santo ....••... C. iv. 4. 103.
trovare potremo . . . massimamente per Tito Livio C ìv. 5. 94.
I' artefice ovvero operatore . . . massimamente dee essere . . . C iv. 6. 56»
il maestro e . . . massimamente obbedire e ... si dee C iv. & 6ft.
3S? ^^■■■r MATERIA
WttriL Dunque se questa mia maien'a è buona CafU. xix. 93.
Uabde ... Nella ftuUerm si, com' i disposta Cohz, xix. xox.
mriBUOeote. ridussero, e ma^simumrWf Aristotile C iv. 6. 138.
écendo costoro mentire massimamtrttt C. iv. 7. 50.
MNto . . . dire si può, e massitMammtt quegli ........ C. iv. 7. 107.
dòsi manifesta tnassmtamentt in colui .....,,... C. iv. 7. 197.
bbisino^ MMsa'mawN^ nelli sensibili comuni C ìv. 8. 49.
is quoto masaimamtnta al . . . esser si dee suggello C iv. 9. tao.
delle quali fMa55i'mamm/f sono astretti C iv. la. 60.
|li nomini . . . mas5Ìmamn$ié desiderare C. i\\ ta. 64.
Seoccif masmmamwntt a Lucilio scrivendo C iv. la. 8a.
emtntma tnassimammtg desidera tornare ........* C. iv. la. 144.
■tdono lì parvoti desiderare massimame$tie un pomo C ìv. la. i6x
questo é tHAssirtiamftUe ìmposuhtle C. ìv. 14. 130.
io qua] vizio Tullio fntusitnantftiit abbooiiua C, Ìv. 15. 133,
dee m&ssrmamHtU amare la Verità C iv. 16. 6.
Ciascuna cosa è massitnamtntf perfetta, quando C iv. 16. 79.
ftUora i fftosa'mawi/»/* perfetta secondo C Ìv. 16. 8r.
^tmmmgmtnU è da gradire quegli che C ìv. aa. 04.
in quella cosa che massimammU è amata, é Y uso masamamen/t
dilettoso C. iv. aa. 64, 85
L.* uso del nostro animo è massirnamtnìf dilettoso a noi, e quello eh*
è mnssimamenU dilettoso C. ìv. aa. Bq, 88,
^ qotle . . . fMusimammU è amabile C iv. sa. 139.
perché quivi ma^5f>Ham«M/r è necessaria C iv. 35. a8.
cbè ... a questa massimamentt è necessario C tv. a6. 105.
ciò wmaiwuKmtnte si conviene al Giovane C. Ìv. a6. 134.
''BlBao. avvegnaché una sìa massima delle altre C. i. 13. 37.
tvdt molto . . . per la rnassìma distaoxa da quello C. iìi. 5. 51.
Q qual è massimo bene io Paradiso C ìii. 15. ao.
Ultimuncnte in massima lode di Sapienza dico C iìi. 15. 155.
prtmt . . . per uno loro massimo . . . difetto C iv. io. 71.
cfa' i massimo inconveniente C ìv. 14. 61.
siccome ... li mn/rnia/i'o' possono ritrovare . . . . C. ìv. 5. 601
*ioconc sono le cose . . . matemaiiche C iv. 9. 46
''ttltt. dico che . . . non so da quale pìgli mattria K iV. 13. 57.
O^nttnne ripigliare materia nuova e più nobile K. A^. 17 7.
h cagione dcUa nuova maUria ............. V, N. i^, ^
P'^posi dì prendere per mattria del mio parlare K A^. 18. 6a.
Pacami avere impresa troppo alta materia ......... K A^. t8. 66.
' ttao guarda 1* altro, come forma mattria y. N. ao. 37,
^■^eai materia di dire, come se y, N. aa. 59.
*^ rìiuoo sopra altra materia che amorosa K. A^ 05. 48.
^^■ii flome entrata dcUa nuova ma/rn'd che ........ ^. iV. 31. la.
^■•«o colpa alla ma^na dcir arte C. \. xi. ^S,
*^ —mo e incolpano la materia, cioè lo Volgare proprio . . . . C. i. 1 1. 86.
^•^Ho che è materia della sua opera C i. zx. 1 19.
*^ la materia . . . non è prima digesta C li. I. 85.
** i*wtairrm , . . non è prima disposta C. ii. i. 87.
'^^'■tiowiacoaachc la lìtteralc sentenza . . . sia . . . ntakn'a dell* . . C ii. i. 90.
^^ clic la sua mafen'a vuote * C ii. 4. 19.
^**«»an2e separale da materia C ii. 5. 7.
* PnDdpìì ... li quali son Lrc, cioè materia .,,,.... C. ii. 14. 139.
^Piifica le cose che sono sensa mattria C ii. 15. ax.
MATERIA ^^^HB^H 358
materia. Poich' hai dau mattna al cor doglù>so K ^. 8. 48 (5on. Hr. 4%
Ond' io non so da qual materia prenda K AT, 13. 44 <Som. vi. 9).
matrimonio. Ed ordinò fra noi il Matrimonio P. F. 149.
ronttezza. Per mia mattttta rompe, e faasi largo S. P. xxxvii. x&.
mattino, cantinne ... Da sera e da mattino BaU. iv. la.
piattrt- Che per od matto guardamcnto d' occhi Cma. ttì. 15.
La Gola è, che consuma savii e matti , P. F, 199.
materia, e la loro mattria sì muta dì forma in forma C. iì. 15. too.
non ricevono diversilà per , . . ma . . . per la ntat€ria io che . . . C. iiì. a. 30.
r Anima è tanto . . . dinudata da materut C ììì. a. 119^
Quando ragionate sono le due tHeffiibiiità di questa $9tat*TÌa . . . C. iii. 4. a.
vituperare la mala dbposizionc della matrria C iii. 4. 66k
che tanta bellezza produce io sua mattria C ili. 4. 73.
siccome sono le Sustanze partite da fttaUria C lìi. 4. 90.
tarda molto per la sua grossa »«0//nd C iìi. 5. 51.
non t manco del detto esemplo, ma della maUha C tiì. 6. 60.
che sono senza grossezza di matrria C iiì. 7. 48.
da una parte sìa da materia libera C iiì. 7. 53.
la cui anima tutta in materia è compresa C. ìii. 7. 57.
sottlgliarsi . . « tanto quanto nella matfria puote C. Ìii. 8. 6x.
r ultima potenza della maieria ... si riduce C. Ìii. 6. 63.
della prima maieria . . . coal trattando C iiì. 8. 144.
g^uardar non può, cioè ... la prìma puateria . C iìi. 15. 64.
se la prima maieria degli elementi era da Dìo intesa C iv. i. 64.
li quali m* hanno tolta materia di dire C iv. a. 37.
£ prometto trattare di questa tmatena C iv. a. 100.
che a tanta materia non conviene essere lene . C. iv. a. tia.
acciocché 1* avversario . . . non prenda materia di C iv. 8. 90.
<ù^ eWiL considera e fa in materia /w)ri éi si C iv. 9. 50.
neir anima ben postet, che è tmaieria ... di NobiltJl C iv. so. 98.
e matura e dispone la materia alla virtù formativa C. iv. ai. 37.
se la materia della . . . non impedisse C. iv. 83. 66.
materiale, filosofìa per suggetto materiale qui ha la Sapienza . . . C iìi. 14. 8.
le cagioni, cioè material* . , . comprende : materiaie in quanto dice C ìv. ao. 95, 97
materialisnmo. perocché é materialissima C ili. 7. 61.
materiare. quattordici Canzoni si di amore, come di virtù tnaUriaie . C. ì. i. X04.
matemale. mentre che in me fu la maternaU virtote C iv. a8. ia6.
matrice, cade nel suo ricettacolo, cioè nella matrice C iv. ai. 34.
matrimonio, é in Lui . . . quasi per etemo ntatrimomo C iìL la. 195.
perchè vcggiono fare ... gli alti matrimoni C, iv. 8. 75.
siccome sono le leggi de* matrimoni C. iv. 9. 150.
scusare per legame dì matrimonio C tv. a8, 67.
a . . . religione si può tornare in matrimonio stando C iv. a8. 73.
Matteo, però si legge nel Vangelo di san Matteo C. iv. 16. ixo.
secondo la testimonianza di Afdf/tfo C iv. aa. 168.
E però Matteo disse C. iv. aa. 169.
matterìa, quanta tnattsria e ... si discemono C iL XX. 76.
matto. Meglio sarebbe alti miseri grandi ma//t C iì. zx. 78.
xxiattutiDO. quello suo cerchio che la fa parere . . . mattutina . . . C ìi. a. 4.
caggiono quasi come nebulctte mattutine . C ìi. x6. 44.
maturare, esso . . . matura e dispone la materia alla tnrlii Jbrmaiiva . C. iv. ai. 37.
xnaturità. quello per che ... a maturità venire possa C iv. 37. a5.
cosi alla Gioventute è data ... la maturità, . , C iv. 37. aó.
maturo, siccome un pomo maturo ... si spicca C. iv. aS. a6.
359
MEDESIMO
Senpcr insurgunt contra mt de limo .... '^^^^^^M* • Cima xxÌ. i8,
Amcrem vcraus m/ non tantum curat .......... Cans. xxJ. 38.
Quantum spes inter mt de ipsa durat Cana. xxì. 39.
K meglio.
lam audivìsscat verba tmea Graecì Cans, xxi. 4.
Ut gravis »MA) spina Cane. xxi. 43.
K N. aj. 135 CGjm. ii. 8) ; 3». 54 {Cang. iii. 14) ; C. iii. Cam*, ii. 3 ; K JV. aa.
77 {Son, xiì. 10); 34. 56 (Som, xiv. 7) ; 39. 61 {San. xxi'u a) ; Son. xxxv.
14 ; ilvi. t ; S, P. vL aa.
■Ut Ecrr Deus/orttor m4 . . , f. AT. a. 35.
procmiaUnente ragionando, m/ ntinistro C ìi. X. a.
"SKcaniocX operazioni . . . siccome sono arti mtccanickt . , . . . C. ìv. 9. 51.
"»«D. K JV. a. 54 ; 9. 38 ; 15. 5 ; 33. 95 ; 34. 43, 7« ; 33- 7 ; 35- »3 ; 38- «' ; C i. 4. loo;
13. 45 ; »v. 3. 144 ; 14. xao.
ite. però mfrirsinta mente dovcmo ammìnre .... C. il. 5. 115.
era tornato . . , quasi ad un mtdtsìmo punto K A^ a. 3.
oonciofoosccosach* io avessi . . . veduto per me t$t*d£simo» . . . K. ÌV. 3. 70.
piil cbe io medésimo non avrei creduto dinanzi K A'. 7. 7.
« renìa dicendo tra me nudesimo ............ K. M 18. 58.
« Bella iérma dico questo medtsimù secondo K. iV. ai. 37.
^co quel mtdrsimo che detto è K TV. ai. 49.
K>er& dimorando ancora nel 9*ttdesimo luogo . K W. aa. 40.
Oode ... fra me mediamo dicea K. TV. 33. 16,
¥*er questo mtdtst'mo poeta parla la cosa, che K TV. 35. 81.
fVr Orazio parla 1' uomo alla sua scienza medesima K TV. 35. 89.
*aelle donne, cioè per loro Httdesitnt V. N. 37. 37.
xmi converrebbe essere lodatore di me mtdisimo K. TV. 39. 35,
€)«esto numero fu ella medesima K TV. 30. 37.
per sé tHtdcìimo moltiplicato, fa nove K TV. 30. 30.
^c fl tre é tiattorc per sé medesimo del nove, e lo (attore dei miracoli
per sé medesimo é tre ^- ^» 30» 33» 35«
Y^er questo medtsimo modo si divide secondo ^* ^* 35* 35*
^ dicea poi fra me medesimo K TV. 36. ai.
quando così avea detto fra me medesimo . K TV. 38. 18.
eccome parlava lo mìo core in me medesimo K TV. 38. a8.
>o mi ripensava ... e dicea fra me medesimo V. N. 39. ra.
Ond' IO avendo . . . combattuto in me medesimo V. N. 39. 34,
Ond' io pensando a loro, dissi fra me medesimo K. TV. 41. 29.
Poi dicea fra me medeMMto K TV. 41. 19,
ciò cb* io avea detto fra me medésimo f^. TV. 41. 30.
fMrimre alcuno di sé tnedesimo C ì. a. 9.
t«U aé mmiitnmo sonza . . . cagione parlare C i. a. 16.
l^spregiare sé medesimo è per sé biasimevole C i. a. 98.
aé pw tfrfrfjnxo riprendere dee C. i. a. 33.
ciù busma sé medesimo C, i. a. 40.
qiaeaCa necessità mosse Boezio di sé medesimo a parlare . . . . C i. a. 96.
e per »é tmeéen'ma quello induce C. i. 3. 3.
vcdemo . . . quello medesimo che oggi avemo . C i. 5. 53.
cbe r ha il Volgare medesimo , C. i. 6. 38.
darà sé medesimo per Comento C i. 9. 67.
k l^ano più ammirare che essa medesima • C 1. io, 93.
I roomo misura sé mrf/rjfmo^ Ci. 11. 138
I tono quasi parte di sé medesimo C. i 11. 139.
dove r uomo tiene sé medesimo C i. 1 a. 38.
MEDESIMO
medesmo. Perchè in mteUsmo detto Convengono ambedue . C. ìv. GfMJ; iit. 94 ; 18.
E 'n sé rtirdesma gode D* udire e ragionar C. tv. Can». uì. ij
Non che da sé medtsmo sìa aottile ........... Con*, tx. 35»
Vaga di so mreUspna andar mi fané Cane. ai. 34.
Perocché quel »«'dIp5mo avvenne a noi Som. li. it.
E per dolore sé nttdfsmo morde S. P.vì. 07,
E molte volte a me medtsnto ho ditto S. P. xxxì. 34.
non voler . . . Far te medesmo d* intelletto indegno S, P, zxxi.
medesimo, è stato meco d' hk medesimo sttuiio C i. 13. 45.
questo mteeUsimo studio è stato mio . . . Per che uno nutUshno
studio è stato il suo e 'I mio C. i. 13. 53,
suole V uomo parlare all' opera medtst'ma Oìi. a. 72.
conviene essere in uno mf(//5tmo tempo C. ii. 4. 67.
che per sé medesima in eaao ciclo si volge C il. 4. Bo^
come in sé medesimo à disposto C ii. 5. 3.
nella Luce che sola sé mrdesima vede C iì. 6. 93,
la natura, contro a sé medesima C ii. 9. 96.
per quella medesima linea la sua forma se ne va C. ii. io. 45.
io mi rivolgo . . . alla Canzone medesima C. ii. la. 5,
li quali per loro medesimi molte volte a* accendono C. ii. 14. xl
la più bella alterazione ... si è la sua di sé medesimo C ii. 15. 34.
rcdìrc a uno mc<//5f'mo punto C ti. 15. iii_ ■■
per questa medesima sposizione si può ....Cu. 16. 15. ^— ^^
r una Al lo proprio amore di me medtsimo • . C ÌÌL z. 35. ^È
più cortese modo di fare a sé medesimo onore non è C. vi. i. 3S. ^^H
perocché a sé medesimo dà del dito nell' occhio C. tii. x. 51. ^^^|
nel medesimo libro si scrive C. UÌ. a. 31. .«^^|
in quello medesimo luogo Aristotile dice C. iii. a. 11
avvegnaché le cose siano parte dell' uomo medesimo C iìL 4. 61.
Poi per la medesima via pare discendere C ìii. 5.
che da uno medesimo generante è generata C ìiL 9. 36.
che da uno medesimo operante é operata . C iii. 9. 38. .^ —
r anno medesimo che nacque questa Canzone C- iii. 9 i^S^^K -«-^^
si chiamano per lo vocabolo dell' atto ntedeaimo C tii. ic. 1^^^ m. 37
avvegnaché Iddio Sé medesimo mirando v^'gia C. iii. la.
altrimenti andercbbe in contrario dì sé medesimo. C iiL 15.
che una medesima cosa sia dolce C. iv. a. 35..
essa filosofia ... sé medesima riguarda C iv. a. 15^..^^ -53*
contempla il suo contemplare »if(/^«'mo C. tv. a. ly^^^ -^S?-
le umane operazioni alli uomini medesimi ascondono C. ir. 5. 6. .»-^^*
esso Tullio nel mn^r^'mo luogo dice C.iv. 8.17^" 'M li-
se medesimo non conoscere C. iv. 8. 3^-^^^^^ ^
Onde Boezio nel ffw/irjfma libro dice C iv. 13. 1*^ — ^ ^3^
per una ragione di costoro medesimi che C. iv. 14- 9^^^ — A* ^
ciò rompe la loro sentenza m/(icjf'MM C iv. 14. a ^rr *.vi-*^
rispondo che ciò fia contro a loro mrtilfnm/ C, Ìv. 14.4.^. .--^4-^
sono a uno medesimo suggctto possibili C. iv. 14. 9^? '-^4*9^
per la loro medesima sentenza • • . . • C iv. 15. i z ~2^ ^
non generandola dì vile uomo in lui mrd«5i'mo C. iv. 15. 9^ — ^SS**
che a me medesitno pare maraviglia C iv. ai. 5^. — ^^* 5**
Ogni animale ... sé medesimo ama C iv. aa. ss -^' 5*
Onde dice questo medesimo poeta in qnella medesima aorte . . C. iv. 95. loS*"** ** '^ "
in quanto avemo rispetto a noi medesimi C iv. a& IK — ^^ '*
sccondochè ha rispetto a noi medesimi C iv. a6. a^ " 9
w
361 MEMORABILE
medesmo. Per reffemure quel creder hw^#siwo P. F. 1^4.
megUo. Per man di quel, che mr^ mugliasse in pietrs Srnt. ìì. ix
Gire alla danza vìe mr* eh' altn donna .......... Sfst. iìì. 39.
Perch* r uom si riputa valer maglio Del P. F. 185.
mcmbrare. Cui csscnxa mtntbntr mi dà orrore K A^. 3. 64 {Soh. '%. 8).
Mrmòmndovt colei, cui voi piangeste ....... K iV, 38. 43 {Som, xxi, 8).
membro. DisveUto v' ho ... in alcun tmtmbro La viltà Cmms. x, I87.
mederimo. che . . , perdete voi medesimi U ove C ìv. a8. 58-
pcr quello medesimo modo si dice C Ìt. 99. 95.
medicare, che altro intende di medicare V una e . . . Ragione . . .1 C Iv. la. 99.
medJdoa. onde ... la medicina è più prossima al medico C. i. la. 34.
conviensi . . . questa mediana ordinare ...••...., C. iv. x. 87.
n conoKere la virtù ... aia sono la fN/iAaiM C iv. 9. 146.
medico, quando un cavaliere donasse a nn mmAìpd ... e quando il
vMA/iiro donasse a un cavaliere C i. 8. 31.
la medicina è piti prossima al mtteUeo C. ì. la. 35.
siccome sono . . . Medici C. iiì. ji. 105.
ciò che ne scrìvono . . . ì medici ..•*.•....,. C iv, 04. 35.
Potrebbe qui dire alcuno tmedieo O'IegiMa C ir. 07. 71.
megUa acciocché sia megiio ioteaa K. ^. 19. 90.
quanto meglio lo <a, tanto C. i. 5. 73.
procedendo da quello che conoscemo megUo C ìi. x. xii,
ragiona . . . per me^to ìnducerml ....••...•••C.ii. 8, 6$.
a $megÌio fare ciò credere . , . dice ...•••,.... .C Ìi.8w 87.
Ìf<^ib sarebbe allì miscH grandi matti ... essere C il. tt. 77.
MWMiia, e, tmegiio dicendo, angelica C iii. 3. 85.
per meglio vedere, tre parti se ne vogliono fare C. iii. 5. 4.
Imauiginiamo adunque, per megho vedere C. iii. 5. 89.
per megko dare ad intendere la sentenza C iv. a. a.
in quanto la verità meglio ti Da apparire C. iv. g^ 131.
par mttgUo quello mostrare ... si conviene C. iv, 3. a.
perebè megiio si veggia poi la virtù C tv. 3. 67.
dice che mtegtto è tacere che poco dire C iv. 5. 145.
Jfitgfto sarebbe a voi ... volare basso C.iv. 6.187.
li cerca, per mtigtio entrare nel trattato ...••..... C Iv. 16. 98,
e Niitf/ftO ssrcbbe non essere seminato C iv. ai. ia4.
mèlflL come per lo frutto del mele C iv. 17. 131.
mdigA. siccome ... si potrebbe . . . restituire mt/iga rossa . . . . C. iv. 99. tao.
veg^iono a sue pari nHmèfm e pari potenza C i. 4. 51.
maculalo d* alcuno sconcio mtmhro . . C. L 4. 71.
quahd» le sue membm . . . rispoodoDO C i. 5. 96.
r altre sciente . . . che sono tutte mtetmhru di Sapienza . . . • C ilL ts. xoa.
la bclleiia del corpo risulta dalle tmmòm C. iii. 15. 116.
La prima parie ... in tre memiòn'%i puO comprendere C iv. a. 10.
Il secondo MONàfO comincia C. Iv. a. i&.
dò che . . per ire m^emM porta il testo . . C iv. s. 163.
la prima parte ... si ha due tnem^h .... . C. iv. 3. 31.
comincia questo secondo membro: Bd^tei ... . . . T. iv. 3. 35.
che 1' ardine debito ddic nostre membra rende . ('. m. 35. 133.
li suoi m^mAn' sentendosi a debile stato venuti C iv. 08. 139.
Colui che non ha mestieri delle memb^m corporali C iv. a& 141.
vedemo certo cibo Urc gli uomini . . . mmmbruH e • . . C. iii. 8- 74*
perchè più memo^mòik sia V esemplo C iv. 07, 191.
MEMORARE
memoria. Però che Dio in eterna mattona . . . volle cdi6care . . . S. P. à, 64.
Io ho trovato, che maggior rHemorù Si fa di S, P. cxltì, 95,
memoriale. Lo cui mrmorM/r sempre darà S, P. à, 44.
menare. Che ti mtrranno per la via tostana K AT. 19. 87 (Giju. i. 66).
Che appoco appoco alla morte mi iham V. N. 33. 45 {C^ma. ìli, 5).
Se non come il pensier che U vi mata Canm, xi. 18.
Quando per gli occhi miei dentro il mtnarr> Cnns. xiv. 93.
Sicch' ella non mi meni col suo freddo Sest. ii. 33.
Amor mi mena tal fiata all' ombra Di S*st. iii. i.
che sovente mma Le lagrime . . . agli occhi .... K A^ 35. 54 {Son. xvìii. to%
£ *\ desio, che gli ména quivi, è estinto Soh, xxrii. 13.
una ne venia . . . Seco mimando Amor Son, zxix. 4.
memorare. conciossiachè è mcmom/a la cosa quanto è migliore , . C. tv, 14. 62.
memoria. In quella parte del libro della mia memoria K. iV. s. a.
le quali sono scritte nella mia mentoria V. N. 3. 66.
che uccide e distrugge nella mia tne-moria ciò che K. /V. 15. 19.
quando la mia memoria movesse la fantasìa ad K. W. 16. 8.
perché la funtoria non puote ritener luì V. N. ai. 54.
che questa donna era già nella mia ttumoria V, N. 35. a6.
quando . . . era così venuta nella mìa memtma '^^ ^> 35< d?*
r utilitit suggella la memoria dell* immagine C ì. 8. 91.
se noi rìduccmo a memoria C i. 9. B.
dalla parte della memoria dì dietro C it a. 34.
commenda e abbellisce la memoria di . . . Beatrice . . . . . . C. ii. 7. Sa
questo pensiero che la memoria aiutava C ii. 7. 83.
r anime , . . d* ingegno e di mernorùi dotate ..,.-,.. C ii. 16. 68.
se a memoria si riduce ciò eh* è detto dì sopra C tiù xa, 93.
Dove si vuole a memoria rìduccre C iii. 13. 107.
li lunghi capitoli sono nemici della metHoria C ir. 4. X34.
Certo . . . amore hanno alla menwria di costoro C iv. 1 1. 134.
quanto con più buona memoria^ tanto . . . farebbero C. tv. 14. 74.
la obblivione sia corruzione di memòria C iv. 14. 91.
perchè di sua bassa condizione non è ftumoria C iv. 14. 105.
perocché egli fu, e fìa sempre la sua memoria C iv. 14, 193.
che . . . de' suoi antecessori bassi fosse mentoria^ e . . . che . . .
questa ntemf>na fosse disfatta C. tv. 14. 136» 138.
Noi, alti quali la memoria de* . . . non è venuta C iv. 14. 143.
Ad evidenza ... da riducete a memoria è C iv. 19. 16.
si richiede buona Hutnoria delle vedute cose . C iv. 97. 44.
per quelli rìvolvendo la sua metnoria . C iv. 38. 85.
io reduco a tnemoria ... li mìci maggiori C. iv, 09. 18,
alla statua fatta in memoria del tuo antico . . . C iv. 99. 51.
la statua . . ■ rimasa per memoria d' alcuno . . . uomo C. iv. 99. 57.
della bontà che in sola la memoria è rimasa C iv. 39. 83.
menare, in quanto mi menava là ove K. /V. 14. 7.
qnasi non sapendo a che fossi mena/o K iV. 14. 9»
Ed io passando . . . siccome dalla fortuna menato K iV. x8. 9.
non sapere bene sé menan C i. a. 35.
che ... a buon fìne le mena C ì. 5. 19.
che delli dodici Apostoli, ne menò seco li tre C. ÌI. i. 48.
uno studio, il quale fnena V uomo all' abito C. ÌH. la. 15.
due . . . cammini . . . che a ciò ne menano C iv. X7. 88.
La quale ... ne metta a ottima Felicità e C. ìv. 17. 99.
si vuole . , . per quella via menarlo che . . , C iv, 17. laa.
363 ^^^^^^^^r MENO
• alenare. Lo qual mi mena Unto pien di fede A Som, rxxv. 9,
^^L La qual sì stretto alla morte mi tHfna So», xlvii. 7.
^^P Dali* occulta virtù che seco ntftta Soh. 1. io.
' fncDdicare. Larghezza e Temperanza, e . . . mendimndo vanno . . Catta, xx. 64.
meodioo. £ se di grazia ci vuui far mendica . , , . , , . K. ^V. 8. 51 {Son, W, 7),
j incna Canzone, a* tre mm rei . . . Te n' andrai Cohm. ix. 76.
^^ Discenderò . . . perchè »tra grave 9' intenda Cana. x. 56.
^^h Chi . . . pietà faria meft bello Ìl suo bel volto Comm, xì. 15,
^^^^^ Che mi combatte . . . Awegna che mm duole, Perocché U mio
^^^^K aenlire è meno assai Catu, xiii. 54, 55.
menare, uno solo calle è quello che noi tueMa alla , , . pace . . . . C. ìv. cu, 60.
^^. sono vie spedite e dirìtiissime a menare alla C iv. sa. ao8.
^^H quando Aceste ... le menò dinanzi agli occhi C ìv. 35. Ba.
^^^ del ladro che menasse alla sua caaa lì convitati C Ìv. 37. 139.
O^endicare. quasi mendicando, sono andato . C. !. 3. 30.
sbigottito della . . . difesa che mi era venuta metto K M 7. 6.
siccome ogni sicurtade mi vieo meno ^. W. 15. 55.
w quello, che non mi puote venir meno K. JV. 18. 40.
piange ni piii nò meno come se 1* avesse veduta V. N,^q. 47.
il ... del bene gli pare pìii ... e quello del male, meno . . . . C ì. a. 68.
delti due sentieri prendere lo meno reo C. i. a. 94.
di meno valore eh' ella non è C. 1. 4. io.
temono . . . meno essere pregiati C ì. 4. 53.
U fanno parere meno chiara e mitmo valente C i. 4. 79, 80.
ciascuno profeta è meno onorato C. i. 4. 81.
U familiarìtade dare a moto C i. 4. 84.
non più né meno C. i. 7. 56, 58.
lutia quella dolcezza venne m^HO C i. 7. 103.
io parte dove sia meno utile . C. ì. 8. 69.
in parte o\'e sia meno utile C. i. 8. 79.
lo pusillanimo ... sì tiene meno che non é C i. 11. 130.
e r altrui n*eno buone C i. 11. 149.
non iPfrMo i vero quello che spiritualmente 1' intende C. ii. i. 63.
se 1^ altri sensi dal litterale sono meno intesi C. iì. r. 116.
altro che sìa meno nobile C. ii. 8. ao.
affocato . . . quando più e quando meno C. ÌÌ. 14. 166.
poi, procedendo, meno le vede chiare C iti. 3. iii.
■cntte né più nò meno come nella risposta C. iii. 4. 79.
dove ìi/anfasHt venia meno all' intelUtio C. iiì. 4. 104.
spazio quasi di ... o poco dal più al meno C. iii. 5. 88.
spazio di . . . poco dal più al meno C iii. 5. icro.
divenamente ai riceve, secondo più o m*no C iii. 7. 16.
fu seicento [settecento 1] cinquant* anni, poco dal piti al meno . . C. iiL 11. 35.
Siccome . . . quella . . . meno amistà si può dire; cosi questi . . .
tneno partecipano del nome di Filosofo C. iii. 11. iil, iia.
Del secolo che dee venire non verrò meno C. iii. 14. 60.
le quali ... si fanno meno belle o mnt gradite C. ili. 15. 143 t,A/!s).
queste sono meno arti : e in esse sono meno soggetti gli artefici . . C. iv. 9. 134 (&u).
quanto più . . . tanto tneno soggiace alla fortuna C. Ìv. 11. 85.
molte altre, qual nuno dilungandosi e qual meno appressandosi . C. iv. la. 1B7, 188.
nella vita umana sono diversi cammini . . . certi men fallaci, e certi
naen veraci C iv. za, 191 {bis),
ToUeroche . . . fossero nobili e più e nuno C iv. ai, 19.
adduce . . . tanto meno, quanto più 6 dilungato C iv. ai. 47.
MENO ^^^m B^
meno. Nel libro delU mente che vien mmo Caru. xiii. 59.
S), eh* io son mtMo ognora eh' io non soglio Gnu. xiv. 6.
Piacciavi, donna mia, non venir mnto ... al cor die Cnw. xvi. 14,
E dì sentirlo wtmo ho più paura Baii, iìi. 3.
Che . • . Saranno assai, e non vcrran mai meno . S, P. xxxL 75.
Ha tUf Signor, che mai non vieni meno ^. Z*. cì. 43.
per la voglia giusta Non mm eh' averto . . , »' intende P, F. gg.
mente. Ha ragionar per tsfogar la mmit K. ^. 19. 33 (Ciiu. L 4%
Quando ìl pensiero nella mentt grave Hi recA . . . . K /V. 32. S4 i,C«m«. iii. 44).
dolore . . . m' assembra La dolorosa mmU V. N. 34. 31 ,C^m«. iv. 5),
Ponete nunU almcn com' io son bella C ii. Cafra, L 61.
Amor, che nella nuntt mi ragiona . C. ìii. Can*. H. 1 ; i. 99 ; 3. 14 ; la. io ; V. E. ii. 6. 73.
m' è nella mtnU Una gioWne entrata Cm«. ix. 34.
L* adoma nella ntenle^ ov* io la porto Orna, ix. 34.
signorìa Sovra la ment* d* ogni uom che la guata Gma. ix. 75.
Che gli occhi, eh' alla menU lume fanno . Cans. x. 49.
O nunti cieca, che non puoi vedere CanM. x. 70,
meoo. perocché la mmpUtsiom . . . può essere . . . $mm buona ; e la
dìsposimont . . . può essere . . . men buona C. iv. ai. 60( 6s.
che . . . più e men pura anima si produce C iv. ai. 67.
quelle cose che . . . sono . . . meno e più odibiU C iv. aa. 67.
seguita e fugge, e più e tneno^ secoodochè C. Iv. aa. 68.
perocché 1' umido radicale é futno e più C. iv. 33. 69,
sicch' è meno vaporabile C. iv. 84, 50.
in quantità di dùci anni, o poco più o poco meno C. iv. 04. 56.
cÀot di fare 1* etadi . . . più lunghe e meno C. ìv. 04. 76.
che non vien meno nelle cose necessarie C iv. 34. 107.
malnati I . . . che rapite alli meno possenti C. iv. 37. 1 19.
menomanza. cosi lo suo contrario é . . . meHommnmk dell' onesto . . C. iv. 8. 14.
mCDOmare. conosce che . . . tnenomerròbe suo onore C. iìi. io. 6t.
perocché *1 caldo naturale è ntenomato C. iv. 34. 50.
forze non ci menomano C iv. 37. 177.
menomo, che apparia ne' menomi polsi orrìbilmente V, N, a. 33.
Cf. minimo.
mensa, nel primo sedere alla mensa K. AT. 14. ai».
Oh beati que' pochi che seggono a quella mensa Ci, t, sa.
coloro che a si alta mensa sono cibati C. i. l. 58.
io . . . che non seggo alla beata n%msa C ì. l. 66,
ad una mensa cogli altrì simili impediti s' assetti C i. i. 95.
levare il drappo ... e coprirne il ladro e la sua mensa C iv. 37. 137.
del ladro che . . . ponesse in su la tnensa C. iv. 37. 133.
mente, la gloriosa donna della mia mente V. N. a. ò,
£d in tanto vi fu posto meniti che K ^. 5. za.
Queste parole io rip<«ì nella mente K. M 19. 13.
nella ment* dell' amico . . . i prima partorita ; che la mente del
nemico . . . non concepe. Quella mente . . , non si tiene . .Ci. 3. 50, 59, 53,
La seconda ntente che ciò riceve . C. i. 3. 61.
molte cose . . . conccpute nella mente C i. 5. 86.
Don cadrà dalla mìa mente lo dono C i. 8. 95.
è prima nella mente che alcuno altro C i. la. 41.
quello che è solo prima in tutta la menit C. i. la. 55.
prese alcuno luogo nella mia minte C ii. a. la.
il quale . . . tenea ancora la rocca della mia mente C. ii. a. 33.
tonnato fu solo nella prima Mente C. iL 4. 39»
p
365 ^^VP^ MENTE
lllfntf Cosi della mìa mente Ucn U cima Gfi». xìi. 17.
AUor mi sur^n nella mmit strìda Can«. xli. 44.
Che . . . M* era la mientt pà ben tutta tolta ........ Orna. xiil. 90.
L* immagine . , . aicde Su nella mmfg ancora • Cana. xtii. 44.
Nel libro della mtnU che vien meno .... « C«Ma. xiiì. 59.
Che avete ... la mfnU d' anor vinta e pensosa Caita. xììi. 87.
a cui non cale Dell* amorosa mmtt Cams. xìv. 69.
ZKM disgombra Un sol peruìcr d* amore ... La meni* mia . . , Cans. xv. la.
La dispietata menie ... mi combatte il coro Cana. xvì. 1.
Che . . . fanno Riparo nclli $ftfHU A quei cotanti Canm. xix. 84.
Trae della rmmte nostra ogni altra donna Sfst. i. 14.
io porto nella mrntt donna Tal , Stai. ii. 61.
Foco mettesti dentro alla mia menti At//. ii. 6.
Nel raez2o della mia mtentt rìsplende Bail. iii. 4,
Che dJ nuovo colore Cerchiò la mrntt mia BiiU* viL 17.
Ciò che m' incontra, nella mtnt* more K M 15. a8 {Son. vtii, 1).
Spcsac fiate vcngonmi olla mente V. N. it. 9^ (5(M. ix. 1).
Non li può dicer, né tener a mente V. N.3\. 91 {Son. xi. 13).
che tu non pui Ponto celar la dolorosa wmA» K ^. sa. 96 {Som. xiii. 8).
£ si come la mente mi ridice F. M 04. 61 {Son. xìv. la).
Che nessun la si può recare a mente F. AT. «7. aj {Son. xvi. 13),
Era venuta nella mente mia . K ^. 35. 41 {Som. zriii [>"]. i), 45 {Son. xviìi [a*j. 1).
mente, li quale soverchia gli occhi della menU omana C ìi. 5. 117.
r Btiina sentenza della mente C if. 7. 83.
Usocrc la mia mente a consentire . • • • C. ii. B. 94.
U natan . . . nella mente umana posta avesse C. ii. 9. 97.
si ponesse più stente alla bcllexia • , • , , C lì. la, 34.
ponete mf*itt almcnu la mìa bettemm» , . , C ti. la. 57.
O uomini . . . ponete mente la sua bellezza C ÌÌ. la. 6a.
la mia mente . . . provvide . . . ritornare al modo . . . C. ii. 13. io.
Oh . . . rubatori subitani della mente umana C ii. 16, 53.
Lo loco nel quale dico esso ragionare si « la Mente; ma per dire che
sìs la Mente . . . però t da vedere che questa Mente propriamente
signiBca C. iii. a. 79, 80, 8a.
con questo vocabolo . . . cioè MenU, Per che è raanifestor che per
i^m/r s* intende C ili. a. 135, 136^
dell* Uomo e delle . . . questa Mente sì predica ... - C. iii. a. 141.
Dio, che te nella mente degli uomini mise ... C ili. 9. 145.
Tu bcUlsvmo, bello mondo nella mente portante C Ui. a. 148.
itf e demènti, cioè amas menH. Onde il pooCe
che è Mente C. ÌU. a. 154, (55.
aawre nella mente mia fa la sua operaiioMe ,,,,,, C ili. 5. a,
acciocché questa natura ai chiama MeeUe . . . di«l Amaet vttgtmm»
melia mente C Ut. 3. 93. 94.
che quasi nella mìa mente raggia ....... k . C Iti. 4. II.
quanto è povera la nostra nteni* a te compremScfV ... C iii. 5. 004.
dia è ... rcgolau nella divina A//N// C. iii. 6. 51.
che della umana eaoenia è nella divina Mente C iii. 6. 65.
la qaU «... in quelle J/rN/i' angeliche C. Ul. 6. «ft.
Che 1 tuo parlare , . . genera nella mèenU di chi T ode . . . . C itt 7. 134.
ftl onfiaata nella Mente di Dio C. ÌìL 7. S 79.
■on ponendo bene proprio mente s' egli è piacere . . . . . . C. lil. la 75.
il quale nella mia mente informava . . . conaidermcìoal C iii. la. ao.
Cosi U oofttra mente ... è diapoala C tv. a. 58.
MENTE 366
mente. Amor, che ncIU mmU U sentla K. iV. 35. 49 (Som. xvjii. 5).
Sì che per voi mi vien cosa alla mmtt K A'. 37. aa ( Son. xx. 7).
Che %neiic a coosoUr la nostra mtntr K A^. 39. 65 {Son. xxi!. 6).
Due Donne in cima della humU mia Venute sono ...... Som. xxx. i.
£ maledico la mia mmte dura Son. xxxìiL 9.
alcun fu, che disse eh' era ardore Di m^Mté Son. zxxviu. 6.
Quando a destare Amor va nella mntt* Som, xliv. a.
E sempre U mio peccato ho nella ntenU S. P. 1. 1 1.
Apri, Signor, le labbra della ttuntr 5. P. I. 58.
E dò che sì comprende con la mnt/Sr P. F. iB,
e fitto La $tunie abbiamo in te col volto prostro P. F. 331.
Traggeroi della tunte Amor la stiva Kf.ii.1t.2a.
mentire. Perchè io »o che '1 tuo parlar non mfM/g 5. /*. L 15.
mentre. Mentre [Mente'] iu pensava . . . . K A^ 23. 156 (Cans, ii. agì), atS, 397.
eh' io parlai Della mia donna, mentft che vivia . . . . V. N, 33. 48 (CoNa. itL 8;.
£ mentre eh* io la chiamo, mi conforta K. W. 32. 96 {Cana. iiì. 56).
Stato è con lei, mentre cfa' cita è partita Cans, xi. 51.
sarà, mentre Che durerà ... il gnnde ssuho Cmns. xv. 57.
mente. Ponetevi mentii nemici dì Dìo C ìv. £. 180.
la mala opinione nella mente , . . cresce e C. tv. 7. 33.
volendo ... la malixia d' alquanti flalla unente levare C ìv. 8, 97.
reducerc alla mente si conviene quello C ìv. 91 4.
lo campo della mente di coloro C iv. 9. 184.
pongasi mente . . . pur alla vita di coloro C. iv. la. 88.
acciocché . . . nulla ruggine rimanga nella mente C. iv. 15. 6.
che di comune vocabolo Mente sì può chiamare C iv, 15. 1 io.
tre . . . ìnferroitadi nclU mente degli uomini ho vedute C iv. 15. 118.
scconilo malÌMÌa . . . può essere la mente non sana C. iv. 15. 169.
di questa inrcrmìtadc della mente C. iv. 15. 174.
sanitade di Mtente^ non di corpo, è addomandata C. iv. 15. 1 77.
a chi ben vuole por MM^ifr alle evangeliche parole C. iv. 17. til.
Dunque se la metite ai diletta , . . nel!' uso C iv, aa. 89.
Qui ... é da ridurre a mente quello che C iv. 96. 30.
il Vecchio . . . dee sua giusta mente seguitare C. iv. a6. 133.
è nel sccretìssimo della divina Mente C. iv. 30. 68.
mentecatto, quando per difetto d' . . . siccome mentecatti . . . . C. iv. 15. 171.
mentire, dicendo costoro mentire massimamente C. iv. 7. 49.
appo ta nostra Fede che mentire non può C. iv. 15. 49.
mentitore, colla mano sulla spalla a questi mentitori C. ì. iz. 38.
mentre, mentre che io lo potei ricevere V, N. ig. 139.
e mentre io *1 disegnava, volsi gli occhi V, N, 35. 6,
mentre che l' anima é legau CU.S. la^
Mentre che in me fu il sangue . . . mentre che in me fu la matemale
virtute C iv. a8. 134, laó.
mentrecbè. C. ii. 9. 84, 105.
menzionare. Dio, che dinanii é menmonafo C. ìii. 13. io.
Ahi quanto sta male . . . menzionare cose che C. iv. 35. loi.
menzione, non n* avrei faito itumsione se non per K ^. 6. la,
lare meMmone dell* opere virtuose * . . C t a. 83.
delli quali . . . feci mensione C i. it. 153.
di cui feci meneÌo$u C ii. a. 9.
del quale si fa mmaiofw in quella parte . . . • C. ìi. 4. 46.
questo, di cui è fistia menzione^ cioè V epiciclo C ÌL 4. 90.
della quale fatto è menzione di sopra C. il. 13. 7.
3^7
MERETRICE
meo. V«c omnI mto nervo ^HiHP< > r«ffM; rxi. 33.
IDOOS. Oculos mfos Canm. xxì. a.
meraviglia. K maraviglia.
mercato, come vend^'c Si volesse al mmaìo de* non s&ggl .... r«M«. xix. 35.
mercè, mi palpi Jtf/iw del fiero lumci Che Cams, xL 65.
Amore, a cui io (rìdo, JVmv cbÌJiai&ndo ... E quei d' ogni mtrù
pftr roesao al niego Cnu. xll 36, 99.
Per che metri, volgendosi a me fanno Cam*, xiv. 04.
£ le tHtrcr giovinezza mi toglie Càns. ilìv. 46.
Si fa *l servir mrmr d' altrui bontale Cshm. xiv. 56,
Deh t qui mera per Dio Cohs. xtìl s».
Morte, deh ! non tardar tturà, »e 1* hai . . . . Ca>tt. xviì. 56.
Sicché . . . giunghi alla tnerà del (rutto buono Cmna. xvii, 70.
•on conto, Mercè d' una gentile C'ant. xix. Si.
Che . . . Cerchiò . . . Mera di vostra dolce cortesia BaiL vii. 18.
Ed ioj meni del dolce mio signore, Slommene Son. xxx. 7.
che mai no impetra Meni Son. xxxì. B.
Chiamando a voi metà sempre d* amore Soh, xlvii. 11.
Cf. mene,
mercede. Y. ciascun santo ne grida ntercetU K. W. ]9. 40 (Catta. I. mi).
Voi mi chiamaste allor, x-ostra mrradt V. N. 91%. 9\i ìCmìm. Q. 64%
Ed io ne spero ancor da lei mentre K A^. 33. 110 {Cane. iiì. 70).
Ma se di buon i-otcr nasce mtree^U .... .... Canz. xiv. 13.
Farmi esser di mrrreJe oltra pagato Cohm. xiv, 53.
Tu r alto efletto — spegni dì tnerceJe CofB. xvii. 36.
Che air anima gentil fa dir : Merait &//. x. 10.
Bono tenute Dì bella grazia a Dio render mrrvetie . . . V. N. «7. 16 {Sem. xvi. 4).
che si vede Meco pietÀ tradita da merrede Son. xxxv. 14.
Mcrcoro. Ancor quel bel pianeta di Mercmm . . . Cinge Som. xxviii. 9.
menzione, sci passioni . . . delle quali fa menn'ont il Filosofo . . , C.
perocché qui t (atta menstone dì inet e di C.
Torquato, del quale feci meMnom di sopn C
quando delle loro messtoni si fa wamaaDn/ .... . . C.
solo dì questo (a $0tenMHme il testo ..... C
DMnaogna. quasi mensognm reputano ciO che ... C.
«na verità ascosa sotto bella mensogma .... C
che non può dire mt-HMigna . C.
■Mrwiglla, meravigliare. K mafaviglla« maravigliare.
■lercatante. le misure del falso menatante C
Ben lo sanno li miseri maercmtmmit . C
E i» come U buono imenmÉmm§e C.
■MTCatanzia. perciocché U domandato é da una parte . . . WMmUsJUM . C.
netto d' ogni atto di mertmtemgis C
UftU} dico, quando , , . per mteivmtamMùi . , . meritate C.
Certo nwna mercaiamgm è questa dell* altre .... C.
■MToè. lo mio signore Amore. U stw imenit ha posta . . K
«iwnv delia somma luce del cielo . C.
MitfCariO. lo secondo £ quello dov' è Meweurio . C
e quclU di Mercnno tuuio gli Arcangeli , , . . . . . C.
U Cido di Menurio si può comparare alla /MrMioa C.
che Memtria è la ptu piccula stella del cielo C
Venere e Mrmtho ... si celerebbero e C
meratiice. coloro che r hanno tana di donna awvrtncr C
nella bocca menina di questi adulteri ..... C
ili. a 84.
UL 14. 3&
ìv. 6. 114.
iv. II. 130.
iv, 13. 7.
i. 4. 3»-
il. I. a5.
li. 4. 3».
Lfl. 60.
Iv. 13. tom,
iv. se. sq.
i. 6. 119.
i.e.i»7>
iv. ii.6a.
iv. 11. I90I.
JV. 18.38.
iv. 13. 94-
U.4.3-
iì. 6. io«.
U. 14. 9^
U. X4.9».
ii. 15. 14IL
!• 9- M*
i. 11. 131.
MERETRICE
368
meritare. Che . . . Non mtriii che lo tuo morso . . . costrìn^ . . . S. P. xxxl 7t.
certo, che ti furore Delli flagelli tuoi ho meritato S. P. xxxvii. 68.
Che men'fiam tua grszia P. F, aa-j.
C/. mertare.
merito. Ed anche agli occhi lor merito rende Gpu. xì. 90.
C/. merla
mertare. Chi non mnla salute , . . . F. M 8. ^ {Son. tv. xg\ 75.
Lo Re, che mtrta i suoi servi a ristoro Con Som, xxxvii. i.
C/. meritare.
merlo. E questo vo* per merlo Cmna, x. 60.
E lasceràgU ogni perverso merlo S. P. cxxix. «5.
C/. merita
merzè. E non le v'al perchè dorma calzata Merzè del copertoio . . . Son, lE. 8.
Cf. mercè.
meschina Nella sembianza mi porca meschno K M 9. 48 (Som, ▼. 5).
più . . . Che se il contrarìo usasscr tai mescJiine Som. xlv. 14.
mescolare. £ *l mio ber mescoìava con il pianto 5. P. ci. sa.
Cf. mischiare.
mese. Or sappi che de' <ar d' ogni altro mete Som. Vx, &
E similmente son più giorni e mesi^ Ch* S. P. xxxvii. xo.
messaggiera. In abito di saggia messaggiera Muovi Bali, v. 1.
Da queste vostre rime, Messer Cino Sem. xxxìv. a.
Ahi, messrr Cino, com' è il tempo volto Sok. xlvi. la.
Ma lor mtisiotxe a' buon non può piacere Cerna, xìx. 96.
Ne mandan messi al cor pien di disirì C iii. Coita, il. 35 ; 13. laK
a tutt* altri è conteso, Fuor ch* a' messi d* Amor Ciths. xvi. 60.
senza compagnia De' messi del signor, che Cans. xvi. 65.
Che mi comandi per messo eh' io muoia K N. ta, ila (Baìt. i. 33),
meretrice, chiama contro a queste false merrtrici, piene di . . . . C. iv, xa. 87.
meridiana l' acre dalli raggi meridiani purgato e illustrato ....Cu. x6. 47.
meridie, infìno all' ultima stella che appare loro in rM«r»/i> .... C ii. 15. ai.
meridionale, due Poli ... 1' altro . . . cioè lo mtridiottaU . . . . C lii. 5. 75.
se duU' altro Polo, cioè merieliomiìe^ cadesse C. iii. 5. 93.
siccome cosa che è nel mmÌE/tOHa/^ cerchio C iv. a6. 84.
meritare, la quale è oggi meritata nel grande secolo . . . . . . K ^. 3. la.
in quelle . . . nun fnrrita ne vituperio uè loda C iii. 4. 58.
iióto dico, quando per arte o per . . . meritate C. iv. 11. 68.
perocché Io Adolescente . . . merita perdono C iv. a6k 137.
li miei maggiori, che . . . $meritaroHO V ufficio ... e tmen'tarvm) di
porre mano al . . meritarono di ricevere la rosa , . . . C. iv. 09. ao, ai, aa.
merito* alla quale avere si dee rispetto ncUi meriti umMni . , . . C. iii. 4. 133.
della quale dopo molli meriti nascesse C. iv. 5. 37.
~ Con questa donna mi celai alquanti ntesi ed anni K AT. 5. 07.
nella prima ora del nono giorno del mrsr K A^ 30. 3.
ella si parti nel nono mese deir anno ; perchè il primo mese è ivi
Tisrin primo V. N. 30. 5 {bis').
in picciol tempo, forse di trenta mesi C. ii. 1 3. 50.
notte non sarebbe ... né tttese, né anno C. ii. 15. 155.
hanno uno dì dell* anno di sci mesi C iii. 5. 170.
che messerr lo ìmpcradorc . . . non errò pur C. iv. ro. 55.
Dico adunque, maser lo legista, che C. iv. 97. 76.
messione. quando delle loro messiom'sì fa menzione C. iv. 11. 130.
si dee ridere. Tiranni, delle vostre Hiessioni ........ C iv. 37. laB.
mestiere, -ri, -ro. nella quale io sarò tutte le volte che farà mesHeri , K AT. la. 71.
3^9
METAFISICA
mestier'o). Coti ti acun, se ti fa mfsl»trt> C iìi. Ci»h9. i*. 87 ; 9. 30 ; 10. 43.
Nun le tener ÌI tuo mnti*r coverto C iv. Cima. iti. 144,
mesto. Che sempre allcgpra il tristo core e IMMA) . S.P.vì.ai.
Degli occhi nostri U^mosi e musti 5. P. vi. 4*.
V.N. 14.97.
K N. «3. 77.
r. i. 1. 8».
e, i. & 7.
e i. 6. 19.
C. i. II. 43.
mestiere, -ri, -ro. onde . . . non ha mfstifrì di divisione
compiere tutti i doloroM tHtstten^ che .....
quello pane eh* è tn^aUrr a cosi fatta vivanda . ,
come ... fu mftiiert Volgarmente parlane- . .
fare quello eh' t mestieri . .... ...
cKcupate ... ad alcuno nte^bert ... ...
Acciocché più non sia mr*ttere di prcdiccrc C. il. a. 53.
quello che al presente n' è pMestéerr C. li. 4. ifH.
qaando alcuna cosa . . . era mtttiero a dire C it. is. iflL
paxvcnii «MTf/im' alla Canzone C. ii. 19. 33.
Doa è qui mestierw di procedere divadendo f. ii. 13. 76,
come e perchè questo terzo cielo ci fa mtsUnw C ii. [4. 5.
A che é mestiefv fare considerai io ne C U. 14. 48.
questo amore nell' Domo ... ha mestierr di rettore C. ìli. 3. 80.
cbè prima si propone u che la scusa fa mestiere ... . . . C iii, 9. aj.
questa digressione, che mestieri è stata a vedere . . C iii. io. a.
come ... sé iscuai ià dov* i mestUn . « . . . C. iii. io. 4^
che non ò pib mes/ierv di ragionarne ...... . . C. iti. la. 4.
volgendo il senso della lettera ià dove sari iijfti»» . . . C iii. 19. 9.
Ne più è mustùrt di ragionare ....... . C. iii. la. 35.
Non sarà . . . mestìm . . . «Icona allegorìa aprire . . C. iv. i . 89.
perocché qui è maggior mestiere di saperlo ....... C iv. 6. io.
al cavaliere dee credere lo ... e tutti quelli wMaftirr» C. iv. 6. 61.
non gU è mestttre se non seguire le vcatìgie C iv. 7. 79.
la Ragione scritta non sarebbe mestieri C iv. 9. 86.
iACfaucuoo mestiert ... li discenti sono , . . suggetti al ... in quelli
megheri . . . C iv. 9. 95, 98.
al manifesto, che non ha meaiiert di prova . C W. 11. 75
coae che sono me^iert a vedere la dtfinizione . . T. tv. 16. 30.
a quelle cok . . . non t meuieri di prova C iv. 19. 96.
Colui che non ha iM^iii/n' delle membra corporali C. ir. aS. 141.
Bqmmméo h» Mrm . - . dille il tuo me»tiere . . T. iv, 3% 36.
che '1 ano mtertier* discopra li dove C. iv. 30. 46.
• ICO, che manifesti lo suo mestieri . . C iv. 30L 55.
mctaflaicn. ciò dice il Filosufo nel secondo della àfr/a/ì^ca . . . , K A^. 4». 30.
. C ii. 3. 3».
. r. ii. 5- «3-
. r. lì. 5. 1 1&
. r. ii. 14. 6*.
. e ii. 14. 145-
. e. ài. is «w
. C li. 15. 11.
- r II 15. 45.
. e. il. 15. 81.
. r. u. 15. Stic
. e. H. 15. 90.
- C ii, 15, 107.
. r. ii. 15. ifti.
r. lì. 16. 90.
' .)< I». la.
si acuaa nel duodecimo della Metmjimtm . • .
Aristotile nella sua Met*i/isi£»
dice il Filosofo nel secondo della Meta/iw'i
la prima Sdenta, che si chiama Metafititu . . . .
dice Afistotitc nel primo della [J/Wd^/unu ....
comparare . . . alla Meta/ifKii per altre tre .
t da vedere ... e poi quella della JUeta/tucm
ha qucato cielo branda aumlttadioa colla Metajima .
e la iietm/ÌMem iraiu dalk prime ■■■■me ....
che *] cielo atellato ha . . . slmllìtiidÌBe colla MeHtfim(a
le cose . . . delle quali tratta la MwU^fitie»
41 fucate tratta la Meit(/i*ia
il p«ò comparare . . . alU Mele^fitkm . .
Del principio della JdetafÌMiQ pare scnllm
siccome ai dice nel quarto della Mete^fimm
METAFISICA
370
mettere. Ancor sc^e di ciò cbc innanzi bo mtaso . C. iv, Cam», in. 69: 14. 13; 15. 9.
Ower il ^ner lor, eh' io mtn avmnti C iv. Cou. ni. iti.
seme . . . Mtsso da Dio nelP anima ben posU . . . . C iv. Gura. iii. I90 ; ao. 88.
E quei d' ogni mercè par messo al nìcgo OiMa, xiu 99.
Che ne* biondi capcgli . . . Mrtùm'm^ao Catts. xii. 65.
Innanzi che net suo piacer ti tMftta Cama. xìv. 88w
la uetta . . . Che per passare il core — n$€SiQ v' bai Cena. avii. 51.
Questa, in cui Dio mise grazia tanta C«Ma. xviL 55.
'1 bel segno . . . Che m' bave in fuoco miao Can*. xx. 83.
Si {atta, eh* ella a\Tebbe messo in pietra L' Amor Sest. i. a6.
Che in testa messa 5' ha ghirlanda d* erba Sest. iii. 39.
Tu . . . Foco mettesti dentro alla mia mente Ball, ii. 6.
in cui Amor si metta per piacere altrui BaJl, vi. fj.
Perch* . . . morte ... Ha messo il suo crudele adoperare . . K. M 8. a6 (Som. iii. 6}.
che r Amore Piangendo me/te in luì l^. N. 4U. 50 (Som. xxt. 4',
eh' uom non si metta A rìschio di mirar Som. xxvi. 7.
Ch* està crudel . . . Non vi mettesse amor co* Som. xxxÌ. 4.
vorrei che . . . Fossimo . . . messe ad un vascel ....... Som. xxxii. 3.
i bei colori, Ch' io bo per voi trovati e messi in rima Som. xxxiii. 7.
E t$ies9o ha di paura tanto gelo Nel cuor de' Som. xUx. 9.
Lassa^ che per fichi secchi Messa V avre* in casa ti Som. liL 14.
Giù per la gola tanta roba è ntessa ... Son. ìiv. 3.
metafisica, e *1 Filosofo dice, nel secondo della Metafisira C iii. 14. 98.
Onde dice nel settimo della Metafisica C iv. 10. 83*
siccome la Scienza naturale, la Morale e la Metafisica . . . . » C ili. tt. 176.
metallo, cbò la statua ... di metaOo ... si dissomiglia C iv. 39. 56.
MetamorfOQCOS, O\'idio, nel quinto di MetuPHoifoseos C ii. 6. 134.
nel princìpio del secondo di Metamoffoseos C ii. 15. 55>
Ovidio nel primo del suo Metainoffostos C iv. 15. 73.
Ovidio ncJ secondo di Metamoefostos C iv. 33. 138.
Ovidio nel settimo di Meiamorfoseos C. iv. a-j. 157.
Meteora, siccome nel primo della Meteora è dctermina.o C iì. i4< i^
secondochè nel quarto della Meteora scrive Alberto C. iv. 33. 135.
mettere, mi misi a cercare di questa donna y. N. io. i.
e . . . misimi nella mia camera \k ove K M 19. 7.
dico nella cui compagnia si ntetta V. N. 19. 197.
cioè di ... e mettermi nette braccia della pietà K. A*. 13. 32.
E misimi a leggere quello . . . libro di Boeaio C ii. 13. [4.
musimi Si leggere quello C. ii. 13. aa.
che per prima vivi'anda è messo innanzi C ii. x6. 103.
Dio, che te nella mente degli uomini mise C. iii. a. 145.
lo studio il quale io me/tea per acquistare l'amore C ììi. la. la.
lo studio che sì ntette in acquistare una amistà C iìL la. 03.
cioè, che Dio mtettm sempre in lei del suo lume . C ìiL 13. 10&
essi tutte r altre cose . . . avere messe a non calere C iii. 14. 73.
Platone ... la reale dignità mise a non calere C, iii. 14. 78^
r ingegno . . . che la Natura in Aristotile messo avea C. iv. 6. 134.
Mettere a negghicnza di sapere quello ... è C iv. 8. 18.
siccome messo è dinanzi per loro opinione C iv. 15. i^
di quello ch* è messo dinanzi , C. rv. 15. 37,
che Iddio questa mette nell' anima . . . C iv. ao. 83.
in quanto dice : Messo da Dio mir amima . . » • C. iv. ao. 100.
che . . . tanto largamente in quella ne mette, quanto C tv. ai. 104.
che r uomo dee mtettere ingegno e sollecitudine in C. iv. 33. 3.
2V
MEZZO
Dettere. Tolto di croce, e nel sepolcro mfsao . , . suscitò P. F. ^t.
Perche col falso il ver si mtttt al fondo f*. /". 171.
IDeaa Lo qual dimora in mtMso solamente C. iv. Cang. iii. 87,
Coti m' hai concio. Amore, in 9H*aao V Alpi Cohjì. xi. 61.
tender per mtMmo Lo core alla crudele Cane. xìi. 53.
Ristretta i' è entro il mezeo del core Catta, xiii. 35.
Che m' esce poi per messo della luce Stst. ii. 35,
Nel mccjo della mia mente rìaplende Ball. iii. 4.
Treni Amor in mtzso della via P'. TV. 9. 46 (Som. v. 3).
■*«* questo seme . . . germugliaf nuttrtido e diversificando per C ìv. 03. ao.
tctlti è seguire e mttirre in opera quello che C. iv. 36. 133.
****■>• apparve ... in pruMgo di due gentili donne K iV. 3. 7.
e nel memxo di lei e di me . . . scdca K A^. 5. 5.
(Scoici, che in iMraco era stata nella linea retta K TV. 5. 16.
'octti corpo io vidi giacere ... in mr**o dì multe donne .... K M 8. 7.
^n che Amore fosse tal mit*o che potesse f''. A^ i z . 1 9.
^nvrine quasi nel nusea del mio dormire K TV. la. 13.
Queste parole fa che sìcno quasi uno nueto K. A'. 13. 65.
I* quale * quasi meao della cittade K A^. 41. 8.
posando per lo ptuew della dolorosa citlade K A'. 41. ai.
l'alto è fin al tHfaso della terra C ii, 7. 106.
•JK» é lo tntxxt di tutti C. il. 14. 159.
^'^la ... in t»t*ao della freddura di Saturno e C ii. 14. aoi.
^^turno starebbe quattordici anni e mtMMO . . . celato . . C ii. 15. 143.
P**" teaipo di quattordici dì e tMf£»o C ii. 15. 151.
''*'Ca che 'I fuoco era nel nu*«o di queste . . . C. ili. 5. 37.
P^c^do il rtuzMo nobilissimo intra li luoghi C. ili. 5. 40,
"** M fuoco .. . secondo Ìl vero al mtaso disccndca C. iii. 5. 43.
*-** la terra col mare era bene il tnrzao di tutto . . . . C iii. 5. 47.
** Cerchio che ne! tntaso di questi s' intende C. iii. 5. 76.
*lelU gli sarebbe sempre sul tttézeo del capo C. iii. 5. 85.
^ • . . m/^jo lo cerchio di questa palla C iii. 5. 10^.
^hé il suo »Mr««o Cerchio . . . sega Ìo due parti ...... C. Iii. 5. 130.
*»^*«iido il sole va sotto il meato Cerchio , . . C. iii. 5. 144.
^^^ quale non paia più che meaoo il corpo suo C. iii. 5. 148.
I^^'^oto esso monta a noi nella ttuaaa terra [alla ttuaaa terza] . . C. iii. 5* 153. 151.
. ^V^ale non può . . . vedere se non mevaa C. iìL 5. 178.
*^ spazi che sono in mtaao delle ciitadi immaginate, e'I Cerchio
del me^xo C iii. 5. 190, 191.
^ r anima umana e . . . PHtseo alcuno non sia. C. iii. 7. So.
*^Oiio dentro all' occhio , . . per lo meato diafano C iii. 9. 69.
. * f* la forma visibile per lo meaao suo C. iiL 9. 74.
'"^^v-tna, che nel fftexxo trasparente non pare C iii. 9. 79.
^/^^'ì«a« che '1 meaaa ... sia senza ogni colore . . . . . . C. iii. 9. 90.
^^omia visìbile del colore del mraaa C, iii. 9. 94,
^^*e parere cosi per lo mtzao . . . Trasmutasi questo mtsxo di
iKiolta luce in poca ... e alla presenza, lo meaoo ... è tanto
^ pieno di lume C iii. 9. 114, 1x5, XX7.
''***Cifltaai . . . questo meato di sottile in grosso . . . U quale mesto
• . . trasmuta la immagine C ili. 9. lai^ 123.
1 ^ IntcUigcnie raggia la divina luce senza meato C ili. 14. 36.
. Sttanio esso t per Io meato dal principio al C iii. 14. 45.
^^4tm vértm mcniM mesao questo amore iragge C. iii. 14. 49.
uh 2
MEZZO ^i^^^^^^^ 373
mezzo, quando voi pasute Per lo suo mtemao U citU . . . V. S. 41. 60 {Sott. xxtv. 6).
Come U rosa in mtxso delle spine Som, xtv. 9.
Di mfxto agosto la tro\'ì infreddata . Son. Ui. 5.
rivocarmi Nel fnezao de* miei g:ionii S. P. à. 95.
micidiale. Chò tanto dà . . . QuesU schcrana middiaU e latra . . . Cma. xit. 58.
alza gli occhi middiah' Cokm. xiìì. 49.
migliore. Perchè non ho mtgìiort divcrsorìo S, P. xxxrii. 85.
Un popolo migliar, che quel di prìmaf Sarà creato S. /*. d. 73.
mezzo, tra '1 diletto e '1 dolore non ponca mtaso alcuno C. tv. 6. 107.
misurata col mt»jo per nostra clcxione preso C iv. 6. 133.
cinque volte ... e anche una MttA»a volta . . . C. ìv. 8. 58.
Italia che senza messo alcuno ... è rìmasa C. tv. 9. 107.
queste sono ì mtMm intra quelli C iv. 17. 67.
dire . . . che sieno Abito tUtHvo consùtenU nd mrsso . . . . C rr. 17. 70^
ciò* r aòito eUtttvo consistmtt nei messo C iv. ao. io.
questo Arco non pur per iM««K) si distingue C.iv. 03.112.
lasciando la Sesta nel ntesoo di queste parti . C iv. a^. 131.
però si dice messa Terza, prima che suoni ... e méssa mona, poi
che ... è suonato: e così mfxso l-^ro C. iv. 23. 153, 154, 156.
mezzodì, dividerebbe ... dal mare Oceano U nel mfsso<Ìì . . . . C iii. 5. 118.
la S/sta ora, cioè il mfssodi, à C. Iv. 93. X46.
mezzoglomo. diritto andando per tMessogionto C. ìiL 5. 98.
due archi ... un altro verso Mesaoghrmo C. iti. 5. 137.
mi. Fili mi, tempHs est ut V, N. la. ai.
midolla, sono L'ani, cioè senza midoilm di verità ........ C ìv. 13. 105.
migliaio, del quale sì satolleranno migliaia Ci. 13. 83.
mìglio, ci ha di spazio tremila dugento cinquanta migiut C iì. 7. 108,
non è più che di dugento trcnladuc miglia . C ii. 14. 94.
lo qual è sei mila cinquecento mj^/j'it « . . C ii. I4. 98.
spazio quasi di due mila settecento miglia C iii. 5. 88.
sia spazio dì sette mila cinquecento migtim . , C iÌL 5. 99,
di spazio . . . dicci mila dugento miglia C. ili. 5. 103.
Conciossiacosaché la terra per lo diametro suo sia seimila cinque-
cento miglia C. iv. 8. 60.
lo diametro del sole . . . è . . . ntiglia C. iv. 8. 63.
migliorare, non pure a tnigiiorart lo bene è fatta C iii. 8. ao6.
migliore, vita, la quale fu ... di buono in migìiome, e di migltore in
ottimo C i. 9. 107.
muovere le cose sempre al mig/ion C ì. 6. 63.
conviene sempre essere in migliorr C i. 8. 75.
tanto più forte, quanto essa è mtglxorw CÌ.8. 94.
eh' è più bello e rrii^'/iarr quello che questo C i. io. 78.
le sue cose . . . paiono migtion che non sono C. ì, ix. 141.
dalla migliare dimostrazione degli astrologi C iL 6. 135.
certo sono, ad altra vita migUort . . . passare C iì. 9. 133.
lo migUort è da seguire C ii. id. 55.
Che . . . dee però rendere quello che migliort può C iiL 1. 65.
Per che . . . nullo migliore argomento era C iìi. 1. 87.
Aristotile . . . contro al suo migliore amico . . . combatteo . . . . C. iii. 14. 80.
in motore disposizione non fu, che C iv. 5. 56.
quanto la Natura umana fosse migliore C iv. 14. 59^
è memorata la cosa quanto è fttiglion O iv. 14. fi3>
perocché la complessiotu , . . può essere migliore . . . e la disfioa-
sion* . . . può essere migliore C iv. si. 60, 61.
373
MIRABILE
mille. OvMj. xìl. 73 : BaU, il. 13,
minlltfrio. E di me stesso ho peno il ministtno . . . . , , . S, P. xxxvìì. 36.
mixkore* Che per aver di minor doglia strìda. Vorrò ...,,. Comm. wit, 09,
mirabile Vostra cera . . . Bene à miratnl cosa B*ii. iv. 116.
Tanto ò . . . miruMi . . . Questo misiera e questo Sacramento . . P. F.
130.
W
migliore, e la tksposUiom^ tM Cùfo . . . puote essere miglian . . . C. iv. at. 64.
amando dì sé la wigttor parte più C iv. aa, 78.
perocché r umido radicale ò ... di mt^M/nr qualitade C. iv, 33. 69.
mihi. qui vfMÌfns dontinabitur mtk» V. N. A. 85.
Milano. Sicché non dica . . . quegli de' Visconti di Utfano . . . . C. iv. ao. 39.
miHyfat. siccooic sono le Icg^ . . . delle miHm* C. iv. 9. 153.
mille. C. i. 5. 6a ; 9. 13; u. 61 ; iì. 14. 98; 15. ai, 96, 37, 38 ; iii. 5. 87. 99, 103;
iv. 8. 63; II. 81, 139 {In») ; 13. 31, 33.
Minerva, siccome a Pallade ovvero ÌÌim§rva C ii. 5. «a.
miniera, sircome vino le mimert ..... . C tit. 3. 15.
è ricevuta . . . allrìmcnti dalle mimtn . . , C iii. 7. 39*
e io questi altri animali ... e minUww . . . non si noti C iv. 14. 93.
e le forme delle mimen C. iv. ar. 33.
mìnimoi che 1 mimmo li copre prima tutti C iv. la. 173.
C/ menomcx
nrinlln io. c«nere altre di fuori dì questo ministtriQ C. ii. 5. 79.
nulla cura del mmisttrio della casa mostrava . C iv. 17. 104.
mlnistTare. ove si $9iim*tnM lo nulrìmento noMro . l^. -V. a, 35.
cotal vivanda, qual io intendo indamo esacre miniUrmto C, t. i. 86.
(T intendere a mimslran le vivande C 1. 13. 81.
comandato . . . che |:li MUMÌsImaarro e lervisaero C. ìi. 6. 30.
IDtnirtnK proemialmente ragionandot "** »mm$ttPo C lì. t. Ol
'"*'***■ n*» per minommMi d* etade . . . merita pcnduno ..... C iv. a6. 137.
di mimor pregio si fece ogni open C L 3. 41.
che 1 magnanimo sempre fa minori gli altri . T. i. 1 1. 133.
pvrocch^ U tua revoluzione è mimorr . C iu 4- 66.
non dico pur delle mfHorf bestie . . C. ii. 8. 31.
che la Dialeliira t miMott tn suo corpo, che . - . C li. 14. 10^
diaienticare li servigi ricevuti dal mimot^ CI ii. 16. 54.
ioh considerando me minori che questa Donin C iii. i. 70.
le mie parole eaacrc minori che la dignità . . C sii. 4. 33.
volle che fosse mmorr del suo potere ... . . , C. Eil. 7, 165,
Neil' altre IntcUigenie é per modo mtMorr . . . . . C iiì. ift. 106.
perocché non mimon mantiglia mi sembra ... . . . C iv. 7. 39.
la reverenxa. che debbe al maggiore il mnmart ... . C tv. 8. 9.
dofnandare consiglio il maggiore al tMMOrv . . , C, iv. 9. 133.
L* luu fatto poco mimort che gli angeli ... . C iv. 19. bb.
avviene che V Arco ... é di miior$ . . . lena che C iv. 03. 74.
Convietiai amare U suoi murtorx .,.•.. . C. iv. «6. 89.
per li quali poi nella mnrtort proapcrità ... sìa . C. iv. aO. 91.
li converrebbe usare piU mmM/r <Uvtnioni . . K i'f* ì% 149.
IbIibIUi che qucsu mirmbik donna apparve a mr . K iV. 3. 5.
con tanta IcUiia . . . cbe mi»mM cosa era ... . K iV. 3. 3*,
osi parve aentire un fmrmkH* treiaore iiKomiociarv K A'. 14. as*
■A tonto com* io baaiagiao la aaa mirtAit S^t*** . . . . . . . V^ N. t%. 16»
ino ... é ... e r altro lo suo màtwèik rlaa . t'.S,*i.^
k tua miraUU donna é partita di quarto aaeolo ( '. A. *j. 44.
vidi venir* la mirmkiU Bcaince ... .KiV.a4.a4.
»da mimM* Ictixu me ne gmngu . . K iV. a6>. y
MIRABILE
374
mirabilmente. Non prcser mu cosi mirabiitnml* Viso
miracolo. Di sì alti mi'ntcolt adomezxa
Si * nuovo fnimcoio gentile
venuta Di cielo in terra a miracoi mostrare . .
mirare. Ove non puote alcun mirarla fiso
Faccia che gli occhi d' està Donna miri ....
Che non mirassrr tal, eh' io ne son morta . . .
Mirm quani* [quanto] ella è pietosa ed nmile . .
Ogn' Intelletto di lassù la mira
K N. 37. 17 {Som, M. aV
C. ii. CaHM, t 50 ; 16. 84.
V. N. ai. 33 (Soft. xL 14),
r. N. 36. 44 I.SOH. XV. ffl,
I' A^. tg. 75 (CoMs. ì. 56I.
C ii. Gang. i. 25 ; 16. 96.
C. ii. Gtiw. i. 39 ; IO. 77.
C ii. Catt*. t 46 ; II. 30.
ili, CsHM. ìì. 33 ; 6. 34, 6a ; 13. 8.
mirabile. Queste e più fNimM/i' cose da lei procedcano y. N. a6. a6.
delle sue mi'na&iVi ed eccellenti operazioni KiV. 06.31.
dico tra che genti qoesta donna più mtraòiie parea K N. a?* 39-
la cui radice & solamente la mirabiU Trìnitade K iV. 30. 40.
cioè alla sua minbiU qualità K AT. 4». 33.
apparve a me una mirabil vimme K TV. 43. a.
a me parve si mirabiie C. ii. 9. 39.
la quale ... è Donna . . . mirabik di savere C ii. 16. sa.
questa Donna, col suo miraMf aspetto . . . aiuta C. iìi. 7. 176.
se cosi é minòiU questa creatura , . . C Ui. 8. io.
dove questo mirabiU piacere appare in costei C ìii. 8. 49-
Ahi mimbiit riso della mìa Donna C. iìi. 8. tic.
il quale uso conduce mi'nxAi'/f Ar//r«jf C iii. 13. iia,
essere tante mirabili operazioni state C. iv. 5. 150.
perchè vedono fare ... gli edifici miraòiW C ir. 8. 76.
Oh buone biade f e buona e mirabiU sementa . C. iv. ai. 113.
in quanto paiono mimbili , . . . . C iv. 35. 53.
un piacere di non so che armonia mirabile C. iv. 35. 136.
malnati ! . . . che . . . portate le mirabili vcstimcnta ; edificate li
minibili edifià C iv. 97. 103 (Mf).
che delli suoi antichi . . . mostra ... le mirabili opere C. ìv. 99. 44.
mirabilissimo. Intra gli effetti . . . V Uomo è mirabilisòimo . . . • C iii. 8. a.
mirabilmente, ella mtVvAi/mrH/r operando lo fa ventre K A^. 3i. 7.
lo Sienore che si fnirabilmenfr sa operare V. N. a6. 19.
ma. ricordandosi di lei, mirabilmmtt operava K iV, 37. 43.
miracolo. Dunque se ... lo fiittore dei miracoli. . . é tre K A*. 30. 34.
che ella era un novet cioè un miracolo V, N, 30. 39.
si vedranno gli adornamenti dei mmKt>/f , C ii. 16. 86.
fondamento della fede nostra siano i miracoli fatti C iii. 7. 163.
che di que' miracoli per alcuna nebbia siano dubbiosi, e non possano
credere «iirooo/o alcuno C iii. 7. t68, 170.
ogni miracolo in più alto intelletto puote avere ragione . . . . C iii. 14. 131.
miracolosamente. rìcc\'a mimeolosamtnu la . . . bonti di Dio . . . C iit. 6. 134.
miracoloso, che questa sia miracolosa Donna di virtù C. iìi. 7. 140.
e questa donna sia una cosa Wsibìlmente ntiracolosa C. iii. 7. 173.
ha podestà in rinnovare . . . eh' è miracolosa cosa C iii 8, 195.
mirante, pensieri . . . miranti e disaminanti lo valore di C. iit. a. 75.
mirare, la quale mi mirava spesse volte K A'. 5. 8.
onde molti s' accorsero del suo mirarr K A. 5. 11.
far lo potea mirando lo tremore degli occhi miei K A^. ix. 17.
e ntirando le donne, vidi tra loro K A^. I4. 33.
si che qual la mirassf dovrebbe morire V. JV. aa. aS,
credendo io che ... il suo core mirmsst la bella di K A^. 34, 47.
che quelli che la miravano comprendevano K A^. a6. ai.
né alcuno era lo quale potesse utimr lei V. N. aò. 25.
MIRARE
ire. Vadfl con lei, e min' gli atti sui C. iii. Catt». \ì. 40 ; 14* loi.
E perch' io non le posso mirar fiso C. iii. Ca«*. ii. 6i.
^ual donna sente . . . ^/rW costei eh* è esemplo d' uaiiltatc . . . C. iii. Catta, ii. 70.
L> vnltÀ della gente che vi miVvt Gm^. x. laS.
Com' io risurgo, e miVo U feriti Cans. xi. 5».
Quella TÌrtù . . . Miwtintin nel piacere, S* accorse .... Catis. xiii. 75.
eh' era, criato Per lo mirare intento eh* ella fece CnttM, xitì. 78,
Xjk . , . mente, che pur mira Di dietro al tempo Cam, xvi. i.
Che ciascun che vi mira . . . conosce Ca»M. xvi. 51.
poich* io non truovo . . . Ove eh' io miri Cattg. xvìi. 3.
Minmdo sé nella chiara fontana. Generò . Cans. xx. 53.
ài bella mi luce Quando la miro Sai, ii. 41.
e miro fedel come V erba Quclt' anima (S. animale) Stst. iv. 35.
Ood' ÌO( che per campar la mirai fiso BaJÌ. vi. ao.
Mirrroi tanto fiso, Cb* io diverrò beato Ball. Ix. 3.
Tanto disdegna qualunque la mini Ball. x. 5.
Quando si tnira per volere onore Ball, x. ao.
per che si fa gentil eiù eh' ella mira f. iV. ai. 10 (Son. xi. a).
Che qual 1' avesse voluta mirare^ Sarebbe V. X. sa. loi {Soh. xiii. X3Ì.
Mostrasi si piacente a chi la imra K A^. a6. 45 (Som. xv. 9).
Del viso d* una donna che vi mira J'. JV. 38. 45 {Son, xxi. ir).
Di riguardar persona che gli miri K. M 40. 54 {Sott. xxiii, 4).
|xe> Ha chi sottilmente le ftti'm vede K ^. 34> la.
Ipcr^aesu donna che vi mira, e che non vi mira se non in quanto
I lepesadelU K /V. 38. 1 1 (6«).
si che . . . non poterono mirare persona K AT. 40. 37.
la quale gloriosamente mira nella faccia di Colui K. /V. 43. 16.
la quale mira la prima Gerarchia C ii. 6. 63.
'Questa mira la seconda Gerarchia C. ìi. 6. 67.
ijucsta mfVfl la terza Gerarchia C. ii. 6. 70.
« wmntrt nella Luce C. ii. 6, 99,
esso mi fa mtirart urta Donna C. li. 8. 8a.
quello che mira riceve la forma C. ìi. io. 43.
la sua forma se ne va in quello cai mira C ii. io. 46.
Non U mirassero dice, colui dì cui C ii. io. 78.
Mira anco quanto t Saggia C, il. 11. 48.
sì volentieri lo senso di vero la ntirava C ii. 13. 44.
r altra si è, che P occhio noi può mf'raiv C. ìi. 14. 197.
«he r occhio dello intelletto noi può mirart C. U. 14. 150.
•che li miei nell' abitacolo . . . Mtiravatto . . . C. iii. i. 19,
:se beo ai mim la predetta ragione C iii. i. 50.
dtco che le Intelligenze del cielo la tttiratto C. iii. 6. 36.
^tmdm cott ifi, r miri gii suoi a/ti C iii. 7. laó.
Mei quale mirumkt possono fare parere gentile C. iii. 7. 153.
conoscer si può ... chi bene là im'ra C iii. 8. Sa.
in rinnovare natura in coloro che la mirano C iii. 8. 194.
se non che qualunque dubitasse . . . tniri In questa ragione , . . C. iii. 10. 49.
quando «Mx'ra lii dove è questa filosofia C. ìÌÌ. la. 85.
avvegnaché Iddìo Sé medesimo mirando veggia C ili. la. 86.
avvegnaché le Intelligenze questa Donna tttirino C. iii. 13. 47.
gli altri miseri che ciò «m'nvMO Ciii. 13. 117.
l^ada (vn tri, r mirif ec C. iii. 14. 92.
qmmi donna . . . sente . . . miri in questo esemplo C ìiì. 15. 139.
mmrjtmJn costei ... in questa parte, ogni viziato tornerà , , . . C. iii. 15. 149.
MIRARE ^^^^ 37^
mirare, si, che » . . Lo peregrino spirito U mira K A^. ^a. 54 (Som. xxt. 8\
A rischio di fuirar la sua figura . San. xxv». 8,
tanto . . . Che s* altri miior per lei, noi mira piuc Som. xxxi. 13.
Ma se la ntirmn, al gentil atto . . . conosceraila SoH. li. la.
mischiare. Dunque . , . Sarà causata, Mischiata — di più cose . . . Cams. xix. 66,
Perchè si misckta il crespo giallo e '1 verde SI bel Sest. i. 15.
Cf. mescolare,
misertcordia. Ma salvami per tua mistrieordia ........ S. P. vi. ao.
Io prego le ... Ti degni aver dì me misericordia S. P. 1. 3.
che sci pien ... di ntisrrvoniìa infinita . S. P. cxxiz. li.
misero. Vatlcn, mistm, fuor, vattene ornai Orna. xìii. 51.
Misero fatto sono ed incurvato S. P. xxxvii. 19^
mirare, fmm/e, che . . . Ella fu amatrice di voi C Uì. 15. 180.
andando loro dietro, mirando le loro operazioni C iiù 15. 193.
siccome veder può chi mina sottilmente quello C iv. i. 59.
in quelle parti ove io mìratM e cercava se C. iv. L 63.
colui che ha le vestìgic innanzi, e non le mira C iv. 7, 139.
lo erroneo . . . cogli occhi golosi si mira innanzi C. iv. o. sox.
se non in quanto I' Intelletto . . . mi-xt lui per C. iv. 23. 144.
chi . . . vederne ciascuno figlio più mirart alle vcstìgie . . . . C. iv, 04. 156.
Se ben si mira^ dalia Prudenza vengono » • . C. iv. 37. 57.
Che se volemo ben mirare al processo C. iv. 37. 109.
mischiare, vedemo cader V acqua mischiata di bella neve K AT. 18. 43.
vedere le loro parole uscire mischiate di sospiri K AT. 18. 45.
mentrecbd '1 nostro immortale col mortale é mischiato C. ìi. 9. laó.
nel quale V alto sangue Trojano era mischiato C iv. 4. 105.
BUseno. per onorare lo corpo di Mismo morto C. iv. a6. 113.
miser. Heu miser! quiafnquenUr imfieditus ero K A^. a. 37.
miseria, cominciai a piangere ... di tanta misèria K N. 33. 15*
misericordevobnente. minericordevolmente mosso ... ho riservata . C i. t. 74.
misericordia, chiamando misericordia alla donna della V. N. la. 9.
coloro . . . non senza tnistricordia sono Cui. 59.
perciocché misericordia è madre di beneficio Cut. 6a.
passionata dì tanta rttism'cordia si dimostrava C iì. a. 16.
induca Io fattore a buona im'serirordia C ÌL 7. 39.
un . . . effetto^ che si chiama misericordia C ii. 11. 43.
apparecchiata di ricevere . . . misericordia C. iL 11. 46.
sei passioni . . . cioè . . . misericordia . . . vergogna C iii. 8. 86.
le laudabili passioni, cioè . . . Misericordia C iv. 19. 43.
misericordioso, non ... in atto alcuno, se non ttusericordiosa . . . C ii. 13. 43.
dnlla mt*ieficordtosa sembianza d' una Donna C iii. i. 3.
miserìssimo. oh miserissimi, che retti siete C iv. 6. 169.
misero, narro della mia misera condizione K A^. 33. 33.
quando i mùim veggono di toro compassione altrui K. AT. 36. 14.
saputa pur dal misero che la sentìa K. AT. 38. aa.
mùm' quelli che colle pecore hanno comune cibo C. i. 1. 53.
conosco la rmsera vita di quelli che ... ho lasciati C. ì. i. 71.
per ti rffù«n' alcuna cosa ho riscr\'ala C i. i. 75.
non siano li mtH'n' volgari . . . ingannati C. ii. 11. 55.
Meglio sarebbe alli mism grandi matti C. ii. il. 78.
r anime lìbere dalle misere e vili dilettazioni C. ii. 16. 66u
gli altri miseri . . . caggiono in fatica di sospiri . . . . . . . C. iii. 13. ii6w
Oh miseri, che al presente reggete C iv. 6. 168.
spezialmente nella misera Italia C iv. 9. 106.
MOBILE
tuiaenim. Mistntm etua cor, qui pracatoUtar Cnnz. xxì. 8.
mieterà Tanto è santo, mirabile e divino Questo mistero P. /*. 131.
misto. Rispose in voce con sospiri misto Cane, xx. 33.
V'ero Iddio e vero uomo insieme misto P. F. 197.
1^_ mJnra. quale Conviene . . . aver, non fuor misura . . . K. ;V. 19. 67 {Cant. i. 4B).
^H Colt' hai nel ciei misura Canz, x. 40.
^H Contro cui non vai forza — né misura . . BoÌL iv. 44,
^H Ijo Re, che . . . vince ogni misura San, xxxvii. a.
^HlBlMrOb Ben lo sanno li misiri mercatanti C tv. 13. ioa.
^^ dmre ■ Dio, cioè a quelli mis^n) che C iv. 97. 86.
O miiserOt misera patria mia C iv. 37. 96, g-j.
IOb mùm' e vili che colle vele alte correte . . . . , . . . C iv. aB. 55.
AC p<r colui ... 3' intende a misere , . . operazioni C tv. 09. 45,
•w^ Per la natura seconda del corpo misto C, ni. 3. 45.
per molta chiarità di diafano nvere in sé mista C. iii. 7. 39.
1* *:)Uile, mista coli* acqua del fiume C iv. 15. 81.
A perso 6 un colore misto di purpureo e dì nero ... e cosi la Virtù
è una cosa tnista di C. iv. ao. 14, 17.
*"»ttra- incontra per mistura del mortale coli' immortale . , . . C ii. 9. 139.
» (]u«le senza mistura alcuna è uso . . C. iv. aa. 136.
ciascuno ha ... le misutr del falso mercatante C. i, a, 61.
c^^acuno con ampia misura cerca lo suo mal fare . . . . C. i. a. 64.
*c con giusta imsura fosse saggiato . . . C i. a. 67.
ira, e non dismisurata C Ì. 7. 9, 51,
^^*a quella misura che 1' uomo misura . C L 1 1. 137.
^ suoi atti , . . per la loro misura^ fanno amore disvegliare . . . C. iii. 7. 141.
^« è principio della misura d' ogni reverenza C iv. 8. 34.
però Paolo dice : ' Non più sapere . . . ma sapere a misura ' , . . C. ìv, 13. 8a.
non sarebbe la sua obbedienza stuta misurata, ma dis-
misurata C. i. 7. 63.
eoa quella misura chcl'uomomùwra sé medesimo, mÙMm lesuecose Ci. 11, 138(015).
Qnelli ... che la nostra immortalità . . . misura ....«»• C ii. 9. 134.
^ cercbn ... è impossibile a misurare - . . . C ii. 14. 3(9.
^^'kto tempo quanto tnisurano cotanti di C. ìi. 15. 148.
e»e '1 desiderio ... è tttisurato secondo la C. iii, 15. 78.
Pe*^ r umano desiderio è misurato ... a . . C. iti. 15. 94.
^**J < misurato nella natura angelica C iii. 15. 97.
^ S*^alc desiderio à colla natura della bontà misurato C ìiì. 15. 204.
** voatra operazione . . . misurata col mezzo . . . preao . ■ . . C ìv. 6. lai.
-^. ^^ »w> intelletto potere misurare tutte le cose C iv. 15. laS,
^™^*t<3re. non è uomo che sia di sé vero e giusto misuratort . . . Ci. a. 59,
—^ questa Canzone, che corre mo per mano C iii. 4. tao,
^^- e localmente mobtie per sé . . . sìa solamente corpo . . , . K N. a$. 14.
^•* - . . tutti e nove li moA(7i cicli ... a' avcano insieme , , , . V. N, 30. 33.
* *"«ina vi\x per essere motnU , C i. 3. 76.
^* - . . vuole un Primo Mobitt seroplicìsaimo C ìi. 3. 42.
^***o nove li deli mobili C it 3. 53.
?^***o t cagione al Primo Mobile C ii. 4. 30,
^*^Ii wo6i/i, che M>no nove C ii. 6. loi.
^^ *^*o e dalla rapina del Primo Mobite .......... C ìi. 6. 150,
^*;^*^uno cielo mobile sì volge C ii. 14. 14.
%ono due cieli, sopra questi, moòtli C ìi. 14. 54,
^^^ Scienza naturale è suggello il corpo mobite, lo qual corpo
wtiòiilr ha in se C ti. 14. 134 i,Aù..
VIRARE
mirare, si, che ... Lo peregrino spirito la min K ^. 4». S4 {Som. xxv, 8V
A rischio di mirar la sua figura Son. xxvi. 8.
tanto . . . Ch« s' altri rouor per lei, noi mira ptuc Stm. xxxi. t^
Ma se lu mirrraif al gcnlil atto . . . conosceraita Som. It. la.
miscbiare. Dunque . . . Sarà causata, Jdi^hiaia — di più cose . . ■ Cant, xix. 66.
Perche si mtsdtui il crespo giallo e '1 verde Si bel Sest. i. 15.
Cf. mescolare,
misericordia. Ma salvami per tua misericordiu S. P. vi. ao.
Io prego te ... Ti degni aver di me mistrimniia S. /*. L 3.
che sci pien ... di misericonita infinita S. P. cxxix. 11.
misero. Vattcu, misfm^ fuor, \^ttcDc ornai Catt». xiii. 51.
Mùtro fatto sono ed incurvato S. P. xxxvii. 19.
mirare, mirajg, che . . . Ella fu amatrìce di voi C in. 15. iSou
andando loro dietro, mirando le loro operazioni C iìi. 15. 193.
siccome veder può chi mira sottilmente quello C. ìv. i. 59.
in quelle parti ove io mirava e cercava se C iv. i. 63,
colui che ha le vestigie innanzi, e non le mim C ìv. 7, 139.
lo erroneo . . . cogli occhi golosi sì inira innanzi C Ìv. 19. aoi.
se non in quanto I* Intelletto . . . ftà-a lui per C. iv. aa. I44.
che . . . vederne ciascuno figlio piti mirrtrr alle vestlgie . . . . C tv. A4. 156.
Se beo sì mira^ dalla Prudenza vengono C. ìv. 97. 57.
Che se volcmo ben mirar* al processo C. ìv. 37. 109,
mischiare, vedemo cader 1* acqua miiukiaia di bella neve K W. 18. 43.
vedere le loro parole uscire tnixhiaie di sospiri V. N. i%. 45.
nentrechè *1 nostro immortale col mortale è miscJaato C ìì. 9. 126.
nel quale 1' alto sangue Trojano era misthiato C Ìv. 4. 105.
Miaeno. per onorare lo corpo di Mistno morto ........ C. iv. a6. 113.
miser. H*u mistr! quiafrtqttiHttrimpiditusero K. A', a, 37.
miseria, cominciai a piangere ... di tanta mistria K. A^. 33. 15.
miseri cord evolmente. miitrtcordevoÌ»$tmtr mosso ... ho riservata . C. ì. i. 74.
misericordia, chiamando miunconlia alla donna della K iV. la. 9.
coloro . . . non senza misericordia sono C. ì. 1. 59.
pcrdocchò mistriatrdia é madre di beneficio C L i. 6a.
passionata dì tanta fttistricordia si dimostrava C ii. a. 16.
induca lo (attore a buona ntistricordia C. ìi. 7. 39.
un . . . effetto^ che si chiama mÌMnieonAa C ÌL 11. 43.
apparecchiata di ricevere . . . nnstrieordia C ii. 11. 46.
sci passioni . . . cioè . . . misericordia . . . vergij^a C. iìi. 8. 66.
le laudabili passioni, cioè . . , àtismcordia C iv. 19. 4^.
miserlcordiaBO. non ... in atto alcuno, se non tnisnùordioso . . C ii. 13. 43.
dalla miuticordiosa sembianza d* una Donna C. iìi. 1. 3.
misefissimo. oh milsrrùn'mf. che retti siete C ìv. 6. 169.
misero, narro della mìa misera condizione K W. 33. 33.
quando i miseri veggono di loro compassione altrui K TV. 361 14.
saputa pur dal misero che la sentia y. N, 3B. aa,
mMvrr' quelli che colle pecore hanno comune cibo C i. 1. 53.
conosco la ifdsera vita di quelli che ... ho Insciali C. L 1. 71.
per li miseri alcuna cosa ho riservata C i. I. 75,
non siano lì mtsm' volgari . . . ingannati C. ii. 11. 55.
Meglio sarebbe aiti mum' grandi matti C ìi. it. 78.
r anime Ubere dalle tnisere e vili dilettazioni C. ii. 16. 66.
^t altri miseri . . , caggiono in fatica di sospiri C. ìli. 13. 116.
Oh miseri, che al presente reggete C, iv. t. 168.
apeziaimente nella misera Italia C iv. 9. 106.
377 MOBILE
mlserum. Mìsemm cius cor, qui praestolatur CaMS. xx\. B.
mistero. Tanto è santo, mirabile e divino Questo mùUrv P. F. 131.
misto. Rispose in voce con sospiri mista Gww. xx. 33,
Vero Iddio e vero uomo inaicmer muffi . . * , P, f. 187.
mlsuiB. quale Conviene . . . aver, oon fuor mtsuru . . . V. N. t^ 67 ';CriM«. i. 48).
Colt* bai nel ciel misura Cans, x. 40.
Contro cui non vai forza — né tmsHra B«Mm iv. 44,
Lo Re, che . . . vìnce ogni mitmm Son, xxxvìi. 3.
misero. Ben lo sanno U rHÙrn mercatanti C iv. 13. 103.
dare a Dio, cioè a quelli mistn\ che C. iv. 37. 86.
O mi§rra, murra patria mia . . . . C. Iv. 07. 96, 97.
Oh mistri e vili che colle vele alte correte ... . ^ . . . C iv. sS. 55,
se per colui . . . s* intende a miseri . . . operazioni C iv. 09. 45.
misto. Per la natura seconda del corpo misto C ìiì. 3. 45.
per molta chiarità di dìaiano avere in wé tniitn C. ili. 7. 99.
U quale, mi»ta coli* acqua del fiume C iv. 15. 81.
fi perso è un colore misto di purpureo e di nero ... e cosi la Virtù
è una cosa mista dì C. iv. ao. 14, 17,
mistura, incontra per mistura del mortale coli* immortale . . . . C Ìì. 9. 139.
il quale senza mistura alcuna é uso . , C. iv, sa. 136.
misura, ciascuno ha ... le misurt del falso racrvatantc C. L fl. 61.
ciascuno con ampia misura cerca lo suo mal fare . . C ì. 3. 64.
•e con giusta f*mMni fosse saggiato . . C i. a. 67.
co/i mjdMrn, e non dismisurata C. L 7. 9, 51.
con quella mtsMni che 1* uomo misura C.i.t 1.137.
i luoi atti . . . per la loro misura, (anno amore disveglìarc . . . C. tii. 7. 141.
che è principio della misura d* ogni reverenza C. iv. 6. 04.
però Paolo dice : *Non più sapere ... ma sapere a misura ' . . . C ìv. 13. 8a
nk&Buntre. non sarebbe la sua obbedienza stata misurata, ma di»*
misurata C ì, 7. 63.
con quella misura che l'uomo misurm sé roedesìmo, misura le sue cose C i. 1 1. t^%{kis).
Quelli . . . che la nostra immortalità . . . Munani C ìL 9. 134.
il cerchio . . . é impossibile a mtsurarr C. ÌL 14. 319.
butto tempo quanto misumuo cotanti di ..... . C ii. (5. 148.
che '1 desiderio ... è misurato secondo la C tii. 15. 76.
però r umano desiderio 6 misurato ... a . C iiì. 15. 94.
cosi è mÙHFo/o nella natura angelica C. iii. ly 97,
il quale desiderio t colla natura della bontà mianntto C, iiì. 15. 104.
la nostra operazione . . . muMru/d cui mezzo . . . preso . . . . C iv. 6. lai.
col suo intelletto potere mnurart tutte le co8« ....... C iv. 15. 138!.
misuratore, non è uomo che sia di so vero e giusto mitunUort . , . C L a. 59,
mo. questa Canzone, che corre mo per mano C ìiL 4, ia6.
mobile, e localmente moòiù per sé ... sia solamente corpo . . . . K N. a$. 14.
che . . . tutti e nove li moòih cicli ... a' aveano insieme . . . . K, iV. 30. 33,
la Fama vive per essere mobiU CL3.76L
che . . . vuole un Primo MoàiU semplicissimo C. ti. 3. 40.
sono nove li cieli moMi C U. 3. 53.
questo é cagione al Primo MobiÌ« C 11. 4. so.
ti deli moòih^ che sono nove C ìi. 6. tot.
se esso è dalla rapina del Primo MoòtU . , . . <*. n. 6. 150,
cìa»cnno ciclo moinh st volge . C il. I4. 14,
poi sono due cicli, sopra questi, moMi Cii.14. 54.
nsQs Scienza naturale é suggetlo ti corpo moètU, lo qual corpo
m*AJ4 ha in ftC C. il, (4. 134 ,kg%
MOBILE ^^^m^^^^ «4
modo. In prender modo e via, che ti stea bene Cms. xiv. ^M
Ad uccidere altnii in nessun modo P. f, 1 73- _ ~]H
mobile, annumerando i cicli mobili C. it. 14. - -1^57.
1 o ciclo . . . che per Primo Mohtìt ... * contato. ..... f. ii. 15. 19%
moderare, a dimostrare la sua anima ncll* alleare/za ntodrT-ata . . . C. iii. 6. ^-mno.
è . , . freno a modtrart V audacia e la timidità nostra C iv. 17 . - _ 31.
la quale matura . . . noi negli onori C ir. 17 -^^^ ^fi.
MnHsutiudine, la quale modera la nostra ira e U Ci». t7- -^^ _ 51.
Vtrità^ la quale tnodrra noi dal vantare noi . . . e . . . , . C. iv. >T'^B7 • 56.
Eutraf*eiia, la quale utcdero noi nelli sollazzi C iv. IT^^E^- 60.
moderatamente si conviene all' uomo . . . modtralamnttt ridere . . C. iii. 8. — ioa:
moderatrice. Liòfraiifà, la quale è modtt-atrict del nostro dare e . . C ìv. i"^ 7- 39.
Magnificettta^ la quale è modrratricr delle . . . spese C iv. i— — 7- 4*
^(X^'HfiMrmiVà, la quale è m<M/rr7i/n{¥ e acquistatrice de' .... Chr. f^ T - *^
moderazione, senza fatica avere nella sua modfrasiom C.ìii. 8— '<^.
moderno, che da luì alli moderni non si può trovare C iv. 1^^^^- 90.
modesto, sicché donna . . . paia modesta e non dissoluta ..... C. ifi. B» — - ^^
modo (i). dilla in modo che . . . non si discemcsse ..... K AT, ^- — 33- h
o chi qui volesse opporre in quello ttiodo V. N. i^^^** '^i- ^|
quasi per disdegnoso modo di parlare V, N. \ ', -^* "'■
che cominciai a pensare il Mtodo eh* io tenessi ........ K. A^ i<^^^- 4-
ordinata nel modo che sì vedrà di sotto . . . . V. N. i ^^9- 'S
così . . . udii parole ... in questo modo che detto è ..... . y. N. »-=^9- SS-
domando in quel mw/o che voglia mi giunse KA^. a^^- ^<
secondo che quattro modi di parlare ebbero l^. N. m^ rs- "■*■
ed imaginarc in questo Mtodo V. N. 9-^3- ^
conciossiacosaché cotal n\odo di parlare fosse . . . t^o^'ato .... K A*. ».S- 49^
coiai modo terrò da qui innanzi K. A\ B-^*- '4-
Per questo medesimo modo sì divide secondo V. N. 3.^- ^
questo, che in cosi vile modo mi vuol consolare V, N. ^^- !♦■
che peregrini sì possono intendere in due modi V» H. ^^ 1.3^
in modo stretto non s* intende peregrino, se non V, N. ^^ i. 3^
che in tre modi sì chiamano ... le genti, che K. A^ ^^*' 4*-
perlo modo che si dirà nel quarto Trattato CI. 9 55-
mìa intenzione è qui lo tnodv delli poeti seguitare C iì. e: - 9^
quello che impediva in alcuno modo C. Ìl. ^^»> ì^
per più usato modo volemo dire Angeli Cu. sa^ ^
che ritraggono ... lo modo de* Gentili C. ìi. p^^- 4^
nclIi quali . . . per molti modi Dìo avca lor parlato C ìì. dS^ ^
j)cr questo modo si puote speculare C. ti. ^^- ^
é bel modo rettorico, quando C. lì. t^- 9''
E questo mo(/o sì tiene qui veramente C ìi. "^c*- ^"
ritornare al modo che . . . avea tenuto C Ìi. ^3^ '*■
che più licito né più cortese modo dì fare . . . non é . . . . C iii. ^- 3^
ha in alcuno $>iodo circulare essere ... ha essere della divina eatura
in alcuno modo C. ìu. ^' ^
partecipata, per lo modo quasi, che ........... C. ili. '* *^
per mot/oche 1* una è fondamento dell' altra C iii. ^' ^
trascende . . . per lo tnodo eh* è detto C. iii. ■^' '.
girare, non a modo di mola, ma di rota C. iii. ^-
è mostrato per che modo lo sole gira C Iii. ^
ora per due morff si prende dagli astrologi C. Hi. ^- ''
L' altro modo sì e, che Ctii.^ ^^
conoscono secondo Ìl modo della intelligenza C iii. ^
379 ^PlP^ir UOGUC
moglie. Chi udisse tossir U mal fatata Mogie* di Bicci SoH, lii. a.
Chi drl pfxissimo suo brama la moglét . . . , P, F, i'j6.
modo r 1% riceve . . . secondo il modo della sua virtù e C. iii. 7. ai.
av\*cgnaché per altro Mfo«& C Ìil. 8. 41.
la gente sì contenta ... ma per altro moJo che C. iii. 6. 44.
eh' * fatto per Io mtwfo, che C iii. B. 139.
la nostra operazione in alcun tnodo è generazione C. iii. 9. 40.
quivi, a »«w/o d* una palla percossa, si ferma C iii. 9. 78.
Veduto questo mo</o della visto, veder si può . . . avvegnaché la
stella sempre sia d' un mot/o ehian C iii. 9. 106, 108.
per lo fModlo eh* io dico che domandi C ili. io. 6a.
code in alcun motUt si può dire ognuno //ojo/o C. iii, 11. 60,
siccome per lo modo cW è detto di sopra C. ìii. ta. 34.
è in Lui per modo che lo eflfetto è nella cagione C iii. ta. 88,
ed é in Lui per ntodo perfetto e vero . . . Neil* altre Intelligenze t
per moe/o minore C. iii. la. 104, 106.
pinge la sua \inù in cose per modo di diritto raggio, e in cose per
modo di splendore riverberalo C ìii. 14. 33, 34.
in alcuno modo queste cose . . . abbagliano ... . . . C iii. 15. 60.
dif>orrò . , . lo mio soave stiU, cìo^ modo soave C iv. a. 93.
av\'cgnachi valort intender si possa per più modi C. ìv. a. 97.
questo modo tenne il Maestro C iv. a. 138.
composto d* esse per wm>do volubile C iv. 6. 86.
per lo modo Socratico quasi ed accademico C. iv, 6. 135.
rispondere a quella in questo modo C iv. 7, 56.
perciocché vivere è per molti wkWi' C. Ìv. 7. 113,
per un modo puote 1' uomo disdire . . • per altro modo pu6 1' uomo
disdire C iv. 8. 109, 113.
Poi dico, che per questo modo fu erroneo C iv. 10. 43.
non errò pur nelle ... ma ... nel modo del dìfìnire . . . . C Ìv. io. 58.
per questo Mfo^o sono piene d* imperfezione ... . C. iv. li. 47,
se si considerano li modi C iv. 11. 57.
io ciascuno di questi tre modi ù vede C iv. 11. 70.
t manifesto in ciascuno t**odo . . . avvenire C iv. ri. 109.
avere i loro difetti per modo cbe , . . non paiono C, ìv. la, la.
per questo modo le ricchezze . . . sono imperfette C. iv. la. a6.
SI dilata, a\-vegnaché per altro e altro modo C iv. la. 137.
sta . . . per modo quasi piramidale C. ìv. xa. 173.
non andare , . . dilatandosi per un modo C iv. la. ao6.
avvegnaché . . . per alcuno modo si dilati C ìv. 13. 4.
per qualunque modo il desiderare ... si prende C. ìv. 13. 83.
per questo modo disputasi e riprovasi C. ìv, 13 165.
da chiarire ò , . . e {Hriina per modo naturale, e poi per modo Teo-
logico, cioè . . . . . C iv. 81. 7 {hi§),
Cd è un modo quasi d' insetare . C iv. as, ia6.
pigliandola per lo moda che detto è . C. ìv. «4. 46.
cui in alcuno modo pare . . . csaere cominesw C. iv. 04. 181.
per grandi . . . cose . . . per alcun modo sentine • « • « . > . C. ìv. a^. 50.
é vero che nobile si dice, ed è per certo modo C Iv. «9, 89.
per quello medesimo tftodo si dice C. ìv. 39. 95.
per cotal modo si può dicere nobile C iv. 89. 109.
modo (a), etti mmdi modo ar fuiòfnt cirrnm/rrtH/ias parH» K /V. la. 39.
Hir^ljfafc die tre moggia d' snella in AfTnca erano portale C iv. 5. 167.
HingM» cbe ... li dica eh' io sia moria m^gAi di Catone C iv. afi. 150,
MOLA 380
molesto. Che tutte cose ... Hi son moJesit , . Som, xlviii. 14.
Non esser contia me così molesto S. P. vi. 19.
medie. Se guardi agli occhi miei di pianto molU Catta, xvii. 19.
E poi con gli occhi 9hqÌIì . . . Salutò Catta, yx. 56.
Prima che questo legno tttoJJt e verde S' infiammi Smt. i. 33.
moltipUcarc E son ttioitìpiicati, e fatti spessi S, P. xxx\nL 78.
molto, adj. & tfrfp. Poi vidi cose dubitose tnoitt T. W. 03. 170 (Catti. iL 43^,
se ne già Moltr fiate a' pie del C ii. Cann. i. 16»
Quest* è quello che pinge Moìti in scr^'Sggio Catta, x. 88.
Poiché girato 1' ha, chiamando mo/to Cohm, %. xti.
mola, esso sole^rorr iV mondo . . . come una tttota C ìiL 5. 147.
f:irarc, non a modo di tnoia, ma di rota C. iiì. 5. 176.
moltiplicare, per sé medesimo Mfo/Zi/Zrca/o, fa nove K /V. 30. 31.
C/. multiplicare.
moltitudine, multi-, pareami vedere mt^titttdiné di angeli . . . . K A^. 33. 50*
la Galassia non è altro che ttmltittidine di stelle C. ìi. 15. 69.
Fabriiio infinita quasi ttiulUtuditu d' oro rifiutare C. h\ 5. 108.
nella tttoftititdmt della sua stoltizia sarà ingannato C iv. 7. 133.
molto, (91^'. & A'/v. la quale fu chiamala da »No//i Beatrice . . . . KA^a. 7.
In quel punto lo spirito animale ... si cominciò a roara\'ìgliare
mo/to y. N, a. 30.
Egli mi comandava tttottt volte che ^' M a. 45.
ond' io . . . moltr fiate V andai cercando ^^ A^. a. 48.
trapassando molte cose . . . verrò a , . y.N.Q, 63.
verso quella parte ov' io era tnollo pauroso K A^. 3. io.
nelle sue parole dicca molte cose K. yV. 3. 33.
la quale io riguardando ittolto intentivamenie V. N. •^. 40.
proposi di farlo sentire a motti K. ^V. 3. 67.
A questo sonetto fu risposto da molti K. A^. 3. 96,
si . . . che a tnolti amici pesava della mia vista K A^. 4. 7,
e molti pieni d' in\idia già si procacciavano T. A^. 4. 8.
una . . . donna di molto piacevole aspetto K A^. 5. 7.
onde wo/ft' 8* accorsero del suo mirare ^', A^. 5. io.
Allora mi confortai molto . F. AT. 5. 19.
accompagnarlo di mo//i' nomi di donne K. AT. 6. 6.
e andasse in paese molto lontano K A^. 7. 4.
una donna giovane e di gentile aspetto tnolto K AT. 8. 4.
lo cui corpo io vidi giacere ... in mezzo di tuolU donne . . . . K. A^. 8. 7,
tuttoché io fossi alla compagnia dì molli K ^. 9. 6.
cavalcai quel giorno pensoso molto^ ed accompagnalo da ntoltì
sospiri K A^. 9. 41, 43.
onde tttolte fiate mi pesava duramente K. /\r. io. 8.
mollt volte si movea come cosa grave V, N. it. 04,
la quale molte volte passava e redundava l-\ N, 11. aS.
e pensando moìto^ quanto alla vista sua K A^. la. 17.
che mi avesse parlato tttolto oscuramente K. A^. la. 33.
m* incominciarono tnolti e diversi pensamenti a V, N, 13. 4.
questa era via mo/to inimica verso di me V. N. \%, 31,
ove molte donne gentili erano adunate K. TV. 14. 3.
ifitÀto mi dolca dì questi spiritelli K N. 14, 44.
dico che molte di queste donne . . . cominciaro V. N, 14. 50.
anzi credo che tnolta pietà le ne verrebbe ... K A^. 14. 69.
è, che molti volte io mi dolca K AT. 16. 7.
Conciossiacosaché . . . molte persone avessero compreso ■ K, AT. 18. a.
381 MOLTO
molto. Dolesi r una con parole mollo Cant. xx. 19,
Ed ora ò molto umtl vcnn ogni donna Sest tu. aa.
U, dov' ei ... ha in compagnia tHOÌfa beliate Bail, vii. 6.
sarebbon rei Afc>//r fiate più eh* io non vorrìa K X. 33. 31 {Som. xviì. 6).
Ch' io facia pel dolor moi/t fiate KM 36. 32 {Soh. xÌx. 4),
molto, perchè ciascuna . . . era stata a mo/Zr mie sconfitte . . . K /V. 18. 7.
quella . . . era donna di mo/to leggiadro pattare K M 16. 11.
le donne erano moitf^ Ira te quali n' avca certe P*. M 18. 17.
pensando a ciò maitOf parcami . y. N. iB. 64.
lungo il quale sen giva un rio chiaro mollo K. A^. rg. 3.
s' egli avvenisse che 'wV/Ha potessero udire K. W, 19. 155.
Appresso ciò non molli di passati K. iV. aa. 1.
siccome da HtoIH sì crede K iV, aa. 15.
mo/Zc donne s' adunare colà, ove K iV. aa. aa.
end* in . . . soffersi per moUi di . . . pena PT A. 03. 4.
incominciai a piangere molUt pietosamente K. A^ 33. 45.
or vieni a me che mollo ti desidero K A^. 33. 74.
avvegnaché io mi vergognassi mo^to y, N. 33. i to.
Onde molte parole mi diceano da confortarmi . f. A^. 33. X14.
fu già molto donna di questo mio primo amico K. A^. 04. 19.
per fHo//d ■simigliania che ha meco K A^. 94. 43.
Questo sonetto ha wj/// parti K. A^. 34. 64.
non ò NHi/ro numero d' anni passato, che K .^V. 85. 31.
e detto che tnolti accidenti parlano K A'. 35. 67.
di questo molti ... mi potrebbero testimoniare y. Al. 96, 10.
Dicevano molti, poiché passata era y. N. ab. 14,
ma per lei erano onorate e laudate molit K A^. 87. 4.
perché moltt volte Ìl numero del nove lin preso luogo ''. jV. 39. 39.
cotale numero pare che avesse molta luogo K. iV. 39. 33,
Poi per alquanto tempo . . . mollo stav^ pensoso K. A^. 36. 4,
vidi una gentil donna giovane e bella mtolto, la quale ... mi rij^iar-
dax'a molto pietosamente . K. A^. 36. 10, 1 1 .
onde mnlfg fiate mi ricordava della mia . . . donnn /'. A'. 37. 4.
£ certo mottf volte ... io andava per .... y, PI. 37. 7.
onde moftt volte me ne crucciava nel mio core . . K A^. 38. 4.
che io la vi rimembrerò mollo spesso X< A'. 38. 14.
che *wo//r volte ne pensava come di persona • '. A^. 39. a.
E molti volte pensava più amorosamente ... K A^. 39. 8.
che lì sospiri manÌfesta%'ano ciò molle volte ... ''. N. 40. 19.
E moltt volte Rv\-enia che tanto dolore ave» 1' AT. 40, 33.
in quel tempo che molta gente va per vedere ... y, N. 41. a.
andavano, secondo che mi par\e, motto pensosi . . . . . K A^. 41- to<
là onde nio//r volte recano la palma K A^. 41. 45,
da ({uesta . . . perfezione mtolli sono privati T. f. i. la.
a moitt lor bcllcua . . . era in grado ...... . . C ì. 1. 107.
Degna di ntolta riprensione .... - . C. i. 3. 1.
suole , . , mttttf volte essere imputata ...... . C i. 3. 3$.
sono vile apparito agli occhi a molti ^. ■■ 3. 38.
perchè molli . . . hanno invidia allì nuli operatori . . , . C, i. 4. 591
vedeino . , . molti vocaboli essere spenti C L 5. 58.
tmollo più trasmuta lo maggiore C i. 5. 60.
cavallo . . . che corre forte e mollo Ci. S' 78-
lo Latino molte cose manifesta ....,■ Ci, 5. 85.
lo Latino . . . avrcbttc sposte molte porti ... , C. 1. 7. 47.
MOLTO ^^^^^^H 383
molto. Che oun nguardin voi molit fiate . K. A. 37. 35 (Son. xx, 10).
Lasso! per forza de' mo//i' sospiri K7V. 40. jx (5oh. xxiii. 1).
£ della morte sua molte parole . K ^. 40. 64 {Soh. xxiti. 14).
MotH^ volendo dir . . . Disacr parole assai Som. xxjiviìi. i.
Ciò che mi grava e che mi pesa molto Son. xlviii. 5.
molto, conciossiacosaché molto siano più quelli C i. 7. 79.
La prima è t/arr a mo//i' C i. 8. 11.
dare e giovare a molti, ò pronto bene C. i. 8. 14.
dare a mo//<, é impossibile senza dare a uno ; conciossìaché uno in
molti ixz inchìuso; nudare a uno si può bene, senza dare a Nfo//i'.
Però chi giova a molti C i. B. iB, 19, ai (hù).
non avrebbe il Latino scr\'ito a molti C i. 9. 7.
il Volgare servirà veramente a molti C i. 9. 99.
questi nobili sono ... e molta altra nobile gente C i. 9. 35.
che sono molti e molte in questa lingua C ì. 9. 37 (£ù).
per Comento e per chiose a moltt scritture . . . siccome ... si può
vedere ... in molti C*. i, 9. 71, 73.
per moUt condizioni di grandezza C i. io. 44.
difendert lui da molti suoi accusatori C L to. 75.
Per che incontra che wo//f volte gridano . . C. i. u. 53.
io ne vidi . . . moltt in un pouu saltare C. i. li. 66.
Molti sono che amano più C L 11. 79.
Sono wo/ft'chc per ritrarre cose . . . credono C i. 11. 103,
«HcWA* per questa viltà dispregiano lo propno Volgare C ì. ix. 144.
con ntolta fatica e con molto errore sì procederebbe C. ii. i. 106 ^Aù),
convenne . . . molta battaglia C ii. a. 96.
più dilettazione che il molto e il certo delle cose C ìi. 3. ta.
diversamente t sentito da nwlti C. ii. 3. 16.
lo quale chiamano mo/A' cielo Crìstallìoo C ii. 4. 11.
si manifesta in molti nomi antichi C U. 5. 49.
in *m>lto maggior numero C. ij. 5. 57.
per la ragione dì sopra e per moU" altre C. ii. 5. 106,
vedemo le sopraddette ragioni e molte altre C ii. 5. 104.
per tttolt* maniere di parlare e per molti modi C ii. 6. 5, 6.
che ... gli polca dare tnoltt legioni d' angeli C ii. 6, 97.
concìossìacosachd molti che vìvono interamente siano mortali . . C. ii. 9. 81.
conciossiacosacbè molti sono già stati che hanno data C ii. 9. 87.
tmolti alla morie del corpo sono corsi C ii. 9. 98.
questo pensiero ... le avea data molta consolazione C. ii. 10. 34.
molt4 volte . . . discocca 1' arco C ii. io. 46.
do\'e si richieggono rno//** distinzioni C ii. la. 31.
fnoltt volle avviene che . . . pare presuntuoso C. ii. la. 37.
quello non conosciuto da molti libro di Boezio C. ii. 13. 15,
per lo quale ingegno moltt cose . . . vedea C ii. 13. 97.
Per queste, con altre similitudini moltt C. ii. 14. 45.
e moltt già furono, che ancor saranno C iL 14. 86.
Jlfa//i vocaboli rinasceranno, che già caddero C ii. 14. 88.
li quali . . . moltt volte s' accendono C. il. 14. 168.
siccome le molte stelle C. ìi. 15. 8.
il Ciclo stellalo ci mostra moltt stelle C. ii. 15. 18.
per moltt proprietj^ ai può comparare C. ii. 15. x 19.
che da molti dì retro da me . . . sarei stato ripreso C iii. i. 83.
di molti uomini . . . non par doversi . . . predicare C. iii. a. 150,
t mìci pensieri . . , moite fiate volcano C. iii. 3. 105.
303 ^^^^^^^^^ MOLTO
inTff***- Però eh' eli' è di mo//o gran guadagno Som. 1UÌ. ii,
benché ... La tua man giusta mi gravasse motto ^ S. P. xxxì. ao.
£ amoÙÉ volte a me medesmo ho ditto . , S. P. xxxi. 34.
nello gran diluvio di moÌ/' acque , , , S. P. xxxì. 44.
Io sono afflitto e moìto umiliato S. P. xxxvii. 96.
laoitOb a me conviene lasciare . . . ntolto di quello eh* è C. ili, 4. io.
■I» tarda molto per la sua grossa materia C iii. 5. 50.
per moita chiarità di diafano avere in sé mista C iii. 7. a8.
noi vcggiamo tnoiti uomini tanto vili C. iii. 7. 61.
e #Mo//i' siano sì ostinati che C !ii. 7. 167.
per la molta concordia che . . . conWene a C. iii. 8. 7.
lutto che motto ... si facciano lie\i C. iii. 8. 177.
e<f usula tHolto spesso li poeti C. iii. 9. 30.
TrmsmutAsi questo mezzo di molta luce in poca C. iii. 9. 115.
per esaere la tunica della pupilla sanguinosa molto C iii. 9. 134.
•vvo//). . . si dilungano le scritture dagli occhi C. ìli. 9. 142.
I>d- affaticare Io viso tnolto a studio di leggere C, iii. 9. 150.
^^s3 appaiono molta cagioni per le ragioni notate C ili. 9. 158.
<luc3U cotale figura ... è motto laudabile C. iti. 10. 51.
P^.ricbt moltt volle ... dà biasimo . . . Onde ntolta discrezione in
ciò avere sì conviene C. iii. io. 76, 79.
«icroooe sono molti che si dilettano in dire Canzoni C. iiì. 11. 97.
** «amana natura . . . abbisogna di moltt cose C iii. 13. 53.
**<=<rotnc ZcnOf Socrate. Seneca, e mu//i altri C. iii. 14. 86.
^croomc per lei motto di quello si vede per C. tìi. 14. isi8.
'^ I>arote ... si deono tnolto discretamente sostenere e . . . , C. iv. a. 64.
•^ per fffo//r di\'Ìaioni si procede C". iv. 3. 16.
'* tacmo abbisogna di moth cose C iv. 4. 7.
^trimenti mo/n' difetti sosterrebbe C iv, 4. 14.
•* - . . occultamente . . . moltt volte procede C iv. 5. 4.
biella quale dopo mo//i' meriti nascesse C. iv. 5. 36.
*»■> -werbo. tnolto lasciato dall' uso C iv. 6. 18.
P*»*" malagevole fu molto a scerner quello C. iv. 6. 81.
''~tarx)no dunque filosofi m£i//o antichi C iv. 6. 83.
perciocché ntvrr £ per mo//i modi C. iv. 7. 113.
1 •ensuoJr parere ... aia moitt volte falsissimo C. iv. 6. 48.
u rettorìco dee molta cautela usare C iv. 8. 90.
^lùncj «tono gli uomini mottr volte ingannati C iv. 9. 135,
^*tre sono Matte, che paiono avere C iv, 9. 160.
"•**•* • . . ogni formalità ... ma motto piccola parte C. iv. io. 53.
Pc^be sono disgiunte H/o/fo da Nobiltà C iv, 10. 69,
^^QcJosiiacosarhè molta sollecitudine quivi si rìchìegga . . . . C iv. il. 105.
'^'**''<> fiate prendere guardia non ai può C. iv. ta. ai.
^*^**o>e ... * un' ottima . . . >*ia ... e moti* altre C iv. la. 186.
*2^^n ft«a/|s fatica ... si mira innanzi C. iv. la. [99.
*^*derio della scienza ... è molti C iv. 13. 7.
r^*^achè mo//i desideri si compiano C. iv. 13.54.
* **o//f volte ... il figlio . . . intende C. iv. 13. 135,
**i'Ila cosa . . . fare . . . eh' è matto inconveniente C iv. 14. 79.
^^^ •»»o«'iir volte verrebbe ... il generato C iv. 14. iii.
o^ *^*io mo//i tanto presuntuosi C iv, 15.100,
^r*^ «No/Zi untodi loro ingegno presuntuosi C iv, 15. ia6.
^•^ *^fto mo//isÌ vilmente ostinali , C. iv. 15. 141.
^Qtio mtoili dì si lieve fantasìa , C iv. 15. 153.
MOLTO
384
BKlItD. quei, che tnolto teme . . . contraMarc S. P. I. 79-
Ed il mio core é molto conturbato , . . , S. P. cxlii. ao.
La carne ... È stimolata da lussuria molto ^ P. F. 146.
momecto. Li quaì subitamente in un momento Riaorgeraimo . . . 5. Z'. ci 109.
mondano. Sopra ogni cosa vuol tra noi mondana P. F, 163.
Oaondare. Peto eh' io son mondato d' ogni rogna S. P. vi. 49.
che '1 Battc&mo . . . moni/a/ tutto D' o^i peccalo P F.B6.
moodo. H. Sire, nd mondo si vede Meraviglii V. N. 19. 25 iCan». i. t6\
Non vede il sol, che tutto H mondo gira . C. ìii. Cans. ii 19; t. 107 ; 5. 13. 9 ; la. 44.
Per lo qual si travaglia il mondo tutto Can». ìx. IO.
Com* a colei, che fu nel mottdo nata Per CaHM^ ìx. 73.
Perchè amistà nel mondo si confonde Cana. x. 133.
ly Amor, che fuor d' c*to mondo la caccia Cam. xiii. 39.
Lo g:iomo, che costei nel monda venne Cans, xiii. 57.
che morte Per luì in questo mondo giunta fosse Cohm. xiii. 69.
Per adornare il tnondo »... Caitr. xv. 40.
Si eh* ancor faccia al mondo di sé dono Cana. xvìi. 74.
Sicché le laudi '1 mondo e *1 dìvin regno Gmt. xviii. 40.
molto* di questi colali sono molti idioti . C. iv. 15. 165.
per . . . s' intenda essere da molti nominalo e conosciuto . . . . C. ìv. 16. 6a.
Bene si pone Pt-udenea . . . per molti essere C iv. 17. 78,
Marta ... turbiti intorno a mo/Zf cose C. iv. 17. 9B.
comprende ... Mi£)//raltre nostre o/krFQffbm'laadabni C ìv. 18. 53.
Ciclo, nel quale molte . . . stelle rilucono C iv, 19. 37.
le laudabili passioni, cioè Vergogna ... e altre moI^ C Ìv. 19. 43.
se molti . . . frutti fanno nella umana Nobiltà C iv. 19. 47.
quanto è dalla parte di molti suoi frutti C. iv. 19. 54.
Molti corrono al palio, ma uno è quello C ìv. aa. 56.
alla quale molte volte cotal seme non perviene C iv. aa. 119.
può essere per molta correzione e coltura C. iv. 33. iza.
onde molte . . . trasmutazioni sono nella persona C iv. 34. x6.
diversamente ò preso il tempo da molti C. iv. 34. 34.
Sono molti cerio desiderosi d" essere C. iv. 37. 135,
attende la fine di questa \ita con molto desiderio C iv. 38. 50.
si dissomiglia nello efletto molto C ìv. 39. 58.
una essenza . . . che resulta da mo^i granì C iv. 39. 99.
monarcllia. conviene . . . tutta la terra . . . esser Monarchia . . . C, tv. 4. 35.
qudnd' ella è AfoMarcAiia C. ìv. 5. »8.
mondano, nelle tenebre dell* ignoranza moNf/n/id C ii. 9. lao.
calare le vele delle nostre moNi/itw operazioni C. iv. 38. ai.
astrattasi dalle mondane cose e cogitazioni C iv. ad. 43.
calaron le vele delle mondane operazioni C ìv. a8. 63.
si renderò, ogni mondano diletto . . . diponcndo C. iv. a6. 65-
mondare, da due macole mondan intendo . . . questa sposìzione , . Ci. a. 6.
Certo non del tutto questo mondare intendo C. iv. 7. 33.
mondiale, dove tratta la mottdiale costituzione C. ìv. 15. 74.
mondissimo. 1' albergo . . . convenia essere tnondisfimo . . . . C. iv. 5. 34.
CKOido. nel quale in questo mondo ella fu posta V* N, 30. it.
per mal\*agia disusanza del mondo C ì. 9. 33.
nel secondo tu Culo e Mondo C ii. 3. 30, 61 ; ìiL 5. 54.
nel primo di Cielo e Mondo , C, iì. 4. 34 ; 5. 14.
Questo è il sovrano edificio del mondot nel quale tutto il ttnmdo %*
indiiude C. ii. 4. 35, 36.
^5 ^^^^^B^^>i<mir MONDO
Ipodo. Sarmì del mondo inic^a Cans. xviii. 54.
se . . . Vuol par che il mondo versi I . . . fiori Can^. xx. 78.
Sì saccÌA per lo mondo Cane. xxi. 43.
vedrò se mai fu bella donna Nel ntondo Sest. ii. 60.
Tutto lo tNont/ti caoti Ball. W, 14.
Le mie bellezze sodo al mondo nuove BaiJ. vi. 13.
Guastando ciò che al mondo è da lodare I' ^. 8. 37 {Som. iii. 7).
Per (ar che Ìl mondo mai sempre v' onori San. xxxìii. 8.
Ora che '1 mondo s' adoma e sì veste Son. xlii. i.
Pamle mie, che per lo moM^/a siete Som. xliii. 1.
Cb* egli ha già sparto, e vuol che '1 mondo allaghi Som. xHx. 8.
qtuuido Per noi discese al mondo S, P. xxxi. 48.
O tu. che il ciclo e ') mondo puoi comprendere S, P, xxxvii, i.
£d obbligati a quel che il mondo atterra S. /*. ci. 61.
In questo pHondo^ come virtuosi, Rjsponderan S. P, c\. 68.
^^ già, per cosa eh* egli aspetti al mo^^a P. K 169.
P«r cui si martira 11 mando tutto P. F. 197.
"^^'^^to, aéj. O giusti, e voi che il core avete mondo S. P. xxxi. 80.
lo prego ancora, che mondo mi facci Da 5. /*. I. 7.
Rinnova )o mio core, e mondo fallo S- P. I. 37.
L£ vivB casto e di lussuria mondo P.. F. 167.
'to- beatitudine . . , nel governare del mondo C. ii. 5. 73,
^ circolazione del cielo, che * del mondo governo C ii. 5. 95.
1^ in mtmdo né dopo la vita sarebbon C ii. 11. 80.
*^*l cominciamcnto del mondo poco piii ... è volto C ii, 15. 114.
*u bellissimo, bello moffj/o nella mente portante C. iii. a. 148.
^ <1« sapere . . . come il mondo dal sole è girato C. iii. 5. ao.
P^r Io mondo io non intendo qui C iii. 5. aa.
quegli ha tutto ìl mondo veduto C iii. 5. 37.
Questo mondo volle Pìttagora e li suoi seguaci dicere che fosse una
delle stelle C iii. 5. 99.
^ P^r lai quivi è provato, questo pHondo, cioè la terra, stare in s^
stabile e fissa C iii. 5. 57.
**»« Mcrìm veggia . . . esso sole girart ii mondo C iii. 5. X45.
^**« ... il mondo è si ordinalo C. iii. 5. 198.
*■*>« *1 sole, girando il iHotii/ni, Kotf wD^ C Ìli. 6. 8.
'■ &<x«bcne e . . . utile al mondo C. iii. 7. 8.
*'Ccr<3ine in quello di Cirio e Mondo è provato C iii. 9. ut,
"ullo sensibile in tutto '1 moKdb è più degno C iii. la. 53
^^•* Lei Iddio cominciò il mondo C. iii. 15. 15B.
^' divino Pensiero . . . essa era quando il ntondo fere C. iii. 15. 164.
^ <9iul cosa era pessima confusione del mondo C iv. i. 58.
^**-^iderando le diverse condizioni del mondo C ìv. 4. 66.
^''^b^ al mondo ufficio d' Imperio si rìcbiegga C iv. 4, 83.
■•*-• tua venuta nel mondo C iv. 5. 94.
^ 1 monda non fu mai né sarà si . . . dt^msto C iv. 5. 61,
^^^ questa gente oggi il reggimento del mondo C. iv. 6. 148.
^^^^-C». . . quanto tutto il mondo ... si stende C iv. 9. 33.
•; *" io primo di Cielo e Mondo t provato C. iv. 9. 37.
•* ^**isen mercatanti che per lo mondo vanno C iv. 13. io3.
» *'<roai *, che '1 mondo sempre sia stato con C iv. 15. 16.
^*^bbe la più nobile pietra del mondo C iv. 16. 69.
^'^^S'n» noi negli onori di questo mondo C, iv, 17. 49.
^'^Ro si monimcntoy cioè al mondo presente . C iv. sa. 163.
C C
MONDO 386
monna. Io vidi monna Vanna e monna Bice Venire V, A. 94. 58 (Scw. xìv. 9: bis),
£ monna Vanna e monntk Lagìa poi . . . ponesse il buono incanta-
(ore Son. zxxli. 9 Ìbis>.
S* i* non ne domandasse ntonna Tes«a Son. liv. a.
Cf. madonna.
montagna. Quantunque io sta inlra mon/a^nr e colli Stt/. iiì. 31.
montanino. O montamua rata canzon, (u vai Can». xi. 76.
montare. Cli^ N fo perchè sua cosa in pregio Monti Gms. xiv. 6a.
Per nessuna grandezza Monta in orgoglio Canz. xix. 130.
monte. Valut' ha già in drizzar moMA' e colli St^.W.ai.
Ora che . . . Fanno per monti per prati e foreste Som. xlii. 6.
mondo, a lutto il mondo nato essere credea C iv. 07. 33.
moneta, studiano . . . per acquistar motula C. iii. ki. 107.
Monferrato. Chi non ha ... il buono Marchese di Monferrato . . . C iv. 11. 197.
monimento. andarono per trovare il Salvatore al monimmfQ . . • C iv. aa. 153.
le tre sette . . . che vanno al monimen/o, cÌl<^ C iv. aa. i6a.
montagna, e certe sopra li gioghi delle niontannt C iti. 3. «6,
montare, questo veggìa venire monhimlo a guisa d* una vite. . C iii, 5. 149.
lo suo montare è a Maria quasi tanto, quanto esso monta a noi nella
mezza terra 'alla mezza terza] C. iii. 5. 152^ 153.
I.o quale montare e discendere intorno sé allor vede C iiì. 5. 163.
siccome ano arco . . . rìliene . . . montando e volgcnd , . . . C iv. 03. 59,
dico, eh' ella procede . . . montando e discendendo C. iv. 03. 64.
che procede tttoiUando alla Gìoventute C. iv. 34. 39.
monte, quando Cristo saiìo lo monte per tras&gurarsi C. ìi. I. 47.
e certe nelle piagge e a pie de' tnonti C. iii. 3. a^,
lo luogo, nelle coste d' un monte in Toscana C iv. iz. 77.
Blontefeltrano. né il nobilissimo nostro Latino Guido Muntefei-
frano C iv. aS. 61.
Hontefeltro. Chi non ha . . . Galasso da Montf/eftm C iv. xt. 1*9.
morale, li tnoralì ragionamenti sogliono CL8. 40.
virtude, si morale come intellettuale C i. II. 47.
JI terzo senso si chiama morale C. ii. 1. 49,
alla nona spera risponde la Scienti moraJe C ii. 14. 63.
ha comparazione . . . alla mont/e Filosufia ; che la morate Filosofia
. . . ordina noi all' altre scienze C ii. 15. 124, 135.
non altrimenti, cessando la »f«oni/f 6losofi« C. il 15. 158.
questo cielo avere alla morale filosofia comparazione C. ii. 15. 164.
siccome la Scienza naturale, U A/uraU e la Metafiatca C. ÌÌì. il. 176.
risulta dall' ordine delle virtù morali C. iii. 15. lai.
si genera nel piacere della moraU dottrina C. iti. 15. laó.
quella parte di sé che morale filosofia si chiama C iii. 15. 14B.
a perfezione la filosofia mora/e ridussero C iv. 6. 137.
insufficienti uditori della mora/e filosofia C. iv. 15. 148.
per li frutti, che sono Virtù »Mom/i. ... Civ. 16.115.
ponendo ... la difinizione della morale Virtù C iv. 17. iol
che queste 0^1 virtù sìeno le Virtù ntoraìì C iv. 17, l6k
che proprìissinii nostri frutti sono le $nonUi Virtù C iv. 17. 19.
Bene si pone Prudenza . . . essere morate Virtù C iv. 17. 79.
avvegnaché essa sia conducìlrice delle mi/m/i Virtù C, iv. 17. 8x.
anzi . . . per la via delle Virtù intellettuali che delle morali . . . C. iv, 17. xi8.
perciocché le Virtù morali paiono essere e sieno più C iv. 17. 133.
come ogni virtù morale viene da uno principio C, iv. 18, a.
Nubilìlate e vtrtute cotale, cioè mora/e^ convengono C. iv, 18. 03.
387
MORIRE
mordere. Per che V annato cuor da nulla è mono Cams. xL 75.
E per dolore s* medeamo inonù S. P. vi. 97.
Sempre mi mordt la mia coscienza Per S. P, xxxvìL 73.
morire, qual soffriste di starla a vedere Divenia nobil cosa, o sì
morria K W. 19. 55 (GvMJ; i. 36),
Ben coDverrii che la mia donna ftton V. N. -a-^. 161 {Cmtu, il. 34).
Che mi dìccan pur : Morm'tif Mtorra'ti V. N, 03. 169 \CmnB^ ii. 4» : Am).
Morta ò la donna tua, eh* era si bella. ...... K. W. 33. 183 (Gwa. ii, 56).
Mi condusse a veder raia donna morfm K. iV. 03. 193 Cina. ii. 661.
e doglia Di sospirare e di morir di pianto K. W. 34. 79 (Orna. ili. 39*.
Chiamo Beatrice ; e dico : Or se' tu marta K A'. 33. 95 {Comm. lii. 55).
Ch* io sono astioso di chiunque muon K W. 34. 39 {Cohm. tv. 13).
Che non mirasser tal, eh' io ne son morta C. ii. Caiu. i. 39 ; 10.76^
Tu non se' morta [, ma se' ismarrita] C. n. Cane, i, 40; 11. B, il.
£ tocca a tal eh' è morto e va per terra C iv. Cattg. ni. 40; 7. 103.
Tu vaoi ch* io rmfoi'a, ed io ne ton contento Caia. aì. 7.
che innanzi al mio ntonn . . . noi possa udire Cattg, xi. 13.
Va co' suoi pie colà, dov' egli è morto Crna. xi. 40.
Dicer : Vìa via ; vedrai morir costui f Canm. xi. 49.
Qui vivo e morto ... mi palpi Catta, xi. 64.
ora quasi morto Vede lo core Cans. xiiì. 06.
Che . . . Lieve sana ; ma so eh' io ne monti Oitu. xiv. 39.
e morim 1 1* erba Gims. xv. 42.
E r acqua morta ti converte In vetro Cmna, xv. 60.
Dipinta in guisa di persona moria CamM, xvii. la
temo . . . Che . . . Vorrò morirti e non Sa chi m* occtda .... Cana, xviì. 30.
Quanto seguiterà se coatei mttorw Cam*, xvli. 47.
morale, che ogni xmrfit moraU venga da urna rméirt C. iv. t8. 59.
riluce in essa ... le monili Virtù C*. iv. 19. 38,
Comandamento ò delli moni/i' filosofi C iv, aa. i.
cioè nelle operazioni delle moraJi virtù C. iv. ai. A05.
moralità. Qui si vuole bene attendere ad alcuna mom/itiì . . . . . C, iu 16. 51.
che la moralità è MUzta delta fUoaofia C. ili. 13. 116.
sua Ar//àf cioè moraitià, piove Jiammftìé . . C ìli. 15. 133.
la perfezione di questa Momhtà C, iv, 6. (43.
moralmente, in che moratmmtt si può intendere C ÌL i. 49.
Che se morn/fPKHf/ ciò volemo sporre C. iv. 17. 106.
morire, risurti li morti spiriti miei . . . dissi K. /V. 14. 58.
ai che qual la mirasse dovrebbe morirt di pleiade ....... K. ^V. aa. 99.
coDvicne, che la gentilissima Beatrice ... sì muoia V, N- 93. 19.
che mi diceano : Tu pur morrai . . . K. A^, «3. 97.
i quali mi diceano : Tu se* morto ...... . . . K A^. 03. 30.
che gli uccelli volando per r aria cadessero mar/I K iV. «3. 39.
Vero è che niona giace la nostra donna K. M 93. 58.
che mi mostrò questa donna morta K. TV. 93. 63.
che alli corpi de' morti s* usano di fare K W. 93. 77.
Questi par fMoHb K A'. «3. 113,
per una donna che s' era morta K A^. 33. 9»
la quale JHor/tf era cortamente K^V. 33. 11,
ore nacque, vivrttc e moria la gcntilisaima donna * . . • . . K W. 4>- 9>
gridano . . . Mttoìa ta hr viém C Ì. 1 1. $4
Cristo ... il quale fu morto da noi . « C il. 6. 15.
Non è veiv che tu aia mtorta , C ii. II. IJ.
U cagiooe, per che ifMrftì ti pare eaaerc . . CU. 11. 14.
C C a
MORIRE
388
morire. Se colpa muore purché 1' uom si penta .
Che mi comandi per messo eh' io wttuoia
Abbi pieU del cor . . . Che . . . desiando muorr
sì che quasi morto Mi troverai
lamentare . . . Sovra la morta immagine avvenente
Ciò che m' incontra, nella mente »$iorr Quando
Le pietre par che jridin : Moia^ moia . , .
La qual si cria nella vista morta Degli occhi
Che . . . Sarebbe innanzi lei piangendo morta.
E s" e* non fosscfr di dolor morrri
La nostra donna, eh* è morta, obbliare . . .
Onde 1 convien morir
Che a* altri mMor per lei, noi mira pìtie . . .
là, dov* io son morto e son deriso
Quelli, eh* eran ligatt, infermi e fttorti . , .
U qual non vuoi che il peccatore muora .
Come 3^ io fossi quasi di que' morti ....
Di quei che al lago discendendo mttorw . . .
Tornar con gloria a giudicare i morti . . ,
roorao. Che . . . Non meriti che lo tuo morso ... gli costringa
mortale. Cosa morta/e Come esser può si . . .
non vai eh* uom ... si dilunghi da' colpi moritUi
tutti i carchi . . . infìn al peso eh* è mortah
che . . . sia rimosso Lo suo mortai voler . .
Credo che *I 6glio . . . \"ita Mortai prendesse .
. . Con*. XX. 9CK
N. la. Ita {BaU. i. 33).
. . BaU. iì. 4.
. . BaU, v. 19.
■*. N. 8. 3r Som. iil. 11).
N. 15. a8 iSon, viiL i).
35 \Son. vin". 8 ; bis).
15. 40 {Son. vili. 13).
N. 33. t03 {San. xiii. 14).
t^ ^. 33. "9 {Son. xvii. 4).
38. 47 (Son. xxi. 13),
Son, xxzi. 7.
Som. xxzi. 13.
Son. XXXV. 3.
. 5. Z'. d. 80.
S. P, cxxix. 14.
. S. P. cxliì. 17.
S. P. cxlii. 39.
. P.F,^
. 5. P. rcD. 7X.
A". iQ. 6fl (G»u. ì. 43),
Canm, xii. 20.
Cans. xvi. 34.
CaHM. xviL 73.
. P.F.atK
tiomo, ed è rimaso
morire, e dice poi : sono morta
le quali, se sì trasmutano, o muoiono del tutto o
Oh peggio che morti, che . . . fuggite . . .
dico questo . . . essere morto, parendo vivo
veramente morto il malvagio uomo dire si può .
Dunque , . . cosi ù rsjxrr morto
Quegli morrà che non ebbe disciplina . . .
Colui é morto, che non si fé* discepolo, e che .
cone è Htorfo e va i Rispondo, che è morto
besHa
per che, non morte, ma non vivere dire si deouo
quelli che prima morirt vorrebbono ....
tale uomo sarrbbe tenuto nobile morto . . .
diremo noi che Dardano . . . morto sia nobile ì
con quella parte della . . . anima che mai non
il quale volle morire nel trentaquattresimo anno
era quasi ora sesta quando mono ....
se *1 padre muore intestato
per onorare lo corpo di Mìscno morto . .
per Io fuoco che dovrà ardere il corpo morfo
a lui domandò lo rìsturo della mortn gente .
Morì Ortensio
che ... si dica eh* io sìa morta moglie di Catone
cosi . . . potrebbero lì buoni morire a uno a uno
mortale. Ella non pareva 6gliuola d' uomo ntortaU
concios^acosachè molti che vivono interamente siano morttdi
dal mortaU allo immortale nulla sia proporzione
'I nostro immortale col mortai* è mischiato . .
per mistura del mortale coli' immortale . . .
C ii. 16. 69.
C iii. 3. »8.
C iii. 15. 178.
C iv. 7. 105.
C. iv. 7. 106.
C iv. 7. laa.
C iv. 7. 131.
C iv. 7, 134.
mnort
C. iv. 7. 137 {bis),
C. iv. 8. 130.
C. Iv. ri. ]3a.
C. iv. 14. 133.
C. iv. 14. 145.
C. iv. 33. 39.
C. iv. 33. 97.
C iv. 33. 106.
C iv. 34. 178.
C, iv. a6. 113.
C. iv. a6. 117.
C. iv. 37. 165.
C. iv. ad. 1 14.
C. iv. 38. 150.
C. iv. 39. taa.
K yv. a. 53.
C ii. 9. Ba.
C ii. 9. xia.
C. ti. 9. 136.
C. ii. 9. 139.
389 ^^^F MORTE
morte. Ch' era dov* io chùmava spesso Morte , . . y. N.93. 130 (Cumb. ii. 3^.
Che fftcea ragionar dì morti altrui K A^. 33. r^9 {Cohm. ii. aa).
Ch' io dicca : Martr, assai dolce tj tcgno . . . . ^ K W. 33. aoo {Catta, u. 73).
Clic appoco appoco alla tttorU mi mena K A^. 3a. 45 (.Catta, lii. 5^
E spe»s« fiate pensando alla morte K W. 33. 86 (Gihj. iii. 46 .
Ood* io chiamo U Mortt K /V. 34. 36 i^Cmms. iv. io>.
Che va chiamando Morte tìxttmvìa K. M 34. 43 Comm. iv. 16).
Che ... La mostra infìn la morte C. iv. Can». iii. 134.
Non soffrir che costei ... mi conduca a morte Cmn.*. ix. 57.
Voler cadere in . . . Ower di 7ita in morU Ctttu. x. a6.
JVortr repugna al, che lei non cura Cam*, x. 3B.
MorU, che ùù Gru*, x. 90.
del . . . lume. Che folgorando fa via alla mor^ Ori», xl. 66.
più mi trema il cor . . . Ch^ io non fo della mori* Catts. xìi. 31.
^o/tr m' avrà chiuso Prima che '1 colpo aia dìaceao Ta/fx. xii. 51.
Poi non mi larcbb' atra La morte Cane. kÌÌ. 56.
Quand' egli incominciaro La morte mia . . Cans, xiii. 13.
Che parve ben, che morte . . . giunta fosse . CanM. mii. 68.
perdono La »*torU mia a quella bella coui CanM. Xiii. 91.
Quanto è quel che la morie Face piacer Cohm. xiv. 37,
citè ... La morte de' passare ogni altro dolce ........ CmtM. xv. 65.
Che morte n* ha più tosta e più amara Cans. xvi. 39.
Morie ... A te conven eh' io driizi la mia face Ca»9. xvli. i.
Perchè tu, Morte, puoi la vita mia ... far Cans. xvii. 7,
Piangendo, Mortet quella dolce pace 0>hj. xvii. xa.
Morie^ qual sia la pace che mi toHi Canm. xvii. 16.
Mmte^ se tu questa gentile occidi Gif», xvii. 31.
Se chiudi, Morte^ la sua bella luce Cftnz. xvii. 43.
Morie, adunque di tanto mal t* incresca ... Cun*. xvii. 46.
Morie, deh ! non tardar mercè, se l* hai Cans. xvit. 56.
FAttJ, novella mìo, dinanzi a Morte Con*, xvii. 68
A tempre congregarai alla tua n%orle CtJia. xviil. 8.
Maggior tempesta con fortunol mtorte Attendi Cùmm. xviiì. 56.
Che dopo morie fanno Riparo nella mente Gm4. xix. 33.
inortafe. nelle cose animate »M>nl«/i'nnn ai tnwa C. tii. a, 107.
dtsrlire I' uomo sé cssax del tutto moriate C iv. 8. 117.
sarebbe ... di moriate corpo in eternale tra-»mutato C. iv. 04. 67.
morte, mi proposi di dire alquante parole della »ua morH . . . . K. A^. 8. 13.
chiamo la Morte per certi suoi nomi K. AT, 8, 66.
ApprcMO la morie dì questa donna alquanti di, avvenne . , . . K. A^. 9. t.
lo quale non negò la morte a sé K A^ aa. 3.
che io chiamava la Morie, e dicea : Dolcissima Morie, vieni a me . K. N. 03, 71 \h*»\
chiamando la Morie che venisse a me . K. A^. 33. 85.
che mal, se non dopo la morte^ non dovrebbero K A^. 38. 16.
gridano : Kitvi la èor morte ...... . C i. 1 1. 54.
Unta, che mi facea disioso della morte C. li. B. 5S.
notti alla morie del corpo sono corai ..... . C. ii. 9. 98.
•onaobuìone di Lelio . . . nella mori* di Scipione C li. 13, ai.
r accendimento . . . signi6ca morte di regi . C (i. 14. 1701
nella neorte d* Augusto impcrodorc vide . . . C ii. 14^ 175.
nJvo dalla mor«r della ignoranza e detli vici C, ii. 16. 36.
per la quale campiamo da eternai morte C. iii. 7. i6a
la quale corrotta, a cosi laida morte si conct C. iv. 1. 89.
non ostante che . . . cieltì sieno appresso la sua m^ri* . . . . C iv. 3. 4S*
MORTE
390
morte, si . . . Che mortt al petto m* ha posto la chiave
Che per lei dolorosa ntortt faccio • . , .
Colà, dov' io sarò di morie freddo . • . •
Ch' egli m* ancide e la morie m' è dura • •
Li stmg'ge Aforti con tanta paura ....
Perchè villana morU in gentil core Ha messo
Mortt villana [, di pietà nemica ... Dì te] .
Degli occhi, e' hanno dì !or tHortt voglia .
Voi non dovreste mai, se non per morU . .
E della mortt sua molte parole
si, che non s' aspetta Per me se non la morU
Ch* està crudele che mia morti perpetra . .
Lo qua! mi mena ... A dolce wt%orU . . .
La qual si stretto alla morte mi mena . . .
Chi è colui, che di te sì rìcorde In morte
E nondimcn, per darmi alla 6n morte. . .
Da morte suscitò, credo e confesso . . ,
E con ebbrezza e con . . . Morte apparecchia
morta K. morire.
mostrare. Gli atti soavi eh' ella mostra altrui .
Che mostnnt de' piacer del Paradiso . . .
Che ... La mostro ìnfin la morte ....
che
. K
V.N.
V.N.
K AT.
. Cuna. XX. 87.
. Cd#ta. xxi. 31,
. Srs/. ii. 34.
. Bali^ ìli. a.
. Bali. v. 9.
A". 8. 35 {SoH. iiL 5\
8. 30, 45 (Som. iv. il.
15. 41 (5oH. viti. 14).
38. 46 (Som. xxL xa).
4a 64 (Som. xxiii. 14).
SoH, xxvi. 4.
Son. xxxi. 3.
Som. XXXV. io.
Som. xlvii. 7,
S. P. vi. 34.
S. P. xxx\'ii. 49<
P. F, 48.
P. F, aoi.
. C ili. CcMJt. ìl 45.
. e ìli. Cam», 'ù. 56.
C. iv. CiXM«. iìi. 104.
morte. Torquato giudicatore del suo figliuolo a morte C. iv. 5. 1x9.
lo non vìvere non offende lavila, ma offende quella la morte . . . onde
altro f^ la morte, e altro è non vivere ... E perocché morte dice
privazione C iv. 8. 194, 105, xa^.
che ... il figlio alla mor/« del padre intende C iv. 13. 137.
Alcuna morte t vioienta, ovvero C iv. 33. 75.
1' ora del giorno della sua tnorte C \v. 33. 104.
la naturale morte è quasi porto a noi C. iv. 38. 15.
che in c%%a cotale morte non è dolore, né . . . acerbità C. iv. a6. a6.
senza tristizia è la M«orf# eh' ò nella vecchiezza C. iv. 08. 33.
morto. K morire.
mossa, che la loro mossa viene da cinque . . . cagioni C ì. 11. 5.
potentissima cagione è della mia mossa C. iv. a. 43.
mostl^EuneatO. si faccia simile per lo mostratttento della . . . volontà . C. iil. X. 68.
mostrare, e tanto ne mostrai in poco di tempo K /V. 5. 34.
altro intendimento che I' estreme partì . . . non mostrano . . . . V, N. f, 47.
lo simulato amore che hai PHostrmto a questa, e che ti converrà
mostrare ad altrui ^T JV. 9. 34, 35.
là ove tante donne 9HOstrttvo$io le loro bellezze y. JV. 14. 7.
quegli che non mostra pietà di me K TV. [5. 56.
parole, per le quali io mo5/nu5i' come K TV. ai. 4.
si, che le stelle si mostravano dì colore, che K M 33. 36,
si forte . . . che mi mostrò questa donna moria y. N. 33. 63.
lo d) che Beatrice si mostrerà dopo V . . . K W. 34. 33.
s' andava, nulla gloria rH05/n]ffd!o di ciò ch* . . K A^. 36. 13.
Io dico ch* ella sì wtostrava sì gentile e sì piena di y. N. aò. ao.
temendo di non mos/ntnr la mia viltà KA. 36. 19.
che di simile colore si mostrava tuttavia ........ t^'. A^. 37. 6,
della donna, che tanto pietosa ci s' è mostrata K TV. 39. 33.
un generale Convivio dì ciò ch* io ho loro mostrato C i. X. 81.
siccome di sotto . . . sarà per propria ragione nastrato . , . . C. i. t. 135.
quella che . . . ìHosirano le Canzoni predette C i. 1, 139.
l^I
MOSTRARE
nos^tx^re. Come pinturm . . . Che non sì può mostratt Cvu, \%. 14.
com' poca difesa Mostra signore Cans. x. 98.
dacché convien pur eh' io . . . mostri me . . . spento Cans. xi, 3.
E Pttostfu poi la iaccÌA scolorita Qual fu . , Cans. xi. 56,
Cbe . . . quel pianeta ... Si mostra lutto a noi per CanM. xv. 8.
Lo cui . . . valore all' intelletto Mostra perfetto — ciò Coma. xvii. 33.
congregarsi . . . Falso per vero al popol tuo mostrando ..... Canm. xviii. io,
una gentile, Che la mostrava in tutti gli atti sui GifW, xìx. 6a.
per ollegorìcs sposizione . . . intendo mostrare . . . . C i. i. 131.
per rmoitrttrt quello che non sì sa. Onde chi loda sé, mostra che . C i. a. 49, 50.
del suo esilio, mostrando quello essere ingiusto C i. a. 99.
lo quale Htostra che , C. ì, a. laa.
I citendo anche mos/ninr la vera sentenza C. ì. a. 104.
andato, mostrando ... la piaga della fortuna C. I. 3. 3C.
la ragione innanzi . . . resta ... a mostrare quelle . . . C i. 4. if 4.
quelle, si verrà C. i. 4. 6.
M0ostraio come il presente comento . . . resta a mostrare come . . Ci. 6. i, 4.
[>ercbé . . . sono . . . non intendo . . . mostrare C i. 6. aa.
cr«>me di sopra ... è mostrato C ì. 7. 38,
^^^Lc non fosse stato ... si può mostrare C i. 7. 68.
Cj^oando è mostrato . . . come C i. 8. i.
iverrcbbe, alle nominate Canzoni . . . mosttaiv, comento , . . C. i. 8. 4.
rnr intendo come , C. Ì. 8. 5.
KS quanto colui che dà mostra ... sé essere amico C i. 8. aB.
ntendo ^Mostrare quattro ragioni C. i. 8. 43.
ftae si mostra nel tenere \'olto lo viso in quella C ì. 8. 103.
tie si mostra in non guardare , C i. 8. 105.
iole eh* io montri come a ciò mi mossi C i. io. 99.
M. ' ■-l'ocché virtuosissimo é . . . mostrare lo difetto C. i. io. 104.
a ntostrare . . . che . . . amore di quella è tn me C L la. 1 1.
io fVMM^nuM^ a chi bene intenderà, dirò C. ì. la. 15.
ccome brievemente io wfoi/nrrò , C. i. la. a8.
■ievcmente si può mn-5/ranp C. i. 13. 34.
^K con esso mi fu mostrato C i. 13. 41.
^^'i.it posso cosi mostrane C. i. 13. 46.
^Ca . . . voglio mostrare come mangiare si dee C. ii. x. I9.
K^Tch* . . . fosse trovato . . . nel . . . Trattalo si mostrerà . . . . C ii. i. 36.
<3«>ve e* fMOj/m bene sé avere seguito C. ii. 3. 33.
*as quella parte cbe mvs/rart intendo C. ii. 4. 46.
^d quale compiutamente è mostrato quello ..,...»., C. u. 4. X03,
T^oich* è mostrato nel precedente capitolo C ii. 5. i.
1— a pfima cosa e *1 primo segreto che ne mostrò C ii. 6. aa.
«tuelli cb* io mostrai che sono modtori C. ii. 7, 7.
acciocché . . . esso ... si mostri conoscente ver lo C. ii. 7. 37.
IXìico /iiggirt, per mostrare quello essere contrario C. ii. 8. 69.
quello che fugge, mostra per difetto . . . fuggire C ii. 8. 73.
t 'i nào dt fuori io mostra C. ii. 8. 78.
moateo la potenza di questo pensiero C. ii. 8. 80.
Ora eh* é mostrato come . . . naacca amore C. ii. 9. i.
ki dee »«o5/ns/v la sentenza della parte C. ii. it, 4.
foal lune che nvps/ni il bene C ii. 11. 73,
apeni la bocca . . . mostrando la mia condizione sotto figura . . . C. ii. 13. $6.
che intra tutte le stelle sì mostra . C. ii. 14. 303.
eh* dio CI mostra di se due visibili cose C. ii, 15. 7.
MOSTRARE
392
moatrare. Che sua franchezza gli convien mostmn Cans. xix. 131.
Poi gli ti mostra Can», xx. 99.
E son venuta per fmostmrmi a vuì 6d//. vi. a.
Sicché ... Di fuor mostrv allegnuua K yV. 7. 36 (Sai», ii, 19V
donne chiamare, Mostrando amaro duol per gli occhi fuore . V. N, 8. 04 (San, iti. 4).
Lo viso mostra [lo color del core] V, N, t$. ^-2 (Som. vìit. 5^ 66.
Voi, che portate . . . Cogli occhi basai mostrando dolore . V, N. aa. 69 {Son. xìi. a).
venuta Di ciclo in terra a miracol tnostmrt . . . . 4 • K A^ a6. 44 (Som. av, 8).
mostrare, ntostraa V uno de' poti » . . . . C ii. 15. fo.
mostrati un solo movimento , C ii. 15. la.
Dico eh' il Cielo stellato ci mostra molte stelle C. ii. 15. 18.
questi tre movimenti soli mostra la Fisica C. iì. 15. 41.
Venere e Uercurìo . . . si . . . mostrerebòrro C iì. 15. 149.
siccome lo . . . incendio pur vuole . . . mostrars» C ìiì. 1. ai.
non volere che alcuno vizioso si mo5fn amico C. ili. 1. 47,
la pronta volontà mastra che . . . più farei C iii. i. 74.
perocché nelle boutadi ... la ragione si mostra Diiana . . . . C iii. a. 60.
nella quale della divina luce assai mi si mostnwa C tii. a, 73.
per la ragione di sopra mostrata C iii. 3. 7.
si chiama Afmtf, come dì sopra è mostrato C. iii. 3. 93.
egli gira ... sé non tutto mostrando C. iii. 5, 161,
Nel precedente Capitolo è MflOf/nd/D per che modu C. Jìi. 6. i.
Poi quando dico : Suo tss4r . . . mostro che C. ìiì. 6. 89.
come nel seguente Trattato si mostra C. iii. 7. 145.
conviensi qui . . . mostrart . . , che é questo C. iii. 11. 15.
cotidianamcntc diccmo, mostrando V amico C. iti. xi. 170.
discendo a tttosfrarr come . . . essa . . . venga C. iii. 13. aa.
saranno ornai le seguenti commendazioni a mostrare C. iii. 13. 88.
mo^/rrn? dì (Terenza di questi vocaboli C iii. 14. 40.
accende amore ovunque ella sì Mosffia C iii. 14.115.
co&c che mostrano de^ piaot ri di Paradiso . . . , , . . . . C iii. 15. io.
non potendo a lui certe cose mostrart perfettamente C iii. 15. 73.
che . . . poi, quelli convìnti, la verità mostrò C iv. a. 141.
per meglio quello mostrart ... si conviene C. iv. 3. 3.
che mostrart s' intende C iv. 3. 15.
le quali mostrano quella cittik essere imperadrìce C iv. 4. laS.
per le toccate ragioni mostrarw C. iv. 4. 136.
cioè ... di nulla mostrart dolore, di nulla mostrar* allegrezza . . C. ìv. 6. 89 (Aù).
questo mostrare sì volea C iv. 6. 153.
pongo esemplo del cammino mostrato. Dove a ci6 mostrare far mì
conviene C. iv. 7, 54 {òis}m
ciò si può co^ mostrare C ÌT. 7. no; 14. 1x4.
Perch* io . . . mostrerò come ... si ragiona C. iv. 8. 30.
Che se . . . irreverente mi mostrassi . C ìv. 8. 34.
nel quale ... me nobile . . . deggio mostrmrt C iv. 8. 37.
mostrerò me non presumere contro C Ìv. 8. 38, 40.
la ragione mostrare intendo C ir. 8. 88.
a mostrart me non essere irreverente C. ìv. 8. 97.
immediatamente intendo ciò mostrare C iv. 8. 154.
trovata fu la Ragione scrìtta, e per mostrarla e C. iv. 9. 81.
A questa . . . mostrare . . . é questo Ufficiale posto C. (v. 9. 69.
Poiché . . . mnutrato é , . . a me essere licito C. iv. io. a.
come dì sotto si mostrerà C iv. io. tS.
a mostrare . . . questa coaa determinare essere fuori d' . . . . C Ìv. 10. 43.
393 ^ii«PV ^^'^^
mostrare. Mostrasi si placente i chi la min K. W. «A. 45 {Som. xv, 9^,
desìrì Di Ugrinurc e di mostrar dolore K /V. 40. 56 ìSoh. xxtii. 6).
Chi s' innamora . . . E . . . Mostra cW Amur Som. xxxiv. tx.
Co«l voi vi mostrai* in ciascun loco Som, xlv. ii.
Voi, Donne, che pietoso atto mostrata SoH, IL X.
Io mostrerò aU' umana nequizia La via S. P.X. 53.
mostxure. non comprendono . . . siccome di &otto sì tuo^trtrà . . . C iv. 10. 54.
Poi . . . mostro com' elle non possono causare Nobiltà ... e mcM/ro
quelle non poterla torre C iv. 10. 66, 68.
a mtoatran maggiore diversità avere con quella C. iv. la 94.
cose che prima non mosiratio ì loro difetti C iv. la. 19.
nel traditore, che nella faccia ... si rmnsira amicij C tv. la. 93*
siccome . . . nel terso Trattato è mostrato . C tv. 13. 63.
in che mostra che . . . bada la nostra potenza C tv. 13. 75.
In che mostra che . . . dcesi fìne attendere . - . C iv. 13. 77.
come . . . siano damm>s* ... i da mtostmrt . . C. iv, 13. 90.
ciò cosi si mostra C iv. 14, 134.
ciò si può tnostran C iv. 15. I9.
dico che e da venire a mastrarg la verità : e dico che *ft a mostrarle
quello C iv. 15. 188, 189.
nella prima s* intende wwM/rnrv che è questa Nohittn C tv. 16. 93.
avvegnaché essa . . . mostri la via C. iv. 17. Sa.
Maria . . . nulla cura . . . mostrava C*. iv. 17. 105.
volle il nostro Signore in ciò moetrarr che C. iv. 17. 108.
prova ciò che dico, mostrando che C iv. 19. 73.
cosi questo . . . appetito ... si mostra non dissimile C iv. «a. 40.
nella quale si mostrutto i segni C. iv. 03. 8,
Bella m€on4m si mostra specificatamente nelli . . . C, iv. 03. 13.
Poi . . . mojfni quello per che potcmo conoscere . C iv. 33. 33.
questa Nobiltà . . . diversamente mostra li suoi effetti . . . C. iv. 94. 79.
quello che questa parte . . . intende dì mostrarr C iv. 94. 89.
•e dalli suoi maggiori non gli fosse mostrati*, fit il mostrarr
varrebbe C iv. 94. ia7 i6ts).
però la . . . natura in questa età la fuostra C iv. 35. 95,
la . . . particola . . . che mostra quello per che . C. tv. 96. 9.
sircome la . . . natura . . . Ubbidiente ... si mostra C. iv. aó. io.
TemperoMMa^ la quale mostra lo termioc C iv. aÓ, 53,
U qual vìrtutc mostra lo loco C iv. a6. 58,
cosi infrenato mostra Virgilio . . . che fosse Enea ...... C iv. a6. 60.
questo amore mostra che avesse Enea il nomato poeta C iv. a6. 99.
questa rorlrsta mostra, che avesse Enea, questo . . . poeta . . . C iv, aó. 1 toi
Veduto e ragionato è . , . mottrando quelle probità C iv. 97. 3.
Ndla quale intende il tetto mosirarw quelle coae che la nobile nativa
mostra C. iv. »7, 7, ^^
Miuhm che Esco . . . fosse Prudmtr . . . Mostra che fosse Giusto
• . . Moétrm che fosse l4$rgo , . . Mostra che fosse W/-
>bàiZr C iv. «7. 160, (68, i7i« 183.
pefdbè la nobile Natura le «nstf/ra in essa C iv. 97. 189.
per la quale il testo intende mostrarr quello che C. iv, »8. 5.
siccome di sopra é mostrato C. iv. 08. laS.
Vool mostrare che graziosa fosse a Dio la . . C. tv. 98. 155.
Poiché mostrato è il testo e quelli segni . . . <'. iv. 39. i
colui che delli suoi antichi . . . mostra te . . . operv . ■ . C iv. 99. 43.
moto. conciosuacosochA ' venire * dica jMoJo locale . • ■ . KiV. 95, i(.
MOTO ^^^^m 394
moto, virtù, che sei . . . Prima che moto Stst. ii. 50.
movere. P'. muovere.
motOL della impulsìonct che è naturale mo/o Civ. 9>.ii7.
su per la quale st procede per uno iftoto solo C iv. 13, 35.
né perfezione dì moto in parte alcuna C. iv. 13. 37.
per le quali non si procede per uno mofo, ma perfetto il tnoio dell'
una, succede il moto dell* altra C Ìv. 13. 43, 43 (Aù>.
motore, nella speculazione delli motori ........... C iì. 5. 98.
convenia ragionare . . . de* loro motori C ii. 7. 5.
quali dalli motori, siccome Plato, Avicenna e C iL 24. 31.
riceve dalla virtù del Motori del Cielo C. iv. ai. 43.
motrice, toccau da virtù motrice che questo intende C. ii. 6. 156.
conoscono quella le Intelligenze moj'mi' C ili. 6. 53.
movente, che . . . virtù si é stata la ntoventa cagione C i. a. 103.
La forza dunque non fu cagione movm/r C iv. 4. xao.
r anima ... è cagione efficiente e movente C. iv. 4. 184.
movere. V. muovere.
movimento, raccomandando lo suo dolce movimemio nelle . . . . K. iV. la. 130.
r ottava spera sì muovea per più movimenti ...,...» C. ii. 3. 37.
poiché quelli movimenti fumno veduti C. ii. 3. 51.
per questo mowmftito che è detto di sopra C. iì. 4. io.
cagione . . . per avere velocissimo wmovimento C ii. 4. ao.
perocché ha più movimento e più attualitade e C. iL 4. 70.
tante Intelligenze, quanti sono lì movimentici cielo C ii. 5. 04.
cioè lo movimento dì quello cielo pieno d* amore C. ii. 6. 1 la.
tanti sono, quanti mov*'mm/i' esso fa C ii. 6. 133.
seguendo il min^'mrK/o dcUa stellata Spera C. iì. 6. 141.
a questi tre ntovimenti sono tre movitori C. ii. 6. 144.
Lo quale movirurnto^ se esso è da Intelletto alcuno C. ìì. 6, 148.
il quale per suo movimento non si muove C. iì. 14. 16.
r una sì è la tardezza del suo movimento C iì. 14. 337.
alto suggetto, eh* è del m€tvi»*unto del cielo C. ii. Z4. 345.
mostraci un solo movitftento da Oriente a C ii. 15. xa.
per lo due s' intende il movimento focale C iì. 15. 37.
per lo venti significa il movimento dell* alternsione C. ii. 15. 39,
per questo numero il detto movimento significa. E per lo mille signi-
fica il movimento del crtscrrt C ii 15. 36^ 37,
questi tre moi'imenti soli mostra la Fisica C. ìi 15. 41.
per li due movimenti significa queste due scienze C ìi. 15. 95.
per Io movifMento . . , significa C. ìi, 15. 96.
per lo mopim/ff/t» quasi insensibile ... significa C ti. 15. ioa.
dico che questo movimento significa quelle C. il, 15. loS.
non tornerà questo cielo, secondo questo mot/<'m<^/0 C iì. 15. 113,
la consumazione del celestiale mopt'm«»i/o C ii. 15. 128.
il detto cielo ordina col suo movimento C. ii. 15. 133.
e *1 movimento degli altri sarebbe Indarno C. iì. 15. 157.
si girava . . . seguendo ÌI primo movintenio del cielo C. iìi. 5. 50.
si rivolge . . . contra lo movimtMto diurno C. iii, 5. taS.
ridere . . . con poco movimettfo delle sue braccia C ÌÌÌ. 8. 104.
non se ne vanno, quanto al primo movimento C. iii. 8. 179.
siccom* è ... lo movimento e lo star fermo C, iii. 9, 60.
non riceva mutazione ... se non di nwvimmto locale C iii. 9. 110.
Iddio cominciò ... il movime*%to del cielo . . . dal quale ogni movi-
tnmto É principialo e mosso ^- i^i* ^5* >59» >€o-
u
395
MUOVERE
mollo. Ma non voler, come il cavallo e *l mn/Zo 5. /*. xzxi. 65.
ixi<a)overe. Degli occhi suoi, come eh* ella ^li mnova . , , K N, 19. 70 (Gfiu. i. 51).
i Donna ... Si fttosM con paura a pianger forte . . . . K M 33. 133 {Cans. ii. 6).
Voi che intendendo il terzo del movrté . . C ìì. Can^. i. t ; a. 48 ; 7. io; 13. 69 ;
Son. xliiì. 4.
Amor . . . Mow cose di lei meco sovente ......... C iii. Cuhm, ii. 3.
Costei pensò Chi mosst V universo .... C ìiL Cohm, ìL 73 ; 6. 909 ; 15. ]6a.
Amor, che mmou tua virtù dal cido Cam», ix. s; K £. ii. 5. 50; it. 38.
Da te convien che ciascun bea ai mnova CanM. tx. 9.
se con dolce riso 6 stato mosaù Cattg. zi. 58.
Ella sì ntMOtM quinci, st dolendo . Comj. ziii. 30.
Ora ne incresce a quei che questo mosse Gnu. xiii. 70.
movimento. Il tempo ... è numero di movitmtUo secondo prima e poi ;
e numero dì mottmento celestiale C. ìv. a. 48, 50,
cosi conviene che 1 suo movimento sia sopra . C. iv. 03. 56.
movltore. siccome movitori di quello C ii. a. 65.
È . . . dA sapere . . . che li motfiton di quello sono C. ii. 5. 6.
che li fuovtfori del ciclo della Luna siano C. ii. 6. 106.
Sicché a questi tre mcn-iroenti sono tre moviiofi C ii. 6. 144.
Questi moviiori muovono ... la circolazione C. ii. 6. 151.
questi Movitori sono quelli, alli quali C. ii. 6. 160.
che sono wot^ton'dcl cielo di Venere C ii. 7. 8.
la nobiltà dclli suoi movitori C ii. 7. zoi.
è da vedere chi furono questi moviiori C. iì. 13. 73.
chi sono questi movitori a cui io park», che sono di quello movttori, C. ii. t6. 3, 3.
multipli camento. per mi4ltif4itamfnto di luce ... e* rendono . , . C iii. 7. 31.
mtUtipllcare. chi troppo multipiiehtrrbbt la digressione C. f. 6. aa.
crescere non si può se non questo mu/tiphcamlo C ii. 15. 40.
siccome lo multipiicato incendio pur vuole C. iìi. 1, ao.
chi cosi come V erba multipUca nel campo . . . cosi la mala opinione
nella mente . . . »Muì/tplÌca C. Ìv. 7. 18, 34.
ch^, ffiuitifilicata la cagione, multipiicato è 1' cflctto C iv. 9. ita (to).
U divina bontà in lei muitip/ica ... e quindi si malttpUta nell* anima , C Iv. at. 74, 76.
Cf. moltipllcare.
mulUpllcatamente. le quali . . . mìtiHpticatamtent* surgono .
mtiltltudise. y. moltitudine.
ra^u overe. che ... lo ciclo stellato era moM$o vcrw» la parte
che le sue parole ai mosMto per venire a' . .
nella linea . . . che movea dalla gentilissima Beatrice
la ragione perch' io mi mttovo a biasimarla . .
tale, che lo mio corpo ... si movm come cosa grave
rhe Icggerrncnte si iviomi del suo core ....
Ood' io, vnnafo da cotali pensamenti, proposi . .
ni wto§m osa volontà di dire anche parole . . .
quando la mia memoria mov€*at la fantasia ad . .
é, che ... io mi movéa . . . per veder questa donna
la mia lingua parlò quasi come per sé stessa mnuti
volontà lo trto.tw a pregarmi eh' lo gli dovessi dire
coloro, i quali non si posaono pffotvrr. . .
che io mossi lo impositore ... a chiamarla cosi
lo primo . . i si HWMar però che volle ....
li cidi che ai maovfmo
nella prima dico per che mi muoi'o a dire . .
conctoasiaco^cbc • . . più to«U> ai mttovomQ a Ufriaaic
C. ii. 16. 4a.
K /V.«.ii.
K AT. 5. ,7.
K y. a 69.
y.N. 11.04.
y. ^. 13. a4,
K AT. ,5. as.
K. N. 16. a.
K N. 16. 8.
K /V. 16. 15.
K /V. r9. II.
y. ^. ao. 4.
K A. a3. 7.
y. /V. 84. «9.
y, N. .5. 4*.
y. N. 30. 18,
y. N. sa- aa.
K,Ar.36.i5.
MUOVERE ^^^^ 396
m(u)overe. quando V ultima Bpeme a cercar mi soo mosto .... Outs, ivi 39.
La fede . . . Muove dal vostro portamento umano Gnu. xvt. 50.
Dunque vostra salute ouiai si mtiova Cans. xvi. 53.
non truovo ... cui pietà per me tmtova sospiri Camm. xvi{. a.
il . . . ardine. Che già è inosso per voler ferire Giw*. xviL, 54,
Però con . . . piana ed umile Mttovi, novella mia ....... Cvmj. xvii. 65.
Ch* a tua fidanza — s' é mìo prego mosso Gnu. xvii. 66.
Non «ourrilmo n piede Per donneare Ctiiia. xix. 51.
Che non la muove ... Il dolce tempo StsL i. 9.
Muovi in quel punto, che tu n* aggi onore K f^. 13. 133 {Boti, ì. 44).
Mwm^ Ballata ... A quella bella donna Ball, v. a.
Che 3t movta d' amorooo tesoro K AT. 7. 31 (Soni. ti. 14),
in(u)overe. io mi ripensava siccome dalla ragione masso V. N, 39. ta.
ed è mosso da cosi gentil parte V, N. 39. ai,
misericordevolmenle MIO550 ... ho riservata C i. 1. 74.
questa necessità mtxsst boezto ... a . . C t. a. 96.
questa ragione moMs Agostino ... a .... . . C i. a. 104.
motvvm timore d* infamia, e iMocvmi deaidcrìo C. i. a. 114, 115.
tre cagioni che mosstm me ad C i. 5. 7.
L' una si muovt da cautela C i. 5. 9.
non vogliono che 1 servo si muova a fare C. ì. 6. 19.
la virtù dee uiuovcwr le cose ... al migliore C i. S. 63.
£ biasimevole muovere la cosa d' un C. ì. 8. 67.
che pronta Ubtratità mi mossr al Volgare C. i. 9. 74.
Però si mossi' la Ragione a comandare C. ì. io. 14.
come ... io mi mossi al Volgare Comento C ì. io. a6.
come a ciò mi mossi' i>er Io naturaU amore C. L io. 99.
r ultima ragione che a ciò mi nwss* C. i. 10. 31.
che *1 naturale amore . . . muove V amatore a C i. io. 33.
jtfossfms prima per fHtfj^n^ifranr luì C i. io. 41.
.Vosafmi secondamente per ^/osMi dì luì C i. io. 6a.
Mossimi ancora per di/rudrre lui Ci. io. 74.
per che a ciò fare si muovono ....Ci. io. 107.
La quinta ed ultima setta si WMOtr da Ctli. ta6.
(^ . . . cagione . . . mosst la consuetudine della gente . . . . . C. i. la. 55.
Orfeo fdcca ... gli arl»ri e le pietre a sé muovtrr C ii. i. 37.
e fa muovere alla sua volontà coloro C ii. z. 30.
questo . . . cielo, il quale dico loro muovere C ìi. 3. 6.
che y ottava spera si ntuovea per più movimenti C it. 3. 37.
questo cerchio ha più rattezza nel muovm C ii. 4. 60.
tanto più rattamente si mwofw C ii. 4. 64.
chi sono questi che '1 muovono C ii. 5. 4.
secondochè la stella si muove F>er Io suo epiciclo C ìt. 6. 137.
sccondoché Io epiciclo si muove con tutto il cielo C ii. 6. 138.
secondochè tutto quel cielo si muove C ii. 6. 141.
Ancora si mMocv tutto questo ciclo C ÌL 6. X45.
Questi movituri PHuovono ... la circolazione . C ii. 6. 153.
in quello suggetlo proprio che ciascuno muove C ii. 6. 154.
quel ch* è mos^ o\*vcro informato . . . debba C ii. 9. i io.
al suo centrOi il quale . . . non si mMOiv. . C iì. 14. t6.
cosi ciascuna scienza sì muove intomo al suo suggetto, lo quale
essa non muoit C ii. 14. 17, 18,
r una si *, che muove tra due cicli repugnanti C iì. 14. 196.
La Geometria si muove intra due rcpugnanli C il. 14. 3o6.
^97 ^I^^B^r MUTARE
X^i<ka>OVere. £ non pensate, donna, onde ai mova Ch* io . . /'. A'. 14. 80 (Som. vii. a).
£ par che della sua labbia si muova Un spirito , . . . V. JV. a6. 48 {Son. xv. la .
sentendo Che si movran le lagrime dal core .... f . W. 36, 38 ìSoh, xìx. io).
la SUA vita, e ... il suo valore, Mosse dagli occhi . . , K A'. 39. 'ja (Soh. xxii. 13Ì.
Dagli occhi della mia Donna si muoiv Un lume ....... Son, xxvii. z.
X se voi foste . . . Mossr a venir invcr la San. xl. to.
"Vedi, che V alma mia in fuga è mossa Per S. P. cxlii. 13.
Però che la sua santa mura piacque S. P. ci. 53.
rYxnOb non mi può far ombra Poggio, né muro mai ....... Sfst, ì. 04.
£ fermo nel suo amor, come in mur pietra Sfsf. iv. 5.
«he non gli giovava . . . essendo il muro forte S. P. xxxvii. 47,
-Acciò che il muro di Gerusalcme ... sia edi6cato 5. f. L 68.
^^-^3n.vi%Bre. Ma se non muti aWa tua nave guida Catto, xviij. 55.
^B PcftsatcJ voi, dacch' e' non mutò 'I core K M la. 103 {Bai/, i. 34).
■■*<«»>«vereL Sicché ira il punto e ... si muove la Geometria . . . . C ii. 14. 914.
credo che si mo&stro dalla favola di Fetonte C ii. 15. 53.
che possibile fosse questo . . . cielo non muovert C ii. 15. 140.
^ dice anche muovert C ili. a. 87.
<^ni Anima che sente ... si muove \ sicché muovert é una potenza
congiunta col sentire C. ili. a. 90 {bis).
«ijoando in su muove Io suo corpo, più s* affatica C ÌÌì. 3. 44.
^ico che move sovente cose che fanno disviare C. iii. 3. 103.
^n'cgnachè questa bonLà si muova da C. iii. 7. 14.
S^ cagione che mosse me a questa Canzone C. iii. la. 3.
^iaì quale ogni movimento é principiato e mosso C. iii. 15. x6t.
tegolo . . . solo da umana natura moss} C. iv, 5. lag.
eccome . . . negli uomini . . . muovere C iv. 7, 115,
■Xt>ì ricchezze . . . moveste battaglia Civ.it. 30.
«ICO risponda alla quiatìone mossa di sopra C iv. la, 203.
^ non si mwotwrto da niuno principio C ìv. 15. 157.
X «MO&tfmi questa ragione, che C iv. 33. 94.
^ue ragioni mt pttuovotto a dire questo C. ìv. 38. 148.
Y'er queste . . . ragioni si muove la nobile Anima C. ìv. a8. 153.
-alla prima qnistlone che si movea C. iv. 39. 65.
Cf. movente.
forse credendo di saltare uno muro C i. xi. 68.
Me pietre che nelle mura sue stanno C iv. 5. i8z.
«quali munpoteo questo avvenire C. iv. 23. (16.
nulla cosa per legame musaico armoniizala C ì. 7. 9a.
^oil* arte musaica le loro parole hanno legate C iv. 6. 33.
I»Bni senza dolcezza di musica C i. 7. 100.
^ più prossima al ... e la musica al musico C i. xa. 35.
Scienze del . . . Quadrivio, cioè . . . Musica C. ìi. 14. 58.
H cielo di Marte si può comparare alla Musica C. ii. 14. 155.
^jneste due proprìetadi sono nella Musica C. ii. 14. 181.
là Musica trac a sé gli spiriti umani C. ìì. 14. 167.
che si dilettano studiare ... in Musica C. ili. IX. xoo.
è più prossima al ... e la musica al musico C i. la. 35.
the sii appartiene a' musiet C ii. la. 67.
^^^^^«WlC lo nono gli ha fermi e fissi e non mutabiii C. ii. 4. 51.
cgni stabilità d* animo essere a quella mu/aAf2« C. ili. I. 93.
lto> ogni subito mutittnmto di cose non avviene C. ìì. 11. 19.
la ragione per che Omero non sì mutò ài Greco in . . . . C. i. 7. 96.
«cxioccb^ sia laudabile il mutare delle cose ......,••. C i. 8« 74.
MUTARE 398
imitare. E *1 non mutato amor mutata serba So$t, xxxix. io {bis),
SI, che dal tuo servir mai non si mit/* S. P. 1. S>.
muto. Ch* ogni lingua divicn tremando muta K iV. 96. 39 {Som. xr. 3).
mutto. Subito feci come il sordo e il multo ......... S. P. xxzviì, 53,
naiDque. NatMqut locutus sum in lingtia trina Catta, xxx. 41.
"""** Santi che d' altri fiori o foglie od erba Sisi. iv. 39.
Cf, |nniit}gi-
naacere. Com' a colei, che fu nel mondo natn Per «ver Cans. tx. 73.
tnatare. e b loro materia si muta dì forma in fora» C IL 15. lot.
udendo me essere dal primo amore fMM/d/o C. iii. 1. 85.
dire qual era quella Donna che m' avea mutato .... . . C iìi. i. 88.
conchiudo . , . T mumw diritto non mutarsi per C ìv. io. 75.
imitazione. av\'egoachò la stella . . . non rìcc\*a mutaetour alcuna . . C iit 9. 109.
toglie via la mutasiot*4 di nllan padre in C iv. 14. 33.
muto, siccome SODO sordi e tunti C. i. i. ai.
mutuo, da fortuna . . . aiutata, siccome . . . per mutua successione , C iv. ii. 64.
Muzio. Afusio la sua mano propria incendere C iv. 5. 115.
naoo> non è altro che chiamare Io uauo gigante C. iv. 09. 49.
Napoli, potrebbe dire . . . quegli delti PiscicelU di Napoli C. iv. 99. 38.
nappo, fare un bello nappo d^ una bella cttara C. L 8w 66w
narrare. Nella statnda narro là ove Amore m' avea posto . . . . K /V. 7. 44-
nella tftonda narro la cagione y, N. B. 4T.
e narro la loro divennudc K. ^. 13. 54-
secondo che quattro cose sono in esso namUt y. N. 16. 40.
dico . . . uarrando alquanto delle sue vìrtudi effettive K -A^. 19. 1 19.
dico . . . nammi/o alquanto ddle sue bellezze K. A. 19. 133.
non mi trametto di narran la sentenzia K N. aa. 107.
per quello che narra/o è dinanzi y. N. ad. 30.
lo quale narra di lei come la sua virtù adoperava K A^. «7, io,
non credendo ciò poter narran in brevità di K. TV. a6. la.
nella aecouda narro della mia . . . condizione y, N. 33. 93.
tutto ciò che narrata 6 in questa ragione y. N. 36. ab.
il quale narra Ìl mio stato y. N. 43. B.
siccome nel primo Capitolo è narrato C ii. i. 15.
Li Numeri . . . narrano lì cieli mobili C ii. 6. loo.
I cicli putrrano la gloria di Dio C. ii. 6. 103.
che in prima ...tuirrv la qualità di queste diveraìtà... poi na/n» quello
che diceva C. U. & 8, xa
quando dico . . . narro la radice dell* altra diversità C it. 8. 65.
Siccome adunque di sopra è narrato C. lì. 14. 50.
sono tre, come pitj volte s' t narrato C U. 15. 4.
la quale narra Ovidio nel principio C. ii. 15. 54.
Secondamente si narra la mia insufficienza C iii. a. 6.
conseguentemente narro V altra C iii. 3. 117.
arde dì potere ciò con la lingua narrart . . , . C iiu 3. ISI.
le parole che narrano la mìa inaufficienaa C ìiL 4. 3.
le sue ragioni . . . non ^ mia intenzione qui narrart C iii. 5. 61.
siccome di sopra £ narrato C. iii. 7. 138 ; iv. aa. 106,
intendo narrart come la bontà , . . è . . . utile ........ C. ìiL 7. I47.
Secondamente narro com* ella t utile a C ili. 7. 155.
Poiché la mala condizione ... è narrata . C iv. 7. 44.
narratorio. però che furo narralorii Ai tutto quasi lo K AT. 17. 3.
narrazioae. secondo cinque diverse narraaiom y. N. \^ 50.
399 ^^^^m^ NASCERE
nascere. Che simìglianza la nascer diletto Cans. x. 63.
S' accorse ben, che '1 suo male era nato .......... Cana. xiiì. 76.
Ma se di buon voler moact mercede Cans. xìv. 13.
S\ tosto, come il . . . desio ... Fu nato per virtù del ..... Cuhm, xÌv. 41.
un . . . desio, eh' è nato Del gran desio eh' Ìo porto Cam. xiv. 49.
Contr' al peccato, Ch* è $tato — in noi di Gnu. xix. 9.
Di fonte nasct Nilo picciol fiume Cana. xx. 46.
e r altre natt Del nostro sangue mendicando vanno Catta, xx. 63.
s), che . . . Nasa un desio della cosa piacente .... K TV. ao. 83 {Som, x. n\
Og:ni dolcezza, ogni . . . Naact nel core a V. S. au iZ (Som. xx. io).
sospiri, Che nasoìn di pensier , . K A^. 40. 53 (Som. xxiii. a).
Credo che in cicl nascrsst està soprana Son, zxix. la.
eh* era desidero Di voler, nato per piacer del core Soh. zxxviii. &.
nascere, trarre dall' esemplo onde nascono queste K AT. a. 64.
uve nacque, vivctte e morlo la gentilissima donna K A^. 41. 8.
ove la persona é Md/ii e nudrita C i. t, 35.
nel quale nato e nudrilo fui . . . . , . . C i. 3. 04.
vederne . . . molti vocaboli essere . . . nati C. ì. 5. 58,
perchè r uno . . . non la . . . naset invidia C i. 1 1. 1 1&
perocché non subitamente HOJor amore C ii. a. 03.
Om eh' è mostralo come . . . $mscM amore C ii. 9. a.
Veramente qui nasce un dubbio C. ii. 9. ao.
uno pensiero che nascr del mio studio . C U. x6. 79.
poiché da lui continui pensieri miseevano C. ìii. a, 75.
da questo amore Md4<v la vera e perfetta amistà . C iii. 3. 88,
quello che in quelU nobilissima natura noacr ........ C iìi. 3. 96.
la dove U pensiero nasce d' Amore C. ìii, 4. 41.
per lo quale e del quale MOAdr orìgine di . . C ili. B. 151.
r anno mcdestmu die nacqu* questa Canzone C iii. 9. 149.
quinci naefttt poi che ciascuno studioso C iii. il. 44.
Da questo nascr il vocabolo . . . Filosofia ; siccome diUl' amico Mas**
il vocabolo . . . Amirisia » . C iii. II. 53, 55.
Mcchè familiarità e manifesta mento di . . . nasa . C iii. 11. 86.
quando già dall' una par e t nato amore C ìii. la. 09.
quinci nase* che ... si fanno scuri . C iii. 14. 65.
per quella nasce V operazione della carità . , . C iii, 14. 136,
E quinci nasce quella felicità C. iii. 15. laS,
della fiUaa opinione nasaano i falsi giudicii, e de' falsi gìodicii
maotwano le non giuste reverenze e C ìv. i. 53, 54.
quello per che 1' uomo è nato C iv. 4. 44.
della quale . . . fkuorsjr una femmina C iv. 5. $7.
della quale naaatte la baldezu e I' onore dell' C iv. 5. 40.
Pfastrré verga della radice di Jcsse C. iv. 5. 43.
fu in UDO temporale che David nacque e naofn* Roma . . , . . C iv. 5. 47 (Mi),
ctaacuoo animale, tosto ch* « nato C. iv. 6. lot.
quando di loro altro . . . naufre non può C tv. ta. 109.
»c . . . di vile padre noa può nasetrt gentil Aglio C iv. 15, 19.
lenpra t V uumo tale quale nata ; e tale mascè quale il padre . . C tv. 15. ■4 (6ij).
A'»*» * r nomo . . . nato * 1* uomo C iv. 15. 76, 77.
quinci nasce che mai a dottrina non vengono C iv. 15. 131.
queste . . . nascono tutte da uno princìpio C iv. 17. 68.
dalla divina bontà . . . nascr un rampollo C iv. aa. 34,
nelle biade che, quando nascono . . . hanno C. iv. aa. 37.
ogni animale, siccocnc elio ò nato ..... . C. tv. a?, 49.
NASCERE ^^^^^V 4*^
Voi che nascfstf poich' io comincUi A dir Som. xUii. a.
quando Per noi discese al inondo^ ed uomo maequé S. P. xxxL 48.
Il quAl . . . è . . . unico Bgliuol dì Dio, naia Etr rnalmente , , , , P, f, a6.
naacondere. Si che U (è nascosa Resurga Cans. xviii. 35.
Porto nascoso il colpo della pietra 6#s/. ii. 15.
Ma quanto vuol nasconda e guardi lui BaO, x. 35.
Non però che alla gente sia nasaiso K A^ 8. 54 {Som. iv. co).
Di mi HfiivoMdlrr lo tuo santo volto S. P,\. ^i.
natura. Ella è quanto di ben può far nafum K TV. 19. 68 {Cam», i. 49).
Oltre il dimando di nostra natura C iiì. Cans. li. 99.
Perocché vili son di lor natnra , . . C. ìv. Gtfu. iii. 51.
Oltra il poter che natum ci ha porto Cmm. tz. 38.
nascere. &> tosto come è nato C. ìv. 34. 148.
di questa paura nasct uno pentimento . . . C. iv. 35. 105.
App*tito^ che in noi dal nostro principio nasct C. iv. a6. 36.
non a sé, ma ... a tutto il mondo na/o essere crcdca C. iv. 27. 33.
del quale Telamone na^^u Ajace C. ìv. 37. 194.
cosi . . . potrebbero . . . na^trrt in quella lì malvagi C ìv. 39. 133.
oaaci mento, appresso al mìo nascùntnto, era tornato K. /V. a. a.
quella città ... da Dio avere speziai na^mrnto C iv. 4. 130.
è manifesta . , . per lo nasamento della santa Cittì C iv. 5. 53.
non solamente speziale nascimento . . . ebbe C. ìv. 5. 83.
che speziai nascimento . . . pensato e orduulo fosse quello , . . C. ìv. 5. 177.
nwimndere. che . . . sarebbero accorte più tosto del mio naxondtrt . V. N. 7. 11.
io me ti sarei naxoso incontanente che V. N. aa. 37.
perchè è nascosa sotto figura d' allegoria C. i. a. ia6.
là ove il tesoro è nascoso C ì. 9. 48.
che si nasconde sotto il manto di queste favole C ti. r. 33.
sicché la spiga della ragione ... si nasconde C. iv. 7. a6.
ma sotto pretesto ... la impcrrezioue si mucamU C iv. la. 15.
ma quegli che in nascoso t Giudeo C iv. a8. 78.
nascondimento, perchè que^o nascondimento fosse trovato . . . . C ìi. x. 34.
natività, perchè sta del corpo da sua natività laido C. iii. 4. 63.
per beltade che abbia da sua natività nel suo corpo C iiì. 4. 69.
natlvitade. per difetto d' alcuno principio dalla nativitade . . . . C. iv. 15. 171.
natura, provvidenza dì propria natura > . . C. t. i. 6.
ciascuna cosa è virtuosa in sua na/Mns C ì. 3. 73,
L' una si è la natura del signore, onde sono signori di s) asinina
natura C i. 6l 13, 15,
non conosce la natura del suo signore C. i. 6. a6.
siccome !a natura particolare è obbediente ali* unìvenale . . . . C L 7. 54.
Onde ... la natura vuole che ... si proceda . C il. 1. zoB.
Dico che la natura vuole C. ii. i. 113,
tanto è a dire, quanto . . . tmture universali C ìi. 5. 34.
quella che è qui V umana natura C. ii. 5. 67.
veggiono pili . . . che alcun* altra angelica naturo C ìi. 6. 81.
fu r umana natura poi creata C ìi. 6. 99.
ha in sé princìpio dì questa natura passiva C. ii. 6. 155,
la natura umana trasmuta ... la sua conservazione C. ii. 9. 39.
perpetualmeiile dura ... in natura più che umana C. U. 9. 47.
Ciascuno è certo che la natura umana è pcrfettìssmui di tutte le
altre nature . C ii. 9. 75, 76,
seguiterebbe, che la natura . . . posta avesse C. ii. 9. 96.
di propria sua natum V anima corre C Ìli. a. ai.
40X
NATURA
natura. Dunque, Signor, di si ^ntil natura C«ma ìx. ^6.
La quale og-nora impietra . . . più naturu cruda , Gina. xìi. 4.
Quella virtù, che natura mi diede Cana, xìv. 9,
gli animali, che son gai Di lor natura Gnu. zr. 34.
Datura, ciascuno efletto ritenga della natura della C. iti. a. 36.
ciascuna forma ha essere della divina natura . . . non che In natura
divina sia divisa e C iii. a. 40, 41.
la natura del sole è partecipaU nell' altre stelle. E quanto . . . più . . .
tanto più di qucsU natura tiene. Onde 1* anima umana ... più
riceve della matura divina C ili. a. 44, 46, 49.
nelle bontadi delta Natura ... si mostra C iii. a. 60.
r Anima umana . . . partecipa delta divina natura C iii. a. 116.
I' uomo ... ha in sé della natura dì ognuna di queste co«e . . , C iii. 3. 38.
per la natura del s^mfUict corpo . . . ama C iit. 3. 41.
Fer la natura seconda del corpo mistOy ama C. ììi. 3. 45.
per la natura terza ... ha 1' uomo amore a C. iii. 3. 67.
fa r opera di questa Mahrni pcrfcttiaaima C. iii. 3. 71.
per la natum quaru ... ha 1' uomo altro amore C. ili. 3. 76.
per la quinu e ultima natura ... ha I' uomo amore C iii. 3. 84.
acciocché questa H(i/um si chiama ATrM/tf. . C ià. 3. 93.
quello che in quella nobilissima natura nasce C. iit. 3. 96.
che fu principio del peccato della Natura C ili. 4. 68.
lodare 1' arteBcc, cioè la Natura umana C. iit. 4. 72.
anzi fece ciò la Natura universale C iii. 4. 98.
è posto fine . . . non da noi, ma dalla universale Natura . . , . C ìli. 4. 108.
al quale la Natum più aperse li suoi segreti C. iii. 5. 55.
nel libro D^Ua natum é« Luoghi C iii. 5. ti4.
oltre li termini del debito della nostra natura C iii. 6. 107.
oltre il debito della natura nostra C iii. 6. 107.
e tra t' angelica ntUufa ... e 1* anima umana non sia C. iii. 7. 74.
è la sua potenza seminata per buona natura C iii. 7. 144
coaw ... la divina Virtù tre natun congiunse C. iii. 6. 4.
qttail tutte e tre le naturt ddl* Anima hanno C iìi. 8. 68.
il principio delle quali è per natura del passionato ..... 4 C iii. 8. 176.
la consuetudine tnonf é equabile alla #« i/uni C. iìi. 8. i8a.
contro all' ìmpeto della natura C, ìiì. 8. 165.
ha podestà in rinnovare natura in coloro C iii. 8. 194.
per divino proponimento la Natura cotale efletto produise . . . C. iii. 8. ali.
che non sarebbe da lodare la Natura C. ìil. la. 77.
la umana natura . , . abbisogna di molte cose C iìi. 13. y>.
che solo di natum intelleltiva sono perfette C iii. 13. 56.
parte del suo bene alla umana natura é conceduto C ili. 13. 90.
che sempre attrae la capacità della nostn natura . , C. iii. 13. 94.
la Natum V avrebbe fatto indarno C. ìli. 15. 81.
L' avrebbe anche 'la Natura fatto indarno* C iii. 15. 91.
cosi t misurato nella natura angelica C Ui. 15. 98.
che la natura di ciascuno può apprendere C. iii. 15. 99.
U quale desiderio é colla natum della bontà misurato C iìi. 15. 104.
aoa aia possibile alla nostra natura C. iii. 15. 107.
r ■■■ torna del tutto nella rnitMm dell' altra C. iv. 1. xck
]n quanto Ìo noi è dalla natum seminala . . . . . . . . . C tv. t. 48.
qui SI prende vaiorr quasi potenza di natufm » C iv, 3. 98,
perocché pi(i dok-e natura in signoreggiando . . . né fo né Ra . . C ìv. 4. 99.
coloro essere stati di divrrv: natun . . . . C iv. 3. 9^
Dd
NATURA ^^^^ ^^^^^^^^m 402
natura. Nostra mttum qui a te ci ounda Coimi xx. 33.
Poiché passa ed avanza Natura e costumanza BalL ìv. 95.
E chi poria pensare — oltre a na/Hni ? BalLiv.^x.
Oltre a natura umana . . . Fece Dio Boti. iv. 39.
nafaUB. R^olo . . . solo da umana natura mosso C iv. 5. 109.
aggiunta sopra la loro buona Md/um C ìv. 5. 149.
ciascuno animale ... quasi da Natttm dirizzato . C ìv. 6. ioa.
r ingegno . . . che la Natura in Aristotile messo avea C iv. 6. 234.
alcuno lumctto . . . per buona loro natMm, vive C ìv. 7. 36.
in più vera ìrrcvcrcnza ... cioè della nainra C ìv. B. 139.
che r ufficio e r arte della Natura Snito . . . vcdemo C. iv. 9. ao.
Cbc se prendere volemo la Natura univcn&le di C ìv. 9. aa.
la giurisdizione della Natura universale 6 . . . finita C iv. 9. aB.
che le cose gravi salìssino per natura suso O iv. 9. 56.
che la natura è strumento dell* arte C tv. 9 1 14.
cose sono dove 1' arte è strumento della natura C iv. 9 123.
quivi si vuole attendere la volontà della Matura C iv. 9. 07.
I^SKÌ • • • che sono quasi seguitatriti di Natura C. iv. 9. 157.
particola, che da natura di Nobiltà è . . . diversa C. iv. 10. 13,
quanto . . . tanto è in sua natura nobile C iv. ix. 17.
il sommo desiderìo ... e prima dalla Natura dato C iv. la. 139.
secondoché la loro natura dì certezza riceva C ìv. 13. 77.
quanto la Natura umana fosse migliore C. Ìv. 14. 58,
La ttraa è da Uvitad* di ttaiura causata C ìv. 13. 151.
ptffemon* di propria natura in ciasatna cosa C ìv. 16. 43.
qualunque in sua natura si vede essere perfetto C. iv. 16. 48,
allora é . . . perfetta secondo sua natura C iv. 16. Sa.
allora è in tutta sna matura C iv. 16. 86.
perocché non è in quello sua neitura perfetta C ìv. 16. 93.
dice in tutte cose perfezione dì loro natura C ìv 16. 96.
vcdemo in sua natura nobilt essere chianuta C tv, 19. 99.
le buone diaposiz»oni da Natura date C iv. 19. 40.
tante sono le naturi ... di quelle C ìv. 19. 48.
lo quale alta divina natura ... è contrario C ìv. ai. 85.
se non che la natura umana t' apparecchi la C. iv. at. I15.
a quello che pur da natura nudamente viene C. ìv. oa. 43.
quello . . . si è . . , considerare 1* opere . . . della Natura . . . . C iv. aa. 114.
è un modo . . . d' ìnsetarc 1' altrui natura sopra C. iv. aa. ia6w
se la . . . non impedisse la regola dell' umana natura C. iv. 23. 68.
perocché la nostra natura si studia di salire e C. ìv. 34. 48.
che la sua vita potea secondo natura trapassare C. tv. a4. 66.
che la nostra buona e diritta natura . . . procede siccome vcdemo
procedere la Ma/Hrn delle piante . . C. iv. 34. 8(. 86.
certe cose, le quali la buona Natura ... ne di C. iv. 34. xo6.
Dà adunque la buona Natura . . . quattro cose C. iv. 34. 113,
però la buona e nobile natura . . . mostra C iv. 35. 35.
alla quale la nobile natura intende C. ìv. 35. 30.
non pure ... e Vergogna la nobile natura . . . dimostra . . . . C ìv. 35. lao.
dìccre che la nobile natura . . . abolisca e faccia C. iv. 35. 139,
la nobile anima, cioè la nobile natura . . . intende C Ìv. 95. 145.
siccome U nobile natura . . . Uhbidimtt ... sì mostra ..... C. iv. a6. 7.
tutto quanto la nobile natura prepara . C. iv, a6. 16.
per provvedimento dì Natura universale C ìv. a6. 18.
quanto eh* elio sia di natura nobile C. iv. a6. 44,
4D3 ^^^^^^ NATURALE
natura. Quando nainm mi chiese a colui . Bali. vi. 9.
che, di sua natura Stando su in nttura. Dì^ien Bali. ix. 5.
Fagli natura [, quando è amorosa, Amor per sire] . . K A". 90. 17 {Som. x. 5), 38.
Piacer di forma dato per natiim SoH. XXXVÌÌÌ. IO.
naturale. Che sua beltà dìschiera Da Maturai bontà per Can*. x. 146.
Che . . . Ho quasi perso il naturai vigore S. P. ci. 15.
natura, questo fa e dimostra U buona natura . C iv. 96. 79.
quelle cose che la nobile natura mostra e dee avere C iv. 97. 8.
una via semplice, quella dcHji nustm buona matura C. iv. 37. ao.
quando più sntisface al debito della sua Nd/Mra C Iv, «7, 107.
perchè la nobile Natura le mostra in essa C iv. 37. 189.
avemo dalla nostra . . . natura . . . ammaestramento C iv. a8. 35.
naturale. In quel punto lo spirito naturale . . , cominciò K A^. a. 33.
cominciò U mìo spirito naturati ad essere K. /V. 4, 9.
della cui acqua si refrigera la naturai %cit. ......... C i. i. 66.
Óaì tutturalt amorr alla fimpria to^utta . . , . C. 1.5. ti.
lu naturalf amort deilti pia^ria loqmtla ........ ..Ci. io. 09.
che *1 maturaU amore . . . muove C i. 10. 33.
quando solo sua na/wni/ bellezza ai sta con lei Ci. 10. 95.
in ciascuna cosa naturale e artificiale C iì. i. 80, 94.
eh* h nel secondo de* Ubrì naturali C ii. 3. 30.
rivolgesì . . . opni di nmturmU una fiata .......... C ii. 6. 147.
virtù . . . che è nel colore naturale del seme C il. 24. 36.
la Scienza naturale^ che Fisica si chiama . C li. 14. 60.
nella Scienza naturale è sugi^tto il corpo mobile C ii. 14. i33'
della naturale Scienza, la sua considerazione ... 4 considerare U
principi! delle cose naturali CU. 14. I36, 139.
Pittagora . . . poneva ì princìpiì delle cose naturali C ii. 14. 146.
significa le cose Na/Mro/i corruttibili C ii. 15. 99.
La quale na/uni/ semenza si fa come ... si mostra ...... C ili. 7. 144.
qui sì polrebbono ragioni maturali . . . assegnare C iti. to. 39.
^a>^u, secondo il Md/Mfo/r amore CiÌÌ.tt.6i.
non diciamo . . . intendendo solamente la naimrak amistà signi6-
care ... ma 1' amisU iwpra la naturai generata C lii. II. 68^ 70.
siccome la Scienza naturale C iii. 11. 175.
siccome negli agenti wi/wnoA'vedemo Ciiì. X4-i7*
conciossiacosaché naturala desiderio sìs ali* uooio ...... C IÌI. 15. 73.
che *1 desiderio maturate in ciascuna cosa è misurato C ili. 15. 77*
errore, ti qual è fuori di naturale intenzione .,,..,.. C lii. 15. 97.
ne diparte eziandio dalli vizi naturai» C iii. 15. 197.
thè . . . questa non é umana, ma nmlurm/e C iv. 9. 39.
siccome sono le cose maturali C iv. 9. 45.
della impulsione, che è M4/Mf«// moto , . . . C iv. 9. 117.
del caldo, eh* é naturati qualiude C iv. 9. i9o.
attendere la maturaU disposizione del tempo ... . . C iv. 9. 199.
che giovanezza t colmo della naturi»! vita C ìv. 9. 179.
i principi! delle cose naturali C iv. 13. la.
U pnncìpiì delle cose naturali . C iv, 15. 98, 38.
ch^ li nostri desideri naturali . . , 9000 . . . dtsccodenti . . . . C iv. 13. 69.
quello della scienza è naturata C iv. 13. 65.
V una è di naturale Jattatua causata C. iv, 15. 119.
I.* altra é di naturale punUanimità causata C iv. 15. 140.
prima per modo naturale C ÌV. 91. 7,
ciò che per via Mii/Mrrs/r diccre si può C Ìv. 91. 99,
Dd a
NATURAI^ ^^^^^^P 404
nave. Mm se non muti illa tua mavr guida .... Cans. xvnii. 55.
Che si conviene . . . altro cammino Alla mia mav< Sort. xxxìv. 4.
nazione. Né voglion che ... dì vii padre scenda SaMion^ che . . C. iv. CanM. in. 63.
nebbia, onde a* adduce copia Dì nebbia lai, che . Cana. xv. iB.
Ora che . . . freddo e nebbia il ciel da sé divide . , Soh. xlii. 3.
naturale, hormen, cioè appetito d* animo nafuraU . C ìv. 33. 36.
cosi questo natunUe appetito ... si mostra C tv. aa. 41.
se di sua naturale radice I* uomo non ha C iv. aa. xag^
quella, che Maturale è chiamata C. iv. 33. 77.
prendere ai può e dee ogni naturale giudicio C iv. 34. a8.
perocché *l caldo naturate è menomato C. iv. 34. 50.
la integrità di tutto il tempo della natura! vita C iv. 94. 77.
avere perfette per via wi/Nm/r é impossibile Civ. 37. 117.
la naturale morte é quasi porto a noi C. ìv. aS. 15.
naturpiissimo. perocché naturalissimo é in Dio volere essere . . . C ììì. a. 51.
naturalità, la ragione di questa natHralità può essere questa . . . C. tii. a. 04.
naturalmente, gli uomini naturalmente desiderano. ... . . C i. i. 3.
tutti naturaltnenie al suo desiderio siamo soggetti C L X. io.
ciascun uomo a ciascun uomo è naturaltntnt} amico C L z. 56.
alle quali é ordinato naturalmente C L 5. 77.
Io quale naturalmente e accidentalmente amo C. i. io. 39.
naturalmente la prossimifade e la bontà sono cagioni C i. la. aa.
studia naturalmente alla sua conservazione C ì. T3. 47.
questa via ... è in noi naturalmente innata C ii. i. 114.
naturalmtnlt V uno contrario fugge 1' altro C ii. B. 70.
r anima umana rsser vuole natuialmentt . . . E . . . naturalmente
disia e vuole a Dio essere unita C iii* a. 55, 57.
viene che naturaltnente Y anima umana . . si unisce C iìt. a. 61.
naturalmrnte ama 1* andare in giù C. iii. 3. 40.
ciascuno naturalmente é di più virtuoso corpo . . . . . t . . C iti. 3. 47.
vizi . . . alti quali naturalmente egli é disposto C iii. 8. 157.
perocché naturalmente le lode danno desiderio C iii. 11. 5.
ciascuna cosa disia naturalmente la sua perfezione C. iii. 15. 35.
quello da noi na/wra/mfH/^ non é desiderato ........ C. iii. 15. 108.
le cose . . . comunicano naturalmente ... le loro qualità . . . . C. iv. i. 8.
r uomo naturalmente é compagnevole animale C Ìv. 4. 9.
che ciascuno disia naturalmente C i%'. 6. 75.
conciossiacosaché naturalmente siano vili C. Ìv. zo. 97.
il quale animo naturalmente . . . dee amare C.vr. sa. 81.
che naturalmente vcdemo ciascuno figlio . . . mirare ..... C. iv. 34. 155.
naturato, li Troni . . . Maturati dell* amore del Santo Spirito . . . C. ìi. 6. no.
le corpora sempliei hanno amore naturato in sé C iii. 3. 9.
che colui che bene naturato sì sostiene C. iii. 8. 186.
perocché in uno sono naturati ... ed in eguale stato C Ìv. 14. 93.
credo che nclli perfettamente naturati esso ne sia C. iv. 23. 93.
che ottimamente NA/urn/o fue il nostro Salvatore C. iv. 23. 95.
del quale ottimamente si può dire che fosse naturato C. iv. 34. 58.
qucst* anima natunita buona . . . é C iv. 35. a.
nave, lo tempo chiama e domanda la mìa nave uscire CI ìi. i. 4.
Siccome vedcmo in una nave C iv. 4. 51.
la tutve della umana compagnia . . . correa . . . C iv. 5. 67.
navicare, siccome pescare pare avere parentela col navicare . . . C iv. 9. 140.
navigazione, è quasi porto ... dì lunga navigatone C iv. a8. 16.
Nazzaro. potrebbe dire quegli dì san Nauarv di Pavia . . . C iv. 39, 37.
h
à
405 'PP'IIB^^F NECESSITA
oec AVr dicit ipsa : Molum est de isto CdH«. xxL aa.
nebbia, di que' miraeoii per alcuna nébbia siano dubbiosi C iil. 7. r6B.
nebula. ch^ mi parca vedere . . . una ntbuia di colore V. N. ^. ^
nebtlletta. caggiono quasi come ruòulet/t mattutine C ii. 16. 44.
Cicce— rin me utt . più ntctssariamtnté in quella termina lo suo viso . C ili. if. 177.
di sé . . . senza ntetsiaria cacone parlare C. i. 9. 16.
per «Mnusonir cagioni ... è conceduto. E intra le altre mrrsMrw
cagioni C i. a. 68. B9.
siccome mcessarh^ la sua lunghezza . . . sosten^ C 1. ro. aa.
quanto t al numero che alla nota & ntetisario . . C ii. ta. 16.
quesU cotale figura . . . è . . . tufissarùt ......... C ìli. io. 5X
perocché 1' ammonire è sempre . . . t%ectt$ario C. ui. io. 55.
perocché ... a filosofare . . . ^ necessario amore C iii. 13. 14.
perocché . . . s' intende a rimedio cosi Hfctssano C fv* t. 84.
li ... PHifrsjari uffici ordinando C tv. 4. 67.
ad alcuno mterssaiio servigio sono ordinate C iv. 13. 148.
certamente una cosa sola è Htitsstirim C iv. 17. 99.
qui non si procede per nteessoria dimoslrarionc C. iv. r8. 38.
tre certe cose . . . eh' erano Hectssarié a vedere C iv. 19. 3.
Onde . . . Hecessano è questo scarno vedere C iv. aa. aa.
che non vien meno nelle cose ruiessarie C iv. 34. 107.
I)à , . . la buona Natura . . . quattro ceae ruetsaari* C iv. 34. 1 14.
però fu a questa età nrassaria V obbtéifnMu C. iv. 34. 130.
cosi appare che la OUf^imaa fu mttfssana . C. iv. 94. 161.
La qnal cosa é V altra, eh' é NMcsaanui C. iv. 35. 4.
Stetssaria é, poiché C iv. 35. 6,
appare che nH»ssaria sia questa aomvUè . . . Anche é tfcréwmria . . .
b passione della ^frgogna . C iv, 35. at, 33.
perché quivi . . . é nfctssaria al buon fondamento ...... C ìv. 35. 09.
io intendo tre passioni mcessarit al fondamento della C iv. aj. 33,
Kotic e tre queste sono ntcfssarù a questa età . . . é mrmmiio d*
«Mere reverente e , . , è mfcrssario d* essere rìfrenato ... è
Manauonb d* essere pcnitcnre ^- iv. 35. 38, 40, 41, 43.
Per che . . . appare KrtjqfPM esaere mwwna C iv. aj. 117.
é da sapere che anclie è Mgctuarim qneat' opera alla ...... C iv. a$. 137.
ciò . . . appare essere necessario alP Adolescenza C. iv. 35. 144.
Ix quali . . . cose paiono e sono neeg.<.*an'é alla C Ìv. aS. 13.
é a questa età . . . nevessano d' essere amon>sa • C. Ìv. a6. 8a.
Per che appare . . . essere amorr necessario . . . Ancora è tutm
éorio . . , essere mHIcm, ebè ... a questa massimaraente é
tterttaario C. iv. a6. 100, ioa, 105.
appare questa essere wori^onio alla Gicventmtt . . . Ancora è Mmr>-
Mno . . . essere U^le . . . C tv, ati^ 1 19, laa.
che . . . Leallà ... e Temf-emnMO^ sieno mtetamrit
neoesdtà. Dì m<e»siià conviene, che ... ai muoia .
induttrice di necesaiià
quaata meensiim mosse Boezio
di meetMÈàiA il dono . . . conviene essere utile . .
per foru dcUa pmrwi'lé
che di mte*9ÌÌà vtiofe
lo quale é da un punto a un altro di ntrenikì . .
oeUa cui girazionc conviene di mctMsità caserr
C IV. s6. 144.
r. N. 33. 17.
C i. I. .9.
e. i. a. 96.
C i. 8. 44.
t. i. ti. 45.
C ti. 3. 4 1.
C. U. t5. aS.
C ili. 5. 69,
non ai striane da nramn/i d' sloino termine C iti.
t di Mtrmtéià &ru conviene . . . C iii.
6.99.
13.35-
NECESSITÀ W^^^^^^^K ioS
neente. persone, che nnmié Par che iotendesser la . . . K. iV. 41. 61 (Som. xxiv. 7).
(/ niente.
negare. Tanto . . . Che '1 Hfgar poscia non gli pare amara .... Canm. x. 135,
Non è pura virtù la . . . Poìch' è bìasmata, Ntgata Canm. xix. 60.
Lo dolce pomo a tutta gente nifga Cana. xx. 94.
nemico» -a. Virtù, che i suoi ni'ihki' a pace ìn\4u Caiw. x. 107.
La nrmùa fi|;ura . . . andar mi fané Catu. xi. 31.
Si ha, — eh* a* suol ntmiti sare* gìanto Con», xix. 85.
O falsi ca\'alier . . . Ntmici di costei Cans. xix. 1 13.
Morte villana, di pietà mtmica K /V. 8. 45 \Sotu fv. \\
Convenemi chiamar la mia nttnira . . , K. W. 13. 48 \S<m, vi. 13).
Più, che gli errori de' ttemid miei S, P. vi 35.
Per U tcntazion de' mici nemici S, P. xxxi. 50.
Laonde il mio pw-wnn? a stuolo grosso . . . s* afforzava S. P. xxxvii. 43.
starmi in adiulorìo Contra gli miei ngmià S. P. xxxvii. 84,
Ciascun m' era nemico ed awersarìo S* P, €Ì. 05.
é mossa Per li tutnià mici acerbi e duri S, P. cxliì. 14.
E liberarmi da' tumici miei S. P. cxlii. 47.
necessità, conviene che sia eterno lo suo oggetto di ntcessità . . . C. iìL 14. 54.
Lo fondamento ... é la iwctssità della . . . civtUà C iv. 4. 3.
conviene di nectssità tutta la Terra . . . esser C ìv. 4. 33.
siccome ... di necessità è un' ottima . . . Wa C. iv. 13. 18Ì4.
da dire nobile, e ... da dire vile di ttecessità ........ C iv. 15. 41.
conviene avere di necessità certe cose C. iv. 34. 105.
necessltade. conviene essere ìn uno medesimo tempo di ttecessitade . C ìì. 4. 68.
chi pur di necessitade quivi sarà trasmutazione C ìv. 14. 44.
negare, quella gentilissima ... mi negò il suo . . . salutare . . . . f^ ^. io. 14.
poiché la mia beatitudine mi fu negata V. S. la. a.
della salute, la quale mi fu negata V. N, la. 43.
Ha poiché le piacque di negarlo a me K A*. 18. 36.
lo quale non negò la morte a sé V^ N. sa, 3.
perché nò consentire né negare puote lo C i. a. 76.
Questi non negò^ quando C ii. 6. 98.
questo nullo niega C iì. 9. 77.
Questo Pittagora . , . m^^ a sé questo vocabolo C. iii. ri. 43,
intendere noi non potemo se non cose negando C iii. 15. 67.
la non revemua é negan la . . . suggczione C iv. 8. 107.
questo è proprio M^gvinr C ìv. 8. 116.
siccome disdire ... è negare propriamente parlando C iv. 8. 117.
se io m>^ la reverenza dello Imperio C. iv. 6. 118.
eh' é la reverenda negare^ cioè negare la . . . suggczione . . . C ìv. 8. 146 {bis).
da vedere é come questo è negare . . » . C iv. 8. 148.
contro a quello che niega li princìpil C iv. [5. 163.
sviati, siccome Pietro che V avea negato C ìv. 33. 183.
negazione, no» reverente dice negaaione C iv. 8. 104.
negghlenza. Mettere a negghienaa di sapere quello . . . é . . . . C. iv. B. 18.
n^ligenza. é per la negiigensa nostra . C ii. 14. 3531,
é da notare che pericolosissima negligensa è C iv. 7. x6.
nemico, -a. per la speranza . . . nullo nemùo mi rimanca K AT. 11. 3.
conviene che io chiami la mia nemica K. TV. 13. 59,
Giuno, cioè una Dea nemica dei Troiani K. iV. 35. 74,
la mente del nemico . . . non conccpe C ì. 3. 53.
(osto amici e tosto netnici C. i. 4. 40.
i suoi nemiaV amano , C 1. 13. 76.
407
NEVE
nemico. -a. chi . . . crede, Eretico, cfwmicoò dì seatcMo , . . . A f. 44.
Ma poi che 'I rio nrmiropur ne preme P. F. il9.
il . . . inganno, Che sempre ci apparecchia quel nrmico . . . . Z'. ^. 116.
SI che per lui da noi 'I Mmico è vento P, F. 135.
AI HffHtco di Dio In rassomeg^lio P. F. 189.
Accidia» eh' ogni ben fumica learda P, F. 193.
Acciò dal no tunuco ognun si achiostrì P. F, aaa,
dalla tentazione DclK infemal fumieOf e sue ferute P, F, a»$.
Cf. inimico, nimico.
Dcpote. r fui NepoU o fìglio di cotal valente C iv. Cmv. iii. 36 ; 7. t4.
neqtie. AVfw plus vium sperando conservo CanM. xxi. 39.
nequizia. Io mostrerò alt' umana nt^uiMÌa La via S. P.\. 53.
nero. Dunque verrà, come dal nero il perso . . . C. ìv. Coms. iii. 109; 19. 13; ao. 3.
Quandunque i colli fanno più n^m ombra . . , , S*s/. i. 37.
(i). L' ossa mie, e i miei nmi's' invecchiaro S, P, xxxi. 17.
(a). Vac omnì meo ntrvo Cmu. xxi. 33.
tino. Però fw-5XMM ai vanti C ìv. Caiia. iii. iia.
Che senza . . . Nisutn puote acquistar Canm, xix. 99.
Per MfuwMd grandezza Monta in orgoglio Cana. xix. 199.
bianchì piJi che fior di ruuiof' erba .....*. S»/. iiì. 3.
Che mtisun la si può recare a mente. Che non. ... K A^ 97. 95 (5<m. xvj. 13),
cosi acerba. Che suo fedcl hcsjwmo in vita serba Son. xxxi. 11,
E non si da a hìssmh più d* una volta P. F. 6^
Ad uccidere altrui in russun modo P. F. 173.
DSODO. Come tenesse mai Ptfun per donna Sssi, iìL 33.
AVifM si maravigli, nò faccia ombra Sfgi, iv. 8.
Che nnat* altra porriane esser donna S*m/. Ìv. tt9.
Senza ntuna ascondersi sott' ombra . . .... Srs/. iv. 97,
C/. ni uno.
neve. Ben conosch* io che va la fuvt al Sole Cans. x\. 37.
cade in bianca falda Di fredda N#«tf Canm, xv. ai.
nemicOi -a. li quali . . . sono de* buoni pensieri ttnttùi C. iii. 8. 155.
Per che gli amici . . . sono . . . amati, e li HiVMja odiati . . . . C. iv. t, 16.
Oftiositi^ che ... di questa Donna ( nemna C. iv. l. 71.
perocché ... li lunghi capitoli sono frifMn'dclla memoria . . . . C. iv. 4. 134.
« liberare Roma contro alU suoi tumid . . « . . . . C iv, 5. (36.
Poneteci mente, turnici di Dio C. iv. 6. 180.
ciaKuna di queste virtù tia due twwmv collaterali C iv. 17. 66.
C/. inimica
nepote* ciascuno che /igh'MoJù sia 0 Mtpoté J" aUuno valmle uomo . . C. iv. 7. 9.
Pognlamo che Gherardo . . . fosse stato tuftoit del C tv. 14. 115.
10 malvagio . . . nrpoU fa tutto il contrario C. iv. 99. 63.
r/ nipote.
nero, siccome il ptno dal Htrt» discende C iv. 90. la.
11 perso t un colore misto di purpureo e dt n/to, ma vince il Mrro . C iv. ao^ 15 (Aw).
Nerone, non è da credere, né da consentire a Nrrxjnt )m{>crador« . . C. iv. 9^ 169,
nerva perocché il nttvo . . . é diritto ■ quella parte C il. io. 39.
iM^-iMMO dubita, che C Ì. 7. 74.
mo dubita, né Filosofo, né Gentile, né C. U. 5, 61.
dee r amico suo biasimare palesemente C iti. t. 50,
argomenta . . . che msìuho . . . non dee credere C ìv. 90. ai.
netto» essere mito d' ogni atto di mercatanxia . C i. 8. laó.
newe. pv««ft> é si, che tutto cuoprc la ticvc . C. iv. 7. 60^
neve r acqua misdiiau dì bella MfPt .... . . T. JV. tS. 43.
NEVE -^m^^^^^^^-
neve. Si sìa gelata, come tirar all' ombra S*st, i. B. ^M
E spero farmi bianco più che HMif S. /*. L a6. ^M
nido. Ma per difetto eh' ella sente al ni^ 5o>t.lìi. ii. ^M
niego. E quei d' ogni mercè par messo al mùgo Com*. xiL 3^
niente. Benché sia da nùntt C. \v. Cffiir. iiù 37
Per me «//«/* altro che quel si vuole Son, xxxvii _ |
E da lui furon fatti di nimte Z'. /*. I4<
Cf, noente.
NUo. Di fonte nasce Nilo picciol fiume . . Cm». zx. 4I
nimico. Ora ti vei^o . . . Superba, vile, mmtca di pace Gma. xviti.
C/. nemico, inimico.
niaL Nìsi pietatem habuerit servo CanM. xzi.
nisuno. y. nessuno.
ninno, e m/mho se n' accorge Caits, &. i^»^^^^ i.
Ma m'un può far cosi com* ella donna Delle S#s/. Iv. ^ _
Che hÌmho infurii, nò sia rubatore P. F. 166. ^È
Cf, neuno. H
no. Che '1 si e 't no tututto in vostra mano Ha poeto Amore , . . diu. xvi. -J^
che mai no impetra Mercè Som. xxxi. «^
notdle. Diverria »fofti7cosa, o si morrla K. M 19. 55 (Gin*. ^. f,a(\
neve, nevato è sì, che tutto cuopre la ntvf C iv. 7. ^^^— j^ x.
le sue vestimenta erano come ntoe . . , C. iv. aa. g^^
nibbio, che come nibbio altissime rote fare C iv. 6. xm^^m. Cg^
niente, e non ne sanno niente V. N, ^x. 35.
tuttoché esso sia da niente C iv. 7. Bc » j.
nimistà, chiude il difetto della nit$$istà C. iv. la; ^^^ 35, h
nipote, siccome fu Platone e Spcusippo suo Hi^/c ....... C iv. 6. ^^^z a?. H
CyCnepote. ■
ninno, non si muovono da m'uHO principio C. iv. «5 ^ t51>^|
no» Onde non è maraviglia se , . , qui dice no C ii 16. T^
è talvolta con quella g^nte ... e talvolta no C. iii. '3 ég,
e più oltre NO C iv. 9. 94>
nobile, e vedcala di si nobili ei laudabili portamenti K M a. ^Q*
tiittjivia era di si noòi/e vlrtU V, N, 9. S^
ripigliare materia nuova e più Mo6i7« che la passata V. N. 1 '^^^^ 3 - ^
onde concedcsi esser . . , piii nobile C ì. 5. ca^csc^
questi nobi/i sono Principi, Baroni e Cavalieri, e molla altra nobtJe
gente , C i. 9. ^ »4« 3^
siccome sono quelli Nobili « .... C. i. 9. ^" S^
a cosi nobile Convito per le sue vivande C. L tn — *■
tanto è pm nobile per comparazione C li. 4. — T*
cosi è più nobile^ quanto è più presso C. ìi. 4. — - ^5*
che più sono 1' altre nobili C ii. 6. -4^
altro che sia meno nobile C ii. ° •*
eh* è . , . atto della sua più nobile parte C. ii. 6. - ^S-
è una nobile disposizione d* animo CU. l^^^K* ^ ^M
questa ... è nobile e alta per nobile e alto suggetto ... è alta e ^
nobile per la sua certexza C. ii. 14. 944, ^M5 M^
quanto la forma è più nobile . C. Hi, ^^— '**
ponendo quello essere più nobile corpo che C iiu ^— — ^
siccome . . . puotc vedere chi ha nobile ingegno C iii. S-— ^^
questa Donna è da Dio . . . fatta nobile cosa C iii. 6^^ ^^
che sia alcunu tanto nobile C iii. 7— "^
Lo più nobile ... si è mnienUwM . • C. tìì. ft- ■^'*
409
NOBILE
nobUe. che mi fa ombra Pili MoAt7, che non fé*
Di quelh» eh* è delle ffoAr'/f donna . . .
Stst. iii. 34.
S4tt. ÌV. 38.
OOblle. i) suo Hohi/é nome ... è comunicato ......... C iii. fi. 184.
PenAvHMO ^f/i/# s' intende U Mo&i7f anima . . . » • t • • C. Ì)i. 14. 93.
di questi ... fu Torquato, noinli Romano . . . . , • . , . C Iv. 6. ila.
Beata la terra lo cui re è ftottiU C iv. 6. 178; 16. 50,
le cose ai deono denominare dalla più Hoò/// parte C.iv. 7. 117,
me nobitt e non villano dcgg^io mostrare C. ir. 8. 37,
sotto la medicina, ovvero sotto più noòiit dottrina C Iv. 9. 147.
quanto . . . tanto è in sua natura nobiU . C iv. if. 17.
perù la scienza peifetta ha noòiÌ0 perfezione ......... C iv. 13. 86.
quanto . . . più fossero, più tosto sarebbero no6$Ìi ; e . . . quanto . . .
tanto più tardi noAi/j si farebbero C iv. 14, 73, 75.
que»ta distinzione . . . cÌo^ nobiU o vile C iv, 14. 78,
onde . . . diciamo uno nobile cavallo ... e uao noitik falcone ... e
una mobiU margarita C. iv. 14. Sa, 83, 84.
dicendo quello essere stato MoAi'/r C iv. 14. lai.
tale uomo sarebbe tenuto nobiU morto, che non fu nobik vivo . C. ìv. 14. 133 {bia),
diremo noi che Dardano . . . morto sìa ttobtlfì C iv. 14. 145.
Dunque, se esso Adamo fu twbiU^ tutti siamo nobiii ...... C. iv. 15. 33, 33.
pure alcuna gente è da dire nobiU C iv. 15, 4a
da diversi princìpii . . . cioè da uno nobili e C ìv. 15. 44.
la , . . terra, di poco dipartita da) nobiU [etera] ...*,•■ C ìv, 15. 80.
dico ttiirìUtto per la nobil* parte dcU* anima C. iv. 15. 109.
che r uomo chiama nobUe pietra, nobiU pianta, nobile cavallo, m>btié
falcone, qualunque ... si vede essere perfetto .... C Ìv. 16. 46 (/#''), 47.
credono, che per questo vocabolo Nobile s' intenda C iv. 16. 61.
quelle cotte . . , più sarcbbono . . . nobili C iv, 16. 67,
cosi U px%\\tL. . . . sarebbe la più nobii* pietra del C. Ìv. 16. 69.
Asdente . . . sarebbe piu nobiU che alcuno suo cittadino . . . . C iv. t6. 71.
Albuino . . . sarebbe più t*obÌU che Guido . C. iv. 16. 70.
* falsÌBsimo che tfobih vc^a da mnositre C, iv. i6. 75.
onde nobile è quasi mm vite .............. C. ìv. 16. 76,
allora sì può dire nobiU circolo C iv. 16. 87.
Sua virtù perde quello cìrcolo ... e non è nobile C iv. t6. 91.
ciascuna cosa . . . vcdemo . . , nobile essere chiamata C. iv. 19, 39.
Perch' io sono di cotale schiatta, io sono nobiU C. iv. ao. 41,
la stirpe non fa le aincularì persone m^U, ma le siogularì persone
fanno nobiie la stirpe C iv. ao. 45, 46.
siccome disse quel mobitt Guido Guinizellì C iv. ao. 67.
che esse da loro e per loro principio fossero Htibtlt C iv. ai. 16.
volterò che ose . . . fossero nobili e più e meno . C iv. ai. 18.
Offni anima nobile ha tre operazioni . . . . C iv. ai. 90.
che *1 primo e nobile rampollo ... si è C Ìv. at. 118.
quelle che in luì sono più nobili, più ama C iv. aa. 74.
coocioniacosache più nobiU parte ... aia C iv. aa. 75.
che r appetito razionale non sia più nobile clic C. iv. aa. loo.
sicché veder si puote . . . che è lo nobile uomo C iv. aj. 5.
per li quali conoscere si può il nobile uomo ...Ctv. 03.9.
luce e rìsplcnde per tutta la vita del mobile C iv, 33. la.
quello per che polemo conoscere 1* uomo Mobtle C iv. «3. 34 ; a6. 3.
perocché la Séétm ora ... è la più nobile di C iv. 83. 14^
pcffò la . . . Hóbité natura ... la mostra . . . . . . C iv. 35. a^.
NOBILE 410
nobile. Venien dicendo : O ffoAi'/r intelletto f^- A^> 35* 57 {Som. sviii. 13).
nobile, alla quale la Hoò$7e natura intende .......... C. iv. 35. 30.
poi lo . . . Hobi/t uomo mai non parla 5), che C iv. 85. 97.
non pure. . . e Ver^gna la MobiU natura . . . dimostra C ìv. 05. lao.
dicere che la noMe natura . . . abbelHsca e faccia C. iv. 95. 139.
Le quali U HobiU aninuL^ cioè la nobih natura . . . intende . . . C ìv. 95. 145 [bis).
siccome la woA*/r natura ... ai mostra C.ìv. 06. 7.
tutto quanto la nobih natura prepara C ir. a6. 16,
quanto eh* elio aia di natura nobiU C ir. a6. 45.
questo Appetito . . . quanto eh' elio sia nobUé C iv. 06. 48.
però la nobiU anima in quella la dimostra C.\y,9S, xao.
però la nùhilt Anima tutte le dimostra C ìv. a6. 146.
quelle probità che . . . presta la nobile Anima C iv. 07. 4.
quelle cose che la nobih natura mostra e C Ìv. 37. 8.
che r Anima nobiie nella Senetla si è Prué^Htfj si è C ìv. 37. Xo.
perchè la ttnbih Natura le mostra in essa C iv. 07. 169.
quello che fa la MoM/r Anima C tv. »8. 5.
cosi alla Hohifi Anima si fanno incontro C. iv. aS. 37.
Rendcsi dunque a Dio la nobiU Anima C iv. aS. 49.
Bene questi Ho^'/fcalaron le vele C iv. a8, 6x
benedice anche la noinle Anima ... A' C. ìv. 08. 89.
Per la quale Marzia s' intende la rcoAf/r Anima ....... C. iv. 38. 103,
per che significa la nohih Anima . . . tornare C. iv. a8. lao.
cioè a dire, che la nobih Anima . . . torna a Dio C iv. ad. 137.
eh* è a dire, che la nobile Anima dice C iv. a8. 144^
Per queste . . . ragioni si muove la nobile Anima C. iv. 98. 154.
quelli segni, ti quali . . . appaiono nel nobih uomo C iv. 99. 3.
coloro che, per essere . . . credono essere nobih' . C Ìv. 99. 13.
nulla progente . . . dicere si potrebbe nobih ........ C. ìv. 99, 33.
chi dirà nobih per la buona generazione quegli che C iv. 39. 46.
è vero che nobih si dice, ed è per certo modo C iv. 99. 88.
si può diccre nobih una schiatta, ovvero una progenie . . . . C iv. 99. Z09,
cosi a fare una nobile progenie convengono in essa nobili DomiBÌ
vincere C. iv.a9. 113, 114.
della Hobih progenie potrebbero li buoni morire C iv. 99. 199.
tanto che . . . non nobih, ma vih da dire sarebbe C. iv. 39. 135.
nobillssinio. vestita d* un nobilissimo colore . . . sanguigno . . . . K. A^ g. 16.
Amore volea stare nel loro nobiiissitno luogo V. N. i^ 41.
secondo la nobilissima parte degli occhi suoi V, N. 9i. 95.
secondo la nobilissima parte della sua bocca V. S, qi, 37.
quanta ai vedeva eh* era questa nobilissima Beatrice K AT. ao. 5.
nel quale era stata quella nobilissima . . . anima K W. 93. 6t.
che ... 1' anima sua nobilissima sì parti nella V. N. 30. a.
che con quella . . . donna non sia nobilissimo amore ..... K ^. 36. 33,
onde ... mi ricordava della mia nobilissitna donna V, N. 37. 5.
da questa nobilissima perfezione C. ì. i. i9.
dice . . . quelle nobilissime creature quasi innumcrabUi . . . . C ii. 6. 38.
La forma noòilissinia del cielo . . . gira C ii. 6. 154.
questa Donna . . . nobilissima e bellissima Filosofia C ii. 13. 79,
r anima umana, eh' è forma noòihssima di queste C. Ìli. 9. 48.
In questa nobilissima parte . . . sono C, ìii. a. laa.
tutte qtiestc nobilissime vìTtii ... si chiama ........ C iii. 9. 133.
per Menh s* intende questa . . . nobilissima parte C, iii. a. 137.
quello che in quella nobilissima natura nasce . « C. ìii. 3. 96.
41 1 ^^^^^^m NOBILTÀ
nobilitate. Quella viitb, che ha piò nobifiìaié Can*. xiiì. 74.
nobiltà. Dove pifi HoMtà suo inscio trova Guw. tx. 4.
DOtmiaslmO. ponendo il mcun tioòtiisàimo inira li luoghi . . . . C iii. $. 40.
oUji prima semplici&sinia e nobihsstma Virtù C. tii. 7. 63.
viveva uno Filosofo nobiUssitno . . . Pìttagora C. ìii. il. 99.
Vede . . . questa nobilissimn di tutte assolutamente C. ili. la. 90.
ed è Mobiìisaìma, perocché Hoti/issima Essenza é la divina . . C. iii. la. loa, 103.
O No6rVr'«.rffMo ed eccellentissimo cuore C iii. la. 114.
che fu orìgine della n<^iiissima Città Romana C. iv. 5. 49.
cosi come . . . cosi uomini sono Moòttisstmt C iv. ao. SS-
come virtute ... da corpo noòiiissimo celestiale C. iv. ao. 105.
il quale ... è uso della nostra nobilissima parte C. iv. ae. 137.
non volle . . . né il nobilissimo nostro Latino Guido C. tv. 98. 61.
che le nostre progenie dicono essere HoA«7i>i/»i/ C iv. 99. 35
Allora sì troverà questa Donna nobiJissitmt C iv. 30. 46,
nobilitare* perocché r Anima è tanto . . . nobi/itata . . C iii. a. 119.
ma tanto, dico, a quanto é nobilitata ...... . . C iii. 7. 58.
quelli che dal p»adre o da . . . é nobilitato C iv. 7. 89.
mostra li suoi efletti nelK anima nobilitala . . . , . . C iv. 34. 80.
nclli quali 1' anima nobilitata . . . procede .... . . . . C iv. 34. 89.
nella fine del suo lavoro quello nobtiitan . . . dee C iv. 30. t8.
nobilitate. Dice . . . che Nohilitatf e tnrtutt rofalt . . . convengono . C. iv. 18. aa.
nobiltà, quanto dalla parte della nobùtà della sua anima K AT. iq. 119.
quanto dalla parte della nobiltà del suo corpo K. VV. 19. 193.
pensando la loro nobiltà K. /V. 43. 4.
era . . . sovrano, e per nobiltà e per . . . Per nobiltà, perchè . . . C, ì. 5. 46, 47.
da ogni nobiltà d' animo li rimuove C i. 9. 16.
nelli quali vera nobiltà é seminata C i. 9. 55.
non prima quanto a nobiltà . C li. 6. 47.
per la nobiltà dclli suoi movitori C. il. 7. tot.
denominate dall' ultima nobiltà della loro forma C ii. 8. 18.
alta di nobitudc per la nobiltà del suo suggelto C ìi. 14. 243.
ove la sua nobiltà si tratterà C ii. 16. 04.
b qual è colla nobiltà della potenza ultima C lii. a. 1 15.
perocché V uomo . . . per la sua nobiltà ha in sé C. ÌK. 3. 38.
la propna conoscenza della verace A'o^/Aì C iv. 1.80.
ianno . . . fruttificare la verace degli uomini Nobtlià C. iv. 1, 97,
che nella prima si tratta della Nobiltà secondo ....... C Iv. 3. 5.
nel quale, di Nobiltà trattando . . . deggio C tv. 8. 36.
credono quelle easere cagioni dì JVobilfti, anzi essa Nob$ltà credono
quelle essere C iv. 8. 78 (Aù).
dirchbono il contrario, cioè la Nobiltà easere . . . . . C iv. 8. 8t.
Poiché poste sono V altrui opinioni di Nobiltà C iv. ro. a.
che da natura di Nobiltà é del tutto diversa C iv. 10. 13.
le quali da Nobiltà sono del tutto di^^rse C Iv. 10. 16.
poi si riprova il ttmfio essere cagione di JVobilti C iv. 10. ai.
erroneo nella definizione di Nobiltà C Iv. 10. 39.
che pose della A'o6i//à falso suRgetto C. Iv. 10.49.
non comprendono ogni formalità di Nobiltà C iv, io. 59.
che U definizione della Nobiltà ... sì faccia C iv. io. 61.
com* elle non possono causate Nof<iltà C. iv. 10. 67.
perché sono disgiunte mcdto da Nobiltà C iv. 10. 69.
quelle essere dm Nobiltà éiagimnt* . . C ìv. t(K 77.
d<co che le tltm9i* , . , non possono dare Nobtìtm , . . . C iv. to. 94.
NOBILTÀ
413
IKll]Ut&. Come persona ... cui virtate e nobiUà non vale
Cam». XX.
nobiltà, per la viltà sieno contrarìe a Noòi/fà C iv. to. 99.
la quale alta rCobiìtà s* oppone C. tv. 10. loow
perocché da lungi sono di Nobiltà C iv. io. ixi.
che le divUìf non possono /orrr NobUtà, dicendo quasi quella loAf/Zà
essere /om diritta C iv. io. riB, 119.
come disgiunte r lontan* sono da Nobiltà , C iv. 1 1, 3.
cioè le divitté essere vili e lontane da Nobiità C ìv. 1 1. fi,
e cosi la nobiità dalla perfezione C. ìv. 11. 15.
dalla diritta torre della ra^one, ovvero di Nobiltà C. iv. 13. t63*
esse divizie non possono torre la Nobiltà . C. iv. 13. 164.
che tempo diceva essere cagione di Nobiltà C iv, 14. 4.
quando dicono che tempo si richiede « Nobiltà C iv. 14. a6.
venire alia generazione di Nobiltà C. iv. 14. aS.
dove Nobiltà per processo di tempo si cominci C. iv. 14. 38.
se . . . dicesse che la Nobiltà sì comincerà C. iv. 14. 40.
Nobiltà in tra li beni si è commemorala C iv. 14. 64.
Se la gentilezza ov\'ero Nobiltà ... sì generasse C iv. 14. 66.
più tosto sarebbe generata la Nobiltà C iv. 14. 69.
veggiamo la immagine dì nobiità C iv. 14. 61.
Se la obblìvione ... è cagione di Nobiltà . - C iv. 14. 87.
e in loro generazione di Nobiltà essere non può C iv. 14. 95.
dire che nell' altre cose Nobiltà a- intende per C iv, 14. toe.
dare alla Nobiltà dell' altre cose bontà per cagione C. iv. 14. 107.
se . . . elio fosse grande di nobiltà, e la Nobiltà in lui si vedesse C iv. 14. laó {bù\
ponea la obblìvione causa dì Nobiltà . . . C iv. 14. 153,
ha rìpro\*ato, ttmpo non richiedersi a Nobiltà C iv. 15. 3,
r uno ai èf che nulla Nobiltà aia C. iv. 15. 15,
Se Nobiltà non si genera di nuovo . . . C iv. 15. 19.
la trasmutazione di viltà in nobiltà C. iv. 15. 49.
uomini, che di Nobiltà hanno . . . iniquamente parlato C ìv. x6. 14.
intende determinare d' essa iVo6i7/it C. iv. 16. ai.
nella prima s' intende mostrare che è questa Nobiltà C iv. 16. 04.
a vedere la difinizione di Nobiltà C iv. 16. 31.
/.' unay che per questo vocabolo Nobiltà a* intende C. ìv. 16. 36.
IKco . . . che . . . per questo vocabolo Nobiltà s* intende . . . . C iv. 16. 43.
questo vocabolo, cioè Nobiltà^ dice C iv. t6. 95.
possa essere e sia fruito e fine di Nobiltà . . C ìv. 17. txd,
che ogni sopraddetta virtù . . . procede da NobUlà C iv. 18. 11.
cosi Nobiltà ... si dee avere [>cr tale C. ìv. 18. 51,
che yirfù colale e Nobiltà convengano in una cosa C. iv. x8. 60.
se Nobiltà vàie e si stende più che Virtù C iv. 19. 17.
cioè, che Nobiltà più sì stenda . . . C ìv. 19. ao,
dicendo che dovunque è Virtù, ivi è Nobiltà C. iv. 19. sa.
nulla n' è più manifesta che Nobiltà essere dov' 4 Virtù , . . . C iv. 19. a^.
e non Virtù dovunque è Nobiltà C iv. 19. 35.
se molti . . . frutti fanno nella umana Nobiltà C iv. 19. 48^
dire che la Nobiltà umana . . . soperchia C iv. 19. S3-
Di questa Nobiltà nostra . . . a^ accorse il Salmista C. ìv. 19. 57.
comparazione fu del Cielo alla umana Nobiltà C iv. 19. 70.
mostrando che la Nobiltà si stenda C ìv. 19. 73.
la paura del . . . che da Nobiltà viene. £ Nobiltà si può credere il
loro timore C iv. 19. 91, 90.
Onde buono e ottimo segno di Nobiltà è C. ìv. 19. 95.
413 NOIARE
nobiltà. Gran HahUtà mi par vedere mll* ombra S*st ìv, i»
nobiltate. Dico che NobiltaU in sua ragione [Importa] . . C. iv. Catu. iti. B9 ; t8, 6.
Che questa MobUtate . . . Licva principio Catta, ix. 47.
non giii per . . . Ma per sua nobdtatty Mi pose . . . « * K. A. 7. 95 [Soh. lì. 8).
nocchia E' non à legno di si forti Mocthi Son. xxxi. x.
nodOw Ben ti faranno Ìl Hcdo Salamone Som. liiì. i.
N^ delle colpe sue solverà il nodo Chi . . . brama ...... P. F^ 175.
noia. Lo perdonare se le fosse a no$m K ^. la. tu i^BaU. ì. 3a>,
Che dice: Fuggi, se 'I perir t' à $toia K M 15. 31 {Son* viii. 4).
nolane, pietra, Che t* avesse mom/o lungo tempo Stst. ÌL 17.
ffwMltA. eh' è allora frutto di vera Nobiltà C. iv. 19. 98.
procede il testo alla difiniztone di Nobiltà . . . per la quale si potrà
vedere che è questa Nobiltà C iv. ao. 3, 5.
dunque ogni Virtutc, ovv€ro il gentr loro, cioè . . . \'errà da questa,
cioè Nobiltà C. W. ao. xo^
coal questa, cioè Virtli, discende da Nobiltà C iv. ao. 13.
una cosa mista di Nobiltà e di passione ; ma perchè la Noòilfà vìnce
quella C iv. 90. 17, 18,
cioè che le Virtù sono frutto di Nobdtà C iv. ao. 8a.
è manifesto che Nobiltà umana non sta altro C iv. ao. 86.
se le Virtù sono frutto di Nobiltà C iv. ao. 91.
manifesto è essa Nobiltà essere stmerttf C iv, ao. 98.
che è materia e suggetto di Nobiltà C iv. ao. 99.
la quale Nobiltà si chiama . . . ..... , . . . . . C. iv. ai. 4.
nobili e più e meno, secondo la nobiltà della stella C iv. ai. 19.
Pittagora volle che tutte rossero d' una nobiltà C iv. ar. ai.
Questo Angelo è questa nostra A^u^i/Zà . C iv. aa. 175.
Poiché . . . appare la di finizione dì Nobiltà C iv. aj. a,
s* afferma che questa Nobiltà luce e riaplende per C tv, 33. 11.
questa Nobiltà^ di cui si parla . . . mostra C iv. 34. 78.
perocché la Vergogna è . . . segno ... di Nobiltà C. iv. 35. aS.
dcUi segni della Nobiltà C. iv. a8. 161.
perocché in lui essa Nobiltà tutti ti dimostra C iv. a8. 163.
di dò che di Nobiltà é contato C. iv. 39. 7.
che . . . credono essere nobili. Nobiltà non avendo C iv. 39, 13.
che per loro Nobiltà meritarono V ufficio C. Iv. 09. ao.
•e la Nobiltà é quello che detto t . . C iv. 39. a8.
tanto . . . che Nobiltà sempre la dimanda . . C. iv. 30. 61.
nobiltade. Signore della HoAi7/«<r, perchè piangi tu T K. /y^. la. 30.
prima per nobilfdt C ii. 6. 64.
la Scienza è alta di nobtltaét . . C ii. 14. «4 1.
che NobiltaJé chiamar si dee . . . C iv. 1. 49.
toccò delU costumi di A'(M^f//ii^ C. iv. 10. 10.
a trovare la dÌfinÌ2Ìone dell' umana Nob^tade , C ìv. 16. 101.
delle quali essa nostra Nubiltadé è seme . , . , C. ìv. t6. II6.
tocca Nobilladt che bene é vera salute C iv. 19. 75.
Bene é sua amica Nobilfadi C iv. 30. 60.
nobiltats. cosi è NobiUmtt dovunque è Virtii C. iv. 19. 34.
nOOCtliere. questi è ti noahì^r» C iv. 4. j8.
conviene cucrc uno quasi moechàtrt C tv. 4. 65.
alcuna cosa di tanto modo disoodare C ìU. B. 97.
che la donna . . . hccvea da luì alcuna notls K TV. ta. 49.
la quale t contraria di tutte le noie f^. M la. 51.
NOIOSO 414
noiosa Perchè vedea cb' està vita nckosa Non erm degna . K /V. 39. 67 • Gnw. iti. af}\
Nel accol che t' è ^à tanto noioso ^- ^- 34* 34 {CmHM. iv. B .
rade in bianca falda ... ed in noiosa pioggia Comm, xv. ai.
quelle cose . . . voglio ; ogni altra m' è noiosa Cmn*. xvt. 45.
Tal, cb' £ vile e noioso Cane. xix. io.
m' accagioni Dello lungo e notoso tacer mio Son, xlvi. 6.
nome. Chiamando il nonu della donna mia V. N. 33. 141 (Gnu. ii, 14).
Cb' io solo intesi il nonu nel mio core K /V. 03. X44 (Ca»t«. u. 17!.
Quando suo nomi porge Caia. x. 150.
più eh* a torto Mi par di servidor Morne tenere Cans. xiv. 54.
£ '1 nome eccelso tuo . . . Potrà' poi dir CanM. xvìii. 49.
di chiamare a ritroso . . . Pernomf di valore Oms. xix. 11.
Quando mi vide, mi chiamò per Monu . f^. iV. 9. 53 {Son, v. 9lr,
E quella ha nonu Amor, sì mi somiglia K ^. 84. 63 (Som. xiv. 14 V.
hanno . . . Quel dolce nomi di Madonna scrìtto . . . K N. 40. 63 {Son, xsùii. 13).
noioso, non degnò . . . temendo non fosse noiosa V. N, 13.. 52.
nomare, e nomoiiti»m\ ai eh' to la conobbi bene l\ JV. ^ 30.
^iccome contro al nomato Platone C. ut. 14. Sa.
Queste sono undici virtù dal detto Filosofo nomati C iv. 17. 09.
questo amore mostra che avesse Enea Ìl nomato poeta C iv. a6. 93.
nome, di voler ricordare il nomadi quella gentilissima, ed accompa-
gnarlo di molti nomi di donne, e specialmente dd nom* di questa
gentildonna P^ W. 6. 4, 6, 7.
presi i nomi di sessanta le più belle donne . . . composi . . • . F. TV. 6. 8.
che . . . non sofferse il nomt della mia donna st^trc, se non in sol nove,
tra* Hotm' di queste donne K A^. 6. 15, 17.
chiamo la Morte per certi suoi MoiHf' propri K W. 8. 67.
lo Montt d* Amore è si dolce a udire K. A^ 13. 16,
conciossiacosaché i nomi seguitino le . . . cose K. A^. 13 19.
e chiamandomi per nonUy disse queste parole V. N. tB. «a.
con tutto eh' io chiamassi questo nomt V. N. 83. 105
tacendo il nomi di questa gentilissima y. N. 03. xaa,
E lo nom* di questa donna era Giovanna K AT. 34. 90.
salvo che . . . imposto 1' era nom* Primavera . . . . . K. A^. 34. aa.
che io mossi lo imposìtorc del ttom/a l'. N. 34. 30.
se anco vuoli considerare lo primo nomt suo K A^. 04. 34.
perchè lo suo nomt Giovanna è da quel Giovanni K AT. 94. 36.
del libro che ha nomi Rimedio d* Amore K A^. 25. 96.
Io cui nomt fu in grandissima reverenza V. N. 39. 9.
cioè lo nomt di quella gentilissima V. N. 40. aa.
nominandolo per nomt di alcuno sno effetto V. N. 43. 15.
perocché io sento spesso il suo nomt nel mio pensiero V. N. 43. 36.
acciocché il nom* suo sia rìccvuto C. i. 4. 85.
si manìfesu in molti Momi antichi rimasi o per tunni o per sopran-
nomi alli C ìi. 5. 49 {hia\
che in nomt^ cioè questo miUe, è Ìl maggior numero C ii. 15. 38.
alla quale Pittagora pose nomt Filosofia C. ii. 16. X03.
Immaginiamo ... sia una città^ e abbia nomt Maria C iii. 5. 91.
un' altra città che abbia nomt Lncia C iii. 5. 101.
i miracoli . . . fatti poi nel nomt suo C iti. 7. t66.
e ciò non dimostri il nomt C. iii. xi. IO.
la definizione è quella ragione che 'I nomt significa C iii. 11. 13.
cioè quello che questo Mom/ significa C. iii. 11. 17.
prima dirò chi questo nom/ prima diede Ciii.XI.90.
415 ^^^^^^^m^^m NOTA
nome, te temeranno, E il Biuito nome tuo S, P, cL 60.
Acciò che . . . Potessooo lodare il nomr santo .5. /*. cL 83.
E *] santo nome di Dio non pigliamo In P. F. 157.
Santificato sia sempre il tuo nomr P. F, aia.
non (i). s' asconde. Se non se in pino, lauro od abete Can». xv. 44.
Don (a). Amorcm versus me H£>M tantum curat Cwu. xkì. 38.
nondimeno. Pur Mondimen mai ti conobbi chiaro S. P. xxxi. at.
Ma Hondimrn . . . La . . . non sarà bugiarda S. P, xxxi. 39.
E nondimtH, per darmi alla fin morte . . . Pensava S, P. xxxvii. 49.
Tu nondimeno immobile starai 5. P. ci. 104.
nono Sem, xxxvi. a.
lo primo delti quali ebbe MOf*tf SoloD C. ÌÌL11.3B.
questi . . . meno partecipano del nome di Filosofo C. iii. ir. iia.
le Scienze . . . sono chiamate per lo suo nome C iii. 11. 175.
come il suo nobile nome ... è comunicato ......... C iil, xi. 184.
Honu di perfezione non perde C, ìii. 13. 109.
non volendo perdere il nom* di Gentile»9a C iv. 3. sa,
lo fio»!/ detti Accademici si spense C ir. 6. 144.
quAnlo t ammirabile il nomi tuo C iv. 19. 61.
questo 0joma t verbo, e non nomt C ìv. 95. 134.
dammi lo nome solo del maritaggio C iv, a8. 143.
Ne] nome dì cui è bello terminare ciò che C iv. a8. 159.
tanto che cangerebbe il NOfTM' C iv. 09. 134.
Questo CoMfra gii erranti . . . i nome d' està Canzone, tolto . . ,
dal . . . che a un suo libro . . . pose nome Contra Gentili , . • C. ir. 30, 95, 39,
nominaxiB. E nominandoleii intesi che diceano di colei K M 5. 15.
f he lo mio signore m* avca nominai/i V. N, io. 3.
la quale io ti notninai nel cammino de^ sospiri V. N. la. 48.
conciossiacosaché i nomi seguitino te nominate co*e K A^. 13. 19.
Ouella prima ò nominata Primavera solo per K. M 94. a8,
dico . . . nominandolo per nome di K. M 49. 15.
la naturai sete che di sopra t nominata C, i, ì. 67.
Delta presente opera, la quale é Convivio nominata C. t. 1. ti9.
alle nominate Canzoni aprire e mostrare C i. 8. 4.
che dì sopra in questo capitolo sono nominati C I. 9. 59.
sette Savi . . . che la gente ancora nomina per fama ..... C Ìii. 11. 37.
questa Donna . . . nella verace sposìzione nomtnata T. |v. i. ao.
questi» che da Epicuro sono £/irMrri' MorHiMi/i T. iv. 6. 111.
per . . . Nobile s' intenda essere da molti nominato ...... C. tv. 16. 6a.
quelle cose che più fossero momineUt , C iv. 16, 66.
Nullo atto ò laido, che non sia laido quello nontinarr C iv. 95. 96.
non NOMMMÒ suo padre, ma gli antichi suoi e C iv. 95. 115.
non. tu autem non sic K. A^. la, 34.
nona, sì levò un di, quasi nell* ora di noma K A^. 40. s.
queste ore usa la Chiesa, quando dice . . . Nona C. ili. 6. 99.
e poi fino alla Nona C iv. 13. i3a
però si dice . . . meaaa nona ■ . C iv, 93. 154.
che U diritta Nona sempre dee sonare C ir. 93. 157.
Dondfaneno. nonMnunn sì possono porre gradi singolari C iQ. 7. 66.
nono. r. S. a. 13, 15 ; 3. 17
13- -35 ; 93.
B
30. 3, 5 ; C. L 19. 9t ; ii. 4. 9, 99, so, sa
14. 63 ; is. 140; i'i- »- M ; 5- i'6; II. 143; iv. 17. 55.
vien da un verbo che sta per conoscere, cio^ mosco . . .
ten^pma emt ut prartemtittantHr
quanto è al niimco) che nll^ nota
•ttmidarrm Montm
é ncc' Siano
C. Hr. 16. 64.
K AT. 19. 99.
C il. la. i6l
NOTA
416
nota. Per gruia ddU mia notm soave V. N. ta. 1x7 (filai/, i. 3B'.
La possa di ciò fare^ e V «Jlre note , . P. F. 139.
notare. E *1 nome eccelso tuo. che mal si Moia Catu. xviìi. 49.
cotte. Ver me, che chiamo di Hotté e di luce ......... S<st. ii. 46.
Io laverò ... E lo mìo interno e ttott* e giorno iì. P. vi. 30.
E benché pomo e not/r ... mi gravasse S. P. xxxì. x^
Che solamente nella not/g vola S, P, ci. 90.
sperare . . . Fin alla nottf, e in ogni tempo ed ora S. P. cxxix. 18.
novella. Dicendomi : Che fai ? non sai ttoveUa 1 , . . . K. AT. 03. i8a (Cofu. ii. s$\
nota, che è la terza nota della loro imperfezione C iv. 13. 91.
assai e manifesta . . . per tutte le sue notr C iv. 13. 144.
XXytare. cioè della sopra notata scusa C. i. 4. 8.
riprendere ... per la notata ragione . C. i. 5. 14.
Puotesi ... in tre cose notan C L 8. 9.
nella quale si può notan la pronta liberalità C L 8. 1 16.
che essa si possa in esso noiarf C L 8. 135.
qui è da notarr che C ii. <i. 17.
in queste parole si può ndare C ti. 16. 52.
cosi appaiono molte cagioni per le ragioni notate C iti. 9. 158.
per che nctarr si puote che . . . d* amìltadc è vocabolo C (ii. 1 1. 52.
nel ... si può la sua eternità apertamente notan ....... C iii. 14. 64.
Per che è da notan che . . . negligenza è C iv. 7. 16.
Dico che la loro imperfezione ... si può notan C iv. 11. 5*.
conciossiachi . . . basseua e altezza non si noH C. tv. 14. 93.
quante cose sono da notan in questa risposta . C. iv. 97. 181.
Ov* è da notare che . . . non si dcono C ìv. 30. 36.
notevole, perchè più notevole sia la loro infamia C ì. io. 108.
notificare, che tu n' hai dette, notificando la tua condizione . . . . K. W. 18. 53.
che non sì pnò notificare per cose prime C iv. io. 64.
notte, trovai che V ora . . . era stata la quarta della notfr V. N. ^. 6a.
la prima ora delle nove ultime ore della nott* r". A. 3. 65,
vegghiarc la notte C ì. 7. 18.
notte non sarebbe^ né di, né settimana, né . . . C ii. 15. 154.
Oh quante notti furono, che C iit 1. 16.
lo movimento diurno, cioè del di e della notte C iii. 5. (89.
eh' è del giorno e della notte eguale C. iii. 5. 154.
che questi luoghi hanno . . . una notte d* altrettanto tempo . . . C iii. 5. 170.
quando 1' uno ha *1 giorno, e 1' altro ha la notte C iiL 5. 172.
questo luogo ... ha il di eguale colla notte C iii. 5. 186.
del dì e della noiÌ4 fanno ventiquattr^ ore, cioè dodici del di e dodici
della notte C iii. 6. 15, t6
queste ore si fanno picciolc e grandi . . . nella notte^ secondo che
... la notte cresce e scema C iii. & I9 (iiùf\
che facendo del di e della notte ventiquattr* ore, talvolta ha ... la
ftott*. le nove; e talvolta ha la notte le sedici . . . secondochè
cresce e scema ... la notte C iii. 6. 24, 95, a6, aB.
essendo il di eguale della notte C. iii. 6. 31.
con eterna notte solvette lo suo dannato pudore C iii. 8. 94.
prendcano di furto Campidoglio di notte . . . . C iv. 5. 163.
come Cesare di notte alla casetta . . . venne C. iv. 13. lao,
nova. Incipit Vita Nova V, N. i, ^,
novantixna C iii. 5. 150, 159. 180» 183.
nove. K A", a. I : 3. fl, 64 ; 6. 16 ; «9. 30 ; 30. io, 17, 33, 39, 31, 32, 34, 38» 39 i C, ii-
3. s< ; 6. 4»! 9'f Joi ; «5- 32 ; »»•. 6. «5.
417 NULLA
novella. Dicendo lor, diletta mia novtita C ii. Cium. ì. 6o,
Mnovi, >K»tvAa niiaf non far tarduua Cama, xvii. 65.
Fatti, novflUt mia, dinanzi a Morte . - . . Cdits. xviL 68.
fa che ne porte NovelU a nostra donna .......... Cam*, %v\\. 73.
e sue Movti/t Tutte quante son belle Cànz, xix. 133.
novella Donna pietosa e di novtlìa etate . V. N. 33. ia8 [Cans. ii. n ; K E, ii. 11. 41.
E noi in donne ed in età HovtUa [Vcdem] . . . . C iv. C^m*. iii. 105 ; 19. 72, 81.
che tara di me nell* altro . . . tempo novtUo Cam*, xv. 67.
Fresca rosa rtovti/a Balt, ìv. i,
le parolette mie novelU Han fatto Al//, viii. 18.
Per i«»tf//d pietà che il cor mi strugge Som. xlix. a.
Novello. Ben ti faranno il nodo Salamone, Bicci Novftto .... Som. lìii. a.
Bicci Nm<el^ figliuol di non so cui Som, tiv. r.
DOvità. Sicch* io ardisco a far ... La novità^ che S*sl. ìL 65.
novìtate. Io vi dirò del cor la novitaU C ii. Camm. ì, io ; 7. 69.
novo. y. nnova
nudo, animali . . . Che vedete gir nudi . . . Uomini Can-a. x. ioa.
Fiorenza . . . Vota d' amore, e muda di pietate Coma. xi. 79.
Il hmJo braccio . . . Sente lo ra^o ...... .... Gnu. xx. sa.
Bastin le parti nutU Csmm. xx. 93.
Questa virtù, che nuda e fredda giace Som, xlix. i^
DUl. È oltre a quel che si conviene a ntti C. iii. Cam». ÌL 44.
Ed è tanto durata ... tra nmi . . . C. Ìv, Cattm. iii, 33 ; 7. 13.
sol parlando a nuì K /V. aa. 90 {Som, xiii. a).
Ch' altro pcnsier non lascia star con uui V. N. 39. 67 {Som. xxit. 8%
Acciò che ben attenti tutti nmi . . . aiam P. F. 181.
nnlla. Rispondimi, se puoi altro che Nw/Za Onu. x. 77.
trulla mi parrà mai più crudel cosa Som. xxxix. l.
Che stanno stretti, e mmlU mai dicendo S. P. xxzì. 13.
novella, più belle e buone ncwlit pare dovere sapere C iv. 07. 149.
novello, nella magione del suo nour//o sposo K /V. 14, ai.
novissimo, ch^ certo il fine . . . conviene che aia movUsimo . . . K. /V. 18. »7.
Moviss$mi concelti ... si esprìmono . C ì. io. 8a.
nOVttiL per iscu&arc me della novità C. iì. 9. 48.
r una si £ la HovUà della mia condizione C ii. 7. a6,
fon*^ dico, quanto alla ncnntà delta sentenza . . C. ìì. la. 51.
nubiletta. ax'cssero dinanzi loro una mmbilttìa bianchissima . . . . V. N. ^. $a.
C/.navàkitBL
andsmente. a^ucUo che pur da natura MuJammt* vicnr C iv. aa. 44.
ondo, nii parca vedere una persona dormire nmia . . . f^. jV. 3. 37.
vidi che povero mi pareva Io servigio e nudo K /V. 34. 5.
li Garamanti, che stanno quasi sempre nmdi T. iii. 5. lai.
nudrlre. nutrire, ove la persona e naU e mudrifa .... . . C ì. i. 55.
nel quale nato e nudrito fui Ci.). «4.
tutte r altre nostre operazioni, sentire. mHtwin^ e tutte sono . . . C Hi. 15. 39.
io sorridendo ti guardava, e mitltm dicea loro K /V. 4. ai,
sicché MM//a ricevere può C i. X. so.
cxiandio mmlla vcggendo da saltare . C t ti. 64.
di fuori del quale nulla £ . C iì. 4. 37.
che prima vede ... poi ... lo viso dbiginDlo mutta vede . . . . C Ìli. 3. 1 Z4.
àoé ... di mmlia mostrare dolore, dì màitla moitnre allcgrvm . . C. iv. 6. 89 ^Aij).
nella sua filosofia hm/Zci fu affermato C iv. 6. 130.
Colui che da nmlia t limiuto C iv. 9. 31,
£e
NULLA ^^^^^^^^m 418
Per che 1* armato cuor da mttUa è nono CàmM. xi. 75.
Che UH fio amore è di cotanto peso Cans. xìv. 36*
la cui lumiera Non dà muOo splendore , Cums, xvìiì. 65»
Ch* io son punito, ed ag^o colpa Mitl/a Qmm, zxi. at.
ciò tanto è contrario . , . che miHa è più C iv. a';. 141.
nullo, che HuUa volu soflersc che r. iV. a. 56.
per la speranza . . . nullo nemico mi rimanea . K. TV, 11. 3.
conciossiachè , , . fUtUa sìa cosi intima amistà ....... K AT. aa. low
militi gloria mostrando di ciò eh* ella vedeva K A^. ad, 13.
tanto distretto . . . che hmIIo più presso 1' era V. N. 33. &
perocché . . . nullo è più amico che I' uomo a sé C. i. a. 30,
e . . . nuìh è senia macola C i. 4. 68,
da Htilla parte spontaìua . C L 7. 33.
niJla cosa per legame musaico armonizzata si può C ì. 7. 99.
mrnilm cosa più cara si compera ... C i. 8. laa.
muila cosa è utile, se non C. ì. 9. 4 1 .
muSa £a tanto grande C. i. io. 45.
Mutia grandezza puote 1* uomo avere maggiore C i. io. 48.
mulla cosa è tanto preziosa C i. 13. 13.
nullo cfFctto è maggiore deUa cagione C iù 5. 98.
questo mhHo DÌega , ... C ti. 9. 77.
maggiore . . . che di huUo altro animale . . . C. ìì. 9. 86.
e dal mortale allo immortale nulla sia proporzione C. ii. 9. xt3.
Nulla cosa in donna sta più bene, che cortesia C iì. 11. 54.
nulla scienza dimostra lo proprio suggetto C. ii. 14. 19.
più va velata . . . che nulP altra stella C. ii. 74. tooK.
è minore . . . che nulP altra scienza C ti. 14. 103.
va più velata, che nulla altra scienza C. ti. 14. 107.
Per che , , . nullo migliore argomento era C iiL x. 87.
prima cosa è Y essere, e anzi a quello nulla è . . . . C ili. a. 54.
chi HuNa dilettazione è si grande C, iii. 6. 77.
che . . . nullo viso ad altro è simile C. iii. 8. 6t.
di nutla di queste puote 1* Anima essere passionata C iii. 8. 87.
nullo suo pensiero ad altre cose lascia distendere C iii. 11. fa6^
Nullo sensibile in tutto '1 mondo i più degno C. iìi. la. 53.
della quale nwJ7oamadore prende compiuta gioia C iii. la. 107.
cbè nullo desidera quello che ha ... C ìiL 15. 33.
perocché ciascuna cosa ■ . . è . . . e nulla è da odiare C ìv. i. ad.
Però nullo sì maravigli C. iv. 3. 16.
alla quale ntdh per sé è sufficiente a venire C iv. 4. 5.
è . . . Imperio chiamato, senza nmUa addizione C iv. 4. 71.
anzi r ufficiale predetto nullo a ben di tutti intendea C. iv. 4. 97.
cioè ... di nulla passione avere sentore C iv. 6. 90.
che mtlla filosofica autorità sì congiugne C iv. 6. 170.
a prM//a terra si può dire quello che seguita C iv. 6. 176.
Onde . . . nullo si maravigli . . . C ìv. 8. 96.
sovra la quale nullo . . . giudizio i da consentire C iv. 9. 164.
Onde nullo dipintore potrebbe porre C. ìv. 10. 106.
nel quale nulla . . . giustizia rìsplcnde C. iv. ti. 53.
Io in nullo tempo . . . diasi C. ìv. xa. 56,
in nullo tempo si compie né sì sazia la sete C. iv. la. 65.
perchè in nutla di queste cose trova C iv. la. x68L
sicché nulla successione quivi si vede, e per nullo termine e per
Mulla perfezione C. iv. 13. 94, 95 (*•»).
4T9
NUMERO
nullo, più verde Che non é il tempo, né Tu mai hh/T erba 5r«/. ììi. ib.
O più che mai non fu nn/r nitro in donna Srs/. iv. 6.
Che muUa invidia ali* altre ne procede y. At. arj. iH {Son, xvì
Nuif altra cosa appo voi m* accagioni Som. xlvi. 5.
aumero. Col MMm#m, eh* ognora passar bada CaNJ. x. 73
Con quella eh* è sul Humtro del trenta Som» vutii. 10.
6).
nullo. ttuUa successione quivi è . . . C iv. 13. 36.
Lo ttcondo si é, che in wiìta cosa ... si potrebbe C. ìt. 14. 76.
chi non parlerà meco . . . I Certo nuUo C tv. 14. 191.
acciocché di loro . . . ragiooi nuiia ruggine rimanga ..... C iv. 15. 6-
r uno si è, che rnuUtt Nobiltà sia , , , . C ìv. 15. 15.
tmUa cosa \*eramente veggiono vera C iv. 15. 158.
Maria . . . HuUa cura . . . mostrava C iv. 17. 104.
nulla n' t più manifesta che C. iv. 19. 07.
olire la quale nullo diletto è maggiore, né nullo altro pare . . . C iv. aa. 90, 91.
che hhUo dubita che . . . non sia C iv. sa. 99.
pero nullo è che possa essere scusato C iv. sa. 137.
un colore pieno . . . pììi che nullo altro C Ìv. aa. 189.
che nullo può dare se non quello eh* egli ha C. iv. a4. 7.
Della ^nma nullo dubita . . . C ìv. 34. 11.
Sullo atto ^ laido, che . . . C iv. as. 95.
come nullo direbbe $mvio quelli che si sapesse C iv. ay. 51.
più . . . che nulla piii tosuna età C iv. 97. 148.
quale uomo . . . piti degno f u . . . f Certo nullo ....... C. iv. a8. 133.
nulla progenie . . . dicere si potrebbe nobile ........ C iv. 09. 3a.
Ruma, nel tempo quasi che Numn Pompilio secondo re ..... C iiì. 11. 97.
li sette regi . . . Romolo. Numta ... e li re Tarquinii C. iv. 5. 90,
ntimerare. che M primo eh' è numrraro è quello dov* è . . . , . e. il. 4. a.
e qtieste diversamente . . . sono . . . numrra/r C ìv. 17, aa,
numero, cioè che in alcuno altro mmirro non sofferae . . . stare . . K N. 6. 15.
non è multo HMmrrod' anni pas&ato, che K. yV. B5. 31.
percb* ... il numero del nove ha preso luogo tra K W. 09. ag.
cotale numrro pare che avesse molto luogo K. A^. 39, 30,
perchè questo numero fu a lei cotanto amico K A^. 99. 38,
in cui il perfetto numero nove volte era compiuto . . . . _ K A^. 30 10,
Perchè questo nutnrro le fosse tanto amico KM 30. I4.
questo HMNvro fu amico di lei per K iV. 90. ai.
qoefllo mtmtro fu elli medesima K A^. 30. 07.
Lo Mumtero del tre è la radice del nove, perocché senza mtmero altro
... fa nove ,.,,.,., K W. 30. a8, 30.
Iti accompagnata dal numero del nove K A^. 30. 38.
la quale . . . tiene degli uomini il maggior numera C i. 1. 33.
il numero e la quantità e il peso del bene gli pare pi<i CI. a, 65.
cioè ... lo ritmo o *1 numerv regolato . C i. la 88.
legar sé con numeiv e con rime .... . . C. L 13. 59.
del nupnem de* Cieli . . . diversamente è sentito C. il. 3. 16.
questo numero non lì comprende tutti . . C. ìì. 4. 90.
veder si può in . . . maggior numerv essere le creature C, ìi. 5. 58.
che troppo maggior numero sia quello C ii. 5. 88.
manifesto è Lui aver fatto questo maggior mumtrv C. ii. 5. ttOb
quelle creatura caserc in hinghifstmo nnwmrwv .•.••..•On«6w 33*
è potissima ragione ... e il mtmefo in che sono ... e C il. 6. 57.
io tmmtéto della decima parte ... T. Ìi. 6. 97.
Li Piumrri , . . narrano li cieli nobili C il. 6. 99.
Eea
NUMERO
nuovo, novo. Che Dio ne intende dì far cosa nuòva . . . K. TV. 19. 65 {Canx-
Allor lasciai la mtova fantasia ^. A'. 33. 140 lCan*^
poscia Che la mia donna andò nel secol nuovo . . . V. N. 39. loi (C«h«.
io noi so dire altrui, s) mi par noiv [nuovo^ C ii. Cmn». i. ^,
La mìa persona . . . sostenne Una passion nuova Cans, xik.
Ch' io non trovassi in lei nuoxfa bellezza Oins. xi
Tanto, quanto il piacer nuovo s* ag^ugnc Ctns, xi
Che in donar vita è tosta ... co' begli atti nuovi Céna, xw
a' egli awJen . . . Fatti di color nuovi , , Canr.
Similemente questa nuova donna Si sta . . 5rs/. i.
numero, sono questi Troni ... in numero non grande. ... . C ii. 6,
quanto è al numero che alla nota é necessario C ii. i:
si per lo numero delle sue parti C li. 11
per r ordine e numero in che paiono convenire C n, i.
sono tutti sotto alcuno nuntero considerati ........ C Li. i^^^.,»
nelle considerazioni . . . con numero sì procede C IL i .^^*. rja.
questa ha in sé ragione di Hu$nero infinito C ti. i .^. i^c
nclli quali si vede questo numero ...... C. li, K .^.. i^r.
ma ancora in ciascuno è numero O il. v -^^ 14^
considerando tutte le cose essere numero C.ti.m ^- 149.
L* altra proprietà del Sole ... si vede nel numero ..... C. ti. r ^~ 149.
perocché il nutnero ... è infinito C ii. t ^^ t$t.
se bene si guardano . . . questi tre numeri C. ii. e 5- aj-
per questo numero il detto movimento significa T. ii. a 3- 35.
che in nome ... è il maggior numero C ii. a 5- 35^
delle ancelle adolescenti non è numero C. ii. TS- '7?-
pochi perfetti uomini in tanto iiHmrro sono .... C Ui. 8- (o.
aiccom* è ... Il numero ... e lo sfar/ermo C. ili. 9. ^^
andando dietro al numero impossibile a giugnere ...... C. iìL V3- 9^
Il tempo ... è nufnero dì movimento secondo prima e poi ; enumero
di movimento celestiale . C iv. «- ^- *^
che in numeri e tempo regolato . . . cade C iv. a- «*»;,
li desideratori di quello sono in tanto numero ... . . . . C iv, 6. "3^
le . . . traditrici ... in certo numero adunate , C iv. !»• 3^-
nuocere, tale che il Largo non noceia a s*. n* ad altrui C. iv. »7- 'H*
Duovo. Appresso la nuova trasfigurazione K iV. 15- ^
ripigliare materia nuova e più nobile . . f '. A*! 17 - "?*
la cagione della rrwowt materia K A. if— 9"
per la sua nuova condizione i^. S, 14- — '*"
quasi come entrata della nuova materia . . P', N. JC — **■
Recommi la vista ... in si nuova condizione, che l'. S. 3^^"
proposi di mandar loro e di fare una cosa nuova .... ''. S. 4^ — V
più virilmente . . . che nella Vita Nuova C.i.i. ^ '>
delle nuove cose il fine non è certo T. L io*
a entrare nel nuovo cammino . . . nello statuire le hjiocv cote . . Cì.\^
Questo sarà luce nuova^ sole nuovo Ci. ^V~
nella fine della Vita Nuova C il >•
prima che questo nuovo amore fosse perfetto Ciu^
la vittoria del niiofo pensiero C ii. »-
che vide ... In Luna, essendo nuova, entrare C.U.i-
promettere di dire nuove e grandiose cose .... C i". 7-
la mia intenzione, la quale è di dire nuove cose C ti. 7*
a questa nuova donna commendare C li*?-
questo pensiero, che dì nuovo apparisce ... C.u.t.
431
OBBEDIENTE
nnovo, novo, lo ini son partsolctU bclU e uuova Bai/, vi. i.
Le mìe bellezze sono lU mondo MMOiv Bali, vi. t^.
Che dì Muovo colore Cerchiò la mente mù Bail. vìi. 16.
E rccolo a servir nuovo piacere ^' '^' 9* 55 {Son. v. laì,
Ch' io vi rasscmbri st figura »Mva K yV. 14. 62 (Som, vìi. 3).
SI é MHOt>o miracolo gentile . . y. N. at. aa (Som. xi. 14).
Questi è un spìritel nuovo d* amore K W. 39. 69 (Son, xxii. 10).
Intelligenza nuova [. . . pur su lo tìm] K N, 43. 40, 49 {Son. xxv. 3).
Per loro altezza e per loro esser nuov* • * Son. x.xvìi. 4.
Ben può con nuovi spron punger lo fianco Som, xxjivì. ix
nutricare. Chi d' Amor per innanzi si nutrita K iV. 8. 56 {Son. iv. fa).
nuvoletta. Ed una nuvoUtta avcan davanti K iV. 03. 187 (GifW. ii. 60).
I>ch nuvolftia . . . Abbi pietà del cor Bail, U. 1.
Tu, nuvolétta . . . Foco mettesti dentro alla BaU. ÌL 5.
Cf. nufaUetta.
0, Orna, X. 34, 39, 70; xi. 76 ; xviii. 1, a6 ; xix. iia, Stst. iv. 6; V. N. 33. a^ {Son. xvii.
A) * 35* 57 iSoM. xviii. 13); 39. 68 (5oN, xxii. 9; ; Son. xl. 1 ; 5. P. vi. 10, i6;xJixi.
*9» sa» 67 (Ali), 80; iiivii. x,6,3i,8a, 84; I. i >^}, 34 i ci. 91 ; cxlii.49; P.F.att.
I
Qix>va lo mostra in alcuna fmova scmbùiuA C. ii. 6. 78.
mostro la potenza di que&to pensiero nuotto C li. 8. 81.
Più non pc»tea «questo nuotv pensiero . . . inducerc ... . . C ii. 8. 93.
cioè r antico pensiero contro al nuovo ... C ii. io. 6.
alle quali risponde lo nuovo pensiero C ii. 10. 81.
parla lo pensiero nuovo avverso ... ... C. li. li. 6.
siccome nella Ki/d Nuova si può vedere. . . ■ C ii. 13. 99.
testo, che nell* j4rt/ veecJna e nella nuova ai trova C iì. 14. 106.
nella Nuova par dicere C ii. 15. 64.
e (a nuova circulazionc C. iì. 15. 97*
il quale . . . informava . . . mmosw. . . considenuioni C iii. ta, ao,
nella Donna mia mnoci sembianti sono appariti C. iv. a. aó.
quando uno MMOfM cittadino ... difese C. iv. 3. 173.
Certo MH01M mercatanzia é questa dell' altre C iv. 11. tao.
in loco di bastanza, recano nuovo termine C, iv. 13. 49.
quanto lo nuovo raunamcnto d* avere C iv. la. 95.
Lo quale raunamento nuot/i desideri discopre C iv. la. 96.
incontanente che nel nuovo . . . cammino . . . entra C. iv. la. 153.
in Capìtolo nuovo alla quistione è da rispondere C iv. la. 007.
questo è un altro desiderio nuovo C. iv. 13. 17.
Se Nobiltà non si genera di nmopo, . , C. ìv. 15. ao.
quando dice che esso fu partitore a mmoso popolo ..... C. iv. 37. 170.
nutritale, amore a certo cibo ... in quanto è nutribitt C ili. 3. 69,
ntltrice. quando Accstc. nutria d' Argia e di DcifUe ... le mcnÒ . . C tv. aj. 80.
natltineatO. ove si ministra lo nutnminlo nostro V, N. %, 35.
il quale è nutrimento dell* amistà C ì. 8. 93.
vuole . . . nutrimento di pensieri C iì. a. 04.
latra '1 pensiero del suo nutrimento C il. a. 39.
P quale è sn^getto e nutrimento del calore . . C iv. 33. 7a.
dalli quali ha ricevuto ed essere e nutnntento e . » . ■ . . C iv. 06. 87.
nutrire. V. nodrlre.
nuvolo, e noi vrdcmo i mmPoS C. Iv. iR. 41.
O O)' ^' ^' 33- 83, 101, ioa ; C. ii. la. 60 ; ili. 5. soa ; 9- 31 ; i^- >39> i6c\ 167, 168 ;
la. 114 ; ìv. 5. 140; ai 56; «7* 96. J 73 ; a?- **»
O (a), toma ncM' O ; sicché . . . ìmmaginan qucata figura A, E, I| O, U C iv. 6. 30, 31.
ot>ticdient& t* cUi non t obbnUente ..... C. 1. 5. 33.
OBBEDIENTE ^^^^M 422
Obbedire. Virtù . . . Luì uòbtdiaee, a lei acquisu onore Cww. z. aB.
C/ ubHdJre.
Obbliare. £ sì I* umilia, cbe o^i oflesa obòOa . . . . . K ^. 19. 59 (Gut*. ì. 40).
Ora mi par che voi I' oMIitmtt K W. 38. 39 '.Som- xxi, 5%
non dovreste ... La nostra donna . . . ohhiiarr . . . V. A'. 38. 47. (Som. xxi. 13).
Obbligare. Quelli, eh' eran . . . oòòfignti a quel che 5. f . ci. 81.
oblio, l^oranza ed obito Stato à con lei Cana. xi. 50.
Obbediente, essere ... a lui o£A«i/i>n/« . C i. 5. 41.
come non sarebbe stato . . . obb^dùntt a quelle C i. 6. 5.
come non sarebbe stato obbtdUnU. ObUdienfe è colui che . . . C L 7. 3 (Au),
impossibile essere obbttitrut* C ì. 7. la, 13.
siccome la natura particolare è oòò*dir»U ali* C L 7. 54.
r uomo è obbrtiinite alla ^ustizia C i. 7. 58.
per conseguente non sarebbe stato obb*dùutt - . C i. 7. 65.
Ond' io volendo a cotale imperio esaere còbtdirHie C.vt. sa. 6.
se alli loro comandamenti non fosse ùhbttHtHtt C. iv. 04. iflQ.
dunque potrà essere detto quegli obb€4ifntt^ che C. !▼. 94. 133:.
Cf. Ubbidiente,
obbedienza, avere quelle disposizioni . . . siccome . . . t^AeditHMa C i. 5. 27.
la . . . disposizione, che si chiama obbéJittua. Va vera obòtéùnaa
conviene avere Ire cose C i. 7. 5, 6.
impossibile è ... la ohbedùnta . . . esser dolce C. ì. 7. 05.
é la obhédùtua interamente comandata C i. 7, 3*.
la mia obb^ditnea non è . . . comandata, ma C L 7. 40.
non sarebbe stata obbédùnta comandata ......... C i. 7. 44.
è la obbédirttea con misura C i. 7. 51,
non sarebbe la sua obbaiienaa stata misurata C i. 7. 63.
dtgno difrdf r d' obbedimM^ C. iv. 6. 43, 49.
degnissimo di fede e d' obbtdùnMi C iv, 6. 51, 70.
La prìma si t Obbfdùnsa C iv. 04.. 1 i6l
però fu a questa età necessaria 1* obbedÙM*a . , C. iv. 04. 130.
Rispondo che non fia quello obbedienaa C iv. 04. 135.
cosi appare cbe la Obbedùnaa fu necessaria C iv. 94. ]6i.
che al padre sì dee rìduccre ogni altra obbedienaa C. ìv. 04. 171.
non pure Obbfdtensa ... la nobile natura . . . dimostra . . . . C iv. 95. 119.
Obbedire, perocché all' ... è impossibile dolcemente obòedirr ... C i. 7. 04.
quello cbe fa obbfditndo C. i. 7. 34.
ogni persona degna d' essere . . . obbedita . C iv. 6. 45.
r artefice ovvero . . . dee essere da tutti obbedito C. Ìv. 6. 57.
il maestro e I' . . . obbedirt e credere si dee C iv. 6. 68.
non è da obbtdire il servo C ìv. 34. 137.
Figliuoli, o6&r(/jV^ sili vostri padri C iv. 34. 173.
£ poi debt>ono essere obbediti i maestri e maggiori C iv. 34. 180.
ObbUvione. quando il basso stato . . . corre in obbtitn'ottt . . . . C. iv. 14. 52.
Se la gentilezza ... si generasse per obhiivioné ....... C iv. 14. 68l
che tanto più tosto ogni obbiiviont verrebbe C ìv. 14. 70.
Se la obbiiviont dei bassi antecessori è cagione C iv. 14. 86.
ovunque . . . non fu, non può essere obbiiviont dì quelli : concìos-
siachò la obblttnone sia corruzione di C. iv 14. 89, 90.
cbe ... la obbiiviont . , . non fosse del suo avolo venuta . . . . C ìv. 14. 1x7.
■e la obbiiviont del . . . non fosse venuta C. iv. 14. 194.
che . . . fosse disfatta, e venuta 1* eAbUvioat ........ C iv. r4. 138.
che ponca la obbOvione causa di Nobiltà C. Ìv. 14, 153.
pbambrare. che potesse obumbran a me la . . . beatitudine . . . KM ii.
«
-4-33
OCCHIO
Degli o€€ki suoi [, . . Escono] K A'. 19. 70 (Cam. t 51), laa
Che fieron gli oaJii» quAl, che ... gli guati K. /V. 19. 70 {Cant. i. 53),
Vcggendo gli txtJii miei picn di pietate K iV, 33. 131 {CanM. ìi. 4),
Ch* io chiusi gli occhi vilmente gravati ...... K TV. 23. 1G3 {Cans. ii. 36).
Levava gli oerhi mici bagnati in pianti V. N. q^ 184 (CdfU. ii. 57)*
Gli onrAi' dolenti [, . . Hanno . . . sofierta] ^^ ^. 33. 9. 41 {Cam. iii. 1).
Faccia che gli occhi d* està Donna miri C. ii. Cans. ì. 35 ; 16. a6.
Degli oochi miei dice quest' affannata Cu. Catta, i. 33 ; xa 09.
Ben negli occhi dì costei C. ii. Canx. i. 36 ; io. 63.
{li 00^11 di color ... Ne mandan messi C iti. Cai», ii. 34 ; 13. tao.
[Dico] negli occhi e nel suo dolce rìso C iii. Cafta, iì. 57 ; 6. 73.
b nostr' occhi . . , Chiaman la stella . . . tenebrosa C. iii. Coi». ìi. 79.
qocl Signore, Ch' alla mia Donna negli occhi dimora .... C iv. Gnu. iii. 19.
Saliroa tutti su negli occhi suoi ... * Carta, ix. 30.
Né che negli orcAi porta la mia pace CanM. ix, 60.
Che gli occhi . . - Chiusi per lui si stanno CaHM. x. 49.
piena Del gran desio, che dagli occhi le tira Catta, xi. 33.
£d anche agli ocxAi'lor mento rende CoHa. xì. 30.
a tanto sono scorto Dagli occhi, che Cana. xi. 45.
in parte, ov' altri gli occhi induca Cuna. xii. 38.
ì suoi begli occhi , . . Guarderei presso e fiso Cana. xii. 74.
Entro quel cor, che i begli occAi ferirò Gifi-t. xiiì. 7.
Noi darem . . . Dicieno agli occAi miei Quei Catta, xiiù x6.
alzm gli oecftì micidiali dna. xitì. 49.
Tosto che sia piacer degli occhi suoi Catta, xiìi. 84.
doane, Che avete gli occAi di bellezze ornati GiMa. xiii. 86.
. la voce d* un' oca fc' ci6 sentire C iv. 5. 164.
hlo. quando alli mìei occhi apparve prima la K A^. a. 5.
volse gli occhi verso quella parte K A^. 3. 9.
cbe movea ... e terminava negli occhi mìei y. N. $. tB.
m parca, che li suoi occhi si volgessero K AT. 9. 19.
(ar lo potea mirando lo tremore degli occhi mici , . ' K A^. x>. 17.
levai gU occM\ e . . . \idi K Af. 14. 33.
per la pietosa vista che negli occ/ii mi giunge K A^. T5. 60.
a» volgendo gli occhi verso me . . . disse ^. A^. 18. si.
dico degli occhi, che sono principio di Amore K A^. 19. 133.
secondo U nobilissima parte degli (i<f/ii suoi y. N. ai. a6.
mi ricopria con pormi ... le mani agli occhi , V. N. aa. 33.
eh' io chiusi gli occhi K A^. 33. ax.
ma piangea con gli occhi bagnandoli di vere lagrime K, A^. 23. 47.
quando riscuoteDd9mi apcni gli occhi K. AT. 33. Z03.
cb* egli non ardia di levare gli occhi ... y. N»96*^
Poiché gli occhi mici ebbero . . . tagrìmato . . , P''. A^. 33. 1.
vi^i gli occhi, e vidi lungo me uomini .......... K A^. 35. 7.
ievai gli occhi per vedere s' altri mi vedesse K. A^. 36. 8.
lo sentii allora li mici occhi cominciare a V, N, 36* 17.
m partii dinanzi dagli occhi di questa gentile K AT. 36. ao.
che tirasse le lagrime fuori delli mici occhi y, N* 37. xx.
tanto . . . che li miei occhi si cominciaro a dilettare y, N. 38. s.
btateinmia va la vanità degli oaAi miei K. A^. 38. 6.
thè io la vi rimembrerò . . . maledetti occhi K A^. 38. 15.
quando cosi avea detto . . . alli miei occhi K. A'. 38, 19.
nella printa parlo agli octhi mìei siccome y, N. 38. 37.
com* e quella degli occhi della donna K AT, 39. 33.
OCCHIO
4^4
occhio. Io la dimando ... A que* begli mtAi Ctn*. xhr. 15.
Entrano i raggi di questi oreAi belli Ne' miei Cohs. %iv. 17.
Quando per gli ocrAi mici dentro il mcoaro dio. xhr. 93.
Cosi dinanzi agli occMi del piacere Si fa die. xiv. 55.
Se guardi agli occhi miei di pianto molli Catts. xviì. 19^
S' io veggio il lume de' begli occhi spento Cans. xvìs. af.
Or non ti duol degli occhi miei * Gnu. xx. 44.
E poi con gli occhi molli . . . Salutò Cma. xx. 56.
Pianganlo gli ooAi, e dolgasi la bocca Degli dwc. xx. 66^
degli occAt miei 'I bel segno Cuu. xx. 81.
Qic per un matto guardamento d' occhi Guu. xxt 15.
Perchè negli occhi si bella mi luce Sui, ii. 40.
Dagli occhi suoi mi vicn la dolce luce Stsi* ii. 43.
che . . . Negli occhi mici di subito apparisti Ball. ii. a.
Ha driua gli ocrAi al gran disio che m' arde Ball. ÌL la.
rìsplcndc Un lume da* begli occhi ond* io BéUl. iii. 5.
Comincerai a dir che gli occhi miei . . . Solean Baii, v. 5.
Ciascuna stella negli occhi mi piow .... BaJi. vL 1 r.
Da un, eh' io vidi dentro agli occhi sui BaJL vi. a^.
quel signor che voi portate Negli occhi BmH. viL a.
Poiché saziar non posso gli occhi miei B*ii. ix. i.
OCC&io. fo la parte del core contro a quella degli occhi K. /V. 39. 43.
colle quali apparve prima agli occhi miei K. ÌV. 40. 6.
che li miei occAi' parcano due cose, che K /V. 40. 39.
di ciò che li miei occhi aveano cosi vaneggiato t^. N. 40. 4S,
5' abbia a . . . come 1' occhia nostro debole al Sole ,..,.. K iV. 43. 39.
la quale agli occhi loro ... ho dimostrata C i. i. 76.
sono vile apparito agli occhi a molti C. i. 3. 38.
hanno chiusi gli occhi della ragione . . C L 4. 33.
tenere fissi gli occhi C i. 8. 25.
la parte sensitiva dell* anima ha suoi occhi C i. li. 16.
la parte raiionale ha suo occhio C L 11. 19.
colui eh* è cieco degli occAi sensìbili C. i. 11. s^
rivolgendo gli occhi addietro ,,.... C i. 13. 75.
quella gentil Donna . . . apparve . . . agli occhi miei C it a. ti.
gli spiriti degli occhi mici C. ii. a. tS.
Aristotile, che vide cogli occhi C ii. 3. 60.
la quale soverchia gli OfrAi' della mente umana C ii. 5. Ii6b
siccome afferma chi ha gli oecAs chiusi C ii. 5. laj.
sono chiusi li nostri ocrAi intellettuali C ii. 5. 1^9.
ragiona dinanzi agli occhi del mio . . . affetto . C ii. 8. 84.
la vista degli occhi suoi è sua salute C ii. 8. 86.
non è da guardare negli occhi di questa donna C. ii. 8. 89.
col suo ragionare della virtù degli ocrAi dì costei C ii. 8. 96.
parla contro agli occhi C. ìì. io. a8.
più cose nell" occhio . . . possano venire C ii. io. 34.
però ... I' un occhio V altro occhio non può guardare C ii. xd. 41 (£ù)»
che gli occhi suoi e li mie! si guardaro C ii. io. 50.
Negli occhi di costei dovrebbe essere virtù C ii. io. 59.
r altra si è, che 1* occhio noi può mirare C ii. 14. za6.
che 1* occhio dello intelletto . . . col può mirare C Ìì. 14. 150.
gli occhi di questa Donna sono le sue dimostraaiom C ii. xtiw 07.
dritte negli occhi dello intelletto C ii. 16. aS.
4^5 OCCHIO
OCCbJo. Che Ta chinare gli oecM per paura Bafl. x. 6.
Verso d' alcun, che negli onAi mi guardi Bali. x. 14.
Questa che sente Amor nrgli occhi sui , Ba/i. x. 34,
Mostrando amaro duci per gli orcAi fuorc K. A^. 8. 34 (Som. iit. 4),
nella vista morta Degli occhi, e' hanno K /V. 15. 41 (Som. viil. 141.
E se io levo gli occhi per guardare . . K TV. 16. 35 (Som. ix. la).
Che piace agli occhi si, che dentro al core Nasce . . . y. N. sto. aa [Som. x. iq^.
Negli occAi' porta la mia donna Amore ........ K A^. 91. 9 {San. xì. t).
Cogli occhi basai mostrando dolore K A^. aa. 69 {Soh. xìÌ, a),
Io veggio gli occhi vostri e' hanno pianto y. IV. aa. 79 {San. xii. ra).
E gli oechi non 1' ardiscon di guardare K /V. 96. 40 [Som. xv. 4).
Che dà per gli occhi una dolcezza al core K. iV. 06. 46 (Som. xv, io).
Perocché gli occhi mi sarebbon rei ... di . . . . ^ . K AT. 33. 30 {Som, xvìL 5).
che . . . mena I.c lagrime dogliose agli occhi Iriatì . . K A'. 35. 55 {Som. xviii. ti).
Videro gli occhi miei quanta pietate Era K A^. 36. 39 {Som. xÌx. i).
Di dimostrar cogli occhi mìa viltate K A^. 36. 36 (Som. xix. 8).
per veder . . . Occhi gentili e dolorosi pianti K A^. 37. 19 (Som. xx, 4).
Io non posso tener gli occhi distrutti K A^. 37. 34 {Som. xx. 9).
che voi faceste, OrcAi miei K A^. 38. 36 (Som. xxi. a).
Mone dagli orcAi di quella pietou K iV. 39. 70 (Som. zxii. 13;.
Gli oraikf aon vinti, e non hanno valore K A'. 40. 53 (Som. xxlìì. 3).
Chi guarderà . . . Negli orrAi d' està . . . pargoletta Som. xxvi. a.
Dagli occAi* della mia Donna si muove . , Som. xxvìi. i.
Riconfortando gli occhi paunisi • Som, xxvii. io.
Dagli orcAi suoi gettava una lumiera Som. xxix. 3.
dava salute Con gli occhi suoi quella benigna e piana Som. xxix. 10.
Non vi mettesse amor co' suoi begli oetki Som. itti 4.
occhio, che nelle dimostrazioni negli occhi della Filosofìa apparite C U. 16. 33.
Poi dove e* dice : Dtgti occhi miti C. ii. t6. 39.
t* ora che . . . entrò negli occhi dello intelletto ....... C. ìi. 16. 6a.
gli orcAi'deir altre persone chiusi ... si posavano C iti. i. 17,
perocché a sé medesimo dà del dito nell' occhia C. ili. 1. sa,
quello eh* é dinanzi agli occhi, cioè U preaente C iti. 1. 80.
non levando gli occhi suso a queste cose . C. iii. 3. 907.
al raggianti, che vincono V armonia dell' ottkio C. iii. 7. 41.
della quale gli ocrAi degli uomini . . . poaaono C iii. 7. 173.
ciba la sua bellezza gli ocrAi de' riguardatoci ........ C iiù 8. 44.
in quelli due luoghi . . . cioè negli occhi e neQa bocca C iii. 8. 69.
Dinoatrasi negli occhi tanto manifesta • C. iii. 8. 80.
che alla fìnestra degli occAi non regna C. iii. 8. 89.
Onde alcuno già si trasse gli occAi CttL8.9t.
che mai non si scntia se non dell' occhio . . C iii. 8. 1 la.
Oneste cose visibìli . . . vengono dentro all' ooAio C. iii. 9. 68.
nell* acqua eh* é nella pupilla deir ocobò C iii. 9. 73.
per lo quale all' occhio viene la forma ...•* C.m.9.91.
non era perché il visibile venisse all' occhio ....... C Iii. 9. ioa.
per r organo vtsi\'o, cioè 1' occhio .... C iii. 9. 109.
molti ... si dilungano le scrìtiure dagU occhi C. (il. 9. 143.
con aflreddare lo corpo dell* occhio C iii. 9. 155.
siccome k nottri occhi chiammmo ... 61 aéMa C iii. la 4-
la gran virtù che li suoi ootAi' avevano sopra me C iii. 10. 36.
dislingue il luogo . . . cioè negli occhi e nel wito C iii. i j. la^
che gli occAi della Sapienza sono le sue dimo9tm»*om C. iii. 15. 13.
r
OCCHIO 436
OOCbio. perchè . . . cUtA lue A^li occhi d* una Donnm Smi* »t¥ì, io.
La luce de' vostri occhi Iraditori Sonl xxxiii. bl
dclU belU luce Degli occhi (raditor -Som. xxxv. a.
Mi fa . . . drizzar gli occhi al sommo coDCÌstoro -Som. xxxrii. 4.
Ch' altro piacere agli occhi mici noD osa Som. xxxix. 8.
Ov' è il desio degli occhi miei ? Som. al. 14.
coDSaiTiare in pianto Gli occhi dolenti per Som, xlvii. 6^
Se vedi gli orrAr miei di pianger vaghi 5o>i. xlix. i.
al gentil atto Degli ocdti suoi conosceraìla Som. li. 13.
Hi si turbano gli oocAf e r intelletto S. P. vi. 33.
e *1 pianto Degli occhi nostri lagrimosi e mesti ....... -S. P. vi. 431
Ma io avendo innanzi agli occhi il velo S.F, xxxL la
E poi ch* io ebbi in tutto chiusi gli occhi. 5. P. xxxL x6<.
Degli octAi mìei ancor ti farò degno S. P. xxxL 64.
Perchè i' ho persa la virtù degli occhi 5. P. axKVÌL 35.
ocddere. f '. uccidere.
occulto, ^ento legar . . . Dall* occuita virtù Som. 1. io.
Con tradimenti e con occnlii inganni S. P. xxztìì. 50^
£ che mi guardi dagli occulti Ucci S. P. 1. 9^
OCtilfrwti OchIos meos Csmj. xxi. m.
occbio- se non nel guardare in qaesli ooM C iii. zs 93-
aprite gli occhi vostri C in. 15. 179.
porea . . . diseUgnosa, che non mi volgea gli occhi C iii. 15. 908,
che Degli occhi . . . della filosofia dimora C ìv. a. X45.
quando apparisce la bellezza degli oecAi suoi a lei C iv. a. 155.
ciascuno volga gli occhi per la sua vicinanza C tv. ir. 90.
così r anima . . . drizza gli occhi al termine C ìv. ja. 154,
sta dinanzi ali* altro agli occhi della nostra anima C ìv. la. 171.
ma . . . cogli occhi golosi si mira innanzi . . . . C iv. sa. aoow
tempo è d' aprire gli oflcAi alla verità C ìv. ij. loo.
le menò dinanzi agli occhi del santo padre C. ìv. 35. So.
che ... li loro occhi fuggirò da ogni altrui sguardo C iv. 35. 65.
nella pupilla dell* O€rhio C iv. «7. 53.
deeai . . . chiudere gli occhi per non vedere Civ.a9.6x.
OCCldeilte. che volge tutto da Oriente in Ocndmte C. ii. 3. 40.
quella rivoluzione da Oriente in Ocàdcntt C U. 3. 44.
dair altra lucente della Luna, eh' era vcrao occidentt C ii. 3. 65.
si muove ... da Occidetttc in Oriente Clti.6. 142.
rìvolgesì coir epiciclo, da Oriente in OccidcHii C li. 6. 147.
un solo movimento da Oriente a Occùfmlr, e un altrOf che fa da
Occidente a Oriente C ii. 15. 13 (Aù).
Io movimento . . . che fa da Occidente in Oriente C ìi. 15. 103.
una spera che si volgea da Oriente in Ofcidinti C iiì. 5. 34.
Dico . . . che '1 cielo ... si rivolge da Ocddemtt in Oriente . . . C iti. 5. 1*7.
occorrere, perocché in questa parte occorre a me di potere . . . . C iv. aa. io.
occultamente, se la . . . Provvidenza . . . occuitmmente a noi . . . pro-
cede C iv. 5. 3.
occulto, quello eh' clli . . . avea in podere ed occulio . . . . . . C ì. xo. 58.
oro, lo quale occulta cagione presenta C Ìi. 13. 3*.
occupare, crederebbono quelle essere occupate da C i. 5. 64.
occupate dal principio ... ad alcuno mestiere, driziano • . . . C t 11. 4S.
malnati ! . . . che . . . occupale V altrui ragioni C ìv. 97. lao.
oceano, ella cadrebbe là oltre nel mare Octamo C iii. 5. 89.
ella cadrebbe in su quel dosso del mare Octauo ... . . . C. ili. 5. 94.
4-^7
OGGI
^'Hcodere. Onde la lor ra^'on par che s' offenda C. tv. Cam, iii. 65.
^^Vbuiooe. non temo più 1' offrnsioHe Dcgl' inimici mici S. P. v'\. 46.
* ^ J^erirfc Tu sai che V alma io ti ho già offrrta S, P. cxlìi. 43.
Con le vitelle, che . . . Offeriratti quei, che . . . teme S. P.Ì. 73.
tfilcrtBi Allora accetterai le ojferit inaieme Con S. P. L 70.
E si 1' umilia, che ogni offrsa obblia K. TV. 19. 59 {Canm. i. 40).
Oggi la Tanno che nel ciel salisti K W. 35. 58 {Son. xviii, 14).
Padre, dà oggi a noi pane P, F. 317.
dividerebbe questa terra scoperta dal mare Cktatto . . . . C. iii- 5. is8»
se volerne cercare in lingua d' Oco , . . . K. A^. 35, 37.
massimamente quello di lingua d' Oca C ì. lo. 77.
oculato, pongasi mente, per avere oculata fede C iv. la. 88.
CMUare. che '1 suo cootrarìo ... la ingiustizia . . . é oUiata C 1. la. 79.
► Per che gli amici . . . sono . . . amati, e li nemici odiati . . . . C iv. 1, 16.
Onde io . . . cominciai ... a cM/ùirv secondo . . C. iv. i. ai*
Cominciai ... ad amare ... e odiar* li scguitatori dello . . . . C iv. x. 33.
perocché ciascuna cosa ... è ... e nulla è da odiart C iv. 1. a6.
ragionevole e ... è, non le cose» ma le malizie . . . odiare. . . . C. iv. i. 39.
coloro che per casi cran da me odiati C iv. i. 41.
che ogni animale . . . quelle odia C iv. 39. 59,
**<mflg. quelle cose che . , . sono . , . meno e piti odiÒiii C iv. 33. 68.
^^<3ia e cosi 1* odio e *l desiderio e ogni altra passione . . . . . . C iv. x. 13.
I ad amare e a odiare secondo l* amore e 1* odio suo C. iv. i. su.
^^L U malizia ... la qua! cagione é di odio C iv, i. 33.
^^P quanto odio è quello che ciascuno . . . porta C iv. 13. laa.
' ^*tìJ080. che fa ... lo possessore . . . odioso C iv. 13. 96.
Per certo 1' avarìzia fa gli uomini odiosi C iv. 13. 133.
^*^orftre. siccome nel bracco bene odorart . C i. X3. 66w
fondamento sopra lo quale si sente, cioè . . , adora C iii. 3. loo.
^^dore. e 1' o^orr eh' è dentro generato spandere C iv. 37. 39.
a quello che va a lei per lo suo odorr C. iv. 37. 68.
^^jm^erc mi facea perdonare a chiunque m' avea oj^so K A'. 11. 6.
^^^ per non offtndert la senatoria autorità . C iv. 5. 136.
^^h però DÒ la reverenza che a luì si dee non offendo C iv. 8. 69.
^^H poote . . . disdire fnonf offtndtndo atta verità C. iv. 8. no.
^^H può r uoixio disdire non o^»w^n</o alla verità C, iv. 8. 1x4.
^^H conciosatacosachéquello non offenda., siccome lo non \'iverc non offendi
^^H U vita, ma offìmdé quella la morte C iv. 6. laa, 133 (Jns)*
^^^ operazioni . . . siccome offendere e giovare , C. iv. 9. 67.
prima sé sempre che altrui offendi C iv. 37. 56.
^^^3cio. Onde Tullio nel primo degli Offieii . . . dice C iv. 8. 10.
Tullio ... nel primo (^^1 Q^i C iv. xs. 134.
Tullio in quello degli Offieii C iv. 34. 100.
aiccome dice Tullio nel primo degli Offieii C iv. 35. 95.
a quello dì Tullio in quello degli Offiài C. iv. 37. Iti.
Tullio .-. nel libro rff^/i O^V C. iv. 37. 134.
cosi conviene che sia eterno lo suo oggetto C lii. 14. 54.
U suo oggttto eterno ... gli altri oggetti vince e soperchia . . . . C iii. 14. 68, 69.
la quale è oggt merìtata net grande secolo K iV. 3. la.
taolo per questa venuta d' oggi K A^ 34. 39.
TedcJXkO . . . quello medesimo che oggi avemo . C i. 5. 53.
riccoroe oggi s* usa il contrario C. ÌÌ. xx. 6a.
Lo qnal vocabolo se oggi si togliesse C ìi. 1 1. 66.
tieac questa gente ogff il reggimento del mondo . • ,_ . . « . _C, iv. 6» 147^
OGNI 428
Ogni y. N. 19. 53 {CoMM. L 34\ 59 {CmtM. I. 40) • «3. »o7 (Cnu. iL 80) ; 39. 80 ..Obul
iii. ^o"', 90 1 Gin*, ili. 50), 107 i^CoHa. iii. 67) ; C iii. Ciw. iì. 33» 65, 71 ; «v.
CsMM. iii. 81 ; CoM, ix. 73, 75 ; xi. 3, 74 ; xji. 31, 39, 43 : «Jv. 4»; xv. »7,
43» 65 j xvi. 45 ; xvii. 5, 6, 15 ; x\-iii. 15, 44, 47, 53 ; xzì. 43 ; Sest, L 14 ;
iì. 6, $2, 37, 44, 63 ; iii. 8, 33 ; iv. 14, a6 ; K JV. la. 106 ^Ball. i. 37;, XI4
{Bali. i. 35) ; Baii. \ii. 3, 13 ; viii, 3 ; x. 8 ; K iV. 3. B3 (5o«. 16); 7. «s
ISon. ii. 6) ; 8. 53 (5<w. iv. 9) ; 16. 33 {Som. ix. jo) ; ai. zi (Som, xi. 3), 14
(5dN. xi. 6), 17 (,SoH, xi. 9: bis) ; a6. 39 (Som, tv. 3) ; 37. 13 {Som. xvi. 1%
ai (Som. xvi. 9) ; 38. 41 (Som. xxi. 71 ; Som. xxviìi. 13 ; xxxit. 3 ; xxxiv. 6,
io; xxxvii. a; xxxviii. 13 ; xli. 11, 13; xlìì. a; x\v, 6; xlviii. ta ; lii.6;
S. P, vi. 49 ; xxxi. 36, 38, 57 ; xxxvìL 33, 60, 69 i*w) ; 1. 6 {bis\ 8, 35, 36 ; d.
5, 51,99; cxxix. 18, 35 ; P. F. 87 (Am ,9i,93t 161, 163, 184, 193, 333, 343.
Ognlttanti. io vidi una . . . Qucst' Ognissanti pTxaaxmo passato . . Som. xxix. 3.
Ognora* Col numero, eh* ognora passar bada Csm-s. x. 73.
La quale t^noru impietra Maggior durezza e Gnu. xii. 3.
5), eh* io son meno ognora cb* io non soglio CiMa. xiv. 6.
Ch' ognora par che trovi Cang. xix. ciò.
cb* io sarotti ognora Soccorso e vita Sem. l. 7.
Maria, che co* suoi preghi c^Mor ci aita P. F. at.
Acci6 che ben attenti tutti nui O^or aiam P. F. 183.
OgnuDO. lussuria . . . Che allo mal far ognuno spesao incuora . . . P. F. 147.
Acciò dal rio nemico ognun si schiostri P. F^ aaa,
oh. . . . . e ii. Con», t 31 ; iii. Cmtu. iì. 7 ; Cans. x. 144 ; xx. 31 ; S. P. L aa; aS.
ohimè. Som. l. 5 (*«).
oimè C«M«. xii. 59 ; xiii. iol
olio. Abbiam la Cresma, e V Olio santo ancora P, F. 143.
oltra Can*. ix. 38 ; xiv. 53. — C/. oltre
oltlHgglo. se vi pare oltraggio^ Ch' ad amarvi sia dato Ball. iv. 40.
oltre. C iii CanM. ii. 39, 44 ; Ball. iv. 31, 33 ; V. N. 43. 47 (Som. xxv. i) ; S. P. wL
A^—Cf. oltre.
V. N. 33. aoi (CdrtJ. ii. 74) ; 33. 43 (Gma. iìL 3"* ; C. ii. Cims. L 48 ; iv. Cana. iìL 78,
J40 ; OuiM. xi. IO, 80 ; xiii. 51 ; xvi. 53, 67 ; xviii. 59 ; Sest. ii. 53 ; Sotu
xxxiv. 3 ; xliii. 7 ; L. I ; liìL 8 ; 5. P. vi la ; P. F. 1>—Cf. omei.
Ogni. V. N. x%. 54; 19. 8, 135 ; 31. 33, 48 ; 35. a; 31. 4 ; Ci i. 36. 36, irò, 138; a,
4 ; 3- 4»; 4- 40; 8. 57, iflò; 9. 16; 13. 61 ; ii. 6. r47 ; io. 4B ; 11, 18,37 : «3-
53; 14. 190» ao8. 347; 15-97. i34. «5» ì »'»• '■ 9» ; a. 88, in ; 3.98; 5.
139; 6.33,54,61,73, 74, 76, 115, 131 ; 7.87: 9.91; 10.37; "-78; 13-
7, 19 ; 14. 131 ; 15. 44, 150, 153, 160 ; iv. i. 14 ; 2. 80. 148 ; 3. io, 34, 48,
68; 4. 43, 77, X14; 6. 35, 44, 8a, 163: 7. 61, 91 ; 8. 34 ; io. 53, 86, 88; 11.
119; 13. 33, 40, 41, 84,85, 147, 3os; 14. 70; 15. 94, 150; 16. 13, ao: 17.
5. «4, 15.»; as; la 3,9, 53,59; 30.8.51, 5». 89 : «<• 73. 9©; «.48.93;
33» S^i J48 ; a4. aS, 171 ; 35, 86, ioa ; a8. 64 ; 29. 89.
Ognuno, ha in sé della natura di ognuna di queste cose . . . . C. iii. 3. 38.
onde ... si può dire o^HMOjUasq/ù C iti 11. 61.
Oh. C. i. I. 51 ; ii 10. 19; 16. 30; iii. I. t6; 15. 178; i^. 5. 69, 73 ; 6. 168, 169; 7. «7;
13. X05; 13. Ita, 1X3, 1x4; ai. xza, X13, 116; 35. 88 ; 38. 55, 156; 30. 63.
oixnè. C iv. xa. 36.
oltramare. in quanto vanno oltrantart V. N. 41. 45.
oltre, y. S. 10. 7 ; 43. la ; C i. 3. 46, 47 ; 4- 3 ; 7- 53; <<• 109: '»• ^- ai ; iii i. 8a ;
3. ixa, 113 ; 5- 8a : 6. 93. 106, latì ; 9. 77 ; 11. 15, 185 ; 15. 314; iv. 5. 183;
6. 5; 9. 11,93; la. 163,164, "69; 17.56, 57 ; a». 90 ; "4. 53.
oltreché, avendo forse . . . speranza di me oltrtcki degna K. TV. ao. 6,
C ii 11. 87 ; iii a. 155 ; 4. 134 ; s »94. '97 ; 6. a ; io. 86 ; n. 149; 13-87; "»•
7. a8; 9. 179; II. 1; 15 ioa, 193 ; aa. 118 ; 33. 5 ; 38 145; 30. 33.
I
I
I
ft
429
ONDE
ombra. Nel qaal ciascun de' sette fa poca ombra Cu*», xv. 9,
Al poco giorno, ed al gr^n cerchio d* ombra . , Siti. i. 1 ; K E. ti. io. a8 ; 13. 14.
Sì stm gelata, come neve all' ombra .... S*sf. ì. 8.
SI bel, eh* Amor vi viene a alare all' ambra ... .... S^st, i, 16.
al suo viso non mi può far ombra Poggio, né 5«stf. i. 03.
L' Amor, eh' io porto pure alla sua ontbra Sé»t. i. 97.
Sol per vedere de' suoi panni I' ombrn .... Sfsi. i. 36.
Quandunque ì colli fanno più nera ombra S/s/. i. 37.
Amor mi mena . . all' ombra Dì donne S*st. iii. f.
1.0 cui splendore fa sparire ogni {>mÀm . ... 5#5/. ili. 8.
Quando '1 mi rende, ed iu son com' un' ombra Srst. ili. 16.
per amor di lei, che mi fa ombra Piti nobii Sfst, iìi, 03.
Il gran diletto, e' ho di starle all' ombra Sraf. iii. 27.
Che bel possa veder com* è sua ombra S4sì. iii. 36.
eh' io vivo air ombra D' aver gioia e piacer Sést. iit, 37.
Gran nobiltà mi par vedere all' ombm Di belle donne Sest, iv. l.
Neun si maravigli, né faccia ombra S*^, iv. 8.
Perché rìsplcndc sì la sua dolce ombra S4si. iv t6.
Fuor eh' ella sola, cui io amo all' ombra Scstf. iv. 23.
Sema neuna ascondersi sott* ombra Sé$t, iv. 27.
Queir anima, cui più vi piace V ombra (5. Quell' animale, cui piti
piace r ombra) S«/. iv. 36.
Più . . . che sempre stare all' ombra Di quella Stst, iv. 37,
nuvoletta, che in ombra d' Amore . . . apparisti tìall il i.
come r otMÒra ... Sì fa maggiore, e poi subito manca ... , S. P. ci. 37.
ooiéL S. /» vi. 39-— C/. omat
omni. Vae omm meo nervo Cans. xxì. 33.
omore. Non le addivien per otMorch* abbia vecchi .Son. Iii. la
C/. timore^
otlda. Quanto legno di mar, che non leva onda Cana, xlu r^.
Sovra la vergin onda Generai io costei . . . , Catu. xx. 49.
OOdfe K y. 34. 39 Caiu. iv. 3\ 36 I Carta, iv. 10) ; C ii. Cswa. i. 7, 56 ; tii. Catu. li. 53 ;
ìv. Cans. iii. 59, 65, 96; Gifw. ir. ao ; xt. Sa; xii, 36, 47, 74, 81 ; xiii, 94 ;
3uv. 3. II, 73, 64 ; XV. [I, 17. aa, 56; avi. 48, 6a ; xx. 88; Stst. i. b8; Bai/,
Ul. 53 V. 14 : vi. flo ; vii. 9; K. W. 7. 39 {Som, if. 13I; 8. 49 (Som. iv. 5);
ombnu te quali . . . avcano d* alcuna scurità ombra O ii I* ta6.
queste macole alcuna ombra gittano C t. 4. 77.
lo vederne con ombra d' oscuriti C U. 9. ta6.
r una si é r ombra eh' è in essa . C iì. 14. 70.
sia bene astratta e assoluta da ogni ombra corporea , C, Ìv, ai. 73.
questa età pur ha seco una ombra d' autorità ...... . C iv. «7. 146.
ombrare, le stelle mi parcano tutte d' alcuno albore ombrata . . . C iti. 9. 153.
Omero, quella parola del poeta Om/ro f^./V. 9.31,
diede quasi recitando le parole del buono Omrrv ...... K A^. 05. 90.
per che Omtro non si mut6 di Greco in Latino C I. 7. 96.
prova Aristotile . . . per lo lesto d' Omtrrt poeta . . , . . . . T. iv, ao. 37.
onde. y. N. a. 47, 64 ; 3- S^ : 4- 5 : 5- >o ; 10. 8 ; ta. »8, 44, sa, 73 ; 13. aS, 63 ; 14. 8,
54. 96 : «5- aa ; rd. 43 : 18. 56 ; 19. 15 : «>. 7 : aa. 8, 04, ja, 35, 53 ; «SS»
»6. 90»93» <<4. ti6. las; «4-43; «S- «3i 5»» 58; «6. 5, a8; 07. 4 : a?- 3>i
35; 3»- 4. 17; 33- »at '5; 35- M ; 36-7» «3: 37-4; S»- 4 ; 39- »3. 5©; 4«>.
34. 39; 4>. ". "7. 45^ «a. 3: C. i. I. 7: 8. 3>. 50,60; 4- ^^.S. 34. 48, 94. 99 :
»• 50. 55. 59. 74. 84. 95. »o5 J * M. aó, 56, 61 ; 7. 79 ; 8. «3, 49. 73. 88, 9J.
133; to. la. 48» 64, 93; 11.07. 56, 144; IX 30. 69; 13. 16, »7. 48, 56;
ti. I. 74, 89 98, ro7 ; a 44 : 4- 75 ; S 66, 101 ; 7. 49 ; 8. ao, 47 ; 9. 13, 80 ;
ONDE
430
onde. 13. 44 {Sem. vi. 9) ; 14. Bo ^Som. tU. a), 90 {Som, vii, ta) ; ai. 19 {Som. si.
Il) ; aa. 70 (Son. xii. 3' ; 34, 57 (5on. xìv. 8) ; Son, xxxi. 7 ; xxxix. la ;
xli. I ; xlviii. 1 1 ; S. P. vi. 39, 46 ; xxxvii. 75 ; czxix. aa ; cxHi. 19. aS, 34.
onestate. L' una ha . . . Prudenza ed tmestaU in compagnia . . . Som. xxx. 4.
onesto. A costei te ne va chiusa ed onesta Cmw, x. 154.
Cioè io gente onesta Dì vita spiritale, O d' abito Canm. xjx. 61.
Tanto gentile e tanto omsta pare La donna mia . . . . K ^. 96. 37 \S<m. xr. t\
OOOrare. Poi delle . . . oHota e fregia Qua! figtiuol te pih pregia . . Con*, xviij. 41.
D* ogni beata essenza . . . regnerai onorafa Cvfw. xviji. 48.
onde. la. 27; 14. 198; 15- 77. <39; i6.9t74t 79: i*»- 1.55: »• 3'. 35. 47.97i «MI
3. 5. <8» 50, 9a; 4- 6». 66; 5. a6, 80; 6. la, 93, 103. "8; 7, 17. 101, 117;
8. sa, 57» Sa» 90» 106, 139, 143 ; io. 17. 56, 79 ; 11. 50. 56. 60, 66, 94, «7,
i6a, 179 ; 13. 41 ; 13. 57, 81, 95 ; 14. 6, io, ai, 35, 58. 74, 95, 137, 133 ; 15.
t04, 164; iv. 1. 5, 18 ; a. 8a: 4. aa, iiz ; 6.38, 59; 8.9, 5^95, las ; 9^ 8a,
113, 167 ; IO. 8a. 106 ; ir. 16 ; I9. xao, 161, 30i ; 13. 139, 151 ; 14. 8t ; 15.
107 ; 16. 7, 44, 76, 8a ; 17. 70, 133 ; 19. 94 : ao. 61 ; aa. 5, 19; 33. 50, 105.
107 ; 34. 15, 57, 147. 171 ; 35. 78, 107 : 36. 56: 37. aa, 31, 151 ; a6. B. 31 ;
39. 75. 89. 103. i<>4» "O.
oneBtà. tanta ottestà venia nel core di quello K y. aò. %
questo conviene essere o per . . . o per ontstà C ìiì. 1 1. 80.
siccome 1' amistà per onestà fatta è vera cosi la filosofìa è vera
eh* é generata per orws/à C iii. 11. 114, 117
credettero questo fine . . . essere ... la rìgida Onestà C ìv. 6, 87.
della bellezza che in sull* onestà risplcnde ...... . . C, iv. 8. ii.
cosi come questa è bellezza d' onestà C. ìv. 8. 13.
onestade, onestate. 1' utilità dell* onestate C i. 8. 56.
Cortesia e ane.-itaiù è tutt' uno C ii. II. 6ow
la quale ... è Donna . . . ornata d' onestai^ . . C il. 16. bc.
che dee essere tutta con onestade C. ìii. 4. 83.
perocché ... in lei è fontalmente 1' onestadt C iv. 1. 35.
onestamente, piìi onestamente per le donne si prende sperienza . . C ììi. 7. laS.
operare . . . virtuosamente, cioè omstamtnte C iv. aa. 109,
onestate. F. oneatade.
onestissimo, la Donna ... fu la bellissima e onestissinut figlia . . . C ii. 16. loi.
Otiesto. vestita d* un nobilissimo colore umile ed onèsto F. TV. a. 16.
una dolcezza onesta, e soave tanto che K *V. a6. 03.
con alcuna onesta lamentanza 1' altro abbandonando C ii. 16. 56.
Gli uomini hanno . . . amore alle . . . oneste cose C iii. 3. 35.
da questo amore nasce la . . . amistà, dell' onesto tratta . . . . C iìL 3. 88.
8Ì con%iene . . . ridere con un' onesta severità C. Ìiì. 8. 203.
il sembiante, on^to secondo il vero, ne pare C. iit to. a6.
che sono tutti li suoi sembianti off«s/i C ìii. 14. 116.
ragione\-ole e onesto è . . . odiare C tv. i. a8,
difìniro cosi questo Onesto C iv. 6. 91
lo suo contrario è . . . mcnomanza dell' onesto C Iv. 8. 14.
la persona del padre . . . onesta dee apparere C ìv. 34. 160.
si, che a una donna non fossero oneste le sue parole C. iv. 35. 99.
per segnire onesta e laudabile via C. iv. 36. 69.
onoranza. Che fanno queste onoranae che rimangono degli . . . . C Ìv. 99. 40.
Onorare. Andate ad onorare la donna vostra y, N. \i. 14.
chiamando le donne che m' aiutino ad onorare costei V, N, at. 47.
che non solamente ella era onorata e laudata, ma per lei erano
onorate e laudate molte K A^. 37. 3, 4.
cioè una donna onorata ^ , ■. y, N, 49. 19.
431 ^^^^^^ ONOREVOLMENTE
ooorarc Se non chi lei onora dcsiondo BoA. tx. 14.
Per Ut che il mondo mai sempre v' onori San, xxxiìi. 8.
Della Donna gentil che 1' altre onora Soif. xl. a.
Ed entrerà coaieì che V altre onora Sopl 1. a,
Ch' ogni suo cittadino sempre onarm S. P. ci. $1.
OOOre. Owor ti sarà grande, se m' aiuti CaMs.ix.6t.
Virtute . . . Lui obbedisce, a lei acquista oMort , Cans. x. 98.
Ch£ beli' OMor 9* acquista in far vendetta Caru. xii. 83.
Ch* Amor di tanto onor m* ha fatto degno Cans. xiv. 64.
Cbe non par luì, ma *I suo owor difende Coita, xvi. 19,
quelle cose, che a voi onor sono .... Cans. xvi. 44.
Di questa, in cui onor lassQ si canta Cans. xvii. 60.
Qual è de* figli tuoi, che in onor V ama Cans. xviiì. 4.
L* esilio, che m' t dato, onor mi tegno . , Cans. xx. 76,
Muovi in quel punto, che tu n' ag^i onore K iV. la. IS13 {B<iÌÌ. i. 44 .
Perù siete pregata . . , Che le facciate onorr Bf$IL viii. 24.
Quando si mira per volere onorr Ba/I. x. ao.
da lodare In gentil donna, fuora dell* onorr K A^ 8. b8 {Son. iiì. 8^.
Aiutatemi, donne, a farle onor* f^. VV. ai. 16 {Son. xì. 8V
Dicendo : Or pensa pur di farmi onor* ....... K W. 34. 54 {Son. xìv. 5).
Ma ciascuna per lei riceve oMonr K. A^. 97. 23 (Soif, xvi. it).
Vede una donna, che riceve onort K. A^. 49. 53 {Son. xxv. 6).
E adorna gentilezza le fa onon Son. xxx. 6.
Come colui, che vita ed onor tiene Da Son. xlii. 19.
A voi dovem noi fare onort Som, xlilì. 14.
La qoal di pregio e d' onor s* incorona Som. xlv. 4.
circondati Dì grafia, di pictadc e 5ommo onort S. P. xxxi. 78.
Che a padre e a madre noi rendiamo onort . . P. F. 164.
salva la via del debito onorart e magaiAcare C i. a. Si.
per che ciascuno profeta è meno onorato C i. 4. 61.
che . , . non lì potrebbe onorar* C i. 6. 31.
pili . . . non è, che onorar* V amico C iiì. i. 39.
tmoral* Lei ne' suoi amici C iiì. 15. 185.
per che li buoni erano ... e li malvagi onomH C iv. 1. 56.
per li quali . . . esso sta da loro . . . ottorato . . C iv. 96. 99.
che Enea . . . per onorart lo corpo di Miscao ... a* accinse e , . C iv. a6. ila.
nella ttraa parto d' alcuno onort V. tf. ^ 43,
uomini a* quali si coavcnìa di fare onort V, N. 35. 8,
le grandeuc . . . delli veri onori C. L io. 53.
torre ... a luì che dice onort e fama C i. 1 1. tao.
più cortese modo di fare a so medesimo OMonr non è C ili. i. 38.
eoDoace che . . . menomerebbe suo onort C 1)1. 10. 6a.
o ofMvr del mio servigio C iiu 11.168.
naacette ... 1* onort dell' umana generazione • C iv. 5. 41.
moderatrice e acquistatrice de* grandi OMon C. iv. 17. 46.
La sesta si è Amatiim d' onoir. la qaale modera e ordina noi negli
Ofion di questo mondo C iv. 17. 47, 48.
di gloria e d* onort V hAt coronato. . . C iv. 19, 67.
a daacuoo uomo che onor* vada cercando C. iv. 95. 100.
onarv doggio ricevere . . . dalla gente .... . . . C. iv. 09. 94.
Per che non onon ma disonore ricevere dee quegli ...... C iv. 99. 70.
OOOrevotC a rosi Convito ... a cosi OMonWr per li C i. io. 3.
domandatoh delle condizioni ottorwvoti dello regc . . . . . C iv. ay 39.
oaorwolnwata. acciocché pili mm moimunt* adcm pie sai li loro prcftù K JV. 49. 7.
ONTA *il^^^^V 43^
onta. Qui ai raddoppU I* onta GtJU. x. 99.
Qual è de* figli tuoi . . . con dolore ha onta Comm. xrìii. 6.
Op(eyra. che . . . bruca La mìa virtù si che n' allenta 1* opm .... Catts. xii. 34.
Sentendo 1' opn ladre Che in te si fanno Cttiv. xviii. 5.
Sollazzo *, che convene Con . . . e T open perfetta C«m«. xix. ^u
Op(e)rare. Lietamente opra suo gran vassallaggio Cpm. x. 35.
Che senza o/krnrvirtute, Kissun poote Cma. xìx. 91.
£ amar puossi virtù per alto opran Som. xxx. 14.
opera. Onde . . . rìtomaimi alla mia oprru^ cioè del V. N. 35. 15.
se nella presente opera ... si trattasse C L 1. 211.
senxa fare menzione dcU* operw virtuose C Ì. a. 83.
dì minor pregio si fece ogni opera C i. S. 43.
che . . . dia nella presente opera CL4. ioa.
guardi che o^mr ne fanno i buoni artefici C i. ti. 90.
quello che è materia della sua opera C. ì. 11. tao.
dispregiando I' opera da quella parte C L 11. lat.
ma a tutta 1* opera del maestro C L it. 104.
suole r uomo parlare all' opeia medesima C iì. a. 71.
y opere delle sue mani annunzia lo finnamento ....... C it 6. 104.
quello che 1' opera di costoro ... fa . . .' C iL 9. 15.
quel cotale cibo fa V opera di questa natura perfettissima . . . . C Ut 3. 70.
non * altro a fare, che ornare V opera d' altrui C. iii. 4. 84.
ciascuno maestro ama più la sua opera ottima C. ÌÌL 6. 96.
in più sue o^rr non sia carioso C iii. 6. ao.
cosi puote r uomo dire sorella quell* opera C iii. 9. 38.
Ed è simtgUantc all' opera di quello savio guerriero C. iii. io. 66.
perchè r ordine dell' opera domanda C iii. io. 85.
]o lei seguitando ncll' opera . . . abbomìnava C. ìv. t. 35.
conciossiacosacbè grande e alta opera sia per le mani C ìv. 3. 18.
mai possa essere gentile per opera che faccia C iv. 14. 3t.
r hai coronato, e posto luì sopra V opnr delle C Ìv. 19. 68.
non è tanto richiesto di cotale opera C ìv. 19. 89.
quello . . si è . . . considerare 1' opere dì Dìo e C ìv. sa. X13.
guardisi che non gli dea dì sé esemplo nell' opera C Iv. 24. 153.
che anche è necessaria quest' opera C ir. 35. 137.
Lealtà è . . . mettere in opera quello che C ìv. a6. 133.
sì renderò, ogni mondano diletto e opera diponendo C ìv. 38. 65.
che dclli suoi antichi . . . mostra le grandi e mirabili opere . . . C iv. 39. 44.
operante, che da uno medesimo operante è operata , C iii. 9. 38.
operare, quello che il suo salutare in me . . . operava K /V. to. 19,
quelle parole . . . avresti tu operate con K A*. x8. 55.
ella mirabilmente operando lo fa venire K. ^V. st. 7*
lo Signore che si mirabilmente sa operar» V. N. 96. 29,
quelle cose eh* ella virtuosamente operava in altrui V» N, 37. 33.
nella ^rmid dico quello che o^mifi nelle donne f'I W. 37. 36.
dico quello che operava in loro per altrui V* N, 97. 38.
come . . . ricordandosi di lei, mirabilmente operava K, A. 37. 40.
come operava in me la sua virtude K /V. a8. io.
altro si conviene e dire e operare a una etade C ì. 1. 119.
che da uno medesimo operante è operata C. ÌÌÌ. 9. 39.
dicemo alcuno virtuoso, non solamente virtit operando ..... C iii. 13. 83.
la quale ordina noi ad . . . operare dirittura C iv. 17. 63.
per Io quale noi . . . operiamo ciò che facemo C. iv. sa. ai.
Quello ^t\ pratico il ò operar* per noi virtuosamente C ìv. aa. 108,
\
433
OPERAZIONE
*
op(e)rare. Jj cui . . . i beni Procedon sempre di ben ofi^i-nt^. . . . P. F. 19.
Cf. ovrarc.
Operazione, che fa 1* uom felice In sua operastow . . . . C iv. Cant, uì. 84 ; 17. 8.
operare, quello dello speculativo sì è, noe opporr per noi . . . . C. iv. as. 113.
che sono dolce e corteaemente servire e operare C iv. 35. 15.
conviene ^ran parte delle sue operaiioni op*rart con organo corpo-
rsle ; e allora optra bene, che C iv. 35. ia9, J30.
Operarlo. Int™ optrarii e artefici di diverse »rti e opcrutìoni . . . C iv. 6. 54.
OperatlVOw pnUico è tAnto, quanto operativo C. iv, aa. 105.
operatore, molti . . . hanno invidia atli maMopervion ...... C 1. 4. 62.
)' artefice ovvero optra/on di quella . . . dee C ìv. 6 56.
operazione^ ad essere impedito nella sua oprtasionr f-'. A^. 4. 3.
che la sua optramont sia . . . altro che dolce K A^. 13. 17,
la quale trae a sua simile optraeioHi coloro V. N. ly. 63.
Io quale era delle operasiom delia sua bocca K A^. 19. 138.
perchè. . . non puotc ritener lui, n* sue operationi V. N, ai. 55.
jotcnderc delle sue mirabili ed eccellenti optnuioMi i'. ^. 36. 31.
come mi parca esser disposto alla sua operamotu K iV. 38. 10.
generata dalla buona op^rauotu nella mente dell* amico . . . C, i. 3. 50.
dilettandosi delle male oprraMt'oni . C i. 4. 60.
commenda le umane optrasion* C i. 5. 18.
dee essere . . . non trista In alcuna sua operazione .... . C i. 8. 48.
come sarebbe biasimevole openutotu fare una zuppa C. i. 8. 64.
r 0pe»a»ÌoH* della virtù . . . dee essere - . . C 1. 8. 64.
quella della virtuosa operamone C i. 10. 50.
in atto e palese nella sua propria operatone CI i. io. 59.
aarebbono state . . . indarno, senza operaMtome C il 5. 19.
concioniacoftachè il loro essere aia loro operaaitm* C ii. 5. ao.
fanno ta toro opermaione connaturale ad esso C ìi. 6. r 1 1.
che intendono ì loro effetti nella loro operuMioMà C. ii. 7. 30.
1' opefOMome vostra ... è quella che ro* ha tratto C ìi. 7. 44.
riceve quello per più forte openuione C ii. 10. 73.
sicché quasi cesuno da o^ni npenuione C li, 14. 190.
che questo amore nella utttitt mta fa la sua e^rtuicMé C. ìii. 3. a.
per la sua soperchicvolc opetasiom nel diletto C iU. 3. 61.
è posto fine ... a ciascuna sua operantme . . C iii. 4. 107.
la sperieoza che aver ... si può in quelle operamàm C. ìii. 7. 96.
Nò £ in Iona il principio di queste ópem*ioMÌ C ili. 7. 11 4.
sicché . . . disvia in ciascuna sua opertmom C. iii. 8. 135.
che la nostra operazione in alcun modo t fcnerazione C iii. 9. 39.
la conoscenza della buona o^raruMW . ... C. ìiì. ti. 15».
questa essere piii che umana opewamoHt C. IN. 14. loB,
per quella nasce 1* operamiom della carità . . , . C iii, 14. 136.
tutte r altre nostre operastom . , . sono . C. iìi. 15. 39.
eh' é Opemeione secoudo viriti iW vita perftUa .... C. tìì. 15. 130.
mirando le loro operaaiom . . C Ìii. l j. 194.
m (ulte nostre o^maioiti' si dee attendere . . C iv, a. 45.
le parole, che sono quasi seme d' operamone . C iv. a. 63.
ciascuno ufficiale ordina ta propria opermatom C. Ìv. 4. 55.
le umane operasiom . . , ascondono la C'i-e.^.t.
non pur per umane, ma per divine opertuiami andò C iv. 5. B7.
esacre tante mirabili opemaiom state . . C. ìv. 5. 150.
latra opcrarii e artefici di diverse arti e ppermmcm, ordinati a nna
ppenwome u arte finale * C Iv. 6. 54, 5^
Ff
OPERAZIONE
4S4
opinione, è tanto durata La coal falsa opimon tra nui
C iv. Catu. ìli. 33 ; 7,
Operazione, tutte le umane ofierasÙMi domandano uno fine . . . . C.iv. 6. 63.
ia quanto intende alla sua finale oprraziofu C iv. 6. 73.
Teggendo che nelle nostre ofifrasioni si potea peccare . . . dissero
che la nostra ofieraaiotu . . . era quel fine ... e chiamArlo
Offranone fon virtù C iv. 6. tiS| laOi IS4.
regolatrice e rcggitricc di tutte le nostre ofnnuiom ... . . C, iv. 9. io.
quanto le nostre o/Vraciopif si stendono C tv. 9. la.
finito in tutte sue oprrazkmi vedemo C iv. 9. 90.
a vedere i termini delle nostre o/xnus'omj è da sapere che solo
quelle sono nostre ofienuiom, cbe C iv. 9. 34, 36.
se in noi à 1* op^raaioHe digestiva C. iv. 9. 38.
a quattro maDÌcrc d* optraaiom ... è ordinata C iv. 9. 41.
che ofiera*iom sono, cbe . . . cornsieUra t nom/a C hr. 9. 40.
e operamom eh* essa mnsitUra t fu C iv. 9. 46.
opemz<om sono eh* ella ccmsidtra t fa C ir. 9. 49.
queste tutte operoMÌomi . , . elle . . . non soggiacciano d tv. 9. 53.
di queste operamom non fattori , . . semo C. iv. 9. 63.
Sono anche optranoni . . . siccome offendere e C iv. 9. 65*
perchè . . . tanto le nostre opfnuiom si stendono C iv. 9. 74.
in tutte queste volontarie opcroMom sia C tv. 9. 76.
quanto le nostre oprrusiom proprie ... sì stendono C iv. 9. 99.
quando . . . impedito non é nella sua operastont C iv. 15. irs»
fanno 1' uomo beato . . . nella loro op€rasiom C iv. 17. 74.
che Ffticità é optramone seco*ulo virtù in vita perfètta C iv. 17. 76^
comprende . . . molte altre nostre optraxiom laudabili C iv. 18. 53.
Ogni anima nobile ha tre optrtmom C iv. ai. 90.
per dirizzare . . . T arco della nostra <^€raaiont C iv. aa. 94.
nella . . . cioè nelle optraaiom delle rmomH virtù, e poi . . . nelle
openuioni delle inteUeltuali C. iv. aa. 004. 006.
Le quali due o/^rtutoNi sono vie spedite e C. iv. aa. 307.
che sono di questa bontatc divina oprramon* . C iv. 33. 36.
conviene gran parte delle sue oprruMioni operare C w, 35. 199.
conducono ... a buon Anc nelle umane . . . operazioni C. ìv. 37. 60.
calare le vele delle nostre mondane operaatom C tv. aS. ai.
cosi fanno per le sue buone operasioni C iv. 38. 40.
calaron le vele delle mondane operanoni C ìv. sB. 63.
si rimembra delle sue diritte operattiom C iv. aS. 86.
che Y Anima stette ferma alle civili operaaom ....... C. iv. aB. 131.
se ... s* intende a mìsere e vili oprrasiom C. iv. 39. 45.
opinione, secondo comune o^'nibiM astrologa K. A*. 30. 18,
alcuna opinione fanno nell* altrui fama C t 4. a?.
nella fossa della falsa o^WoMr - . Ci. 11. 39.
La quale cosiffatta opimon* manifesta la testimonianza de' . . . C ii. 5. 45.
ax^egnachè . . . queste opinioni , . . fo*sono fomite C. iì. 5. 53.
£ dico . . . per le diverse opimoni eh' io trovo C. ii. 9. 109,
li filosofi hanno avuto diverse opimoni C ii. 15. 47,
queste opinioni eoa ragioni . . . riprovarono C. ii. 15. 58.
questa opinione pare avere . . . Avicenna e C ii. 15. 76.
non sofferà lite alcuna d' opimoni C ii. 15. 168.
in ciò si prende opituone non buona dt colui C iìt. r. 48.
per ischiudere ogni falsa opinione da me C iti. 3. 98.
Platone fu poi d' altra opinione C. iii. 5. 45.
Quelle opinioni sono riprovate per false . C iii. 5. 53.
435
opiolone. £ certo chi con buona opimone . . . Crede
OPPOSITO
P. F. 4a
C. ìii.
C ili.
139.
103.
<^)inione. dal qtiale pensiero ti procede in ferma opinùm* . . ,
E questa ofntùoHf è riprovata . . . dal Filosoro
tonto... che 1' o^fiiòrt/ quasi di tutti n' era £iUificata: e della falsa
o^niofu nasceano i falsi giudici! C. ìv. I. 51, 53.
fugate le male opinioni, la verità ... aia ricevuta C. tv. a. T36.
nella ^'m/t si tratta . . . secondo o^'miohi d' altri ; nella jrn>w//i . . .
lecondo la vera opiniont C. iv. 3 6, 7.
nella prima si pongono le opinioni altrui C. iv. 3. v^
la definizione dell' opinione dello Imperadorc ... la variazione dell*
opinion€ della gente C iv. 3. 3», 33.
dico che questa opimona è quasi di tutti C iv. 3. 55.
Queste due opinioni . , . pare che abbiano . . C iv, 3. 60.
certo di ferma sono opiniont C Ìv, 5. 160.
puotcfti appellare quasi cattolica opinion* C iv. 6. 150.
che paiono aiutare le proposte opinioni C. iv. 7. 4.
che questa ultima opinion» del vulgo è tanto durala C iv. 7, 6.
a lasciare la mala opinione prendere piede C iv. 7. 17.
cosi la mala opinion* . . . cresce e multiplicaf aiccbè la spiga della
ragione, cioè la vera opinione, si nasconde e C, iv. 7. «3, 06.
la . . . condizione di questa popolare opimont t narrata . . . , C Ìv. 7. 44,
nella quale si pongono 1* altrui opinioni C iv. 7. 154.
prima che a riprovare le proposte opinioni proceda C. iv. 8. 99.
in riprovando o in approvando 1* opinion* dello . , C. iv. 9. a,
ferire nel petto alle viziate opinioni C Iv. 9. i8z.
Poiché poste sono 1' altrui o/iniomi di Nobiifà C iv. 10. 1.
sapere che 1' opinion* dello imperadore . . . loccù C. ìv. io. 7.
che ... e riprovata , , . V opinion* dello imperadore ..... C iv. 10. 95.
sapere che opinion* di questi erranti t C tv. 14. aa
Secondo la o/^rwoiM' avversa . . . fu . . . . C iv. 14. 139.
•cgulta a confondere la premessa loro opinton* ... . . C iv. 15. 5.
siccome messo è dinanzi per loro opiniont C. iv. 15. 13.
siccome ... è detto che la loro opinion* vuole C iv. 15. ai.
essere manifesto la opinion* della gente, che detto è. esser vana C iv. 15. iSs.
che riprovata è la Calsisaima e dannosissima opinion* de* .... C. iv. 16. 13.
Se ciascuno fosse a difendere la sua opinion* C. iv, at. 96.
na secondo V opinion* d' Aristotile e delh Peripatetici . . . . C ìv. ai. 31.
sono alcuni di tale o^MioNtf, ctie dicono , , C. Ìv. ai. 9a.
Lasciando . . . stare I* opinion* che . . . ebbe Epicuro . . . e . . .
venire intendo . . . alla verace opinion* d* Aristotile e . . . C iv. aa. 37
questo è contro all' optmou* di coloro C. iv. 99. 34.
la statua . . . afferma U buona optnitm* in . C iv. ap. 60.
ciiè I' opinion* di coloro ... fa piti debDe C ìv. 99. 64.
Opporre. Potrebbe già 1* uomo opporr* contro a me e dire, che . . . K A^. la* 1361.
o chi qui volesse opporr* in quello modo . K M la. I44.
la quale alla Nobiltà s' oppon* . . C Ìv. 10. 101.
non e vero ci6 che 5' oppone ,..,.... ■ . . C, ìt. 13, 60,
sa ... non fosse venuis, siccome s* d/>DfM C iv. 14. ia5.
anJOrtuuHà. diverse . . . secondo la oppwfUHÌtà del C. iv. 5. 96.
perche la presenza listhgne per oppotito , . . . . . C Ì. 4. 6.
dM na* altra a lei fosse oppostttt eosl fatta .... . . C iti. 5. 31.
che è appunto in questa palla oppouto a Mano . . . C iii. 5. 95.
U . . . Cerchio . . . sega ìn due parti oppo*itr C. iii. 5. 133.
a«l tratuto ai (a 1* opponto . C. iv. a. 194.
30-
OPRA
436
opTR. K Opera.
C3prare. V. operare.
ora, n. Qual ora fu, che tal doana gli vide C &. Cmtm. i. 34.
quanto in quell' ora Che luce C tij. Catts. iL ao>.
Che senza lei non può passare un* otv Catu. xiv. 70.
Già Clan quasi eh* atterzate T orr . . K TV. 3. 81 Som. i. 5).
Però eh' egli è venuto il tempo e 1* orm Di ......... 5, P, ci. 49.
Aspetta il tempo e 1* oni di salvarmi 5. P. ci. 96.
sperare . . . Fin alta notte, e in ogni tempo ed ora , , . . . S. P. cxxìx. iflL
L' iftr cantare, e dare altrui battesmo .......... P. F. 140.
ora, aJv. K y. 19. 43 (CiMa. i. 94>, 49 [Cmhs, ì. 30), 78 ((mum. t 59'): aS. 17 ^P. C <> ;
33. 44 (GtMa. ili. 4^, 95 (Catta, iii. 55), in (CiMa. iiL 71' ; C ìì. Comz. i. ao;
G»na. xii. 4o(*«^ : 3tiii. 13, a6, 47, 70 ; xv. 16, 57, 66 ; xviii. aa ; xx. 15, 44, 70;
St9t. iii. aa ; Bail. iii. 7 {bis) ; iv. 38; v. 8; K jV. 7. 30 (So», ii- 13) ; 84. 54
(5o«. liv. 5) ; 38. 39 {SoH. xxi. 5Ì ; Son, xxxi. 5 ; xxxvL 13 ; adii t ; xjvii.
3» 5 ; 1* 7 ; Hi. 6 ; liv. 4; S. P. xxxi. aa ; cL 37, 41, 91, 107. ira.
orare, sempre tu Ora per noi à Dìo, che ci perdoni P. F. 248.
Ara* H. (i). dirizcato V artimone . . . air óra del mio desiderio . . . C it. i. &.
ora, H. [9). L* om . . . era fermamente nona di quel giorno . . . . K. ^. 3. 16.
trovai che 1* ora . . . era stata la quarta della notte K W". 3. ^ol
appare ... eh' ella fu la prima ora delle nove ultime ore della notte K A'. 3. 64 rto).
m* era apparita nella nona ora del di K A*. la. 75.
dicendo a che ora mì chìamaro . . K AT. 93. 831.
sì partì nella prima ora del nono giorno del mese V, N, 30. 3.
si levò un d\f quasi ncir oixx di nona K A^ 4% m.
qualunque ora lo guidatore ^ cieco C i. il. aB
ai compie quasi in ventiquattro orr, cioè in ventitré orr e quattordici
parti C iì. 3. 46. 47.
bestemmia V ora che questa donna gli vide C ìL io. 33.
più cose neir occhio a un' om possano venire C. ii. 10. 34.
e '1 Sole cento ottantadue di e quattordici ort C ii. 15, X47.
fòrte fu 1* ora che . . . entrò negli occhi C. ii. 16. 60.
E dico : r'N fiM/r ora, ce. Onde 6 da sapere che orm per due modi
si prende dagli astrologi C iii. 6. la, 13.
che del di e della notle fanno venliqualtr' ort C iii. 6. 15.
queste ort si fanno picciole e grandi C iii. 6. ift.
queste ort usa la Chiesa, quando dice Priatta ... e chiamansi cosi
ore temporali C iii. 6. ao, aa.
facendo del di e della notte ventiquattr* orr, talvolta ha il d) le
quindici mr ... e chiamansi ort eguali C iiL 6. «4, 35, aS.
quando dice V ora che quella gente è con essa C. tjì. 13. 64.
Sapienza di Dio, che a un' ora ... ti preparasti C iv. 5. 71.
ciò De manifesu V ora del giorno . . . onde dice Luca, che era quasi
ora sesta C iv. 33. 103, 106.
usa nella distinzione dell* orr del di femtpondi . C ìv. 93. 140.
perocché la Sesta ora ... è la più nobile C ìv. 03. 145.
nel comincìamento della settima ora del di ... . . . . C ìv. ^. 159.
qualunque ora esso cuoia . . . e fugge C Ìv. 36. 38,
ora, ativ. K A'. 3. 106 ; la. i ; 23. 43, 74 ; 04. 73 ; 38. 7. 9 : 39- '6; C ù z. 79 I 3- 4Si
ii.3.a; 8.64; 9. I ; il. 3. 49» 53; «a* 5» : M- 47. 77 >*). 83 (*w\ "4t "55
ìli. 5. 36 {bis) ; la. so ; 14. 4 ; I5- 4 ; ìv. i. 8a ; 3. ai, 34 ; 16. 15 ; 19. 19;
aa. ICS ; 83. 83 ; a8. 133 ; 99. 17.
Orazio. Per Orasio parla V uomo alla sua scicn2a V. N. 95. 88>
non solamente sono parole d' Oraeio . . . . .... K A^. 23. 90,
437
ORDINARE
orazloae. Che, ricevendo U mia onuiorUf Hammi coperto .... 5. P. vi. 44.
la mia oraaioHf . . . sempre mai si pone . . S. I\ xxxvii. 3r.
Si^ore, esaudì la mia onuionr S. P. ci. i ; cxlìL t.
Perchè egli intende ben 1* onuioni .... P. F. 136.
Con OraaioHf Limoline e Digionio . P. F, 153.
Iji prima è r oraJioN del Pater NOSTRO P. /^ aio.
Av\'cnga , . . aìccome pone Questa omaioM P. F. 315.
Si che a te facciamo omst'onf P. F. aa6.
ordinare. Però fu tal da eterno oniittata C iii. Cohs, ii. 54.
Onuto. siccoiBe dice Orano net principio della Pm/tm C iì. 14. 87.
lascisi stare quanto . . . erida . . . quanto Oraaio C iv. la. 83.
orazione, si vedrà ... le soavi ortutoni che di luì si fanno ....Ci. 10. 100.
quella oragiong sì può dire che bene ven^ ........ C iii. 4. 96.
orbare. Dell* abito di ... le popolari persone sono orbai* . . . . C. i. 1 1. 43.
ordinare, cominciai una canzone . . . ordimatm nel moHo che . . . K. N. r^. 18.
La vivanda di questo Convito sarà . . . ordimatit .... . . C t. x. 103.
di ciascun bene ordinato convito C i. 8. 9.
quella cosa, eh' e ordinata a torre alcuno difetto C. L 3. a.
eh* il mio scritto ... è ordinato a levare il difetto C i. 3. IO.
la quale a debito fìne ^ ordinata C i. 4. sa.
quelle disposizioni che sono ordinati allo inteso fine ; siccom* è
ordinata . . . franchezza ..... ..... C ì. 3. 90. ai.
colui, che è ordinato all' altrui servigio . . .... C ì. 5. 34.
quelle disposizioni che sono a quel fìnc o/iifNo/r C ì. 3. a6.
Ciaactma cosa . . . che fa quello a che ella è ardmatm . . . alle quali
è ordinata . . . alla qual cosa e ordinato ... a che eaaa è ordinata
... il quale é ordinato a . . . . . . . . . C i. 5. 73. 76, 79, 8t, Ba.
alle quali questo Cemento é per servo ordinato . . .
In quanto sono ad alcuno fine ordinati ......
il quale è quasi una ordinala civilitade
che la morale Filosofìa . . . ordina noi all' altre acienze
Che ... la fiuatizia legale ordina le scienze ad apprendere
il detto cielo ordina col suo movimento la ... .
•e la revotuzionc di questo non ordìnasM ciò .
dalla prima parte, che a proemio ... fu ordittata
al lòco, dove la loro generazione è ordinata . . .
che a trattare di costei sono ordinati
che per lo ... il mondo e al ordinalo
O ineffabile Sapienza che cosi ordinasti
dico che da ttemo ... fu ordinata nella Mente di Dio
che oidina V Anima ad adomare queste parti . . .
casa Sapienza dice : * Etemalmentc ordinata sano*.
che lo sguardo ... fu a noi cosi Uri;ameate ordinai
perocché non sarebbe ad alcuno fine ord$iméo . . .
in quanto anno debitamente ordinati
lu amalrice di voi . . . ordmando il vostro procesao .
convieosi . . . questa medicina ordinare .*■•..
che a uno fine è ordinata
quando più coae a uno fine aono ordinati . .
cbe diverbi affici e diversi fini a . . . sono ordinati
siccome cìaacuno ufficiale ordina la propria operazione
è ano che . . . ordina quelli nell' ultimo di tutti . . .
in tutte quelle cose che sono ... a fine ordinati .
che ... li di^'crai . . . uffici ordtnando, abbia . .
C. i, 7. 70.
C. i. II. at.
C li. 5, 96.
C. ii. 15. ia6.
C ii. 15. 139.
C. il. 15. 131.
C. ii. 15 137.
C, iil. a. 3.
C Ui. 3. 16.
C. iii. 4. 37.
C iti. 5. (96.
C iii. 5. 903.
C iii. 7. i7a
C, iii. 8. 1 19.
C. iii. 14. 60.
C iil. 14. 104.
f*. iii. 15. 93.
r. iil. 15. tis,
e Ul. 15. 181.
e. fv. I. 87,
e i». 4- 4.
e iv, 4. 47.
e iv. 4< 5**
C. Iv. 4, 55.
C. iv. 4. 57.
r. iv. 4. 6a.
C. iv. 4. 67.
ORDINARE ^^I^^^^H^^^P 43!^
ordinare. Dio . . . oriinò fra noi il HatrìmoDÌo P. F. 149.
ordinare, ordinata fu per lo . . . quello popolo e quella città . . . . C. W. $ 30.
ordinata fu una progenie santissima C iv. 5, 35.
allora che alla voce d' un solo principe ... fa onHnato . . . . C iv. 5. 64.
ciò che Iddio con tanla prudenza ha ordinato C. iv. 5. 77.
che ApcJEtal ... e spezia) proce&so da Dio . . . ordinato fosse . . . C ìv. 5. 179.
Intra operarii e artefici . , . ordinati a C. Ìv. 6. 54.
mestieri che ali* arte di cavalleria sono (ordinati C iv. 6. 6a.
al quale 1' uomo è ordinato C iv. 6. 65.
che la nostra ragione a . . . é ordinata . . C iv. 9. 43.
altri le ordinò C. iv. 9. 64.
in quanto sono ordinai* alla possessione dell* uomo C iv. ir. 45,
se non In quanto ad alcuno . . . servigio sono ordinate C. ìv. 13, r49>
la quale . . . ordina noi negli onori C ìv. 17. 48».
Giustisia, la quale ordina noi ad amare e operare C iv. 17. 63.
fticcome air ultimo suo frutto sono ordinati C iv. 94. 93.
allora . . . che *1 corpo è bene. . . ordinato. . . £ quando egli è bene
ordinato C. iv. 35. 131, 235.
tutto quanto la . . . natura prcporm . . . è . . . ordinato per . . . C iv. a6, 17.
Natura universale, che ordina la particularc alla , C iv. 36. 19.
ordinatamente, la natura vuole che ordinatamente si proceda . . . C iì. 1. 109.
nclli quali 1' anima . . . ordmatamente procede C ìv. 04. 89.
ordinazione, soggetto a quelle in ciascuna sua ordinazione . . . . C i. 5. 39.
ordine, dico per ordine questa imaginazione K W. 93.
ricordandomene, secondo 1* ordine del tempo passato K ^. 40. ^
intendo per ordine ragionare C ì. 5. 15.
Ciascuna cosa che da per\-erso ordine procede C L 7. 15.
comandare . . . procede da ordine perverso ; che 1* ordini diritto è . C i. 7. ao, flt.
r ordine della intera scusa vuole CL io. «8.
sarebbe irraMionaU^ cioè fuori d' ordine . . C ìì. t. 105.
dico che questo ordine . . . tenere intendo C iì. a. 55.
queste . . . parti per ordine sono ... a dimostrare C. ÌL a, 73.
£d à V ordine del sito questo ... C iì. 4. i.
cia&cunaGerarchiaha tre On/i>u';sìcchè nove On/mi'dicrcature.. .tiene C. iL 6. 42 (Aù).
questi tre ordini fanno la prima Gerarchia C ii 6. 46.
e quelle in che sono gli Ordini C ii. 6. 58.
sono in ciascuna Gerarthia tre Ordini .... C il. 6. 75.
di tutti questi On^iW si perderono alquanti C ii. 6. 96.
Li Numeri, gli Ordini^ le Gerarchie narrano li cieli mobili , . . C. li. 6. toc
che lì mortori . . . siano dell' ordine degli Angeli C ii. 6. X07.
rade volte la posi coli* ordine della Canzone C it. la. 15.
sì per V ordine del sermone C. ii. la. 65.
prima del terzo ciclo, secondo V ordine trapassato C ii. 13. 75.
per 1' ordine e numero in che paiono convenire C ii. 14. 9,
una com[>araztone eh' è nell' ordine de' cieli Cu. 14. 50L
per ordine è da vedere prima la comparazione C. ti. 15. 15.
di queste tre parti per ardine è da ragionare C ili. x. zir.
queste parti, secondo ordine, sono da ragionare C. tii. 5. t6.
neir ordine intellettuale dell' Universo sì sale e ..... C iii. 7. 69.
siccome vedemo nell* ordine sensibile C liL 7. 73,
ma sia . . . continuo per gli ordini delli gradi C iiL 7. 77.
L* ordine del presente trattato richiede C. iii. 9. X.
perchè 1' ordine dell' opera domanda C iiì. xow 85.
Siccome 1' ordine vuole . . . dico C iii. 11. 1.
439 ^^^^P^ ORO
orecchia, l-c tue or«rrAi>, io prego, non sien sorde ....... S. /*. vi. «5.
orecchio. Gli orecchi tuoi ne inctiìnii allo mio afTcUo S. f. cì, 6,
orgoglio. Fatto ha d' orgoglio al petto schermo tale Cé$u, xi. 73.
Per nessuna grandcxu Monta in ofjpo^fo Cans, xix. 130.
orgOgUoaO. quand' ella la chiama ot^o^^iom C iti. C«n«. li. 61.
orizzonte, al punto . . . Che 1* on*aontf ... Ci parturisce il ... . Cmu. xv. a.
ormai. E state orHiai con 1' animo giocondo , S. P. xxxi. Sa.
ornamento, per vestimcnta, Perché sono ornamenta Con», zix. 37.
ornare. A quella, di cui loda io sono ornata K /V. 19. 8a (Ci»t«. i. 63).
donne. Che avete gli occhi di bellezie ormiti Cmns. xiiL 86.
Dacché 1' aflTczion t' avrà ornala Cans. xviij. 51.
Qual non dirà fallcnza ■ . . Omarsif come • Gnu. xix. 34.
ordine, la bellezza . . . risulu dal)' ordine delle virtù C Hi. ■$. lai.
chi fuori dal debito ordine è piegato . . . C. iiì. 15. 154.
percuote fuori di tutto I' ordine delta reprovazionc . . C tv. 7, 46.
conoscere 1' ordine d* una cosa ad altra C. iv. 8. 5.
che 1 cento si e parte del mille e ha ordin* ad esso C iv. 13. 33.
hanno oft/iM insieme come diverse linee . C iv. 13.41.
che 1' ordine debito delle nostre membra rende un piacere . . . C iv. 25. I34.
se non che 1' acconcia a perfezione d' ordine C Iv. 95. 149.
ordire, che quello . . . tutto sia per supposto, cioè ordito e C. iv. 18. 67.
orecchia per venire a' miei orwetki .......... K M 3. ao.
Non chiudete gli onrrcAi a Salomone C. Ìiì. 15. 189.
Orfeo, che Orfeo facea colla cctcra mansuete le fiere C. ii. 1. a6,
organico^ che é vinti organica C iiì. 4. 89.
organizzare, esse^ndo organiMmafo per tutte quasi sue vìrtu . . . . C iiì. B. 6.
organo, alcuno male de' suoi of^am disposto C ì. 1. 88.
legata e incarcerata per gli organi del nostro ccrpo ...... C ti. 5. 131.
che intra tanti organi conviene a bene rispondersi C. iii. 8. 8.
puote anche parere cosi peri' orjnwo visivo C. iti. 9. 1091.
la virtù formativa prepara gli or^m alla C ìv. ai. 40.
operare eon organo corporale C ìv. 95. 130.
argogUoaa nella quale chiamai questa Donna orgogiioaa e . . . . C iii. 9. la.
oriente, che . . . era mosso verso la parte d' oriente . • » • . . . K A. a. 1 1.
che volge tutto da Onirn/r In Occidente 011.3.39.
quella rivoluzione da Oriente in Occidente . . C iì. 3. 44.
si muove ... da Occidente in Oriente C li. 6. 143,
rìvolgesi coir epiciclo, da Oriente in Occidente C. it. 6w 146^
un solo movimento da Orientt a Occidente, e un altro, che (k da
Occidente a Orante C IL 15. la. 14.
lo movimento . . . che fa da Occidente in Oriente C it. 15. 104.
nna spera che si volgea da Oriente in Occidente C iii. 5. 34.
Dico . . . che *1 cielo ... ai rivolge da Occidente In OrimU « . . C itL 3. 1*7.
origine, desiderio di vedere V origine loro ......... C I. 8. 41.
e del quale nasce origine dì buono pensiero . • • C liL 8. 151.
Onde la nostra buonay><^ ha sua origine • • C lU. 14. 134.
che fu origine della nobilissima Città Romana ....«•«. C iv. 5. 49.
[X*nainentO> e la bellezza nell* ornamento delle parole • C iì. la. 04,
ornare. Apparreml . . . cìnta ed ornata alla guisa che K jV. a. 17.
per fare piti om ilo lo soo prcscole ...........Cùs. 55,
per ornare dò che dice Ci. 3.s8>
la quale ^ Donna . . . ornata d* oncstade ....... C ii. tft. «z.
non é altro a fare, che ornare V opera d* alimi ... . . C iii. 4, 84.
onx aiccome 1* orv, te rairghente e gli altri tesori C 1. 9. 44.
ORO ^i^K^^mm^^^^^^ 440
oro. E come 1* oro puro dentro il fuoco Som, xlv. 10.
Oiranza. Udite qiunt* Amor te fece orransa . . . , . . . 1^ /V. 8. 99 (Som. iti. 9U
orrore. Cui essenza mcmbrar mi dà orrori K A". 3. 84 (Som. i, 8;.
orso. Anzi farcì com' Ofso quando scherza Gsm*. xìi. 71.
orto, donna . . . Che . . . crede Amor fuor d' orlo di ragione .... Cmnm. x. 147.
Dopo la qual cantavon tutti : Osanna .... V. N. 93. 188 .CoMa. ii. 6ij.
quel, eh* egli Q^a Oltra il poter che Con*, ix. 37.
Dar mi potete ciò eh* altri non osa CoMa. xvL 46L
E così esser V un senza 1' altro osa V, N. so. 15 {^Son. x. 3).
Ch' altro piacere agli occhi mici non osa Som. xxxlx. 8.
OOCnritate. E come ci fuga oscuntaU e gelo CaMs, ix. 5.
oscuro. Che rado sotto benda Parola cu Nra giunge Guia. x. 58.
Lunga fiata poi rimane oscura Cana. xL 591.
vengonmi . . . L' oscnrt qualità eh' Amor mi dona . . . K A*. t6. 35 (Som. ix. a\
La qualità delia mia vita oscura ^. A'. 36. 34 (Som. xIx. 6).
che . . . m* hai tolto II velo oscuro ... e fosco S. P. xxxi. 03.
che della . . . L' . . . oscttro m' hai manifealato ....... 5. P. I. 34.
che ... Io esca fuora non osatro e greve S. P. ci, 1 13,
Costor m* han posto nellì luoghi oscuri S. P. cxlii. 16.
OBsecTHZioae. Apri alla mia umile ossteragioné S, P. cxIìL 3.
oro. impossibile è la forma dell* ora venire . C ii. i. 84.
e un* altra tutto 1' oro . . . C. ii. 5. 37.
fuori della intenzione trova on? C ìi. 13. 3S.
siccome è r oro e alcuna pietra C iii. 7. 34.
Fabrizio . . . moltitudine d' oro rifiutare Civ. 5. X09.
Curio . . . grandissima quantità d' ora . . . rifiutare, dicendo che . . .
non r oro, ma li posseditori dell* oro posseder volcano C iv. 5. iis, 114, 115.
conciossiacosaché r oro e le ... abbiano C tv. zi. 39.
e non sono ricchezze, ma oro e margarite ....... . . C iv. 11. 44.
quel primo che li pesi dell' oro coperto . . . cavò C iv. la. 37.
faceano magmfici lavori d' oro C. ir. 95. 56.
Orosio. secondochè scrive Paolo OnMi'o C iiì. 11. 37.
orrìbile, apparvero certi visi diversi ed orribili a vedere K iV. as. a6.
di comprendere in esso questa om'Òiìc condizione K /V. 38. 04.
che pure a ritraere sarebbe orribile C ii. 9. 74.
quasi come cosa orribtUj quella percuote C iv. 7. 45.
Che ... tre orri6i/i infermitadi . . . ho vedute C iv. 15. 118.
OTTibilmente. che apparia ne* menomi polsi orribilìttenU V, N, a. 33.
Ortensio, maritossi ad Ortensio C iv. 38. s to.
Mori Ortensio C iv. ad. 1 15.
sotto il titolo d* Ortensio C iv. a8. 158.
orzato. Questo sarà quel pane ormato C ì. 13. 8a,
oacuramente. che mi avesse parlato molto oscMmmet»te . . . . . V. N. X9, 36.
oscurare, pareami vedere il sole oscurare sì . ... , , , . . K A". 33. 36^
sicché la bontà . . . oscuri ... il contrario . * C iv. 39, 116.
oacnrit^ darà luce a coloro che sono . . . ìn asettrità C L 13. 88.
lo vcdemo con ombra d' o«rMn'/a C. ii. 9. jaB.
trasmuta . . . per la grossezza ìn oscurità C. iii. 9. 196.
C/. scarità.
OfiCnritade. Ch' £ ciò ... che mi parli con tanta ascHn'/ddlr?. . . . K AT. i& 3^
oacoro. e quella delli malvagi è oscura C iv. 7. lox.
C/ acoro.
080. Catone, di cui non fui di sopra oso di parlare C iv. 6. 96.
chi sarà oso ài dire che . . . ' • C. iv. 14. 11&.
44 ' OVE
OMO. qucAto fuoco m* bave Già consumato s) 1' Msa Can». xx. 86.
£ sanami, imperò eh* io non ho osso S. P. vi. ii,
L' ossn mie, e i mici nervi s' tnveccbiaro S. P. nxx't. 17.
Ch' entro ncU* ossa mie non fu mai pace S. P. xxxvii. 11.
S* allegreranno g;li umili osji mici S. P, \. ^.
E gli osai miei son secchi e pico dì danoì , ^. Z'. cì. 9.
SI ch* io ho perse con la carne 1' ossa , S. P. cxlìi. 15.
oaitello. Madre di loda e di salute ontéth Cahm. svili. 19.
S' io son d' ogni tormento osUlta e chiave K A^. 7. 03 {Som. iì. 6\
ostia. In forma d' Ostia noi si vcggiam Cristo P. F. ras.
ove K A'. 19. 45 (,Co«a. i. a6}, 75 {Cans. i. 56», 80 .^Cahm, i. ti\ 84 {C^ns, i. 65) ; 83,
15B {CitHM, lì. 31';, 171 {CaHM. lì. 44) ; sa. 56 {CanM. ili. 16) ; C ii. Cmns. i.
6, 17 ; iii. CoMM, ii. 91 ; iv. Ca is. Hi. loa ; Gum. ix. 34. 64; xì. 35, 37; xìt
a8, 56 ; xiii. 45 ; xvii. 3 ; S^st. ii. 18, «7, 36, 39, 43. ^Si K N.B. 33 (Sr>n,
iti. 13^ ; 9. 54 {Som, r. ii) ; ai. 11 (Son. xì, 3Ì ; 84. 59 (Son. xiv. io; ; 35.
44 {Son. xviii [!•]. 4) ; Son. xl. 14 ; xhrf. 7 ; Iii. 4' ~ C/. u'.
ostante, non ostoMtt che il putore . . . d parava C. i. 1 1. 68.
Don ostante che ella ci sìa lontana C. ii. 7. 104.
è ... da chiamare filosofo, nun osiamit che . . . non sia . . . C, iii. 13. 78.
non ostantr che Ridolfo e . . . poi eletti aieno . C iv. 3. 41.
OBHTìHtO. e molti siano si ostinati che . C. ìli. 7. 167.
che sono molti si vilmente asA'iM/i. . . C.iv. 15. 141.
Udite, ostinati, che dice Tullio C iv. 97, 133.
ottanta. C ii. 15. 176^
ottaatadue. C. ii. 15. 146.
ottantuna C iv. 34. 61, 67.
ottavo. C i. la. ai ; ii. 3. 34, 36; 4. 8; 14. 39; liì. 3. 90 ; il. 74 ; >▼• <7- 53 : "S* 8 !
«9. 38.
ottenere, a quello oittnért non senra . . . venire si potesse . . . . C. iv. 4. 107.
quanto la nostra volontà otttnfrr puote C. iv. 9, 74.
ottimamente, che ottimmmtnt* naturato fue il nostro Salvatore . . . C. ìv. 83. 95.
del quale ottimamfntt sì può dire che fosse naturato C iv. 94* 58.
OttimOi vita, la quale fu ... di migliore in ottimo C i. a. to8.
ciascuno maestro ama piti la sua opera ottitna cosi Iddio ama più
la persona umana ottima C iii. 6. 96, 97.
la Terra conveniva essere In ottima dispoaixionc ; e la ottima di»*
posicione ... sia C tv. 5. 96, 87.
nascesse una femmina ottima di tutte l' altre C iv. 5. 37,
siccome ... è un* ottima e dirìtiissima via C iv. i». 184.
non si può ... la loro ottima perfezione difinirc C. iv. t6. 107.
secondo due diverbi cammini, buono e ottimo C iv. 17-87.
La quale ... ne mena a ottima Felicità . . C ìv. 17. 98.
Maria ottima parte ha detta C h^. 17. ioa
mosirare che la Contemplativa vita foase ottima C Ìv. 17. 109.
Onde . . . ottimo segno di Nobiltà 6 . . . quando ..... . C iv. 19, 94.
Ogni ottimo dato ... di suso viene C iv. «o, 5».
e la ^/««laiofv ^ Ctf/0 ... puote esaere . . ott$ma C Iv. ai. 64.
8* . . . ■* accordassero . . . nella loro otitma disposinone . . . . C. iv. ai. 95.
otto. C ii* 3. 81 ; ili. 6. 87 i ìv. 84. 47.
Ottobre. Tisrìn primo, il quale a noi è Ottubft K iV. aa 6.
OVCL K. AT. 8.34; 3. io; 5-8 { 6.9; 7. 44: 9.4, 88; la. 8, 18, 68» «5; 15. y>; 14. a,
7,99; 18. 49; fli. 6i:Aij),38, 48; aa. aa ; 33. 57 ; 94. 8 ; 41. 8,51 ; 48. 14,
3j; C i. I. 35. 53 ; 8. 71, 78, ita; 9. 47; >3. 86; ii. 6. tal ; 7. 43; 8. 44 ;
13. 46 i 16. 19, 33, 38, 77 ; iii. 8. 143 ; 3. 48 ; 6. 1 io : 7. li ; in. 13 ; 14. 14,
il
OVE ^^m^^^^^^^^^ 442
ovrare. Ovmr potrc' la virtb d' ogni pietni ... S99U xr 2&
C/. operare,
ovunque. Questo m' avviene oxmnqut ella mi vede ... . K ^. aS. fl6 (A*. C. 13).
Mi stnig^gc il core ovunque sol mi trovo ^'. W. 30. 98. (Gnu. iÌK 58>.
Porta conforto, ovunque io senta amore Com*. ziv. 16.
E portan dolce, ovtmfMtf io senta amaro Con», siw 19.
Amor potrià ben dire Oftntnque re^na Catu. xvìi. 44.
Che, tramortendo, ovunque può 5' appoia K^ TV. 15. 33 (^om. viii, 6).
ovvero. C iv. Cana, iìi. 70^ 111; Caus x. aó ; S. P, xxxvii. 3, 30. 60.
pace. Diletti mici, or soiTerìtc in patt K A". 19. 43 [CattM. i. «4).
Che parta che dicesse : Io sono in /wor V. N. s^ 197 f^CanM. ii. 70),
Nel reame o\*c gli angeli hanno pace K. TV. 33. 56 (Coiw. iii. 16).
Quando Amor la sentir della sua pan C iii. Cans. iL a6.
Né che negli occhi porta U mia porr Cohm. ix. 6ol
Corre r avaro, ma più fugge )^€uv Gifw. x. 69.
Virtù, che i suoi nemici a pnee invita Can», x. 107.
E poi le renderei con amor /dfìf Ctfna. xii. 78.
Dicendo : Ìl nostro lume porta pace . , Cam». xììL 14,
Noi darem ^rr al cor, a voi diletto CiiMa. xiii. 15.
Piangendo, Morte, quella dolce /^ev Gina. xtìì. la.
Morte, qual aia la pace che mi tolli Comm. xvii. t6.
Ora ti veggio . . . Superba, vile, nimica di pocr Cuhm. xriiì. 95.
trm, 3»; *5- »»i M»; *'• 1-63; »• «8. 117 ; »*>• 78 j >5- "; '8-37; »»• «'S; 25.
75 ; 96. 58, 61 ; 27. 158 ; a8. 31, 58, 87 ; 30. 36.
Ovidio. Per Oi'idw parla Amore K Af. 05. 94.
Siccome quando dice Ovidio che C iì. t. 95.
e Otndio, nel quinto di Metamor/os^oa C ìi. 6. 103.
dalla favola di Fetonte, la quale narra Ovidio C. ii. 15. 54.
Onde si legise . . . nello Ovidio Maggiore C iii. 3. 51.
ecco la teatimonianu d* Ovidio C iv. 15. 72.
secondochò scrive Ovidio , . , intomo alle parti C ìv, 33. [38.
n' ammaestra Ovidio nel settimo di Mttamorjoseos C iv. 97. 156.
basti essere posto qui. come Ovidio lo pone C iv. a?. 283.
ovunque, che questa donna ovuHqut ella mi vedea, ai facea . . . . K AT. 37. a.
accende amore ofWH^Mf ella si mostra Ciii.t4. x{4.
ovttn<f$te bassezza d' antecessori mai non fu C iv. 14. 88.
OVVen>. K N. 14. m ; C i. 8. 33; 11. 77; la. 73; ìL a. 6a ; 4. la, t6, 87, 94 ; 5. 4»,
107 ; 6. 40; 7. 34; 9. no; iii. a, 197; 5. 146, 160; 7. to8, 194; 11.60, 146;
iv. a. 36, 9fl ; 4. 49 ; 6. 56 : 7. "6 ; 8- 15 ; 9- '37. »47 ; io. 51 ; 13. 16» : 14-
66; 15.38, 75» 77. 79» 9i. »68 ; 17. 73: 18. io, 15. «>. 3a. ©3; «0.8,65,76;
33- 76 ; 35- la ; a6. 57 ; 29, 31, 39, 1 10.
ozio, in o«fb di speculazione essere Cut. 33.
oziosità, per fuggire osiosità . . . proposi C. Ìv. x. 70.
p. Voluptadt \non dico voluntade^ ma scrivola pcr^) C iv. 6. 105.
pace. Io sono a vedere Io principio della pace V. N. ^%. 68.
con buona />acr di quelli C t. 3. 25.
Io Cielo empireo, per la sua peuty simiglia ta divieta Stùnsa^ che piena
è di tutu pace C ìi. 15. z66, 167.
* La /tirr mia do a voi : la /orr mia lascio a voi * 011.15.171,172.
quella gente . . . quando più hanno A\ pace * . . C iìi. 6. 64.
quando Amore fa della sua ptue sentire C iii. 13. 99.
ciò é quando Amore della sua pace fa sentire C. iii. 13. 65.
della ^orr di questa Donnei non fa lo studio sentire . . . . . . C Ìli 13. 68.
contenti . . . sicché ^rr intra loro sìa C. iv. 4. 39.
443 ^^M^^^^^ PADRE
pBce. Eleggi ... se li fraterna pace Fa pia per te, o Gtnj. xviii. 59.
Fa' che gli annunzi in bel sembiante /«<v F. A. la. lai i^BtUt. i. 49).
Che senza lei non è qui in (erra ^ocv. 5on. zlìx. 14.
Ch* entro nelP ossa mìe non fu mai /«or S. P, xxxvii. 11.
padre. Né voglion che ... di vii paHn scenda Nazion ..... C iv. Ginj. ili. 6a.
O Signor mio, o padrt dì concordia S. P.\. l.
Io CR£Do in Dio padrf , . , P. /'. 10.
ma generato. Simile al Padrf^ e '1 Padn ed esso è uoo Con lo
Spinto santo P. F. a^ iM^)*
per cavarne Gli antichi /Wi^' . . P. F. ^6,
E con Dio Padrt siede P. F. $a.
SI com* il Paén, t lo Spirito santo . . . P. F, 67.
il Padn ed il Figliuolo . . . Con . . . ciascun vale /*./*. 71.
questo, ch* è dal Padn e Figlio Non generalo o fatto , . -, . . P^ F, ^^,
pace, però fiacf universale era per tutto C hr. 5. 65.
quello che noi mena alla nostra ^£V C. iv. aa, 6x.
sicché a quello porto si vegna . . . con tutta fiaet C iv. aB. 34.
pacifico, pacifico è lo luogo dì quella somma Deità C ii. 4. aA.
padre, come quella da buon padn a buon figliuolo, e da buon fìgliuolo
a buon padn K, A^. ax la, 13.
e lo suo pttdrt . . , fosse buono in alto grado K W. aa. 15,
tre, cioè Padn, Figliuolo e Spirito santo K A^. 30. 35.
il figliuolo è pili prossimo al padn . • , C i. la, 33.
che *l /'c^rr gli polca dare molte legioni ....... . C il. 6. a?.
che 'I Padn aveva comandato agli angeli ......... C. ii. 6, 99.
la Potenza somma del Padn C. ii. 6. 63.
Puotcsi considerare il Padn C li. 6. 77, 01.
Puotcsi ancora considerare il Padn CL ìi. 6. 65.
figlio del sommo Padn C U. 6, ioa.
trasmuta ... la sua conservazione di pmht in figlio . . • . . C ii. 9. 41.
non può in e^ao padn . . . Ìl suo ctTctto conservare C ii. 9. 4A.
quando II figliuolo t conoscente del vizio del padn C iti. 10. jB.
e 1 padn dice al figliuolo * Amor mio' C flL rt. 171.
Jeasc fu padn del sopraddetto David C iv. 5. 45.
Romolo . . . che fu di quella primo padn C. iv. 5. 85.
quelli che dal padn ... è nobilitato ........... C. iv, 7, 87.
i termini antichi, che posero li /a</n tuoi C iv. 7. 97.
tuciai atu-e quanto . . . Salomone e tao padn gnda ..... C iv. ta. 81.
che ... il figlio alla morte del /««frr intende . . - C. iv. ]3. 197.
la mutazione di villan padn in gentil figlio C tr. 14. 83.
sarà trasmulAzione . . . dì padn a figlio C iv. I4. 4&
se d) vile padn non può nascere gentil figlio C W. 15. la.
non generandola ... di vile padn in figlio ... e tale nasce quale
il padn C tv. 15. 83, 85.
discendendo dal Padn de* lumi C iv. aa 53.
Odi . . . r ammaestramento del tuo padn C iv. 84. I43.
si dee volgere alla correzione del padn^ e 1 padn lui ammaestr«re, C iv. 84. 151, 153.
la persona del padn . . . dee apparere C iv. 84. 159.
che detto è pur del padn C iv. 04. 169.
al padn si dee riducere ogni altra obbedienza C iv. 04. 170.
Figliuoli, obbedite ali) vottrì padri C iv. 84. 173,
te non é in vita il padn, riducere si dee a quello che per io padrt
é neir ultuna volontà un padn lasciato : e 8c '1 padn muore
intestata ... ai dee - , . , . C iv. «4. 175, T76, 177 ijbùU
PADRE ^^K^^^m 444
padre, di qoell* . . . consiglio Del Padrt e del Figliuol P. F. TÌ'
n nostro Signor Dio/tfrfr» ed amico P. P. 118.
Che a /Ktdn e a madre noi rendiamo onore P. F. 164.
O Padre nostro, che ne' cieli sui . - , . , P. F. ait.
f tft/rr, dà oggi a noi pane P. F. afj,
DiWno Padre, pien d* ogni salute P. F. 333.
puf^- una donna, Ch' è del nostro ^«rw Canm. x. 1491.
Fuggito é ogni augci . , . "DtXpmesr d^ Europa Can*. xv. nB.
che mi tira Verso '1 dolce /oc» e' ho lascialo O/m. xvÌ. 5.
che là fosse vernata Ove ai fa *1 crìstallo in quel fHWS* .... Stm. Ili. 4.
paga, avene speso invano Le mìe fatiche, ad aspettar mal pagMé , . P. F. 6.
pagare. Quanto sa sol chi tal compera ^^ Gnu. x. laa.
Panni esser di mercede oltra pagalo Cant. xiv. 53.
Con la tua dritta man cioè che fiagki Chi Som, xlix. 5.
palese. Ingegnati, se puoi, d' esser palese Solo con . . . . V. tf, 19. 85 \Cana. ì. 66).
Poiché fatta si fu pairu e conta Cans, xx. 37.
palpare. Qui vìvo e morto, come vuoi, mi paJpé Cans. xi. 64.
padre, cui . . . pare dal padew . . . essere commcaso C iv. 04. i8a.
le menò dinanzi agli occhi del santo padre C ìv. 95. 8s.
per vergogna del fallo che contro al padre fatto avea. e ancora per
li faJli di Edipo suo padre ... E non nominò Sixo padre . C iv. 25. iia, 114, 115,
a cercare dell* Anima del suo ^i/fv Anchisc C Iv. a6. 74.
nell' anniversario del padre C iv. a6. i^
dice . . . che questi fu padre di Telamone, di . . C iv. 37. 193.
in grandissimo studio di vedere li vostri padri C iv. aS. 46.
per essere discesi di padri eccellenti . . C ìv. 09. ta.
di rendere al padre buona testimonianza C. iv. 39. 74.
paese, convenne che . . . andasse in paese molto lontano y. N. ^, 4.
se questi fossero di propìnquo ^o/^ , K M 41. ao.
pagano, dove tratta . . . secondo la credenza pagatta C iv. 15. 75.
palato, perocché ne denti, né lingua ha, né palato ... . . , C. i. 1. 90.
palese, nella camera de' suoi pensieri ... e non palese , . . . , C i. a. 34.
io lo fo avere in atto e/Wrsr C i, io. 59.
cosi è palese . . . esso essere stato C i. 13. 43^
è stato mio, siccome tanto t palese^ che C ì. 13. 54.
questa sentenza ha sufficienteroente^f/w C iì. 13. 81.
palesemente, palesemente parlare C ìi. 13. 60.
nessuno dee r amico suo biasimare )>a/irjfmfi(/r C iii. i. 50.
palio. Molti corrono al palù», ma uno è C ìv. aa. 57.
palla, vide in alto una palla di fuoco - C iì. 14. 176.
che è appunto in questa palla opposìto a Mari* C. iìi. 5. 95.
mezzo lo cerchio dì questa ^a//a C iit. 5. 105.
Immaginiamoci ... un Cerchio in su questa palla C. iii. 5. 109.
Segnati questi tre luoghi di sopra questa palla C iii. 5. 195.
che il Cerchio ... in su qucstA palla veggìa C. iii. 5. 175.
questo luogo, lo quale tutta la palla cerchia C iii. 5. 185.
che . . . questa palla, dove noi siamo . . . riceve C. ìii. 5. aoo.
quivi, a modo d* una palla percossa, si ferma C. iii. 9. 78.
Pallade. facevano loro . . . templi . . . siccome a Pa/lade C. ìL 3. 49.
pallido, sì facca d' una vista pietosa e d* un co\ot paltìdo . . . . V. N. 37. 3.
si dipingono nella faccia di pallido . . . colore C. iv. 35. 77,
che ... le vergini ;M//iii£r ... sì fecero C iv. 05. 84.
palma, la onde molte volte recano la palma K A'I 41. 46^
pcdmìere. Chiamansi Pa/Hii/n' in quanto vanno oltramare .... K W. 41. 44.
445 PARENTELA
patode. Che vedete gir . . . Per colli e per palntii . Gj*i«. %, 103.
paoe* Maledetto lo tuo perduto ^n# Cffu. x. 80.
Perch' io mangiava^ coiiKf il /kiM, la cenere S. /*. ci. 31.
Sotto le specie del pan* e del \*ino P, F- ia8.
Padre, da oggi a noi pant P. F. 317.
panoo. Povera, vedi, a panni ed a cintura C«nj. xx. 36.
Canxone ; a' paniti tuoi non ponga uom mano Cmn». xx. 91.
Sol per vedere de* suoi panni Y ombra . Stst. i. 36.
par. K parL
paradiso. Che mostran de' piacer del PamdUf* C ili. Caia. U. 56.
E '1 Paradiso per ben far aspetti P. F, 56.
Per fiardcl paradiso in esso acquisto P. F. 109.
al . . . Che *1 Paradiso al nostro fìn ci doni P. F. «50.
pcu'^^iare. Ecco giunti a colei che ne partggia Criw. x. 74.
parentado. Lussuria . . . Amisti rompe e pmrtmiado speua , . . , P, F, «03.
paae. ove il pam degli Angeli si mangia C. i. t. 50.
un generale Convivio ... di quello /di«r eh' è mestiere . . . . C. i. 1. Bi.
dì quello /^aiw degno a cotal vivanda C t 1. 84.
e quelli e questi prendano la mìa vivanda col ^ont C i, t. 100.
le quali senza lo presente pam aveano C i. i* 105.
Ha questo pane, cioè la presente sposizìone, sarà la luce . . . . C i. 1, loft.
prendere lo pant apposito C 1, a. 3.
questa sposizìone, che per ^H/ si conta C ì. a. 8.
il pant del mio tormento è purgato C Ì. a. lia.
perocché 'I mio /Wrn/'é purgato C. i. 3. 7,
Poiché purgato t questo /on/ C i. 5. 1.
quando ... sì appone pam dì biado, e non di fomento ....Ci. 10. 4.
puotesi vedere questo /dw . . . essere . . . purgato . . . . . . C. i. 13. 77.
Questo sarà quel pan* orxato 6. i. 13. Sa.
Poiché ... Io mio pang ... è con sufficienza preparato . . , . C ij. i. s.
Paolo, secondochè scrive Paoh Orosio C. ìli. 11. 97.
Jeronimo ... li dove dì Paolo tocca C iv. 5, 144.
però Paoio dice ... C. iv. 13. 81,
però dìccaan Paoh alli Romani C Iv. a8. 75.
pappagallo, massimamente della gaxza e àe\ papp«gaÌlo C iii. 7. 107.
paradiMX cose, le quali dimostrano de' piattri . , , di Paradiso , , , C iii. 8. 37.
per lo contentare in Paradiso, eh* è perpetuo C iit 8« 45.
cotte che mostrano d/ piacrri di Pmradim C. ili. 15. 1 1.
il qual è massimo bene ìn Paradiso C iii. 15. so.
delle cose di Paraduto appaiono <"• ili. I5. 53.
Poi . . . discendo a un altro piacere dì Paradiso C. iti, 15. 11^
pai «de— i;ii però dice Tullio in quello di Pamd^to C iv. la. 35.
paragtaftx le quali sono scrìtte . . . sotto maggiori paragrafi . . . . K AT, a. 67.
parare- non ostante che il pastore ... si patava C t 1 1. 7a
pare. K pari.
parente, maculato d' infamia di parrnti CL4. 74.
sitrcome colli ^rrN/k' e propri cittadini . . C. I. la, 45.
cosi . . . é venuto iofino dal primo paftmte C iv. 15. «7.
parcntellL alcuna prossimìtade . . . o per . . . o per^vranlMs alcaos . C ili. 1. 16.
perché wggiooo Care le partnttU C ir. 8. 75.
paiono avere con quella alcuna partntda C iv- 9. 135-
mccofflc pescare pare avere parmUia col (uivicarc C iv. 9. 140.
COBOScere . . . pare avere parrnttla coli* agncoltura . . C iv. 9> U*-
àutftioito avnw aintna parmttia coli' arte imperiale C. tv. 9. 161.
PARERE
446
parere, qual vuol gentil donna /orrnr Vada con lei ... . K W. 19. 50 (Cmu. L 31 1.
Ed esser mi /anm non so in qua] loco y. JV. S3. 170 (Cbm«. ìt. 45).
Poi mi parve vedere appoco appoco K W. 33. 176 (Cma. iì. 49).
E l'cdca (che /««OH pioggia di manna'i GU . . , , K N. 03. 185 {Cmns. ii. 58V
umiltà si verace. Che parta che dicesse K ^. 23. 197 {Cmkm. ti. 70).
•1 . . . Che gli spiriti par che fug^n via f^. iV. a8. 19 {F. C 6\
al . . . Cir ogni aom par che mi dica y. N. 33. 107 (Cok^. Ììì. 67).
io noi so dire altrui, si mi par novo [nuovo] C. ii. Ctfw. i. 3 ; 7. 3a.
Onde *1 parlar . . . Par che si drizzi ... a vui C ii. Comm. i. 8 ; 7. 49.
persone . . . Che non ti paian d* essa bene accorte Cu. Cam*, t. 58.
A consentir ciò che par maraviglia C ìii. Cams. a. sa.
Hiasmar per non ^nrrqueta ed umile C. iii. CaM«. i>. 69.
Canzone, e' p-ìr che tu parli contraro , C. iìl. Caia. ii. 73 ; 9. ai.
Ma pur secondo quel che a lei parta C iti. Cmms. iì. 83
si, che mi par Fero Quantunque io veggio C ìii. Omx. iL 85.
parere. ' Ella non pareva figliuola d' uomo mortale, ma di Dio ' . . . V. N. 2. ^i.
perocché soprastarc ... ^rr alcuno parlare fabuloso K ^. a. 61.
tanto, che mi parve allora vedere tutti i termini K A, 3. 13.
che mi parta vrdrrc . . . una ncbula K A'!. 3. 37.
E pareappti con tanta letizia, quanto a sé K A^. 3. 31.
Nelle sue braccia mi parta vedere una persona dormire nuda, salvo
che involta mi fiaiTa in un drappo K /V. 3. 36, 38,
nell' una delle mani mi parta che questi tenesse K /V. 3. 43.
e^nram* che mi dicesse queste parole K W. 3. 45.
partami che disveglìasse questa che donoia V. N, ^. 47.
con essa mi parta che se ne gisse K TV. 3. 55.
[yttJtsfi ai ntio partrt ogni vaJort V. N. ^ lOt.]
del mio sguardare, che parta che sopra lei terminasse K. AT. 5. 9.
alcuna cosa . . . che part che sia lode di lei ^. A**. 5. 34,
Egli mi parta sbigottito, e guardava la terra, salvo che tale volta mi
pana, che K. AT. 9. 17, 19,
A me /onv che Amore mi chiamasse . K AT. 9 33.
che mi parve eh' Amore mi desse di sé K. A^. 9. 39.
dico siccome io tro\-ai Amore, e qual mi parta K A^. 9. 60.
voce, che ^m che m* infamasse viziosamente V. N. xo. io.
Avvenne . . . che mi parta vedere nella mia camera . . . . , V. N, la. 14.
partami che sospirando mi chiamasse K A', ta. 19.
Allora mi /drra eh' io 1 conoscessi V. N. la. 93.
riguardandolo partatni che piangesse ... e parta che attendesse . . .
alcuna parola ^. A^. la, 96, 37.
mi^rva che mi avesse parlato . . . oscuramente K A^ ta. 35.
tra' quali pensamenti quattro mi parrva che V, S, 13. 7,
si dolce . . . che impossibile mi part^ che ... sia K A"!. 13. 17,
dico in che tutti /><irr che s' accordino K AT. 13. 55.
mi parvt sentire un . . . tremore incominciare ........ K. TV. 14- 85.
la qual vista . . . è distrutta, cioè non pare altrui K iV. 15. 61.
le quali non mi parta che fossero manifestate K. A'. 16. 5.
perocché mi parta avere di me assai manifestato K A^. 17. 4.
cosi mi parta vedere le loro parole uscire y. N. i&. 44.
/aratimi avere impresa troppo alla materia K A^. 18.65.
dico quale mi part a me stesso K A^ 19. loa.
Vedi questo che non^nr dtsso KAr.aa.3a
vedermi /arra donne andare . . . piangendo ... e /VajrafMi vedere il
sole oscurare si . . . e/arrMini che gli uccelli . . . cadessero morti K. A^. «3. 33, 35. 38.
447 ^^^^^^^^H PARERE
parere. E poiché tempo mi para* aapctUre C Iv. Con*, iiì. 9 ; b. i 7, 39,
Secondo 1 suo pawtrv C iv. Cuh*. iii. aa.
Onde U lor ra^on ^r che s' offendji C. ìv. Con*, iii. 6^.
Ma fallo . . . Ncir effetto partr dì più salute Cana. ix. 45.
Che /wir che li convcgna Di darle C«iiu. ìx, 71,
Tanto ^r che gì* incrcsca Canm. x. 115.
Tanto . . . Che *1 negar poscia non gli ^orr amaro Cmma, x. IS5.
quella, Cui ^r ben esser bella Ctftf. x. 139.
Quando 5on presso, /armi udir parole Diccr CtN«. xì. 41.
Cotanto del mio mal par che sì prezzi Cane, xii. iB.
E quei d' ogni mercè par messo al niego Cana. Xìù 39.
vie più lieta ^r che rìda Cane. xiii. 46.
■I forte, Che parv* ben, che morte . . . giunta fosse Carta, xiii. 68.
l'armi esser di mercede oltra pagato Càma, xiv. 58.
più eh' a torto Hi par di servidor nome tenere CmnM. xiv. 54.
La terra fa un suol che par di smalto Cama, xv. 59.
parere, e partami vedere moltitudine di angeli f^. ^, 93. 50.
e partami che questi angeli cantassero ... e le parole del loro canto
mi parwa che fossero queste ... ed altro non mi parta udire K S, 93. 53, 55, 56.
Allora mi parta che il core ... mi dicesse K. iV. 03. 57.
E per questo mi parta andare per vedere Io corpo . . . . . . K yV, 93. 59.
e^nntfni'che donne le coprissero la testa V. N. ^. 63.
C partami che la sua iaccìa avesse tanto aspetto d* umiltadct che
parta che dicesse K. M 93. 65. 66.
mi parrà tornare nella mia camera, e qnivi mi parta guardare verso
il ciclo K. A*. «3. 78, 79.
Questi par morto K. /V. 93. i la.
perocché mi parta che fosse amorosa cosa . . K A^. 03. las.
che mi pam* vederlo venire da quella parte ove ... e partami che
lieumentc mi dicesse K W. 04. 7, g.
E certo mi parta avere lo core si lieto, che non mi parta che fosse
lo core mio K TV. »4. la, 13.
e pmrrtmi che Amore mi parlasse nel core , . . V, N. 9^. 36.
Ed anche mi parv* che mi dicesse .... » V, S, 04. 39.
certe parole le quali partano da tacere K jV. 04. 46.
come/«tfTv che Amore m' appansse allegro V. S. 34. 67.
come mi parvt che Amore mi dicesse nel mio core, e quale mi pana V, N, 04. 69, 70.
le quali cose /^oioHO esser proprie dell' uomo ^.^.93.16.
dico tra che genti questa donna più mirabile parrà P'. M 97. 99.
parvtmi difettivamente aver parlato K A^ 98. 6.
come mi parta esser disposto alla sua operaiione K A. aS. 9.
onde part che sia non senxa ragione . . ^'. A^. 99. 31.
perche . . . cotale numero part che ave9se mollo luogo . K A^. 99. 33.
aceiocchi ^fv al proposito convenirsi .... K A. 99. 34.
Acciocché questa canzone ^«w rimanere V. N. 39. 11.
acciocché partsM che dicesse d' un' altra K A. 33. 10.
acciocché parrta*^ che per lui 1' avessi fatto ^- A. 33. 18.
vidi che povero mi partva lo servigio e nudo K. A. 34, 4.
avvegnaché paia V una e 1* altra per una persona detta . . . . K A'. 34. 9.
tanto che mi faceano parrrt di fuori d* una vista di K A. 36. 5.
aicché tutu la pleiade /«mw in lei accotu ... K A. 36. la.
la quale ^rr« che tirasse le lagrime fuori delU ... - . . K A'. 37. 10.
ed ora^ pmrt che vogliate dimenticarlo per . . . K A. 38. 9.
mi parvt che ai convenisse di parlare a lei . . . K. iV. 39. 97,
PARERE ^^^^^^^^m 448
parere. Che mi par pà veder lo cielo aprire ....,,... Orna. xvìi. S7<
così . . . Che paiono uiimii scjua intelletto Caia. zJx. 57.
che villania Far mi pania Cara, xix. 84.
Ch* o^ora par che trovi Chk*. xix. 1 lo^
Ciascuna par dolente e sbigottita . Comm. xx. 9.
Discinta e scalza^ e sol di sé par donna Catta, xx. a6.
Sicché non par eh* eli* abbia cuor di donna Sest. ii. 7.
ov* ogni uom mi par Freddo Srs/. ii. 63.
£ *ntra r altre mi /Wir più bella donna Sesi. iti. 6.
E sento doglia che par uom mi colli 5«if. iii. le.
Gran nobiltà mi )ìar vedere air ombra .... Sdat. iv. t.
Tutte le volte mi ^ruora mi colli Srsf. iv. 31.
parere, e ciò parr contrario di quel eh' io dico K. TV. 39. 43.
alcuno appetito ne avessi già, ma leggiero parrà , V, N. 39. 49.
che mi parta vedere questa gloriosa Beatrice K. W. 401 4.
e ^mvami giovane in simile etadc a quella K, VV. 40. 6.
in guisa, che li miei occhi partano due cose, che K. iV. 40. 99^
volendo che cotal desiderio . , . e . . . parassero distnittt .... K. A". 40L 40.
andavano, secando che mi parvt^ motto pensosi V. N. 41. 10.
Questi peregrini mi ^lOHO di lontana parte ........ K. A^ 41. 13.
lo so che ... in alcuna vista parrfbbtm turbati ... . . . K. .V. 41. sex.
acciocché piìi paresse pietoso, proposi di dire V. S. ^\. 3CX
che parlare . . . di sé . . . pan non lìcito . . . che parlare, sponcndo
pan non ragionevole C i.a.9,ri.
sicché il ... e il peso del bene gli pan più C. t. a. 66.
sicché la fanno ^rynr meno chiara C ì. 4. 79.
per la quale paia di maggiore autorità C. t. 4. 103.
Onde part V uomo essere bello . . . C. J. 5. 95.
alcuno che r avesse laido fatto /arrnr . . . C i. 11x70.
che al ... le sue cose sempre paiorto migliori che non sono . . . C. ì. li. 141.
quello suo cerchio che la fa panrt serotini e . . C ii. a. 3.
Per che a me parve si mirabile^ e C ii. a. 39.
nella quale pana a me avere manco di fortezza C. ii. a. 43.
anco Aristotile pan ciò sentire C iì. 4. 33.
pare che dieci cicli siano C ii. 4. 44.
certi filosofi, de' quali /arv essere Aristotile C. iì. 5. la.
aw^naché . . . paia sentire altrimenti C ii. 5. 14.
non t contro a quello che pan dire Aristotile C ii. 5. 90.
che a me ^rr presuntuoso a giudicare C. iì. 6. 150.
quando di fuori />arv la cosa disabbellirsi C U. 8. 91.
questo . . . par volere AriMotile . . . questo par volere . . . ciascuno
Stoico ; questo par volere Tullio . . . questo par volere cias-
cuno poeta C il. 9. 63, 64, 66f 68.
che del tutto pan diverso a dire C. ìi. 9. 94.
la cagione, per che morta ti pan essere C ÌL 11. 14.
delta quale parrà V anima passionata C iL XX. 33.
quanto savere e quanto abito virtuoso non si pan per .... Cii.it. 75.
Onde . . . parvtmi mestiere alla Canzone C ìi, la. sa.
avviene che 1' ammonire pare presuntuoso C ìi. la. 3B.
persone . , . che dubitare ti patano nella tua ragione C lì. xa. 55.
r ordine e numero in che paiono convenire C*. iì. 14. 9.
che . . .par dicerc, che ciò sia uno raunamento . . e questa non
pan avere ragione vera C Ìi. 15. 64» 67.
questa opinione paty avere . . . Avìcenita e Tolommeo . . . . . C. ii. 15. 76.
449 ^HJ^F PARERE
parere. Tanto adorna ^rv/r, Ch* io noi saccio contare Bmil. iv. 99*
£ se vi pan oltraggio, Ch' ad amarvi sia dato Béii, iv. 40.
Farcii' ella dica : lo non sarò umile /a//. 1. 13.
Nella sembianza mi pana meschino K A^. 9. 46 [Son, v. 5^.
Le pietre ^r che gridin : Moia, moia K iV. 15. 35 \S<m* viii. 8).
Quel eh' ella /ter quand' un poco sorrìde K yV. ar. ao 'Som. xi. la).
che 'I vostro colore Par divenuto di pietà simile . . . . K W. aa. 71 (Sem. xiì. 4).
Ma la figura ne par d' altra gente K A', aa. 99 (5om. aiìi. 4).
Tanto gentile e tanto onesta ^anr La donna mia . . . . V. N. 36. 37 [Soh. xv. i).
E ^r che sia una cosa venuta DÌ cielo l'. N. aò. 43 (Som. xv. 7).
E par che della sua labbia sì muova Un spirito . . . . l'. N, a6. 48 (.Som. xv. la).
E non fa sola sé panr placente . . . . • . « • , V, N, Qf. aa {Son, avi. 10).
parere, chc^w contro a quello che detto é di sopra C. ii. 16. 69.
siccome . . . part sentire il Filosofo C ìi. 16. 90.
dì molti uomini, che . . . fimono difettivi, non par doversi né poterai
predicare C. ìiì. a. 151 (A«J).
stnarrivami, sicché quasi ^nra dì fuori alienato C.ÌiÌ. 3.108.
dicea che M fuoco, quando pana salire C. ili. 5. 43.
della quale non paia più che mezzo il corpo suo C. iii. 5. I47.
Poi per la medesima via ^nr discendere C. iii. 5. 156.
sempre ne fa parrrr ogni dilettazione manca C. iii. 6. 76,
che quasi non part essere altro che bestia C iii. 7. So.
siccome part di certi * C iii. 7. 106.
siccome ^nr delta sctmia e C. iii. 7. 109.
nel quale mirando possono fare partrt gentile C iii. 7. 153.
perché la vergogna d' entro non parttst di fuori . C. lii. 8. 93.
sicché donna . . . f-aia modcsu e non dissoluta C. iii. 8. 106.
che di tanta eccellenza . . . poco part che io tratti C iti. 8. 133.
queste cose che ^ai'oHo nel suo aspetto C iii, 6. 106»
Parmdo a me questa Donna fatta contro a me fiera C ìiL 9. 9.
che /arr essere contr' a quello che qui si ragiona C. ìiL 9. 13.
e* ^r che tu sia cofMirM C. iii. 9. 33.
E dico perché ^rv contrarla a quella C tìi. 9. 41.
la forma, che nel mezzo trasparente non part C. iii. 9. 60.
coloro che vogliono Care parrrr le cose . . . d* alcuno colore . . . C. iii. 9. 96.
puote ^imr non cAfiara e HcnluttHtt; perO che puote/af<rvcotl per
lo meuo C iii. 9. xtSf lt$.
e però [non] /«irr più lucente C iii. 9. 119.
puote anche ^nnr cosi per r organo visivo C iii. 9. ia8.
avviene . . . che ... le cose paiono quasi tutte rubiconde : e però la
stella nepait colorata C iti. 9, 135, 136.
sicché le cose non paiamo unite C. iii. 9. 139.
però puote anche la stella partrt turbau C. iii. 9. 147.
in tanto . . . che le stelle mi partano tutte . . . ombrale C iii, 9. 15».
per che la stella può partrt non com* ella é C, iii, 9. 159.
r «Nima temta j), tMt/tro mi pana ciò C UL 10. lau
per che il sembiante , . . nt part éi$^*gnoèo tfno C. iii. 10. 87.
^ar che ne tocchi alcuna cosa Tito Livio ......... C. ili. 11.31*
siccome ^<trr sentire Aristotile C. iti. li. 143.
per che ^rv (arsi distiniione C. iii. 13. 33.
dove ai par» far distinzione di tempo . C iìL I3i 45.
quello . . . che senza lei part pMantftj^/ia C. iii. 14. i3a
•uà beltà biasimare per non /«rrfvqual /idnrv ai conviene. . . C lii. 15. 13B, 139^
che dal principio essa flksoAa/«rM a ine . . ./irta ...... C iii. 15. «04.
PARERE ^^^^^^P ^5*^
parere. Ora mi par che voi I' obblierestc K *V. 38. 99 {Som, ud. 5".
£ fatti son, che ptùon due desìri , . . . K. W. 40. 55 {Son. xxiit. 5).
persone, che neenCe /'arche intendeaser . . , , . , ^. iV. 41. 6a i.Son. xxiv. 8).
La qaal pareva un spirito infiammato Som, xxùc 6.
E quel che porr e quel che mi tniluce » . . » Som. xxxy. 5.
Nulla mi />arTÙ mai più cnidcl cosa Sot». xxxix. i.
Ora che ... in amor citscun/tarche s' apprcate Soff. xln. 5.
Che /«r, che vostra lode più s* affine .... Soh» xlv. 13.
E la figura sua mi panS spenta, Ch' al mio parrrt ella non rappre-
senta Quella, che fa parer V altre beate Som. lì. 6, 7, 8.
Se . . . non puoi . . . non mi par gran fatto Som. li. io.
Egli mi pania (are una gran fraude S, P.\. 61.
parere, che una medesima cosa sia dolce e peùa amara, ovvero sia ^|
chiara e paia scura C ìv. a. 36 C^>%
io sentendo . , . parv* a me che fcnse C, iv. 3. 78.
po\z\ié d^ aspettare m\ part C iv. a. 91.
che />«yv non convenire alla promissione ......... C. ìv. a. 136.
secondochè 'I testo ^r dubitare C. iv. 3. 51.
Queste due opinioni . . . due gravissime ragioni pare che abbiano
in aiuto C ìv. 3. &a.
quello che pare allì più C ìv. 3. 64 ; 8. 43.
Ibrza, che alla ragione par» essere contraria C. iv. 4. pou
dove . . . parve le braccia di Dio essere presenti C. iv. 5. X54.
la quale per la sua HaesU non pare essere dubitata C. iv. 6. ta.
siccome pare TuUJo recitare C. Ìv. 6. 109.
V Autorità Imperiale e la Filosofica, che^'oMO aiutare • . . . C iv. 7. 3.
sicché ... il Tormento non pare C ìv. 7. aa.
essere tnorto, parendo vivo C. iv, 7. 105.
non intende dire del parere di fuori C. iv. 8. 45.
conciossiacosaché 'I sensuale parere ... sia falsissimo C Ìv. B. 47.
sapemo che alla più gente il sole pare dì C. iv. 8. 50.
Altre cose . . . paiono avere . . . alcuna parentela .,..., O iv. 9. 134.
siccome pescare pare avere parentela col navicare C. ìv. 9. 139.
e conoscere la virtii dcir erbe /orv avere C. tv. 9. 141.
Altre sono molte, che paiono avere C. iv. 9, 160.
la quale due cose ^r dire C iv. io. 15.
conciossiacosaché cssa^ù avere ragione C iv. 10. 63.
un dubbio che pare consurgcre C iv. 1 1. ^8.
che . . . non par vero dire che Steno itnperftUe , . . , . . . C tv. xi. 41,
per modo che nella prima faccia non paiono C. iv. la. 13.
qualunque cosa vede, che^où avere in sé alcun bene ..... C ìv. la. 156.
piccioli beni lesiono grandi C ìv. la. 259.
stimando tatto vero quello che a loro/tefv, e falso quello che a loro
non petre C iv. 15. ia9, 130.
e ^nr loro sottilissimamente argomentare C ìv. 15. 156.
quelle due cose che ^nrtMMo utili a vedere C iv. 17. a.
perocché ... da lasciare mi pare ogni altrui sentenza ..... C. tv. 17. 35.
perciocché le Virtù morali paiono essere . . . più ....... C iv. 17. 134.
E non paia troppo alto dire ad alcuno C. ìv. ao. 30^
perocché nella prima faccia paiono . . . lontane dal C iv. ai. att.
■' io parlo si che pan forte a intendere ; che a rae medesimo pare
maraviglia C ìv. ai. 50, 51.
da procedere pare alla parte C ìv. as» tic
45^ ^^^^^^^^F
parere. Che par che dcbban viver non sicuri S. P. cxlii. ifi.
eh' è . . . Non generato o fattOf al parer mìo P. F. -j^.
Che par l* accenda in furia, e in fiamma 1' arda P. F. 191.
pargoletta. Se in pargolftta fìa per cuore un marmo CmnM, xv. 73.
lo mi san fargaUt/a betta e nuova Bali, vi. 1.
Negli occhi d* està bella /af;pcWli /fa Som. xxvi. a.
pori, par. [colui] che le mie /«n'uccide C ii. Gnu. i. 37 ; 10. 80.
Donna ... A par di fior gentile BtiÌÌ. viii. 5.
parlamento. Ne' pariamenti lor tengono scede Cuhm. xix. 50.
parlare. Che . . . Farei parlando innamorar Is gente . . . K ^. 19. 37 {CanM, f. 8^.
Ed io non vo' pariar '%) altamente] K /V. 19. 98 ^Cans. ì. 9*^, 109.
Ch^ non t cosa da portante altrui K JV. 19. 33 (Cmu. L 14%
l bé paria Iddio, che di madonna intende K A^ 19. 43 (Ctm. i. 33^.
non pu6 mal finir chi le ha pariaio K. A^, 19. 61 Canm, i. 43%
parere, perocché ... a* accorse . . . parve volere che C. iv. 23. 83,
alle quulì par* essere appropriata . . . una parte C. tv. 03. 1 15.
questa proporzione ... in tutti mi part da servare C iv. 34. 74.
i maestri e maggiori, cui . . . part . . , essere commesso . « . . C ìv. 34. tSi.
e la maggior parte ... ai paiono seminare C ìv. 35. 9.
che in quanto paiono grandi, fanno rwvertHt* . . . in quanto ^bfw
mirabili, (anno ro^A'ojo {A* sa/rrv C iv. 05. 51, 53.
li falli . . . che paùma rimanere ìn vergogna del figlio C ìv. «5. [14,
Le quali cinque cose paiono e sono necessarie C iv. a6, la.
sicché essa non paia ingrata C. iv. a6. 88.
per che da intendere par* alla tcrta parte ......... C iv. 97. 5.
per la quale più par* che uomo 1* ascolti C. ìv. 37. 147,
piii belle e buone novelle par* dovere sapere . C iv. 97. 149.
che . . . vedere le part coloro che C iv. afi. 43.
uscire le par* dell' albergo e ntomare nella . . . uscire le par* di
cammino e tornare in . . . uscire le part di aure e tornare a
porto C. iv. «8. 51, 53, 54.
pargoletto, come un pargt^ftto battuto lagrimando K. TV. la io.
pargolo, a guisa di pargoli C I. 4. 19*
ogni cosa fanno come pargoli • C 1. 4. 41*
Guai a tCf terra, lo cui re è pargolo C iv. 16. 55.
non è pargolo uomo pur per ctadc ........... C iv. 16. 56^
Onde . . . segno di Nobiltà è nctli pargoli C. iv. 19. 95.
O parvola
pari. pare. ci>ai come stanno gli altri nontri pari K /V. 14. 49.
a sue ^fimembra e ^n potcnu . C. L 4. 51 (Aù).
Piltagora . . . poneva i principil . . . lo forfè lo dispari . • • • C 11. 14* H^
là dove e* dice : te mie pari C ti. 16. 65.
nullo diletto Ò maggiore, nò nullo tUtro part » C iv. aa. 91.
paritade; che la pantani* ne' viiioai è cagione d* Invìdia C 1. 4. 43.
do^-c e alcuna parifade C 1, 1 1. 1 13.
Intra gli uomini . . . ò \a paritade del Volgare C 1. il. 115.
parlare, e parlarlo spcxialoiente agli spiriti del viso, disse . . . . K M «u 30^
perocché soprastarc . . . pare alcuno parlare fabuloso . . . • • K A^. a. 61.
se della ... io non paHasn alquanto dotoroaamenie K. AT. 7. 9.
nella teraa parto d' alcuno onore K W. B. 41 .
nella aetont/a pattando a lei, dico K ^. 8. 68.
mi volgo a pattar* a indiffinita persona .....•,.•• ^,^,8.70.
Ed scdocciié il mio parlar* sia più breve K A^. 10. 4.
ond* io . . . cominciai a parlate cosi con caso . K N, ta. 99.
Gg a
PARLARE ^"P^^^^^^P 45^
parlare, che tu girai paHanJo A donne assai K VIT. 19. 76 {Cahm. i. 57)^
Che fa li miei sospiri gir portando K. M a8. 33 (./*. C. io).
Convencmi/aH!dr traendo giiai K. AT. 33. 46 ^Coita. iii. 6).
£ perchè mi ricorda eh' io parlai Delta . . . con vui. Non vo* parlare
altrui K iV. 33. 47 ^Cdiu. ili. 7), so v^M*' iii* xoV
Onde 'l^r/w delia vita eh' io provo, Par che si drìzxì . . . C ìì. Canm. ì. 7 ; 7. 49.
Dì cui portava a me si dolcemente C ìi. Catu. ì. x8 ; 8. 54.
U lìxnìì pensiero che portar mi suole D* un* C ii. Cams. i. 38 ; 10.9^
Tanto la parti faticosa e forte C ii, Can», L 55.
Lo suo parlar al dolcemente suona C iiì. Com», il. 5.
parlare, mi parca che mi avesse pariaio mollo oscuramente, si che
io mi sforza\'a di parìart F. jV. la. 35, 37.
Ch' è ciò . . . che mi parti con tanta oscuntade K ^. la. 38.
sì che tu non parti A lei immediatamente K ^. la. 66.
che non sapesse a cui fosse il mio portare V. N. la. 138.
non é altro, che queste parole eh' io parto V. N. la. t^'O.
quasi per disdegnoso modo di ^r/orv {^. /V. 13.61.
nelle quali /ar/aH4^ a lei significassi K. iV. 14. 70^
acciocché lo mio /«Warr sarebbe indarno K.A.I4. Ilo.
un pensiero, che p€wlava di questa donna V. N. iG. 13.
ne' quali ^o^yai' a questa donna K. AT. 17. 3.
quella . . . era donna di molto le^adro /aWa«v K ^. 18. zs.
Altre V* erano che ^r/acvMO tra loro K ;V. 18. »o.
Allora queste donne cominciaro a ^r/arr tra loro K A^. 18. 41.
E poiché alquanto ebbero portato tra loro K A^. x8. 46.
questa donna, che mi avca pritna. parlato K. M 18. 47.
perchè altro /iaWarr è suto il mio 1 J'. ^. 18. 60.
di prendere per materia dei mio partart K A^. 18. 6a.
pensai che partart di lei non si conveniva, se non che Ìo ^r/oss» a . K A^. 19. 5, 6.
dico che la mia lingua parto quasi come . . . per sé . . . mossa . . F AT. 19. 10.
do ad intendere a cui la mia intenzione è à\ partart K A'> ai. 46.
uno de' quali é il suo dolcissimo partart V. S. ai. 51.
che avemo udito partart questa donna cosi pìetosaiacnte . . . . K A^. aa. 44.
secondo che quattro modi di partart ebbero V. S. aa. 104.
E parlandtfmi cosi, cessò la forte fantasia V. N. 23. 99.
dico, portando a indiffinita persona V. N. 33. 313.
parvcmi che Amore mi partasst nel core V, N. 34. 37.
Dico . . . di lui . . . anche che portava K A'. «5. 18. *
cotal modo di partart fosse . . . trovato V. Pf. 35. 50.
sia conceduta maggior licenza dì parlare V. N. 35. 53.
che a loro sia maggior licenza largita di partart V. N. 95. 57.
che li poeti YiSLjxTio portato alle cose inanimate ... e Cottole portare
insieme K A^. 35. 6i , 63.
cioè che detto hanno . . . che partano^ e detto che molti accidenti
partano K. TV. 35. 66, 67.
Che li poeti abbiano cosi portato . . . appare per . . .... K A'. 35. 73.
il quale dice che Giuno . . . parlò ad Eolo K. A'. 35. 75.
Per questo medesimo poeta parta la cosa V, N. 35, 81.
Per Lucano /d/Vd la cosa animata alla K iV. 35. 85.
Per Orazio y^WiT r uomo alla sua scienza K A^. 25. 88.
Per Ovidio paria Amore, come se fosse l'. N. 35. 94.
che né li poeti portavano cosi senza ragione, né qac* che rimano
deono parlare cosi K W. 35. 103, 104.
parvemi difettivamente aver ^r/o/o K. A', ab. 7.
4
r
453 ^^^^ PARLARE
parlare. K 1 parfar nostro che non ha valore C iii. C^na. ii. 17 ; 4. 1 19.
Quivìf dov* elU/aiVa, si dichina ........ C. iii. Cuhm. ii. 41; 14. 105.
Canzone, e' par che tu^Wi'contraro C. iii. Cim». ii. 73 ; 9. ai.
Madonna ... Io parlrrò di voi in ciascun Uto C ìli. Con*, ii. 901.
m* han chioso la via Dell* usato pmriart C iv. Csms. iii. 6.
E dopo '1 falso paHa non intero C iv. Cmis. iii. 43.
Io vo pa riandò dell* amica vostra C iv. Cat$a. iii. 146; 30. 59.
Per che parlar con voi si vuole aperto Ctin». x. 59.
Ma se mi dai /^War quanto tormento, Fa Cant. xi. li.
Cosi nel mìo pariar voglio esser aspro Cum». sii, i,
[orlare, nella /fna/»ar/o alla canzone pietosamente , . . . , . K A'. 33. 17.
Poscia . . . paria a questa mìa canzone V. N. 32. 38.
vede bene che diverse persone ^r/dMO K A^. 34, 13.
dico che tutti 1 mìei sospiri uscìvan parianéo K A^. 35. 39.
un sonetto, nel qiule io paHasm a lei /^. A^. 36. 35.
mi venne . . . volontade di dire parole, pnriattdo a lei V. N. 37. 13.
nella printm paria agli occhi miei siccome portava lo mio core in me
medesimo K A". 38. 97 lAu)./
manifestando chi i che cosi ^rVa , K A^. 38. 30.
perucch^ . . . vinceano coloro che per lei pmriavano^ mì parve che sì
convenisse di paHart a lei K AT. 39. 37. 98.
non credo che . . . udissero parlare di questa donna . . . • . K A^ 41. 14.
proposi dì dire come se io avessi paHato loro ..■>■••• K A^. 41. 33.
che son donne coloro a cui io parìa , y. JV, 4a. 39»
io in quella dinanxi ali* entrata di mìa giovcntute pariai . . . . C i. i. 106.
p^triart alcuno di s^ . . . pare non licito . . . pmrtnrt . . . troppo a
fondo, pare non ragionevole C. ì. a. 9. 10,
Non si concede . . . alcuno di sé medesimo sema . . . cagione ^Witrr C. 1. a. 17.
pmriart non si può d* alcuno, che il parlatore non lodi o non biasimi
quelli, di cui egli paria *..*.... C Ì. 9. 16, ao.
e da lasciare di /Sir/drv s^ biasimando C ì. •. 49.
parlando di sé con loda 0 col . . . dice C. ì. a. 68.
per rispetto alla cosa dì che parla C. i. a. 70.
per . . . cagioni lo paHart di aè è conceduto C i, 3. 88,
mosse Boeiio di si medesimo a parttat C. ì. a. 97.
moase Agostino ... a paHart di tè . • ■ • C. {. a. 105.
per lo presente di me /kaWa#T C f. a. rat.
a eoa) paHart, e a cosi intendere C i. a. 109.
contro a coscienza pmHa . . . non pmim contro a caos C i. 3. 59, fio.
Di questo si parUrà altrove C i. 5. 66.
come . . . fo mestiere Volgarmente pariare C. ì. 61 8.
che quando paHano^ elle aleno intese C L 7. 73.
largo paHando dico C i. 7. 88.
questi fanno vile lo /nrAsrv Italico C.Ì. ir.99.
si concede . . . che uomo pmrii di aft , C i. la. 84.
dellì miei generanti, che con esso parlmvmno C. ì. 13. 39.
suole r uomo /«Wtirv all' opera medesima C U. a. 71.
Poi dirò di loro, a cui io paria C. ìi. 3. 8,
U dove d* Astrologia gli conviene ywir/anr ....••«.. C. li, 3. 35.
della quale /^Wu il Salmista «.. C. ii. 4. 41.
oellj quali per molte maniere dì paHarw . . . Dio avea ìor parfiUa . (,'. ii. 6. 6» 7,
sono quelli, alli quali s' intende di paHan C U. 6. 161.
io . . . deggio toro/ar/an C. U. 7. «3.
che '1 mio /oWaw a loro dee caaare C U, ). 47.
PARLARE. ^^^m^^^^^^^^^^ 454
parlare. Donne gentili, a cui io ho partato Gui^. xiiL 73.
Io ho pariate a voi, giovani donne Cohm. xiii. 85.
Et /kiWait con vocaboli eccellenti Cb«i«. xix. 45.
Che '] . . . signore . . . Appena dì parlar di lor s* aìla Cana. xx. 8.
Secondo il \ot parlar^ furon dilette Cana. xx. 14.
ascolto nel parlar divino Consolarsi e dolersi Con», xx. 73.
Sì . . . Che paria e sente come fosse donna ....'.... Su/, i 6.
Foco mettesti ... Col tuo /Wir/ar eh' ancidc ....*... &»//. ìi. 7.
Udite la ballata mìa . . . Che parla d* una Donna At//. x. 3.
Tutti lì miei pcnsier ^rVan d' Amore K .V. 13. 36 C5bit. vi. j).
parlare, a* pifr del Sirt di costoro a cui io parlo , C ii. 8. 39.
r opera di costoro a cui io parlo C. ii. 9. 16.
queste Intelligenze (a cui io ^Wo) C. iL 9. 04.
sarà t>ello terminare lo parlare di . . . Beatrice C. u. 9. 53.
della quale più^rforv . . . non intendo C iì 9. 54.
ciascuno poeta, che . . . hanno parlato .......... C. ìt. 9. 69.
la cagione del suo lamentevole parfart C iì. io. 7.
manifesto 1* anima mia . . . con tristizia ^Warr , . C. iì. io. 17.
che ... lo mio pensiero . . . parla contro agli occhi C. ii. io. 27.
manifesta V anima nel suo parlarr C iì. 20. 75.
quella parte, nella quale ^or/a r anima C ii. 11. a,
della parte, nella quale ^Wa lo pensiero nuovo . C ii. II. 5.
Virgilio, d' Enea parlando . . . pietoso il chiama C iL ti. 38^
dico, /WiWatu^ a quelle Intelligenze celestiali . Cii 11.94.
mi rivolgo . , . alla Canzone ... e a quella parlo . . . . . . , C, ìì. la. 6.
le . . . persone che in essa s' inducono a parlarr C iì. la. 30.
suole lo rettorìco indirettamente ^Wifrv altrui C ii. la. 40^
Prima ; perocché ^Amja parli ... e poi ; perocché ybWr parli . . C. ii. la. 49, 50.
apersi la bocca nel parlare della . . . Canzone C iì. 23. 56.
della donna . . . non era degna rima di Volgare . . . parlari , . . C. ii. 13. 60.
quando dinanzi al viso ... lo Rct to rico ^r/a C ìi. 14. lao.
quando . . . per la parte remota si parla per lo Rettorico . . . . C. ii. 14. laa.
corpora di stelle ... di cui io parlo ,. . . . C. ii. 15. aa.
questa Scienza, di cui io parlo C ìi. 15. 174.
questi movilori a cui io parlo C ii. 16. 3.
è da sapere che qui parla V una delle parti, e là parla V altra . . C. it. 16. 73 {bis''
di questo vocabolo . . . più pienamente si parlrrà C. ìi. 16. 95.
\*olontà mi giunse di parlare d' amore C. iii. i. 03.
che d' KmoT parlando^ più bello . . . sermone non era C. iii. 1. 39.
il primo verso, nel quale proemialmente sipario C iii. t. ioa.
della quale paHa il Filosofo nell' otta\'o dell' Elìca C ìj. 3. 69.
quando dico : Lo suo parlar^ ce. E ... lì miei pensieri l che sono
parlar d' Amore), suo$tam C. iii. 3. 118, 119.
è da biasimare ... la cortem*a del nostro parlarr C. iii. 4. 38,
in quanto la colpa si dà . . . a\ parlare C. iii. 4. 47.
più ampi sono li termini dell' ingegno a pensare che sparlare, e
più ampi i. parlare she ad accennare C. iii. 4. ilo. 111.
se M pensiero nostro ... è vincente del parlarr C iii. 4. 1 15.
basta alla gente, ■ cui par/o . . . sapere C. iii. 5. 6a.
cioè nel parlare e negli atti C. ìii. 7. 98.
che solamente 1* Uomo intra gli animali paria C iii. 7. tea.
se alcuno volesse dire . . . che alcuno uccello ^rA' . . , nspt4)do,che
non é vero che parlino C. iii. 7. 106, i ro.
la immagine della ragione, cìuò gli atti e '\ parlare C. iii. 7. las.
455 PARLARE
parlare. Nasce nel core a chi parlar U sente K W. ai. iS (Som. zi. lo^.
e* hai trattato ... Di ... sol pariando a nui y. JV. »a. ^ (Som. xiìi. a).
Che nel suo pianto V udimnit) pariart K vV. aa. 99 {Soh. xiii. 11).
Gentil pensiero, che ^Wa di vui K A'. 39. 60 [Stm, xtm, i).
Io non lo intendo, si parla sottile Al cor dolente, che lo fa
paHart K W. 4*. 56 ^Son. tlxv. io), 57 (Sdii. jexv. li).
So io eh' ci paria [di quella gentile] K A^. 43. 4^1, 58 (.Sow. Jtav. la).
Parta» bcllciu e virtii all' intelletto • Soh, xzx. 9,
Rtaponde il fonte del gentil /«r/dr« Som. xxx. la.
parlare, quello che fa M suo parìart C. iii. 7. 131.
Ch^ *l »iO p^rinr* . . . ^ncra . . ' C iii. 7. 13»,
che . . . d' alcuna condixione . . . parlari intendo C. iii. 8. 33.
rìao della mia Donna, di cui \o parUf C iii. 8. in.
quando alle cose intnimate si parUt C iii. 9. 18.
ultimamente paria alla Canzone , . C iii. 9. 97.
O Canione, che /taWi di questa Donna con C iii. 9. 30.
secondo questo . . . giodicio parlò quella Ballatetta ...... C iii. io. a8.
che domandi parola di parlatt a questa Donna di lei C. iii. io. 72.
siccome nella Uitcnile sposizione riparia cominciando C. iiì. 13, 49.
dlcemo r uomo facundo, eziandio non parlando, per V abito della
facundia, cioè del bene parlart C. iii. 13. 64. 85.
E perchè di questi parliamo C\ iii. 14. 83.
si legge nel libro . . • lA' Sapirnaa, di lei parlmMdo C. iii. 15. 53.
dicendo che poco pariarr posso di quelle C iii. 15. 58.
non era buono sotto alcuna ^guru parlart C. iv, i. 85,
che nella prima parie prormialmcnir SI /dr/d C iv. a. 6,
perchè dal /nr/anr usalo mi parto C. iv. a. la.
e massimamente nel /arAinr . ............. C. iv. a. 46.
si per colui che parla ..••...•.*...... C tv. •. 69.
Tempo è dm parlare . , . . , , C*. fv. a. 75.
turbata disposizione ... a parlare d* amore C tv, a. 78,
che d' Amor parlando h<r tenuto » , * , , C. iv, m. 93.
tafgamfMt*t ** intende per tutto quello >^arAin che ...»•• C. tv. a, 107.
Della tfraa si volge il parlart alla Canzone . . • C. iv. 5. 8.
Virgilio . . . quando dice, in persona di V^o parlanio C iv. 4. ii6w
però io . . . posso patlart colU bocca di Salomone C tv. 5. la,
* Udite, pcrocch<^ di gran cose io debbo parlart^ C iv. 5. 15.
che presumete contro a nostra Fcde/«fVarr ....•..* C tv. 5. 75.
chi presumeri di te parian I Certo maggiormente parlan dì te noa
si può » C iv. 5. 141, 140.
Catone, di cui non fui di sopra oso di pariart C iv. 6. 96.
Onde Tullio . . . parlaado della bellezza . . . dice C. iv. 6. io.
OM tutta re\-erenza e al ... e al VWovìio parlmMdo C. iv. 8, ]|6.
come io . . . contro alla reverenza del Filosofo non pmrh . . . coal
non parlo contro alla re%-eraisa dello Imperio C. tv. 8. 86 (<«<}.
lo, che . . . parlo in questo Ttmttato, non posso brevemente
pmrimrt T. iv. 8. 93. 95.
siccome dtadire ... è negare propriamente parlando C. iv 8. 118.
operazioni . , . siccome sono arti di parlar* C iv. 9. 49.
questo Ufficiale ... di cui si parla C Iv. 9, 90W
(Al diJiMtsa . . . poi paria mom xnttro *•..•..•.. C iv. U». gSw
Lucano, quando dice, a quelle /itr/dHWb • C.iv. ti. ai.
sicché, propriamcote parlando, non e « • . . • C. rv. 13. 9.
PARLARE ^m^^^^ ^^
parlare. O dolci rime che paHanHo andate Della Som. xl. i.
E tu, Signore, udendo il mio parìan S. P. xx». 37.
Perchè io so che '1 luo^War non mente , . , S. /*. I. 15.
E difiamavi con parlari vario , S. P, d. 3^7.
£ perchè gxiarda ali' umile parlare De' suoi . . . servì S. P. cL 67.
la perfida durezza ... il mio pariar non stima S. P. à. 71.
parola. Ed ascoltando le paroU \-ane K .V. 33. ty> iCams. uL s'>.
£ tai parole pone . . . . , C. iv. Cmnm, iii. 8B.
parlare. Aristotile . . . coni™ Simonide poeUt parlando C iv. 13. 71.
chi non parlrrà meco, dicendo C iv. 34. lao.
contro a costoro Aristotile parla nel primo C iv. 15. 146.
la bocca di coloro che parlano inique cose C iv. 16. 4.
uomini, che di Nobiltà hanno . . . iniquamente ^ria/a C tv. x6. 25.
riguardo avere alla . . . consuetudine di/or/orir C. iv. 16. 41.
le Virtù morali, di cui si parla C. iv. 27. 16.
Cristo r aflerma . . . parlando a Marta C. iv. 17. 95.
questa buona cosa di che si parla C iv. {9. 4.
di che tanu gente erroneamente parla C. iv. 90. 6.
s' io parlo si che pare forte a intendere C iv. 4S. 49.
quel semt . . . del quale al presente ^ parla C. iv. se. 79^
di Tullio , . . che parlando in persona dì Catone, dice C iv. ai. 8t,
delli . . . filosofi, che de' bcneficii h^nno parlato C iv. aa. a.
cosi è questo di che ora si parla C ìv. aa. ioa.
che nella nostra ragione parla C. ìv. aa. 1 77.
eh* è questa Felicità di cui si parla C iv. aa. aoj.
questo seme ... di cui parlato è di sopra C iv. 33. 18.
questa Nobiltà, di cui si parla C iv. 34. 79.
dare a intendere che egli parla all' AdoJescmU ... . . . C iv. 34. 267.
reggimenti, che sono dolce e cortescmcme^r&rr C iv. as. 14.
di quella è alquanto con diligenza da parlart C iv. aj. ja.
poi lo pudico e nobile uomo mai non parla sì, che C. ìv. 25. 98.
che è Prudenza, della quale sì parla C Ìv. 37. 81.
eziandio quelU, di cui udii /oWlarr C tv. aS. 48.
parlatore, maggior licenza . . . che agli altri ^Ar/tf/on volgari . , , V. N. 35. 56,
che il parlatori non lodi o non biasimi quelli C i. a. 19.
se *1 parlatori è mal disposto C tv. a. 70.
Panna. Asdeote, il calzolaio di Partna^ sarebbe C. iv. t6. 70.
parola. Sotto la quale rubrica io trovo scrìtte \e paroU V. N. i. ^
e tremando disse queste parolt V. N, q, 34.
e parlando . . . disse queste parolt V. N. ^ 3t.
e piangendo disse quesle paroU V. N. A. 37.
che ... si potca dire quella ^anVa del poeta Omero K W, a. 51.
trapassando ... verrb a quelle ^ro/r K A^. a. 65.
la prima volta che le sue ^ni/f sì mossero per f'. AT. 3. 19^
e nelle sue ^ro^dlcea molte cose . . . . • K A^ 3. 33.
pareami che mi dicesse queste paroU ^. A^. 3. 45.
r arte del dire ^ns/r per rima K A^. 3. 70.
ove s' udiano/d/ioJir della Regina della gloria . KA'. 5. 3.
f u . . , cagione di certe paroU, che nel sonetto sono V. N. ^. 15.
intendo chiamare . . . per quelle parol* di Geremia V. N. 1. 40.
mi proposi di dire alquante paroU della sua morte K. A^ 8. 13.
neir ultima parte delle )^m^ che io ne diasi K AT. 8. 16.
che Amore mi chiamasse, e dicessemi queste paroU K. AT. 9. 34,
di queste paroit ... se alcuna cosa ne dicessi, dilla K. A^. 9. 31.
457 ^i^^ PAROLA
parola, s' io dico PanJé quuì contrm a tutu gente Ctut*. x. 4.
Che nido Botto benda Parata oscurn giunge Can». x. 58,
Si che *1 duol . . . Portin le m\e pamU^ come '1 sento Can*. xì. 6.
Quando non pretuo, parmi uAìt paroU Dicer Cam», xi. 41.
Già non &* induce ad ira per parole Cmns. xix. lai.
Dolesi 1* una con paruh molto Cai-t. xx. 19.
Con dolce suono . . . Comincia cstc fiaroU K. ^. la. 95 (Ai//, i. t6}.
Queste /«ro/r ai leggon nel vìao D* un' angioletu BaJi. vi. 18.
parola, dette queste /)aroÌSr, disparve K/V. 9.36;ia 72.
parcami che . . . diccssemì queste ^ro// K A^. la. at.
parca che attendesse da me alcuna parola K, iV. 1 a. ad.
£ quegli mi dicea queste ^ro/r V. N. \». ^\.
Allora pensando alle sue parole, mi parea V, Pf. la. 34.
si che ... e diceagli queste paroU V. N. la 37.
Ed egli mi dicea in /ani/r volgari K./V. la. 39.
voglio che tu dichi certe )teroZ« per rima K /V. la, 56,
conoscerà \c parole degi' ingannati V. N. %^. 64.
Queste ^ni/r fa che sicno quasi uno mezio K. W. la. 65.
non è altro, che queste parate cb' io park» KN. ìa. 139.
avendo già dette le parole, che K. /V. 13. a.
mi giunse volontà di scrìverne panJe rimate 4 K. /V. 13. 34.
dissi a questo mio amico queste ^n>/# .......... K. jV. 14. 6t.
proposi di dir /Sano//, nelle quali . . . signiBcaad K, /V. 14, 71
Vero è che tra le panale ... si trovano dubbiose parole . . . . . K A^. 14. 99. loi.
ciò che solverebbe le dubbiose /^/v// , , V. N. 14. loB.
Ond' io . . . proposi di dire certe /«ro// K. iV. 15. a4.
di dire anche parole, nelle quali dìceni K. A. 16. 3.
delle quali una . . . disse queste parok • , « . K AT. 18. 93.
£ poiché m* ebbe dette queste ^ni/4 V. S. 1%, a8.
Allora dissi loro queste parole K, W. 16. 30.
vedere le loro ^ro& uscire mischiate di sospiri ... . . . K. A'. 18. 44.
mi diise anche questa donna . . . queste parole /'. A*. iB. 48.
In quelle ^fp/« che lodano la donna mia • K «V. ift, 51.
^Mt\\t parole . . . avresti tu operate con K. AT. 18. 53.
pensando a queste parole ... mi partii da loro .,.,,.. K A'. 18. 56.
Poiché è tanta beatitudine in quelle parxtU che K A^. iB. 59,
Queste /<iro/# io riposi nella mente . K A''. 19. io.
La prima parte é proemio delle seguenti /arD/# * K, A^ I9. 94.
una aervigiale delle precedenti parole K .V. 19. 96,
aveado tane, per le udite parole, speninsa f. A^. ao. 6.
proposi di dire paroUt nelle quali irattasii K. A^, ao. 10.
di dire anche in lode di questa gentilissima parole K. jV. ai. 3.
ond* io . . . udii lor dire parole di questa gentilissima l'. <V. aa, aj.
Tra le quali parole udii che dicevano V. N, ma, wj.
andavano ragionando tra loro queste /4r(W> K «V. aa. 43.
coal . . . udii parole di lei e di me K A^. as. 51.
Ond* io . . . proposi di dire /«rpJSr . . . nelle quali parole io conchiu-
dcasi tutto ciò cbe K. Al sa. 54, 35.
le panile del loro canto mi parca che fonerò qieile K AT. «s. 54
diccado queste parole con doloroso singulto K A^. 33. 84.
credeado che il mio piangere e le mie parole fooaero. . . . • , KA^ra3.0B.
Onde molte parole mi diceano da confortarmi K A", aj. 114.
proposi di dir parole di questo cbe m' era avvenuto K AT. aj. ia4*
PAROLA
parola. E 'n ciascuna parolm sua ridia K. A^. 04. 55 (Sem. xiv. 6%
hanno . . . scritto, E della morte sua molte parvit , . l-^, N. 40. 64 .Son. xxiiì. 14^
E \c parole, eh' uom di lei può dire, Hanno . . . . K A'. 41. 67 (So«. xxiv. 13I.
Molti . . . Ihsscr paro/t assai Sem. xxxriu. 3.
E se voi foste per le sue parole Mosse Son. xl. 9.
Panale mie, che per lo mondo siete Son, xJìiì. I.
O per parole di . . . Non sì conviene . . . Turbarsi Soh. xiv. a.
La mia parola non sarà bugiarda ,,.... S. P. xxxi. 30»
parola, poco dopo queste /wiro/r ... io vidi KM 34. 15.
mi parve che mi dicesse . . . altre parole V, N. 34. 40.
tacendomi certe /korv/r K JV. 94- 46.
volle £i,re intendere le sue parole a donna K. JV. as> ^^
Don solamente sono parole d' Oraxio, ma dicele quasi recitando le
parole del buono Omero K, iV. «5. 91», 91.
non sapesse dinudare le sììc parole da cotal vesta K iV. aj. 110.
di cui ragionato è nelle precedenti paro/e , K. W. «6. 3.
Ond* io . . . proposi di dire parole V. N. aS. 30.
quello che le /Wifo/rne posM>no fare intendere K JV. 9&. 34.
proposi anche dì dire parole, nelle quali K. iV. 37. 7.
proposi di dire parole, nelle quali io dicessi K JV. «B. B.
fu in . . . reverenza nelle parole dì questa Beatrice KM 09. 10.
perchè ... ha preso luogo tra le parole dinanzi V. JV. 39. 30.
che non scrìvo qui le ^po/r che seguitano K. M 31. 14.
conciossiacosaché le parole . . . sieno tutte latine K A!. 31. 18.
disfogarla con alquante parole dolorose K W. 33. 5.
simula\*a sue parole, acciocché paresse KM 33. io.
mi venne un pensiero di dire parole per rima K iV. 35. 17.
come . . . diccano certe parole diverse dagli altri KM 35. 33.
mi venne anche volontade di dire parole y. A. 37. la.
Ond' io . . . ancora ne %'olli dire alquante parola K M. 39. 35.
che . . . dubbio non potessero inducere le rimate parole , . . , V. N. 40. 43.
perocché Ìo direi /co/*, che farebbero KM 41. 35.
che mandassi loro di queste vaie parote rimate .......KM 43. 3.
è loda nella punta delle parole . . . che le parole sono fatte . . . C i. a. 47* 49-^
di predicerc queste y^oiToir C. U. 3. 54.
non è qui da tacere una parvJa C. iì. 6. 95.
acciocché . . . induca . . . con ào\cM parole C. ìi. 7. 40.
dico in quelle ultime ^ro/tf di questa prima parte C. ii. 7. 6ft.
a pieno intendimento di queste /^<jnV<r C ii. 7. 73.
inteso può essere . . . per le prenarrate paroìe C. ii. Bv a.
esso . . . diccmi parole di lusinghe C. ìi. 8. 83.
dico che dice /<in>/^ lamentandosi C il. io. 17.
cosi termina le sue parole C ii. 10. 81.
continuandosi all' ultime sue /wm/tf C, il. ti. la,
« la bellezza neir ornamento delle ^rTk/!r C. lì. 13. 35.
dirizzando le sue /^n>/# * . C ìì 13.41.
che alla Canzone \*anno \c parole C ii. la. 44.
avea toccate parole della consolozioiK di Lelio C. ii. 13. 19.
che avessero ... le [non] fittizie /<m>/* apprese C. ii. 13. 63
volta la parola fittizia di quello C ii. 13. 77-
siccome si vede nelle /aro/r armonizzate C ii. 14. 183.
la quale in queste parole si può notare C. ii. 16. 53.
dirizzando le /viro/r alla Canzone C. iii. 1. 109.
dico . . . ascoltarti quanto alle parole C iii. 3. 139.
459 PARTE
parola. Con vii paroU Allora m^ in|^uriava S. P, xxxvfl. 48.
r ho vegliato senza dir /^rt>/a , , 5. P. ci. aa.
lodava Con sue /«irWr e con lu9Ìng:he tenere ^. P. ci. 39.
Qual' i sol d' acqua e dì paroU frutto P, F, 88.
paroletta. le ptroUlt* mie novelle Han fatto una ballata BaU. viii. r8
parte. Sola pietà nostra p4irtt difende K A^. 19. 4 1 (C«n«. i. aa).
panda, conxnensi procedere a ragionare le paroU ....... C ìii. 4. 3.
reggendo altri le mie /aro/^ essere minori ... se difetto fia nelle
mie rimu, cioè nelle mìe parvi* C. lii. 4. 33. 36.
e Bono queste parvù del IVofeia in un verso dd S^tfmo . . . . C iii. 4. 78.
segue, che questa aia, secondo le paro/e, gentilissima C. Si. 6. io.
non pur colle parate da temere di trattare . . C iii. 8. li.
secondo quelle ^ro/r dello frc/rsNU/iro Citi. 8. 14,
cioè quando le parole sono a una persona C Ìii. io 53.
che domandi /kiPt»/a di parlare C iii. 10. 72.
Per che le parole ... sì dcono . . . sostenere e C iv. a. 6a.
che . . . più volte sono le sue parole dannose C Iv. a. 71.
dice «oa£f#, quanto alta sentenza óeWc paroU C iv. a. 1x3.
ai poMono rìducere le parole del Filosofo C ìv. 4. 45.
Dn verbo . . , che significa tanto quanto legare parole C. iv. 6. ao.
solo di legami di parole t fatto, cioè di . . . vocali, che sono . . .
legame d* ogni parola C Ìv. 6. 93, 35.
ti Poeti, che ... le loro parole hanno legate C ìv. 6. 35.
che le %ìic parole sono somma . . . autoriiade C iv. 6. 53.
sicché ... si può dire quella parola dello EctUsiatte C. ìv. 6. 173.
queste tutte /oro// sono di Tullio C iv. la. 70.
risponder . . . non colle parole ma col coltello ,.....• C Ìv. 14. 106.
Queste parole posso io qui . . . preporre C. iv. 16. 5.
dinanai é scritto a queste /an>/r del Vangelo . C iv. 17. 103.
solamente le parole del Salvatore ascoltava C ìv. 17. :o5.
B chi ben vuole por mente alle evangeliche ^«nilr Chr. 17. 111.
secondo la ^nVd dcU* Apostolo C iv. 00. Si-
che sta contrario tUe parok della cormìoiie C iv. 34. 154.
quante laide parole ritiene ..... . . . . . . ... C iv. b$. 94.
ai, che a una donna non fossero oneste te sue parole C iv. «5. 99.
parte. Io quella parte del libro ... si trova K /V. t. I.
che ... era mosso \-erso la porte d' oriente delk dodici parti V una
d' un grado K. /V. a. 11, la.
il quale dimora In quella parte, ove K. M a. 34.
volae gli occhi vcr^o quella parie ov* io era K A- 3. 10.
Questo sonetto si divìde in due parti : che nella prima parte saluto K. ^V. 3. 91 , 93
La seconda ^rt/ comincia qui\i K. /V. 3. 94 ; 7. 48; 8. 43. 73; 1 a. 134; 15. 65; «4.73.
che questa gentilissima sedca in parte, ove . . K A*. 5. ».
di tanto amore, quanto dalla mia )torfr K iV. 6. 5.
Questo sonetto ha due parti principali K /V. 7. 38.
che r estreme /ar/i' del sonetto non mostrano K A^. 7. 4&
toccai . . . ncir ultima ^rA delle parole K /V. 8. 16.
Questo primo sonetto si divide in tre parti K A. 8. 36.
Questo sonetto si divide in quattro /VarAi K/V. 8 66; 16.39.
mi convenne ... ire verso quelle partit ov' V, S, ^ ^.
per la grandi^ima parte, che mi parve eh* Amorr mi d<MC di sè • K A^. 9. 38.
Queato nonetto ha tre parti : nella prima parie dico ..•,,. K. A^. 9 38, S9-
paasando per alcuna patte mt negò K .V. 10. 14.
Dico che quando ella apparta da pawU alcuna K A^. 1 1. a.
PARLARE ^^VI^^^^^F 45^
parlare, che tu girai parlando A donne msaaì K A^ 19, 76 {Camm. ì, 57).
Che fa li miei sospiri ^r pmrìando K. A^. a8. 23 (,F. C. io)l
Convcnemi^r£ar traendo guai K A'. 33. 46 v^Cmw. ìiì. 6). j
£ pcrcbi mi ricorda eh* io parlai Della . . . con vui. Non \'o* patiart ^H
allrui K A^. 33. 47 ^Cifw. ili. 7% 50 (Cajw. iii loV ^^
Onde 'I parlar della vita eh* io provo, Par che at drizzi . . . C. ii. Canm. t 7 ; 7. 49L
Di cui parlava a me si dolcemente C ii. CaHM. L 16 ; 8. 54.
V umil pensiero che^W«r mi soolc D* un' C lì. C4in9. i. a8 ; io. 9.
Tanto la parli faticosa e forte C. ii. Canm. i. 35.
Lo suo>Viirfai' ti dolcemente suona C iìi. Cana. iì. 5.
parlare, mi parca che mi avesse parlato molto oscuramente, al che
io mi sforzava di parlari f. A\ la. 35, 37.
Ch* è ciò . . . che mi parli con tanta oacuriude . . . . . , , K. jV. la. 98.
si che tu non parli a lei immediatamente K M. la. 66.
che non sapesse a cui fosse il mio parlare K A^ la. 138.
non è altro, che queste parole eh' io parlo V. N. la. 140.
quasi per disdegnoso modo di paHart K AC 13. 61.
nelle quali parlando a lei significassi K AT. 14. 7S.
acciocché lo mio ^oWarr sarebbe in damo K. AT. 14. ito.
un pensiero, che portava di questa doanm K A'. 16. 13.
ne' quali /ttWoj' a questa donna K A*. 17. a*
quella . . . era donna di molto leggiadro /nr/div K A^. 18. xa.
Altre v' erano che parlavano tra loro J^. iV. r8. so.
Allora queste donne cominciaro a ^rVanr tra loro K A^. tS. 41.
E poiché alquanto ebbero ^riafo tra loro K. A^. iB. 46.
questa donna, che mi avrà prima ^rVa/o K. A^. 18.47.
perchè altro ^oWiWT è suto il mio t K, A^. 18. 60.
di prendere per materia del mio parlare K. AC x8. 6a.
pensai che parlare di lei non si conveniva, se non che io parlassi m . K A'. 19. 5, 6.
dico che la mia lingua parlò quasi come . . . per sé . . . mossa . . K A^. 19. 10.
do ad intendere a cui la mia intenzione ò di parta n K. A^. ai. 46.
uno de* quali é il suo dolcissimo parlare ^. A^. ai. 51.
che avemo udito ;&ar7dnr questa donna così pietosamente .... 1-". AC aa. 44.
secondo che quattro modi di parlare ebbero K. A', ax 104,
E parlandomi così^ cessò la forte fantasia K A'. 03. 99.
dico, parlando a indiffinita persona F. A^. «3. 313.
parvcmì che Amore mi parlasse nel core K A^. 34. aj,
Dico . . . di lui . . . anche che parlava K A'. 85. 18. *
cotal modo di parlare fosse . . . trovato K. A'. a$. 50.
sìa conceduta maggior licenza di parlare K iV. 35. 53.
che a loro sia maggior licenza largita di parlare y. N. 35. 57.
che li poeti hajiao parlato alle cose inanimate ... e fattole parlare
insieme K .V. 35. 61, 63.
cioè che detto hanno . . . che parlano^ e detto che molti accidenti
parlano K. AT. 35. 66, 67.
Che li poeti abbiano c<a\ parlato . . . appare per . . .... K A*. 35. 73.
il quale dice che Giuno . . . parlò ad Eolo K A*. 35. 75.
Per questo medesimo poeta /wr/d la cosa I-'. .V. 35. 8t.
Per Lucano /dWd la cosa animata alla K. A^. 35. 85.
Per Orazio parla V uomo alla sua scienza V. N. 35. 88.
Per Ovidio ^r/a Amore, come se fosse . * . K A^. 35, 94.
che né lì poeti parlavano cosi senza ragione, né qae* che rimano
deono peirlare cosi K A^. 35. 103, 104.
parvemi difetlivamenle aver /ar/o/o K. AC 3d. 7.
453
PARLARE
parlare. K 1 portar nostro che non ha viJore »...
Quìvif dov' ella fiar/a, si dìchlna
Canzone, e' par cbr tu f>arfi contraro
Madonna ... Io partirò dì voi in ciascun tato . . ,
m* han chiuM la via Dell* usato parian
E dopo 'I falso /(ir/d non intero
lo vo^r/«iKdb dell' amica vostra
Per che parlar con voi si vuole aperto Can», r. 59.
Ma se mi dai parlar quanto tomento, Fa Caitt. xt. 1 1
Co^ nel mio parlar voglio esser aspro Gma. xu. t,
. C Uì. Catta, iì. 17 ; 4. tip.
C. iU. Cawa. li. 41 : 14. 105.
C Uì. Omhm, ii. 73 ; 9. ai.
. . . . C Ui. dia. ii. 90.
. . . . C. iv. Cana. iii. 8.
. . . . C. iv. Canm. ili. 43.
C iv. CaM9. iii. 146; 30. 59.
parlare, nella Uraa parlo mXX^ canxone pietosamente V. N. ^. i^.
Pou^ia . . . parlo a questa mia canzone K AT. 33. 38.
vede bene che diverse persone parlano K ^. 34. 13,
dico che tutti i mìei sospiri uscivan parlando K A^ 35. 33.
un sonetto, nel quale io parlassi a lei K. A^. 36. 95.
mi venne . . . volontade di dire parole, parlando a lei V. N. 37. 13.
nella priwa parlo agli occhi miei siccome parlai^ lo mio core in me
medesimo K. A'. 38. af '.
manifestando chi è che cosi parla K JV. 38. 30.
perocché . . . vinceano coloro che per lei parlavaMO, mi parve che si
convenisse di pariart a lei K /V, 39. 37. fl6,
non credo che . . . udissero parlar* di questa donna K VV. 41. 14.
proposi dì dire come se io avessi parlalo loro K A^. 41. 39.
che aon donne coloro a cui io /^r/o K A^. 49. 39»
io in quella dinaniì all' entrata di mia giovcntutc parlai . . . . C i. 1. ia6.
pariart alcuno di »* . . . pare non lìcito • • , pmrlart . . . troppo a
fondo, pare non ragionevole . . . C i. a. 9, 10,
Non ai concede . . . alcuno di sé medesimo senza . . . cantone partarr C. i. s. 17.
parlar* non si può d' alcuno, che il parlatore non lodi o non biasimi
quelli, di cui egli parla *, . . . . . . C, t, a. 18, ao.
è da lasciare di /ar/anr sé biasimando • • . C i. a. 43.
parlando di sé con loda o col . . . dice C L a. 68.
per rispetto alla cosa dì che parìa C i. a. 70.
per . . . cagioni lo parlar* di sé è conceduto C I. a. 88.
mosse Bocsio di %t medesimo a partan ..••...... C. 1. a. 97.
moase Agostino ... a parlar* di «è C i. a. 105.
per lo presente di me /^Wanr • C t. a. lai.
a coal parlar*, e a cosi intendere C. i. a. xa9.
contro a coscienza ^dr/d . . , non parla contn a esM C i. 3. 59, 6e.
Di questo sì pinzerà altrove C i. 5. 66.
come ... fa mestiere Volgarmente parlar* . . C i. 6w 8.
che quando parlano^ elle aleno intese C i. 7. 73.
largo parlando dico fT. I. 7. 88.
questi fsnno vile lo /aWlar* Italico. . • Ci. il. 99,
si concede . . . che uomo^Wi dì sé C L la. 84.
delli miri generanti, che con esso parlavano . C i. 13. 33.
suole r nomo parlar* all' opera medesima C. li. a. 71.
Poi dtrò di loro, a cui io parlo C. ii. 3. 8.
U dove d' Astrologia gli conviene parlar* . • • « C ii. 3. 35.
della quale /aW(> il Salmista ••«*-•*•* f. ». 4. 41.
netlì quali per molte maniere dì parlar* . . . INo avca \€>r parlato . C. il. 6. 6, 7.
sono quelli, alli quali s* intende di parimn C. ii. 6. 161.
io . . . deggio loro parlare « C ii. 7. «5.
cha 'I mio parlmr* a loro dee csMre C iì. 7. 47.
)./
PARLARE. ^^^^^^^^^^^^^^ 454
parlare. Donne gemili^ ii cui io ho pttrlato Gi/u. xiiì. 73.
Io ho patiate a voi, giovani donne Ca»ts. xiii 85.
Eì pariiut con vocaboli eccellenti Cans. xìx. 4^.
Che '1 . , . signore . . . Appena dì parlar di lor s* aita Cans. xx. 8.
Secondo il lor parlar, fìiron dilette Cans. xx. 14,
ascolto nel parlar divino Consolarsi e dolersi Con», xx. 73.
SI . . . Che paria e sente come fosse donna . . . . f . . . Sest. i. 6.
Foco mettesti . . . Col tuo pariar eh' ancìde Bali, iì. 7.
Udite la ballata mia . . . Q\\z paria d* una Donna &«//. x. 3.
Tutti li mici pensicr /ffWBit d* Amore V, Ti. 13. 36 \Son. vi. «;.
parlare, a' pie del Sirt di costoro a cui io p«^Q C ii. 8. 39.
r opera di costoro a cui io ^Wo ....... 4 .... C. ìi. 9. 16.
queste Inlclligfcpxe (a cui io p€uio) C. ii. 9. 04.
sarà bello terminare lo parian di . . . Beatrice C. ii. 9. 53.
della quale più ^rAm ... non intendo C ii 9. 54.
ciascuno poeta, che . . . Yxnnrxo parlalo C ii. 9. 69.
la cagione del suo lamentevole parlari C ii. io. 7.
manifesto V anima mia . . . con tristìzia ^r/«rr C iì. io. 17.
che ... lo mio pensiero . . . paria contro agli occhi C ii. 10. 07,
manifesta 1' anima nel suo parlare C ii. lo^ 75,
quella parte, nella quale parla Y anima O iì. 11. 9.
della parte, nella t\\xa\c parla lo pensiero nuo\'o C ii. II. 5.
Virgilio, d' Enea parlando . . . pietoso \\ chiama C ìi zi. 38.
dico, ^r/aM(/o a quelle Intelligenze celestiali C ii. li. 94.
mi rivolgo . . . alla Canzone ... e a quella paAo C. iì. la. 6.
le . . . per«Mie che in essa s' inducono m.parlart C ii. sa. sa
suole lo rettorico indirettamente ^WaiT altrui C ii. la. 40.
Prima; perocché _/^/i<io*a ^oWi . . . e poi ; perocché /orU parti . . C. ii. ift. 49, 50.
apersi la bocca nel parlarr della . . . Canzone C. iì. 13. 56.
della donna . . . non era degna rima di Volgare . . . parlart . . . C ii. 13. 60.
quando dinanzi al viso ... lo Rettorico ^r/n C. iì. 14. lao.
quando , . . per la parte remota si parla per lo Rettorico . . . C. ii. 14. laa.
corpora di stelle ... di cui io parlo . . . C. ii. 15. aa.
questa Scienza, di cui io ^rVo . . . C.ii. 15. 174.
questi movitori a cui io parlo C. iì. t6. 3.
è da sapere che qui parla V una delle parti, e là parla V altra , . C. ii. 16. 73 '^itisX
di questo vocabolo . . . più pienamente si parierà C. ii. 16. 95.
volontà mi giunse di /ar/onr d* amore C ììi. i. B3.
che d' Amor parlando, più bello . . . sermone non era C iii. i. 09.
il primo verso, nel quale proemialmente si parla C iti. i. loa.
della quale parla il Filosofo ncll' ottavo dell' Etica C i>ì. 3. 89.
quando dico : Lo suo parlar, ec. £ ... li miei pensieri (che sono
parlar d" A mor€\ suonan , C iii. 3. 118. 119
è da biasimare ... la ajrttsza del nostro parlarr C. iii. 4. 38.
in quanto la colpa si dà . . . riparlare C. iii. 4. 47.
più ampi sono lì termini dell' ingegno a pensare che » parlarr, e
più ampi sparlare «he ad accennare C. iii. 4, no, ni.
se '1 pensiero nostro . . . é vincente del parlare C. iii. 4. 115.
basta alla gente, a cui parlo . . . sapere C. iii. 5. 6a.
cioè nel /Vir^T e negli atti C ii>. 7- 9^-
che sotamenlc 1* Uomo intra gli animali paria C. iii. 7. zoa.
se alcuno x-olcsse dire . . . che alcuno uccello ^orb*. . . rispondo, che
non è vero che parlino C ììi. 7. 106, 110,
la immagine della ragione, cioi gli atti e *\ parlart ...... C. ni. 7. 133.
PARTE
O disnonta te 1 specchio dì parit
Cumg. xviìi. ufi.
come . . . ui vide in partty cne il ucere e oeuo can^. xx. stf.
Buttn le parti nude Cani. xx. 93.
K &i, che r Acqua è donna In quella parti Stst. iì. 30.
^■rt& li ra^gi ... in essa non si terminano in parft C. il. 14. Sa.
■ delle veni* otto fiartt V una del diametro C ii. 14. 96,
B quando della lettera per la^r^ remota si parla C ii. 14. lai.
I non 6 dalla som parte C ii. 14. agt.
passando per altre parti non convcnienli . . . arse U luogo . . . . C ÌL 1 5. 50.
era lume di sole hperco&so in quella parte C ìi. 15. 58.
sotto le stelle dì quella ;>(irY# C. il. [5.66.
nultitudme di stelle fìsse in quella ^r/# C ii. 15. 70.
che il cielo in quella ^r/<- é pili spesso C. ii. 15.74.
poco più che la sesta parte è volto C ii. 15. 1 15.
ricevono ... la virtii di tutte le loro parti C ìì. 15. 136.
la terza parte del cielo sarebbe . . . non veduta C ii. 15. 140.
intendere . . . infìno a quella ^r<r dove dice . C iì. 16. 18.
qui parla 1' una delle parti C ii. 16. 79.
Questa Canzone principalmente ha tre ^r/f' C iii. i. loi.
La irraa parte è *I quinto e ultimo verso C. iii. i. 107.
di queste tre ^r/t' per ordine ^ da ragionare C Ìli. 1. ut.
tfaccDdomi dunque dalla prima parie . . . dico che dividere in tre
parti si conviene C iii. a. a, 3.
comixxria questa seconda /or// . C iii. a. 8; tv. 3. aS ; 10. 34 ; 16. 33 ; 19. 13 ; a3. 15.
ÌM questa nobilissima parte dell' Anima sono C, iii. a. 133.
per Mrmte s^ intende questa . . . nobilissima parte dell' Anima . , C. ili. a. 137.
ehe della /dr^ perfettissima paiono difettivi C iii. a. 150.
che ^ quel fìne, e preziosissima parte dell* Anima C. iii. a. 156.
dalla parte della sua generazione ricevere virtù C iii. 3. 19.
la qnale a ciascuna parte pone mano al , . . intento C iii. 4. aS.
■Tvegnachi le cose siano parie dell* uomo medesimo C iii. 4. 61.
•e ... mi trasportava in parte dove C. ìH. 4. 103.
1? intenda la prima parte principale di C. iii. 4. 134.
ragionando per la prima par/e C. in. 5. a.
Della quale ... tre parti se ne vogliono fare C. iii. 5. 4,
Della prima /«r/r io commendo questa Donna C iii. 5. 6.
La prima ^ar// comincia C. iii. 5. ir.
queste /tfrft', secondo ordine, sono da ragionare C. iii. 5. 16.
totendo . . . qucita parte del mare e della terra . . . che . . . . C iii. 5. 34.
dicendo parte del mare e della terra C. iiì. 5. a7.
ILo Cerchio ... si é quella parte del cielo C, iii. 5. 77.
da qualunque /«r/r si tira la corda C. iii. 5. loa,
tio Cerchio . . . che sia in ciascuna sua parte C, iii. 5. 109.
U . . . Cerchio . . . sega in óuc parti opposite C. iii. 5. 133.
ti dilungano ugualmente dal ... da ogni parte C. iiì. 5. 139.
la quale non può in alcuna parie vedere C iii. 5. 177.
questa palla ... in ciascuna ^W^ di sé riceve C. iii. 5. aoi.
b sentenza delia parte alla quale a' intende C. Ìil. 6. 4.
ia questa ^rYr prima comincio . C. ili. 6. 3.
quanto è dalla /ar/r del mr^ C. iii. 6. lao.
■ quesU i tutta la sentenza UttrrmU della prima parie della seconda
paria principale C ìu. 6. 131, iga.
comincia questa parte seconda quando dico C iii. 7. 8.
awr^aché da unti parte sta da materia libera C iii. 7. 51.
PARLARE ^^^^^^^^F
Pftrlare. O dolci rime chcpariando andate Della Som, xL i,
E tu, Signore, udendo il mìo pariare S. P. xxxi. 37.
Perchè io so che '1 tuo parlar non mente , S. P.X, 15.
E diffamava con pariart vario S. /*. ci. 37.
E perchè guarda alJ' MxnWc partarv De* suoi , . . servi S. P. ci. 67.
la perfida durezza ... il mio portar non stima S. P. ó. 71.
parola. Ed ascoltando Xt parole vuie f*. .V. 33. 133 (Cane ii. 5V
E lai parolt pone , C. iv. Cmms. in. 88.
parlare. Aristotile . . . contra Simonidc ^ocXm. parianda C tv. 13. 71.
chi non parterà meco, dicendo C iv. 14. tao,
contro a costoro Aristotile )Wir/a nel primo C iv. 15. 146.
la bocca di coloro che partano inique cose C iv. 16. 4.
uomini, che di Nobiltà hanno . . . iniquamente /kir^/o C. iv. c6. 15.
riguardo avere alla . . . consuetudine di pariart , . C. iv. j6, 41.
le Virtù morali, di cui si paria C i». 17. 16.
Cristo r aflenna . . . parìando a Marta , C. iv. 17. 95.
questa buona cosa di che sì parla . C iv. 19. 4.
di che tanta gente erroneamente /wirja C. iv. ao. 6.
8* io parto si che pare forte a intendere C. iv. ai. 49L
quel stmi ... del quale al presente si paria C iv. ai. 79.
di Tullio . . . che parlando in perdona di Catone, dice C. iv. ai. 81.
delli . . . filosofi, che de' beneficii \\aLXn\o parlato C iv. aa. a.
cosi è questo di che ora si parta C iv. aa. ioa.
che nella nostra ragione ^aWd C iv. aa. 177.
eh' è questa Felicità di cui si ^r/a , , C. iv. aa. 303.
questo seme ... di c\i\ parlato è di sopra C iv. 33. 18.
questa Nobiltà, di cui sì ^r/d C. iv. 04. 79.
dare a intendere che egli parla all' AdoUscnde ... . . . C iv. 34. 167.
reg^gimenti, che sono dolce e cortesemente ^risrv C. iv. 35. 14.
di quella è alquanto con diligenza da pariart C iv. 35. 3X
poi lo pudico e nobile uomo mai non paria si, che C. iv. 35. 98.
che è /Vwc^rrua, della quale si ^ar/a C iv. a7. 81.
eziandio quelli, di cui udiì/aWanr C iv. a8. 48.
pCU'latore. maggior licenza . . . che agli altri )^r&i/0n volgari . . . V. N. 35. 58.
che il parialore non Iodi o non biasimi quelli ........Ci. a. 19.
se *1 parlatori è mal disposto Civ. a. 70.
Panna. Asdente, il calzolaio di Pamta^ sarebbe C iv. 16. 70.
pan^a. Sotto la quale rubrica io trovo scritte \^ parole K M l. 5.
e tremando disse queste parolt K. VV. a. 114.
e parlando . . . disse queste paroU K TV. a. 31.
e piangendo disse queste ^/v// V. N. %. 37.
che ... si potea dire quella /kiraJ!a del poeta Omero V. N.%. 51.
trapassando ... verrò a quelle ^no// K. W. a. 65,
la prima volta che le sue ^no/r si mossero per . . r^. iV. 3. X9.
e nelle sue paroU dtcea molte cose K W, 3. 33.
pareami che mi dicesse queste parolt » V, Pi, ^ 45.
r arte del dire parole per rima ^ iV. 3. 70.
ove s' udiano paroU della Regina della gloria ^> iVl 5, 3.
fu . . . cagione di certe paroU, che nel sonetto sono K. W. 7, 15.
intendo chiamare . . . per quelle parole dì Geremia V, N, *}. 40.
mi proposi di dire alquante parole della sua morte f -*. /V. 8. 13.
nell' ultima parte delle parole che io ne dissi K A^. 8. 16.
che Amore mi chiamasse, e dicessemi queste /«roZr K. JV. 9. a4.
di queste parole . . . ae alcuna cosa ne dicessi, dilla K Al 9. 31.
'4-^5 ^H^HI^^^F PARTE
re E disse : Io vegno di lontana /krr/f K A^. 9. 53 {Son, v. io).
AHora presi di lui si g^Tan pati€ K A', 9. 56 {So», v. 13^.
Guardando in quella /ar//, end' ci venta K. iV. 24. 57 {Son, x'ìv. 8).
non poterò Dir di lui in parte eh* assembrasse il vero Sott. xxzviii. 3.
pi^s.lte. Viene alcuno dall' una fratte della campagna, e vuole andare a una
magione eh* è dall' &]irh parie ,.,,,,,,,,, C iv. 7. 63, 65,
■■ alla parte dove dee non va C iv. 7. 76.
H te cose si dcono denominare dalla più nobile ^ort^ C. iv. 7. 117.
w in alcuna ptirte di tutto questo libro ... mi mostrassi . . . . C iv. 8. 33.
che la scntenj!» ... sia in quesiti parte autentica C Iv. 9. 1G3.
verrò a quella parie ragionare della Canzone C. iv. 10. 3.
In quelli partt riprovare non s* intende C iv. io. 11.
però riprovando sì fanno due ^r/i' C iv. 20. 19.
La seconda /of^/ comincia : Ni C iv. xo. aa.
è riprovata ... in quella parie che le divizie tocca C iv. io. 9$.
la prima /VuY/ in due si divide C. iv. io. 99.
non comprendono ogni formalitih . . . ma molto piccola ywir/^ . . C. iv. io. 53.
che messere lo imperadorc in questa parie non errò pur nelle parti
della definizione C tv. io. 56, 57.
TO) rìcchczzei vilissima/dr// delle cose C iv. 11. 30.
quella che \-a nell' aìtn parte C iv. la. 186.
che *1 cento si è parie del mille e ha ordine ad esso, come parte d*
una linea a tutta la linea ' . . , C iv. 13. 39, 33.
n^ perfezione di moto in ywtr/r alcuna C iv. 13. 37.
Uà conoscere ... e conoscere . . . non é parti V uno dell' altro . C. iv. 13. 40.
non solamente dalla /^rrr dell* uomo desiderante C. iv. 13. 78.
deesi fine attendere dalla /<ir/r dello scibile ........ C iv. 13. 80.
i Latini e dalla partt di Po e dalla parte di Tevere . . . , . C iv. 13. 129, 130.
siccome il testo pone ìn fine di questa ^r/r C iv. 13. 159.
quanto è ìn quella parte che alle riccheaxe . . . ** in quella parte che
tempo diceva essere C. iv. 14. a, 3.
questa riprovazione si fa in quest.i parte C. iv. 14, 6.
dico Jnttlìetio per la nobile parte dell' anima C iv. 15. 109.
Questa seconda />dr/tf adunque . . . intende C iv. 16. 19.
partesì questa parti in due . C. iv. i6. aa.
cumincia questa parie seconda : Z,' anima .,,.,.... C iv. t6. a6.
La prima /ar/r ha due /^r/i ancora C iv. 16. 98 (^s>.
nd trattato ócììa parte che sporrc s' intende C iv. 16 99.
io quella /arfr dove aperse la bocca U . . . sentenza C iv. 17. 93.
Maria ottima parte ha eletta C iv. 17. ioa
tnfino a quella /wirf^ che comincia C iv. iB. 5.
In questa >^ri« adunque si procede C iv. 18. 7.
cori termina . . . questa presente parte C iv. 18. 70.
Poiché nella precedente /Off/ sono pcrtrattate C. ìv. 19. 1.
procedere si conviene alla sepicntc parte ... E questa si vuole in
due parti riduccrc . , . , C iv. 19. 5, 7.
Ad evidenza della prima ^ir/r . . . . . C. iv. 19. 15.
La qual cosa ora in questa parte prova C ìv. 19. 19.
quanto è dalla /arff di molti suoi frutti C iv. 19. 54.
che la KoUltà si stenda in parte dove . . . C Ìv. 19. 73.
se non ripercossa da Altra parte da quella illuminata C Ìv. 90. 79.
lo cui corpo t d* ogni partt disposto perfettamente C. tv, 90. 89.
per ciascuna delle sue )>aryi ...•••.. C Ìv. 99. 8.
perocché in questa parte occorre a me C tv. 99. 10.
II h
PARTE ^^^^P 4G6
parte. Di quella pùrtt dove Amore alberga . . . rìede Som. xliv. 13.
Che in o^i/kar// va chiari e lucente San. xlv. 6b
Senza confession da nostra parU , P. F, 105.
partlcoUi. Che tal detto rivolse, E )' ultima parHcota ne tolse . • . C iv. Gwta. in. 07.
parte. cono«rcndo in so Awer&e partì . . • . • C. iv. aa. 73.
concìossiaco«ich^ più nohWt parit dell* uomo sìa V animo . . . . C iv. aa. 75.
«mando di sé la miglior ^rf^ più C iv. aa. 79.
quello che spetta allagar// razionale C iv. aa. 95.
il quale ... è uso della nostra nobilissima ^rt« C iv. aa. 137.
E questa partt ... lo suo uso avere non può , , C Iv. aa. 140.
Poiché . . . quella per le sy^c parti . . . é dichiarata C. ìv. 93. 3.
da procedere pare alla parte del testo che C'vr. 23. 6.
Intorno dalla prìma ^riSr é da sapere . •..•...... C iv. «3. 17.
con quella pari* della nostra anima , . . ritoma C iv. 93. 98.
partesi questa parti in quattro ... e comincia la seconda parie : In
GùwaMeaza « . . C iv. 93. 36, 4 1 .
questa é la sentenza di qucsu parti C ìv. 93. 45.
non per cerchio ... ma per parie di quello ... si scopra . . . . C ìv. 33. 54.
pare essere appropriata . . . una parte della C iv. 93. 117.
in quattro yfta'ti' si divide C tv. 23. 117.
E queste parti si fanno . . . nell' anno , . . C. iv. 93. 1*7.
lasciando la Srs/n nel mezzo di queste j^ar/i ........ C Ìv. 93. 133.
scn've . . . intomo alle parti del giorno C iv. 33. 139.
li suoi C^^En appressa quivi d' ogni parie C. Ìv. 33. I48L
r UgiHo della prima parte del di ... si dice ... e quello della terza
parte e della quarta C ìv. 03. 150^ 150.
prima che suoni per quella parte . . , poi che per quella parte è
suonato , C ìv. «3. 154, 155.
non puote ... la razionai parie dìscemcre C. iv. 34. 18.
quello che questa ^n^ . . . intende dì mostrare C iv. 04. 81.
Egidio . . . nella prima parte tUUo Reggimento C ìv, 94. 98.
la maggior ^r/tf dell' amistadi sì paiono seminare C iv. 35. 9.
dice questo . . . poeta in quella medesima ^rf/ C. iv. 35. 109,
conviene gran parte delle sue operazioni operare , C iv. 35. i»9.
che T corpo è bene per le sue ^r/i' ordinato e ....... C, iv. 35. 131.
allora è /w/Zo per lutto e per le /^rA C iv. 35. 134.
sopra la prima particola dì questa ^rf« C. iv. 361 a.
da procedere é alla seconda ^rfr C iv. a6. 5.
mostra Virgilio . . . nella parte dell' Eneida ... la quale parte com-
prende il quarto e '1 . . . libro C. iv. a6. 61^ 6a.
da intendere pare alla terzi parte che comincia C. iv. 37. 6.
a ciascuna parte della nostra età è data stagione a C iv. 07. ai.
sapere, che ogni tutto sì fa delle sucparfiy ed è alcuno tutto che ha
. . . colle sue parti C. iv. «9. 90, 93.
una essenza di tutto e dì ciascuna parte sua : e ciò che si dice nella
parte ... si dice essere in tutto ... C ìv. 99. 93, 94.
che non ha essenza comune colle parti C iv. 39. 97.
si dicono essere le qualità delle ^rA*. C. iv. 39. ioa.
questa Canzone ha tre parti principali C. Ìv. 30. 3.
della tcrzA parte principale ... é da ragionare C. iv. 30.
questo intendo ... fare in questa /on** C. tv. 30. 93.
Questo CoM/m^/i'*m3«/i'é tutt' una ^r/# , C, iv. 30. 35.
filoso6a non volge lo sguardo suo ... ad altra parte C Ìv. 30. 63.
paitecipailte. alcuno patien'pante quella essenza C. ìit. ti. 66.
467
PARTIRE
partirei Ed altre donne . . . Feccr lei partir via K M «3. 1 36 (Gim. IL 9).
Poi mi partia, consumato ogni duolo K. VV. 93. 307 {Cmns, ii. 80).
ParfisM della siu [bella persona ... 1* anima] . . y. JV. 33. 31, 69 {Càns. iiì. 39).
Che dalle genti ver^gna mì parfg K A"*. 33. 93 {Cans, iiì. 53).
/^artmtdo si dalla nostra veduta, Divenne K W. 34. 47 {Cans. iv. ai),
che bel disdegno Sarebbe . . . Partir da sé beltà Canm* x. ai.
E se pur viene quando eli* è partita Cans, x. 114.
Stato é con lei, mentre eh* ella é partita Cohm, xL 51.
E partir le conviene innamorata Camm, xiii. aS.
Sopra colei, che piange il %uo partin Cans. xiii. jo.
Tu rompi e parti tajita buona fede Can», xvii. 4 r.
Tutte le volte ... Ch* io da lei ^rto Sri/, iv. 39.
partecipare, parti-, non che la natura divina sia . . . tna da quelle
parteapafd, per lo modo quasi^che la nature del sole é partecipata
neir altre stelle C iìi, a. 43, 44
1* Anima umana . . . partecipa della divina nature C. iìi. a. 116.
questi rotali meno partecipano del nome dì Fitoaofò . • . . • « C. tìi. li. Ila.
In quanto dalla umana intelligenza è ^rA'fij^M ...,,.. C. iìi. 13, 87.
partes. cui simili modo st habcnt àrcut^fntntiat part$s K AT, la. 33.
particella. E intra qursU dut partì ha una pmrHatta . ^ . *• . . . K AT. ai. 39.
partici pare. V. partecipare.
particoia. questo dico in quella arguente /ar/Kc/a , . . . . , C iti. 4. 14,
in questa lena particoia . . . parlare intendo . . , • . . . , C, ÌU. B. ai.
poiché ò aperta la sentenza di quella particoia C ìii. 6. 39.
mi conviene in tre /WirffcoJk divìdere , C. Ìii. 9. a^.
cbe . . . levò via 1' ultima particoia C Ìv. 3. 46.
r opinione dello . . . nell* una particola . . . toccò delU C Iv. 10. 9.
L' altra /arfiido/a ... a* intende riprovare . C. iv. lo. la.
siccome dice il testo nella prima /tir/iro/a C ìv. «4. 119.
sopre la prima particoia di questa parte • C* iv. a6t r.
Veduto e ragionato è . . . sopre quella particola C ir. 37. a.
Appreaao della regionrta/arrtaa/a é da procedere C iv. aò. a.
partiocìlare, -alare, la natura pmrticotart è obbediente all' imiver-
tale C i. 7. 54'
e per conscguente la partieoiart ««Clv. 9.39.
Natura universale, che ordina la particuiarw alla, C ìv. a6, 19.
particolannente. per qualunque modo . . . o . . . Q parHaimrmmtw « C iv. 13. 84.
particulare. V. particolare.
partlCuletfaL ciò si prova io dne^rfltfwJ<rMr del testo C. iv. 11. 4.
partire. E perocché . . . pare . . . mì partirò da esse
che come incbbrìato mi partii dalle genti . ,
che, parttndotm da questo luogo . . . sentii
La donna . . . convenne che si partisse della .
Appreaao D partire di questa gentildonna, fu ,
per la quale mì convenne partin della . . . dttadc
cIk pmrtitùmi dalle genti . . . andai ....
E partitomi da lui, mi ritornai
il quale poco sì parità da me .*..*.
Ond' io . . . quasi vergognoso mi parta da loro
condoaaiachè cotale partin sia doloroso , .
di quelle donne che da lei si partiano . . .
la tua mirabile donna é partila di questo secolo
onde facendo lei partin da me
che . . . r anima sua . . ai parti nella prima ora
H h 3
y, N, ». 6».
y. N. 3. 91.
K .V. 5. IO.
y. N. 7. 3.
r N, 8. 1.
K AT. 9. 3.
K AT. la. 3.
y. N, 14. 64.
K M 15, 3.
K AT. r8. 57.
K 7^. aa. 8.
y. N. aa. 37.
y. N. 03. 44.
K AT. aa. 94.
V. JV. 30. a.
PARTIRE ^^^^^^^^^^^ 4^
partire. Dal secolo hai partita cortesia, E K JV. 8. 57 {Som, ir. (3).
Che fa da* polsi I* utinift ^rfi'pv K JV. 16. 37 (S»». ix. liV
Per che ciascun dolente sen parità K iV, 35. 5» {Som, rrìii. 8V
£ quei che dal ctel quarto non st paHt Sott. xx^'iii. 7.
mi credea . . . esser partito Da queste \'05tre rime Son. xxxir. 1.
Partitavi da roe, spìriti rei . . S. /*. vi. 37
K 'I peccar nostro, che da Dio ri part£ P. F. lOI.
Perchè questo da Dìo ci parte e toglie . . . • , P. F. i8a.
Segue il mal fare, e/ary«sf dal bene P. /l 190.
partire, ella si partì nel nono mese dell* anno V. N, 30. 4.
ella si parfi in quello anno ... in cui K W. 30, 7.
Poiché la . . . donna fu partita da questo secolo V. N. 31. a.
Onde /><iPti'/i' costorOf rìtomaimì alla mia opera K V^T. 35. 14.
però ... mi partii dinanzi dagli occhi dì , . . V. N. 36. ao.
cioè Io nome ... e come sì partio da noi y, N, 40. 33.
mandato a partir* una zuffa, e prima che partisst quella . . . . C. i. 3. 4, 5.
coloro che partirò di questa vita C L 5. 62-
rngìonc che partin faccia T uomo da quello C i. 20. 6.
quella che />aWi'rr ne faccia da quello C i. 10. 18.
commendano . . . partendosi in ciò dalla verità ....... C i. io. 79.
vcggendo il cerchio %no partire dal diritto cerchio C. ii. 3. 38.
e paritU per Ire Gwrardtit C. iì. 6. 39.
come da Luì si partt C. ìi. 6. 83, 87.
chi dalU ragione si ^r/r C. ii. 8. 34.
cioè dall' anima partita d* està vita • C. ii. 9. 38.
che perpetuai mente dura, che è partita . C ri. 9. 4^
La quale parte ... in due si vuole partire C. ii. ix. 9.
quando parilo le parli ... di questa Canzone C ii. IX 3.
che la bontà e la betUoMa . . . sono intra \oro partite C ii. la. 33..
che *1 Filosofo . . . partendo le potenze di quella, dice C iiL a. 84.
quella eh* è fondamento puotc per sé essere partita \ ma 1' altra . . .
non può da quella essere /ar/i/a C ìii. a. 95, 97.
siccome sono le Sostanze /ar/i'/r da materia C. in. 4. 93.
t partisi per due archi da esso C iìi. 5. 135.
poi il vede^rA'nr da sé . . . novantuno di e C iii. 5. 179.
anche sì jfttw// e va ver /.MnVi novantuno di e C. iii. 5. 183.
partendomi ésL questa digressione . . . ritorno C. iiì. io. i.
procurare da esse di partire C iv. i. 39.
a ciò . . . intende ... a partire, dico, la malizia dalle cose . . . C. iv. i. 3a.
li quali . . . fare . . . partire da coloro che . . . eran da me odiati . C iv. i. 40.
il quale . . . parto da loro e danno ..•.••.•... C iv. x. 46.
conviensì quella partire prima in due parti C. iv. 3. 4.
perchè dal parlare usato mi parto C iv. a. la.
partire si conviene per le sue parti principali . C. iv. 3. 3.
che ... da Dio era partita C. iv. 5. 19,
quegli che dalla vìa ... sì parte C iv. 7. 109.
Dunque ... e cosi da quello uso partire è partire da essere . . C iv. 7. xai, laa.
non si parte dall' uso della ragione chi ... ? C iv. 7. 133, 135.
Certo sì parte C. iv. 7. 107.
per la quale V uomo dalla bestia sì parte C. iv. io. 4fl.
e /tury/n questa parte in due C iv. 16. ax
£ partesi quesu parte in quattro C ìv. 33. 36.
che la umana vita sì parte per quattro ctadì ........ C Ìv. 24. 3.
quando . . . egli sì parti, per seguire C. iv. a6. 68.
469 PASSARE
partita. Ch' anzi U sua partilm V ascolta . . . fl suo fattore .... Cans, xiiì. 33.
parto. Quel, che produsse la Vergine it\ parto P. F. isi6.
partorire. E da mia madre ^r/on'/o fui Essendo S. P. 1. 17,
parturire. Che r orizzonte ... Ci pnrfunyrt il geminato cielo . . . CflJta. xv. 3.
parvente. A ciò che mi rìscrìvan sno parvente f''. W. 3. 79 (.Soh. ì. 3).
parvenza. Perchè vostra /«irtvHja Ver me non sia lontana .... Ball. iv. j6.
parvolo. La mia persona /^rutWIa sostenne Una pflssìon Ca»M. x'm. 60.
paaceffe che mi torrci dormir su pietra ... e s^r pase/ndo V erba . . S*st. i. 35.
d' csto core . . . Lei paventosa umilmente pascfa . . . . K /V. 3. 89 {Som. i. 13).
paanre. Che . . . passan si che 'I cor ciascun ritrova . . . ^. A^. 19. 73 ;CaJu. i. 54%
Che luce . . . Pmsò U cieli con canta virtnte K iV. 3». 69 {Cttts. lit aa).
E benedice ti tempi ^amA C iv. dna. iti. 139.
Col numero, eh' ognora passar bada ........... Cam. x. 73.
Con cs&c passrrei vespro e le squille Cwu. xìi, 69.
siccome quelli Che g:ià vi son ^a&s«/i Cana. xiv. a>.
Che senza lei non può passart un* ora CoMa. xiv. 7o<
Levasi . . . Un vento ... £ passa il mare Cam*, xv. 17,
P9»9tUo hanno lor termine le fronde CanM, xv. 40.
partire. Enea . . . quando . . . partUH dalle fatìcbe C Iv. a6. 96.
a quello porto, ond* cUa sì partìo C iv. 98, 9.
cosi la nostra Anima ... sì parU dal corpo C. iv. aB. 30,
Marzia . . . partissi da Catone , . . per che significa che sì parti la
Giotfrmtutt C iv. a8. 109, 1 ti.
e vuole partirt d* està vita sposa di Dio C. iv. a8. 154,
che innanzi \o\cte partimi d* està vita sotto C. iv. 96. 158.
acciocché più celebre e ... da lui si patta C. iv. 30, aou
partita, se della sua parhia io non parlassi . . . dolorosamente . . . y, N. 1. 9.
trattare alquanto della sua partita da noi K iV. 09. 13.
nella sua parlila . . . pare che avesse mollo luogo ...... K A^. 09. 33,
prima dirò come ebbe luogo nella nua partita ........ V» N. 39. 36.
dico come altri piange della sua partila K. /V. 3;}. 30.
partitore, quando dice che esso fu partiton a nuovo popolo . . . . C iv. 37. 169.
parto. Ora . . . eh' io sono per II parti vota C. iv. ad. 135.
partorire. La fama buona ... da quella è prima /viWon'te . . . . C I. 3. 51.
Quella mente che prima la ^rfonja C. L 3. 54.
parvente, la luce, la quale ogni colore . . . &rà/Varvnritr C L I. ilo.
parvificare. perchè magnificare e parvi/icarv . , . hanno riapctto . . C 1. 11. 131.
parvolo. Onde vcdcmo lì parvoii desiderare . ■ . on pomo . . . . C iv. la. t6i.
C/, pargolo.
pascere, oh . . . bestiuole che a guisa d* nomini paaceU C iv. 5. 74.
Poiché furono pax*ati tanti di K M 3. i*
e pauaaJa per una vìa, volse gli occhi K. iV, 3, S.
/WiiMwrffì per alcuna parte mi negò K TV. jo. 13.
la quale . . . pttmavm e nedundav'a la mia capacitadc K. W. 1 1. 98.
laalo più gravi e dolorosi punti gli conviene ^asaanr K ^V. rs. 15.
però non mi rìtraggooo le /aaaair psasJofri da K M 15. ai.
materia nuova e più nobile che la postata ......... K W. 17. 8.
Cd io pasaamdo preaao di loro ... fui chiamato K. iV. 18. B.
pmÈmnéo per un cammino . . . giunse a me V. N. t^, x.
Appreaso ciò non molti di pacati V, N. am. ^
£ però . . . donne anche p^umrQ priaaii di me C. jV. aa. 4r.
Appreno costoro pasamrtmo altre K ^. 33. 45.
cea) /eiiaMAr queste donne, udii K iV. aa. 51.
oan i molto numero d* anni paualo^ che K iV. 35. 30.
PASSARE ^^^^ 47^
ch6 ... La morte de* passar» o^i altro dolce Cana, xt. 6$.
la saetta . . . Che per pnssan il core — messa v* hai Cmnc xviì. 51.
Maggior tempesta • . . Che le pasaatt tue pìeae di Cuhm. xviìL 58.
Poiché passa ed avanza Natura e costumanza Bali. iv. 04.
O voi, che perla via d* Amor ^a&sa^« K. W. 7. xB (Sem. ii. iV
Ov* ella passa [, ogni uom ver lei si gira] V. N. ai 11 {Som. xi. 3^, 4&
Che non piangete, quando voi passai* ... la V. N. 41. 59 (Som. xxiv. $\
Oltre la . , . Passa il sospiro cb' esce del mìo core . , . K M 40. 48 {Som. xxv. •),
Qucst' Ognissanti prossimo passato . . . . • Sem. zxix. a.
Ben gli de* M cor passar^ se non s^ arretra . Som. zxxL 6.
Per . . . Fassa una Donna baldanzosamente Som, xliv. 3.
passato, N. £ quei, che nel passa/o mi lodava S. P- à. aB.
E quel che tu hai (atto nel passato S. P, cxliì. Sf.
passero. Ho fatto come il ^os^rr solitario S. f . ci, 03.
passione. La mia persona . . . sostenne VnApasston nuova .... Cama. xìij. 6x.
Anzi è una ^-ssibn/ in disianza . ..., Som. xxxviii. ix.
passare, quando passava per via, le porrsene correano K A*. a6h 4.
Dicevano molti, poiché /as5a/a era y. iV, 9^ 15.
nella quale mi ricordava del passato tempo K. iV. 36. 3.
secondo I* ordine del tempo passato V.N. 40. to.
avvenne . . . che alquanti peregrini passavano per una via . . . K. A. 41. 7.
parrebbero turbati, /v>£5api^o per lo mezzo della K. W. 41. ai.
Onde, /^(Msa/i' costoro dalla mia veduta, proposi K AT. 41. S7.
puossi passan con questa divisione V, N. 49. 44.
la quale passare non si può senza , C. La, So.
ma passa quelli. E quando . . . li /ossa . . . quando inganno . . .
li fa passare C i. 3. 57, 58, 60^
li quali passano a vedere quello ............ C. i.4. 04.
qui avrebbe passato il loro comandamento . C i. 7. 87.
se ... al passar* d' una strada salta C L xi. 63.
raggio che^ossci per le pupille del vipistrello C ÌL 5. 127.
certo sono, ad altra vita migliore . . . passan ........ C. iì. 9. 134.
per la passata sposizione .••..• C. ii. 13. 79.
etPMssando per altre parti . . . arse il luogo, per lo quale passò . . Cu. 15. 49, 51.
sicché ^assnr più oltre non può C. ÌÌì. 9. 77.
per ogni lato mi passava lo raggio loro , .... C ili. io. 38.
quel punto non passa se non per errore C. iii. 25. 96.
che non passassero li suoi confini C ili. 15. 173.
Cesare . . . venne, per passar* il mare Adriano C iv. 13. lax.
Ponesti termine, il quale /ajsarv non si può C. iv. 93. 80.
btHédiu ... in questa età // ttmpi passati C. iv. a6. 83.
se io non fossi per cotale cammino passato C iv. a8. 93.
passkmato. veggcndo siccome... quella... /«ssfbNd/d... essere conviene Ci. i. 117.
questi . . . passionati mal giudicano C i. 4. 54.
passionata di tanta misericordia sì dimostrava C ii. 2. x6.
della quale parca 1* anima ^ojui'oMa/a C it. 11. 33.
di nulla di queste puotc V Anima essere passionata C ìiì. 8. 88.
il principio delle quali è per natura ed passionato C. iiL 8. X76.
dell' anima, che di troppo disio era passionata ....... C iii. to. 10.
Onde ... 1' anima piii passionata più si unisce . • C iii. 10. imx
passione, soprastare alle passioni ed atti dì tanta gìoventudine . . . V. IV. q, 60.
perù non mi ritraggono le passate /4-s«fow da K A^. 15. si.
la infamia dì tanta /OASioiw avere seguita CLa. 1x7.
che non passton*, ma virtù si è sUta la . . . cagione C i. a, laa;
47^ ^^^Hif^^ PATRIA
le. £ per SUA Passwn lutti salvarne P. F. 99.
chJ con . . . Crede, ò salvato per sua passioH* P. F. 49.
Non son però tornato un fittsso arretro Cama xv. 63.
^^H Hacometto . . . Che ttcn Giugurta e Faraone al pasto ..... Ca$fA, xviit. 73.
^^P Quando il Sole ritoma al primo pasto S. P, ci, 39,
f pasto. Citta M /Wi.«to ver lui, tanto glien cale r«Ha.x. ita.
pater. La prima è V orazion del Pat^k mostro P. F. aio.
patria. O patria^ degna di trionfai fama Catu. xviil, 1.
passione, maculato da alcuna passione C ù 4. 69.
che sì chiama misericordia, ed è patsione. Ha pictade non è
pmsmom C ii. ir. 43, 44.
apparecchiata di rìceverc ... e altre . . . ptashni . . . . . . C ii. 11. 47.
conoscer si può la sua presente passion* C iii. 8. Sa.
concioesiacosachè sci passioni siano proprie dell* Anima umana . C. ìii. 8. 83.
intra le ^«saioiaconnaturBli e le consuetudinarie C ìii. 8. 170.
che . . . tanto più è forte però \m pastiotu , . C iti. 10. 15.
perocché 1' essenziali patmoni sono comuni a tutti C. iii. 1 1. 64.
r uno e r altro termine . . . delle passiom sì chiamano per lo voca-
bolo . . . della passiotu . . . siccome . . . * O Speranza . . .* (eh' è
pasMtmi) C. iii. 11. 156, 157, 161.
che le /aanoHi* della persona amata entrano C iv. i. 11.
e cosi 1* odio e *1 desiderio e ogni altra ^j5inMy ....... C ir. i. 14.
Io lei seguitando nell* opera, siccome nella passùmt . , , . . C iv. t. 36.
cioè ... di nulla /««svcw avene sentore C iv. 6. 90.
riluce in essa ... le laudabili potsiom C. iv. 19. 41.
la qual vergogna non t Virtù, ma certa pastton buoDA C iv. 19. 80.
t una coaa mista di Nobiltà e di pa.t.tioMé C iv. ao. i*].
che r uomo s' ausi ... a rìrncnarc le sue patdom C. iv. ai. taS.
Anche è necessaria ... la passiotu della ytrgogm» C. iv. 35. 33.
che per Vtr^ogna io intendo tre /«««i'omi necessarie C iv. 95. 33.
tutte queste cose (anno le ptuaiom sopraddette . C iv. 95. 45.
passivo, ha in %é principio di questa natura /omiini C. ii. 6. 156,
pnsso una ripa di mille />asj) C. i. ii> 61.
si va . . . lasciando le vesiigìe de' suol posai C W. 7. 69.
pastore, non ostante che il pattort . . . dinaniì sì parava . . . . . C Ì. 11. 68.
dì ricevere la rosa dal Romano Pattort C iv. 99. 93.
pastura, quelli che in bestiale postura veggiono . . . gire mangiando . T. i, i. 60.
fuggito dalla pattttm del volgo ..•..•••••... C i. i. 69.
paterno, mirare alle vestigie dcUi ^/rrm' piedi . C iv. 34. 156,
da quello che loco paUtmo tiene C iv. 94. i8a.
solo nella pattma faccia ... si tennero volti C. iv. 05. 86.
patire, che la farò loro e guatare e potifv C. i. i. tot.
che non paff alcuna interra iasione ovvero difetto . ...... r.iiL 11.146.
patria, chiunque é fuori delta 9ua patna K W. 41. 39.
Ipcrò che ... fu piu lontana dalla sua patnm . . K M 41. 49.
lo quale fuori della sua /o/ria vi sta f '. AT. 49. aa,
meno onorato nella sua patria . C ì. 4. Sa.
O consolaiione ..■ della /«/na perduta C iii. fi. t68.
le UuJUgenzc che sono in eiilìo della superna pmtna C. iii. 13. la
per non volere abbandonare sua patrio C. iv. 5. 1 10.
Curio ... per cariti della /«/rù niùilare C. iv. 5. it^
che posero U loro vita per la pahìu C. iv. 5. ta4.
non s 96, ma sUs paino e . . . nato essere credea • • . . . . C iv. 07. 30.
O mtaers, niaers fotrio mls C Iv. s^. 97.
PATTO ^^^^ ^^m^^^^^m 473
patto, per cui si martini ... e rompe fede e patti P. F. 197.
panra. Donna ... Si mosse con pa$irm a pianger forte . . K A'. 33. 133 (Cama. n. €K
Hi fan pensoso di />aMra forte ''^ •^- 34- 35 (Cwt*. i», 9>.
Ha trasmutala in tanto . . . Che n* \aà paura Cu. CmttA. i. 45.
Che quegli tcmCf e' ha del raal/dwrv Cipu;. ix. 84.
Si, eh' io non tremi tutto di paura Comjl xi 55.
Tal eh* io rimasi di paura pieno CtMJ. xiìi. 6a.
la bella figura, Che già mì fa paura Caum. xiii. 8au
se paura già ... M* ha così concio Cau*, xvit sa.
E di sentirlo meno ho più paura JSo/f. iii. 3.
Lì strugge Morti: con tanta paura fìait. v. 9.
Che (a chinare gli occhi per paura Boti. x. 6.
Tremando di paura eh* t nel core K W. 13. 43 «Sem. vù 8).
Sicché mì giunse nello cor paura Di dimostrar . . . . K A', 36, 35 {Sem, xix. -j).
Chi guarderà giammai senza ^ura ........... Som, xxvi. i.
da* suoi raggi . . . piove Tanta paurOj che Sou. xxviL 6.
E messo ha di paura tanto gelo .Som. xUx. 9.
patiroso. -uso. Che fiere tra' mici spirti pauntà K. AT. 14. 87 {Som, vii, g\
Riconfortando gli occhi paurust S<m. xxvìi. xo.
paventoso, d' esto core ... Lei paventosa umilmente pascea . K. A^. 3. 89 {Sem, i. 13V
pazieoza. E voglio sostener con gran patUnaa S. P. xxx\'u. 71.
pfl^zo. Aver udito ncll* ctade /aa*a S. P,\, 33.
peccare. In te ho io peccato solamente S. P.X, 13.
Oh quanto mi rincresce aver peccato S. P.\. aa.
Ch' ci può più perdonar, che ^(xnr io . S. P. cxxìx. ar.
per purgar la ... E *1 peaar nostro, che da Dio ci parte , , . . P. P. 101.
Acciò che tal peccar da noi sia tolto P. P, xsa
patto. Dammi li /ki//i degli antichi letti . . ^ C ìv. 38. 143.
paura, dimorai . . . con paura di cominciare . . . K Af. t8. 68.
con grande paura cominciò a piangere K iV. 33. 90.
mi domanda\'ano di che io avessi avuto paura f^, N. aj. i tói,
recano . . . con questo ^ura C ìv. la. 51.
tormento hanno nella /aura di perdere quelle C iv. la. 69L
Quanta pemrm è quella di colui C iv. 13. 97.
in loro è laudabile la paura del disonore ricevere C iv. 19^ 90.
un rìtraimento d* animo . . . con paura di cadere C. iv. as- 70^
La Vertcundia è una paura di disonoranza ... E di questa paura
nasce uno pentimento C iv. 95. 103. 105.
patiroso. verso quella parte òv* io era molto ^wn»o K A^. 3. io.
una figura d* uno Signore, di pauroso aspetto a chi K. AT. 3. 30.
paventare, e pavettiando assai, imagìnai V,N, 03. 4U
Pavia, potrebbe dire quegli di san Nozzaro di Pavia C iv. 99. 37.
paziente. U sua lunghezza ^aawM/^ sostenga C i. zo. aa.
r atto dell' agente si prende nel disposto poMÌnUe C ii. io. 67.
quanto T agente più al patUntt si unisce C iii. io. 14.
quando . . . conosce X amico suo non paàint* C. iii. 10. 63.
discendendo la toro virtù nelle /OJÙ-tt/i cose C. tii. 14. 19.
pazientemente. Io agricola aspetta . . . paaùnteuitute sostenendo . . C. iv. 3. 86.
pazienza, la quale modera ... la nostra troppa pa*\enaa C iv. 17. 5».
per lo suo senno» che ^pamen^ lo tenne C iv. 37. i66w
peccare. ncUa quarta dico che pecca quegli che K iV. 15, 56.
peccato avrebbe non pur nel difetto ........... Ci- 7. 60.
veggendo che nelle nostre operazioni si potea peccare e si peccava nel
troppo e nel poco C iv. 6. 1 19 {èù\
473
PENA
peccare. E tutti quei, che del yvnmrson dcghi ........ P. F. a^B.
peccato. Io canterò . . . Contr* al p*cmto ... di Cam, xix. 8.
Premio face [chi allor ini vide] . . K /V. 15, 36 {Son. viiì. 9', 67.
E* fa ptccato chi mai ne conforta K. .V. aa. 98 (Som. xiii. io).
Cavami V alma fuor delle fienaia S. P. vi. tS.
Della tua ira contr' a' miei fiatati S. P.vX, 30.
E più, che le ^wra^a de' dannati S. /*. vi. 36.
E sono rìcopcrti i lor pteeaH S. P. xxxi. 3,
Ai quali . . . Wcnn peccato non imputenuiDO S. P. xxxi. 9,
dicendo il mio fiecmto. La mìa parola non sarà S. P. xxxi. 39.
Per li fifccaii grandi, eh* i' ho commessi S. P. xxxvii. 74.
che . . . discacci Ogni ptetato ed ogni iniquitadc S. P, \. 6.
E sempre il m\o finttUo ho nella mente S. P. ì. tt,
rìvulgi la tua faxza Dalli fitttati mici S. P.\, 35.
se tu guardi alle ptccata S. P. cxxix. 7.
e mondai tutto D' ogni pfccaio P, F. 87.
Quantunque torni di fintato brutto , P» F, 90.
Contra questi pt€cah' abhiam Tortessa P. F, 305.
e ti piaccia Che ne perdoni gli fittxmà nostri P. F. at8.
peccatore. Ad esser giusto contro a* /Mca/on' S. P. vi. 5.
Che li flagelli dello fittmtort Saranno assai S. P, xxxi, 74.
Ched io non mi conosca fieceaton S, P. xxxvii. 65.
Il qual non \'uoi che il fiftcatort nuora S* P. cxxix. 14,
peccatrice. O gloria dell' alme pttcatnci S. P. xxxi. ^a.
pecorella. A dar U fitmnl/a per lo vizio . . 5. /*. L 6a.
pcg^O. Ma /r£f IO fia la lonza del castrone . Son. liii. 3.
pellegrino. Levaci ... Un vento fitlieffrin, che 1' aer turba .... Otna. xv. 15.
C/. peregrina
pellicano. Simile fatto sono al /V//jVuho 5. P. ci. 16.
pena. Gli occhi . . . Hanno di lagrìmar sofTerta fittta . . . K. /V. 33. 40 i^Caiu. ttt. a).
Giugnemi tanta ^ma d' ogni parte K A^. 3a. 90 {CauA. ni. 50;.
L' anima . . . Cosi dipinge, e forma la sua fiemm Cana. xì. ai.
Che . . . Sentito hwi fifnm dell' altrui dolore BaU^ ii. 14,
peccato. Li quali sono tanto inumani /mvuiA' .Ci. la. 8a.
nella uscita dell' anima del fitccato , C U. 1. 64.
che fu principio del fitaaio della Natura C. tii. 4. 67.
che per lo fienaio dclU ... da Dio era partita e C iv. 5. iflL
peccatore, quando comanda al fimaion • • • C. i. 7. 59.
Non ti possano lattare ... lì fieaatori C. iv. 34. X47.
pecora, miseri quelli che colle fiteort hanno comune cibo C. L l. 54.
Questi sono da chiamare ^rorr . . . che se una pt€om si gittaasc . . .
e se una ptrora . . . salta C I. 1 1. 59, 60, 6a.
quelle che hanno . . . spirito tti fita>ra C U. 0. 33.
poconia. ' Fatevi amid della /^fftiM/d della iniquItJk * C.iv.ti. ita.
né \cfi*atm* di ... tra cose buone o . . . essere dissi C iv. la. 57.
Allora 4 buona la /voima , C Iv. 13. 140.
peggio, che fif£gio sta biasimare, che lodare C. i. a. 03.
Oli firggio che morti, che . . . fuggite C. ili. 15. 178.
pelago, entro in f^tago con bpcranxa di dolce cammino . . , . . C. ti. 1. 7.
Peleus. che questi fu padre ... dì Ptitut . . . del quale Telamone
nacque Ajace» e dì Pelnts Achille C iv. 97. 193, 194.
peU^rtoo. nella prcacnxa dcUi dae fitUtgtim C iv. 35. 83.
pena, ond' io , . . soffersi . . , amahssima firna KM aj. 5.
né io sofferto avrei fitma tngiustamcotc ; /«m, dicow d' caiUo . . . C i. 3. 19 ;to].
PENA ^^^^m 474
pena. Ma quelli, che n^ uscÌAn con maggior /^ma . . . ^ A*. 35. 56 (Som. xtìu. sa).
Gli occhi dolenti per soverchia yv^o . , . , , Som. xhriL 6^.
£ veggio Amor, che m* impromette, ^irwi ......... Som. L xi.
ho meritato. Ed ogni ^md ed ogni gran dolore S. P. xxxtìÌ. 69.
Sempre in Inferno speri ^iM* e guai P. /*. 59.
Alle qiiai ffnf rimedio giammai Non vi si tro\*a P. f. 61.
Dalle quai perir noi alme tapine Ci guardi e campi P. F. 64.
Ira all' irato sempre accresce fiiHé P. P, igo.
enltecusa. La penitmsa mia è pigra e tarda S. P. xxxi. afi.
Che convcrtonsi a te per peniUrtMa , S, P, xxxi. 53.
Onde io voglio far la penitenza S. P. xxjc-nì. 75.
lo son disposto a far la pettiUnaa S. P.\. 25.
La Prtiìiertsa abbiam per nostra frusta P. P. ioa.
petina. di prestare ... A questa penna lo stancato dito Son. xxjeìv. &
pensamento. II . . . desìo, Ch' io ho di dire i pensamenti buoni . . . Som. xlvi. 4.
pensare, lo dico che, pensando il suo valore K TV. 19. 04 (Gnu: t 5).
Mentre [Mcntr*] io pensava [la mia frale vita] . V, N, 33. 156 (Coiu. ìt. 99), 318, 937.
spesse fiale pensando alla morte, Me ne viene V. N, 32. 86 (Cdfu. iii. 46).
"E, pensa di chiamarla Donna ornai C ii. CaMa. ì. 48.
Costei pensò Chi mosse 1' universo C. iiì. Camm. ÌL 73 ; 8. aoS ; 15. i6a
qualora io penso Di lei in parte, ov* Ctfu. xii. a^.
quando penso a cui ... di tutto son contento Cana. xìr. 43.
Quand' io penso un gentil desio . . . Panni CdMJL xiv. 49.
Perocché . . . Non penso tanto a mìa proprìetate Cat^s. xiv. 60.
Quand' Ìo mi/rMso, donna mia, che vui . . . pinta sete Coiu. xvL ai
pendente. la casa sedesse così forte, pendente, come diritta . . . . C ir. 9. 61.
penitente, è necessario d' essere penitente del fallo C iv. 35. 43.
penna, che . . . con sarebbe sufficiente la mìa penna a K TV. 09. ao
pensamento, m* incominciarono molti e diversi ^usaMrNA* a . . . K iV. 13. 4.
tra' quali /nuaMcm/i quattro mi pareva che K /V. 13. 6.
mi giunse un pensamento forte K, .V. 1 5. a.
Ond* io, mosso da colali ^nsaMu-it/i', proposi K iV. 15. as.
stava pensoso, e con dolorosi pensamenti tanto ....... K A''. 36. 4.
si rivolsero tutti ì mici pensamrnti alla . . . • y. IV. 40. 16^
contendono ìn me diversi pensamenti C. ii. 9. 5.
pensare, e posimi a pensare di qucsu cortcsLssima K .V. 3. 93.
£ pensando dì lei, mi sopraggiunsc un . . . sonno K W. 3. as.
£d immantinente cominciai a /vfuarv K iV. 3. 60,
E pensando io a ciò che m' era apparito, proposi y, N.% 66.
tutta data nel pensare dì questa gentilissima ^T. iV. 4. 4.
Ed immantinente pensai di fare . . . schermo V. N, $. aa.
E pensando che . . . sarebbero accorte . . , proposi F. A'. 7. 8.
un giovane vestito di . . . ^pensando molto K TV. la. 16.
Allora pensando alle sue parole, mi parea K. AT. la. 34.
E se io pensava dì voler cercare nna comune vìa K AT. 13. aS.
Ond' io pensando a queste parole ... mi partii K AT. iB. 56^
e pensando a dò molto, pareami K A^. 18. 64.
che cominciai ^ pensare il modo eh' io tencsa K. AT. 19. 4.
pensai che . . . non si conveniva, se non che F. A^. 19. 5.
Queste parole io riposi . . . pensando di prenderle K. .V. 19. 14.
e pensando alquanti dì, cominciai ima caoxone f. A/*. 19. 16.
quand* io penso lo suo valore K A^ 19. ioa.
Ond' io pensando che . . . bello era trattare ... e pensando che V
amico era da servire, proposi K A^. ao, 7, 9.
475 ^^f^RiVI^^r PENSIERO
pensare^ Dunque . . . PrHMttl voi, dacch' e^ non mutò M . . K yV. sa. 103 {Ball. 1. 14)^
£ chi poria /vwsurr — oltre a nfttum Sa//, iv. 31.
E non ptnsatty donno* onde si mova Ch' io K A'. 14. 80 (Sor. vii. a).
Dicendo : Or pensa pur [di farmi onore] V. N ^^. 54 {San. xiv. s\ 73*
AUor m* accorsi che voi ptnsavaU La qualità K M 36. 33 {Soh. %%%. j).
La vostra vanità mi fa pensare l', N. 38. 43 (^Son. xxi. 9),
E qìxipfnMMdo al glorioso coro . . . m' innamoro Som, xxxvìL 5.
non f n . . . pace, Pmsamio ch* io son carco di gr^n pesi . . . . S. P. xxxrii. is»
Lo quale io già pensava esser sanato S. P. xxxvii. 17.
Pensava tolto U di d' entrar te porte S. P. xxxvii. 51.
quanto mi rincresce . . . Pensando che S. P.\. 9%.
Qualora Ìo pensa che son fatto lasso 5. P. ci. 35.
pensiero. Per che ogni ter /vNJwrD agghiaccia e pére . . . K W. 19. 53 {Cans, i. 31).
Che sospirando dicea nel ^mwn» . • K A^. qq. 160 yCana. iì. 33),
pensare. Ond* lo poi pensando, proposi di dire parole K. W. aa. 53.
quando ebbi pensato alquanto di lei, io ritornai pensando alU mia
dcbolctu viu K TV. 33. Il, la.
Pensa di benedire lo di eh' Ìo ti presi K iV. 94. io.
Ond* io pensando a ciò . . . proposi di dire parole K A'^ 96. aB.
cuminciai a /vMMirr un giorno sopra quello f^. A^. aB. 1,
ma piti sottilmente /tfMstfftdb ... fu K. A'. 30. 05.
/VHjin' di voler disfogarla con ... parole K. A^. 33. 4.
Onde poi pensando a ciò, proposi K. A^. 33. 15.
pensandomi chi questi era . . . vidi K A^. 34. a.
Aliri era testé meco, e perciò pensava K. A^. 35. 13.
a) . . . che ... ne pensava come di persona che ... e pensava di lej così K S. 39. 3, 4.
E molte volle pensava più amorosamente , V, N. 39. 8.
e non mi lascia quasi altro /vnjorv ^. A'. 39. 15.
Allora incominciai a ^ifMjanr di le] K A^. 40, 8.
cominciai a pensare di lei si con tutto il . . . core % V. N. 40. iS.
Ond' \o pensando a loro, dissi V. N, 41. li.
che forae^rwMHo delli loro amici lontani K. A^. 41. 17.
ond' io, pensando la loro nobiltà, proposi K M 48. 3.
cioè che tutto è il cotal pensare della mia donna . . . . . . * K A^. 43. 33.
La qual durezza ... è qui pensata C. i. 3. 15.
pensando che . . . avrebbe fatto . . . provvidi C. i. 10. 65.
perché te bestie non pensano . . . . C ii. 8. 30.
io /«^*ua*(i/o contemplava lo regno de* Beati C. li. 6. 40.
lassù ìo saliva /TNLMMf/o C li. 8. 43.
io pensando ... me n' andava quasi rapito . C. il. 8. 47.
se bea ai penaa sottilmente C ti. 9. 108.
Dico che pensai che . . . sarei stalo ripreso C tii. >. Q).
per ... si può pensan ogni stabilità . , . csktc . . . mnlabUe . . C liì. t. 90.
piti ampi sono li termini dell' ingegno ^pensare C iiì. 4* 110.
che la gente di quaggiù gentile pensano di costei ...... C iif. 6. 37.
ma quelle cose, che Dio ti comandò, pen*a C Ìli 8. 19.
vhtt pentemdo e rivolgendo questa definizione ... Iev6 • . . • C iv. 3. 46.
0 colpo che per liberare Roma pensato avca C iv. 5. 1 iS,
che ... e speziai processo da Dio penato . . . fosse quello . . • C iv. 3. 178.
siccome quando . . . vengono per inveaxione . . , non pentaén . . C iv. 1 1. 6a.
coloro che cosi pensano . , C iv. 15. 63.
che tutti ì mici pensieri sono d* Amore ....•.«• K. A^. 13. 5a.
Appresso la battaglia delll diversi pensten K AT. I4« a.
s questo riipondca un altro umile pensiero . K AT. 15. t&
PENSIERO
476
pensiero. Chi vede nel ptnsitro alcuna volta I^. M 33. Bi (Cshjl iii. ^t\
Quando il penwro nella mente grave Mi reca V. N. 39. B4 i^Camm. ÌIL 44%
Solea esser vita dello cor . . . Un soave pettsier C. li. Csm«. i. 15.
Trova contraro . . . L' umil pmsiero che parlar mi suole . . C ìi. Canz. ì. ad ; 10. 9.
quella gente . , . Ne* lor ptnsirri la trovano ancora C. iiù Cams. it 25.
Ch' è creatore d* ogni pensùr buono C. iii. Cmns. ii 65.
eh* io sotla Cercar ne* miei ptnsim C.ìv. Csfw. iii. ai.
Onde ha vita nn fiauutr, che mi conduce , Comm. ìx. aa.
Se non come il fxnsier che la vi mena Ca$*M, xì. 18.
Per tema non traluca Lo mio pcnsUr di fuor Ccnv. xii. 30.
Ciò che nel ^m5vr bruca La mìa virtù C«m*. xiL 33.
E* mici /rivmrr. .. al suo servigio vanno Caiu.xiv.a8,
non disgombra Un sol ptruirr d* amore ... La minte Gdw. xv. i i.
pensiero, non rìmanea altro dì vita se non un pauitro K. AT. 16. la.
acciocché quinci si levi ogni vizioso /#iisim> K. iV, 19, 135.
Io dico che ... giunsemi un firttsùro K jV. 33. io.
veggcndo nel mio pensùro ch* io non avea detto K iV. aS. 4.
mi venne un pensiero di dire parole per rima V. N. 35. 16.
e dicca loro nel mio pensiero y, N. 38. 7.
Deb che pensitto ò questo, che . . . vuol K. ^. 39. 13.
Poi si rilevava un altro pensiero, e dJcea y. N. 39. 16.
perocché la battaglia de* pensteri viuceano coloro V, N, 39. a6w
secondo che li mìei pensieri erano in due divisi , , V, N. 39. 34.
che tanto dolore avca in sé alcuno /fvtjilrro K *V. 40. 04.
ani) i loro /TMftim sono d' altre cose . .......*.. K. ^. 41. 15.
nella prima dico lìi ove va il mio pensiero K iV. 48. 14.
che il TRIO pensiero sale nella ... in grado che V. N. 43. 35.
U ove n pensiero mi trac V. N. 43, 33.
peiDcchè io sento spesso il suo nome nel mio pensiero K iV. 40. jfi^
nella camera de' suoi pensieri C. i. a. 33.
vuole . . . nutrimento dì pensieri . . . lii dove sono pensieri contrari , C ii. a. a$-, aó.
battaglia intra '1 pensiero del suo nutrimento C. ii. a. 09.
la vittoria del nuovo pensiero C ìì. a. 45.
quello che ... si sentiva intra diversi ^kmjùn' C ii. a. 69.
non è altro che uno frequente /^HjMTO C ii- 7. 75.
questa anima non è altro che un altro pensino C ii. 7. 77.
si tenea per questo pensiero che . . . aiutava C. iì. 7. 83.
questo spirito (cioè questo pensiero) C il. 7. 99.
il pensiero è proprio atto della ragione C. ti. 8. 38.
che vita del mio core . . . solca essere un pcnsierv sottve . . . questo
pensiero che se ne già C ìi. 8. 35, 38.
Poi . . . dico r effetto di qucato pensiero C. ii. 8. 50.
che qui si dice pensiero, e non anima C iì. 6. 58L
perchè era speziai pensiero a quell* atto C. Ìì. 8. 60.
L' anima s' intende . . . per lo generai pensiero coi consett ti mento . C ii. 8. 6a,
questo /«Tisi'rr'c di sopra suole essere vita di me C ìi. 8. 66w
questo /^Msi'rn? ... 6 poderoso in prendere me C ìi. 8. 73.
mostro la potenza di questo /V-ft^Vriio nuovo C. ii. 8. 81.
Più non potea questo nuovo pensiero d' amore ìnducere . . , . C. ti. 8. 94.
della parte dell' anima, cÌo& dell' antico pensiero C iì. 9. 8.
cioè r antico /'ffsi'^ro contro al nuovo C. ii. 10. 5.
questo è quello speziale ^M^i'cro, del quale detto è . . . . . . C ìi. io. ti.
cfaè . . . questo /^mArro, che in ciclo :»alìa, le avea data . . . . C ii. io. 33.
dico che ai volge tutto Io mv> pensiero C. ii. 10. 36.
PENTAGONO
Che gli dolci fuensUr non mi son lolli", Né . . . dati per . . CatiB. xv. 37.
£ quel ^fHsrVr. .. Mi si converte tutto in 5«/. li. 33.
Ch' a vxiì semrlo pronta ogni prnsitro V I^. la. 106 {Bali. i. 07).
Tatti li tnÌci/rM5Ù-r parlan d' Amore K. A^. 13. 36 {Son. vi. i).
Ogni dolcezza, o%tì\ p^nsicnj umile Nasce K A', ai. 17 (Son, xi. gt.
Gentil ptnsterv [, clic parla di vui, Scn viene] . , KM 30. 39, 60 C5o«. xxii. lì.
Ch* a\\TO ptnsier non lascia star con nui K A^. 39. 67 {Son. xxii. 8).
Che nascon dì fifmiur che 3on nel core K. M 40. 53 {Som. xx'ùì. a).
Questi ^«-siVri', e li sospir . . . Diventano K TV, 40. 59 {Son. xx'ùi. 9).
ch* era ardore di mente immaginato per prnsitro .Som. xxxviii. 6.
Che . , . Bli fan ptnscao di paura forte ''• ^ 34* 35 {Ctino. ìv. 9),
Che avete ... la mente d* amor vìnta cptttsosa . . . . « . . Cans. xìiì. 67.
Ond' io vada fitnsosa K A^. 8. 49 (.Sun. iv. 5).
Cavalcando . . . Pensoso dell* andar, che mi sgradia . . . . K. A^. 9. 45 {Son, v. a).
T. sospirando /itfnsojw venia K. A". 9. 50 {So$i. v. 7).
Ei le rìspoDde : O anima pensosa K. A^ 39. Ófl {Som. xxit 9),
Deh peregrini, che /k/»M05i andate K. AT. 41. 55 {Son, xxiv. i).
Onde venite voi cosi ^rM5os«? Som. xli. z.
ero. alle quali risponde lo nuovo /^rMsirro C. ii. io. 8x.
r anima, cioè 1* antico /f/ffiVro che si corruppe C ii. 11. 3.
nella quale parla \o pertsiero nuovo avN'erso C. ii. 11. 5.
questo vuol dire lo riprendere di questo yvjtsimi C. ii. 11. ar,
cacciava e distruggeva ogni altro pensiero C il, 13. 53.
sentendomi levare ^aX pensièro del primo amore C. ii, 13. 53.
s' intende uno pensiero che nasce del mio studio C ii. 16. 78.
poiché da lui continui pensieri nascevano C iii. a. 74.
perocché i miei pensieri . . . molte fiate voleano C ili. 3. 105.
dico che li mici pensieri . . . snonan doìce C iii. 3. 1 18.
ciò che nel /VfjTfVriD mio se ne ragiona C iii. 4. ai.
lo quale dal pensiero à vinto ... là dove Ìl pensiero nasce d* Amore C. iii. 4. 39, 41.
se 'ì pensiero nostro . , , è vìncente del parlare C iìl. 4. ita.
che ... Io desiderio . . . non rimanga néì pensiero C. iii. 6. Bo.
allora rimane questa ne* loro /rvtnVn C iii, 6. 84.
Che *1 suo parlare . . . genera ... un pensiero d* amore , . . , C iii. 7. 134.
Dal quale pensiero si procede in ferma opinione C iii. 7. 138.
non pur colle parole ... ma eziandio coi pensiero C iii. 8. 13.
nasce origine di buono frisimi C iiì. 8. 151.
li quali . . . sono de' buoni ^JUiVn nemici C. iii. 8. 155.
nullo 9x10 pensiero ad altre cose lascia distendere C iii. 11. ia6.
la gente ... la sente nel suo pensiero C. iii. 13. 38.
che per questi pensieri la loro vita disprczzaro C. iit. 14. 84.
dove la filosofia è ... si dìchina un celestial pensiero C iii. 14. 107.
li /kmjim' amici di quella sono astratti C iii. 14. no,
nel divino Pensiero . . . essa era quando . . . fece C. iii. 15. 163.
entrai a riguardar col pensiero il difetto umano C ìv. i. 68.
le quali sr>leano cercare i miei pensieri C iv. a. aa.
che dice alcuno loro //nsiVrp C iv. 39. 67.
fe^naosOw ca\'alcaì quel giorno pensoso molto K AT. 9. 41.
sedendo io penxtso in alcuna parte K A^. 34. 3.
stava pensoso^ e con dolorosi pensamenti tanto K. /V. 36. 4.
aadavanOf secondo che mi parve, molto ^nau&i' K. A^. 41. 11.
come . . . \o pentagono sia sopra lo quadrangolo . . . C. iv. 7. 14^.
come levando I' ultimo canto del pentagono^ rimane quadrangolo e
non utii pentagono , C iv, 7. S46, 147.
PENTIMENTO
pentire.
perchè.
Se colpi muore purché V uom ti penta Cnw. xx. 90.
K N. 19. oa (Cms. i. 3\ 78 {Catts. i. 59> ; 93. 139 {Catu. ii. i«) ; 32. 47 (Cbul
ìli. 7\ 67 (Ctfn». ili. 37); 34. 46 rGiHA. iv. flo>; C ii. Gwi*. i. 35; ìli. Cém^iL
13, 6i ; ìv. CoMM, ni, 3. 5. 94; Cang. ìx. aS, 85; x. 56, 199, 131, 133; aó. a.
60 ; xii. 6, 13, 34, 59 : xiiì. 88 ; xiv. 6a ; xv. 51 ; xvii, 4, 7, 17 ; xix. «7, 37,
66; S*st. i. T3, 15; ii. 40; iv. 16 ; V. N. \^ ioa {BmU, i. 23); BaU. ti. it;
hr. 36; V. 8 ; V. N. 8. 95 (S(m«. iii. 5) ; 16. 31 {Som. ix. 8) ; aa. 75 {Som, xii.
8), 93 {Son. xiii. 5) : Som. xxvì. 11 ; xxxì. 9; xxxiv. 5 ; xlvui. io; liì. 7;
S. P. vi. aa ; xxxvii. 4» sa, 35. 80. 85 ; l 15. 19 ; ci. ra, 31, 67, 70 ; cxxix.
IO, 13: cxlii. IO, 39, 36, 51 ; P. F, 5, 136. 165, 171, 177, 180, 185, 188.
percossa. E solo addietro cogli le ptrcosst . . , Som. L 13.
percuotere, la fcriu. Che mi disfece quando io fui percotso .... C^ms. xi. 53.
El m' ha/VyrosM in lerra, e stanimi aopra Ccim. xÌL 35.
Per una voce, che nel cuor/Wrtoaar Cama. xiii. 65.
Perrvsso io sono come il ficn ne' prati . . . S. /*. ci. io.
perdere; Che, s* io allora con ptrJtssì ardire K Al 19. a6 (Caiaa. L 7V
Là, ov* è alcuo che ^irdlrr lei s' attende K ^. 19. 45 l.Qma. i. a6).
Maledetto lo tuo ptriuto pane. Che non si ptrét al cane .... Coia. x. 80, 81.
Perocché ptr^on la lor compagnia . Cahm. xìu. 42.
Che dura dacch* io pttdo la sua vista Canuu xiv. 79b
Europa, che non ptrde Le sette stelle . . . unquemai Caiw. xv. 98.
pentimento, di questa paura nasce uno prmiimemto del fallo . . . . C. iv. 35. 105.
pentire, lo mio core incominciò dolorcsotnente a pentirsi dd desi-
derio V, N. 40. Il,
penultimo, nel /tfMs«/A'mo Trattato sì mostreri C u. t. 35.
che neir ultima e p*HuÌHma sillaba far si suole C Ìv. a. 105.
nel >VKM//i'mo Trattato dì questo volume . . . • C ìv. 27, lot.
percezione, nella quale tutti U spiriti sensitivi portano le loro ptr*
cesioni t^. ìf, a, 09^
percbè. r. A^. 8. 39, 68 ; la. 30 ; 14. la, 94 ; 15. 7. 58 ; 18. 6, 60 ; 19. 100 ; ai. 54 ; aa.
85. «09; 34.35; 39, a9, 37; 30. 5, 13; 31. io; 33. 35,38; 38-33: 39- >7;
C i. r. lao; a. 18, 37, 43, 75, laÓ ; 3- 4^, 47 : 4- «- 5. 59; 5- a©. 481
94 ; 6. ao, 44, 48 : 8. 34, 43, 47, 6a, 84, 100, ifli, 130; 9. 59; 10.108; 11.
57» "5. «30; 13.58; ii. I. 34; 5- 77. 80; 6. 117; 7. if, 34, 53, 89 ; 8. 39,
49.59; 9- >.36, 43» 5'. i»6, 118, 119; ta54; la. 10; 13. 70; 14.4, 47.68,
163, t86; 15. 45, 61. 130, 180, i8a; iii. i. 47, 70 ,/! perche); 3. laa; 4.^^^
6a, 100; 5. 61 ; 8, 6a, 91. 133; 9. 41, 64, 75. »o«. »oa. 143 : ««. 76, 1^5;
11.151,176; 13-53: 14- 8a; iv. I. 43; a. ia,a3, 65, 66, 75, tot; 3. 67:
4. 3» ; 5- "6; 6. 154 ; 7. 80, 81, 93 ; 8. 34, 74, 145, 153 ; 9. 11, 55. 57, 6n,
70. 73; »o- 33.67. 69; II. 104; 18. 79, 157, 167, 3o6; 14. 104; 15.37; 17.
117; i8. a6; ao. 17, 40; 35. a8 ; «7. 91, 189, 190: 39. 104 ; 30. 55.
perciò. K W. 35. 13; C i. a. 39; ii. 7. 46; '»• "; i"- 4» Bot
perdoccbè. K N, 7. 13; C. L i. 61 ; 6. 34 ; 8. 75, 118 ; io. 11 ; ii. 9. 59 ; iv. 7. ita ;
17. 133; 34. 174-
perCQOtere. quivi, a modo d* una palla pmossa, si ferma . . . . . C. ìiL 9. 76.
quella /^rruofo fuori di tutto I' ordine C iv. 7. 45,
perdere, e dico ciò che io ho perduto K iV. 7. 48,
Se io non peniesst le mie virtadi . K. A''. 15. 13.
come io dirci se non pertUssi V ardimento K A^ 19. 103.
Dico che ... sì /«nicromi alquanti C it 6. 96.
quello che dicea la parte che /rn/i-a C. ìt 8. la,
come per me fu perduto il primo diletto C ii. 13. 5.
O consolazione . . . della patria ^n/N/a C. iìL 11. 168.
che li fìori d* uno arbore . . . perdere si d4:>vessono C. iìL lA. 79..
479 ^^Vm^^^ PEREGRINO
perdere. Io ho perduto 11 min bella insegna Giiu. xvii. 43.
A colui che aspctUnJo il tempo /rnir Coma. xxi. la.
Quando si perd* lo color ncU' erba Sn/, i. 3, •
Ond' io ... Ne sono a rischio di perdtr Im viU Batl. vi. sr.
Unto combattuta Che sarebbe /m/w/a Bait. vii. tt.
Ora ho ptrduta tutta mia baldanza K. AT. 7. 30 [Sou. ìi. i3\
Come avesse ptnluto signorìa K f/. 9, 49 \S<m. v. 6).
Ella ha ^frWwld la sua Beatrice » . . T. )V. 41. 66 (Som. xxiv. la).
Ha poscia penio tutte le mie proTc Som. xxvìL 8.
Che . . . prnià per lo vano Ìl ben sicuro ...,..,... Som, xxxvii. 14.
Ed ho perduti tutti ì miei vigori 5. P. vi. 9.
Perchè i' ho persa la virtù degli occhi, E di me stesso ho perso il
ministerìo S. F, xxxvit. 35, 361
Che ... Ho quasi perso ìl naturai vigore 5. F. ci. 15.
Si eh* io ho pene con la carne 1' ossa S. P. cxlii. 15.
L' anima perJé, che non se n' avvede P. /". 45.
perdon&re. innanzi a voìperdoMo La morte mia a Coms. xiii. 90.
Lo penivMarw se le Tosse a noia K A^ la. xxc .BaU. i. 39).
E s' ella per tuo prego gli perdona K iV. la. I30 (^Baii. i. 41).
Beati quelli, a chi son perdonati Li . . . folli e le ....... S. P. xxxi. i.
ogni vizio Ti degnasti volermi perdonart , S. P. xjtxi. 39,
che tu sci Al perdonare tanto dolce e lieve •••••••.. S. P. 1. 30.
A perdonarie mai lor non dispiacque . • 5. P. ci. 57.
Ch* ci può più perdonar^ che peccar io S. P, cxxix. ai.
e ti piaccia Che ne perdoni gli peccati nostri • . P. F. ai8.
E che noi perdoniamo tu ti dimostri Esempio P. F. sao.
Ora per noi a Dio, che ci perdoni P. F. 348.
perdoOO. Se per tua vobntÀ non ban perdono Cana, ix. 67.
Ci fa tornar ... A aver perdon P. P. 1 1 1,
peregrixia In abito Icggìcr di peregrino Z'. JV. ^ 47 {Stm. v. 4),
perdere, cbè . . . nome dì perfezione non perde C iil. 13. 103.
non volendo perdere Ìl nome dì Gentilesaa C iv. 3. sa.
avendo /Tn/Mft' tanti cittadini ... li Romani vollero C tv. 5. 166.
e perdesi il frutto finalmente ■ • « • C. iv, 7. aa.
sicché la spiga della ragione ... si perdi C. iv. 7. 37.
la quale equità per due cagioni si può /tm^lrrr. , C Iv. 9. 79.
che * chi non è , . . perdesse 11 retaggio . . .* C iv. 1 1. 95.
tormento hanno nella paura dì /VnirrrqueQe C Iv. la. 70.
cosi questo cammino si perde per errore . . C. Iv. la. ifii.
però la scienza . . . sua perfezione non perde C iv. 13. 68.
paura ... non pur di /vndWv l'avere . . C iv. 13. loo.
Sua virtù perde quello circolo che C iv. 16. 90.
avendo . . . quasi tutto il popolo perduto . . . ricotte C iv. •7. 163.
che . . . perdete voi medesimi U ove C iv. aS, 58,
perdita, nella sua grande perdita ... le avea data « C il. io. aa.
r animo . . . per loro perdita non &idi4/aet C iv. 13. 138.
perdonare, la quale mi ficea /mAwiarr a cbioxtqae. « . . . . • K W. ii. 5.
^^MiWn' Aristotile ••'..•..».. C hr. 1^ 6k.
perdOOO. Le due prime di queste cagioni . • . soao ... di ptrdomo
degne . . C i. 1. 4*.
lo Adoleacenle . . . lievemente merita perdono ..»••.. C. iv. a6. laS^
peregrino, apparve come ^«r^nno leggermente vestito, e . , , . K iV. 9. 16.
che alquanti peregrini passavano per una via K TV. 41. 7,
Questi /rrvj^Ni' mi paiano di lontana parte K AT. 41. tai.
peregrino!
peregrino. Dch/myn'm" [, che pensosi andate] . . . K ^V. 41. 33, 55 i[Som. %xi\.^- ^ ^
che per Io ... Lo peregrino spirito la mira V. N^ 43, 54 (So», mh^- jf.j»-^'"
C/. pellegrino.
perfettamente. Che in sua vede persona Petfettamfntt star . . . C ir. Coiul iìi. ^miM ì^^
\cdc pfrffttamcntt [ogni salute Chi] F. /V. a?. 9, 13 (Soif. ai ^ .j^ .«A-^
chi . . . Ferftttamente e con sincera fede Crede ..,..,,/*./' 41.
peregrino. Dissi ptrtgrim, secondo la larga significazione . . . che ptrt- ^|
^Vitr si possono intendere in due modi V. N. 41. 3»,g?- _ ^ 1 31
in quanto è /fnr^mo chiunque è fuori della K M 41. 3^^ - »l ^
in modo stretto non s^ intende ptrtgn'no, se non V. S. ^i, 4^^ . x 1. 40
chiamansi /VrvjnWìn quanto vanno alla casa di f. A. 41. 4^^». . ^ «^
là ove questi eh' io chiamo /mr^^W andavano K iV, 41. 5s^> ^ V jflfl
chiamolo . . . spirito peregrino, acciocché spiritualmente va lassii, e ^^|
al come ^nr^rtMo K AT. 4a. rv _^.^^b. r
peregrino^ quasi mendicando, sono andato C L 3. 30L
siccome peregritu> che va per una via C. iv. la. i k
Cf. pellegrino.
perfettamente, a due cose /vi/«.7a>ijrHi!r conoscere C i. 6. i»..i
/r^//rtWfw/r scr\'ire noi può C. ì. 6.a7. .
non servirebbe perfeHamente lo suo signore C. j. 6. 30,
non conosce quella perfettamente C ì. 6. 48. .t
non conosce quello ^j;^/Mm<vtJ!r C ì. 6l 44 .^.^ ~ 4i.
non 4 conoscente . . . perfettamente C. i. 6. 75 ^C — 75.
non è essere perfettamente C i. 9, 43—^^ - <J.
la quale noi non potemo perfettamente vedere C ii. 9. la^ x -«■ t^
vedemolo per fede perfettamente C ti. 9, x^ V — /^^
che perfettamente è compilata e C iL 14. ix — -•#• lo^
è impossibile a quAérnre petfettan$enfe C ii 14* ^s ^ -9* «j^
perfettamente ne fa il Vero vedere C. IL 15. v — ^ fftì;
a questo />4r/V//am«H/« trattare C iii. a. 7 ^* — 7-
né comprendere perftttamente C. iìL 4. ^^? ' StS*
non può quella /Nn/c//fl»f/«// acquistare C iii. 13. — ^- -«a
non potendo a lui certe cose mostrare ^rr^Atemmilr . • . , . C. Si. 15. -^^5* Ta.
ad istrigare lo testo /^rr^//(tmrH/f , C iv. 3. a=r^^ **•
Nò *1 mondo non fu mai né sarà si perfettamente disposto . . . . C iv. 5. 6 ^^ ^'■
Congiungasi . . . a . . . perfettamente reggere C iv. 6. 1 k '^-
esscrc ... quella ^f^Z/aw/Hf/ in quello essere . . , , , , . C ir, 10. t^ .^^-S*.
saranno le ragioni . . . perfettamente provate ..,,,,,, C iv. ti. ^ — • ^
r oro e le margarite ^(^//aftw-NJ^ forma e atto abbiano .... C ir. ix. — '-3^
A ^r;^/'/am<-f(/^ entrare per Io trattato C. iv. i& — .^^ M-
cui vede slare perfettamente nella sua persona acconcio e . , . , C Iv. aa — ^^ 5^
lo cui corpo t . . . disposto perfettamente C ir. sa -^^^ ^
Acciocché ^\\i perfettamente s^ abbia conoscenza C tv. ai. ^ '^-^
perfettamente lo suo uso avere non può C. iv. ao. — ^^*' ^^
credo che nellì perfettamente naturati esso ne sia C. ìv. 03. — ^FS- ^
non puoic perfettiimente ... d'ìKcrncre . . . C. iv. af. — -•- H*
perfetti^niamente. li mobili àcM perfettissimamente s* avcano insieme K A'. 30^^=^**^
in quanto perfettissimamente in Sé la vede e in C. iti. la. — -" " *■ '
perfettissimo, non solamente amore, ma perfettissimo amore . . C i la. 13 ;« ^9 ' '^
che . . . non sieno in perfettissimo stato C iì. $. 6^^^ °^J
che la natura umana è ^f^/A'dji'ma dì tutte le altre nature . . . C ii. 9. 7^^ ^'
che V uomo é perfettissimo di tutti gli animali ........ C ii. 9. 8
che '1 perfettissimo animale . . . fosse imperfettissimo C ìi. 9 9 _
il cerchio ò per/ettÌ4sima figura in quella C ti. 14. — ' '^
481 PERFETTO
perfetto. Lo cui . . . valore . . . Mostra ptifnto — ciò Con». xviL 33.
SoUauo èf che coovcDC Con . . . e F opera perfetta Cmnz. xìz. <j i.
Con Wpetftita sua bella figura CanM, xÌx. 76.
come un cuor puote stare . . . con amor perfetto Som. xxx. xi.
Uà con dolcuza e con perfetto amore S. P. vi. 3.
perfetHllmo. che da perftHÌM$mo , . . principio viene C. ii. 14, 048.
quella Anima ... è perfettissima di tutte I' altre C iii. a. 1 13.
che della parte /^i^//ùjj#H4t paiono difettivi C iii. sl 151.
& 1* opera dì questa naiun /rf7V//i'«Si>Ha . CfiÌ.3.7i.
le Intelligenie . . . conoscono quella perfettissima C til. 6. 55.
che non solamente questa Donna t perftUi&sttna nella umana genera-
zione, ma più che peffettismnm C. iii. 6. 90, 91.
la quale è in lei /rjr^Dun'MM ••.•■• C iii. 6. 138.
^ardi in questo ^r^/MWmo esemplo C. iii. 8. 304.
infìno alla a\XA petfétiisM'mm etade C iv. 5. 85.
perfètto, in cui il perfetto numero nove volte era compiuto , , . . K W. 30. 9.
ai richiede perfetta conoscenza • C, i. 6. 76.
ma non t perfetto bene C i. 8. 39.
non ò in esso perfetta virtù C L 8. 50.
anigre . . . fossi grande e viene peffirtto C ii. a. 23,
prima che questo nuovo amore fosse perfetto . C. ii. a. aS.
' . . . una è la colomba mia e la pelatila rata ' » . . C. ii. 15. 178,
questa chiama /Wr/V//a . . C. ii. 15. iBa.
tanto più . . . quanto quelle piò appaiono perfette C iìL a. 64.
Gli uomini hanno . . . amore alle perfette . . . cose ••..*. C iii. 3> 3S<
da questo amore nasce la vera e perfetta amistà C. Ìii. 3. 88.
a /vir/t//0 intelletto .. Ciiì. 4. 113, 114.
è da sapere» a perfetta intelligenza avere ■ . . . C. ili. s* ^o,
se essa umana (orma . . . non è perfeiia C iii. 6. 59.
tanto essere peretta, quanto . . . essere puote la umana essenza . C. iii. 6. 85.
e tra ... e r anima più peretta delli bruti animali C iii. 7, 79.
Per che . . . pochi perfetti uomini io tanto numero sono . . . • C. lit 8. 9.
siccome V amistà per onestà fatta ò . . . perfetta . . . co^ la filosofia
è . . . peretta, eh' è generata per onestà . . . . . . . . C Ut. it. 1x5, I16.
è in Luì per modo perfetto C iii. is. 104.
che solo di natura intellettiva ^atìo perfette C iii. 13. 57.
perfetta o imperfetta, nome di perfezione non perde C. iii. 13. loa.
a /vr^/to intendimento mostrerò differenza C. iii. 14.39.
acciocché la beatitudine sìa cosa ^p^^^f/a . . C. Ìli. tj. 31.
Sicché, perfetta che sia quesu, perfetta t quella tanto C iti. 15. 41, 4*.
e Operamone ietondo i/irtn in vita petfetta C. Iii. 15. 131 ; iv. 1 7. 77.
tanto quanto la cosa é perfetta C. iv. 11. 17.
ai vuole sapere che . . . cose perfette sono C tv. li. 43.
UBA eoaa ... essere /«v/i'/ftì ed imperfetta .,,..... , Civ. xi. 49.
per acquistare cose perfette . . . . C iv. 1 1. 118.
Che ti» perfetta, è manìresto per Io Filosofo C iv. la. 196.
la idenxa essere perfetta ragione di certe cose . . . C iv. la. loflL
perfetto U moto dell' unSf succede . . . C iv. 13. 43.
per6 la scienza perfetta ha nobile perfezione . . C. iv. 13. 86.
che è virtù, b quale t perfetto bene C iv. 13. 135.
perocché U perfetto collo impcKetlo non si puO congiugnere . . . C. iv. 13. xja
qualunque in sua luituri si vede cmcrc perfetto . . * . . . . C. iv. 16. 48.
lo cut re * perfeitQ C iv. >6. 51.
cioè non perjttto uomo C. iv. 16. ^
li
PERFETTO ^^^^^^^^^^^ 4^
perfetta Poi ti dimostrerò *l cammin ptrfrtto S. /*. zxxi. 6i.
Non però che mi senta si pfffttlo, Ched S^ P. xxxrìi.ti4.
furon fatti Perfetti, buoni, lucidi e sereni P. F. 15.
perfetto. Ciascuna cosa i massimamente perfetta^ quando . . . . C tv. 16. 80.
allora h massimamente perfetta secondo C fv. t6. Ba.
Onde ... lo circolo si può diccre perfetto C Ìv. 161. 83.
perocché non è in quello suci natura ^w^//a C. ìv. 16. 93.
ogni dono perfetto di suso viene C iv. ao. sa.
la . . . Beatitudine . . . trovare potemo . . . quasi perfetta . . . . C hr. sa. 005.
cosi s* intende ^^c/Ai C ìv. 34. 7.
Bcnra curatore di perfetta età C iv. 24. ar.
poiché noi non potemo avere perfetta vita C iv. 35. 7.
perocché prima conviene essere )fcnr;t/ft> C iv. a6. 37.
questa . , . virtù ... fu veduta . . . apparire perfetta in C. iv. 97. 93,
le quali virtù . . . avere perfette . . . ò impossibile ...... C. iv. 97. i i6l
quasi dica : Tu se' ornai perfetta C iv. 30. 33.
perfezione, ciascuna cosa ... è inclinabile alla sua perfrmioite , C. L l. 7.
acciocché b scienza é 1* ultima ^rr^.nV»M della nostra anima . . . C ì. x. 8.
da questa nobilissima /rr^Aow molti sono privati C L i. I9^
s vogliono per la /o^tfibntf di colui C t 13, 15.
conciossiacosaché due /WT;^«ibNi abbia r uomo . . . . • - > C i. 13. 16.
nella via di scienza, eh* è ultima petfeaione C ì. 13. 39.
quella parte ... eh* é sua /vrTWioH^magrgiore C ii. 9. 93.
la tersa similitudine si é Io ìnduccrc prrfeeioHt C il. 14. ad.
quanto alla prima ^fj^i'oNr ... concordano C. ìi. 14.97,
della induzione della ^n|/r«t'of(# seconda C. ii. 14. 36.
In verità . . . eh* é ultima /h^noMf nostra C ii. 14. 41.
ciascuna cosa . . . desidera la sua petfesi<me . . C iti. 6. 73.
perocché questa é veramente quella ^rr;^n'oHr C. iii 6. 8t,
per carità della sua /r)r/i-j>'o>M C iii. 6. Z05.
che . . . nome di perftxione non perde ..C. iiL 13. 103.
dopo il desiderio della perfeaione caggiono C iii. 13. 1 18,
ciascuna cosa disia ... la sua petfeaione C iii. 15. 35.
in questo sguardo ... la umana perfemone s* acquista, cioè la ptr-
festone della ra^one C iii. 15. 3S« 3&
desiderando la sua /^p^erioHf, desidererebbe C iii. 15. 84.
U perfeaioHe dell* universale religione . . . conviene C ìv. 4. 63.
a perfezione la filosofìa morale ridussero C iv. &. 137.
perocché la perfezione di . . . terminata fu C iv. 6. 143.
che A peffeeione dell' umana vita la . . . fuc trovata C iv. 9. 8.
e cosi la nobiltà dalla /Vr/^w'cmr . Civ. 11. 16,
lotto pretesto di perfemone ... si nasconde. . , C. ìv. la. 14.
Nò . . . non mi si toglie \a perfemone C K*. 13. 19,
non é cagione d' . . . ma di perfematte maggiore C. iv. 13. at.
e per nullo termine e per nulla perfemone C iv. 13, a6.
nulla successione quivi è, né ^r]|;V«K?Nr di moto C iv. 13. 36.
Che nel desiderare . . . vietisi a perfemone C ìv. 13. 50.
Sicché ... a pestatone viene C iv. 13. 85.
la scienza perfetta ha nobile pgrfewiomt e . . . sua perfreione non
perde C. iv. 13. 86, 87.
per questo vocabolo . . . s' intende pnfuioHt A' projhia natura m
ciascmMa cosa C iv. 16. 49.
perfetto^ secondo la perftaione dell* anima e C. iv. 16, 53.
Questa /vf^S'AOH/ intende il Filosofo C.xv. 16.77,
483
PERO
perfido. U perfidi* durezza ... il mìo parlar non stima
pericolo. Pcrch' altri fosse di pfritoi tratto ....
perire. Per che ogni lor pensieri) abbiacela e ^rnr .
Oh I cotal donna pera
Che dice : Fuggi^ se 'I perir X* è noia
perla. Co^or dì perla quasi informa
. . . S. P. ci. 70.
. . . San. xxvì. 1 1.
K A'. 19, 53 (Orna. i. 34),
. . . CaHM. X. 144.
K M 15. 31 {Son. vili. 4).
y. N. 19. 66 (Canj; L 47).
però. K. A^. aS. 18 (F. C. 5) ; 33. 77 (Gm*. Uì. 37), X03 (dna. iii. 63) J C. ìL Cans, i. 9 ;
00.
perfezione, dice in tutte cose perfimon* dì loro aatuni C iv. t6. 96.
non si può ... la loro ottima perfeaàotte difinire C iv. 16. 107.
dirìzxando quelle tutte alle Xam ptrfemtmi ......... C iv. 83. a6.
eti che può giovare, cioè pefftmottt dare C ìv. 34. 6.
e per la sua ptifemom e per la fisonomta che C. Iv. 94. 59.
se non che 1' acconcia a p^rfemone d* ordine C. iv. 35. 149.
paiono e sono neccaurìe alla nostra /rr^VjtoMr C. iv. a6. 13.
Natura univeruilc, che ordina la parlicularc alla sua perfemonv.
Questa /ri^aron/ nostra si può C iv. 06. 19,
peroechè . . . conviene ... la sua perftmotu comunicare . . , con-
vicnsi questa secondaria perfuiont avere C iv. 96. 97, 99.
r uomo è nelli termini della «tu perfimtmt C. iv. 96. 41.
come . . . essere a nostra perfttioné ne convegna C iv. 96. 77.
Ancora è ... a sua perfemtmé necessario C. iv. 06. 81.
quello per che a pcwfwmiont . . . venire possa ........ C. ìv. 97. 34^
cosi alla Gioventute é data Xtkpaftsione C. Ìv. 97. 96,
appresso \a propria ptfftMiont . . . conviene venire C iv. «7. 34.
PerlandrOL Io primo . . . ebbe nome ... il lerxo Penandro . . , . C. iii. 1 1. 39.
pericolare, che altro . . . pm'tvh ... le citti^ le ... t C Ir. 19. 93.
periodo, se vuote sicuramente andare senza ^^nVo/o alcuno . . . . K N, ta 196*
quando . . . grande infamia e pm'm/o non sì può ccasare . . , . C 1. 9. 90.
li pesi deir oro ... e le pietre . . . prczioal peri€0ii C iv. 19. 39.
entrare ... a cercare . , . contro a tanti pmco/i C rv. 36. 74.
perÌCQloKunent& le ricchezze /tf/Vro/aMHMW// . . . sono Imperfette C tv. ta. a6,
feXiOOlasiHdlIia qucslo è /vn^o&uiaaiMio dificCIO Ci.ll. 55.
è da notare che perieotom'ssiìtma negllgcnxa è , . C. iv, 7. 16.
perlcoloao. U presunzione loro /«fùo/oM essere stata C IL 10. 751
perchè non solamente è . . . péncofoao a coloro che C tv. 1. 44.
quella senza questa è ^«niro/osd C*. Ìv, 6. 159.
Puotcsì . . . %*edere . . . nel prhcofow loro mgemammPo C. Ìv. 1 1. 34.
eziandio nel perkoioao toro «rrmn'mm/o C Ir. la. 4.
quelle cose . . . sono pHi ptrinUoM . C Ìv. 19. so.
per questo le chiama Boezio . . . p^ncoloté ......... C Iv. X 9. 36.
Peripatetica BÌccome Aristotile e rU altri PeripaMùi C U. X4. 37.
gh Stoici e Pehpmirfia ed Epicurei . . . concorrono C. iii. 14. 138,
chiamati furono . . . Prrtpattfià^ che tanto vale quanto . . . . C Iv. 6. I4t.
tutti quelli . . . Pwripatrtki sono chiamati C Iv. 6. 146.
secondo V opinione . . . delti Pmp^tetia C Iv. 01. 31.
venire . . . alla . . . opinione . . . degli altri Perip^etid . . . . C. iv. 33. 31.
le tre sette della tiVa atfn'U, cioè ... li Penpoltheé C hr. aa. i69l
perire, fuori di quelle la suggeiione perr, perocché p*n lo priocì'
pato r. ir. 9. 99 {kù^.
Senza contenzione pnirv le leggi C. Iv. 1 f . 99.
però. K A. 5.33: 9- «'. <3t «7 ! «a. 4^, 49r "a^ '40 ; 14- «7f «>8; 15.90; 16.93; «7»
9 : 18. 61 ; 19. 99 : aa. 40, 57. 108 : 93. ao, 196 ; aj. 90, 44 ; 06. 53 : >8. 7 :
99. »7: 39. 5: 34. 6; 35. ai, 97; 56. 18, 94» «1 : 31- << ; »■ 44 I 40- •0.49!
4i.4'.47<53; 4«.45; ^ ^ »• 8?! i<4 *. *- 7» i 5- »o3 S *■ 73; V »». 3*i9»;
I i 3
PERO
484
pero.
ili. Cang. ìu i4f 54, 68; iv. Cam^ iii. 119; Cani:, x. 3: xm. 4 ; xv. io, 50, 6^;
xtì. io; xvii. 64 ; xix. 55 : xx.6s; 5>5/. i. 4; ii. 49 ; iv. a8; &sJ7. vu.5;
vili, aa ; K N. 8. 54 (Sort. iv. 10) ; Som. xxvi. la: xxvìi. 14: xxxvL 9: xlfi.9;
liii. Il : S. P. vi 8, 34, 40. 49; «"Vii i3i 55* N; ci. 7, 49. S3i ^t 7^;
cxxix. 13, 19 ; cxlii. 43, 48.
peroccbd. C. iv, Catu. iii. 51 ; Cohs. x. 53 ; xìÌÌ. 43. 55; xiv, 4^ io. 59: xv. 35; xix. 4:
K N. la. 90 'Bai/, i. 11) ; BaU. vi. 14, aa ; x. a? ; K A*. 33. 30 iSom. xtB.
5); 40. 6a C-Sb«. xxiii. la) ; 43. 59 [^Sam. xxv. 13) ; Som. lì. 11 ; S. P,
cxHl, 61.
perpeftrare. Ch* esU cnidd. che mia mone ptrpftrti Som. xxxì. 3.
pcraciplltBre. Che sempre mA\ tnì vtfi fifnegttìtanJo S, P. xxxL ^t.
però, a ai; to. 9, 14 ; 11. 30; la. 77; 13. 9; ii. i. 106. 115; 5. 114 ; 6. ioa: 7.
sa; 8. II, 34; IO. 40, 49, 65, 68 ; la. 6a; 13. 4 ; 14. 170, I74t 3'», 219; 15.
75. 93. 1081 «84: »6. 7' ; iii. I. 64, 80, 94 ; a. la, 81, 107, lai, 153; 3.
IO, 13, 24. 43, 47, 7a; 4. 30, 53, 74, 108, 117; 5.43, 143; 6. 61 ; 7. 6l,
177; 8. too, 146, 183, 199; 9. 14, 95, 113, 119. laS, 136, 146; IO. 15;
la. 6; 13. 61, 109; 14. 69. 66; 15. 44, sa. 93. <a3. «Sa» 136. MS. "5'.
X65; iv, a. 68, 73, no, ia7 ; 3. 16; 4. 8, ai ; 5. io. 4^, 65 ; 6. 4, za6,
163; 7.86, ia9; 8, 17,66,68, 105; 9. 71, 86, 130, 166, 173; io. 7. ti,
18, 114; II. 18, 26. 41, III : la. 5. 54, 116, 155. 160; 13. 69, 8ov 85,
X08, 130, 144, 155; 14. i5t 54. 99 ; 15- 86 ; 16.11,48,74,109; 17. ii»;
18. 3i,6a; 19.89; ai. 33, 89, 135; aa. 61, loi, 137, 155, 169; 33.85,
»34i >49, «53» 156 ; 34. 86, lag, 139, 157, i6a ; ay 15, 34, 54, 58, 60, 67 ;
a6. 119. 146 ; Q^. 48, 95 ; a8. 74. 95 ; 29. 73 ; 30. 43.
perocché. K ^. a. 60; 3. 18; 4. 3. 16 ; la. «3, 138; 13. io, 13; 14- 40; 16. 40 ;
17. 4, 8; 19. 144; aa. 35, 105; 33. 73. 135; 34. 11; 35. 106; 30^ 39;
31- »5: 39- aS. 45; 41- as; 43-35: C. l 1.55.89. 91. 139; 3.39,58; 3.6;
4- 33,37, 45, 50; 6. 59, 75; 7' 33; 8* 4a 69, 90. 109, 119; 9. 14, 19.
41, 45, 67; IO. 8r, 103; II. 43, 46, 95, 137; la. 35, 38; ii. i. io, 38.
7». 79. 94 ; a- «a, 32 ; 4. 66, 71 ; 5- 99; 6- 33 : 7- 8», 9a, 96; 8- aS ;
9- J»r 33» 49. »aa; io. 38. 57, 71; 11.60, ^a ; la. 9, 37, 48, 50; 13. 58,
65; 14. 18, X17, 139, 151, 173, 339; iU. I. 51 ; a. 50, 53, 56. 59, 88,
"71 3- 36. 104; 4. 19, 59, 64, 90, 116: 6. 31, 45, 53. 80, 98, 113;
7. 61, 69, 103, XII, 137, 136, 161 ; 8. 48. 64, 66. 77, 173, 181; 9. 56;
IO. 54; II. 4, 63, 154: 13. 38, 96, loi. 103: 13. 13, 17, 4a< 49. 68.
79. 98 ; 14- 38, 96: J5- 9a. los ; iv. i. 7, 35, 33, 83: a. 35, 151 ; 4, 16.
Vf 74, 87, 98, 106, 131 ; 5. 14, 34, 33i 6. 9, 63, 77, 139, 138, 143; 7. 38,
50, 84; 8. 88. 136, 137; 9. 6a, 99: IO. no; II. 99; la. ao, 65, 140; 13.
150; 14, 27, 93, laa; 15. 93; 16. 3, 6, ga; 17. ao. 33; 18. 17; 19. Sa,
86; ai. a8, 59, 105; aa. 9 ; 33. 68, 81, 145; 34. 13. 44, 47. 49, 183; 35.
IO, 36; 36. 36. 6a, 105, 135; 37. 100, X05; 38. IX, 84, 161; 39. 59;
30- 39-
perpetuale, la pfrpetuaU infamia del suo esilio C. i. a. 98.
.>\ p<rp€tuale infamia . . . delli malvagi uomiaì C t. 11. i.
che in noi sia parte alcuna ptrpttitaU C U. 9. 69.
perpetuaimente. non può . . . p9rp€tuatment« , . . conservare . . . C ii. 9. 4aL
che prrpttuaiménU dura CU. 9. 461,
perpetuo, perchè il Latino i ptrfftuo C i. 5. 4&
perchè Io intelletto loro è uno e parpttuo C ìì, 5. 78.
lo contentare in Paradiso, cb' è ptrpttuo C. iìi. 8. 46.
siccome 1' amistà per angsià fatta é , . . perpetua . C iii. li. 115.
cioè ... e quasi pfrp*tua Valitudine C iv. 19. 44.
perseverare, quelli che . . . non penevtra in quella C. iv. 7. 89.
4
I
485 PERSONA
peno. Dunque verrà, come dal nero U peno . . . C iv. Can». ili. 109 ; 19. 14 ; ao. a.
che il mondo versi I bianchi fiorì in /cm CauM. xx. 79
persona. Partissi della sua bella p*rso»a ... 1' anima . . . l\ N. sa. 69 {Cant, iji. 99).
Che tu dinanzi da prrsom* vadi CU. Cant. t. 57.
air anima , . . Che vede in sua^/nMiui perfeltamenlc star . . C. iv. CnttM. iii. 1 17.
E iUA perenna adnrna [dì bcltatc] C. iv. Comm, ìli. ia7 ; «5. 193.
£ veste sua /rpsoMa d' un diaspro. Cams. xìÌ. S-
La mia petsona parvola sostenne Una passion , Can», xìii. 60.
Dipinta in guisa di persona morta Oiria. xvii. io.
10 vegno a te, come a)Wr30fra pia CtHa. xvii. Xf.
disdegnosa di cotante Penon*^ quante Cohm, xix. ic^
£ c«r tenuto E desiato da persona sag^ Cmma. xix, 196.
peno, siccome il /Vrso dal ncto discende . . , . , C iv. 90. i»,
11 perso è un colore misto di purpureo e dì nero C iv. 90. 14.
penona. mi parca vedere una persona dormire nuda K M 3. 37.
Vedi come . . . distrugge la peraona di costui K A^. 5, 14.
che ... fu credulo sapere dalle più persone che K W. 5. 96.
che ... le pertom sarebbero accorte più tosto del V. N. % te
mi volgo a parlare a indiffinita/tfrfoiM K. ^. 8. 71.
Quella nostra Bcairìce udio da certe penome K. /V. la. 46.
non degnò salutare la tua persona K. A^ io. 51.
il mio parlare in seconda /«rsoMC K W. t9. 138.
io fui condotto per amica /^rsom ^. ^. 14. 5.
fidandomi nella /«rso^ta . . . diasi ...,»..,,... K M 14. 10.
Allora dico che poggiai U mia pertomm ... ad ..••... K. A^. 14. 99.
lo non credo che così gabbasse la mia pemonm K TV. 14. 69.
CondoMÌacosaché . . . molte persone avessero compreso . . . . K TV. 18. 9.
9e non che Ìo parlassi ... io seconda persona K. iV. 19, 7.
bellezze, che sono secondo tutta la^moiw K Af. 19. 107.
secondo determinata parte della persona K TV. 19. 199.
in alcuna parte della mia yvrsoMrt , ... . . V. Pf. 9%. ^
cominciai a travagliare come farnetica permm» K /V. 93. oa.
dii'O, parlando a indtffinita penona T". /V. 33. 913.
Potrebbe qui dubitar /tfr.«>Mci degna di ......,,,. K /V. 95. 1,
parla 1' uomo . . . siccome ad altra ptnona , K W, 95. 89.
come se fussc persona umana ^. A', 35. 95.
acciocché non ne pigli . , . baldanza persona grossa K iV. 35. toa.
che ... le persone eorrcano per vederla K iV. 96. 4.
noa solamente nelle donne, ma in tutte Ic/tnof K. iV. 97. 40.
Fonc . . . per piti sotti! persona si vedrebbe ....... . K. AT. 3a 4^.
a coal distretta persona di questa glorioM y> N. %i, ^
avvegnaché paia . . . per una persona detta ,...,,,, V. Pi, 94. 10.
vede bene che diverse persone parlano K AT 34. 13.
COBI appare che ... si lamentano due persone .•«.... P. M 34. 04,
ne pensava come di persona che troppo mi piacene F. A^. 39. 3.
■1 che . , . non poterono mirare per$onm^ che ........ K. A^ 40, 37,
l«/rr*pwa è nata e nndrìtii •..«•• C. L 1. 35.
in villo C. l 3. 41.
b prcsenia fa la persona di meno valore . C L 4. 9.
dispregiano La persona prima pregiata . C 1. 4. 33.
quando . . . veggiutio la ptrtoma famosa Ci. 4. 49.
le Canionì, che sono in pttmmm S comandalori 01.7.09.
quando una persona va volentieri .... C i. 8. toa.
che mai non fu domandato da perwoisa , . C L 9. 69.
PERSONA
penona. Come ptrsona discacciata e stanca Cmms. xx. ta.
Io dico : ahi lasso ! awìen egli a f^fnona 1 . - ■ . . J '. .V. 16. 37 (Som. ix. ^\
disprcfpar ... In prrstmn dcjl' anima dolente . , . V. -V. 33. 38 {Son, xviì. 13)
Faceva lagrìmar r oltre /^rsoiM I'\ A'. 38. 37 (Son. xxL ^
valore Di riguardar ptrstma che gli miri K. ìY. 40. 54 (Som. xxìH. 4}^
Come quelle /krrsoff/, che necntc Par che y. N, 41. 61 {Som. xxiv. 7).
Per villania di villana ,^50rM Sim. xlv, x.
persona, le popolari ptraotu sono orbate C ì. 11. 4r.
é confpunto coUc più prossime /rr^o»« ..Ci. 13. 44.
conciossiachè la Maestà Divina sia in tre Ptnom C iì. 6. 60.
ciascuna Ptrstma nella . . . Trinità ... si possa considerare . . . C ÌL 6. 73.
non i da guardare . . . per firrsona che tema C ii. 8. 90^
cfae . . . fanno della ptrsona bene sperare C ÌL i x. 35.
tre cose, le quali . . . fanno Ìa persona piacente C il. tx. 53.
che mostra il bene e 1* altro della fitrsona C u. ix. 73.
malagevole a sentire, per le diverse /rrsoxr che C. iì. la. 30.
Sr . . . incuntra ck* tu vadi là dove fitrscmg siano, che C u. la, 54,
ma di tutte quelle ptrsopu che . . . avessero C. iìL t. X4.
gli occhi dell' altre /rrsoMf ... si posavano C. iii. x. 17.
si commendava la y>rrs(ma che s* amava C. ìii. x. 31.
Dell' amistà delle /^rrso»» dissimili . . . conviene C iu. x. 57.
che pongono lo studio loro in azzimare la loro peratma . . . . C iiL 4. Sol
Iddio ama più la persona umana ottima CI iiì- 6. 97.
distìnguo nella sua ^rsDMd due pani C ili. 8. 51.
parlo alla Canzone, siccome a persona ammaestrata C. ìn. 9. aB.
sicché allora non giudica come uomo la persona C iìL 10. 33.
quando le parole sono a una persona^ e la intenzione è a no* altra . C. ìii. io. 53.
s* egli è piacere della persotta lodata C. iiL iol 76.
le lode danno desiderio di conoscere la persona lodata . . . . C iii. ii. &
eh' è propria e distinta in singolari persmte ........ C. iti. xx. la.
la cui amistà non è celata alla persona amata, ed a coi la persona
amata è anche amica C ili. xx. 76, 77.
Democrito, della propria /v-rsona non curando C ili. 14. 74.
però disse Salomone ... in persona della Sapienza C ìii. 15. t6&
che congiugne e unisce 1' amante colla /VrsoHa amata C iv. 1. 5.
le passioni della persona amata entrano nella persona amante . . C iv. i. 1 1 , 13.
se alcuna /moMa intende C. ìv. l. 30.
Virgilio . . . quando dice, in persona di Dio parlando C. iv. 4. X16.
che in persona della Sapienza dice C iv. 5. 13.
Autore ... si prende per ogni persona depia d' essere . . . . C iv. 6. 44.
Mettere a negghlenza ... è di persona arrogante C. iv. S. aa.
che altro . . . pericola e uccide ... le singularì peraont . . . ! . . . C iv. ta. 94.
paura ... di perdere ... la persona per 1' avere C ìv. 13. 101.
Iddio . . appo cui non è scelta di persone C. iv. so, 39.
il divino seme . . . cade nelle singulari persone ... la stirpe non fa
le singiiUrì persone nobili, ma le singulari persone fanno nobile
la stirpe C. iv. 30. 43. 45 Am).
cui vede stare perfettamente nella sua persona acconcio e . . . C. iv. ao, 56.
Puotc . . . r anima stare non bene nella persotta C ìv. 90. 70.
dì Tullio . . . che parlando in persona di Catone, dice C. iv. ai. 8a.
onde . . . trasmutazioni sono nella persóna C iv. 24. 17.
che ]& persona del padre . . . santa e onesta dee apparere. . . . C. iv, 34. 159.
non pur nella pudica persona ... ma eziandio C ìv. 95. 9»,
verbo . . . indicativo ... in terza persona C ìv. 95. ioGl
4^7 ^^i^Hi^^^ PETTO
peraoaa. Giummaì ptrsona non sarà salvata 5. P. cxxix. 9.
QtuU^ è icTtm ptrsona in le divine P, F, 66.
pertenere. Solo «' preti ptHim vol^r Uì ruote . P. F. 141.
pervenire. Per cui lu possi ptrwmrt al re^o S. P. xxxi. 6».
perversa Qucst' è colei eh* umilia ognifiervmo . . , C. ili. Cams. ÌL 71 ; 15. 153.
sfida La debuie mìa vita calo ptrvtfM Cma. xìi. 41.
Cavandomi d' ogni ptrverui usanza S. P. xxjcviÌ. 60.
E la&ccràgli ogni pervèrso merlo S. P. cxxix. «5.
pesare, non le^^a del mal eh' ella vede Cans. xiii. 46.
Ciò che mi gnva e che mi />««« molto Sch. xlviii. j.
peso. Lo p€sc che in' affonda £ tal Cahjl xìi ao.
Cht nullo amore è di cotanto ^cso, Quanto Cttms. xiv. 36.
tutti i carchi . . . infìn al/«jo eh' è mortale Cams, xvi. 34.
Pensando eh' io son carco di gran ^«» 5. P. xxxvìi. la.
petto. Fatto ba d' orgoglio al fieìto schcnno Cale Cuna. xi. 73.
peraODA. Adomatrict dtUa sua fursona si mostra , . . C. iv. aó. 9.
Onde dice Tullio ... in ptr.ona di Catone C. iv. 27. 159.
Odi che dice Tullio, in persona di Catone C iv. aS. 44.
peraiMltone. dee intendere »\\$i fHTsuasiont C iì. 7- S5-
è principio di tutte 1' altre ptrsuasiom C ii. 7. 58.
e potentissima penuastotu aia . . . promettere C. ii. 7. 59.
scguilu io «Ha preghiera . . . questa yVrsMdwMr C ti. 7, 63.
a maggiore /krrsMd-sioN/ dcUa sua compagnia fare C*. iii. 14. 118.
e *1 suo rùo sono le sue /«iwmmpmi C iii. 15. 16.
in quanto le sue /tfrsMoaKMi ancora non intendea C iii. 15. ao6,
pertlliaoeinente. se V swcrsarìo/rryiMaermrw/r ai flifcndcsse . . . C iv. 14. 4B.
pertnittare. Polche . . . sono p^rtrattata tre certe cose detcrminate . C, iv, 19. a.
pervenire, Posciachi tu ^mWm' a cosi schernevole vista K iV. 15. 5.
che air abito , . . possano /^ritfmVv ,,.,., C i. I. 48.
cbc più volte alli malvagi . . . fitrvntgtmo li retaggi C iv. 1 1. 87.
che ... alti .. . ftrvfngoHo appunto lì procacci C iv. 1 1. 97.
che li non liciti «* buoni toai non pfrvfngoHo C iv. 1 1. 98.
li liciti rade volte /Wrtvf^Mu alli buoni C tv. 11. 104,
av^'egnacbè ... si p*rv*gna ... a buona Felicità C iv. 17. 90.
alla quale molte volte cotal seme non pfrvtttte per C. iv. aa. 119,
si puotc induccre ... al che prrvùn* a questo frutto ..... C Iv. aa. laj.
perveno. cosa che da prrvnc ordine procede C. I. 7. 15.
procede da ordine ptrvmo C ì. 7. 00.
pesare, si . . . che a molti amid pttmm della mia vista K /V. 4. 7.
onde molte fiate mi fiatava duramente ....,,..,» K iV. lo. 8.
se non in quanto le firm della gloriosa donna 4 » K. /V. 38. la.
pcacare. siccome pascart pare avere parentela col navicare . . . . C iv. 9. 139.
conciossiacosaché il paòctn sia sotto C iv. 9. 14^
pescatore, come Cesare , . . alla casctu del p€é»tort Amlclas renne . C iv. 13. lao.
siccome . . . nei peui . . . vedcmo .... C. iìL a. 1 11.
sicché il numero ... e il pf9o del bene gli pare piti C ì. a. 66.
quel primo che li ^Ji dell' oro ... cavò C. iv. la. 37.
sicché sostiene il /*no del suo frutto C iv. «4. 111.
un* altra liifermilJi /tf«wm« vidi sotto 1 sole . . . , , , C ii. il. ^3.
La qual cosa era pasumw confusione C iv. 1. 57.
pcstUenxa. svendo per fitthU$tsa di corrompimcnto . . . perduto . . C. iv. 07. tòe.
la storia della pe*ttim»0 dei suo popolo C iv. a7. 165.
petto, senlirc un . . . uemore incominciare nel mio fatto K TV. 14. a6.
culle braccia e col /atto dìnanxi si parava C i. 11. 7a
PETTO
pethk ti . . . Che morte al p«Ho m' ha posto ta chiave ...... Cmn». xx. &7.
Piangendo lisciano fuori del mio pttìo K AT. 35. 53 {Som, xviu. 9).
Ben ti faranno il nodo Saltinone . . • e" pHH ^t\\c stame .... 5om. liu. a.
[facente. Con più diletto, quanto è p\ii piactnU dna. ix. 43.
Vanno ^ta»ff/f' Contenti — che ... sien lodati ....... Csna. xÌ^l. 461
Piactntt primavera . . . Vostro fin pregio mando Boiì, ir. a.
si, che . . . Nasce un desio della co&a piacenU .... K. M ao. 93 (Som. x. xtV
Mostrasi si ^ia»ft/r a chi la mira . . , • K /V. 06. 45 (Som. xv. 9\
E non fa sola sé parer piactntt . . • V. N. 37. aa (Sui. xri. xo).
piacenza. Vostra fina piaomea Fece Dio Boti. iv. 33.
piacere^ f. Che vostra speme sìa quanto mi piaa Là . • . K. AT. 19. 44 ;C«nx. L ^\
Ecco r anccHa tua ; (a che ti piaa C ii. Cans. i. 53.
Suo esser tanto a Quei che gliel dà piaet ... C. iii. CmtM, il, 97 ; 6. 89 ; 13. 93.
Che non s' accorge ancor, coro* ella piact Cena. ix. 58.
quel che la morte Face pùtar Cams. xiv. 38.
Onde *1 cammino al bel giorno mi piacque Con», xv. 56,
Piacciavi dì mandar vostra salute Ccmm. xvì. la.
Piacciavi, donna mia, non venir meno Cana. svi. 14.
Povera e ricca far, come a te piact Cans, xvii. 8.
Ma lor messione a' buon non può piacrrt . • • C-iwa. xix. a6.
Ma e* mi piace^ che al dar degli stocchi Con», xxi. 17.
Queir anima, cui più vi piaa V ombra (5. Quell* animale, cui piò
piace r ombra) Sesi, iv. 36.
quelli . . . Quando v\ piaccia, vuole f^. iV. la. 98 {BalL L 19).
Gentil ballala mia, quando ti piacg^ Muovi tf^.N.i^ laa {BaSi, ì. 43).
in cui Amor si metta per ^ocrrr altrui . Ball, si, 17.
Per vederli per sé quando le piact . Ba//. x. i&.
Che piaa agli occhi sì, che dentro al core Nasce . . . F. M ao. aa iSom. x. ro).
Piacciavi dì restar qui meco alquanto .,..,.. K. JV. aa. 77 (Som. sii. io}.
Piacenti di prestare un pocolìno . Som. xxxiv. 7.
Dìiemel, s* a voi piaa, in cortesia Som. xlì. a.
petto. O sacratissimo prìto di Catone C. iv. 5. 140.
ferire nel petto alle viziate opinioni C iv. 9. i8x.
placente. soatM è tanto, quanto suaso^ cioè . . . piacruté C ìi. 8. 37.
tre rose, le quali . . . fanno la persona ^l'acm/' C. ìi. xc. 53.
piacenza, nelle quali la umana piactnoa . . . più appare . • . , . C. iii. 8. 53.
pdAcer^ p. e domandai che /^fr.ssr loro • K. iV. 18. 16.
Ma poiché le piacque di negarlo a me ....•.•... PI A'. 18. 36.
siccome piacque al glorioso Sire V. N. aa. a.
avvegnaché forse piacerebbe . . . trattare alquanto della . . , , V. N. 39. ta.
ma questa 6 quella . . . che più mi piact V. N. 30. 44.
come di persona che troppo mi piaceste .......... P. yV. 39. 4.
a coloro, a cui mi piaa che ciò sia aperto P. A. 39. 40^
E poi piaccia a Colui , . . che . - , P". A. 43. la.
Ahi ! piaciuto fosse al Dispensatorc C. ì. 3. 15,
ora qui piace toccare , C. ì. 3. 45.
che fanno quella /rVianr sensibilmente C iii. 15. taa.
Cosi fosse piaciuto a Dio, che . . . fosse stato C ir. xi. 99.
piacere, m. fare tuai i suoi piaceri compiutamente K. A^ a. 44,
Appresso il ... fu piacere del Signore degli angeli di P. AL 8. a.
credendosi fare a me gran piacere P. A. 14. 6w
credendomi far il piaare di questo amico K A. 14. aa,
»i mostrava si gentile e si piena di tutti i piaceri K A. a6. ai,
489
PIANETA
piacere, r. Però che Is sum sanU mura fiiacqit^ Alti tuoi servi . . . S. P, ci. 53.
Deh ! piacciati, Sig'nor. d* esaudire S. P. cxJii. 4.
e ti ftiarria Che ne perdoni gli peccati nostri P. F. st^,
pteoctv, n. Perchè il piaarr della sua beliate . . . Divenne y. N. 34. 46 i,Canm. iv. ao^.
Che mostran de' ;)iJKrr del Paradiso C. iìi. CdMa. ii. 56.
Quella virtù . . . Mirando nel fiiactrty S* accorse • Gnu. xiij. 75.
Tosto che sìa /Wortr degli occhi suoi Gtiu. xìii. 84.
Cosi dinanzi agli occhi del piacrrt Si fa Cans. xiv, 55.
Tanto, quanto it piaar nuo\'o s' aggiugne CanM. xiv. 74.
Innanzi che nel suo piacrr ti metta Cana. xiv. 88.
air ombra D' aver gioia e ^acrr di questa donna 5«(/. itt 38,
Che non mi fu in piactrw alcun disdetto Bali. vi. 8.
E recolo a servir nuovo piacnt K TV. 9. 55 \S<m. v. ia).
Quella che in me col suo piafrn aspira S<m. xxviii. 5.
Chi ... ad ogni pia^r si tega e scioglie ^"h. xxxiv. la
£ qual che sia *l piactr eh* ora n* addestra Stm. zxxvi 13.
desidero Di voler, nato per /MKrr del core Som. xxxviti. 8.
Ansi è . . . PùKtr di forma dato per natura Som. xxxvtii. 13.
£ questo basta fin che *l^«icrr dura Som. xxxviij. 14.
Ch' altro ^rViorr agli occhi miei non osa Som. xxxix. 8.
Che tutte cose, eh' altrui />Mcrr danno Som. xlviii. 13.
ti priego . . . che tu di tal piacrw gli svaghi S^n. xlix. 4.
Volgiti a me, eh' io aon òx ptactr piena Som. 1. la.
Oh quanto gran piactr V uomo riceve S. /^. I. aB.
placìnientOh Fu nato per virtti del ptaanwnto Cans. xiv. 41.
piagare. Volete udir, se ^«i^^ ? Cani', x. I83.
pioggia. Ch* ammoru gli fioretti per le /il^fifv CdM«. xv. 47.
piagnere. J '. piangere.
pianeta. E quel piantta, che conforta Ìl gelo, Sì mostra lutto . . . Cana. xv. 7.
Al gran /j'iM^/d é tutta simigliante Orna, xi a. 96.
Ancor quel bel piatuta di Mercuro . . . tinge Som. xxvHU 9.
piacere, h. se piarm sarà di Colui, per cui K A^ 43. 8.
Poiché fu piacert de' cittadini C i, 3. ai.
cose, le quali dimostrano df' pia^tri ... A' Paradito C. iiì. 8. 36.
questo ptacrrv è veramente . . . nell' aspetto di ....... C Ut. 8. 40.
dove questo mirabile /uKmr spparc in costei C liì. 8. 49,
dico io, che appariscono questi piaciri C lii. 6. 73.
■* egli è piactrr deUa persona lodata C. iii. io. 76.
coae che mostrano ^* /««(vn <A' /'nnt^iso C. iii. 15, 10.
si sente quel piacrrt altissimo di beatitudine C. iii. 15. 19.
Questo /MKvrr in altra cosa . . . eswrnon può C. iiì. 15. si.
Poi ... discendo a un altro /Wmrw di Paradiso ....... C iii, 15.113.
che si genera nel piactrt della morale dottrina C. iiL 15. 1*5.
chi r ordine debito . . . rende un piacrrt di C hr. 35. 135.
avendo ricevuto da Dido Unto di piacrrt ... . . • C iv. a6. 66.
piacevole, una . . . donna di molto piactvok aapctlo . . K /V. 5. 7.
piadmenta lo quale a puuimtMio ... si trasmuta ...... C L 5. 54.
dalia loro armonia resulta piadttifnto .... . . C. i. 3. 93.
piaga, mostrando ... la /ùya della fortuna ... . . C i. 3. 31,
piagare, suole ... al piagato . . . essere imputala . C à. 3. 33.
e certe nelle p*éggt e a pi£ de* monti C iii 3. (7.
li sette cieli . . . sono quelli delli piangH. ... , . C li. 14. 33.
caso é alto sopra tutti gli altri piattH, , , , . . . . C U. 14. 031.
PIANGERE
plangeret piagnere. Si mosse con paura a /l'ar^rr forte . . y. S. 33. 133 \Cama, ii. €^
per quella che mvio piangia K. W. 33. 135 i^Cana. n. i^
PiaMsfmi Amor nel core, ove dimora K. W, 33. 158 (Cai»*. ÌL 31).
mi parve vedere ... £ pianger cgW ed ella .... V. N. a^ 178 iCtfiw. ìi. 51^
E dicerò dì lei piangntdo, pui Che K W. 33. 52 tCanz. ni. itt\
Chi non la péangr, quando ne ragiona ... ha . . . . K AT. 33. 73 (Cam, uì. 3*).
E però non gli vien di pianger voglia f,N. 33. 77 {Cans. lii. 37),
Poscia piangendo^ sol nel mio lamento Chiamo ... V, N, 32. 94 1 Cokx. ììL 54)»
Piangerai doglia e sospirar d* ... Mi strugge il . . . K AT. 33. 97 {Cans. iìL 57),
Pietosa mia canzone, or vn piaiignuto ...... K. TV. 33. xii yCana. iit. 71 .
Come r anima ih&isi ptaMgr m luì C ii. Caiu. i. 11 ; 7. 70.
L* anima /ran^ • . C. ìi. CmnM. i. 30; io. 14 ; 16. 50.
Dammi savere a pianger come voglia Cohm. xi. 4.
Innamorata se ne va piangendo Fuora di Cans. xiiL 39.
abbraccia Gli spiriti che piango» tuttavia Canm. xìii. 41.
Sopra colei, che piangr il suo partire Can». xtii. 50.
Sicché piangendo disse all' altre poi Canm. xiii. 79^
Onde r aere s* attrista tutto, e piagne Con*, xr. asL
!o vegno . . . Piangendo . . . quella dolce pace Cam». xviL xa.
Perchè dinanzi a te piangendo vegno Cans. xvii. 17.
Dentro la terra mia, cui doglio e piarlo ........ Canm. xvìiL 63.
questa, cb' era di /4'an^rr si pronta Cans, xx. 41.
Pianganlo gli ucchì, e dolgasi la bocca Cans, xx. 66.
tal ferita . . . Ch' io vo piangendo BaJJ. vi. 34.
Appresso gir oc lo vedca piangendo K W. 3. 90 {Som. i. 14V
Piangttey amanti [, poiché /^Vin^ Amore] . . . . K. /V. 8. so, 3i '•Son. ili, % : te).
Altro pianger mi fa spesse fiate K AT. 13. 41 \,Son, tL 6).
Io veggio gli occhi vostri e' hsnno pianto V. N. aa. 79 {Son. xii. la).
Deh, perché piangi tu [si coralmente] y. N. aa. g^ iSon. xiiL 5\ 109.
Vedeslìi pianger lei, che tu non pui . . . celar . . . ? . . . K A', aa. 95 {San. xìiL 'j\
Lascia piangen a noi [, e triste andare] K AT. aa. 97 {^Son. xiii. 9'^, 120.
Sarebbe innanzi lei piangendo morta K A^. 33. ioa ^Son. xxiì, 14}.
piaogere. lo spirito naturale . . . cominciò a/iVif^rrv, epiangrndo disse
queste parole K AT. 3. 36 • &Ù).
cosi piangendo si rìcoglica questa donna V. N. 2- 54<
le quali ^MH^tWNO assai pìctosameotc K A^ 6. 8.
anzi piangtftdo mi proposi di dire K A^. 8. ts.
chiamo e sollecito i fedeli d' Amore a piangen, e dico che lo signore
ìoro piange, e dico * udendola cagione pcrch* e' /«ar^r' . . K A^. 8. 37, 38, 39.
pareami che piangesse pietosamente K M la. 06.
Signore della nobiltade, perché piangi tu f V. N. i^ 30.
piangendo e vergognandomi . . . dicea K, M 14. 65.
ove questa Beatrice piangra pietosamente K. AT, aa. 33.
Certo ella piange si che qual la mirasse dovrebbe K A^ aa. afiL
Questi . . . piange né più né meno come se K. AT. aa. 47.
cominciai a piangere ... di tanta miseria V. N. 33. 15.
veder mi parca donne andare . . . piangendo per via V, Pi, 33. 34.
che mi facea giudicare che piangessero V. N. 33. 38.
incominciai a /kiM^vnr molto pietosamente - K AT. 33. 45.
non solamente piangta nella imaginazione, ma piangea con gli occhi K A^. 33. 46, 47.
■1 forte . . . che, piangendo, cominciai a dire K. A^. 33. Bt.
credendo che il m\o piangere e le mie parole fossero K. AT. 23. 88.
con grande pMura cominciò a piangere V, N. 33, 90.
s' accorsero di me che piangeva V, N» 33. 93.
491
PIANTA
piangere, rei . . . Lasso ! di f>i»Mgt$' si la donna mia, Clic afoga»!
lo cor. pMHgttido lei K iV. 33. 3» <,Som. xviì, •}), 33 {Son. xvìì. 8).
Quella donna gentil, cui pùmgr Amore K W. 35. 46 vSr»«, xviii [a*], a).
/Vif^m^o usciano [fuori del mio petto] . , . . K /V. 35. 30, 53 vSon. xtììì. 9^,
Lo qiial mi face andar cost piangrudo K A^. 36. 49 {Som. xìx. 14).
Pel desiderio di/idN^rch' egli hanno K ÌV. 37. aó \,Son. XX, II),
Mcmbrandov-i colei, cui voi ^angtstt K A''. 38. 43 Son. xii. 8).
E spesse volte piangon si, eh' Amore K A^. 40. 57 {San. xxììi, 7).
Che non fiiaugeU, quando voi passate ^- /V. 41. 59 (Son. xxiv. 5),
Hannu virtù di (ar/>ùi)i;^rrr altrui f'. A*. 41. 68 (5ow. xxiv. 14).
che V Amore PiangfHdo mette in lui K A^. 40. 50 (.Sun. xxv. 4).
Andatevene a lei . . . Piang*ntÌo tà cW ella oda Som, xliii. 6.
Per cui dolente qui ^Mti*^ e sospiro Sem. xlviìL 3.
Se vedi gli occhi mici di piangrr vaghi , Son, xlix. t.
Non piattgrr pili, tu sci già tutto alatlo Son. II. 14.
Piangi la madre, eh' ha più d* una doglia Som. Ili. la.
ptaoo» ndj. Per fìgliuola d' Amor giovane e ^Wmi . . . . KiV. 19. 79(CaM«. i. 60).
Oimò quanto /laHr, Soavi e dolci ... ti levare Cuna. ziìi. 10.
JMna ed umile Muovi, novella mìa ..... Gifra. xvii. 64.
dava salute . . . quella benigna e^Nd Som. xxìx. io.
piano, N. Ch' io son fuggito per^wni' e per colli Stsi, ì. ac.
Danzando un giorno per />i«i«i' e per colli .,.••.... .$<^. id. 30.
Che K n'allegran valli, fiiani e colli . Stsi. tv, 17.
34
piangMìBi era si rotta dal singulto del piangrrr • . f^ A^. 93. 107.
nella quale f-'angmdo ragionassi di lei K M 33. 7.
dico come altri piangt della sua parlila K A^. ja. 30.
nella pritna dico chi non la piaMgr; nella MoutJm dico chi la
^»tf» ^ AT. 33. 33,
•entìi ... li miei occhi cominciare a voler ^«in^firw K A^. 36, 18.
Or voi sulevate far />ùtM^rv chi vedea la KM 38.8,
della gloriosa donna di cui pùtngrr solete K A^ 38. 13.
che desiderassero pur di piangm . . K A^. 4a 30.
io pur gli farei piangrrt anzi eh' egli uscissero ........ K iV. 41. 04.
parulc, che farebbero pVMgtrt chiunque le intendesse K AT. 41. té,
onde nella camera ... sé aedeshno rìprcudcrc dee e pmmgtrt U
suoi difetti C L a. 33.
son octaule che il pastorCi piangmdo e gridando , . . dCnanci si
parava , C U 1 1. 69.
r umana genermxione non cesserà di fiiamgrn . . C. Iv. la. 78.
plano. Questo sonetto è s) fiiamo ad intendere f. A^ a6. 51 .
questo sonetto . . . eh' é piano senu dividerlo K AT. 37. 14,
pianta 1 1). at vita d* animale e di pianh . . . C ìi. 15. 154.
aiccomc vcdemo nelle ptnntt tutte C iiì. a. lod.
Le pitintt . . hanno amore a certo loco . . . però vcdemo certe
pianti lungo Y acque . . . confarsi C ili. 3. ai. 24.
per la natura terza, cioè delle ptanU C iii. 3. 67.
nccomc nelle piani* vegriart • . . C tv. 7. 11 3.
e la questi altri animali t pianU . . . non IJ noti C tv. 14. 98.
che r uomo chiama . . . nobile piamim C Iv. j6. 46.
quelle degli animali bruti e tìcWe ptant$ • , C. iv. ai. 83.
siccome vcdemo procedere la natura delle ^*att4« C. ìv. 34. 66l
poiché della toro semenza cosi (atta ptmnim ai vede C iv. «9. 70.
pianta (a), sicché li cittadini di Mmrim tengano le pim»th contro le
ptAMte di que' di Lutm C. ui. 5. 106 ^Aif^
PIANTO
499
pianto. E rotta si dall' angoscia e dal pianto KN.a^ 143 [Canx. ti. z6X
Levava gli occhi miei bagnati in pimtti V. N. ix^ 184 {Can», iL 57^
Di sospirare e di morir di pianto K iV. 30, 79 [Cana. iii. 39)»
Se gturdì agli occhi mìei di piatto molli ,....,.., Gnu. xviL 19,
Che non sofferse d' ascoltar suo pianto Orna. xix. 6.
Bagnata il viso di pianto d* amore . K A*, aa. 73 {Son, xii. 6'.
Che nel smo pianto V udimmo parlare ...... K. A. aa, 99 {Sem. xiii. ix'..
per veder . . . Occhi gentili e dolorosi pianti K A^. 37. 19 (So»», xx. 4).
Or non mi vedi consumare in pianto Gli occhi . . . t ..... 5o*f. xlviL 5.
Ha esaudito lo pregare, e '1 pianto Degli occhi 5. P- vi. 41.
E '! mio ber mescobva con ÌI pianto S. /*. ci. 30.
son senza fine, Con pianti e strìda ed infiniti lai P. F, 63.
picciolo. Ma donna gli mi dà« e' ha pùrioJ tempo Cmns. xr. 3^
che piccioi tempo ornai Puote aver luogo quel CsMa. xvi. 67.
Di fonte nasce Nilo pica'oi fiume Canz. xx. 46.
Eccetto il stolto e 'I picdoio Eanciullo S, P. xxxi. 69.
piccolo. Che m* ha serrato tra y^ùvo/j' colli Sést, \. 11.
pie. se ne già Molte fiate a' pii del vostro Sire C. iì. Caivj; i. !&
colui. Che ... Va co* suoi pif colà, dov* eg^i è morto ..... Canz. xi. 40.
Stommcne a /*r della lor signorìa Som. xxx. 8.
Quand' ella è giunta al /^ di quella torre Som. xJiv. 5.
{Mede* Non rooverieno il pitdt Per donneare CaiUL xix. 51.
pianto, si convcrtia in ama rissimo ^ìam/o K. AT. 3. 53.
E in questo /i<tn/£> stando, proposi K. M 14. 70,
con doloroso singulto dì pianto V, N, 03. 84.
B* accorsero . . . per lo pianto che vedeano fare a questa . . . . K. A. 03. 93.
per lo lungo continuare del ^ùm/o. F. A. 40. 33.
piantira. \2nz. pianura è, con certi campi e sentieri C. iv. 7, 56.
picciolo, ond' io divenni in picrioio tempo poi dì . . . . , . . . K ÌV. 4. 6.
E segno che sia picàoi tempo è, che . V. N. «5. 36^
sicché in piccioi tempo . . . cominciai . . C ii. 13. 49.
stelle . . . tanto piccioU che distinguere . . . non le potemo . . , C. ÌL 15. 70^
Lo quale amore . • . di piaioia in gran Gamma s* accese . . . . C. iiì. 1. &
due volte 1* anno ha . . . due piccioU verni C. iii. 5. 189.
queste ore si fmnno piccioU e grandi C, ìu. 6. 18.
^m'o/i beni le paiono grandi C, ìv. la 159.
successione di pim'oia cosa in grande cosa C. iv. 13. io.
piccolo, con ampia misura ... e con piccola cerca lo bene . . . . C. ì. a. 65.
se "I piccoio tempo cosi trasmuta C i. 5. 59.
per comparazione alla quale si fa ... il pusillanimo piceofo . . . C L 1 1. 134.
siccome la grande spera... così questa^fin^a: e così ha questa ywV/t)^ C. il. 4. 84 (Aù).
Mercurio è la più piccola stella del cielo C. iL 14, 99,
quanto che *1 di sia grande o piccato . , ,C,iiL6w 17.
ano nuovo cittadino di /fcco/a condizione C. Ìv, 5. 173.
non , . . ogni formalità ... ma molto >^f'a;o/a parte C iv. 10. 53.
che sono . . . dodici, o grandi o piccoU C iv. 33. 144.
pie. questo pensiero che se ne già ... a' /v»^ del Sin C. ii 8. 39,
e certe nelle piagge e a pii de' monti C iii. 3. »7,
qui non è da trapassare con pie secco C. tv. a. 41.
Che Io/*f dell' albero ... si dee principio dire e .,,.., C. iv. 18. 48.
piede. Io tenni i /b>(/i in quella parte della vita K. /V. 14, 6t.
a' piedi di coloro che seggono ricolgo C i. i. 69,
alli loro /Wi si pongano tutti quelli C, i, 1. 97,
• lasciane la mala opinione prendere ^t/r C ìv. 7. 18.
493 PIENO
piede. Gittatevclc a*/fn/i uroilcmentc Som. xUii. 13.
ptegare. Né U diritta torre Fa fiifgur rivo C. W, 0»h*. iii. 55 ; 10. 1 15.
Tal, che se pitga vostra cnideltate Cana. zL 83.
tj> dolce pomo . . . Per cui ciascun man pi*ga Canm. xx. 95.
Se n vostro cor si pitga in tante voglie Soh, xxaìv. xa.
pieno. Vcggendo gli occhi mici/wM di pielate . . . . . K, A^. 83. 131 ì^C^hm, ii. 4)»
Partissi . . . Putta di grazia 1* anima gentile K. W, 32. 70 i,C«m«. Ui. 30).
Ne mandali messi al cor pùn di diairi C. iii. C'ffH& ìi. 35 ; 13. lai.
L* anima . . . Piema d* amore e di cortese lode C iv. Coum. iii. 130.
quando ella ò ben piena Del gnn desio Cans. si. aa.
Tal eh' io rimasi di paura /fifMO Canv. xiiL 6a.
Ora ti veggio . . . pi*tia dì vizìi Cans. aviii. 83.
Maggior tempesta . . . Che le passate tue fiùtn di strìda . , . . CartM, zviii. 5B.
colui, Ch' Amor si chiama, ed è pìen di salute Coma. aia. 90.
che ... sì muova Un spirito soave e pi<M d' amore . . . V, N, a6. 49 (Som. xv. 13).
Lo qua! mi mena tanto /Wm di fede . . . Ch* io Son, kxxv. 9.
Volgiti a me, eh' io son di piacer /««Ha Son. 1. la.
Ha io son certo ed informato a pirno S. P. xxxi. 73.
Perchè i miei lumbi son pUm dì scorno E di ........ S. A xxxvii. os.
partorito fui Essendo pieno dell' umaii difetto 5. A L 18.
E col tuo spirto /«imo di virtute Fa, che S. /*. 1. 49.
Ma ogni giorno, eh' io son pien d* aflannì S. P. ci. 5.
piede, il sole pare di larghezu ... d* un pieeU C iv. 6. 53.
che . . . appare di quantità di uno pitele C iv. 8. 6a.
* Se r uno de* pted» aves&i nel sepolcro . . .' , , C ìv. ta. tao.
Maria . . . a.* piet/i dì Cristo sedendo C.iv. 17. 103.
mirare oUc vesLìgie delli patemi ^<6' ...•..■••• C iv. 94. 157.
piegare, che *1 consentimento mio /W^mt ìover di lui . . . . • Cit 11.84.
chi fuori dal debito ordine ò/wfuA? C tit 15, 154.
pleawneatc. Dì questa virtù ... dirò più /iirHamrH/# . , . • « . C. i. la. 87.
acciocché questa parte più pù-nametUe sia intesa C. il. la. 7.
di questo vocabolo . . . più pienamente si parlerà C^ il. f6. 95.
della quale trattare la . . . Caiuone ptenamente intende . . . . C iv. 1, 98.
siccome . . . sarà pienamente manifesto . . , . . . , . . . C iv. 16. 117.
pleolailmo. sicché 1* una culi* altra congiunta . . . pienÌBumm sono d' . C. iv. ù. t6a.
pleoo. molti pirni d' invìdia giii si procacciavano K AT. 4. 8.
die questa donna fu amarissimamente /v>Na di K, iV. aa. 18,
li mostrava s) gentile e si pinm di tutti I piaceri . . . . . . . K AT. aft. ao.
perocché lo stomaco suo è ^lirMo di umori C. L i. 91.
non avrebbe ^Mo lo suo comandamento C ì, 7. Sa.
le quali . . . ^cdrh essere piarne dt . . . bellezza . C L io. lol.
a me ne soverclileranno le sporte pÙHt .... C Ì, 13. 84.
Onde le stelle . . . sono più/ftm/ dì virtù C it. 4. 76.
nessuno dubita . . . che elle non sieno pime di C it 5. 63.
questa . . . piena di quelle cose che dilettano C iL 6. 36L
to moTìmcnto di quello ciclo p%eno d' amore Cit6.ii3.
■ /«TMO intendimento di queste parole, dico .••..... C li. 7. 73.
la divina Saen^a, che piena è di tutta |>acc CÌÌ.15. 1A61.
la acrìltura è stella piena dì luce • . • C li. t6k. 1 1.
la quale . . . é Donna pitna di dolcezza .•••• CU.iA.ai.
rimane . . . pieno di certez» lo familiare ìntclletlo C ìi. iti^ 4$.
lo mezzo, ch* è diafano, è tanto /«into dì lume C iii. 9. 118.
U sua privazione é . . . piena d' ogni tmtiiia C iii. 13. 19.
U giudìcio della gente ^ÙHd d* errore • . C iv. al ii8w
PIENO
pieno. E gli oasi mici soo secchi e pìen dì donni *S. /*. ci. 9.
piacque AUi tuoi servi pimi di bontade S. /*. à. 54.
1I« perchè so che sci pim di pietadc 5. P. cxxix. la
Onde dolente e pièno di tristizia . . . porgo S. P, cxlii. 96>.
DcIU cui grazia terra e cici son pittti , , P. f. 13.
Fu . . . crocifiMo, Di grazia /fimo e di colpa digiuno P, f. 33.
Divino Padre, pim d' ogni salute . , , P. P. 333.
Ave , . . Maria Piena di grazia • , P. P, a^a.
pietà. So\ii pietà nostra parte difende K. /V. 19. 41 (Coiu. L 9a\
Gli occhi dolenti per pietà del core K. JV. 38. 41 (CattM, ui. 1).
Che . . . Pietà farìa mcn bello Ìl suo bel volto Cams. xi. 15.
Ch' altrettanto ... Mi reca Xsl pietà quanto *l martiro Cans. sML 3.
non tniovo . . . cui pietà per me muova sospiri Cana, xviì. a.
Se guardi alla ^Wd ch* ivi entro legno • • • • CaN<. xviu ao.
Forse pietà n' avrà chi mi tormenta Cniu. xxi 44.
£ di' a colai eh' è d' ogni pitta chiave K JV. 19. 1 14 {B0O, L 35).
Abbi pietà del cor che tu feristi B&tL ÌU 3.
Amor sente a pirfà donne chiamare K. A^ 8. 33 (Sm. ìiì. 3),
Morte villana, di /iV/à nemica ^. A^ 8. 45 (Sem ir. z^
chiamar la mia nemica, Madonna \a pietà K. A'. 13. 49 (Soif. vi. 14%
Per la pietà [che '1 vostro gabbo uccide] .... K AT. 15. 39 (Som. viiL xa^, 6ft.
E vienmene pietà si. che sovente Io dico K. A^. 16. a6 (Stm^ ix 3\
Par divenuto di pietà simile K A', aa. 71 {Soh. xiL 4).
s) . . . Che fai di te pietà venir altrui K A', aa. 94 (Som. xiii. éy
Ella ha nel viso \& pietà si scorta K A. aa. 100 {S<m. xiii. t»)»
Venite , . . O cor gentili, ch* pietà ti desia K. A. 33. 37 {Som. xvii. a\
Color d*amore, e dì pir/à sembianti K A'. 37. 16 \Soh, xx. i\
Ed è contro a /f>/à tanto superba Som. xxxi. la.
che si vede Meco /nWu tradita da mercede So», xxxv. 14.
Alquanto per /r/'à con me sospira , . ^on. xjudx. 14.
Per novella pietà che il cor mi strugge Som. xUx. a.
che maggior memoria Si (a di tua pietà S. P. cxliì. a6.
piena che r Autorità ... sia piena di tutto vigore C iv. 6. 157.
per questo modo sono^Ww d' imperfezione C iv. ix. 47.
rendere il raunatore /wno d' ogni ap(>againento C iv. la. sa.
queste false meretrìci, ^bm# di tutti difetti C iv. la. 87,
Pient di sicurtà . . . fanno lor cammino più brieve C. iv. 13. 106.
quello che ha figura di presso che ^Mwa Luna C ìv. x6, 92.
r uno è più piffto di beatitudine che V altro C iv. aa. 135.
bianchezza è un colore /tVvro dì luce . Civ. aa.i88.
la Contemplazione è più /linia di luce ... che C. iv. aa. 190.
pietà, di chiamare e mettermi nelle braccia della pietà ....«• K. A. 13. 33.
la mia nemica, madonna la pietà K A. 13. 59.
anzi credo che molta pietà le ne verrebbe K. A*. 14. 70.
lo credo che /*r/à ne giungerebbe altraì ^'^ A' 14, 75.
quegli che non mostra pietà di me K. A'. 15. 57.
perchè altri dovrebbe aver pietà V, N. t$, 59.
coloro, che forse vedrebbono questa )h>/à K A. 15.64.
e massimamente la ptetà, la quale fa rìspleodcre C iì. 1 1. 36.
non è pietà quella che crede la volgare gente C iì. 11. 39.
contro alla debita pietà il figlio alla . . . intende C tv. 13. ia6k
le buone disposizioni . . . cioè Pietà e Religione C. ir. 19, 40.
Li quali . . , sono sette, ciò* . , . Pietà C. iv. ai. xii.
quanta /«r/à mi strìgne per te . . , , C IV. 37. 97.
^4-93 ^^^^KKF^^^IF PIETOSO
j, jygcrfcade. Dio, per pie/ad^ or dagli alcun» lena Soh. xtvii. 3.
I^L circondati Di grazia, di /^fWar/r e sommo onore S. P. xxxi. -jS.
^^B lo prego te per la tua gran fiutati^ S, P.\. a.
^^1 Ed è ragion, che tu le abbi fnetadt S. P. ci, 53.
^^P Ma perchè so che sci picn di pifiaJt S. P. cxxix. io.
Come più volte per pitlade fai . . , S, P, cxlii. 60,
rlt& Veggendo gli occhi mici picn dì pìftaU V.N.a'^, 131 {Can^ ii. 4).
E d*i mstiT pùtate^ e non disdegno V, N. 33. 003 fCoxa. ii. 76).
E" si raccoglie ... Un suono di pittate '.V. N. 34. 41 i^Cana. iv. 15).
Guarda la vita mia ... E prendine piftate Canm, bc. ji.
Fiorenza . . . Vo(a d* amore, e nuda di pittate Cana, xi. 79.
V ascolta con pittate il suo fattore Cana. xiii. 34.
Di fuor conosce che dentro è pittai* Cane. xvi. 53.
Appresso eh* avcrai chiesta />fr/f7/^ K. A^. la. 96 {Ball i. I7\
sicunuiza Che voi sarete amica di pittale Bali. vii. 4.
lo non spero che mai per sua pìtt'ttt Degnasse ....... Bali. x. ai.
E sol s' accordano ìn chieder ;^i>/a/r V. N, 13, 42 f5o«. vi. 7^.
Se lo saveste, non potrìa pittatt Tener F^ .V. 14. 83 (Som. vii. %\.
E se venite da tanta pittata K iV aa. 76 {^Sqh. xii. 9).
\1dero . . . quanta piriate Era apparita K AT, 36. 39 (Som. xix, i\
Faceva lagrimar . , . Della />/WA/tf K.^V. 38. 38 {San. xxi. 4).
Agri pittatt de' mìei gra\*i errori 5. P. vi. 7.
Nisi pidattm habuerìt servo Cans. xxi. ag.
Donna /VtWosiT e di novella etate . V.N, 33. laS {Cana, ii. i); V. E. ii. 11. 41.
Pittata mia canzone [, or va piangendo] . . V. N. 33. ao, 38, ut {Catta. iiL 71^.
tomt si fugge Questo pietoso che m' ha consolata . . . C. ii. Cane. ì 33 ; io. ao.
Mira quant* [quanto] ella e pietosa C. il. Cana. ì. 46; 11. 3?.
E non sarei pietoso né cortese Cana. xiì. 70.
Che mcn* ha colpa e non fu mai pietosa Cana. xiil. 93.
Dirada in te . . . De* fìgli non pietosa Caua. xviii. 33.
perocché pietoso Fu tanto del mio core Cana. xix. 4.
Egli, pitfoso e fello . . . fece dimanda Cana. xx. 39.
Cosi foss' ella più pittosa donna Ver me Sest. ii. 45.
Udite U ballaU mia pietosa Ball. x. a.
Mosse dagli occhi di quella ;^lV/05a V. IV. 39. '}3 {Son. xxiì. i3\
Voi, Donne, che pietoso atto mostrate Som. li. r.
s) che qual la mirasse dovrebbe morire di pittacU ....KM aa. 39.
ticchi tutta la pietadt pareva in lei accolta ..KM. 36. la.
qttsM come di so stcs» avendo /lif/a^tf K M. 36. 17.
Ma /ùAs^ non è passione C ii. 11.43.
— — Kwwmente. le quali piangevano assai pietosamente K M 8. 8.
parcami che piangesse pietosamente V. N. la. arj»
ore questa Beatrice piangca pieto*antente V. N. ao. 03.
cbe avemo udito parlare questa donna cosi ^/osam/N// .... K M. aa. 45.
incominciai a piangere molto /^l>/<:>5dmffl// K M. 33. 45.
nella trrcn parlo alla canzone pirtosamtntt K M. 33. t8,
1.^^^ U quale ... mi riguardava mollo pietosamentt KM, 36. It.
cioè per la pietose! vista che ... mi giunge ; la qual vista
pittosa è distrutta .' . . K M 15. 59, 61.
che con quella pietosa donna non sia . . . amore K M. 36. aa.
s* £»cea d' una vista pittosa e d' un color pallido .......KM. 37. 3,
io anda^'a per vedere questa ^Wojfl donna K M. 37. 9.
della donna, che tanto ptetosa_c\ s* t mostrata ■ K M 39. aa.
«criocchè più paresse /lir/oso, proposi di dire K M. 41. 31.
PIETOSO
496
pietoso. Dove . . . Saranno ìnsàcme con li re pittou 5. P. ci. dfi.
pietra. Core ha di pùtra sì malvagio e vile V. JV. 33. 73 '\Cmm9. ni. 33^
asprOf Com' è negli atti questa bella pietra . Ccmc xii. a.
La niente mia, eh* t più dura che pùtn» In tener forte immagine dì
pittm C*»*. XT. xa, 13.
Si è birbato nella dura pirlra Sfsi, i. ^
Che non la muove, se non come pifir»t H • ■ • tempo Setf. i. ^
Più forte assai che la calcina pùim Stsf, ì. 18.
Le sue bellezze han piìj virtii che fittim Sfs4. i. r^
Si fatta, eh* ella avrebbe messo in fiftm V Amor S*sf. ì. aó,
che mi torreì dormir su pùtrm SiSt, L 34.
Gli fa sparir, come pietra sott* erba ........... Sest. L 39^
una donna. Che fosse fatta d' una bella pirira SesL li. li.
Per man di quel, che me' intagliasse ìxt pittra SetL li. ta.
Ed io che son costante più che pietra Sa<. ÌL 13.
Porto nascoso il colpo della pietm^ Con la qual mi feristi come piettu Sfst, iL «5, t6.
Talché mi giunse al core, ov* io soo pietra Sesi. u. 18.
E mai non si scoperse alcuna ^Wra ... Che SrJ<!. ii. 19.
Che mi potesse atar da questa piètra Sesi. u. aa.
tu sai che . . . L^ acqua diventa cristallina /«Vfra SesL iì. 96.
si bella mi luce . . . eh' io la x'eggìo in pìetm SesL ìi. 41.
questa gentil /i/fna Hi vedrà coricare in poca.piftra Per non levarmi Sesi. ìi. 56, 57.
Tal, che con tutto eh* ella mi sìa pirtra, Mi dà Sest. ix. 6a.
Che mi sta in cor come virtute in pietra Sest. UL 5.
ì colli, Che son ... di piii secca pi^ra Sesi. in. iflL
r aveva duro il cor com' una pietra . SesL ixL 19.
Che non sì vide mai intaglio in piètra . . , Che . Seti, iiL 34.
K fermo nel suo amor, come in mur piètra Sesi, ìv, 5.
Che ... ne dona vìrtii ... io pietra Sest. iv. xflL
Io so che sarei piìi vile che pietra Sesi, iv. 19.
GKTar potrc' la virtù d' ogni^fra Sest. ìv. a6.
com* una pietra Mi sto Sest w. 34.
Le pietrt par che grìdin : Moia, moia K. TV. 15. 35 {Som, vxii. 8)u
E' non £ ... Né anco tanto dura alcuna pietra Som. jcaxL a.
irfetoso. Virgilio, d* Enea parlando . . . pietoso il chiama . . . . . C B. 11. 3^
pietra. Orfeo lacca ... gli arbori e le pietre a sé muovere . . . . C ii f . 37.
coloro . . . sono quasi come pietre C.ìi.1, 34.
più temerebbe . . . che non farebbe Impietra C ìi. io. 71,
se una pietra potesse cadere da questo nostro Polo C iìL 5. 80.
se dall' altro Polo . . . cadesse una pietra C iìì. 5. 93.
Ut dove cadrebbe questa seconda pietra C. iìì. 5. 97.
siccome è V oro e alcuna pietra .....C. iit. 7. 34.
che \c pietre . . . siano degne di reverenza C iv. 5. i8t.
Una pianura è ... con /»e/n C tv. 7. 58.
che non vivere 4 nelle pietre C. iv. 8. [a6.
e ìc pietre non sono suggetto di vita C iv. 8. ia&
quel primo che ... le pietre . . . cavò C. iv. la. 38.
che 1' uomo chiama nobile pietra C.rv. i6l 46^
cosi la guglia . . . sarebbe la più nobile pietra del mondo . . . . C. ìv. 16. 69,
se una pietra margarita è male disposta C iv. ao. 64.
discende . . . come \*irtute in pietra . . . . C ìv. ao. 105.
L' Angelo di Dio . . . volse la pietra C iv. aa. 171.
faceano magnifici lavori ... di pietre C iv. as. 56.
I^etro. eoe) la guglia di San Pietro sarebbe C iv. i6l 68.
497 ^^^^^^ PITTACO
pigliare. PìgììandoU anxi terza, Con esse passerei Cmna. xiì. 68.
Così vanno a pigiar villan diletto Cans. xix. 54.
£ virtù per esempio ha chi lei ^]ffilii . CafM. xix. ixi.
udito, Che /f^/iVir vi Usciate ad o^i uncino 5oh. xxxìv. 6.
E '1 santo nome di Dio non pigUamo In van giurare P, F. 157.
pigilo. E a quc* che t' aman più» più Cai ma) pi^io Canm, xviìi. 30^
pigro. La penitenza mìa é pigra e larda S. P. xxxi. 96.
pingere ti% Voi le Tedctc Amor^i'n/o nel riso K A^. 19. 74 (Gm*. i. 55^
Poi chi pingr figura C iv. Cans. Ìli. 5a; 10. 105.
che vui Per man d' Amore U entro ^xAi sete Cchm. xvi. aa.
Sana mai quella eh' ^ nel mio cor /m/(i1 ... Son. li. 3.
pingere (3). Qucst' è quello che ^t'n^r Molti in servaggio .... CafU. x, 87.
si, che non esca Pinta per corda la saetta fore Can». xvìi. jo.
pino. Se non se in ptnoj lauro od abete Ora*, xv. 44.
pintura, è distrutto . . . Come pintura in tenebrosa parte .... Cmtz. \x. 13.
Che ... li gira D* o^ni crudelitate )in^ pintura Ball. x. 8.
pio. lo vegno a te, come a persona pia ... Can». xvìi. it.
Però eh* egli è il Signor si dolce e pio S. P, cxxix. 19.
In Cristo fosse nostro, santo e pio . . . Z'. /*. 33.
pioggia. E vedca (che parcan pioggia dì manna) . . . K A'. 83. 185 {Ca»». W. 58).
cade in bianca falda ... ed in noiosa ^c^^^ Cans. xv. ai.
piovere. Sua beltà ^«om fiammelle di fuoco . . . C. {il. Coma, ìi. 63; 8. 136; 15. iti.
quando piovi Amore ìn terra da tutti li cieli Cana, xv. 67.
Ciascuna stella ... mi piatft Della sua luce e ....... . Ball. vi. ti.
E da* tuoi raggi sopra 'I mio cor piov* Tanta paura, che .... Son. xavii. 5.
Pietro, ite e dite alti discepoli suoi e a Pi*tn C Iv. aa. 157.
e dicalo 'aJli discepoli e a fVr/n>* C iv. aa. i8i.
sviati, siccome Pittro che l'avea negato C iv. aa. 183,
pigliare, colui, che non sa per qiul vìa pig^ il suo cammino . . . . V, Pi, x^ 96.
dico che . . . non so da quale pigli materia ; e »e la voglio pigUart
da tutti, conviene ^> M 13. S7f Sa-
dico , . . pigtiando ciò eh' Ìo udii da loro K A^. aa, 64.
acciocché non ne pigli . . . baldanza persona grossa V. N.9^ 101.
scriaoi . . . pigliando quello cominclamcnto dì Geremia ... K. A^. 31. 7.
delle quali, univeraalmente/v^/ùrxWo^, trstU C ii. 15. 89.
^mopr, veramente piglia$»do . . . non è altro . C sii. a. iB.
non comincia . . . piglimitMa per lo modo che C iv. 34. 45.
pigrizia, r una ... è induttrice di necessita, 1* altra dt pigrìàa. . . C. L i. 30.
tutti quelli che per /t^frùù sì tono stati C I. x. 98.
pingere. uno spìrito . . . pingta fuori i . . . spiriti del viso . . . . V. N. 11. la.
che *1 primo Agente, cioè Dio. ^'m^ la sua vinti In C. ili. t4. 39u
pintura, dico che poggiai la mia persona ... ad una pintura . . . K A^. 14. 30.
ptomtiare. nel vetro /^'omAa/o la immagine appare C iii. 9. 81.
ptotnbOw come specchio, che é vetro terminato con piombo . . . . C. ìli. 9. 77.
interpongono dì quel colore tra '1 vetro e 1 piomòo . . . C\ lii, 9. 98.
piovere, che U beltà di quella piovtfiammtélU di fuoco ... . C. ìli. 8. I47.
queste yCammr/ilr che pttA'ono dalla sua Mtà .... . C ìli. 8. I9OÌ.
che sua Mtà^ cioè moralità, piovf fimmmaiU tk'fitom» . . C Iii, 15. 104.
piramidale, su ... per modo qxusi piramtdaU C ìv. la. 170.
Plnri. quattro cavalli : lo primo chiamavano £00, lo lecondo Pùm . C. ìv. ag. t3&
PiKlOCtilL potrebbe dire . . . quegli dellì PtMÌ(»tii dì Napoli . . . C iv. 39. «7,
pMOIlL dice santo Jacopo . . . nella sua /V»/oAt , C iv. a. 84.
C^ epistola.
Pittato, to primu . . , ebbe nome ... il settimo Pittato C iii. tt. 41.
xk
PITTAGORA
piÌL K N. 33. 190 {CattM. lì. 63) ; 98. «5 {F. C. la) : C iv. Cmu. iii. «S* 44« sSw 99:
Om«. ix. 3, 4, aa {bis), 45 ; x. 56, 69, 130 ; xL 38, 81, 84 ; xiL 4- a7f 73» 8^ J
xiii. 47, 48, 56, 74 ; xiv. 7, 14» 47. 53 ; xv. ifl, 36 ; xvL ao, a6, «9, 39 ;te\
40. 43 ; xvii. 38 ; xviii. 3, 30 (6i«\ 43, 60 ; lix. 60, 66, 79, 87 ; xx. 34, «i
54, 89; Sest. i. 18, 19, 37 ; ii. 8. 13, 33, 45; iii. 3, 6. 11, 17. 18 bis\ 04; nr,
6, 19, 36, 37 ; Bai/, ii. 5 ; fii. 3 ; K A'. 3. 8a Stm, i. 6) ; a 6t {Som. ir. 17S;
14. 84 {Som. vii. 6) ; 33. 31 (Som. xvii. 6> ; 42. 47 (Sol. xxr. 1) : S<m. xzxiv.
5 ; XXXV. 13 ; xxx>*iì. 8 ; xjucÌx. i ; xliii. 8 ; xJv. 13 ; li. 4. 14 ; liL la ; S. P,
vi. I5i 35» 36, 46 ; xxxi. 56 ; xxxriL io« 15 {A«\ 40. 4«. 59. 77; L «6; d.
95 ; cxxix. ai, «3 ; cxliL 60 ; /*. F. i , «, 8, 79, 89. 1 86, 198.
pine < piiL Som. xxxi. 13,
piuttosto, se r una vai ... da lei ^mn. piuttosto C. ìv. Cm*. iu. 99^
piuvlco. Questi ... È^MVito ladroD negli atti sui ....... Som. liv. B.
Cf, pubblico.
Ptttagora. Ptifagtuv, sccondochè dice Aristotile . . . poneva . . . C n. 14. 144
alla quale Pittagora pose nome Filosofia C. ii. 16. los
Questo mondo volle Pittagora . . . diccre che C Ui. 5. 99.
ano Filosofo nobilissimo, che si chiamò Pittagorn C iìL 11. 30^
Questo Pittagorn . . . negò a si questo vocabolo, e disse . . . . C iii. 11. 41.
Onde Pittagorn dice . . - . C. ìv. i. 5.
AV/^i^ra volle che tutte (ossero d' una nobiltà ...«••« C ir. st. aol
Pittagorioo. Che lì Pittagoria dissero che '1 sole . . . errò . * • . C il. 15. 4&
più. y.N.Z' 8, 107 ; 5. aó, aS ; 6. 8 ; 7. 7, 1 1 ; 8. 40 ; io. 5 ; la. 40, «a6. Uà : >3' 7.
13, 14, x8; 14. 38, 63; «7. 8, io; 19. 91. 146, 147, 149; aa. 47: a3'98: a6.
a6; 37. 39; 30. 35, 41, 43, 44; 33. 6; 36; 15; 38. 5, 33; 39.8» 23; 4t.30.
48; 43.6, 43, 44, 46; 43. 4. 5; C L 1.44, 77^99. "7. Ila; a. 27.31,35,66,
90 ; 3- 54. 67. 80 ; 4. 66, 93, 97, lot ; 5- «7. 18. 34. 60. 66. 74, 84 &i«% 69,
101 (Ws), ioa, 105 [insX, 106 ; 6. 49 ; 7. a8, 53, 56^ 57, 79 ; 8. 24, óoi. 78 (iu]
79, 93, 133 ; 9. 46 ; IO. 73, 78. 93, 108 ; 11. 73. 104 : la. 6, 30. 33, 35.
36. 37i 39. 40 {bis), 44, 53, 54, 58 {bis), 59. 67, 68, 70, 71, 87, 90 (6is}, 94
«3. II. as, 42, 50, 51 ; ii. I. io, ai ; a. 14, 53. 6a ; 3. i. n. 37 ; 4- 59»
63, 64 (.iti), 65 CW5\ 69. 70. 73 (^«i. 73 (M. 74. ?€. 77* 85. 86, 95;
5- «7, 74, 75. 81, 8a i^bis\ 83, 84 ^bis\ 8y 86; 6. 48. 71, 79; 7. 105; 8. 33,
93 ; 9. 13. 14. 47, 54 ; 10. 33, 69, 73 ; 11. 53, 54 ; la. 7, 34 ; 14. 93, 94. 99,
106, 108, 109, X13, 156, J65, 183, 184. aae, 336. a43; 15.3. 33, 39, 74, 114 ;
16. 58, 94 ; iii- «. a8. 39 (iw). 37 \_bisy, 75 \,bis) ; a. 46 < bis\ 49. 63 ;Aùi, 64, 80.
133; 3. 33. 31, 44, 48, Ila; 4*4a, 79; io9» "o ; 5- 38,55» 88, 100. 140. 147,
'51» 1591 180, 184 ; 6. 38, 83, 91, 95, 97 ; 7. 16, 79, 97, ia8, 157 ; 8. 16, 17,
>9. 37. 53, 54» 55. 5^. 58. 183; 9. aa, 6a, 77, in, lao. 144. I45 (**»'; io.
«3» 14. »8, ao {bis), ai, 41 ; 11. 14, 18, 35, 173, 177. 178 ; la. 4, 34, 53 ; 13.
39: 14. 108, 131 ; 15. ai4 ; iv. i. 6; a. 15, 34, 71, 97. 137 ; 3. 36.46, 64 ; 4-
37. 47> 98. 99. 100. iji ; 5.66, 154, 176; 6. 117; 7.91, 117. 147, 149; 8. 1.
7. 43. 48, 51. 138; 9- 93. «IO. 147 ; io. 61 ; 11.33. 73, 78, 79. 81. 83, 86. 96,
I03; 13. 5, 9 {bis\ ao, 53, 79, 163, 164, 169, 177, 180 ; 13. 81. 107. 143; 14.
59. 60, 63, 68, 69, 70, 73 (61$), 74 {bis\ 115, 133; 15. 17, ao. 57, 138;
i6. 65, 67, 69, 70, 73 ; 17. 114, laa, 104 i6m.. 105, 107; 18. 36, 43. 46 (te),
65 ; 19. 17, ao, 37, 56 ; ai. i, 19. 47, 67 ; aa. 5. 9, la. 67 bis . 68. 74 {his\
75, T^T 79 t*^'» 81, 100. lOJ, 107, 134, 1B8, 190 ; 33.49, C9, 70, 91. 146, 1^7 ;
»♦• 37, 55. 70, 71, 75. 88, 156 ; 35. 67 ijns), 107 ; 36. 138; 37. 38, 106, 141,
147, 14B, 149, 154, 190; 38. 131, 136, 138 ; 39. 66, 106, 115; 30. 19, ao, 41,
piuttosto, seggi ugne che piuttosto è da presumere . . . che . * . . C iv. 18. 33.
che . . . VÌTtii piuttosto procederà da essa C. iv. 19. 18.
Plato. Altri furono, siccome Piato, uomo eccellentissimo C ii 5. ai
e chiamale Plato IJif . C. ii. 5. 33
1
499
POCO
piorare. E dentro didlo cor mi strug^ e ploro f^- ^- !• 31 iSon. \Ì. ao).
Udendo qual cagion lui tafihrart . . K M 8. aa {Stm, iìi. a).
phxa. Nc<)uc fiins vitam sperando conservo Cohm. xxi. 39.
pOOX £ quando un poco confortato fui K. A. ag. 154 {Cane. ii. 37).
Ui coavicn contentar dì dirne /oro C, ìli. Cans. ii. 63.
Ah : COR)' poca difesa Mostra signore Catu, x. 97.
Per allettarlo a fté ; ma/o<rtivale Cana. x. 109.
Nrl qua] ciascun de' sette (^ paca ombra Cans. xv. 9.
Raffrena un poco il disfrenato ardire Cang. xvìi. 53,
Oh di pochi vivanda Cant. xx. 31,
Fcnno i sospiri Amore un poco tardo Cane. xx. 55.
Al poco giorno, ed al gran cerchio d' ombra . . Sest. 1. i ; K E. ii. io. 38 ; 13. 14.
non cosi filosoficamente . . . come PÌa/o C ii. 5. 37.
quali dalli motori, siccome Plafo^ Avicenna e C. ii. 14. 32.
quali da esse stelle . . . siccome Socrate, e anche Plato . . . . C ii. 14. 34.
Veramente Plato e altri filosofi dissero C. iii. 9. 100.
Piato v\ìoìe che tutti gli uomini . . . dipendano C iv. 15. 55.
Piitio e altri vollero clic esse procedessero C iv. ai. 17.
"Tifone. Plaiortr fu poi d' altra opinione C. iii. 5. 45.
Piatomi . . . non curando, la reale dignità mise « non Culcre . . . C iìi. 14. 76.
siccome contro al nomato Platon* C iiì. 14. 8a.
da Socrate, e poi dal suo successore /Va/OHtf Civ. 6. 116.
siccome fu Plotone e . . . chiamati cosi per lo luogo, dove Platont
studiava C. iv. 6. ia6, ia8.
Onde «verno di Platon* . . . che esso vi vette , C. iv. 34. 57.
"*^. i Latini e dalla parte di Po e C iv. 13. 139.
Pc^CtX dinanzi alla quale /oro si potrebbe leggere V. Pi. X, 9,
le quali io non ìntendca se non pocht K ^, 3. 34.
Appresso ciò. poco dimorava che K. TV, 3. 53.
tanto ne mostrai in /oro dì tempo K A'. 5. 34.
dico che io poco tempo la feci mia difesa K W. io, 5.
il quale /ooo si partia da me K ^. 15. 3.
ma finalmente disconfiggea la mia /ooi vita K. TV. 16. a».
Appresso ciò pochi à\, avvenne che ........... ^. /V. 33. i,
£ /oco dopo queste parole ... io vidi K iV. 34. 15
che /ocAi rimangono quelli C ì. i. 46,
Ob beali que'/orAi'chc seggono a quella mensa C i. 1, 51.
in quello eh' io a poco a poco ricotgo C. 1. 1. 73 (&ù).
ed csfro per tè aia forse ... un /oro duro . . . C i. 3. la.
la sua presenza dare a pochi C. ì. 4. 84.
convienmì che ... dia ... un poco di gravezza C. ì. 4. ioa.
la ragione fa /oco prode C i. 6. 95.
lo Latino avrebbe a pochi dato lo suo benefìcio C i. 9. a8.
che pochi sono quelli che sieno da e&se libeii C ì. 1 1. la.
Cosi sono alquanti, e non /ocAi C. i. 11. 83.
le sue cose crede valere /oro C. i. 11. 143.
noi dovcmo avere /ocu compagnia . , C il. l. 51.
queste cote . . . assai poco sapere sì possano C ii. 3. 9.
per un /oro di splendore C, ii. 5. ia6.
dke rmJi sammno^ cioè pochi, quelli che C ìì. la. 46.
quanto ... un poco di mìo ingegno potea fare C ii. 13. a6.
/ot0 pili che la sesta parte è volto C.ii. 15. 114.
poim di loro virtù quaggiù verrebbe C ìì. 15. 137.
avvegnaché /ora podc&tà io potessi avere C iii. x. 04.
K k 3
POCO
500
pocOL Hi vedrà coricare in pocn pietra "■■■£ . . Sul. Vu 57.
che . . . Degnasse dì guardare un poco altrui ........ BaO, x. aa.
Amor, non ^à per mìa poca bontate K. yv. 7. 04 (Som. ii. 7^
Talvolu (5, Tal volta) poen (F. and 5. brieve), e tal lunga
stagione K ^. so. ao {Som. x. 8\
Quel eh' ella par quand' un >iOfo sorride y. N, ai . 00 [Som, xi. i»),
E, poco stando [meco il mio signore] K A". 34. 56 {Som. xiv, 7), 74.
Dunque lasciate dir chi ha senno ^oco Som. xlv. xa.
Da poi che il ben e' è ^ poco ricolto Som. xlvi. 14.
£ di nostra virtii poco sì teme P, f. 1x4.
Che a dirlo sarta pcKO il mio latino P. F. 13^
Che sono scrìtti in questo /^on3 inchiostro P. /*. ao6.
pocollno, Piaccmi di prestare un pocofimo ... lo Scn, xxxìr. 7,
podere, fo come colui. Che nel pocUrt altrui Va Conz. xi. 39.
Che alla voglia il ;xx^ noo terrà Tede Csiu. xiv. ».
C/potere,
podestà. Tu fatta ancella Della tua poétstà Cucjl ìx. 19.
I
poco, a rispetto della verità, poco fia quello che dirò C. iti. 4. 33.
spazio quasi dì . . . o poco dal più al meno C iìì. 5. 88L
spazio di . . . poco dal più al mcnn C iii. 5. 99.
tanto che compia novantuna rota e poco piti C ììi. 5. 151.
pare discendere altre novantuna rota e poco piii C. iìì. 5. 159.
e venire verso Maria novantuno di e poco piti C ìii. 5. 180.
si parte e va ver Lucia novantuno di e poco piCi C ìii. 5. 183.
al quale è bello un poco di fatica lasciare C. UL 5. X96t.
tanto . . . che quasi poco della luce ricevono C ìiì. 7. 44.
Per che . . . pochi perfetti uomini in tanto numero sono . . . . C. ìU. 8. 9.
ai conviene . . . ridere . . . con poco movimento C ìii. 8, zog.
di tanta eccellenza di bclta poco pare che io tratti ... e dico che poco
ne dico per due ragioni C ili. 8. 123, 145.
Trasmutasi questo mezzo di molta luce ìn potm C. iii. 9. 1 16.
fu seicento [settecento 1] cinquant' anni, poco dal più al meno . . C ìii. xi. 35.
dicendo che /ora parlare posso C. iii. 15. 58.
per /Voto intelletto era tanto fortificato C iv. x. 50.
questa mia Donna un poco . . . li . . . trasmutasse C. ir. x. 6x«
per la qual cosa un />ofo ... mi sostenni C iv. x. 65.
opera . . . dagli autori poco cercata . C iv. 3. 19.
inolio è tacere che poco dire C ìv. 5. 145,
sì potca peccare e si peccava nel troppo e nel poco C iv. 6. tao.
avvegnaché ^ocAi . . . compiano la giornata C iv. 13. 66«.
U recente terra, di poco dipartita dal nobile [etera] C. ìv, 15. 80.
due nemici . . . uno in troppo e un altro in poco C iv. 17. 67.
L* hai fatto poco minore che gli angeli C. iv. 19. 66.
a quelli che hanno intelletto, che son pocAi C. iv. ao. 85.
perocché . . . paiono un poco lontane dal vero C. ìv. ai. 39,
E se questo non è . . . poco vale la sementa C iv. ai. 104.
nel quale yWvo di flessione si disceme C ìv. 24. 34.
perocché '1 caldo naturale ... puote^oro C ìv. 34. 50.
rimane ... in qiuntità di ditci anni, o poco pììi o poco meno . . . C iv, S4. ss 56^
basti qui . . . questo poco aver toccato di quella C. ìv. 97. lott.
podere, quello eh* clli di bontadc avea ìnpodnt C ì. xo 58.
c/: potere.
poderoso, questo pensiero . . . é poderoso in prendere me . . . . C ii. 8. 74.
pndflrfMi che . . . DcU* altre nostre cose ha grandiasima podestà . . . C ÌL 7. 103.
50X
POI
podestate. colei che m* ha In sui /cw/rj/A/f CMa.ziv. 61.
Cf. potestate.
poggiare. Ritira al cìel per lo vento Ghe/c)SfM Cam»* xv. 94.
poggio, non mi pub fir ombra Poggio^ né muro mai, né Stst. ì. 34.
poL F. N. 19. 64 \CanM. \. 45^ ; 33. 170 {Catta, il. 43)^ 176 {Catta, iu 49), 007 (CaMa. ì{.
80) 2 aS. aa (/*. C 9) ; C iv. CioMa. ili. 53. 136 ; Cttma. x. 136, 15B i xi. sa,
C. ili. t. 95.
56.58.
C. ii. 1.65.
r. VV. a. st.
K. yV. 35. a6.
r. AT. aj. 30.
K. M aj. 33.
K ;V. ay 44.
K /V. a5. 5».
r. ;v. »5. 55.
K /V. as. 59^
podestà, avvegnaché poca fiodeaià io potessi avere di
in quelle cose che sono in sua pomata di fare ... ma in quelle, nelle
quali non ha potUstà , . . , . C ÌìÌ. 4
* perocché non fu in sua fiotUstà dì iarsi bello . • C. ìli. 4. 64.
che la sua bellezza ha^0<^/à in rinnovare C. iiì. B. 193.
perocché da ogni canto sono in nostn /0^5/a C.iv. 17. ai.
C/. potestà,
podestade. essa si é fatta santa e libera in sua poiniaét ....
C/ poteetade,
poeta, clic ... si potea dire quella parola del pc«ta Omero . . .
anzi erano dicitori d* Amore certi po*tt in lingua latina . . ,
che . . . non volgari ma littcratì /kw/i . . . trattavano ....
che apparirono prima questi patti volgari
lo primo, che cominciò a dire siccome /or/a volgare . ,
concioasiacusjichè a* ^or/f sia conceduta maggior licenza . .
e questi dicitori . . . non aìeno altro che potti volgari ....
se alcuna figura o colore . . . é conceduto alli fotti .....
se noi vcdemo, che li ^o<A' hanno parlato alle . K W. «s. 61.
Che li porti abbiano eoa! parlato . . . appare per K. W. 95. 70.
Per questo medesimo /^M parla la cosa, che K 7^. «5. 8x.
dico che né U potti parlavano cosi senza ragione . . . , , V. N. 35. toa.
li Teologi . . . prendono altrimenti che \ì potH .... , . C ii. t. 38.
mia intcniione é qui lo modo delli /orA' seguitare C ii. 1. 39,
il senso alhgorico secondo che per li poeti é usato C li. t. 40.
b testimonianza de' potti C il. 5. 46,
questo par volere ciascuno potta C li 9. 68.
Onde si legge ... in Lucano^ e in è\\t% potti C iii. 3. 53.
siccome dice Stazio patta del tcbano Edipo C iit. 6. 93.
ed usanla molto spesso li /orft' C iiì. 9. ao.
si prende solo per li Po€ti C iv. 6. 34,
quanto ... grida ... quanto ... ogni /o/r« C iv. la. 85.
Ariitolile . . . contra Simonide /or/a parlando C iv. 13. 7r.
per lo testo d' Omero poH» C iv, ao. 37.
perù dice Stazio, il dolce patta C iv. 95. 61.
Onde dice il soprannotalo patta . . . che C Iv. 35. 79.
Onde dice questo medesimo /or/a C Iv. 35. 108.
Virgilio, lo maggior nostro Patta , C, iv. a6. 60,
questo amore mostra che avesse Enea 11 nomato /osto C iv. a6. 93.
mostra, che avesse Enea, questo altiaalmo /otffl C. iv. at. ili.
siccome dice il predetto /or/a C Iv, «6. 136,
ne figura quello grwide patta Lucono . , C iv, a8L 98.
dice caso patta satiro . C iv. 09. 461
in questo ... mi discordo dal patta C tv. 89. 55,
dice Esopo /of/a nella prima Favola C iv. 30. 41.
ma diccte . . . quivi nella sua Patina K /V. 03. 90.
siccome dice Orazio nel principio della Botthm C IL 14. 88.
poggiare. Allora dico che poggiai la mia perdona ... ad K A^. 14. 99^
poL r. iV. 4 6; 17. 6; 19. 1, 15, ut i a». 38. 41 : »»• AU 48; a». 4» 53** »* <»3 *• *4-
POI
5«
poL 56, 59 ; sii. 55, 78 : xVìt. 33. 71. 79 ; XV. aa ; xvi. 16 ; xviiL 41* 50. 74 : xi.
45, 56, 99 ; Sfst, il. 4, 35 ; K iV. la. 83 (Ba//. i. 4) ; BaiL ii. 8 ; K AT. 3. 88
(5(wf. i. la) ; 7. aa (Swi. ti. s"! ; 04. 53 (S(»<. xiv. 3^ ; 38, 48 (Som. acii 14^ j
Sem. xxix. 9 ; xxxit. 9 ; xlrì. 14 ; xlix. 6 ; H. 13 ; S. P, xxzi. t6. 6r ; xxxiri.
8, sa : I. 38 ; ci, 36, 38, 90, ioa; P.F. 34, 51, 107» ixa, 196, aoa, 307.333.—
C/poL
poiché. K A^, 33. aoa rOmr ti. ^$^ ; C. iv. Ca>u. ìiL 9 ; Csiu. ìx. 18 ; x. 17, kii ; xm.
iB; xiv. 57 ; xvii. x ; xTÌil «7, 6a ; xix. 59: xx. 37, 59, 89 : B0U, W. 15, a^;
ix. I ; K. W. 8. 9t {Som, tii. i), 4B {Soh. iv. 4^; Som. xlìii. a ; xlv. 7 ; xhri. t;
xhrii. I ; S. P. 1. io.
polpa, questo fuoco m* haTC Già consumato si . . . \z fiof/m .... Caiw. xx. 8£l
polso. Che Ta àa.' potst'V anima partire K iV. !& 37 CSowi. ix. 14^
pomo. Lo dolce fiomo a tutta gente niega Camm. xx. 94.
«
poi. 43< 70; 99-36; 33- 15; 35* 'o; 36- >. a» ; 37- ' ; 39- 15 : 4». «8, sa; 4&.
I ; 43. ra ; C. i. 3. 47 ; 6. 5 ; 11. 1 17 ; la. 16 ; 13. 41 ; ii. a. ao. 51 ; 3. 7,
36 ; 6. 50, sa, 99 ; 7. 23 ; 8. IO, 49, 64 ; 9-8» i9. 06 ; io, 14, ^5. 55 ; »«-
a8, 48, 85; ra. 50; 14. 4, 53; ^5- »* ? <6. 43. 59i 68. 69, 77, 83, 96:
ili. I. 5; a. T4S; 3. 100. tri, iia <his); 4. 16. 30; 5. 45. 157, i6x, 179,
t8r ; 6. 33, 88. 108 ; 7. 6. gì, m6, 166 ; 8. lat, 136; 9. 35 ; to. 43 ; il. 18,
ao, 45; la. 48, 55. 58. 69; 13. ai, 05 ; 14. 3, 113 ; «S- 56. m ; iv. a. 49*
>a3f xas, 137. 140 ; 3. 40. 67 ; 5. 97 ; 6. 116 ; 8. a8, 39 ; io. ao, 38, 4». 4»,
50,65, 105; II. 5; la. i6a, 164, 165 {ter\ 166 {bis) ; 13. 14; 14- 10; 15.
97 ; 18. 39 ; 19. 7X ; ao. ao, 47 ; ai. 7 ; ao- 39. 5». 66. ««S : ^3. 33, 43. 130.
233, 148, 155 ; 34, 143 ; 35. 97 ; aÓ. 37, 90. 114. Uo ; aS. 3. io5 ; 39- 5o-
poicbè. r. A^. 3. t ; 8. 73 ; la. 3, 6 ; 17. i ; 18. 34. a8. 36, 45, 58 ; 33. 334 ; aó. 15 ; 31.
x; 33. I ; 33. «.7; 34- i ; C. i.a. 100; 3-ao; 5. i»43; <o-a4 ; ta. loo; ii. t.
' ; 3* 50; 5- U "9; 9.98; 13.56; t3* 'i " ; »•• a. 74 ; 8. «a, 138; 9. a; ii.
181 ; 15. i8a ; iv. a. 17. 38, 9' ; 5- 55. 98 ; 7- ^ 43 ; io. t ; la. 45 ; 17. 113 ;
19* I ; ai. loi ; 33. i, toi ; 35. 6 ; a6. i ; 39. i, 69.
Polinice, quando Adrasto . . . vide Poììnict vestito d' un C iv. 05. 63,
delli due pellegrini, do* Poiinice e Tidco C iv. 35, 84,
quando PoUmct fu domandato da Adrasto C iv. 95, 109^
politka. le parole del Filosofo, eh' egli nella PoUtica dice . . . - C. iv. 4. 46.
p(^ ciascuno cielo ... ha due ^1 fermi 0.11,4.49,
* rimolo dair uno poto e daU* altro C. ii. 4. 56.
quanto più è rìmota e piii presso al polo C. ii. 4- 65.
per romparazione alli suoi ^1 . . C iù 4- 71.
la grande spera due poti volge C ii. 4, 83.
mostraci 1' uno de' poli C ìi. 15. 1 1.
per Io poiù che vederne, significa ... e per Io poto che non vedcmo,
significa C. ii. 15. 87,
nella cui giratione conviene . . . essere due PoH fermi C. iii. 5. 69.
Di questi due Po/i', r uno è manifesto C. iii. 5. 73.
se una pietra potesse cadere da questo nostro Poio C iii. 5. 81.
se dalP altro Polo , , . cadesse una pietra C iii. 5. 93.
il . . . Cerchio, che egualmente è intra lì suoi PoH . . . sega . . . Ìl
Cerchio dclIi due primi Poli C iii. 5. X33, 134-
sotto il mezzo Cerchio de' primi PoÌi C. iiL 5. 145.
polso, che apparta ne' menomi p<^si orribilmente K AT. a. 33.
pomo, come può . . . vedere chi volge un pomo C Ìi. 4. 58.
Onde vedemo li parvolì desiderare . . . un^m<> C. iv. la. x6a.
siccome on pomo maturo ... si spicca C hr. aS. aB.
Pompilio, nel tempo quasi che Nunu /'oiff/«yib secondo re .... CiÌÌ.ii. a8.
5<^ ^H^mi^^ PORRE
popola Falsa p«r vero al /^opo^ tuo mostrando CaMm. xviii. io.
Un fiofioh miglior^ che quel di prima. Sarà creato S. P. ci. 73.
Dove la gente e *l fiof>oÌ tutto quanto Saranno 5. P. ci. 85.
vedendo la contrìzionc De! /Ktpol d' Israel S. P. cxxix 33.
porgere. Oltra il poter che natura ci h» porto Canz. ix. 38.
Quando suo nome porge Carta, x. 153.
Tant' è la sua virtù, che spande e porgt, BaJL ix. za.
La qual, gridando, /oi^o al tuo cospetto S. P. ci. a.
La qual ti porgo S, P. cxlil. a.
Onde ... A te porgo la man S. P. cxUÌ. 29.
porre. Potute mente aimcn com* io son bella C ìi. Cane. i. 61.
Che prima />afi« 'I falso C. Iv. Canx. iti. 47.
Se non pub esser lei, non la può pam t . . . . . C iv. Cans. iti. 53 ; io. 106.
£ tai parole pong C. iv. Cana. iii. 88.
seme . . . Messo da Dìo ncll* anima ben poeta . . . . C iv. Cohm. iii. xao ; 90. 88.
ponete, K porre.
ponitore, vedemo li /►o«i7ort' delle Leggi . . . tenere C i. 8. 93.
popolare, le popolari persone sono orbate C i. si. 41.
Boezio giudica la /o^drv gloria vana C. L ti. 57.
la . . . condizione di questa popolare opinione C iv. 7. 44.
popolo. ncU* uscita del fiopoto d' Israele d' Egitto C. li. i. 59.
awrgnacbe quello popolo à' Israel fosse . . . ammaestrato . . . C. ii. 6. 4.
alli quali venne Catone col popo/o di Roma C iii. 5. laa.
e massimamente quella del popo/o santo C. iv. 4. 103.
Perocché . . . questo era quello /o/o/o che . « . era disposto . • . C Iv. 4. 110.
ordinato fu ... quello /k>/^o . C. iv. 5. 31.
alla voce d* un solo prìncipe del Roman Popolo C. ir. 5. 63.
voi tutti che siete dinanzi a.' popoli C. iv. 6. 166.
'Amate il . . . voi che siete dinanzi alli popoli^ C. iv. 16. io.
vergendosi al governo del popolo essere posto C iv. 97. 61.
avencSo . . . quasi tutto il popolo perduto C iv. 37. 163.
lo suo popolo ristorato gli fu maggiore che prima C iv. 37. 167.
quando dice che esso fu partitore a nuovo popolo CI iv. 37. 170.
la storia della pestilenza del suo popolo C iv. 37. 186.
^CXOa Tideo coverto d' un cuoio diporto salvatìco C iv, 35. 64.
Don si deono le margarite gittarc innanzi piparci C. iv. 30. 38.
E^csrgere. coloro . . .porgotto della loro buona ricchezza alli . . . . C i. 1. 64.
la quale ... ^or^ delli doni eh' essa riceve C u. 6. 71.
Dice . . . che Iddio solo porgt questa grazia all' anima C. iv. ao. 54.
mettere ingegno e sollecitudine in porgtrt i suoi beneficii . . . . C iv. aa. 4.
Scorre, ponere. tanta . . . che . . . posimi a pensare di K AT. 3. 93.
£d in tanto vi fu posto mente, che K A'. 5. 11.
ove la mia donna fu posta dall' altissimo Sire K. A'. 6. 9.
narro U ove Amore m' avea posto K A'. 7. 45.
pommdo che tu avessi libera ciascuna tua virtude K A*. 15. 10,
nelle quali .. .^N#jst anche quello che K. A'. 15. 35.
b mio signore . . . ha posta tutta la mia beatitudine in K JV, 18. 38.
mi rìcoprìa con /orym ... le mani agli occhi ■ K. A^. sa. 33.
appare che io /tortaci Amore essere corpo K. A^. 35. 16.
però appare eh* io pongo luì esser uomo K A''. 35. ao.
po«t> che fosse del presente proposito K ^V. 39. 18.
po^o che fosse V uno e V altro K. A. ag. aa.
Del quale in questo mondo ella fu posta 1'. A. 30. la.
aUì loro piedi si pongano tutti quelli . . C i. 1. 97.
PORRE ^^^^^^^^^^^^^^^ 304
porre; Ove la pa$t Amor Gnu. nii. 45.
Ch' a tutte mie 711111 fu posto un freno Gnu. xiU. 63.
E gli altri han fios/o alle lor voci trìegue Cams. xr. 30.
Che 'I si e '1 no . . . in vostra mano Ha fiosto Amore , . . . . Cams. xvi. 48^
si . . . Che morte al petto m* ha fiosfo la chiave Cam», xx. 87.
Canzone ; a* panni tuoi non ponga uom mano. ....... CUms. xx. 91.
La qual . . . ogni altra donna Si pot con fiori e S^st. iv. 15.
Amor ... Mi post in vita si dolce e soave f '. iV. 7. a6 {Som. il 9%
Siccom* il Saggio in suo dittato potu K A^. ao. 14 (5om. x. a\
che ... Fu posta dall' altissimo signore Nel . . . K AT. 35. 43 {Soh. xviii [1*]. 3V
E . . . Con noi ponessg il buono incantatore Som. imtii. 1 1.
Levati, bella donna, e non ti ponrt Sem. xlhr. 8.
porre, ponere. biasimevole è non solamente mporrt la cosa in parte . C i. 8. 71.
che '1 Volgare non fosse si^\o posto per alcuno C ù io. 69.
provvidi di porurt lui C i. a& 79.
ed ellino la loro usanza pongono in alcuna arte di.xt. 50.
per ritrarre cose postt in altrui lingua Ci. it. 103.
p<»to che possibile fosse C u. i. 104.
Tolommco poi . . . poaf un altro cielo essere C ii. 3. 4^.
fuori di tutti questi, lì Cattolici pongono lo cielo Empìreo ... e
pongono esso essere immobile C ii. 4. 14, i&
Altri furono ... che ^MOsoMO ... tante Intelligenze . . . . . C ii. 5. aa.
seguiterebbe, che la natura . . . postm ave&se C ii 9. 97.
rade volte la ^osf' coir ordine della Canzone C ii. la. 15.
parvemt mestiere . . . che ... sì ponesse più mente alta C ìi. la. 34.
ponttt mente almeno la mia belUzM* C. ii. la. 57.
O nomini . . . ponete mente la sua bellezza C ii la. 6a.
avvegnaché diversamente questo /OH^Mo C ii. 14- 31.
secondoché;>orftf Alfnigano C ii 14. 95.
Pittagora . . . poneva ì prìncìpii ... Io pari e lo dispari . . . . C ìi. 14. 143.
che . . . mille veotìdue corpora di stelle /Wm^ffo C ìi. 15. aa.
Onde ^MTfffo che possibile fosse ..,.....,,.. C, ìi 15. 139.
alla quale Pittagora ;»oj« nome Filosofia C. ii 16. 103,
nella quale non si dee porre a me colpa C, iii. a. 1 1.
tutte volte cbe . . . era stanco ed clii ponta lo suo corpo • . C iii. 3. 55.
la quale a ciascuna parte ^m« mano al . . . intento ••.... C iii 4. 39.
li cattivi malnati, chcpottgono lo studio loro in C iii 4. 81.
Ancora è posto fine al nostro ingegno C ili 4. ioCl
dicea . . , ponendo quello essere più nobile corpo che ... e ponendo
il mez2o . . . Intra li luoghi C iiJ. 5. 3B, 40.
avvegnaché />oj/t' siano qui gradi generali nondimeno sì possono /orvr
gradi singolari C. iti 7. ^, 66.
così è da porre e da credere fermamente C iii 7. 83.
qìùvipom y intento tutto a far bello, se puote C. iii. 8. 70.
non dee . . . non ponendo bene proprio mente . C. iii io. 75.
E potisi \sL qualità della ricreazione, dicendo . C iii 14. 99.
quando . . . poneva legge all' acque . . . C. tii 15. 173.
1' ultimo vcr^o, che per Tomaia t posto C. Ui 15. 199.
tempo è ... di porre fine a questo Trattato C. iii. 15. 314.
che nella prima ai pongono le opinioni altrui C iv. 3. aGw
diì a questo ufficio è posto C. iv. 4. 73.
A costoro ... né termine di cose né di tempo pongo C iv. 4. 118.
de* Decii e delli Dnisi che posero la loro vita per C iv. 5, 133.
Tìonpou Iddìo le mani . . . T C iv. 5, 156. 160, 164, lya.
5*35 PORTANTE
pcsrre U mU orazione, E . . . Nel tuo cospetto . . . sìfioM .... 5. P. xxxvli. 33.
Coetor m* bau fiosso nelli luoghi oscuri S, P. cxlli. x6.
Siccome santa Chiesa aperto ^os« P. F. 163.
Ar^-cnga il rc^no tuo, siccome fH)Me Questa orazton P. F. 314.
Lietamente esce dalle bcife portt , . . CartM, x. 33.
Quella eh* è d' ogni ben la vera porta Cana. xni. 15.
Sicché a cnidelità rompa le porlt Cohb, xvìi. 69.
Togliete via le vostre /ior// ornai Son,\. i.
Pensai-a tutto T di d' entrar le porte S. P. xxxvii. 51,
La fede . . , Muove dal vostro potiamento umano . • . Cane. xvi. 50.
Non . . . che . . . é . . . spento Leggiadro portamtnto ..... Can», xix. 56.
ponere. però tra '1 diletto e '1 dolore non ponta mezzo alcuno . C. iv. 6. 107.
Ponttexn mente, nemici di Dio C. iv. 6. 180.
pottgo esemplo del cammino mostrato C iv. 7. 53.
i termini antichi, che /own} li padri tuoi C Iv. 7. 97.
nella quale sì pofigono V altrui opinioni C. iv. 7, 153.
A questa scrìvere . , . ò questo Ufficiale fiosHt C iv. 9. 90.
Poich* post» sono r altrui opinioni di Nobiltà C. iv. io. z.
avvegnaché con difetto quella /»oif^a C. iv. to. 9.
che />05/ della /VoAiZ/cì falso suggetto C iv, io. 48.
Onde nullo dipintore potrebbe ^orrr alcuna figura Ctv. io. 107.
e/oM,^EUi'mcnte . . . pur alla vita di coloro C iv. za. 86.
C(»De nella quistione si /o»/ C iv. 13.132.
come la quistione^nra C Iv. 13.48.
siccome il i<^io poHé in fine di questa parte C tv. 13. 159.
quando dicono . . . ponendo questo vocabolo antko C iv. 14. a6.
eh* é contro a ciò che essi ^H^na C ir. 14. 47.
PàgniatHO che Gherardo da Cammino fòsse stato C tv. 14. 114.
Pegniamo che . . . fosse memoria, e pogniamo che . . . questa
memoria fosse disfatta C. iv. 14. 134, 136^
la ragione che ponea la obblÌ\ione causa di Nobiltit ...... C iv. 14, 152.
avvegnaché 'I Filosofo non^n^a il processo da ....... C. iv. 15. 53.
Dove manifestamente pone . . . essere stato ........ C iv. 15. 85.
nggiugne . . . ponendo tutta la dìRnizione C. iv. 17. io.
Bcoe ai pone Pntdensa . . . per molti essere C. iv. 17. 78.
a chi ben vuole por mente alle evangeliche parole C iv. 17. 1 1 1.
r hai coronato, e posto lui sopra t' opere C iv. 19. 67.
ae r anima è imperfettamente posta ■ C iv. ao. 6a.
in quanto dice : neU* anima ben posta C Iv. ao. 98.
/W»gfr' termine, il quale passare non si può ......*. Civ. 03. 79.
sopra quella particola che 1 testo ^n# C. iv. 37. 3.
Salomone, veggendosi al governo . . . essere posto C, iv. 97. 63.
del ladro che ... la tovaglia . . . ponesse in su la C tv. 97. 131.
ma a buono intenditore basti essere posto qui, come Ovidio \o pone C.iv. 37. iBa, 1B3.
merìUrono di ^rrv mano al coronamento C. iv. 39. 91.
cioè seme divino nella umana anima . . . posto ....... C. iv. 99. 30,
che a un suo libro , . , pose nome Cantra Gentili C. ìv. 30. 99.
dico che questa prìma età t porta C iv. 04. 103,
a ben entrare nella ^orTa della Giovcntute C. iv. 35. 5.
anzi eh' entri nella porta della sua citti C. iv. aS. 36.
ito. e vedeala di si nobili e laudabili portamenti (^. W. 9. 49.
che . . . portamenti sogliono essere chiamati , C Ìli. 7. 99.
però ... altri ^ffamrH/i sono ragionevoli C.iv. 94, 87.
*<ìlilll Tu bellissimo, bello mondo nella mente portattte . . . . C ut. 9. 148.
PORTARE ^^^^^^m 506
portare. Erano usate di portar letixia K ^. 3*. 1x4 (Opi& m. 74 V
Cbè li toimenti, che tu fiorUni Nel secol ^* ^* 94* 33 CCmn. inr. 7 :.
L* adorna nella mente, ov* io la porto Cbj«jl ix. 34.
non s* accora ... Né che negli occhi porta la mia pace .... Cam*, ix. 60.
Si che '1 daol . . . Portin le mie parole, come '1 sento Comm^ xÌ. 6.
Che ro* infiammano il cor* eh' io />0rto anciso Coiva, xii. 73.
Dicendo: Il nostro lume /W}r/a pace Cama. xiii. 14.
il cui dolce splendore Por/a conforto . CaKJL xjv. i&
Entrano ì raggi ... E portan dolce , Caxa. xiv. 19.
eh' è nato Del ^ran desio eh* io porto Cams. xir. 50
£ '1 mio piti d' amor porta Cut*, xv. 36^
Pcrch' io son fermo di portarla sempre Ch' io CmnM. iv. 51.
La donna, che con seco il mio cor porta Cohm, xviL 14.
Se guardi al segno — ch* io ^rfo de* tuoi Cena, x vii. 31.
Per volerne /tor/arl* anima santa Orna, x vii. 59.
fa che ne portt Nov'clle a nostra donna Cora. xvii. 73:.
cotante Penone. quante Sembiante —portan d' uomo Cam, xix. 104.
L* Amor, eh' io porto pure alla sua ombra Sm/. i. 97.
Ed io . . . Porto nascoso il colpo della pietra Sks/. U. 15.
io /H>r/b nella mente donna Tal, che &sC iì. 61.
S' io porto amor corale alla mia donna Sést. >v 7.
Solcan/or/ar corona di desiri Ba/l. v. -j.
quel signor che voi portati Negli occhi Ball. vii. t.
Vidi a voi. Donna, portar ghirlandetta BmiL vìii. 4.
La . . . donna mia Porta in testa i fioretti BaU. vixL 14.
Ha dentro portan la dolce figura BaB. x. 9^
Ch' io ci porto entro quel signor gentile Ball. x. 15.
Negli occhi porta la mia donna Amore K ^. at. 9 (Soh. xi. i^
Voi, che portale [la sembianza umile] K /V. aa. 66, 68 (Som. xiì. I),
Vedete, Donna, a* io porto dolore * , Som, xlvià. 9.
portato. Questo mio bel portato . . . Geoer& quella che Gma. xx. 50.
portare, nella quale ... li spìriti sensitivi porttmo le loro per-
cezioni V. N.9. aS.
perocché Ìo portava . . . tante delle sue insegne K Al 4. 17.
io )' ho meco, e portolo a donna la quale sarà . V, Pf. % aB.
quanto lo suo fedele più fede gli /orYa F. A. 13. 14.
e tu lo vedi, che porto già lo tuo colore V. N. «3. 75.
sono stato legno . . . portato a diversi porti C L 3. 35.
Le quali cose la fama non porta seco C ì. 4. 75.
se a me fosse comandato di portart due guamacche indosso ... e
... i' mi portassi V una C L 7. 37, 39l
dove elle non la potessono . . . portart C ì. 7. 91.
è biasimevole . . . portarla in parte dove sa C i. 8. 6S.
r amore ch* io /or/o al mio Volgare C L ta. 97.
dell' amore ch* io porto alla mia loquela C L I9l 53.
dell' amore ch* \o porto ad esso C L la. loow
non ha una essenza con quello che '1/iorfa C. il. 4. 95.
il quale seco /or/a il fine d' ogni dcsiderìo C tv. a. 80.
il quale agli animi . . . porta desiderio d' udire C. iv. a. 134.
ciò che proemialmente . . . porta il testo del C. iv. a. 163.
secondo la sentenza eh' esso porta C iv. 3. 93.
che tre moggia d' anella in Affrica erano portate C. iv. 5. i€A,
quando seco ricchezze portano . . C iv. 13.
quello che ciascuno al posseditore . . . porta C. iv. 13. s:
507
POSSANZA
posare. Tanto lo immaginar, che non bì/om, L* adorna Ccnjl iz.S3.
sì che in te ... Si /ko«i' quella prazta che ti sgrida Cmma. xvUi. 14.
E *n sulla man si fioxa Come succisa rosa Cmrt». uè. so.
Che ... in fuoco d* amore il mio si pota Soh. xxxix. 4.
posda. E posàn imaginando . . . m* apparver K TV. 33. 166 [Om*. ìi. 39^
Poscia pìang:endo, sol nel mio lamento Chiamo . . . . K A^. 3». 94 \,CaHS. iii. 54*).
E qual é suta la mìa vita, potàa Che . . . andò . . . K iV. 33. roo {Cmn», iii. 6o\
Cui h scorto il cammino e posda V erra . » , C iv. Cohm, iii, 39,
Che 1 negar ^05nd non gli pare amaro Cana. x. 135.
se r anima torna poscia al core CanM, xi. 49,
Posda eh* Amor del tutto m' ha lasciato Cohm, xùt. 1 ; K E. ii. la, 65.
Posda mi sforzo [, che mi voglio aitare] K. ^. 16. 39 {Som. ix. 9\ 45.
to dicea^owi'a ncll^ anima trista K A^. 36. 40 {Som. xix. ia\
Ma poscia perdo tutte te mie prove Som, xxviì. 8.
poBclacbè Cima x.. 93.
lo mi sento legar tutte mie ^o5sr .......... So», L 9.
Chi . . . s' ingegna . . . Manca la pasta P. F. 8t.
La possa di ciò fare ... a' prcU pertìen volger tii ruote . . . . f. /*. 139.
lo sento si d' Amor la gran poaaaiua Chiù. xìv. 1,
Ch' io sono al fine della mia/osaaN«i Catta, xvi. 30,
quel signor ... tal che vince ogni possamaa BaU, vii. a.
portare, dico che . . . esso porta seco la viV/m dtW tnimmgtmrahvn, e
la ìriwtù d'i Cirfo^ e ..,,.......,... C. IV. si. ^^,
dunque /or^^ io il mio consiglio C. ìv. 97. 71.
■minati ! . . . che . . . portati le mirabili veslìmcnta C iv. aj, laa.
quegli che alli buoni mala testimonianza porta » . . . . . . C. iv. 99. 79.
porto, portato a diversi porti ,, Ci. 3. 35.
chiama e domanda la mia na\% uscire di /korfa • . . C. U. l. 5.
iaperanza ... di salutevole porto C. li. i. 6.
nprcadcre lo desiderato /orfo per salutevole vìa . • C iv. 4. 53.
cbè li nave ... a debito /orto correa C iv. 5. 69.
siccome uscire di ^no . . . C.ìv. 9. lafl.
ch* ella ritoma n Oiot siccome a quello /lorfo C. iv. afi. 8.
la naturale morte è qoad porto a noi di C. Iv. nft. 15.
com* esso appropinqua al ^r/o . , . , • C Iv, aS. 18.
ricche a quello porlo sì vegna con C iv. 38. 93.
■Mire le pare di mare e tornare a porto C. iv. «8. 54.
Oh miserì e vili che . . . correte a questo porto C iv. aft. 56.
senza le quali al porto . . . venire non si potca C iv. aS. 87.
quando viene presso al suo p<trto C ìv. aS. 90.
pOML sicché ... in questa posa le vicinanze %* amino C iv. 4. 40.
vedemo che quello ... di posa dopo hi fatica • «> • C tv. lau 194,
vedemo che . . . mai posa dare non può .,•,..••*» C iv. l*. 195.
lo buono camminatore ^lugne . . . ^ posa . . * C iv. t^ 198
posare, che gli occhi . . . chiusi dormendo b pamwmto . . . . . • C iìL 1. 181
pace nella quale li poaina !• tSuaS C iv. 4. 40.
poscia. Poada quando dico . . . mgghsmgo una ftUoza K /V. 19. 141.
Qaaado /oadia dico ... do ad intendere T. M ai. 44.
P»ma . . . dico eom* io diasi loro - K .V. 03. aa6.
la quAÌc posda sia possibile d' aprire K /V. 93. 7t.
che . . . poaaa donuuidato non sapesse dinudare le K yV. «5. mB.
/Vania quando dico . . . ragiono di hi K iV. 30. ■&
Pnsda quando dico . . . parlo ... . . . . K iV. 3A. 37.
po«ciactié . . , . K /tf. 15. 5; 01.
M
POSSANZA
Tragge ... A sé, come a prìncipìo e' ha poasattum . . . Ball, vii. 8.
E senza qurslo ogni fiMsttnaa à tolta . . . d* andar ....../*./*. 91.
Nò per nostra posaanaa^ né per arte . . , potcmo P. F. 103.
pOWtilltie. r alto valor eli* éiitL possùdt C ìiL Con*, ti. 43.
Tu disfai la beltà eh* ella fiossudr Caica. xvu. 37.
e *1 regno ... A posstdtr vegnìaro con divozione P. F. aa8.
pOSKOte. lassa E eh* Io non son f>osstnt€ C. ilL Onta. iì. 7 ; ^ la^.
Tanto . . . Che M possente signore . . . Appena . . . s' aita .... Cnca. xx. 6^
Ild é la sua virtù tanto possente K M 39. 66 {Som. xxii. 7V
Ed è possente e valorosa assai Som. L 4.
pOMCaBiOQe. Gentilezza volse . . . Che fosse antica possessioH d* avere C. tv. Causi kìì. 93.
prova. Che tu se* possessione che sempre giova • Caiu. x. 43.
poeta. Sicché gir ne conviene all' altrui posta . dita. x. 51.
possedere, a cui così vilmente s* era lasciato posstdert K JV. 4& ra.
quanto all' umana generazione a /osaarim è dato • . .... C iv. 4. 34.
il quale^ lutto possedendo . . . tenga C. iv. 4, 37.
che ... li posseditori dell* oro posseder voleano C. iv. 5. 1 15.
che, possedendo quelle, larghezza non si fa C. iv. 13. 134.
che non può essere /VMisn^fndb quelle, ma quelle lasciando dì/oswWIrrv C.iv. 13. 137^ 138.
quando, trasmutata . . . più non si possiede .... . . . . C rv. 13, 143.
posseditore, li posseditori dell' oro posseder voleano C Iv. 3. x 14.
che ciascuno al posseditore delle ricchezze porta C. iv. 13. 193.
possente, quanto r una e I* altra di . . . è . . . possente C iv. 3. 71.
malnati ! . . . che rapite alli m^no possenti C iv. 97. 119.
Ione, li discacciati rivenuti alle loro possessùmi K. AT. 14. 59.
cioè '^afSMflOKtf d' antica ricchezza' C iv. 3. 54.
r animo ... in terminata possessione di terra non si quieti . . , C. iv. 4 33.
perchè veggiono fare ... le possessioni larghe C Iv. S. 76.
Puotesi . . . vedere . . . nella dannosa loro possessione C iv. 1 1. 3&
in quanto sono ordinate alla possessione dell' uomo C iv. 1 1. 45.
come nella loro possessione siano dannose C ìv, 13, 89.
Puossi vedere la loro possessione essere dannosa d ìv, 13. 92.
per desiderio di prendere quella /os5r«5Ù>Kr C iv. {3. 1*5.
Anche é privazione di bene la loro possessione C iv. 13. 133,
che fa ... lo possessore timido e odioso C iv. 13. 96.
possibile, la quale poscia sììl possibile d* aprire K Al 95. 71.
posto che possibile fosse Oii.x. 104.
pensando spesse volte come /K7S5ii6i/r m* era . C. fi. 8. 47.
che possibile fosse questo . . . cielo non muovere C ìi. 15. 139.
e questa Donna sia ... ed a noi faccia possibili gli altri . . . . C. iii. 7. 175.
tanto quanto /o&si6i7i sono a venire ad essere C iii. 14. ai.
quanto per esso é possibile assomigliarsi a Lui ........ C ili. 14. sB.
conoscere ... e dire . . . non sia possAOe alla . . C. ìiì. 15. 107.
che sono a uno medesimo suggetto /a5J«&i7i C. iv. 14. 99.
La quale . . . riceve ... lo Intelletto possibile C. iv. ai. 44.
discende in essa la Virtii int<Uettuale possibile C iv. ai. 70.
rendere utile, quanto più mi sarà possibile C tv. aa. 9.
Poicbè . . . quella . . . come possibili è stato, é dichiarata . . . . C. ìv. 83. 3.
riceve . . . quanto é piti possibile di ritenere C ìv. «3. 49.
possìlsiiità. è misurato secondo la ^cusi*-&iVf/à delia cosa C ih. 15. 78.
posteriore, non si può ... per cose prime, ma per ^o«/rnon . . . C ìv. io. 63.
postutto, la qual cosa è al postntto sconvenevole e K, A^. 39. a6.
pobentlasimo. e potentissima persuasione sìa C. iì. 7, 59,
ciò dee caere potentissimo argomento C ii. 9. 130.
3<^ ^HP^^^T POTERE
renza. Qusnto avcmo \a potenza di ben fiire Gins. ìx. ta.
Ed ancor tua ^//rtsA Ha sentita CrM«. ix. 69.
Ogni/o/rriA] e loda in te fìa degna CnHa. xviii. 53.
Non consentir . . . che la pottnaa ... mi consummi S, P, xxxi. 55.
cs<eranno La ìua poUnsa grande e la S. P. zx. 6a.
' K W. 19. 61 i^CattM. i. 43), 63 {C*tMM, ì. 44), 68 {Catta, i. 49), 75 (Cffw. i. 56), 85
{Cam. i. 66) ; 33. 74 (Canx. iii. 34), 76 [Canz. ili. 36) ; C. iii. Ca«*. il. 48, 51,
6x. 88 ; iv. Orna. iii. 35, 50, 53 \bis\ 58, 145 ; Catta, ix. 14, 38 («0, 40, 64,
68 ; X, 14, 70, 77, 116, 143; xi. 13, 16, 38, 54, 81 ; xii. 13, ai ; xiv. a, 45,
gj*Jteut igrimn. potentissima cagione è delia mia mossa C iv. 3. 43.
potenza, in quanto t in pottnaa ... in quanto dì pottnaa si riduce
in atto V. N. ao. 29, 30.
dico in che soggetto sia questa potenza K. /V. ao. 33.
come questo soggetto e questa potenza sieno prodotti in essere . . K TV. ao. 35.
dico come questa potenea si riduce in atto K M ao. 39.
ma là ove non è in potenea ... lo fa venire V^ N. ai, 7.
kiccomc questa donna riduce in atto questa />o/rfr«a V. N. ai. 35.
quanto ìnducere Amore in potenza là ove non ò P^ A^. ai. 37.
e la />«>/m«ii giudicativa è allora come quello giudice C Ì. 4. 47.
Tcggùuo a sue pari membra e pari ^o//ff«i 01.4.51.
ftè è la sua bontà in potenza ......CL9. 43.
le grandezze . . . della vera potenza C. i. 20, 53.
Giuno, la quale dissero Dea dì potenza C ìL 5. 40.
li pu6 contemplare la Potenza somma del Padre C iì. 6. 6a.
* Figlio, armi mie, ^//n«i mia' C il. 6. 135.
mostro impotenza di questo pensiero C iì. B. 80.
che *1 Filosofo . . . partendo le potenze di quella, dice che 1* Anima
... ha tre potenze C iiL a. 84, 85.
■iccbò muovere è una potenza congiunta col sentire. E ... è
manifestissimo che queste ^o/mM sono . C iii. a. 90, 93.
Onde \a potenza vegetativa ... è fondamento ... e questa vegetativa
/o/tfM«7 per sé può essere anima C. iii. a. 98, 101.
questa zeHsitii*a potenza è fondamento della C. iii. 9. 105.
la ragionativa potenza senza la sensitiva non si trova C. iii. a. 108.
quella Anima, che tutte queste ^/rrur comprende C ìli. a. 1x3.
colla nobiltà della ^/rM«a ultima, cioè ragione ....... C ili. a. 115,
1* Anima ò tanto in quella sovrana potenza nobilitata e C EH. 9. 119.
l'altre che sono in quella eccellente /)o/«n«a C iii. a. 133.
I-e corpora composte ... da quello hanno ^Hgore e potenza . . . C. iii. 3. 17.
dovunque è la sua ^o/maa seminata C iii. 7. 143.
r ultima potenza della . . . quivi fti riduce in atto ....... C iìl 8. 6a.
le oca in quanto ha . . . ìa potenza di poter C iii. 13. 61.
qui si prende valore quasi potenza di natura C iv. a. 98.
perocché la Romana potenza ... fu acquistata C. Iv. 4. 87.
Che ... le potenze dell* anima stanno sopra sé C. iv. 7. I4<k.
cosi levando 1' ultima poteìiza dell' anima C Iv. 7. I48.
a certo fine bada la nostra /o/rn^a C iv. 13. 74.
tante sono . . . ìe potenze di quelle . . . . C. iv. 19, 49.
che produce della potenza del seme I' anima in vita C iv. ai. 41.
mettendo e . . . per ciascuna potenza dell' anima C ìv. 33. ai.
lente, il quale potenzia/mente in s6 adduce C. ìv. ai, 44.
K «V. i.a; a. 50, 63 ; 3. 58 ; 4. 18 ; 8. 1 1 ; 9. xo ; xx. 16, ao ; la. 8, 68, 136 ;
13-50; 14. 47, 6a; 15. 15,90; 17- 'o; i8- ^4- 39 1 i9- MOi «5^ '56; ai-
SS ; 93. 7, 108 ; 35. I, 3. 98 i «6. 11, 34, 33, 35 ; a8. xx ; 30. 15 ; 33. 3 ;
l»OTERE 5IC
potere. 51 (».>, 65, 70, 89, 90; x». 48; x\i. 8. »9, ^r, 46, 68; xrìl 7, 18, 4«i63:
xviìi. 50; xix. a6j 93; Sesi. i. ao. aa, 33; u. sa ; iu. 36: iv. 13, aa, a6, 99;
B0ÌJ. iv. 31 ; V. 8; vi. 15; iat. i, 11 ; K, Al 14. 83 [Soh. vii. 5^ ; 15. 33
{SoH, vili. 6) ; ai. ai ìSon. xi. 13' ; aa. 95 [Son, xiii. 7) ; aót 47 (Som. i».
li) ; 37. 35 {Son, xvi. 13) ; 37. 04 (Som. xx. g) ; 41. 67 (Son. xxiv. 13! ;
Son. xxvii. 3 ; xxx. 10, 13, 14 ; xxxJL 6; xxxvL la ; xxxviii. a ; xlv. 7;
xlvìi. 8; 1. 6 ; li. 9; lii. 3; liii. 10; liv. la ; S. P. vi. la, 15; xxxL 69;
xxxvìi. ], 54, 6a; I. 57. 60. 66; d. 83, 116; cxxìx. ai ; cxlii 6, 11^ «9;
P. F. IO, 104. — C/. podere.
potestate. Ch' allro mi ùk voler sua potcstaU K W. 13. 38 ^Sem. tL 3).
C/. podestate.
povero. Perchè tu . . . puoi U vita mii Povtm e rìcca far ... . dm*, xvii. 8.
Pbven, vedi, a panni ed a cinlura CdKs. xx. 36.
potere. 36. aa ; 37- 7 ; 38. t% 31 ; 40. 37, 38, 43 ; 41. 33, 36 ; 43. 34. aÓ, 33, 4^
44 ; 43 5. 7. '3 ; C, i. i. 4, 16, ai, 37. 34, 45, 48, 83 : a. 18. 34. 46. 76, 79,
8a,9a, :io. 116, 135; 3. 10,73, 78 ; 4. 16, «6, 70, 86 ; 5. 5, 14. 5», 87 ; 6.
38,31,69,71; 7. 7.68,73,90.93; 8.8,30,51,77. 79, no, ] 16, 135: 9. 5, tow
a7f 54. 69.72; 10-36.43.45, 49. 89; 11.14.48: 13.18,85: 13.03. 46, 49» 5».
76; ìi. I. 18, 46,49,57:3.36, 40:3.10, aB; 4- aatSS» 57- 61 ; 5- 51. 57, 6o^ 77.
100. 107, no, 113; 6.20,37,61,60,65,68, 74. 76, 81,85,89; 7.35; 8. 1,93;
9. aa, 31, 34, 43, 104, 134; IO. ai, 34, 41 ; 11. 34, 51; la. ao» 6a 66; r^.
a6r 39, 43, 45 ; «4- 40f 45. 69. 74, 90, no, 133, 137. 150. 15». 154, 194, 335:
15. 4, 40, 60, 73, 73, 79, 83, lao, 185 : 16. 1, 13. 16, 53 ; iii. I. la, 34, 35. 41,
45. 63, 65. 75. 8a, 90, 9», 97 ; a. 34, 68, 87. 95, 97. loi, 103, 143, 153, 155;
3. 39, 107, J3I, 133 ; 4. ai, 37, 40. 44. 51. 89. 91, 94, 95, 104 ; 5. 81, 135.
168, 177, 194, 197 ; 6. 3, 56, 78, 86, 94; 7. 9. 13, 33, 54, 66, 88, 95. 146.
"53, 166 (m.), 169, 174; 8. 46, 48, 61, 71, 75, 8t, 87, 114, 133, 139, 141.145.
9-7,37.47.57. 77. 107, iia. 113, 138, 147, 159; io. 17. 38, 65, 73; u. 53.
56,61,88, III, I30, 149, 179; la. 6. 14, 40, 75, 98, loi, no; 13. la; 4^
49. 59, 6». 98- >«> ; '4- a5, 51, 64, 95, laa. 131, 133 ; 15. aa, 96. 39, 58. 63.
67, 68, 69, 71, 73, 76(,ÒfS), 95, 100, 145, 185. «96, aoo, 309; iv. i. 36, 58,
59, 83; 3. Il, 16,33. 34, 37, 96, 103; 3. 73; 4. 8, 16,37,45,63*83,91, ioa.
108. 138, 133; 5. II, 60, 93, 104, 143; 6. 17. 47, 53, 119. 149, 150,173.176:
7. 14, 86, 107, 109, 136 ; 8. 16, 74, 84, 94, 108, 109, 113, 137, 137 ; 9. 44.57,
74, 79» '<», >5o; >o- 64, 67. 68, 93, 96, 97, ioa, 105, 106, 107. no. 118; 11.
«»,3i, 53.58, n9; la. 3, 5. n, 15, ai, 98, 109, 113, 170. 196; 13. 3, 53,
73, 93, 116. 139, r37. 151, 164 ; 14. sa, 33, 30, 50, 57, 77, 85, 89, 95, loov
"3i 134; '5- II. J». »9. 30. 50. 55, 6a, loS, in (*»«), 138, 141, 143, 169^
igo; j6. 5. 35,83.86, 94, 106; 17, 70,84, 85. na, 116, 119; 18. t8 ; 19.4,
93 ; ao. 4, ai, a8, 66, 69, 74 ; ai. a6, 53. 59, 61, 63, 78, 99, 100, 131 ; sa. 5,
10, 13, 18, 91, 99, 116. lai, 134, '^8. 130, 142. '60, 195. aoo. 303, 309; 33.
4, 9. 34. 80, 107, 149; 34, 5, 7, 17. ao, 37, 50. 58, 65, 70, ioa, 130, 131, 146.
167 ; 35. 6, 76; a6. 3. so, ai, 85, 106, 133 ; 37. 35. 39. 70, 84, 108, 114 ; aB.
66, 72. 83, 87, 103 ; 39. 4, 5, 16, 36, 33, 67, 86, loB, 109, 1 18, i33 ; 30. 19.—
C/. podere.
potestÀ. quella parte eh' è fuori di loro potntà . C il* ^ 37.
la nobile anima ... e libera nella sua propria potestà C. Ui. 14. 94.
C/. podestà.
polertade. questa contemplaxìone fanno le Po/esiaJi C ii. 6. 89^
Cy: podestade.
potestate. Sopra questi sono le PoUsiatì e li Cherubini C iL 6. 53.
potissitno. é/ìoA:'j«'Hfd ra^one della loro speculazione C. ÌL 6. 56,
povero, vidi che povrro mi pareva lo servigio V, N, 34. 4.
porgono della loro buona ricchezza alU veri poveri Cui, 65.
5TI ^1^^^^^ PRECEDERE
povero. Ond* io povtr dimoro In ^isa, che V. N^i,^^ {^Scm, Ìl. 15)*
pracstolatur. Misemm cius cor, qui prantolatur Cmnt. xxì. 8.
prato, r ho chiesta in un bel prato d' erba 5«s/. i. afl.
Per prato e per riviera . . , mando Bali. iv. 3.
Ora che . . . ogni prato rìde Som, xlli. 9.
Ora che . . . Fanno per monti per prati e foreste Som. xlii. 8.
Percouo io sono come il fien ne' prati 5. /*. ci. 10.
precare, il qua) io prtco Che ci guardi d«l mal F. F, S44.
C/. pregare
povero, qutnto è powm la nostra menie a te comprendere , . . . C iii. 5. 004.
'Oh sicura (acuità dclia/iofvm vita .. .* Clv. 13.113.
povertà, pena, dico, d' esilio e di povrrià C i. 3. ao.
dal vento secco che vapora la dolorosa povrrtà ^ ■• 3* 37*
conviene lasciare prrpovtrtà tt inttlUrto .... ..... C. iìì. 4. 9.
quando commenda la /<nwrl!à dì sicuranza Clv. 13. tra.
pozzo, io ne vidi già molte in un posso saltare C. I. 1 1. 66.
praetermlttantur. tempus e$t ut pmettrmìttantHr fimuìacra nostra K. W. la. aa.
pratico^ r uso ... è doppio» doéprmtkoc t^ectiialivo {ptwtKo è tanto,
quanto operativo) C ìv. as. 104 (tu).
Quello del pratico si è operare per noi virtuosamente C iv. ta. 108.
precedente, una servigiale delle ^rw-A^A' parale K. TV. 19. 96.
alla parte pttttdtnt* ed alla seguente K iVl si. 30.
di cui ragionato é nelle /^r#cvt^tt/i parole K iV. aó. 3.
cioè in questi due sonetti prt<«iUnti V. N. a8. 4,
eh' e piano ... per la sua ^rrm/rfOr ragione K ^. 37, 15.
perche e manifesto per la prtadint* ragione . . . . . . . . K )V. 38, 34.
Vero e che nel /frm^w/# sonetto io fo K- /V. 39, 41.
mandailo . . . col /^rvcvtiErN/r sonetto accoropa|tii«to V.N. 49. 9.
nel prrctdfttt* Tratuto e . . . preparato C ii. t. a.
Poich' * mostrato nel prrctdentf capitolo C ii. 5. r.
Dclli tre >>rrmtf#n/i' capitoli è ragionato . . . C i{. 7. 6.
come detto é nel prHHientt capitolo C. ii. 8. 61.
Cosi come nel prwtJtnte Trattato si ragiona . . . . C ili. i. i.
Nel pnctiitMU Capitolo i mostralo , C iii. 6. i.
La Sapienza di Dio, prtettUntg tutte le cose C iii, 8, 15.
Wd/wtWm// Capitolo ... 6 commendata C iii. 15. 1.
qscUa che nella prfoéfntt Cantone è ragionata . . . . . C. iv. 1. 94.
nel decimo Capitolo del prrxtiUntt Trattato .... C iv. s. 3s.
la cagione che della é nel prtadtnt* Capitolo C. iv. a, 77,
aiccome detto è nel prttÉtUnt* Trattato . C iv. a. I5a.
nella fine del /vmv<//N/# Capitolo ........ C. iv. 5. 8t.
al %\ corrompe pfrr**i*nU alcuna alterazione .... C. iv. 10. 87.
Ht\ pmttitnt/ Caintolo è determinato C iv. 18, 1,
Poiché acWm prtoiiénré parte sono pertratlate . C. iv. 19. t.
se tutte le /^nrm/<nf/i virtù s* accordassero ... C. iv. ai. 93.
chi ben riguarda la prrfnUntt ragione ... . C iv. aa, 93.
precedere, lo quale /rMrdliMv la verace luce K iV. «4. 37.
il proemio, che /mmA potato libello K AT. B9. 17.
che suole prttfdm ... la generm^ione , , . . . C. iti. la. arj,
cut tutte le nostre brighe . . . prvctdtmo quaai dal . , . . . . C Iv. a, 89,
dite . . . che elio lì prtceiUrà in Galilea C. Iv. aa. 157.
dicalo . . . 'che in Galilea li prtnJérù* ; cioè che la fUatitMdtné
pnrréfré loro in Gaitira .... . . . C iv. am. 184. 185.
E dice: *Z' prtadfrà' C iv. as. 191.
PRECEDERE 5I
predpLdo. Benché vadano i cicli in firtnptmo 5. P. ci. 105.
predetto. Ci fa lornar con le prt^rttt insieme P. F. xm.
predare. Che là ove giugni, tu tìicWx prrgamdo K iV. 19. 80 (X^mm», i. 6sV
Deh . . . Pregava V ana 1* altra umiicmcnte .... K. iV. «3. 151 (Cmu, iì. 34)1
Però vi prrgo [prùgo] che lo m' intendiate , C. ìi. Catts. L 9; 7. 53.
AUor ti firùgo che ti rìconforte C ìi. Cans, L 59.
a cui io grido ... ed umilmente Ìl priego ......... Ctms. xU. 38.
Ond* io ti ^nr^ che tu t' assottigli Canr. xìv. 84.
Poi ti rivolgi . . . Prrgando ù eh' ella . . . s* augusti ..... Cans. xviiL 75.
s* egli Bwìen che tu . . . truovi ... e quel ten priegm Caru. xa. 97,
Donne, io non so di che mi pngki Amore Baii. iiì. z.
Però siete ^n^/d . . . Che le tacciate onore Ball. vììL sa.
E^rr^ sol, eh* udir mi soflcriate K iV. 7. ai (Soff. iL 4).
Per Dio vi prtgo che voi 1 correggiate Son, xxxiv. 13.
Per lei ti pritgo, che da te non fugge . . . che San, xlix. 3.
Le tue orecchie, io firegOj non sien sorde S, P. ri^ 35.
Però che Ìl re . . . Ha esaudito lo pregare . . , S. P. vi. 41.
£d . . . Ti pregheranno insieme tutti i santi. Che S. P, xxxi 41.
Io prego, che non voglia con furore S. P, xrxvìi. ft.
Degmiti, i' pr^^, starmi in adtutorìo , . . S, P. xxxrii. 83,
lo prego te per la tua gran pictade S. P. L »,
Prego, Signor, che tu da me discacci . S. P. I. 5.
Io ^nr^ ancora, che mondo mi facci S. /*. U 7.
precedere, che alla nostra Contemplazione Dio sempre prwceJe , . . C. ir. a*. 194.
predetto» quella che . . . mostrano le Canzoni predette C 1. r tj^
una delle creature predette C il. 6. as.
accompagnata colle due />pvi^W/r bontadi C.ìÌ,xi, 71.
se bea si mira la predetta ragione C. {it i. sau
anzi 1' ufficiale predetto nullo a ben di tutti intendea C iv. 4. 97.
cioè al tempo del prrdetto suo Imperadore C. iv. 5. 8&
e Bruto />nd>//o similmente . . C. iv. 5. taa.
siccome dice il predetto poeta, nel pevdelio quinto Libro . . . C iv. a6. 135, I36k.
la prima comincia nel Capitolo predetto C. iv. 30. 5.
C/. prediccre.
predicare, perocché . . . predica quelle . . . creature quasi innume-
rabili C ii. 6. 38.
che . . . dell' Uomo e delle divine Sustanze questa Mente %\ predica C iii. 9. 141.
Boezio . . . che prima la predica d^li uomini , . . poi la predica
di Dio C. iii. a. 143, 145.
Né maid' animale bruto predicata fue, anzi di molti uomini . . . non
par doversi né potersi predicare C. iìL a. 149, 15*.
quello che per gli uomini è predicato . . . C iv. 5. 164.
Onde non pur delK uomo é predicata C iv. x6. 44.
predicere. mestiere di ^m£ÙYvr queste parole C. ii. a. 53.
C/- predetta
prefetto. Manfredi . . . che ora Pretore si chiama e Prefetto . . . . C iv. 09. 17.
prefettura, meritarono 1* ufficio della Prefettura C iv. 39. at,
pregare, e pregandoli che giudicassero la . . . scrissi F. A". 3. 73,
intendo . . , pregare che mi sofferìno d' udire K. iV. 7, 43.
e come tu preghi lui che gliele dica V. N. ix, 60,
Noi ììpreghiamOy che tu ne dica ove sta K, 7^. tS. 48,
lo Boase a pregarmi eh' io gli dovcsai dire K /V. ao. 4.
Nella «RondEs le ^^ che mi dicano dì lei K VV. aa. 86.
mi pre^ che io gli dovessi dire alcuna cosa K A^. 33. 8*
513
PRENDERE
pregare. Ora ti pns°> ^ dolce Signor mìo. Che . S. P. ci. 91.
£• prrgo, che ti degni esaudire 5. P. cxxix. s.
Onde ti /rrjti, che m* aiuti al tutto 5. P. cxHt. 34.
lo/ry^, che mi vogli tovvcnire S. P. cxliì. 46.
Io /nr^ che distrugga lutti quelli ^. P. cxlii. 6fl
Pngkiamti, re di gloria e signor nostro P. F. 339.
E lei pngksam^ eh' alle grazie divine Sì ne conduca P~ F. 335.
C/. precare,
preghiera, onde gli fa dolce ^j'MVni BaJt, v. 14.
Dobbiamo far a Dio ^rv^AÀrfr assai P. F. 209.
preghiera Ed alla fine falle umil ^rr^Airro K N. ta. iioiBalf. i. ^i\
pr^tarb onora e fregia Qual figliuol te più />rrj^'a Caiu. xvuL 40.
Chò *1 savio oon^n^M uom per vealimenta . . . Ma ^nr^u il senno
e gli gentil coraggi Cohm. xìx. 36, 38.
Tutto lo mondo canti , . . Vostra altezza ^^fti BaU. iv. 17.
E, ciò che *n donna è da prtgiar, virtute K A^. 6. 58 (Som. iv. 14%
Cf. preaare, prezzare,
pregio. Chi '1 fo perchè sua cosa in pngio monti CanM. xiv. 6a.
Vostro fin pr^io mando — alla verdura Baìi. iv. 5.
Lo vostro pregio fino ... si rìnnovelti Bali. iv. 6.
La qual di y^n-ji'o e d' onor ft' incorona Sun. xlv. 4.
Ch' é questa Donna, in cui prrgio dimora ... Son. 1. 3.
prego. Ch' a tua fidanza — a' è mìo ^nrgo mosso . . Ca»». xvii. 66.
E s' ella per tuo ^nr^ gli perdona . y. N. ta. lao {_BaU. ì. 41).
000 disprczxa ÌÀ pnghi loro, nò 1 lor domandare S. P. cL 69.
Maria, che co' suoi pfwghi ognor ci aita . P. P. ai.
Si ne conduca co* suoi santi pngki . P. F. 036.
premere. Se tu discarghi il cargo che mì premè ... . . S. P. vi. aB.
Ma poi che '1 rio nemico pur ne preme Le . . . voglie P. F. ita.
premio. Che s* io contemplo il gran premio venturo Som. sxxvii 9.
prence, costei, Ch' al prena delle stelle s* assimiglia ...... Cntf. xix. 114.
Cf. principe,
prendere. Io />*»/ tanto smarriracnlo allora ..... K fi. 9$. i6a {Catu. ii. 35).
Poi prende Amore in me tanta virtute K AT. a8. aa (P. C. 9).
pregare, mandaro . . . pregandomi che ouuidaasl loro K. AT. 4a. st.
li quali priego tutti, che C i. t. 135.
si caro coau quello che si peiegm C L. S, 1^9.
prego loro dello intendere C. ti. 7. 51.
dice che Marzia . . . pregtMo che la dovesse riprendere . . . C. Iv. a8. lot.
pragfalerm. seguito io alla preghièra fatu deli* udienza C ii. 7. 6a.
pregiare, dispregiano la persona prima pngis.t« . C L 4. 34.
temono . . . meno essere pregiati • C ì. 4. 53.
Onde molti ... r altrui /nr/MMO ....... Ci. 11. 146.
credere pregiato colui, cui esser dicono C iv. 18, a8.
pregio, di minor pregio sì fece ogni opera ... C i. 3. 41.
C/. prezzo,
pregai, ciò che mi domandava lo suo prego K JV. 33. 15.
acciocché . . . adempiessi li Ioio/n'^A> K. A*. 43, 7,
C/. prlcgo.
premettere, seguita a confondere la prtmetm loro opSaleoe . . . . C hr. 15. 4.
prenarrato. Intaso può esacre ... per le ^m>tfrff«fr parole . . . . C. tt. 6. a.
né pulsa essere per la pevnarrmia cagione C iv. 10. 103.
e per la ragJoaa/niMmiM C iv. laiii.
prendere, cominciò a pnndeet sopra «e un la sicarttde e . . . . KAT. a.4t.
ti
PRENDERE ^^^^^^ $14
preoderer Che ^rmdon lere e <£ventmn sospiri .... C. ìu. OmM. ìL 36 ; 13. i**-
m' é . . . VoM giovine entrata, che m' ha prrso Cmm*. ìx. 9$.
Guarda la vita mia ... £ prtndint pìctatc Camm. ix. 51.
Digli che il buoD col buon non prtn^ guerra Cmm». ix. 8a^
Se vuol dire : lo son prtsa Cnu. x. 96.
Tanto chi prmd* smaga. Che Csmjl x. 104.
S' io avessi le bionde treccie preM Cmmz. xiì. 66.
questo è quello ond' io />nr?M/o cordoglio Giiml xsv. ti.
Ben è verace amor quel che m* ha ^rvso Con*, xsv. 3^
Aspetto tempo che più ragion prmJa Cms. xrr. 47.
che tu t' assottigli ... In prendtr modo e vìa Casta, xiv. 86.
Cb' Amor lanciò lo giorno eh' io fu* prmt . Coita, xvi. 581
Prtnditt r armi, ed esaltate quella Cana. xvfii. 68.
Né per pmuUr da elle Nel suo cfTetto aiuto Camx. xix. i iCL
Doglia e vergogna prrs* Lo mio signore Cmn». xx. 36.
E poiché pns« V uno e 1' altro dardo Camm, xx. 59.
A ciascun' alma ^rrso, e gentil core . . . Salute ^- ^- 3- 11 {Som, ì. tV
Allora prrsi [di lui si gran parte] K A'. 9. 56 {Som. v. 13), 6fik
Ond' io non so da qaal materia prenda K. M 13. 44 {Som. vi 9^
Ch' Amor . . . Freud* baldanza e UnU sicurUte .... K. A^. X4. 86 (5m. vii. <..
prendere, prra tanta dolceiza, che K Af. 3. 90.
E pna i nomi di sessanta le più belle donne . . . composi . . . K A^. 6. 7.
per la forza che Amore prese V. N. i^ 36.
onde r . . . amico . . . mì prtM per la mano ^. A'. 14. 5^
però proposi di prendtre per materia . . . quello K A^. lA. 61.
pensando di prtndtrU per mio comtnciamento K AT. 19. 14.
E però . . . presi materia dì dire, come K AT. aa. 58.
Pensa di benedire lo dì ch* io ti presi . . K. M 04. if.
perchè ... il numero del nove ha preso luogo tra V. N. ai^ 30.
e quelli e questi prendano la mia vivanda col pane C i. 1. iool
sogliono. . .^nHt/rrr lo pane appesito CLa.^
dellì due sentieri prendere lo meno reo è quasi prendere un buono . C i. a. 94, 95.
la quale si prende dalla parte di colui C i. 4. 63.
in quanto prend* simiglianza da* bcneficiì di Dio C. i. 8. 15.
queste tre cose mt fecero prendere lui Ci, 10. 38^
li Teologi questo senso prendono altrimenti C U. t. 37.
perocché . . . é . . . prenderò il senso atkgorieo C. ìi. 1. 39.
e ^rvM alcuno luogo nella mia mente C. it. a, li.
ordine, che in questo Trattato si prtndtfé C ìi. a. 56.
Dal quale prende la forma del detto cielo uno ardore O it. 6. 113,
che ... il ct>re si prend* per lo secreto déntro CI li. 7. ma,
questo pensiero ... è poderoso ìn prendere me C ii. 8. 74.
che V atto dell* agente si prende nel disposto paziente C il. zOh Aék
lo mio secondo amore prese comìncìamento dalla C iìi. z. a.
perché in ciò riprende opinione non buona C ìÌÌ. 1. 48.
per dire ... non si /mM^ di ciò più intendimento C iii. a. Bol
Di che ftccoi^eodosi Ercole, alla fine prese lui C Iii. 3. 6ol
di quello che io per tema ho jfrfi»o C iii, 3. 11&,
che ora per due modi sì prende dagli astrologi C. iii. 6>. 13.
perocché più onestamente per le donne si prende spcrienza . . . C. ìii. 7. laBL
della quale nullo amadore/^jvH^tf compiuta gioia . ...... C. iìt. la. 107.
qui si prende vaiare quasi potenza di natura . . CL iv. a. 97.
cosi qui in questo proemio prendere ... si vuole C. ìv. a. 109.
(are si cooveogooc a bene prendere V intelletto C iv. 3. 14.
k^^
515 PRESENTE
preodere. Color . . . e . . . scmbiaod, Non pnMtrmaì . . . Viao K N. 37. t^ {Sph, xx. a),
vorrei che tu e Lapo ed Ìo Foiaimo /^rvo* per incanUmento . . . Son. xxxii. a.
Amor m* affligge ond' io pnruio cordoglio Sch. xlvtu. 11.
Per tema non aia^>rr30 a Io *mbolarc .......... Som. liv. io.
Qiuuido e' si sente prtso. ower legato S. P, xxxvii. 30.
Non poBsan . . . diletto Ed allegrezza prtndtr de' S. P. xxxvii. 63.
Credo che '1 tiglio umana carne e vita Mortai prtnd^in . . . . P. F. 00.
Ad aspettar che Dio fiirmJfSM carne P- P- ZI-
presare. che 1 Battesmo . . . d* ogni virtb il prrm ... .../*. F. 87.
Cf. pregiare.
presentii Nel cui cospetto viene il dir ^mmI« K TV. 3. 78 (5on. i. a).
prendere, sicché ... in questo amore le case pnn4t>m og«i loro
bisogno, il quale prtao, V uomo viva ^ , C. W. ^. 43, 43.
a uno solo fine . . . cioè u prtmUrt lo . . . porto per C iv. 4. 53.
e ogni altro comandamento da . . . prtttd* vigore e . • . • . . C iv. 4. 78.
Onde non da fona f u . . . prrao per C tv. 4. 1 ra.
per commutare li prui Cartaginesi a sé e agli altri prrti Romani . C tv. 5. ia6, 137.
quando li Franceschi, tutta Roma prt$m, prmdenHo dì furto
Campidoglio C iv. 5. t6a(6M).
si pretta* solo per li Poeti C iv. 6. 34.
cosi Autor* ... si prmtU per ogni per»na degna C rv. 6. 44*
raiaurata col mezzo per nostra elezione prrs*» C. iv. 6. laa.
né da Socrate non prtsono vocabolo C. iv. 6. lag.
voi che le verghe de' reggimenti . . . prts* avete C iv. 6. I&i.
a lasciare la mala opinione prmtUrt piede , . C iv. 7. 17.
acciocché r awcraario quindi nun>^nf»d!« materia C iv. 8. 90.
Che se prtHdtn volemo la Natura universale C iv. 9. ai.
che la viltà . . . dalla imperfezione ... si prtmU C. iv. t>. 15.
perocché . . . molte fiate prmdtrt guardia non sì può C iv. la. ai.
per qualunque modo il desiderare . . . %\ pnnd* .... . . C iv. 13. 84.
per desiderio di ^rr»!^/ quella possessione C iv. 13. 184.
ogni . . . virtù, ftingularmente owrr goneralnicntc ^rrm . . . . C iv. 16. 10.
poi conchiudc ^rrM^lnf^o la virtii della .......... C iv. 18. 39.
* Molti corrono al palio, ma uno é quello che "Xprtmé*" . . . . C iv. sa 58.
diversamente è /vrvso Ìl tempo da molti . . . C iv. 04. af.
nelli quali prmdtrt si può e dee ogni . . . giadicio C iv. •4. «7.
per la fisonomia che di lui pm» Socrate C iv. «4 60.
dice che Enea . . . prrat U scure ad aiutare C. Iv. a6, 115.
prenditore, dare cose non Mfi/i'al pr^ndtlort pure é bene . . , » , C i. 6. 96.
prenominata a cercare \uprmominatc difiniiionc C Ìt. lò. 39.
prenotato, racrogliendu le ragioni /rvaiolafr C i> 13. 76.
pr^MUmiB. Poiché ... lo mio pane ... è con sufBcienxa prtpantio . C ii. 1. 3.
Sapienza di Dìo, che a un' ora ... ti prtparmaH C iv. 5. 7».
E la virtù formativa prepa*^ gli organi alla . . . C Iv. ai. 39.
tutto quanto la nobile natura prrpant . . . é fT. iv. nfr. 16.
prcponimenta Per prrpomffufttu dico C ii. 9. 55.
preporre. Queste parole posao io qui . . . p99p09tt C iv. 16. 5.
pf>-UiiiM che la prrsiifntit d* alquanti . . . noa dowea C Ìli. ta. 74.
preaentare. om, lo quale ocrtilta ragìunc prtÉtm/ti C U. i^ Sa.
pWCPtc. ascendo alquanto del prDpotito prttntU F. TV. io. 17.
«■H a* io fo«i stato /lawwft a qM^Aa donna ....... K M a4> V
■Mando cb* é baono al pnfnU . . . K S. ay t$,
non troviamo cose dette anzi Io prttruti tempo ... ^> ^- *5* 39>
quello clkc al pffmnta tempo adoperava in me . . . . . . . K Ai. afii. 6.
Li 3
L
PRESENTE ^^^^V 31^
presente, pensosi . . . Fone di cosa che non v* è pftatntt . V. N. 41. 56 {JScm, xxrr. 9'y
presente, avvegnaché forse piacerebbe al pnarnit trattare . . . . f^. iV. 99. ifl.
che ciò non è del prtstHtt proposito K ^. a9. iCt
posto che fosse del prtsenU proposito V, S. 39. 19,
pare contrario dì quel eh' ìo dico nel prrsentt V. N. 39. 44.
senza \o prtuntt pane ^ . Ci. t. 105.
ma questo pane, cioè la prtstntt sposizione Ci. t. 109.
3C nella prtsmt€ opera ... sì trattasse C t. i. ti».
io, che nella prtstnU scrittura tengo luogo . . . . . C i. a. 5.
li cessa per Io pnstnte di me parlare C i. a. lai.
per fare più ornato lo suo prtstnU C ì. 3. ss>
che . . . dia nella pnstutt opera C. L 4. zoa.
il pnstnU comento non sarebbe stato C ì. 6. t.
non intendo al prestnU mostrare CL6. 9i.
di dò farò al prtstnt* speziale Capitdo C i io. 107.
del quale al pnscnit si tratta Cn.4. 79.
non è al pnsrmtt da trattare Cii.4. loo.
del terzo cielo, del quale al ^fturM/tf intendo C ii. 4. los.
quello che al pnsetUt n* è mestiere C ìì. 4. loj.
queste bastino slÌ prtsrnit C ii. 5. III.
m* ha tratto neUa prtsenit condizione C ii. 7. 46.
perciò dico al pn&tntt C ii- la. ai.
quello eh' * dinanzi agli occhi, cioè il prtstnU C". iil. i. 80.
conoscer si può la sua ^nrsm/r passione C tii. 8. 8t.
L' ordine del prtstnU trattato richiede C iii. 9. t.
poi . . . si tratterà U pirs*Mt* allegorìa C iiL 11. 19^
di ragionare per la pnstnU sposìzione C ili. i a. 33,
' Quando Dio apparecchiava lì Cieli, ìo era prtstnU . . - * . . - • C iii. 15. 16B.
la vera sentenza della /rr^s^tc/* Canzone ^- *■*- >S- ^9Ì-
ài dire al prtstnU d' amore C. iv. a. a^.
ciò che . , . porta il testo del prruntt trattato C iv. a. 164.
grande . . , opera sia per le mani aìfirrstntt C. iv. 3. 19.
dico per rispetto al tempo presente C iv. 3. 40.
più volte parve le braccia di Dio essere presenti C iv. 5. 155,
di questa significazione al prrstHte non s' intende C iv. 6. 36.
quello vocabolo, del quale al presente si tratta C. iv. 6. 46.
quel fine, di che ìl\ prtsente si ragiona C iv. 6. 1^.
Oh miseri, che al presentt reggete C iv. 6. 169
alle quali si conviene al ^rcsm/f intendere C ir. ti. 5.
la disputazione che fare s' intende al prtsente C. iv. la. aio,
disputasi e riprovasi . . . per la presente Canzone C. iv. 13. 166.
nel terzo Capitolo del prtsente Trattato C. iv. 16. x8.
alla quale intende il prtsente processo C iv. 16. ioa.
ciò importa il testo /nsTH/r C iv, 18, 5,
cosi termina ... questa ^rcsTH/f parte C iv. 18.69.
quel seme ... del quale al presente si parla C iv. ai. 79,
vanno al monimento, cioò al mondo ^*Tsm/# C iv. aa. 163.
alla nostra . . . della quale al presente s' intende C. iv. 83. 6a.
questo basti alla /rrs/H/r digressione C iv. a3- 159.
sopra la quale al /rrjm/< si scrìve C iv. 04. 8«.
che non può essere nella presente età C iv. S4. 168.
perocché lungo è stato il Capitolo /t/V3m/r C. iv, 34. 184,
verbo, dico, indicativo del Umpo pi esente C iv. «5. las.
il testo, che tù^ presente è ragionato C. tv. a6. 145.
517
PRESUMERE
presepio, a quel che giacque Neil* espcro prtMpto . S. P* ^»** 47.
prcSHX Canzone, prtiso di qui è una donna Can». x. 148.
Quando son presso^ parmi udir parole Dicer . . Cans, xi. 41.
i suoi begli occhi . . . Guardcrrì prtssc t fiso Catta, xii. 76.
Perocché ... è più pnsso al terminar de* guai Cnmm, xiii. 56.
Ch' Amor, quando si pttsso a voi mi trova K ^. 14. 85 (Son. vìi. 7).
E quand' io [quando] vi %on pftsso [, sento Amore] . . K ^. 15. 30 {Sotu viii, 3), 46.
Tal che starai pur/rruo a San Simone .Som. liii. 5.
pmt&re. Piacemi di /rrs/<irv ... A questa penna lo stancato dito . . Som. xxxiv. 7.
presto. ConvcrUmi al ben Girc/rvsto^fVvA», 5. P. vi. X7 (to).
Come lo fummOf pnsto son mancati 5. P. ci. B.
E /fvsto /nRsto eaaudimi, Signore 5. f . cxhL 35 (Au).
presente, sì richiede . . . buona conoscenza dcUc pnunli . . . . C iv. 97. 45.
basti qui al prtsnttt . . . aver toccato C ìv. «7. Ica.
questo basti al pwnsenU alla prima quisltone C iv. 39, 84.
preaeoJEa. poiché tu non puoi la BUAprrstnaa sostenere F. ?V. 18. «5.
non solamente nella sua prrMnsa, ma» ricordandosi K A^ 87. 41.
la/nrsTNJd oltre la verità strìnge C i. 3. 48.
ÌAprrUMM^ ristrigne per opposilo C i. 4. 5.
U/ntsmaw fa la persona di meno valore C i. 4. 9.
nella ^rvarnjd si discorda lo imperfetto giudìcio C i. 4. 39.
la^MOtfMM ristrigne I* una e 1* altra qualità C i. 4. 35.
la prwttnMa ristrigne lo bene e lo male C i. 4, 57.
Le quali coae la fama non porta seco, ma la pmmsM C i. 4. 76.
la sua prtMnaa dare a pochi C i. 4. 83.
la pmtnaa ristrìgne il bene C. i. 4. 91.
Tnuinutasi . . . siccome alla pfwunaa del sole ... e alla pftatHtm . . .
è tanto pieno di lume ... C. iìi. 9. il6| 117.
yftvo Mf /arsa ciò che vedea nella sua ^firsnud. . - . . C iii. 10. ta-
le menò . . . nella ^nrsntad dclli due pcllep'ini C iv. 95. 83.
quando tu se' pnuo di questa donna K. ÌV. 15. 6.
quello che mi addiviene prrsso di lei . K. iV. 15. a6.
di gire /rv«5o a questa donna ...... K. iV. 15. 44.
quello che m' addiviene per andare pmao di lei K N. 15. 46.
quello che ... mi dice quando le son prtsao K. M 15. 50.
Ed io passando prato di loro ..,...,. K. iV. 18. 8.
donne anche pasaaro /rvwo di me V. N. aa. 41,
Queste donne andaro ffU»o di nw . V, N. 34, a^
quando ella fosse ^mio ad alcuno . K M *6. 7.
tanto distretto . . . che nullo piu/vrsso 1' era . . . K JV, 33. 6.
quant' ella t pìb prnso ad caso ....... . . C ii. 4. 63.
quanto più è nmou e pili prt$so al poto .... C ii. 4* 65.
quanto il ciclo è più prtsso al cerchio equatore . C iì. 4. 69.
quanto pi<i sono ^nrjjo a questo cerchio . . C. iJ* 4> 77<
è più nobile, quanto è più presto di quello ... . . C il. 4* M.
qualvolta più ci è pnsto . . C il. 7. 105.
quello che ha figura di pntao che F^ena Luna . . , , . C iv. t6. ^a.
non comincia dal . . . ma proso a otto anni dojx) ...... C iv. «4. 46^
quando viene pretto al tuo porto . . C. iv. oB. go.
chi tiene la citara in casa per /ffvvMrla C. i. 9. 94.
che alla Gioventute^nrj/ii la nobile Anima C iv. «7. 4.
presumere, oh . , . bestiuole . . . che prenvmei* . , , parlare . . . C ìv. 5. 74.
chi ^rsasiisMirà dì le parlare F .... Civ. 5.140.
e non pwmttmtewn contro alla T. iv. 8. jB, 40.
PRESUMERE
prete. Solo a' ^«/i pertien volger lai ruote P. /". 141.
prezzare. Cotanto del mio mal par che si prtsài Cénta. iij. ^ ^*'
Che . . . Cotanto lode quanto bìaamo prtMta Gm#. xix. — ^ 1^ J
Cf. pregiare. fl
pria. E certo e' [ni convìcn lasciare in pria C. iti. Onta. ii. 9 ; x 9 ; « « '1 ^- ^^
Di trarlo fuor di mala scita in pria .... Con*, ir. 7-^" — T9-
Ritrova X Amor pna K iV. la. 88 (Baff.'^N —iHÀ»!
che m* asciuga . . . pria che sia spenta Bmff. iti. 9. *^? 9>
prigione, per lor trar dalla prigion* P. F. ^ *^ ■
prima, adv. Chi dì6nisce . . . Prima dice non vero . . . . C ìv. Cmiu. tiL 49 ; ik: 7 ; iff
Che /^NA pone *1 falso .O ir. Caiu. x .^ n, olì
non prende guerra, Prima che . . . vincer prove ....... Gma. ix. 8 ^^ -^^' Bt.
Prima con lei t* arresta. Prima a lei manifesta Quel che tu se', e . Cohm^x. 15S-S. ^ tS5i *
m* avrà chiuso Prima che 1 colpo sia disceso ........ Cams. xìL ». .ssii. 5*.
presumere, che piuttosto è da presumer* V una venire dall' altra . . C ir. 18L 3^^ wCl 33.
prestintuoso. a me pare prtsuntnoto a giudicare C ii. 6. 15 ^ ^ iji.
avviene che r ammonire pare /nr5tiN/HDJo C. iì. ta. 3^^^ «^Sl.
che, perchè . . . facesse, presuntuoso sarebbe a ragionare . . . . C iii. 4. soi^ x tor.
che 1* uomo non dee essere presuntuoso a lodare C. iiì. io. 7^ — ^3l ^^.
Certo nullo, quanto vuole sia /^rrfwn/tKUO C ir. 14. is _.^ m,
cbt sono molti tanto presuntuosi^ che * C iv. 15. iz — ^> Ur,
Sono molti tanto di loro ingegno y^r<riwM/wo5i che C ir. 15. IK — ^ i«S^
presunzione, manifesta I* anima ... la pnaunaiont loro pericolasi
essere stata C. ii. tOw 7;V 75.
Maledetti siate voi e la vostra presunsione C ir. 5. ft^\^' 7^ M
presupporre, nulla scienza dimostra lo proprio suggctto, ma prtsup- f
/•o»/ quello Cu. 14.1^ ~-ia
prete, però disse bene il prete allo imperadore C ui. 4. 7 ^- j^
parole . . , scrìtte . , . come nella risposta del prtU C ìiL 4* 8*^^ 41
pretesto, sotto pretesto di consolazione scusasse C L a. 9JIL '^U7^
sotto pretesto di perfciione ... si nasconde C ir. la 1. /^
e sotto pretesto d* amistà chiude C ir. xs. _. a^.
pretore, scr Manfredi . . , che ora Pretore sì chiama C ìv. 39. -m. tj.
prevaricazione, per lo peccato della prevaricaeione del primo uomo . C ir. 5. aci j&
prevedere, la speranza del preveduto desiderare «C ìii. 74 ^ 13^
preziosissimo. Mente^ che t quel fine, e preziosissima parto . . . C ili. au . isfi>
prezioso, fanno . . , preaioso quello di Provenza C. l 11. m
hanno a vile questo /^nraiVuo Volgare C i. it. 1^ i4**
quello che £ pìù^nraroio a chi lo riceve; e nulla cosa è Unto ^naiÒM C i. 13. U.m^
lo agricola aspetta lo presioso frutto C. ir. a V^ ^
li pesi dell' oro ... e le pietre . . . preaiost perìcoli C iv. li— ^ 3^
acciocché . . . più preetoso da lui si porta C ir. ja« ^ •*
prezzo, chi tiene la citara in casa per prestarla pcr^**p . . . . C, i, 9. tm-a^^i \
C/. pregio.
priego. quella dove e pritghi si spendono C.1,8.1 ^^^'^
C/. prego.
prima, adv. quando . . . apparve prima la gloriosa donna . . . . K. V^, a ^
awegna eh' io fossi altro che^nma K. A'. 14*-^ "^
questa donna, che mi avea /rima parlato K. ,V. iB-^^* 17-
dico come ... e prima come sì riduce in uomo K .V. to^^^ **
' Primavera,' cioè */nma verrà' y.ff.^m^ — S^
A cotal cosa dichiarare . . . prima t da intendere K A', r^ - ^
che apparirono /nma questi poeti volgarì ....... K, tV. »^^-ja.
Onde pritna dirò come ebbe luogo V. N. j^^- 3S-
5>9 ^^^^^^ PRIMA
prima, odo. Prima che '] suo maggiore unico provi Cam*, xvi. 35.
Come Aau>r prima ... La vide in parte CffMA xx. 87.
con gli occhi molli, Che /nma furon folti Cmw. xx. 57.
litorneranno i fiumi . . . Prima che . . . S* infUmmt Sf^, i. 3».
Però, \'irtti, die sei prima che tempo, Prima che moto e che seiuibìl
lu« Séti. ii. 49, so,
prima, at/v. !■ dividerò /nww eh' io la scriva K TV. 3». 13.
Prima dico la cagione - . , , . K. TV 3». a8.
colle quali appane ^nma agli occhi miei K iV. 40. 6.
in che prima la vidi K. W. 40. 8.
prima che partisse quella »... C. i. 3. 5.
qui piace toccare; e prima ^ perchè . . . C t 3. 46^
da quella è /n'wa partorita . . . , C i. 3. $?.
Quella mente che prima la partoriate ^^3>54<
cJù che ^MM udito hanno C ì. 4. 3*.
dispregiano la persona prima pregiata ..>..,.... C ì. 4. 34.
Moftsìini prima per niagnillcarc lui •Ci.ro. 41.
che . . . é prima nella mente che alcuno altro C. t. la. 41.
quello che è vAo prima in tutta la mente C. i. 19. 55.
DÌKQprimMj eh' io ... ho .. . ricevuto C i. 13. B.
prima che venga la prima vivanda C ìi. t. 1 1.
se ^ni'iHtf non si viene al di fuori C. ìi. i. 74.
senta /^nma venire alla litteraJe . . . C. ii. I. 76.
sema prima essere disposto il soggetto C ii x. Sa.
se la materia . . , non è prima digesta ... . . . . C, ii. t. 85.
se la materia . . . non è prima disposta C ii. l. M.
impossibile è pnma venire alla conoscenxa C ii. x. 9M.
9c prima non à fatto lo fondamento C ii. 1. 96.
all' altre venire /rÙNA che a quella C ìì. 1. ioa.
9t prima lo litleralc non fosse dimostrato . . . . . . . . . C Ìi. 1. si9.
ragionerò /^fima la HtteraU sentenza . . . C ii. x. lax.
Primta che questo nuovo amore fo»e perfetto C ti. 9. 97.
cooviene pnma conoscere le sue parti C li. 9, 50^
E prima dirò del ciclo C ii.3.7.
prima dee quello retraere a chi gliele fa C li. 7. 34.
chi in prima . . . narro la qualità • • • . C ii. 8. 7.
pcrò^mrt quello che dicea la parte C ìi. 6. ix.
primm si conviene dire C li. 9. 6.
ragionevole fu pt^ma dire e ragionare » C iL 9. 17.
e quello di prtma fosse amore C ii. 9. 95,
prima brevemente manifcato la cagione C ii. io. 6.
colui di cui prima detto avea . C ii. 10. 79.
Il dicitori che in prirma usarono di farla .... . . C ii. 19. 9.
Prittrn ; perocché ... e poi ; perocché ■ . . C ii. fa, 48^
avvegnaché duro mi foosc prima entrare C. il. 13. ìq.
E prima del teno ciclo C. li. 13. 74.
prima si vuole vedere • . . . C. li. 14. 9.
é da vedere prima la comparaiione C. li 13. (5*
prima si tocca la ineffabile condizione C iii. 9. 4.
non si prende dì ciò piU intendimento che prima ...... C ìli. 9. 8f.
che prima la predica degli uomini C iii. a. (43.
Le eorpora compottt prima , , . hanno amore CiU.5.t4.
Le piante^ che sono prima animate . . C liL 3. at.
che pnma vede le coac prossime chiaramente ... C iti. 3. t to.
PRIMA ^^^^^^^^^ 5^0
prima, adv. Ond' è buto chi prima U vide K M ai. C9 {S-on. xi zi).
Che sentir ^'fPM questo ^ran valore Som. zxvii. 11.
il di eh' io vidi in prima La luce de* Son- xxxiit. t.
Un popolo miglior, che quel di pn'm^i . 5. F. ci. 7^
Non priwHa V un che I' altro fosse figlio P. F. 78.
prima* aJv. Prima dico, che per lo mondo io non intendo . . . . C iìL 5. at.
in questa parte printa comincio C iìL 6. ^
E prima la commendo secondochè . C iii. 7. 4.
Dunque àìco prima: InltidiscnuU C iii. 7. io.
eprimay com' ella £ utile all' altre donne C. iii. 7. 149.
Prima V Amore dell' Anima CiiLB. 1x5.
poiché le due parti . . , prima sono . . . ragionate C iii. 9. 3.
eh' io prima che alla sua composizione venissi . . , feci . . . . C. iii. 9. &
che prima sì propone a che la scusa fa mestiere C iti. 9. •4.
Dico adunque in pritpta C. iii. 9. 31.
pritna che pìù olire si proceda C.iii.11. 14.
E /nmd dirò chi questo nome ^rima diede CÌìL II. 19,00
anni . . . prima che *1 Salvatore venisse C iii. ix. «5.
di quella amislÀ gnu cose prima considera C iiù xa. S5.
lo quale ... si prima e poi tutti i corpi . . . allumina C iii. la. 55.
cosi Iddio Sé prima . . . allumina C ììì. la. 57.
si discende, prima dalla parte delP anima C. iii. 14. 3.
da queste Intelligenze prima illuminate C iii. 14. 37.
conviensi quella partire phma in due parti . C ii*. a. 4.
è numero di movimento secondo prima e poi ........ C iv. a. 49.
in questo proemio prima si promette C iv. a. laa.
che ^nmA ai riprova il falso C iv. a. xai.
qui prirtta sì promette di trattare del vero , ... C. ir. a. 131.
nel trattalo prima si riprova lo falso C. iv, a. 135.
Aristotile, che sempre prima combattéo C iv. a. 139,
E prima^ della Imperiale Autorità sapere non si può C. iv. 3. 71.
li sette regi che prima la governarono C. iv. 5. 89,
qui è prima da vedere C, iv. 6^ 8.
prima che a riprovare . . . proceda C iv. 8. aS.
prima mostrerò me non presumere C. iv. 8. 38».
prima è da vedere che è RevtrrMsa C. iv. 8. 99,
prima si riprovano le divimw C iv. io. 19.
conviene essere ^'ma quella ... in quello essere C. iv. io. 81.
se intenzionalmente non si facesse pritna tale C iv. io. 108.
in tre cose . . . pnma^ nello . . . loro avoenimtnio . . . . . . C iv, ix. 33,
prima eh* io ciò dimostri, i da dichiarare C. iv. 11. 3&
quelli che prima morire vorrebhono che ciò fare C iv. xx. t^.
cose ciht prima non mostrano i loro difetti C iv. xx 19.
la qual y^'md senza loro non a* avea C iv. la. 54.
ma prima è da vedere , C. ìv. xa. 130.
il sommo desiderio . . . e prima dalla Natura dato C iv. xa. X39.
perchè la sua conoscenza ^liima è imperfetta C. iv. xa. X57.
però da quelli comincia ^'ma a desiderare ........ Civ.xa.i60k
che T minimo li copre ^'ma tutti C iv. xa. 173.
in prima si riprova ciò C iv. 14. 8.
che uomo prima villano, mai gmtHe uomo dicer non sì possa . . . C ìv. 14. ai.
che . . . verrebbe ^nma il generato che M generante . . . , . C ìv. 14. iia.
prima sarebbe stata in lui che C iv. 14. xa&
A . . . entrare ... è prima da vedere ..,..••... C iv. x6. 35.
5ai ^^^^^^m PRIMO
prima, ativ. Prima contrìzìon quella è, che strutA P. F. 106.
Prima à Superbia d' ogni mal radice P. P. 184.
primavera. Piacente primavera . . . Vostro fin pregio mando . . . Bai/, tv. a.
Amor mi disse : Questa è Primnifra K JV. 34. 6a {Seti. xiv. 13).
Però che '1 dolce tempo ... Di primavtra . . , viene San, xJii. io.
primieramente, fu fatta ancella Della tua podestà primùranteHtt . . Canm. ìz. 19.
|n~ixnlero. Ed una ne venia quasi primiera Som. xxìx. 3.
(i) Civ. CiMJ.iÌi. ia6; Som. xxviìL II ; ^. P.ci. 39; /*./*. 155, flto.
prima« aJv. vedere si convenìa, pritna che ... si procedesse . . . C iv. 16. 119.
utili a vedere prima che ... li procedesse C iv. f 7. 3.
perocché una cosa avuta prima e per wt C iv. iB. 17.
ambedue avrebbero quella cosa prima e per tè C iv. 16. ai.
da ridurre ad essa, pritna che ad altro terzo ........ C. ìv. 18. 56.
da chiarire è ... e prima per modo nalurale C iv. az. 7.
In ^'md è da sapere che r uomo. C tv, ai, 9.
cosi mal può ire . . . chi prima non 1* avvita C iv. aa. 16.
che la nostra Beatitudine . . . prittta trovare poterne C iv. aa. 303.
appretta . . . d' ogni parte, cioè di prima e di poi . . . C iv. 93. 148.
■i dice MMwa Ttraa, prtma che suoni . . C iv. 33. 153.
SocratCf quando pt^ma lo vide C iv. 24. 6t.
eh' egli dubitò prima di diccre ... e ancora C tv. «5. iti.
perocché prima conviene essere perfetto ..... . . . C iv. a6. 06.
prima aè sempre che altrui offende C, iv. 37. 56.
lo suo popolo ristorato gli fu maggiore che primut C iv. 87. 168.
questa bianchezza é piti nelli grani prima C iv. 39. 106.
prima, ». queste ore usa la Chiesa, quando dice Primm C. ìii. 6. ai.
prlmaio. come U prttttaui £ vera fìlosolìa in suo euere C ìii zt. t6i.
primamente. Che primamtmtt . . . non era woggttto C i. 5. 45.
Primatuentt, perchè la virtù dee essere lieta C. 1. 8. 47.
ouclla gentil Donna . . . apparve primammié ... .... C li. a. 10,
£ adunque da sapere ^mfMfN#>(/# . . . C ii 5. 5.
come questa Donna é primatnentt di Dio C ìii. 13. 71.
Dico che . . . priHtaittfHU sì può notare C iv. 11. 51.
questo è quello che prtmaménU à cerca C ìv. 16. 97.
l.e quali la nobile anima ... ad essa primammi* intende . . . . C Iv. 95. 146.
primavera, Pris salvo che . . . imposto 1' cm nome Px/M^rx*^ . . K JV. 34. «a.
Quella prima è nominata PritHovewa solo per K AT. 34. «8.
*pKtuAyFKj, cioè * prima verri* . K M 04, ji,
tanto è quanto dire Priwitmvrrm ....... - K /V. 34. 35.
la beltà di quesu AiMowm gentile f-'. A'. 34. 48.
una rondine non fa pnmavtra C ì. 9. 6a.
nel principio della primavtra C iv. a. 54.
si fiinno . . . ncir anno, in Primavera C Ev. 33. laft.
primieramente, da due macole mondare intendo ^miframniar . . C i. a. 7.
in quanto /nmilmzfN#N/f si considera C iU. Z3. 4.
la elezione . . . convenia primieramente procedere ...... C. ir. 4. 93.
prima K. A^. 3. 18, 64, 90, 98 ; 7 39 l B. 19. 35. 36. 66 ; 9. 58 ; la, las ; 13. 5Z ; 14. 19 5
<5-43.5o; «6-6; »9- 93» 98. 99. <"3» "8, "96; »a»8, 3«(*")j ai.a4t34f35t
49 ; aa. 61, 66, 83 ; «3. aig, »i8, 319, a»9 ; «4. 19. 38, 34, 45, 64, 75 ; 35. 4»,
43, 76. Ila; 117. b8, 35; 39. 15; 30.3,5,6: 31. aa; 33, (6, ao, ai, 39; 33.4,
91 ; 34- »o ; 35. «3. "41 37 : 38- »7 ; 99- 5* ; 4«- M ; C, i. «. a. 30, 39. 40 ; »-
»<3; 3-63,69; 4. 16; 7. los: 8. zi; 9.61 j le. 6, 14, 153; «3.95; 13. 17,
s6; ij. I. ZI, 14, 108; a. 60 v6m\ 66; 3. 3, 4> ; 4* ih *o< 34i 30: 5> >3 ì 6.
ai tbùì)t 44f 46, 47* 49* 63. 64, 8q, isq» 149 : 7- 3t 68, (09 ; 8. s, 8» 16 ; lo.
PRIMO ^^^^^^^^^ 532
primo (a). Cooqaeror, cor iimtc, de te ^'mo dm'. xxL 14.
principalmente. Dico eh' ogni virtù pnneipalmtnt* [Viene] ... C iv. Cam», SL 81 ;
3. it ; x6. »o; 17. é^
primo. 31 ; 1 1. IO ; la. 70, 71 ; 13. s, 54 : U- «a. »7» 5». 55. ^»» M5i »6o, 169 ; 15,
a, 34, 42» 8», laa ; t6. 13, 61, 100, 104 : m. i. 85, loi {bis), X05 ; a. 1, «6,
53; 4. 134; 5. », 6, II, 49, 119, 134, t39, 145; 6. J31 ; 7. 18, 63; a 144,
179; 9- 156 ; "■ 381 37» 58; la. 1. 18, 36, 38; 13. 3a, 93, 98; 14-3»» 4^;
15.64, 114, 130: iv. 1.64; a. s IO, 11, i6i ; 3, 5, 34* as, 30, 31, 49. 63; 4-
»JS; 5- «9- 84,99» >«>; 6.81.84,99,110; 8.9; 9.36.3*; 10. 39, 30^64, 9<:
«a. 13, 17. 37 ; 13. 74 ; 15. 27. a8, 5», 73, 85, 1*4, 147» »6fl ; 16. 93, aS, 99,
59; »7' 30» 75; >9* 8* <5; ai. ae, 48, 118 ; aa. 15; 33. 11, 17. 31. 119. '35.
150; 34. 3, 11,98, ioa, 116, 119, 141 ; 35. 10, 61, 79* 95 ; a^ Ir <7 ; «^37»
84, 100; 30.4.6, 41.
prlnx^enlto. della gente, che fanno ti prùmogtnifi succedere , . . C i. xa. 57.
principale. Questo sonetto ha due parti priMcipali K. iyT. 7. 38.
al prittcipale inlendimcnto tornando . . C. Ì. a. 86.
si verrà lievemente al prinàpaU proposito C.L4.7.
Per che si conchiude Io pHudpaU intendimento , C i, 5. X07.
non conoscendo il pntta'pak . . C i. 6. 6x.
Tornando adunque al priucipaU proposito C. ì. 9. aó.
contenuta da tre parti >>nnaj\3/i C ii. a. 59.
quando partlo le parti prinàpaii di questa Canzone C ìì. ta. 3.
pone mano ài ptincipaU intento Clilt.4. 09.
la prima parte pnHópcU di questa Canzone C iìi. 4. 135.
della prima parte della seconda parte ;^rùf<T^^aJ4r C iii. 6. 133.
la seconda parte della seconda parte pnndpait C iii. 7. i8a.
cosi termina tutta la seconda parte pnmipait C iti. 8. aia.
di trattare del vero, siccome principaU intento C iv. a. 133.
partire si conviene per le sue parti ^n'Hq^oA' C iv. 3. 4.
è manifesto il ^n'ifq^/f intento ............ C iv. 6, 155.
questa Canzone ha tre parti prtMcipati Civ. 30. 3.
della terza parte prinóptU* ... é da ragionare C iv. 30. 1 1.
prindpalissimg la sua considerazione prindpmiissima è C ii. Z4- 137.
siccome Am priHcipaiissima parte . . . dipende C iii. 15- 37.
prina'paltsstmo fondamento della fede nostra stano C iii. 7. i6a.
principalmente, prindpaitntnif onerata dalla buona operazione . . C. i. 3. 49.
amore />n>«ìj&aym#'if/r muove r amatore C i. 10. 30.
]>erocchè a ciò /nN(-i]pa/m«Hi!r intende C ii. 14. 118.
che sono quasi prindpalmtntt vapori del cuore C ìi. 14. 189.
Questa Canzone priMàpalmntte ha tre parti C iii. i. loow
dove prindpalmctUt é da vedere C iii. a. Z5.
che V AnimA priMdpalmfHU ha tre potenze OiiLa. 85.
di costei . . . nella quM^c pdndpalrftfnie s' intende ...... C iii. 4. 05.
al trattare lo vero s' intende />rtMrt]^»tfn/« C iv. a. lap.
non da forza fu prindpaltMnU prcsu C iv. 4. ila.
In che due cose pnndpal*n4nU s' intende C. iv. 17. 1^
distingue in sé che ama pHndpalnwnU C iv. aa. Tm.
amando ^ pHndpaìtntnU . . . manifesto è Civ. aa. 77.
qui pdndpaltntnU si vuole sapere Civ. 30. x6.
principato, eh' è a dire tre Prindpati santi ovvero divini , , . . C ii. 6. 40.
poi li PriHdpafi; e questi fanno la seconda Gerarchia C ii. 6. s^
conviene . . . esser Monarchia, cioè uno solo Prindpato . . . . C iv. 4. 35.
pere, perocché pere lo prinapato C iv. 9. 99.
prìncipe, ond* io ... scrissi a' ^n'Ha/i della terra K W. 31. 6.
533 ' PRINCIPIO
principio, voglion che di Gentilezza Sin priiie^io ricchezza . . , . C.W. Camt. in. t?.
Che dal principio eh* al corpo si spK»a, La mostra C iv. Cana, iii. 133.
Licva /nMa/rb della tua altezza Cdru. ix. 49.
Traggc ... A sé, come a principio e* ha possanza Baii. vii. 8.
principe, questi nobili sono Principi, Baroni e Cavalieri C". i. 9. 35.
coQviene . . . tutta la terra . . . luio Principe avere C iv. 4. 36.
r Autorità del Romano Pnncipt C iv. 4. 85.
è Uonarchia, cioè tutta ha uno Principe C. iv. 5. 99.
alla voce d* un solo principe ... fu ordinato C. iv. 5. 63.
insino a Cesare primo Principe sommo C iv. 5. loo.
filosofi . . . delli quali . . . principe fu Zenone C. iv. 6. 84.
di questi fu . . . principe uno filosofo C iv, 6. 99.
tcm ... li cmì principi <\a. mane mangiano C iv. 6. 175.
la terra . . . H cui principi cibano ... a bisogno C iv. 6. 178.
dico ... a voi altri principi e tiranni C. iv. 6. 183.
con tutta reverenza e al Principe e al . , . parUndo C. iv. 8. 35,
•ono . . . suggetti al principe e al maestro di quelle C iv. 9. 97.
al ^nWi]^ e maestro dell* arte esser si dee suggetto C iv. 9, fai.
sono meno soggetti gli artefici al loro ^n'Nnj^ C iv. 9. 135.
nella prima parte dello Reggimento d*' Prtnàpi C iv. 84. 99.
Cf. prence.
4**- JLndplare. principiando ancora da capo, dico C ii. 13. 4.
dal quale ogni movimento è /n'na/«a/o C. iii. 15. l6l.
-ndpio. quasi àaì principio del suo anno nono apparve . '. . . . V* N, 9. 13.
questo fu quasi il ^n'ffn/fo dell' amistà . . K. /\^. 3. ioa.
dico degli occhi, che sono ^nwci^io di Amore ........ K A^. 19. 133.
Io sono a vedere lu ;^nnai/(b della pace . K. A^. 33. 67.
comincnuido dal prinapio . . . dissi loro K A^. 23. lao.
eotal modo . . . fosse AaX principio trovato V, Pf. a^. 50.
parla . . . nel prinapio del libro che ha nome K A^. 35. 95.
che nel /fìMa/io non gli convenisse sospirare . V, N^ aò. a$.
lo intendimento mio non fu da ^nnrrjtt'o di scrìvere K AT. 31. 16.
nei principio della Prima Filosofia C. i. i. i.
ciò che si promise nel principio del Capìtolo C ì. 7. 104.
siccoine io loro ;>n>fn/(V si può vedere 0.1.9.73.
occupate dal prinapio della loro vita . , C ì. f X. 43.
grida Tullio nel prinapio d' un suo libro C L IZ. 94,
dal prinapio della mia vita ho avuta C. i. 13. 6cx
costretto da' /niia/ij di filosofìa C ìi. 3. 4<iw
che ha in sé /^ntn/ib di questa natura C, ii. 6, 155.
cb' è /yn'no)>f'o dì tutte r altre persuasioni 0.11.7.57.
u lume che viene dal prinapio della luce C. ii. 7. 94.
Storne dice Orazio nel principio della Pottria CU. 14. 87.
considerare li ^'10)^1 delle cose naturali 0.11,14.138.
Pittagora . . . poneva ì /»rrHfT^/it' delle cose naturali lo pari e . . . C U. 14. 145.
la Fiorenza, nel ^'fn/>f'a della sua distruzione C. U. 14. 177,
die ... il punto é/n'frt/<b dì quella C. ti. 14. aio.
siccome tra ^Hci/;'c> e fine C ii. 14. ai4.
cbe da perfettissimo e regolatisslmo principio viene C. ti. 14. 049.
narra Ovidio nel ^n'Md/fb del secondo di C ii. 15. 54.
te quali dal prinapio delli sguardi . . . surgono C ii. 16. 4?.
nel prinapio della Metafisica pare sentire C ii. 16. 89.
U quale è prinapio di lutti gli altri C. iìl x. 36.
che in principio del peccato della Natura . . C iii. 4. 67.
PRINCIPIO ^
princìpio. Adunque dal ^HMo^rb deir aurora ... Fin «Ila S. P. c^^"^
principio, sega in due parti opposile . . . cioè nel princiftio dell' Ariete
e nel prinapio della Libra C. UL ^^" ■ ^^*
1' uno punto è 1 principio del Cancro, e V altro è il principio del
Capricorno. Perù conviene che Maria vcKg;ia nel principio dell*
Ariete C.iii. 5. i^i » M*'
questa bontà si muova da semplicissimo principio Cui, ^ 'S-
Né è in loro il principio di queste operazioni C. iìL "7- "3*
perocché di lassù è il s\xo principio C lii. 7- 136.
perocché *I principio loro ... si corrompe C iiì. — ^- 173*
il prinapio delle quali é per natura del passionato ..... C iii. ^i^ 175-
alla natura, nclU quale è \\ prinnpio di quelle . C. Ìii. -^^1. 183-
dov* è ta sensibile virtù siccome in principio fontale C iii. ^^^ 86.
ancora dal ^nno^^o ritornando, dico C. ìii. .»^«- *•
dice il Filosofo nel prinapio della Fisica . . . C. ìii. :^ X- 9..
quasi dal prinapio della costiturJone di Roma C. iìL ^ r- 9^
come nel /nKo^w delle lode ... si dice , . , C ìii. x^3-^
in quanto esso è nel suo fontale /riHn^o C uL m^^^ 44.
in quanto esso è per lo mezzo dal^iiHa^ù al primo corpo . . . C ìiL W-^* 4$-
* Dal prinapio dinanzi dalli secoli creata sodo . . . ' C. tiL Z :4. 5S.
nel principio del Vangelo dì Giovanni sì può . . . notare . C. iii. z-4' A3>
lei essere madre di tutto qualunque />nHa]^ C iii. KS* '27-
dal principio essa filosofia parca a me . . .JUra . . . . . . . CiiÌ.X5- '^
una Canzone, nel cui principio dissi . , . . C iv. X- 7"^
liei principio della . . . sposizione . . . conviensi ....... C ir. ^^ '•
£ disposta la terra nel principio della primavera .... . C iv. ^^ 53-
se bene venìrao a cercare li loro principi» C. ìv. ^i- ®i>-
ragione ... è stata principio del Romano Imperlo C. Ìv. 4- "'^
dal principio per lo capo del regno combatterò C. iv. 3- *57'
Questo vocabolo . . . può discendere da óiic prina'pii C. ìv. ^> '7'
L' altro prinapio . . . siccome testimonia Uguccione nel prinripto
delle sue Dcrivationi, è C. ir. ^* 3^ 3^
che è principio della misura d' ogni reverenza C iv. &- ■3'
Aristotile, nt] prinapio dell' Etica C iv. ^- '**"
che M sillogismo con falsi ^n'Nn]^rVconch)udesac C. iv. 9- 5^
é scrìtto nel principio del vecchio Digtsio C iv. ^- ^
più degnamente si faccia dagli efTclti che da' prinapii C iv. K*- ^
essa paia avere ragione ài prinapio C ìv. x^^°^
questo fanno ad prinapio a ciascuno uomo C. Ìv. ***^
il sommo desiderio ... è lo ritornare al suo Prinapio C. iv. * *■ '**
perocché Iddio é Principio delle nostre anime C iv. » * ***■
ae io desidero di sapere i prinapii delle cysc C Ìv. « 5- '*"
che cosa é e come è ciascuno di questi prinapii C iv. ' ^ '^
quello di sapere li /riKci]^!! delle cose C ìv. vS*^
conoscere che sieno li ^n'Mrij^V delle cose C. iv. «3'3*
dare ... a quella . . . per principio tUmcnticansa C i». X4* '°>
conviene ... da diversi ^'nn^tV essere discesa C tv. s3-^
la quale diversi /m»a^i avere non può Cìf. ^$.54^
che é dar loro un solo /nna/io Chr. i5i^
non si muovono da niuno^'nrtjtao C iv. t5> 'i^
quello che niega li />nNci/iV Chr. f^-^
per difetto d* alcuno ^rmn/io dalla nativitade . C. ìv.'is. >7^
non si può per U ^n'Mci^fi essenziali ... dìGnirc C.Ìv.tó.iA
che ogni virtù vegna da uno principio .... C iv. 17. i|.
wM
5^5
PROCEDERE
principio. Db cui principio i niftl tutti quiuiti hanno F. F. ni.
privare. La carne mia sempr* è stata ^rr'MiAi Di sanitade S. P, xxxvii. 7.
Pur clic di te, Signor, non sia prillalo S. P. xxxviL 72.
Nun mi privar. Signore, del tuo aspetto S. /*. ci. 4.
procacciare. £ di colei cui son proaudan danno C«ji«. xW, 95.
Perocché a' io procaccio di valere Cant, xiv. 59.
Se tu non ti prxKocci dell* andarne Som. Uii. 6.
procedere. Meraviglia nelP atto, che pmcnU Da un' anima . K ^. 19. 36 (Cena. L 17).
48.
princìpio, queste . . . nascono tutte da uno principio C. iv. 17. 68.
o>mc ogni virtù morale viene da uno ^rÌMa/10 C iv, 18, 3.
che se ... in noi t il principio delle nostre lodi, ragionevole é queste
a questo prina'pto riducere C iv. iB. 43, 45.
quello . . . più ragionevolmente si dee dire principio di quelle, che
quelle /n'icr/ù di lui . . . • C iv. tS. 47
lo pie dell' albero ... si dee principio dire e C iv. 18. sa
secondochi è . . . principio di tutto bene C ir. ai. 3.
vollero che esse da loro e per loro prinàpto fossero nobili e . . . C iv. «1. t6.
bontà, in noi seminata e infusa dal principio della C iv. aa. 33.
nelle biade che . . . dal/riMaj^io hanno C iv. sa. 38.
questo . . . appetito ... nel principio quasi sì mostra C. iv. «a. 4a.
per diversi calli d«l principio se ne vanno . C. iv. aa. 59.
Dico . . . che dal principio %t stesso sma C iv. aa. 64.
dove questo seme óaì principio non cade C. iv. aa. 183.
quello della terza parte e della ... si dice nelli principi* . . . . C iv. 33. 153.
non comincia dal principio della vita C iv, 34. 45.
che in noi dal tìo^vn princìpio nasce C iv. a6. 36.
tornò dal /^riMi^/io del suo vedovaggio a Civ. aS. 118.
la nobile Anima dal principio del Senio tornare C iv. aS. lao.
privare, da questa nobilissima perfezione molli sonoj^nt'n/i . . . C. i. 1. la.
sarà da ogni studio . . . privata C i. 1. 37.
che volte in questa vita priimn noi dì questa luce C. ÌìÌ. 4. 99.
che le infernali Intelligenze dello . . . %onQ pn'pat* , . . , , • C Ili, 13. 17,
quando della debita confessione si/n'M ......... C iv. 8, iis.
la cui anima è privata di questo lume C ìv. ao. 75.
prìva£ÌOOe. li pnncipii ... Il quali son Ire, cioè . . . privatitmg , . C iì. 14. 140.
la sua /mwatoftf « amarissiraa e piena .... . C iti. 13. 19.
zìi* t privamonc dell' esser felice . . C iii. 15. 47.
Irmrrtnt* dice prit-asiont C iv. 8. X04.
la morte, eh* è di quella /kripaavoMr . C. ìv. 8. 124.
perocché morie dJce^i>aaKm# C iv. ft. 197.
V altra, che è privsiom dì htm C. tv. 13. 94,
Anche é privamtonc di bent la loro possessione C iv. 13. 133.
r una e 1' altra si guardi come . . .pripomonc C iv. 14. 98.
prò. allegra di dire bene e prv d' altrui C iv. a?, im.
probabile, procede con pib . . . probabili argomenti C ii. 14. 108.
si procede per via prohabU* a sapere ..... C iv. iB. 8.
probità, mostrando quelle probità che ....•, C tv. 87. 3.
procacciare, e molti ... si procacaavano ài sapere K JV. 4. 9.
qaal buono uomo mai per . . . proemcrrrmì . . C iv. 11. leo.
procaccio, siccome quando per licito o per Inlidlo /ro^acnu .... C. tv. 11. 67,
più volte alU . . . pervengono appunto lìproemcd C iv. it. 97.
fl buom> mercatante che . , . esamina il sttO ptvtmtiv CIv. »& 91.
secondo la opportunità del proctdtnié tratto di tempo . C. iv. 5. 96.
delle sue virtudi . . che d^lla sua anima ^fOOorfoMO . . . K iV. 19, lai.
PROCEDERE
procedere. Che primi ...ed' altro Uto Con diCetlo pna40 . . . C Iv. Cwmu lii. 48.
Cbc nulla invidia air altre ne proc*dt K AT. «7. r8 {,SaM. xri. 6).
Bcncbè proctda tutto di tua gloria , , S. P. cxlìi. 97.
da cui . . . t beni Proadon sempre di ben operare P, F. ta.
Da questo amore e da quel . . . disio Protra questo ..... P. /*. 74.
procedere. Queste e più mirabili cose da lei procrdtmmo K. JV. a6. Q^.
Perchè con Ustica e con . . . proctd* nel suo servigi C L 5. 30l
cosa che da perverso ordine proctdt C i. 7. i6l
Comandare il soggetto al . , . proctd* da ordine perverso • . . . C i. 7. ao,
perocché in ciascuna cosa ... è impossìbile proenUrt C ii. 1. 8c» 95.
con molta fatica e con molto errore si proctJenbbe C ÌL x. X07.
la natura vuole che ordinatamente si prxKeda . . . cioè proudmdo
da quello ••C.ii.x. 109, 1 10.
irraàonabile sarebbe /nxWmr ad essi dimostrare C u. t. iiB.
onde ^nMvri&rm la vittoria del nuovo pensiero C ìi. a- 44.
secoodocbé da Lui ^n>€r</r lo Spirito Santo C iì. 6. 86.
Ora . . , proctétrt si conviene ad aprire la sentenza C it 9. 3.
Poi procedi alla terza cosa, e dire C ÌÌ. xo. 55-
è da prx3ctder$ alla sposizione alttgonca Cu. 13. a.
non t qui mestiere di procnifrw dividendo C. ÌL 13. 76.
in quanto procede con piii sofistici . . . ar^menti C ii 14. 107.
e nelle considerazioni . . . con numero si procede C. ìi. 14. lyu
Appresso ... è óst procedere a^H altri ....••.•.,CÌLZ5.a.
ciascuna forma , . . procede dalla sua prima cagione C. ili. a. 35.
poi, procedendo, meno le vede chiare . . . p€« . . , oltre procedendo,
lo viso disgiunto nulla vede C. iii. 3. iil« rt3.
conviensi prxKedrre a ragionare le parole C. ili. 4. 3.
che la mia insufficienza procedi doppiamente C. iiì. 4. 5.
proceder* sì conviene alla seconda C iii. 5. 3.
sicché ornai si pub ^mmilr/v a dimostrare C iii. 6w 3.
io procedo a commendare lei spezialmente C. iii. 7. 3.
dalla quale queste cose convengono ^nxM/mr C iii. 7. iia.
Dal quale pensiero ^{procede ìn ferma opinione C iii. 7. 139.
che ... da pnxtdert e da vedere è C iii. B. 31.
L* ordine . . . richiede . . . che alia terza si proceda C iii. 9. 5.
poi si proctde colla scusa C iiì. 9. 96.
Proposta questa accusa, proctdo alla scusa C iii. 9. 44.
domanda alP . . . seguendo la verità, procedei^ C iii. io. 87.
prima che più oltre si proceda per le sue lode C iii. xi. 15.
poi /fOcadlrrD alla sua significazione C. ili. iz. ai.
la ÒMOVM dii'/raioR#, che /nxf^ dal convivere C.tii, 11. 141.
procederò oltre colle sue lode C iii. i r. 185.
Onde al secondo verso ... è Aa procedere C iii. io. 40.
se non in quanto da Esso procede C, iii. la. 99.
da ^nvr^rv e da vedere é, come secondamente C iii. 13. 4.
la quale dalla sua £c//d//^n)cn^ C iii. 15. 1x5.
quando dice . . , procede in loda dì costei C iii. 15. 133,
che ^rorri/r e cresce infino al dì della C ìli. 1 5. 191.
tempo é, per più o\\Tt proceder*, dì porre fine . C iìL 15. 914.
che . . . argomentando e disputando ^nscrt^ona C ìv. a. 115.
se per molte divisioni si ^roord> C. iv. 3 17.
la elezione . . . ccnvcnia . . . procedere da quel consiglio . . . . C ìv. 4. 93.
se la . . . Provvidenza . . . occultamente a noi . . . proce.U . . . C. iv. 5. 4,
quando la esecuzione dello . . . consiglio . . . procede C, iv. 5. 9.
5^7
PROCESSO
procedere, sol di quell' etemo e buon consìglio . . . procedi
V orBXioni . . . che proctdon da contrizioni .....
P. F. 77.
P. F. 138.
procedere, strumenti, colli t\\i&\\ procedette la . . . Prowìdenia . . . C ìv. 5. 153.
procedere oltre si conviene la mia digressione . C iv. 6. 5.
La via de* giusti . . . quasi luce . . . proctd* C. iv. 7. 100,
prima che a riprovare . , . pnxtda ........... C iv. 8. 1*9.
che . . . poi procedette a difettiva forma C. iv.
Queste cose proposte, cosi procedo e dico C. iv,
poi più oltre /rtMTMiirM^o, desiderare C. iv.
quanto dalla punta ver la base più si procede C ìv.
su per la quale si procede per uno moto solo C. iv.
per le quali non si procetU per uno moto C ìv.
Convicnsi /n>mi&rr al trattato della Verità C Ìv.
prima che ad altre si /inKri/rjsf C iv.
prima che sopra il testo si procedessi^ ad esso sporrc è da procedere C. iv.
perchè non anzi si ^m»^///« per la vìa C iv.
utile e ... fu più per quello cammino ^rocvc/rrv C ìv.
tutto che r uno e 1' altro da loro proceda C iv.
la questa parte ... sì procede ... a sapere che ogni sopraddetta
virtù .. .^roctfi^ da Nobiltà C. iv.
però conviene r una ^rar/(//rr dall' altra C. Ìv.
che qui non si procede per necessaria dimostrazione .... . C. iv.
che ... da qucWa prxìcede maggiormente che d' altro teizo . . . C ìv.
procedere si conviene alla seguente parte C iv.
che ... Virtù piuttosto /rucr</<Tà da essa C iv.
Quando . . . seguita . . . procede il testo alla difinizione . . . . C. iv.
o. 99.
a. 163.
a. 177.
3. 35.
3-4»-
6. 16.
6. lao.
7-3»4-
7. 117.
7. 137.
7. xaa.
8. 8, IO.
8.31.
8.38.
a. 05.
9.5-
9.18.
aow a.
vollero che esse procedessero dalle stelle C.hr»Ai. 17.
non secondo qiicWc procedere si conviene C iv. ai. 31.
quelle odia, proiedendo poì^ siccome detto è C. iv. aa. 53.
comincia una dissimilitudine . . . nel procedere di C iv. aa. 54.
da procedere (tare olla parte C ìv. 33. 5.
si dico, eh* ella proced* ad immo^ne C. ìv. 33. 63.
V Adolescenza . . . che prxKede montando alla Gioventute . . . . C iv. 34. 39,
che la nostra . . . natura . . . procede iu noi (siccome vederne
procedere la natura delle piante in quelle . . .), nellì quali
V anima . . . procede per C iv. 34. 84, 85, 90,
da prvcwdert è alla seconda parte C iv. aó. 4.
chi con sottratti e con inganni procede . . . C. Ìv. 37. 50,
quelli consigli . , . che procedono solo da C iv. 37. 78,
Appresso della . . . particola è <]u procedere all' ultima C ìv. 38. a.
per lo processo della sua vita ... ne diede C ì. a. 105.
sì vedrà per lo^roersso del loro trattato C. i. 9. 53.
sono e nel processo e nel fine commisurate C i. io. 13.
conviene . . . essere nel processo dello inteso effetto C. ììi. la. 66
acconciando e ordinando il vo^ro processo . C iii. 15. i6a.
quella città ... da Dio avere speziai /ror^isso C iv. 4. 131.
ODO solamente . . . ma speziale processo ebbe da Dio C. ìv. 5, 8a
ch^ . , . per divine operazioni andò il suo processo C iv. 5. 88.
che . . . speziai ^rooruo . . . pensato e ordinato fosse queflo . . . C ìv. 5. Z76.
rìtomare al diritto calle dello inteso ^rocTATO C iv. 7. 5.
é impossibile per processo di tempo venire C iv. 14. 37.
dove Nobiltà per /rocrsso di tempo si cominci ....... C, Ìv, 14. 38.
Cosi questo /rcvruo d* una condizione ò venuto C iv. 15. 35.
avvegnaché '1 Filosofo non ponga il processo da uno primo uomo . C iv. 13. 53.
PROCESSO
prode. D* udire e ra^onar dell' altrui ^rodSr C. ir. Cmms. ìu. i^
produrre. Quel, che proJuss* la Vergine in parto P. f\ ia6.
procesao. alla quale intende il presente /vrac»» C iv. 16. Z03.
e poi si vengono per processo dissìmìgliHndo Civ. aa. 40.
che là ... si puotc induccre del suo pnxtiso C. iv. aa. 104,
il figurato, che di questo diverso proctsso dell* etadi tiene Virgilio . C ir. 34. 95.
se voleino ben mirare là processo d' Aristotile C. iv. 37. 1x0.
prociUBre. procuriam di confortarlo V. N. a^ 1 13.
La seconda mente ... '1 suo rìportamento . . . procura d' ador-
nare C i. 3. 64.
e desiderasi e /mrHnui che sia dall' altra C ììi. 13. 30.
e onesto è . . . procuran da esse di partire C iv. i. 09.
che ' 1 figliuolo . . . dee procurarli di reodere . . . ' C iv. 99. 74.
prode, alli quali la ragione fa pocoprodt C i. 6. 05.
perocché b loro non è prode ...,,. , . . C, iv. 30. 39.
più è prode al gallo un granello dì grano, che C ìv. sa 41.
produrre, -ducere, come questo soggetto e questa potenza sìeno
prodotti in essere , V* N, ao. 35.
Tutte le cose produci dal superno esemplo C iii. a. 147.
che tanta bellezza /pw/ucf in sua materia C iti. 4. 73.
che ... la Natura cotale effetto ^nK^Hjjr C. iii. 8. axi.
tanta fu V affezione a productrt la creatura C iii. xa. 73.
se . . , non prx)duc«ss« in quello fiori C. ìiL xa. 79»
perchè questo Capitolo t alquanto produtto C. iv. la. 307.
che ^rcM/M<v della potenza del seme r anima in vita C. iv. at. 40.
La quale incontanente pwvdutta, riceve C. iv. ai. 43.
che dell* . . . più e men pura anima si prodtue C iv. ai. 66.
produttore, secondochè sono nel suo AWM/Zonr , Cliv. 91.46.
produzione, non dovea . . . Dio da quella prodHaont rimuovere . . C. iii, tx 76,
e . . . abbandonasse Xa prodìmon* delli fruttìferi C. iii. la. 81.
come cotale ^m/w«/'oif/ sì può pur conchiuderc e C ìv. ai. 53.
se . . . s'accordassero sopra ìz produmone d' un* anima . . . . C^ iv. ax. 94.
proemiai mente, proemialmeiìte ragionando C. u. i. 1.
il primo verso, nel quale />nvmid/mm/# si parla C. ÌÌL x. loo.
nella prima parte proermalmente si parla C iv. a. 5.
ciò che protmialtnmti . . . porta ìl testo C iv. a. 163,
proemio. La prima parte è proemio delle seguenti parole K. X. 19. 9^
se volemo guardare \\ profntio V, fi. 39. 17.
la prima è pronnio V. N. 33, itiu
che M. proemio dì questa Canzone fu ordinata C. iii. a. a.
questo primo verso, che per prooftio f u . . . rag^ionato C. iìL xa. 37.
cosi qui in questo ^nvmib prendere e intendere si vuole . . . C iv. a. 109.
in questo proemio prima si promette . C ìv. a. laa.
Veduta la sentenza del proemio C ìv. 3. x.
quando nel Proemio della Bibbia . . . dice C iv. 5. 143.
senza lo proemio del trattato della Canzone C iv. 30. 6,
profeta, per quelle parole di Geremìa ;^rv/V/a . ........ K iV. 7, 41.
quello cominctamento di Geremìa profeta V. N. 31. A.
ciascuno /n^/a è meno onorato C L 4. 8x.
siccome veder si può in quel cauto del 4pnyt/a Cii.i. 58.
fosse . . . da* suoi Profeti ammaestrato C iL 6. 5.
sono queste parole del Profeta in un verso del Salterio C. iii. 4. 78,
* Guardatevi da' falsi />ro^ft' ... ' CÌv. x6. iii.
secoadochè li distingue Isaia Profeta C iv. az. 110.
5^
PRONTO
|MOÌail«l0L £ poi la terra col profondo Inferno S, P, à. ioa.
Dallo profondo chiamo a te, Signore . S. P, cxxix. i.
Poi discese a\ profondo dell* abisso P. F. 34.
pKXile. A che Dio chiaoui U cristiana proh Som, xxxvii. io.
prono, qacgli ... Fu al fuggire più che gli altri ^pomo S> P. xxxvii. 42.
IJCVJUlare. Ch' a voi servir \o pronta ogni pensiero . . , . K /V, ta, 106 {Bafl. L 97).
prttoto. Ahi quanto in te la iniqua gente è ^rpff/a A ...... Cana. xviìì. 7.
questa, eh' era di pianger sl^mn/a CtiMa. xx. 41.
La carne nostra, al mai pronta tuttora, È stimolata P. F. 145.
C ÌL I. zo.
C. iv. 37. 38.
C, ìli. I. 39,
P'Z'oGttabUe. perocché piìi/rD/fy/dAi/f sia questo mio cibo . . . ,
ftcciocchà la dolcezza ... a sé e ad altrui sia praJUtahiU . .
^■"'Ofittevole. p\h projittevote sermone non era, che quello ...
pv^ofondamente. PiU . . . induccre . . . che col suo ragionare . . .
profondamenk C il, 8. 96.
r anima /rt^Hi/dwi/N/tf più che altrove s* ingegna C iii. 4. ^a.
P* VJgeoie. gtHtil* ipcT t:s&zT^ d\ progrnie lungamtMtt stata rkax . . . C. iv. 3- 58.
ordinata fu una /rci^mtf santissima C iv. 5. 35.
questa progenit è quella di David C iv. 5. 39.
contemporaneo alla radice della ^n;!frMw di Maria C. iv. 5. 54.
se ... le progtnù . . . non hanno anima . . . nulla progenit . . . diccre
si potrebbe nobile , . C. iv. 39, 30, 33.
di coloro, che le nostre progrnù dicono essere nobilissime in loro
cittadi C, iv. 39. 35.
cbe una progtmt per sé non ha anima C iv, 39, 67.
n può dìcere nobile . . . una progrnit C iv. 99. i io.
a fare una nobile /n},$rNi> C. iv. 39. 113.
della nobile ^ro^mnir potrebbero lì buoni morire C. iv. 39. laa.
O. siccome dice Tommaso sopra a Prologo dell' Etica . , . . C iv. 8. 4.
lo fìglio di Giapeto, cioè Prometeo C. iv. 15. 83,
r^^ <ajuiettere. dico. .. come promisi loro di dirla K A'^ 33. 315.
ciù che ai /rvmw nel principio del Capitolo C i. 7. 104.
Ie potentissima persuasione sia . . . prumtUrtB di dire nuove e
grandiose cose C it 7. 60.
impone . . . promettendo a lei, che . . . si contenterà C ii. 11. 87.
prométto trattare di questa materia C iv. a. 99.
ove si /romW/f ancora di riprovare , C. iv. a. 117,
che . . . prima sì promette dì trattare lo vero C. iv. a. laa.
qui prima sì promette dì trattare del vero C. iv. a. 133.
Di sopra . . . promesso fu di ragionare C iv, 6. a.
sommettendo ciò che ^PDmr//oMo C iv. la. 39.
ProeetéllùHo le false traditrici . . . rendere C. iv. ia. 09.
Prométtono le false traditrici ... di torre ... e apportar . . . . C iv. la. 39.
siccome a voi è prvmésso qui C iv. aa. 199.
DÒ che promise per le vittorie C iv. aó. 139.
che pare non convenire alla ^romiWorw C. iv. a. laó.
procedere . . . secondo la promissione fatta C iv. 6. 7.
con questa promissione conducono ... a vizio C iv. la. 33.
questo (anno . . . questa /romùsioH/ . . . affermando . . . . C iv. ix 43'
W** Mitezza, da pronteasa di Uheraiità C. i. 5. IO.
per /inmJ!»x<a di liberalità io mi mossi C. i. zo. a6.
u per volere d* Amore o per mia prontessa C. iii. 1. ^7.
■**'**nto. pronta liberalità mi fece questo eleggere C. i. 8. 6.
Puotesì adunque la pronta liberalità . . . notare . . . • . . . C i. 8. 8.
clarc e giovare a moliti à pronto bene • • • C i. 8. 15,
M m
PRONTO ^^^^ 530
pronto. Accìdia ... Al dìspettar è pronta, e al ben è tarda . . . . P. F. 195.
propizio. Che tu ti degni allora esser prvfnaio 5. P. xxxi. 40.
pronto, e così non è pronto ....•CÌ.& 09.
in quello è detta pronta liberalità CL8.3B.
acciocché in quello ì^a pronta liberalità C. i. &. 45*
non t in esso perfetta virtù né pronta C L 8. 51.
per conseguente sarà più pronta liberalità C. i. &. 60.
acciocché aia in esso pronta liberalità C i. &. 63.
che essa sia pronta C* i. & 96.
acciocché quivi sia ^ron/a liberalità ........... CL&.1 15.
nella quale si può notare la /ron Ai liberalità C. i. 8. 117.
acciocché nel dono sia pronta liberalità . . C L B. ia4.
acciocché sìa nel beneficio la pronta liberalità Ci.^3.
tanto sono pronti ad avarizia C i, 9. 15.
pronta Ubtraittà mi mosse C ì. 9. 74.
la pronta volontà mostra che . . . più farei C. iìì. ]. 74.
propinqutsainio. la quale era meco di propintfitissimtm sanguinila
congiunta K W. 23, 95.
la quale fu cagione . . , propinquissima • C ii. 16. 64.
propinqtUtade. vcggendosi in tanca propinquUméU alla gcntilissiiiia
donna K. W. 14. 37.
pltspinqtlO. quando ella fosse alquanto propirtqua al salutare . . ■ K. /V. 11. 10^
se questi fossero di /m^M^o paese K. AT. 41. ach
li primogeniti succedere . . . siccome più propinqtti; e perché più
propinqui, più amati C i xa. jB (àù).
la quale più propinqua a noi porge Ciì.6.71.
Kcondocbé sono remoti o propinqui a questi luoghi C iiì. 5. 193.
proponimento, nel fine del mio proponimento mi parve sentire . . K A*. 14. 25-
lo era nel proponimento ancora di questa canzone V. N. 39. 4.
per divino proponimento la Natura . . . produsse C iìL 8. aioi
propone proposi di farlo sentire a molti K. Al 3. 67.
e . . . proposi di fare un sonetto . . f. AT. 3. 71.
proposi dì farne alcuna lamentanza K iV. 7. xa.
anii ... mi proposi di dire alquante parole K A. 8. xa.
proposi di fare una ballata K A. la. 76.
nella prima dico e propongo, che K. A. X3. 51,
Sì che io . . . ^n>^o5i'di stare al servizio delle K. A. 14. 93.
proposi di dir parole, nelle quali . . . significassi K A. X4. 71.
e proposi di dirle, desiderando che K A. 14. 76.
Ood* io . . . proposi di dire certe parole ....*.«... 1^. A. 15. 23.
£ perd ptvpom di prendere per materia K, A. 18. 61.
Ond' io . . . proposi di dire parole K iV. 90» io ; aa. 53 ; a6^ ag.
Onde poi . . . proposi di dir parole di questo K A. 33. 104.
Ond' io .. .^fc^oss'di scrìverne per rima K. A. 04. 44.
Ond* k) . . . proposi anche di dire parole . K. A, 07. 6w
però proposi di dire parole, nelle quali io dicesai K A'. a8. 7,
però propini di fare una canzone V, ti. 30, 6.
Onde . . . proposi di fare un sonetto K A!. 33. 16 ; 41. a8.
però proposi dì dire un sonetto K. A. 36. 04.
Ed . . . proposi di fare un sonetto K. A. 38. aa.
Onde io . , . proposi di fare un sonetto V, Pi. 40. 43.
ed . . . proposi di dire come se io avessi parlato loro K, A. 41. 31.
ond' io proposi ài mandar loro e dì fare K. A. 43. 4.
cose, che mi fecero ^nj^orr* di non dir più di V. Af. 43. 3.
53» PROPRIETÀ
proprietà. Più . . . Che per ìeprofirulà sur conoscftitc . . K. /V. & 6a {Som. hr. |8).
proporre, appresso le su ^ro^jf:^ ragioni C. i. la. it.
la Caiuone profioiia è contenuta C. lì. a. 58.
U prima parte della ^n>^o5/a Canzone C, ÌÌ. 7. 4.
nel parlare della proposta Canzone C u. 13. 56.
del primo verso della Canzone proposta C ii. 16. 14.
che prima ai prvporu a che la scusa fa mestiere C. ìu. 9. 04.
Propotia questa accusa, procedo alla scusa C. iii. 9. 44*
pfopoM di gridare alla genie C. iv. 1. 73*
della quale trattare Im proposta Canzone . . . intende , . . . . C. rr, i, 9B.
la sentenza della /n>/(M/a Canzone C iv, a. 3.
che paiono aiutare le proposta opinioni C iv. 7. 3.
prima che a riprovare le /»rc>/Hij/tf opinioni proceda C iv. 8, 09.
Qur<ite cose propostt, co%\ procedo . C iv. io. 99.
proporzione* tanto è quanto . . . secondo alcuna ^rv^oraion/ . . . V. N. 35. 35.
e quel eh* è mosso . . . debba proporsion* avere allo informatore \
e dal mortale allo immortale nulla tXk proporaotéé . . . . ' , C. ti, 9. Ili, II3..
conviene . . . una ^n>/or«ow/ essere intra loro C iii. t. 59.
questa proporsions ... in tutti mi pare da servare C iv. 04. 73.
proposito, uscendo alquanto del proposito presente V. N. \o. 17.
Ora, tornando al proposito, dico K. yV. 13. 1.
che ciò non è del presente /rTT^oji'lti K W. 39. 16.
posto che fosse del presente propouto K /V. sg^ 19.
acciocché pare al pmpoalo convenirsi K jV. 39. 35.
si verrà lievemente al principale proposito C i. 4. 7.
Tornando adunque al principale />rti/oM>o C ì. 9. 36.
qui [asciando, tomo al /n)/osi'*> C. 1. la. 89.
Tornando xì proposito, dico che . . . Ìnt«t>do . C ii. 10. 1.
Tornando adunque al ^n>^ocr'to C iii. 4. SS.
Putendomi da . . . ritorno MÌpnpoaìio C. iiL io. 3.
Ritornando al proposito^ dico C. Iv. 04. i.
ptupueizione. fondasi sopra una />rci|^konaMM# Uoaoica C iv, 18. 19.
prendendo la Wnù della soprannotata ^n^^OMUmr C. W. 18. 30.
proprtunaite. che in tre modi si chiamano propnammtr le genti . . V. N. 41. 49.
è da vedere che questa Memts proprtamfnts significa C ìii. a. 89.
è da sapere che pvopriawttntt è visibiis il mioww e C ìii. 9. 5a.
Beo è altra cosa visibile ; ma non propriamfnt* . . . sicché non si può
dire che sìa propnattuntt visìbile, né pruprtamttitr tangìbile C Ìil. 9. 56» 58 [òi£y
il colore e la luce tono pmpnattfntr fisibtii C ìiL 9. 64.
procede dal convivere secondo T umanità pfvpfianuntt . , . . C iii. 11. 149.
che proptiattssHt» abito dire si possa C ili. 13. 97.
qM—to pnpHsmtmi* é éiaeoM/*s%ar$ C iv. 8. iiou
siccome . . . é negare propriammt* parlando .... C iv. 8, 1 17,
Don (attori prophamtnt* . . . semo C iv. 9. 63.
p0^riam4Ht4 tnsan il desiderio . . . dire bob si può C. iv. 13. s.
qoello che propnammit cresce . C iv. 13. 5.
sicché, ^ro^runvirn// parlando, non é C iv, 13. 8.
Quello . . . della ricchczia é pfophamtntt fraart C. ìv. 13. 93.
pfOprietài oel quale ai vedrà ... la proprùtà delle «uè condÌzÌOBÌ . . C L 10. 99.
si paòCMnpsmrc alla thairttUa per due /m^rtr/à C ii. 14. 91.
L* altra proprittà sk é, che C. ii. X4. 98.
queste àìie propn'Hà sono nella Rettoria C ÌL 14. 11^
L* altra proprietà del Sole ... si vede nel Bmncro C. ii. 14. I48.
«1 può comperare ... per due p*oph»éè .... C. il I4* 155, 195.
M m 2
PROPRIETÀ ^1^^^ 53i
propiietatc. Non i>enso tanto * mìa proprUtaU^ Quanto Can». xiv. 6a
prc^rjo. e poi con propria bocca Confessa il mal P. F. ro7.
proprietà, queste due /n>/^>/à sono neìr Astrologia 0.11.14.031.
si può comparare , . . per tre proprittà C iL 15. 5.
per molte proprùtà, si può coraparare C U. 15. 1 19.
nel libro . , . DHU proprietà dt^ Eitttunti C iit. 5. i T5.
proprìetade. queste dxic proprirtadi ha la Grammatica C iì. 14. 79.
queste due proprittadi aoao nella Dialettica C u. 14. xoi.
ai può comparare alla Rtttorica per due proprUiadi C ÌL 14. ixx.
si può comparare all' Arisnuiica per due prvprietadi C ii. 14. 134.
queste dur ptx>pri€tadi sono nelP Arìsmetica ...,,.. C iL 14. 197.
queste due ^ro^nWa^i' sono nella Musica C ii. 14. 180.
il Cielo di Saturno ha due proprieiadi Cu. 14. 234.
propriissinio. d da sapere che propn'issimt nostri frutti sono . . . C iv. 17. 19.
prc^rio, ad/. 8c adv, quanto alla sua propria giraztone K ÌV. a. 4.
chiamo la Morte per certi suoi nomi propri l'I W. 8. 67.
le quali cose paiono esser proprie dell' uomo , -, K. A'. 35. 19.
provvidenza di propria natura C i. 1. 6.
siccome di sotto . . . sari per propria ra^one mostrato . . . . C i. t. 104.
la propria loda e il proprio biasimo è da fuggire CL a. 55 (tó).
tanto la /Vro^'a carità ne inganna C i. a. 59.
Aa\ naUtraU amore alla propria loquria C L 5. ix
lo naturali amort detta propria loquela G i. 10. 30.
la grandezza della propria bontà C L io. 47.
che é sua /sartia bontà C i. io. 51.
nella sua propria operazione C. t io. 59»
commendano lo Volgare altrui, e \o proprio dispregiano . . . . C i. tt. 4.
accusano ... lo Volgare propria C i. IT. 97.
dispregiano lo /nT^nr'o Volgare C ì. ti. 145.
amore alla mia loquela propria C L xa. 9.
cosi Io proprio Volgare è piii prossimo C i xa. 39.
colli parenti e propri cittadini, e colla propria gente C L xa. 45, 46.
questo ^ lo Volgare ^rtr/nb C i. la. 47.
ogni bontà ^>n>/>rui in alcuna cosa è C. L la. 61.
quanto ella è \t\\x propria^ tanto C. ì. ta. 68.
la bontà delta cosa più propria C i. la. 90.
nella propria loquela sono quelle due cose C. i. 13. x.
cio^ prossimitade u me e bontà propria Ci. 13. 4.
se la propria loquela m' è stata cagione . C i. 13. X9..
non si stende più oltre che la lettera /kfo/rù . . C ii. t, ax.
Equatore del suo cielo proprio C ii. 4. 54.
in quello suggetto^ro^nb che ciascuno muove C ÌÌ. 6. 153.
il pensiero è propria atto della ragione . . . . C ii. 8. ft8.
che sono /►ro^rr'o rimedio . . Cìi. XI. 33.
nulla scienza dimostra lo proprio saggetto C ii. 14. 19,
due cose si veggono in essa proprit C ii. X4. 7a
r una fu lo pr\)prio amore di me medesimo C ìii. x. 35.
di propria sua natura V anima corre C iiì. a^ ai.
le corpora semplici hanno amore ... al loro loco proprio . . . . Ci». 3. 10.
Gli uomini hanno toro proprio amore alle . . . cose C iìL 3. 34.
ornare r opera d' altnii e abbandonare la /ro^n'd C ili. 4. 85.
lo conduce siccome cagione propria C ìii. 6. 134.
quelle operazioni che sono proprie dell' anima C iii. 7. 96.
conciossiacosaché sci passioni ^*ao proprie dcir Anima umana . . C iii. 8. 83.
533 PROSSIMO
proprio. Il pfvprio corpo che nel santo Ugno ... fu confìtto . ../'./'. lai.
prossinuuio. Dunque beata chi 1' è prossimana Stm, xxìx. 14.
proSBbno. Qucat' Ognissanti prossimo passato ........ Som. xxi«. a.
non credeva esser . . . Ma veri amici e prossimi S. P. xxzvii. 38.
propriOt aé/. Se aétu Queste cose visibili, al le propria, come le
comuni C. ììi. 9. 66.
non ponendo bene proprio mente s* e^ è C. ììi. 10. 75,
nasce il vocabolo del suo proprio atto C uL 11. 54, $6.
eh* è )Vn>/Vn(i e distinta in singolari persone Ciii. 11. 71.
•apendo ptuprio che li Borì . . . perdere si dovcssonu C ìii. xa. 78.
Democrilo, della ^ni/tna persona non cunudo C ìii. 14. 74.
la nobile anima ... e Ubera nella sua propria potestà C ìii. 14. 94.
•opra ÌM. propria conoscenza della verace Nobiltà C. iv. t. 79.
ciascuno ufficiale ordina la propria operazione nel proprio fine , • C iv. 4. 55, 56.
Muzio U sua mano ^roi^fiti incendere Ctv. 5. 116.
non pose Iddio le mani propri* . . , T C iv. 5. 156, 161.,
D^ per proprio studio né per consiglio . . . C iv. 6. 173.
conoscere . . . Ò proprio atto di ragione C. Iv. 8. 5.
qsìcato è ptvprio M^art C. iv. 8. 116.
per proprio Capitolo . . . intendo ciò mostrare C ìv. 8. 153.
eh' essa roHJiJrra r/d nel />rp/Vib atto suo C Jv. 9. 47.
pervh* cUe %ono propri* nostre del lutto • C. iv, 9, 73.
quanto le nostre opcraiìoni propri* ... si stendono C Ìv. 9. 92.
quanto la cosa é più ^TD^rM dell' arte C.iv. 9. no.
b quale iniquità è /ixj^rib effetto d* impcrfedoDC C ìv. 11. 56.
ps^momé éipreprui naturu m tiascuna coam C. ìv. !& 43.
quando tocca • aggiugne la sua virtù prt^riA C ìv. 16. 81.
cio^ quando aggiugne la sua /ro^/i'a virtù C ìv. 16. 85.
in questa cotale anima è la Virtit sua propria C ìv. at. 87,
tornando alla ragione propria^ dico C iv. 34. a6.
appresso la propria perfezione . . . conviene venire C ìv. 37. 34.
avcmo daDa nostra /wj^fia natura . . . ammarstramento • . • . Civ.a8.a5.
ritornare nella propria magione C. ìv. aflL sa.
la cui propria magione è nel secretiasimo C ìv. 30. 67.
proaa. la quale poscia sìa possibile d' aprire per ^tua ...... K. iV. 95. 73.
proabCKK maggior licenza . . . che alli promiti dicitori K ^. 05. 54.
prOMflUlre. La quale proMgu*Hdo, dico . . C i. 10. S3.
pfOaopOpea. una figura . . . che si chiama dalU rcttorìci Prosopoptm . C iii. 9, 19.
proaperità. per lì quaU poi neUa minore prosperità esso sia . . . . C Jv. »6. 91.
la sua ancella, che si chiama Pfotptttitfm C. ìi 14. aa3.
per arte Prospettiva . . .è veduto C li. 3. 53.
pfUllmitartfl che ... la prossimità^* e la òonià sono cagioni . . . C i. 13. aa.
•e li prossimitad* è teme d* amistà CI. x a. 49-
dne cote . . . cioè prossimi/ad* a me e bontà CLx3.s.
persone che alcuna prosnmitmJt aveaaerD a lei . . . . . • . C IÌL I. 14,
infamia . . . d' alcuno eoo prossimo CÌ.4.74.
Tanto è la cosa più prossdmtm C Liai 30,
oade ... il figliuolo è più prossimo al padre, e ... la medicina è
p\ij prossima al medico C ì. la. 33, 34.
di tutte le terre è piu/nun'ifM qu^la C J. xa. 37-
eoa) lo proprio Volgare i ^ixpro»sim$o C. L la. 40.
è congiunto colle più prossims peraoae C L xa. 44.
lo quale è non prossimo^ ma massimamente prossirmo a ciascuno. . C ). xa. 47, 48.
eh* e a me prossitmm pili che 1' altre • C ì. la. 5^
PROSSIMO ^■^^^M^^ 534
prossimo. Chi del prossimo suo brama U moglie P. F. 17&
prostro, e fitto La, mente abbiamo in te col volto prostro P. F. 331.
protervo. Questo servo signor tanto & protrrvo. Che Cam, x. 48.
prova. Vanno chiamando Amor, ciascuno a /^roiMX C tii. Onu. n. ^ift.
Nò ira contra te fa lunga prova Catia. ix. B.
non potrìa . . . Tener più contn me 1* usata provn . . . K ^. r4. 84 (Som. vii. €).
Ma poscia perdo tutte le mie provi Sott. xscriL &
provare, quando trova alcun . . . quei prova sua vìrtute . . y, N. 19. 57 (Co»*. L 38^
Per esempio di lei beltà ai ^nwa ......... K iV, 19. 69 . Csitr. i. 50^
Onde 'I parlar della vita eh* io provo C ìì. Comc i. 7 ; 7. 49.
r altro fa che proit Di trarlo fuor di mmla setta CmnM. ix. 76.
Prima che co* malvagi vincer ^m* Caica. ix. 81.
questo provot Che tu se* possession, che Cane. x. 41.
Prima che M suo maggiore amico ^ran Cmma. xvL 35.
Che intender non la può chi non la prtfv* V. N. 96. 47 (Soml xr. tt).
proaslnio. prima vede le cose ^fio£stmr chiaramente . . , . . , C iiL 3, xxo,
Protonoe. la quale li Greci dicono Protonoé C ii. 4. 39.
prova, s) manifesto, che non ha mestieri di ^rom . C iv. xx. 75.
testimonianza, a ciò ridurre ^tx prova C iv. xa. 80.
ft quelle cose . . . non è mestieri di prova d hr. 19. 16.
provare. Che Io Latino non sia . . . co&i si prova . . . . . . . C i. 6. 40.
come è provato di sopra CÌ.6l 6a,
Provato che il cemento Latino non sarebbe stato C i. 7. x.
Provato è ... la bontà della cosa piii propria che ...... C i. ta. 89.
siccome nel quinto del . . . libro ^provato . • Cu. 15. 43.
per Ini ... è provato^ questo mondo^ cioè la terra, stare . . , . C. Ìli. 5. 57.
provo dò che detto è con sensibile testimonianza C iìL 6. 109.
cosi ^rovo per questa apparenza, che C iii. 6. ia6.
provo questo per la sperìenza che aver ... si può C iii. 7. 94.
siccome in quello ^1 CiWb # AfoHdb è /trowito C iii. 9. xxx.
quello che per gli uomini é . . . provato C iv. 5. X84.
che . . . sono . . , autorìtade, ci>sl provart si può C iv. 6. 53.
siccome per ... è provato C iv. 9. 07.
provo quelle essere vili per uno loro . . . difetto . C. iv. io. 70.
che prova quello che detto è di sopra C iv. xa 76,
Resta ornai solamente a /voparv come C iv. 11. x,
ciò si prova in due particulette del testo C iv. zt. 3.
per questo saranno le ragioni ... ^nnnti/ Cìv. xi.i<k
eh' elle sieno imperfette . . . prova il testo C. iv. xx. ai.
intende di provart il testo eh' elle . . C. iv. X3. x6o.
che ciò fosse cosi si prova C iv. 14. 66^
che non sì potrebbe fare . . . così si prova C. iv. X4. 86.
sccondocbè ^rova il Filosofo nel decimo C iv. X7. 93.
Nella prima si prova certa cosa, che dinanzi i . . . lasciata non
provata C iv. X9. ft, xo^
La qual cosa ora in questa parte prova , C. iv. 19. ao.
Poi quando dice . . . prova ciò che dico C iv. 19. fa.
E cìò^n>Kx Aristotile . . . per lo testo C iv. ao. 36»
siccome dì sotto si provtrà C. iv. ao. 44.
come provalo è di sopra in altro Trattato C iv. 30. 52.
Provenni, fanno . . . prezioso quello di Provnun C. L xi. xoo.
Provenzale, non distìngue ... Io Volgare Italico 0 U Proven^U . . Cu 6. 56.
quello che domandò il Provetualf C iv. zx, 93.
proverbia Onde essa Sapienza dice ne* Proveròi di Sslomone . . . C. iii. ix. xaB.
535 PUDORE
prowedenza. non mi sia villana La dolce provv9dtn»a BmU, hr. 39.
provvedere. Però ^n>twj;pid del mio stato Amore Scm. xxviì. 14.
prudente. È nella sua Scnetta Prudenf* e giusta C. tv. Cmm. iii. 133.
prudenza. Sì che/mdlm«« ed o^i tua sorella Abbi tu teco . . . Cwu, xviii. 44
L' una ha . . . PtiuUnsa ed onestate in compagnia Som, xxx. 4.
proverbk>. nelU /Vom^Ai' di Salomone essa Sapienza dice .... C. iiì. 14. 6t.
però disse Salomone ìn quello de* Pnwtréd Cilì. 15.166.
per che in greco ^nnvròfb ò detto C ìv. 1. 17,
Salomone, che . . . dice Rcllì suoi Piwtréi C iv. 5. 14.
Salomone . . . nel . . . Capitolo de* Proverbi C iv. 7. 95.
nel quinto Capitolo dei Provtròi C ìv. 7. 130,
per costoro dice Salomone nelU Prtwnii' C iv. 15. 137,
però scrìve Salomone nelli Proverà , C. W. 94, 163,
prowedenza. Nel datore . . . dee essere la procvttUnmt in lar si . . C i. 8. 55.
ti rìchicde . . . buona provxfuUn»* delle future C tv. 07. 45.
Cf. pfX>W iden IHi
provvedere, temendo che . . . prvwiA' di ponere luì C. i. io. 71 .
la mia mente . . . protividg ... ritornare al modo . . . . . • . C. iL 13. x l.
però il tempo è da pwovtérn C. Ìv. a. 68.
quel consiglio che per tatti prowtd* ........... C iv. 4. 94.
la legge, che a ciò prow*^ C. iv. 04. is>L
ma provueggtndo per hii . . . colai consiglia C iv. 97. 65.
pCOWedtmento. non dee %t riprendere di fiwvotéimtmfo C il. io. 56,
per lo divino^fomvdlrmmto ... èsl ordinato C. iii. 5. 19S.
ordinato fu per lo divino Prxywiéiuwnio quello popolo e . . . . C* iv. 5. 30.
è apparecchiato e ordinato per pnwtA'mfnto di C tv. «6. 18.
PfOvrldenxs. da provui«Uti*a dì propria natura impinta C. i. f . 5.
(a r nomo sollecito a lunga ^rprni^/fMa , , C L 10. 64.
La Irratf ragione fu un argomento di prowidtnsa C. Hi. 1. 78.
però n* è data la ^poftMma« C. iii. 1. 8t.
f a . . . preso ... da divina Pfwvidrmaa C Iv. 4. 1 13,
te la divina PrwnndtHMn . . . procede C. ìv. 5. a.
colli quali procedette la divina FmwùteMta . . C. ìv. 5. 153.
cosa che . . . dalla divina PiwvidtMM^ t seminata C iv. «5. 147,
C/. pnTwedenza.
pnsdente, che 1' Anima nobile nella Senctu «t è ì\mknt§ .... C iv. 07. 11.
Conviensi adunque essere PmHtnte, cioè Sano C ìv. 07. 43.
Né questo cotale Prudmtt non attende chi domandi . , • • . C ìv. fl7. 64.
Mostra che Eaco vecchio fosse PtwUnlt C. iv. «7. t6t.
prudenza, ciò che Iddio con tanta pmdtHMa ha ordinato C. iv. 5. 77.
ai pone Prudtnaa . . . per molti essere morale Virtù C iv. 17, 78.
Qudlo del^niftJro ti é operare . . . con PrmdntMa C Iv. aa. lia
dalla PnKÌfn»m vengono i buoni consigli C. ìv. •7. 37.
da quel buono amNO . . . che è FmJmsm C iv. 97. 8ol
La qual cosa non si può avere aenu pru^gnMa C. iv. «7. 1 1^
pnnOi. questo . . . tortisce per li pmm C ìv. 7. 75,
FaUtero. i versi del PmiUn C. L 7. 99.
C/. Salterla
pabbUoO. per amore del pmbòiieo bene C iv. 5. lao.
C/. piavica
die unto %arto pudia^ che - C iv. 95. 73,
non pur nella pudica persona ... ma C ìv. •$. 9aL
poi lo pudico . , . uomo mai non parla il, che C. ìv 35. 97.
con eterna notte aolvecie lo mo di— aio p%iitm . . . . . C Id. 8. 95.
PUDORE ^^^^^^^^m 536
puerìzia. Lo qual con me s* é fin dalla /viirrihitf S.P.hta.
pugnere. V. p[mger&
pui = poi. r. N. 3a. 53 (CàMM. iìL xa) ; fio/A vL 24 ; K. A', ao. ai C-Soa. x. 9) ; 41. 65
(Som, xxìt. II).
pulire. Virtùf cbe . . . invila Con materìa pttJits Cams* x. toflL
Di bcUe donne, e* han fiu/ìtì colli Saf. hr. a.
r amorosa lima, C* ha pulito i mìei detti Som, ynriJi 6.
E in /M/rWradopraì tutte mìe lime . . . P. /*. 3,
pungere, pugnere. Quanto è quet tempo cbe spesso mi pugn* . . Catu. xiv. "fi.
Che, se noi siamo qt punti. Noi pur saremo CmttM. xx. 70^
Ben può con nuovi sprou pungtr lo fianco Sowt. xxxvi. la.
colui, che ... Da spino ^mm/o a qoel si volge e S, P, xxxL a6.
punire. Punisci in Antenora qua) verace Non segue V asu .... CoMa. xvìii aS.
Ch' io 3on punitOj ed aggio colpa nulla Ca*u. xxi. ai.
ponto» aJv. 8l n. rimane spenta Solo ia quel punto eh' Cam». xSi, 37.
Io son venuto al ^>wn/o della rota , Gnu. XT. t*
non venir meno A questo ^mA> al cor che C^aut. svi. 15.
Ancorché cìei con cieb in punto sia Cànm. -rrw 7<^
Per che da questo punto . . . Tratterò Cmns, xix. 8&
Muovi In quel punto, che tu n* aggi oam^ K AT. xa. ia3 (Bai7. i. 44}»
pudore, tre passioni ... 1* altra si è Pudon C ir. 05. 35.
Iu3 Pudori è un ritraimento d' animo C. iv. 35. 69.
Oh quanti Calli rifrena questo pudort C. tv. 35. 89^
puerizia, ond' io nella mi» pumaa ... 1' andai cercando . . . . K iV. a. 48.
come tu fosti suo tostamente dalla tua putrixia K Al xa. 59.
L' una delle quali è /«m»a C i 4- 11.
che furono quasi bali e tutori della sua pumma C ìv. 5. 92.
stato e* era nel basso stato della fmtrisìa C iv. 93. ioa.
pugnare, lo loco ove è da fermarsi e da pugnart • C. iv. a6. 59.
puUre. nella femminczza essere bcnt pulita di barba C l xa. 65.
pullulazione, non perviene per ... e per esser disviata la sua
pullulaaioMe ...•Civ, aa, lai.
pungere, io rimasi di tanta tristìzia ^mm/o . Cit.i3.&.
punta, è loda nella punta delle parole C ì. a. 47.
quella che viene . . . nella ^km/h della pupilla C. iì. io. 361
i quasi /riN/a dell' ultimo desiderabile C ìv. la. 174.
quanto dalla ^ww^ ver la base più si procede C iv. la. 176.
ben trarre della ^hm/o d' un coltello C. iv. 37. 53;.
punto, era tonuto . . . quasi ad un medesimo punto , K iV. a, 3.
In quel punto dico . . . che lo spirito . . . comìncio , K iVi. a. 19.
In quel ^MHio lo spirito animale ... cominciò K W. a. a6.
In quel ^m/o lo spirito naturale ... cominciò K, A. a. 33.
tanto più gravi e dolorosi punti gli conviene passare K iV. 13. 14.
cessò . . . entro quel punto eh' io volea dire K. A. 33. xoow
siccome tra il punto e 'I cerchio C ii. 14. 007.
che ... il punto è princìpio dì quella C it. 14. axck
tra W punto e '1 cerchio ... si muove la Geometrìa C. si. 14. axj.
che 1 punto ... è immisurabile C iL 14. ai6.
lo quale è da un punto a un altro C iL 15. 07.
fa nuova circulazìone di punto a punto C iì. 15. 98 (iù).
rcdìre a uno medesimo ^wk/o C. ii. X5. xxa.
Li punti delli quali archi si dilungano . . . per ventitré gradi e ano
punto più ; e 1* \xuo punto è *\ principio del Cancro . . C iìi. 5. 137, 140 (Aù).
volta la spera del sole e tornata a un punto C iii. 5. aoOw
4
537 PURO
punto» adv. & N. che tu non pui Ptmh» celar U dolorosa mente V. N. aa. 96(59». %\\L 8).
Entro ^\lc\ punto, che lo suo valore Vi trasse . . . K. M 35. 47 (Som. xvììÌ [a*^. 3).
lo maledico il d) eh* ... £ '1 punto che veniste Son^ xxxÌÌì, 3.
porche. CanM. xìv. 48 ; xz. 90.
pure, y* N, 03. 169 (Coir*, lì. 43) ; 311. 103 {Con*, iii. 63 *) ; C ilL Ciih«. ii. 83 ; Cans. x,
59, 114 ; xL I ; xiv. 4, aS ; xvi. 1, 19. 40; xiz. 78; xx. 71 {bis\ 78, 80;
5«/. i. 97 ; ii. IO ; V. N. «4. 54 {Soh. xìv. 5) ; 49. 50 {Soh. xxv. 4} ; Som,
xxjti. S ; xjuv. 4 ; xlvtì. 13 ; Uii. 5 j 5. /*. vi. 6 ; xxxi ai ; xxxviì. 46, 7* ;
I, 4 ; ci. 70; cxliL IO, aa, 41. 44. 5®: P' ^' "»•
purgare. K per purgar la nostra voglia ingiu&ta . . . abbiara . . . P. F. 100.
poro. Cosa mortale Come cssrr può si ... e si pura . . . K. /V. 19. 63 ', Outs. L 44).
La sua Anima punt [, , . Lo manifesta] C. iii. Catt». ii. 30 ; 6. 108.
O cara ancella e pura Gm«. x. 39.
Con pura unita fede Eri beata Camm, xviii. ao»
ponto, e quel punto non passa se non per errore C iii. 15. 95.
non t da linea a linea, ma da punto a pun$o •,«.... C !▼. 13. 155 (Mi).
questo è quando in esso t un punto ..,.•,..... C iv. 16. 88.
in quelle sostenendosi ... infino aJ^Mff/o che • . . C ìv. 93. 37.
Là dove sia il punto aommo di questo Arco C iv. 93. 88.
pupilla, raggio che passa per le pupiiU del vipistrello C ii. 5. 137.
viene per retta linea nella punta delta ^/*Utf C. il. 10. 36.
quello . . . riceve la forma nella pupilla per retta lìnea . . . . C ii. 10. 44.
Dell* acqua eh' è nella pupilla dcM* occhio C. iii. 9. 73.
Da questa pupUU lo spirito vt&ix'o . . , la rappresenta C. iii. 9. 83,
e r acqua della pupilla similmente • C iti. 9. 99.
del colore del mezzo e di quello della /kN/«V7ii C iii. 9. 95.
per essere la tunica della pupilla sanguinosa C. iii. 9. 133.
trarre della punta d* un coltello nella pupilla dell* occhio . . . . C. ìv. 97. 53.
pupillo, malnati I che disertate ... ^m^iW Civ. 37. 119.
porcbè C ì. XI. 54.
pure. K M 15. 7 ; 19. 9, 154 ; «3. a? ; «4. 74 ; «6. 3» ; 38. aa ; 40. 30; 41. «3 ; C L 3.
44; 4- 48; 6, 7a; 7. 6i(A»i); 8. aa, 37; ii, 3. ai, 33; 5. 56» 68,93, 94, 1 ai ;
8. as, 3t ; 9. 74 ; 16. 54 ; iii. i.ai, a6, 79 j 4. 17; 8. 11, 130, ao5 ; to. 94 ;
14. 195 ; 15-66; »v. 5. 87: 6. 80; 10. 56; 19. 89; 13. M, 58» 95» 99. "» I
»4- 34. 35. 44. «49; «5- 39. 53 1 «6. 44, 56: ai. 5» ; »a. 43, 46 ; 33. ni f
34- «69 ; 95. 75. 90, 1 19 ; 37. 30, 36, 67, 146 ; 98. 47, 68 ; 30. 51.
purgamento, che argomento di colpa è, non /^Mrjum/fi/o .... C ìli. 4. 46.
purgare, sogliono . . . quello purgan da ogni macola C i. a. 3.
lo illicito e ... il coltello del mio giudicio purga , C I. •. 13.
Perdette ... il pane ... è purgato dalla prima sua macola . . . C L s. 113,
perocché '1 mio pane é purgato da una parte, coavicnlomi purgan
dair altra C t. 3. 7, a
Poiché purgato è questo pane C I. 5. 1.
puotesi veliere questo pane . . . essere . , . purgmtp, . . . • . C 1. 13. 79.
t' acre dalli raggi me ridirai purgato .•■••• C li. 16. 47*
nel quale . . . purgo lei d* alcuna dubitanza «•••.... C iìL l. 109.
io intendo purgmn la Cantone d* una riprensione , C. Ìil. 9. 5.
porlaBinio. V albergo . . . convenia eaaere . . . puntsimo C. Iv. 5, 35.
purità, tanto vìncenti nella purità del diaUno CUi.7. 99.
quasi dìaCani per la purità della loro forma . C. Ìli. 7. 49.
•econdo la sua purità, discende in essa .........* C. ìv. ai. 69,
che, per la />Mn/à dell' anima ricevente ... dtt C W. ai. 71.
puro, dir cose sono che sono s) purt arti, che ■ . • • « C Iv. 9^ 1 14.
die regole sono in qudla che sono purt arii . . . . C iv. 9. 151.
Putto ^^^■PVPHPI^^V 53B
poro. Non è fmn virtù la disvUU Cèmm. xcx. sB.
Ma virtù finra in ciascuno sta bene Cik*. zix. 69.
qua] volta mi rammenta . . . quella federami BmU, m. tt.
Colei ... 11 cor le fa d^ ofcni eloquenza puro Som. xxviii- 13.
a) . . . coro De' cittadin della tittade/Mrv Som. xxzriL &
E rome I* oro fiuro dentro il fuoco Som. xIt. x<k
Tu sei. Signor^ ta luce chiara e pura S. P. cL 4&
che ... Io esca . . . puro come semplice colomba -SL P. ci. a 14.
putrido. Ahimè I che 'l nostro ^/niio letargo . . . rompe, e . . . . S. P. xxxviu 16.
qua. S. P. xxad. 1 5.
quaggiù, veder ... gli angeli di Dio fiM^uffiì venire Cmhm. xvii. 5ft.
E diaci grazia a viver si quaggiù /*./*. 949.
quaggioao. E fella di qmaggiuso a sé venire V.N, 30. 66 iCmm, im, a6^.
questa nobiltate, Che vien fuaggiÈUo Cohm. ìx. 48.
Che . . . infonde Vita e virtù quaggittao CamM, xix. iool
qmle. V. N. 19. 50 (Cane. \. 31), 54 (Gina, t 35% 66 (Can*. L 47"*. 7« (Gma. L S3>;
03. 138 (Catta, ii. Il), 139 (Gma. iì. ia\ i^a ^C*Ma. ii. 45), 174 {jCmn. fi.
por& che, o vengono da j^wni fortuna C. ir. ti. 59,
che . . . più e men pura anima si produce C fv. »i. 6;.
parpuretk che . . . dintorno loro si (acca nn colore purpuno ... FI W. 40. 33,
Il perso è un colore misto di purpurro e di nero C. ir. 90. 14.
pmrillAniinitA- xriltà if am'mo, c\o6 pustlfantmità CI i. zt. low
L' a/tra è di uatunU* puailiammità causata . C rv. xj. 140^
posUlanlmo. \o pusUlammo per contrario ... si tiene C t. tt. laCL
per comparazione alla quale si fa ... il pu^hnimn piccolo . . . C^ L 11. 133.
che *I . . . fa minori ... e 11 pustVanimo . . . maggiori C Ì. 11. 13&
lo pustllammo ... le sue cose crede valere poco C. i. it. 148.
qua. C. I. 5. 58 ; ii. 14. 83 ; iii. 5. 187 ; 15. aoo ; iv. 5. 7» ; 6. 140.
quadrangolo, la figura dello quadrtmgoio sta sopra lo triangolot e lo
pentagono sta sopra lo fttmJm$tgo/ó . . . C hr. 7. t4t, 14).
Dunque, come . . . rimane fvadnntgoh . . C iv. 7. 147.
quadrare, e il cerchio ... è impossibile a qìtadrarr C ii, 14. atS.
Quadrivio, le sette Scienze del Trivio e del QuaJntno C. ii. 14. 56.
quaggiù* li detti cicli adoperino quaggiù secondo la K A. 30. 19.
le anime di qua^'ù s* accendono ad amare C ii. 6. 115.
quel cielo era quaggiù cagione d* amore ,..Clu.6. xtS.
in queste cose di quaggiù C iì, 7. 9a.
tutte le altre nature di quaggiù C.iÌ.9k 77.
che distinguere dì quaggiù non le potemo C ìi. 15. 71.
tutti quelli ricevono quaggiù la virtù C ii. 15. 135.
poco dì loro virtù quaggiù verrebbe C ii. 15. 136^
Di vero non sarebbe quaggiù generazione C ii. 15. 15^.
la gente dì quaggiù gentile pensano di costei C iii. 6. 37.
fabbricano col Cielo queste cose dì fNa,£g7M CtIÌ.6. 68.
quella gente che quaggiù maggior diletto riceve • C iii. 6. Sa.
discendendo lo raggio suo quaggiù C. iii. 14. 03,
in altra cosa di quaggiù esser non può C, in. 15. at.
il quale dispone le cose di quaggiù diversamente C. iv. a. 51.
più piena . . . che altra cosa che quaggiù sia C iv. sa. 191.
la nostra vita, e ancora d* ogni vivente quaggiù C iv. 33. 59.
qualche, conviene per qualcht accidente essere C iii. la. 65.
quale. K iV. 1. a, 4, 5, 6 ; a. 6, 7. ao, 37. 38, 34, 40, 53, 63, 65 ; 3. 8, ti, a6, 39, 34, 35»
39» 4I1 44. 50. 61. 67. 7»! 97i "» : 4- 13 ; 5- 4. 7r »9 ; 6. 11 ; 7. 1, 13 ; & 5,
8, 19 ; 9. a, 13, ai, 35, 39, 60 ; la la, 15 ; 11. 5. as, a? ; la. 43. 47t 9^ 36,
539
quale.
QUALITÀ
47 : òis), i88 (Cmn», il 6i) : sa. Ss (Csff«. Ui. 48>, soo (Cana. ih, 6o\ 106
(CanM. ili. 66% 109 {Canx, Jii. 69) ; C ìì. Cmns. i, 34 ; Hi. Camg, il. 39, 68 ;
iv. Gnu. iii. 13. 87; Can^. ix. 10, 09, 43; x. 10. «4, sr9 (AijiK lao ; xL
96. 46. 57, 63; xii. 3 ; XV. 9, 48 : XVI. 36 ; xvii. 3, 16. 38 : xviii. 4, 15, aB,
49; xix. 16, 3fl ; zx. 4, 13 ; S^st. ii. 8, 16 ; iv. 14 ; t^. N, la. Bs {Baff. i. 3) ;
Bo//. iii. io; V. II ; vi. 15; vii. io ; x. 4 ; V. N. 7. 38 (Son. ii. ii*) ; 8. aa
{Som. ili. a), 61 {Som. iv. 17) ; 13. 44 {Son. vi. 91 ; 14. 88 {Soh. vii, io : *tf) ;
15. 40 (Som. vili. 13^» aa 19 (Som. x. 7* ; sa. 101 {Son. xiìi. 13^ ; 33. a8
{S<m. xvii. 3) ; 36. 49 {Son. xlx. 14); Som. xxix. 6; xxxr. 9 ; xxxvi. 13;
xxxviii. 4 ; xliL 14 ; xlv. 4 ; xlviì. 7 ; S. P. xxxì. 8; xxxviì. 15, 17, 54, 70;
l. la, 47i 63 ; ci. a, 47. 55» »<*9 ; cxxix. 14 ; cxUi. a, 11, 63 ; F,F. «5, 6r>
64. 66. 84, 88, 844.
qualità. Non U ci tolse qualtià di gelo . l'I W. 30. 56 (Coma. UÌ. 18).
quale.
63» 701 77 ; «3- 6. Bf a6, 57 ; 14. 4, io, 30, 6a, 65. 71 ; 15. a. 18, 84, 60, 63;
16. 3, 4. 6f 9; «7- «; <8- 4, «7» ■< ; >9- a» »»»t »3^ »43 ; «>. io; ai. 4, 51 ;
aa, 3, «7, «8, 4», 55 ; 33. 5, 7, io, ag, 51, 60, 86, 94 ; 34. 18, 37, 46, 65, 70 ;
«5-6, 18, 46» 66» 7«. 73; »6»4. 30 ; »7- 7' 9 ; «8- 8» 13 1 a9- «6 ; 30. 6, 11,
36; 3^- 6, 39 ; 33- a» "» 16. «>. «5 ; 34- «5 ; 35* it 4* 7» »8. ai ; 36. 3, io,
34; 37- 9; 39- ^9; 40.5.33.44; 4t.4i5. 7»»8.«9.33; 43.5*8» «a, »« ; 43-
3, 15; C i. I. 9,85,09, 31.76» 83. 85, los, 109. Ili, 135; a. ao, 53, Sa, 106,
109, 116, lao, laa; 3. 13,84, 85, 09. 40.80; 4, 11, aa, 34, 89.63,69*75, 91,
98.103 ; 5-37. 4*. 54. 76,78.81, 101 ; 6.35.68; 7.7. 10,69,73; 8.9,93,97,
116; 9. 17. 30.501*^"), 55; toa3.39f 47. 5»»75t97. «00; 11. 16, 19* 39> 87.
133». U9. "5^ ; <»- 5. 47. 7». 81, 98; 13. a, 13, 41, 77i 83. 86 ; ii. 1. 54.69;
a. 30, 48, 49. 6r, 63. 67, 70 j 3. a, 5. 6, la, 9a, 43. 45. 58 ; 4. ix. 36, 37, 39,
40. 44, 45. 54, 79. 8t, 93, 101, loa; 5, a, 7, la, 39. 41, 4», 44 {bis), 74, 96,
116, lao; 6.5, 15, 16.34.63. 71,98, 109, 113, 115. lae, 133, 148, I59, 160;
7.37,64,91, 100; 8.5,51; 9.5,31, 54, »03. 05. >a4. <»9.'35; 'o- «i.a?,
39, 48. 81 ; II, Sf 5, e, 15. 88, 33. 36, 50. 65, 69 ; 13. 48, 63, 68 ; 13. 6, 15,
«8, 87. 38, 37 ; 14. 15. 18, 87, 3t. 33, 35, 40. 73, 74. 97. 134, 139, 140, 149,
167, 181. 183, 185, 325, a47 ; 15- «7. 5«. 54, 73. 79. 8a, 88, 90, 97. 105, uà,
134. 167, 170. «83, 1B7 ; 16. 4, 9, II, ao, 88. 35, 41, 51. 57, 63, 73. 81,88,
ioa; iii. I. 4t »3. 31. 34. 35. 68, 73, 88. ioa. 104. 106. 108 ; a. io, 17, ai,
86, 64, 68 (Am), 78. 73, 78,98,99. 114, 134; 3, 4, 5, 87.58 t«ù). 78,89. 98;
4. 13, 35, 38, 38, 39, 57, 88, 93, las ; 5. 4, 55, 77. lai, 133, 138, 147, 163,
177. «85. 195 ; 6. 4, 60, 66, 187 ; 7. «4« 54. 93* "»» ««5. »»7. 135. >38| 144»
»*". «57, «59. «64. 178; 8.89,35.51,63, 74.84. 150.151, 154, 157, 161, 176,
183, 199,303; 9- 5*6. 11,88,45,63,89,90, 133, 189; 10.80; II. 38,69.173,
lA «83; 18. u. 15, 17, 19.41.54.95. «07; 13. 18,34,46,51.93.94.99. H».
ita; 14. 57. 71, 90, 107, 134, 137 J 15 4. 15* «7. "o. «9. 36.96, 103. «U.
186. 189, »3a, 137 (W«), 138, 148. 159. 160; tv, I. 33. 39. 4a. 43. 57. 65, 78,
8a, 88, 97 ; a. ai. a6, 50, 79. 95. «33. '44 ; S- »» . 4- 5. 7. »7. 36, 40. 4», 86.
t04, 188 ; 5. 36, 38, 4», 103, f5B ; 6. la, 32, 46. 65. 84, «13 ; 7- 35. 77. «53;
8. 15. 36; 9. 47. 78. 79. 9'» «03. 164 ; IO. 14. 16, 41. 100. »o4. 109; It. 4r
53. 55. 57. 99 : «»■ 53i 60, 96. 97. 1 18, 147, 187 (*«), 189, aoS ; 13. 19, 35,
4». 89. 115. 06, 135, 136; 14. 30. «41. "47; «5«4» »5. ^1- 54. 64,81. I83,
176; 16. 88, 108. 115; 17. 86. 3D. 34. 38, 41. 44.47. 50. 53. 55. 60, 6b. 90,
101 ; 19. 19. 36, 51, 79 ; Bo. 3, 4. Bo. 103 ; ai. 4, 38, 43, 44, 64, 79, 84, 109,
lai ; aa. ao, So. 90, 1 16, 118. 136, 13B, 143, 167. 195, 807, 809 ; 33. B(*a),
46, 6». 71, 79.80. 96, 115; 04. «a, »7. 34. 57. 81, 89, 103. 106, no; 85.3,
18, 30, 106, 144 ; «6. 5. 18. 49, 53, 54. 58. 6e. 86, 90 j 87. 7, 35. 55. 58. 60^
83, 98 {hu\ 114, 115. 139, 147, 193 ; aa 4. 81, 86, 94, loa, X07, 117, lai j
89. a. 3. 4. 14 : 3^. 4i <a>
com' egU U vede Ule, cioè io ulc fwrfftì K. iV. 48; «3.
QUALITÀ 540
qoa'itÀ. venfonmi . . . L' oscure fualilà eh' Amor mi dona, y, fi. x& as {Sem* ix. %\
pensavate La quaiità della mia viu oscura f^. iV. 36. 54 (Som. xix. 6^
qmlom. Che più mi trema il cor, qualora io penso ...... CmmM, ziì. 97.
qualora davanti Vedetevi la f. AT. 37. ao (Som. xx. 5V
Qualora Ìo penso che son fatto lasso S. P. cL 35,
qualunque. Tanto disdegna quatunqHe la mira fìmlL x. 5.
quando. K. A'. 19. 51 (Garu. i, 33}, 56 t^Cana. i. 37% 77 (Orna. L 58) ; ag. 154 ,Ci««. ii.
27), 194 \CaHM. ii. 67), aoS {Cohm. ii 81) ; fl8. 18 (/*. C 5) : 32. 79 (£^iu
iii. 33), 84 {Cohm. iiì. 44), 89 (CsMa. iiL 49) ; 34- 44 (Ca«». hr. 18) ; C iti.
Gtf. ii. a6, 81, 88; iv. Crina. iìL 14^; Caiva. x. 114, 153; xi. aa, 41, 53;
xii. 71 ; xiiL e, la, ni \ xiv. aj, 35, 43, 49 ; xv. 9, 67, 69 ; xvL 1% ai, 3» ;
xviii. 27 ; xix. 130 ; Stst. i. 3, 13 ; ii. 41, 59 ; i"- 7t '6. «> ; iv. 34 ; K, if.
la. 94 {BalL i. 15% 98 {BaU, i. 19), laa i^Ball. i. 43) ; Bo/^ ri. 9 ; via. 03;
X. II, 18, ao ; K. A^. 3. 83 {Son. L 7) ; 9. 53 {Soh. v. 9) ; 14. Sa iSam, vii. 4),
85 {SoH, vii 7) j 15. 89 (Son. vili, a), 30 {Son, viii. 3) ; aa 17 (Som. x. 5) ;
qualità, sale nella qualità di costei in grado che ^ V, N, 40. 85.
cioè alla sua mirabile qualità K. TV. 43. 33.
la presenza rìstrìgne V una e 1' altra qualità ........ C i. 4. 361.
narro la qualità di queste diversità ....Cil. 8.8.
£ ponsi la qualità della ricreazione, dicendo C iii. 14. 99.
le cose , . . comunicano ... le loro qualità C iv. 1. &
è ingrossato non per quantità, ma per qualità C iv. 34. 52.
in questo tutto ... si dicono essere le qualità delle C ir. 39. ioa.
qnalitade. del caldo, eh* è naturale qualitadt C ìv. 9. za&
perocché 1* umido radicale è ... di migliore qualitadt C iv. 33. 70.
li combinatori delle contrarie ywa/fi/a^' Ct«*. a3.]f4.
qualunque. Ma vegnaci qualunque è . . . nella umana fame rìmaso , C L i. 93.
qualunque cosa è per sé da biasimare , • C L a. a6.
in qualunque uomo fosse ... 1' abito ..•.•Ci.6. 50.
^mo/mh^m^ ore lo guidatore è cieco, conviene C L xi. aB.
qualunque altri vivono secondo alcuna ragione C ÌL 9. 71.
da qualunque sì comincia C ii. 14. 157»
da qualunqu* parte sì tira la corda C. iii. 5. ioa.
in ftMf/MM^uf parte r Anima più adopera C. iii. 8. 53.
qualunque dubitasse in ciò che ... si discorda C iii xo. 47.
lei essere madre di tutto qualunque principio , . • C. iii 25. 157.
però qualunque cosa vede . . . crede che sia esso C iv. xa. 155,
per qualunque modo il desiderare ... si prende C iv. 13 83.
qualunque in sua natura si vede essere perfetto C. iv. !& 47.
cioè a qualunque va cercando la Beatitudine C iv. aa, 178.
qualunque ora esso caccia . . . e fugge C iv. 06^ 38,
ma eziandio a qualunque appresso lei va . C ìt. 87. 69.
qualvolta, qualvolta più ci è presso C. ii. 7. X04.
quando. V. AT. 3. 4 ; 3. 46, 103 ; 4* ^9 : 9- ^5 ì ««• i. 9. «8 ; "• «8, 131 ; ^4- lox ; 1%. 6»
47» 5»; «6.7. 14; 18. la; 19. ioa, iii, 141; 20.38; ai. 44,48; as. 11,76»
103, III, 337; 36. 4, 6; 39. 6; 33. a6, 37; 35. 11,38; 36- Mi 38. i7;
39. io; 43. 41; ^. i- r. '9. «3; a. 91, loi ; 3. 58, 59; 4. 49.68, 70, 73, 73:
5. 83, 96, 98; 7. 35, 34. 5*1 5Sf 56, 59» 73; 8. i, 30, Zh Jo». «05, 108;
IO. 3,90, 94; ii. X, 35, 46*53; 2. 8j 4. 41; 6. 39, 134; 7. 31. 33.40,5»;
8. ao. 43, 64, 91 ; 9, 78, 136 ; 10. 8, 14,49» 53» 76 ; 11. 36. 88 ; I3. a. 17 ; 24.
43,88, 119,131, 165, 166, 191; 16.34,83; iii 1.64; 3. 13, 37, X46;3.43,9o;
4. I, 16, 30, 73. 118 ; 5. r, 43, 78, I44, i5«, 171, X78, 181 ; 6. si, 33, 38, 61,
69, 83, 88, 108; 7. 9, 93, 146: 8. 33, 94, 131, 136, 197, 199; 9. 18, 86, 89,
243; xo. 10, 43, sa, 57, 58, 59; XI. 166; xa. a8, 31, 84; 23. ai, 39^ 31^
541 QUANTUNQUE
quanda ai. ao {Som. u. i«) ; 96. 3B (Som. xv. a) ; 36. 31 (Son. xìx. 3) ; 41. 59 (Sott,
xxiv. 5); 4a. 51 {Som. xxv. 5), 55 {Som, xxv. 9) ; Som. xxviì. la ; zxxU. la ;
zliii. ìa ; xliv. a, 5, 6, io, la ; 5. P. vi. 31 ; xxxi. 47 ; xxxvii. 30 ; I. «9 ; cu
37» 39. 103; cxlii. aa,
quandunque. Quandunqui \ colli fanno piìi nera ombra Sési. i. 37.
quanto. K N. 19. 44 [Cans. i. 35), 68 (Caiu. i. 49) ; C u. Caiu. t 46 ; tii. Cam*, lì.
ao. 50, 78; iv. Cana. ili. 66, 107, i^o ; CaMa. U. la, 33, 31, 40, 50, 63;
X, 16, 45t 183 ; xi. li; xiL 19, 57; xiiì. 3, 10; xìv. 8, 37, 61, 74, 76. 83;
xvJi. 39, 47 ; xviii. 7 ; xix. 79, 103, 124, i a6 ; xxi. 36 ; Stst, iii. aS ; Batt. rr.
ai ; V. 4 ; X. as ; V. N. 7. ao {Son. il 3) ; 8. 39 {Som. iii. 9) ; 36. 99 {Som.
xix. i) ; 5wt. xxvi. 5 ; xxxix. 1 1 ; liv. 1 1 ; S. P. xxxvii. 15 ; L sa, a8 ; ci.
85; P, F. a, aa, 117.
quantom. Qu^ntMm spca inlcr me de ipsa durat CaMM. xxi. 39.
quantunque. QuantuttifM voMc [, lasso I cai rimembra] . V. N, 34. 18, 97 {Can». iv. 1).
quando. 44 {bis\ 57, 63, 65. 67; 14. 83, 15. 56, ni, 139, 164, 167, 169, 170, 170,
174 : iv. a. 38, i4«, 154 ; 4. 47, nò; 5. 8. «8, 57. M3. «S». <6>. 165. «7"!
7. loa; 8. ^a, in, 114, Ma; io. 15, 65, 7a, 83; 11.31,37,60,66,67,69,
Ila, 139; la. 90, loB. 109; 13. 104, 105, III, 119, 140; 14. la, 16,35,50;
»5 8, 45, 68, 97, 101, Ila, 170, na, 175, 186; 16. 54, 78, 80, 84 {bia\ 87,
no; 17. 17. 75: 18. 13. "S; >9- 59. 7». 96; «>• »i 3'» 47; «i. 3»; M. 37 ;
«3. 33, 106 ; 34. 60, 140 ; ay 6a, 80, 109, «3, 133 ; a6. 53, 35. 65. 71, 94,
96, MI, 137; 37. 106, 145, 161, 169, 173, 184 ; aS. 9, 90, loo; 89. 38; 30.
34,48.
quantità, la quantità e il peso del bene gli pare piti C. 1. a. 66.
la lama dilata . . . oltre la vera quantità C i. 4. 3,
la fMfMAftì del suo diametro non ò più che • * . C il. 14. 93.
veduta fu . . . grande quantità di questi vapori C. ii. 14. 179.
Curio . . . grandissima quantità d' oro . . . rifiutare C iv. 5. 1 la.
che . . . appare di quantum dì uno piede C iv. 8. 60.
questa promissione in certa quantità di . . . afTemando . . . . C Jv. la. 44.
recano nuovo termine, cioè maggior fMdn/iVÀ a desiderio . • • . C iv. lau 50.
o grandi o piccole, secondo la quantità del sole C iv. 33. 145.
r umido è ingrossato non per fNdn/i/iì, ma C iv. 34. 51.
rimane della . . . vita ... in quantità di Jitawnm . . ■ . . • C. iv. 34. ^.
quanto vi). K W. a. 3; 3.33; 5.31 ; 6. 3 ; 8. 7» ; 9- 7*9 ; «»• «7; «3. «3; U. 6; 15.11;
17. io; 18. 66; 19. ii8, 133 ; ao. a8, 30 ; ai. 37; aa. 5: 33.391; 04-35» ^5-
34 ; 36. il ; 38- ". 13: 39-30; 40.47; 4 »■ 38, 44. 47.50: 43. 7; CI. I. 136;
•-45. »»8; 5. 73 ; 6. ^7 ; 8. 15, 37. 93 ; 9- ai, 4»; io. 46, 57 1 "• »7. «i
150; la. 30, 40. 43- 67 ; 13- <3i 39; **- '• »"3; 34; 4- «5 50, 63, 64,69, 76,
86; S. i6,a3. 34, 34.81, las; 6. 47 (Aù), 50, 138 ; 7- 106 ; 8. 36 ; 9.44; «o.
50; 11.30,48,65, 74 (Wi), 76 (Al») ; la. 16, 51 ; 13.35; M- "7.84. 107. 151.
184. aai ; 15. 147 ; '»• «• >o, 16, 97 ; a. 45i 63 ; 3. 69 KÌn»\ 139, 130 ; 4. 46»
49; 5- «<o, 153, 164, 3C3, 304, ao6 ; 6. 16, 50, 56, 66, 9*, 119 ; 7- 58 ; 8-
«3,60, 179, 180; 9.67; 10.13, «7; "5'. «n; 13. a<, 87,91,99, m, na;
13. 3, 60, 86 ; 14. ao, 34, 37, 43, 45, 47, lai ; 15. 43, 61. 1 18, 301, 004. 3o6 ;
tv. I. 36,48; 3.58, III. it3, 130; 3. 69; 4' 33; 5* >75: ^ >o< 3»> 48*48,
66, 7a, 143, 183 i r «» 38 ; 8. 35, 57 ; 9. 13, 33, 73, 91. 109, 138, 166 ; 10.
38, 39 ; >»• t6, 18, 43. 45, 83, 115 ; la. 75. 7^. Bo. 8a, 83 p>m), 84. 85. 94,
101. 176; 13. 73, 97. laa, 148 : 14. 1. 581 60, 69, 71, 73, 107, 133; 18. 36$
19. 54, 60; BO. 97, 99t <oo. tot ; 31. 47, 104 ; 83. 4,9, 103, 131, 143» i"? ;
83-47.49. «49; »4. 3'; «5- 5't 5*. 88, 89, 90, 91, 93,99; 86.14.16,39,40.
44, 48. 64.66, 70, 130; 87.97. 160; 39. 9.68; 30. 19,63.
qoa&to Tg), terminato in quanto io quella npìeaia C UL 15. 99.
^oantuoque. riMn/NNfM# l'altre ccseavnM* •..*..«. C Ut. 15. 37.
QUANTUNQUE
quantunque, mi par fero Qwan/wHfMtf io veggio C iti. Cmmm, fi. 8&
Chef fuoMiuMqtu collette, Non po»9on quietar . . . . C ir. Cmmm, in. SI ; i>. sl
Quantunque io sia intra monla^e e colli Sctf. ui. 31.
QuantnnqMf tomi di peccato brutto . . P, F. 90.
quarto C. iv. Ghwl iìL 136 ; Som. xxvia. %
quasi. Color di perla quasi inTorma K. 7V1 19. 66 (Cciw. i. 41 V
Ch' ellì son fwiA' Dei C iv. Cciu. iti. z 14 ; ao. 30.
^ io dico Parole qua» centra a tutta gente CtMa. x. 4.
Ed ora quasi morto Vede lo core Caatc. xiit 06.
si che qiMsi morto Hi troverai BmU. t. la.
Già cran qtiasi eh' atterzate 1' ore K iV. 3. 8z (Snu L $V
Si, che la vita quasi m* abbandona K Ai. 16. 09 ;,S(MI. ix. 6)*
£d una ne venia qwtsi primiera Som, xxùc 3.
Com' uomo quasi di speranza sciolto Som, xlrai. 8.
quantunque, dicendo quelle, quantunqu* cotUtU , . . noo quietare . C. iv. xa. 7.
quarantacinquesinio. C ir. 24. 36.
quanmte&inx> Crv.a3.92.
quarto. K TV. 3. 6a ; 8. 70, 75 ; 13. ai, 56, 63 ; 15. 55, 67 ; 16. ao, 45 ; 19. zo6» 109 ; sa.
no; 43. aa, 41 ; C. i. 1. 133; 3-7o»75; 9-56; '«-S» ««« ! i». » 5»; 4-5: 14-
161; 16.77; "i-3-76; 11.13.39; iv.a.48; 7,98; 9.6;i4.X3x; 17.41; »9.
83 ; «3 43 V*»^)» >a3. laS. i3:> »5a ; a4- 9i "7 ; a^ ^3. ?<>; 37. no; aa 3.
quasi, era torDato . . . quasi ad un mcdcsimu punto F. AT. a. 3.
sì che quasi dal principio del suo anno nono apparve K. M a. 13.
ed lo la vidi quasi alla fine del mio nono .... .... K. A^ a. 14.
£ questo fu quasi \\ principio dell* amistà . K. W. 3. ioa.
per che io, fMost' sbigottito della bella difesa K A. 7. 5.
al, che quasi lì sospiri non poteano ..K. AT. 9^ io»
e quasi cambiato nella x-ista mia, cavalcai K. AT. 9, 39.
ma egli ^ii5i' per soperchio di dolcezza divenìa K JV. li. ai.
Avvenne quasi nel mezio del mio durmin: * V. N. la. 13,
Queste parole fa che sieno quasi uno mezzo K A', ta. 6$.
dascnino quasi indefensibilmcnte K. A. 13. 5.
Dico 'madonna/ quasi per disdegnoso modo dì pariare . . , , y. N. 13. 60,
fuasi non sapendo a che fossi menato . . . dissi V. N. 14. 8.
che ... io mi movea, ^ mo^' discolorìto tutto ....•••• K. iV. 16, 15.
narralorìi di tutto quasi lo mio stato K. iV. 17. 3.
fuasi vergognoso mi partii da loro K W. zB. 56.
la mia lìngua parlò quasi come per si stessa mossa . . . , . . K A. 19. lo.
la //TM t quaii una servigiale delle K. A. 19. 95.
a^;iuiigo una stanza fMO^i come ancella K. A'. 19. 14X
una particella, eh' è ^Mon domandatrìce d* aiuto K A. ai. 39.
perchè tornano fNOSf' ingentilite K. A. aa. 85.
sentendomi dolore quasi intollerabile , . . K A. 93. 9.
la cagione ... è che quasi furono ì primi K, A. 35. 4a.
dicele qua%i recitando le parole del buono Omero K. A. aj, 91.
rimase tutta la sopradetta cittade yuan' vedova K. A, 31. 3.
fNa^i come entrata delta nuova materia K A. 31. XI»
cui lo intendeva dare quasi come per lui fatto y. N. 34. 3.
dì dire parole ... fMoii per annovale di lei K. A. 35. 17.
quasi come di sé stessi avendo pietade K A. 36. t6k
si facea d' una vista . . . e d' un . . . quasi come d' amore .... K A. 37. 4.
e non mi lascia {^MMs' altro pensare ^. A. 39. 15.
si levò un di. quasi ncIT ora di nona • . . K. A'. 40. a.
però che quasi tutti diceano . . . quello che • K A'. 40.
QUASI
Che . . . Ho quasi perso il naturai vigore 5. P. ci. 15.
tCome b' io fossi qiéos» di que* morti S, P. cxlìi. 17,
della cittade
y.K
BL la quale è qtéa.si mczxo aeiia cittaae . . «^. /v. 41.
Innumerabili fMss/ sono gì' impediti . , . C L 1. 49.
•odo fNoas fonte vivo , C i. i, 65.
"è fiMUir prendere un buono Ci. a. 95.
che qtàOM Cotntnto dire si può C. i. 3. 9.
Eie parti yMon tutte , . . quasi mendicando, sono andato . . . C, i. 3. a8, 30.
m menzogna reputano ci6 ...••,.. C. L 4. 39.
o come quasi tutti C. I. 4. 35.
io mi sia quasi a tutti gì' ItaLci appresentato C i. 4. 95.
coCaii sono 9Ha5t' tKTstie C i. 6. 34.
siano fwosf parte di un tutto C i. 6. 34.
I questi sono quasi tutti Volgari C. i. 9. 57.
ftttfst come per esso Latino, si esprìmono C i. xo. 84,
< lì ciechi ... che sono TMon' infiniti C i. 11. 37.
{ che sono quasi parte di sé C i. ix. 139.
I e coloro ... sono fMa^' come pietre C. U. t. 33.
IfMiut esclamando . . . dirizzai la voce mia C ìi. a. 41.
IfMO» a confortare quella C ii. a. 71.
^•i compie quasi in ventiquattro ore C. ii. 3. 46.
ta sua velocità é fuojt incomprensibile 011.4.37.
fl quale è fttcui' una ordinata civilitade C. ii. 5. 96.
Innumerabili f KOS creature spirituali C iì. 5. zo8.
dice ... e predica quelle . . . creature fwoif innumcrabili . . • C. ii. 6. 38.
io pensando . . . me n' andava quasi rapito C. ii. 8. 46.
hmcntandosi, quasi come si maravi)(liasse . . . C Ìi. xo. z8.
Bolte cose, quasi come sognando, già vedea C ii. 13. 37.
fMOSf maravigliandomi, apersi la bocca C. ii. 13. 55.
che sono fifOA' principalmente vapori del cuore, sicché quasi ces-
sano da ogni operazione C ii. 14. 188, 190,
ii virtù di tutti quasi corre C il 14. 193.
'bianca si mostra, fwojf argentata 0.11.14.203.
Sn altro . . . ^on'ci tiene ascoso C. ii. 15. 14.
per lo movimento quasi insensibile C ii. 15. 103.
e Marte un anno quasi C. ii. 15. 145.
iptmsi come il Sole, si celerebbero O ii. i j. 149.
ono quasi come ncbutcttc mattutine , , , C. ii. 16, 44.
che la dissimilitudine a similitudine quasi riduca C Ui. x. 6x.
partecipata, per lo modo quasi, che C. ili. a. 44.
certe piante lungo r acque ^Mdsi' sempre confarsi C. ìiL 3. 35.
o muoiono del tutto o vivono quasi triste C. iii. 3. 39.
arrivami, sicché quasi parea di fuori alienalo C. iii. 3. 108.
^e fMosi nella mia mente raggia C iiL 4. zi.
f uno é manifesto quasi a tutta la terra discoperta . , . T altro é
fMJUi a tutta la discoperta terra celato . O. ìli. 5. 78, 74.
che ... sia spazio quasi di due mila settecento miglia C iii. 5. 87.
per tutta 1' estremità del primo climate C iìi. 5. X18.
fi Garamanti, che stanno THdjr' sempre nudi C iii. 5. ibi.
b suo montare ò a 3/and 7'iaJii tanto C. iii. 5. 150.
tanto . . . che quasi poco della luce ricevono C. iii. 7. 44.
che sono . . . quasi diafani per la purità C ÌIL 7. 49^
^utuV continui C. iii. 7. 71.
> e 1' altro continuo
quasi
7. 76.
QUASI ^I^^^^^P 5^
qnBBL Perchè il mìo spirto è ptast al fin condutto S. P. cxbl. 36.
qnaasÙL Da un' anima, che fin quassù risplcndc K M 19. 37 {Cstts. i. tS\.
qnasL ^lo^' non pare essere altro che bestia C. iii. 7. 83.
che quasi non sia altro che angelo C iit 7. 85.
essendo or^nizzato per tutte quasi sue virtù C. iìL 8. 7*
la qual é in tutti yuosi dissìmile C iii. &. 63.
quasi tutte e tre le nature dell* Anima hanno giurisdizione . . . C ììì. 8. 67.
quivi, avvegnaché ffios' velata ... si dimostra C iit. 8. 78.
Dimostrasi ... fMcui' siccome colore dopo vetro C iiL 8. 96.
vengono , . . siccome quasi in vetro trasparente , . C ììi. 9. 71.
queir acqua t terminata quasi come specchio C isi. 9» 75.
avviene . . . che ... le cose paiono quasi tutte rubiconde . . . . C ili. 9. 135.
disgregate, quasi a guisa che fa la nostra lettera C. iii. 9- 140^
ma fHaJxcom* altro animale , . C iii. 10.33.
la qual discrezione è quasi un domandare licenza C ììi. 10. 81.
fHosi' dal principio della costituzione di Roma Ciìi. il. 03,
nel tempo quasi che Numa . . . viveva uno Filosofo ..... C iii. it. 37.
quindi diccmo noi /i/os quasi amatori, e sofia quasi sapùnea . . . C iii. ti. 49, ja
siccome sono . . . ^jjojn tutti li Religiosi C Ìli. 11. 105.
ha . . . per forma un quasi diWno amore allo intelletto C iii. 1 1. 135.
è in Lui . . . f Man' per eterno matrimonio C iii. la. 104.
per modo minore, fwajn' come druda C. iii. ix io6w
tutti gli altri amori si fanno . . . fMiui' spenti C. Ììi. 14. 67.
' la x-ia de' giusti è quasi luce splendente ...'.. C iii. 15. 191.
r opinione ^Ho»' di tutti n* era falsificata C ìv. x. 51.
quasi nella sua assenza dimorando entrai ......... C. iv. i. 67.
le parole, che sono quasi seme d' operazione C. iv. a. 63.
e s' apprcscnta, quasi come donatore C iv. a. 61.
procedono quasi dal non conoscere I' uso C iv. a. 90.
qui si prende vaiare quasi potenza di natura CI ìv. a. 97.
che questa opinione è quasi Ai tutti C iv. 3. 55.
conciossiacosaché quasi tutti così latrano C iv. 3. 59.
conviene essere uno quasi nocchiere C. iv. 4. 65.
li sette regi . . . che furono quasi bali e tutori C. Iv. 5 91
infinita ftMMi' moltitudine d' oro rifiutare C. iv. 5. 108.
gli appetiti sono quasi tutti . . . diversi . C. ìv. 6. 78.
ciascuno animale . . . quasi da Natura dirizzato C iv. 6. lot.
per r ingegno quasi divino . . . per lo modo Socratico quasi ed C. iv. 6. 133, 136.
puolcsi appellare quasi cattoUca opittiont C Ìv. 6. 149.
questa senza quella è ^Mais debile C ìv. 6. 160.
la spiga della ragione . . . quasi sepolta si perde C* tv. 7. a6.
fMOst come cosa orrìbile, quella percuote C ìv. 7. 45.
Una pianura è . . . con tulli quasi impedimenti C ìv. 7. 59.
* La via de' giusti . . . qttasi luce splendente procede ... * . . . C iv. 7, 99.
Sicché quasi dire si può dello Impcradore C ìv. 9. 100.
leggi . . . che sono quasi sfguUatrici di Nah$m C iv. 9. 156.
dicendo quasi quella nobiltà essere tom éintim, e le drviait quasi
Jiupttt da tuHgi torrente C. iv. IO. XI9, laa.
nulla . . . giustìzia risplcndc, ma tutta iniquità fuon sempre. . . C. ìv. xr. 55.
sta ... per modo 7Ma5i piramidale C ìv. ra. 1711.
che *1 minimo . . . é quasi punta dell' ultimo desiderabile, eh* è
Dio, quasi base di tulli C iv. xa. 174, 175.
eh- t ^Hosi simile alla imperfezione di quello C. iv. 13. 57.
oaàc nolnU é quasi noH vii* » C iv. 16. 76.
545
QUK
quegli, $ÌMg Cana. ix. 84 ; sU. 6a ; 5. f. zxxvii. 40.
quel* àngt KN. 19. 57 ^CanM. \. 38J; C iìi. Cane. ii. 37; Catu. x. 113; xii. 39; xiii. 70;
K N, la. 100 (da//, i. at) ; 16. 31 {Soh, ix, 8) ; S<m. jutviìi. 7 ; xxxvi. 6;
5. P. xxxi la ; L 79 ; ci. a8.
qneUl. sih^. K VV. xa. 97 (fi«//. S. iB).
querelam. Undc queniam auto . Cans. xxi. 33.
questi. C ii. Cafu. i. 33 ; y. N. 7. 39 {Soh. ii. laì ; 39. 69 {Sch, xxU. loj ; Som. il. 4 ;
liv. 7 ; /»./'. 31.
queto. Biasmar per non parer qtuta «1 umile C Hi. Gtn«. ii. 69.
0". quieta
qui (x). Ciii. Cana. ii. 34 ; iv. CttmM. ili. loo; Cam», x.99, 148 ; xi. 64,67 ; xiii. 80 ; xvii.
18, sa ; XX. 33 ; K. TV. la. r iB (A?//, i. 39) ; BalL ix. 1 1 ; K N. aa. 77 (5<m. xìi.
xo); Som. xxvii. 7 ; xxxvìi. 5 ; xlviii. 3 ; xlix. 14 ; S. P. vi. aa ; P. F. 49.
le corporali boutadi, cioè Bellezza, Forteixa e quoti perpetua
Volitudinc C. hr. 19. 44.
commenda 1' uomo, quasi maravigliandosi del C iv. 19. 63.
quelli die hanno . . . tono quaxi come Dei . C ìv. ao. aÓ,
che quam sarebbe un altro Iddio incarnalo : e questo è quoti tutto
rio che . . . dicerc si può C. iv. ai. 97, 98.
nelle biade che . . . hanno quasi uim similitudine CI tv. sa. 38
questo . . . appetito ... nel principio f moji si mostra C. iv. aa. 48.
ma con csao . . . quasi si somiglia ............ C Ev. aa. 45.
t un modo qtMsi d' insctare C tv. aa. tao.
la . . . Beatitudine . . . trovare potemo . . . quoti ftwfitia . . . . C iv. aa. aoj.
siccome uno arco quasi tutte le vile ritiene . . . couveogonc essere
qnnsi uà immagine d* arco assìmiglianti C iv. 93. 37, 60.
dice Luca, che era quasi ora sesta . . . Onda sì può comprendere
per quello quasi, che ......,.,,..,. C, iv. 33. 106, 108.
quella salita e quella scesa è quasi lo tenere C iv. 34. 33.
nella . . . fiMtii'come sicuri, si tennero vólti C. Ìv. 35. 87.
in quanto il suo diritto giudicio e la legge è fMiu* tutt* uno, e quoti
MS» legge alcuna dee C ìv. a6 131 (&ù).
oottvSeusl aprire V uomo quasi com* una rosa . C ìv. 87. 38L
avendo . . . quasi tutto il popolo perduto C iv. 87. 163.
la nsturale morte è quasi porto a noi C iv. 38. 15.
Giovenale . , . quando comincia yM«jf' esclamando C iv. 39. 39,
Dico adunque che tu m' andrai, quasi dica C tv. 30. 31.
qoattordloeaiixxk C L la. 87.
quattordkl C i. t. los, 103 ; ii. 3. 47 ; i5> 143. 146, 150; iv. 30. 7.
quattro. K M 8. 65 ; 13- 7. 5©: »&• 3. 38, 39 ; '9-99; "• <o3i '<H i C: i. 8. 43 ; IL 1.
19; iii. 5-4»; 8. X07; iv. 7,41 ; 9.40; 14.55; «►•95; a3-37i*"J» ««3.
«17. n8, 135; B4. a, 114; »7. M»»55t »88.
quegli. siMg. y. iV. 3. 98, 104 : 4. 15 : »«• 3" ; M. »3 ; «S- 56 j C. i. 3. 4 ; 6. 40 ; «L 5-
•6; it. 7s; iv. 7. 108, 131; »a 38, 39; aa. 35; 34. tao, 133. 133, 163; a8.
68. 75. 78 i «9. «6. «Tt 47i 7<-
qod. aìHg, ■ . > . C iìl ^ 88 : 13. 91.
queUL ung, C. L x& 70 ; 1 1. 35 ; ii. 9. laa ; iv. 7. 87 ; 87. 51, 54.
quesU, siug, y.lf.% 43 ; i*. 46 ; *»• 48 ; «3- «»« ì 33- 4. >3 ; 3*- • ì C- '*• >3- '8 ; iv. 4.
38 ; 6. 69 ; 7. 84 ; 87. 190.
qill(i). ^.^.5.31 : la. 143* 144; aS- M «9- >5-34; a>' >4; 3^ U! 4t. 16; Ctu
140; a. «3. 78: 3- 14.45. 64: 7-86; 8. 130 ; la. 6x, 88 ; U. f. 39; 5.67;
^94: 7. 48; 8. 57; 9'ao. 50; »o. 33, 61 ; ti. 17, 69, ga; la. 43; 13.
76: 16. 39, 50, 7». 75, 103; iii. 5M. 61, 100; 6. 39, 70, 103 I 7-6$: 8.
156 ; 9. 14 : la 38, 40 ; 1 1. I4t >^ ; <»• 14. >9( 44 ì 13- *i> *?f 33i 8a* toi*
N n
QUI ^^^^^^^ 546
qol (9). U iaeruiB eias cor, ftu prsestoUtur . Cmmm. zxi. 8.
quid, et ^id tibi feci . . . t Cmw. xxL s.
quietare. Cbè . . . Non posson quietar^ ma dan più cura . . C iv. Ckms. ui. 5B ; tx. 93.
qninri. Ella si muove quùta\ s) dolendo CmmM, xùì jx
quindi E con Dio Padre siede, e (ftaniti aspetta Tornar P. F. 53.
qjHi {0. I IO ; 14. 8, 38 ; 15. la, 69, 95. 196 ; iv. a. 09, 37, 40, 97, 109* 131 : & S,
9; 9. 161; IO. 99 ; la. IO, III ; 13-59; 16- 5 ^ »&• 3^ J »• 94- 9*f 'SS.
x8o, 195, 199, ao9 ; 86. sa ; 37. 70, loa, i8a ; aa. 13 ; 99l 14 ; 30. 15-
qui fa'^. Etff DcHs . . . qui vcnints dominabitur wtihi t^. ff. a. a^
quia, quia /rtqumUr imptéttus <ro dtincrps K. ^. 3, 37.
quietare, conciossiacosaché P animo umano . . . non sì quieU . . . C tv. 4. 94.
dicendo quelle ... non solamente non fNiir/arr . C. fv. is. 8l
Sicché . . . non quittmno^ ma éénno più cura C iv. xa. 53,
<7. chetare,
quieto, quello decimo cielo dìvinissìmo e quulo C. fi. 4. 95.
quieto ... è lo luogo dì quella somma Deità C ii. 4. «8^
poi sono due cicli . . . mobili, e uno . . . quitto ....... CI ìi. 14. 55.
al ciclo quifto risponde la Scienxa divina . . C ti. 14. 63.
C/. qoeto.
qtdod. acciocché quinci si Icvf ogni vizioso pensiero .... . K JV. 1^ 135.
quinci nacque poi che ciascuno studioso C iii. 11. 44*
qmmci naace che ... si fanno scurì C iìL 14. 65.
qmmà aaccc quella felicità C iii. 15. laB.
Auiorty quinci derivato C ìv. 6. 43.
fwi'nn sono gli uomini molte volte ingannati • « C ir. 9^ Z35.
fMmci' nasce che mai s dottrina non vengono C iv. 15. 130.
qnlndi. ^iWi dicemo noi ^05 quasi amato» CiiL 11.48.
nell' U ^M^'ai rìvolvc . . . quindi si rivolve e toma nell' O. . . C iv. 6. a6, «9.
acciocché r avversario ?*uWi non prenda . . - C iv. &. 91.
e quindi si multiplica nell' anima . . . C iv. ai. 76^,
quindi 6 che chiamali sono Doni di Spirito Santo C. iv. ai. xo8L
qnindJd C ìi. 3. 47 ; iii. & 33.
quinto. K ;V. 15. 67 ; 43. 3X1 37f 4» ; C i. 1 1. 9» ««^ ; »»• 75 ; i». a* 7*> : 4- 5 ; 6. 123 :
14. 159; 15. 43, laS; iii. I. io8; 3. 84; II. 40, 166; iv. a. 84^ 7, 130; 13.
Ili ; 17.44; 36.63,94. >3tì.
Quinzio. Chi dirà dì Quinzio Cincinnato fatto dittatore, e tolto dall*
aratro . . . essere tornato I . . C. iv. 5. 130.
quistionare. ho . . . usato quello . . . quistionatido C t. 13. Ó3.
quistìone. A questa qutstion* sì può . . . rispondere C. ii. 9. 31.
così è soluta la qtàstùmt C ii. 9. 48.
Dove ... far mi conviene una quisttonc C. iv. 7. 55.
qui surge in dubbio una fMÌsAbn# . . C. iv. xa. tia.
A questa quisitone ... è da rispondere C iv. xa. 139.
come nella quisiion* si pone C. iv. la. 1331.
avvegnaché . . . non risponda alla qmstiont mossa C iv. la. 903.
in Capitolo nuovo alla ftfù/i'ow è da rispondere C iv. ta. ao8.
Alla fMisA'on/ rispondendo, dico . . C. ìv. (3, i.
come la quisiion* ponca C iv. 13. 47.
sicché la quistìone è soluta e non ha luogo C iv. 13. 51.
qui surgono due quisHont C ÌV. 99. I4«
E quesu e 1' una quistiont C iv. 39. 35.
Alla prima quiitiont risponde Giovenale C iv. 99. 37.
questo baati . . . alla prima quistionc . . . Alla seconda quistiont si
può rispondere C iv. 99. 84, 86.
I
547 -^^gf^^r RADO
quiatiooe. E r&n fMii/ioH, come un cuor puoie sure Sim. xxx. to.
ciuKi C. Hi. Catu. il 41 ; CaHs. xìU. 38 ; xix. 139 ; Som, xxviì. 13 ; xxjtìi. la.
quotidiana se tu guardi . . . alU qfoiiéiuna iniquiude S. P, cxxix. B.
Cf. cotldiana
raccogliere. E* si tacmgH* [negli miei sospiri Un suono] K N. 34. 33, 40 {Cam*. ìv. 14%
Sento . . . Rmcmgiitr V aer del sezta* sospiro Entro Caiu. xìit. 6.
Se ben avesse ogni bontà mccoìta P, F, ^.
raccomandare. HaeromaMiUmi m. lui come tu dèi . . . . K W. 19. 89 (Cams. i. 70).
mi volgo per vedere s cui Mi fiarmomamA' Caìw. xi. 44.
Perchè nueotmtmiati Vi sian gli detti miei Cana. xiii. 88.
la venuta nostra È \>er raecomatuiart un che Som. xI. 13.
racquistare. Infino al tempo eh' ella si mrtptista Can». xìv. 80.
raddoppiare. Qui si nu/Jopfmi V onta CdffM. X. 99.
radice, ogni virtù principalmente Vìcn da una rwiifi . , . C. iv. CattM. iii. 8a ; 17. 6.
r amorosa fronde Di rv^iVv di bene . . . lira Gtw. x, 135.
Dirada in Le le maligne rwiki .,... Camm. xviii. 31,
Prima i Superbia d' ogni mal nikà . , . \ P. F. 184.
qulsttone. cosi basti alla seconda quistion* esser risposto C iv. 39. laó.
quivi, r. A'. 3. 95 ; 7.49; 8. 43. 44. 73. 74» 75 ; 9.65 6i>) ; 18.9,134,135; 13.62;
J4. 15 ; 15. 47, 65 ; 16. 44» 45 I »9. 97. 98. to«. 109, 1 io. x 16. 134, 130 ; ao.
31,37,41: «1.31,30; «.47^87,109; «3- 79» a 17, aa6, 033; 24.73,74,
77 ; «5 76. 78. 83, 86. 9», 96 ; 27. 33, 34, 43, 44 ; 33. 19 (bit), 04. «5, 31,
36 ; 33. 34 ; 35- 39 '*•'). 35 ; 38- 3> ; 39. 58 <.^**) ; C i. 8, J 14 ; io. 87 ; ti,
8. 53; IO. 99; 11.90; iii. 4. 4»; 5-56; 8. 56,60,64,70» 77, ti4, 133; 9.
78 ; 14. 104 ; iv. 9. ia6, »a8; ir. 105, 108; la. 45 ; 13. «4. 36: 14. 44; «S-
191 ; 19. 33 ; aa. 158, 197. 198 : 33, 148 ; 35. aa
raccendere. Per ... si rannrar lo . . . lagrimare in guisa, che . . . K «V. 40. 98,
raccendblienta. Per questo raufttdimtnto di sospiri si raccese . . . F. A'. 40. 97.
racoogliefe. raccogfitméo le ragioni . . . puotesi vedere C i. 13. 76.
raccomandare. la Itcenxio . . . rwcmmmmtirt ndo lo suo . . . movimvnlo K. iV. la. 130.
tacciò li vecchi Trojani . . . nirro*M«N^<a/J ad Aceste C iv. 06. 95.
eh* era stalo ... e poi s* era nuromanttatù a lui C iv. eó. I14.
radicale. Lo fondamento ns^Ko/r della Imperiale Maestà ... è. . . C iv. 4. t.
la quale per lo rmdktiU amore ... è amabile C iv. aa. 138.
perocché V umido nutUnU è meno e più C. ìv. 93. 69.
radice* 1^ numero del tre è U fatittt del nove K. TV. 30. 99.
la cui fwJur è solamente la . . . Trinitade . . . . K W. 30. 40
secondo la lor rsi^ior eh' era dentro a me . . , , C li. 8. 9.
qucsu t la ratéu* óeìV una delle diversiudi ... C li. 8. 56.
narro la raJicr dell' altra diversità .... C li. 8. 65.
«e non si trovano le tue raJki . . ■ C Iv. 5. 73.
Nascerà verga della rwrfMV di Jcsae, e *1 fiore delta sua raéict
satini C. iv. 5, 43, 44.
che fu contemporaneo alla ntdtf* della progenie C tv. 5. 54.
Lo . . . ramo che dal\a mJut rscionale coosurga C. iv. 8. a,
cioè, che ogni tirtù moraU venga dm urna fmditf Clv.iB.6a
d* InseUrc 1* allrut natura sopra diversa r«^W» C Iv. oa. laj.
se di sua naturale miAior 1' uomo non ha C Ìv. aa. 199.
quelli che dalla buona rs^MV si lasciano disviare C n-. aa. 133.
rmda nnù volte quello continua C i. 3. 31.
Ma ko nuig volte a quella inteniìooe la feci : e . . . radb volte U poel
coU' ordine della Caniunc C li. ta. 1*, 14.
lo crvdot Cantone, che ntiA MfitNMO ... qacUi C ii. 19. 46.
tt Udd nei volte pervengono alU buooi C iv. 1». iflt>
N n 2
RADO ^^^^P 548
radOi aJj, Se adv. Canzone, i' credo che saranno radi Color , , . * C.ÌL Ckmk. i. 59.
Che rado sotto benda Parola oscura g:iungc allo Coma. x. 57.
raffermare. Abbiam . . . Per rafferv^art quel creder roedesmo . . . P. F. T44.
rafireDare. Quale argomento di ragion raffrtna . . . Y Cana. xL a&
Ra^Ttna un poco il disfrenato ardire Cnu. xvii. 53.
raggio, un spirito . . . Che rìen pe* nt^^S^' della vostra stella . . C il. Coifa. i. 13 ; 7. 71.
soverchian . . . Come raggio di sole un fragil viso C iìL dna. ti. 60.
Dove più nobiltà suo raggio trova Catts. ix. 4.
Fcrcmì . . . Come *1 raggio la stella Coms, ìx. i 7.
Perchè nel suo venir lì raggi tuoi . . . Salìron tutti Caiia; ix. aB.
Entrano i raggi dì questi occhi . . . Ne* miei Cans. xiv. 17.
la stella ... ci sta rìmota Per lo raggio lucente Cans, xv, 5.
Che . . . Con lì bei raggi infonde Vita e virtù . Canm. xix. 99.
IJ . . . braccio . . . Sente lo raggio che cade dal volto CaHM. xx. 33.
Che sono a' raggi di cotal eie! giunti Cart^. xx. 68.
poi s' accorse . . . Per lo tuo raggio Stst. ii. 5.
£ da* suoi raggi sopra '1 mio cor piove Tanta paura Som. xxrii. 5.
ragionare. Ma ra,fibHar per isfogar la mente . . . . . . K. A*. 19. 33 Caj««.i.4\
Che facea ragionar di morte altrui S^.N.a^ 149 'X^ns. uu aa\
rada perchè . . . rade volte ... è sollecito C iv. 11. 107.
ra&enare. perocché la . . . natura . . . allo scendere rajfrtna . . . C. tv. ^4. 49.
quante disoneste cupiditati rti^iTHdl C iv. 35. 91.
quanto raffrmart fu quello ... ! C ìv. a6. 64.
raggiante! che diventano si raggianti^ che vincono C iii. 7. 40.
raggiare, tanto . . . che la divina luce . . . raggia in quella . . . . C. iii. a. isOl
che quasi nella mìa mente raggia C. iìi. 4. it.
dove la divina luce più espeditamente raggia C. iii. 7- 98.
Onde nelle Intelligenze raggia la divina luce senza me-zzo . . . C, ni. 14. 35.
raggio, per un poco di splendore ; owcro raggio che passa . . . . C. it. 5. 1*7.
questo spiri/o \*iene per lì raggi dilla stella .... , . . . C. iì. 7, 89,
che lì ra^i di ciascuno cielo sono la vìa C ii. 7. 90.
perocché i raggi non sono altro che un lume C ii. 7. 93.
temerebbe dì venire al raggio del sole C ii. 10. 70.
alla quale non possono terminare i roj^'del sole C. ìi. 14. 74.
che ... li raggi della raponc in essa non si terminano C. ii. 14. 6z.
più va velata de' raggi del sole che C ii. 14. 99.
inviarono me . . . colli raggi della stella loro C. ii. i6t. 8.
r aere dalli raggi meridiani purgato e illustrato C. ii. 16. 47.
per ogni lato mi passava lo raggio toro . C iìi. IO. 3fiw
che, discendendo lo raggio suo quaggiù, riduce C iii. 14. aa.
pinge . . , per modo di diritto raggio C iìi 14. 33,
r usanza ... è ... di chiamare raggio, in quanto esso è . . . . C ìiL 14. 44.
Filosofia, i cui niffi fanno i fiorì rinfronzirc e • . . C iv. z. 96.
questo raggiò divino mai non rìsplende C iv. ao. 73.
raggtiardare. che ragguardando più sottilmente . . . dissero .* . . C. ìv. 6. 117.
ragionamento, ed era dì cotale ragionamettto meco K. ^. 15. 4.
non avendo alcuno ragionatnmto in loro di l'. N. 35. 105.
li morali ragionamenti sogliono dare C i. 8. ^o,
ma^ior . . . che sopra lo ragionamento della C iv. 6. it.
che più utile ragionamento Care non si può . . • C ìv. aflu t^.
ragionante, secondo la . . . sentenza delli savi di lui ragionanti . . C. iv-, 1. a.
ragionare, dalle più persone che di me ragionavano K A'. 5. a6.
di queste parole, eh* io t' bo ragionate « . . K AT, 9. 33.
tanto, che troppa gente ne ragionava oltre allì . . . • « . . K. AT. 10. 7.
549
RAGIONARE
ragionare Chi non la piange, qiuiido ne ra^otta
Udite il ragtomar [eh' è nel mio core] . . .
Amor, che nelU mente mi Htgiona [Della]
. . V. N. 38. 79 \jCaH», iìL 3a).
C ii. Cim9. Lai 7- «o, 15,
C ili. Ctttt*, ii. I ; I. 99 ; a. 15 ; la. io;
K E, ii. 6. 73.
C iv. CsM*. ìli. 135.
Che poasan . . . Cans, ix. 66.
gode D* udire e n^i'oNar dell* altrui prode
SOD combattuti Da tal, eh* Ìo non n^^ioMO .
Se r^gioMa/r V uno e V altro danno Oihs, x. 46.
Come ciascun ragiona CaMM. xìx, 94.
Sicché la scusa . . . Ragioni poi con lei Io mìo Signore * . K A^ la. 83 {Bali. i. 4).
E del tuo servo, dò che vuoi, ragiona K. AT, xa. 1 19 {BaU» L 40)1
ragionare, cominciai con luì a fot^'oManr della salute K. A^. la. 43.
udio da certe persone, di te ragionando . . . K A^ la. 47.
ed io . . . volentieri te ne ngiomrò K. A^. la. 6a.
e ragionando si pibbavano di me . K AT. 14. 53.
per la su ragionata cacone V, S, 14. 96.
perocché sono esse ragionatt di sopra V, N. lò. 40.
le quali andavano ragionando tra toro queste parole K, A^. sa. 49.
di cui ragianaio i nelle precedenti parole V, N. a6. «.
nella quale piangendo ragionmtùàÀ lei K A^. 3a, 7,
nella ut^nda ragiono di lei K A^. 3a. [6.
Poscia . . . n^oiro di lei , , y. Af, 33. 07.
poiché fu meco a ragiomart, mi pregò KM 33. 7.
in lui, cioè nel suo ragioimn . • K, A^ 39. la
dico grntiir in quanto rttgiommva a gcntìt donna K AT. 39. 30.
quello che nel core si ragiomMm K AT. 40. at.
appresso la h Iterale storia m^Vwttfln C. t. 1, 133.
quando scnxa ragionare di sé . . . non si può • C i. a. 91.
quando per ragionar» di sé ... ne segue CI I. a. ioa.
La pnma si può brievemente cosi ragionai C i 4. 17.
queste cause e sue ragioni . . . intendo . . . r^giommr9 . . . . . C ì. 5. 15.
Per che . . . costa . . . non intendo qui w^f l'uni Wt percbè ... ai
vmgiantrà nell* ultimo Trattato C. i. 8, 130, 1
quello che di sopra è ragi^naio Ct9.9.
Della prima si può coni nyaian C L xt. 14.
le ragioni che di sotto il mgtomtaf$mo C i. XI. 35.
proemialmente ragionando • . C ìt. t. l,
lo adunque . . . nfgnmerò prima U iHiérai* scntenxa C li. x. lat.
■pprgnn di quella mgiomnò la «uà alUgoria C ii. x. 103.
•iccom* è ragiommlo per me C ii. x X3.
ricogliendo ciò che ragionato è . . . C it. 4. 43.
coBVenia ragionar» di quelli cieli CU. 7, 4.
nelli tre precedenti capitoU é ragiottato . C. ii. 7. 6.
diccroi parole di lusinghe, cioè nyiawe . . . per C it. 6. 83.
Più . . . che col suo rugionarr della viriti C lU 8. 95.
io intenda più a dire e a ragionart quello C iL 9. X4.
Onde . . . ragionevole fa . . . dire e ragianarr la condizione . . . C ii> 9. 17.
farò una digrcasiunc, mgionantto di quella ; perchè, di aitcthl n^gw-
Mon^. sarà bello . , « • • • * . • Cii. 9.31. 59.
come nel seguente capitolo »Ì rng9om$rà • ..••..... 011.9.137.
quello che ... 1* anima mia r^ionavm ........ . . C iL xo. 5.
che ... di questa donna ragipnando^ diccMc C li. iq. 58.
nfgiomata coni la comparajione de* Cieli alle Sdcnxe C li. 15. 184.
Pier le ragiona/i similitudini si può vedere C U. 16. t.
qiuuidn casa alli suoi drudi ragtona C iL i4w 34.
3«.
RAGIONARE ^^l^^^^^^H 55^
ragionare Voi che sapete ragionar d' «more B»tt. x. i.
Altro foHc ragiona il suo vilore K A. 13. 39 (Som. irf, 4I.
E quei rìman, perchè di voi ragioMa ........ K /V. tS. 31 (Som. Ìx. 6)»
E ragiona d' amor si dolcemente K. AT. 39. 69 {Som. xxn. 3V
Venute sono a ragionar d' amore So», xxx. a.
E quivi rajrrbNar sempre d' amore So<«, xxxiL la.
Poich' io non trovo chi meco ragioni Del ... Son, xlvu i.
io vo* riinuc, E m^iioHar di Dio come crìstiaoo F. F.9.
ragionare. Cosi come nel precedente Trattato si ragionm . . . . C. iii- f . 9.
di queste tre parti per ordine è da ra^tonarv CÌìLs. iir,
questo loco, nel quale dico esso ragi<mart C ììi. a. 17.
Lo loco ocl quale dico esso ragionart sì è la Mmtt C iii. a. 76.
r Anima ... ha tre potenze, cioè vr'tvrr, %*nHra e ragionarw . . . C iii. a. 86.
dico, che Amore mi ragiona della mia Donna C, iiì. ol 15S.
Onde . . . dissi Amorr ragionar* nfUa nttntt C ili. 3. 94.
i mìei pensieri, di costei ragionamio . . . voleano C. iii. 3. los-
Quando ragionati sono le dtu inf/fiibilìfà . . . conviensi procedere a
ragionarw le parole C. iii> 4* X» 3*
ciò che nel pensiero mio se ne ragiona C Ììi. 4. aa.
che, perchè . . , facesse, presuntuoso sarebbe a ragionarti . C. Iiì. 4. xoi.
Quando, ragionando per la prima parte, aperta è C iii. S *•
queste parti, secondo ordine, sono da ragionart C. iii. 5. 17.
poiché le due parti . . . sono . . . ragiomait C iiu 9. 4.
pare essere contr' a quello che qui si ragiona C iii. 9. 14.
altrove mgionttò piii convenevolmente C iiL iCk 4I.
non si ragiona dì quelle per vocabolo distinguente C. iiì. 11. 6$.
Nel primo Capitolo . . . è si . . . ragionata la cagione . . . che non è
più mestiere di fi^ioHar»/ Cili. ia.ap4.
Né più è mestiere di ragionare . . . questo primo verso, che per
proemio fu nella , . . ragionato . . C. ìii. la. 35, 3S.
così ora è da ragionare per Io Sole spirituale C iit. la. 51.
sccondoché ... nel seguente Trattato ... si ragiomtrà . . . . C iii. 13. 37.
nel quale si ragiona questa essere più che C iiì. 14. 107.
mestiere ... lo sentenza secondo la lettera ragionart C. iv. i. 9a.
quella che nella precedente Canzone é ragionata C. iv. 1. 94.
ragio$tair intendo quanto V una e V altra ... è C. iv. 3. 69.
promesso fu di ragionari dell* altezza C iv. 6. a.
ragionato delta lnif>erial*, procedere ... ai conviene C iv. 6. 4.
quel fine, di che al presente si ragiona C iv. 6. 134.
siccome . . . negli uomini . . . ragionare C. iv. 7. 1 15.
E non si parte ... chi non ragiona il fine ... 7 C. iv. 7. 134.
E non si parte . . . chi non ragiona il cammino . . . f C iv. 7. twó,
come ... né contro ... né contro ... si ragiona C iv. 8^ 3a-
pwrocchè dinanzi ali* avversario si ragiona C iv. 8. 89.
quello che . . . nel quarto Capitolo ... è ragionato C ìv. 9. 7.
Queste cose . . . che dell' altre arti sono ragionate C iv. 9. 1491.
verrò a quella parte ragionart della Canzone C ìv. 10. 4.
ni^bnaiu/o fanno lor cammino più brieve C iv. 13. 106.
questi cotali mai per loro . . . ragionano C iv. 15. 144.
brievemente . . . trapasserò di quelle ragionando C. ìv. 17. a&.
si verrebbe . . . per lo frutto della cera ragionanéo C iv. 17. 130.
siccome ... nel settimo Capitolo ... si ragiotm C iv. ao. 34*
per diversi Filosofi ... fu diversamente ragionato C iv. ai. 14.
occorre a me di potere alquanto ragionare della ... C tv. aa, xu
55»
RAGIONE
ragione. Color che tua ragion* ùitendan bene ........ C ìi. Con», i. 54.
Onde la lor ragion par che s* oflenda C tv. Cans* iìi. 6$.
Dico che Nobillate in saa ragioru [Importa] C iv. Cohm. iit. 89 ; 18. 7.
bel disdegno Sarebbe in donna di mgiom lodato CamM. x. ao.
Colpa è della ragion^ che noi castiga Cams. z. 95.
ragiODOTB. per altro Capitolo le altre coae sono da rggiotinrt . . . C. iv. 04.. ]86.
con r altre cose che ragionalt sono C iv. aj. 143.
Poiché sopra la prima particola ... è rmgùmaio . C. iv, 96. 4.
quello clic di sopra ...» rt^ioita dello Appetito C iv. a6, 34.
il testo, che ■! presente i ragionato C iv. a6. 145.
ragionato è assai sufficieoteracnle sopra C. iv. 97. 1.
Conviensi . . . ragionari lo bene . . . imperocché allora è buono
rmgio$iarr lo bene, quando C tv. 97. 143, 145.
Appraeo della ragionata particola C tv. afl. 1.
dò che delli segni della Nobiltà ragionare si conve^a C. iv. 96. i6t.
colui che Hclli suoi antichi ragiona C iv, 39. 43.
Per che, mgionatf \c due . . . della tena parte ... * da ragipnarv . C. iv. 30. 4, 13.
ragionativo, ta ragionatipa potenia senxa la «enaitiva non si trova . C. iit a. 106.
e iinn che si chiama rmgionalixm C. ìli. s. ia7.
ragionatore, è da vedere chi è questo ragionatori ..... . C. iii. 9. 16.
Questo amore ... è quello ragtonatort del quale C, iii. a. 73.
ragione, senza il fedele consiglio della ragione V, N, 9. 58.
secondo il consiglio della ragioni .... K A^. 4. 14.
nella trron^ . . . dico la ragion* perch* io K. A^. 8. 68.
Amone, consigliato dalla ra^'oftf K A^. 15. Si-
dico la r^ion* per che dico a loro K. M 19. 107.
come se avessero senso e ragion* . « » K A^. 95, 63.
lare ... ma non senza ragione alcunai ma con ragion* ..... K A^. 95. 70 <^).
che né lì poeti parlavano cosi senza ragtont K. A^. 95. 103.
non è mio intendimento . . . per Ire ragioni K A^. 99. 15.
onde pare che sia non sema ragion* V, N. 99. 32.
poi ne assegnerò alcuna ragiott* K A^. 99. 37.
Perchè . . . fosse . . . quesu potrebb* eaere une r^gionr . . . . K ^. 30. 1 5.
Questa t una ragion* dì ciò K AT. 30. 94,
Forse ... al vedrete in dò pìU sottìl ragion* K A'. 30. 43.
tutto ciò che narrato & in questa ragione . K A^. 36. «6.
però che questa n^ion* e assai ntanifìesU , y, N, ■^ 97.
cb* è piaao . . • p«r la sua precedente ragion* K A^. 37. 15.
perchè è OMUilfetto per la preccdenic ntgiom K A. 38. 34,
io mi ripensava siccome dalla ragióne in o—o ... . K W. 39. la.
r altra chiamo anima, cioè la ragion* . K AT. 39^ 37.
che degno sia chiamare ... la ragion* anima KA^39.39i.
dico come 1* anima, cioè la ragione, dice al core . K A. 39. 55.
Contri questo avversario della ntgio$te si levò . . .... K A^. 40. I.
contro alla costanza delta ragion* . . . K. A*. 4OW 14*
nel quale io comprendessi La sentenia di questa ragiona . . . • K A^. 40. 45.
però che è assai msntfcsia la saa mgion* K iV. 40. 30.
però eh* ausi il manifesta ta sua r^gtone K A^. 4t. 54.
La ragione di che poote c»erc C. t >. 4*
ifecome di sotto . . . sarà per propria ragione noslrsto C i. 1. lac.
Sfecbè r una fogiom e 1* alirs darà sapore C L 1. t$^
Le quali due ragitmi naticsBiente stanno a fsre di sé . . C. L a. ao.
La ragion* si éf che . C Ì. Bk a^
« da fuggire per una nyiow . . . C i. & 9A.
RAGIONE 553
ragione, donna . . . Che . . . crede Amor foor d* orto dì ngiont . . Gnu. x. 147.
Quftle argomento dì ragion raiTrcna ...T Co»*, xi. 96.
Aspetto tempo che piCi ragion prenda , . Cohm, xir. 47.
Però con tua ragion, piana ed umile Muovi CdPta. xviu 64.
Che le saprà contar mia ragion buona V. fi. 19. 116 (^BaU. \. 37).
Com' alma razionai senza ragione , , , , V, N. ao. 16 ^ScHt. x. 4).
ragione, si concede per la ragion*^ che Cì. a. 93.
questa ragione mo&se Agostino Cua. 104-
r una e 1' altra di queste ragioni ., ..Ci-a. zi&
La rmgiimt per che ciò incontra . . . piace toccare ...... C i. 3. 43.
si può vedere la ragiont dell* infamia •C.L3. 73.
Mostrata la ragiont innanzi CÙ4.t.
resta ... a mostrare quelle ragioni C.L4.4.
secondo senso e non secondo ragione CL4.19.
hanno chiusi gli occhi della ragione . . C. L 4. 34.
noD secondo ragione ma secondo senso ,..CL4. 30.
senza uso di ragione Ci.4. 41.
la seconda sì vede per queste ragiom Ci. 4. 4a.
non lascia la ragione argomentare •• .•.C.t.4. 4^
le cose della sua ragione ..•• CL4. 88,
e sue ragiom .... per la notata ragione, intendo . . . ragionare . . C i. 5. 13* >4*
non sarebbe stato servo conoscente . . . per cotale ragione . . . . C ì. 6. io.
alli quali la ragion* fa poco prode C. L 6. 95.
perchè non £ ragione che CÌ.6.4^
si manifesta per cotal ragione C ì. 7. 14.
di sopra per più ragiom è mostrato Ci.7. flB.
impossìbile è sua ragione essere dolce CL7. 3i>
questa t la ragione per che ..OC 7. 95i 9^
mostrato per le sufficienti ra^'om'. ...Ci. 8.a.
intendo mostrare quattro ragioni .> CL8. 43,
vuole essere evidente ragione che CLlo^fib
vuole essere manifesta la ragione .CL xo. io.
Però si mosse la Ragione a comandare . C ì. ta 14.
evidente ragione dee essere quella C ì. 10. 17.
che è . . . r ultima ragione che a ciò mi mosse C i. to. 31.
per questa ragione vedere si può C ì. io. 43.
Questa grida è stata . . . per le ragionile C ì. 11. 34.
appresso le su proposte n^'oHi* • . C L la. 11.
raccc^liendo le ragioni prenotate C ì. 13. 76^
dirizzato V artimone della ragione • . . .. . . CiLt. 6c
per queste ragioni . . . ragionerò prima C iì. x. tao,
quello cotanto che 1* umana ro^'oH/ ne vede Cìi.3.tl.
per ragione umana queste opinioni . . . Tossono fomite . , • . C ìi. 5. 59.
per difetto di ragióne CÌLSSS*
che pur per ragiotu veder si può C ii 5. 57.
r una ragione t questa C ÌL 5. 60^
L' altra ragione si è, che C ii. 5. 9S.
per la n^^K< di sopra e per molt* altre C ìL 5. 106.
Altre niifiOMt' sì pKssono vedere assai Cii.5.xiQb
se . . . altre ragiotu . . . non sono del tutto dimostrate . . . . « CiLs. 113.
io quanto vedcroo le sopraddette ragioni e molte altre C iì. 5. 124,
ft potissima ragione della loro speculazione, e il numero ... e . . C iì. 6, 56.
assegno due ragioni CÌL7» 04.
questa ragione tocco quando dico C ii. 7. 31, 40.
553 ^^^^V RAGIONE
ragiODe. Che da nugiom e da virtù diviso Seguo Son. xxxv, 7,
Cbi ragioni o virtù centra gli spreme Son. xxxvi. 5.
raciODe. L* altra rttgioiu è • . • C. if. 7. 33.
dopo queste n^oNj' assegnate, prego •..•..••.. C. ÌL 7. 51.
denominate . . . siccome 1* uomo dalla. mgiOMt , C ii. 8. 19.
ai dee intende re, 1' uomo usare la ngùuu C. li. 8. aa.
chi dalla ni,$ioN# sì parie C ii. 6. 34.
il pensiero 4 proprio atto della ngùmé C ìì- 8. 09.
prima . . . poi dell' altro, per questa mgiotu C. ii. 9. 9.
dovrebbe quello salvare, per la rmgtotu, che ■ C. li. 9. 99.
qualunque altri vivono secondo alcuna ragiont C. ii. 9. 73.
quella parte, cioè la rugion*, eh* è sua perfezione maggiore . . . C ii. 9. 90.
che ne fa certi sopra tutte oltre mgiomi C ii. 9. laa.
per mgùmt lo vedemo con ombra d' oscurìtii C it. 9. ia8.
Ptrmmt . , . che dubitare ti fim'ano nella tua n^^wntf . , . . . . C ìi. la. 55.
la mgione per che ciò sia ... è da vedere C. IL 14. 6$.
li rsggi della mgiotu , . . non si terminano C ii. 14. 81.
lo qual corpo mobile ha in sé ragwmt di continuiti, e questa ha in
wé tugioHt di numero infinito C. iù 14. 135, 136.
che conviene però aver ragioni di fine C. ii. 14. a la-
cco fì^fioM' dimostrative riprovarono C ii. 15. 56.
questa non pare avere rngiont vera ,....,...,• C. ii. 15. 68.
a questo deliberamento tn ragioni m* informaro ...... C iii. 1. 33.
di questa ragion* due grandi ammacatramenli. C iii. l. 44.
se ben si mira la predetta ragiom, •••« C iii. l. 53.
La j»ond<i n^fiìmr fu lo desiderio , *...•....•# C iiì. l. 54*
La i*rm rmgiont fu un argomento di provvidema . • • . . . C iii. 1. 77.
la nfgioMt di questa naturalità può essere questa. ...... C iii. >• 03-
nclle boutadi della ... la eugion* sì mostra Uìvtna C iii. a. 60.
fondamento della intttUttwa, cioè della ragtont C. iii. a. 107.
colla nobUtJi della poicnxa ultima, cioè mgionr . . . . • • • C ìiL a. 116.
per la ragion* di sopra moatrata C. iii. 3. 7.
le sue ragion* . . . non t mia intcnxionc qui itarrarc C. iii. 5. 59.
perocché egli solo in sé ha rmgiom •>•• C iii. 7. 104*
perocché non hanno ragion* •••••■••••.*• C ili. 7. HI.
cosi la immagine della ragion* , , . ooa è vera . C. iii. 7. isa.
il Quale creo la nostra ragion*, C iii. 7. 165.
dico che poco ne dico per due ragiom ......••••C. Iii. 8. 135.
cosi appaiono molte cagioni per le ragiom notate •*..«. C iti. 9. xs8.
e r anima più passionata . . , più abbandona la ragion» . . • • C. ili. i& aa.
qui si potrcbbono ragiom naturali e . . . aségnarv C. iìL to. 89*
come per le n^gsimi aasegnatc sé iscusi C ìiL 10. 44.
miri in questa r^fiìDMf che detta é ...,....*.. C. iii. iol 49.
che la definizione é quella ragion* che *1 nome significa . » « • C iii. It. 13.
eh' è per diritto appetito e per diritta ragion* C 111, ti. 119^
secondo V umanità . . . cioè secondo ragiot** C iii. li. 14A.
per tutte le sue cagioni e per la sua m^fiOMr C liL II. ijt.
per la prima sua ra^on* ... si può volgere ...,..*. Ci Ut. la. 39.
vivono più secondo aenao, che secondo ragion* C Ui. 13 40.
della quale a' appaga r intelletto e la n^gMiw C lU. 13. 31.
Delia sua propria potestà, che è la ragion* C ili* 14. 94.
molto di quello d vede per ragton* C iti. 14. 1S9.
ogni miracolo in piti sito inleUetlo puote avere ragion* . . , • C iii. 14. 13».
F. la fogiom t qucata, che C iii. 15* BS.
WK^^^^^^^^m 554
ragione. Io son ben certo, che mghm ti tira S, P,ri. 4.
Kd 6 rmgtoH, che tu le abbi pietade S.P.à. 5».
natone, cioè U perfezione della ragtonr C tiì. 15. 36.
questa è la rapane per che li Santi non hanno C. iii. 15. sol.
perocché in lei è tutta ragK>$u C iv. i. 34.
il Mscstro della umana ragiont C tv. a, i^S,
eh' è d^ ogni ro^'onr ignuda C iv. 3. 34.
due gravissime ragioni pare che abbiano in aiuto ...... C iv. 3. 6>a.
quanto V una e l' «Itra dì queste ragioni è C tv. 3. 70.
a queste marnai possono riducere le parole • C. ìv. 4. 45,
la Romana potenza non per ragioni ... fu acquistata C iv. 4. S8.
forza, che alla ragiont pare essere contraria C. iv. 4. 90.
divina Prowidenxa eh' è sopra ogni ragione C iv. 4. 114.
cosi . . . ragionff e ancora divina, è stata principio C ir. 4. la^
per due apertissime ra^om veder si può C ir. 4. 137.
per le toccate ragioni moslTarc C iv. 4. 13GL.
tanto manifesto . . . che la nostra reggiane lo discerne C iv. 5. io,
Maestro e Duca della ragiona umana C iv. 6. 74.
qutt/o che . . , per si di ragione è da /andare ..Civ. 6. 93.
senza inquisizione d* alcuna ragione C. iv. 7. S.
sicché la spiga della ragione ... si nasconde C iv. 7. 15.
dove le spighe della ngione non sono . . . sorprese C iv. 7. 34.
coloro . . . ne' quali alcuno lumetto di ragione . . . vive . . C Ìv, 7. 361
reducere a ragione del tutto spenta , C iv. 7. 40.
vwerw Ti^* MovciO è ragione usare C ìv. 7. I3&
non si parte dall' uso della ragione chi ... ? C iv. 7. 133. ra^.
r ultima potenza dell' anima, cioè la ragione C. ìv. 7. 149.
Che . . . conoscere Y ordine d* una cosa ad altra è proprio atto di
ragiont C iv. 8. 6.
che ha fatto la umana ragion* C iv. 8. 55.
la ragione mostrare Intendo C. iv. 8. 83.
perchè lunga conWene essere la ragione C. ìv. 8. 153.
quelle ... che soggiacciono alla n^'onr C. iv. 9. 37.
la nostra ragione ... è ordinata C. iv. 9. 40.
operazioni che la nostra ragione mnsidem . C iv. 9. 66.
trovata fu la /Cagione scritta C iv. 9. 81.
'... la /?<i^aM^ scritta non sarebbe mestieri * C iv. 9. 65.
* La Fagiotte scrìtta è arte di bene e d' equità *....... C iv. 9. 87.
Per questa ragion* . . . gU artefici e li discenti sono C. ìv. 9. 94.
secondamente sì dimostra ragione pcrch' è C iv. io. 33,
essa paia avere ragione di principio C iv. io. ^
e per la ra^cn^ prenarrata C. iv. xo, iix.
per questo saranno le ragion» . . . provate C iv. x 1. 8.
da fortuna eh* è da ragione aiutata ... o ... da fortuna «iatatrìce
di ragione C iv. st, 63.65.
che altro intende di medicare 1' una e 1* altra Ragion* . . . f . . . C. Ìv. 19. ioa
assai lo manifesta 1* una e V altra Ragion* C. iv. 12. 103.
che per questa ni^orw sia imperfetta C iv. la. 117.
la scienza essere perfetta ragione dì certe cose . . . . . . . C iv. la. ia8.
se sia per ragione per che io dico C iv. la. 133.
e la ragion* è questa C iv. xa. 137.
quest* è la ragione per che . . C iv. xx 178.
avvegnaché questa ragion* . . . non risponda C. iv. lau aoOb
Puossi vedere . . . per due ragioni C iv, 13. 93.
555 '^^^^^^^ HAGUNARE
tmglODe. Per rendere mj^'oH dellor Ulento . . S.P. ci. tit.
Fiicc ■ ragione ed a virtù soverchio P. F. ao\.
ragna. Amor, che sue r^^/ Ritira al del CaMA. xv. 33.
rapinare. Che da sera e da mane Hai mgwimto . . . Ciò .... Cmma, a. 63.
ragione, di lungi daltm diritta torre delU rtigiotu C iv. 13. 160.
91 riprova ciò per una ragione di costoro ... ; poi . . . questa loro
m^n'oiM anche si distrugge . . , . . . . C. ìv. 14. 9. 11.
è impossibile . . . per questa loro rmgiomé clte detta è C. iv. 14. «9,
sicché buona ragione essere non può C iv. 14. 56.
quello che la Cavola copre disfA tutte le sue n^'oHi C iv. (4, 151.
è manifesto la ragione . . . essere falsa ed erronea C iv. 14. i^a.
acciocché di loro false ragioni nulla ruggine rimanga C iv. 15. 5.
che . . . non si può trovare per quella mgtome ........ C iv. 15. 31.
che in tulle le loro ragioni irascorrooo . . . C. iv. 15. 153,
tìccom' è scrìtto in Ragione, e per regala di Ragione si tiene . . C. iv. 19. 34 {bis).
rende incontanente ragione^ dicendo C. ìv. ao. 94.
quando dice : CJu saio iddio mtt anima la dona ; ragion* é del
suscettivo . C iv. 90. 48.
chi ben riguarda la precedente ragion» C iv. aa. 90.
che neUa nostra ragione parla C. Ìv. »•. 177.
muvemì questa, ragione^ che C Ìv, 93. 95.
lasciando . . . per U ragione che si discerné ........ C iv. 93. 133.
Per che la Ragione \'uole C iv. 04. 19.
tornando alla ragione propria, dico C. iv. 04. 96.
E la ragione che ctò mi dà, si t che .... . . . . C. Iv. 34. 09.
quello che la wagume per %é può vedere ...... . . . C. Iv. 04, 101.
colui, cui la Ragwne commette il suo governo C iv. «4. 179,
sono necesaarie . . . per questa ragione C iv. 95. 39.
questo Appetito conviene essere cavalcalo dalla Ragion* . . . . C iv. 36. 43.
questo Appetito alla Ragione ubbidire conviene ....... C iv. 96. 49,
malnati I . . . che furate ed occupale 1' altrui eagtoni ..... C iv. 97. 190.
se arricchiscono . . . per qual ragione esser voglia . . ■ . . C. Iv. 37. 139.
' due ragioni mi muovono a dire questo ...'... . . . C. iv. afi. 14B.
Per queste due ragioni si muove la nobile Anima C iv. 98. 153.
ragionevole. Onde ... è degno e ragiomevote, che K /V. 95. 36.
parlare . . . troppo a fondo, pare non reigionavoU • C i. 9. la.
coloro che non hanno vita ragiaetev^ C ii. 1. 33.
Per che ragioeuvote è credere C ii. 6l 103.
Onde . . . rmgionevoU fu prima dire e ragionare C ii. 9. 17.
mgimnwh e onesto è , . . odiare, e procurare C tv. 1. 07,
è coM vmgyoHtvoU^ perocdiè C iv. 13. isa
che . . . ragionevote t queste . . . rìduccre C iv. 18. 44.
altri costumi e altri portamenti sono mgicetfwoti C. iv. 94. 87.
l1.Uw8¥Oliin litf vcifgendo siccome ragionevolmente quella fiervlda
. . . c-asere conviene C. L I. itd.
r uno ragionevolmente ne sarebbe stato servilo C i. 9. 13.
sensibilmente e r^gvoMn-o/mm/V è veduto C i>. 3. 53.
eugioemfoimtemit , . . il detto movimento significo C ii. 15. 33
ma ragiùtàevolimtmie ciò si dice C iil. 3. 3.
Onde ragionepoimenie si può credere C. iti. &. 94.
come ragionevolmente ... si dee atteiidere C Iv. 9. 44.
ooo Ca dò V Autorità . . . r^ioimvoitmmle aomrea C, tv. 4. 85.
quello . . . più ragionevoimttUe al dee dire principio C i«. i8l 4&.
la noatra . . . natura ragionevolmente procedo . . . C iv. «4. 84,
RAGUNARE
ragunarc Come con dismisura ai ntguna Cam*, x. 85
rallumare. E tutti quei . . . Rallumi^ e sciolga per sua cortesia . . P. F. 339. ■
rammentare, qual volta mi ramtnenta La dolce mano e .... • BaiL ìii. io ^. B
ramo. Ed ogni ramo verde a noi s' asconde Cwu. xv. 4 ìm*-
rancura. Mi fa lasciare la fiera tvncura Som. zsruTiHHr ià.V
rapace. &e la ... Fa più per te, o M star lupa rapac* ...... CmA aTJii. B ^
rappresentare, quando puoi, a le: ti tupprtsenta C. iu. Gnu. U-^
Cb' b1 mio parere ella non rapprtstnia Quella ....... Soft. li. 7.
rassembrare. onde si mova Ch* io vi russtmbn si figura nuova K iV. 14. 8x {Stm. 1^' . ,«v.3
rassicurare. Perchè lo spirto non st rassicura .....<.. C«na. xi. tm i^ àoJ
rassomegliure. AI nemico di Dio Io rassonu^io P. F. 189. .^ J|
rassomigliare. Tu nusomij.'/i alla voce ben lui K. A^. sa. 91 (Som. ai .ac n
ratto, t come quello eh' è seguace Ratto a signore • • Con», x. 6j^^^^ 6^
però ... fu* io Così rat/o In trarre a me • Som. xxii. .^A^ 11
razionale. Com' alma riu)'o»id/ senza ragione y. N. ao^ 16 iSom^ ^wtmi^m. i
J
rallegrare. Dico . . . che però si ralUgrera ogni rege C. iv. 16. > ^ "^4
ramo. Lo più bello ramo ... è la discrezione C. ir. &. 1. — s iM
Uiiu de' piìi belli . . . frutti di questo ramo C. iv. 8. 8. w^^ 8.^
lo pie dell' albero, che tutti gli altri raiMi comprende C iv. lA. 4^. ~A 4^
nelle quali siccome in diversi rami' frutti6ca C iv. 19. <^ .^a 51,
siccome un pomo ... si spicca dal suo ramo . C ìv. aflL j^ ^JK 19.
rampollo, che '1 primo e nobile rampollo ... si è C iv. ai. lk — :. ir9»
dalla divina bontà . . . nasce un rampolfo C iv. aa. ^^ a. j^
rapina, siccome . . . rapina, incanno e loro simili C i. xa. 8^»^^ B% ■
o se esso è dalla rapina del Primo Mobile C vL 6. 14^^. m imI
iididto dico, quando . . . per rapina . C iv. it. * . *, y|fl
rapire, io pensando ... me n' andava quasi rapilo Cii.&. 48^ -^^4& fl
malnati I . . . che rapite atli meno possenti C ir. 3^7. — X lal
rapparire. sure celato tanto che rapparv4 dall' altra C iù 3. *- -^^- 6f. ^
rappresentare, quello, che veggiono e odono, si rapprtstniano , . C. iij. 7. 1 ^ u^
sicromc la immagine delle corpora ... si rapprtstnta C. iti, 7. t ^c ttù, ì
la immagine . . . che 1' anima bruta rapprtsén/a C. ili. 7. l^ f^ I
lo spirito . . . subitamenic senza tempo la rapprtstnta C ìiL 9. ^K s^. I
che . . . alli ... le celate ricchezze ... sì rapprtstniano . . . . C iv. IL 7^ I
io . . . rapprtsiHto lì mici maggiori C tv. 09. ^ m I
rarità. la quale non è altro che rarità del suo corpo ...... C ii. 14. ;^ fl
secondo la spessezza e rarità delli vapori ......... C. ìi. X4. ~ j6^ H
rassicurare. Sicché ... ra5sicMran</i3rH/ le salutai K. A^. 18 ^1^ ^È
rattamente, tanto più rattamttitr si muove Cìi.4.
rattezza, questo cerchio ha più railtMsa nel muovere • C il. 4.
ratto. ' Vedesti 1* uomo ratto a rispondere t . . .' ....... C iv. >$ jj-
ratmamento. che ciò sin uno rauHanifHto dì vapori ...... C. li. 15 6$.
quanto lo nuovo ranHamtMÌo d* avere . . C iv. l^ — Q^
Lo quale rautiamento nuovi desideri discopre C iv. t^B* 9A
Tannare, quando di quelle hanno mwHaf^ C.tv. 1»— 9t.
alla cupidità che, raunando ricchezze, cresce . C, ir. f^K* toa
ratinatore. rendere il raunatorg pieno d* ogni appagsmcnlo . , . Qrt. l^a- Jt
ravviare, colui che . . . disviato si ravvia C iii. &• ^H i
razionale, la parte rasionaie ha suo occhio .........Ci. li- '& J
la quale è solamente nella parte ra^iottaU C i. tS> T}- 1
angelica, cioè rasiortale , Cm.%- ^ I
che sono proprie dell* anima raaionalt C ììl 7- 97- I
reggimenti e atti che si dicono niaioHa/i C liì. 7' '^<^ fl
Lo . . . ramo che dalla radice maioHaU consurga . , . C.'n.B.^ B
557 RECENTE
re. Lo /?/, che mcrta i suoi servi ... Mi fa lasciare Som. xxxvti. i.
Però che il n dei spiriti celesti Ha esaudito S. /*. vi. 40.
E tutti i rt ti magnificheranno , , . 5. /*. ci. 63.
Dove . . . Saranno insieme con II rt pietosi S. /*. ci. 86.
Preghiamti, re di gloria e sigTior nostro * P, F, 329.
reftme. Ita n' * — Nel nam* ove gli anf;clì hanno pace . ,V.N. 3». 56 (Cbm#. iii. i6\
recare. Quando il pensiero ... Mi rtca quella che . . . . V,N. 39. 85 (Oraa. iii. 45 ■,
Uno spirto dal rìet, che nca Tede C iti. Cmtu. ìi. 42.
Che le vi nroi Amor com* a suo loco C. iii. Gnu. ìì. 58.
Doglia mi nrm nello core ardire Can». x. I ; K £, il a. 94.
Ch* altrettanto di doglia Mi twa la pietà Cams. xiii. 3.
onors . . . Non recando a' tuoi ben chi non n' è degno Can*. xviii. 43.
se non rwAi conforto Da lei , , . Bali. v. 13.
E rrcolo a servir nuovo piacere . . • K A^ 9. 55 (Som. v, i»).
Che nessun la si può mare a mente K JV. 97. 35 {^Son, avi. 13)*
Che nM» innanzi a me li suoi desiri F. N. ^q. ^o {Som. mxìL ti),
ra^anale. dire ... di quello di dentro, cioè ram'omaU C iv. 8. 46.
s* clli giudicassono coli' Apparenza ntBiona/t ........C.iv. 8. Bo.
operazioni ... le quali si chiamano ragionali C. iv. 9. 48,
dice animato^ non dicendo ramonaU C iv. 10. 40.
ogni animale ... si nesionaU come bruto, si . . . ama . . . . . C ìv, aa. 49.
quello che spetta «Ila parte nuicma/r C iv, sa. 96.
nullo dubita che V appetito ramonaU non aia pili nobile . . . . C. iv. 99. 100.
Germoglia adunque . . . per la RamoHmU . C iv. a3t 24.
non puote ... la rnsùmai parte dìscerncre . • • C. iv. 34. 18.
re. da parte del Santo Re celestiale ...,,.,.,,.. C iì. 6. 05.
Numi Pompilio secondo rt de' Romani C iii. il. a6.
chi figliuolo di rr fu C. iii. I4. 79.
t) quale .„. li rr tenga contenti . . . C iv 4. 38.
r albergo, dove il celestiale Re entrare dovea C. iv. 5. 34.
li sette regi . . . Romolo ... e li nr Tarquinii C iv. 5. 91.
* Guai a le, terra, lo cui r« è fanciullo . . .' . . . « . . . . . C iv. 6. 175.
* Beata la terra lo cui rt è nobile . . .* . C iv. 6. 178 ; t6. 50.
Chi non ha ancora il buon Rt di Castella . . . t C tv. 11. 135.
Mo cui rvè perfetto . . .'. C tv. 16. 51,
'Guai a tCf terra, lo cui rt è pargolo' C Iv. 16. 55.
■e lo rv comanda una via . . . che sarebbe disubbidire lo nr . . . C iv. 34. 136, 138.
come Cefalo d' Alene venne a Caco rv C iv. 07. 159.
dice di Eaco pt, che questi fu padre . . « C. iv. 97. 190.
C/pege.
reale. Platone ... la noi* dignità mise a non calere . . . . . . C iH. 14. 77.
pdcfaè dalla wtaU tutoria fu emancipata C. iv. 5. 98.
Alenandro, per li suui rtt^t beneAcii C iv. f 1. 104.
realmente; vengono dmtro air occhio . . . non nmlettmtt C Ili, 9. 70.
recare, /fn-ommi' la vìvU di questa donna in si K A^. 39. 1.
che ne rtcm lì destri d* Amore dinanzi K. A^. 39. oa
là oade multe volle rteatto la palma ....••...•.('. iV, 41. 46.
per che ci rwtò vita . C. ti, 6. 16.
dico che Amore le rrnt queste roac quivi C iik, A. 113,
vedcmo . . . che . . . retano quelle a loro similitudine C iii. 14. 1^
non voglio n^^rv innanzi alcuna tesrtìraoniana . • . . . . . C iv, il. 88.
in loco di saiiarocnto e di . . . npraMo sete ... € in loco di bealanim,
iwaao nuovo termine C iv. lai 47. 49>
cW la lesm/r terre ... ritenea C. iv. 15. 79.
RECITARE
558
reda. Quando le tue rrd* VoUer che ^^^^B^ - - ^^^'*^ xrfia. 17.
redenzìaae. £ fa sì larga la neUnaioru S. P. rtxix ao.
redire. Tutta dipinta dì vergogna riedt Soh, xlxv, 14.
refirigerio. Lo core in me non trova rtfrigtrio S. P. xxxiòi. 34.
r^gerc. Da questo terzo rttta È leggiadria C«n«. xix. va.
A quella guisa donna retta face BaQ. x. 19.
che . . . stando rtggt tra Saturno e Marte Son, xzTìii. 3,
reggimento, antica possession d' avere. Con rtggimenti belli . . . C iv. Cbmjl ai. 14.
recitare, diede quasi rtcitanJo le parole del buono Omero .... K A'. 35. 91.
siccome pare Tullio redtarr nel primo tit C ir. 6. 109»
reda. ' chi non è rtda della bontà ... * T. hr. ti. 94.
redire, chi va verao la casa di santo Jacopo, o rùoEr K. JV. 41. 41.
che fine della cìrculazione è ndire a uno . . . punto C. il. 15. III.
reduccrc. K. ridurre,
redundare. la quale . . . passava e rrtiundava la mia capacìtade . , K AT. 1 r. aA.
refrigerare, della cui acqua si rt/rigtra la . . . sete C. ì. t. 6&
refrigerio, in loco . . . rt/rìgnìo, dinno e recano sete C ir. la. 47.
rege. 1' accendimento . . . significa morte di rtgi • CI ìì. T4. 17X
se consìderìaxDO li «ette rr^' C. iv. 5. 89.
dico a voi, Carlo e Federigo rtgi C. iv. 6. 1&3
' Lo rtgr si letificherà in Dio . . .* C iv. 16, i.
ciascuno vero rege dee . . amare la Verità C iv. t6. 6. '
Dico . . . che però sì rallegrerà ogni rtgt C tv. 16, la,
però gli antichi regi . . . faceano magnifici lavori C ir. aj. 55.
domandaton delle condizioni onorevoli dello rege • C iv. 35. 60k,
quando Adrasto rrge degli Argivi vide C iv. 35. 60.
d' Argia e di Dei file, figlie d* Adrasto rr^ C iv. a^. 81.
quando Polinice fu domandato da Adrasto rv^r C iv. 25, 110.
quando dice che Enea rege . . . s' accinse e prese C iv. a6h. ila.
siccome nel terzo libro delli R^'é scritto C. iv. 07. 63.
C/.re.
r^gente. una . . . conviene essere rcgolantCf ov\-ero reggente . . . C iv. 4. 49.
reggere, che nulla volta sofferse che Amore mi reggesse senza . . , V. N. ». 57.
nel mezzo . . . per la retta linea, sedea V. N. $,6,
colei, che in mezzo era stata nella linea retta K. A^. 5. 17.
quella che viene per retta linea C ìi. 10. 35.
riceve la forma nella pupilla per retta Unea C ìì. io. 44.
come chi guarda col viso per una retta linea C. iii. 3. 109.
é più laudabile 1* uomo, che . . . regge sé C iiL 8. 184.
è più laudabile un mal cavallo reggere C iti. ft. t6&.
conviene essere . . . tutte 1* altre rette e ... da quella C iv. 4. 49
Coogìungasi ... a bene e perfettamente reggere. Oh miseri, che
al presente rtggrt* : e oh misertssimi, che retti siete l. . C. hr. & r68, 169* 170^
reggimento, lo quale era . . . sotto il suo reggimeiifo . . . . . . K A^. f 1. 34.
che reggimenti , . . sogliono essere chiamati C. iìt. 7. 99.
che solamente 1' Uomo ... ha reggimenti e atti che C tii. 7. loi;
che alcuna bestia fa atti, ovvero reggimenti C. iii. 7. to8»
non è vero . . . che abbiano reggimenti C. iii. 7* '*■•
quello . . . che fanno li suoi reggimenti C iii. 7' >3>*
colui che ... si sostiene in buono reggimento C Ìli. 6. 187.
tiene questa gente oggi Ìl reggimento del mondo C. iv. 6. 14A.
nulla . . . autorità si congiugne colli vostri rtggimenti C iv. 6. 171.
\*oi che le verghe de' reggimenti d' Italia prese avete C iv. 6. l8l.
nella prima parte deifo Reggimeìtto de* J^rinapi C. iv. 34. gflL
559 ^^^^ RELIGIONE
reglzUL AvK rrgina Vergine Maru Piena di (rati» P. F. u^t.
renare. Amor potrà ben dire ovunque ngna Cmns. xvfi. 44,
Tu felice nr^^mm' al tempo bello Cina, xvili. 16.
Sereoa e gloriosa . . . rtgHtrm onorata CtM*. xviii. 46.
Che fa degno . . . colui:, dov' ella rrgna Coma xix. 14.
Tu solo sei che rrgna in sempiterno S. P, d, 100,
Ma sol di queir . . . consìglio . . . procedei e rfgna . . . , . . P. F. tj.
regna Dìcea, guardando verso V alto rrgno K M 93. ao9 {Cmfu, il. Sa).
Sicché le laudi *l mondo e M divin ngno GtMa. xviii. 40.
Per CUI tu possi pervenire al rrgno S, P. ixxi. 60.
lodare . . . Nel rrgno degli eletti e suoi consortì 5. /*. ci. B4.
Avvenga il rrgno tuo* siccome pone Questa onuion P. F, 314.
Che ... 'I rv^o vostro A posseder vegniam ......../'. f. 337.
reggimento. La qual grazia z" acquista per soavi ftggimttttt . . . C tv. «5. 13.
il nggitnmto delle citta commiscro in quelli che • C iv. 97. 94.
cosa che a rrggìmmto civile abbia rispetto « C. ìv. 37. 99.
Reggio, sarebbe più nobile che Guido da Castello di Rrggto . . . C iv. 16. 73.
reggitrice. eh' ella è regolatrice e nggiirice dì tutte le C rv. 9. io.
regina, ove s' udiano parole della Rrgina della gloria K /V. 5. 3.
la quale f u . . . rtgina delle virtù V, N, io. \%,
questa Donna fu figlia d' Iddio, rrgina di tutto C li. 13. 71.
dice Salomone : *ScssanU sono te ngim . . .' . C ii. 15. 176.
- lutle scienze chiama rrgim - . C ti. 15. 179,
ragno, io pensando contemplava lo rrgno de' Beiti C. il. 8. 41.
r accendiraenlo . . . significa . . . trasmuta Aento di rrgni . . . . C ii. 14. 179.
però fu fatto il rrgno C. iv. 4. ai.
Onde . . . discordie e guerre conviene surgerc tra rrgno e rrgno . C. iv. 4. 97 (Ara%
il quale ... li ne tenga contenti nelli termini dell! rrgm . . . . C. Iv. 4. 39.
gli Albani . . . per lo capo del rigno combatterò C iv, 5. 158,
regola, siccome loro n^ro/a ed eaemplo C iii. 6- 57.
che HDD hanno insieme alcuna rrgota C iv. 9. 143.
chèf^fD/tf SODO in quella C iv. 9. 150.
TrmprrmmMa^ la quale ò rrgota e freno della C Iv. 17. 35.
•iccon* . . . per rrgola dì Ragione sì tiene C iv. 19. 94.
«e la . . . non impedisse la rrgaiu dell' umana natura C. Iv. 93. 68.
TTgrriantr una . . . conviene essere rrgolanir^ ovvero reggente . . C iv. 4. 48.
regolare, cio^ ... lo ritmo o 1 numero rrgoiotQ C i. ro. 86.
in quanto ella è . . . rrgvtatm nella divina Mente C. iii. 6. 51.
che in numeri e tempo rrgoimto . . . cade C iv. a. 108.
conviene essere . . . tutte 1' altre . . . rvgoUtr da quella . . . . C iv. 4. 50.
RigOtatlaallIMì che da . . . rrgoUti*simo principio viene C ii. 14. 949.
regotetlloe. eh* ella è rrgoUtnc» ... di tutte le C iv, 9. 9.
Regolo» Chi diri! del cattivato Rtgoio ... 1 C iv. 5. 104.
reioa. sotto r insegna di quella fritta benedetta Maria ... K. A'. 99. 8.
Cf. regina.
rvìtade. ciascuna di queste rgiludi ha al gran aeCta C. i. 1 1. 1 1.
ralatlvo. nella Musica, la quale t tutta rrtativm ....... C. ìi. 14. t8f .
relaXlOO& sccondoct^ ha rv/oaiaw al Figliuolo C. ii. 6. 8tf.
r una BJ è la sua più bella rrJ^monr . . . C il. 14. 15&.
Unto . . . quanto più la nisMOtté è bella ....... C ÌL 14. 184.
de lauti dÌC0| facendo rtiasiont a Dio ('■. l*i. 13. 9.
RAIglooeL qucato vcdemo nelle rriigioni C iv. 4. OOl
a perfexionc dell' unlvcraalc rHigiom della . . . conviene . . . . C. iv. 4. 64.
RELIGIONE
rena. Levasi della nna d' Etiopia Un vento Cams. xv. 14,
rendere. Se *1 fate, a cui si mtdt ? Cam*, x. 90.
L' angoscia . . . anche agli occhi lor merito rmde Cuna. xL 30.
£ poi le tmiUrn con amor pace Cmns. xiL 7A.
Quajido *I mi nndt ,, Stsi. iJà. 16.
SODO tenute Di bella grazia a Dio rtndfr mercede . . . K. iV. 37. 16 CSo». xri. 4%
Deh ! ttndìfni, Signor, quella letizia S. P. \, 46.
Risolveranno . . . Per n-mUrr ragion del lor talento . . . . . 5, /'. cL izx.
vuol . . . Che a padre e a madre noi mutiamo onore /*. /t 164.
reOL Que' e' han tal grazia fuor di tulli rri C. W. Con», iu 1x5.
a' tre men «ridi nostra terra Te n' andrai CanM, ix. 76^
Fa , . . che . . . Questa rta per me noi possa udire Gnu; xi. 13.
Con m non star né ad ingegno né ad arte CttmM. xir. 95.
O falsi cavalicr, malvagi e iti ...... * Cams. xzx. its.
Perocché gli occhi mi sarebbon m' . . , di . . . . . . V. N. 33. 30 \Som, xvii. 5V
religiooc le buone disposizioni . . . cioè Pietà, e Rtiigkmt . . . . C iv. 19. 40.
che nella loro lunga età a nligiotu si renderò C tv. nft. 64,
che non toma a rrligiont pur quegli che ... ina eziandio a buona e
vera religione si può tornare in matrimonio stando .... C tv. aB. 68, 7».
religioso, si dimostrava . , . cioè nelle scuole de' religiosi . . . . C a. 13. 48.
siccome sono . . . quasi tutti li Rtligiost ■■•■C ìiL 11. 10^
che Iddio non vuole rtligioso di noi se non il cuore ...... C ir. aB. 73.
remo, siccome vogare col rtmo C iv. 9. 116.
remotissimo, perocché è material issi ma, e però rrmofùs'ma ... C. iu. 7. 61.
remoto, quando delta lettera per la parte rrmoia si parla . . . • C ìi. S4. loa.
sccondochè sono remoti o propinqui a<)uesti luoghi C iii. 5. 193.
Cf. rimoto.
rena, quanta nna volge lo mare . . C ìv. e». 75.
rendere, persuasione ... a Ttndert I* uditore attento C ii. 7. 6(k
non possa simile benefìcio rrnétn al signore C ÌÌL i. (^
dee però rendere quello che migliore può C. iìi. I. 65.
perocché 1* uno e P altro è da rmdsre ad altrui ..0^111.4. 59.
che . . . r anima . . . rende al corpo suo della bontà C ili. 6. x 17.
e' rendono agli altri di sé grande splendore C. ìii. 7. 3».
anzi rendono lei . . . colorata nell' altre cose . C ìii. 7. 37.
dove manifesto esemplo rendo alle donne C ìii. 7. 150.
ai, che tutto cuopre la neve e rende una fìgurt C iv. 7 61.
quello che è di Dio, aia renduto a Dio C iv. 9. 167.
dicendo quelle . . . rendere altrui più difettivo e C ìv. xa. ^
Promettono . .. rendere i[ raunatore pieno. . . • C. iv. la. 31.
pro>*a ... e rende esemplo del Cielo. , . . C iv. 19. at.
E mh^ esemplo nei colori, dicendo C. iv. so^ il.
E rende incontanente ragione, dicendo C iv. ao. 04.
intendo questo mio Convivio . . . rendere utile C iv. aa. &
che V ordine debito . . . rende un piacere C. iv. 85. ij
la rosa che non pure a . . . rende quello C tv. 37. £&.
già essendo a Dio rwnduta . . . vedere le pare C tv. a8. 41.
/?/H^/ss' dunque a Dio la nobile Anima C ìv. a6. 481.
che nella loro lunga età a religione si renderò C Ìv. aB.. 64.
dee procurare di rendere al . . . buona testimonianza ..... C. ir. 09. 74.
reo. delli due sentieri prendere lo meno reo C. L a. 94.
è pili laudabile un mal cavallo reggere^ che un altro non no . . C iiL &. 169.
se alcuna n' è nrn, non è della divina intenzione C iìi. la. 64.
se Iddìo fece gli Angeh buoni e li m C ìii. lai 67.
S/Sl ^^^H RETTORICA
reo. Cioè la bella e m vostra fìgura Son. xxxtii. it.
Partitevi da me, spiriti m ^. P. vi. 3^.
c/. ria ''Jj-
repagnare. Morte rrpmgna si, che lei non cura Cmn*. x. 38.
rcst&re. Piacciavi di rtstar <^\i\ meco alquanto fC A!, aa. 77 (Som. xii. 10).
Se voi rtstatt, per volerla udire ■ K M 41. 63 (Som. xxìv.9).
r/. ristare,
rourgcre. K risurgere.
retto, K reggere.
rea seguitò poi Aiori dMotenziooc la maliiìa de* m C ili. fa. 70.
peri> Bcmo detti da loro buoni e m C iv. 9. 79.
lo rimuove . . . dall* altrui reo consiglio e ammaestramento . . « C iv. 94. 144.
reprovazJone. K riprovazione.
repugnante. muove tra due cieli rrpMgnanti nììm C. il. 14. 196.
ai muove intra due v^pugnanti ad essa C li. 14. ao6.
repagDare; che, rtpugnando a questo, commenda . . . . i . . C ii. 7. 78.
questi due alla tua certeua rtpmgMotto . . ; . ^ C li. 14. 016^
non ft^uf^ta tWwL Autorità ImpttimU « , C. iv. 6. 157.
reputare, riputare quasi meniogna rtpulano ciò C i. 4. 3».
Pittagora, domandato se egli sì rr^H'atM sapiente .*.... C ili. 11,40.
resistere. aUa quule . . . non può rtsisttet C. i. 4. 70.
restare, mta ... a mostrare quelle ragioni C i. 4. 3.
frsta a mostrare come ,...•... C. L 6. 3.
rtsta a dimostrare chi sono questi C. iì. 5. 3.
Rt5la ornai solamente a provare C. iv. 11. 1.
C/ ristare,
restaurare, alla quale nstatran fu 1' umana natura poi crvata . . • C ii. 6. 98.
C/. ristorare.
restituire, siccome ... si potrebbe . . . mHtuirr meliga rossa . . . C iv. «9. iso.
resultare* ri-, perchè dalla loro armonia rwàuHa piacimento , . . . C i. s- 95*
de* quali tanto più dolce armonia nttiita C. IL 14. 184.
ciò rrwuita in grande loda di costei C. ÌÌì. 4. 04.
cbè, siccome la bellezza del corpo riattUa dalle membra . . . cosi
la bellezza della Sapienza . . . nsui/m dall' ordine . . . . C. lu, 15. 1 17, tat.
una essenza secondaria che rtsuitm da molti grani C. iv. 99. 99.
qursts bianchctia . . . secondariamente nsmtttt in tutta la massa . C iv. 99. 107.
retaggio, che . . . pcr\'engono li rr^^gi' legati e caduti C. iv. 11. 87.
chi non è . . . perdesse il maggio dell' avere C. iv. 11. 95.
retraere. V. ritrarre.
retro, appare da scrai cioè ntfo . . • « C. ii. 14* ISI.
da molti di rttrv da me . . . sarei stato ripreso C ÌÌL 1. 83.
5t conviene guardare di rttro e dinanzi , . C iv. 96. 83.
rettitudine, acciocché . . . rifcrmisi nella sua trtfthtdtMt C iv. at. 131.
y» reggere.
questo amore nell* uomo ... ha mestiere di mton . . . . C Ul. 3. 8f.
però U collegio degli rtttori fu detto Sftmio C iv. 97. 96^
rettorlca. Scienze del Trivio . . . cioè . . . Ffìtorkm . . . . . . C ii. 14. 57.
j] Cielo di t^mrrr si può comparare alla Ffttorka C tt. 14. ttl.
queste due proprietà sono nella RsiUmm \ che la RtUofkm è
aoavisaima di C. ÌÌ. 14. tt6 (te).
per lo tento ciclo Ìo intendo la Rtttorìm C. ìi. 15. 186.
la meniione il riloacfo nella sua Frttprkm C iii. 8. 85.
queau colale figura in rrttonta t , . . laudabile C ilL 10. 51.
che si dilettano studiare in RtMohm C uL ti. too^
O O
RETTORICO
rezzo. Chi unto dà nel Sol, quanto nel mMo Gmi: xfi. 57.
ritmile. E che al mio bene far sono n£«//i' 5. P. cxlii 64.
C/.nibeUo.
ricampre. Sarebbe tardi ornai a ritampanu . Som. liìi. 8.
rlCCliecza. i*oglion che di Gentllciza Sia prìncipìo HcckeAaa . . . . C iv. Comm, m. 17.
rettorica se alcuna finora o colore rrttorico è conceduto K iVL 95. 59.
sotto veste di figura o di colore rtitorico «.K. Al 45. 108.
non si concede per li nttoria C. i. a. 15.
come li nr//orKi'saiiDO C il. 7. s&.
è bel modo rttionco C iL 8L 91 .
suole lo rrtianco . , . parlare altrui C- lì- la, 39U
che si appartiene alti rrttorici C iL la. 66.
dinanzi al viso ... lo Retorico parla • ■ . • C iì. 14. lao,
quando . . . per la parte remota si parla per lo Rfttorieo . . . . C. li. 14. laaL
che bene venga dalla fabbrica del rtttonco ....»..*. C* iìi. 4. «8.
una 6gura . . . che si chiama dalli rrttoha Prosopopta . . . . . C liL 9. 19.
Ma ... il ntfohco dee molta cautela usane C iv. 8. S9.
revelante, immortale convcgna essere lo rwélant* ....... CiL 9. to6.
revelaziane. io era certo e sono per sua graziosa mMbuKMir . . . C ti B. 46.
reverente, da distinguere è intra lo irrrvimtte e non rgvtmUw . , . non
rrvermie dice ttigaàon* C^ iv. 8. t03i 104.
Per che se io niego ... io . . . sono non rrvcrinte ...... C ir. 8. lao.
Similmente io . . . sono tum rrvermtt . C iv. & 134.
Ma tracotanza sarebbe 1* essere rrvmntf Civ. 8. 13161.
perchè detto ho eh' io sono no» rrvtnntt C iv. 8. 145.
é necessario d^ essere rrvertnU C iv. 35. 40.
che . . . fanno mermtt a sé quello che le seot« . C. iv. 05. 51.
acciocché quelli . . . divenissero stupidi^ e però rwvtrtmtt . • ■ • C. iv. «5. 58.
che esso divenne shépido ; e però più mtftntr ....... C. rv. «5. 67.
reverenza, lo cui nome fu in grandissima revem%Ma .•••■»• K. VV. 39. loc
de* falsi giudicii aasceano le non giuste rtvtrtnm . C iv. 1. 54.
che le pietre . . . nano degne di reverensa C iv, 5. iSa.
Uno de' più belli . . . frutti ... è la rrtvnrMja ........Civ. 8.8.
Tullio . . . dice la merenda essere dì quella C^ iv. 8. it.
che é principio della misura d' ogni revtrtnza ........ C. ìv. 8, 24.
con tutta mvrrMAi e al Principe e al Filosofo parlando. . . . . C ìv. 8. «5.
però né la rrverenaa . . . non offendo . . C iv. 8. 69..
come io , . . contro alla rev€rm»a del Filosofo non parlo , . , così non
parlo contro alla rtvmmsa dello Imperio C. iv. 8. 85, 87.
prima è da vedere che è Rntrmaa. Dico che R^vtrmMS non è
altro, che C. iv. 8. 99, i«a
la Hon rrvertmxu é negare la [non] debita suggezione C iv. 8. X07.
se io Diego la rrvfrmsa dello Imperio, io non sono . . . che nofi è
contro alla rtvtrtnaa . . . , C iv. 8. iig^ lai-
io, che . . . allo Imperio nvemua avere non debbo ....•• C iv. 8. i^
se rrvnmsa si potesse dire C iv. 8. 136.
io sono non rtvtrcntiy eh' é la rrvermMa n/gart . C iv. 8. t^6^
onore deggio ricevere e rtvertnea C iv. 09. «4.
con rrvtrenMa il dico C iv. 99» 54.
reveiire. Poìch' è veduto quanto é da merirt V Autorità C ìv. 7. a.
a rrtKrirt lui in ciò non siamo tenuti C iv. 9^ 177.
revoluzloce. V. rivoluzione.
ricchezza, porgono della loro buona nVrAraM alli veri poveri . . . Cut. 64.
le grandezze , . . delle vere ricdtezst ......C Lto. 54.
RICEVERE
Che lungamente in gran ricchtSMa è stata Ctv, Cane, iii. 3C.
;Fbi delle tue riccheest onora e fregia Cana. xviii. 41,
Oftor ti sarà ... Ed a me ricco dono Tanto Cana. \x. 6a.
Perchè tu . . . puoi la vita mia Pollerà e ricca far Cohs. xvìì. 8.
pere. Che n'cciM da Lui questa salute . . . C. iii. Cane. ii. 31.
IDooa e ficfve V notn, cui questa vuole Cans. xix. 115.
Penxrch* ìo rùntfti tal ferita Da un « • • ■ fia//. vi. sa.
IT. 110.
13. 9.
13. s6.
C IT. 13. 56.
C. IT. 13. 58.
IV. 13. 135.
iv. 13. 266.
iv. la. axi.
iv. 13. 33.
iv, 13. 46.
e un* altra tutte le ricchta^t C. ii. fi. 27.
(Eoe ricxh*am conservate in male del loro signore C il. li. 84.
rì^kose, eh' era. * antica ricthesta, e be' costumi * C Iv. 3. 45.
lenncsi alla prima, cioi air * antica rùrtAffM' C. iv. 3. 50.
cioè * possessione d* antica riccJuaMa ' . C iv. 3. 54.
quando dice antica n'cchessa C iv. io. 15.
Booc . . . falso suggello, cioè antica ricchetsa C iv. io. 50.
loi rwcAMw ... moveste battaglia ^ . . . . C iv. 11. 39.
SODO rùcAraar, ma oro e margarite Civ. 11. 44.
In (pianto aooo ordinate alla . . . sono riccAexe* C iv. 1 1. 46.
eh* ... le celate riccheese ... si rappresentano C iv. 11. 73.
é manifesto . . . quelle ricchctee , . . avvenire . . , C tv
k imperfezione delle ricchezBt ... sì può comprendere , . . . C iv
per questo modo le riccktzmé . , . sono imperfette C iv
però dice Tullio . . . abbominando le riccheazt é .
Aè le rìtthetsc ... tra cose buone o . . . essere disM ....
8c . . * la Dea della ri.cheasa largisca C iv. la. 77.
•Ha cupidìtà che, raunando riccbtSMit cresce C iv. la. loa.
Re ... le ricchtast sono imperfttt* e però vili C. iv. la. 116.
tolafflcnte nell' acquisto . . . deUe ricchezae C
riesidcrBre ... poi le ricchet£4 non grandi, poi grandi, e .... C
che fare s' intende . . . contro alle ricchtsjst ........ C
Quello veramente della riccftrtaa è . . . cnscrre C,
ricrome le hcr/resae sono da dire per lo lufo ■ C
b quello della ricchtma no C iv. 13. 51.
feoD perde, come le tnaledcttc ricckémMé . . C iv. 13. 86.
colui che appo si sente rùcAtf<aa C iv. 13. 98.
Quando seco ricchtttt portano C iv. 13. 105.
ab non ancora intese ricchtsat delli Dei f C. tv. 13. 115.
Il posseditore delle ricchtezt C W. 13. 133.
lisputasi e riprovasi contro alle ricckrtee C. iv, 13. 166.
quella parte che alle ricchezat s' appoggiava C iv. 14. 0.
ìtmpo diceva essere cagione . . . dicendo antica ncchesaa . . . . C tv. 14. 5.
Iiciure non ai polca con tanta riccktzza C iv. 38. 88.
per essere di progmii lungatHirtl* stata ricca ....... C iv. 3. 58.
lacolo. quando I' umano seme cade net suo rictttaw/o . . . . C iv. ai. 33.
il mondo . . . eh' è rìattacoio di corruttibili cose . . . . . . . Cw^ sa, 163.
mte. simigliante a quella del rictvente C ì. 8. 36.
Itver^amcntc si riceve . . . dalle cose n'crvrnti C. iii. 7. 16.
cr la purità dell* anima rictvtntt C. fv. ai. 73.
ere. che la donna . . . nVvtva da te alcuna noia V, N. la. 48.
«otre che io lo potei ncrwrv K A'. 19. 140.
potrebbe bene ancora ricevtrt più divisioni . . . K A^. 38. 30.
ole apparir per alcuno martirio eh' altri riceva K A^. 40. 34.
llcchò nulla n'cnrrrr può ••■... C i. 1. 3i.
Ielle quali rictvr tanto inganno C i. i. 35.
, nctv*r* non si poteva • C. L a. 109.
O o a
RICEVERE ^^^^^^ 56^,
ricevere. Ma ciascuna per lei nVrw onore . . . . . . . K JV. »7. «3 (Som. xvt it]
Vede una donna, che riceve onore K. AT. 41. 52 {Som xxr.
Che, ricevendo la mia orazione, Hammi coperto S. /*. vL 44.
ricevere, avvegnaché riceva il seme Ci-d-Sd*
per la caritii dell* amico che lo riceve C L 3. 56.
La seconda mente che ciò riceve . C i. 3. 61.
per lo inganno che ritxve dalla carità Ci. 3. 66.
acciocché il nome suo sia ricevuto C. L 4. 85.
conviene essere utile a chi riceve CL6w 46, 99.
se il dono non è lieto nel dare e nel ricevert , , . d i. &. 50.
che viene nel ricevitore per lo rktvere Ci. 8. 54.
il dono conviene essere utile a chi '1 riceve C i. 8w Sa.
perocché non V avrebbono ricevuto C i. 9. 15.
eh' io ... ho da lei riavuto di grandissimi benefica C. ì. 13. 9.
quello che é più prezioso a chi lo ricrve . C L 13. ta.
Onde . . . grandissimo benefìcio ho da lei ricevuto C L tj. 31,
por|^ delli doni eh' essa ricrt* ...........,.CiÌ. 6, 70.
quando V uomo rktve beneficio Cu. 7. 33.
caso che Io riceve Cii.7. 37.
siccome quello che mira riceve la forma C il. 10. 43.
la sua disposizione atta a ricrvert Y atto C. ÌL io. 64.
la sua disposizione riceve quello C il. ta 7JL
apparecchiata di ricevere amore . . C. ìi. 1 1. 45.
allo spirito sensibile che riceve il suono C ÌL 14. 193.
la più bella alterazione che esso riegva ... e la prima che nimvi C ii. 15. 33* 34-
per la quale tutti quelli rictoono ... la vinti C U. 15. 135.
dimenticare li servigi ncrrHA'dal minore C ti. 16. 54.
non rictxrono diversitii per quella ... ma per C lìx. a. aB.
per lo concorrìmento della cosa che riceve C iii. a. 34.
Onde 1' anima umana . . . più ricttfe della natura divina .... » C iii. fl. 4^
vedemo la calamita . . , dalla parte della . . . ricevere virtù , . . C. iii. 3. 19.
la quale . . . riceve quello non terminando . . . C iii. 4. ta,
che . . . questa palla . . . ricev*e tanto tempo di luce C iii. 5.
qnella gente che quaggiù maggior diletto riceve • C. iìL 6. 8^1|
in quanto riceve dalla divina bontà oltre C. iri. 6. 9*,
al debito di colui che rictve Ciiì.6w lol.
infonde . . . della bontà che ricevi dalla cagione sua C. iii. 6. 1 16.
che la vasi/orma . . . riceva ... la graziosa bontà di Dio . . . . C. ììi. 6. 104.
diversamente si riceve . . . dalle cose riceventi C iii. 7. 15,
ciascuna cosa riceve da questo discorrìmento C. iii. 7. ao.
la Ince . . . diversamente dalle corpora essere ricevuta C. iii 7. aft.
Certi sono che . . . non solamente ricevono la luce ...... C ìli. 7. 36^
tanto . . . che quasi poco della luce ricevono . C &ì. 7. 45.
la bontà di Dio é ricevuta altrimenti dalle C iii. 7. 46.
che quella riceve , . . altrimenti una che un* altra C ÌiL 7. 67.
avvegnaché la stella . . . non riceva mutazione . C. iu. 9^ 109.
quanto esse . . . possono dalla virtù lume ricevert C iii. 14. tÓ.
dispone le cose ... a riavere . . . informazione C. iv. a. 51.
è disposta ... a ricevere in sé la informazione C iv. a. 54.
altrimenti é disposta ... a ricevere Io seme C. ìv. a. 57*
perché bene siano ricevute Cir. 9.6$.
che . . . mal sono quelle ricevute che buone sono C ìv. a. 73.
Ìn6noch£ riceva Io temporaneo e lo serotino C iv. a. 87.
acciocché ... la verità poi più lìberamente sìa ricevuta . . • . C. iv. a. 137.
565 RICHIEDERE
ricevere. Ob quanto gran piacer 1' uotno no/vt S, P.t sS.
quel loco, Che li tuoi figli e servitor nknw S. P. cL 117,
ricetto. Tu togli a leggiadria il suo n'aito « . Caru. xvii. 35.
rìchlciler& dov' è pm virtù hcAmjM Cans, xix. 60,
fiocvere. secondochè la loro natura dì certcua nervo C. iv. 13. 77.
moderatrice ... del nostro riotvm le cose leroponUi C iv. 17. 40.
la paura del disonore ncrvtrr per la colpa C iv. 19. 91.
disposto a questo divino atto hcrprrt C iv. ao. 57.
essere disporne allì loro agenti, a rùtvat ìì loro atti C. iv. ao. 60.
non é dispoata a ricrvtr* questa . . . infusione . . C iv. 90. 63.
siccome ... la virtù celestiale rtirrwrr non può C iv. ao. 66
La quale . . . nrrtv dalla virtù del ... lo InttiUUo ponibilt . . , C. iv. ai. 43.
siccome in cosa sufficiente a ricnrrt quella C iv. ai. 75.
secondochè ricn^r può C iv. ai. 77.
apparecchiata ... a ricrtnn de) suo beneficio . . C iv. ai. ioa.
quanto Bppareccbiata è a rirrwTMr C. ìv. ai. 105.
che ciascuno effetto . . . ruyiv la similitudine C iv. 03. 48.
quando avendo hcet'Hlo da Dido tanto di piacere C. iv. aó. 65.
li auoi maggiori, dalli quali ha ncnmto ed essere e C iv. aó. S6.
A grado riavo^ se a grado è dato C iv. 87. 75.
menlarono di nctvir* la rosa dal Ronuno Pastore; ooorc dcggio
ncnwrt e rrvcrenza dalla gente C, tv, ag. 43, 04.
Per che non onore ma disonore ncrv^rt dee quegli C iv. 09. 71.
rioevltoro. che viene nel newton per lo ricevere • C L 8. 53.
al, che al havùort vada V utilità C. ì. 8. 58.
più utile a usare al riawtort^ che al datore ........ «C I.8.80,
acciocché *1 dono faccia Io ricrvftort amico C L8. 89.
quando si dirizza allo bisogno dello ncmforr C i. 8. 108.
•lU parte ov' elli va col navitort C.i.8.iia.
conviene essere nel dono 1' utilità del ii'ia ■■!>»■ . . . . • . . C i. 8. 1 14.
perocché quello rkrviton compera ..C i. 8. iaol
quanto puole più al nemtorr utili , . . C. iv. aa. 5.
rlcevttrtoe. questo fa la terza ntn/itha C i. 3. 70.
licbiedcre. La conoscenza del servo si hchtdt ...a C L6.11.
perocché si rifhitd* perfetta conoscenza C ì. 6. 7Ó.
lo quale non é loro ncAi>j/o di fabbricare , Ci,ii. 80w
dove si nchiegffmo molte distinzioni C. ti. la. 31.
secondochè la complessione richùdi • • C ili* 3. 93.
L* ordine del presente trattato ridtùét . . . che C Ìli. 9. a.
aiccoDe un uomo a sua sufficienza ncktétié compagnia C Iv. 4. 1 1.
cosi una caaa . . . nehUtU una vicinanza C. ìv, 4. 13,
la città ntÀùde alle sue arti e . . . avere vicenda e . . . . . • C iv, 4, 19,
tuttoché al mondo ufficio d' Imperio si nduégga C. Iv. 4. 84.
coBcioaaiacoaacbé . . . benignità ai nckitdittt C. ìv. 4. tiOk
coocioasiacoaacbé molia sollocitodine quivi si hcki^gm . • • • C Iv, ti. ic6.
quando dicono die /rm/o ai rùàuUt a NubOià C iv. 14. 85.
ha riprovato, hm/>ù non rìduntini a Nobiltà . C iv. 15. 3.
perciocché le . . . paiono essere e sieoo . . , più rkhtni» , . • . C. ìv. 17. 105.
Alli giovani e alle donne non é tanto ncMmio di C ìv, 19. 69.
BOO BoUmcatc U dove nchùtti . , . sono di CftUare, ma C iv. aj. 74.
la aevefità, che a lei si ntÀtt<J» C tv. a6. loS.
per cbe a lui ai mk**^ . . . csaere utile C iv. 97. 30.
a ci6 enere si riràM^ baona raemoria ... e C Iv. «7. 43.
diec che Marzia . . ndutM luì e pr^oDo cbe ...... C iv. a8. toi
RICHIESTA
rioogUere. Da poi che il ben e* è sì poco riojlto ....... San, nWu 1%.
rìcolere. Ma quelle sole RicoU, — che son bttone Gnu. xiz. la^
ricondurre. Che là . . . La ^ran vaghezza pur mi rktmduct .... Son. xxxv. 4.
riconfortare, ti prìego che ti Hcon/orit C iì. Cmk. ì. sg^
tomomi . . . RUùnfortando gli occhi paarusi Siuu xxviL io
riconoscere. Cosi, converso a te» (i rìtowaco S. P. xxxL «7.
ricoprire, a chi son ... E sono ricoperti ì lor peccati S. P. ixii. j.
ricordare. E perche mi ricorda [eh* io parlai] . . . . K iV. 32. »5, 47 (Cmut iii. 7V
Perocché spesso rieorja Beatrice K A^ 43. 59 \Sctt, xxv. r)\
Chi è colui, che di te si ricorda In morte ... ? S. P, ri. »3.
ricorrere. Io a te^ Sipior, ricorro lagrimando , S. Pm xuà, 4^
rìdento. altri son, che per esser ridènti . . , voglìon Cdiu; xix. 39.
rìdere, vie più lieta par chft rida Cams, xitL ffl.
che so' ingannati Veggendo rii/fr cosa. Che ........ Gw**. xix, 43.
Laddove tu mi ridt B^f- ìL xo.
E 'n ciascuna parola sua ridia .......... K. M 34. 55 >^5«ic. xir. 6),
Sicché ciascun di lui e di me ritU Set, zxxiiì. 13.
E come sotto a lui si rid* e geme Sem. xxxvL 4*
richiesta, ma . . . senza rickitsùi. colui consiglia C. ìv 97. 66.
ricogliere, si ricogtÌ*a questa donna nelle sue braccia f. ^. 3. 54.
io . . . che ... a' piedi di coloro che seggono ricolgo di quello che . C. i. i. 7<k.
la dolcciza eh* io tento in quello eh* io . . . ricol^ .•..., C i. z. 74.
E così ricogliendo ciò che ragionato è, para ........ C. il. 4- 43.
Perchè, tutto ricogtiendo^ è manifesto .......... C iv. 6. 154.
Che . . . tutte si possono in tre maniere ricogìint C. ìv. ix. 59.
però questo lascia, e quello rieoglié C iv. 30, 44.
perché a loro sarà utile la sua sentenza e da loro ricofia . . . . C. ìv. 30, 57.
rtconformare. Volendo la ... 1' umana creatura a sé riamformart . C iv. 5. 17.
riconfortare, essendo alquanto riitm/nrtato . . . risposi loro , . . . K AT. 33. 117,
ricon^ungere. senza lasciarlo alla terra ricongtMngrrw C. iii. 3. 6fl.
ricoprire, tante . . . che questo non si potea ricoprin K. M 4. 18.
end* io mi ricopria con pormi ... le mani agli occhi ...... K AT. aa. 33.
ricordare, una volontà di voler ncordarw il nome di K AT. 6. 4.
ricordandomi che già 1* avea veduta fare . . . non potei . . , . K AT. 8L 9.
Ond' io ricordandomi^ trovai che • • > K At. 13, 73
rifordisi cW\ legge, che di sopra t scrìtto >..•• V* ti. 19. 136.
ma, ricordandosi dì lei, ntirabilmente operava ...••■.•^. AT. 97. 41.
nella quale ricordandomi di lei, disegnava ..••..... V. S. 35. 4.
nella quale mi ricordava del passato tempo V^ N. 36^ 3.
onde molte fiate mi ricordava della mia . . . donna V. S, 37. 5.
maggior desiderio era il mio . . . dt ricordarmi della V. N. 39^ 47-
e ricordandomene ... lo mio core incominciò ........ K AT. 4aL 9.
quando Adrasto . . . vide ... e ricordassi óc\ risponso C ìv. 95. 65.
ricorrere, tanta . . . che . . . ricorsi al solingo luogo K AT. 3. 33.
Poi . , . ricorro a ritrattare del suo effetto C iiù 8. 137.
quando . . . esso saviamente ncor^ a Dio C ìv, 97. 164*
ricreazione. E ponsi la qualità della rinroMÌcméj dicendo C iìL 14. 99.
ricrescere. A me é ricnsàuto e volontà e diletto C iv. »7. 153.
ridere, certe che si rrd^oHo tra loro F. AT. 18L18.
Dico anche di lui che rìdeva V, N. 95. 17.
allo imperadore, che ridea e schemla la laidezza ....... C ìit. 4. 7>
che é ridertf se non una corruscazione ... 1 C. iii. 8. 97.
si conviene ali* uomo . . . moderatamente riden C ÌÌL 8. 103.
parea a me . . . fien^ che non mi ndea C tii. {5. ao6
5^7 ^^^^^^^^^^H RIFUGGIRE
lidere. On che . . . ogni prato n^ Son. xlii. a.
ridire. £ sì come la mente mi nWùv y, S, 3^, 6t {Som* xiv. ta).
Vedclft tal, che, quando il mì n'tlict , < K /V. 42. 55 (Som, xxv. 9),
riedc K redire.
rifare. Che I* egli è vero, tu ti puoi iT^fv . • 5on. liiL io>.
lililggire. Chi . . . uccìde, e poi rifiAgga Al gran Uninno Som, xlix. 6.
ridere, senza dubbio forte nWJmròAr Aristotile C. iv. 15. 59,
Non altrimenti si dee ridtrt. Tiranni, delle C iv. 37. Zdj.
ridire, rùitcmdo ancora a cui intendo dì dire, dico •.,.,.. K A^. 19. 106.
t«nto che ni/irr non la sapevano K W. a6. 93.
Ridolfo, non ostante che Ridolfo e . . . poi tietti sicno C. iv. 3. 41.
ridtirre, riducere, re>^ in quanto di potenza si riduci in atto . . . K N, 90. 30.
dico come questa potenza sì nduct in atto ; e prima coinè si ridm<9
in uomo, poi come si m'i/mcv in donna K A^. ao. 39, 40, 41.
siccome questa donna riJttrt in atto questa potenxa . • . . . . K AT. ai. 24.
come n</Mfìr in atto Amore ne* con di • . . . • K. A^ st. 39,
se noi riducttno a memoria quello C. i. 9. 8.
che la diaslmilitudinc a similitudine quasi riducm ..,,... C ili. 1. 61.
perche I* ultima potenza . . . quivi si ridntt in atto C. iii. 8. 64.
in quanto tutto a st Io rrt/Mcv C Ìi>> II. la^.
per che ... a questa sposizionc . . . ella sì può tfducfff , . . . C iii. la. 6,
■e a memoria si ridma ciò eh' t detto di sopri C iii. la. 93.
Dove si vuole a memoria riJté€*rt . . . che , C. iii. 13. toS.
non è altro che ridum quella in sua similitudine C. iii. 14. 16.
vedemo 1 sole, che . . . ridmt le cose a C. iii. i4- >3<
che Dìo questo Amore a sua similitudine ndue/ C ìiL 14. 97.
r ultimo vcr9o ... si può ridurr» C iii. 15. aoQb
Nella quale io intendo riduftrw la gente . , • C iv, 1. 76.
a queste ragioni sì possono ridueetv le parole ........ C iv. 4. 45.
Aristotile ... e Scnocrate ... la filoaofia morale ridmaMro • . . C iv. 6. 137.
non minore maraviglia mi sembra, rrdfcrrt a ragie ne . . . che
ffdmetrf In vita colui C iv. 7. 40, 41.
iMÉMUii alla mente si conviene quello Civ. 9.4.
pib testimonianza, a ciò rid$tm per prora, si conviene C- iv. la. 79.
che ambo queste si dcono ridunrt ad alcuno terso C tv. 18. 15.
ragionevole 4 queste a questo principio ndmem C. iv. 18. 45.
che la Virtù sia da ridurrr ad essa C* IV. I&. 55.
che però si convegna 1' una ridurr* all' altra • . C iv. i B. 63.
questa si vuole in due parti ridtécnw C iv. 19. 8.
Ad evidenza ... da ridmctr» a memoria è C Iv. 19. i6k
che al padre sì dee riducrrf ogni altra obbedienza C iv. 34. 170.
ridmt»rf si dee a quello che . . . nduerrv si dee a colui, cui . . . C iv. «4. 175. 17A.
Qui ... è da ndurrt a mente quello che C iv. aó. 39.
io rrdufo a memoria e rappresento li miei mncciori ...... C (v. 39. 18.
rìede. y, redlre.
illìwilTe. acciocché questo tallo ... p)f&rmi'ft nella C iv. ai. 130.
riflobutt. O uomini . . . non la rifiulmU perù . . . C ìL la. 61.
Fabrizio . . . moltitudine d' oro n/imtmrt C iv. 5. 109.
Curio . . . grandissima quantità d' oro , . . rifiMktr» Civ. 5. 113.
quello n/iutandot allo arare esaere tornato C iv. 5. 133,
non pervengono, perocché li nJiMtmmo C, Iv. 1 1 . 99.
rifrcoare. che 1* uomo s' ausi ... a rifnnmwf le sue paaaìoni . . . . C tv. ai. laS,
èBC€«nariod*eaatr< n///ft)f« . C Iv. aj. 4a.
Oli «MAi fiUU ri^mm questo pudore C tv. a5. 8S.
RIGARE ^^^^^^^^^^m 5^
rigare. Ul cerchio . . . Che di lassù ne figa Cmm*, x. 94.
riguardare. Poi U r^uardoj e fra sé stesso giura . . . . K AT. 19. 64 ^Cuul i. 45).
1/ anima folte . . . Poi la ri^artìa CsMM, xì. sa.
Quando riguardo questa gentil donna . Stai, uL 7.
Per riguardar sua angelica 6gura Soleao BaO. v. 6.
T. riguardava invcr lo ciel sovente K. A!, 6. 3S {Som, Hi. t*).
Quando riguardo la vostra beltatc K M 14. &a {Som, vìL 4I.
Vi trasse a riguardar quel eh' io facia . . . , , K /V. 35. 48 {Som, xriii [a*], 4),
Che non riguardin voi molte fiate K iV. 37. «5 {Som, xx. io).
non hanno valore Di riguardar penona che V.N. 40. 54 {Saai. xzfi. 4).
Però che dal ... Il Signor nostro ha riguardato in terra . . . . 5. i*. ci. 77.
rima. Però se le mie Hmt avran difetto C iit. Canx. ìi. 14 ; a. la ; 4. 90^
Le dolci rimt d* amor . . . [Convìen eh' io lasci] C ìv. Ckns. ili. i ; f . 77.
Con rirua aspra e sottile Riprovando C iv. Con». iiL 14.
È tal che non potrebbe adeguar rima Coiva; xiL ai.
Per che . . . Con rirna più sottile Tratterò Comm, zix. 87.
i bei colori, Ch* io ho per voi trovati e messi in rim 1 Som, xxxiii. 7.
mi credea . . . esser partito Da queste vostre rinu ...... Stm. xzxiv. a.
O dolci n'fMf che parlando andate Sonl xU 1.
rìgidamente, cioè rigidamtnie ... la Verità e la piusttxia seguire . C Ìt. 6. 87.
rìgida credettero questo fine . . . essere la rigida Onestà • . . . C. tv. 6. 86.
rìguardare. la quale io riguardando . . . conobbi ch* era K iV. 3. 39.
Mi riguardai là ov' io giacca , KM I3.|8^
E riguardandolo pareami che piangesse K A^. la. b&
£' riguardavamo quello ch* io facea KyV.3s.8k
la quale ... mi riguardava molto pietosamente ....... K. AT. 36. it.
la provvidenza, che riguarda oltre a quello che ,.,.,,. C. tìL i. Bz.
della lunasa intelligenxa per riguardare dìscontìnuato C iiL 13. 74.
eatrmi a riguantar col pensiero il difetto umano ....... C iv. 1. 68.
perocché essa filosofia ... sé medesima riguarda C. iv, a, 154.
chi ben riguarda la precedente ragione ....,•., ,,0. iv. aa. 92.
getta . . . uno colore dolce a r^ardart C. iv. ^5. 13BL
rìgnardatore. ciba la sua bellezza gli occhi de* riguardaiori . . . . C. tìL 8. 44.
riguardo, che 1' uomo avesse diligente rimordo a entrare . . . . C. i. xo. 15.
non ha riguardo il suo amore al debito di colui ....... C tìi. 6w 100,
se volcmo riguardo avere alla . . . consuetudine C. iv. i6«. 40^
rilevare. Poi si riUtHMva un altro pensiero K A^. 39- i>
rilucere, quante stelle rilucono C tv. ix 76.
Cielo, nel quale molte . . . stelle rHucomo : rHuer in casa le . . ■
Virtù : riJuc* ìn essa le buone disposizioni . . . e , . . r^ua m
essa le corporali boutadi C. iv. 19. 37. 38, 39, 4K
rima. I* arte del dire parole per rima K iV. 3. 71.
feci per lei certe cosette per nma K A^. 5. «9.
voglio che tu dìcht certe parole per rrWra K A^. 13.56.
Posciachè trattai d' Amore nella soprascritta rimta K A. ai. a.
proposi di scriverne per rima K AT. «4. 44.
che dire per ritma io volgare tanto è quanto ........ K. Af. a$. 33,
e questi dicitori per rima non sìeno altro che K A^ a^. 55.
degno è lo dicitore per rima iare lo simigliante K A^. 35. 69.
mi venne un pensiero dì dire parole per rima ....... K. AT. 35. ij.
le . . . adomezze . . . cioè la rima e Io ritmo C L lOw 68.
legar sé con numero e con rim* C i. 13. Sa.
non era d^:na rima di Volgare alcuno C. ìL 13. 6a
se difetto fia nelle mit rim* C. iiì. 4. 35.
I
5^9 ^^i!PMI^ RIMANERE
wiwtu fo scrissi già d* amor più volle n'm0 P. F. i.
rimanere. Si che per vinti son n'ma»' ornai K W. 33. 43 (Cima ui. 3).
La . . . figura, che rimaiu Vittoriosa e Cera .*.«.... Catta, xi. 31.
tu . • . Che htftani a veder me senza vita Cans. xL 48.
Che . . . Lunga fiata poi rimant oscura Cohm. xi. 59.
ond* io rimango bianco Crm«. xii. 47.
Ond' è ri»nasa trista L' anima mia Cttvu. xiii. 94.
Con quella vita che riman* spenta , . . . . Cam. xiti. 36.
Tal eh' io ripnasi di paura pieno Catta, xìiì. 6a*
Che, togliendomi il cor, rimango verde Stst. 1ÌÌ. 15.
Per grazia ... i?iffi(vi tu qui con lei K. ^. la. 118 (S«//. i. 39).
Sicch* ci solo rimane a veder vui K ^. 14. 69 (Som. vii. 1 1).
£ quei rimanf pcrchi di voi ragiona K iV. 16. 31 {San. ìx, ^\
Onde i miei spirti son nma^r' smorti . . * 5. /*. cxHi. 19.
kA. lasciare le dolci rima d* amore C. iv. a. at.
prometto trattare . . . con rima sottiii e aspra . C iv. a. 100.
saper . . . che rima si può doppiamente considerare C. iv. a. loo.
lere. Dico che . . . nullo nemico mi rintanea K /V. 11. 3.
ed egli si rimauta nel loco loro V. N. i\. i^
si , . . che non mì rimasno io vita piti che gli spiriti del viso ; ed
ancor questi rimastro fuori de' V. N. i^. 38, 40^
Qccidc tutti ì miei spìriti, e li visivi rimangono in vita V. N, i^. IQ3.
si forte, che in me non rimanda altro di vita K M 16. it,
doloroso a coloro che rimangono , . . . • K /V. as. 9.
ed io rimasi in tanta tristizia y, N. aa. 30.
n'miur tutta la sopradetta cittade quasi vedova K TV. 31. a.
Acciocché questa canzone paÌA rimanere viepiù vedova ....KM 30. 11.
acciocché questa battaglia . . . non rimanesse saputa K /V. 38. 31.
che pochi rimangono quelli C. i. i. 47.
vegnaci qualunque è . , , nella umana fame rimalo C i. t. 95.
rimant a scusare lui C. i. 5. a.
utilità, che rimane nel datore per lo dare C. i. 8. 53.
si, che dalla sua parte rimanga V utilità C. i. 8. 56.
in molti nomi antichi rimasi o per nomi o per soprannomi aUi . . C. ii. 5. 49.
perocché quello . . . più rimane nell' animo C. ìi. g, la.
dico che ... io rimasi^ tanta tristizia punti? C ii. 13. 7.
rimarvi quell' apparenza dell' arsura C. Ìi. 15. 51.
nmaMtf libero ... Io famUiarc intelletto. . . . C U. 16. 45.
che ... lo desiderio . . . non rimanga nel pensiero C. ili. 6. 80.
dico che quella gente . . . allora rimane questa ne' loro pensieri C iiì. 6. 84.
sicché il vetro ne rimane compreso C. iii. 9. 99.
in CIÒ piti n'marrf la lettera discreta nella vista ....... Ciii. 9. 145.
che . . . senza questa rimarrebbe in lui desiderio C ili. 15. 96.
U prima parte, che rimane, sì ha due membri. ....... C. iv. 3. 30.
Rispondo, che ò morto nonio, ed é rimaao bestia C. iv. 7. 13B.
Dunque, come levando ... del pentagono, rimant quadrangolo . . .
cosi levando . . . dell* anima . . . non nrnatu più uomo . . . C iv, 7. 147. 149.
Italia che senza mezzo alcuno ... £ rimasa . C iv. 9, 108,
acciocché di loro Caisc ragioni nulla ruggine rimanga ..... C iv. 15. 6.
che . . . rimtane della nostra vita ... in quantità dì C. tv. 94. 54.
li fallì . . . che paiono rimaner* in vergogna del figlio ..... C. iv. 25. 114.
a cui solo il grado divino é nm<j.so C iv. 87. 87.
queste onoranze che rimangono degli antichi C. ìv, 39. 40.
la statua . . . rimerà per memoria d' alcuno . . . uomo C. iv. 09. 56.
RIMANERE ^^^^^^^^ 57>
rimaritare. Poi ... A Dio sii rimmritm C !▼• Caut ìii 157;
rimbalzare. Si forte, che '1 dolor nel cor n'm&aUa Cmum. bì. ^
rimedio. Alle quaì pene rimÉdio gùnamai Non vi &i trova . • . P. FI 6t.
A tal rhmdso Dio ci volse il v*o]to » . P. F. 1481
rlmembraiua. le dà \'alore . . . con la rimtmbranza Del Bmii^ vii. 14.
rimembrare. Quantunque volte, lasso 1 mi rimrmÒru Cb* io . K.iV. 34. a7(C«aia;.rr.l}.
rimirare, che mi conduce . . A nmtmr ciucoaa cosa bella .... C^m^ ix. aia.
rimoto. £ la stella d* amor ci sta rimota Per Cmn*. xv. 4.
rim<u)Overe. K da lor mi rimuovo C iv. C*nm. tit. 77.
è folle chi non si rimov* ... da follia Cam*, tx. Sa.
che per te sia rimosso Lo suo mortai voler ...,,,.. Ca*w. xviL 71.
Né non dubbiar, che tosto fien rimosse S<m. U K4.
rincrescere. Oh quanto mi nm^srr aver peccato S, P,ì. aa.
rinfrescare. Rtnfttxo in gioia e rìnnuovo mia speoe Som. xHi. 11.
ringraziare. RingraaiaU quel che v* ha salvati S. P. xxxl 8i«
rinnovare. Rinfresco in poia e rìnnuovo mia spcne ••••.■ ^ofiu xlii. ii.
Rinnova lo mio core, e mondo fallo S./*. L 37,
rinnovellare. £.0 vostro pregio fino In gio' sì rin*tovéfiÌ Da ... • BmU. iv. 7.
rimanere, della bontà che in sola la memoria è nmasa C iv. 09. 83.
rimare, mi giunse volontà di scrìverne parole rinuiU • . . . ■ . K. A*. 13. 31.
coloro, che rimano sopra altra materia K. iV. 35. 48.
ni que' che rimatto deono parlare così K. A^. aj. 104.
a colui, che ritnasst cosa sotto veste di figura o dì V, N, 95. 107.
di quelli che cosi rtmono stoltamente • » K. A^. 95.113^
che . . . dubbio non potessero ìnducere le rimate parole . • • • K. AT. 401 4^.
che mandassi loro di queste mie parole rimai* V, N. 43. 3.
la sua vìrtij nelle cose rimatt . . . non si può bene manifiestare . . C. L lo^ 86.
per intendimento di più non riman d' amore C. tv. a. 34.
quello parlare che ... in rimatt consonanze cade ....•■ d rv. a. 108,
rimatore, onde . . . conceduto * a* rìmmtori f . A^ 85. 60.
rimedio, del libro che ha nome Rimtdio d' Amore V, N. 9^ ^
che sono proprio nm/</ib alla temenza ..•*...••• CU. 11. 33.
trovai . . . alle mie lagrime rimteiw , . C. ii. 13. 35.
perocché . . . s* intende a rimedio cosi neecssarìo C iv. 1. 84.
rimembrare, chò io la vi n'mrmbrrró molto spesso K. A^ 38. 14.
manifesto essere dee, rimembrando la vita di costoro C iv. 5. 146.
perocché . . . essa si rimrmbra delle sue . . . operazioni . . • • C ìv. a6. 85.
rimoto, il quale egualmente ... è rimoto dall' uno polo e . . . • C lì. 4. 56
quanto più è rimota e più presso al polo C ii. 4. 65.
Cf. remota
rlmovcre. K rimuovere.
rìmproverio. eh* essere non può senza ritnprottrio del fallo , , . C. i. a, 79.
rlm(u)overe. nella seconda rimovo alcuna dubitazione K A'. 38, a^.
che ... lui rimuovono dall' abito di scienza C. L i. 14.
da ci6 ò V uomo rimosso , C. i, a. 17.
che da ogni nobiltà d* animo li rimuovi C. L 9. 17.
non dovca nò potca Dìo da . . . rimuot^ert C Ìu. ta. 78.
falso, cioè ritmosso dalla verità . . , C ìv. s. 119.
£ poi Io rimuovf . . . dall* altrui reo consiglio e C iv. 84. T43.
* Rimotfi da te la mala bocca . . . ' C iv. 35. 19,
rinascere. Molti vocaboli rittascrmnno, che già caddero C ìL 14. 89.
rinfronzire. Filosofìa, i cui raggi fanno i fiori rinfromairt . . . . C ìv. I. 96.
ringraziare, nella seconda ... le ringraaio chiusamente K. A^. 33. aja,
rinnovare, ha podestà in rinnovart natura in coloro C iiì. 8. 29^
sii
RIPRENDERE
rinvenire. Tn eh' io htwtngo, V ton •••••. 5cs/. lil. tt.
Che '1 tristo ■pirto si rinvegna alqugnto . . > Son. xlvii. 4.
rio, mIj. Com* ella ( bella e ria Cosi dìpin^ ......... Cans. sì. ao.
E per me giri — o^i fortuna nd............ Cnna. xviì. 6.
che villania Far mi parrìa SI ria, —~ eh* •*.*.<•••.. Gtmj. xÌx, 85.
Sicelti fortuna, od altro tempo rio Non ci potesse Son. kxxìÌ. 5.
Se non il Ice» cv' io son eh' è al rio^ Che • . Stm. xivi. 7.
Bla poi die M ria nemico pur ne pdreme P, F. tt-a^
Centra le nnatre n# teotaiioni P, F. t^.
Acciò dal rio neimco ognun ai achìoatW P, F, aag.
C/,TtO,
ripurOk. Che dopo morte fanno Riparo nella nenie A . . . . . . Cuti. xix. a^.
rìposare. quella ... *n cui la mia speranxa piti ripoam Caita. avi. 49.
Angelica sembianza In \*oi . . . rif>om Bali, tv. 00.
l'entro alla qual donnciKlo al ripo«a K Af. so. 19 (5om. z. 7).
Il terso ti £, che ciascun ti riposf ... un di , . • . . . . . P. F. t6o.
riposo. Come soave e dolce mio riposo ........ f^. ^V. 34. 37 (GiN«. ìv. 1 1).
riprendere. Signor, non mi riprtnéer con furore . . . . . . . 5. /*. vi. 1.
rio, H. lungo il quale sen giva un rio chiaro nolto K 7/. 19. a.
rtptt. se una pecora al gìttasse da una ripa di mille passi C L li. 60.
ripftrere. tanto, quanto a n/«mnr alta cupidità C iv. ta. 101.
[Ai (or grntii ripara artnprt Anwrt ...C.iv. ao. 69.]
ripenvre. Ond* io poi ripaunnioy proposi di K A^. 04. 44,
io W nptn»m%Mt sicoome dalla ragione mosso K A^. 39. 1 1.
nfaiMmirfj il loro difetto . . . caggiono C iil 13. 117.
ripercuotere, non poasono . . . riptrcuottrm cosi come C il. 14. 75.
ciO era lume di sole riptrcosso In quella parte C iì. 15. 57.
la divina luce ... si riptrcucU da queste Intclligeiue C Ili. 14. 36.
in quanto esso £ in altra parte . . . ripnrotso C Hi. 14. 46.
non discende, se non riperrozgm da altra parte . . . . . . . C iv. on. 78.
ripigliare, a me convenne n'pigdiart materia nuova K AT. 1 7. 7.
volendo ripigltart lo stile della sua loda . . K /^. 36. aS.
riporre. Queste parole io riposi nella mente con K JV. 19. 13.
riportamento, izu '1 sno riporutmtnto , . . prccun d' adomare . . C. I. 3. 63.
ripninni per lunga ripomntat in luoghi . . . rivinsi C. lii. 9. 153.
riposare. Allora riposato alquanto . . . diiai K AT. 14. 57.
acciocché la mia vita sì nposì K. A^. 39. 7,
desidero ... di nposarr \* animo stanco ......■■.. C i, 3 rj.
era termine in che si riposava tutta la sperann ...... C. ÌÌI. 1 1. 164.
dove , . . ogni umano appetito si riposa*.'»* C, W. 6, 8a.
come al ripoMmo C iv. la. 99.
U dove dovreste r^oasv* Clv, aB. $&.
riposo, che ingombrusero piti Q v^om deHa vita K AT, 13. 8l
concioniarotachè eaaa sia Usale nostro ripoto C. Iv. 99. «o.
e qua%i porto ... di lunga navigaiìone e ripom . . . . . . . C Iv. a8. 16.
dammi, Signor mio. ornai nposo C iv, a8. I45.
riprendere, ami contìnuamente mi riprtnJea K /V^ 15. 4.
se alcuno volesse me riprrmUrt di ciò, che V. N. 3I. 13.
sé medesimo riprtruUrt dee ..... C f. a. 33.
ciò che rìprtrUtrt al potesse C (. 5. 14.
ti è« che riprwmU la saa disobbidicnsa C IL to. «^
Don dee te riprmdnt di pmwedlmeBte C ii. 10. S^
questo vuol dire lo riprtn^rt di questo pensiero C. Q. II. 9i.
quello che lare dee queat' anima rtprtm per venire alai. . . . C il. ti. 99.
RIPRENDERE ^^^^P 57a
riprendere, che non voglia ... il tuo servo riprt*»dtrt 5l P. jdcxtìì. 3.
riprovare. [Con , . .] FiprtnMmtU) il eiudicìo falso e vile . . C tv. Cuce ili. 15 ; *. x s6.
io così per falsi li riprovo ,. Civ. Cam*, iii. 76 ; «5. 187-
rìpatare. Perchè 1* uom si npHta valer meglio Del P. F, 185.
riscaldare. Per U spera del Sol, cfa^ or la risatUa Comm. xt. xd.
Il dolce tempo, che risaaida i colli Stai. i. iol
rischio. Ond' io . . . Ne soQO a rùchio dì perder la vita . ■ . • ■ Bmtt, ri. ax.
eh' uom non si metta A rischio di mirar Som. jlxtì. 8
riBcrtvere. A ciò che mi rùrrnwM suo parvente . . . . . . K A!. 3. 79 ^Som, i. 3 .
riscuotere. tanU . . . Cb' i' mi riscatoto per dolor . . . . K. A^ 3S. 91 (Cmuc w. 51).
riprendere, che da molti . . . sarei stato ripntso di Icvczza d' animo , C. i£. i. 84.
Intra lì quali errori uno massimamente io riprenda^ C. hr. I. 45.
ma eziandio agli altri che lui riprmdono .......... C tv. 1. 4^
richiese lui e pregollo che la dovesse riprtruUrt C tv. a8, ioa.
riprensione, scusandomi a lei di cotal ripnnsiom • . K. A'. 15. S5.
se non mi fòsse slata rtprmstome . F. ^V. aa. 58.
Degna di molta n'prrnsaoru .............. C ì. 3. X.
per fuggire questa riprmsioHt CL3.8.
a torre via questa riprmsiottt C iii. t. 8&
io intendo purgare la Canzone d' una riprmsiomt C ìii. 9. 6.
quegli che . . . sostiene ... le Ktic corrette rxprgmsxom C iv. 34. 165.
ripresentare. il cielo è ... e riprtsenSa quello lume C ii. 15. 75.
riprovare, queste opinioni con ragioni . . . rifmìvtUTmo , ■ . . « C. ii. 15. 59.
Queste opinioni sono rìproMJt per false Ciiì. 5. 53.
questa opinione è riprovata [>er falsa dal Filosofo C iii. 9. 104.
ove si promette ancora dì riprovart il giudicio . . . • « . . • C iv. a. 117.
si promette . . . poi di riprtuniì* il falso • . . C. ìv. a. 123.
che prima si rifmivQ il falso C iv. a. 125.
a wiprovan lo falso s' intende in tanto C iv. a. la^.
nel trattato prima si riprova lo falso . . . C. ìv. a. 135.
nella u<onda si riprovano quelle .....Civ. 3. 97.
prima che a riprovare le . . . opinioni proceda, mostrerò come, quelie
riprovando ... si ragiona C. tv. 8. 99^ 30^
se io intendo . . . alla . . . apparenza riprovar» • C iv. 8. 67.
che io . . . apparenza intenda riprovare è manifesto C. iv. 8. 71.
come io . . . contro . . . non parlo, ciò riprovando C. iv. 8. 8&
in questo caso, cioè in riprovando . . . I* opinione • C iv. 9. A.
Poiché . . . mostrato è quelle riprovart a me essere licito, verrò
a quella parte ragionare . . . che ciò riprova . C. iv. xo. a, 4.
in quella parte riprovart non s' intende C iv. io>. 1 1.
L' altra particola . . . s' intende riprovart C iv. 10^ 14.
però riprovando si fanno due parti ; prima si riprovano le divisitj poi
si riprova U ttmpo essere cagione di Nahiltà C. iv. io. 18, t% aa
É da sapere che, riprovati le éiviMit^ é r^rovata non solamente
r opinione C iv. 10. «4, «5.
per questo modo disputasi e riprxìvasi contro alle ....... C. ìv. 13. 16^
Riprovato V altrui errore C. iv. 14. 1.
in prima si riprova ciò per una ragione C. tv. 14. 8.
Dappoiché ... la Canzone ha riprovato^ ttrupo non richiederai , . C ìv. 15. a.
soggiugne, che . . . cosi li riprovo C ìv. 15. x8^
che riprovata è la falsissima . . . opinione . . C. ìv. i6u la.
riprovazione, re-, fuori di tutto 1' ordine della rrpivvauome . . . . C ìv. 7. 46,
questa riprovatone si fa in questa parte , . . . , C. iv. 14. 6.
riputare, y. reputare.
573 RISPONDERE
fiso. Voi le vedete Amor pinto nel riso K ^. 19. 74 (CamM. U 55).
[Dico] negli occhi e nel suo dolce rito C. iiL Camm, ti. 57 ; 8. 74.
se con dolce riso è stato mosso Coms, xi. 58.
risorgere. K risorgeie.
rìspettare. di te ... mi duole. Che non riatti è1 secolo futuro . . Som. xxxvìL 13.
rispetto. Ms tratterò ... A rispetto di lei leggeramente . . V. N. 19. 31 {C^hm. t ia>.
rlsplcndere. Da an' anima^ che fin quassù rìsplenj* , . . K. A^ 19. 37 (Cana. i. 18).
li raggi tuoi. Con li quai mi rispirude Cans. ix. 09,
Perché rispUndé si la sua dolce ombra Sfst. iv. 16.
Nel mezzo della mia mente rispitnd* Un lume BaU. iii. 4.
Che dallo Spirto santo in noi rispUmde ...../'./'. 95.
rispondere. Rispondimi, se puoi altro che nulla Cntu. x. 77.
£ s' egli avvicn che gli risponda male i . Caiia. svi. 37.
rtocuotere. quando rucMo^m^mi apersi gli occhi ....... KA^a3.lo3.
liaentlre. I suoi atti . . . fanno amore disvegliarc e ristnUre . . . . C. ìli. 7. 14Ì.
riaerv&re. E 10 . . . per li miseri alcuna cosa ho riservata C ì. i. 76,
quello ... ai dee risrrrarr di dietro C ii. 9. ir.
rWbUe. le quali cose paiono ... e specialmente esser rimòik . . . K Af. «5. ao,
rtoo. uno ... è ... e r altro lo suo mtrahile riso K A^ ai. 54.
Lo tuo riso sia senza cachinno C iii. 8. loft.
Ahi mirabile riso della mia Donna ....... ^ ... C Ìli. 8. no.
distingue il luogo . . . cioè negli oeeJn e net rù» C. iii. 15. la.
e n suo riso sono le sue persuasiom C iii. 15, rtiL
se non nel guardare ... in questo riso C. ìii. 15. 03.
rispetta dice &lso per rispetto alla C. i. a. 70, 71.
hanno rispetto ad alcuna cosa C L 11. 131.
per filetto della verità C. ii. 3. 9.
secondo alcuno rispetto ..........••«.. C tt. 4. 51.
non avendo rispetto se non sd esso C. ii. 6. 77.
a rispetto della verità, poco fia quello che dirò C. iii. 4. 93.
la buona volontà, alla quale avere si dee rispetto C. iìL 4. 103.
commendo lei, non avendo rispetto ad altra cosa C Ui, 6. 34.
net quale . . . per diverso rispetto ti può trattare C iii. 9. 47.
generata per onestà solamente seni* altro rispetto . . . . . . . C iiL 1 1. 1 1 7.
uitimo dico per rispetto al tempo presente C Iv. 3. 40.
senza rispetto alcuno, la Verità e la . . . seguire ....... C Iv, 6. 87.
senza altro rispetto . . . gentile è chiamalo C Iv. 7. 7.
una cosa, secondo diverai ru/tr/Zi. essere ,..«..•»• C iv. 11. 40.
che ... si vuole avere rispetto alla (acuiti dei . • * • ^ - . > C iv. 17. tao.
in quanto avemo rispetto a noi medeaimì C iv. 06. 14.
sccondochè ha riatto a[d] C tv. oCl aa, a6.
quelli consigli che non hanno rispetto alta tua arte C. iv. 9^. 78.
quelli che hanno rispetk> ali* arte . . . vender puoi C Iv. a?. 83.
co&a che a reggimento civile abbia rispetto C iv. 37. 99^
rtaplendere. pure mpiende nel nostro intelletto alcuno lume . . . C. ii. 5. lai.
la quale fa rysptendere ogni altra beata * » • • C ii. il. 36.
della bellexia che in suir onestà fiir^t/mA C. iv. 8. ti.
wA qoilc nulla . . . giustizui nspiende . . • C ÌV. 1 1. 54«
la quota cuUle questo raggio . . . mai non wiéfUnée C iv. ao. 73.
s* afTcrma che quesu Nobilti . . . rispimdt per .,...., C iv, 83. la.
rispondente, qtuindo le voci . . . aono latra aè fispemà»%%ti . . . . C i. 5. loa
rl^nodcre. significo ■ che si dee risponétn . • K ^. 3, 94.
A queato sonetto fu risposto da molli K A. &• 96^
Ed ie . . . rispondi^ loro, che Amore era qu'^glì K AT. 4. 14.
RISPONDERE ^^^^^^B 574
rispondere, e non rispondt U lor frutto alle fronde Cmms, xix. tó^
Hisfiosi in voce con sospiri mista CmmM. xx. 33:
Ej te risfomtU i: O aiiitna pensosa] K 77^ 39. 59* 68 (Som. xxm.^
Rispùudt il fonte del gentil parlare Che Soh. xxx. u.
rispondere, onde in questa ^isa da lui ori fu rispoaio K /^. la. «5.
Ecco, che . . . che avresti tu da nspotuiere V, ff. t%. ^
io quanto tu le nj;fw>Hi//JLn •«>«• KW. 15.1?.
Ed a questo rispond*a un altro umile pensiero • . V. N. x^- 19.
Se . . . fossi libero unto eh* io le potessi riapondert K M 15. 15.
Ed io rispondmdoJe^ dissi cotanto ............ K M 18. 50^
Ed ella rispost : Se tu ne dicessi vero P*. A^ iB. 51L
come se . . . elle m' avessero risposfo .......... K iV. aa. 6a,
siccome lo m* avessero detto rispondendo ......... K.A^ 33. 65.
le donne per cui rispondo y. N. xz, 105.
Ond* io . . . risposi loro , ,,,.K, iV. ^3. 1 18.
e che questo signore le rispose quivi «... K /V. 95. 76»
non ardia di ... né di rispondere al suo saluto P". N. a6. 9.
nella ttrwa dico come le risponde ^- •'V* 39^ S7>
le cui parti debitamente rispondono , • • • . C t 5, 94.
quando le sue membra debitamente rifondono C i. 5. 97.
nel quale più debitamente ri^ndono; [e più debitamente m/oN-
dotto] in Latino C ì. S loi, loo.
Se ... un altro rifondesse a lui di si . C. i. isl 4.
e io gli rispondessi di si Ciia.ro.
A questa quistione si può leggiermente rispondere C ii. 9. 32.
alle quali risponde lo nuovo pensiero C ÌL io. 8i.
Alli sette primi rispondono le sette Scienze ....... C. ii. 14. 5^
Air ottava spera . . . risponde la Scienza naturale ...... C ìi. 14. 60^
alla nona spera risponde la Saensa mormle C. lì. 14. 60;
si cielo quieto risponde la Scienza divina C ii. 14. 6^
A ciò si può brievemente risponder» che C. iii. 4. 51 ; iv. 17. 119.
rù^N^ti, che non è vero che parlino C iiL 7. 109.
che intra tanti organi conviene a bene rispondersi C iiì. 8. 9.
A ciò si può chiaramente rispondere C Ìli. 15. 76.
Federigo . . . rispose, eh' era C iv. 3. 44.
A ciò si può lievemente rispondere , . C. iv. 4. 91.
Dove ... mi conviene . . . risponder* a quella C. iv. 7. 55.
Rispondo : quello che andò dinanii C. iv. 7. 78.
come si chiamerà ? Rispondo : vilissimo . C. iv. 7. 79.
Rispondo : perchè . . . sarebbe C iv. 7. 8t.
Rispondo^ che è morto aomo C iv. 7. 137.
non vuole altro dire, se non rispondere a ciò • C. tv. 10. 1 itih
da non trapassare senza . . . rispondere a quella C. iv. la. 1 13.
A questa quistione brievemente è da risptmdetw C. iv. la. 199,
avvegnaché questa ragione . . . non rispomda alla C iv. la. sox
in Capitolo nuovo alla quistione è da rispondere C tv. la. S08.
Alla quistione rispondendo^ dico C iv. 13. i.
risponde^ che non è vero C iv. 13. 31.
Ancora qui si risponde, che non è vero dò C iv. 13. 59.
rispondo che ciò fia contro a loro medesimi C. iv. 14. 4S.
degno è che la chiosa a ciò risponda. £ però rispondo così . . . C iv. 14. 53. 5|.
risponderai vorrebbe non colle parole ... a C iv. 14. 105.
e anzi la domandazione compiuta, male rispondono C iv. 15. 136
Vedesti r uomo ratto a rispondeir C iv. 15. 1311
575 ^^^^^^^^^^^^^ RITONDO
rtepODdere. Rispondtrtm essi all' eterno Dìo 5. P. ci. 89.
ristare. Non rrVa/r ove sìa gente villana K JV. 19. 84 (Ceima. 1, 65)1
non sìAte sdegnose, Né di ristan alquanto in questa via ... . San. xli. 6
C/. restare.
ristoro. Lo Re, che merta. Ì suoi aervt a ristoro Soh. xxxviì. t.
ristringere. Rìstrrtta s' è entro il mezzo del core Caia. xiii. 35.
Ma pcùch' io mi ristringo a veritatc Catu, xiv. 57.
Che buon signor mai non ristringt 'I freno Carta, xvi. X7.
risurgere, risorgere, resur-. Cora' io risorgo, e miro la ferita , , Cans, xi. 59.
Si che la fò . . , Rtsurga con giustizia Ohm. xviii. 36.
Li quai . . . Risorgerattno h\ suono della tromba S. P. ci. ito.
rltemere. Perchè non ti rùemi Rodermi cosi il core ... ! , . . . Cans. xii. 94.
ritenere. Se cavalier t* invita, o ti ritigne Cans. xiv. 87,
ritirare. Amor, che sue ragne Ritira al ciel ......... C^na. xv. 24.
rispondere. Cristo V afTcrma . . . rispondtndo a quella C iv. 17. 96.
Rii/Hfndo che non fìa quello obòtdienut .......... C iv. 84. 134.
Hispondo; siccome dice nostro Signore C iv. 27. 74.
Alla prima quistione risponda Giovenale ,,,,,..,. C ìv. 39. 37.
Alla seconda quistione si può rispondm^ che ..•■.•.. C iv. 39. 86.
cosi basti alla seconda quistione esser risposto ....... C Iv. 39. 197,
rtaponditore. tra li quali fu risponditore quegli V. N. ^. 98.
ytapOlJ iriooc. che . . . saluto, e domando risponsione ...... K ^V. 3. 93.
la mia ru/oNJioM/ sarebbe stata . . . Amore K A^. 11. 7.
comincìaro ad attendere in vista la mia risponsione y. N. \Z. 31.
■~ìsponso. rìcordossi del risponso che Apollo dato avea C iv. 35. 65,
T^sposta. DcU* altro dico la loro risposta • . , K /V. aa. 64.
non altrìmenti sarebbe fatta la domanda e la risposta dì ....Ci. is. 7.
scritte . . . come nella risposta del prete C. iii. 4. 60.
apre la via alla risposta C. iv. 13. 304.
quante cose sono da notare in questa risposta C iv. 37. 181.
*"istare. mai . . . non dovrebbero le vostre lagrime esser ristate, . . V. N. 38. 17.
Cf. restare.
VSstonuDentO. quando dice e ritrac ... lo hatoramento di quello , . C. iv. 37. iBó.
^''laUMSre. per lo suo senno ... Io suo popoki ristorato gli fu . . . C iv. 97. 167.
C/. restaurare.
V'IatOCD. a lui domandò lo Ws/om della morta gente C. iv. 37. 165.
V"SstrÌgnere. perché la presenza ristngne per opposito . . , . . , C i. 4. 5.
Onde ... la presenza risthgne {' una e I' altra qualitiL . . . . . C i. 4. 35.
Per che ... la presenza ristrigne lo bene e lo male C i. 4. 57.
si vede che ... la presenza ristrigne il bene e '1 male C. i. 4. 91.
'"'Isultare. K resultare.
^"^isuj^ae. n'surti li morti spiriti mici . . . dissi K A^ 14. 58.
che . . . forza e vigore interamente della terra in lui risurgeva . , C iii. 3. 58.
■^tenere, perché la memoria non puote rrVrnrrlui, né V» N.ai, 55.
il cielo è ... e però ritiene . . . quello lume C li. 15. 75.
coDciossiacosachò ciascuno effetto ritenga della natura C. iii. a. 36.
che la . . . terra ... li semi del cognato cielo ntenea C iv. 15. 81,
riceve . . . quanto é più possibile di ritentre ........ C. ìv. 33. 49.
siccome uno arco ... le vite ritiene (e dico le ritiene^ si degli uomini,
come . . .) C iv. 33. 57 (Ma).
quante laide parole ritiene . . . C iv. 35. 94.
Svitino. le . . . adornezxe . . . cioè la rima e lo ritmo C. ì. io. 88.
^itonrto. dico cerchio largamente ogni ritondo, corpo o superficie . . C ii. 14. ao8.
Cf. tonda
r
RITORNARE
rìtomare. non perch io non speri Ad «se rHomùrt C iv. Gpi«. iii. \,
Tal, che . . . Non ha di ritornar più liberiate Cmmm, xi. 84.
ben ritomemHHO i fìumi a* coUi Prima che SéU. t 31.
Quando il Sole n'iorrta al primo passo 5^ /*. ci- 39.
rtttare. Si vedon cose, eh' uom non può ritran Som. xxviu ^
ornai la iftono A scrìver più di lui io vo' ritrarr ....... P. ft 8.
rItiBrre. valore Di n'trar tutto ciò che dice Amore . . . . C. ìii. Canm. ti. 18 ; 4. tjo.
Quella . . . D' essa ritragga signorevol arte Stm. xx^iiL 6.
ritroso* di chiamare a ritroso Tal . . . Per nome di ...... , Caiu. xix. 9.
ritrovare. E passan si che '1 cor ciascun ritrovm . . . . K W. 1^ 73 1 C^tw, t 54).
E ritrova le donne e le donzelle K M 3». iia i.Cama. ut. jt).
Ballata, io vo' che tu ritrovi Amore K A^. la. 80 BmiL i iV
Ma . . . Ritrova Y Amor pria ^^ /V. la. 88 (Aaff. i. 9).
rivedere. Sicché la lor . . . vista Non si rivide poi Cna fiata .... CmmM. xiii. a^
Io vcgna a rivtder sua faccia allegra Cmnm, xxL 3^
rìvertere. Che disleso e mwrso Mi tiene in terra Caiu. xii. 4».
ritomare. non si può ire più per intendimento dì ntormarr . . . . K. iV. 14. 6^
E ... mi n7or»ra>' nella camera delle lagrime K A^. 14. 64.
onde poi ritornato aila . . . cittade . . . Cominciai f^ A^. 19. 15.
veggendo ritomare alquante donne da lei . V. N. ss. S4.
io ntomai pensando alla mia debolctts vita y. y. 03. ts.
Onde . . . ritomaimi slWa mia opem K. A^, 35. 14,
perche cantata la canzone ... ad essa si ritorrnuu C ii. la. isl
la mia mente . . . provvide . . . ritornare al modo C ÌL 13. is.
va ver Lucia novantuno dì e ... e in altrettanti ritoma . • • . C. ìii. 5. 184.
Partendomi da . . , ritomo al proposito C. ìiì. xo. 3.
ancora dal princìpio ritomandà, dico CI iiì. 1 1. s.
è da ritornar* al diritto colle . C. hr. 7. 4.
che il sommo desiderio ... é lo ritomarr al suo Princìpio . . . C. hr. is. 140.
infinQ al punto che ... al Cielo ritoma C iv. 03. 301
Ritornando al proposito, dico C Ir. S4. 1.
due cose : 1* uno, eh' ella ritoma a Dui C iv. sfiL &
uscire le pare ... e ritomarr nella propria magione C. iv. a8. sol
* Ora/ dice Marzia, < ... a te mi ritt^^to . . . ' C tv. a6L 13$*
rltraere. y. ritrarre.
ritraimento. I.o Pudor* ò un ritntimrHto d' animo da C tv. 0$. 69».
ritrarre, rltraere, retraere. però non mi ritraggono te . . . passioni
da cercare K. AT. t^ ar.
perchè non vuoi tu n'/nirft' da tanta amaritudine!. . . . . . . F. AT. 39. x8l
Sono molti che per ritrarre cose ...*• C Liu 103.
più . . . che ritraendo quelle nella soa *.*« Ci.11. 105.
de' poeti, che ritraggono ... lo modo de' Gentili C ii. 5. 46^
prima dee quello retnurt a chi gitele fa C. it. 7 ^.
che pure a ritratre sarebbe orribile ■••..• C iì. 9. 74.
avere . . . dopo la legazion ritratta^ consigliato C iv. ^ laflL
Lucano, quando ritrai come Cesare . . . venne C. iv. 13. 119.
quando dice e ritnu per lungo sermone a CefiUo la storia . . . • C iv. sj. 184.
potemo cosi ritrarrt \ai figura a Xftrità C ìr, 08. roj.
ritrattare. Poi . . . ricorro a ritrattare del suo efletto ^ C iti. 8. 137.
ritrovare, come può bene ritrovare chi vuole C iì. 5. 5t.
siccome . . . per virtù di loro arti li matematici possono ritrovare . C tv. 5. 6(k
le . . . ricchezze, che si trovano o che si ritrovano C. hr. 11. 74. 1
rivenire, e so che il suo rivenire noa sarà V, S,9.A
li discacciati nWMMA'allc loro possessioni, dissi ....... K A. 14. 59
I
^H rivient. Per pnU e per rivirra . . . mando Bai!, tv. 3.
^H rIvOL Né la diritta torre Fa piegar riva, che C iv. Cane. ìii. 55 ; io. 1x5.
^^P '1 cammino . . . Che ora ò fatto Wt-o, e sarà Cans. xv. 57.
rlvocare. Deh non voler da terra rivofarmi 5. P. ci. 94.
^^^ rivolgere, altri fu . . . Che tal detto nvoìst C. ìv. Cans, iiì. a6.
^^H Poi li nt«(^' a* cìttadin suoi giusti Gnu. xviìì. 74.
^^r E qua e là sì vanno rivolgentio S. P. xxxi. 15.
O Signor mio, rivolgi la tua fazza Dalli 5". /*. I, 34.
roba. Giù per la gola tanta roba è messa Son, liv. 3.
rocca. Non noi, che semo dell' eterna rocra Cane, xx. 69.
' La qua) . . , Farà la rocca di Sion »cura S. P. ci. 48.
! rodere Perché non li ritemi Rodtrmi cosi il core ... ? Cmts. xiì. 25,
I rogna. Perù eh' io son mondato d' ogni rogna S. P.v'u 49.
riverberare, pinge . . . per modo di splendore rivtrbtrato . , . . C. ìii. 14. 34.
riviacere. per lunga rìposanza ... e con . . . rwinsi la virtit disgregata C Ìli. 9. 1 53,
I rivolgere, tuttavia ... mi n'uo/sj a loro V. N. 33. izz.
SI rivolsero tutti i mici pensamenti alla , , K. A', 40. 15,
rtvoigwnéo gli occhi addietro . . . puoteai vedere C ì. 13. 75.
dico che la stella di Venere due fiate era rivoita in C. ìi. a. 8.
e fMMdfw'coU' epiciclo, da Oriente in Occidente C. ii. 6. 146.
w nei rh/ciffimmo tutte le scritture C ii. 9. 59.
Ultimamente , , . iu mi rivolgo . . , alla Canzone C. ii. la. 4.
Dico . . . che '1 cielo del sole ai rivoigt C. ìii. 5. 1^7.
r anima . . . contempla , . . rivolgendosi sovTa sé stessa . . . . C ìv. 9. 159,
che . . . rivolgendo questa definizione in ugni parte, levò . . , . C. Ìv. 3. 47.
Cf. rivolvere.
I'^^^xUuziaae, r&-. lì quali sono alla rtvoluaont del cielo dì Venere C. ii. a. 64.
I il quale facesse quella nvo/iun'oH/ da Oriente in . . . . 4 . . C. ii. 3. 44.
in ciascuna parte della sua revolution* C. ÌÌ. 4. 56.
perocché la sua rrvo/uatOHtf è minore C. ìi. 4. 66.
Imprima similitudine si è la mo/tf^ion/ dell' uno e. C ii. 14. la.
ordina ... la cotìdiana revolneione di tutti gli altri C. ìi. 15. 133.
Che se la revolujnone di questo non ordinasse ciò .,.«.. C. ti. 15. 136.
per questa rrvoluaione si girava il sole C. ìii. 5. 35.
^«'Xnslvere. che ... in quello si rìvolve con tanto desiderio . . . C iì. 4. e6.
per lo movimento nel quale ogni di ai rivotxM C. ìì. 15. 97.
, Che, cominciando dalP A, nell* U quindi si rivoivr, e . . . quindi si
Hvohe e toma ncll' O C iv. 6. 28, 39,
per quelli n'volvendo la sua memoria, essa si rimembra . . . . C ìv. aS. 84.
C/. rivolgere.
*"^^fc«. malnati I . . . che . . . donate . . . roòe Cir.a-j. laa.
^^^^cca. il quale . . . tenea ancora la romz della mìa mente C ii. a. 31.
^H~^'<3nia. chiamansi Romwi in quanto vanno a Roma V. N. 41. 51.
^H della . . . figlia di Roma, Fiorenza C. ì. 3. aa.
^^K credo che da Roma a questo luogo ... sia spazio C. ìii. 5. 65.
^^H credo che da Roma^ là dove cadrebbe ... sia spazio C. ìii. 5. 96.
^^H atU quali venne Catone col popolo di Roma ........ C iii. 5. laa.
^^^ quasi dal principio della costituzione dì /?oma C. Ìii. 11.84.
^^H cioè la gloriosa ^oma C iv. 5. 39.
^^H fu in uno temporale che David nacque e nacque Roma . . C ìv. 5. 47.
^^m il colpo che per liberare Roma pensato avea C tv. 5. 117.
^^1 Regolo, da Cartagine mandato a /?oma C. iv. 5. laj,
^^B avere centra Ȏ per amore di Roma . . . consigliato C. iv. 5. ia8.
^^^ essere venuto a liberare Roma . . . C iv. 5. 135.
ROMA 576
rompere. Era la \*oce . . . rotta si dair angoscia e dal piuiKo K N. 43. r43 (Cmmc. ìL >6V
E nmpon come tuono Gì* innati vizi C. Si. CaKa. ti. Ml
Tu fomfH e parti tanta buona fede Caiaa; xvm. 41.
Sicché a cnidelità rompa le porte Caiaa. xru. ti^JH
Come Amor prima per la m/Ca gonna La vide Caica. xx. a7.'^|
che 1 nostro putrido letargo . . . romft, e fassi largo S, P. xxzvgl >&
A%*arìzia, per cui si martira ... e rvrm^ fede e patti P, F. 197.
Lussuria . . . Amistà rom/<é e parentado spezza P, P. 003.
lOKL si posa Come succisa rnsa Cait«. xx. ai.
Fresca rvsa novella . . , Vostro fin pre^o mando BmiL ìt. i.
Come la rosa in rocuo delle spine Som. xìr. ^
Roma, nelle mani ebbe la Tranchifiia dì Roma C. iv. 5. tóo.
quando li Franceschi, tutta Roma presa, prendeano C tv. 5. tèa.
Romano, biasimavano lo Latino /7omiiHo Ci. 11.97.
Numa Pompilio secondo re de* Romani C. iiL xt.aft.
Federigo di Soave, ultimo Impendore de' Romam C iv. 3. 39.
r Autorità del Romano Principe C ìv. 4. 85.
perocché la Romana potenza . . . fii acquistata C. Er. 4. 87.
non da forza fu . . . preso per la Rontana gente C ìv. 4. 113.
A costoro fcioè alli Romani) C ir. 4. 117.
ragione . . . t stata principio del Romano Imperio C. tv. 4. la^L
che fu origine della nobilissima Città Romana C iv. 5. 49.
è manifesta la . . . elezione del Romano Imperio C iv. 5. 52.
alla voce d' un solo prìncipe del Roman Popolo . C. iv. 5. 63.
per le scritture delle Romani storie C i\*. 5. 93.
che li /?omawi cittadini . . . posseder voleano C. iv. 5. 113.
commutare ... a si e agli altri presi Rr*mani C. iv. 5. 127.
procedette la . . . Pro\'videnu nello Romano Imperio C iv. 5. 154.
dove gli Albani colli Romani . . . combatterò C ir. 5. 157.
quando uno solo Romano nelle mani ebbe C. Ìv. 5. [59.
quando ... li Rotnani vollero abbandonare la terra. . . . . . C. iv. 5. 16&.
uno nuovo cittadino ... la Romana libertà difese C Sv. 5. 173,
di questi ... fu Torquato, nobile Romano C i%*. 6. iia.
però dice san Paolo alli Romani C ìv. aS. 75.
di ricevere la rosa dal Romano Pastore C iv. 09. 33
Romeo, cbtamansì ^om#i' in quanto v-anno a Roma KAT. 41. jOk
Romolo, che brievemente da Ron%oio cominciando . . . andò . . . C ìv. 5. Q3.
li sette regi . . . Romolo ... e li re Tarquintì C. ìv. 5. 90.
rompere, che lo mio dcbolctto sonno non potè . . . anzi si m^ . . F'. A^. 3. 5&.
e lo mio sonno fu rotto y. N. la. 73.
la mia voce era sì rotta dal singulto KM as- 'o^
senza romprrr tutta sna dolcezza C. i. 7. 94.
ragioni, che Aristotile dice a romptrt costoro CÌÌÌ.S.59L
che questc^mmr/ilf . . . rompono li vizi innati C. ìii. 8. 191.
ciò rvmfit la loro sentenza medesima C. ìv. 14. A4.
che . . . là . . . per lo impeto del vento rompete C iv. aB. 37,
nmpttrlce. perocché ... è rompitrit* d' ogni calunnia C. iv. 13. 94.
roadine^ 'una rom/fn# non fa primavera' C. i. 9. 60.
Meglio sarebbe . . . come ronéìnt volare baiso C. tv. & 188,
rOttL conviensì aprire V uomo quasi com' una rosa che . . . . . C iv. 97, 38.
siccome la tvsa che non pure a . . . rende C iv. »^. 07.
dì ricevere la rosa dal Romano Pastore . C ìv. 09. 23.
rosso, si dipingono nella feccia ... di rosso colore C ir. S5. 78.
siccome ... si potrebbe . . . restituire meliga rossa C tv. 39. IMI
579
SAGGIO
rota, ruota. Io *on venuto al punto della n>tm Cant, xv. i.
Serena e g]orio^a in sulla mota . . . remerai CmMM, xviii. 46.
Che credo tor la muta alla ventura , . San xxxiji. 14.
Solo a' preti pertien rolger tai rMo^ /* /", 14I,
rovina. Vedendo la rvvina darmi addonOy Fu . . . prono . . . . S. P. xxsviì. 41.
Cf. niiiUL
nibatore. Che niuno Infuriì, né aia rufmion P* F, x66.*
mbello. Si che . . . Abbi tu teco : e tu non lor ruMlm Gifia. xviii, 45,
O^rlbeUe.
ruggire, tanto . . . Ch' io gemo e raggio^ come fa il leone . . . . S. /*. xxxvii. 39
mina. E scampi nuì dall' elemal miti» P, F. as-j.
Cf. rovina.
minosa. At/jnc fortuna rNiMOsa datur Cfia xzi. ti.
mota. r. rota.
sacramento. Tanto i aanlo, mirabile e . . . qura'o Sarmmm*o . . P. F. 131.
rosi ci difendon ... I sopraddetti sette Sa^ntmfnti P. F. 152.
sacrifizio. K *l cor ... Si può chiamare vero Mcri/iaio S, P. \ 6&
Hamrai coperto col suo aacm manto S, P^ vi, 45,
schermo ule. Ch* opni saetta II spunta suo corso ..... Cans, xi. 74.
che . . . Non eMe di faretra Smetta, che C'stts. xiJ. A.
dàlie per lo cor d' una «a///* CafMi.xii.8fl.
che ... ai trova Sernitn forte di quella èmettm, Ch' ...... Cuhm. xvi. 57.
■I. che non esca Pinta per corda la *a#r/a fore C«njl xvìi. 50.
d' ivi dtaceiide Una smetta che m* asciuga Hai', iii. B.
Percbi- le tue saetif nel mio core Son Alle S, P. xxxvìì. 4.
Che dì trisluia mettavan foco K Af. 9^ l^$ (CifM; il. 46)
Blostra eh' Amor leggiermente Ìl laeHi Som, xxxiv. it.
saggio. [Mira quant' cUa ^ . . .] Staggia e cortese nella . . C. ii. Catta. L 47 ; 11. 48.
BcUa, aiugw, cortese : La chtaman tutti Cmms. x. 1501.
conw wadere Si volesse al mercato de* non a^QV* Cams. xix, 35.
t CMT tenuto E desiato da persone htgxÉ Cmma. xix. i»6.
In abito di *^ggtm mcsaaggtera Muovi Ba/I. v. 1.
Siccora* il Si^gio in suo dittato poaa K AL so. 14 (Sm. il a).
rota, montando . . . tanto che compia novantuna rota e poco più.
Quando queste rot* sono compiute . C ttt* St ly», IJIi
pare discendere altre novantuna rota C iil. 5. 159,
Lo quale montare . . . vede con altrettante rt>4r quante . . . . C. ìii. 5. 165,
girare, non a modo di mola, ma di rvta C iiì. S. 176,
che enmc nibbio akiaaime nu/r (are fT. iv. 6. 169.
rovinare, esai non sanno dove ttMHmOMO C iv. 7. looi
mbatore. siccome sono ladroni e mòaipn C i. la. 77.
Oh . . . rwAtfAjrt subiiani delU mente uncina C ii. 16. 31.
nibloondo. av\'iene . . . che ... le cuse paiono quasi tutte mòkotidt C. iiL 9. 135,
che ... le verini . . . mh*€OHtÌe si fecero C rv. 95. 85.
mbrica. In quella pane ... si trox-a una rw^nra K /V. l. 3.
Sotto la quale ntMttt io trovo scrìtte le parole K M 1, 5.
I raggine acciocché di loro . . . raiiloni nulla rmggimt rimanda . . . C. iv. 15. A.
I mina, qu(^stu . . . tortisce . . . per le rutnr C iv. 7. 7^^
mstica mente. Le quali due rasioai ruUicamtnt* stanao a fan di si
nclU bocca di ciaHCuno • . » • • * .•«■•• . C, i. •. ss.
aacratiaalmok O Ma m/isaiMo petto di Catone . . « , . , . . C. tv. 3. 140.
I McrUcia che ritraggono ... lo nodo de' Gentili e ne* mrnfiii e itclla
II loro fede C. il. 5. 47.
J aiggiare. ae con giunta misura foaee M(ggiaiù . . • C L e 67.
i.
SAGGIO ^^^^^^^^m 3^
saggio. BelUte appare in uggia donna pui K ^, aa. ai (Sm. s. 9\
C/. savio.
Salamoile. Ben ti faranno il nodo Ssìamonr So», lu*. 2.
C/^ Salomone.
saldare, ul, che . . . Questo emispcro chiade tutto, e saUa .... Cmmm. xw. t^
salire. Perchè ... li raggi tuoi . . . StUtrwt tutti sa negli .... Cièmm. ix. 30.
Oggi fa r anno che nel del salait ....... K A' 35. 58 «.Som. avtii. U-
Mggfta Dice Mggia C. n. tt. $3.
Cf, savio.
Saladino. Chi non ha ancora ... il SalaA'no . . . T C Ir. 11. 196^
salire, che il mio pensiero sai* nella ... in grado che ...... K ^. ^a. 25.
quando Cristo sa/io lo monte per trasfigurarsi C ìi. t. 47.
prìnui quanto al nostro salirt a loro altctza •.Cu.6l 50L
perchè lassù io sniiva pensando C u. ft. 43.
di quello che 5a/f« a vedere quella Beata Cu.a.58.
questo pensiero, che in ciclo sslìa . • C ìi. 10. 03.
se ben si guarda chi discende e chi aaif CìL 16^ 76^
e però sempre sah a quello C. tii. 3. 13.
che il nostro intelletto , , . non puote a certe cose sa/irr . . . . C iii. 4. 90.
dicea che *1 fuoco, quando parea salirt . . , discende» C. ui. 5. 43.
perocché nell' ordine . . . dell' Universo si saU . . . per gradi . , C. in. 7. 70.
li vapori della terra che contìnuamente saigono C iii. 9. 133,
Per le quali tre virtù si s«^ a filosofare a C iii. 14. 137.
' ... e '1 fiore della sua radice salirà ' C. iv. 3. 44.
lo suo errore e '1 suo difetto non può saHrr C iv. 7. 86^
Che, perchè noi voleasimo che le cose gravi aaiissimt per natura
suso, non potrcbbono salirt C. Ìt. 9. 56. 37.
che la . . . vita non fosse altro, che uno &aiirf C ìv. 93, 84.
perocché la nostra natura si studia di stf/trr C iv. 04. 48.
salita, tanto quanto questa età ha dì saJita ... e quella saia» e qaella
scesa è quasi C ìv. «4. 31^ 3).
Salmista, della quale parto il Salmistm C. ii. 4. 41.
£ però dice il Smlmista C. iì- 6. 103.
Di questa Nobiltii nostra . . . s' accorse il SaJmù4a C ìv. 19. 59.
quello termine, del quale si dice per Io Salmitia ...... C iv. 33. 79
salmo. 9' accorse il Salmista^ quando fece quel Safmo CL iv. 19. 59
Salome. Dice Marco che ... e Maria Salami andarono C iv. aa. isix
Sal(Knone. della quale dice Salomotu C ìi. 6. 34.
per costoro dice SalownoMé nell' EccUsiastt . . . C li. 1 1. 89.
Di costei dice Salomon* CÌL15.175.
Onde essa Sapienza dice ne* Prwfròi di Salomone C^ iiì. s 1. I4&
netli ProverU dì Salomotu essa Sapienza dice . C ìii. I4. 6l.
però disse Satomont in quello de' Pro%ffrbi Ci iii. 13, 166.
Non chiudete gli orecchi a Salomome C. iii. 25. 189
però Salomon* dice nell' EcrUstastt C ìv. a. 74.
posso parlare colla bocca dì 5a/otMOiu C iv. 3. la.
perchè ... ai guardi, comanda Salomotu a colui ....... C iv. 7. 93.
però dice Salomone nel quinto Capitolo ,..CÌt. 7. 139
lascisi stare quanto . . . Saiomon* . . . grida C hr. la. Si.
Che ... sia falsissimo, per Salomone si manifesta C iv. 13. 63.
per costoro dice Salomotu nellì Proverbi C iv. 15. 136
però dice Salomone nell' Eedesiast* , C Ìv. l6k 49.
E pero dice SoLtmaiu, quando intende . . . C iv. «4. i^a.
perù ^rìve Salomone nelli Pntìnrbt . , . . C Ìv. 34. i6a.
58l ^^^^^^ SALUTE
■aJntare. Luce d' «mor, che gli an^U ai/m/u K ^. 34. 50 <;CWMJt. iv. 34),
a' tre ... Te 0* «odrmi ... Li due sa/w/a C«hj. ix. 78.
poi . . . StUtitò le gernuuK icoiuoUte Cmtu, jis. 58.
E cui saiuia [fft tremar lo core] K /^. 91. ta (Soh. xi. 4), 43.
La donna mia, quand' ella altrui saiuta K JV. a6. 38 (Son. xv. a),
Mdnte. Cbè gli avvicn ciò che gli dona stUntt K AT. 19. 58 \Cam», i. ^).
chiamando La donna mia, per danni più *aÌMtt K iV. oB. 05 \F, C lai.
desire Lo giunse di chiamar tanta saiut* K «V. 33. 65 {Catu. ili. 35).
Chi veder vuol la saluU C il. Conj. i. 04 ; 16. 95.
Che riceve da Lui questa aaiut» C iiì. Cmtu. ìi. 31.
E noi in donne . . . Vedcm questa salntt C iv. Cmpu. in. 106 ; 19. 75,
Ma fallo . . . Neil' effetto parer di più amtutt Cane. ix. 45.
piacciavi di mandar vostra talutf ,., Cans, xvi, la.
Dunque vostra soiuit omai si muova Giju. xvi. 53,
Uadre di loda e di MalnU ostello Cma. zviii. 19.
colui, Ch' Amor si chiama, ed t pìen di saJuU CaPt*. xix. 90.
Non credo fosse mai virtute In erba Dì tal jm/mIt, cbentc .... Sfsi. iiì. 14.
Ch* io non veggia ulor tanta taìnte tìati, x. a6.
A ciascun' . . . SmiuU in lor signor K A^. 3. 80 {Som, i. 4),
Chi non merla saluti /^. iV. 8. 63 (.Som. iv. 19', 75.
Vede perfettamente ogni so/n/t Chi ^ jV. 97. 13 Son, xvi. 1).
Abbandonau dalla sua talutg . • K «V. 33. 39 {^Son, ivti. 14%
dava talntt Con gli occhi suoi quella benigna e piana .... Som. xiix. 9.
E venne in terra per nostra satuig Som. xxìk. 13.
La qual fa 1' uomo degno di ja/ult ■$./*. L 47.
SftlOOiaoe. però dice SmìomoM^ m)]' adolescente figlio ...... C iv. 35. i6w
questo è quel dono che S<ti*itnoiv . . . chiese C iv, 37, 61.
Cf. Salinone,
nltarb se una pecora . • . taitm, tutte le altre walimmo^ csiandio nulla
veggendo da mdtirt C t il. 63, 64, 65.
io ne vidi già molte in un po/xo tmitart, per una che dvutro vt Jd/lb,
foree credendo di »ai»art uno muro C. i. 11. 66, 67 i,Au}.
SalterllX sono quote parole del Profeta in an remo del Snlttno . • C ili. 4. 79.
r/. Psaltero.
nJatars. mi Mimò virtuosamente tanto K AT. 3. 13.
L' ora, che lo suo dolcisaimo m/m/mm mi giunse K AT. ^ 16.
la quale m* avea . . . degnato di jo/mAhv 1^ A^. 3. 40.
ael quale io soluta*» tutti i fedeli d' Amore . . , ... K. A^ 3, 73.
rh« nella f*fimo parte tobUo . K A^. 3. 9*.
nU nrgò il suo dolcissimo totuian .... ... K. A^. 10. 15.
qucUo che il suo imtut't^ in mr . . . operava K A^. io. 18.
quando ella fosse alquanto propinqua al Mt/utan K. A^, II, Iq,
quindo questa gcniiliaaima donna »miiti*vt K A^. II. 18.
non degnò miuiarr la tua persona .... K. A^. la. 51.
Sicché . . . rassicurandomi le mimimi K. AT, 18. 15.
mi levai, e uUutanih loro dissi K AT, 35. la.
■Slute. conobbi ch* era la donna delle amlmH K A^. 3. 41.
per la spersnxa dell' smaurmbile taiuté K A/1 11. 3.
appare ... che nelle sue m/n^ abitava la K A^. 11. alk
per6 cominciai ... a ragionare della oe/tMlr . . K *V. ts. 43.
che la vista degli occhi suoi è sua t^imit C U. 6. 87.
Veiamente in vui ^ la WmV C. ii. id^ 3^
quelle che detto e . . . della toinie di queala Donna C iì. 16. 70.
M ripoHUra tutta la «ptnnja della loro adblt C. ili. II. lòj.
SALUTE ^HI^^^^^^H 5^
salute. Divino pAdre, pica d* ogni 4ahU« .... ^^^^H& . . P. F. a^.
salvare. Ma salvami per tua misericordia . . S. P. vi. aa
Ringraziate quel che v' ha salvati S, P. xxxl 8l-
Aspetta il tempo e 1* ora di salvarmi S. /*. cL gS,
che . . . Giammai persona non sarà salvata ,.,,..,. S. /*. *-^^*i. 9-
pcr . . . trmr ... £ per sua Passìon tutiì saìvantt P. F. 39.
chi con . . . Crede, è salvato per sua passione P. F. 43.
sanare. E *1 colpo suo non puoi sanar per erba , Stst. L ao.
E sanami, imperò eh* io non ho osso S. P. vi. ii.
Lo quale io già pensava esser sanato S. P. xxzvu. 17.
sangue. E 'I sangue^ eh' è per le vene disperso, Fuggendo corre . . Cam*. xìL 45,
Alza il cor ... il sangut accendi Comm. xtìb. il.
e r altre nate Del nostro sangue Caiar. xx. 64.
Cosi ... Mi ghiaccia il sangue sempre Stst. U. 33.
contare. Che, per lo sangue lor . . . Sanno Som. Ur. 13.
Il nostro Signor Dio . . . *l suo sai^gu* ... ci dimostra . . . P. K 1 19.
che nel . . . Ugno ... fu confìtto e '1 satigHt sparto P* F, ixa.
SEilute. tocca Nobilude che bene è vera saittie . , C ir. 19. 76.
salutevole, con ispcranxa ... dì safu/rvoie porto ....... C ìÌ. i. fi.
a prendere Io desiderato porto per salntevak via ... . . . C iv. 4. 54.
saluto, lo fine del . . . fu già il saiuto di questa donna K A^ iS. 33.
è scritto che il saluto di questa donna ... fu fise K A*. 19. 137.
non ardia dì ... nà di rispondere al suo saluto K AT. a6 9.
salvare, innanzi dovrebbe quello saivart C ti. 9. aft.
che ciascuna cagione . . . amando quello, salva quell' altro . . . C ii. 9. 30.
perocché salvare noi possono Ciì. 9. 33.
salvatlco. Tideo coverto d* un cuoio di porco saivatieo C tv, aj. 65.
C/. selvaggio.
Salvatore. Questo nostro Salvator» colla sua bocca disse . . . . C li. 6. 36.
prima che '1 Sa/pa/o/r venisse , . . C iìi. it. ad,
solamente le parole del Salvatore ascoluva C iv. 17. 106.
andarono per trovare il Salvatore al monìmento C iv. as. J51.
* Voi domandate il Salvatore . . .' C, iv. aa. 154,
le tre sette . . . che . . . domandano il Salvator/, cioè . . . C tv. sa. 164.
che ottimamente naturato fue il nostro Salvatore Cristo . . . . C iv. 33. 961.
salvo, salvo che involta mi parca in un drappo K A^. 3. 37.
salvo che alcuna cosa ne scriverò K. AT. 5. 33,
5a/i>o che tale volta mi parca, che K A^. 9. 18.
salvo che fuori degli strumenti loro K A^. 14, 103.
salvo che non dico . . . come adoperi K. AT. 91. 33.
salvo che . . . imposto 1' era nome Primavera K. AT. 34. au
salvo che nella prima parte dico quando ^ , l\ N. 35. 37.
salva qui la via della debita correzione .....^....C, La. 78»
salva la via del debito onorare CLx 81.
la salute, per la quale si fa . . . salvo dalla morte C ÌL 16. 36».
salvo in tanto quanto dice che io lì chiamai C iii. 15. aoi.
sanare, sanato di questa infermità, propesi di dir V. N, 33. 103.
la mia mente, che s' argomentava di sanare . . - C il. 13. II.
y^TigiM» nei quale 1* alto sangue Trojano era mischiato C iv. «. 104.
Torquato . . . disceso dal sangue del glorioso Torquato . . . . C ìv, 6l 1 13.
Mentre che in me fu il sangue C. iv. afi. U3.
saaguigno. vestita d' un nobilissimo colore . . . sanguino , . . . K, A'I a. 16.
involta ... in un drappo sanguina leggiermente K A^. 3. 38.
con quelle vestimenta sanguigne K, A^ 40. 5.
5^3 ^^^^M" SANTO
miitMde. La carne mia tempr' è lUta privala Di samtad* . . . . S. P. xxxvìj. 8.
iftnltate. La carne mia è senza tmùtait . . S. P, xxxvii. 35,
sano. Per che a intelletti aam [È manifeatoj . . . C iv. C>m«. ili. 74 ; 14. 17 ; 15. gSw
Creasti spen>e, che 'n parte m' i sana BiUi. iì, 9.
Mmtificare. Sunhjieaio sia sempre U tuo nome P. P. ai^
■UltOi E ciascun satùo ne grida mercede K W. 19. 40 {Cam*, u ai).
Per volerne portar 1* aninui lamia Di questa Gru*. xv\L 59.
Tal che starmi pur presso a Smn Simone Som, tiìi. 5.
Ti pregheranno insieme tutti t aaif/i S, P. xxxu 41,
Di mi nasconder lo tuo santo volto , , . S- P. l. 41.
che mi sia tolto Lo tuo spirìtu samto e V amicìxia S. P. L 44.
Ch* io temo 1' ira del tuo volto tamio £ P. ci. 34.
Però che la sua Manta munì piacque 5. P. ci. 53.
tr temeranno, £ il santo nume tu«« 5. P. d. 60.
Pero che Dio ... La ianta Sion volle edifìcare S. P. ci. 65.
Acciò che . . , Potcssono lodare il nome santo 5. P. ci. B3.
la bcnignitade Del tuo Spirilo aat/u S. P. cxlii. 53.
che . . . carne e vita . . . prendesae nella Vergin mnta . . . P. F. ao.
In Cristo fosse nostro, santo e pio P. P. 33.
Siccome tamia Chiesa aperto canta P. P. 04.
e 'I Padre ed esso é uno Con lo Spirito tanto P. F. 30.
Fu su la tanta croce crocifisso P. P. 30.
Ci guardi e campi lo Spirito Santo P. F. 65.
Si com' il Padre, è lo Spìnto tamia P, F. 67.
C solo un Dio, e sol de' tanti un aamto P, F.69 (Aw).
li Padre ed il Figliuolo Con Io Spirito tanto P. P. 7^
in quel che ci ammaestra tanta Chiesa . P. P. Q5,
BLDguinltà. cm meco dì propìnquiuima tangnimtm congìonU . • . K. /V. 83. 95.
questi fu tanto distretto di tangminità con K A^. 33. 5.
Mtnguinoaa per esaere la tunica della pupilla tamf[uimoMÈ molto , . C iti. 9. 133.
— "»^ la buona dispouuone, cio« la tanitàt gvtU C iv. «5. 137.
Winltfidg. acciocché tostana sia la tanitadf C iv. t. 68.
èamtatU di mente, non di corpo, t addomandata C iv. 15. 177.
Sumltl* //. Curio, dalli Sanniti tentato di corrompere C iv. 5. Il i.
MIMX alla mia . . . vita . . . ancora die tana foasc K. iV. «3. 14.
Buvercfata . . . to fragile viso, non pur lo tana C iiì. 8. 131.
che ... è manifesto alli sani inlellctti ... £ dico tmmi non senim
cagione . C.lv. 15. 104, 106,
che lo iM»5tru intelletto ai può dire tatto e infermo C iv. 15. 108.
Sam> dire SI può, quando C.Ìv. 15, 111.
•econdo mattma . . . pu<^ essere la mente non *ama C Iv. 15, 169.
che . . . infermi non sono, ma . . . jm«u • * • • • C Iv. 15. iSi.
SantelenA. piò d* uno suio di SanttUnt d argento C iv. 11. 80.
mntisalxno. ordinata (u una progenie aamtiuima C iv. 5. 36.
•anto. ciot Padre, Figliuolo e Spìrito ammlo • . • « K ■^. 30. 96.
se non chi va verso U casa di tttnto Jacopo K «V. 41. 41.
però che la sepoltura di ««Mio Jacopo lu 4 • • • • K JV. 41. 48.
la Giudea t CstU tanta e libera C, U. i. 60^
essa si 6 fatU mnAi e Ubera C il. 1. 65.
aecondo che la jtfffAi Chiesa vuole . • C ÌL 4. 31.
du parte del Santa Re celestiale C. ÌL 6. «5.
la sua Sposa e Secretarla tanta Chiesa C li. 6. 34.
Ire /VuM/tfft MNtt ovvero divini C IL 6. 4a
r
SANTO 584
Che dallo Spirto saMio in noi riaplcudc P. f\ 95.
Il proprio corpo che nel santo Ugno ... fu coofitlo P. f. sai.
T&nto è san$o . . . Questo mistero e questo Sacramento . . , , P. F. 130.
Abbiam U Crcsma, e 1' Olio santo ancon /*. ^. 143.
£ '1 sanfo nome di Dio non pigliamo In P. P. 157.
Siccome santa Chiesa aperto pose , , , . . P. F, 160.
Si ne conduca co' suoi santi preghi P. F. «36».
BCnja. Coma, xvit. 63.
Htpere. K. N. 19. 49 {CanM. L 3o\ 76 (Cum. ì. 57^1 ; 23. 173 yCait*. u. 45% iSa i.Cbu^
u. 55) ; 3a< tea (Cim«. ili. 6s), 104 \CaHM. ili 64) ; C ix. Cbwv. L 3 ; iii.
CsM«. iì. 13, 77 ; tv. Cofu. iti 05 (m.^ ; Cahm. z. 65, 93, xaa ; xi. 8, 47 ; suu
13 ; liii. 18 ; xiv. 90, aa, 39 : xvi, 09, 36. 56, 60, 67 ; xii, 88 ; xx. 18, 45 .
X3ti. 7, 94. 43 ; SeM. ii. 95 ; iv. 19; V. N. la 1 16 iBaU. i. 37) ; BaM. «. 1 .
iv. 30 ; V. 11 ; z. s ; K. A''. 13. 44 \Soh. \%. 9\ 45 i^Stm, tì. io* ; 14. 83 '5*«.
vii. s) ; 37. 99 yjSon, zx. 14;, ; 43. 58 {Son. xxx. ta) ; Sem. xxxvi. 3: xlòi.
5 ; L 8 ; lii. 6 ; liiL 9 ; liv 1, 14 ; S. /*. xxxi. 31 : I. rs. 63; ci. 9> 106 ;
czzix. 7, 10 ; cxlii. 43. 4*. 48, 56 ; P. P, a. — C/. nvcre.
aanto. U . . . Carità dello Spirito Smnto ..., CÌÌ.6.70L
da Lui procede lo Spirito Santo Ciì.&. 8&
si puotc speculare . . . dello Spirilo Satrto ., . . . C ii. 6c 91.
ti Troni . . . naturati dell" amore del Santo Spirito C ii. 6. i to^
che il vulgo chiama la Kia di santo Jacopo . . Cu.15.10.
i miracoli . . . fotti . . . per li Santi suoi C ilL 7. x6f.
per che li Santi non hanno tra loro invidia C ili. 15. 101.
Onde dice santo Jacopo Apostolo C ir. g^ 83.
e massimamente quella del popolo santo . . . C. ìv. 4. to>
per lo nascimento della santa Città C iv. 5. 53.
pensato e ordinato fosse quello della santa Città C iv. 5. 179.
cosi la guglia di San Pietro sarebbe C tv. r6. 68,
però si legge nel Vangelìo di Jan Matteo C iv. 16. Ilo.
e la divina Carità sia appropriata allo Spirito Sm/o, quindi é che
chÌMmAÙ sono Doni dì Spirito Santo Civ.M. 107,10^
£ perù vuole santo Agostino . . . che C iv. ai. isél
la persona del padre . . . santa . . . dee apparerò C iv, 94. 159.
le menò dinanxi agli occhi del santo padre C iv. 95. 8n.
quegli che a san Benedetto e a sa»/' Agostino e a san Francesco e
a san Domenico si fa d' abito e dì vita simile C. iv. »6. 69 {tin% ja
però dice san Paolo olii Romani C, n. aA. 75.
potrebbe dire quegli dì san Nazzaro di Pavia C iv. 99. 87.
•apere. K. iV. 9. 7 ; 3. 103 ; 4.9; 5. 35 ; 9. aÓ ; la. 60, 137 ; 13. 96, 98, 57 ; 14, 8, 67, t%
74.75; »fl. 5; >9- 98. 14» ; «S-Sai 43; 35- 4N »o9. »<3; a6w 19. ^4. 34 ; 3>-
ai ; 38. aa; 41. 15, 19, 41 ; 4a .,9 ; 43.7; C i. 1.4.63: 3.35.50; 4-66: 5
87; 6- 44; 7.9> ; "-40, 116, 118; >a.5.6i; 13. io ; ii. s. 17 i 3* 3i9: 4-4^
5. 5 ; 6. 19, 150 ; 7. 18, 3>. 59. 89 ; 8. 16^ 57 ; lo. 33: 15. 46, 61 ; x6, ig^ 71,
80; iu. 1.56; a. 135; 3. 5: 4.53. 108; 5. 19, 63,80 ;.d. 13, 39t 7«f "«; 7-
it, 101 ; 8.53, 139, 156; 9. 96,48. 59; IO. 13; !i. 7. 6oC*f.), 63',«*.\ 106;
"a- '3t44. 7>i 77; «3-8; 14. »4.3'. 7^, 133; ^5- »3t 59- 74» ^09, 115. 140.303;
iv. 9. 38, 101, 197 ; 3. 36 («.), 38, 46(1».), 73; 5. 76 ; 6. 10. 14. 74 r 7- 7*. "»«
106; 8. i8, 51; 9.35. 39. 79» «13; »<*• 7. «41 79. 86; 11. 13, 49; la. t»; 13
«a. '3. 15. a8, 39, 75, 81 ^tó), 8a, 101 ; 14. 19 ; 15. <o. 69, 107. lai, 143, '65 i
17. x8, 85, 135 ; 18. 8, 38 ; 19. 33 ; ai. 9, 118; 33. 17, 47, 65, 90, 140. 156 :
34.83, lao, 191, 135; 35.41, 53. 66. 130, 136; a6. 15; «7. ij, 5». 54» »y> i
38. 13 ; 99. 89, tu; 30. 16. — C/. MiVCre.
i^'i'nte. erano chiamati . . . aoaJUoso/ij ma aapitnti C. iiù II. 3;^
5l5 ^^^^r SAPIENZA
upienza. della tui tmfiirHsa L' incerto e oscuro 5. ^. L 03.
•apìentc Pìtta^ra, domandato se egli si ripulava safiùnU . . . disse
se essere non safiùntr^ ma nmatort éi sapiènza C. ìii. 1 1. 49, 43.
albera non pure neliì Saptmtt^ ma exìandio C ìv. 30. 51.
Hptenxa. Pallade ovvero Minena, la quale disaero Dea à\ sapùnaa . C u. 5. 43.
contemplare la somma Saf^tnMa del Figliuolo C ii. 6. 66.
O ineffabile Sa/Hfnaa che cosi ordinaaii . « • . , C. iil. 5. 003.
Intra (li effetti della divina Safiimaa C ìii. 8. i.
* La Sapirn»a di DÌO . . . chi cercava t' . . . C iii. 6. 14.
disae sé esaere non sapifMtt, ma ammton A' m/ttustt . . . , . C. UL 11. 44.
quinci nacque poi che ciascuno studioso in sa/>it»sa foate tmtmtort
A M^tnisa chimtnMto ., C iii. 1 1 . 45. 46»
quindi dicemo noi . . . so/ia quasi uipitnmt ; ondc.^Ai« e «o/fa tanto
vale quanto amatort éi Mafimua C iii. 1 1. 50, s<*
/Uoj0/Wi non é altro che diMÙ/iinaa « Sdamaci Ctii. ir. 59.
cosi . . . conviene essere 1* amore alla Sa/>ìeHsa . , C. iii. 11. 80.
che per alcuno ^iÌ/f//o colla 5a/WMja ... sia amico Ciii.it. 96.
r altre scicnxc . . . che sono tutte membra di ScfmmMm . . . . C. ìiL 11. leu.
colui eh' é amico di Sa^intsa per utUùà C. iU. Il, 104.
che M vero Filoaofo ciascuna parte della .Snt^ùwaa ama, e la Sapt*nm$
ciascuna parte dd Filosofo . . . Onde essa SaptntMt dice ne*
Prcfvrròi C. ili. ir. I«3, 1x4, 1*7.
quando 1' Anima e la ìm/wnm sono (atte amicba C. iii. la. 33.
Filosofia è uno anioroao uso di Sapt^mm C. iii. ix 95.
pen»cche in Luì è somma S^pifHam e sommo Amore C iii. la. 97.
perchè la nostra émptemsa è Ulvolta abituale C iii. 13. 53.
Manifesto è nell* uso della Safkfnaa C iiì. 13. 111.
Onde . . . filosofia per suggetto materiale qui ha la SafiiiHMM . . C. iii. 14* 8l
la SafitfH^tg, nella quale questo amore fere, eterna è C ìii. 14. 56.
Delli /-'roorr^i' di Salomone essa So^ftraad dice Cìiì. 14. 61.
tutte r altre cose, fuori che la Sapmtsm C iii. 14. 73.
commendando 1' altra parte sua, cioè Safiùnaa C Ut 15. 8.
gli octÌh della Safitfn*^ sono le sue éttmosirumom « C. iti. 15. 14.
si dtmuslra la luce interiore delta Sapinum . , C iii. ij. 17*
E però ti dice nel libro tU Sapt^nsa C. iii. 15. 45.
Chi gitta via la AtkpienM» ... è infelice C iti. 15. 46.
Per r abito della Sapùmm seguita C iiì. 13. 48.
si legge Del libro allegato W!i'5a^*mM C ili. 13. 53.
come ciò sìa che la Sapùnsa posaa fare V uomo beato . . . . . C Ìii. 15. 71.
terminato i'm guanto in quella s^pitnaa C iii. 15. 99.
COSI la bellezza della Smpùnm . . . risulta C Iii. 13. 119.
mirando costei (dko la Smptfnsa) C. iù. 15. 150.
Ultimaincnte in msssims lode di Sapùnsa dico C tii. 15. 135.
però disse Salomone ... in persona della Sapitmsa . . . C ili. 13. 167.
quanto dalla parte del suo corpo icioè Smpifn^tf, . . . C. iii. 13. aos.
filooofta, che e . . . amoniae tuo di Smpmum . . • . C. iv. a. 133.
che m persona della 5a/«m4« dice ... . . . . C. iv. 3. 13.
Oh ineilabile e incomprensibile S^ptensm di Dio C iv. 5. 70.
però si scrive in quello di Ss/imaa : * Amale il lume della Ss*
pttMMa . , .* C iv.6. 164, 165.
Onde t scrìtto nel libro di SapUnma : ' Amate il lume di Sépttmam
. . .' e il lume di Smpùnam è casa Verità C. ìv. i6t 8. 9, 10.
O ahcua delle diviiie dcUa Mpt«M*m di Dio C Iv. ai. 57.
LI qMU • . . sono sette, dot : SapuuM C. iv. »i. no.
SAPORE
sarte, fU. Sempre al volere dell* cmpircc aarU ........ Som. xjetìu. tt.
satisSaire. E 'I satisfar, che dietro » lei s* accocca, Ci (a P, F. 109.
Cf. aodisfiare.
Satomo. che . . . regge tra Saturno e Marte Som. xxriii. j^
«avere. Dammi savtrr a pianger come voglia Cmms. xl 4.
Chi non fu mai saver tener lor parte . CmnM. xxr. 9&
Perchè M tenere Savrr* — fora Cam*, xix- a&.
Cf. sapere.
savio. Clio 1 savio non pregia uom per veslimenta Cmms, xix. 36.
La Gola é, che consuma JonV e matti /*,/*. 199^
q: saggio.
WpOre. 1' una ragione e 1* altra dark sapor» . . . , C i. 1. 133.
Saracino, questo vuole ciascuna legge, Giudei, Snmam C. U. 9. 70.
sarchiare, a volere ornai cosi trafoglioso campo surdnart . . . . C nr. 7. 39,
satira, n'sponde Giovenale ncir ottava SoA'm C ìv. 09. ^i.
satiro, dice esso poeta satiro C ìv. 09. 46^
saHsfaciniento. conviene a satisfaamtnto di quella esaerc la citta. • C ìv. 4. 17,
Cf. Boddis&dmento.
SSthlhre. alle quab uno solo satìsfart non può C.tv. 4.B.
perocché una vicinanza non può a sé in tutto satisfmn C. tv. 4. 17.
quando piti satisfate al debito della sua natura : né mai ai debito
delia . . . non si può satìsfart cosi .......... Civ. 87. 106, >o8.
satollare, del quale sì satoiUranHO migliaia . . C. ù 13. 83.
Saturno, lo settimo e quello dov* i Saturno . C. ài. 4. 8.
cieli rcpugitanti . . . siccome . . . quello di Saturno C a. 14. tgft.
in mruo della freddura di Saturno e C. ii. 14. aot.
il Cielo di Saturno ha due proprìctadi C il. 14. 004.
e Saturjto starebbe quattordici anni e mezzo . . . celalo . . . . C. iì. 15. I4a.
savere, che è più bello in donna, che jotvnr? C.ii.11. 53.
quanto atfvrrr . . . non sì pare per questo lume non avere 1 . . . Ciì.11. 74.
la quale . . . ò Donna . . . mirabile di savere C. ii. i6k ma.
Cf. sapere.
saviamente, quando . . . esso sai'ia$ti€Mte ricorse a Dio C ìv. s^. 1^4.
savio. Questa è una donna gentile, bella, giovane e savia K iV. 39^ &
perchè li 5du dicono C i. 6. 34.
che '1 savio uomo ... fa mansuescere C. il. l. aft.
questo nascondimento fosse trovato per li savi ....... C tL 1, 33.
come degli altri savi scrittori C ÌL ^ 61.
secondochè li savi d' Egitto hanno veduto C ii. 15. 15.
all' opera di quello savio guerriero che combatte * > C. iiL io. 66.
siccome furono quelli sette Ss^t' antichissimi .C. iìL ix. 361
secondo la . . . sentenza delli savi di lui ragionanti . . . . . . C ìv, t. a,
questo . . . 6ne ... fu per li savi cercato C iv. 6. 76^
però dice il Servio C i». 13. loflL
ciascuno savio s' accorda C ìv, 34. 1 a.
Convicnsi adunque essere Ftuétnle^ cioè Savio C ìv. 07. 43.
* impossibile è essere savio chi non t buuno* ........ C. ìv. 97. 48^
però non é da dire savio uomo chi . , . procede ....... C Ìv. 07. 4^
che come nullo direbbe savio quelli che . . . co^ non è da dire
Acmb quelli che C ìv. «7. 51,54.
Cf saggio,
saztamento. Promettono ... dì torre ... e apportar sa»iamenlo . . C. ìv. la. 41.
in loco di sasianunto . . . danno . . C. ìv. ta. 46^
saziare. Perocché in nullo tempo ... si sosia la sete C iv. is. 66k.
587 ^^^^ SCHIATTA
■azlare. Che . . . Metterei nano e taaitremi allora Catu. xìi. é5.
Puichè saziar non posso gli occhi miei Di HalL ìx. 1.
afauidegglAre. E questa, sòamUggiata di tua corte . . . non cura . . C*tt$M. %u 71.
«bigottire. Ciascuna par dolente e Mgollitm Ct$u. xx. 9.
Se r alma sbigottita non conforta K. ^V. 15. 37 (Som. viii. io .
scacciare. Gli guai dce^ll «worM/l* toriDcnlosi K, W, 14. 93 {Son. WL 14).
Sk m' ha in tutto Amor da si Mcaeàaio Son. xlL io.
■""■'«^ Discinta e snsZaa. e sol di si par donna Cai», ilx. a6.
«campare. Per potere Mmmfmr da cotal donna SmA i. aa.
eh' , . . stamfii noi doli eternai rttìnc .,••■••■../'./*. 037.
scampo. Ad iscamfio di lui mai Care impresa Ca$tM, avi. 1 1.
•cedA. Ne' parlamenti lor tengono MctJr Obh*. xix. 50
•OeUerata E di tenUxionl saUrratn Di spirti 5, /'. xxxvii. 93.
aoemare. lima, Che sordamente la mia viu tenni Cans. xiì. 03,
■cetno. Credendo far . . . Esaer le guerre . . . acttn* ...... Son. xxxvì. 8.
acenttere. Né voxlion che ... di vii padre tctuéa Nazìon . . . . C iv. Gims. iii. 6a.
Sui traditori sanéi Nel tuo gindìcio Ctn**. xviii. ix
donna Delle sue cose, eh* ella aanja^ o colti ... .... Sr«/. ìv. 30.
Prrò che ... Il Signor no&tro ... dal ciel Jorio è fra S. /*. ci. 76.
achenuia. Chi» tanto dà . . . Questa schtra^a micidiale e latra . . . CanM. xii. 5S.
acbermo. Fatto ha d* orgoglio al petto schermo tale Cim#. xi. 73.
actierzare. Anzi farei com' ono quando schtrmm Cans. xii. 71.
achiantare. Ch' io temo forte non lo cor si scAùatui . . . V, N. 37. «3 ^5om. xx. 8).
achiatta, quelli Che tan gentile per wMiatta altrui C iv. CaM«. iìL 30.
Dicendo: Per ùcMa/ta Ìo son con lei C. tv.Cm*. iii. 113.
«uJo. Questi cotalì . . . tosto sono i«ji' C i. 4. 37.
afaandeggiare. Chi dirà di Camillo, thémdtggìmio . . . F C iv. $. 134.
abigottimento. d' una vista di terribile ibigoihmemio K AT. 36. 6.
■bifOttlre. per che io, quasi sbigottito dcUa bella difesa y. ff,i.^
Egli mi parca sbigofiiìo .,..,,,,.,•,.,, K iV. 9. 16,
■cacdare. che ... si dica che Ui non mi Mcattimsti ...•,.. C. iv. aft. 150.
I' uomo \-ile ... è degno d* esaere da tutti scamlaAi C. Ìv. 99, 60.
Scaia. Alboino della Sa»Ì0 sarebbe più nobile che GutdQ . • . . . C ìv. 16. 79.
Bcaplgliato. apparvero a me certi visi di donne *tw^^g(^mtf . • . . K TV. aj. «6.
veder mi parca donne andare satptfiluUt piaogcndo K JV. 03. 34.
acelta. Iddìo . . . appo cui non i scttH dì persone C iv. ao. 39.
■cemarc secondo ^c *1 di e la notte cresce e «erma C ili. 6. zio.
•eoondochè cresce e $f*nm ti di e la notte C Ui. 6. «7.
■OOUlere. che U . . . vita non fosse altro, che . . . uno »aiUei*. . . C iv. 93. 85.
la niistni natura . . . allo acmiim raffrena C iv. 94. 49.
Bcemere. malagevole fu molto a A<vrH«r quello . . C jv. 6. 81.
accaa. unto dee avere di mtw : e quella saliu e quella aetm ft . . . C. Ìv. 84. 39» 33
BCberroo. dì fare di questa . . . donna tckfnmo della veritadc . . . K AT. 5. 03.
che questa donna era sditr^mo di tanto amore K A^ 6. a.
acberaevolc. Poaciacbè tu pervieni a cosi seAemevoU viaCa . . . . K. M 1^ 6^
■Cbemire. giudicare qual di costoro fuase da atArfvmVr piti . . . C. 1. la. éw
allo impcradore, che ndca e «rArrMM la laideua C. Ut. 4. 75.
Gli schernitori Dio gli frAmwacv C iv, 95. 17.
achemitOTB. Gli ttJurmlon Dio gU schernisce C iv. as. 17.
arhlamiiwre. cioè senza MkiamatÈnn come gallina ...... C iiL 8. 109.
arhlatta, che ... da alcuno suo maggiore di arAia/49 è aohiUtato . « C iv. 7. 88.
/o 3omo éi evtait tekMtia ..*...•*. C.ìv. ao. aa.
Petcb' io sono di culaie «tAm/m C iv. 90. 4C1,
chi il divino seme non cade io tteàiatlm ..... 6. iv. ao, 49.
SCHIATTA ^^^^ ^^^^^^P 5®
•Chiavo. Perocché io sono de' tuoi servi e 5€kiam S. P. cado. 6i.
•Clliera. Di donne io vidi uju gentile sdutta Som. xxix. I.
•ChlOBtrBre. Acciò dal rio nemico ognim sì scJnostri P, f, 999.
scienza. O d' abito che dì 5o'«wj« tiene Cmma. xix. 6>
schiatta, se ... le progenie, ovvero schiatU, non hanno . . . nulla
progenie, ovvero seMiatiOf diccre si potrebbe nobile . . . . C iv. 09^. 31, 3^
per colai modo si può dicere nobile una scJitatta . . . . . . . C. rv. 99. iia
schiudere, dissi . . . per isckiudtrt ogni falsa opinione da me ... C. iti. 3. 97.
Cf. escludere,
sdampiare. perché la stima oltre la verità si adampia C. L ^. 47.
perché ... la Maestà . . . fuori di quelli termini non si idan>f>ia C tv. 9. 15.
se ncll' acquisto ... il desiderio si sciampia C. iv. xa. 139.
acibile, dalla parte dello scibile desiderato C ir. 13. Sol
SCienttfico. é una virtù che sì chiama teùnt^a C ììi. ft. IS6.
adenPL Per Orazio parla V uomo alU sua somaa medesima . . . V. N. 95. AB.
acciocché la sdenaa é 1' ultima perfezione C. ì. 1. 8«
lui rimuovono dall' abito di scùnaa C. i. 1. 15.
inducerc gli uomini a samoa C i. 9l %i.
inlrodudtore di me nella via di snrnja . . . C i. 13. 3flL
vita dì scùnsa e d* arte , . C. ti. i. 32.
il dimostrare sia ediiìcaxiune dì scÙHMa C. ii. 1. 99.
trovai . . . vocaboli d' autori e di scintai . . C. ìL 13. 96.
la filosofia, che eradunna di . . . queste $cmim . . . «^ . . . C. ii- 13. 39.
[>ico che per nWò intendo la Scknsa e per é*fi le Soimjc, per Irt
simtltiudim che ì Cieli hanno colle Sdfna< C lì. I4. 6^ ?, t.
cìabcuna scitnza si muove intomo al suo suggetto C. ii. 14. 17.
nulla 5rvNaa dimostra lo proprio suggetto C ii. 14. 19.
cosi ciascuna scùnaa Illumina le intelligibili C. ìì. 14- 94.
Cosi della induzione ... le scunaé sono cagione ....... C. ìi. 14. 39.
Per queste ... si può la Scienza Culo chiamare C ÌL I4. 45.
una comparazione ... a quello delle Minitf C. ii. 14. 51.
Allì . . . rispondono le sette Saenst del Trìvio e C ii. i4' 56-
AlP ottava spera . . . risponde la Scienaa naturale ... e la prima
ScitNaa C ii. 14. 60. 61.
alla notta spera rìq>onde U Snfnaa morali C ìi. 14. 63.
al cielo quieto risponde la Sacttaa divina C ii. 14. 64.
la Dialettica è minore . . . che nuli' altra srùnaa C ii. 14. xoi^
va più velata, che nuli' altra -sorKJo Cii. 14.10?
la RcttoricB é soavissima dì tutte F altre sctcnae C iL X4. 117.
de) suo lume tutte le scirnae s' allaminano CI il. 14. Z99.
nella Sdinaa naturale è suggetto il corpo mobile C ii. 14* 133-
della naturile Scitnaa^ la sua considerazione . . . é C ii. 14. 137-
la quale in essa scùnaa massimamente è bella C. ii. I4> i8s-
queste cose sono nella scùnaa della Geometrìa C ìL 14. 905.
sono più che d* alcuna delle sopraddette scùnae C ii. I4. 337.
perocché ... la Scienaa é alu di nobìltade C ii. 14. 34t.
similitudine coti' una aomsa e coir altra C ìi. 15. 94*
significa queste due scùnat C ii 15. 96.
la morale Filosofia . . . ordina noi all' altre ackuMt C ii. 15. 137.
la giustìzia legale ordina le acùnat C. ii S5. 199^
r altre srhrMj#sarebbono celate alcun tempo C ìi. 15. 159.
lo Cielo entpino . . . simiglia la divitta Sdmsa C ii. 15. c66.
la sua dottrina^ che 6 qucsu Scienza C ii 15. 174.
Tutte icùtia* chiama irgìm C. ìi. 15. 179.
m
5^9 ^^^^^^ SCOPRIRE
•CtoOOO. Crìdundo io sempre, come Enn gU snwrAi 5. P. x»i, 18.
•do^licre. Chi . . . id ogni piacer ai lega e sciogiù, Mostra .... San. xxxiv. 10.
Com' uomo quasi di ipcranza sciol/o . Som. xWi'tu 8.
tuiti quei . . . Rallumi e sao/ga per sua cortesia P. f, 939.
■doperHre. Non hai che U bisogni seiopemrt . Son. liii. (3,
■colorire. Ed uom m* apparve »€oloriio e Boco .... V. S. t^ iZ\ \C«n». ii. 54V
K moslra poi la faccia «o/on'Ai Qual fa OtHs. xi 56.
■colto, p.f>. Y amiciiia Della tua maestà, che già m' ha aroHo . . . S. P.\, 45.
■oonfcrtare. E qual dicea : Perché s) ti tcoH/ott*} ... K. /V, 03. 139 ^Canj. ii. is),
■OOQginrare. Io vi aamgiMro che non lo Ascoltiate . Som. xI. 5.
■consolato Innamorata se ne va ... La komauAiM ...... Oing. xtii. 31.
Salutò te germane Komtolat* CaHa. juu 58.
Li quali aro«tjD/a/i' [vanno via] . ........ K./V. 33. a5| aS ;ifoN. xvii. 3),
Apri . . . Alla dolente voce samsolata S. P. cxnix. 5.
■coprire, non traluca ... di fuor al che si Mj^m ....••• Cans, xìu 30.
E mai non si tcofinM alcuna pietra O da S**i* ìl 19.
■ricnga. la comparazione de' CieU alle St^msg C ii. 15. 185.
in ciascuna jcirtM U scrittura è stella . . . U quale quella soima*
dimostra C ii. t6i, 10, 11.
erano chiamati i seguìtatorì di StÙMta . , . ^afitftth C ÌÌL 11. 34.
multi che ... 1' altre KÙnag fuggono e abbandonano . . . • • C ìia. 11. 100.
I« Sonur . . . tono chiamate per Io suo nome, siccome la Sam»m
naturale C ìii. 11. i^a, 175.
come ... le Scùnst sono Filosofia appellate . . . . . . C. iii. 11. 180.
il suo . . . nome ... è comunicato alle Sitfnwr C iii. si. 185.
il quale mena V uomo ali* abito . . . della tatuta C ìii. la. 16.
r umano desiderio è misurato ... a quella trtmaa che ..... C. ìii. 15. 94.
che per questa ragione sia . .e vile la annis* C iv. la. 118.
non é vero che la sneMsm sia vile C. iv. is. tsa.
non è cagione di viltà alla jn/Mjw C. iv, la. laj.
dice : * la «riinua essere perfetta ragione di . . .* C iv. la, ta^,
se neir acquisto della scirftta ... si sciampia C ìv. la. 131.
non solamente nell' acquisto della sfifMsa C rv, la. 134.
fy*»flsrv ti desiderio della m-wn4« dire non ai puA f^- iv. 13, 3,
U deaidcrio della nìrnaa noa é sempre uno C. tv. 13. 6.
cosi appare, che dal desiderio della arsmad la anioutf non é da dire
imperfetta Civ. 13.45(6»).
Che nel desiderare della nfi^nsa . , . finiscono. ..•,..• C fv. 13. 48.
si compiano neir acquisto delta anmaa C ìv. 13. 56.
q«ello della scùnsm t naturale C ìv. 13. 64.
il desiderare della Btifusm C. iv. 13. 84.
però la soma* perfetta ha nobile perfezione C iv. 13. 86.
Li quali ... acme sette, cioè ... 5nìrMa« C. ìv. ai. tu.
■cimia. siccome pare della samum C iiL 7. 10^
■ciogUere. siccome uno acioi/o cavallo . . . non aJ conduce . . ■ . C tv. «6. 43.
Scipione, nella morte di Saf>iomf C li. 13. et.
quello benedetto Sd^n* giovane non avesse Imprcaa C tv. 5. 170.
■oonda certi costumi ... che sono moimi e biaaittcv^.li C i. 1. imì.
■nenlato d* alcuno aroMob membro C t 4. 7r.
perchè ciascuna . . . era suta a romite mie tevm/iftr , . . K /V, 18L 7.
Noa dormir più, e non ti aipm/e^mn K A. a3. 99.
■COoaoUtOb al nodo che ahruno MtutuoUto avea tenuto C. ti. 13. 13.
■ooovenevolc. la qual cosa 6 al postutto attmwmi-^U e K f<f, 9^ a^
■coprire, dividenbbe questa terra Hoffrla dal mare Oceano . . . . C iii. 5117.
SCOPRIRE
^
•coprire. Se la tua strada non mi vien scoperta S. P. crlii. 45.
acorgere. E quando )* ebbi storta K. A' 33 194 Cmm*. fi. 67V
Cui è scórto il cammino e poscia 1* erra C. iv. Cbicjl iti. y^
a tanto sono scorto Dagli occhi, che • . , . Cbm*. xi. 44-
Awcgna non la storce Se non chi lei onora ........ B^. ìx. 13,
Ella ha nel viso la pìetii sì storta K. ^. oa. 100 \S<m. xiiL ta\
9Como. Perche i miei lumbi son pieni di sconto S. P. xxxriL sl
scorza. Rodermi co^ il core scorsa a scoria Cms. xn. «s {èùy.
acoetare. Servo ... Si fa, chi da cotal aignor sì scosim CàmM, z. 44.
scrivere, hanno . . . Quel dolce nome di Madonna scritto V. N. 40^ 63 (Som. xxitì. 13%
A lor non lo sctìd io, ma a chi lo apprezza . . S. P. cL ja.
lo scrissi g;ià d" amor più volte rime P. F. t.
ornai la nuno A scrivtr piti dì lui io vo* rìtrare P. /*. 8l
•cernire, conciossiacosaché . . . M delo a ... a lon si scopra . . . C iv, «3. ^
Cf. scovrire
scoi^ere. il cammino . . . questo scórto erra ... C. hr. 7. 75.
scorta, il cammino, che altri senza scorta ha saputo tenere . . . . C. ìv. 7. 74.
colui che, non avendo alcuna scoria^ non fosse C ir, 7 83.
scovrire, per tema eh* io avea di non iscovnrt lo mio segreto . . . K. «V. 9 6&
C/. scoprire.
scrìtto, N. il mio scritto, che . . . ConutUo dire si può, é ordioato . . C. ì. 3. ^
scrittore, si de* filosofi come degli altri savi scrittoti C ìL ^ 6t.
quanto . . . grida . . . quanto ogni scrittori C ìv. ta. 8>
scrittura, lo, che nella presente serittHra tengo luogo C i. a. 5.
a così intendere le altrui scrifturr Ci. 3. 1301.
vedcmo nelle saitturr antiche C i. 5. 50.
chi cerca bene le scritture latinamente scritte C 1. 7. 49.
come r altre scritture che avcmo da loro .......... C i. 7. 97.
per Cemento e per chiose a molte scritturr C ì, 9. 71.
che le scritturr si possono intendere . . . per quattro sensi . . . C ÌL 1. 17.
che li lettori dcono . . . andare appostando per le scritturr . . . C ii. i. 44.
quando spiritualmente si spone una 5m'//Mm C. li. t. 54.
nelle scritturr [la . . .] sìa sempre il di fuori C iL x. 75.
se noi rivolgiamo tutte le scritture CiL9.6a
secondo le jEm'/ftinr degli astrologi CiLt4. saflL
della stella loro, la qual è la scrittura di quella C ii- 16. 9.
onde in ciascuna scienza la scrittura è stella C iu 16. io.
secondo le testimonianze delle scritture C iti. 3. 6&
molti ... si dilungano le scritture dagli occhi C. ìtL 9. 14^
«ccome testimoniano le scritture C hr. 5. 50.
trovare . . . per le scritture delle Romane storie C iv. 5. 93.
quanto la verace Scrittura divina chiama C. ir. la. 86>
li loro coroinciamenti, dico della loro scrittura C ìv. 13. 105.
nccome le Divine Scritture manifestano C^ ir. aow 30^
questo Arco ... sì distingue dalle 5cn'//Mn' dir. 83. tta.
scrivere. Sotto la quale rubrica io tro\-o scritte le parole K. iV. i. 5
le quali sono scritte , . , sotto maggiori paragrafi K. jV. a. 661
strissi loro dò eh' io avea nel mio sonno veduto ^^ ^. 3. 74.
le quali non è mio intendimento di scrivere qui K iV. 5. 30^
salvo che alcuna cosa ne scriverò K, ^. 5. 34.
la quale io non iscriverò K AT. 6. la^
in un sonetto, il quale io scriverò K, AT. 7. t^
conciossiacosaché . . . siccome è scritto .......... K A^ 13. so.
mi giunse volontà di scriverue parole rimate '*. jV 13. 34.
59t ^mt^^g^m^^ 5CUDAIO
•crìvere. questi peccati . . . Che aono ten'th in . . . inchiostro . . . P. F. ao6.
anzi che fine Facciamo a quello eh* è di sopra soiito P, F, 031,
scrivere. ricordi>i . . . che di sopra è scnfto che K, yV. 19, 137.
proposi di scn'twrw per rima al primo mio amico f^. /V. 94. 44.
end' io . . . strtssi a* princìpi . . . alquanto della K )V. 31. 5.
di cìò| che non scrivo qui le parole che K AT. 31. 14.
lo intendimento mio non fu , , , di $envtrt altro che K N. 31, 17.
sarebbe fuori del mio intendimento se lo le scrrwssi K /^. 31. ai.
umile intenzione »o che ebbe questo . . . amico, a cui ciò srfnv,
cìo« eh* io gli jmi«5n . . . in Tatare K W, 3r. «3 (4w),
la dividerò prima eh* io la Bcrtpa K AT. 33. 13.
mi venne un pensiero di dire ... e jctiWm a castoro K /V. 35. id.
le acritlure latinamente »cri/t* C i. 7. 49.
quando . . . donasse . . . acniM' (li Aforismi d' Ippocrate . . . . C L 8. 30,
Però è Sfritto che C 1. il. 31.
siccome veder si può che scnvtf Tullio C i. la. 19.
udendo . . . che Tullio scritto avea un altro libro C ii. 13, 17.
e Indarno «arcbbono tcrirt* e per antico trovate C ii. 15. 163.
siccome nel libro di Cagioni è scritto C iiì. 9. 97.
onde nel medesimo libro si scrive C iìL a. 31.
VDRO queste parule . . . scritte . . . come nella rispetta del prete . C. iti. 4. 79.
Platone . . . scrisse in un suo libro C. ili. 5. 45.
E voi, a cui utilità e diletto io scritnt C. iii. 5. ao6.
secondoch' è scritto nel libro deUt Cttgtomi C iii. 6. 40.
siccome è 5CTÌf/o nel libro allegato ^/// Ca^Hmi Citi. 6. 114.
Onde è scritto nel libro dette Cagioni C iU. 7. K7.
quello che scritto i fine di tutti gli altri 4 . C. iii. 8. 38.
sccondochè scrive Paolo Orosio . . . • . C. iij. II. fló.
Ond* * scritto di lei C iii. 14. 58.
però è scritto in Isaia C Ir. 5. 49.
non dico fofmntade, ma scritmìa per /k . C ìv. 6. (05.
però st «cmv in quello di Saftiensm ......... C iv. 6. 163.
trovata fa la Ragione tcnita C iv. 9. 61.
la Ragione scritta non sarebbe mestieri C. iv. 9. 85.
però é scritto nel principio del vecchio Digesto C iv. 9. 86.
La Ragione scritta è arte di bene e d* cijuita C Ìv. 9. 87.
A qiKSta scnvetr . . . ^ questo Ufficiale posto ........ C iv. 9. 69.
Seneca, oiassimamente a Lucilio scrivendo ......... C iv. 1 a. 63.
perocché . . . siccom' t scritto C iv. la. 143.
Onde è tai/to nel libro di Smfiensa C iv. 16. 7.
aecoodoch^ dinanzi è uritio a queste parole C. Iv. 17. toa.
aiccom* « tcritto in Ragione C iv. (9. «3.
però è scritto nel libro deOe Cmgtoni C. iv. ai. 89.
aecondocbè nel quarto . . . scrive Alberto C iv. 93. 195.
•econdochè Mniw Ovidio ... intomo alle parti C. iv. 93 13S.
ciò cbe ne •crivomo ì filosofi e li medìd , C tv. 94. 35.
9opr« la quale al presente si am'rr C. W. 94. 8a.
E però scriìfe Salomone nelli Provfrhi C iv. 94, 160.
come nel quarto dell' Eneida è teritto ... .... C. ir. a6. t^x
aiccome nel teno libro deiU Regi è scritto . . . , , C ìv. 97. 63.
qual voha aerivo cosa che . . . abbia C Iv. 97. 98.
in quella bvola ove amtw come • Civ. 97. i.sS.
Oiacrìtto.
Onde al cavaliere dee credere ... lo wmrfaio C iv. 6. Ai.
SCUDISCIO
r
BCodtedOw le . . . treccie . . . Che fatte son per me améisno e Hma . Cnu. xn. 67.
■cado. Non irovo srudo eh* ella non mi spezzi Cbmil jùì. 14.
■cnaa. Sicché la scusa mia, la qual tu caniif Ragioni . . . K M ia. fts {BaJL L 3'.
Scd egli ha Sfusa K JV. ta. 99 «.AafiL L aoV
scusare. Così ti scusa, se ti fa mestiero ..... C. iiL Cma. iì. 87 ; 9. 30 ; la 4^
Ma chi mi satserà^ s' io non so dire ...1 Comj; si, 6L
•dunoso, Canzon mia ... Tu non sarai S4/egna$a Tanto ..... Camt. zrv. Ba.
Deh I gentil Donne, non siate a^i^Moae Swk. ali. 5.
■cado, quando un cavaliere donasse a un medico uno scudo . . . . C 1. &. 31,
scuola, si dimostrava . . . cioè nelle scuote de^ nelìgìosì C ìi. 13, 47.
scure, dice che Enea . . . prese la scurt ad aiutare C. ir. a6L 1 15.
scurità,, le quali . . . aveano d' alcuna scurità ombra C* ì. x. 106^
Cf. oscurità.
•curo, per lunga riposanza in luoghi scwn e freddi C ili. 9. 154.
che . . . tutti gli altri amorì si tanno scuri . C. in. 14. 67.
ovvero sia chiara e paia scura C. iv. s. 37.
Cf. oscura
scusa la cagione della mìa scusa C^L3.I7.
do^ della sopra notata scusa C.i.4.8.
questa scusa basti ..Ct.4. 104.
Grande vuole essere la scusa C Ì. lot i.
lunga t la digressione della mia scusa C ì. io. ai.
r ordine della intera scusa vuole C. LiolaL
La. seconda setta ... si fa per una utaUmata acuaa C. i. ii. ts.
a scusa di s^, dico che si volge ... lo mio pensiero Cii.ro. 25.
che prima sì propone a che la scusa fa mestiere ; poi si procede
colla scusa C ni. 9. 05. a6^
Proposta questa accusa, procedo alla smsa C. iii. 9. 45.
il tempo da dare 4 . . . senza 5rK5a . C. iv. 97. 180.
smsarc scusandomi ti lei di cotal riprensione, ponessi K AT. 15. «4.
se alcuno volesse . . . scusomcnc^ perocché K. A'. 31. 15,
non sono da vituperare, ma da £o«janr C ù t. 42.
acciocché . . . scusasse U perpetuale infamia C. ì. a. 9S.
se r una e V altra di queste ragioni mi scusa C. i. a. iia.
rimane a scnsan lui dì una sustanzialc C L 5, aL
da ciò ... Io scusano tre cagioni C. i. 5. &
per iscusarsi del non dire . . . accusano C i. 1 1. 84*
biasimando luì, si credono scusar* «..CL 11. 93.
ad lifsuaT sé deir infamia dì quelli C i. la. Bit.
per Mrwsarr me della novità • C. iì. a. 41.
Veramente egli di ciò si sTMja nel duodecimo C. ii. 3. 31.
Ultimamente mi scuso da insufficienza C tii. a. iol
tu scusi te instemementc ed accusi C iu.
rispondere che non m' accuso, ma scuso veramente C ìiL 4. sa.
È però manifesto me veramente scusaft, quando dico C iii. 4. 1 1&,
sotto colore d' insegnare a lei come sé scusare le conviene, acuao
quelU C iiu 9. itì^ 17.
impongo alla Canzone come ... sé iscu^ C. iii. lOk 44.
Poi . . . ^uso me, dicendo che poco parlare posso C. iiL 15. 57.
però nullo è che possa essere scusato Cvt, aa^ uft.
£ non ai puote alcuno scusar* per legame di C. iv. sB. ti6,
C/. escusare.
SCUSatore. poiché altro scusatort non sì levava C. i. a. 14
scusazione. la seconda, maiiaala scusaaiome . . . . . . . . . C ì. 11. 7.
593 W^^^^m SECONDO
sdonneare. Avanti che «lomwi r. ^. t*. 115 (0a//. i. 36).
•ebbene. mMtn U difendo Nel dir . Gan*. xix. 17.
•ecco, i colli, Che »on ... di piit Brera pietra Stsf. iii. 18.
Ch^ tempo . . . steco e verde Hi tien giulivo S^st. iti. 95.
Dtccodo : Lassa, che per fichi stccAi Messa 1* arre* San. til. 13.
E gli occhi mici non MrrAi e picn di danni 5. P. et. 9.
Ed è già Mvro tutto lo mìo core 5. P. ci. 1 1.
e come il seeco fieno È arva 5. P. ci. 41.
Che come terra stcea non fa frutto S. P. cxlit 3*.
•eco. y, N. aa- >96 {Cans, iì. 69) ; Catta. xvU. i« ; V. N. 97. 39 (Som. xvi. 7) ; Som.
xxix. 4 ; I. 10 ; P. F* 346.
aecolo. Che la mia donna andò nel utot nuovo . . , , V. N. 39. 101 (C«Jt£. iii. 61).
che tu porterai Nel stati che t* £ già tanto noioso . . . K A^. 34. 34 (Ca*(«. iv. 8).
Dal andò hai partita cortesia K ^. 6. 57 {Som. iv. 13 .
che se n* ò giù Al stoìi degno della sua virlute . . . . f^. A^. 33. 36 {Som. xvii. 1 1).
Che non rispetti al ìhoÌq futuro S<m, xxxvii. 13.
■econdOi pnp. C. iii. Cana. ii. Sa, 83 ; iv. Coma. iii. sa ; Cama, a. 158 ; xiiL 58 ; xz. 14 ;
Som. XX vìi i. 4.
Mi cmi simili fmo€lo 5t kabtnt arvmmftnntiaé pcrifs K. iV. la. 39.
portato ... dal vento amo C. ì. 3. 36.
Trasnutasi . . . questo meMo ... di ancco in umido C. iìi. 9. lai.
trasmuta . . . per 1' umido e per lo mcm in colore C iìi. 9. 107.
non è da trapassare con pie sttto , C ìv. a. 4 1 .
Giovtmiuttj che s' appropria al caìJo e al anto . . . Stmrthttt, cbe
a* appropria tdJimUo e al s/eeo C. tv. 03. lai, 193.
Ci. 4. 7s; ii. t. 48; iv. 9. 79; 13. 104; at. 34; »7, 146.
la quale £ oggi meritata nel grmnde aaro/o K A^. 3. la.
la tua . , . donna è partita di questo saeoio K AT. 03, 44.
Poichò ... fu partila da questo Étcoto ^ . . K AT. 31. e.
noi siamo già nell' ultima etade del «moto ......... C.ii. 15.116.
Dal principio dinanxi dalli snotì creata sono ( e nel Mtoh che dee
venire non verrò meno C Ui. 14. 59, 60.
■ocondameate. Sfcondammit, perchè la virtù dee muovere . . . . C i. 6. 6a.
irmfHtf pvr gt/nfia di luì . C i. 10. 6a.
imtrmi$ ai narra la mia insufflcienxa C. Ìil. a. 6w
Sacoméamtinit aarro com' ella t utile a C iìL 7. 155.
meomémmttnti V Amore universale C. iii. 8. 1 17.
come t0€omJam«mU le Scienze sono Filosofia appellate C iìi. 1 1. t8ok
da vedere è, come uroniUmmtt dico C iti. 13. 5.
si dimostra ragione C Iv. io. 30.
r, nel ptricoivso loro atrrwtamfmto C. iv. 1 1. 34.
S0VcmJmm€9iÌt è da vedere C iv. 16^ 99.
eaaere te qualità delle pani cosi Mcomdamum^ come C. iv. 99. loe.
tT"*****^*^*"*****- cotae . . . eaaa afamdahamttnif ancora venga . . C iii. 13^ ej.
questa Donna è . . . Miomdmwiamtfntr Udì* altre InteUìgcnie . . . C iii. 13. 79.
nclt' altre cose che atcomdmrmtmfntg ama Clv, aa.70.
questa bianchezza . . . tteomdariamtnU resulta in ... e cosi Maméa-
rtamfmtt bianca dicer ai può C Iv. 09. 106, loft.
■CCOnderiO. ricevono diversità . . . per 1« msomtbair cagioni . . . . C bi. a. 09.
ctoè della felicità $mmArm a qtiesU prima C iii. 15. 119.
coftvienai questa atmuiianìa perfczioac avere ........C hr. ^6^ a^
ma è la Ma una iM<iiiia meomdmhm C iv. «9. 98.
K /V. 3. 93. 94 ; 7. 44. 48 : 8. ao, 40. 43. 67f 78 ; 9. 60. *4 ; »». «•*
133. 13» ; 13 53i 6< i «5- 45i 48» 5»- *5 ; »«• 9. 43 : '9- 7p 94, 9*. loi, lott,
seooadodiè. C iv. Cmam. Uà. B5.
sed ^ se, coHj. K AT. xii. 99, 108 iBmit, ì ack 19V
sedere. L' immagine di questa donDA.SMd> Su nella ■ Cviu. x i>. 4^
Tre donne . . . son venute, E arggioMn dì forc; Che dentra «Mr
Amore Cmts. xz. ■. 3.
quella Donoa, che di aopni sirde , Som. xBv. 9.
secondo, nSi n?, 'aai "S. »*8, 131, 133; ao. ao. 3«' 3^- 3? : ai. 38,4»; x>.67, Sfis
«wm. 87, 108; 23. ai6, ai7. M3. 231 ; 04. 68. 70, 76; a?. »9l 33. 37. 43: *a iB;
32. 16, iS, aa, 24, 33, 35 ; 33- «S. ^4 ; 34. ai : 3> a*. »«.»», 34 : 3»- «9 ; »-
55. 57 ; 4a. 16,30. 39; C i. 3.61 ; 4. la. 43 ; 8. 1 1 ; 1 1. 7, 71 ; 13, 17, r8 ;
ìi. a. 65 ; 3. a?. «9' 30. 6' : 4- 3 ; 5- ' 18 ; 6. 44. 5». 67 ; a 4. 13 ^ 10^ 5X
68 ; 14. ai, 39, 160 ; 15. 55, ìoò ; t6. 16. 98. 104 ; iit. 1. 9. 51. 103 ; x 6,83:
3- 45; 5- 3.9. I3- 54. 97: 6. MI, I3r ; 7. 8, i8t, i8a; 8. 168, aia; 9. 5*1
II ae, 38.58, 158; 13. 39i 4»; 13- 43; M-98; '*■- a. 6, 7, 8, 13. t6; 3. 6»
10, aó, aB, 3», 35, 65 ; 7. 95. "», '39. «S»; »*>• »«. 34; '3- >3i ; <4- 7^; 16.
19, a4. a6, 31, 33; 17. li, 34; I9- io, la; 00. 58 ; ai. 137 : 33. 13. 15, «a^
lao, 136. 138; 34. 4, aa* 116; a6. 5 ; a8. 99 ; 29. 86, ia6; 30. 5, 7.
8econdo,>irt-A & comJ. V.N.^. 13 ; 14. 17; 15-49; >6- 39 ; '9 i»?. »»9; »<• «S»?. 5**; "•
19, 103; 34. ai ; as. 7, 15, aa, 35 ; 30. i, 4, 7« '6 \bis\ i8« ao. 96; 33. a;
35. 9. sa, 33, 36 ; 39. 34 ; 40. 9 ; 4'. «. 34 ! C i. 4. iB (6cf), 06^ 3». 31 ; $.
98; II. 34.37; 13.35; ii. 1.40,61 ; a. 4; 3. 13 {6à\ 49 {Ut), SS; 4- »••
31. 51. 901 6. 116; 7. 19; 8. 9; 9. 68, 71; II. 50; 13. 75; 14. 78, itìù^atov
afl8 ; 15. < '3 ; ui- I- 7= ; 3- 65. 78 : 4- 53 : 5- «6, 43 ; 6, io, 19. 48 ; 7. ai*»;.
4, 16, ai, 183; 8. 13. 100; IO. 7, 24. 85. 96, 87. 30; 11. 61, 141, i4a; ia.7;
'3- 39 V*";» 40; »5 a» 49. 78t 13' ; »v. 1. 1, a. ai, 93; a. 30, 49; 3.5,7,aa;
4- a; 5. 95; 6. 7; 8. 47, 53; 10.58; 11-48; 14- »39 ; «5- 74* "7. ««: ^
i7i a». 53. 8a 1 »7- «7» 77- 86; ao. 51, 58; ai. 19. a9> 30« 68 ; a». 167: 1»
aa, 113. 144 ; 34. 66, 71, 76.
secondochè. C iì. 3. 60; 6. 63, 86, 130, 133, 136, 138, 140; 7* > ; *^ U Sin H- Ib
[44 ; «5- >9t »a5 » <6. 74 ; »»• a. oa, 65. 91 ; 5, 5, 1 1 1. 19» : &. 07. 40 ; T- i
6; 9.3; 11.06; 13. 35; 14.41 ; iv. a. 47; 3- 5*>- 53 ; 8- ^4 ; «3-7*; *1-K
11, 17, 93, ioaj 19.83; 31.3, 46,77. '09 i *»• 69 ; aS- 37. «»5. «37: »♦-*•;
a6. aa, 35.
■BMI tallii perocché la sua Sposa e Stentarti santa Chiesa . . . dice . C it. 6l 33.
acueUssimOi alle stcrwtissìmt cose noi dovcmo a^xrc poca compagnia C iì. x. 5».
la cui . . . magione è nel stcrrHssimo della divina Mente . . . . C iv. 30^ 67.
C/. aegreUssinio.
secreto, il con si prende per lo armA» drntru C ii. 7. aat
Cf. segreto,
sedere, avvenne, che questa gentilissima sedea in parte V. N. 5. a
e nel mezzo . . . attUa una gentile donna y. S. s^^
che mi parea vedere . . . sedare un giovane I'. /V. la. 15.
che le faceasero compagnia ne! primo sedme alla mensa . . . . K ^. 14. aa
avvenne un dì, che sgtUndo io pensoso in ... ed io raì sentii . . . K A*. S4. a.
In quel giorno ... io mi sté*a in parte K. A^, 3^ 4.
Oh beati que' pochi che siggono a quella mensa ... 1 C. i 1. 52.
io adunque, che non «r^^ alla beata mensa C &. 1. 68L
a' piedi di coloro che sfggono Cui. 70.
chò non sono degni dì più alto stder$ C ì. t. 99.
e '1 suolo dov' ella àtdé C iv. 5. i^
guardate chi a lato vi swU per consiglio C. ir. 6, 184.
perchè noi volessimo che la casa sedessi cosi forte C iv. 9. 61.
Maria ... a' piedi di Cristo sedendo, nulla cura . . . ai<»travA . . C iv. 17. MH.
nieti* nel)' anima che ben sitiU C ir. bol 83.
595
SEGUENTE
sedere. E con Dio Padre sUiU . , /*. T. sa.
Mgare. come il verde C'Jor cangia Mgatm la beli' erba Stst, iv. io.
segnare, unto eh* Amore La Bfgnm d' eccellente sua famigl'a . . . C«m«. x. 3a
segno. K dirò ì ar^i che gentil uom tiene C ìv. Cohm. iii. 60.
In guisa eh* £ il Sol s*gno di foco Cqhm. Ìx. 4*.
Poiché non 6 virtù, eh* era suo M^u Cana, a. 17,
Come a lor segno, al suo servigio v«nDO CattM, xlv. «9.
Se guardi al M^pio — eh* Ìo porto de* tuoi OtMa. xvii. ai.
E se Don che degli occhi miei '1 bel srgnj . . . m' è toltu .... Gìms. xx. 61.
è come quello eh* è s*gH9t» Ratto a ligaore Cmns. z. 64.
sedere.
' L' Angelo . . . volse la pietra e stiint »opr'
Sicché il suo mczxo Cerchio . . . stga ... il Cerchio delli
C iv. M. 171.
Cm.6.96.
■egare. 2>icché u suo mczxo Cerchio . . . stga ... il Cercltio delli , . C iik 5. 130.
segnare. St^tm/i' questi tre luoghi ... ai può vedere C. ili. 5. 1x4.
Sflgno> E »fg*to che sia picctol tempo é, che ^. A^. 05, 36.
del suo movimento per li dodici i*gni C ìi. 14. 037.
additalore e conducitorc della gente a questo aegma C iv. 6. 152.
confesaione di debita suggezione per manifeato atgno . . . . . C iv. 8. 101.
discoofeaaare la debita soggexione per nutnifesto iegm> C. iv. 6. 107.
negare la non debita suggeiìone per manifeato a^wo C Ìv. 8. 146,
Onde buono e ottimo Mgno di Nobihà é . . . quando C Ìv. 19. 94.
male tragge al j^ivo quello che noi vede , C iv. aa. 17.
utiliaumo e necesaario é questo Mgno vedere ........ C iv. «a. as.
nella quale si mostrano i ugni per li quali C iv 03. 6.
conoscere 1* uomo nobile alli ugni apparenti C iv aj, 34 ; a6. 4.
perocché la Vergogna é apertissimo ugno ... di C Ìv. aj. 07.
e la tovaglia . . . con li ugm ecclesiastici . . . ponesse C iv. 97. 131.
ciò che dclli ugni della Nobiltà ragionare ai convcgna . C. iv. aS. itio.
Poiché mostrato é il testo e quelli aqpftf C. iv. 99. s.
SSgnlainente. lo suo difetto contare mgfvtmmmntf C Ì, a. 90,
aigrsftlHliDO. lo quale dimora nella a^yi «l'i Maia camera del cure . . K A^. a. si.
(/ secretiMiina
•egreto, asaìcurandomi che Ìl mio mgrrto non era coratuikato . . . K /V. 5. aa.
che il mio ugrrto fu creduto sapere dalle K ^. 5. aS.
per tema eh' io avea di non iacovhre to mio u^gfwlo K. M 9. 63.
concioaaiacosachè ... sia conosciuto ... lo tuo Mgnto . . . . K. AT. la. 54.
avcascrv compreso lo ugrtto del mio core K. M 18. 3.
La prima cosa e *1 primo ugrHo che ne moatrò, fu C. iì. 6, ai.
al quale la Natura pib apcrac li auol a^fnA C. Ili. 3, 36.
C/. secreto.
WgiMCiCi perocché la mia veglia di compiuta e cara liberalità è qui
mgìUKt , C i. I. 140.
di questi vapori sr^Man' della stella di Marte C. it, 14. Iifb
che la lingua non é di quello . . . compiutamente a<igaanr . . » . C Ili. ^ taf.
volle Piltagora e li suoi %fguad diccre .......... C iìì. 3. 31^
Stgutnt». La /^ma parte é proemio delle «^wmA parete .... K A'. 19. 94.
alla parte precedente ed alla ugnnUe .... K A. ai. 31.
bel È4gìt€nlt capitolo ai ragionerà C IL 9. 137.
nel $tgHeMh capitolo si dichiarerà . . C. li. lo. 6a.
nel ar/MmAr Trattato piu pienamente si parlerà C. li. 16. 94.
La awoftJla aoiw tutti e tre h versi ugmtnii C iii. >. 103.
qucato diro in quella Mtgnmh parikota C Iii. 4. K4.
ti fa come nel ugntntt Trattalo ai mostra C. Ììl 7. 143.
nel ugtuMtt Trattato per intcniiooe hi ragìoncià C Iti. tf. 37.
Qq a
SEGUENTE ^^^^^^^V ^
seguire. Il ciel che sr^f lo vostro valore C IL GfH>. t. 4 ; 7. 41.
Ancor st^t di ciò che innanzi ho messo. Che . C W. Csmc in. 69 ; 14- 13 : >S< A^
Poi A-^iVai secondo suo comando C^mm, x. 15&.
Fuggito è ogni auge), che M caldo m^/ ......... Camg. xr. 97.
qoal verace Non sfgué V asta del vedovo giglio OmA. xvfi- 99,
Segui le luci di Giustiniano Cmmx. xtvL 3:7.
tanto . . . Che . . . Segtio solo il disio come mio duce ..... .Som. xjlxt. 8.
Che non sfgutndo te, ma lo suo velie. Non meriti S, P, xxxL 70.
Srgtt* il mal fare, e partcsì dal bene P, P. 190.
seguitare. Come V avaro sfguitnndo avere Coikk. h. 6^
tanto mal . . . Quanto stgmterà se costei muore Cwu. xvis. 47.
■esente, saranno ornai le stguénti commendazioni a mostrare . . . C in. 13. 8&
procedere si conviene alta stgtttHte parte C ir. ]9l 5.
seguentemente. Ora stgutnUmentt si dee mostrare Cn.ix. 4.
in questo verso, che seguenttnuHte comincia C BL 14. zi.
Svilire, quando . . . grandissima utìliià ne tgui altrui ..... C. L a. re3.
temo la infamia di tanta passione avere stgnìta • C. ì. o^ itB.
li tre versi che appresso del primo sfs^uono Cii.a.67.
mostra ... se avere seguito pur V altrui sentenza C li. 3. 33.
alla speculazione di certe ségut la circolazione del C iL 5. 94.
si muove, seguendo il movimento della stellata Spera C ii. 6. 141.
la spessezza e nirità delli vapori che 'I seguono C. ii. S4. 167.
ma se pur seguire si conviene 1' uno e lasciar 1* altro, lo migliore è
da seguire ... dà cagione a quello eh* ci segue dì più amore C ii. jS. 54, 56, 3S.
Tutto V altro che segur , . . è . . . manifesto ........ C iì. x6. 96.
sicché seguire lui non puote appieno Clui.4. 40.
non intendo . . . ma . . . segitettdo la volgare voce O iii- 5. S4-
£1 girava . . . seguendo il primo movimento del cielo ..... C iìL 5. 49.
per che segue^ che questa sìa . . . gentilissima , C iii. 6. 10.
domanda all' . . . seguendo la verità, procedere ....... C iii. io. 86.
Seguite li comandamenti loro C, in. 15. 18&
Veduta la sentenza ... è da seguire il trattato C iv. 3. 2.
cioà ... la Verità e la Giustizia seguirt C. iv. tic 88.
non gli è mestiere se non seguirt le vestigie C iv. 7. 72.
Colui è morto . . . che non segue il Maestro CX ìt. 7. 135.
per non seguirt V ctTetto della congiunzione C iv. io. 77.
che di ciò che dicono seguono . . . inconvenienti C. iv. 74. 5^
delti dire inconvenienti, V uno seguirt conviene C iv. 15. 14.
seguendo solo quello che la ragione . . . può vederct dico . . . . C. iv. 04. loi.
sì parti, per s^uitt onesta ... via . C. iv. «6. tìft.
Lealtà è seguire . . . quello che le leggi dicono C ir. a& 113.
seguitare, nella quale seguitassi ciò che . . . m' avea imposto . . . K. iV. rsL 77.
concioseiacosachè i nomi seguitino te . . . cose K. ^V. 13. 19.
le parole che seguitano a quelle allegate * V, N. 31. 14.
le parole, che s^^iVano a quelle che K. AT. 31. 18.
però che lo Volgare seguita uso Ci. 5. tof.
Onde . . . seguitasi che non a^Tebbe C i. 7. 81.
tre cose ... le quali seguitano questo Volgare, e lo Latino non
avrebbono seguitato C i- 8. 9. I(X
perocché mìa intenzione é qni lo modo delli poeti seguitare . . . C ii. z. 39.
credette, s^iitando ... 1' antica grossezza degli astrologi . . . C iL 3. 19^
seguito io alta preghiera . . . questa persuasione C ii. 7. 61.
se . . • fossero ingannati, srguitrrtbbe una impossibilità Ci li. 9» 7J^
e cod t^giiit^rròbef che '1 . . . fosse Cii.^8^
1
597 SEMBIANZA
MgnltarB. Sfittar m convien ae V altro è stanco Som, xxxri. 14.
pcrch' io Ho ugmimio allorm i tuoi confoni S. P. xxxvii. Bi.
gelvag:gia dcir altre athmggt Counto lode quanto biaamo prezza . Comm. lù. IJ7.
O^wlvatlco.
•""■""■ che .... si ripose D' ogni fatica un di della smuina . . . P, F, 161.
C/. settimana,
sembiante, quante SémbianU — portan d' uomo Ctau. xìz. S04.
Che ... Mi fa atmòianti pur com* una donna Snt, \u 10.
dinanii dal armhianté freddo Hi ghiaccia il sangue Snt. ii. 31.
Fa* che gli annunzi in bel xow^ùm// pace K JV. la. lai JialL t. 49).
Color ... e di pietà atmUamii, Non preser K. iV. 37. 16 (5o«. xx, 1).
sembianza. Qual con atfHbìaHMa trista Volge Cam. x. i sw.
Angelica srmbianwa In voi . . . rìposa Baii. iv. 19.
Che donna fu di si gaia sfmbwtm K A'", a 34 {Soh. iìi. i4>.
Nella atmt^atua mi pam meschino K A. 9. 48 {Som. v. 5}.
seguitare, stguitenòbé, che la natura . . . pMta avesse . . . , . C ii. 9. 95.
possono &rc parere gentile, quello .ugwiaHdo C. iiì. 7. 153.
9*fp*itò poi fuori d' intenzione la malizia de' rei C iii. la. 69.
della qual filosofia umana seguito poi per lo trattato . . . . . C iti. 13. 95.
Per r abito della Sapienza stguiim che C iii. 15. 48.
Grido alla grntc che la seguiti C iii. 15. 131.
per jrgm/mv lei diviene ciascuno buono C iii. 15. 135.
Onde wgui'ta che ella lo facesse C. iìi. 13. 165.
lo kl àeguUmndo nell' opera . . . abbominava . . C iv. x. 35.
chi mira . . . quello che di ciò può seguitapw ........ C iv. 1. 6ow
che , . . nella seconda ai seguita il trattato ......... C. iv. a. 6.
che ha a seguitare la circolazione del cielo ......... C. iv, s. 60.
che tacere, e segmitare Jcronimo. quando . . . dice C tv. 5. 143.
a nulla terra si può dire quello che «r^NiAi • ■ • C ìv. 6. 177.
per non volere quella seguitare C. Jv, 9. 80.
però seguila che /' amìpho . . . mom si disfata C. iv. 13. 136.
incontanente seguita a confondere la . . . loro opinione . . . » C. ìv. 13. 4,
che di quello eh* i messo dmanzi seguita, d*e siatm . . . . » . C iv, 15. 37.
Quando appresso segwh» : Dunque C iv. so. 1.
mguùa e Aigg^ * P^^ ^ awno, lecondocbò . . C iv. as. 68.
il Vecchio . . . dee sua giusta mente tegmtare ... E basti che caso
seguiti la legge, e in quella seguitare m diletti , . . . C. hr, a6, 130, 134, 135»
scgultatore. erano chiaouui i Mgmté*oei di Scienza . . . amfunh . . C iU. 11. 34.
Cuininctai ... ad amare li segtmlatofi della verità, e odiare li segui-
tatovi dello errore e della fidsità C. Iv. t. aa, 03.
dee essere ... e non seguite^ors di legge se non C iv. sd. 199.
iittriulu . . . come «5gM«teJbPV di quello, (are C iv. 30. aa.
aeguitatrice. sicché si fa ssguétairie» di viziose dilettazioni . . . . C. i. 1. 04.
leggi . . . che sono quasi atguitatrin di Natura C iv. 9. 156.
■i C. ii. J4. 97; 15. 144; itì- S- «70; 8. 83; II. S4Ì ir. B 6a
t*****^ al cavaliere dee credere lo 6t>adAÌo . . . e *1 seUaio . . . . C. ìv. 6. 61.
Mlva. r Adolescente, eh* entra nella selva erronea di questa vita . • C iv. 04. la4,
sembiante. Oh dolcissimi ed ineffabili sewtkiamli C ii. 16, 31.
per che il temhiaute, cmesto ... ne pare disdegnoso eftro . . . . C lU. 10. s6.
che sono tutti li suoi »embtaut\ onesti, dolci, e ....... C iii. 14. itti.
questa mia Donna ... li suoi dolci ttu^emù trasoraUaae . . . . C. ir. s. 61.
nrlla Donna mia nuovi jnnMrNa' sono sppsrki C iv. a, stiw
lo rnostm io alcuna nuova MteÀiwam C li. 8. 79.
miscrìcordioss stmhtamsa d' tiaa Donna C iìi. 1. 3.
SEMBIANZA ^^^^^^^^V S90
sembianza. Voi, che portate U $0mbi4tm»a umile . . . . f'. JV. wsu 68 (Sni. u, iV
Ben ha le sue sttnbianv si cambiate Som. ti. ^
sembrare. Ma vilissìmo setHhm^ a chi *l ver g'uata . . . . C. ìv. Ourc iu. 3B ; 7. 47.
AIlc|nx> mi sembr^i'a Amor ^. /V. 3. 85 Scw. L9k
■eme. ad alquanti Lo srmt di felicità s' iccofta .... C iv. C«it«. ni. 119 ; aa ^
aemper. 5ffM/>rrinsurgunt conirm me de timo Csac zxi. iS.
•empitemo. Tu solo sei che regna in snnptttmo S. P. ti. tao.
Dov* è diietto e stimpìttmo giuoco S. P. ci. i «fi.
sembianza, che alla flucstra degli occhi non \-cgna la stmthianaa . . C. bi. 8. 89.
sembrare, perocché non minore mara\'iglìk mi stmònif reduccre . . C. iv. 7. 3^
teme, avvegnaché riceva il seme .OLj. 55.
se la prossifHt'tiuU è s*m§ d' amistA C. L ta. 4^
virtù . . . che è nel calore naturale del atmt . . C ii. 14. 36
altrimenti è disposta ... a ricevere lo s*nt* C iv. a;. 57.
le parole, che &ono quasi mim/ d' operazione C^ ir. 9. 63,
siccome dare lo jmu alla terra C ìv. 9^ lad,
r artefice delle cose di snné divino fece ^ ^ C ve. 15. 76.
delle quali essa nostra Nobiltade è stm* d iv. x6l si&.
che II divino stm* non cade in ischiatta C iv. aa 41.
non aia altro che antu tiifiUcità C ir. ao>. 87.
formaU in quanto dice : Ch' è seme C. iv. aoL ico.
quando 1' umano seme cade nel suo ricettacolo C. ìv. ai. 3;^
che produce della potenza del sfmt V anima in vita C. iv. as. 41.
perocché la ampiessiotu tUl seme può essere C iv, as. 59.
incontra che delP umano seme ... si produce C ir, ai. 67-
E questo è quel seme di friirità C iv. ai- tC
che *1 . . . rampollo che germogli di questo seme CL ir. ai. 11^
La quale é la dolcezza del soprannotato urne C ìv. aa. 117.
alla quale molte volte cotal sente non perviene CI tv. as. 119^
che là dove questo sem4 . . . non cade C. iv. aa. 29^.
è da sapere, che questo seme divino . . . gcnnoglia C iv. 33. iB.
cioè seme divino nella umana anima . . . posto C iv. 09. 09.
•ementa. Oh buone biade ! e buona e mirabile semenìm I . • . . . C iv. ai. ii>
Oh beati quelli che tal sementa cultivano C ìv. ai. 117.
poco vale la sementa C. iv. ai. la^
se ... 1' uomo non ha questa sementa . C. iv. aa. i3a
semente, manifesto è essa Nobiltà essere semente Jifilicità . . . . C. ir. aa. 93.
che è a guisa di semente della Virtù divina C iv. ai. xa.
temenza. La quale naturai semenaa si fa come ... si mostra . . . C. iiì. 7. \\\
poiché della loro semenaa così fatta pianta si vede C rv. 39^ 69,
seminale, la materia della nostra seminale complessione C. Iv. 33. 67.
seminante, e la disposizione del seminante può essere C. ìv. ai. 61.
air altissimo e gloriosissimo Seminante . . . ritorna C ir, 33. 3EX
seminare, nclli quali vera nobiltà è seminata ^ >- 9> S5<
dovunque é la sua potenza seminata . . C iìL 7. 243.
in quanto in noi é dalla natura semtnaia C iv. i. «S.
t* apparecchi la terra a «rmmarv . . , C, ir, ar. iiék
e meglio sarebbe non essere seminato C iv. ai. 1*5.
dalla di^inS'bontà, in noi seminata e infusa dal C. iv. aa. 33.
la maggior parte ... si paiono seminare in ......... C. iv. «5. io.
cosa che . . . dalla divina Provvidenza é seminata ...... C ir. a$. t4S.
seminatore, oh ammirabile e benigno Seminatore ... 1 . » . . . CI ir. at. 1 14.
aeropitemo. partecipa ... a guisa di sempiterna Intelligenxa . . . C iii. a, li;.
({ucsto mondo, cioè U terra, stare . . . fìssa in sempiterno . . . . C. iiì. 5. 5S.
599
SEMPRE
•empUce. Ma puro come mm^kt colonba 5. /*. ci. 1 14.
■empre. infonde ifmpre in Id la sua %-irtute C. Hi. Cans. ii. »6.
che *l cicl wn/r \9gmpr9] è lucente e chiaro C iiì. Otn*. ìi. 77 ; 9. 48.
NobilUte . . Iinpoita trtn^rt ben del suo subietlo, Come viltaCe
importa ffmf*rt male ; E virtute cotale Dà umprr . . . buono
intelletto C iv. CmMa. tlì. 90, 91. 93.
Feremi il core semfin U tua luce Catu. ix. t6.
Virtute, al sno fattor um/*ré sottana Om*. x. 97.
Che tu »c* pocsession, che sfmf>rr giova Caits. x. 49.
poco vaie ; Che »*mfin Tuggc 1* esca Cams, x. >io.
Lungo il qual trm/m sopra me sci forte Con*, xi. 63.
Cb6 'I buon col buon 5rm/>rr camera tiene Om*. xtv. 91.
Perch' io son fenno di portarìa aémpn Ch* io tarò in \ila, a* io
vivessi stmprt CmmM, xv. 51, 52.
pronta A stmf>rt congregarsi alla tua morte ........ Cnta. xviii. 8.
Pregando s) ch* ella sémprt a* augusti C»mj. xviii. 75.
r aer sfmpr* ... Vi si converte S*»l, ii. ad.
Cosi ... Mi ghiaccia il sangue «rm/rv ... -Sm/. ii. 30.
fecmpllce. ma ura t manifesto alli più mmpHà ...... K N» 2. 107.
le fvrporu $4mfJici hanno amore naturato In sé . . . . . . . C Iiì. 3. 9,
per U natura del s«mfiicr corpo C. iti. 3. 41.
intra li luoghi dclli quattro corpi stmfJia . . . C iil. 5. 41.
sotto una stntfJict sustanza comprese e adunate ... . . . C. >v. 19. jo.
nelli quali 1' anima . . . procede per una srrmfifia vìa C iv. 94, 90.
certo corso ha la nostra età e una via éemptitt ..... . C iv. r;. 19.
jlruno tutto che ha una cssrnia *ett%piin C iv. »^ 91.
•empllCCmeste. se non inHfJtctmrmtt di fuori C ì. 4. ao.
per questo vocabolo . . . solo stmpiìtnntni* consttlcrato . . . . C iv. 16. 37.
■emfdlctelmo. che . . . \'uole un Primo Mobile simptmsMiHO . , . C ii. 3. 49.
non hce\*ono diversità per quella, eh' è srm/ihtitsimn C. iiL •. •&.
questa bontà si muova da ^rm^iinsKÌimo principio ...... C. ili. 7. 14.
alla prima sfmf4icusima e nobilissima Vìrtii C. iiì. 7. 63.
Avvegnaché srtMprr poi taceai di dire a tei K AT. 17. A.
di prendere per materia . . . t^mftrr mai quello l'. JV. iB, 6x
che di questo cibo da tutti umprr vivono affamati C. i. i. 50.
tsmpn liberalmente coloro che «anno porgono C*. i. f . 63.
del . . . non i . . . vituperato ; ma del non volere è ann/w . . . C i. a. 37.
che la immagine . . . tnmprt t piti ampia C i. 3. Bo.
àémfin con 6slica . . . procede T. 1. 3. 30.
muovere le cose »*mprt al migliore ,,.... C i. 8. 63.
conviene Mmprv essere in migliore C. L 8. 73.
colui eh' « cieco ... va Mm/r* giudicando C 1. 11. «3.
quelli . . . tfmprt va nel suo giudieio flrcoodo . . . C i. 11. «6^
«rm^rv danno colpa alla materfa . C. i. il. 7^
la lavidia è «mt^ dove è alcuna paritade . CI. 11. 113.
Stmptt 0 magnanimo ai magaifica C. I. 11. ta?.
Io pusìUanimo . . . semprt ai tiene meno C 1. il. la^
E perché magnificare e parvìficare «#i«i/vv hanno rfaipettu . . . C. Ì. II. 131.
che *t magnanimo $*mpn fa minori . . • e U puaiHartmo itm^ftt
maggiori CLtl. 135, 136».
a] ... te sue cose ttmpn paiono migliori C. i. tt. 141,
lo puaiiDanlmo «#fvi^ , . . crede . . C. i. ti. 14^
mmtfw^ lo lilterale dee andare innanii . C tt. 1. 66.
[^la Matcnxa litteralcj sia Mutf'tt il di (auri C li. >. 30.
M
SEMPRE
600
aemive. Più non disio, che «TM^rrsUrc all' ombra Di Scs/. iv. 37.
Ond* io conforto stmpn mia speraiua SmM, viL ^
Che . . . Atmprt si gira . . . una pinttira BmU. x. 7.
che il suo corso gira Semprt al volere àtàV Som. xxvtii. a.
vivendo sttmpn in un talento S^m. XKaJì. 7.
£ quivi ragionar snnprt d' amore »••» Son. axjtii. la.
Per hr che il mondo mai stm/^n v* onori • • Som, •»*»^* A.
Di più laudario s<mfirt m* innamoro Som. xxxvii. &
Chiamando a voi merci aémpn d' amore « • > Som. aJvìL it.
Che semprt allegra il tristo core e mesto ......•■. S. /*. vi. ax.
Gridando io stmpir, come fan gli sciocchi . S. P. xxxL i&
Che sempn mai mi van perseguitando «•..-S.P. xxxi. 51.
La carne mia tfmpr* é stata privata Di S. P. zjuctìL 7.
Nel tuo cospetto sempre mai sì pone • > • ■ . «S. i'. xxzvii. 33.
Semprt mi morde U mia coscienza S. P. xxxrn. 73.
£ semprt il mìo peccato ho nella mente . S, /*. L xi.
Lo cui memoriale semprw dura S» P, du 44.
Ch* ogni suo cittadino sempre onora & P. ci. 51.
sempre, la HtteraJe sentenza sempre sia suggello e . , • . . . C iì. 1. pOk
sempre quello ... si dee riservare di dietro ..... . . . C ii. ^ 5^
nelle . . . sempre con numero sì procede . . » C ii. 14. 133.
che sempre traggono quelli .... C iì. 15. 66^
per amor* . . . sempre a* intende esso studio C. ti. i6k. 81.
però la terra semprt discende al centro , . . . .. ... •CÌÌJL3.10.
perù sempre sale a quello €.111.3.13.
vcdemo la calamita setmpre . . . ricevere virtù ........ C in. 3. sS.
certe piante lungo V acque quasi sempre confareì C. iti. 3. 25.
U stella gli sarebbe sempre sul mezzo del capo C iiì. 5. 84.
lì Caramanti, che stanno quasi sempre nudi C iii. 5. Lai.
se uno uomo . . . sempre al sole volgesse il viso C ili. s- >S^
sempre che volgesse la (accia . . . vedrebbe ....Ciu.5. ifi6.
questo luogo . . . sempre ha il di eguale colla notte C iiì. 5. i86l
nello Equinozio sempre queste, e quelle . . . sono una cosa . . . C ìii. 6. 09.
che sempre ne fa parere ogni dilettazione manca C. iiì. 6» 75.
che sempre Io desiderio . . . non rimanga . C. iiì. 6, 79.
cioè sempre con chiarità C ili. 9. 49.
avvegnaché la stella sempre sia . . . cAràrn e lucente C. iii. 9. 106.
perocché 1' ammonire è sempre laudabile ... e non sempre sta con-
vcDcvoImcnte nella bocca dì C. tii. xo. 54, 55.
la sente nel suo pensiero, non sempre^ ma quando C ììi. x^ aflL
semprt è 1* uomo, che ha ... da chiamare filosofo C iii. 13. 7^
che sempre attrae la capaciti C iii. 13. 93.
che Dio metta sempn in lei del suo lume C iii. 13. to6,
desidererebbe sé sempre desiderare C. iii 15. 86.
non s* accorge che desidera s^ sempre desiderare C. iii. 15. 8^
intendo sempre quella che . . . i ragionata , C. ìv. t. 93.
Aristotile, che sempre prima combattéo ..,..-.... C. iv. a. 139.
V animo . . . sempre desideri terrm acquistare C iv. 4. 24.
ma tutta iniquità quasi srm^rv Civ. 11. 55.
Promettono le false traditrici sempre . . . rendere ... C. iv, la. 30,
ncU' acquisto dcUa quale cresce sempre lo desiderio C iv. la. ix^
un' altra che sempre se ne dilunga . . C iv. t». X85.
sempre cogli occhi golosi si mira innanzi C iv. xa, aoOk
quello che propriamente cresce sempre è uno C tv. 13. 6^
6oi
SENETTUTE
■canpre» E poi lanuino sémprt glorìoai . S. P. ci. 90.
Io 90 che vivcrò per stmpn mai 5. /*. cxlii. 56^
da cui . . . i beni Procedon $tmprt di ben operare ...... P. Z". 10.
Sfmprt in Inferno speri pene e guai P. F. y^
Che sdfHftrt ci apparecchia quel nemico P. /*. 1 16.
Ira air irato sempre accresce pene P. F. 190.
£ net mal far sempre sue voglie aggira P. P. 194.
Santificato sìa atmpn Ìl tuo nome P. P. ara.
Maria Piena dì grazia : Iddio è sempre leco P* F. 3^3.
Vergine benedetta, aetnpre tu Ora per noi P. F. «47.
Woetta. E [E] odia sua SentUa [Prudente e giusta] . . C. iv. Griw. iii. 133 ; 33. 43 ;
■7.7.
■empre. il desiderio della scieou oon £ mtf^n udo C. iv. 13. 7.
che e sempre pure uno C. ÌV. 13. «3.
quelle sempre di lungi da sé essere vuole . C iv. 13. 147.
cosi sempre mai non sarà a trovare • C iv. 14. 37.
perocché egli fu, e fìa 9rmpn la sua memoria C iv. 14. 193.
che 'I mondo umprt sia stato con più uomini . C iv. 15. 16.
am^n e 1' uomo tale quale nasce , C iv. 15. 93.
Costoro sempre ... in grossciza vivono C. ìv. 15. 149,
[^At €or gentil npara tempre Amore C iv. ao. 69.]
Bc la mente si diletu sempre nclF uso C iv. ax 83.
che alla nostra Contemplazione Dio sempre precede. C iv. aa. 194.
in quelle sostenendosi sempre infìno al «..Civ. 33. S7.
che la diritu Nona sempre dee sonare nel C iv, fl^ 157.
la persona del padre sempre santa e onesta dee apparerà . . . C tv. 94. 159.
prima sé sempre che altrui offende » . C. iv. 37. 56.
Perocché la statua sempre afferma la C iv. 09. 60.
tanto . . . che Nobiltà sempre la dimanda C iv. 30. 61.
acnata perù il collegio degli rettori fu detto Senati C iv. 97. 96.
■enatorkk per non offendere la senatoria autorità C tv. 5. 138.
Scocca, perché dice Seftstm , . . . • C. i. 8. ifli.
Seneca dice perO, che . . . vide C li. 14. 174.
siccome Zeno, Socrate, SestteOj e molti altri C iiL 14. 86,
quanto contra esse Seneca C iv. la. Sa.
onde Seneoi dice C iv. la. laow
■eaetta. che I' Anima nobile nella Senetia si è PrmitenUi si £ . . . C iv. 37. 11.
alla sentenza di Tullio in quello M Senettute C iv. «i. 81.
adopera, siccome . . . per la SenettuU C iv. «3. 39.
la terza si é Senettule C. iv. «3. im.
la lersa si chiama Seneitule C. iv. «4. 9.
cosi il discendere, cioè la Senetfaitt è ... e cosi d lemina la
Senet/mte nel C. iv. 94. 40, 4&
avviene che oltre la Srw/fM^r rimane ... C. tv. 84. 54.
Tullio in quello d^'SwZ/H/:' C W. «4. 63.
Tullio in ciò s' accorda in quello di Senetinie • • C. iv. «4. 94.
■ppresso a questa etadc, cioè nella Sertettnie C. iv. «6. 991,
perocché, nel contrario, non li puoto avere la Sensttttif per la
gravezza sua e per . . . • • . . C ìv. wA. ivf,
nella terza eUte, cioè Seneitule C ìv. «7. 10.
siccome dice Tullio in quello di Senettuts C Ìv. «7. 18 ; a0L 14.
Onde dice Tullio ut quello ^ 5o»r//Mff C. iv. 07. 151.
Ariatotilc In quello dt Gtoventute r Settettuts .... C iv. a&. 33.
per che tipifica che . . . venne la Stnettmte . • • . C. iv. «6. li a.
SENETTUTE
6oa
senno. Ma pregia il 9tittu> e gli gentil coraggi Gnu. aóx. 98.
Dunque lasciate dir chi ha mmmo poco Som. xlr. ta.
sensibile, virtù, che sei . . . Prima . . . che »Msiifr(7 luce S*si. iu 50.
senettnte. le virtii che ... sì dicono convenire alla S*ttrltuU . . C. W. aft. 114.
per che si signiGca il termine della SmrtiuU C iv. 38. iv6l
* ... la matcmiilc virtute,* cioè la Senttiutt C. rw. aS. tffj.
senio, adopera, siccome per lo Stnio C ir. 33. 40
la quarta si è SfHto , C. xv. a^ i»3.
h, fuaria si chiama Srnib C iv. 34. 9.
questo tempo si chiama Senio C ir. 34. 57.
e cosi Io SfHiio maggiormente C. iv. a6. 109.
neir ultima età, doè nel Smìo CI rv. 38. 6.
per lo quale vedovaggio ai signi6ca lo Senio C iv. 38. ti&.
dal princìpio del 5^Hio C iv. sB. lacK
senno, non ser\'e mai se non a suo sentto e a suo volere C i. 5. 33.
si pone PntdettMa, cioè Srrmo , . . essere C iv. 17. 78.
che procedono solo da quel buono senno che , , C iv. 97, 7^
per lo suo senno ... lo suo popolo ristorato gli fu C ìv. a^, vCd,
seno, fuori del suo dolcissimo sema C i. 5, 33
Senocrate. Aristotile ... e Seftocmfe Calcidonìo . . . limarono e . . C iv. 6. 133.
sensatxi. Aristotile . . . nel libro di Senso e Sensato C. iìì. 9. 55.
à ripro\'ato dal Filosofo in quello ds Senso * Sensato C. iii. 9. 105.
sensibile, colui eh* è cieco degli occhi sensibili C i. 11. 33.
per altre sperìeiue sensibilt C. :i. 3. 56.
lo nono è quello che non è sensiòite C. li. 4. 9^
la virtù . . . corre allo spìrito sensibS* C it. 14. i^il
significa le cose sensibili C. li. 15. 88.
significa le cose . . . che non sono sensOfiii C. ìi. 15. 92.
amore a certo cibo, non in quanto t sensibUt C. iii. 3. 691
ama secondo la sensibile apparenza C. iìì. 3. 78^
essere per sensibile dilettazione C. iii. 3. 100.
provo ciò che detto ò con sensìbile testimonianza C. tìi. 6. 109^
di ciò sensibile esemplo avere polcmo dal scie . C iii. 7. as.
siccome vedemo nell* ordine sensibile C. ììi. 7. 74.
in quanto . . . sensibile bellezza appare . . . . C ìiL 6. 84.
che sensibili [€omuni] sì chiamano C. iii. 9. 61.
dov* è la sensibile virtù C. ìiL 9. 85.
siccome trattando di sensibil cos» C tìi. la. 45.
si parla cominciando dal sole . . . sensibile C iii. 1 a. 50.
Nullo sensibile in tutto 'I mondo è più degno C. iii. la. 52.
lo quale di sensibile luce . . . allumina G iii. la, 55.
falsissimo, massimamente nelli sensibili comuni C iv. 8. 49.
sensibilmente, coloro che la poteano sensibilntenU vedere . . . . K. ^. 96. 33.
siccome sensibilntente appare ...•.*. C. ì. 13. 65.
secondo che . . . sensibilmente e ragionevolmente è veduto . . . C. ìì. 3. 55.
siccome . . . appare sensibilmente la Luna essere C ìi. 3. 57.
come può Mvi-9f6t7m#w/< vedere chi C. iL 4. 57.
che fanno quella piacere sensibiltnente C. iìì. 15. laSL
•eosiUvo. nella quale tutti li spiriti sensitivi portano le K W. s. sB.
distruggendo tutti gli altri spìriti sensitivi K /\^. it. is.
Siccome la parte -srMJtV/fa dell' anima ha C ì. 11. 15.
chi . . . usa pur la parte sensilivti . C »Ì. 8. 95
La «rH£//ftM senza quella esser non può C iii. a. lo^.
questa sensitiva potenza ò fcndamcnto della ... . . . . C iii. a. log.
4
6o3 ^I^^P SENTENZA
senso, della morte, che ogni stHso . . . già mi nanduca €^ms, xìl. 31.
aeptmm, C hanno fabo giuduio in lor vnAwm C«h«. %i%* 31.
Chò nella sua Mtitfnsa non dimora Cosa che Sùm, xl. 7.
U ri|ioDativa potenza scnu U affMtVit« oon si tram:
ma la s/mji/au ai lro%-a senza questa . . C iìi. 9. loS, 109.
per U natura quarta, degli autmaltt cioè sfusùrvm C ìii> 3. 77.
cosi U ttMsititn sta sopra la vegetativa, e la intellettiva sta sopra
U amsitiva C iv. 7. 143. 145.
rimane . , . cosa con anima MVist/rva solamente C. iv. 7. 150.
se volesse chiamare animo 1* appetito tenfitivo C ÌT. aa. 98.
Germoglia adunque . . . per la Stnmtt'tm ......... C. iv. «3. 33,
come se avessero arNJo e ragione ^. TV. «5. ba.
vivono secondo jtmjo e non secondo ragione C. i. 4. 18^
che oon secondo ragione ma secondo senso giudica C Ì. 4. 31.
le scritture sì possono intendere . . . per quattro amai . . . . C. ii. 1. 19.
Il Teologi questo Mvua preodono . C ii. i. 37.
prenderò il senso aUggoricv secondo ohe C. iL i. 40.
Il lento «/IMO si chiama moraié C. ii. i. 4A.
Lo quarto arNJo si chiama anagogia^ cioè sovra émao C ji. 1. 59, 53.
la quale, ancora nel senso liltcrale . . . significa C II, 1. 55,
•e gti altn «m»' dal litierale sono meno intesi C il. 1. il 5.
talvolta degli altri sensi toccherò C it. 1. ta4.
delle quali si giudica [secondo lo $enso] C H. 3. 13.
poiché non avendo dì loro alcuno «mio .....*.... C ii. 5. lao.
eh* elli non hanno senso . . . C. ii. 7. 13.
secondo 1* uno arM50 e V altro C ìi. 7. 19.
siccome V uomo dalla ragione^ e non dal #nMo C. H. 8. 19,
si volcntierì lo sento di vero la mirava C il. 13. 44,
Anima che sente, o con tutti i senst o con alcuno solo C. ili. a. 89.
Aristotile ... nel libro di Senso e Snumto . , . . . C iiì. 9. 54.
perocché altro jnijo sente quello .... . . . . . C iti. 9, 36.
le quali cose con piti unsi comprendiamo C. iìi. 9. 6a.
solo col viso . . . cioè, non con altro sento C iii. 9. 66.
è riprovata ... dal Filosofo in quello di Senso t SenmtO • . . . C iii. 9. 105.
volgendo il senso della lettera là dove sari mestiere C. ili. ta. 9.
parte . . . vìvono piti secondo settao ... E quelli che secondo am»o
vivono C. iil. »3. 39, 40.
là do^'c il sento spesse volte è ingannalo C tv. 6. 30.
■cnaOAle. secondo questo cotale aeneumte giudldo parlò C, iti. 10. afl.
dire del parere di fuori, cioè sensuale C iv. 8. 43.
conciossiacosaché '1 unsn^ parere ... sia Cslaiaiimo C W. 8. 47.
che alla 5#N«M«/r apparenza appare C tv. 6. 61.
•on avere inteso della eenettmie apparcna C. iv. 8. 63.
se lo intendo . . . alla 9eps$nmU apparenza riprovare C. iv. 8. 66.
che io sensnata apparenza Intenda riprovare . C. Iv. 8. 70.
che r sppetiio rarìonale non sia piU nobile che 1 «nwrmir . , . C rv. aa. 101.
aenteniB. e se non tutte, almeno la loro aemtenaa y. /f. l. B,
ti» nsposto da molti e di diverse senéenm K M 3. 97.
nel quale io comprendeuì la senlemmt di questa ragione . . . . KM 40. 43.
la quale ogni colore di toro §enUn»a farà parvente . . . . . . C (. t. lio^
per rispetto alla sua É^ntenaa C. L ft. 71.
Mofttiarr la vera aentenea di quelle C. i. a. ia4.
molte parti della ma sentenoa . . . . C L 7. 48,
sarebbe spoata la loro sentenam ... ... C 1. 7. 89.
SENTENZA ^^H^^^^^V ^
sentenza. La qusl d dà dì ciò vera ara/nuo P, Fi 84.
sentenza. Il dono ... di questo Comento è Ia sgnUnaa delle Can-
zoni . . . Questa senitnsa non possono avere ...... C. L 9. 49, 53.
cbc è manifestare la conceputa sentffua C ì. xo. 6s.
non discordando dalla serttenea del Filosofo ........Ci. xa. ao.
quello nella cui s^nt«HMa gli altri sono ìnchiusì C il. 1. 6&
conciossiacosaché ... [la smtmMa lìtterale] sia sempre 3 di fuori . C il. >. 7S>
conciossiacosaché la lìtterale S€nU7i£a sempre sìa sug^etto e . . . C ii. i. 89.
ragionerò prima la litttrali sentenaa .CtLu xm*.
vedere la sthUmmì lìtterale . . . della prìma parte ....... C li. 3. x.
secondo la seniensa del Filosofo «...C^fi.^ 14,
questa sua Sfntfn^a cosi erronea può vedere chi vuole C. ii. 3. a&.
mostra ... sé avere seguito pur V altrui sentttua C ii. 3. 33.
1' ultima snttÉttaa della mente ... sì tenca C. ti. 7. 81.
Inteso può essere . . . della litterale sfntfnta della C ix« 8. 3.
Ad evidenza . . . della smunta della ... é da sapere C fì. 8. 15.
procedere ... ad aprire la stnteuMa di quella parte . . . . . , CÌL9L4.
Dlraostrata é la 5<^/(r*«xa di quella parte • d iL it. s.
sì dee mostrare la smintxa della parte C. ii. xi. 4.
qui termina la sTM/TMaa lìtterale C. ii. xi. 90.
alcuna cosa . . . fuori della sua òntUttsa C ìi. la. K9.
che la bontà é nella stnltnma C ÌL Ifl. 04.
forte, dico, quanto alla novità della séHttnsa C iL la, 5*.
vedere ... la smiensa di questa Canzone C. ii. la. 60,
questa è tutta la Htterale sentenza della prìma Canzone . . . . C ii. xaL 70.
Poiché la Uttfmi* stnténta è , , . dimostrata ,,...... C. ÌL X3, x.
duro mi fosse . . . entrare nella loro senterua C ìL 13. «4.
né sarebbe data loro fede alla sentenza vera Cu, 13. 64.
che . . . questa smimxa fia sufficientemente palese C ii. 13. 80.
la sua sentenza non si trova cotale CI li. 15. 61.
veder si può la vera sentgnaa del prìmo verso C ìì. 16. 13
è da sapere, secondo la stntenza del Filosofo C- iìì. 4. 53.
Quando . . . aperta é la stntenaa di quella .C.iii.5. a.
io comprendo per le stntenu degli astrologi C ììi. 5. xia.
procedere a dimostrare la scnienjsa della parte C iii. & 3.
questa é tutta la sentenza tUtfraU della prima parte C iiì. 6. 130.
perocché ... dì lassù viene la sua stntmza C ili. 7. 137.
cosi termina . . . secondo la UtteraU sua aent*H»a C ìli. 7. X&I3.
poiché é aperta la sentenza di quella particola C. iìì. 8, 99,
per la stntensa del Filosofo ... sì può comprendere C. iiì. io, l^
così termina tutta la iitUraU sentenza di . C iii. 10. 84.
la lìtterale sentenza trascorrerò per questa C iii. ta. 7.
seguita . . . secondo la sentenza del Filosofo , C ììL X3. 30.
si può terminare la vera sentmza della . . . Canzone C. iii. 15. (96.
per quello che nella sentenza litterale è detto . C iii. 15. aii.
secondo la concordevole setitenza delli savi C iv. x. X.
la sentenza secondo la lettera ragionare C iv. 1, 91.
dare ad intendere la sentmza della . . . Canzone C iv, a. 3
dice 5o/Ail!r, quanto alla £rn/<^(«a delle parole C iv. a. 1x3.
Veduta la sentenza del Proemio C ir. 3. i,
lo testo . . . secondo la sentenza eh* esso porta O iv. 3. 83.
com* é quello della comune sentenza C iv. 7. 30,
questa è la sentenza del secondo verso , . . C. iv. 7. 151.
chi crede che la sentenza imperiale sia . . . autentica . . C iv. 91. tòo.
6o5 SENTIRE
aeotire. che . . . Amor sì dolce mi si fa «mArrv K ÌV. 19. «5 (CmmM, ì. 6).
Ed appressarsi per farmi sentirt V, N. «3. 137 i^Caiu. x\. 10^.
AIk>r Mntf Im Tmlc anima mia Tanta dolcezza V. N. aS. ao \^F, C. 7).
Ch' i' mi riscuoto per dolor eh* io sento J', iV, 3X 91 {Cans. iii. 51).
questa bella Donna, che tu stnti C il. Cana. i, 43.
V anima rh* ascolta e che lo mmU ,. . . C iìL Cahm. iì. 6 ; 3. laB.
Quando amor fa sentir [della sua pace] C iii. Cant. ìi. a6 ; 13. 44.
In quella voce che lo fa serUùr C iii. Carts, ii. 47.
Però qual donna unte sua beliate [Biasmar] . . C. iii. Gang, ii. 68; 8. 000; 15. 133.
[Quantunque io veggio] dov' ella mi senta C iii* Oiru. li. 86 ; io. 34.
£ dicer voglio ornai, siccom* io sento C iv. Cohm. iii. 76; (5. loa, 193.
Chò lo tuo ardor ... Hi fa sentire al cor troppa gravezza. Falle
jrM/in, Amor ... 11 p^n disio CaiiA ix. 53, 54.
Ed ancor tua potenza Ra senhia In ••« Cans. ix. 69.
SI che '1 duol . . . Portin le mie parole, come '1 MfUo ..... Cans. xì. 6.
Ciò, che mi lai sentirt Cam9. xì. 9.
però che dolorosamente Sento . , . Raccoglier 1* aer ..... Cana, xììi. 5.
Perocché *1 mio sentire è meno ass«i Canm. aiii, 55.
Io amto si d* Amor la gran possanza C«nM. xiv. 1.
Perocché . . . *1 mio tento mancare SI ■ • Can», xìv. 5.
Porta conforto, ovunque io senta amore Cana. xiv. 16.
E porian dolce, ovunque io aenta amaro Caiw. xiv. 19.
Si tosto, come il . , . desio eh' Ìo sento Fu nato .••.... Calta, xìv. 40.
Né dentro a lui senf io tanto valore Canm, avi. 7.
wotcfua. ciò rompe la loro amlmaa medesima ........ C iv, 14, 04.
per la lorv medesima aratmaa ... ha rìprovmtD C iv. 15. a.
C/M/a/j^ le cui «m/ritar anche sono incontro C iv. 15. 91.
perocché la Cristiana Mantenga è di maggior vigore C Iv. 15. 93.
perocché . . . dove aperse U bocca U divina «m/ntaa d' Aristotile,
da lasciare mi pare ogni altrui tentensa . . . brievemente,
secondo la sua senSenma^ trapasserò C Iv. 17. 94, 35, 07.
ciò é concordevole alla sentensa di Tullio ... . . C iv. ai. 80.
E questa è la sentensa di questa parie .... . . C iv. 33. 45.
perché a loro sarà utile la sua asMÉmma C iv. 3Ck 56.
•entcnxia. s« non per aprire la sentemaia ddla cosa divisa . . . . K /V. 14. 95.
di aarrarc la sentenzia delle [urti ,,.■.. 1^. A^ aa. 107.
HOtiero. delli due sentten prendere lo meno reo C i. a. 94.
Una pianura é,con certi campi e sentieri . . . con . . . inpcdimcntii
fuori dclIi suoi stretti «m/iirri C. tv. 7. 57, 60.
sicché d* alcuno sentiero vestigio non si vede ..... ■ C. iv. 7. 6a.
Matlre. proposi di (silo «m/i>v a molti . . K iV. 5, 67.
in tanto . . . che ... mi sentù dire apprcsao ^ ^- S- 13.
V aagoftcìa che il core sentia K iV. 9. u.
per questo sentirà ella la tua volonlade, la qtmle tentemJo, conoscerà K ff. is. te. 63.
flit parve aentire un . . . tremore incominciare y, N. t^ S5.
sentendomi dolore quasi intollerabile, giunacmi , K A^. 03, 8.
avvenne un di. che ... ed lo mi arafn oonlaviair un K AT. B4. 3.
come io mi sentii svegliare lo treraors KA. a4.65.
Onde ... io sentii allora li mici occhi éominciare a K AT. 36 17.
mpniM por dal misero che la sentia K. A^ 38. so.
perocché io aemSo spesao iJ suo nome nel mio pensiero K ff. 4M, ^
per la dolcezza eh' io sento CI. t. 73.
quello che dentro spiritualmente ai amilr»ii. ..«...•• C U. 8. 68,
che del numero . . , diversameuie t sentito da molti C. u. 3. 17.
SENTIRE
606
aentire. Stniinù dolce sotto il mio lamento . . . J^^^^V* • Cmts. xvii. «7.
Ch' io temo forte già, per quel eh' io atMto C^wts. xvu, a&
Che 6a *l maggiore — si s*ntisst mai Cmmm. xvìì. 48L
Sentfftdo V opre ladre . . . con dolore ha onta Gnu. xtSì. 5.
Il . . . braccio . . . SenU lo raggio che cade dal volto Cmr. xx «3.
Si saccia per lo mondo, ogni uomo il s^nta Cmmm. xju. 4^
Si . . . Che parla e smtt come fo&se donna Snf^ i. 6.
E sento doglia che par uom mi colli Sest. iii. iix
mi por ... e mi srfi/o dì verde Stst, rr. 33.
Che mille donne già . . . Sentito han pena , BmIL ii. X4.
E dì aentirio meno ho più paura AdK. iti. 3.
Che m* ha fatto sentir Ac%\\ saoi dardi « BmB, z. 16.
Questa che anttt Amor negli occhi sai Batt, x. 94.
Ch' io mi sentia dir dietro spesse fiate V. N, •;, Qi {Sott, a. lo^
Amor «milr [a pietà donne chiamare] P. V^. 8. »3 (Som. iii, 3), 44-
Ma non si, eh' io non senta ... Gli giiAi K W. 14. 91 (Smc. tìì. 13 .
E quand' io vi son presso, sento Amore f-'. TV. 15. 30 {Som, viti. 3"),
Nasce nel core n chi parlar la sente F. ^. ai. 18 [Som, xi. 10^
Io mi «m/fV svegliar dentro allo core Un spirito . . . . K JV. 04. 50 (Soie. xxv. i).
Ella sen va, sentendosi laudare y. N, a6. 41 {Som. xr. 5\
Amor, che nella mente la srn/ia , K ^. 35. 49 1 Sow. xviii. 5\
E tolsiffli dinanzi a voi, sentendo Che V» N. 36. 37 (Sml six. 9%
gli occhi . . . Che sentir prima questo gfwi valore Som, xxrii. ir.
MOUre. anco Aristotile pare ciò sentire C. ii. 4. 33.
di queste creature, siccome dcllt cieli, diversi diversamente hanno
sentito C H. 5. IO,
avvegnaché . . . pala sentire altrimenti C ii. 5. 14.
per gli astrologi diversamente b sentito, secondoché diversamenle
sentirò delle C u. 6. 1991, 130.
quello che dentro io senfka della battaglia . . . C ii. 8. 6.
conciossiacosaché la bontà dì questa Canzone fosse malagevole a
sentiri C ti. 19. aq.
cominciai tanto a sentiri ddla sua dolcezza C ii. 13. 30.
Per che io, sm/mf/omi levare dal pensiero de) . . . apersi . . . C ii. 13. 53.
siccome . . . pare sentire il Filosofo C ii. ]& 90.
V Anima ... ha tre potenze, cioè vivere^ sentire e ragionare . . , C iìL ft. 86.
ma questa si può col sentire fare una, perocché ogni Anima che
sente ... si muove . C iìì. a. 88, 8|^
muovere è una potenza congiunta col aentire C ììì. a. 91.
fondamento sopra lo quale si sentt, cioè vede ... e tocca . . . . C iiì. a. 99.
non si trova alcuna cosa che senta^ che non viva C iiì. a. 104
dico . . . sentire, quanto alla dolcezza del suono C. iiì. 3. is^
dico quello che di lei con lei sentirà C iiì. 7. 130.
che mai non si sentia se non dell* occhio C ìli. 8. ila.
che qual donna sente per manco la sua beltà Uasìmare C. iii. 8. «03.
perocché altro senso sente quello C iii. 9, 57.
E non senza cagione dico ... e non ià doj^ io ta senta C iii. to. 34.
siccome pare sentiri Aristotile C iìL il. 143.
che la gente ... la sente nel suo pensiero . . . quando Amore fa
della sua pace sentite C iiì. 13. aB^ JK
ciò è quando Amore della sua pace fa setitire C iiì. 13. 66,
perocché della pace di qucsu Donna non fa lo studio sentire» . . C Ui. 13. 69.
mostrerò differenza . . . secondoché Avicenna sente C. ììi. 14. 41.
e in queste due si sente quel piacere altissimo C iti. 15. 19.
6o7
SER
itlre. poich* elU sttité, Che veriU . . . non la cagiona Som, lùv. 7.
Ciò . . . che mi fA srnhr crude! martiro . Som. xIvÌÌÌ. 6.
Io mi wn/o legar tutte mie posse Som, I, 9.
Ma per difetto eh* ella semfe al nido Som. Ili. 1 1.
Quando e' si atftU preso, ower legato S, P. xxxvii. 30.
Non però che mi stttfa al perfetto ............ S. /*. xasvii. 64.
Quand* egli arw/r e vede, che tu sei S, P. ì, 09.
Fa aù eh* io anrlM quella cortesia S. P. calli. 40.
Fa al, eh* io unta la tua voluntade S. P. exiii. 50.
E tutto ciò, che s' ode, %ede e mmU P. P. tò.
Con*, tz. 11, 6B ; X. 89 ; ai. 48; xiv. 70; avi. 64; aia. 57, 9: ; Sni. iv. 117 {
K. N. la. 85 {BoU, I. 6), 89 {BùU i. 10 ; Bali v. a ; 1^. A*, ao. 15 v5om. a.
3;, 16 \Som. a. 4 ; aq. 75 \^Soh. ati. 81 ; Som. xxvi. t ; xhriii. 9; alix. 14 ;
S. P. «. 15 ; xxxi. 5, 63; xxxvii. «5; L 39; ci. sa, 47 ; cxUi. 6; P. /'. 6a,
91, 105. — C/ wnTii
■epolcra Tolto di croce, e nel wipokro meno P. F. 461,
sentire, tutte 1* altre nostre operaaioni, sfHtirr, nutrire, e tutte sono . C. Iti. 15. 39.
f Md/ donna . . . smtr sua beltà biaiiinare C. ìli. 15. 137.
lo **utfnJo in me turbala disposizione . . . parve a ne C iv. a. 76.
la \-occ d* un' oca fc' ciò $*ntirt C iv. 5. 164.
(siccome . . . negli animali vfgrton e tentìrr, negli nomini vtgttmrt^
amtirt ...)... manifealo è, che viver* negli animali è
Muiéft C iv. 7. 114, its. tl&
quello che gli altri stutomo di lui . . . C iv. 8. 19.
per quello che wtttono di queste cose ......... C iv. 8. 73.
«li colui che appo aé aentt ricchezza . . . . , C Iv. 13. 98.
per grandi . . . cose . • . per alcun modo atmtnt ....... C iv. 35. 50.
fanno vwvertmit a sé quello che le trmU . . . (anno vo^iowo di mf*n
. . . quello che le **ntt C iv. «5. 5», 54.
noè li auoi membri smtrMdou a debile alato venuti C iv. 06. 139.
aentore- cioè ... dì nulla p^asionc avere Mniort ....... C iv. 6. 91.
senza. /'. N. a. 57 ; 8. 7 ; la. 8 68. taS; «5. 70, 103; «9* 3» : 30 3»; 37- Mi ^- *• »•
59. Ba, 105 ; a. id, 5». 77, 79, 83, 91 ; 3. 34. 35 : 4 41. 64. 68, 90, 100; 5.
37; 6. 16,64; 7- 7. 35. 3fi| 46,94.99; 8. ij, 18. ^o; 11. 58, io6 C**a^ ; ii. i.
69, 78,81 ; 5- »9: 6 »9; 9.21. 83, 116 ; 1 1. 19; 13 33 ; 14. 991,047; 15.
91. 181 ; iii. a. 103, 108, no, 254: 3. 1.69; 7. 49. 44,48, 170; 8. 108, 109, 167;
9.86.91: 10.33; u. 87^*01, 117; 14.36,49.117. r»9: I5.s6,a8, 55. 74:lv.
4. 6, 70. 107, 119. 13». «36; 5- <o7, li». 139. 148; 6 16, 87, 9^\M), toÒ,
IBI (Aia, 158. 159; 7. 7 *M , 74; 9, 104. 106, I55> ii.ii8.6o; i». 54-97. *>•;
13. 103; 15. 58. 105. 106, 183: 17. 83; ao^ ■:; a«. «36: »4. »o, laa; »5. 7;
»6- 45. «3» ; »7- 66, 115 Am), 180; a8. 1 a. a9> S^t 33* 80 ; 09. 4, 5, 6; 30.8.
•eparsre. l>i tutte te , . . condìiioni . . . era tfpmrmto lo Cmnentu
Latino C i. 9. 4.
che U movìtori . . . sono Suslanzc supmratt da materia C. II. 5. 6.
che aOe suslanje ffmratw convegria U «pevulaUva vita C ii. 5. 99.
dalle Suaunie 9*parai*, cioè dagli Angeli C. ili. 7. 47.
delle aue Suaunzc t^pant* . . . cosi trattando . . C lii. 0. 144.
avvegnaché le Intetlìgcnzc »/«f«/# questa Donna minno . . . . C Ìli. 13. 47.
questa Donna è . . . dell' altre Int«llic«aa« è^fmmir ,,,..€. iii. 13. 73.
sepolcra colui che quattro di è stalo Mi m^9kt% •..-.. C. hr. 7. 49.
Se r UDO de* piedi avessi nel Mj^olmo C. iv. 19. tal,
sepoltunL però che la i^Uturm di aanto Jacopo fu pid lontana . . . K A. 41. 48.
sepulto. la spiga della raipone . . quaai trfmltm ai perde <'. iv. 7. 06^
■er. Pvitrrbhr dirr »tr Manfredi da Viro f . tv. 99^ l&
SERA
608
Che da stra e da mane Hai ragtinato, e C«ju. x. Sa.
cantinne ... Da sera e da mattino B^L ir. la.
serbare. Od in alcun che sua verdura s^ròa Cmma. xv. 45.
C05Ì acerba. Che suo fedel nessuno in vita seròa • Som, xxxl ii,
quella ch^ . . . 'I non mutalo amor mutata snòa • Son. xttìt, la
C/. »ervare.
sereno. Sertna e gloriosa in sulla ruota . . . regnerai Gnu. xrnì. 46.
Dimostrami lo tuo volto Sirmo ..S./*. a. 45.
furon fatti . . . Perfetti, buoni, lucidi e strtnì P, F. \^
serrare. Fiorenza . . . Che ;5. Che) fuor di si mi strra Camm. zL 70L
Là, ond^ io vegno, una catena il srrm C««r«. xL Aau
Per la freddura, che di fuor la «ma Cww. xt. 61.
che ... sì trova StmUo forte di quella saetta ..>..... C*im ztì. 57.
Per volontà della virtù che ^1 serm Gnu. xvi. 61.
Che m' ha srrrato tra piccoli colli Più forte Sei/, i. 17.
servaggio. Quest' è quello che pinge Molti in strva^h Csts. x. 88.
servente. Io son servante : e quando penso a cui Cans, xiv. 43.
C/. sergente,
servidore, più eh' a torto Mi par di strvidor nome tenere .... CeiUL xiv. 54.
Deh I non asconder al tuo mrvidon S. P. cxliL 37.
C/. servitore,
servigio. £* miei pensier ... al suo srrvigio vanno ..... Cam. xiv.s^.
sera, la sua apparenza, or da mane, or da stra C ii. 14. 115.
Appare da «/ra . . . quando ... si parla C. iì. 14. lao.
serafino, sopra tutti sono li Serafini CìL6^54.
questa contemplazione fanno li Serafini C^Ìi. & 7^
sergente, sogliono li jt/^^vrA' prendere lo pane apposito C i. a. s.
C/. servente,
sermone. Così lo sermone ... è virtuoso C ì. 5. 81.
quelli che hanno Y uno e V altro sermone C.Ì.5.8B.
Dunque quello 5«rmoMr è più bello di. 5. 100.
in ciascuna cosa dì sermone C. Ì. ix 93.
in ciascuna maniera di sermone C it. 7. 54.
mi rivolgo colla faccia del mio sermone C. ìi. la. 5.
la bontà e la btiUsaa di ciascuno semwnt C ìi. is. a&
sì per r ordine del sermone . d li. la^ 65.
li quali colla dolcezza del loro sermone inviarono d iì. x6. 5.
che . . . più bcUo né più profittevole sermone non era . . , . . C ìii. i. 30.
il retlorico dee , , , cautela usare nel suo sermone . . . , . . C. iv, 8. 91.
la quale modera noi dal . . . in nostro sermone C. ìv. 17. 5S.
quando . . . ritrae per lungo sermone ... la storia C. ìv. «7. 184.
serotino, quello suo cerchio che la fa parere serotina G iì. ». ^
ìnfìnochè riceva lo temporaneo e lo serotino . G iv. a. 87.
serrare, perocché «rm/a è la bocca di coloro C ìt. 16. 3.
serva, chà . . , V anima é Donna, e altrimenti è serva fuori d' ogni . G iv. 3. 14&
StfVare. quello che per gli altri é stato servato lungamente . . • . G i. 10. 7.
le cose, usate e servate, sono . . . commisurate G i. 10. IX
* Se questa ... gli uomini . . . conosciuta servassero . . .' . . . . C tv. 9. 84.
questa proporzione ... in tutti mi pare da servare G fv. 04. 74.
C/. serbare,
serventese. composi una epistola sotto forma di setventese . . . . K AT. 6. 11.
servigiale. la teraa t quasi nna senngiaU delle . . . parole . . . . K. JV. 19. 95.
servigio, vidi che povero mi pareva lo servigio e nudo K. /V. 34. 4.
le genti, che vanno al servigio dell* Altissimo K AT. 41. 43.
609 ^^^^^^^^P SERVO
lervigio. Convien che tal desio servigio conti Cana. xìv. 58.
Mrvlre. Che sol per lei servir mi tengo caro Canz. xiv, 07.
Face piacer, per ben serviti altrui Cann, xiv. 38.
Chi r aom può ben srrvircontra talento Caiw, xÌ7. 45.
Cosi ... Si fa '1 servir mercè d' altrui bontate G»m4. xiv. 56.
Che sol per voi servir, la vita bromo Cans. xvi. 43.
Ver me, che chiamo . . . Solo per leì servire Sesi, li. 47,
Ch* a voi servir lo pronta ogni pensiero K. JV. 12. 106 [Biiì/. i. 27).
E recolo a JirwVnuovo piacere K /V. 9. 55 {Son. v. la).
Che lei per cui servir la vita smago Son. xxxix. a.
Del StgTìor cui serviamo e voi ed io Son. xlvi. a.
SI, che dal tuo servir mai non si mute S, P. L $J,
£ 1) gli serviran con dotcc canto 5. P. et. 87.
itore. E vedrassi ubbidir buon servitore K TV. la. 113 {Ball. \. 34).
quel loco, Che li tuoi 5gli e servitor riceve S, /*, ci. 117,
Cf. servidore.
(t). Voler cadere in servo dì signore Cohm. x. 35.
Servo non di signor, ma dì vii servo Si fa, chi Cohm. x. 43 (6ij).
Questo snro signor tanto è protervo ... CanA, x. 48.
Chi è servOf é come quello ch* è seguace Cohm. x. 64.
signore a cui servo sormonta . . Gtna. x. 98.
non rìstrioge *I freno . . . Per soccorrere al servo ...... Csha. xvi, 18.
£ del tuo servo, ciò che vuoi, ragiona ^, TV. la. 119 \^BaiI. Ì. 40).
Lo Re, che merta Ì suoi servii, ristoro Son. xxxvii. 1.
^Vlervigio. ordinato all' altrui servigio C Ì. 5. 24.
procede nel suo servigio C. i. 5. 31.
che 6 più servigio d' amico, che di servo C. i. 5. 34.
non Avrcbbono potuto avere questo servigio C. !• 9. 11.
la quale questo Arrigo attende Ci. 9.3 r.
non dee 1* uomo . . . dimenticare li servigi ricevati C ii. 16. 53.
* . . . o onore del mio servigio ' C. iii. 1 1. 169.
licito dico, quando . . . per servigio meritate C. iv. 11. 68.
in quanto ad alcuno necessario servigio sono ordinate C iv. 13. 149.
C/. servizio.
Per fare si eh' elle sieno degnamente servite , , . . . . V. N, 1^. 14.
pensando che V amico era da servire K ./V. 3o. io.
disordinato a ben servire C i. 5. fi8.
non serve mai se non a suo senno C i. 5. 33.
altri, che senza dire voglion essere serviti C i. 6. 17.
che perfettamente servire noi può C. i. 6. aS.
che . . . non li potrebbe . . . servire, e cosi nQiiMfvnreA6# . . . lo . . C 1. 6. 31, 30.
Non avrebbe il Latino servito a molti C. i. 9. 7.
che di mille V uno ... ne sarebbe stato servito C 1. 9. 14.
ti Volgare servirà veramente a molti Ci. 9. 99.
comandato . . . che gli ministrassero e servissero C li. 6. 31.
che sono . . , dolce e cortesemente servire e operare C. iv. 35, 15,
I* una ... si lamenta come ... 1' altra come servitore , . Vt N. 34. aG.
IO» proposi di stare al servino delle donne K TV. 14. ss.
C/. servigio.
rOk più scr\-igio d' amico, che di servo C i. 5. 35,
in vece di servo alle infrascritte canzoni C i. 5. 37.
non sarebbe stato servo conoscente al . . . Volgare C i. 6l 9.
La conoscenza del smo si richiede . C i> 6. tx.
non vogliono che *1 servo si muova . C, i. 6, i&.
R r
SERVO
6l0
(x). Lo quide a me suo s^rvo non fìa avaro Som, siti. B4.
Eccomi apparecchiato strvo umile Som, xlvii 14.
che non voglia ... il tuo s*rvo riprendere S, I*, xxxrii ^
piacque AiU tuoi srrn pieni di bonUdc .... . Si. /*. ci, 54.
all' umile parlare De* suoi eletti s€rv$ ... . S. /*. ci. 6ft,
d' caaadire II servo tuo nella tua verìtade S. /*. cxfiL 5.
Perocché io sono de' tuoi stm' e schiavi . . S. P. czlti. 61.
(aV Niai pìetatem habucrit sfrvo Cam», xxi. J9.
aetta. Di trarlo fuor di mala sttia in pria •••.••,••, CmmM, iz. 79.
Spia se tu' lo puoi della tua sètta Cmu. xìt. 89.
sette. Chiù. jcv. 9, 99 ; xviii. ai ; xxvin. 14 ; P. F, 153^
acttimo P, F, aogu
aeveritade. con la atwrùadé Del tuo giudixio . . . giudicare . . . . S. /*. ala. ^
sesvo. se il stmo non conosce CL<SbO&
si conviene conoscere al servo gli amici C t. 6. 99.
che il comcnto . . . non sarebbe stato servo {omototMt* C i. 7. a.
aUe quali questo Cemento è per servo ordinato C i. 7. 70.
siccome intra 'I signore e '1 servo^ Che, avvegnaché ^1 servo non possa
. . . rendere C ui. 1. 6a (àè^
siccome sono le leggi . . . delli servi C iv. j^ 150.
se lo re comanda una vìa e il servo ne comanda un* aItzl^ non è da
obbedire il servo Civ. 34. 136, 138.
sesaanta. K. ^. 6. 8 ; C ii 7. 105 ; 15. 175.
queste ore usa la Chiesa, quando dice . . . Sesia ..... C^ iÈi. 6. au
lasciando ta Sesta nel meuo di queste parti C ir. 03. 131.
C iu 4. 6; M' 4^; «5- >M; '><• ^i- 4°; iv- ta- »»7; «7- 47; ag- 106, «4», 14$;
afi-^. 75t I" ; 07.47-
sestodecima dv, yo^e.
sete, della cui acqua si refrigera la naturai stU C i. i. £6.
che all' anima nostra possa tórre la sete C.ai.<SL79.
dicendo quelle . . . dart piit sete Che, i& 9.
Promettono ... di torre ogni sete C ir. !& 41.
danno e recano sete di casso febricante e Intollerabile C. iv. is. 47.
in nullo tempo si compie né sì sazia la sete della cupidità . . . . C iv. la. 66.
setta, ciascuna di queste reitadi ha si gran setta C i. 11. li.
La seconda sttta contro a nostro Volgare si fa C. i. sx. 71.
La terza setta contro a nostro Volgare sifa Clt.li. tot.
La quinta ed ultima W/a si maove C t. is. is6.
nessuno dabita, né Filosofo ... né alcuna satta C. ii 5. éS-
costoro e la loro setta chiamati furono Stoid C ir. & 94.
tutti quelli che a questa setta s' appresero C ir. 6. 146^
per ... si possono intendere le tre sette della vita attiva . . . . Cn, sa. i6(k
e dice a ciascuna di queste settt C iv. aa. 17&
settantesimo. C iv. «4. 43.
sette. . . . Cìi. 7* 105; 14.5^,55,56; 15.9; iii.5.99; ir. 36; iv. 5.89; at. Eia
scttccenta C. iii 5. 88; 1 1. 34 ; iv. a 6>
settentrionale, due Poli, 1' uno . . . cioè questo setteniriomale . . . C, iii. 5. 7^
settentrione, due archi . . . uno verso Settentrione C iti. 5. 1361
settimana, notte non sarebbe, né d), né settimanOf né mese . . . C iì. 15. 155.
C/, semana,
settima C ii. 4. 7 ; iiì. 7- ^ ; n* 40 ; iv. la 83, 90 ; 16. 78 ; 17. 50 ; sa 33, 96; a9-
158; a6.66; 27. 157,
severità, si conviene . . . ridere con un' onesta severità C. tii. 8. tOQ.
non li puotc avere la Seneitutf . . . per la severità ... . . C iv. afii loB-
6u
9Ì
Raccoglier 1* aer del $€j-aa' sospiro Cf ma xliL 6.
Onde r animo . . . Per lor diacommcoto non si sfatr . . . . C iv. C^u. vA. 6a
Per conduccrmi al tempo che mi s/aet dna. xiìi, 9.
Non pjangrr più, tu sei già tutto t/atto Som, U. (4*
■fermare* E se Amor ne ne sfina. Io mi vendicherei Cmns, xU. 7*.
lAdare. a/uia La debole mia vita esto perverso Cs***. iji. 40.
iflpmure; E veggìovi tornar si tjigurai* K M aa, 80 'Som. xlL 19).
■fogAre. Ha ragionar j^r isfogm' \tL mente K iV. 19. «3 lOiiv. i. 4\
Ori s* io voglio sfc^r lo dolore K A^. 39. 44 (CiHa. iii. 4).
si . . . Che sfogmtsi lo cor, p iangendo td ^* ^< 33' 33 {Som. xvfi. 8).
aforzare. Che solo Amor mi sforma ...». B^lì. iv. 43.
Poscia mi sfono [, che mi vof^io aitare] K. AT. 16. 39 \Son. \x. 9^, 45.
■gnuUre. Pensoso dell* andar, che mi $grméia K A^. 9. 45 {San» v. %\
■(lldAre. al che in le ... Si posi quella grazia che ti tignata . . . Ctma. xviii. 14.
tgoardare. Poiché, $fptmnlmwio^ il cor feriste in Unto Som. xtrii. i.
Che mi sgumnimiri con ta bcda irata S, P> xxxviL 9.
ti. K N. 19. as (Calta, u 6), aS (Cau. i. 9\ 59 i^Can*. i. 40), 63 (Caaa. L 44 : tms\ 73
(CaMJt. L 64) ; 93, 139 (C*H#. ii. la), 14» {C^n*, iU 15), 143 {Cans, lì, i6\
139 (Cana. ii. 39), 164 {Cam», ii. 371, 183 {Cama, ii. 56), 196 {Cana. il. 69%
198 {Cana. li. 71), 004 (C««. il 77) ; «& 14 (f*. C i), 16 (/*. C 3Ì. 18
(/". C 5 , 37 (/*. C I4> ; 3»' 43 (CdM. iii. 3), 64 (C«m*. ili. 84), 68 \,Cama,
ili. 38), 73 (Graa. iiL 33), 75 (Cbh«. iii. 35\ 90 {Cmma. iii. 5»), 99 (Ca»ia. ili.
59), 105 (Ca«u. ili. 65!*, K06 (Capta, iii 66) ; 34. 99 (CaMa. iv. 3) ; C. ii. Canai.
L 3, t8, aa, 30, 41, 45, 30 ; iii. Cohm. ii. 5, 85 ; Caita. ix. 46 ; x. 38, 84 ; xi.
5, IO, 99» 46, 55 ; «ii- 30, 34. 49; xiiL r, 39, 64, 67, 79; xiv. i, 4, 6. 30. 40 ;
XV. 6, 95 ; xvi. 47 ; xvii. «5. 49, 74 ; xviii. 13, 35. 44» 75; xÌ*. 85- ><>« ^ »»•
41. 86 ; Sest. i. 5, 16, a6 ; IL 99, 40, 51 f iii- 9 : tv. t6 ; K iV. 19. 84 {BaO, I.
5), los [,BaU. i. 96); Ball. v. xa; x. 11 ; K S, 7. a6 {Sowt, ti. 9) ; B. 34
{Som. iii. r4) ; 9. 56 {Som. w. 13) ; 13. 37 (Stm. vi, a) ; 14. 81 {Som, vH. 3),
85 (Som. vii. 7)1 91 {Sem, vit 13^ ; 16. 96 {Som. ix. 3), 99 {Som, ix. 6) ; aoi aa
{Som, X. 10) ; ai. mm {Som. xi. 14) ; 94. 80 (Som. xii. 13), 99 (5om. xiìi. 5)1
too (.Som. xiii. la) ; a^. 53 \,Som, xiv. 4% 61 {Som, xiv. ia% 63 {Som. xiv. 14};
96. 43 (Som, XV. 9) ; 33. 39 {Som, xvii. 7) ; 37. «a {Som, xx, 7)^ 97 iSom. xx.
19) ; 38. 40 {Som. xsi. 6}. 44 {Som. xxl. 10) ; 39. 6a {Som. xxli. 3) ; 4a 57
(Som. xxiii. 7), 60 {Som, xxiii. 10), 61 {Som. xxiìi. iiì ; 41. 57 {Som. xxtv, 3);
48. 53 {Som. XXV. 7), 56 (5m. xxv. io) ; Som, xxvi. 3 ; xsvit '•> ; xxxi. l ;
azxiv. 14 ; zxxv. 1 ; xxzvt 11 ; xxxvii. la ; xli. 10 ; xliii. 6 ; alvi. 7, 14 ;
credere , . . siccome vUU e ignobililA la j/wniafcaaa . . C. iv. 19. 94.
Se questi non d tfiflgorassf cost fuori del . . . . . K. AT. 14. 46.
e tanto si t/sroapa per suo ingegno, che . , K iV. 3. 48.
■1 che io mi tf/onava di parlare K W. 19. 36.
atto libero e non itjbromto . . . atto afowwtsto 4, quando C. i. 8. loi, 104.
marsvigtiaadnd del ode 9^um4mt% . . . . K AT. 5. 9.
iaeonUnente, dopo di ^wi^i— p, dkvto .... . . . C UL 8l 134.
è , . dcTl* altre Intellìgeosc ... per contìnuo tigmirAàff , . . . C Ul.. 13. 73.
ignardo. dal principio delU ^fuarrfi'di questa Dooaa . . ■ . ■ C ti. 16. 4>>
lo yiirfo di questa Donna fu a noi . . . ordinato C. IiL 14. 193.
la questo 9gmmfdo . . . U umana perfezione ■* acquisu . . C. ÌU. 15. 34.
U lofo occhi fuffgiro da ogni altrui Mgmmréo C iv. 95. 6(^
■otofta non %*otfe lo tgmmrdo suo iIuKÌmImii . C iv. sa 6».
ÌL V.N.9. «9, 99, 40, 49. 36 ; 3- 57* 6a ; 4. 6 ; 9. IO. 9»; 1*. 56,65; 13. r6 ; 14. i|, «i,
35^ »5- >5. 17; «6. 11 ; aa. aB i 93. »o, 3&^ 6», te, tetf ; 94. ta t as, 5, 38»
43 i «6. t9, ao (*w), 51 ; 34- >4 ; 39" ■ ì 4*. iB, 36, 38, 4> ; 4»- •• 1 43- 7 ;
C L I. 58, 104 ; 9. 109 ; 5. 49, 54i 35t *5 ; *• >4 ; 7- 7» ; •• 55-57» »■•: »*
R r 3
si
6ia
sicché.
shrii. 7 ; xhiii. la ; 1. 6 ; li. a, 5, 6» to ; S. P. xand. 59 ; zzxrìi 64 ; L 51 ;
cxxix. 19, ao : cxUi. 15, 40, 50 ; P. F. 67, 96, 97, 135, 135, aa6, «36, ^40» m^
C. ìv. Can*. iii. ufi ; Con*, x. 51, 116; xiiL 33, 79 ; xvil. 69; xvizi, 49; Sesti
7* »3t 53» 64 ; V. N. la. Sa CJ5<|//. L 3) ; 7. 34 {Som. ii. 17^ ; «4- «9 -So». »i
II) ; ai. 13 [Som, xì. 5*1 ; 36. 35 {Soh, xix. 7) ; 43. 6a {Som. xxv. I4J ; Sh,
xxxii. s ; xxxiiì, 13; xxxviii. 13.
riccnmc K W. 19. 83 (Cvu. i. 64*1 ; 33. 59 (Cam*, iii. 19) ; C iii. Cowv. ìL 36 ; Ir. Cèm.
iii. 49. 78, 103 ; OwM. xiL 6a ; xiv. 90 ; zix. 74 ; xx. 45 ; B^M, ir. 16 ; F. if.
ao. 14 {Som. X. a) ; Som, xxxiL 14 ; xxxìv. 9 ; P. F.%\^ i6a, 2x4. 316.
sicaramente. Ma, se tu ruoli andar skmrmmtnh . . , . . K. Al xs. 87 ^BmO. ì. S).
iL 81 ; it. ir, 44; ia. 4,10; ìi. a. 39; 4.59; 7.33; B. 54. 76; 9.60; ta 14:
ir. 30 ; 13. 63, 64, 66; 13. 43, 6a ; 14- 190^ ^35» ^37 : 16. 75. 84 ; in. 3- »»;
5. 8, 103, 198; 6- 77; 7- a. 40, 81,85, 167; 8. 141 ; 9- ^; ««- «« : ^**
70; 13- 97; 15.67; w. »• »a; a. 65,66,68; 5.61, 176; 7-yv fio; & 5s;
9. 114; 10.87; "- 74; 15. >5a; ai.49j sa. 49, tas; «3. sfi, 6a ; «#. 14B;
05. 98 ; 37. 84.
SibiUa. Enea sostenne solo con Sibilla a entrare C ir, a6h. 7*.
sic. tu auiem »oh sic V. N. za. 34.
■locbè. V. N. 11.35; >8. 13, 66; 36. la; 43, 8; C ì. i. ao, 33, 33, 90, 106, 131;
a- 65 ; 4- 79 i 5* 61 ; ii. 3. 51 ; 3. 48 ; 6. 4». «43 ; to. 43 ; 13. 49 ; 14. i«sk
aE3 : Hi. j. 7 ; a. 90 ; 3. 108 ; 4. 39. Toa ; 5. X05, 130 ; 6. a ; 7. 91 ; & 104.
"33 ; 9. 57» 77. 79- 98, 138 : <o. 33 ; 11. 78, 85 ; i». 3a ; 14- 54 ; «3- 4".
a»3; 'V. 4.39; 6. 30, 161, 173; 7. ao. a5, 6a; 9. 100; la. 15, 16, «3, sa, 176;
13. 8, 34, 51, 65. a»; 14.56; «5. n; ao. 38; ai. 131; ». 97; 43.4; «4.
5a, I II ; 25. 43, 44 ; a6. 87 ; aS. aa ; 39. 1 15 ; 30. 6.
Bkxxvne. V. ^.7.15; 8. 17: 9.59; 13. ao ; 15-54; 18.8,43; 3t. 34,35; «-a. 15. *K
aS- 8. 39, 44, 67, 89 ; 36. IO ; 37. 1 1 ; 30. 31 ; 38. 37 ; 39. 11; C. i. 1. «, «,
116, 193 ; a. 44, 57 ; 3. 4. 64 ; 5. a», a6. 87 ; 6, 4^ ; 7< H* 53f ^6 ; 9. 5, m,
44» sa, 57. 60, 7a ; IO. 8, 31,36, Sjt, 89, 97; ii. 15, aa, 78, xia, 123 ; 13. 18, al,
45, 57, 63. 65* 66, 75, 76, 79, 85, 97, 100 ; 13. 3», 53, 65 ; VL i. 14, 35, 45.57.
67, 83,97 (*w), 107, 116; 3. 13, 46, 65; 3. 56. 59 ; 4* 8a ; 5- 9. ai, j&
a8, 39» 40, 41, 69, 117, 134; 6. 7.17,119; 7. 48, 57, 84 ; a. 18, a6» 66 ; 9 38k
83; 10.43,67,83; II. 17,63; 13.19; »3aB.3o, 70; 14. 10,31,34.37,43,51,
87, 133, 169, i8a, 197, ao7. 009, «14. 240, 348, 351; 15. 7. 8»4i. 56. < «5:
16. 4, a3, 461 89; iii. I. ao, 36, 56, 61. 78; a. 36, 37, 53; loo, iiov 1*1.
139, 130, 141 ; 3. 6, 14. 39, 79 ; 4. 6, 48. 9» ; 5- 67. I94 ; 6. 43, 45, 56, 94.
no, 113. 104 ; 7. 36. 33, 43. 45r 53, 73» ^06. «08. 117. 119, 137, 159; ag»
96, X14, 158, 163, 168. 187; 9. a8, 35, 53, 59. 71, 85, no. 116, 133; fo. 3. 13;
I». ", 9. "t 35' 55» 89. 9»» 97i 104. '09, 114, iso, 139, 136, 139. 143, 158, 165,
«69, 175; ". 33, 30, 33, 44, 48 ; 13. 9a; 14- «» 6, 17» 30^ 5a, 81, 85, «afl;
«5-37, "7, M4» «87; iv. 1.36,58.80; a. 3>r39.99. '3*1 «S* ; 4- 10, «5.5*
54, loa, I30, 133 ; 5. 501 59, 64; 6. 39. 58, 109, ia6; 7. no, 113, 138; 8.3.
83, 116, laa, 139; 9. 15, ^^ 44, 48, 50, 67, 68, 69, 115. >>8, 13^ taS^ ij»
«5'» '57, «64; IO. 5, 34, 53, 66, 79, 89 ; 11.60,63,66,118; la. aa, 143, 14^
183, 193; 13. 37, 46, 6a, 158; 14, las; 15. la, ao, 60. loa, 115, 171,1»
193; 16.58, 105, n6, tso; 17. 74; 18.11,16,39,53; 19.33, 30.5*. 77.93:
ao. II, 39.33,43, 63, 66, 76; 31. II, 75; aa. 14.31,36,441 48.53,515^9'.
107, 116, 117, i35f »39» i59t «83, 197, 199, aoo ; a3. 38, 51, 56. 140 ; b«. lo,
38, 85,91, 108, ii8, tao; 35. 7. =6, 71, 94, laa. 146; »6. 7, 3>* 43i 79*8«*
"35, 140, 144 ; 27- «7. aa, a8, 46, 6a, 67, 74, 190; 28. 8, 14, aO, 34, laB; «9.
3«, 9a,97. »". in; 30.36.
Sicilia. Enea . . . quando lasciò li vecchi Trojanì in SkQia . . . . C iv, aòw 95.
Enea, quando fece li giuochi in Siàtia . . C. Ir, a6. 138^
sicurameote. se vuole siatmmmU andare sciua perìcolo l'. S. la. ta8
6i3
SIGIIÒltC
Bicununeote, Acciò che il muro . . . SitMramtntt sia edificAto . . . S. PA,^
sicnranza. quel signor ... Mi dona «lìrMnm** Che . Bail, vìE, 3,
sicuro.. Che dovria la mìa viU far «t'rwni BaitWi.ì^.
E perdi per lo vano il ben sicuro Som. vcxvii. 14.
La qtial . . . Fara la rorca di Sion aitura . S. P. cì. 4B.
Che par che debban viver non sicuri ,,,,..,,... 5. /'. cxlii. 18.
aicurtate. Ch* Amor . . . Prende baldanza e tanu atcuHai* . K N. 14. 86 (Stm, vu. 8).
lignore. Lo cielo ... al suo Signor la chiede K A^. 19. 99 {CanM* i. ao).
licumnzn. quando commenda la povertà di aicumitta C.
sicuro, confortola perù che vada pili ùcmtb . . , K.
te morosamente, non sicuro, cominciar intendo C
come vivono strMrt , C.
* Oh sicMra facultà della povera vita . . .* C.
nella paterna faccia quasi come sicuri, si tennero volti . . . . C.
sicurtà, pieni di siatrlà . . . fanno lor cammino più brìeve . . . . C
slcurtade^ a prendere sopra me tanta stcuiiati* l\
siccome o^rni sicuriaJt m\ \-icn meno . K
siepe. Una pianura è . . . con si*pi C.
signlficanza. considerando la significaHma del . . . vocabolo . . . C.
significare. ncUa seconda significo a che si dee rispondere . . < » K
nelle quali . . . m'gmfieasti la cacone del K
parole, nelle quali ciò fa^se a^gm^icnlo K
la quale . . . eziandio per le cose sìgnifici^ti sigmfiem delle superne
cose dell' eternale gloria C
che r accendiracnto . . . significa morte ...e C
per lo psHti significa il movimento «....tC
che . . . per questo numero il detto movimento tigmi^km, E per
lo MsBf tigtsifiea il novimento del cmawt C.
tigmifim le cose scnaibìli . . . e . . . significa le cose che sodo senta
materia C.
per li due movimenti sigmfiem queste due scienze C
che per lo movimento . . . significa le cose . . . corruttibili . . . C.
per lo movimento . . . significa le cose incorruttibili C
dico che questo movimento significa quelle C
t da vedere che quesu Msn^ pryipriaaaenle significa . C.
nò intendono per quelle alcuna cosa sigm^Uar» ... C
avvegnaché ciò s^gnifidn ..,.C
IV. 13. Ila.
N. la. ia6.
ìil. 8. as.
iv. la. 90.
tv. 13. iia.
iv, «5, 87.
iv. 13. 106.
N. a. 4».
N. 15. SS.
iv. 7. 57-
m. 11.57.
A^. 3.93-
N. 14, 7a,
N. a7. 7.
ti. I. 56 (Mr).
ii. 14. III.
IL 15. •9.
ii. 15- 36» sv-
ia dcRnixione è quella noiose che *l none aign^ica . .
cioè quello che qucato nome significa
intendendo aoUniente la naturale amistà significar*
un vcrt>o . . . che *ignifica tanto quanto Icfarc parulc . . .
Mania ... io quello stato signifiea 1* Aé^huwnwm . . . • ia qncllo
stato significa la Giovcnim^ . . . lìece allora filali, per li quali
li significamo le vlrtti ... e paitisai ... e roaritosai . . . per
che significa che C. iv. a8.
Fece figli ... per che si significano le viftb che ......
Mori Ortensio ; per che si sigmfica ti termine
per lo quale vedovaggio ai sign^/ka lo Ssmto ....
per ch« significa la nobile Anima . . . tornare
quale nomo ... piti degno fu di mgnifitars Iddio . . . T
«JgnttifaTJnnif secondo la larga mgn^ficoMosis del vocabolo ....
poi procederò alla sua s^n^ficaaiont
di quella «i^pi||lcBafois« al presente Don s' Intende
akgpotc io diaccmes una figura d* uno Signosn , .
ii. 15. 87, 90.
li. 15. 95.
u. 15.98.
ìL 15. 104.
ìL 15. 109.
ili. a. Sa.
tu. 7. 115.
iiL II. 11.
iii. II. 14.
ilL II. 17.
ili. 1 1. 69.
iv. 6. 19.
105. >o6« i
o6k Ilo
r. iv.
aB.
«13,
Civ.
sB.
»<5.
C . IV.
»B.
"7-
Clv.
sfiL
119.
Chr.aa
Isa.
K/V.
4«.
M-
Ciii.
11.
S4.
r. iv.
tfwafi.
K/V.
3- a*
SIGNORE ^^^^^^^^^^^^^H 614
signore. Amor, signor venicc, Ecco 1* ancella tua Ci». Cmm^ i %l
£ coinìiidando, chiamo quel Sigmofw C, tv. Cmmm. iiì. 18 ; a. 19^ co
Cosi, alto S^noiTt Tu cacci Cmm^, ia. 6.
Dunque, Sigmor . . . Guarda la vita mia Gm^ ia. 4tfi
Voler cadere in servo di aigMort Cmtm. x, ^
Tu sola iaì a^^Mor* Cmmm. x. 41.
Servo non di j^^norf ma di vii servo Si ia, chi da cotals%pKrai acosta Cams. x. ^ 44.
Questo servo signor tanto è protervo Cawa. x. 4&
è come quello eh* è seguace Ratto a agnort Cams, x. 65.
com* poca dàfeaa Moalni signon a cui Ca»M. x. 98.
Fa, sigmor mìo, die ... noi possa udire Caiu. zi. xa.
K questa . . . S^or, non cura colpo di tuo strale C«i«a. n. 73.
Non vi può fare il mio s^nor più guerra CtM^. xi. Si.
Che buon fi^cr mai non ristringe '1 freno Caita, avi, 17.
De' messi del signor, che m' ha in balla Cèrna, zrl 6^
Tanto . . . Che M possente signore . . . Appena . . . s' aita . . . Cawa. xx. d.
Di^lia e vergogna prese Lo mio signorr Cmm*. xx. 3^
Signor, tu sai che So/. ìi. 05,
Sicché . . . Ragioni poi con Id lo mio S^nort K. AT. la. 83 (Baff. 4. ^
quel signor ... Mi dona sicuranza JB0Ì/, vn. l.
Chi mi vedrà Lauderà il mìo signort Bali, v^ itk.
Ch* io ci porto entro quel signor gentile BmtL x. 15.
Salute in lor signor^ cioè Amore f . AT. 3. 80 (Sov. ì. 4).
E, poco stando meco il mìo signort ... Io vidi . . . , V. N, 94. 56 i,S0«. air. fi
che ... Fu posta dalP altissimo signon Nel . . . V^fi. 35. 43 \Son, xviii [i*]. 3\
mercé del dolce mio signore Som. xix. •%.
Io vi scongiuro . . . Per quel signor che Som. xL d,
che \'Ìta ed onor tiene Da quel signor che Som, xHL 13.
chi meco ragioni Del Signor cui serviamo Som. xIvL a.
Per lei ti prìcgo . . . Signor^ che tu Som. xlix. 4.
Signor^ non mi riprender con furore S, /*, vi. i.
Difendimi^ o Signor^ dallo gran vermo S. /*. vL la
Aiutami, o Signor^ tutta fiaU S. /^ vi. 16.
o Signor caro S. P. ^-^^ 19.
signore, fu piacere del Sìgnorr degli angeli K. W. & «^
dico che lo signort loro piange K A^. 8. 381
E però lo dolcissimo Signort . . . apparve K. A^. 9* 13»
che lo mio signore m* avca nominata K. A^. lOb ^
S^norr della nobiltade, perchè piangi tu f f^. AT. la. «9.
Ch* è ciò, i^ort, che mi parli con K. AT. ial SU
ciò che *1 mio si^orv m' avea imposto . . . . K, AT. la, ^
lo mio -si^itofv Amore, U sua mercéj ha posta . K. A^ i& 37.
che Giuno . . . parlò ad Eolo signon delli venti K. AT. ai^. 75.
e che questo signon le rispose quivi y. N. ^5. 381
che benedetto sia lo Signort che ... sa V. N^ ■& xfll
quando lo Signon della giustizia chiamò K A^. «9. &
conoscente del bisogno del suo signon C i. 5. 4&
non sarebbe stato servo conoscente al agnon Volgare C. f. 6. 9^
la natura del s^gnortf onde sono signori di si asinina natura . . , CL i. 6^. 14 (!»)•
la natura del suo s^;non CLÙ61 9t,
gli amici del suo aignon ... e così non servirebbe ... lo suo signon CI. 6k 90^ 3».
senza il comandamento di questo signon ... CI ì. 7. 47.
del comandamento del suo signon C i. 7. 66w
Questo signort, cioè queste Canzoni . . . comandano C. i. 7- 69.
SIGNORE
lOre^ Ma saif Sj^or, che t* ho manifestato S. P. xxxì, 31.
AI mìo SigMort vogUo conressare S. P. zjud. 35.
E tu, Signore^ udendo il mìo parlare S. P, y^^i. 37.
10 A te. Signor^ ricorro lagrimando S, P, xxxì. 49.
Non consentir, Signor^ che la potenza S. P, xxxi. 55.
Dal mìo Signorw allora ditto fummì S. P. xjucÌ. 58.
O Signor mio, o singoiar trastullo S. P- xzxi. 67.
£ che quelli, che spcran nel Signon . . . saranno S. P, xxxt. 76.
o singoiar Signore , . , , . S* P. xxxvii. 6.
O Signor mio, la mia orazione ... si pone ..••.... S. /^ xxxvii. 31.
Però che in te, Signor^ che vedi tutto S.P. xxxvii. 55.
Pur che di te, Signor, non sia privato S. P. xxxvii. 73,
Deh I non mi abbandonare, o Signor mìo S.P. xxxvii, 89.
O Signor mio, o padre di concordia . , S. P,\^ i.
Prego, Signor, che tu da me discacci S. P. L 5.
Ecco, Signor, perchè tu se' colui S. P, I. 19.
O Signor mio, rivolgi la tua Tazza S. P,\, 34.
Non consentir, Sigrujr, che mi sia tolto 5. /*■ L 43.
Deh I rendimi. Signor^ quella letizia S. P. l. 46.
S^gm>rf se tu fai questo come spero , . . . ^. P. 1. 53.
Aprì, Signor, le labbra della mente 5. P, U 58.
Della qual so che '1 mio Signor non gaude 6. P. 1. 63.
SignoTj fa che Sion sia ben guardato . S. P. 1. 67.
S^gnorg, esaudì la mia orazione 5. P. ci. x ; czlii. i.
Non mi privar. Signori, del tuo aspetto S. P. ci. 4.
Ha tu, Signor, che mai non vieni meno 61 P. ci 43.
To sei, Signor, la luce chiara e pura S. P. ci. 46.
S* tu li cavi, Signor^ da quella guerra. Tutte genti. Signor^ te teme-
ranno S. P. ci. 58, 59.
E tntti li signori esalteranno La tua potenza S. P. ci. 6t.
11 Signor nostro ha riguardato in terra S. P. ci. 77.
Ora li prego, o dolce Signor mio S. P. ci. 91.
Or fa, S^ortf che della mìa tomba Io esca fuora S, P. à, xia.
Dallo profondo chiamo a te, Sf]^norv S. P. cxxix. 1.
Apri, Signortj il tuo benigno udire ^. P. cxxix. 4.
Perù eh* egli è il Signor si dolce e pio S. P, cxxix. 19.
Deh t piacciati, Signor, d' esaudire S. P. cxlii. 4.
E presto presto csaudimi, Signort S, P, cxlii. 35.
Ha pur, Signort, a te non so venire S, P^ cxlii. 44.
Perchè tu sol mio Dio e 5(Ì7*or sei S. P. cxlii. 51.
Deh Ca, S^gnoTf che la benignitade ... mi conduca S. P, cxlii. 50.
tiare, ricchezze conservate in male del loro s^notv C il. xi. 85,
siccome intra 'I *^5>»orf e '1 servo C iii. i. 6r.
non possa simile benefìcio rendere al signort . , , C. iii. i. 63.
Iddio è Signort ; esso fece noi, e non essi noi C. Ili. 4. 76.
quando H suddito è conoscente del vizio del sigiton C Ui. io. 59.
quelle cose che gli altri fanno lor signori . . . . . . . . . C. ìiL 13. ti5.
la quale è quel Signort che . . . dimora C iv. a. X45.
E bea è Signorr^ che C hr. a. 247.
però nostro 6^(fMor« inique le chiamò C tv. 11, itt.
Che . . . volle il nostro Signore in ciò mostrare C. iv. 17. 108.
'Signort nostro Iddio, quanto è ammirabile , . . ( ' C iv. 19. 60.
siccome dice nostro Signoft C Iv. «7. 75.
' dammi, 5^or mio, ornai riposo* . . . C iv. a6. 145.
SIGNORE
6i6
sigoore. 11 nostro ^grtor Dìo padre ed amico . . . dimoitn , . . P. Fi xxfll
Preghiamd, re di gloria e aigmor nostro P. F. 009.
signoffegglare. E sigitonggim ne di tal virtutc C iL Caas. i. tL
seguitando avere. Ch* a tutti sigmonggùt . Onu. x. 68.
ka . . . figura^ che . . . signonggia la virtù che vuole Comm. xi, 3).
Signorevole. Quella . . . D' essa ritraggc signofrvoi arte Som. xxrin. 6.
signoria, m' ha tenuto ... E costumato alla sua signorim . K N. aS. 15 {F. C a..
colete che fa . . . nata Per aver signona Sovra Csms, tx. 74.
Lo quale è in soneria della mìa \ita Cmmm. xx. «4.
Come avesse perduto agnoria K. JVl 9. 49 (Som. t. é^
Stommene a pie della lor «f^ond Sdml xxx. flL
Quando di signoria chiese la verga Som- xlhr. la
sìmigliante. Al gran pianeu è tutta simigiiamU Cmta. xix. 96^
simiglianza. Che stm^tanaa b nascer diletto Cana. x. 63.
simigliare. E bello è tanto, quanto lei sàm^ia C iìi. Cb»«. ii. se» ; 14- tas.
C/. somigliare.
Hhnilfi Poi suo sMHiZr t in grado Ctmm. z. 1361
Come m'mU* a sttmil correr saole Cmtm. aci. 36 (ImV
signore, siccome dice nostro Signor* C !▼. 30. 37.
signoreggiare, dico eh* Amore signortggiò V anima mia K iVl a. 39.
baldanza d* Amore a stgnorrggiarrm P. /V. aL 5^
il quale mi stgnonggiava per la virtù della K. iV. 9. 14.
tanta passione . . . quanta concepe chi legge ... in me avere
signor^gialo C,L^IX9.
dicendo che esso s^nonggia si, che ....CÌÌ.8.7tìL
per la natura del sempOce corpc^ che nel suggetto signonggia . . C iii. 3. 4a.
più dolce natura in sigHortggiaHéo C rr. 4. 99^
signorìa, prendere sopra me . . , tanta aigmorio V. S. •». ^
buona è la signoria d' Amore ^. iV. 13. 9.
non baoBS t la sigmona d' Amore K iV. 13. la.
sono efletti della signoria di Marte . C. ìL 14. 173.
venne Catone ... la signoria di Cesare fuggendo ..... C. iìi. 5. taa.
perchè veggioDO fare ... le sigrtorit grandi C. iv. fiL 77-
nè le sartorie ... tra cose buone o . . . essere dissi C. ìv. ta. 39.
SUe. che mai bevesse del Sii* C ìt. 14. 116.
sillaba, r agevolezza delle sue siilabi C. L 10. 9B.
che nell' ultima e penultima siOaba far si suole C. iv. s. lo^
sillogismo, perchè noi volessimo che '1 sOiogismo . . . concfaiudesse . C rv. 9. 58.
sillogizzare, anzi che sUlagissino hanno conchiuso C ìt. 15. 154.
SJmigliante. degno è lo dicitore per rima fare lo simigtianU . . . y, N. «5. 69^
la faccia del dono dee esser simigUantt a quella C. L 8. 35.
quanto la cosa è più divina, é più di Dio aimig^imnU . . C ìL 5. Sa.
Ed è amigiianU all' opera C. ìii. 10. 66.
Cf. somigliante.
simigUantemente. che sintigUanitment* sì fa grande C i. 3. 74.
le quali noi non potemo simigHantrmmJ* intendere C. iL 15. 83.
Queste cose amigiianttmente . . . veder sì possono C^ Ìv. 9. S48.
queste parti si (anno simtgliaHtemtnte nell' anno C ir. ^3. t^f.
simiglianza* per molta sintiglianMi che ha meco V, N. n^ 43.
in quanto prende simigliaHJsa da' bencficiì dì Dio C i. 8. 15.
' Facciamo 1* uomo ad immagine e simiglianaa noatra* C rr. tai 144.
simigliare. Io Cielo empino . . . simigtia la divina Sàftum . . . . C. n. 15. 166.
C/. somiglia re.
simtle, a chi non fosse in sirrtii grado fedele d* Amore K M 14. icéL
6l7 SIMIUTUDINE
ilinUe. questa . . . SimiU beni al cor gentile «ccosta Ottu, nix. 107.
E simit face in donna [uomo valente] K /V. ao. a6 iSm. z. 14), 41.
Par divenuto di pietà «imiTr K. M aa. 71 (Sem. xìi. 4).
Simtie fatto sono a] pellicano ..«..,. S. /*. ci. 16.
ma onerato. SimiU al Padre P. F. a^.
In vati gfiurare o in altre jimi'/ cose P. F, 158.
■imilonente^ SitnìifmtnU fu chi tenne Impero . . . errato . . . , C. iv. Cana, ili. 45.
SimiUnuntt questa nuora donna Si sta gelata S^at* L 7.
rimile, la quale trac a laa nmik operatone coloro .
simiU intenzione so che ebbe questo . . . mio amico
cbc di ùmile colore si mostrava tuttavia ...
parcami giovane in stmi/t etade a quella ....
si che loro potesse trarre a simiU intendimento . .
siccome sono sordi e muti^ e loro àmiii ....
ad una mensa cogli altri si'mJi impediti s' assetti .
siccome tradimento . . . inganno e loro simuli . . .
perchè il suo calore ò simUf a quello del fuoco . .
avvegnaché 'I servo non possa simiU beneficio rendere
che quello, eh' è dissìmile per sé, si faccia mmiU .
la quale se non simiU è per sé, almeno U . . . mostra
fa similt a quella di questa gentil Donna . .
che . ■ . nullo viso ad altro é stmiU .....
Iddio è . . , Fattore di quelle »imiU a sé . . . .
eh' é quasi mmik atU imperfezione di quello . . .
quegli che a san ... si fa d' atùto e di vita aimik
«imUeniente. K almUmente.
Mimili. fMi simili modo m ktthtnt àrrum/tmthag partts .
tlmlUtudinc per similttuiittu dico, e ciò intendo cosi .
che per ainniitndim» dire si può
per tr* iimah/Miiim che i Cieli hanno ....
la>#ÌMM mmiiitHdiné li é la revoluiioiM . ,
iji WBwlii nmUtUuiitu si è Io illunliiBra . .
la ittwA sàtmàiitdÌM£ si é lo induccre pcrfuione
per queste, con altre tàmdtituimi oxilte, si può
in questo ha esao graodimftm wkmOihiéim coUa Fimat .
ha questo ciclo grande wJmffJHiémi colla àÌHm/iaim . .
che *t cielo ... ha grande nmilth$tiim colla Metafisica .
ha . . , grande mmìhtuJiM* coli' una scieuxs e . . . .
Per le ragionate mmiìihiéimi si può vedere
dovunque amistà ai vede, mtmkindùté s* intende ; e
m*mi/ituJtm* s* intende
che la diasimititudine a mmA'/m^iv quasi riduca ....
per bella simifihtJimé si possono appellare balconi
Per ntmtitm/ittg dico sontta .
non é altro che ridurre quella in sua témiUimdint
recano quelle a loro simUitudìm*
che . . . riduce le coae a sua mmHìiuAmt di lume ....
Dio questo Amore a sua aimmliiuéimé riduce
la divelta virtù . . , questo amore tragge a sua mmtii^tMm
In vùstrs àimtiùmdimt venne a voi
nelle biade che . . . hanno quasi aos àimihtmdtMt ....
accH uomini e nelle bestia ha tùmhlmdinf
riMninn tlTeiio . . . ficsrc U timmhimdìMt della sua aifioiM
cosi SI
N. 15. 63.
yv, 31. ai.
VV.S7.6.
A^40.7.
VV.40.3S.
I. t. aa.
ì. I. 96.
L la. 61.
ii. 14. 163.
iìi. I. 63.
ili. I. 67.
»U. 1. 73. 75-
iii. B. 6a.
iv. la. 14X
iv. 13. 57-
ìv. aB. 71.
N, la. 33,
N. 30. «7.
ii. 14. 7.
ii. 14. I&
ii. 14. ai.
ii. «4. aS-
il. 14. 45.
U.i5.«3-
ii. 15. 45.
ii 15- 85.
li. «5.93.
U. 16. I.
dovunque
iii. «. 4B. 43-
iiL s.6a
ia.8.75.
iii 9. 14-
iii 14. t6.
iii. 14. ao.
Ui. 14. «3.
ìli. 14. «7.
Hi. 14. 30.
tu. 13. 183.
iT.aa.36.
hr. aa. 47.
ir, 33. 48.
SIMILMENTE
6ii
simUmentc E similmtnu son più gioroì e mesi ..... S. P. zsrviì. t&
SiUKHie. U divoran . . . Simon mago, il falso Greco, £ Cmmm^ xrin. 71. ^h
Tal che ataru pur presso m San Simont Som, Biì. 5. ^H
incero, chi . . , Fcrfettamcnie e con sincrra fede Crede P. F. 41- ^1
singolare. O Signor mio, o singoiar trastullo S. P. xxsì, 6j.
o singoìar Signore S. P. xzxm, ék
sino. Misero fatto sono . . . Simo allo fine estremo S. P, ajcxm.aOi.
Skxn. Signor, fa che Sion sia ben guardato S. P.\. 67.
La qual , . . Farà la rocca di Sion sicura . S. P. cL 4BI
Perù che Dio ... La santa Sion volle edificare S. i'. ci. 6$.
■ire. E dice : SiVr, nel mondo si vede V. N. 19^ 35 (GnuL i. t€V
Che fé' maravigliar 1* ctcmo 5i>v V. N. 39. 63 (C—i. «ì. 9^.
a* pie del vostro Sin Cu. Own. L A
La . . . donna mia Porta . . . i fioretti del mio nr$ BmS. vììì. 14.
Fagli natura . . . Amor per air, e *1 cor per V, S. aok 18 {Sem, x. 6).
Unde querclam sisto Cmm*. xxi. ig.
Ed eran s) smagati Gli spirti miei K TV. 03. 164 {Cava. iL 3j)i^^
ile, ^mente. possono esaere simiilmtMtt due cagioni intese . C L i. afi. ^H
conviene ... e 1' acqua della pupilla simUmtnié C io. 9. 911 ^^k
Chi dirà di ... t e Bruto predetto similminU} ....... C. ir. 5. xaà. ^V
S*milm€nU io . . . irrrvtnnt* non sono C, nr. 8. 131.
Poi dico simiUmenir lui érrarw C. iv. io. 48.
che uomo . . . stmilmtmtt mai dicer non si possa gentile ■ . C ir. 14, a;^
la quale in noi simCmtntt discende C ir. aa X09.
SimSmtnU può essere . . . che C iv. aa. xat.
Simonlde. Aristotile ■ . . contra Simonide poeta parlando . . . . C. iv. {3, 71.
■ImolaCFEL tempus tsi ut prattermitlantur simulacro nostra . . . . K. JV. la. a&
■liniilare. che . . . non si discemcssc lo si$HuÌaio amore K .AT. 9, 34.
e simulava sue parole, acciocché paresse V. fi. 33, xa
Bimulataiuente. dico che poggiai la mia pcraona simulatamttntt ad K AT, r4. «9,
singolare, singn-. si possono porre gradi singulari . . . . . . C iu. 7. 67.
eh' à propria e distinta in Aft,£i</^n persone C iti. ix. 71.
che altro . . . pericola e uccide ... le singulart persone C rr. zsl 94.
il divino seme . . . cade nelle singularì persone ... la stirpe non & ^^M
le singuian persone nobili, ma le singutari persone fanno nobile ^^|
la stirpe C ir. ao. 43, 44. «sH
perchè questa singoiar virtù ... fu veduta . . . ^yparire C ir. 37. 91. ^f
slngolannente, sicgu-. gli appetiti sono . . . singolarmtnU divciaì . C ir. 6. 7^ ^
ogni , . . virtù, •angularmentt . , . presa, procede CL ir. 1BL9. ■
■ingoiare. K singolare. ^M
itagulannente. K singolarmente. ^H
siogixlto. dicendo queste parole con doloroso singulto di pianto . . . K, /V. a3> S4.
era si rotta dal singulto del piangere . K. M 93. X061.
kinistra incominciare nel mio petto dalla sinistra parte K ^. 14. «7.
vedrebbe quello andarsi dallo braccio ministro C. ixL 5. xtfft.
■ire. ove la mìa donna fu posta dall' altìssimo Sùv . K. JV. 6^ xa
siccome piacque al glorioso Sin V. N, aa, a,
a Colui, eh' è Sin della cortesia R AT. 43. xa
a' pie del Sin di costoro ... eh* è Iddio C il flL 39.
Siria, secondo 1' usanza di Siria K. AT. yo, 4.
che , . . per la tua venuta in Sirùi suso ... ti preparasti . . . . C ir. 5. 71.
■ito. del sito diversamente è sentito C ìL 3. 17.
lo sito de' quali è manifesto ... .... C. ii. 3, 5».
* V ordine del sito questo ... C li, 4. 1.
6l9 ^^^^^^ SOCCORR ERE
mmagare. Tanto chi prende »h4j«, Che Ctiu. x. ib4.
Tosto fu vostro, e mai non s* è sm$étgmlù . K /V. la. 107 (Bali. i. 08).
Che lei per cui aervìr la viu a$ttago 5om. xxxu. 3.
Di ciò son fatte le mie voglie smagk* , . . . , P, f\ 4.
gmnìtff. La terra fa un suol che par di snmUo ........ Cm». xv. 59.
aOMUTlmento. Io presi tanto amarrimttnto allora . . . . K /V. 93, f6a (Cflta. ii. 35).
nOBirirc Per che 1' anima mia fu ri amarrila V, A. a^. 159 {Com*. ii. 3*),
Tu non se* morta, ma ic' ismam'fa C ii. Gww. 1. 40.
•mortre. Tanu dolcezza, che '1 viso ne smaorr y. ff. a&. ai (,F. C. 8).
Sicché, haiaando il viso, tutto smuort K A^. ai. 13 (Som. xÌ. 5),
•morto. £ cosi smorto, e d* ogni valor voto, Vegno . . . K TV. 16. 33 \,Som, Ìx, io).
Onde i miei spirti son rimasi smorti S. F. cxlii. 19.
■mar care, E Mmoraa in me ogni concupiscenza » » , S. P, xxxL 57.
■lodare. S\ che '1 duol che si snotia Portin le mie parole .... Caiia. xi. 5.
soave. Così mi su soavt ora nel core K /^. a8. 17 (/*. C 4).
Uc ce viene un desio tanto 90090 K A^. 33. 67 (Cana. ui. 47).
Come «oow e dolce mio riposo K. jV. 34. 37 (Ccha iv. 11).
Solca esser vita . . . Un somw pensìer ... C ii. Ci>u. i. 15.
Gli atti soavi eh' ella mostra altrui C iti. Omo. ii. 45.
Diporrò gib lo mio soatf* bUIc C. iv. Caiia. Ui. la
Ubbidiente, aoavt e vergognosa [È] , . . . C iv. Cbn«, lij. ia5; ft3, 16, 33; a6. 7.
Oimi quanto piani, Soavi e dolci ... sì levaro Coma, xììl i i>
Per grazia della mia nota soavt V» N, 11^ 117 {BaU, i. 38).
con la rimembranza ... del soavr flore Bé^, vii. 15.
Amor ... Hi pose in vita si dolce e kmtw K M 7. 06 (^Stm. ii. 9).
che ... si muova Un spirito <oaw e pien d' amore . . • K. iV. 06. 49 (Som. xv, 13),
•QOOOcrere. Che tooto grìderet : lo vi soccorro Csiu. sii, 61.
stnarriinento. però mi giuitse uno si forte smatrimtÈUo K, A^ 03. aa
la cagìoDC ... li e uno smarrimento . . C ìi. il. 15.
S* per ventura incontra . . . dob ti tmmrrirt C ti. 18. 53.
e tmamvami, sicché quasi parea .CÌIÌ3. 107.
LtOw pili tosto . . . quanto gli uomini fossero pib smemorati C iv. 14. 70.
quanto gli uomini srwmorati piiì fossero, più tosto C tv. 14, ^9.
Volendo la JMÙvmMr BonLk divina C iv. j. i6w
La . . . natura . . . dinoatra . . . SfuiUMm di corpo . . . . C iv. m$. lai.
soave, mi sopraggiunae un aBosvaoBBO . K. A^, 3. a6.
ma falle adornare di «0MV anBonla K A^. la. 7a
una dolcezza onesta, e soaw tanto che K A^. 06. 03.
ai vedrà ... le soavi orazioni che di lui si fanno . C. L io. 99.
un pmmtro somvs ijsomm t tanto, quanto smmso, cioè • . .) C U. 8, 36 (Aw).
éiftoerò , , , io mio soave aUlie^ doè Biodo somr C iv. b. 90, 93^
Non ftotamcntc . , . ubbOitmis^ ma eziandio «o««w C iv. o^ 3.
La qual grazia a' acquista per soatm reggimenti C tv. 33. 13.
Federigo di Soaw, ultimo Impcradora da' Rooiani . . . . C. tv. 3. 3^
lt& come il . . . mannaro . . . Moatmmi» . . . «fitra . . . . C iv. aft. iBb
la chiarezza , . , cYC k soavissima a vedere C ÌL 14. f 13.
la ReUorìca è aoavisaitma di tutte 1' altre scienze C. li. 14. 1 1&
tvltà. i suoi atti, per la loro soavità , . . (anno aiBor« dtsvegliarv . C Ul. 7. 141.
accende amore . . . colla soavità degli atti ■ . C. ili. 14. 113.
quattro cose ... la seconda Soan/ii ...... C iv. 04. 117.
appare che necessaria sia questa soemià C iv. s^ ai.
non pure . . . Soemtà ... la nobile natura . • . diiBOatra . . . . C iv. «3. 119.
aiccbè a quello porto si vefiia eoa tutta aasasAs C iv. sS. b3p
. grande ■miMalnimanln 41 awwM . . C iv. a8. s&.
SOCCORRERE ^^^^H^ ^30
flOCOorrere. non rìstriiige M freno. Per aoteorrm al servo .... Csau. x¥i t&
«CKXOfO, Non spero mai cU altrui aver scaono . Ciiwi. xi. 7a
Poi sol da voi Io suo soccorso attende Guul. xwi. i&
eh' io larolti ognora Soccorso e vita Sml L 6.
aodiifere. Convicmnì sodisfare il gran desio Som. xhri 3. .
cy: satisfiEure. ^M
soff^elrire. Diletti miei, or sofftrùt in pace, Che K A. 19. 43 (Caiw. i afl^l
£ qual soffrisse di starla a vedere Diverha K AT. 19. 54 <^Cma. L 3^^|
Gli occhi . . . Hanno dì lagrìmar sofferta pena K A*. 33. 49 (Cnu. iii.^^^
Non soffrir che costei ... mi conduca a morte ...,,... Cbmj^ ix. 36,
Ch* io non posso durare Lungamente a .sq^'rr Cvuw sv. 3.
Chò . . . Quella virtù, che natura mi diede. Noi sobria ..... Cviu. xiv. 10.
tanto . . . Che non sofftrs* d' ascoltar suo pianto C«m*. atx. &. ^l
BOOOOrrerc Perocché I' uno era aottono dalla parte dinanzi . . . . C. EL a. 33. ^V
soccorso. E '1 iottorso dinanzi ciascuno dì cre«cea C ii. ft. 33.
come Cefalo . . . venne . . . per soccorso nella guerra Cvr. wj. 15^
Socrate, quali da esse stelle . . . siccome Socrate^ e C li. 14- 34.
siccome Zeno, SocraU, Seneca, e molti altri .... ... C in. 14. 6^
cominciamcnto ebbero da Sorni/f . . Crv. tì^iid
uè da Socrate non presono vocabolo C. ir. tic 1*9.
per la Gsonomia che dì lui prese Sotratt .. .. .. . . . . Cìv. 04.60.
Socnitioo. conoscendo per lo modo Sotraiùx> quasi C tv. 6. t^
aoddisfiocimento. a soddìs/admento di ciò che riprendere sì potesse C i. 5. c>
Cf. satis&cimento.
sofferare. e pregare che mi sofftrino d' udire ^- ^. 7- 43-
perché non soffwra alcuno errore . .. . . . . ,. .. . C n.9.ii&
la quale non Boffem lite alcuna CìLfs. lé^
■o£^e)rire. che nulla volta soffersi che Amore mi reggesse ... . K JV. a. 56.
cioè che . . . non sofferse ì] nome , . . stare, se non K A^ 6. 13.
ond' io . . . soffersi , . . amarìssima pena K AT. 93. 4.
né io soffhio avrei pena ingiustamente C. i. 3. 1^
parve al mirabile, e anche duro a sofferire Cii.a.40.
Chi dirà di Torquato ... ciò avere sofferto T . C. iv. 5. i»i.
sofia, quindi diccmo . . . sofia quasi a^itmaa ; code fitot e sojia tanto
vale quanto amatore di sapùtum C ììi. 1 1. 49» 5(l
sofistico, procede con piii sofistici . . . argomenti C. ii. 14. xe&
non sofferà lite alcuna ... dì sa/Esft'a* argomenti ..... . C. ii. 15. 16&.
■Oggetto» N. & adj. dico in che soggetto sia questa potenza . . . . K ^. 90. 33
come questo soggetto e questa potenza sicno prodotti K A*, aa 34. ^J
Onde . . . tutti naturalmente al suo desiderio siamo soigge/ti . . . C. ù t. it. ^H
s* elli non è soggetto in ciascuna condizione C i. $. 9^ ^4
conviene questo Comento . . . essere st^griio a . . . . . . C u 5. 3B.
non era soggetto ma sovrano C. i. 5. 46V 70, 9*.
che il comento Latino non sarebbe stato soggetto alle C L 3. 106.
come il . . . comento non sarebbe stato soggetto alle canzoni . . . C L 6. a.
Comandare il soggetto al sovrano C ì. 7. X91
r ordine diritto è il sovrano al seggetta comandare C. L 7. ai.
quando il soggetto comanda C L 7. S3.
come ... io non sia . . . alla Imperiale Maesti soggetto C hr. 6. 131.
al quale tanto . . . siamo soggetti C. ir. ^ 93.
in esse sono meno soggetti gli artefici al C rv. 9. taj.
se non è dell' arte ... a lui non siamo soggetti; e se non soggetti
. . . non siamo tenuti C. rv. 9. 176 (làV
Q^ soggetta
6az
SOLAMENTE
•off(e)rire. E preso sol, eh' udir mi sQffrriaU ... . V. N. i, si (5o«f, iì. 4).
■Og^iomare. Lieta va, e soggiorna Cant, x. 34.
•Ogno. tua culla, Che lusingò cotanti sogni invano . Cans. x. 79.
solamente. Lu quaJ dimora in mcz<o AoAimm/tf C. iv. Cana. iii. 87.
Cbè la beltà ... A virtb soimmfnt* Formata fu Oins, x. 8.
Campami un spirto vivo soImmftUt K AT, 16. 30 (Som. ix. 7).
■OggezJone. avere quelle disposizioni . . . siccome mggrm'Qn* . . . C. i. 5. a6.
C/. soggezione.
■UmlsuSffSi quelle . . . che aoggiaoiono alla ragione e alla . . . . C hr. 9. 36.
queste . . . operazioni, avvegnaché *1 conaiderare loro soggimam
alla . . . elle . . . a . . . non svggù$€citma ^' lv< 9> 53i S4<
queste del tutto soggiamoMo alla nostra volontà C ir. 9. 7a
quanto più V uomo Éoggmt* alto intelletto, tanto meno soggmer
alla fortuna C iv. 1 r. 84, 85.
soggiornare. Quanta paura 6 quella ... in miggiomamh . . . f . . C iv. 13. 99.
SOggiugiMrs. £ Mggittgm In ane : Coatti fm$ò C iiì. 8. »o8.
Ancor Bt^gwgM* : E pMOéà dir C iìi. 14. lai.
però aoffitigné: Ni ia diritta àoutt . C iv. io. 1 1^.
e »oggi$tgmf la Canzone C. iv. 15. 88.
Appresso Mggimgtu, che io cosi 11 giudico ... e C iv. 15. 184.
comincia adunque ... e aaggiugit* C iv. 17. B.
Crlslo V afferma ... e soggmgm C. Iv. 17. 99.
e MggÌHgH* che piuttosto e da presumere C. iv. 18. 33.
■Oggluugerv. a questo aiTermare, toggiuttgo quando dico . . . . C iiì. 6. tS9.
E Mtggim$igo che . . . ogni viziato tornerà . . . C tii. 15. 149.
E soggiungo : Hif'rovmméo H gmdit» ... . . . C. iv. a. 1 16.
aogaare. credendo che io Mognmsai .... . . K AT. 93, 97.
molte cose, quasi fognando, già vedea . C li. 13. a6.
^■Hg"**- Ìjo verace giiHiizio del detto fogno . V. N. ^ 105.
vcdemo . . . nelle divinazioni de' nostri itogm C il. 9. 103.
b mia risponsione sarebbe stata jo/sinm/^ Amen . . K AT. 1 1. 8.
Ssne cotaJ veduta non folaméntt non mi dtfendes K iV. i& ai.
Sua miamtnit ella, ma tutte le altre K AT. 18. 09.
non ad ogni donna, ma soianunU a coloro ... . K. W. 19. B.
come non aoiamtntt si sveglia là ove dorme, ma . . K iV. ai. 5.
perù le distinguo aolaméntw . . K /V. ao. 108.
non $o/am€nU piangea nella imaginazione, ms K A^ 83. 46.
credendo cfae . . . fosaera 90Ìmmmt4 per lo dolore K /V. «3. 88.
come se fosse . . . non jo/atMm«r ansia wrs ìoteUigcnte . . K M S5. 5.
e localmente mobile per sé ... aia Moiamtnt» corpo . . . V. N. 05. 15.
e aon «o/smrwir cose vere, ma cose non vere V. N.m^ 64.
sso tùimmmt* sono parole d' Oraxio, ms K iV. 05. 90.
che non nda^ntnit ella era onorata e laudata K A^ 87. s.
dico come non tctamtnìt nelle donne ... e non Mohutmif nella
Blu procnia ... operava . . K A^. B7. 39, 41.
la cui radice è aotammU la . . . THnltsdc ... f^. ^V. 30^ 40.
cioè th* io gli scrivessi tolattmttt In volgare . . K. yv. 31. S3.
aari da ogni studio non m>lammU privato, ms . . . . . . . C 1. 1. 96^
qsato non aotamtnt* darà diletto . . ■ C. i. a. t»7.
aon toUmfmtt mia persona invillo C ì, 3. 40^
non aoUmmtt» alla dilatazione della prima . C. 1. 3. 6s.
dM . . . Mcondo senso giudica tolammi» . . C i. 4. 31.
questi non aoiam^nti pamionaii mal giudicano C. 1. 4. 54.
aoa 9»tmmtn*4 a quelli . . . ma , . . sgli altn . . C Ì. 4. 97.
SOLAMENTE
In te ho io peccato aoiamenU ..... ^^^^^P^ - S, P.V. 13,
Che sotaméMte nella notte vola . S. P, cL ao,
solamente, biasimevole é non solanu-ntt a porre C L 8. 70.
non solafntnte maschi, ma femmine , C. i. 9. 3I&.
aOB mJmmmff amore, ma perfettissimo amore C. t. la. la ; 13.
At non soiamtni* per se è unito » C. L la. 4^.
che (anno lì primogeniti succedere solatHOtU C i. la. 57.
la quale è soiamtnig nella parte razionale C L x«. 73.
seguitando soÌamtnt€ V antica f^ossczza C ti. 3. ao.
credettero solattuntt essere tante queste, quante drcolaziaoi fossero
ncUi cieli C. ii. 5. 15,
puosono non soiamtnU tante Intelligenze, quanti sono li . . . . C. a. 5. ■
che solaMunU rìvano speculando C ii. 5. fl
quella . . . nella immaginativa si suggella solamente CO. i<k.
trovai non soianttnit alle mie lagrime rimedio C ìi. 13. 35.
si vede . . . non soiartunté in lutti insieme C. ÌL 14. 141.
non aotammii v^ghiando, ma dormendo » C Bi. i. 7.
non solamfftif di lei era cosi desideroso C. iti. 1. la.
aolamrttté dell' Uomo e . . . questa MmU si predica C ìii. a. 140.
Gli animali . . . hanno . . . amore non solamente al loco . . . . C Ui. 3. 39.
non solamente quello che a perfetto intelletto non viene . . . . C Sì. 4. iia.
iolamentt questa parte del mare e della terra . C. iii. 5. 43.
mostro che non soiammte questa Donna è perfettissima . . . . C. iìi. 6. 89,
Certi sono che . . . non solamente ricevono la luce ...... C iìL 7. 33.
solamente 1* Uomo intra gli animali parla C. uL 7. tot.
non solamrftte fa questo CiiiS^ 153.
intendendo 50/dfM/N// la naturale amistà significare C. ifi. 11. 6&.
la filosofia ... eh' è generata per onestà jolamtemU C oL xx. 117.
fece . . . per intenzione . . . solamente li buoni C. iii. la. 66,
e non solamente sposA^ ma suora e figlia . . . C. iU. iìl 1x7.
la nostra sapienza e talvolta abituale solamente C ni. 13. 54.
non solamente virtù operando C. iii. 13. 81.
non solamente essa, ma li pensieri amici di quella C ìii. i«. iia
in questo sguardo solamente la umana perfezione s* acquista . . . C. ìii. 15. 34.
perchè non solatnente è dannoso e pericoloso , C. >▼. 1. 43.
Non sarà . . . mestiere . . . ma solamente la sentenza . . . ragionare C iv. x. 91.
r anima . . . non solamente contempla C iv. ai. 157.
non soUmente il Ciclo, ma la Terra conveniva essere C. iv. 5. 8$.
non solamente speziale nascimento . . . ebbe C iv. S' Bt«
solamente la voce d' un' oca fé' ciò sentire C. tv. 5. i<
questo fine . . . essere solamente la rigida Onestà C rr. & Mi
perocché non solamente colui è vile C iv. 7. 50.
quelli . . . non solamente è vile, ma vilissimo C. tv. 7. 9<k
rimane . • . cosa con anima sensitiva solamente C iv. 7. zga
Mettere . . . non solamente à di p>crsona arrogante C. iv. 81 aa
che ella solamenie considera e non fa C iv. 9. 43.
é riprovata non solamenie V opinione C. ir. io» aS>
Resta ornai solanante a provare C iv, xi. 1.
non aolmmente la loro imperfezione è manifesta C. tv. 11. 34.
non tolamentg quelli che ciò farcbbono . . . ma . C ìv. il, 131.
non solamenie nel loro indiscreto avvenimento C. iv. ta. a.
dicendo quelle . . . non solamente non quietare . . . . . . C iv. la. 8»
né solamente per desiderio . . . st tormentano. . ■ . C iv. xa^ 67.
non soletmerUe ncir acquisto della scienza e . . . . . C tv. ia. 134.
iHA
603 ^HHPI^^ViHi^ SOLE
•olameote. H» $oìmm9nt» lui benediciamo P. F, 159.
•olCk vedere . . . Turbar lo SoU ed apparir la stella . . . . K ^. 23. 177 t Can*. it 50).
Non vede il 50/, che tutto M mondo gira . C. ili. Cana ii. 19 ; 1. 106 ; 5. la, iB ; ta. 43.
sovercbian . . . Come raggio di toU un fragil viso C tii. Cai», ii. 60.
Anior^ cbc muovi . . . Come '1 Soi lo splendore CaHM, ix. a.
In guisa eh' è il Soi segno dì foco Gnu, ìx. 49.
Ben conosch' io che va la neve al SoU . . Cans. ai. 37.
Che Unto dà nel Sol, quanto nel reno C^nM, sii. 57.
quando il Sol ai corca CffiiA XT. a.
Per la spera del Sol, eh' or la riscalda Cnaa; xv. 16.
Siccome il SoU^ aJ cui esser a' adduce Omm, xix* 74.
Mai non scn duole ; Né *l SoU^ — per donar luce Cans* xia. 117.
Più lune ha volto il Sol, poiché fu apcau Gmjl xx. 69.
■ofaunoite. non soiamtntt dalla parte dell' uomo ... ma . . . . C iv. 13. 78.
in uno sono naturati solamtnft ed in eguale stato ..,.., C iv. 14. 94.
3oUimttUé le parole del Salvatore ascoltava : . . C iv. 17. 105.
tutte . . . non aolamtntt le umane, ma , . . . . C. iv. ai. ai.
non m>l*munU neW altre coae . . . ma . . - . C Iv. aa. 70.
che qui a' intende animo solamtMit quello che . . . C iv. aa. 95,
ma «pAwNfKir quella, che nahimU t chiamata ... a . C Ìv. 33. 77.
Non aofawwi/r quest^ anima . , . é ubttuiitnU , . C. iv. aj. 1.
non tolamttnk li dove richiesti o tentali sono ... ma . . . . C iv. 85. 73.
non toUmenlé alberga non pure nelli Sapienti .... . . C iv. sa 50.
■dflb pareami vedere il »olé oscurare s) V. N. a^, 36.
a* abbia a . , . come I' occhio nostro debole al Sak . . . V, N, 43. 39.
Questo sarà luce nuova, so/# nuovo ...*•»...., C i. 13. 85.
per lo usato sok che a loro non luce C i. 13. 86.
credette che il ciclo del SoU fosse immediato C H. 3. a6.
tkcoaic nello eclissi del Solt appare scnaibiUnenle la Luna csaerc
sotto il SoÌ4 C ìi. 3. 57i 58>
lo quarto t quello dov* è il SoU Cii.4. 5.
si muove . . . egualmente con quello del SoU .... . . C ii. 6. 140.
temerebbe di venire al raggio del ioU , .... C li. io. 70.
un* altra infermità pessima vidi sotto '1 coXr . . CiLti. 83.
alla quale non possono tennioare 1 raggi del èoU . . . C li. 14. 73.
■cooodo che *l Molt la vede . C ii. 14. 7B.
pifa va velata de' raggi dd *oU C iì. 14. i«oc
E 1 ciclo del SoU si può coopararv air AwùmtUm C li. 14* las-
L* altra proprietà del Sol* ... si vede nel numero C IL 14. 14A.
che *1 »oU alcuna fiata errò nella sua via . . . . C ti. 15. 4&^
che ciò era lume di »oU ripercosso C ii. 15. 57.
e 1 SoU cento otuntadue di e quattordici ore C U. 13. M^
quaai coma il SoU^ si celerebbero e . . . C ii. 15. 14^
caggiooo quasi come nebulctte , . . alla Caccia dal mU . C ii. t6, 43.
la natura del toU è partecipata ncU' oltre stelle . C iiL a, 44*
« da sapere ... come 0 mondo dal MJIr è girato C 8L 3. ai.
per qucsu revolusione si girava il aoU intomo a noi C. iiì. 3. 33.
quella parte del ciclo, sotto la quale si gira U «oAr C. iii. 3. 78.
leggiermente si può vedere come ■/ »oU U gmm. Dico adunqoc cbe 1
delo del 5o/r si rivolge CObS. lo6, 07.
d . . . Cerchio . . nel qual t il corpo del »eU C Ui. ^ l^a.
couricDC che Maria reggia . . quando il toU va «otto il mczso
Carchio. . » tmo §oU giran ti momd» CÌÌL5.144. 145*
. , sempre al «ob volgcoK il viao . . . C iii. 3. is&
SOLE
sole. O da virtù di SoU^ o d« sua laec . .
DalU circolazìon del Soi mia nona . .
Né quella eh' a veder Io Sol sì ^ra
Or come 1' ombra, quando il SoU è basso, SÌ fa
Quando il SoU ritorna al primo passo
solere. Soìta esser vita dello cor . . . Un soave pcosicr . . . .
L' umil pensiero che parlar mi sttoU Ci
Le dolci rime d' amor, eh' io soùa [Cercar] C
Come simile a simil correr attott
Stai. & 90l
S<m. xxxvi. SL
. S. i* d. 39.
C n. Cmmm. ì. 14.
Cmm», i. a8 ; 10. la
r. Cam*. fiL t ; l 7I
Cmmm, xi. 36,
il desire, Che mi combatte cosi come fMo/tf. C«ms. xiiì. 5^
SI, eh* io soD meno ognora eh' io non so^io Coms. XJv, 6.
n lume de' begli occhi . . . Che suoi essere a' miei si dolce piida . Càmm. xva. ^
S' infiammi (come suoi far bella donna) Sai, ì. 3^
Che 5Mo/ dell' altre belle farsi donna Stst. ii. 3»
sole, sempre che \'olgesse la faccia ver lo soi* . C ììi. 5. 167.
che il Cerchio . . . veggia il soU appunto sopra sé girare . C io. 5. t-35.
o di qua o di là che M sol* gli vada . . C m. 5. 187.
che li due spazi . . . vcggiano il soU svariatamente . . C. oL s >9>-
volta la spera del so/r e tornata a un punto C. tìi. 5. 199.
ò mostralo per che modo lo solf gira . C. ili. 6. a.
che 1 sole . . . tton ved* alcuna cosa eoa gmtìU C. iìL & &.
di totte le cose che il soU allumina C ut. 6. 11,
di ciò . . . esemplo avere potemo dal soU, Noi vedemo la luce del soU C iti. 7. a3« ^4.
tosto che '1 soU gli vede C. ili. 7. 3&
10 modo, che soverchia il sole lo fragile viso . . . C. ìii. 8. fjo.
siccome alta presenza del jo/r C. iìi. 9. Ito.
sì parla cominciando dal soU corporale e stnsibilt C ìii. zs. so.
è da ragiouare per lo SoU spirituale e inUUtgiÓtle C. ìiL u. 51.
Nullo sensìbile ... è più degno dì . , . che M soit C ìiL za. 54.
11 SoU tutte le cose col suo calore vivìfica C. ìn. is. 5^
Onde vedcmo 't sol*, che . . . riduce . C iìi. 14. aa.
sapemo che alla piìi gente Q soU pare di larghezza . . . . C iv. ft. 51.
il diametro del corpo del sole è . . . C iv, 8. 56^
lo diametro del soU . . . è . . . miglia C iv. 8. 61.
dove la luce del soU mai non discende . C iv. aou Tft.
diccano che ìl carro del sole avea quattro cavaDi ... C ir. a^. 135.
secondo la quantità del sole C iv. 23. 145.
senza . . . essere non può, come '1 sole senza luce C iv. 09 5.
solere. Or voi soUvote far piangere chi vcdea U . . F. W. $8;. 8.
della gloriosa donna di cui pianger soUle V. N. 3&. 13.
lo quale suole apparir per alcuno roanirìo ... K iV. 40» 33.
sortono lì sergenti prendere lo pane apposito C. i. a. 3;
che suole ingiustamente . . . essere imputata .... . C L 3. 32.
perocché lì . . . ragionamenti sogliono dare . C L 8. 1 1.
onde suole dire Martino C ì. 8. 91*
nella quale 5Mo^ r uomo parlare T. ìi. a.
siccome chiamare solento la cìttade quelli che la tengono . . C. ìt. 7. 8(5.'
vita del mia core . . . solea essere un pensiero sotTfe .... C ii. 8. 35.
siccome questo pensiero . . . suoU essere vita di me . . . . . C iL 8. 67.
che solea esser vita del cor dolente C ii. io. la
suole lo rettorico . . . parlare altrui C ii. la. 39.
siccome esser suole^ che I' uomo va cercando C ìL 13. 30
che reggimenti e portamenti sogliono essere chiamali . C in. 7. 99.
siccome 51/0/1' fare lo studio C. iìì, la. aa;
fes
SOLO
•Otere. che pli occhi miei . . . Sol*mm porUr corona Bmli, r. 7.
Ha perch' io non U veggio com' io 50^*0 ..,.,,.., Stm. xlviii, io.
soletta Queste cosi soìttu Venute son Catu. xx. 16.
Laonde . . . Vedendomi ioUtio^ s' «ffontava . • S. P. uutvìi. 44.
•oUtario. Ho fatto come il paaser toiitario . 5. P. ci. 23.
sollazzo. So/ioMMo i, che coDvcne Con esso Amore (^hm. xix. 70.
Che in donar vita t tosta Col bel soUummo .••...... Cma. ux. 109^
mcAo, Adj. 6l ttdv. 5o/d pietà nostra parte difende .... K. /V. 19. 41 <Gim«. t. aa).
Solo con donna o con uomo cortese K W. 19. 86 (Oh», i. 67).
Ch* io «o/o intesi il nome nel mio core K A^. 23. 144 {Cans. ii. 17).
E quando io era toh, Dicea K /V. «3. ao8 {Cans. ii. 81).
Ma soia fu sua gran bcni^itate V. N. 33. 60 (Cans. >ìi. ao).
Poscia piangendo, «0/ Del mio lamento Chiaino Beatrice . V, N, sa. 94 {Ou%m. ili. 54).
Hi strugge il core OTunque »ol mi trovo. K /VI 3^. 98 (C«mj iii. 56^
Che aoio Iddio all' anima la dona C tv. Camm, iii. 1 16 ; ao. 47.
E so/o in Icaltii far si ditetta . . , , C ìv. GtM*. iii. 131.
Tu tol0 lai signore Giits. z. 41.
vender tanto caroi Quanto sa sol chi . . . psga Cans. x. tsa.
rimane spenta Soh in quel punto ch* • . • . Gsiu, xìii. 37.
tanto . . . Che sof per lei servir mi tengo caro . CaHM, xiv. 97.
non disgombra Un sol pcnsier d* amore ... La mente Cmn», xv. 1 1.
Quando . . . Amore è solo in me, e non altrove Gnu. xv. 70.
Poi Acl da voi lo suo soccorso attende Canm, svi. 16.
Chi sol per voi servir, la vita bramo Cans, xvi. 43.
Ha quelle soU Ricole, — che son buone Omm. xis. las.
Discìnta e scalza, e 10/ di s£ par donna Gma &x. a&.
che mi tomi . . . Sol per vedere ... 1' ombcm StU, L 36.
solere, quello studio e quella affezione, che tmolt precedere • . . . C Ui. is. ft7.
le quali 5o/mno cercare i mici pcosicrì , C ìv. a. aa.
che nell' ultima e penultima sillaba far si shoU ..•»«.. C iv. 9. 106.
di stare in colloquio più ch* io non soUa C iv. 37. 154.
•oUngO. e ricorsi al solingo luogo d* una mia camera K. /V. 3. aa.
tanto dolore, che ... in aciingm parte andai a K /V. la. 4.
la quale modera noi nellì soUaam C ìv. 17. 6oh
Nella prima chiamo e solUcùo i fedeli a K. /V. 8. 36.
La g<dosia dell* amico fa 1* uomo solUdto C i. 10. 64.
* ... in più sue opere non sia curioso,' cioè soUeciio C iii. 8. so.
perchè . . . rade volte ... il buono quivi é sotUdio . . . . . , C iv. 1 1, 108.
Harta, Jo/iUxto se*, e turbiU C. iv. 17. 97<
nUecttodine. rendere . . . con tanto di soltsótudim e di fraochexza C UL 1. 66.
coavieoe essere lo studio e la jo//'<pci>m4Am# Citi. 11. 84.
concioMiacoaachè molu »oiUàhiéÌMM quivi si rkhicfga, e la joIXk^-
/Mrfmr del buono sia diritU a C iv. 11. tos, 106.
recano . . . eoo questo . . . soUraimJmt grande C. Iv. xa. 51.
che r nomo dee mettere , . . sottmitmdint in C. iv. aa. ^
•oUcnare. poiché alquanto mi fu solUnato questo Ugrimare . . . . K /V. la. 4.
ai raccese lo solUnato lagrinure in guisa, che K iV. 40. sS.
■do, md}\ A adv, quello che certe donne, e che una sp/a. dissero e . . K W. 93. sao.
Quella prima è nominau Primavera so/o per questa venuta . . . K N. »i. vA,
che questi dicea éoIo per questa benedetta K. iV. 33. 13.
dicendo io che per lui solo (atto 1* avea . . . . K /V. 34. 17.
per so/a fama generata Ci.3.79.
quando éoIù soa aauial bellezza si sta eoa Id C. 1. to. 94.
che DUO e salo £ prian nella mente CI. is.41.
SS
che cbUmo . . . Scio per lei servire, e luogo e tempo .... Sai. U. 47.
è molto umil . . . SoÌ per amor di lei .... Stst. iti 93.
Che neon' altra porrìane . . . Fuor eh* ella soÌm Seti, ir. a^
Che so/o Amor mi sforza BmH. n. 4^
che . . . Divieo beato sol guardando Iddio Sa£L ìx. 7.
E prego jo7, eh' udir mi sofleriate K N. t. »t {Sóm.ìL 4\
£ 50/ s' accordan[o in chieder pietate] K. W. 13, 4fl(SD«». »i. 7", 6«.
Sicch' ci solo rimane a veder vui K TV. 14. 89 (Som. ri 11'.
Soi dimostraado che di me gli doglia K /^. 15. 38 (Som. ruL ix\
e* hai trattato ... Dì ... so/ parlando a Dui K A*, aa. 90 (Som. xm. a'.
£ non fa sola s£ parer piacente K iV. «7. aa {Sem* xrt n»).
Che . . . Seguo solo il disio come mio duce Som^ zxxr. U,
Ch* io Io conosco soi dopo 1 mio danno Som, xxxr, 11.
£ scio addietro cogli le percosse Som. 1. 13.
Sol per la grande mia iniquitate S. P. xxzrc. «7.
Mi vanno diffamando sol pcrch' io Ho seguitato S, P. xxxvtlflb.
Tu solo sei che regna in sempiterno S. P. cL ioa
quello che è solo prima in tutta la mente C L ift. 5S>
quella somma Deità che Sé sola . . . vede Cii.4.a9.
esso . . . formato fu solo nella prima Mente 0.0.4.38.
nella Luce che sola 96 medesima vede C. n. 6. 93.
muovono, solo intgndtndo, la circc4azione C.fi.tiL tg».
cioè collo intelletto solo C ii. 7. 9.
che per questo solo vocabolo àelo io voglio dire . . . . . . . C ti. 14. 3.
mostraci un solo movimento Cfi.>5>u^
questi tre movimenti sol* mostra la Fisica C ii. 15. 41.
Anima che sente, o con tutti i sensi o con alcuno solo C ìiì. a. 89»
avvegnaché una sola susianza sia tutta sua forma C iià. 3. 37.
r uomo é degno di loda o di vituperio solo in quelle cose , . . , C ììL 4, 55.
alla . . Vinù, che solo é intellettuale, cioè Iddio C. Si. 7. 64.
perocché egli solo in sé ha ragione C. ni. 7. 104-
«o/o quello» che vcggiono. . . si rappresentano C liL 7. iid^
50/0 col viso li comprendiamo C. ÌÌL 9. 64.
la vera amistà . . . solo in sé considerata, ha CììLti. 130»
che solo di natura intellettiva sono perfette Ciii.r3.s6.
V altre nostre openuìoni . . . sono per questa sola C ui. 15. 40.
alle quali uno solo satisfare non può C iv. 4. 8.
conviene . . . esser Monarchia, cioè uno solo Principato . . . . C iv. 4. 3$.
diversi . . . fini ... a uno stJo fine sona ordinati C iv. 4. sa.
alla voce d' un solo prìncipe ... e comandatore C tv. 5. 63.
Regolo . . . «p/o da umana natura mosso . C tv. 5. ]>>
quando uno solo Romano . . . ebbe C rv. 5. 15^
che solo di legami dì parole è fatto, cioè di aok cinque vocali . . C iv. 6l 93, «4-
sì prende solo per 1Ì Poeti C iv. 6. 34.
colui che solo considera 1' ultimo fine C tv. & 38.
non del tutto . . . ma solo In quelle pani ...Ctv. 7. 3^
solo da sé guidato ... sì va la dove intende C ìv. 7. 67.
se io intendo solo alla sensuale apparenza riprovare C iv. 8L 66.
Iddio, che solo . . . r infinito comprende C. iv. 9. 31. ^H
è da sapere che solo quelle sono nostre operazioni C iv. 9. 35^ ^H
che solo nelle divizie si fondava C Ìv, la s8. ^H
che solo per la elezione . . . più buono non sarebbe C. Ir. il. nA. ^|
solo di questo fa menzione il testo C iv. ta. &
si procede per uno moto solo . . . C iv. 13. 33.
6a7
bOMMO
Perdii tu »ot mio Dio e Signor sci S, P. czUt 51.
E joJb un Dto, e so/de' santi un santo /'./'. 69 (Mr)*
il Pftidre ed il Figliuolo un 50/0 Dio . . . ciucun vale P. F. i\.
Ha «o/di qucU' eterno e buon consiglio . . . procede P. P. tò.
Bastici toio aver ferma credenxa P. f . Sa.
Qual' * soi d' acqui e di parole frutto i*. f. 88.
5o/o a* preti pertien volger tal ruote , , , . P. /*. 141,
Lo primo è, che lui soia adoriamo P, F. 155.
•olvere. Che non soivtt* quel che non sì apende I Cans. x. 91.
E poi sì soiv*, e cade in bianca falda Coxa. av. ao.
Né delle colpe sue solvwrà il nodo Chi . . . brama P, F, 175.
•OCOigUare. il desideroso ... eh* io ti somiglio in fede . . K Al «3. 005 (Csmj. ii. 76).
Uomo non già, ma bestia eh' uom somùgita Canm. x. 33.
Conxon mìa bella, se tu mi aomigii CanM, xìv, 81.
£ quella ha nome Amor, si mi som^giia K M 04. 63 (Som. xìv. 14).
C/. «tmlgllBre.
KMmnefgerc. Alza il cor de* somMtftsi Cmml zviii. 11.
Ma slan 50Mfmrr5«^ e lor virtù i nel fango diva, xviii. 66.
•ommo. Madonna £ desiata in sommo cielo K A. 19. 48 {Càtu. i. 09).
■ok>. sicché da uno aoh . . . discesa non sia C. iv. 15. 17.
cA/ noHfasa* . . . «ornincùmM/o, cioè uno aaio C iv. 15. 47.
vuole una aola eascnxa essere in tutti gli uomini C ìv. 15, 53.
che tutti gli uomini da una soia Idea dipendano . . . cb' ò dar loro
un mìo principio C ìv. 15. 56, 58.
pone, lo primo uomo uno soto essere stato . . . . » . . • • C iv. 13. 86.
questo vocabolo . . . àoio semplicemente considerato C iv. s6. 37.
certamente una cosa M^/d ò necessaria C Iv. 17. 98.
dò dare non può, se non Iddio soia C iv. ao. 08.
Dice . . . che Iddio 90Ì0 porge questa graxla •..,,,,. C iv. ao, 54.
uno *oÌo calle é quello che noi mena C. tv. aa. 60.
Tornando . . . alla nostra solu ... si dico C iv. 83. 61.
iegacndo solo quello che la ragione . . . puO vedere C iv. 04. (01.
sai» nella paterna faccia ... si tennero v6Ui C. iv. 115. 86.
Enea sostenne solo con Sibilla a entrare ..,.,.*.. C. iv. a6, 74.
che procedono soh da quel buono senno C iv. 07. 79.
% coi solo il grado divino ò rimaso C iv. 07. 86.
*, . . dammi lo nome solo del maritaggio* . C iv. 08. 143.
della bontà che in sola la memoria è rimaas C tv. 09. 83.
SotOD. Io primo delli quali ebbe nome Soton ........ C iil. ti. 38.
solvere, questo dubbio io lo intendo solverti dichiarare K. A. ta. 141.
questo dubbio é impossibile a solvfrt a chi K A. 14. I03.
e manifesto ciò che soivrrròbi le dubbiose parole K TV. 14. loB.
cosi e soluta la quistione ..C U.9. 47.
che * con etema notte soivttti lo suo dannato pudore' . . . . . C iii. 8. 95.
• per questo è la dubìtaiionc solnta • . • • C. bé. 15. ilo.
sÌGcbè la quisdooc è schtim .....•..• Clv. 13. 31.
■ondgiUante. per sómigUauti cagioni C i. 11. 98»
(/. aìmlgUante.
che '1 Cielo . . . colla Grammattco si somiglia . . , . C. U. 14- 69>
. . . quaai si somiglia *., Civ.fla.45.
c/. «iml^lUne.
•oaunamcntc. perfetta, quanto sommmmfmit caacre puote . . . . C iii. 6. 86.
■*■■■■■■■■ l»wwn»» venire intendo ÉommmnmimsmU alla . . . opiniooc . C tv, aa. 89.
•ommcttcn. ch^, sommttttndo ciò che prometlooOf apportano. . . C iv. lu. 08.
S s 1
SOHICO
»wnmo Lo LUÌ sommo valore «IP intelletto Mostra Cmjl xtiL js.
Mi fa . . . énuMX gli occhi al sommo concistoro Som. xxxrm. 4.
circondati Di grazia, dì pìctade e sommo onore S, P. «xxi. 1^^^
Per andar poi dov* é aomma allegrezza P. F. 007. ^H
Cf. SUIIUDO. ^^1
sommuovere, dal core, Ch' era sommosso dalla vostra rista K iV. 36. 39 (Ssw^ xxa. |^H
sonare. Lo suo parlar si dolcemente swoim C iti. Ctna. L^H
Di mala fama, eh' altri di luì suona Cma. zir. ^
Per non sKmarit infino al tempo verde Cmms. xv. 31,
■ouuiio. lo hiogo dì queDa aomma Deità C iL 4. «9^
si può contemplare la Potenza somma del Padre C ÌL 6. 6ft.
puotcsi contemplare la somma Sapienza dd Figlinolo C ii. 6. 66.
puotesi contemplare la somma e fervcntissima Carità dello Spirito
Santo C H. 6w 69»
figlio del sommo Padre C ii. 6l ia«.
giudicava . . che la filosofia . . . fosse somma cosa C iL t> 40^
annameraodo i deli mobili, da qualunque ai comincia o dal]* ìnfimo
o dal sommo C ià. 14. 15S.
perocché in Lui i somtma Sapienza e sotmtmo Amore e jwwwm Atto C Ut. ra. 97 'Ér)
che . . . non fa ciò 1' Autorità del Romano Prìncipe ragionevolmenCe
somma C. tr. 4. B6»
la elezione di questo sommo ufficiale C, ir. 4. 90,
insìno a Cesare primo Prìncipe sommo . C rv. 5. sol
le sue parole sono somma . . . autorìtadc C ir. & 58.
r Aulorìtà del Filosofo sommo C iv. 6. 156.
che il soivimo desidcrìo dì ciascuna cosa ... Ì lo ritornare al sno
Prìocipio C ir. Es. t3lB.
cosi r anima nostra . . . dirìxza gli occhi al termine del Stto Sommo
Bene C ìv. isl 154.
mrrc^ della somma luce del delo C iv. i^ g^
Bontà, la quale in noi similmente discende da aommm e spirituale
Virtù C ìv. aoL io*.
poiché la somma Dtiiàj cioè Iddio, vede C iv. ai. 101.
E questo uso e quell' altro é nostra Beatitudine e ^mtma Felidtà . C ir. aa, it^
vedere Iddio (eh' è sommo intelligibile) C iv. aa. 14&
che noi domandiamo questa Beatitudine per somma C iv. aaw 146.
né mai Lui giugncre potemo qui, il quale è nostra Beatitudine
somtna C. hr. aa^ ttfi»
Le quali due operazioni sono vie ... a menare alla aomsma
Beatitudine C iv. sa «ofi.
Là dove sìa il punto sommo di questo Arco C iv. a^. Bk.
dimorare in questa nostra Vita al sommo Clnr. ^ loi.
SOOare. chi tiene la citara in casa per prestarla ... e non per aaarta
per sonan CL9,as.
la colpa ... del mal sonan C L il. ftl.
Don è se non in quanto egli suona nella bocca meretrice d( questi
adulteri C. L II. 150.
volta la parola fittizia di quello eh' ella suona in quello cb* ella
intende C iù 13. 78L
dico che li miei pensieri . . . suonan doiee C iiL 3. f 19.
Mtrsma Tfrmoj prima che suom' per ... e mtmm mmo, pot che per
... è suonato C iv.4^ 154^ I5S-
che la diritta Nona sempre dee sominr nel cornine iaraemo della
settima ora C iv. «3. i^
^29 ^^^^^^F SONETTO
Fa come quei che 'n In tempesta suotta Som. xxxy^ 6.
proposi di fare un sonttto, nel quale io salutassi K. ^. 3. 71.
e cominciai allora questo sonetto K W. 3, 76.
Questo aoHetta si divìde in due parti . . . , K. M 3. 91 ; 15. 43 ; ao. 37 ; aa. Sa.
A questo sonetto fu risposto da molli ..,,,,,,,,. K A'. 3. 96.
disse allora un sonetto lo quale comiocia V. N, ^. 99.
proposi di farne alcuna lamentanza in un sonetto V* N. ^, 1^,
di certe parole, che nel sonetto sono f, A^. 7. 15.
allora dissi questo sonetto K iV. 7. 17 ; 14, 78 ; a6. 36.
Questo sonetto ha due partì principali I^* ^. 7. 38.
che r estreme parti del sonetto non mostrano f^. A^. 7. 46.
e dissi allora questi due sonetti J'. TV. 8. 19,
Questo primo sonetto si divìde in tre parti K. TV. 8. 35.
Questo sonetto sì divide in quattro partì K A^. 8. 63 ; 16. 38.
Appresso lo giorno cominciai questo sonetto F. A'I 9. 43.
Questo sonetto ha tre parti K TV. 9. 58 ; 31. 23 ; 27. 37 ; 39. 52.
e disaine allora questo sonetto V. N. x^. 35.
Questa sonetto io quattro parti si può dividere K TV. 13. 50.
Questo 50M///a non divido in parti. . . . < K, TV. 14. 93.
ove si manifesta la cagione di questo sonetto K, TV. 14. 100.
e dissi questo sonetto K TV. 15. 37 ; 34. 49.
Appresso ciò che io dissi questo sonetto . K TV. 16. a.
e però dissi questo sonttio K TV. 16. 33.
Poiché io dissi questi tre sonetti t^. TV. 17. i,
e dissi allora questo sonetto f^. TV. so. la ; 31. 8 ; 33. 90 ; 35. ao.
E feci due sonetti ^. TV. 33. 61.
Questo sonetto ha quattro parli K TV. sa. 103.
Questo sonetto ha molte parti K TV, 34. 64.
[^csto sonetto è si piano ad intendere K. TV. 96. 51.
dissi allora questo altro sonetto f^ TV. 37. 8.
ioè in questi due sonetti precedenti f'. TV. 38. 3.
dò poter narrare in brevità di sonetto K TV. aS. la.
Onde . . . proposi di fare un sonetto^ nel quale mi lamentassi . . K. TV. 33, 16.
Poiché detto ebbi questo sonetto . , . vidi K. TV. 34. a.
innanzi eh' io gli dessi il soprascrìtto sonetto ^* TV. 34. 7.
Questa canzone e questo sonetto gli diedi K. TV, 34. 16.
Dico che . . . questo sonetto ha tre parti K TV. 35. 34.
però proposi dì dire un sonttto K. TV. 36. 34.
e dissi questo sonetto, che comincia ^. TV. 37. 13.
proposi di fare un sonetto, e di comprendere in esso K TV. 38. 33.
Questo sonetto ha due partì • K. TV. 38. 36.
diasi questo sonetto, il quale comincia K TV. 39. 39.
In questo sonetto fo due partì dì me KTV. 39. 33.
Vero è che nel precedente sonetto io fo K TV. 39. 41,
Onde . . . proposi di fare un sonetto, nel quale io comprendessi . . K TV. 40. 44.
Questo sonetto non divido, però che K TV, 40. 49.
Onde . . . proposi dì tare un sonetto^ nel quale manifestassi . . . K. A*. 41. 38.
e dissi questo sonetto, lo quale comincia K TV. 41. 33.
Questo sonetto non si divide K TV. 41. 53.
£ dissi allora un sonetto ... e maodallo loro col precedente sonétto
accompagnato K. A^. 40, 8, x».
Il nonetto, il quale io feci allora, ò .....•«•.... K TV. 40. IZ.
Questo sonetto ha in sé cinque parti » .... K. TV. 43. 23.
SONETTO
sopra. Cans. xì. 63 ; xii. 35 ; »»• S^t 83 ; Som. xxvn. 5 ; xlii. 13 ; xlhr. 9 ; S. P.
5, 77; 1. 71 ; cxlìi. 49; P. F. 163. a34. 043. — C/ sovra.
■Opraddetto. cosi ci difendon ... ! sopraddttti sette Sacramenti . . P, F, 150.
■onetto. Appresso a questo sonetto apparve 1 me y. ^\ 4^ i.
sonno, mi sopraggiunse un soave sottno K /V^ 3. 96.
che Io mio deboletto sohho non potè sostenere K, Al 3. 58^
scrissi loro ciò eh' io avea nel mio sonrto veduto ''^ ^- 3- 75-
comc . . . nclli miei sonni m' avea già chiamato * K. A'. la. 35.
e lo mio sonno fu rotto K M la. 73.
•operchlaoza. poco parlare posso di quelle per la loro aoptrckiatud . C. iii. 15. 59.
soperchiare, che 1' umano quello non sopenkia^ ma da caso è impro-
porzionalmcnte soperchiato C ìi. 5. I04t <*S
non ha riguardo il suo amore al debito di colui che riceve, ma
sofienJiia quello C iXL 6. zoi.
imperocché il suo oggetto ... gli altri oggetti . . . soptrdàm ... C iii. 14. 6^
che del tutto r angelico . . . accorgimento s0f>erchia C. hr. 5. 3.
che la Nobiltà umana . . . quella dell* angelo soperchia ^> ■*. 19. SS-
Cf. soverchiare. ^h
soperchievole. per la sua soptrchievcU opcraxione C in. 3. Se ^H
regola e freno . . . della nostra soperchinoli astinenza C ìt. 17. sìl ^H
Cf. soverchievole. H
SOperchiOi adj. Sc n, quasi per soperchio di dolcezza divenia tale . • K, ^. ti. si. ^\
lo mio parlare sarebbe indamo, ovvero di soperchio K AT. Z4. xu.
peccato avrebbe . . . non pur nel soperchio . C i. 7. 61.
tanto . . . che per soperchio lo vinse ed uccise ... . • . C ììL 3. 63. .
■ono tutti li suoi sembianti . . . senza soperchio alcuno C. uL 14. lì% ^H
la nostra operazione, senza soperchio e senza difetto C. rv. 6. sai. ^H
anzi ne sono a noi di soperchio Civ. S7. IT^l '
Cf. soverchio,
sopra. K N. a. 41 ; 5. 9 ; la. 57 ; 16. 4, 41 ; 19. 9a, 136 ; aa. 106 ; 35. 48 ; aB. a ; 31.
" ; 35- S : C. i. I. 67 ; a. 87 ; 4. a, 78, 95 ; 6. 63 ; 7. a8 ; 8. 57 : 9. 8. ^i
II. Ila; la. 50, 85,98; ii. i. 8a, lai ; a, 17, 74; 3. 3; 4- ". 4* Ti:5-j^|
106; 6. 37, 53, 54 ; 7. I. io; 8. 67; 9. lai ; xo. ta. 60 : la. i, $91 ^^^
»4. 51» 54 (*")t 330 ; 15- ia6. >88 ; 16. 6, 70, 74 ; iii. a. 96, 99 ; 3, 7 i^^U
»»» afif 55. 93 ; 5- 1*4. i75 ; 6- 4o, 4^ laB ; ^. 19, 138 ; B. 196 ; 9. 14 ; 1^1
36; XI. 70; la. aa, 31, 34,94 ; 13. 108; 14. 7Ì *v. i. 19, 79; *• 59= «-
ti4; 5- 39180- U9; 6. 1. 10, 96, 114, 189; 7. 140,143. 143. 144. ttó;*"*'
9. 6; IO. 5, 46, 74.76; II. 9; ia.51, 303; 13. 6a; 16. 17, tal; 17.3; i&
la, 6a ; 19. 16, 68 ; ao. ga ; ai. 94 ; aa. 33, 107, 137, 173 ; 93. 19^ 5&k 9^
141 ; «4- IO, 69, 81 ; 35. 138 ; a6. i, 33 ; 07. a, 34 ; aS. 108, 1x3, ijB; 3».
I, 53. — C/. sovra.
SOpra(d>detto. che si partisse della sopradelta cittade K. W. 7. 3.
fu assai graziosa in questa sopradetta dttade ........ K A. S. 5.
mi convenne partire delta sopmdetta cittade ........ K. TV. 9. 3.
secondo 1* usanza della sopradetta dttade K A^ 14. x8; aa. ao.
onde poi ritornato alla sopraddetta cittade . . ..... . . K. AT. 19. 15.
rimase tutta la sopradetta cittade quasi vedova . , . . . . . K. AT, 31. Si
il difetto delle Canzoni sopraddette C i. 3. ti.
volgendo le cagioni sopraddette Ci, ^ T^
La sopraddetta cagione . . . mosse Ci. lau 53.
in . . . ma^or numero essere le creature sopraddette Cu, s.^
in quanto vcdcmo le sopraddette ragioni CI H. 5. isf.
sono più che d' alcuna delle sopraddette sdenze C ii. 14. asd-
qnesu più che alcuna delle sopnMitté è nobile C iì. 14. 94^
I
I
'^1 ^^^^ SOSPIRARE
•Oprano. Credo che in cìcl nascesse està soprana Sw. xxix. ta.
Cf. sovrano.
•ordomente. limaf Che toniamtnft U mia vita scemi CmmM, xìi. 83.
•ordo. Le tue orecchie . . . non sien sorde AIIÌ sospiri del .... 5. P. vi. 05.
Subito feci come il sordo e il multo S. P. utavii. 53.
■oreila. A cui le tue sonUr Erano usate dì . . . • , K /V. 38. 113 (Orna. ilL 73).
conlraro Al dir d' una sorrlla che tu hai C ili. Can^. iì. 74.
Sì che prudenza ed ceni sua sortSa Abbi tu teco Cbma xviìì. 44.
toriuoutare. signore a cui servo sortnoMia . < , Csiu, z. 98,
Pili che in tua suora, in te dolor sormonta CmmM. xviii, 3.
sorrìdere. Quel eh' ella par quand' un poco sorridi . . , V.N. ai. ao \^Son. ai. 19).
torte. Maggior tempesta con . . . Attendi per tua sorU GiMa. zriii. 57.
■ì^liraLre. Che sospirando dtcca nel pensiero . . . . , . K /V. 93, 160 {Cohb, iì. 33).
e doglia Di sospirare e di morir di pianto K iV. 30. 79 (Csmj. iti. 39).
Pianger dì ... e sospirar d' angoscia Mi strugge ti . . . K. W. 33. 97 {Cant. iii. 57).
Per ... mi farà Sospirar ogni fiore Balì. viii. 3,
S' io sarò là . . . Allor fia eh* io sopire # . ■ B^ff' viìl la.
E sospirando pensoso venia K TV. 9. 50 (Son . v, ^\
Z d' ogni sno difetto allor sospira K iV. ai. 14 (5oif. ai. 6).
•Opn<dHletta Jcssc fu padre del sopraddeHo David C. !v. 5. 45.
che ogni sof'raddffia virtù . . . procede C iv. x8. 9.
tulte queste cose fanno le passioni sopraddette C Iv. aj. 46.
il . . poeta nel quinto libro soprmidetto C. iv. a6, 94.
qaesto . . . poeta nel sesto sopraddetto C iv. a6. 1 1 1.
■Opraggliingere. pensando di lei. mi sopraggiunM un . . . sonno . . K. A^. 3. a$.
MpraanatuTBle, siccome sono le cose . . . sopramtahtmli . . . . C iv. 9. 45.
C/. sovrannaturale.
•Opnuinome. molti nomi antichi rimasi . . . per aopramnomi , , . C. ii. 5. 50.
Annotile, che Stagirita ebbe soprattmome ....,..,, C Iv. 6. 133.
■Opranoominato. chi legge le sopraa ttominat* Canioni C. i. a, I18.
■ppnuiDOtato. Da tutte le tre mp$mmmo$ati condizioni C I. 9. 1.
Il ciechi aopraHMoiati . . , aono caduti C i. 1 1. 36.
prendendo la virtti della aoprmmeaoémta proposizione C. iv. 18. 30.
La quale è la dolcezza del toprammotato seme C iv. aa. 1x7.
Onde dice Ìl eoprannotato poeta C tv. 85. 78.
•Opnucritto. appresso 1' appirimento soprascritto K A^. 3. 3.
Appresso questa sopniicri/ta visione K. AT. 13. t.
Poadschò trattai d* Amore nella sopmfcritta rima V. N. ai. a.
innanzi eh' io gli dessi il sopraseritto sonetto K. A''. 34. 7.
C/ aovraacrìtta
SOprastare. perocché soprtuian alle paMÌoni ed atti di . . . pare . . K N. 9,60,
Cf. tovraatare.
■opmwmlincnfrx se non per wapm%ìmdmi\\to di raallxia . . . . C tv. t. a7.
■ordo. siccome sono tordi e muti . C L t. at.
•oreUa. Canzone ... e' par che tu sia rwftwmria a mw tmm mifwiim.
Per similitudine dico sttrelh: ch^, siccome «amOi t delta
quella femmina . . . cosi puoce I' uomo dire àortSet qoeQ'
«per» C a 9- 3« (*w)t 3S> 37*
•onnontare. come 1* erba . . . 9ormoettm ... la spiga del formento . C iv. 7. 19.
■orprradere. dove le spighe . . . non sodo del tutto torprete . . . . C iv. 7. 34.
■orrldere. ed m sorridendo li guardava K /V. 4. at.
quando . . . aotpendea le fonti dell* acque C lU. 15, 171.
siamo . . . augf etti senza . . . sosfello alcuno C. iv. 9. 135.
parcami che sospirando mi chiamaaae K. AT. la. aOk
SOSPIRARE ^^^^H ^
sospirare. Che va dicendo all' anima : sospim K ^. a6, 50 (Som, rr. 14V ^U
Che non sospiri in dolcezza d* amore V. N,aj.a6 (So$u xvL H%^M
Cosi dice il mio core, e poi sospira K iV. 38. 48 {Som, xri 14). ^H
Alquanto per pietà con me sospira Son. xmlt K4. ^H
Nò uomo ancora che per Ini sospiri Som. xItì. iCk
Per cui dolente qui piango e sospiro Som., xhriu. 3.
Ma pur benigno sei a chi sospira , . . . . S. P. vi. 6.
Ond' io men vado sospirando : Omeì ! S* f. tL 39.
Che longamentc sospirando in ^-ano, Ho ... peno S. P. d. 24.
mamgiro. Che fa lì miei sospiri gir parlando K iV. aR. 93 (/*. C xa\
Dannomi angoscia li sospiri forte KN.s^Sj (Orna. io. 43;.
£* si raccoglie negli miei sospiri Un suodo K AT. 34. 40 [Cmms, xr. X4X
S* ^It non teme angoscia di sospiri Cd. Coma. L a6 ; l& 39
Che prendoo aere e dìventan sospiri C iii. CaMa. ÌL 316 : 13. la^
Raccoglier 1' aer del sczza' sospira Orna. xiu. 6. ^j
Né cui pietà per me muova sospiri Csmj. xvti. a. ^H
Rispose in voce con sospiri mista Coms, xx. 33, ^H
Fenno i sospiri Amore un poco tardo Cmma, xx. 55 ^H
Trae lì sospiri altrui fuora del core Aiff. x. la. ^M
Venite a inleoder li sospiri mìei K TV. 33. a6 i[Som. xvi. iV
E diceva a' sospiri : Andate fuore K AT. 35. 51 {Som. xtìL 7V ^1
Lasso 1 per forza de* molti sospiri K ^. 40. 51 {Som^ xxii. i). ^M
Questi pensieri, e li sospir . . . Diventai» K AT, 40. 59 (S0M. xxfi. 9\ ^B
Certo lo core ne* sospir mi dice KA^. 41.64 (Som, x^r. (oV
Oltre la . . . Passa il sospiro eh* esce del mio core . . . K AT. 43. 48 {Som, xxv. »), ^^
non sien sorde Alli sospiri del mìo cor . . . . • S. P. vi. «6 ^^È
Li quali udendo li sospiri e V acque 5L P. cL 55 ^H
sostenere. La mia persona . . . sosUnn* Una passion nuova .... Orna. xiiL óo. ^H
Che tutti i carchi sosUrurr addosso De' V uomo ....... Cmmx, svi. 33. ^^
E voglio sosUntr con gran pazienza S. P. xxxv£L 71.
sospirare. Onde so^drando forte, frm me . . . dice* V. N. ìx^ tò,
che nel princìpio non gli convenisse sospirar* F. A^. a6.s&
sOBpiro. sì. che quasi li sospiri non poteano disfogare ^. A^ 9. la
cavalcai . . . accompagnato da molti sospiri K AT. 9^. 42.
che . . . m' avea nominata nel cammino de* sospiri . . . . . . K M xol 4.
la quale Ìo ti nominai nel cammino de' sospiri K. ^. 12. 48.
le loro parole uscire mischiate di sospiri K ^. r8. 45.
dico che tutti i miei sospiri uscivan parlando K. A^. 35. 51^
e li sospiri m' assaliano grandissimi ed angosciosi K A^. 38. 19.
si . . che li sospiri manifestavano ciò molte volte F. A. 40. 19.
Per questo raccendimento di sospiri si raccese K AT. 40. «7.
persona che tema angoscia di sospiri C ii. 8. 90.
gli altri miseri . . . caggìono in fatica di satiri C ili. 13. 119.
sostanza, come se fosse . . . non solamente sostofua intelligente^ dui
si come fosse sostanza corporale K iV. 05. 5, 6.
che Amore non è per sé siccome sosianmi, ma i un accidente io sostatum V. Pi, 23. 8. 9
siccome fossero sostano* ed uomini 1^. AT. «5. 6S.
C/. sostanza,
sostenere, ond' io sostenta si grande angoscia, che Io mio deboietto
sonno non potè sostfnerw ''. AT- 3* 5^ 5^
Allora . . . non potei sostenere alquante lagrime V, N.B. ti.
poiché tu non puoi la sua presenza sosimtre ■ ■ K A^. x8. •$*
la sua lunghezza paziente sostenga C ì. io. 03,
che io noi potei sostmtn . C. li. a. 41
I
633 SOTTILMENTE
■ottano. Virtù, al suo Cittor sempre sottan» Coma x. 97,
■ottiSe. E lo intelletto loro alto e sottiU Face K. /V. 34. 51 (Gnu. iv. sjV
Con rima a^tpra e jo//iZr Riprorando C fv. Csta. Hi. 14.
Non che da sé medesino sia sottiU A . . . , , • Cmmm, ix. 35.
tu vedi ben coro* t sottile Quel filo Canv. xvii. 61.
Per che . . . Con rima più sottiU Tratterò Cmiu. xix. 87.
E 'n suo cantar aot/iié Dicea Bali. viii. 8.
Io non lo intendo, s) parla sottiU , K. TV. 40. 56 (Som, xxv. to).
S* io porto ... E la mia voce s' é fatta sottiU Son. xlviL za
Chi più soteiU dichiarar a' ingegna P, F. i^
■Ostenere. non pure a quello che V intelletto non sostie/t* C ili. 4. s8.
che colui che bene naturato si aostiftu in C. ili. 8. i8ti.
per la qual cosa ... da frequentare ... mi sosttrmi C iv. 1. 66.
le parole ... si deono . . . discretamente muUunt , , , . . . C iv. a. 64.
lo agrìcola ospetu . . . paiìcntemente soetrmmh C iv. 9. 86.
altrimenti molti difetti sosttmòò* C iv. 4. 14.
più dolce natura in ... e più forte in sostmtMdo C iv. 4, tao,
i modcratrìce . . . quelle . . . tosttnmdo a certo termine . . . . C. iv. 17. 43,
se questo non è . . . sostenuto diritto per C iv. ai. 133.
disbrancasi ... in quelle soUnundoai acmpn^ infino al C. iv. 93. 97,
sicché sostimi il peso del suo frutto C tv. 94. iti,
quegli che umilmente e , . . sostiene . . . le . . . riprensioni . . . . C ìv, 04, 164.
quando esso Enea soslenm solo ... a entrare C iv. a6. 71.
per li quali . . . esso sia da loro aostmuto C ìv. a6. 91.
■ortentiunento. abbisogna di molle coac a suo sosttntatnmto . . . . C iiì. 13- sa.
■Ottonvoco. che essi sleno siccome . . . spelonche aotttrmnm . . . C ìv. ao, 77.
MttBffare. gli altri tesori che sono aottrirati ......... C 1. 9. 45.
nttiglliare. tanto sottilmente . . . che per jo/Zt^ior»' quivi . . . . C lU. 8. 6o>,
Forse ancora per più sottit persona si vedrebbe io ciò più aottii
ragione K ^. 30. 41, 4^.
questo . . . darà . . . tottiU ammaestramento Ci.*. ia8,
Trasmutasi . . . questo mexzo di sottiU in grosso C iti. 9. tal.
perché la immagine loro venga dentro . . . piti scttù* ..... C. iiì. 9. 145.
prometto trattare . . . con rima wttiU t msfiw^ C ìv. a. tot.
dice Èùltila^ quanto alla sentenza delle parole C ìv. a. 113.
che lungo convenga essere lo trattato e 90^ih C iv. 5. ai.
più dolce natura in ... e più sottiU in acqaiatando C tv. 4. 100.
ItlllllMlllllltli pare loro toitih'mmamemte argomentare . . . , C, Ìv. 15. 156.
■OttQmc&te. Chi volesse àoitUmtetUt considermre K. TV. 94. 41.
ma più sottilmente pensando ... fu , V^ ti* 30». u^
paia ... a chi non guarda tottttmenU, Ma chi iottìtmentt le min
vede KS.^iiHÙ).
Potrcbbesi più sottilmenU ancora dMderc ........* K /V. 49. 43.
•e ben si pensa sottÙments , C li. 9. loS.
chi bea considera sottilmente C ii, 14. 143*
se bene si guardano aottilmenle C il 15. 95.
Amore . . . sottilmente considerando, non é altro C iii. a, tS.
come ao//i7fNm/r armon iato conviene essere lo * C iii, S, 4.
e più sottilmente quivi adopera C Uì. 8. 56.
nella faccia dell' uomo . . . tanto àoitUmienU intende C, iii. 8. 59,
Veduto come nel principio . . . totàJmente si dice CUi.i3.a.
chi mira sottilmente quello che C iv. 1.59^
mthlments argomentando e disputando . . . . C iv. a. 1 14.
che rmsguarduido più sottiiments . . . dmero . . . . C. iv. 6. 117.
I
SOTTO ^
«Otta Cmhm. X. 57 i sii. 46 ; xrìi. 37 ; Sni. i. 38. 39 ; >>• «7 i !▼• a4< ^ : ^^"^ xxxr, io;
xxxvi. 4 ; S. /*. xxxi. 68 ; xxxvii. 14 ; et 04 ; P. /*. laB.
BOttOpnre. Ha »ono ad ogni nule sottoposto 5. P. ci. 99.
sovente. E dìcevan sovwnit K. Al «3. tsa (Ouut ii. 4S>-
Atnor ... M ove cose di lei meco 59twi/r C. Ut. C««s. it. 3,
E riguardava invcr lo eie! JowW/ ^^ iV. 8. 3a( So«». iii. wV
E vicnmene pietà s), che sovtnlt Io dico K. iV. 16. a6 {,Som. ix-j).
Se* tu colui, e' hai trattato sovtnU . . . f f^. A^, aa. 89 {Som, sai. i\
Voi udirete lor chiamar sovmtt La mia donna f^. ^. 33. 34 {Stm. zr». 9V
Con una voce, che JOttTiflif mena K. AT. 35. 54 \ Soa- x»iiL loV
per veder sovmtt Occhi ... e [ùanti K ÌV. 37. 18 (S**. rr. 3).
Sen viene a dimorar meco soventt V, N, 39. 61 (Spii. zxà. s)l
Per cui Amor sovent* si apergiura • SflM. xxxiii. la
aoverdliare. Elle sot^rduam lo nostro intelletto . . C iit. Caiia. ìì. 59 ; B» xax ; i^ $k
soverchio, adj. Se h. Gli occhi dolenti per sovrrcJna pena .... Som. xlviL 6.
con ebbrezza e con mangiar sovfrdno . . . apparecchia P. F» aaob
Face a ragione ed a virtù soverchiò P, F, aa4.
Cf, aopercbkx
sovra. C iii. Canm. ii. 4 ; Ca$%*, ix. 41, 75 ; xx. 49 ; Ball. viii. 6 ; K. JV. 8. 3X (Sml fi.
II).— Cf. aopra*
sovrano, piacenza Fece Dio per esacnza» Cbè vcm Ibste $ovmma . . Bali. ir. 35.
C/. soprano. 1
sotta K. ^. I. 4 ; a. 66 ; 6. ro ; 1 1. 93 ; 19. 19 ; 95. 107 ; 09. 8 ; C i. I. IS3 ; a. ^
136; 11.35; "- 1. 93i 34 : 3. 581 63 ; 4. 49; ". 83; »3- 57: «4- I3f>;^
66; ili. a. 48 ; 5. 77, 144, 178, 183; 6.43, 44 ; 8.30o; 9.15; 15,18; ir. 1.85;
a. 99 ; 8. 8a, 140 ; 9. 144, 145, 146^ 147 ; za 18, 54 ; la. 13, 04 ; 19. 49; aa.
43; a6. 31, 66; aa 158.
sottoporre, in quelli suggetti che sono sottoposti alla . . . . , . C. ÌL 9^ 3S>
sottratto, chi con sottratti e con inganni procede C. iv. «7. «9.
sovente, mov* aovtnti cose àìt fauno disxnan f intitUtio . . . . , C. iii. 3. 193.
soverchiare, a me ne sovrrckifranno le sporte piene Ci. 13. 84-
la quale sovrtxkia gli occhi della mente umana C,ii.5.ii6.
che queste cose . . . sootrchiano T inttiUtto nostro ..*••., C iti. 8, iwj.
dico come questo sovercMtan è fatto C. iS. 8. il
lo modo» che sovrrckia 11 sole lo fraghe viso C in. A. ij
Cf. soperchiare.
soverchiatore, che ne fosse stato sooervhtatort C L 7. 6?.
Boverchlevole. cioè di questa sovenkiévoU voce - K W. la i&
Cf. soperchievole.
sovra. C. ii. I. 53; 14. 49 ; iv. a. 160; 9. 164. — Cf. tofn-
sovrannaturale, qui si potrebbono ragioni . . . aovrmmnaturali as-
segnare C iii. i«b 3^
Cf. soprannaturale.
sovrano, adj. & n. non era soggrtto ma Mvnmo C L ^ 46, 71, 9^-
non sarebbe stato soggetto . . . ma sovrano C i. 5. lo^
Comandare ti soggetto al sottrano C. i. 7. ao.
1' ordine diritto è il sovrano al soggetto comandare . , . . , . C i. 7. 9K>
la obbedienza del sovrano Ci.7. a6b
se il Latino i sovrano del Volgare C ì. 7. «7,
Questo è il sovrano edificio del mondo Cii.4. SS
Cristo, figliuolo del sot'rano Iddio , C. ii. d. la.
t tanto in quella sovrana potenza nobilitata C iìL sl 118.
SOvrasditto. compiuta n' avea questa sovrascritla stanza . . . . V, N. 39. &
Cf. soprascritta
635 Vl^^^F SPECULAZIONE
•owenire. Io prego, che mi vogH sowemrt S. P, culli. 46.
spada, e stAmmi sopra Con qaclU tfìada, end* egli • Cmtt». zii. 36.
Resur^ con giustizia a §pada ìn mano Cans. xviìi. 96.
■pendere. bcUuzs . . , Che per lo ciclo spanJt L4ice . . . K A^ 34. 49 {Can», ir. 33).
Tant' è la sua virtù, che spandi e porge Ai//, ix. la.
ifIIIMM, Chiare, eh' il suo dover pur si spatutoeeJu Som. utxi. 8.
^autiere. Ch* egli ha già sparlo, e vuol che M mondo allaghi . . . Som. xtix. B,
Se non gli spargt la tu' acqua addosso , . , S- P. cxlii. 33.
che nel . . . Ugno ... fu confitto e *1 sangue spmrto P, F, laa.
^Mlire. la giovane donna Gli fa sparir^ come Stst. i. 39.
Lo coi splendore fa spmn'rr ogni ombra Sfai. iii. ft.
^avcutarfc La vostra vanità mi (a ... E spmvtniamisi . . K. /V. 36. 44 {Son, xxi. io).
f fture. Confessa il mal, che tanto ìn noi sì afiasÌM P. F. 108.
specchio. O disoorata te I sptccMto dì parte . . • Ca$u. xviìL 06.
poco pare che io tratti^ iovnuitiHdo m quella C iii. 8. 104.
chi dcsae loro qudlo . . . non sirvrnsttrMfomo allo studio . . . . C. iii 11. 109.
C/. soprastarB.
dìcemo una spazia virtuosa • • . • C. i. 3. 79^.
fare una zappa d* una bella spada • . . C I. 8. 65.
colui che biasimasse n ferro d' una spada C. L zi. 133.
Spadaio. Onde al onralicre dee credere lo spadaio . . . . • . . C Ìv. 6. 60.
spalla, colla roano sulla spaiia a questi mentitori C ì. ic. 37.
spandere, conviensi . . . T odore ch* è dentro generato spandirr . . C. iv, 97, 40.
Ufmiìo, ci ha di spasio tremila dugento clnquanu migUa C. li. 7. 107.
ch^ ... vuole grandissimo j/waio di tempo C ii. 14. «34,
che da Roma a questo luogo ... sia $pamo quasi di due mìU sette-
cento miglia C iii. 5. 87.
che da Roma ... sia apasio di sette mila cinquecento miglia . . C ili. 5. 98.
e di spasio . . . dieci mila dugento miglia C. iii. 5. 100.
che li due tpan che sono in meizo . . . veggiano C fii. 5. 190.
ae Cristo . . . fosse vivuto lo spaoio che C iv. «4. 65.
^wectaiOb siccome sono |^i aptaJu C iii. 7. 43,
in alcuno corpo lucido . . . siccome nello ipfcikto . . . . . . C. iii. 7, 119,
la immagine. . . che lo spHthio dimostra . , • C iti. 7. tsi.
qucU* acqua t terminata quasi come sptaÀio ........ C ili. 9. 76,
fare parere le cose nello sptrtkio d* alcuno colore C. iii. 9. 96,
Eaaa è . . . sptcdiio scoza macola della maestà dì Dio C. iìt ij. 54,
Bfndalmentft accompagnarlo di ... e ap^tiatmtnU del nome di . . ^. W. 6. 6.
le quali co^e paiono ... e ^Htalmfm^ esser risibile K iV. 05. 19,
Cf. spezialmente.
specificatamente, si mostra sptd/itatamfmit atBi suoi splendori . . C iv. 03, 14,
speculare, che solamente vivano sptculamdo C ij. 5. 80.
ai pnotc spixMiart del Figliuolo e dello C.W,^ 90.
per r abito delle quali poiemo la vcrìtjk »pirmiaì% C. IL ^4. 41.
che alle suatanze separate convegna la tpaoàiativa vftaf
come purr la sprtulativa convegna loro C li. 5. 90, 93.
r uso ... è doppio, cioè pratico e sptnda/rpo C Iv, os. 104.
qucUo dello tpacuiahvo si è . . , considerare C iv. sa* tls.
di questi osi t' uno £ . . . siccome è lo 5/am/a/iw C Iv, am. 136.
merlila rione, in ono di tpemtamomt C L f . 33.
dlSil^Wtv/iui'oiiv di certe segue C ii. 5. 94,
IsIssK nella »p*ndaatoH* dellì motori C U. 5. 97.
è potlwma ragione della loro Mptcutaaitm* C 11. 6. 96.
la amana natura, fuori di wpmmlaaiotM . . . abbùogna C iii. 1^ 30^
speculare.
»ai pnotc
perl'abi
^MColattvo,
com
V uso . .
qucUo di
SPECULAZIONE ^^^^^^^^F ^^
spegnere. E mostri me d' ogni virttite spento Cmns. xi. 3.
Con quelU vita che rìm&ne spenta Comm, xiii. 96,
S' io veggio il lume de' begli occhi spento Cans, xtìì. 34.
Tu r alto effetto — sp^ni di mercede Cmm. zvìi. 3&
Non . . . che ... £ COBI spento Leggiadro portamento Csiul xix. 55.
Più lune ha volto il Sol, poiché fu spenta C«hjl xx. 89.
Una saetta che . . . pria che sia spenta AiA, &. ^
E la figura sua mi par si spenta San. K. 6^
Che spfgnetia in noi di Dio la faccia P. F. «74.
speme. Che vostra speme sia quanto mi piace Là . . . . K M X9. 44 (Gnu. i. aj).
quando L' ultima speme a cercar mi son mosso CmmM^ xvi. 3».
Creasti spetntj che 'n parte m' è sana BmO. n. 9.
Cf. spene,
spendere. Che non solvete quel che non si spende ? Gnu. X. 91.
Pcrch* io conosco avere speso inx'ano Le mie fatiche P. Al 5.
spene. Rinfresco in gioia e rìmiuovo mia spene Som. -gti^ n.
Cf. speme,
spera. Levasi ... Un vento . . . Per la :^em del Sol Canm. xt. tó.
Oltre la sperala che più larga gira] K. A^. 4X la, 47 {Som^ xxr. ^
sperando. Ncque plus vitam sperando conservo Caia«. xxi ^
^)eranza. Io vidi la speranza de* beati y. N. ig, ^^ \CmMB. i itj.
Se dir voleste, dolce mia speranga CmuL xvi. 97.
quella ... *n cui la mia speranaa più riposa C^n*, xri. ^
Quel filo, a cui s* attìen la mia spemnsa Canu. xvit. 6a.
Ond* io conforto sempre mia spemnma BofiL rii. ^
speculazione, quando 1* anima nostra non ha atto dì spetmiawione . . C. ìli. 13. sflL
se non quando 1' uomo è in isprcuìasiont attuale C. iu. 13. 67.
non fa ... se non nell' atto detta speatlagkmt C. iii. t^ 7»
per composto dell* uno e dell' altro V uso di Spemlasiome . . . . C tiL 1 4. ta
precederà loro in Gaiilta^ doè nella Specuiasione C iv. aa. :86k
spedire, che . . . infermi non sono, ma . . . spedai C. iv. 15. i8x.
Le quali due operazioni sono vie spedite C iv. sa. 307.
Spegnere, vedemo . . . molti vocaboli essere spenti C. L 5. 58.
perocché amore è in loro del tutto spento C. ili. 13. 13.
che . . . tutti gli altri amorì sì fanno . . . quasi spenti C iìL 14. 67.
lo nome dclli Accademici si ^tense C. ìv. 6. 145.
reducere a ragione del tutto spenta C iv. 7, ^a
spelonca, die essi sieno siccome . . . spelonche sotterranee . . , . C rr. ao. 77.
spendere. * . . . quella dove e' prìcgbi si spendono ' C i. 8. 133.
■pera, dove le stelle fisse sono, cioè la spera ottava C ti. 3. 94.
r ottava spera sì muovea per più movimenti . . . . . . . . C. il 3. 37*
Ir grande spera due poli volge C. 11,4.$$.
è uno cielo per sé, ovvero spera C ii. 4. 94.
seguendo il movimento della stellata Spera . C iL 6. 143.
All' ottava spera . . . risponde la Scienza naturale C ii 14. 59.
alla nona spem risponde la Sdenta moraU C ti. 14. 6t.
dicea eh' erano ambedue in una spera che C ili. 5. 33.
volta la spera del sole e tornata a un punto C ìii. 5. 119-
speranza, per la speranaa dell' ammirabile salute K. AT. 11. a.
avendo forse . . . speranaa di me oltreché degna ....... K. JV. aa. 6k
entro ìn pelago con isperanea di dolce cammino C. U. t. 7.
e sieno senza questa speranaa tutti . C. ìi. 9. O3.
se la nostra speranaa fosse vani . C iì. ^ 85.
che la natura . . . questa speranaa . . . posta avesse . . C. ìi. 9. 97.
k
637 SPESSO
tyrry"»* Com* uomo quasi di sperunsm sciotto Som. kItììì. CL
in te ... r avevm già fcnnAta b spemnsa S. P. xxxvii. 56.
In le U mia sptroHam ho stabiliu S, P. cxxix. 15.
Wpem^ Ed io ne sptro ancor da lei mercede K AT. 3». zio {Cmn*. iiì. -70),
non pcrch' io non speri Ad esac ritornare C tv. Cana. iii. 3.
Non sfeiv mai da altrui aver Kxrcorvo Crw. xi. 70.
Abbi pietà del cor . . . Che sptm in te BmlL li. 4.
Io Doo j/Mtd che mai per sua pictale Degnasse ....... fia/t x. ai.
Chi non merta ftaluiCT Non »peh mai d' aver F. iV. A. 64 {Som, \\. aoV
Altro sfiennJo m* apporta dolzore K Af. 13. 40 {Son. vi. 5).
E che qucUi, che spermm nel Sicsorc . . . saranno S. P. rxxi 76.
Da chi per certo io sperava i\ frutto . S. /*. xxxtìì. 57.
E tprrv Carmi bianco più che neve 5./*. 1.86.
SifDor, se ta Cai questo come Mptro S, P.X. s».
Si de* sptrgrt ncU' eterno Iddio S, P. cxxix. 17.
Però che tptn in te l* anima mia S. P, cxlii. 40,
Se, come t^trv, tu sarai mio duca S, P, calti. 55.
chi con . . . vive . . . Sempre ia Inferno spen pene e fvai . . . P. F. ^
ipCfi^iurare. Per cui Amor sovente si spergmru Sch, xxxiti xa:.
Quantum tfa inter me de ipaa durat Cana. xxi, 39.
mJJ. E ^$$9* fiate pensando alla morte K. /IT. 39. 86 (Catta. iiL 46).
E afitMSt Tolte abbraccia Gli spiriti Cams, xiìi. 40.
iperajsxa. Virgilio . . . che chiama Enea . • ^ * O Sptrmmm delU
Trojani ' . . , che né era ... ni sptnmMm^ ma . . . era termine
in che si riposava latta la ^^tratum della C iti. it. zòo, i6a. 164.
dalla quale viene la i/<i»waa del . . . dcsidem C iiL x^- t34-
aiccome quando senaa . . . ^trmmMm vengono C ìv. il. 6f.
■pcrmrc Sicché . . . t^tro di dire di lei quello , K A^. 43. iol
che fanno della persona bene tpemn ..,,,...,.,Cii.ii. 35-
di lui stoltezza, piii cbe correzionet é da tptrmrt C ir. 15. 139.
•peretta, in sul dosso di questo cerchio ... è una ^iirfftì . . , . C ìL 4. 80^
iperleQXK. e per sitre rperùns» sensibili ••.C.U.3. 96^
per . . . fooMM» fornite e per f^mimaa 1100 Uerc C. ii. ^ 34.
«edemo continua tfirmtwm della nostra immortalità C ÌÌl 9. 101.
là per la spentnM^ che ... si conviene CÌÌ.X4. 037.
provo questo per la Bperùnsa cbe aver di lei si può C. tii. 7. 93.
più oneaUBiente per le donne si prende ^erùmga C iii. 7. 1*9.
■eaaa viaibilmentc avere di ci6 Mpthfman C in. 7. 171.
dalla quale gli occhi . . . posaoao gpehtMsm avere C iii 7* X74-
pcr dare sperùnm di ci6, grida ... lo tesfin C. lU. 14. tgu
•ecoodo quello che per ùperitnaa . . . vederne C tv. l. 3.
siccome per ispentnaa si può vedere C iv. 4. Ida.
di questo graodisauiie e . . . aperigmm pnsiiwio awt 1 Lltfail . . . C fv. t> iai^
il Vecchio per più Mptrimsm dee essere glaMo C tv. a& 1*8.
Cf. esperienza.
per non csaere dagli altri uomini 0trtm . C ii. 7. 08.
a meglio Csrc ciò credere ali* anima aftHm ... . . C. IL 8L 88.
par non esaere ^trH . . C. hr. is. 138..
Cf. esperto.
la quale i modcfstrice delle graadl t^*m C l«. 17. 4».
secondo la Mptnmmm e rviu dcUi vapori C ii 14* (66^
a^ la quale mi mirava s^essv volte K AT. 3. 8.
cbe Amore wptmt volte . . . m' asaHa . K ÌV. i<k. ia.
volte le masi ^ «echi . K. iV. ae. 33
SPESSO
63^
^emOt odj. Ch' io mi senda dir dietro ^€sm fute K. /V. 7. «7 {Sem. ÌL lol
Altro pUnjfcr mi fa spesse fiiUe K iV. 13. 41 (San. vi. 6X
Spmm fiate «engonini alla mente K A. z6l 94 {jSom, ix. 1),
E i^sjf volte piangon si ... K, iV. 40. 57 (Som. zx£l 7!
E SOR moltiplicati, e fatti spam S. P. socrìL ^
Spesso, adv, Ch' era dov* io chiamavm spesso Morte . . . V.N, aj. tjo (CwJ. k. 3X
Qujuito è quel tempo che spesso mi pugne C«m«. zir. fB.
egli avvieOf che spesso altri &i getta In compagna . • • . . . Cbmìl xrr. 911
Perocché spesso ricorda Beatrice K. M 40. 59(Sml xzv. ij).
Che allo mal far ognuno spasso incuora P. F. 147.
q)ezle. Sotto le speeàe del pane e del vino P. F. laflL
spezzare. Che . . . Giungono altrui, e jj^ccsbm ciascun arme .... Cmstm. xm. ta^
Non troiro scudo eh' ella non mi spemai Cmmm, xa. 14.
Lussuria . . . Amistà rompe e parentado apes*» P. F, aog.
spesso, aéj. che se ne già sptsu volte a* piò del Sin C. n. & 3&
pensando spesse volte come possibile m* era C. ìì. 0L 47.
che il cielo in quella parte è più spesso Cu. 15. 75.
quivi . . . spesse volte si dimostra Cfii.A.76^
siccome avviene spesse volte .Ciit. 9. 13*.
^usse volte le antanc operazioBÌ . . . ascondono C iv. ^ 5.
là dove il senso spesse volte è ingannato • C ir. &. 50^
però vedemo . . . spesse volte contenzione C. iv. ^ t^t.
onde spesse volte diciamo C ir. 14. Sa.
WptMKOf mdv. che io la vi rimembrerò molto spesso . K. VV. 38, 15,
e afmso awenia che ... si facea un colore K ÌV. 40. 30.
perocché io sento spesso il suo nome nel mio pensiero K A!. 43. 31&.
spesso sono lieti e spesso sono tristi C L 4. 38 '.Au).
ed usanla mollo spesso lì poeti C. ui.^aa.
^>ettare. solamente quello che spetta alla parte ........ C. ìv-. •*. 95.
^peusi{qxx siccome fu Platone e Speusippo suo nipote C ir. 6. iJÓ.
speziale, di ciò farò al presente speeìale Capitolo • C i. toc zoft.
non per altra spettai parte dell' anima e del corpo C sL 7. »i.
r uomo usare la ragione ; eh' è sua speeiai \-ita C ii. 6, sa.
perché era sptMÌal pensiero a quell' atto C. ii. 0. 59.
Questo è quello spesiale pensiero, del quale detto è C iL io. 11.
anzi é questo un suo .^^uiZr effetto C n. 21. 4»
che larghezza è una speaiai* e non generale cortesia C ii. 21. 5^
ciascuna cosa . . . ha *1 suo spesiale amore Clfl.^BL
nella seconda discendo a laude spesiale dell' anima ; e nella tene ■
laude spemale del corpo C iti. 5. lo^ il.
r Amore dell' Anima, ^caioZr a questi luoghi C. iH.8Lsrfk
dopo le generali lode alle spesiali si discende C. iii. 14. &
intende il testo . . . alle ^>emiaJ» discendere C tìL 14. &
Di quelle ... in Capitolo spesiale è da trattare ....... C. iv. 3. 74.
mostrano quella città ... da Dio avere spemaj nascimento, eda I^
a\*ere sptsial processo C. ìv. 4. i3s(tÉ^
non solamente spesiale nascimento, ma ^emaU processo ebbe da Dio C, iv. 5. 81, it.
ciò non potea né dovea essere se non per ispetiale fine C iv. 5. KOS-
che sptsial nascimento e spesial processo da Dio pensato e ordinato
fosse quello Cìt,5. 177» ^
da chiarire è in questo spesiale Capitolo C ìv. ai. 5.
spezialissimo. perocché sono sp*sialissime cagioni dì quella . . . C. iti 6. S3-
spezlalmente. parlando speaialmente agli spiriti del \'tso K JV. a. 90.
spc£uxlmeni€ in quello libello della Vecchiessa .... . . • C ii. 9. 66.
I
«39
SPIRITO
splacere. Lo qua] quanto pìb guardo pib mì ^ia«$ S. P, uuiviì. 15.
filare. S^a se far lo puoi della tua setta Cana. xir. 89.
^lletato. Che fatto m' hai cosi sputata fraade Cmns. xxi. 3.
qiltift U). Ut gravia me* j^M Cnw. xzi 40.
■pina Ca\ r amorosa spina Araor . . . non la mi tragfe dna. xv. 49.
Come la rou io mezzo delle &pim Som. xlv. 9.
■ptno. coluif che ... Da spino punto a quel si volge e S. P- xxxi. a6.
spirare. L' angoscia . . . spita Fuur della bocca si CaftM, xt 06.
Secondo che 1' astrologo ne ipirn Son, xxviJi. 4.
fin che la vita spira Son. xxxix. 13.
In guisa tal, che appena in vita j/tVo Som. xlviti. 7.
^)iritale. Divenne spiritai bellezza grande ».,... K W. 34. 48 {Cmn*. iv. aa).
Cioè in gente onesta Dì vita spintale Cmn». xix. 69.
qiiriteUo. [Dice] uno spirittt d* amor [gentile] C ii. Cifu. i. 42 ; 16. 7B.
Questi è un spin'Ul nuovo d* amore y. N, 39. 69 {Son. xxii. io).
Spirito, si . . . Che gli spiriti par che fuggmn via K. JV. afl. 19 {F. C. 6),
Cb' entrar non vi può spirito benegno K AT. 30. 74 \Cana, iii. 34^
flunraelle . . . Animale d' un spirito gentile C iii. Cana, ii. 64 ; B. 148.
Ch£ gli spiriti miei son combattuti ........... Can». ix. 65.
abbraccia Gli jr/iVi'/i' che piangon tuttavia .......•• Cuna. xiii. 41.
Lo spinto maggior tremò si forte Cans. xiii. 67.
Perocché il freddo lor spirito ammorta Gwa. xv. 35.
eoo atto di spirito cocente BaB, iì. B.
Che fa svegliar lo spirito d' amore V, N. oo, a$ {Son, x. 13)
^KziiLbnente. spraitUmmit V anime umane C U. 14. 33.
tjpmtimmk de* vocaboli C ii. 14. 80.
precedo a commendare lei spsMiatmtmt* secondo 1* anima . . . . C. iii. 7. 4.
il mondo e spsMJatnétnts ti movimento del ciclo ....... C. iii. 15. 158.
è manifesto, e sptaiatmsHte nella misera Italia C iv. 9. 103.
Q: «pedalmeate.
tprfftCì che ptKWono . , . tante Intclligenie . . . quante sono le tpeait
delle cose ; siccome una sptate tutti gli uomini C. iì. 5. 05, 96.
che . . . queste fossero . . . esempli ciascuna della sua sptai» . . . C. ii. 5. 30.
altrimenti non si cooiiuucrebbe l' umana spmi» C Ui. 7. 87.
siccome intra le 5/kn# dell* ami^ quella ch' è . . , meno amlsU
si può dire C iii. il. Ilo,
deir universale religione dells umana ^^csilf .... . . . C iv. 4. 64.
in ciascuna j/««iir di cose veggiamo C. iv. 14. 80.
udendo (are due sptais dell* umana generazione C iv. 15. 6oc
in quelle cose che sono d* una s/irjsr , . C iv. 16. 105.
ipifTire. siccome un pomo maturo si sj^kcm dal tuo ramo C iv. b8. 09.
q^lfa. r erba sormonta e cuopre la spigm del formcmo C iv, 7. ao.
la spigQ della ragione ... si nasconde e ... si perde C Iv. 7. «3.
dove le spigk* della ragione non sono . . . serpreat C iv. 7. 33.
aptramcnto. Tu vedi che questo t uno spiram*n$o K, iV. 39. 19.
nclli quali non amore umano^ ma divino era spirmlù . . , , C Iv. 5. S04.
ctii dirà che fosso senza divina sptraaions . . . I . . . . C iv. 3. 107.
^tiriteUc». molto mi dolca di questi spiriuUi K. ^V. 14. 44.
questo pensiero, il quale si chiama spiritsl d' amatw C. ii. II. aa.
Ritrito, dico . . . che Io tpirito della vita . . . cominciti K M a. aoc
la quel punto lo spirito animale . . . cominciò , , , f. /V. m, oÒl
Delia quale tutti U sptrtti sensitivi portano le ....... ■ K. ^. a, aS,
parlando spezialmente agli spìriti del viso .,.,..•«. K/tT. a.3ù.
In quel punto lo sptniQ naturale . . . cominciò. ....... K /^. a. 33,.
SPIRITO
spirito. Io mi sentii svegliar . . . Un spinto amoroso . . . K, W. 34. 5t (Som. xjv,
che ... si muova Un ^krito soave e pien d* amore . . . V, N. a6L 49 (Sm. xr. :
che per lo ... Lo perenno spirito la mira V. N. 40. 54 {Som. xxr.B^
La qual pare%^ un ^ri$o infiammato Som, xaix. 6b
Partitevi da me, spinti rei S. P. H. 37.
Però che il re dei spirih celesti Ha S. /*. ri. 40.
Difendimi dai spiriti infelici S. P. nii 54.
E poi infondi lo spirito dritto Ne* S. F, L 38,
che mi sia tolto Lo tuo spirito santo e Y amicizia Sr P. t 44-
la bcnignitade Del tuo Spirito santo S.P. ciliL J^
e 'I Padre ed esso è uno Con lo Spirito santo P. F. 30.
Ci guardi e campi lo Spirito Santo ........... P. /*. 65.
Si com' il Padre, è lo Spirito santo P, P. 6rj.
il Padre ed il Fi^iuolo . . . Con Io Spirito santo P. F, ja.
spirto. Escono spirti à' amore infiammati V, Ì9. t^ ix {Cam*, l Sf\
Ed eno si smagati Gli spirti miei F'. iV. 03. 165 {Csmm, tu ^
come un ^rio contro a lei favella C. ìì. C*sc«. i. la ; 7. 70.
si dichina Uno spirto dal elei C iu. Ctva. u. 4^
Perché lo spirto non si rassicura Cmmm. xi. 6a
Che fìere tra' miei jj^Wi' paurosi K. JV. 14. 87 (Som. TìL^ll.
Campami un spirto vivo solamente . K iV. 16. 30 (Scml tx. jV
Ch* ogni mio spirto comincia a fuggire Som, xK. t^. H
Che *I tristo spirto si rìnvegna alquanto Sos^ xIt2. 4. V
E di tentazioni scellerate Di spù^i, che S. P. xxxvu. 94.
E col tuo spirto pieno di virtute Fa, che S. P. L 49» ^A
Lo spirto tribolalo ... Sì può chiamare S. P. L 64. ^|
sjnrlto. cominciò il mio spirito naturale ad essere impedito .... K A'. 4. a. ^|
uno spirito d* Amore, distruggendo tutti gli altri spiriti sensitivi, ^^
pìngea fuori i debolettì spiriti del viso K. W. ix. gì, x% l)i
Allora furono si distrutti li mìei spiriti per K W. 14. 35.
Don mi rimasero. . . più che gli sj^'r^'del viso . K. A*. 14. 3^
risulti li morti ^'n'ti miei . . . dissi K. AT. 14. jfl.
eh' Amore uccìde tutti i miei spiriti V. N. 14. Eoa.
tre, cioè Padre, Figliuolo e Spirito santo K AT. 30. jii
E chiamolo allora spirito ptrtgrino K iV. 40. 19.
che gli spiriti degB occhi mici ... si fftro C ti. "a. iS.
Questo é lo luogo degli spiriti beati . C ii. 4. 3a
la somma . . . Carità dello Spirito Santo C ti. 6l 69.
da lui procede lo Spirito Santo C ÌL 6. 86.
sì puote speculare . . . dello Spirito Santo C. ÌL 6l 90.
nove maniere di 5/tri'/i* contemplanti . . C.ii.6. 9*.
lì Troni, lì quali, naturati dell' amore del Santo Spirito C ÌL 6. ito.
chiamo lui attitna e 1' altro spirito C iL 7. 84.
che questo sptri/o viene per li rt^gi dtUa steila d ti. 7, 68.
non dico che venga questo spirito C.ii.7. 98.
quelle che hanno . . . spirito di pecora ed* C ÌL8.3n.
il nervo, per Io quale corre lo spirito visivo C. ii. 10^ S^
se la cera avesse spirito da temere C. il. io» 69.
la Musica trae a sé gli spiriti umani C, ti. 14. 188.
la virtù . . . corre allo spirito sensibile C. ii. 14. Z9a.
il quale io chiamo Spirito ctUstiaU C Ui. 7. 135.
informato ardore d* un gentile spirito C. ili. B. 15^
lo spirito visivo ... la rappresenta C tii 9. 83.
incontra in esso alcuna disgregazione di spirito C ili 9. 1361
I
641 ^^^^^^^^ SPORRC
ftpdlto. Onde i miei jj^Wi* 900 rimasi smorti S. P. cxliì. 19.
Perchè il mio ^krio è quasi al fin condutto . S, P. cxlit. 36.
Che dallo Spirto santo in noi risplende P. F, 95.
Splendore. Amor, che muovi . . . Come 1 Sol Io s^itndovt .... Cmns. ìx. a.
A quc' begli occhi, ìl cut dolce spUndort Porta ....... Cams. xiv, 15.
la cui lumiera Non dà nullo sfUndon Cfiw. xviii. 65.
Lo cui aphMtlort fa sparire ogni ombra 5/i/. ìii. 6.
si, che per lo suo BpUndort ... la mira *''. /V. 4». 53 {So». »xv. i),
fogliare. E d' ogni consolar 1' anima spogtia . , . , , V, N. 33, 80 {Con*, iii, 40},
tu se' quella, che mi spoeta D' ogni baldaoia Cmhs, xrìi. 4,
Spirito, ch^ ... in tanto debilitai gli spiriti visivi C. iii. 9. 151.
se gli spìriti lìc' figtiuoli d* Adamo vadano suso C iv. ij. 69.
e la divina Carità sia appropriata allo Spinto Santo, quindi è che
chiamati sono Dom di Spiri/o Santo , . . , C iv. ai. 107» toS.
la Circoncisione del cuore in itpiriioj non in lettera C tv. 30. 79.
■pilltoale. lare innumerabili quasi creature spirituali C ii. 5, 108.
la vcrìtJi non videro delle creature spiritua/i . C ii. 6, 3.
nove Ordini di creature 9,^m'/Na/i ■ C. ii. 6. 43.
Amore . . , non è altro che unimento spirituait C. iii. a. ao.
V anima . . . per via tpirituait si unisce C iii. a. 63.
ora é da ragionare per lo Sole spinimaU . . , • . • » . . C. iii. 13. 51.
V affezione a producere la creatura ^riritnaU C iii. la. 73.
la quale in noi . . . discende da . . . spihtmaU Virtb . . » . . . C iv. ao, 104.
per modo Teologico, cioò divino e apiritmaU C iv. ar. 8.
é piii piena di luce spirituatt C. iv. aa. 190.
Splflt I !■ Immte. acciocché Bpirituoìmmtf va lassù K. /V. «a. ao.
quaodo apiritumimtnl* si spone una scrittura C li. 1. 53.
quello che spiriiuaimmtt s* intende C. 1Ì. l. 63.
quello che dentro spinttéa/mente si sentiva ......... C. ii. a. 66.
questa Donna che spirituatmentf fatta era C iii. 8. 76^
qteidcntc* -lente. * la via de' giusti £ quasi luce tpUndmÉt . . ,* . . C ili. 15. i9t*
' La via . . . quasi luce apttndmte procede . . .* • C Iv. 7. 100.
la quale fa gli uomini apitndwnti C iv. 13. 136,
là dove questo amore tpknd* C ÌU. 14. 66.
do. se il Convivio non fosse tanto spitndtdo ....... C 1. I, I36
Spillili lente, y. spleadente.
Wf/UtìAxnv. per un poco di spUndort C 11. 5. tfl6.
rendono agli altri di sé grande spUndor* C. iii. 7. 33.
pinge . . . per modo di spUndort rivcrt>erato C. iii. 14. 34.
perocché qui é fatta menzione ... di tpUmdoft C. iii. 14. 99.
r uaaoja . ...... di chiamare 9pt*mdorr^ in quanto C. ili 14. 47.
nella à*<oHda si mostra . . . nellì suoi tpitnéofi C iv. «3. 14.
Bpooere* V, sporre.
SpontsaesiPCnte. Cincìnoato . . . Mpomtamamnttt quello rifiutando . C. iv. 5. 139.
ap<mtan*am*Hlt csAcre tornato in esilio C iv. 5. 137.
HHWtt^ntir eiser . . . wmamdata interamente, e non Mptintanm . . C L 7. 9.
é la obbcdienxa ... da nulla parte tpontanni ..•»«... C 1. 7. 33.
la Bla obbedieoxa ....... in parte Mpontanm C L 7. 41.
Sporre, sponcrSL parlare, ipotuttdo . . . pare non ragionevole . . . CLs.ll.
che lo Latino . . . avrebbe ipoMÉt molte parti C L 7. 47.
queste Cuiioni . . . vogliono essere tpoUt a tutti C L 7. 71.
lo Latino non 1* avrebbe tpoati se non a' C. L 7. 77.
lo Latirw 1' a^Tebbe »postt a gente d* altra lingua C. l. 7. 85.
Che . . . dico sarebbe ipcata la loro sentenza C I. 7. 89,
T t
SPORRE ^^^^^^P ^
sposare. Ch(> dal principio eh' al corpo sì sposa Clv. Chul UL m^
Vede lo core a cui era sposata Cmu. xlfi. «7.
^iremere. Chi ragione o virtù contro gli spmtu Fa come . . . , Som. xxxvi. 5.
spronare. E so com' egli affrena e come sprona Som, xxxtL 9.
sprone. Ben può con nuo\-i spron punger Io fi&nco Som, xxxvi. ta
spuntare. Ch* ogni sactU li spunta suo corso Csjca; xi 74.
bquatrare. fender ... Lo core ^la cnidelc, che ^ mìo squatra . . . Gmml xiL 54.
squilla. Con esse passerei vespro e le squiSt Coiu; ùi. 69.
sporre, sponere. le scritture . . . debbonsì spomtn . . . per quattro
sensi C ii. K. I^
quando splrìtoalrocntc si spotté una scrittura ,.OìLl. S4>
non é qui mestiere di procedere ... a lettera sponenJa . . - . C ii. 13. ^7.
poi, quelle spositi sarìi manifesto ciò C ir. ti. &.
nel trattato della parte che spam s* intende ........ C. rr, 16. 9^
ad esso sporr» é da procedere . . . . ..... . . • - C. Ìt. 1 7. «•
Che se mom/mcMjìr ciò volemo j;^mr C. rv. 17. 107.
Cf. esporre.
sporta, a me ne soverchicranno le sporte piene O i. i^ t4.
Sposa, perocché la sua Sposa e Secretaria santa Chiesa . . . dice . . C ìE. &. 3^
O . . . . cuore, che nella sposa dell' Imperadore . . . s' intende !
e non solamente ^>osa^ ma suora e C iii. la. tis. ir|.
vuole partire d' està vita sposa di Dio C iv. aft. l&
Spoaixìaae. questo pane, cioè la presente sposimont C. i. x. 109.
per allegorica sposisìom . . . intendo mostrare ....... C L i. 131.
mondare intendo primieramente questa sposiaont C^ ì. a. 7*
questa spostaùmt conviene essere ItttrraU e alUgorka . . , . . C IL e 15.
predicene queste parole nelle sposisioni dell' altre . . ... C. iì. a. 54.
questa è la lictcrale spostst'otu della prima parte C. ii. 7. 109.
è da procedere alla spostziom aUtgorica e «rra ....... C. li. 15. 3.
per la passata sposÌBÌone C. ii. (3. 7^
veder si può . . . per la sposigiom fittizia e litterale. E per questa
medesima sposùiont si può C ii. i& 14* ^^
Lo terzo verso . . . s' intende per la sposUiom litterale . . • « C. iì. t6. 49>
Tutto r altro . . è per 1* altra sposimott manifesto . , . . . . C iL 16. 97.
r ordine . . . domanda air atUgorìca sposàaùme C iiì. 10, 8^
l^;giennente a questa sposùioité ... si può reducere C io. n. ^
ragionare per la presente sposimons questo . . . verao, che ... fu
nella litterale sposisionr ragionato C.nL xa. 3^ ]7*
siccome nella litterale spostst'otu si parla . . C. iìi. ta. 49.
Siccome nella litterale sposiaioMé ... si discende C. iii. 14- <■
per la litterale sposdsioH* ... si può ridurre C. iii. 15. t9^
questa Donna . . . nella verace sposxsioMt nominata C. ìv- t. aa
alla ^osimottt del quale ora 5* intende C iv. i. fts.
Non sarà . , . mestiere nella sposÌMOHe di costei . . . aprire . . . C ìv. x. 90.
Nel principio della impresa sposimom C iv. a 1.
sposo, nella magione del suo novello sposo K AT. 14. si.
non essendo più da dare ad altro sposo C. iv. oB. 136
spregiare, acciocché il nome suo sia . . . non isprtgittto C i. 4. 86^
^ronare. Quanto spronarr fu quello, quando ... ! C. hr. a& 71.
Sprone. La quale guida quello . . . con (sproni C. ìv. a6. sa*
lo sprond usa ... e questo sprone ai chiama Fori*»»a ovvero . . . C iv. s6. S4« S^
Stabile, perché ... il Volgare é non istabiU C i. 5. 49.
però me non giudicare lieve e non is/abiU CI iiu 1. 94.
questo mondo, cioè la terra, stare in sé stabUt e 6ssa . . . . . C. iii. 5. 58,
643
flIabUJre. In te la ini* spcranu ho stabiHia S. P. cxxix. 15.
stallone: tanto è la stagion forte ed acerba Cana. xv. 46.
I si riposa Talvolta (5. Tal volta) poca {F. 3c S, brìeve\ e tal lunfa
^L èimgùmé V. N,9a,M {Som. a. 8).
^H cfae voi faceste . . . cosi lunga stagiom K. /V. 38. 36 (Som. xxi. a).
^■Stagno. Ma beo ne colse male a' fi' dì Stagno Som. liii. i4>
^gMNnmre. di prestare ... A questa penna lo statutUo dìlo .... Soh. xxxiv. 8,
stanco. Hi tiene in terra d* ogni guizzo stanco Canm. xii. 43.
Coree persona discacciata e stanca Canm. xx. 10.
Seguitar si convien se 1' altro é stanco Son. xxxvi. 14.
la vita mia ... È arsa, consumata e trilla e stanta S. P. c\. ^a.
■tare. V, N. 19. 54 (Cana, i. 35) ; b8. 17 (K C. 4) l 3»- 57 {Cana. iiL 17), i«6 (C««.
L iil 76^ ; C. ii. C«Ma. 1. 37 ; iv. Cmn». Hi. i k8 ; Cans. ix. 66 ; x. 50 ; xii. 35 ;
I xiv. 68, 86, 95 ; xv. 4 ; xviìi. 60, 66 ; xiz. «a, 69 : xx. 7S ; Stst, 1. 8, 16 ; iil.
^m 5i »7 ; 'V- 3S 37 ; BaU. ìx. 6 ; K. TV. «4. 56 {Son. xiv. 7) ; 39- 67 {Sem, xxii. 8) ;
^K Son, xxvìii. 3; XXX. 8, 10; zxxU. 8; xliii. 9; liii. 5: liv. 14; 5. /". vi. ts ;
^V xxxi. 13, 6B, 83 ; xxxvii. 34, 83 ; ci. 18, 24, 104 ; P. F. aii.
^BMbulMI. Ben li faranno il nodo Salamooe ... e* petti delle starna . . Soh. liti. a.
^^•taUk Ha tratterò del suo stato gentile K /V. 19. 30 Coita, i. if).
Hi tragge nello stato ov' io mi trovo C. il. Ciim«, ì. 6 ; 7. 43.
che tanto fo dimora In uno stalo Cétna. xiv. 76.
■bUrilira;. siccome staMito è che voi aver possiate C iv. sa. 000.
■labUltà. acconciare sé a più stabdità ; e più stabilità non potrebbe
«vere C. 1. 13. 50, Sf.
pensare ogni stabih'tà d' animo essere . . . mutabile C. iii. t. 93.
annunzia essa unitadc e stabilita^ di Dio C ii. 6. ioa.
altrimenti è disposta una stagioni . . . che un' attn . . . C. tv. a, 56^
' . . . e a ciascuna parte . . .é data stagioni a certe cose * . . . C. Iv. 37. aa.
StaglrìbL. Aristotile, che SA^WAi ebbe soprannome C iv. 6. 131.
più d' uno staio di Santelene . . . trovò C tv, 1 1. 80.
di rìpoaare 1* animo stanco C. i. 3. 87.
tulle volte che il gigante era §tanco C iiL 3. 54.
aggiungo una itanaa quasi come ancella . K, /V 19. 143.
coapiala n' avea questa aovrascritta stanca K TV. 39. 6.
per6 . . . diasi due stanti di una canzone K M 34. 7.
ncir MMtf, cioè nella prima sfanaa, si lamenta K. iV. 34^ ao.
cloò ncU* altra slanaa che comincia y. N. 34. aa.
Sicché . . . qui non ha luogo 1* istansm, né può avere C iv. aa. 98.
K/V. a. 54; 6. 16; IO. 15; 13. ajj 14. 33, 41. 47, 49, 71; 18. 49; «9- >5« S
a3. 6 ; 34. 9, 74 ; 33. 40 ; 36. 4 ; 43. aa ; Ci. 1. 9, 98 ; a. ai, 03 ; 3- 63 ;
«0-95; >3- as; "• ». 83; 3. *3; II. 54» 70; «5- »43. tS» *» *»L »• ■< ! 5- 57i
lai ; 8. 100 ; 9. 61 ; 10. 55 ; Iv. 1. 45 ; a. 93 ; 5. 181 ; 7. T40, 141, t4a, 144,
MS; 9-68, 69; 13.80, 171; 16.63; 19-84; ao. 55, 70 ; a*. a7, 6t ; a3. 99 ;
"4. 97. 99 : a5. >«>i "» ; ^1- 38, 153 : »8. 73. I3> ; 30. 33-
■lateL dne volte 1* anno ha la Hau grandiadma di calore . . C ili. 5. 188.
ai bniio . . . ocH* anno ... in Estati C Iv. 33 i»6.
itCL Cd in questo stato dimorando, mi giunse V. N. x%. 33.
manifeato Io stato del core per esemplo del K ^. 15. 53.
nelle quali dicessi quattro cose . . . sopra Q mio stato . . . . . K JV. i& 4.
Barratorii di tutto quasi lo mìo stalo K M 17. 4.
il qoale narra il mìo stato K /V. 43. 9.
«be non è la cosa immaginata nel vero stalo C i. 3. 8a.
eha . . . non sieno in perfettissimo stato C li. 5. 66.
Maglio aarebbc alli , . . esaere in basso ateJto C. lì. 11. 79.
T t 4
stato. Che ttaio — non «vai Unto gioioso CmMM, làx. 3.
se mi giunge lo tuo forte tempo In tAle stato Sesi, lì. 36.
Però proweggia del mìo stato Amore , . , . Som. xirìi. 14.
«tatura. Quando guardaste gli alti e la statura K TV. 36. 31 CSw». là- jV
Stella. vedere . . . Turbar lo Sole ed apparir la st^U . . ,V,N.^. 177 {Cmmm, ii. 5»V
Che viea pc' raggi della vostra sttila Cu. Cmmm. L 13 ; 7. 7X
ti nostr* occhi . . . Chiaman la sÌ4Ua talor tencbroa .... C. uL Ca««. n. ^
Siccome è 'I cielo dovunque é la st^a C iv. Cans, ìiì. Z03 ; l^ 31.
Feremi . . . Come T raggio la sttila Cmms^ ix. 17.
E la sUlIa d' amor ci sta rìmota CmMM. xr. 4.
Europa, che non perde Le sette strUt gelide • Cmna, xv, 39.
costei, Ch' al prence delle 5////r a' assimìglìa • C«m«. xiz. 114*
Né T Sole, — per donar luce alle sUBi Cmm», xix. 117.
Ciascuna stilla negli occhi mi piove BaiL vi. ci.
stato, neir amistà delle persone dissìmili di Uafo C. tu. I. 5&.
tomai nel primo buono 5/0/0 della vista C. iìL 9. 157.
che sì dimenticherà il basso stato degli antecessori C hr. (4. 4a.
quando Ìl basso stato degli antecessori corre . . . . . . . . C. iv. 14. St*
in uno sono naturati ... ed in eguale stato Oiv. 14.94.
poiché stato e' era nel basso staio della puerizia C hr. a^ toa.
Marzia fu vergine, e in quello stato significa , . , poi venne a Catone,
e in quello stato significa Civ. ■& 105, lA
li suoi membri sentendosi a debile staio venuti Civ. éB. 13^
Statua. Da te alla statua fatu . . . non v' ha disslmllitudine . . . . C. iv. 99. 51.
che la statua di marmo o di . . . rìmasa ... si dissomiglia . . .
Perocché la statua sempre aiTerma ... e C. iv. 09^ 55, 9^
la buona fama di colui^ cui 6 la statuti C. Iv. 99. 6a.
statuire, nello statuire le nuove cose ...........Ci.tOi.'i).
Stazio, siccome dice Stasio poeta del tebano Edipo .,.,,. Cm.& 93.
siccome dice Stasio nel quinto del TMebaidos ...,..».Ciii. 11. i6$-
perù dice Staw, il dolce poeta • • . . C. iv. 95. 6a
Stdla. sif che le sttU* si mostravano di colore, che K JV. 93. 361
dico che la strila dì Venere due fiate era rivolta • C ìi. a. a.
lo estremo . . . fosse quello dove le stelU fisse sono . . . . • • C.Ìi.3.a3.
V otUvo è quello deUe SttlU fisse C ii. 4* &
Onde le stelU del . . . sono più piene dì virtù CIÌL4.75.
é fissa la lucentissima sttUa di Venere CÌL4.8&
r epiciclo, nel quale é fissa la stilla Cii.4.93.
dinominansi 1' uno e 1' altro dalla stélla C.ÌÌ.4.98W
Come ... le altre strile sieno, non é ... da trattare . . . . . C. ii 4. 9^
nel Libro Jetr aggregatone delle stelle C ii. 6. 134.
secondocbé la stella si muove per lo suo epiciclo C ìL 6. 137.
lo valore della loro stella C. il. 7. 67.
questo spirito viene per li raggi ideila stella C. ti. 7. 89.
e luce non sìa se non nella parte della stella C ìi. 7. 96^
non dico che venga questo spirito dal . . . ma dalla loro itella . • C ii. 7. lock
quali da esse stelle . . . siccome Socrate, e , C. ii. 14. 33.
due cose . . . che non si veggono nell' altre strile . . . , . . • C ti. 14. 71*
che Mercurio é la più piccola stella del cielo C ii. 14. 9a>
più va velau . . . che nuli' altra stella C ii. X4. loa
eh* è soavissima a vedere più che altra ^eSa C ii. 14. 113.
del suo lume tutte le altre stelle s' informano .•••.... Cii. 14. las-
questi vapori seguaci della strila di Marte ....011.14. iSow
che Giove é stella di temperala complessione C ii. 14. «oo^
I
I
k
645 ^^^^^^^^^^F STESSO
Del (empo che ogni tttUa è piit luceolc . . . . • . 1^. VV. 3. 8a {Soh, Ì, 6).
In trarre . . . Come virtù di Skikt inarghcriift San, xzvì. 14.
Chi è colui, che sta sotto le sUÌU . . . 1 , S. P. xxjci. 68.
Chi sttMianJo YÌv' ella « Cam», xviìi. 69.
Poi U riguarda, e fra s^ sUaso giura K /V. 19. 64 {Ca$ts, i. 45).
intra tutte le sttiU bianca si mostra C. il. 14. 003.
siccome le molte atrfU . . . . , C il. 15. 8.
U Ciclo stellato ci mostra molte sttiU C. ii. 15. 19.
infìno all' ultima striUt che appare loro . . . mille ventidue corpora
dì sttfh pongono C. ii. ij. ao, aa.
uno raunamento di vapori sotto le sUtti • . C. li. 15. 66.
roultitudine dì sUlU fisse . . . tanto picciole . . C ìi. 15. 70.
la Galassia sia uno effetto di quelle sfr//r ..,..,,.. C ii. 15. ig.
innarono me . . . coUi raggi della sitila loro C ii. tò. 8.
Onde ... la scrittura è sttl/a piena di luce ......... C ìi. 16. 10.
la natura del sole è partecipata nell* altre sttiU C iii. a. 45.
Questo mondo volle . . . dicere che fosse una delle sitilt . , . , C iìi. 5. 30.
dove ... la sttlia gli sarebbe sempre sul mcuo del capo . . . « C iìi. 5. 84.
avvegnaché la s/*I/a sempre sia d' un modo chiara e C. iit. 9. 108.
è tanto pieno di lume, che' è vincente della atffia C iìi. 9. 1)9.
trasmuta la immagine della stélia C. ili. 9. 195.
però la stella ne pare colorata C. iìi. 9. 136.
però puotc anche la j/W/ti parere turbata C. iii. 9. 147,
che le tielU mi pareano tutte . . , ombrate , . , C iii. 9. i5a.
per che la stella pud parere non com' ella è C iii. 9. 159.
siccoroe li nostri oecki chiamtano * . . Im sttiìm C iìi. 10. 5.
quante «/r/Zr rilucono . , .... C. tv. 1x76.
che dovunque è il cielo sia la stella • . . • C. iv. 19. 33.
Cielo, nel quale molte e diverse stelle rilocono C tv. 19. 37.
tante sono le sue stelle che nel ciclo si stendono C ìv. 19. 45.
vollero che esse procedessero dalle stelle C iv. ai. iB.
MCMdo la nobiltà delta stella C tv. ai. 19.
che ... lo ciclo stellata era mosso verso K Al a. 10.
pose un altro cielo essere fuori dello Stallato •••»••.. C. 11.3. 43.
le stelle del cielo stellato C. iL 4. 75,
seguendo il movimento della stellata Spera C IL 6. 140.
Air ottava spera^ cioè alla stellata C. it 14. 39.
il ciclo stellato si può comparare alla F$ska C ii. 15. 4.
il Cielo stelhto ci mostra molte stelle C li. 15, 18.
che 'I cielo stellato ha grande similitudine C ÌL 15. 85.
che *] cielo stellato ... si può comparare C ii. 15. I19.
■tendere, alle quali questa lingua si stende . , Ci. 3.a9.
quello che non si «Imiir più oltre che C. iL 1. ai.
quanto le nostre operazioni si stendono • . • C tv. 9. la.
tanto . . . quanto tutto Ìl mondo ... sì siemA C Iv. 9. 84.
perche . . . tanto le nostre operazioni si stendoeto C. Iv. 9. 75.
quanto le nostre operazioni proprie ... ai s/furfona C tv. 9. 93.
se Nobiltà ... si stendi più che Virtb C iv. 19. 17,
cioè, che Nobiltà più si stenda C Iv. 19. tOu
tante sono le sue stelle che nel cielo si s/emdomo . . • . . . . C ìv. 19. 46.
mostrando che la Nobiltà si stenda In parte C. hr. 19. 73.
SterUitAde. perche ... non sia difetto dì j«Vn'/iÀiA C Iv. a;. 67.
nella quale ... fra me stesso dicea •*•••.,••• K A. 14. 66.
quasi come per ai 4ilr«M roo&sa K.iV. 19.1t.
STESSO ^^^^^^m C46
atesM). Per eh* ella dì so stasa s* iniuuDon C. tv. CàtiA. in, 90 ; a, i5a
E di me sttsso ho perso il mmìsterìo S. P, xxrrii. 3I&
Ma ciò vedendo, gì* inimici t/«s$>'Son coafennati S. P. xxxviL yé.
Eretico^ e nemico è di se sUsso • P. P. 44.
stile. Diporrò giù lo mio soave sHìé C ìv. Càx». &. n.^t]
stimare, perchè U perfida durezza ... il mìo parlar non stima, . . S. P. a. 71. ^H
StfaPOlnre. La carne ... E siìmoiata da lussuria molto P. F, 14/^ ^^k
stiVS. Traggemi della mente Amor la stiva K. £. ìL tt. jb.
stocco» Ma e' mi piace, che al dar degli stocchi Cams, xzL tj.
sono Venuti contra me con lancie e stocchi , , . S, P. xxxTa.39.
stolto. £ chi '1 Cdcessc saria detto stolto Som. xhì, 11.
Eccetto il stolto e M picciolo fanciullo 5. /*. *^ni 6^
storia. Tutta la legge con I* antica istoria S, P. cxiiL 93,
Stntdft. come quello eh* è seguace . . . Per dolorosa stratta . , . . Catta, x. 66,
stesso, dico quale mi pare a me sttsso K. M 19. tea.
cominciai a piangere fra me sttsso V, N. «3. 1^
quasi come di sé sttssi avendo pietade , • V, N, 3|6l 16.
Poi dicea fra me stesio » V. N. 41.9%.
esso dieci alterando . . . con sé stésso C ii. 15. 31.
rivolgendosi sovra sé stessa, e di sé stessa innamorando . . . . C. iv. a. 160 {hai
chi ben guarda . . . vedrà che elio stesso lo dimostra C iv. 6. ao.
Dico . . . che dal principio sé stesso ama C ir. sa. 65.
stile, volendo ripigliare lo stile della sua loda K iV. aó» ay.
tUporrù, cioè lascerò stare, lo mio soave stiU C. iv. a. 90. ^H
stOo. che con piii alto stilo dia Ci. 4. roL ^H
Stlms. la stima oltre la verità si scìsropia C. i. 5. 46). >
Sttmare. credono . . . amando tutto vero quello che a loro pare . • C tv. 15. ijft. 1
Cf. estimare. ^É
stingere, per utir^iwinr questo errore . . . propost . . . ., . . C hr. 1. 71. ^H
Cf. estinguere. ^|
stirpe, non cade in ischiatta, cioè in istirpe C iv. ao. 4^ ^V
e ... la stirpe non fa le sìngularì persone nobili, ma le singtilari
persone fanno nobile la 5/t>^ C ir. ao. 44i 4&>
Stoico, questo par volere ... ciascuno Sfe»n> C. it. 9. 65. {
gli Stoici e Peripatetici ed Epicurei . . . concorrono C iii. 14. t^f^ ^J
costoro e la loro setta chiamati furono Stoici Chr. &.94- ^|
le tre sette della vita attiva, cioè ... gli Stoici C iv. sa. x6i. ^|
stoltamente, di quelli che così rimano stoltamente V, N, 95. it> ^H
Stoltezza, -Izla. nel fango della vostra stolteaaa C iii. 5. ae^ ^^
* . . . nella moltitudine della sua stoltizia sari ingannato' . . . . C iv. 7. 13&
* ... di lui sfolfetisa, più che correzione, è da sperare ' , . . . C ìv, 15. 138.
stoltissimo, intra tutte le bestialiudì quella è stoltissima C ìì. 9. 5&
oh istoitissime . . . bestiuole che . . . pascete C jv. 5. 75.
stoltizia. K stoltezza.
stolto. Meglio sarebbe alti miseri grandi matti, stolti e C ÌL It. 7&
stomaco, perocché Io stomaco suo è pieno di umori C i. x. 91.
stordimento. Che lo S/M^fv é uno «/ond^'m/ifA? d* animo C hr. 85. 4&
storia, appresso la litterale storia ragionata .... . . . . C i. 1. ija.
Onde si legge nelle storie d' Ercole ...CiU.3.S°>>
per le scritture delle Romane storie C iv. 3. 9^.
dice Stazio ... nel primo della Teòana Storia C ir. 35. 61.
come nel sesto della detta Storia si dimostra C iv. aÓL 75.
quando dice e ritrae ... la storia della pestilenza C iv. 97. 185.
strarta. al passare d' una strada C L 11. d^
647 ^^^^^^^^B STUDIARE
■timda. Se U iiu strada non mi vien scoperta S, F. adii 4S-
■trale. questa . . . non curm colpo di tuo Jfm/r Gm*. xi. 70.
■trmziare; Prima contruion quella e, che tinuia II mal P. F. 106.
Stretta K stringere.
strìdo. Altor mi surgon nella mente shiJa Gina. xii. 44.
Che per aver di minor doglia 5/rù/a, Vorrò . . Cana. xvìì, ag.
Maggior . . . Che le passate tue picoe di itnAi Ciim«. xviii. 58.
Che lascian guai e di lamenti stridi Soft. xliL 7.
son senza fine, Con pianti e strida ed Infiniti lai P. F. 63.
Stflngtte. Che da sera e da mane Hai sintto ad ambe mano, Ciò Catts. x. 63.
i verace amor quel ... E ben mi stnngt forte Con*, xiv. 34.
La qual si strttto alla morte mi mena Soh, ^vii 7.
Che stanno stretti^ e nulla mal dicendo S. P. xzxi. 13.
Struggere. Pianger ... e sospirar ... Mi struggr il core . . K. ^. 33. 98 {Ca»t*. iiì. 58}.
Li Mtn»gg9 Morte con tanta paura B»U. v. 9.
E dentro dallo cor ni struggo e ploro K iV. 7. 37 (5oh. iì. ao).
Che questa doglia pur mi strugga ti cuore Som. xlvìL 13.
Per novella pietà che il cor mi strugga Som, xUx. a.
itrmda. si perde . . . come le strads della terra .,.».... C iv. la. iBo.
strano, occupate da gente strana C. ì. 5. 65.
apprendere bene la lingua Urana C Ì. xi. 108.
strettamente, doppiamente . . . cioè largamente e afnrfAimmAr. Shtl'
/<twMw/r, s' lotcode per quella concordanza C. iv. a. 103 |,&m).
stretta. K stringere.
strigare, convenga essere ... ad istngart lo testo perfettamente . . C, tv, 3. a«.
strìgnere. perocché la sua larghezza non ai stnpts da C. tii. 6. 99.
quanta pìetÀ mi ttrtgnt per te C iv. #7. 97.
stringere, la donna per cui Amore ti siringr cosi K. TV. 13. as.
in due modi, in uno largo ed in Y altro strrtto . . . . . • . K. /V. 41. 37.
in modo strttto non s' intende peregrino, se non , . 1^, M 41. 39.
perché la presenza oltre la verità striuge C I. 3. 48.
accoado la stretta verità C iL 4. 9cx
ttsimgtmdo quello . . . tanto lo tenne , C lii. 3. 60.
impedimenti, fuori delli suoi étrtttì sentieri . » • • • » . . C ÌV. 7. 59.
oh sfritti abitacoli e masserizie . . . . . . . « C. iv. 13. 1 13.
stnmcnta. danno colpa ... allo i/n>m»M/o ......... C i. 11. 77.
C/ stnimentOh
atrumentaie. La forza ... fu cagione strMmntla/é C. tv. 4. lai.
strumento, ancor questi rimasero fuori de' loro ftmmfttti . . . K iV, 14. 40.
salvo che fuori degli strumfnti loro f^. iV. I4. 104.
che *t savio uomo collo ttrumemto della sua voce fa C. ii. i. 99.
questi cccellcntisaimi essere stati tttumsnti C hr. 5. i5a.
che la natura é a/rwmmlo dell' arte C iv. 9. 113.
dove V arte fa suo *trt4rrt*mto della impulsione C Iv, 9. lift.
che r arte (a suo f/ruffWM/o del caldo C. Iv. 9. 119.
cose sono dove 1' arte è itrumtmto della natura C tv. 9. 133.
Cf. atrouicnto.
stmUare. E di venire a ciò io studio quanto posto 1^. ^V. 43. 6.
Ciascuna cosa studia naturalmente alla sua coaaennuioae . . . C i. 13. 47.
•e M Volgare per sé studiar* potcìae, sftiiftwiiW a quella . . . . C l 13. 49 (Aù).
fatto lo fondamento . . . siccome nello studiar* C U. l* 97.
che si diletuno ... di studiar* in quelle, e che si dflcttano stuttiart
in Rettorica e in Muaka CHL 11.98,9^
che non per sapere studiamo C. ìji. ti. 106.
STUDIARE 64S
etoolo. Laonde il mìo nemico a shtolo grosso . . . s' afforava . . . S. P. xxxni. 43.
atnrbare. copia Di nebbia tal, che s* altro non la sturba Cwu. xv. 18.
SU, adv. Perchè . . . Salìron tutti su negli occhi suot Canm. ix. 30-
V immagine . . . siede Su nella mente ancora CftK«L xm, 44.
Grida : Surgete sm, che per voi clango ...•••.... Csjut. xtììÌ. 67.
che, di Bua natura Stando su in altura» Divlea Bmil. ix. 6.
Inteltigeoza nuova ... pur »< lo tira K iV. 40. 50 {Som, zzt. «>
Levala su vestita del tuo velo Soie xlix. 13.
La qual levando su senza dimora S. P. ci. 47.
C/. suso.
Buave. Conqueror, cor suavtj de le primo , . . , Cojmi. xzi. X44
subietto. Nobilute . . . Importa sempre ben dd suo suòttHo . . • C ir. GnuL iak 9^
C/. Buggetta
studiare, lo luogo, dove Platone studiava C ìv. €^ laB.
perocché la nostra natura sì studia di salire C. iv. 04. 4&.
studio, che talora sarà da ogni studio non solamente privato, ma . . C. L l. 36>
ti btHtficiOf \o studio e . . . sono cagioni . . •• Ci.rfl.a4.
per bentfia'o e conwrdia di studio ...Ci. 13. 5.
e stato meco d' uh medesimo studio . . CI. 13. 46.
questo medesimo studio è stato mio .....CLt}. 53.
Per che uno medesimo studio ò stato il suo e *1 mio ...... C ì. 13. 56»
neir amore, cioè nello studio dì questa Donna C ii. 16. 7.
se non teme labore di studio C ii. ttic 40
uno pensiero che nasce del mio ^mi/h> C iL 16. 79^'
per amort ... a' intende caso studio «•....■.•..Cii.i6h Su
che pongono lo studio loro in azzimare • . C iti. 4. 8i*
per affaticare lo viso molto a studio dì leggere C. iii. 9. tjAk
conviene essere lo j/H(/fb e la sollecitudine CiiLxa. 83,
Per che . . . senza studio non sì può dire Ftlosq/o C iii. 1 1. 87.
non sovrastercbbono allo studio CiU.it. 109.
Per Amort intendo Io studio il quale io mettea «, Ciii-ia-XU
che studio si può qui doppiamente considerare. È ano shtdio, il
quale ... e un altro studio^ U quale C iìL xx 13, iji i&
siccome suole fare lo studio che sì mette . . . Questo è quello 5/atdib
. . . che suole precedere C iii. xa. a^ a6.
perocché della pace di questa Donna non fa lo studio sentire . . C tu. 13. 69.
perocché U primo studio . . , non può quella . . . acquistare . . . C iiì. 13. 99.
né per proprio studia né per consìglio , . . • C tv. 6w 171.
Levomi in grandissimo s/miAo dì vedere . . . C. iv. 98. 46»
studioso, da gente studiosa lontano C i. i. 37.
che ciascuno studiosa in sapienza fosse . . . chiamato C iii. 11. 45.
vergogna non è laudabile . . . negli nomini studiosi C iv. 19^
stupido, acciocché quelli . . . divenissero stupidi . ....... C ìv. 95.
dice Stazio . . . che . . . che esso divenne stupido ...... C, iv, aj, 67.
stupore, tre passioni ... 1' una si é Stupore Civ. 93. 3^J
Che lo Stupori é uno stordimento • C tv. 95.
SOi adv, per la su ragionata cagione y. N.i^ ^*
appresso le su proposte ragioni C i. la. ig^
dal dieci in 5u C iì. 13. 3ik,
quando in su muove lo suo corpo, più s' affatica C. iìì. 3. 44.
su per la quale sì procede . C tv. 13. 31.
che questo Arco di su sarebbe eguale C iv. 03. 65,
C/. suso.
suaso. scttvf è tanto, quanto suaso C ii. 8. 316.
649 SUFFICIENTEMENTE
subltainente. puì Che se n* è giù ìn ciel sHbitamtntf . . K iV. 3^. 53 (Gm«. iiL 13)*
^L Ch' A ... fu pesto un freno SuhitamntU si, eh' .«•••. ■ Cohm, ziìi. 64.
^1 Quando m* apparve Amor sHbitam4Ht4 1^. W. 3. 83 (So*f. Ì» 7).
^B Ode una voce dir sitbitamtnU Som. xIÌv. 7.
^f Li quai tubitamintt in un momento Ritorceranno S, P.cì, 109,
BObitanamente. Ch' amor m' aa&ale subÙanaméMU .... K N, 16. aS {Som. ix. j).
subito, che Negli occhi miei di subito apparisti BoiÌ, ii. a.
• Benignamente, e stttn/o ... Ti degnasti S, P, xzxì. 38.
St4Òtto feci come il sordo e il multo S, P. xxxvii. 53*
come r ombra ... Si fa maggiore, e poi subito manOA S. P. ci. 38.
SUCCiilere. si posa Come jucma rosa • . ■ Cana. xj:. ai.
•odldow Che hanno fatto il tuo fior suidiao e vano Csita. xviU. 33.
•ubttameote. disparve questa mia immaginazione . . . subitammét . V. N, 9. 37.
1' abito . . . suòitanuntt arere non ai può C. Ì. 11. 48.
perocché non suhitamtmtg nasce amore . . . . . • . • . . C. ii. a. aa.
■ lo spirito . , , tubitttmtnft ... la rappresenta ••*•••■• C ili. 9. 86.
Èubitanuntg . . . quella percuote . . ■ dicendo C ìv. 7. 44.
sabltafX). Oh ... rubatorì sMAi^atH della mente unaiiA ... 1 . . . Cii. 16.31.
•uMto. e distendersi di subito per tutte le parti K AT. 14. 97,
^H che Amore ... di subito m* assalia K M 16. la
^M come si maravigliasse della subita trasmutazione C ii. to. (9.
~ 'ofrni 5m6«'ìo mutamento . . . non avviene senta . . .* C ii. it. 18.
succedere della gente, che fanno li primogeniti tu^cnltrs . . • . C I. la. 57.
^L Boa . . . SMOnrdW il moto dell' altra C iv. 13. 43.
^f altrettjuito tempo che sucetJt alla Gìoventute C. iv. «4. 41.
^^ MWTf— Iona, da fortuna . . . aiutata, siccome . . . per mutua «mcm-
I sion* C. iv. II. 6|.
^L non è cnsatr lo ... ma smoc»ss$ohs di picciola cosa In . . , . , C tv. 13. tou
^f Bicch6 nulla suieessiopu quivi si vede C Iv. 13. 34.
nulla succfsstOMs quivi é C iv. 13. 36.
•oooesaivaniente. Cliè . . . succrssivamsfrts finiscono lì desideri . . C. iv. 13. 49.
Wtteetmot^ da Socrate, e poi dal suo SM€t*ssort Platone C ìv. 6. 1 16.
siccome sono le leggi . . . dellJ suctusori in dignitadl C. tv. 9. 153.
Boddlto. quando il suddito é conoscente del vizio del signore . . . C ìii. 10. 58.
^^ WlfftfWtntS. che . . . non sarebbe sufficimt$ la mia penna a Irsttare K ^V. 89. ao.
^B mostrato per le sufficimH ragioni C. i. S. i .
^H che ... a quello . . . suffifwnt» non sono C Uà. 4. 19,
^H alta quale nullo per sé é st^ffieitntt a venire C iv. 4. 3.
^H costituire V uomo d* etadc suffiasmts ad C Iv. 9. 158.
siccome in cosa sufficigniÉ a ricevere quella C. Ìv ai. 75.
aoSdentemente. Per che . . . s»^ffiatut*mtMts 11 pane . . . é purgato . C. i. a. i la.
sujfficwnttnttnh si ragioacrA C i. 8. 130.
concetti . . . suffi€Ì*Httmént* ... si esprimono . • C i, la 83.
essere tuffici*nttm*nl* purgato C L 13. 79.
lateso può essere sujfkimtsmtmtf • C ii. 8. i.
[Fòicbè U iittrralr sentenza è sufitìsntswentt dimoatnUa . . « • C 1Ì. 13. s.
■Sta sentenza fia sufficienttment* palese C li. 13. 8ix
si può lo . . . verso intendere s^fficitnttmtntt C U. 16. 17.
Tutto r altro . . . suffiaenttmtnts é . . . manifesto C iL 16^ 96^
qui suffict€Httm*nit veder si può .......«•«.. C. Ìv. a. 37.
rade volte Sì^ficirMttmtnt* il buono quivi è sollecito • • • • . . C Iv. 11. 107-
credendo da sé suffiàmtrmtnts essere dottrinati C iv. 15. Ijs.
Poiché dimostralo è suffiatsUtmtmtt C. ìv. S3. l.
Veduto e raciooato è assil m^gkkmUmtnUs C iv. S7. a.
SUFFICIENZA
650
Buggere. Al grm tiranno, del cui tosco suggt Som, xEe. 7.
suggetto, ». & adj. giudicar si puote effetto Sovrm de^o mg^
getto Canm. ix. 4l«
Ed air umsn errore esser SMggrtlo S, P. xxzriS. 6S.
<7. snbietto,
SoL Vada con lei, e miri gli atti sui C iii. Cana. ìL 40 ; 14. iol.
eh' io vidi dentro agli occhi sui AsA. vi. a^
Questa che sente Amor negli occhi smì B€UL x- 34.
Questi ... È piuvico ladron negli atti sui Som. liv. 8.
snin. Namque locutus suph in lingua trina . CattM. xxi. 4U
sumnux Per cui conoscerai li beni fMmmt' « ^. /*. xxxi.6a
C/
I
sufficienza, lo mio pane ... è con suJkitMMa preparato C ìL 1. ^
un uomo a sua 5H^tanuo richiede compagnia C.ii.4.11.
una casa a sua sufficienaa richiede C. iv. 4. x^
mggidlare. perocché r utilità sttggelia la memoria C i. & 9U
quella . . . nella immaginativa si SMggtlla solamente ...... C u. 10^ 98.
soggetto, n. Sl ad), senza prima essere disposto il suggttto . . . . C iì, i. Sa.
la materia, cioè il suo suggttto C ti. i. 85.
conciossiacosaché la litteralc sentenza ... sia suggttto e materia . C iL 1. 90.
in quello suggriio proprio che ciascuno muove C ii. 6. 153.
se non in quelli suggttti che sono sottoposti C ìi. 9. ^4-
ciascuna scienza si muove intorno al suo suggttto C ìL 14. i&.
nulla scienza dimostra lo proprio suggttto C. ii. 14. sa
ì loro suggrtti sono . . . sotto alcuno numero considerati . . , . C il. 14. 130.
Siccome nella Scienza naturale è suggttto il corpo mobile . . . . C la. 14. 133.
alta di nobiltadc per la nobiltà del suo suggrtto C. ìL I4. a4X.
nobile e alta per nobile e alto suggrtto C ii. 14. 04^
la ecceUentìssima certezza del suo suggetio C. ìì. 15. 170
del sttnpiict corpo, che nel suggttto signoreggia CL in. 3, 4JL
siccome la vera amistà ... ha per suggttto la conoscenza . . . cosi
la Filosofia ... ha per suggttto lo intendere C iii il. 131. i:
filosofia per suggttto materiale qui ha la Sapienza C tìL 14. 7.
privazione, che non può essere se non nel suggttto dell* abito, e le
pietre non sono suggttto di vita C nr. 6^ tsi^ t>^
gli artefici e U discenti sono ed esser deono suggttti al C ir. ^ 96.
al prìncipe e maestro . . . esser si dee suggMo C iv. 9. lax
li discenti all' artefici . . . suggttti non sono . C ir. 91. 137.
di queste in tutto siamo allo Imperadore 5M£^/ri. ...... C. iv. 9^, ISS>
di questo non semo in tutto suggttti C iv. 9. 159.
che pose della Nobiltà falso suggttto C ir. io. «9.
che sono a uno medesimo -SM^^r/Zo possibili C.iv. 14.99^
ragione è del suscettivo, cioè del suggttto C iv. aix 4^
Htir amima btn posta ^ che è . . . a%iggttto dì Nobiltà ...... C. iv. Mk 98.
il quale é suggttto e nutrimento del calore CI ir. 03. 7L
C/. soggetta
suggezlone. non è altro, che confessione di debita suggtMumi . . . C. iv. 8^ tot.
disconfessare la debita suggtsiont Civ. & 106^
la non rrvtrtnaa è negare la [non] debita suggtmomt ..... C iv. 8l 108.
negare la non debita suggttioHt C iv. 8L I47>
come ... a lui non sono tenuto a suggtaom ........ C iv. 9^. 4^
fuori di quelle la suggtaiout pere C tv. 9. 99.
che . . . tanto è maggiore in quella la st^gesiont Cìv. 9^
C/. soggezione.
I
•
I
651 5USSEGUENTEMENTE
La tem fa un suoi che par di smalto Ctifu. xv. 59.
■nOOOi E' si raccoglie ... Un suom) di pieute K TV. 34. 41 {Cans, \v, 15).
Con dolce suono [, quando se' con luì, Comincia] . . K. AT. la. 94 {Ba/i i. 15), 1^.
Risorg^eranno a] 5HONO della tromba S. P. ci. iia
SOOTB. Più cbe in tua snora, in te dolor lormonta Cohs. xvlii. 3,
lo . . . Son sttora alla tua madre Cmms, xx. 35.
A fuisa delle vostre antiche suon S<m, xliii. 11.
■aperbia. Fugge dinaoxi a lei sMptrhìa ed ira. . . . . K. ^. «i. 15 {Som, «i. 7).
Prima * Suptròia d' ogni mal radice P. F. 184.
superbo. Ora ti veggio . . . SuptròOf vile, nimica di pace Cmu. zvìii. 95.
Ed è contro a pietà tanto mptrba Som. xxxL la.
quando giammai questa 9Mp*rba Non vìnca Som. xjcxìx. la.
mpporre. £ ciò, eh' io ho detto qui, sia per su^osio C iv. Comm. iii. 100.
•urgere. AUor mi sutgtm nella mente strìda Can*. xiì. 44.
Nella quale ogni ben surgt e s* annida Coita, zvìii. 15.
Grida : Sttrgttt su, cbè per voi clango Cai»*. xvUi. 67.
Da morte jNsn'/ò, credo e confesso P. /*. 48.
Gli angeli che tomavan shso in cielo y. N. 9^ 166 (Comjl ìi. 59).
Che d' abisso gli tira axio in alto Cwui xv. 55.
C/. SU.
e *1 tHoh dov' ella siede sia degno . . . C iv. 5. i8a.
non dico uMU, perch* egli odano alcuno 5Mono C ìL 7. >a
allo spirito sensibile che riceve il marno C ÌL 14. 193.
dico . . . trmtirt^ quanto alla dolcezza del suono C iii. 3. 130.
dice mafm^ quanto al 5momo del detuto C tv. a. 1 1 1.
suora, e non solamente sposa, ma suora e figlia C iii. la. ii7«
superbia, per vanità o per superbia sì fanno meno belle C iii. 15. 143.
superbo, parendo a me questa Donna fatu . . . 6era e suptròa . . • C. iii. 9. 10.
tu fai costei umt'U, e quella la fa sufitròa C Ìli. 9. 4*.
■uper&de. ogni rìtoudo, o corpo o superficie C ii 14. 009.
superno. aigni6ca delle superne cose dell* eternale gloria C ii. 1. 56.
Tutte le cose produci dal superno esemplo C iìì. Oh 147.
ìc Intelligeoic che sono in esilio della superna patria C iii. 13. ti.
supporre, che quello . . . tutto mia per supposto^ cioè ordito e . . . C. iv. t8. 67.
snrgcrv. per levare un dubbio cb« qui *Mege CLa.a3.
il quale turgerH ove 1' usato tramonterà C t 13, 66.
le quali dal principio , . . surgono . . . • C U. 16. 43.
discordie e guerre conviene eurgtrt trm ,.CÌv. 4. «6.
Veramente qui 5wr;p» in dubbio una qulstlone . Civ. la. iii»
questo . . . appetito che dalla divina grazia turge C iv, •■. 4*.
K qui tmrgOHo due quìsttonì C iv. 99. I4.
UiSCCttlvo. quando dice : CMè . . . ragione è del suaeellivo . . . . C. iv. ao. 48,
■BOw i quali tornassero in n«ao. ............. K /V. «j. 51.
non levando gli occhi suao a queste coae C iii. 5. ao7.
quando asoo fermava [r etera] . . . C Iii. 15. 170.
che . . , per la tua venuu in Siria aMSo ... ti preparasti . . . . C iv. 5. 71.
per fiondarvi poi su*o U luce della verità C tv. 8. afl.
che le coae gravi salìssìno per natura jmjo • . C Iv. 9. 56.
*Chi aa se gli spiriti de' . . . vadano su»o . , . I ' C iv. 15. 70.
' Ogni ottinio dato e ogni dono perfetto di suso viene ■••' • . • Civ.0oi.5a.
C/..L
per la quale fosse suspèmio lo mio amore caMre . . . . C iìl. 5. 99.
Poi sHSMgHtntnHenU dico 1' effètto C ii. 6. 49>
SnmtgmmHmink mostro la potcan • . • • • C li. 8. te-
SUSSEGUENTEUENTE ^^^^^^V 652
■iMtelUEft- Ma io dico eh' Amor non ha sMsi4Msa Som, xxxvììl ^
«vagare, ti priego . , . che tu di tal piacer g:U svaghi Som. xllx. 4.
svegliare. Poi la swgOava K A'. 3. 88 {Som, i. la).
tanto . . . Che fa svegliar lo spirito d' amore V, N, ao. q$ {Som. x. i3'«
Io mi sentii svegliar dentro allo core Un spirito . . . . K A^. 04. 50 {Som. riv. iV
Amor . . . S* era svegliato nel distrutto core .... K W, 35. 50 [Som. xviiu €}t
sviare. Udite quanto costa ... A chi da lei si svm Cohm, z. 47.
tacere. Ed io . . . Non tacm di lei Cbih. xìz. 9^
Come ... La vide in parte, che il tacert è bello Csm*. xx. A
m* accagioni Dello luogo e noioso toeurmio Som, ziri 6.
tanto ^elo Nel cuor de* tuoi fedeì, che ciascun $aa Som, zHx. leu
talché. Talchi mi giunse al core ....* Sesi. n. 18.
tale. K. iV.as. 148 ijOanm. ii. at); C. ti. Cbk«. i. ar, 97, $4, 39; iii. G>Ma. ii. 54; ìt. Ca«a.m,
91, a6,40}68, 115; Comm. ìx.G6;9U93, 109, 146; xì.73, 83; sii. 6, ai ; ami 6a;
susaeguentemente. Poi «MJsr^wmiVmfMJW impone a lei Cii. 11. $5.
grida sussegueHiemtHté lo testo C iiì. 14. Bi>
Voi SMSseguentemente àìzc C iii. 14. 11^
E SHsseguenUnunU . , . dice C. Ut. X4. 117.
SUStanza. che li movitorì di quello sono Sustanst scrparate da . . . C ÌL 5. 4.
che alle sustanM separate convegna la speculativa vita C iì. s- 9*«
tre Persone, che hanno una Sustanaa Cii.&.6a.
la Metafìsica tratta delle prime susianme C ìi. 15. 8«.
deir Uomo e delle divine Sustanst questa Menti si predica . . . C ÌÌL a. 141*
avvegnaché ima sola iustanaa sia tutta sua forma ..,..• C iii. 3. 37.
siccome sono le Smsiane* partite da materia C iìì. 4. ^»*
è ricevuta altrimenti dalle SnsianMr separate . « , . • . . - C. tii. 7. 47.
delle sue Sustanme separate . . . cosi trattando C iii 8. X43.
ai dice» essa essere della divina Sttstanmi C iiL 13. ^
in una sotto una semplice sustansa compre&e e adunate . . . . C ìv. 19. 50.
Cf. sostanza.
mif^^'^**^** scusare lui di una sustansiak •••• C>i<S<3» '
perfezione, cioè della generazione sustanmtUe ..•••... C. U.i4.a8.
ciascuna forma sustanaiaU procede C, iiì. x 85.
svariatamente, che li due spazi . . . veggiano U sole svariatamente . C U. 5. 190.
svegliare, come si sveglia per lei quest* amore, e come non solamente
si jotr^fid là ove dorme K. JV. ai.4, &.
elle sì trassero verso me per isvegfianmi K iV. «3- 97-
come io mi sentii svegliart lo tremore K^. a4.6$>
la potenza dì poter lei 5ty^/uirv C tìL t3. 61.
sventurato. Oh sveninrati e malnati, che . . . volete ... I . * . . C iv. aft. 157.
sviare, a coloro che sono sviati C iv. as. i8|^
tacere, crcdcimi taare, perocché mi parea K AT. 17. 4.
Avvegnaché sempre poi tacessi dì dire a lei C A. 17. 6.
dissi . . . tacendo il nome di questa gentilissima ^. AT. 93. las.
tacendomi certe parole le quali pareano da tactn K JV, 94. 4^ 46»
non é qui da tacere una parola CiL6. 94.
tempo é da tacere C ìv. a. 7^
maggiormente parlare di te non si può, che tacere C hr. 5. 149.
dice che meglio è tacere che poco dire C ir, 15. 145.
tuttoché il testo si taccia . . < C,n. tOk.$^
vedrà quello che io mi taccio C ìv. xi. 9].
quante disoneste cose e domande (k tacere I .«.,•••. C iv. aj, 90.
tagliare, una spada . . . che ben taglia le dure cose Ci.5.8a
ad aiuUre tagliar le Icgne • . C iv, a6. ti6.
6S3 ^^^^ TANTO
tale. xW. 58, 65 ; zv. t8 ; xvìii. m ; xùt. fo ; Srtf. ij. 56, 6a ; Hi. 1, 14, »6 ; Ai/f.
^^ vi. sa ; vii. 8 ; K. iV. ao. ao {Soh, x. 8 : ^lii) ; 43. 55 (Som. xxv. 9) ; Son. xtv,
^f 14 ; xlviiì. 7; xlix. 4; liìi. 5 ; liv. 9; S, P. cxlìi. ai ; F, F, 141, 148, 150.
■i taWìtm Che 1' uom paò ben servir contn taUnto Con*. xJv. 43.
vivendo sempre in an taUnto , Soh. xxxii. 7.
Per rendere rmgion del lor /aZm/o S. P. ci. tu.
j talora, li nostr* occhi . . . Chivnan U ttelU tahr lenebroM . . . . C ìiL Cans, iì. 6d.
^^ Ch' io non veg:g:ift /«/or unU aalute B0U. z. a6.
^f E Unto dura talora in co»tui K TV. sa 04 {Som, z. »>.
E dispregiar talora questa vita ^- ^- 33- 37 (-Som, zviL Ifl).
• talvolta, si riposa Taivoita poca (/*. brìeve), e (5. Tal volu brieve e)
tal lunga stagione • K iV. ao. ao (5o«t. z. 8).
Lume è taitfoittt di quella lucerna P. F. 94.
tanto. K ^\ 83. i6a (Giiw. ii. 35), 199 {Cmns, iì. 72) ; a8. ai {F. C. 8), aa (f. C 9) ;
39. 6a (GiMa. ìiì. aa), 65 (Caica. iiì. 05), 87 (,Caiu. ìii. 47)^ 90 iCam». iil 50) ;
34. sa^CoMM. iv. 4% 34(Gm«. iv. 8), bS^Coh^. iv. ià),$a{CaHs. iv.aÓ); C li.
Omo. ì, 44, 55 ; iii. Can». iì. ao, 37, 50, 75 ; iv. Cona. iii, 33, 66; Cd»*, iz. 33, 63 ;
z. a9, 48, Ila, 115, lai, 104 ; zi. 97, 44 j zìi. 57 ; ziii. 13 ; xiv. 96, 48, 60,
64. 7X» 74t 75» 761 63 ; XV. 46 ; zvi. 7, 15, 38 ; zvii. 38, 4:, 46, 55 ; ziz. 3, 5,
la, 98 ; zx, 5 (Msì ; S«3Ì. iì. ai ; iv. 33 ; Bail. iv. 09 ; v. 9 ; vii. 10; Ìx. 3,
la ; z. 5, 86 ; K ^, 24. 86 (Sem. vii, 8) ; bo. 84 {So**, z. 19) ; aa. 76 (Som,
3^ 9)» 81 (Som. xil 14) ; a6. 37 (Som. zv. i : òù) ; a^, 17 (Som. zvi. 5). 04
V, M 9. 29; IX. 19, 99; 99. so; 93.73; 4*>a3 (^)f 4>i C. Ì. 11. xioi E 9.90; 10.
3t % 49» 78 ; iv. 9. 9 ; 3. 37 (W«) ; 7. 103 ; io. 109 ; 14. 13» ; «$• »4 [^),
■7; 18. 54 ; 19-58; ai. 9flt <<7 ; «7- ««3! »9- S»-
Talete. lo primo . . . ebbe nome ... il quarto 7Wr/# C. iii. it. 39.
tallo, acciocché questo talh . . . induri^ e rìfemisi C iv. 91. 199.
talora, e aìccome tttor vedemo cader V acqua K M 18. 49.
che alcuna lagrima taJor bagnava la mia (accia ■ . . • • • . K. W. 99. 31.
j^L che talora sarii da ogni studio non solamente privato, ma . . , , C i. t. 36.
^f ektatPtano , , . ta ittita talora altrimenti C iii. io. 5.
^^ talvolta, alla quale talvolta non può resistere . . • • C L 4. 7Ck
»talvul/a degli altri sensi toccherò C fi. l. 194.
taìiHtlta ha il di le quindici ore ... e talvolta ha la notte le sedie! C. iii. 6. 84, 96.
in alcuno fervore d' animo taivoita ... si chiamano C. Iiì. 1 1. 155.
^fc|a ooalra sapicnsa è taivolla abituale C. iii. 13. 54.
^Tperò é talvolta con quella gente che qui s' innamoffv, e ta/vol/a no . C. iii. 13. 6a, 63.
le quali talvolta ... si fanno meno belle C. iii. 15. 149.
talvolta è che V una toma . . . nella natara C iv. 1. 9.
' ' " I '" £igo tamtam emtmm t^tuU K W. 19. 31.
iBBClblle. non ai può dire che sia . . . propriamcalc lamgAik . . . C iii. 9. 59.
taoto. K. /V. 9.9,41,49,61 ; 3- Il >3»». 3". 48; 4. «7; 5- «'1 «4; 6,9; 7. a; 9,6;
IO. 6 j 19. 3, 38 ; 13- 14, 95 ; 14. 7, 37 ; 15. 14, 18 ; 16. 19 ; 18. 39 ; 19. 3.
130 ; 91. 36 ; 9a. 4, 30 ; 83. 3, 13, 57, 66, 69; 94. 34 ; »5' 34 ; ■«. 3- 7 «SI
97. a ; 30. 14 ; 3». a, 8 ; 33, 5 ; 36. 3 1 38. I i 99. 9i >7i »8, 93 ; 40. 94 i 43.
3 ; C. i. I. as, 136 ; a. 59, 117 ; 5. 74 ; 6. 67 ; 8. 93 ; 9. 15 ; io. 46 ; la. 30,
68, 74, 8a ; 13. la. 54 ; u. a. 16 ; 3. 63 ; 4. 15, a6. 63, 70 ; 5* I0> «3. 33 E ^
13» ; 7. »oi, 106 ; 8. 36, 51 ; io. 50 ; 1 1. 64, 80 ; 13. 7, 94. 50, 6t ; 14. 83,
105, 183 ; 15. 70, 147 ; »u. »• a6, «5 ; »- 46. 63. 1 18 ; 3. 61 ; 4. «N 7» ; 5-
iio, 150, 153, 159, aoi; 6, 56, 8y 88, lat ; 7- 30. 39t 44, 58. 81, 84 ; 8. 8,
IO, 97, 43, 59, 60, 80, 193, aoa ; 9- 3*1 43. < »8, 151 ; 10. 14. 19. 4© J 1 1- 47»
50; IX 7a, 84, mi; 13.91; I4. »©, i» ; 15. 4*. ^> ; iv. 1.31, 79; 9. Iti«
«30; 5.9, 7», 77. 106, 150, 166, 174; 6. ao, 41, 48 78, 141 ; 7. •• »* 37 J
8^35.93: 9- IJ. «3«a«, 74,9». <" I "• <6t »7. 18,84: la. 94, loi, IJM
TANTO 654
tanto. {Sem. xvi. le) ; 39. 66 (Som. xxìi. 7) ; Son. xxrii. 6 ; xxcx. 7 ; xzzi % 9.
la ; xxxtv. la ; xxxv. 6, 9 ; xxxix. 7 ; xhrìu i ; xlax. 9 ; Ut. 3 ; S. P, ri.
>4» 43 ; 3acxi. 43 ; xxxrìL aS, 53, 58 ; L 30 ; d. 13. 36; P, F. 106, 130.
tantum. Amorem versus me non tantum corat Cmmm^ xxù 38.
tapino. Dalle quai pcoe noi alme tapine Ci guardi e campi . . . . P. F. 64.
tardanza. Muovi, novella mìa, non far iardanaa Cama. xvu. 65.
tardare. Qual con tardarti e qual con . . . Volge Comm, x. 119.
Mortef deh ! non tardar mercè, se 1* hai ComiL xtm. 5&
Muovi, Ballata, senza ^r tardando Bdl ▼. x
tardi, che '1 fuggire el mal boccone Sarebbe tardi omaì « . . . . Som. tu. S.
tardo. Fcnno i sospiri Amore un poco tardo ......... Cmm, xz. 55.
Chi mille donne già, per esser tardty Sentito han pena .... BmXL fi. 13.
La penitenza mia é pigra e /ar^ S. P. xzzi. A
Accidia ... Al dispettar è pronta, e al ben è tarda ,,.»., P, F, 19^
te Conqaeror, cor suave, de // primo Caisa. xxi. 14.
teoo. CdNa. zviii. 45 ; P. F. afa
tona, chi non si rimove, Per tétfta di vergogna, da follia Cam*, ix. 83.
piii mi trema il cor . . . Per trwta nou Irmluca Cam*, xzi. a^
E fossi a tempo eh' é téma di carne Som. tuL la;
Per/^mtf non sia preso a lo 'mbolare Som. li v. 10.
temenza. Che divenissi per /nfinun vile K, /V, 19. a9 (Cw». L loV
temere. S* egli non tmtt angoscia di sospiri ...... Co. Conj; i. a6 ; itiw 3L
Che r anima ttnttu, £ ttmt ancora si, che mi par fero ... C iii. Cama. u. S4, Co-
tanto. 13- "as: »4. 59>63» 70» 74» «06; 15.»»» «a* ; 19. 45. 46. 57, 89; an 5:
ai. 47, 95» 103 ; aa. '05, 131. 186 ; aa. 35 ; 04. 31. 33 ; as- 73 ! «6^ *5.*7.
74 ; »7- '39 ; a8. 58, 88 {bis\ 147 ; 39. 68, 104 ; 30- 60.
tardare, ma tarda molto per la sua grossa materia, e per . . . . . C. ìÌÌ. 5. 50.
tard^oa. V una si è la tardeaa del suo movimento C. a. 14. assL
tardi, nel quale unimento . . . T anima corre tosto o tardi C iii. a. ax
quanto . . . tanto più tardi nobili si farebbero C ir. 14. 74.
tardo, quanto più è rìmola . . . più é tarda C. ii. 4. 66.
tanto sarebbe ... più iarda generazione di C ìt. 14. éa
Tarquinio. ti sette regi . . . Romolo ... e li re Tanfmimi . . . . C iv. 5. 91.
Tartaro, questo vuole ciascuna legge, Giudei . . . Tartan . . . . C u. 9^ 71.
tatto* dico toccata . . . per ttUio di virtù C fi. 6. 1 jS.
per la sua . . . operazione nel diletto . . . del tatto . . . . . . C iu. 3. 45-
tavcdetta. disegnava un angelo sopra certe tavoUtU ^' ^' 3S- ^
TetJano. siccome dice Stazio poeta del tètano Edipo C ui. 8c 93.
dice Stazio . . . net primo della Téòana Storia C ir. aj. 61.
Tebe, dice . . . nello allegato Ubro primo di Trbe C ìr. 45.
Tedesco, non distingue ... lo Volgare del Ttdfuo ; né il Ttdtsto lo
Volgare Italico C. L 6. 55 (U^
siccome a Tfdtscki t Inglesi C t. 7. 06.
Tegnì, pi. ov\'erD li Tegni di Golicno C. L&,3^
Telamone, dice di Eaco re. che questi fu padre di TWomcom* . . . del
quale Ttiamont nacque Ajace C ir. a). 195, 19^
tema (i). per ttma eh' io avea di non iscovrire lo mìo segreto . . . K. JV. 9. tia.
vfrgogtia, dei ttnta di disonorauza C. iv. 19. 77.
tema (a), sì tocca la . . . condizione di questo Itma ... . . . C m. a. 5.
di quello che io per /rma bo preso .... C.m.3.ii6.
temenza, che sodo proprio rimedio olla itttumam C. ii. 1 r. 30.
però non abbiate tttnenaa ............ ..Civ. ax 156^
temenc non degnò . . , trmtnth non fosse noiosa ....... K JV. la. 59.
e temendo non altri si foftse accorto . . . levai K AT. 14. 31,
655 ^^^^^^^^^ TEMPO
tamari Che quegli Utm, e* ha del mal paura CanM, ìx, 84.
Ch' io Imfo forte ^ii . . . Che Gnu. xvii. «6.
ICh' io Umo forte non lo cor si achianti K W. 37. 93 {Soh. kx. 8).
si, eh' io ttmo forte Del viso K A^. 38. 44 i,S<m. xtL xo).
Onde non ttmo più I' offensione 5. P. vi. 46,
Ho fatto come quei che ttm* il g;elo S, P. uuii. la.
quei, che molto ttmt . , . conlrostare S. P,\, 73.
Ch' io Umo V ira del tuo voho santo 5. Z'. ci. 34.
Tutte genti, Signor, te trmeranHo 5. /*. ci. 59.
poi che *I rio nemico ... di nostra virtù poco si Untt /*./*. 114.
tempenULCa. Larghezza e Temptransa^ e . . . mendicando vanno . . Cai**, xx. 6j.
liaipanre. [L' anima . . .] In Glovonezra ttntptmi* e C. iv. <^ns, iii. 109 ; 03. 41 ; aÓ. 6.
tiaDpaa^ Ove tanta Untfiesta in me si gira . • . Cans, xi. 97.
■ Maggior tempesta con fortuna! morte Attendi Cina, xviii. 56.
Fa come quei che 'n U t*mp*sta suona Soh. xxxvi. 6.
teaipo. £ poiché Umpo mi par d' aspettare C Ir. Gm«. iu. 9 : a, 17, 38.
1^ Che tempo a Gentilezza si convcgna ........... C iv. Giiml iii. 67.
^B E benedice li tempi passati - • . . C. iv. Cùhm, Ui. 139.
^B Per conducermi al tempo che mi sface • • • ■ Con*. xììL 9.
^H Aspetto friM/o che più ragion prenda ■'«•■. . . . . . Coiw. xiv, 47,
tamere. chi .. io l^mo d* avere a troppi comunicato KM 19. 153.
temeneio di ncHi mostrare la mìa viltà mi partii K /V. 36. 19.
/rwto la infamia di Ci. a. 117.
e tetmono . . . meno essere pregiati C. ì. 4. 53.
imttmdo che *1 Volgare non fosse stato posto . . . pfx>vvìdi . . . • C t 10. 68.
persona che temu» attgouia di sospiri . . • • C. li. 8. 90.
che t' anima mia . . . perù ne temem C ti. io. 06.
•e U ceni aveSK spirito da temertt piii ttmenòÒt di venire al raggio
del sole C il. la 69, 70.
se non //m^ labore di studio e lite . . .' . C. iL 16.40.
noli pur colte parole è da temen di trattare .,,.,... C tii. 8. la.
f anima temea jì, che/ero mi patta C. Ut. IO. it.
lo . . . cioè non temere con alcuno tumulto C. iv. 13. 117.
che ogni animale . . . teme . . . quelle cose che C iv. aa. 30.
tWDorooBrnmte temorosamente, non sicuro, cominciar intendo . . C iii. 8. 33.
tHDpenmxa. due cieli rrpugnanti alla sua buona tempetummn . . . C. iL 14. 197.
La seconda é Tempemnsa C. iv. 17.34.
■ Quello del pmtico si t operare . . . con Temptrumaa C iv. aa. 1 10.
chiamasi quello freno Temperatici C iv. a6. 53.
é manifesto che ... e Tempermnsa, sieno necessarie C tv. a6. 144*
^^ Imperare, vcggrndo siccome . . questa ttmpermta . . . essere conviene C. i. i. 1 18.
^K Giove è stella di tetmprrata complessione C ii. 14. soo.
wK cost DcUa Giovcntutc u fa Temperata C. iv. 96. 11.
come . . . essere ... ne convcgna lempermti . C iv. «6. 78.
taospcata. senza amarìtudioe di tempesta . • • . . . . . . . C. iv. «B. 13.
tempio, facevano loro grandissimi tempii •••.. C-ìi. 5. 39.
a quali tempi* . . . poteo questo avvenire ... I C iv, 13. 1 15.
che nel suo tempo lo ciclo stellato era mooao K iV. a. lo.
i quali erano famosi trovatori in quel tefnpo K iV. 3. 68.
ond* io divenni in picciolo tempo poi di K. TV. 4. 6.
tonto ne moairai in poco di tempo K iV. 5. ■4.
Dico che in questo tempo ... mi venne K iV. 6. 1,
tMt b quale io avea tanto tempo ccUta la • . . K W. 7. a,
che in poco tempo la feci mia difesa K M la 3.
TEMPO 656
tempo. Quanto è quel tempo che spesso mi pu; ne. Che dun . . . Ialino ^^k
al£rM/och' , Giiu. xrr. 7e^a»H
Per non sonarle rnGno al ttfnpo verde Can», xv, 31* ^M
non mi son tolti, Né mi son dati per volta dì iempOf Ma donna gli
mi dà, e' ha ptcciol tempo Coma. xv. 38, jg
che sarà di me neU' altro Dolce tempo novello ... I C«m«. xv. 67.
che . . . mira Di dietro al tempo che se n* £ andato Cava. xri. &
che picdol tempo ornai Puotc aver luogo quel Cbms. xvL 67.
Tu felice regnavi al tempo bello Camm, xvm. i£*
Trmpo fu già, nel quale . . , furon dilette Cana. zx. 1^
A colui che aspettando il tempo perde Càms, zzi ta.
Che non U muove ... Il dolce t*mpo. che S^st. i. za.
che mi torrd dormir su pietra Tutto il mio tempo SaL i, 3S>
che questa donna . . . non cara in alcun tempo SeeÉ. iL a.
Ch£ per lo tempo caldo e per lo freddo Hi fa Seti, n, 9.
Che t* avesse notato lungo tetmpo . . . , Sesi, h. 17.
Mi ghiaccia il sangue sempre d' ogni tempo Sai*, u. 30.
E quel pensier, che più m* accorcia il tempo Sest. ìL 33.
Ver mCj che chiamo ... e luogo e ttmpo Seai. ii. 47.
tenqxx E segno che sta picciol tempo è, che . . . K ÌV^ «5. 36.
non troviamo cose dette anzi lo presente tempo per V. tt. 9%. y^
quello che al presente tempo adoperava in me V, N. oA. ^
Poiché . . . ebbero per alquanto tempo lagrimato V. N.^.z.
Poi per alquanto tempo . . . molto stava pensoso K A^. 36. r.
nella quale mì ricordava del passato tempo K. M 36. 3-
secondo 1' ordine del tempo passato K. JV. 40. la
in quel tempo che molu gente va per vedere K A^ 41. a.
la quale ... già è più tempo ho dimostrata C. i i. 77.
terminare ìl tempo che mi è dato C. L 3. sA.
se 1 piccolo tempo cosi trasmuta C L 5. 59.
al suo <irfM/k> biasimavano lo Latino C i. rt. 9&
sono con esso Volgare tutto mio temtpo usato C ì. 13. 68.
per che tempo è d' intendere a ministrare C, i. 13. 81.
lo Umpo chiama e domanda la mia nave uscire C 5. 1. 4.
cune a luogo e a tempo si converrà C ii, I. isi'
secondo i due diverai temp* . C iì. a. 5.
non subitamente ... ma \'uole alcuno tentpo ....... . C ti. a. ai* '
essere in uno medesimo tempo . . . colla maggiore C ti. 4. 68L
dopo alquanto tempo, la mìa mente . . . provvide C ix. i^ 9.
in picdol tempo, fone di trenta mesi, cominciai C ìi. 13. 49
ventinove anni . . . vuole di tempo lo suo cerchio C. ti. 14. aa^
chi . . . vuole grandissimo spazio dì tentpo C. ii. 14. 335.
cioè tanto tempo quanto misurano cotanti di C n. 15. 147.
la Luna per tempo di quattordici di e mezzo starebbe ascosa . . . C ìì. 15. 150^
r altre scienze sarebbono celate alcun tempo C. ij, 15. 160^
ama lo loco della sua generazione, e ... lo tempo ; e però ... è dì
più virtuoso corpo ... nel tempo deUa sua generazione . . . C. iii. 3. 47, 49^
hanno . . . una notte d' altrettanto tewnpo C iìi 5. 171.
questa palla . . . riceve tanto tempo dì luce Cui.5. aoo.
a coloro che in questo tempo vivono C iti 7. 180.
lo spirito ... subitamente senza //m^ la rappresenta C ìÌL 9, ^7. ^H
nel tempo quasi che Numa . . . viveva uno Filosofo ... E che egli ^H
fosse in quel /rm^ C iìi. 1 1 . 97, 3ft. i
dove si pare far distinzione dì tewt^o C iiì. 13. 43.
n^^^^^^^^^r TEMPO
empo. Né per altro desio viver gran tgmpo S«st. n. 48.
virtìj, che sci prima che Umpo Stst ii. 49.
lacrcscati di me, e* ho sì mal Umpo Sest. ìi. 51.
Entrale in core ornai, che n' è ben Utnpo Stsi. il. ja.
Che non mi lascia aver, com' altri, tempo Stsi, ii. 54.
Che se mi giunge Io tuo forte Umpo , . S€sL ii. 55.
Per non levarmi, se non dopo Ìl Umpo^ Quando S*&i. ii. 58.
Iche non fu giammai fatta in alcun tempo Srs/. it. 66.
più verde Che non i ìl tempo Srs/. iii. la.
Quando vidi costei cruda com' erba Nel tempo dolce Ses/. iiì. ai.
Cht tempo freddo, caldo, secco e verde Mi tien giulivo Sest. iiì. 35.
Poiché lo tempo viene, Ball. iv. 15.
r ore Del tempo che ogni stella è più lucente K. W. 3. 8a (Som. i. 6),
Sicché fortuna, od altro tempo rio Non <ù potesse Son. xxxii. 5.
Però che '] dolce tempo allegro e chiaro Di . . . viene .Som. xlii. 9,
Ahi, messer Gino, com' è il tempo vòlto Son. xlvt. la.
LE Cassi a tempo eh' è téma dì carne Son. liii. xa.
)0. contentamento in ciascuna condizione di /#m/ho C. iii. 13. 114.
sicché tetnpo é ... dì porre fine a questo Trattato C iii. 15. 313.
dò che si dice in ttmpo aspettart C ìv. a. 42.
come . . . quel tempo ... si dee attendere C iv. a. 45,
Il tempo ... è numero di movimento C iv. a. 47.
la nostra mente . . , é disposta a un tetnpo C iv. a. 6t.
però il tetnpo à da provvedere C iv. a. 68.
' Tempo è da parlare, tempo è da tacere ' C. iv, a. 74, 75.
parve a me che fosse d* aspettare tempo . . C. iv. a. 79.
procedono . . . dal non conoscere 1' uso del tempo C. iv. a. 90.
quello parlare che in numeri e tempo regolalo . . . cade , . . . C ìv. a. 107.
ultimo dico per rispetto al tempo presente C iv. 3. 40,
né termine di cose né dì tempo pongo C Ìv. 4. 118.
cioè al tempo del predetto suo Impcradorc C iv. j. 86.
la opportunità del procedente tratto di tempo C. iv. 5. 97.
t Cincinnato . . . dopo 11 tempo dell' ufficio C. Ìv. 5. 133.
U terra . . . IÌ cui princìpi cibano in suo tempo C. ìv. 6. 179.
la naturale disposizione del tempo C iv. 9. 130.
antica riccftetsat doé tempo e diviate . . . , C. Ìv. io. 16.
poi sì riprova il tempo essere cagione di Nobiltà C iv. io. ao.
lo in nullo tempo . . . dissi C iv. la. 57.
in nullo tempo si compie né si sazia la sete C. iv. ia. 65.
io quella parte che tempo diceva essere cacone C iv, 14. 4.
conchiude . . . però essere timpo d' intendere alU verìtA . . . . C. iv. 14. 15.
quando dicono che tempori richiede C. iv. 14. 35.
è impossibile per processo di tempo venire C ìv. 14. a6.
dove Nobiltà per processo di tempo si cominci C. iv. 14. 38.
che la Nobiltà si comincerà in quel tempo C. iv. 14. 41.
ha riprovato, tempo non richiedersi a Nobiltà C. iv. 15. a.
dico che tempo e d' aprire gli occhi ........... C ìv. 15. 100.
di quel tèmpo nel quale il testamento fa C. tv. 15. 176.
t infino a qut^l ttmpo Y anima nostra intende al C. ìv. 04. 14.
Della seroutia , . . diversamente é preso il tempo C iv. 34. 04.
cosi il discendere . . . é altrettanto tempo . . C Ìv. 04. 41.
questo tempo si chiama Senio C Iv. 34. 56.
la integrità di tutto il tempo delta naturai vita. . C ìv. 34. 77
usando lì suoi atti ncUÌ loro tempi e etadì ... C iv. 04, 91.
U U
TEMPO ^^^^^^^^m 658
tempa. nel ttmfio del giudizio Ti preghemnno 5. /*. zxzt 4&
Però eh* cgU è venuto il tèmpo e 1* ora Di S* P. di. 4^
Aspetta il Uwifio e V ora dì salvarmi S. P. ó. gl6^
sperare . . . Fin alla notte, e in ugni ttmpo ed ora S, P. cttìt. 18.
teaebroeo. lì nostr* occhi . . . Chìaman la stella talor tenebrraa , . . C. ìiL Cok». a.lb.
Come pintura in ttneòrosa parte Coms. ix. 13.
che . . . m' hai tolto II velo oscuro, ientbroao e S. P. xni a).
al profondo dell' abisso D' Inferno ttntim>so .../'./'. 35.
tenere. Cb* io dJcca : Morte, assai dolce ci Ugno ... K iV. 03. aoo ;C«ms; b. 73)1 ^
Si lungamente m' ha tmuto Amore V. N. oA. 14 [F. C iV^H
Quando l' imaginar mi tien ben fiso K iV. 30. 89 {CmmM. iiL 49)>^H
Ch' i' ho tenuto nel trattar d' amore C. ìv. Gnu. ìli. 'l<^|
Similcmente fu chi ttnnt Impero . . . erra,to ........ C. iv. Coiaa, ia. 4^ ^H
£ dirò i segni che gentil uoro tùn* C iv. Coni. in. Bft.
In quanto vergognose son tenuti C. rv. CmmM, m. isr}-
V anima . . . Non la sì tient ascosa C iv. Gnu. uL iss.
Non le tener il tuo mestier coverto C. tv. CmmM. iiL 144. ^^
E voi temete vii tango vestito Coml z. 105. ^|
tempo, verbo, dico, indicativo del tnnpo presente ^ C,i9. 05. ta^
la Lau^bcna vuole essere a luogo e tlnn^ C. tv. «7. t xx
"... il /tffM/M) da dare é bene avventuroso, e senza scusi * ... C. ir. 07. 179
beneeUte ... in questa età ti tempi parsali C. iv. aB. fl$.
tempo è da qod istare fenoa, ma da gire C. ìv. 30. 31.
temporale, tuij. & n. la grandezza temtpamle ... sta bene accompa-
gnata Ciixi. 69b
chiamansi così ore temporali C. ìli. 6. aa.
quelle che trmpomii si chiamano . C ìli. 6. ja
Platone, delU beni temporali non curando C. iii. 14. 77.
tutto questo fu in uno temporale . C. iv. 5. 46>
dare e . . . ricevere le cose temporali C iv. 17. 40
stare non bene . . . per manco di temporale C iv. aa 7J.
usa nella distinzione dell* ore del dì temporali C iv. 03. MS>
temporaneo, infinochè riceva lo temporaneo e Io serotino . . . . C iv. a. 67.
tcmpua. tempus fst ut praetrrmittantHr simmlacra nostra y. S. x-». sL
tenebre, darà luce a coloro che sono in tenebre C. i_ 13. 87.
Luce che allumina noi nelle teneòr» C ii. 6. 17.
illumina noi nelle tenebre dell' ignoranza . C. iL 9. laù,
riceve tanto tempo di luce, quanto dì tenebre C iìì. 5. aooi
tenebroso, è licito di dire quello essere tenebroso C fiL 9. 51.
tenere, nell* ... mi parca che questi tenesse una cosa K AT. 3. 44-
la forza eh' io tengo sopra te per lei J'I M li 57.
Io tertm' ì piedi in quella parte della vita K. A^ 14. 64.
per che non mi tengo di gire presso a K iV. 15, 44.
che cominciai a pensare il modo eh' io ieneaai V. N, \^^
cotal modo terrò da qui innanzi K JV. 30. 14.
S' io li potessi tenere alquanto K iV. 41. a:^
che . . . ogni cosa tiene a vile C L z. a6.
la quale ... a so tiene degli uomini il maggior numero C i. i. 33.
sicché mìa vivanda non terrebbe Cut. 93.
io, che . , , tengo luogo di quelli ............ C. i. a. 5.
non crede essere buono tenuto C i. a. 51.
Quella mente . . . non sì tiene alli termini del vero C. I. 3. 56L
vedemo li ponitori . . . tenere fissi gli occhi ■ . . C L 8. «5.
si mostra nel tenere volto lo viso in quella ... ■ . C L 8. 10^
^59
TENERE
Coti della mìa mente /iV*t U cimft . Oim«. xii. 17.
Che disteso e riverso Mi tifn* in terni Can». xW. 43.
Che alla voglia il podcr non Urrà fede Cttng, xiv. la.
tanto . . . Che sol per lei servir mi tengo caro Ginj. xiv. 27.
pib cb' a torto Mi par di scrvidor nome ttntrt Cttn». xiv. 54.
Ed io 9on tutto suo ; cosi mi $tgno Cmu, xiv. 63.
Che 1 buon col buon sempre camera Aim# Cans. xiv. 91.
Che non fu mai aavcr tentr lor parte CtiKZ, xiv. 96.
dura ... In /r*rrr forte immagine di pietra Canz, xv. 13.
Che quel . . . Per 1* immagine sua ne //>» pi(i cari Caria, xvi. a6.
end* io grande mi Ugno Cans. xvi. 48.
Se guardi alla pictii eh* ivi entro Ugno Cwu. xvii. uo.
E con quella umiltà che timi addosso dna. xvii. 67.
Uacometto . . . Che tien Giug-urta e Faraone al passo Cana. xvtiì. 73.
Perchè T /rft/nr Savere — fora ....... ... Giiu. xìx. »7.
Ne' parlamenti lor tengono sceda Càms, xix. 50,
O d' abito che dì scienza tutte Omx. xìx. 63.
Per sé £ car ttHuto E desiato da Csm*. xix. 135.
L* altra man titnf ascosa La faccia Cuna. xx. 34.
Ed io . . . L* esilio, che m' è dato, onor mi ffgno Cmns^ xx. 76,
Che tempo freddo ... e verde Mi aVm giulivo Staf. ÌÌL 96.
Non m* abbandona Amor, ma fjlrimi verde, Come t«ne*$$ mal neiiti
per donna Srs/. ÌìÌ. 33, 33.
Di questa Donna, che titni \\ cor mio Balt, ix. io.
AUrgro mi sembrava Amor, ttntnJo Mio core In mano . . . K M 3. 85 {San, \, 9).
MO potria . . . F<r*wr più contra me 1' usata prova ... K. A^ 14. 84 {S<m. vii, 6).
Q««l . . . Non si può dicer, né imtr a mente K AT. 9t. at (5on. zi. 13).
tenere, chi HtHt la citara In casa C.
Molti sono che amano piCi d* evere tmmti maestri . . . C
tìot di non csaere tfnuti . . . C.
vogliooo che r uomo li Unga dicitori . C
lo pusilUnimo ... si titnt meno che non « . . . . . C
dove r uomo tknt si medesimo . C
0 qu«le . . . t*nfa ancora U roeca C
questo ordine . . . tener* intendo per tutti gli altri
— coodo quello che si tUnt in Astrologia
sicché nove Ordini di creature spirituali la Chiesa tiint . . .
perocché 1* ultima sentcnu ... si ttnta per questo pensiero . .
cUefflere ... la cittadc quelli che la ttngjono .
E qocato modo si Airi/ qui veramente ...
■1 modo che alcuno sconsolato ave* tt^mio a consolarci
e I* altro ci titm ascoso C.
e uà altro . , . quasi ci tiene ascoso ... , C
fl qtialc dd tutto ttnért non potca ... - . . , C,
quanto . . . tanto piii di questa natura tum C.
tanto lo AoMtf . . . che . . . to . . . uccise C
sicché li cittadini di Maria tengano le piante C.
efvcte . . . temn^oti Rssì nel fango . , C
le co*c, che ne tìnu ceJate . C
per che li buoni erano in villano dispetto tfnnti , C
cb* d* Amor parlando ho tmuto . . C
qaeMo nodo tmm Q Maestro . C
db* . * . tmmm alla prima, cioè ali* ' antica ricchcxu C
n qval* ... li re Ungu conienti nelli termini ... . C
U U 3
I. 9.ft3-
I. 11.73.
L M.7S.
1. It. B^.
i. II. 199.
i. 10. 38.
ii. fl. 31.
ii. 3. 56.
u 3- 49-
ii. 6. 43.
a. 7. Se.
ii. 7. 86.
il. la. 4a>
il. 13. 13.
li 15. II.
il. 15. 14.
UL 1.84.
hi. au 47.
Hi. 3. 6a.
ili. S los.
iil. 5. aoB.
UL 14. tadu
tv. I. 5&.
(V. 9, 138.
iv. 3,49.
Kr. 4.38.
TENERE
660
tenere. Quelle, che vmn con lei, sono ttnut* . . . render . . y. ff. «7. t$ (San. xvì. 3).
Io non posso trrur gli occhi distrutti Che K W. 37. 04 (Som. zx. 9).
Che ferma è dì tnur quel che m' uccìde Som. »¥i»i. ta
Come colui, che vita ed onor lùn* Da Som. xlii. tfl.
tenero. Con sue parole e con lusinghe tentrt S. P. ci ag.
tentazione. Per la tenUukm de' miei nemici S. P. xjui. 50^
9on pieni , . . dì ttntiuiom scellerate Di ^irti S. P, uexvu. a} ^1
Contra te nostre rie tetikusioni P. F, 134. ^H
Ancor ci guarda dalla teniasHMt Dell' infemal nemico P. F. «34- ^H
tenere, e titut questa gente oggi il reggimento del mondo . . . . C. tv. 6. 147. ^H
il cammino, che altri ... ha saputo Untrt C ir. 7. 74.
come ... a lui non sono tenuto a suggezione . C ■▼. ^ 4.
U discenti . . . non sono, aé credere a lui sono tiMuti . . . . . C. rr. 9. 13S.
e ... a rcvcrirc lui in ciò non siamo tenuti C. iv. 9^ 177.
acciocché la verace . . . tenga lo campo C tv. 9^ 1Q3.
quello che tenne Impero C iv. t& 44, iS-
che tale uomo sarebbe tenuto nobile morto . C. ir. 14. ij^
siccom' . . . per regola di Ragione si tiene C iv. 19. ^
che V uno tiene un cammino, e 1' altro un altro C ìv. aa. ss.
però ... col Trattato è da tenere dietro a C. iv. sa. 6il
quella salita e quella scesa è quasi lo tenére dell' Arco Cix. 84. 34.
il figurato, che . . . tiene Virgilio C iv. 34. 9& ^m
siccome quegli . . . non saprebbe tenere la via . . . così 1' Adolescente ^H
. . . non saprebbe tenere il . . . cammino . C. iv. 04. laa, i^^H
da quello che loco paterno tiene ..... - .... C tv. 04. iSa. ^H
che . . . ncQa paterna faccia ... sì tennero vòlti C xv. a^ 9> ^H
credendosi essere buoni tenuti C ir. 07. 1381
per lo suo senno, che a pazienza lo tenne ......... d hr. 97. l6tk
che in lunga età il tenga dir. aS, 67. .
tentare, m' incominciarono ... a combattere e a tentare V, fi, 13. ^ ^^H
Curio, dalli Sanniti tentato dì corrompere . C tr. 5. 111. ^H
non solamente là dove . . , tentati sono di fallare, ma C. iv. ay 74. '
tentazione, che cotal desiderio ... e vana ttniazione paressero . . K. A. 4a 40.
quante male tentazioni . . . diffida ... I C iv. m^. 91
teologia, la Scienza divina, che è Teologia appellata C li. 14. 64.
teologico, poi per modo TeoJogico, cioè divino e spirituale . . . . C ir. ac. B.
Per vìa Teologica si può dire, che C iv. ai. ite
teologo, li 7>o/o^' questo senso prendono altrimenti C. ìì. i. 316.
terminare, che parea che sopra lei tenninasse K. A^ 5. la
nella Hnea . . . che . . . terminava negh occhi miei F. A*. 5. iflL
desidero ... di riposare ... e terminare il tempo C i. 3. 97.
perchè . . . sarà bello terminan Io parlare di . . . Beatrice . . . C. ìi. 9. 50.
cosi termina le sue parole C. ii. iol 8&
qui /^rmma la sentenza litteralc CÌx.ii.91-
olla quale non possono terminare i raggi del sole C il, 1.4. 74. ^^
che ... li raggi ... in essa non si terminano in parte O E. 14. Si. ^H
che perfettamente è compilata e terminata in C. li. 14. I04. ^^
qui si termina Ìl secondo Trattato C ii. 16. tq^
la quale . . . riceve quello non terminando C. m. 4. 13.
quello che a perfetto intelletto si tennina C iii. 4. ixs
E cosi termina la seconda parte C,iix.7. 181. ^^
E cosi termina tutta la seconda parte ........... CiiÌ.A. ata ^H
perchè qucll' acqua è terjm'nata quasi come specchio, che * vetro ^^
temttnato con piombo , C S. 9. 73, ^
TERMINE
erminare. Eld è più presso al ttrminar de' guai Canm. xìii. 56.
crmlne. Passato hanno lor trrmint le {ronde Cattm, xv. 40.
erminare. sicché la fonna . . . lucida ò terminafa , C. ili. 9. 80.
cosi termina tutta la UtirmU sentenza C. iii. io. 83.
Delle quali piti ... Li fìloflofia tenttùia la sua vista ...... C. iii. 11. 174.
perché più ... in quella termina Io suo viso e con più , , . , , C iii. ir. 177.
dal principio al primo corpo dove si trrmma C, Ìli. 14. 46.
che 1* uomo . . . vede Urminaio ogni desiderio C. iìi. 15. 43.
t*xà é . . . terminato in quanto in quella sapienza C. iii. 15. 98.
qui si può //rminrin' la vera sentenza C. iii. 15. ig6.
cosi imnina ciò che proemialmente , . . porta il testo C. iv. a. i6a.
1' animo ... in terminata possessione . . . non si quieti . . . . C iv. 4. 33.
perocché la perfezione di . . . per Aristotile terminata fu .... C iv. 6. 144,
nel quale sìa terminata tutta la disputazione C iv. xo. 009.
incontanente . . . é compiuto e terminalo questo desiderio . . . C. iv. 13. 14.
quello che non si termina CI iv. 13. 58.
cosi termina questo verso e questa presente parte C. iv. 18. 69.
cosi sì termina la Senettute nel settantesimo anno C. iv. 34. 43.
Nel nome di cui è bello terminare ciò che C. iv. 28. 160.
sicché la prima per ... e la seconda per . . . é terminata , . , , C iv, 30. 8.
CtmlDe. vedere tutti Ì termini della beatitudine ...••■•. K. iV. 3. 14.
avvegnaché non tanto lontano fosse lo termine del K. A^. 9. 6.
ne ragionava oltre alli /«THiim della cortesia K /V. Io. 7.
non si tiene alli termini del vero C i. 3. 57.
quando al termin* del comandamento va C. i. 7. 53.
^e piti ampi sono li termini dell' ingegno a pensare C. iii. 4. 109.
non sì strìgne da necessità d' alcimo termine C. \\\. 6. 100.
oltre li lirrmf'Mj' del debito della nostra natura C ÌìÌ. 6. 106.
I' uno e r altro termine degli atti e ... si chiamano C. ili. ix. 155-
cbé era termine onde venia loro la luce ... ed era termine in che
>si riposava tutta la speranza C iii. :i. lÓa, 163.
quando circuiva il suo ^rr>Ninr al mare C.iii. 15. 173.
il quale ... li re tenga contenti nelli termini delti regni . . . . C. iv. 4. 38.
né /rrrrfiM di cose né dì tempo pongo . . . C.iv. 4. 117.
* Non trapasserai ì termini antichi . . . ' , , . . . C. iv. 7. 96.
fuori di quelli termini non sì sciaropia C. iv. 9. 14.
siccome ciascuna arte e . . . é a certi termini limitato, cosi questo
Imperio ... a certi termitti è finito C ìv. 9. 17, 18,
questo è a certo termine C. iv. 9. 95.
la giurisdizione . . . é a certo termine finita C iv. 9. 39.
a vedere ì termini delle nostre operazioni C. iv. 9. 34.
e in loco di bastanza, recano nuo\*o termin* C. iv. xa. 49.
dirizza gli occhi al termine del suo Sommo Bene C iv. la. 154.
to buono camminatore giugne a termine C iv. X3. 198.
e per nullo termine e per nulla perfezione C iv. 13, 35.
sono a cerio termine discendenti C iv. X3. 63.
sicché eerto termine quello compie C ìv. 13. 65.
quelle facendo e sostenendo a certo termine C iv. 17. 43,
ma solamente quella . . . é quello termine^ del quale si dice . . . ' Po>
ncsti termine . . . ' C iv. 33. 78, 80.
r uomo é nelli /rrmmi' della sua perfezione C. iv. a6. 40.
TtmperanMa^ la quale mostra lo termine C ìv, 36. 53,
per che li significa il ttrmint della Senettnte C iv. 38. 115.
TERRA
663
terra, vedere ...EU tetra tremare K A. 19. iSo {Cmt*. i. s^
E tocca a tal eh' è morto e va per Urr^ C.vt. CMma. uL .^ ; 7. io}
a' tre mcn rei di nostra trrm Te n' andrai Ciuu. U. 76.
Forse vedrai Fioreiua la mìa Itrru ... C«m«. zi. 7%
El m* ha percosso io ttrra . . C«h«. xii 35.
Che disteso e riverso Mi tiene in //mt ... Cmma. lài. 4$.
Subilaroexite si. eh' io caddi in terra . . Cmns. zììl 6*.
Per li vapor, che la term ha nel ventre Cams. xv. 54,
La terra (a un suo) che par di smalto C^ttM. zv. ^
quando piove Amore in terra da tutti li cieli Cbul zv. A
Tu te n* andrai . . . Dentro la terra mia Cmww rrm, 0^
Toglie alla terra del ^inco la fronda Cmm». xz. ^
venuta Di ciclo in /rrm a miracol mostrare KM 96. 44 (5(mk> zv. t):
£ venne in ttm per nostra salute Som. xzix. 13,
Che scora lei non è qui in terra pace Som. zIÌx. 14,
£ li lamenti e i guaì dì quella term S^/*. cs.s&>
Il Signor nostro ha riguardato in tèrra .... S. Z'. ci. 77.
Deh non voler da terra rivocarmi S, P, à.^
Tu sai ben, eh* io di terra aoo composto S. ./*. ci. 97.
terra. Egli . . . guariava la terra K.
andai a bagnare la terra d' amarìssìme lagrime y.
dico, che di lei si comprende ìn terra K.
ond' io . . . scrissi a' prìncipi della ttrra K.
più basso luogo, che non è la terra C.
di tutte le terre é più prossima quella C.
Beatrice . . . che vive in ciclo ... e in terra C.
quanto è fin al meuo della terra C.
delle vent* otto parti ... del diametro della terra C.
sarebbe . . . non veduta in ciascuno luogo della terra C.
Saturno starebbe ... a ciascuno luogo della terra celato . . . . C.
però la terra sempre discende al centro C.
ponea lo suo corpo sopra la terra disteso . . . forza e vi^re . . .
della term in lui risurgeva . . . Ercole . , . levatolo dalla irrrm
. . . senza lasciarlo alla terra ricongiungere C. ìÌL 3.
questa parte del mare e della trrm C.
dicendo parte del mare e della terra . . . C.
qnello essere piU nobile corpo che ... la terra . C.
che la terra col mare era bene il mezro di tutto C.
questo mondo, cica la terra, slare in sé stabile e &ssa ..... C.
basta . . . sapere, che questa terra è fissa e non si gira C.
r uno è manifesto quasi a tutta la terra disco[>erta ... I' altro é
quasi a tutta la discoperta terra celato C.
questo Cerchio . . . dividerebbe questa terra scoperta C.
esso sole fv>arv 1/ mont/o intorno giù alla /rrra C,
quanto esso monta a noi nella mezza terra [alla mezza terza] . . C.
tanto che egli gira intorno giù alla tema C.
quasi poco della luce rìcevono, siccome la terra C
la bontà di Dio . . . é ricevuta . . . altrimenti dalla ttrrm . . . . C
Trasmutasi . . . per li vapori della terra . . . C.
quando Egli appendea li fondamenti della terra C.
altrimenti è disposta la terra nel princìpio della primavera . . . C
aspetta lo prezioso frutto della terra •••..C
in terminata possessione di term . . . . C.
V animo umano . . , desideri terra acquistare . . . , C.
iu. 5- i3- 75-
ili. 5. 117.
ili ^ s»6.
iii.5-»54-
iiu 5. i6a
iii. 7. 45-
iti. 7. 60.
iii. 9. taa
»ìi- «5- <M-
IV. a.55-
iv. 0.86.
tv. 4.23.
rv. 4. 34.
663 TESORO
Ilenu. che fonnuti ... £ poi la ttrra col profondo Inferno . . . . 5. P. et zoa.
Che come Urrà secca non fa frutto S. P. cxUì. 33.
DelU cui grazia terra e cicl son pieni , P. /". 13.
si faccia, Siccome ìn ciclo, in /erra ìn unione P, F. si6.
terremoto. Nel cor mi si comincia un terremoto P'. AT. x6. 36 {Som. ix, 13).
Pigliandole anzi Urna . . . passerei vespro e Caits. xii. 68.
C ii. Catu. i. I ; ìt. Comm. iii. 97 ; Cohm. xix. 72; Son, xxviii. xa ; xliii. 4 ; P. /^
47, 66, 160.
Che sì movea d* amoroso tesorv K. iV. 7. 31 (Som. ii. 14)*
terra, conviene . . , tutta la Terra , . . esser Monarchia C ìv. 4. 33.
che *1 Figliuolo di Dio ìn terra discendesse C. iv. 5. aa.
perocché . . la Terra conveniva essere in ottima di^>osÌ2Ìone ; e ta
ottima disposizione della Terra sia . « » • • C iv. 5. 05, 97.
li Romani vollero abbandonare la terra . . « ■ C iv. 5. 169.
' Guai a le, terra, lo cui re è fanciullo . . . ' e a nulla terra sì può dire
queKo che seguita : ' Beata la terra lo cui re è nobile . . .' C. ìv. 6. 174, 176» C77.
3 diametro ... è cinque volte quanto quello della terra . . . . C. iv. 8. 57.
Conciossiacosaché la terra per lo diametro suo sia . . . . . , C iv. 8. 59.
latto il mondo, dico Ìl cielo e la terra C iv. 9. 34.
siccome dare lo seme alla terra C. iv. 9. xa6.>
alle viziate opinioni, quelle per terra versando . C ìv. 9. i8a.
si perde . . . come le strade della terra ■ . . . C ìv. la. i8a.
che la recente terrOf dì poco dipartita . . . riteaea C. iv. 15. 79.
* Beata la terra lo cui re è nobile ' C. tv. 16. 50.
* Guaì a te, terra, Io cui re è pargolo ' C ìv. 16. 55.
' . . . quanto è ammirabile il nome tuo nell' universa terra ) ' , . . C ìv. 19. 6a.
se non che la natura umana t' apparecchi la terra C. iv. at. X16.
Don nominò suo padre, ma ... la terra C iv. 25. ito.
eaK> fu , . . distributore delia sua terra deserta C iv, a7. 171.
terremoto^ parevamì . . . che fossero grandissimi terremoti . . . . V, N.a^ 40.
terreno, lì pensieri . . . sono astratti dalle basse e terrene cose . . . C iii. 14. iix
quale uomo terreno più degno fu ... 1 . C iv. a8. xax,
tenlt)Ue, d' una vista di terriòil* sbigottimento . . K. ^. 36. 6.
tcrau quanto esso monta a noi nella mezza terra [alla mezza tersa] . C. iii. 5. 154.
queste ore usa la Chiesa, quando dice . . . Terta C. iii, 6. ac.
■ ocl di ciò é in6no alla Tersa C. iv. 33. X30.
r Ufficio della prima parte del di, cioè ta Tersa C iv. 33. 150.
K perù si dice meZMa Terma C. Ìv. fl3. 153.
tenaxnente. in tre cose . . . termamente, nella . . . loro possessione C. ìv. 11. 35.
terziamente. TerMÌa^nente, perchè 1' operazione . ■ . dee C ì. 8. 84.
Kterac^ K A^. 8. 41, 44, 69, 74 ; 9* 63, 65 ; xa. 131, 135 ; X3. 54, 6a ; 15. 54. 66 ; '»6. 13,
44 ; »9- 95. 97. '«M. '©9 J a»- «6, 33, 40, 43 ; aa. no ; 04, 70, 74, 75 ; q$.
83 ; a?- 31, 34» 39. 44 ; a9- «a ; 3». 17, 19, 03, «5, 34, 37 ; 35. a?. «>9 J 39'
56, 58; 4a. 18. 41 ; C 1,3. 70; 4. 13. 6a, 86; 5. ti j 8. xa. Ilo; 10.30,35;
II. 7, lor; ii. I. 4a; a. 48, 69; 3. 6; 4. 4^ 45, loi ; 5. a ; 6. 45. 55t 70i M©;
7, t, io; 8. 14 ; xo. 55; 13. 69, 74 {Jtis) ; 14. i. 5. ti, 95, 47, 161 ; 15. 140,
186, 187 ; 16. 33, 48 ; iii. I. 77, 107 ; a. 135 ; 3. 67 ; 4. 54 ; 5. io, 14; 8. ai ;
9.4; "39; X3- 63; »v. a. 14, 18; 3. 8, Il ; 6. I, x6; 9.35: 13.63,68,91;
14. X"; 15. 115. '51; 16.18; 17.38; 18.15,19,33.35,56,64,66; ao.
33 ; «3- 4a» "3, 137, 14T, 151 ; 04. 8, 117 ; 35. 35, 136 ; 07. 6. 9, 41, 63 ;
30. I, IX.
terzodecimo. (^. M 30. 13.
tesa, che r Arco ... è dì minore e di nia^or /tm che C. iv. 33. 74.
temo, siccome 1' oro, le marghente e gli altri teson che sono . . . T i. 9. 45.
TESORO
664
Tessa. S* ì' non ne domandasse monna Ttssm Som. Irr. &.
testa. Quand' ella ha in ttaia una ghirlanda d* erba Ssst, i. 13.
Che in testa messa 5^ ha ghirlanda d' erba . - . Stai, ui. 39^
La . . . donna mìa Porta in Usta ì fioretti ......... BmR. vììi. 14.
InsHlTìoniaaza. N6 . . . Falsa Ustimomama a alcun non faccia . . . P. F, i-jo^
tesoro, la terra là ove il trsorv è nascoso C i. 9. 48L
questo t*sc»v non averci io .... C. iv. a&.
tasfca. che donne le coprissero la Itsta con un bianco velo , . . . V. N. a^ 6|»^
sicché . . . lume di costei nella mia ksta era guidato . . . . . C ìii. x. 9^
se non che la sua trsia è di marmo C vv. 09. 53,
testamento, da fortuna . . . aiutata, siccome per testamftttt . . . . C ir. ti. 63.
In colui che fa ttstamtnto, di quel Icmpo nel quale il testamtmto fa . C. rv. 15. t^ 177.
tester Altri era ttsti meco, e perciò pensava V, if. 35. 13.
tKMJInwmfa n m falsa testimom'attaa (are C. L a. 57.
tanto . . . che non domanda ttstimtmianMa C i. 13. 55.
e siccome per ttstimonianMa d' Aristotile C. ii 3. 59^
La quale . . . opinione manifesta la ttstitnoninma de* poeti . . . C. a. 5. 45.
ftecondo le ttstimoniansÉ delle scritture C ui. 3. 65.
io comprendo per ... la Ustimomansa di Lucano C iti. 5. 1161
provo ciò che detto è con sensibile iestimonianaa C. iti. 6l F09.
di ciò non veglio recare innanzi alcuna tastimonimnMa C ìv. iz. 89
a maggior t$stimomaHaa di . . . ecco Boezio ... . . . C ir. la. 7*.
perchè più ttstimoHÌanaa ... si conviene . . C. ir. la. 79.
che . . . fosse, ecco la ttsUmomoHMa à* Ovidio C ir. 15. 78.
secondo la trstimomaKoa di Matteo ed anco degli C ir. sa. 168..
quegli che alli buoni mala ttstimomaiMa porta C ir. 99^ ^
dee procurare di rendere . . . buona testimontanMa C Ir, 09. 7^
testtmonìare. di questo motti ... mi potrebbero UshmtoHiart a . . V, N. aó. 11.
siccome testimonia Virgilio nel primo dell' Eimda C li. 6. rao.
siccome ttatimomano le scritture C ir. 5. sa
siccome testimonia Luca Evangelista O ir. 5. 64.
siccome testimonia Uguccione C. ir. & 39.
ciò testimonia Lucano, quando dice C. ir, xt. «7.
sccondochè testimonia Tullio in quello C iv, «
iesUmonìo. di ciò chiama testimonio colui che lo sa V. N. tau $9^
la quale per sì vero testimonio ricevere non sì poteva C ì. a. 109.
fu ordinata ... in testimonio della fede a coloro C. ìii. 7. 17^
testo, è compilata e terminata in quel tanto testo C, ii. 14. 105
tre cose, che in questo testo sono toccale C. iii- 13. 31.
coad ora intende il testo . . . discendere C iii. 14. 5.
per dare sperienza di ciò grida ... lo testo C liù 14. ga
Dice adunque lo testo, che . . . appaiano C iii. 15. 9^
per la conoscenza del suo testo . . . veder si potrà C ir. i. St.
ciò che . . , porta il testo del presente trattato . , C. ir. a. i<
convenga essere ... ad istrigarc lo testo C ìv. ^ aiL
sccondochè 1 testo par dubitare C. ir. 3. 51.
tuttoché il testo si Uccia C ir. la 55.
La quale brievemente s* aggiugne a] testo C ir. xtx io».
dò si prova in due particulette del /r5A> . . C. ir. 11. 4.
eh' elle sicno imperfette . . . prova il testo ... C ir. ti. al.
però . . . solo di questo fa menzione il testo ........ C. iv. la- 7.
questo è quello che M testo dice C ir, ta. ita
siccome il testo pone in fine dì questa parte . . C ir. 13. 159.
intende di provare il testo . . C rr. 13. 161.
Cl6s ^HP^^BI^^ TOCCARE
tettow Che sUndo sotto il tHio si consola S. P. d. 04.
tibL et quid A*i feci .. .t Cmtu, xxi. 9.
tìngere, quel . . . pianeta Di sua vìrtute sua loquela tttigf .... Som, xxviii. 10.
Uraxino. poi rìfug'^ Al gran tiranno Som. xiix. 7.
Urare. Perchè . . . r amorosa fronde Di . . . altro ben A'm .... Caiw. x. 135.
piena Del ^an desìo, che dagli occhi te h'm Gnu. xi. 03.
desio . . . Ch* A ben far tira tutto il mio potere Cam. xÌv. 51.
la terra . . . Che d* abisso gli /ira suso in alto Caus. xv. 55.
E *1 disio . . . che mi tira Verso *1 dolce paese Gm*. avi. 4,
Intelligcnia nuova . . , par su Io tin» K iV. 40. 50 (Som. xxv. 4).
Io son ben certo, che ragion ti tira Ad esser S. P. vi. 4.
E fa licito a s^ quel che più tira . . . P. /^ 198.
E *I frutto . . . Sia benedetto, e noi tiri con seco P. /l 046.
toocare. E toc€a s tal eh' è morto e va per terra C. iv. Cmiu, iiL 40 ; 7. 103.
Degli nomini a cui foaa Cams. xx. 67.
fecslo. avvegnaché II testo dò non curi . C. iv. 14. 50.
prima che sopra il ttsto si procedesse ■ . C iv. 17. 3.
ciò importa il tfsto presente C iv. 18. 4.
procede il testo alla difinixìonc di Nobiità C tv. ao. 3.
prova Aristotile . . . per lo ttsto d* Omero poeta C iv. ao. 37.
da procedere pare alla parte del testo che C. ìv. 03. 6,
siccome dice ìl testo nella prima particola C Ìv, 04. iiB.
siccome it testo dice C iv. 95. 96 ; «7. 190.
siccome dice il testo C. iv. 35. xaa.
siccome il testo dice espressamente C iv. 36. 80.
come il testo dice C ìv. 06. 100
siccome dice il i!rj^o, che al presente é ragionato C. iv. s6. 145.
aopra quella particola che 'I testo pone C. iv. mrj, 3.
Nella quale intende il tesio mostrare C iv. »•}, 7,
per la quale il ies^ intende mostrare C iv. a8. 4.
Poiché mostrato t il ttsto . . . grida il testo alla gente ... e dice . C. tv. 09. i^ 6.
tetta- to figlio alla tetta della madre a* apprende C iv. 04. 148.
Tevere^ i Latini . . . dalla parte di Tevere C iv. 13, 130.
TbetaidOB. siccome dice Stazio nel quinto del TVAttlrfM .... C ÌìL ix. 166.
TUIflO. quando Adnuto regc degli Argivi . . . vide Tideet coverto d' un
cuoio di porco C iv, 95, 64.
delli due pellegrini, cioi Polinice e TiJeo C Ìv. «5. 84.
llliBO. * . . . figlio . . . che li dardi di Ti/eo non curi * C ii. 6. 195.
Timeo. Platone ... in un suo libro, che ai chiama Timeo . . . . C tii. 5. 46.
timidità, freno a moderare ... la timmelii^ nostri C. iv. 17. 3^
timido, che fa ... lo possessore Umido C iv. 13. 96^
tlmofe- roovcmi timor* d* infamia . C i a. 1 14.
£ Nobiltà si può credere il loro /iiMorv C. iv. 19. 93.
Li quali . . , sono sette, cioè . . . Timor eU Iho C. iv. 01. i isl
ttrmua dico ... a voi altri prìncipi e tirunni C. iv, ^ 183.
Non altrimenti si dee ridere, Tiranni^ delle C fv. 97. laS.
tirare, la quale parea che tirasse le lagrime fuori dcDl f^ iV. 37. 10.
da qualunque parte si tint la corda C iiL 5, 103.
Tiflrtn. perchè il primo mese t Ivi Titrin primo, il quale a noi è Ottobri K /V. 30. &.
Ttto. par che ne tocchi alcuna cosa Ttlo Livio C. iii. II. 31.
trovare potremo . . . massimamente per Tito Livio C iv. 5. 94.
ttolOb partirvi d' csU viu sotto il titolo d' Ortensio . . . . . C iv. 9& 138L
toecare. E di ciò tocrmi alcuna cosa nell' ultima parte . . . K A'. 8. 15.
dico, com' ^ ioetato di sopra ..CLsl 67.
TOCCARE
toccare. Né Rianimai Axcu di fioretto '1 verde Cmms. zzi i^
aspettando che U caler gii tocchi , . . S. P, zzxL M-
Ci fa tornar ... A aver pcrdon^ chi con diritto il tocca . . . P. F", Jiu
togliere, toUere. K. torre, v.
tollerare. Gli quaì non pQ&9on tollmtr la brina Cmma. xr. 48.
tomba. Or &, Signore^ che della mia tomba Io esca fuori . . . . S. P.à, ixx
tonare, colà dove si tuona ... Sem. xzzri. 7.
torcere, congregarsi . . . Con luci bieche e torU Cbiml zvìii. 9.
tormentare. Forse pietà n' avrà chi mi tcrrmenia ... ... Cw. **1, 44.
tormento. Che li torm£nii\ che tu porterai ... Hi £an . . . K. A^ 34. 33 {Camt. ir. 7).
Ma se mi dai parlar quanto torttttMto, Fa ... Gwt«. jL xi.
■e paura ... M* ha cosi concio, che larà '1 tormemio ! Cifu. zvii 93.
S^ io son d* ogni tormento ostello e chiave K AT. 7. 03 {Som. ii. 6).
toccare. La ragione . . . ora qui piace toccan C à. 3. 45.
e talvolta degli altri sensi tcxchtrò . C ìL x. 104.
perocchò ha ... e plìi tocca di quello che è sopra aè C ii. 4. 73.
La forma . . . gira toccata da '.virtù motrice ... e dico toccata, non
corporalmente, per tatto di vìrtii Clu.6. 156» I57-
questa ragione tocco quando dico C ii. 7. 31^40.
perocché della immortalità dell' anima è qui toccato C ii. 9, 50.
nel quale . . . avca toccatt parole della C. ìi. i^ 19.
Che prima si tacat la . . . condizione di questo tema C ìii. a. 4.
fondamento sopra lo quale si sente, cioè . . . tocca C. iii. a. loo,
par che ne /dccAj' alcuna cosa Tito Livio C. iii. 11.31.
tre cose, che in questo testo sono toccai* C. iii. 13. 31.
e in parte ne tocca, dicendo C iii. 14. X04.
per le toccate ragioni mostrare C iv. 4. 135.
incidentemente ò da toccan che C. iv. 5. 55.
Jeronimo ... là dove di Paolo tocca C. iv. 5.
che r opinione . . . toccò delli costumi di Nobiltade C. iv. la la
in quella parte che le divine tocca C. iv. uk a)-
* Ciascuna cosa . . . quando tocca ... la sua virtù . . .' C iv, x6. 8a
sì prova certa cosa, che dinanzi è toccata C. ìv. 19. 9.
tocca Nobiltade che bene è vera salute C. iv. 19. 75.
lasciando stare quello che ne tocca Tullio C. hr. 34. ioa
basti . . . questo poco aver toccato di quella C. tv. 07. xo$.
tog;liere. K torre, v.
Tnlnmmeo. secondo Toiomnuo e secondo la Cristiana verità . . . K. W. 3a 16.
Tohmméo poi . . . pose un altro cielo essere C. ii. 3. 3&
Onde ToUm%m0o dice nello alleato libro . C. ii. 14. 198.
siccome dice Tohntmto ••...... C, IL X4. «51.
questa opinione pare avere . . . Toiommeo C ÌL X5. 77.
TolOBa. Chi non ha ... il buono Conte di Toioaa . . . t C. iv. xx. laB.
Tommaso, secondochè dice Tommaso C iì. 15. 105.
Che, siccome dice Tommaso C. iv. 8. 3.
Tullio . . . abbomina ... e Tommaso nel suo Contro Gemitìi ... CI tv. 15. U5.
tolto per esemplo dal {F. del) buono Fra Totntmaso d* Aquino , C. tv. yx. 97.
tondo, chi volge un pomo, od altra cosa tonda . C, ii. 4. 58L
che '1 suo tondo tutto si girava attorno al suo centro . . . . . C. iti. 5. 48.
Cf, ritondo.
torcere, vcdcmo che la torta linea . . . non si congiugne • . , . . C ir. 13. 159L
tivdtlio. montando a guisa d* uiu vite d* un torchio C, iii. 5, lyx.
tormentare, né solamente per desiderio ... si tormémiano . . , . C.iv, xa. 66.
tormento, ma . . . tormento hanno ncIU paura di perdere quelle . . C, hr. xau 69.
nentO. E Unto aon del mio tormenio vago
DltDeatoaO. Gli ptui degli scacciati tormtntost ..... K. JV. 14.
lare. Gli angeli che tornava» suso in cielo . . . . . P\ N. 93.
Alla sua donna toma
se r anima /orna poscia al core
io della mìa guerra Non son però tornato un passo arretro, Né vo*
tornar
TI . . . tempo . . . che gli fa tornar di bianco in verde
Io fui del cielo, e /orwmvM* ancora
£ veggiovi tornar si sfigurate V. N, aa.
Qui non voglio mai tornar*
E tomomt colà, dov' io son vinto
che la . . . Non vi faccia tornar cosi dogliose
quindi aspetta Tornar con gloria a giudicare i morti
Quantunque tomi dì peccato brutto
Né per . . . Tornar potemo alla divina grazia
£ '1 satisfar ... Ci fa tornar con le predette insieme A . . . .
TORNATA
Som. xxxìx. 7,
. 99 {Son. vii. 14).
1B6 (CsMjr. ii. 59)^
Cana. x. 33
Carts. xi 49.
Cma. zv. 631 64.
Srst. i. II.
BaU. vi 4.
80 {Son. xiì. 13).
Son. xjtvii. 7,
Son. xxvii. 9.
Son. xli. 4.
P- F. 53.
P. F. 90.
F, F, 104.
P.F. Ilo.
oare. Nove fiate . . . era tornato Io cielo delta luce quasi ad . . . K /V^ a. a.
Ora, tornando al proposito, dico K ^V. la. x.
perchft tornano quasi ingentilite . K. /V. aa. 85.
i qnali tornassero in suso K A^. 23. 51.
mi parea tontarr nella mia camera V, N, 33. 78.
dinanzi eh' io fossi tornato in verace cognizione K. iV. 33. aaa.
al principale intcndimenlo tornando, dico C L a. 87.
se . . . tom4Mssono alle loro ciltadi C i. 5. 63.
Tornando adunque al principale proposito, dico C. \. g. 35.
qui lasciando* tomo al proposito C i. is. 88.
Tornando al proposito, dico che . . . intendo C ii. io. z.
uno . . . punto, al quale non tornerà questo cielo C. il. 15. i la.
Tornando adunque al proposito, dico C, iii. 4. 86.
poi il vede . . . per altrettanti a sé tomart'^ e poi, quando è tor-
natOj va C. iii. 5. 181, iSa.
volta la spera del sole e tornata a un punto C. iii. 5. 199.
che AvrNA nel primo buono stato della vista C iii. 9. 156.
che, mirando costei . . . ogni Wziato tonurà diritto e buono . . . C iii. 15. 151.
talvolta è che 1' una toma del tutto nella natura dell* altra . . . C. iv. i, 9.
Chi dirà di . . . Cincinnato . . . allo arare essere tornato ì . . . . C. iv. 5. 133.
Chi dirìi di Camillo . . . essere tornato in esilio • • . I C Iv. 5. 137.
Cht , • . qnindi si rivolvc e torna nell' O C iv. 6. 30.
essa anima . . . desidera tomart a quello C. iv. la. X45.
Tornando dunque alla nostra sola ... si dico C iv. 33. 61.
tornando alla ragione propria, dico C. iv. 34. a6.
lo sprone usa . . . per lo tomart al loco C tv. a6. 55.
per lo suo senno, che ... a Dio tomart Io fece C iv, 27. 167.
cosi noi dovemo . . . tomart a Dio con C iv. a8. ai.
uscire le pare di cammino e tornare in cìttk ; uscire le pare di mare
e tornart a porto C iv. a8. 53, 54.
che non toma a religione pur quegli che . . . ma eziandio a . . . re-
Hgione si può tomart . . . stando C. iv. aS. 68, 7a.
quando dice che Marzia tornò a Catone C. tv. aS. zoo.
Ùarzia . . . tornò ... a Catone ; per che significa la nobile Anima
. . . tomart a Dio C. iv. »8. 1 18, lao.
cìoi a dire, che la nobile Anima . . . toma a Dio C iv. a8, 140.
lata. Appresso la mia tornata, mi misi a cercare . . . . V, N. io, i.
TORNATA
tomo. Di spirti, che mi stanna a toma a $omo S, P. xxxvii. a^ (Aù).
torre, n. Né la diritta iorrt Fa piegar rivo C.'vt, Cmma. ni. 54 ; io. 115.
al pie di quella torrt Che s* apre quando Som. xlÌT. 5.
torre, v. Però quando mi toglù sì 1 valore K. ?V. a8. 18 (f. C sV
Non la d ft}^ qnalità di gelo, Né K W. 33. 58 (C^ms. iii. iS).
Chi vede . . . Qua! ella fu. e com* ella n' é tolia , . . . K. iV. 3X Sa {Cmmm, iu. a)>
tal detto rivulse £ V ultima particola ne tols* C. vr. Ctna; nà. W},
Chi le divizie . . . Non posson Gentilezza dar. né tom . . . . C iv. Gnu. m. 50.
Lo qual non dà a lui^ né io* virtute Coita, ix. 43.
Che . . . M' era la mente già beo tutta tolta C«*m. xiii. ao»
£ 9e mercè gionnezza mi togfi* Comm. xiv. 461.
Che gli dolci pensier non mi son toitì . . . per Cmm. tv. 37.
quella . . . pace, Che M colpo tuo mi totit CmmM, zvb. i^
Morte, qual sia la pace che mi folli . CanM. zvii. 16.
Tu to^i a leggiadria il suo ricetto Cmttm. sto. 3^
dove 'I gran lume Togtù . . . alla terra la fronda Cmjl xx. 48.
se non che ... '1 bel segno . . . m* i toUo dal viso Caivs. xx. 80.
Dì me, che mi tomi dormir su pietra ... e gir Sest. t 34.
Che, togliendomi il cor, rimango verde St^. iti. 15.
Da lor . . . s' hanno tolf elle Una veste JSo//. riii. aix
La qual m* ha totio il cor per suo valore fiaZT. x. 4.
E tolsìmi dinanzi a voì^ sentendo V. N. jl^. 2I {Som, xix. 9).
Che credo /orla ruota alla ventura Smi. xzxìiì. 14.
Come colei che mi si crede tórre Son. xlìv. 4.
Se '1 bello aspetto non mi fosse loìio .......... Som, xlvììL t.
tornata, si chiama in ciascuna canzone Tornata C u. xa. 9.
r ultimo verso, che per Tornata è posto ......... C^ tìi. 25. 199»,
è manifesta r allegorìa della 7oma/a , C tii, Z5. at3.
la quale per Tornata di questa Canzone fatta fu . C, ir. 30, 13.
Torquato. Chi dirà di Torquato giudicatore del suo figliuolo ... 1 C. ir. 5. tiflL,
di questi ... fu Torquato^ nobile Romano, disceso dal sangue del
glorioso Torquato C. iv. 6. i La, i [3.
torre, ». dicendo quasi quella nobiltà essere tom diritta C hr. io. ijql
(£'/u/f^'i/ii//r] <^'n'JY<3 /omr della ragione C. iv. 15. i6s.
torre, v. Prima dico la cagione perchè tolta ne fu K iV. 32. 99.
ordinata a tórrt alcuno difetto C i. 3. x
biasima . . , per tórrt ... a lui che dice onore e fama . . . . . C t. f t. tao.
si totst questo vocabolo dalle corti ... Lo qoal vocabolo se oggi sa
/c^iwssr dalle corti C.fi. 11.6&
a tom vìa questa riprensione C. xii. t. 86.
che air anima no^ra possa tórrt la sete C iiì. 6. "tCL
Onde Democrito ... né barba ... né unghie sì toglim . . . . C 3L 14. 76.
questo errore che tanti amici le toglit C tv. i. 73.
li quali m' hanno tolta materia di dire C hr. ft. «7.
a queste guerre e alle loro cagioni torrr via, conviene C tv. 4. 30.
Chi dirà di . . . Cincinnato . . . toUo dall' aratro ... ? C. iv. 5. 131.
di queste cose che la fortuna pub dare e torrt C iv. 8. 74.
mostro quelle non poterla /orr« C iv. lot 66.
dico che non la possono /omr a chi r ha C. Iv. la 96.
Ancora torrt non la possono div. 20. i to.
che le divisti non possono torre NobUtà C. ìr. tOk. 118.
Promettono ... di torrt ogni sete C. iv. 2a. 4a
Né per . . . non mi si toglu la perfezione C iv, 13. j8-
che esse divizie non possono tom la Nobiltà a . . . . C. iv. 23. 164.
I
669 ^FIH^^^^^^F
torre, v. Togliett via !e vostre porte ornai Son. I. t.
tanta . . . Ch* a forza gli convenc or tór Y altrui Soh, Uv. 4.
Ma ora, che del viso m* bai toìto 11 velo S, P, xxxi. 92,
Non consentir . . . che mi sia taito Lo tuo spirito santo e 1' amicicia S. P. I. 43.
7b//o di croce, e nel sepolcro messo . . . suscitò P. F. 46.
£ senza questo ogni possanza è tolta A ciaschcdun P. /*. 91.
Acciò che tal peccar da noi sia taito P. F. 150.
che nostre voglie Non sian desiderar di ior V altrui P. F. 179.
Perchè questo da Dio ci parte e toglù P. F. 180.
Fuggiamo il vizio, che ci logtùsL lui P. /". 183,
torto, aJj. V. torcere.
torto, n. Dogli occhi, che m' ancìdono a gran torto Cana. xi. 45.
più eh' a tprto Mi par di servidor nome tenere Cans, xiv. 53.
Lo tuo fallir, d* ogni torto tortoso . K M 8. 53 {Son. iv. 9).
E quegli, che a* benefattor fan torti S, P. xxxvii. 79.
tortoeo. Lo tuo fallir, d' ogni torto tortoso K M 6. 53 {Son, iv. 9).
Al gran tiranno, del cui tosco sugge Som. xltx. 7.
La /our, il freddo, e E* altra mala voglia Non le addivien per . Son^ lii. 9.
tOMlre. Chi udisse tossir la mal fatata Moglie di Son. Iìi. i.
Che ti merrunno per la via tostano F. iV. 29. 87 {Cam, i. 68).
aév. Se adj. Ciò, che si tosto ti si (a lontano Canta, x. 84.
Che tosto griderei : lo vi soccorro Cana. xìi. 61.
sarii donna . , . Tosto che sia piacer degli , , . GtMa. xiìi. 84.
in cotal voler fermato fui 51 tosto, come Cavea, xiv. 40.
E se non puote, tosto 1* abbandona . . Cohm, xiv. 90.
Che morte n* ha più /os/a e più amara Cerna, x vi. 39.
torre, v. la quale togti* via che ... e tog^ via U mutazione . . . . C. iv. 14. 30. 33.
che non é altro, che torrt vìa la distinzione di queste condizioni, e
cosi è torrt via quelle , C. iv, 15. 34, 36.
Dappoiché la trasmutazione ... è tolta via C. iv. 15. 43.
* , . . ottima parte ... la quale non te sarà tolta ' C iv. 17. fot.
* Sono molti . . . che tolgono agli altri . , .* C. iv. 27. 136.
non domandate . . . aiutorìo, ma to^iettvtio C iv. 37. 174.
Dice : * E tolsi due mariti,' cioè C. iv. aS. 132.
è nome d' està Canzone, tolto per esemplo dal {F. del) . . . . C iv. 30. a6.
tortamente, che '1 cielo ... ai rivolge . . . tortammtt contra quello . C. ili. 5. 109.
tortire. questo . . . tortùcf per li pruni e per le ruine C iv. 7. 75.
torto, a^/' ^- torcere.
Toscana, nelle coste d' un monte in Toscana C iv. 11. 77.
tostamente, come tu fosti suo tostatntnU dalla tua puerìzia . . , . V, N, sa, 58.
tOiteoo. conviensi per tostano via questa medicina ordinare, acciocché
tostano sia la sanitade C iv. l. 86, 67.
più . . . che nulla più tostano età ^. iv. 97. 148.
la quale fu sì tosto a lui disposata K M a. 40.
che ... le persone sarebbero accorte piti tosto del K A^, 7. si,
ebe si tosto com* io immagino la sua . . . bellezza, si tosio mi giu^e
un desiderio di vederla K /V. 15. 15, 17.
piti tosto si muovono a lagrimare , V, JV. 36. 15.
iosto vcggiono tutto ciò che possono C. i. 4. 05.
questi cotali tosto sono vaghi, e tosio sono sazi . C L 4. 37 {òis\
e iosio amici e tosto nemici . . . C. i. 4. 39, 40.
si perderono alquanti tosto che furono creati C. ìÌ. 6. 96.
nel quale unimcnto ... 1' animo corre tosto o tardi C ìii. s. 39.
« unisce tanto più tosto e più forte, quanto . . C. ili. a. 63.
I
Che in donar viu è éosia CvA
questa . . . Tosto che tui intese . . . s' acct;se , Cams. zx. 40.
Tosto fu vostro, e mai non s* è smagato K W. xs. 107 i^BoB, i. aB^.
Com* ctla volse. Amor tosio le diede Som. xUr. 11.
Né non dabbiar, che tosto fìen rimosse Som^ L 14.
ma più tosto Aspetta 11 tempo e 1' ora 5. ^. ci. 95.
tradimento. Con ttndimntti e con occulti inganni Pensava . . . . S. P. xzrnL yk.
tradire, che si vede Meco pietà tradita da mercede Sch, xxxt. X4.
traditore. Sui f'iad!»/0ri scendi Nel tuo gìudicio Cuw. xràii. xa.
La luce de' vostri occhi traditori Som, zzxìiL a.
della bella luce Degli occhi tmditor . Sem, xajcv. x
tralucex^ Per tema non traluca Lo mio penaer di fuor al ... . Cmmg. ziL 09.
E quel che pare e quel che mi trtUnn Som. xxzt. 5.
tramontana. Là sotto tramontoMa, ov* è il gran freddo SetL ii. «7.
tramortire. Vedendo la mia labbia trantorfitm .... V. N. 39. zo8 (Cam. in. 68^
Che, tramorttndOf ovunque può 5' appoia >'. ^. 15. 33 {Sem, ?S. éV
Ch* Amor vi tramortisa, si glien duole V. N. 40. 61 ^Sow. zzio. %x\
tramutare. Che mi tramuta lo color nel viso K M 32. 88 ^Csjia. iii «8>.
Cf. trasmutare,
trapassare, s' afforzava Del mio castello trapassart il fosso . , , . S, P, zxxvn. 45.
trarre, donne . . . Qual tagrimaodo, e qual traendo guai . K ^.33, 174 {Cmmb^ o. 47).
tosto, certi corpi . . . tosto che '1 sole gli vede, diventano C iii. 7. 99.
ciascuno animale, tosto eh' t nato C iv. 6. loi.
più tosto sarebbe generata la Nobiltà quanto . . . che tanto più tosto
ogni obblivione verrebbe O ìv. 14. 68, 70^
quanto . . . più fossero, più tosto sarebbero nobili C. iv. 14. 7X
si tosto come è nato, lo figlio ... 3' apprende : cosi, tosto cume al*
cuno lume . . . appare, ai dee . . . C iv. 34. Z4S, 149.
tovaglia, del ladro che ... la tovt^lia furata . . , ponesse . . . C, iv. 97. 1311,
tracotanza, il quale contrario . . . tracotansa dicere ... si può . . C iv. & 15.
sono non mtervHi4, che non è tracottmaa . . . Ha tracotaMsa sarebbe
r essere reverente C. tv. 8, 134, 135.
tradimento, siccome tradimento, ingratitudine C t za. 7^
traditore, siccome vedemo nel traditore C iv. ift. «a.
traditrice. Promettono le false traditrici C. iv. la. 30, 39^
trafc^lioso. a volere ornai cosi tra/oblioso campo sarchiare . . . . CX iv. 7. 09^
tragedia, nelle scritture antiche delle . . . tragtdit Latine . . . . C i. 5. 51.
tramettere, non mi trametto dì narrare la sentenzia K iV. aa. so&
però non mi trametto di più dividerlo K ■A''. 49. 45.
tramirabile, per vedere la tramirabiU donna K iV. 14. 42,
tramontana, andando diritto per tramontana C. iii. 5. 86.
tramontare, il quale surgerà ove 1* usato tramonterà . . . . C. i. C3. 86.
trapassamento. oppresso lo trapassamento di . . . Beatrice . . . . C iL a. 5.
trapassare, e trapassando molte cose . . . verrò a K. TV, a . 60.
Allora trapassarono queste donne , V. N. aa. 99^
in questa dipoi quella già trapassata C i. t. x»?.
il quale non è da trapassare senza dichiarare C ti. 9. ai.
prinu del terzo ciclo, secondo V ordine trapassato C ii. 13, 75*
qui non à da trapassare con pie secco ci6 C, iv. a. 41.
Non trapasserai i termini antichi . . . . C iv. 7. 96W
una quistione, da non /nr/oiuafT senza Carla e ' . C tv. la. xiz.
brievemente . . . trapasserò di quelle ragionando . . . . . , C iv- I7« «7,
lo spa2Ìo che la sua vita polca . . . trapassare . C iv. 04. 66.
trarre, le quali si potrebbero tram dall' esemplo . . . . . . K iV. sl 64.
TRASMUTARE
bure. Convenemi parlar tratttéo guai f^. iV. 3a. 46 {Canm. iìL 6).
■ Il cid ... Mi tragge nello stato C ii. Canm. j. 6 ; 7. 43.
r aitro fa che prove Di /rar/o fuor di mala setta Canz, ix. 79.
le fronde, Che trasse fuor la virtù d' Ariete CaHM. XV, 41.
1* amorosa spina Amor però di cor non la mi tragge Can». xv. 50.
Ma r uno e 1* altro in ciò diletto tragge Can*, xix. lao.
Trae della mente nostra ogni altra donna Sesf. i. 14.
Però che là . . . Traggr tutta bontate A se Ball. viL 7.
che . . . Trae li sospiri altrui fuora del core Ball. x. la.
Iche lo suo valore Vi trasse a riguardar ^^. A^. 35. 48 (Som. xviii [a**], 4}.
Perch' aJtri fosse di pcricol /ro//o Soh, %xv\. il.
cosi ratto In trarre a me '1 contrario della vita Soh^ xxvi. 13.
che veniste ... a trarne V anima di fuori Sùn. xxxiii. 4.
s] . . . Ch' ogni suo atto mi trae a finire Soh. xli. ii.
per lor trur dalla prigione /*./", 38.
Traggemi della mente Amor la stiva K £. ii. iz. aa.
■tlBSonitare. Che questa bella Donna . . . Ha /numM/o/a ... la tua vita C ii. Cana. i. 44.
[ Cf. tramutare.
trarre, perocché trae lo intendimento ... da tutte le vili cose . . . K. iV. 13. io.
e traentiomi fuori della veduta ... mi domandò l^. N, \^, 55.
la quale trae a sua simile operazione coloro f^. W. 15. 63.
onde . . . elle si trassero verso me per isveglianni K. A^. 93. 96.
si che loro potesse tram a simile intendimento K iV. 40, 38.
1& ove il pensiero mi tra* (^. IV. 43. 33.
quella che m' ha tratto nella presente condizione .... . C. ii. 7. 45.
la Musica trae a sé gli spiriti umani C ÌÌ. 14. 167.
che sempre traggono quelli C. ii. 15. 67.
da questo amore nasce la . . . amistà, dell' onesto tratta . . . . C ìii. 3. 89.
della virtù della quale trae quello eh' el vede C. ili. 4. 88,
Onde alcuno giii si trasse gli occhi C. iii. 8. 91.
che la divina virtù . . . questo amore tragge a C iìL 14. 50.
1' uomo si dee trarre alle dinne cose C. iv. 13. 73.
che . . . male tragge al segno quello che noi vede C iv. sa, 16*
quelli che si sapesse ben trarr* della punta d'un coltello nella . . C. iv. 37. 53.
d* essere rifrenato, sicché non trasvada C. tv. 35. 49.
tnaoeodere. siccome doppiamente trascende V altezza di costei , . C, ìii. 4. 6.
traacorrere. la litteralc sentenza trascorrerò per questa C, iiì. la. B.
che in tutte le loro ragioni trascorrono . . C. Iv. 25. 153.
trmifiguranietito. la cagione del mio tras/tguramento K. A^. 14. 73.
trasfigurare, quando Cristo salio lo monte per trasJigHrarsi . . . . C. W. i. 47.
trasfigurazione, accorgendosi della mia /nvjT^ffuaibM/ V. N. >4. 51.
Appresso la nuova trasfigurazione mi giunse K /V. 15. i.
trasgTfSsiOfie. Rispondo che non fìa quello oòbedienaaf ma traagres'
^b Sion*: che . . . cosi sarebbe tmsgressione . . . . . . . . C iv. 34. 135, 139.
^Qraalatore. credo che fosse I* errore de' trastatori C. ii. 15. 64.
trsslazioiie. non si trova cotale neìl' una trastasione, come . . . . C ii. 15. 63.
^-InismatainentO. r accendimento . . . significa ... e trasmutamtntù
^P dì regni C ii. I4. 173
^trasmatanza. che . . . non si può trovare . . . alcuna trasmnianaa C, iv, 15. 31.
trasmtstare. che non si possono trasmutare C 1. 5. 53.
lo quale a piacimento ... si trasmuta C i. 5. 55.
se '1 piccolo tempo cosi trasmuta, molto piti trasmuta lo maggiore C L 5. 60 (6à>.
che nulla cosa ... si può della sua loquela in altra trasmutare . . Ci. 7. 94.
che essi furono trasmutati d' Ebreo in Greco, e di C ì. 7. loi.
TRASMUTARE ^^^^^^^^^^^ 673
à
trastullo. O Signor mìo, o singolar trastullo S. P. xm. 67. ■
trattare. Ma ttatltrò del suo sUto ^ntilc K /V. 19. 30 (Cno. L il). \
S' io vo* tmttar di quel eh' odo di lei C. iii. CaauL li. m
Ch^ V ho (enulo nel trattar d' amore Chr. Con*, Ìli. it.
Per che da questo punto . . . Tratterò il ver di lei Catta, xix. 8&
traanratare. se per irasmttMv noo diviene più caro C i. & 77.
che . . . avrebbe fatto il Comento Latino trasmutan in . . . . C ì. lo^ 67.
quelli che /rd^mw/ò il Latino dell' Zirilra Ci. io. fi.
esso trasmutaMo dì quella parte ... in quella C.ii.9.3!&.
siccome la natura umana trasmnta ... la sua conseniudone . . . C ti. 9. 40.
le quali, se si trasmutano^ o muoiono C iìL 3. aB.
lo mezzo, che continuamente si trasmuta, Trastuntasi questo
mezzodì molta luce in poca C iìì. 9. XI4« X15.
7Va«mH/a£i anche questo mezzo di sottile in sroaso . . . U quale
mezzo, così /numw/oA?, trasmuta la immagine . . , . C iit. 9. tao» 134 {kU^
lo quale per inrcrmità e per fatica si trasmuta in C iii. 9. L3a
concìofossccosaclié questa mia Donna. . .sembianti tmsmutasst a me C iv. x. 60.
quando, trasmutata negli altri per . . . non sì possiede . . . . C iv. x^ 141.
le costellazioni, che continuamente si trasmutano C. rr. at. 66^
che . . . egli sarebbe ... di mortale corpo . . . trasmutato . . . C iv. 94. 68.
tracmutazÌQXie. nella prima trasmutatone , . . venne meno . . . . C L 7. eoa.
come sì maravigliasse della subita trasmutoMÙmt C it xo. 19.
V animo diritto non mutarsi per loro trasmutarnùu* C iv. to. 75,
che . . . sarà trasmuiammt di viltà in gentilezza C iv. 14. 44.
ben vogliono questa trasmuiasiont potersi fare C ir. 14. SOk
Dappoiché la trasmutamom di ... è tolta via . . . . . . . . C iv. 15. 41.
onde molte e grandi trasmutasioni sono nella persona C iv. 34. x6.
trasparente, diafano, ov\'ero tutto tmsparwnts C. iì. 4. 13.
1* altro cielo è diafano (cioè trasparm/i) C ii. 7. 97.
vengono . . . siccome quasi in vetro trasparente C Ì>L 9. 71.
la forma, che nel mezzo trasparente non pare C ìtì. 9. 80.
trasportare, se la mia coosidcrazione mi trasportaxfa in parte . . . C. Ìli. 4. toa.
tisavolax^ di quella conclusione vanno trasvolando nell' altra . , . C. iv. 15. 155,
trattare, se non in quanto facessero a trattare di ... . ■ • K, ^V, 5. 31,
la saonda è Io intento trattato K M 19. 9^
Poi , . . comincio a trattare di questa donna V, N. i^ 11%.
pensando che . . . bello era trattare alquanto d' Amore . . . . K .V. 90. 8.
parole, nelle quali /noZ/ossi d' Amore V. Pf. uà. li»
Poscìacbè /ni//aj'd' Amore nella soprascritta rima V.N.aut.
che . . . poeti queste cose trattavano K ^. a^ 30.
avvegnaché forse piacerebbe . . . trattare alquanto della . . . non é
mìo intendimento di trattarne qui V. S, 39. 13, 14.
non sarebbe sufficiente ... a trattare ... di cìO y, S. 39. ai.
che . . . non è convenevole a me trattane di cib^ per quello che,
trattando^ mi converrebbe essere y, N, 99. 03, >f-
che io non potessi più degnamente trattare di lei l\ N. 43. 6k
se nella presente opera . . . piìi virilmente si trattasse . . . . . C L i. 1x3.
del quale al presente si tratta C u, 4. 79
come . . . sìeno, non è al presente da trattare . . C. u. 4. ioa
nel quale, trattando deW Amistà^ avca toccato . C ii 13, ift.
siccome, trattando quello vocabolo ... sì vedrà C iL 14. kx.
e la Metafisica /ni//a delle prime sustanze . . . , . ... C.ÌÌ.X5.61.
delle quali , . , tratta la Fìsica ..... ....... C iì. 13. 89.
le cose . . . delle quali tratta la Metafisica C ti. 15. 90.
573 ^Pn^^^r TRATTATO
trattare. Se* tu colui, e* hfti trattato sovente Dì ... I . . . K TV. ». 89 {San. xiii. i).
di queste tratta U Fisica , C. ii. 15. ioa.
di queste tratta la Metafìsica . C ii. 15. 107.
ove la sua nobiltà si /riatterà , C ii. 16. 24.
li versi . . , ne* quali ai trutta quello che dire s' intende . . , . C. iii. i. 104.
si narra la mia insufficienza a questo perfettamente trattane . . . C iii. 3. 7.
SI scrìve, /m//(ii»(io dell' infusione della bontà C ÌìÌ. a. 31,
quando tratta dell' Amistà C iiì. 3. 90.
cbc a trattarr d! costei sono ordinate , , , , C iii. 4. 36.
tè da temere di trattar* di sue condizioni C iii. 8. la.
di tanta cccellcnxa di beltà poco pare che io tratti C iiL 8. 134.
poiché di lei trattar» interamente non si può C. iii. 8. 138.
di tutte quelle cose . . . convenevolissimo trattare è per . . . . C iii. 8. 143.
tdi . . . e della prima materia cosi trattando C. iii. 8. 145.
nel quale . . . per diverso rispetto si può trattar*. •■..•• C. iii. 9- 47.
più efficacemente si tratterà la presente allegoria C. iii. ix. 19.
siccome trattando di smsibit cosa per cosa msensibit* si tratta con-
»venevoImente ; così di cosa intilUgtbiU . . . trattar* si conviene C. iii. ta. 45, 46, 48.
ora in questo ... si conviene trattar*, commendando ..... C iii. 15. 7.
delta quale trattare la . . . Canione . . . intende .,,,... C iv. 1. 98.
quello che è di mia intenzione a trattar* . , . . . , . , , C iv. a. 14.
dico . . . questo che trattarr intendo C. iv. a. 40.
E prometto trattar* di questa materia C iv. a. 100.
prima si promette di trattar* lo vero C iv. a, laa,
che prima ... e poi si tratta il vero « C iv. a. 135.
al trattare lo vero s* intende principalmente C Iv. a, laS.
qui prima si promette di tratta»* del vero . C iv. a. 130.
tcbè nella prima si tratta della Nobiltà secondo . . , nella seconda si
tratta di quella secondo C. Iv, 3. 5, 6.
Di quelle ... in Capitolo speziale é da trattar* C iv. 3. 74.
perocché . . . senza . . . lunghezza ciò trattar* non si potrebbe . . C. iv. 4. t3a.
quello vocabolo, del quale al presente si tratta * C. iv. 6. 47.
tnel quale, di Nobiltà trattando . . . degg:io C. iv. B. 36.
se non è dell' arte, trattando dì quella C iv. 9. 175,
dove tratta la mondiale costituzione secondo C iv. 15. 74.
dove tratta di Ciovanesaa e di Vecchieoaa C iv. 93. 85.
perocché di GiustÌAM ... si tratterà C. iv. 37. ioa,
rattato. appresso di cotal trattato K A', ao. 8.
però lascio cotale trattato ad altro chiosatore K A^. a9. 98.
nel quarto Trattato di questo libro sarà . . . mostrato • ■ . • . C. i. i. 193.
si ragionerà ncll' ultimo Trattato di questo libro C L 8. 131.
si vedrà per lo processo del loro trattato C. ì. 9. 53.
lo modo che si dirà nel quarto Trattato C. L 9, 56.
dirò ... nel quattordicesimo Trattato C i. la, 88.
»lo mio pane nel precedente Trattato é . , . preparato C ii. i. 3.
nel penultimo Trattatosi mostrerà C. IL 1. 36.
questo ordine, che in questo Trattato si prenderà C. ii. a. 55.
Secondoché ... nel terzo capitolo di questo Trattato si dice . • . C ii. 7. s.
siccome nel terzo Trattato . . . fla manifesto C ii. 16. 33.
nel selciente Trattato più pienamente si parlerà C iì. 16. 94.
in fine di questo secondo Trattato C ii. 16. 98.
qui si termina il secondo Trattato C ii. 16. 104.
Cosi come nel precedente Trattato si ragiona C ìit. i. 1.
ai fa come nel acgucnte Trattato si mostra C iii. 7. 145.
XX
TRATTATO ^^^^^^P 674
travagUare. Si mi fa irtnmgiiar V acert» vita . . . , F. AT. 32. 105 (Coi«. iii. tfg^
Per lo qual sì travaglia il mondo ttitto Csms. ùl eol
traverso, lo raggio . . . che U 'nforcA Si di traverso^ che Coiul tv. 6k
tre. Cèmm. ix. ^: XX. L
treccia. S* io avessi le bionde trteeù prese Comm. xiL 66.
costei . . , cbc s' asciuga con la treeaa bionda Cmmm. xx. 51.
trattato. L' ordine del presente trattato richiede C. tiL 9. e.
tutta la litttmU sentenza di questo trtUtaio C ni. «X A4.
Nel primo Capitolo di questo Trattato è . . . ragioiiata C. Ui. la. i.
il quale t cominciatore del trattato •C.ni.nL4a.
della qual filosofìa . . . scgtiito poi per lo trattato . » . . » . CI iii. t^ as
nel seguente Trattato per intenzione si ragionerà C. ìii ig. 37.
siccome nell' ultimo Trattato veder si potri ,.,..... C iii, 15. 144-
tem[>o è ... di porre fine a questo Trattato C iti. 15. 9i>
nella seconda si seguita il trattato C. iv. a. 6.
nel decimo Capìtolo del precedente Trattato .Civ. a-ja.
nel trattato si fa 1* opposito . C ìv. a. taa.
nel trattato prima si riprova Io falso C. iv. & t3S>
siccome detto t nel precedente Trattato C^rv. a^ 15*.
ciò che . . . porta ÌI testo del presente tntiato C iv. a. 164.
Veduta la sentenza ... è da seguire il trattato C ir. 3. a.
che lungo convenga essere Io trattato e sottile CL iv. 3. ao.
nel terzo Capitolo di questo Trattato promesso fu C iv. 6^ a.
tanto laido, quanto in questo Trattato ....Civ. 8. 36.
siccome di sotto in questo Trattato si vedrà Crv. &. Q3.
Io, che . . . parlo in questo Trattato Civ. &. ^
nel quarto Capitolo di questo Trattato C iv. 9w 7.
siccome . . . nel terzo Trattato è mostrato C iv. 13. 6^
Convicnsi procedere al trattato della Verità C tv. 16. i&
nel terzo Capitolo del presente Trattato C ir. 16. t&
A perfettamente entrare per Io trattato Civ. 16^34.
per meglio entrare nel trattato della parte che • . C ir. i& 9&
nel settimo Capitolo del terzo Tmttmto Chr. ao. 33.J
però ... col Trattato è da tenere dietro a C. iv. aa. 6a.
nel sesto Capitolo del terzo Trattato Civ, 93, X4r
nel ventiduesimo Capitolo di questo Trattato C iv. a6. ^*
quanto di sotto nel settimo 7nz//aft} si dirà C iv. a6L é&
nel penultimo Trattato di questo volume ai tratterà C. tv. «7. loc*
nella fine di questo Trattato C ìv. ay. 1^
Come ... nel terzo Capitolo dì questo Trattato si dimostra . . . C ir. 3& a.
senza Io proemio del trattato della Canzone C iv. 3» &
come provato è di sopra in altro Trattato C iv. 30» 5^
tratto, la opportunità del procedente tratto di tempo ...... C iv. 5. 96^
travagliare, non mi travaglio di più divisioni , ^ y. S. x^
cominciai a tmi*agtiare come farnetica persona K /V. ag.
accorgendomi del mio truvagtiart .,..•.....•. KAT. 36,7.
tre. V,N. 8. 35; 9. 58; la. 124; 17. x; 19,93; ai. 23, 34; as «i; 37. «7, 35; «^15;
30. 39, 33 (Aw), 33, 35. 36 ; 32. 15, ai, 33 ; 35- 34 ; 39- sa ; 4»- 4"; C t4.
9; 5.6; 7- 61 io; 8.8; 9. x; io. 33, 37 ; ii. i. 48; a. 66, 73 ; 6. 39, 4% 4>i
46, 59» 75, iS^r 144 M ; 7. 5 ; >o- 3» ; ««- 50 ; »4- 7» "39 J «5- 3. 5. *ì «5r
4t ; »". ». 33i loo, 103, I IO ; a. 3, 85 ; 5. 4, 5, 1*4 ; a 4. 67 ; ^ «4 ; tj. 30;
14. 137 ; iv. a. IO, 163 ; 3. 4 ; 5.167; 11.3»» 58, 70; 15.117; 19^8;».
90 ; aa. 159, t6o ; 25- 33. 38 ; 30- 3-
trebbiare, siccome nel trtbbiart il formento C ir. ^ xi&
TRISTIZIA
^^tremare. vedere ... E la terra tnmart K A^. 33. 180 (CanM, ii. 53),
^H Che il cor oc trftna sì, che fuori appare C iì. Cane. i. aa.
^H SI, eh' io non trtmi tutto di paura Cana. xì. 55.
^^ft Che piìi mi trtnta il cor, qualora io penso Cùhm. xÌj. 07,
^V Lo spirito maggior tfemò st forte ............ Cans. xiii. 67.
^m a' accordano . . . Tremando dì paura eh* è nel core ... KM 13. 43 {Son* vi. 8).
^ E cui saluta fa trrrnar lo core K A^. ai. la (Som. xi. 4),
Che *1 cor mi trtma di vederne tanto V, N. aa. 81 (Som. xii. 14).
■ Ch' ogni lingua divien trtmando muta K. TV. a6. 39 (Son. xv. 3).
Tanta paun, che mi fa treman Stm, txvìL ti.
Io tremo si, eh' i* non potrei ancora Som. I. 6.
tremore. E per 1' cbricià del gran ttrmon . . . par . . . . K TV. 15. 34 {Som. viii. 7).
trentsu Som. xxxiì. io.
trìtx>tare. Lo spirto tribolato ... Si può chiamare vero sacrifizio . . 5. Z'. L 64.
tritx>lazÌone. che da questi guaì K tribolaeiom tu mì cavi .... 5. P. cxliì. 59.
tri^ua. £ gli altri han poìito alle lor voci trirgue CWfw. xv. sa
trifUL Namque locutus sum in lingua trina CanM. xxì. 42.
trinità. Ed * la vera Trinità cotale P. F, -jo.
trìonfele. O patria, degna di /niori/a/ fama Gìms. rviii. y.
triatixia. Che di /rù/iVa saettavan foco K iV. 93. 275 iCdwa. ìi. 48).
Ma vjea [h* Ma] iristieia e doglia K iV. 39. 36, 76 (Cuna. iii. 38).
C ii. 6. 34 ; iv. 3a 7.
Io spirito . . . cominciò a trrman s) fortemente K W. a. aa.
e Énmamdo disse queste parole K A^. a. 33.
temendo non altri si fosse accorto del mio trtmnn K /V, 14. 39.
a), che il cMortj cioè il mio dentro, trtma . , . . , . . , . C ìi. 6. 77.
che le foglie ... li fan tnmart C. ìv. 13. 104.
C ìì. 7. 107.
'tremito, ed io mi sentii cominciare un trtmtto nel core K W. 04, 4,
tremore, far lo potea mirando lo trtmort degli occhi mici . . . y, N. 11. 17.
mi parve sentire un mirabile trtmort incominciare K iV. 14. 96,
come io mi sentii svegliare lo trtmort usato K M 94. 66.
trenta. C. il. 13. 50.
trentadtique C iv. 8. Óa ; 34. 31.
trcntacinquesima C. iv. 93. 94, 108.
trentadue. C ì. 7- 55 i >^- M* 94>
trentaquattresimo C iv. 93. 97.
trentesimo. C iv, 33, 91 ; 30, to^
triangolo, la 6gura dello quadrangolo sta sopra lo triangolo . . . . C ìv. 7. 149.
tribolazione. Dopo questa trìÒolamoHt avvenne K. M 41. x.
tribalaxiOQe. Or che tu se' stato in tanta tribulamotu K. /V. 39. 17.
Le quali sono trilmiasiom delle cittadi C. tv. 4. 97.
trinità, ciascuna Persona nella Divina Trinità C. il. 6. 73.
in qucll' altissimo . . . Concistoro . . . della Trinità C iv. 5. 99.
tzinitade. la cui radice à solamente la mirabile Trinitadt K. iV. 30. 41.
tri pUcetn ente, di loro si puote tripUtwmtnt* contemplare C ii. 6. 61.
ciascuna Persona . . . tripUcrmtntt al possa considerare . . . . C. U. 6. 74.
trtete. Ktriato.
tlisticia. coDciosaiacosachè ... ai adunino a cotale trisftna . . . . y. IV. aa. ^m,
ed io rimasi in tanta tristisia K A^. aa. 30.
tanto ... eh' io non potea disfogare la mia triatimia K ^V. 39. 4.
non potendo lagrimare nò disfogare la mia frv>tieia K :Af. 37. 8.
tono tristi di bricvì . . . tristitit C 1. 4. 39.
nanìfesto 1* anima mia . . . con tristi9ia parlare C B. 10. 17.
X X a
TRISTIZIA ^^^^^^r M
tristizia. E tu, che sei figliuola di tristtMÌa T. AT. 33. 1 15 (dm». S. 75).
Onde dolente e ptrno di tristìàa . . . por^ S. P^ caffi. A
tristo. Come r anima triata piange in lui C iL 0»». i. tt ; 7. 7»
^^ Qual con sembianza trista Volge Oms. x. lao.
^^^^ C* ha bitto il foco, ov' ella trista f incende Cona. X3. «5.
^^^^H Ond' è rìmasa tnsia V anima mia Cmms. Mm. a^.
^^^^r Io, che aon la più trista . . . son Drittura . Cam», xx. 3^.
^V Lascia piangere a noi, e triste andare K iV. 33. 97 (Som su. 9\
^H che . . . mena Le lagrime dogliose agli occhi tristi . . K M 35. 55 {Som. Xf&, tt),
^H Io dicca poscia nell' anima trista K iV. 36. 40 {Som. zzx. tj)>
^H Che n tristo spino si rìnvegna alquanto S»nL zbn. 4.
^m E tal giace per lui nel letto tristo Som, fir, 9.
^H Che sempre allegra il tristo core S, P. n.mu
^H Vado decente, tristo e conturbato S, P. xxxtìl. al.
^^ la \i-ita mia ... È arsa, consumata e trista e stanca . . . « • • S. P. d. 40.
tromba. Risorgeranno al suono della /romdft S. P. cLiiow
trono. Innanzi al trono del celeste coro S. P, zxxL &,
troppo. Hi fa sentire al cor troppa gravezza Onaa. a. 5^
»Ma troppo i più ancor quel che s* asconde Gm». x. tjx
trovare. E quando trova alcun che degno sia K. iV. i^ 56 .Coma. L 37^
Tu trwerai Amor con esso lei K AT. 19. 86 {CamM. i. 69'..
tristizia, io rimasi di tanta iristtaia punto .CÌLT3.&.
la sua privazione è . . . piena d* ogni tristiaia C iàL 13. aok
senza tristizia è la morte eh' è nella vecchìezxa C. rr. aft, 3>
tristo, triste, veder . . . donne andare . . . maraviglioaamente tristi . K JV. «3. 3;^
Questi cotali . . . spesso sono ttish dì brìevi . . . tristìzie . . . . C t. 4. 3B.
la virtù dee essere lieta e non trista CL8. 48.
o vìvono quasi trist* C. iìi. 3. 99.
Trivio, le sette Scienze del Trivio e del Quadrìvio C. ii. 14. 5&
Troja. cio^ che Enea venne di Troja in Italia C iv. 5. 48.
Trojano, Troiano. Giuno, cioè una Dea nemica dei TVoùntt^ . . . K Af. «5. 7^
Virgilio . . . cbe chiama Enea . . . ' O Speranza delU Trojmm* • . C. ìli, IL 16&
nel quale I' alto sangue Troiano era mischiato C. ìv. 4. 104.
quando lasciò li vecchi Trojani in Sicilia raccomandati ad , . . C vr. 96. 95.
trombatore. Mìaeno . , . eh' era stato trombatort d' Ettore . . . , d iv. 3& ii>
trono. Lo prìmo è quello degli Angeli ... lo terzo de* Tnmi • ■ . C iì. 6. 45.
credere che . . . quelli di Venere siano li Troni C iì. 6l X09.
sono questi Troni . . . in numero noo grande . . , C ìL 6» ts6.
troppo. taotOi che troppa gente ne ragionava K ÌV. za &
pareamt avere impresa troppo alta materia K, JV. x8L fi^
che ... io temo d* avere a troppi comunicato K JV. r^. t;
che ... si cominciaro a dilettare troppo di vederla K ^. 38. 3.
come di persona che troppo mi piacesse K. AT. 39, 4.
parlare, sponendo, troppo a fondo ....•*. «•••CLsl 11.
troppo moltiplicherebbe la digressione ...» C.i.6.aik
che troppo maggior numero sia quello *• •Clia,5. 87.
dell* anima, che di troppo disio era passionata . Ciii.x0.9k
senza troppa lunghezza cÌ6 trattare non si potrebbe C ir. 4. Ija.
si potea peccare e si peccava nel troppo e nel poco . . . . . • C iv. 6. x 19^
la quale modera ... la nostra troppa pazienza C ir. 17. 51.
due nemici . . , uno tu troppo e un altro ih poco . C ir. ^7, 6&.
non paia troppo alto dire ad alcuno .... » C. iv. «Ot. 30.
trovare. In quella parte ... si trxioa una rubrìca K W. i. 3.
Sotto la quale rubrìca io trovo scrìtte le parole K AT. 1. 5,
*77
TROVARE
Mi strugge il core ovunque sol mi trovo . . , . ^ yv. 33. 98 {Cans. ìiì. 58).
Mi tng^ nello stato ov' io mi trovo C ii. Can*. i. 6 ; 7. 43.
Trova contraro tal . . . [L' umil pensiero] C. ii. Canj. i. a^ ; io. a, 8.
quella gente , . . Ne* lor pensieri la trovofto ancora ..... C ili. Cane* ii. 05.
Gentil è in donna ciò che in lei si trova, . . . C iii. Cerna, ii. 49 ; 7. 151 ; 14. lao.
Dove più nobiltà suo raggio /rova . . , . Coh». ix. 4.
Conserva, adoma, accresce ciò che trova , , Cerna, x. 37.
Non trovo scudo eh' ella non mi spezzi Com*. xiL 14.
Secondo che si trova Nel libro della mente Cana. xìii. 58.
Ch* io non trovassi in lei nuova bellezza Cans. xiv. 79.
Che non sa, qual sei trovi •.. Cane. avi. 36.
sappia che allo entrar di lui si trova Serrato forte Cane. zvi. 56,
poich' io non truovo a cui mi doglia Né cui Cana. xvti. x.
E Axnvrai* de' buoni la cui lumiera Non dji Cana. xviii. 64,
Cb* ognora par che /n>n' Cuwa. xix. 110.
Noi pur saremo, e pur trovrrrm gente Ci»«. xx. 71.
che tu mai alcun truovi Amico dì virtù Cana. xx. 96.
s) che quasi morto Mi troverai BtUL v. 13.
TViDusi' Amor in mezzo della via K AT. 9. 46 (Som. v. 3),
Cosi mi trovo in amorosa erranza F. A^. 13. 46 {S<m, vi. ti)»
e trovai che V ora . . . era stata la quarta V. N.^60,
nella prima parte dico siccome io trovai Amore K. M 9. 59.
Ond' io , . . trovai cYic questa Wsione m' era apparita K. AT. la. 74.
Vero è che ... si trovano dubbiose parole K /V. 14. 101.
che , » . noi non troviamo cose dette anzi ...••,... V, S. 35. 38.
conciossiacosaché colai modo . . . fosse . . , trovato per . . . . K A^. 05. 50.
E quelli . . . trovtrtmo che di mille 1' uno ragionevolmente ne
sarebbe stato servito C. i 9. ta.
perchè questo nascondimento fosse trovato per li savi C. ii. i. 35.
avvegnaché la vcrìtii air ultimo sia trovata C. ÌL 3. 19.
avvegnaché la verità sia rrotw/a Cii. 5.11.
secondocbè nel Libro . . . epilogato sì trova C. ii. 6. 135.
E dico . . . per le diverse opinioni eh' io trovo ....... C. ii. 9. 109.
che r uomo . . . fuori della intenzione trova oro C li. 13. 33.
io . . . trovai non solamente alle mie lagrime rimedioi ma . . . C. ii. 13. 34.
testo, che neir j4r/r vecchia e nella nuova si trova ...<,. C. li. 14. io6w
perché la sua sentenza non sì trova cotale C ii. 15. 6a.
indarno sarebbooo scrìtte e per antico tmvaté C. iL 15. i6a.
amore . . . trovamio la mia vita disposta al suo ardore C. ìiì. i. 5.
non si trova alcuna coaa che senta, che non viva C. ìli. 9. 104.
la ragionati^'a potenza senza la sensitiva non sì troxM ] ma la sensi-
tiva ai trova senza questa C iii. a. 109 {bÌM\
quando troviamo gli altri che . . . dìsprezsaro C. iii. 14. 83.
guardi a quello che dentro da lui troverà C. iii. 14. 103.
sapere non si può se non si trovano le sue radici C. iv. 3. 73.
Che . . . noi trovare potremo . . . coloro essere stati C. iv. 5. 93.
Se noi consideriamo . . . noi troveremo lei esaltata C. iv. 5. loi.
che a perfezione ... la ìroperìaie autorità fue trovata C iv. 9. 9.
trovata fu la Ragione scritta C iv. 9. 8f.
le , . . ricchezze, che si trovano o che si ritrovano C. iv. ri. 73.
dove . . . più d' uno staio di Sanlelene ... vi trovò C iv. 11. 81.
non trovando ciò essere, dirizza «*.......... C. iv. i a. 149.
perché in nulla di queste cose trutm quello ... e credelo trovart piti
oltre C ìv. la, i60, 169.
TROVARE
trovare. Cb* Amor, quando ^ presso a vd mi trovn . . . K. M 14. 85 {Som, vii. |V
i . . . colorì, Ch' io ho per voi trovati e messi in rima S&m, xxsiìi. f.
Quando trotnHt donna dì valore . Som. xlfiL ta.
Poich' io noD /rofo chi meco ragioni Soie xItL u
Che ti ben con trova chi albergo gli doni Som. xlvi. 8L
Di mezzo agosto U /nnrtinrrttddata Som. Ut. 5.
coloro. Che senza iniquità si trovframto Innanzi al S* P. itxxi. 5.
Lo core in me non trova refrigerio . S, P. xxxvv, 34.
Io ho truvaiOy che maggi :>r memoria Si (a , • S. P. cztu. »$.
rimedio giammai Non vi si troiUM P. F.€a.
tuono, rompon come tuono GÌ* innati vizi . C. iii. Caiu. si. 6&
mostrm . . , Qual fu quel tuono, che CaiuL. xi. jg.
trovare non sarà a trovart là dove Nobiltà ... si cominci . . . . C. iv. 14. ZI'
che . . . non si può trovarr . . . alcuna trasmutanza C. ir. 15. 30^
com' è da camminare a trovart la difinìzione ........ C iv. x6. tot.
quando due cose si trovano con>*eoìrc in una CI iv. x&. x^
nella seconda ... sì trova questa difinìzione C^ iv. 19» it.
andarono per irvvarr il SaI\'atore al monìmentOj e qaeUo non
trovarono, ma trovarono un giovane C iv. aa. Z51, 1.58, 155.
domandano il Salvatore ... e non lo trovano ; ma, uno giovane
trovano . C iv. aft 166 (Iw).
che la nostra Beatitudine . . . prìma trovarr potemo C iv, «a. ao).
là dove questa Donna ... si troverà^ Allora si traverà questa Donna
. . . quando si trova U sua camera C iv. 30^ 47. 4/^% 49l
trovatore, i quali erano famosi trovatori In quel tempo K. /V. 3. 6Sw
perocché di queste operazioni non fattori . . . ma li trovatori atmo . C iv. 9. 64.
tu. tn autttn non sic - V» N, xAl 33.
TtiUio. Contro a questi cotali grida Tullio C i. 1 1, 94.
che scrìve ThUw in quello d' Anùtina C. L xa. x>
questo par volere Tullio C.ÌÌ9.G6.
udendo . , . che T^dlio scritto avea un altro libro . C iu 13. x^.
siccome Boezio e Tullio • C ii. 1<L 4.
uno nuov-o cittadino . . . cioè Tullio . C iv. 5. 174.
siccome pare Tullio recitare Cìv. 6w X09.
Onde Tullio nel prìmo dfgli Offim . . . dicb • C iv. 8. 9.,
però esso Tullio nel medesimo luogo dice C tv. B. 17.
perù dice Tullio in quello di Parados^ C iv. za. 55.
queste tutte parole sono di Tullio C ir. xd. 71.
lo qual vizio Tullio . . . abbomina C iv. xy 123.
concordevole alia sentenza di 7u//io Civ.at.8x.
siccome dice . , . Tullio in quello dil Fitu de" Bèni C ìv. aa. 15.
sccondoché testimonia Tullio Civ. 84.6^]
£ Tullio in ciò 3' accorda in quello di S^ntitutt ...... .Civ. 34.$
lasciando stare quello che ne tocca Tullio C tv. af. ioa
siccome dice Tullio nel prìmo drgli Offiài • . . *C iv. 35. 95,
siccome dice Tullio in quello di Senettuté C iv. a?. x8; aS. H.
al processo d' Arìstotite ... e a quello di Tullio ....... C ìv. a;, iix.
Udite, ostinati, che dice Tullio contro a voj . . C. iv. 07. xj».
Onde dice Tullio in quello di Sentttui* C ir. 9;. X54.
Odi che dice Tullio, in persona di Catone C rv. 38. 44.
però dice Tullio^ che . . . . _ C W. 89. 73.
Tulio, li sette regi . . . Tulio, Anco, e li re Tarquinti C iv. 3. 90,
ttunulto. cioè non temere con alcuno tumulto C. iv. 13. 1x7.
tanica, per essere la tunica della pupilla sanguinosa C. ixL 9. X3^
I
$79 ^^^^B TUTTO
tnxtmre. vedere , . . Turbar Io Sole ed apparir la stella . V. N» 33. 177 {Catts, u, 50),
I£ quanto in sé non si turba giammai C. iii. Cant. ii. 78.
Un vento pcllcgrin, che I' acr turba Cam. xv, 15.
Per non V usar, le vedete turbate Can», xx. 6a.
«jcella pietosa, Che si turbava de' nostri raartiri ... ^^ ^. 39. 73 {Som. xxii. 14).
Per . . . Non si conviene a Donna conoscente . . . Turbarsi . . . Som. x\v. 5.
Mi si ìurbauo gli occhi e 1* intelletto S. P, \fi. 33.
£ *I giorno giace con /Mf^o/o ciglio S. P, ci, 31.
tuttavia. Che va chiamando Morte tuitavta f^. iV. 34. 49 {Cans. iv. 16).
abbraccia Gli spiriti che piangon tuttavia Catta, xiii. 41.
tottOb y. iV. 33. 145 {Catu. ii. 18), 1B6 {CauM. ìi. Gx) ; 34. 43(Gim«. iv. 17 1 ; C iii. Carta,
hii. 18, ig ; iv. CanM. iii. 39, 70, 115 ; Catu. ix. io, 30. 48 ; x. 4, 54, 68. 151 ;
xi. 55; xiìi. 9o, 63, 83; xiv. 44, 51, 63 ; XV. 8, 19, aa, 33, 68 ; xvl. 33. 59;
xìx. I, 8a, 96, 134, «33 ; Jtx. II, 15, 94 ; 5«/. i. 35 ; ii. 34. 38, 6a ; iv, 31 ;
K. TV. la. 86 {Bali. ì. 7) ; Bai/, iv. 14 ; vii. 7 ; viìi. 7 ; K A^ 7. 30 (Som.
ii. 13) ; «3- 36 {Son. vi. i), 47 {So», vi. 13) ; ai. 13 < Son. xi. 51 ; 37. a8 '^Soh.
XX. 13) ; 39. 71 {Son. xxìì. la] ; Son. xxvii. 8 ; xxviii. 14 ; xxxiv. i ; xli. lo ;
turbare. Io so che ... in alcuna vista parrebbero turbati K IV. 41. ai.
Iperò puotc anche la stella parere turbata C. iii. 9. 147.
io sentendo in me turbata disposizione C iv. a. 76.
acciocché . . . non prenda materia di turbart la verità C. iv. 8. 93.
quanta rena volge lo mare turbato dal vento C iv. la. 75.
' Marta . . . turbiti intorno a molte cose . . .' C. iv. 27. 97.
tnfpczza. non sarebbe altro a dire che turptsea C ii. 11. 68.
così Io suo contrario è turptnaa C Iv. 8. 14.
■ tutore, che furono quasi bali e /M/on della stia puerìzia C iv. 5. 93.
tutoria, poiché dalla reale tutoria fu emancipata . . . . . . . C iv. 5. 99.
tuttavìa, tuttavia era dì si nobile virtù |. K TV. a. 55.
Ma tuttavia di queste parole ... se ... ne dicessi ...... K TV. 9. 31.
ma tuttavia chi non è di ... a me non dispiace se V. N. \^. 149.
tuttavia ... mi rivolsi a loro V. N. a^. no.
Tuttavia . . . convicnsi qui dire alcuna cosa V. N. ai^. o.^.
che di simile colore si mostrava tuttavia K TV. 37. 6.
Ma tuttavia è a mostrare . C. 1. la. 11.
tuttavia sopra ciascuna Canzone ragionerò C. ii. i. lao.
Tuttavia ... la mia mente . . . provvide C ii. 13. 9.
non ostante che tuttavia non sia nell* ultimo atto C. iìi. 13. 78.
tutto. K TV. I. 7; a. 38,44; 3-»4i 44» 7^ ; 4-4. «o; 5 33 i 9- 37; io. la, 15; 11.11,33;
»a-5*>. 70; 13- ",30, sa. 55. 58; 14.28,103; 16 16; 17.3; 18.49,35, 38;
19. 127 ; ai. 36, 39 ; aa. 56 ; 33. 76, 105 ; a6. 3i ; 37 40 ; 30. aa ; 31. a, 19;
35. 31 ; 36. 13, 36 ; 39. 54 ; 40. i5t 18, ao ; 43. 34 ; 43. 9; C. i. 1. a, io, 47i
50.97. 135; 3- a6. 39» 44: 4- 25, 35,95; 5 41 ; 6.34,35 47. 5». 68. 74: 7-
36, 71, 94, 103; 9. I, 57: IO. 95; II. 61, 64, ia4, 146; 13. 35, 31, 33, 34,
37» 55» 65 ; >3- »o, 13, 14, 68, 70 ; ii. a. 56, 73 ; 3. av, 39 ; 4. la, 13, 36, 91 ;
5. a6 (Ws). 07, 98, 63, 64, I03, 114 ; 6. 49. 54, 95, 131, 139, 140, 145 ; 7. 18,
57.99: 8- 75: 9- 56, 59. 61, 73. 76, 80, 83, 94, laa; io. 36 ; 11.7.60,93;
la. 69; 13. 66, 71; 14. 39, 54, 117, 135, '39. »30, M', '47. 160, 181, iga,
303, »3i, B39; 15. 134, 135, 136, 156, 167, 179; 16. 95; iJi. I. 14, 33. 36»
101, 103, J07; 0. 55.89, loa, 113,114.131, 146; 3- 08. 37. 39. 40, 53; 4- 83,
lao; 5. 13, 19, aa, 36, 48 {bia, 73, 74, 119, 161, 185 ; 6 11,46, 47, 49.97.
130; 7. 13, 35, 53, 55 {bis\ 57, 156, 157 ; 8. 6, 15. 38, 63, 67. 71, 139, 173,
177, 178, 180, 313; 9. 135, '5a; «o. 83; 11. B, 64, 69 {bis), 101, 105, laa,
«■5. »50. 164 ; la. 33, 43, 53, 55, 59, 6a, Ba, 87, 91, 114; «3- »3: «4- 5^, 6*.
73, 116; 15. 37, 38, 39, 65, 156, 159, 176. 184, aio; iv. i. 10, 18, 34, 5»; «-
TUTTO
tutta xliv, 14; xlviii. 13; L 9; li. 14; S. P. vi. 9, 16; x=u. 4, 7, 16» 41. T7J
xxxvìi. ao, 51, 55, 70 ; L 60 ; ci. ti, a6, 59, 6r, 63, 851 106 ; cxlii. 03, *;,
34. 60 ; P. f: 3, IX ibù\ 16, 23, 39, 49, 86, 117, 178, i8«, 197, «38 ; K £.
ii. ta. 65.
tuttora. La carne nostra, al mal pronta tuttora^ È stimolata . . . P. F. 145.
tututto. Che 'I si e '1 no intuito . • . Ha posto Amore Cmm», xvi. «7.
u* = ove. CtiUL ziz. e6.
ubbidiente. Ubbidùnti^ soave e veiigo^osa [È] . C iv. Cana. Ut. U5; «3. 15, 39: a&S.
ubbidire, io che son costante ... In ubbidirti per StA, ù. 14.
£ vcdnssi i*bbidir buon servitore K M tal X13 {BsIL'i^^).
attenti , . , Ognor »am a ubbidir ciò che ci dice P. P, t8a*
C/. obbedire,
ucddere, ocddcre. [colai] che le mie pari ucade , . . . C ii. Cot*. u 37 ; f& Bo.
Vorrò morire, e non fia chi m* omda. Morte, se tu questa gentile
ocadi C«ii«. STÌL 3X 31-
Pcr la pietà che *I vostro gabbo ueddt K. iV. 15. 39 {Son^ vii. ta\
Che ferma i di tener quel che m* Mcrid* Som. xxscB, io.
cioè che paghi Chi la giustizia uceidt Som. xlix 6.
Ad ttcddtrg altrui in nessun modo P. /*. 173
C/. andderc.
tutto. 45.88,106; 3.56.57.59^61,65; 4. 1 7t 33. 36, 49i 561 58*59.60,68, -il 1^-fi
(Wi), 94. 96^98; 5.3,28,38,46,66, 161; 6.57,59,61.63. 79, 145, 149. 154,
"57.165,173; 7-33. 34.40.46,58,60; 8.35,33,44, 117; 9. IO. ao» aa. 23. 31,
70.73.75. «54. 159, 179.180; 10.13, 17,80; 11.54*58.79; 13- 16, 7«>, 87, :
174, 176,303,309; x3.34.H3; i4-"3.i5>; »5- 39.3»» 33. 38, 54. 56.64. 66,68,
84,131, laS, 139, 153; 16.3,45,86,96, 105; 17. 10,64.68,71, I3X ; l&49,66*
ao- 95 ; ai- 3. ao, 34, 37, 45, 93, 98 ; aa. 6a ; 33. 13,36,53,57, «46; 84.74. A
78, 173 ; 35. 38, 45. 77. «34 ; 36. 15, 131, 146; 37, 33, 155. «63, 176; aB. a«p
33, 34, 130, i6a, X63 ; 99. 64, 80, 90, 91, 93, 95. 96. loi, 107, lao: aa as *^
tuttoché. . K N. 9. 7 ; C i. 8. lao; iv. a. 137 ; 4. 83 ; 7. xo ; io. 55 : 17. 109; i^ 55,
tunni. Vide cor tuHm K M 3. 46.
tuus. £^ damiti IH tuHs K. iV. 5. 36.
U. ncir U quindi si rìvolve . , . sicché , . . imma^inan questa figura
A, E, 1,0, f/ Civ.&a8,st.
ubbidiente. Non solamente quest* aninu ... & ubbidienti . . . . C iv. 35. sl
Cf. obbediente,
ubbidientemente, quegli che . . . ubbiditnttmrmtt sostiene . • . . C. iv. 34. 164.
ubbidire, riprendere . . . loro di non ubbidir» . . . C. ii. 10^ 57.
il nocchiere, alla cui voce tutti ubbidir» deono . . C hr. 4. 59.
e per tutti dee essere ubbidito Oiv. 4.77,
questo Appetito . . . alla Ragione ubbidirt conviene C r\*. 36l 4^
C/. obbedire.
Uberti. Sicché non dica quegli degli UbtrH di Firenze C iv. 30l 38.
uccellino, vedemo li par\-oIi . . . desiderare uno ucallino C iv. la. 163.
uccello, che gli uaxiii volando . . . cadessero morti V, N. 33. 381.
siccome nelle bestie e negli Kcnrffi ... vedemo . . • . . . . CiìLa.tii.
dire . . . che alcuno utxrUo parli Ciii.7. sos.
Cf. augella
uccidere, dico, eh* Amore ucdde tutti i miei spiriti K AT, 14. hm
dà tanta virtudc, che uccide e distrugge ... ciò che K, A. 15. ift.
E dice poi 1 uccide •••.Cii.t6.6a.
tanto . . . che per sopcrctiìo Io vinse ed uccise ..•••.. C UJ. 3. 64.
che ahro . . . uccide le città, le contrade, le ... ? C. iv. xa. 93.
udienza, costoro che sono chiamati alla udiensa mìa C ii. 3. 5.
68l
UDIRE
I
udire. Uéita il nigioiuir [eh* t nel mio core] CU. Ctfu. t a ; 7. io, 15.
non Mn possente Di dir quel eh* odo della Donna mia C. iìL Ctnu. ii. B.
S' io vo' trattar di quel eh* oda di tei . C iti. CanM. ii. 10.
È . . . Prudente e giusta, e larghezza se n' odt ...... C tv. Gfu. ììi. 133,
gode D' udùt e ragionar dell' altrui prode C ìv. Cana. ìit. 135.
Udi$* quaato costa ... A chi da lei sì svia Cat», %. 45.
Io vo' che ciascun m' oda Ottm, x. xiS.
Volete udir, se piaga f ..••■•*•• Cane, n, 103^
Udih come conchiudendo vado Cnta, x. 137.
dacché convien . . . Perchè la gente m' oda , Cana. xi. a.
Fa . . . che . . . Questa rea per me noi possa udir» ...... CflMa. xi. 13.
Quando son presso, parmi »MAr parole Diccr Cana; xi. 41.
Peixxxhè quella, che ti deve udir» K /V. la. 90 {BaU, i. tt).
UdiN la ballata mia pietosa .... « BaU. x. a.
£ prego sol, eh* udir mi soflcriate K /V. 7. ai {Som. ii. 4%
Piangete . . . Udmdo quol cagìon lui fa plorare K TV. 8. aa {Son, iii. a).
Udtt* [quant* Amor le fece orranza] V, N.^ 99 (Som. iii. 9), 44.
Che nel suo pianto V udimmo parlare F. iV. sa. 99 (Som. xHi. 11).
Voi udiftU lor chiamar sovente ... E dispregia • - • K A^* 33- 34 (^Sot*, zviì. 9).
Se voi restate, per volerla udin K A^. 41. 63 {Som, xxlv. 9).
Ma perch' ì* ho di voi pati volte udito. Che Som. xxziv. 5.
Bdlwini. seguito io slhi preghiere fatta dell' uditnaa C. ti. 7. Óol
C/, aadienza.
adire, dove cota] consiglio fosse utile a udir» K. A^. a. 39,
ove s* M4AÌSM0 parole della Regina della gloria f^. iV. 5. 3.
e pregare che mi sofferìno d' udir» ,...•.••••• K. iV. 7. 44.
dico * N</4rN^ la cagione perch' e' piange' •••••.••• K. /V. 8, 38.
là ove polca lamentarmi senza csaerc udito , . K JV. la. 8.
Quella nostra Beatrice udto da certe persone K iV. sa. 46^
lo nome d' Amore è si dolce a udir» . . . K M 13. i6b
perocché U cagione . . è dilettevole a udirt K iV. 17. 10,
a' egli avvenisse che molti la potessero udtn K W. 19, 156.
conciofossecosaché alcuno amico 1' udisM . . . K. JV. so. 3.
avendo forse, per le uditt parole, speranza K N. ao. y
ood' io . . . udii tor dire parole di questa gentilissima . , . . ■ K /V. ^a, 95.
Tra le quali parole udii che dicevano . . K. AL «a. a?.
se non foBC eh' io attendca anche udir» di lei K W. aa. 34.
di noi, che «verno udito parlare questa donna K. TV. aa. 44.
£ cosi . . . udii parole dì lei e di me K. TV. aa. 51.
piccando ct6 eh* lo udii da loro K. iV, sa. 64.
rd altro non mi parca udtr» K M 83. 36.
che fosse amorosa cosa ■ udir» F. iV. 03. sa6.
come ... io vidi ed udii certe cose K W. «4. 7».
nella atmuda dico quello eh' io udii V. N, «4. 77.
di ciò eh' ella vedeva ed wWStnt K. iV. a6. 14.
non credo che anche udÌMStro parlare di questa donna K W. 41 . 14.
diletto buono a udin C I. a, laB^
dò che prima udito hanno C i. 4. 33.
quello giudice che odt pure 1* una parte C i. 4> 48<
a* inducono a udir» ciò che dire intendo C IL m. 61.
c non dico uditt» perch* egli odmmo alcuno suono . . . tam^koméH»,
cioè, con quello udirt eh* clli hanno, che è Ifetuiòuv par
intelletto CU 7. ti, ift, t3| 14.
Poi gli ho chiamali a udir» quello cba , ...••Cii.). 03.
UDIRE ^^^^ ^^
udire, che dina CVrr della sua donna . . . , Som, adi. &
Avvegnaché gravoso m' i 1* udirr Sa. sii. 9.
Piangendo si eh' ella ttda i nostri guai San: xtaL tih
CUr una voce dir subiUtmeate Som. x&v. f.
Chi Mtiisu tossir la mal fatala Ho^ie di Som. Iti. 1.
£ tUf Signore, udendo il mìo parlare ... Ti degnasti S» P, tiri 3>
quello, eh' io vorrei Aver utiifa ncll' ctadc paua S. P.ì. ja.
Li quali tàtUntio li sospiri e . . . lor non dispiacque S. P. ci. 55
Aprì, Signore, il tuo benigno tuiire S^ P. ociis. 4.
e '1 tuo benigno udire Aprì * . S, P, cxliL &
E tutto ciò, che s' odd^ vede e sente /*. /I 16.
udire, udendo ancora^ che Tullio scrìtto avca C. ii. 13. 17.
si è 1' anima intera quando 1' otù C ix. Xf. 191.
da molti . . . sarei stato ripreso . . . udmdo me cserr dal prìmo
amore mutato C itL t. fl^
fondamento s<^pra lo quale si sente, cioè . . . odt C ìiL a. loo.
solo quello, che veggiooo e othno C fis. 7. 117
genera nella menle dì chi 1* odi CuL?. I3i>.,
come per colui che dee udirr C iv. a. TO^é
il quale agli animi . . . porta desiderio d' mdirt C iv. a. 154^
Udite, perocché di gran cose io debbo parlare C iv. 5. 14.
riderebbe Aristotile, udendo fare C. ir. 15. 59.
*Odif figlio mio, r ammaestramento . . .' C iv. 94. 14*^
per grandi e maravigliose cose . . . udire C Inr. 05. 5Ck
allegra di dire bene e prò ...ed* iicAJnr quello C. iv. 07. x^.
Uditet ostinati, che dice Tallio C ìv. 07. 133.
Convicnsi . . . ragionare lo bene, e quello udirt volentieri . . . C ìt. 97. x<3.
Odi che dice Tullio C ìt. atìt
eziandio quelli, di cui udii parlare C iv. >&. 4B-
*0 voi. che ittA'/o m* avete. . .* C iv. 0^ ft.
in quelli che hanno udifo la buona fjama CLiv. 09. 6x.
di coloro, che lianno udito il bene Crr. 09,
udita, alcuna opinione fanno . . . per udita ......... C. i. .«. sG
uditore, a rendere I' uditore attento C. IL 7. 60.
quello . . . più rimane nell* animo dell* uditore C. ii. ^ x^
né gli uditori erano tanto bene disposti C ii. 13, 61.
dinanzi al viso dell' uditori CuLx4. 119.
dà biasimo, o per . . . o per difetto dell' udiion C iìL tck 7^
se V uditore è mal disposto C iv. a. Ta.
il quale agli animi degli wi/f/on' porta desiderìo C iv. a. 134.
dicendo quelli * essere insufficienti uditori della . . .* C^ iv. i^ I4ÌL
ufficiale, siccome ciascuno ujfficiaU ordina la propria operazione . . C ìv. 4. 55.
la elezione di questo sommo ufficiale C iv. 4. 9a.
anii V ufficiale predetto nullo a ben di tutti intendea C iv. 4. 97.
A questa scrivere ... è questo Ufficiale posto C. iv. 9, 901
ufQck). r Anima pib adopera del suo ufficio C. iit. 8. 54,
nella faccia dell' uomo, là dove fa piti del suo uffiào C iiì. 8. ^B.
Tale imperò^ cioè tale usò 1' ufficio imperiale ^- ^- S> 39-
che diversi uffici e diversi fini di quella . . . sono ordinati . . • C iv. 4. 51.
che ... li diversi e necessari uffid ordinando, abbia del tutto uaiver^
sole e irrepugnabile ufficio di comaidare. E questo ufficio i . . •
Imperio chiamato ... E cosi chi a questo uffiàù è posto C iv. 4. 67, 69 (Aà\ 73* 1
tuttoché al mondo ufficio d* Imperio si richi^ga C iv. 4. 83.
Iddìo quello elesse a quello ufficio - . . C tv. 4. loti^
683 ^PIV^^^^V ULTIMO
ultimo. Che Ul detto rivolse, £ 1* uihma partiooU ne toUe . . . . C ìv. Cmn*, Ui. 07.
^L quando L* tdtima apcme a cercmr nù aon mosao Ctfw. zvj. 33.
ttflBcto. Cìnciniuto . . . dopo ti tempo dell' «fficiù C iv. s- i3a>
I quello che dello imperiale ufficio . . . é ragionata C iv. 9. 6.
haiccome ciascuna arte e uffiào umano dallo imperiale è a certi termini
limitato . . . . C iv. 9. 16.
thè r uffiio e r arte della Natura finito . . . vcdemo C iv. 9. 19*
volendo il suo N^ito 6gu rare . . , . , C iv, 9, 101.
• mostrare • . . questa cosa determinare essere fuori d* imperiale
uffiao C iv. IO. 47.
li suoi t^W appressa quivi d* of^ parte C iv. 03. 147.
pero r 6^10 della prima parte del di, cioè la Ttmmt al dice in fine
di quella C iv. 93. 149.
meritarono V ufficio della Prefettura C iv. 09. ao.
Uguaimente. Li puaii delli quali archi si dilungano HguaimtHU dal
■ primo Cerchio da ogni parte C iii. 5. 136.
Cf. egualmente.
UgucciOQC. siccome testimonia Ugucàont C. iv. 6. 39.
ultimomeate. UttìmamitnUt perchè la vinti dee avere C 1 6. 100.
quello che uUimamfntf si dice • C iL 9. la.
VmntamgHU manifesta 1' anima C. ii. io. 94.
Viimmmtntt ... io mi rivolgo *....,.. C ii. la. i.
VUimtmimni0 mi scuso da inaufHcienza • . • . . . • . . . C ili. a 9.
però uttimamtHU dico che ... fu ordinata C. iti. 7. 177.
UUimamntU quando dico . . . conchiudo C. ili. 8. 199.
mlfttmawmtie [«Ho alla Canzone C. iìi. 9. 07.
Uiiimmminii in massima lode di Sapienta dico C. iiì. 15. 155.
UkimmmtHié quando dico . . . chiamo C Iv. a. 141.
. Vliimmmtmttt quando si dice. . . dico C iv. 7. 100.
^^^^^^iJUtmyumgnit conchiudo ... 1* anìtno «UriUc non mutarsi . . . . C iv. 10. 73.
^^^^^VttimmmtgMU cuncbiudc manifesto essere . . C tv, 14, 19.
^^^^ Ulàmmmmti dice, che C iv. iS. 58.
^f i^iémmmmtt conchiude, e dice ... C iv. no. èo,
ultimo, ncir uifimo dì questi dt avvenne K A^. 3, 4.
la pnma ora delle nove mJtmu ore della notte 1^. iV 3. 64.
toccai . . ■ ncir uUitna parte delle parole • K V^T. ft. )6,
neU* «//ima dico perchè altri dovrebbe f^. /^. 15. 58.
perocché quest' uUima parte è lieve ad intendere .... K. /V. 19. 145.
Ivo che non dico di questo mttimto come adoperi K /V. ai. 35.
Quest* mlttmm parte si divide in tre K /V. #7. 35.
acciocché la scienia è 1* uitima perfcxionc della noiiU* anima, nella
quale su la nostra uitima felioU C. (. 1. 1, 9.
si ragionerà ncll' uthmo Trattato dì questo libro ....... C I. B. 131.
che 6 . . . r HÌIimm ragione che a ciò mi mone C. ì. 10. 31.
la qumia e 1* ultima, viltà d' ammn C i. 1 1. 9.
La quinta ed ultima setta sì muove . C I. ti. toÉ.
via di scienza, eh* è nltimm perfezione C i 13. 39>
Ln $ma è il quinto ed ultimo vcno C. H. a. 70^
avvegnaché la verità all' mttimo aia trovata CU. 9. 18L
che ultima noi annoveriamo .•.....•.•..•.C.li.6» é5<
questo dico in quelle mittmt parole ...,•.••... C U. 7* '^
r uUtma aentcnca della mente ... ai leaen , C ÌL 7, 8j,
dcnuminate dall' ultuMa nobili* della loro ktwm •.....• C il. 8h 17.
continuandosi air h//i«h/ sue parole C.&.tl. in.
ULTIMO
684
ultimo. L' ultimo a tutti s* è, cbc nostre voglie Non sùn P^F. tT^L
umaxK). Donna . . . Adorna assai di gentilezze Mmant . . K. JV. 33. 109 (C«mk. ìL *).
I^ fede ■ . . Muo^'C dal vostro portamento nmano Ctnt*. svi. ^dl
Tu, nuvoletta, in forma piti che HfNd#M B^IL ìL 5.
nltilBO. la verità ... eh' è ultima perfezione nostra C. u, 14. 41.
infine all' ultima stella che appare loro C iì. 15. ao.
noi siamo già nell' U/iims ctade del secc^ C, a. t^ tt$.
La itraa parte è M quinto e ttUimo verso C ni. i. lofiL
colla nobiltà della potenza ultima . . . C. iìL a. 115.
per Mfntt s' intende questa ultima . . . parte C ut. a. i^f.
per la quinta e ultima natura ... ha t* uomo amore ...... CI ni. 3. 84.
r ultima potenza della materia ... si riduce in atto . . . . . . C. ìii. & tia.
non ostante che . . . non sìa nell* ulthno atto di filosofia . . . . C iii [3. ^ft
qui si vede 1' ultima sua lode C ìÌì. 13. 101.
siccome nell' ultimo Trattato veder si potrà O iii. 15. 144.
r ultitHo verso, che per Tornata è posto ... si può ridurre . . . C in. JS* 19SL
quella concordanza che nell' ultima . . . sillaba far si suole . . . C rv. a. 10^
Federigo . . . ultimo Imperadorc de' Romani {ultimo dico per rispetto
al tempo presente . . .) , . , . C iv. 3, 39. 40.
levò via r ultima particola, cioè ì 'belli costumi * d ìv. 3, 48..
è uno che . . . ordina quelli nell* ultimo di tutti C ir. 4. 57.
colui che 9(^o considera P ultimo fine . . , . C iv, 6. 58,
che questa ultima opinione ... è tanto durata d. ÌT. 7. 6.
come levando V ultimo canto del pentagono . . . cosi levando V ultima
potenza dcir anima C ir. 7. 146, 14&
i quasi punta dell' ultimo desiderabile .......... C iv, la. 174.
dicendo che . . . mai non sì viene alV ultimo C. ìv. K3. 5&.
cioè che mai non sì viene all' ultimo C. iv. 13. 6t.
siccome all' ulàmo suo frutto sono ordinati C. ìv. 34. 9a.
quello che ... è nell* ultima volontà un padre lasciato . . . . C iv. 04. 176.
Appresso della . . . particola è da procedere all' ultima . . . . C. ir. A a.
quello che fa la nobile Anima nell' ultima età * C iv. aH &
grida il testo alla gente ali* ultimo di ciò che C. iv. 39. 7.
in questo . . . ultimo Capitolo ... è da ragionare » C ir. 30. io.
questo, cbc nell' ultimo dì questa Canzone si dà C ìv. ya, 65.
cananiasiiiio. e . . . umanissima benignità si richiedesse . . . . . C iv. 4. 109.
umanità, procede dal convìvere secondo 1' umamià propriameote . C iia. 11. 141.
umano, come se fosse persona umana K. JV. 95. 9^
qualunque è . . . nella utnana fame rimase ..■• CLi. 94.
la terza è la HmaMa impuritadt 01.4.14.
La teraa si e la uutana impurìtade C. Ì, 4. tiai
che più adoma e commenda le umattt operaztoaì .C.i.5. 18.
manifestare Io concetto Mmano 01.5.83.
quella è più amabile in esso eh' è più umana C L z& 71.
quello cotanto che V umana ragione ne vede ........ C ii. 3 loc
avvegnaché per ragione umana . . . fossono fomite d li. ^ sol
quella che t qui V umana natura •..C.ÌL5. ^
cagione di tutto, massimamente dello intelletto himmo, cb£ r u^matm
quello non soperchia Cn^S- »C3(*«V
la quale soverchia gli occhi della mente ttmomi , . . . , , . C. ii.5.117.
fu r umana natura poi creau 0.11.6^99.
quelle che hanno apparenza umana . . . C ìL 8, js.
ta natura umana trasmuta nella forma umana la sua cooscnraxione C. li. 9. 40 (Ì<tfV
in natura più che umana •••..•.CÌL9.47.
UMANO
Biano. Oltre a natura umana . . Fece Dio Bali. iv. 39.
Cosi, essendo umana creatura . . . Potria Bali. '%%.. 8.
Ed air ufnan errore esser suggello S. F. xxxvii. 66.
Essendo pieno dell* wman difetto S. P. 1. 18.
Io mostrerò all' umana nequizia La via 5. P. I. 53.
Biano.. la natura umana è perfettissima di . . . C. ìì. 9. 75.
che la natura . . . nella mente umana posta avesse C il. 9. 97.
spezialmente 1' anime umane C. ii. 14. 33.
la Musica trae a sé gli spinti umani C ii. 14. 188.
Oh . . . rubatorì subitani della mente umana C. ii. 16. 30.
V anima umana . . . più riceve dcHa natura divina ' C. iii. a. 47.
r anima umiJMa ;s5<r vuole naturalmente C. iii. a. 54.
viene che . , . V anima umtma ... si unisce C ÌÌì. s. 6t,
P Anima umana . . . partecipa della divina natura C. iii. a. 114.
per la quinta . . . natura, cioè vfra umana C. iii. 3. 85.
lodare 1* artefice, cioè la Natura umana C iii. 4. 73,
alla quale avere si dee rispetto nelli meriti umani C. iii. 4. 133.
le Intelligenze conoscono la forma umana C. ììi. 6. 50.
ae essa umana forma . . . non à perfetta C ììL 6. 57.
che della umana essenza è nella divina Mente C. iii. 6. 64.
tanto essere perfetta, quanto . . . essere puote la utnam» essenza . C. iii. 6. 87,
è perfettissima nella umana generazione C. iii. 6. 91.
riceve dalla divina bontÀ oltre il debito umano ....... C. iii. 6, 93.
Iddio ama più la persona umana ottima C. iii. 6. 97.
è ricevuta . . . altrimenti dall' anima umana C ÌH. 7. 50.
dell' anime umanr, altrimenti una che un' altra ....... C iii. 7. 68.
Ira r angelica natura . . . e V anima umana non aa C. iii. 7. 75.
e tra r anima umana e 1' anima . . . non aia C iii. 7. 78,
altrimenti non si continuerebbe la umana spezie ....... C. iii. 7. 87,
la qoal ... è utile alla umana generazione C. iit, 7. 158.
la umana piacenza e diapiacenza appare C iii. 8. 51.
conciossiacosaché sei passioni siano proprie dell* Anima umana , C. iii. 8. 84.
scvervkiano f mttiUtto nastro, cioè umano C. ìiì. 8. laS.
a mostrare come nella umana intelligenza essa . . . venga ; della qual
filosofia umanm seguito poi C iii. 13. 23,
pare farsi distinzione nell' umana generazione C. iii. 13. 34.
la umana uitelligenza ciò fare non può ; perocché la umana natura
. . . abbisogna C ili. 13. 48, 49.
questa Donna è . . . appresso della umana Intelligenza .... C. iii. 13. 74.
in quanto dalla umana intelligenza è participata C. iii. 13. 86,
gran parte dei suo bene alla umana natura è conceduto . . . . C iii. 13. 89.
questa essere pììi che umana operazione C ili. 14. 108.
ia questo sguardo ... la umana pcrfexione s' acquista C. iii. 15. 35.
V umano desiderio é misurato C. iii. 15. 93.
Questo é r errore dell' Mmaiia bontà C. iv. i. 47.
a riguardar col pensiero il difetto umamo C. ir. i. 69.
il Maestro della umana ragione C iv. a. 138.
la necessità della HmdNrt civiltà C ìv. 4 3.
conciossiacosaché 1' animo umano . . . non sì quieti C. iv. 4, aa,
quanto all' umana generazione a possedere è dato C. ìv. 4. 34.
dell' univcnuile religione della utnana spezie C iv. 4. 64.
essere altissima nell' umana compagnia C. Ìv. 4. 81.
che del tutto ... 1' umano accorgimento soperchia C iv. 5. 3.
le Hman4 operazioni . . . ascondono C iv. 5. 5.
«5-
UMANO
umano. E dal ciel sceso è Tm 1* umana gente S, P^Aj^
Tutta r umana gente . . . vestirai S. P.ti. uA
Credo che '1 fìglio umana carne e vita Mortai prendesse . , * * P* F. 19»
Ad aspettar che Dio prendesse carne Umana P. /*. 38.
Perchè da loro abbiam la carne nmana P, F. 16$.
umano. Volendo la ... 1* umana creatura a sé rìcoafonnare . . . CL ir. $. 17.
la baldezza e V onore dell' MmdtiM generazione C nr. s 4r>
ia nave della umana compagnia . . . correa C nr. 5. 67.
non pur per Mmaw, ma per divine operazioni . . . . . . . C. ir. 5. d?.
troveremo lei esaltata^ non con Mmam cittadini C m 5. tem,
non amore umano, ma divino era spirato C. ir. 5. to>
Regolo . . . solo da umana natura mosso C. ■▼. 5. la^
tutte le MfHOTH opcraiioni domandano nno fine» cioè quello dcUa
umana vita C. iv. 6. 63^ 6^
Maestro e Duca della ragione umana C. hr. & 79.
dove . . . ogni umano appetito si riposasse C. iv. 6. Sl
questo fine della vita umopia C. iv. 6. 861.
questo fine della umana vita C. rv. & idtik.
il cercamento e la invenzione che ha fatto la umamt ragione , . C. rv, & 55.
a perfezione dell' umana vita . . .... . C. iv. 9^ 8.
ciascuna arte e ufficio uma$to è . • . limitato C Ìt. 9. 161.
che . . . questa non è umana^ ma naturale ......... C. nr. 9L 39.
il cavalcatore della umana volontà C. tv. 9^ lo;^
conducom> P umana volontà a vizio d* avarizia Cltr. SB.33,
V umana generazione non cesserà di piangere C nr. ta, 77.
in ciascuno acquisto il desiderio umano si dilata . . • • • » . C. rv. ta. 136,
la ragione per che ... li desideri umam' sì fanno ..,«•. C. rr. la. 179^
cosi nella vita umana sono diversi cammini C. iv. la. 189^
quanto la Natura umana fosse migliore Cir. 14.591
sicché ... la umana generazione discesa non sia C. iv. 15. il
tale . . . conviene essere tutta la umana geoenizione . . . , • C ìv. 1^
conviene la umana generazione . . . essere discesa C ir. t^ 45.
due spezie dell' umana generazione C rv. 1^ 60.
a trovare la difinìzione dell' utnana Nobiltade . . ■ . C iv. tA. UH.
se motti e diversi frutti fanno nella umana Nobiltà C iv. 1^ 48;.
la Nobiltà umana . . . quella dell* angelo soperchia C ir. 19. 53.
del divino affetto a essa umana creatura . . • C ìv. 19. 6^
comparazione fu del Cielo alla umana Nobiltà C, ir. 19.
è manifesto che Nobiltà umana non sia altro • G ir. wx
Acciocché . . . s* abbia conoscenza dell* umana bontà C rr. ar. «.
tutte . . . non solamente le nmanej ma colle «manr quelle degli
animali ... e C. ir. »u tt, m
quando V umano seme cade C ir. at. 39.
incontra che titiP umatéo stm* ... si produce C. hr. ai. 66.
se non che la natura wmaffa t' apparecchi la Cìv. ai. si^
sicché possa . . . uscire la dolcezza della umana felicità . . . . C iv. ai. 133.
ragionare della dolcezza dell' umana felicità ........ C iv. a
cosi questi wmaict appetiti ... se ne vanno . C ìv. 3
se la . . , non impedisse la regola dell* Nimma natura . . , . . C iv. 03. 68
dico che la umana vita si pone Civ. 04. s.
conducono ... a buon fine nelle umam cose e C iv. 37.
seme divino nella umana anima . . . posto ••■•«...CÌt. 89.
timido. Trasmutasi . . . questo mezzo ... di secco in umido . . . C ili. 9. 11
trasmuta . . . per V umido e per lo secco in colore C tiì. 9. tati
687 ^^HHHBiiV UMILTATE
umile. Io divenivii nel dolor s) umili y. N. 9^ tgB (Comm. \l 7»%
E st è COSA MHttl che noi si crede K N. aS. 9T (F. C. 14).
L' umii pensiero che parlar mi suole ........ C. ii. Cohm. i. aB ; ro. 9.
Mira quant' [quanto\ ella i pietosa ed umilt CU. Cohm. i. 46 ; it. 31.
Biasmar per non parer quota ed umi/g C. Ìli. Cana, ii. 69.
questa Donna, che tant' umii fai C lii. Cana, ii. 75.
piana ed umi'/^ Muovi, novella mia Caits. xvÌì. 64.
Ed ora è molto umiV verso ogni donna Sest. iiì. oa,
£ sed io fossi cosi umtU verde Srst iv, 35.
Ed alla Bne falle wm// preghiera F. A^ xs. ito (Ba//. ì. 31),
vidi volare ... Un angiolcl d' amore tutto umilt BaiL viii. 7.
lo non sarò umiU Verso d' alcun, che tìa/t. x. 13.
Ogni dolcezza, ogni pensiero umiit Nasce F. A^. ai. 17 {Sch, xi. 9).
Voi, che porute la sembianza umtlé K /V. aa. 68 (Soh. xii. 1).
La vista sua face ogni cosa MmiU K /V. 27. at {Som. xvi. 9).
Eccomi apparecchiato servo nwfJ> Sow. xlvii. 14.
S' aliegreranno gli MMir'/j ossi miei .?. P. 1. 33.
E perche guarda ali umi/r parlare De* 5. P. ci. 67.
Aprì alla mia nmi/e ossecrazione S. P. cxlii. 3.
nmllemeate. Deh . . . Pregava 1' una 1' altra umiUmtrtit . K AT. og. 151 {Orna. il. 04).
Gitutevele a' piedi umiUm4nt4 .Soie, xlilì. 13.
C/ nmjlmentf.
mniUàre. £ s) 1' umilia, che ogni offesa obblla K A^. 19. 59 {Cana, i. 40),
Quest' è colei eh' umiliti ogni perverso C. iii. diu. ii. 71 ; 15. 152.
Io sono afflitto e molto umiliaio, Sol per S. P. xxxvii. a6.
E 'I cor contrito e bene utniliato Si può chiamare vero sacrifizio . S. P. I. 65,
tiiniUtate. Che luce della sua umiUtat» Passò . . . . . K AT. 39. 61 (Gm«. iii. ai).
Cf. umiltate.
nmilmente. a cui io grido ... ed umilmtntt il pricgo Cuna. xìi. 38.
d' eato core . , . Lei paventosa HmiltnenU paacea . , . . K A^. 3. 89 {Son. \, 13^,
C/. umllemente.
mnlltft I Ed avea seco umiltà si verace V. N. a^, X96 {Cana. ii. 69).
■ Vedendo in lei tanta umiltà formata •••... K. A^. 93. 199 \C*ina. iì. 78).
E con quella umiltà che tieni addosso Fiitlì Coma, xvii, 67.
EUa Mn va . . . Benignamente d' umiltà vestuta . . . . K M a6. 43 iSon. xv. 6).
■ vmitlKleL Miri costei eh' è esemplo d' umitfalf C iii. Cana. ìì. 70.
Nel del drir umi//<iiV, ov' * Maria ,- K. iV. 35. 44 (5d»i. xviii [i*]. 4).
C/ oinUltate.
nmido. a guisa che fa la nostra lettera in sulla certa umitkt . . . . C iii. 9. 141,
perocché 1' umido radicale è meno e piti, e C iv, 93. 69.
AdoUsctnaa, che s* appropria al caldo e ali* utnido . . . StmOf che
a' appropria iXfrrddo e all' umido C iv. &3. tao, laf,
perocché . . . P umido è lngros»to non per . C iv. 04. sr.
umile vestita d* un nobilissimo colore uruih ed onesto . , , . . K. M x 16.
a questo risponde* un altro u»mk pcnaìero . . , . * . . . ^^ A^. 25. ta.
tu fai costei umili >.C. iii. 9. 42.
ttmillflFe. che M savio uomo . . . fa . . . umilUtn li crudeli cuori . . C. ii. r. 30.
umilmente, quegli che umilmtntt . . . sostiene C. iv. 34. 163.
omlltA. con viso vestito d' wmi2/(i KMit.9.
Dia coronata e vestita d' umiltà s* andava KAr.a6.ia..
cola dov" ella è estmfdo d" umilia , C iii. 15. I47.
timlltadc. che la sua faccia avesse tonto abietto cT mmìtadi , . . V. N, a^ 66.
mi giunse tanta umiltadt per veder lei . . K. A^. 93. 70.
che non d' arroganza, ma d* uutiltadt è vocabolo C. iii. 1 1. 53.
I
UMORE
umore. Mi ti converte tutto in umor freddo StM, fi. 34.
C/. omore.
tmctno. Che pigliar vi Usciate ad ogni MHcimo Som. xxxir. 6.
onde. Undé querelam Sisto Cats. xxi. a^
unico. Il qual . . . è . . . uruca figliuol di Dio P- F. a6.
uniooe. si faceta, Siccome in ciclo, in tem in umont ... . , P. F. at&.
unire. Con pura nmia fede Eri beata Cax«. sriià. sol
onlvereo. Costei pensò Chi mosse 1' univrrso C. ìii. Gim*. ii. 78 ; 8. 009 ; 15. ifi^
umore, lo stomaco suo i pieno di Mmon ...» C.Lt.91.
undecimo. C. iv. 17. 6a.
undici C iv. Z7. a^
unghia. Democrito . . . ai bari» ... né uMgkit sì togliea . . . . C ni 14. 7&
unlmento. Amor9 . . . non t altro che Hmmoilo spirituale dcir anima
e ... nel quale unimetto ... 1' anima corre C. iii. a. tg^ if.
cioè r unimnuo della mia anima con questa . . . Donna . . • . C in. a^ tol
unire, quanto . . . altrui è piii umta . C L la. 3a.
perocché a loro sono più unitt che 1' altre C. L la. 36.
perocché ò ad esso più umta C i. xa. 39^
é più prossimo, in quanto è più unito .......... C i. za. 40^
che non tolamente per si è miu'/o C i. ta. 43.
cioè d' essere più unito quello che i solo prinu C i. ra. 54.
come con Luì sì uniaa . . . Cu.6.84,88.
disia e vuole a Dio essere unita per . . . fortificare C. ixL a. 58.
che . . . r anima umana con quelle ... si mmiìoi tanto più tosto. . C. iil a. 6aL
questo unirt è quello che noi dìcemo Amore ........ C iii a. 67.
le cose non paiono unitt^ ma disgregate C. iii. 9^ 139.
quanto 1' agente più al paziente si unita C iti. lo. 14.
Onde . . . r anima più passionata più si umtct alla C ni. io. aoL
Amore ... è che . . . unisa V amante colla persona amau . . . C iv. i. 4.
però I' uomo di . . . non sì unisa ad esse C. ir. 13. t4&.
paiono essere e sieno . . . unti* Dell* aspetto di fuori . . . , . C hr. 17. x^
nnltade. e '1 decimo annunzia essa unitadi e stabilitade di Dio. . . C ÌL 6,
tuttoché I' angelica in sua unitad* sia più divina C iv. 19.
universale. U natura particolare è obbediente all' universale . . . C. L 7. 55.
tanto è a dirC| quanto . . . nature nnivmali C. ii. 5. 34.
anzi fece ciò la Natura universaie C.ÌÌL4.98V
non da noi, ma dalla univermU Natura C. iii.4. 108.
secondamente 1' Amore universa C. iit. 8. 117.
a perfezione dell* univmale religione . . C. ìv. 4. 6^
che . . . abbia . . . umversaU . . . officio di comandare C iv. 4, 6ft.
né per decreto di convento um'versaie C hr. 4. 8^
però pace umversaU era per tutto C iv. 5.
Che se prendere volemo la Natura universaU C iv. 9. aa.
la giurisdizione della Natura univenaU è . . . finita . . • . . , C, iv. 9. aS.
il quale ... in sé adduce tutte le forme univenaii . . . . . . C iv. ai. 45.
per provvedimento di Natura umveruU* C. ìv. e6. A
onlveraaliwtJmg Dio, eh' è untverwlisaimo Benelattore C L E. z&
Iddio è unipenaiissÌHtti Cagione ......C.iii,6. 46^.
tiniversalmente. delle quali, umversainunU pigliandole, tratta . . . C ii. 15.
diversi, avvegnaché Mnft>rr5fi/mr*t/r siano uno C ìv. ti^ fl^f
nnlverao. al Dispcnsatore dell^ wnnvFSO Ci.3.t&
dallo Imperadorc dell' umverso C. iì. 6. xz.
tutto r universo sarebbe disordinato • • . . . C ii. 15. IS&.
la . . . figlia deQo Imperadorc dell* universo ........ C ii. i&. loa.
68»
UOlfO
Iona K. AT. 83. 151 {Cans. iì. a^) ; C iv. Cms. iii. 8a, 95, 96, 98 i Orna:, ix. 85 ; x. 14, 46 ;
L xiii. 81 ; xvi. 3 ; xix. 68, lao ; xx. 19, 59 ; Srsi. iìL 4 ; >v. 3 ; Ba/l. vi. 33 ; K. TV.
90. 13 (Som. X. i), 15 {Son. x. 3) ; 34. 60 (Som. xìv. 11) ; Son. xxìx. 3; julx.
3, to ; xxxìì. 7 ; xxzv. 6 ; xl. 4, 13 ; lu. la ; P. F. 29,68, 69 (éù). 71, 78, 89, l6l,
VnqnemaL che non perde Le sette stelle gelide unquentai .... Cams. xv. 99.
WOnO, Solo con donna o con nomo cortese f'. M 19. 86 {CflfU. L 67).
£d KOfM m* apparve scolorito e fioco . K A^. 03. x8i \_Ctma^ ti. 55).
Ch' ogni uom piar che mi dica K, /V. 33. 107 (Cria. iii. 67).
Per lo qual veramente à V uom gentile C, iv. Canm. iii. 13.
Cbc r wom chiama colui Uomo gentil, che può diccre C iv. Cohm, iii. 34, 35 ; 7. 13 (Mr).
imtvcrao. io non intendo qui tutto il corpo dell* Umivfrso . . . _ . C iii. 5. S3.
^^ ocir ordine intellettuale dell' Umvirso C iii. 7. 70.
^H * . . . quanto é ammirabile il nome tuo nell' Httforrsa terra !' . . . C iv. 19. 6t.
^B ano. K W, a. la (Aù) ; 3. 43 ; 13. 8 ; 18. 4, 9, ai ; 19. 133 ; so. 36 ; ai. 51 ; 93. aao ;
■ 34- a6 ; 36. 16 ; 39, M ; 30. X5, 34, 36 ; 33. 3 ; 34. 8, 9, io, 13, 19, 35 ; 35.
^B 33,31 ; 39.351 37. 50; 4»' 36; C. i. i. 17, 38. 43. 95. »». "si- »33 I »■ 8, 34.
^■^ 56, 6a, 73, 90, III ; 3. 7 ; 4. IO, 36, 48 ; 5. 8. 88 ; 6. 13, 35 (*«), 49. 53 J 7-
^^^K ■ 39;8. 14. «8, 19, 30,31.33, 33, 59; 9. 13; 10.33; II. 16, tis; 13.41; «S-».
^^^H 36 ; ìL 1. so ; a. 33 ; 4. 56, 94, 97, 98 ; 5. 35. 60, 68, 78 ; 6. 33, 60, 95, 136.
^^^K M3t 147; 7- S9.a6, 87; 8. ii| 56, 71 ; 9. a6, 131 ; 10.41; 11. 60; 13.05;
^^^B H- »3. M» 54f 7»» 77. 9^» "'. '"4. «55, <95i aa6 ; 15. io, a?, 63, 94, 104»
^^^^^ I45. 178; 16. 55, 73; iii. I. 34, 46; 3. 88, 93, 137; 3- 3^ i*S: A- 59; 5-
^^^B 30, 73, 104, 136. i4o{òis\ 170 (6w\ X7I ; 6. 14. 30 ; 7. 34. "5. 5». *». 7* : 8- 3.
^ "5! '0.53,67,69; 11.83,89,155; la. 14,39,33,68; 14. 9» '5; «5. 3 ;*'•"• 6»
^^^^ 9. '3. «5. 4»; a. 56,61, 137; 3. 60, 69:4. 3» 8, 35,36, 47, 4»» 5^ 5^, 65 ; 5.
^^^H 99, 46, 71 ; 6. iB, Bo, 161 ; 8. 5, 7, 109, 143 ; io. 9, 83. 101 ; xx. I3t ; 13. 99,
^^^V >03t tao, 170, 180, 183, 184, 190. ao6: 13. 6, 7, 8, 34, 35. 40, 4^, 43t 59. 93'.
^ M. 45. 58. 67, 93. 97, 99; '$• M, »5, «7. 44 (*»)» 47. 5». 53. 86, 119: 16. 35,
^^^^ 104 ; 17- 6, 13. '4. 66, 68, 88, 115, 131 ; i». 3, 14, 16, 18, so, 34, 37, 31, 34.
^^^H 35. 37. 60, 61,63, 64 ; i9.49(^}; ai. ao; ao. 55 (^). 57. Co, 105, «34 : 33-
^^CT 56,70,73; 34.88, 136; 05. 34; 36. 131 ; aS, 7, 149 j 09. 35, 133 (Wi); 30. 35, 60.
nono. Ella non pareva figliuola d' $éomo mortale K Pt. a, $a.
Potrebbe giii V uomo opporre contro a me . , . K A^. la. 136.
prima come si riduce in tiomo K W. 30. 4a
coocioadacoaachè . . . uomim con nomimi si adunino a . . . . K /V. sa. ai (Mr).
come se foase corpo, ed ancora come se fosse mofno V. N, 35. tx.
le quali cose paiono esser proprie dell' momo K TV. 35. 19.
però appare ch* io pongo lui esser uomo K /V. 35. ai.
siccome fossero sostanze ed uomini K JV. 35. 68.
Per Oraxio parla 1* uomo alla sua acienaa ....,..,. K iV. 35. 88.
vidi lungo me uomini a' quali si convenia di K. iV. 35. 7.
' lutti gli «omm'mi . . . desiderano di sapere ' . C. I. 1 . 5.
dentro dall' «MMMo C L 1. 13, 16.
Di fuori dall' uomo possono esacre . . . intcìe . C i. i. 37.
dccU mofmim il maggior nunero C L 1. 3fl.
Ma perocché ciatCBB momd a ciascun uomo è naturalmente amico . C t 1. 55 (M).
da ciò è r uomo rimosso C. t a. 17.
allo amico dee 1' uomo lo suo difetto contare C t o. 89.
nullo à più amico cbc 1* uotmt a sé . C Ì. a. 31.
del ... le più volte non è 1' uomo vituperato f^. i. a. 36.
perocché non è uomo cbc sia di »ò . . . misuratore .... . C i. a. 58,
la oaggior parte degli uomimi C. i. 4. 17.
cbe r uoMtù è da più partì maculato . . . Qusndo è I* uotmo maculalo
da alcuna passone C i. 4. 66, 6<L
vy
UOMO
«9»
uooìO. Chi dìfintace : Uomo è le^o uiiraato . . C iv. Cciu. in. 41 ; 3- *B ; io. 6^ |fr
Né vogUon che vìi Mom gentil divegna , . C iv. C«mj. iu. 61 ; iol aa ; 14. 7^ i&.
O che non fosse all' Uom corninctamesto C. iv. Gnu. iii. 71 ; is 46-
£ dirò i s'^ì che genti 1 mom« tiene ^ . C'w^ Cam», iiL 8bu
Vìrtute [FiWni^I intendo, che fa 1' %tom felice . . . . C iv. Cuu. ui. §3 ; I7< >
Sovra, la mente d' ogni uom che la guata Gb«b. iz- 75*
Uomo da sé vinti fatta ha lontana, Uomo non già, ma bestia eh' wm$
somiglia , Cai»*, x. a^ ag (Ab).
Falsi animali . . . Che vedete gir nudi . . . Uommi ...... CaAa. x. UI4.
e non vai eh' ttom si chiuda, Né si dilunghi Cana. xu. ^
nocDO. r HOf#K) buono dee . . . dare a pochi C t 4. 8^
onde diccmo uomo virtuoso quello . C. L 5. 74.
Quella cosa dice V uomo essere bella C 1.5.92.
Onde pare 1* uomo essere bello C L 5. 9^
queste variazioni sono negli uomitti C i. 6. ai.
in qualunque noimo fosse ... 1' abito del Latino C. L 6. 50.
senza ... è Impossibile conoscere gli uomìm C ì. & 6&
qtundo fa trenudue denti all' uomo C i 7. 56.
e r Nomo 6 obbediente alla giustixia C. i. 7. 58.
inducerc gli uomimi a scienza e ■ virtù .......... C L 9. 51.
ragione che partire faccia 1* atomo da quello C. i. la 6.
che r wnmo avesse diligente riguardo C L i<k 15.
Onde nulla grandezza puote V uopmo avere maggiore . . . . . C. L i& 49.
La gelosia dell' amico fa 1' uomo sollecito C ì. io. 63,
infamia e depressione delli malvagi uotm'm d* Italia . . . . . . CI L 11. x
Questi sono da chiamare pecore, e non uotHttti Olii. 3^
vogUoDD che r Homo li tenga dicitori Ci. ti. 84.
Intra gli uomtui d' una lingua é C. i. xi. 114.
con quella misura che V uomo misura sé medcsmo C* L xi. 133.
dì tutti gli Momijfi il figliuolo è più prossimo C i. xa. 3%^
dove V uomo tiene si medesimo C i. uu
avvegnaché ciascuna virtù sia amabile nell* womo . C i. za,
sì concede . . . che uomo parli di sé . C. L la. 8^^
conciossiacosaché due perfezioni abbia 1* uomo C i, 13. 17.
che *1 savio Momo ... fa mansuesccre C ìi. 1. sB^
nella quale suole 1' uomto parlare all' opera medesima . . . . . C. ìi. ol 71*
Altri furuno, siccome Plato, »4omo eccellentissimo C ii. 5. MU
siccome una spezie tutti gli Momim' Cii.5. ai^
gh effetti che gli uomini possono intendere C ià, ^ 5^
che £ Cristo . . . MOmo vero C. ii. é^ 15.
per non essere dagli altri Hommi' sperta C 11.7.37.
quando r ifvmu riceve benefìcio .........-•' Citi. 7. 3^;
denominate . . . siccome 1' uomo dalla ragioDC C iì. 6l i8l
quando si dice, 1* Momo vivere, si dee intendere, I' Momo usare la
ragione CìL8.si:fi
clii dalla ragione sì parte . . . non vìve uomo C. ii. ft. aStj
che I' Homo è perfettissimo dì tutti gli animali C ii. 9.. 79.
che M perfettissimo animale, cioè 1* womo . C ii. 9^
che alla . . . vanno le ... e agli Komóu la intenzione C. u. la. 44.
O uomini, che vedere non potete C ii. la. fia
di Lelio. Homo eccellentissimo . C. u. 13. aa
che V uomo va cercando argento, e . . . trova oro ... C 11. 13. jo.
che non dee 1' ttomo . , . dimenticare li servigi C il. z6. 53.
che . . . cominciarono gli MomrMi'ad innamorare C ii. r6. 90.
4
ìtuno. Che t* Hom può ben servir contra talento Outa. xiv. 45.
Sanuinc quello^ eh' * d' un hom di marmo Csfu. xv. 71.
Che tutti i carchi sostenere addosso De' 1' uotno Catta, svi. 34.
Che '1 sario non pre^ uom per vestimenta Cans. xùc. 36.
quante Sembiante — portan d* uotno Comji, xtx. 104,
Dona e riceve 1' uom, cui questa vuole Cumm. xix. 115,
Pianganlo gli ocelli^ e dolgasì la bocca Degli Komim a cui tocca . . Cohm. xjl 67.
Se colpa muore purché P uom si penta Canm, xx. 90.
Canzone ; a' panni tuoi non ponga uom mano Cans. xx, 91.
36.
68.
73-
77» 80.
ionio, però è 1' wofHo ^iWno aMtma/# .... chiamato C iii. a. lax.
dcir Uomo e delle . . . questa MtnU si predica C. iii. a. 140.
, Boezio . . . che prima la predica degli uomini C iii. a. 143.
Dio, che te nella mente degli Nomini mise C. iii. a. 145.
di molti uomini . . . non par doversi . . . predicare C iìL a. 150.
Gli nomini hanno loro proprio amore alle . . . cose C. iii. 3. 34.
perocché 1* uomo ... ha in sé della natura C. iii. 3.
per la natura terza ... ha 1* uomo amore a C. iii. 3.
vcdemo certo cibo Care gli uomini formosi e C iii. 3.
per la natura quarta ... ha I* uomo altro amore ... e questo amore
ncll* womo ... ha mestiere di rettore C. iii. 3.
per la quinta , . . natura ... ha 1' uomo amore alla veritii e . . . C, iii. 3. 66.
che 1* uomo è degno di loda o di vituperio solo in C. iti. 4. 54.
avvegnaché le cose siano parte dell' uomo medesimo. Onde noi
non dovemo vituperare P uomo^ perchè sia C. iii. 4. 61, 6a.
non dovemo lodare 1' uomo per bcltade che abbia . . . . . . C iii. 4. 66.
di ciò non è r ttomo da biasimare C iìi. 4. 96.
dove se fosse un uomo C. iii. 5. 64.
se uno uomo fosJ>e diritto in Maria, e C, iii. 5. 155.
se un uomo fosse in Lucia diritto C iit 5. 166.
siccome 1' uòmo che è tutto ncIP acqua fuori del capo C iii. 7. 53.
noi veggiaroo molti uofHÙit tanto vili e di C. iii. 7. 81. '
sobunente 1* Uomo intra gli animali parla C. iii. 7. loi.
non dico qual uotno, perocché più onestamente per te donne si
prende spcrienza, che per r uomo C. iii. 7. 137, t^.
gli occhi degli uomini . . . possono C. iii. 7. 173.
Intra gli effetti . . . T Uomo i mirabilissimo C. iii. 6. 8.
Per che . . . pochi perfetti uomini in tanto numero sono . . . . C. iii. 8. 9.
nella faccia dell* uomo . . . tanto sottilmente intende ..... C iii. 8. 57.
si conviene all' wamo . . . moderatamente rìdere C iii. 8, loi.
è da sapere che certi vizi sono nell' nomo C. iii. 8. 157.
e Cassi 1' uot$to per essa virtuoso C. iii. 6. 166.
E però è più laudabile 1' uomoj che indirizza sé ...... C iii. 6. 183,
che . . . cosi puotc r uofNO dire sortUa queir opera C iìi. 9. 37.
aicchè allora non giudica come Momo la persona C. iìi. io. 93.
intendere che 1' uortut non dee essere presuntuoso C. iii. 10. 73.
la vera amistà degli HomtW intra sé C. iii. 11. 191.
il quale mena I' uomo alt* abito dell' arte ......... C iii. io. 15.
che suole precedere negli womi'iu' la generazione. ...... C iii. la. 97.
grandissima parte degli HOfNfm vivono più secondo C. iii. 13. 36.
se non quando 1* uotno é in ispeculazione attuale C. iii. 13. 67.
Veramente sempre é t' uomo ... da chiamare filosofo C iii. 13. 76.
e dicemo 1* uomo facundo . . . per 1' abito della facundia . . . . C. iii. 13. 83.
che la divina virtù . . . negli uomini discende C. iii. 14. 88.
cbe V uomo, in quanto elio é uon^o^ vede terminato ogni desiderio . C iìi. 15. 43,
\ y %
AZ-
UOMO ^^l^^^^^p ^
uomo. SI SftcdA per lo moodo, <^ni nomo D 9aiU Cànm. zxL 4^
ov* ogni Mom mi por freddo SaL ÌL 6$.
E sento doglia che par uom mi coUI S*M, m. kk
Tutte le volte mi par uom mi colli Sttt, W. 31,
Se non per conoscenza d' uomo, in coi SaO, vi. x6.
Quand* uom b canteri .... Baff, vii. 33.
E simil (ace in donoa womo valente K N. ao. a6 (Sm. x. S4V
Ov* ella passa, ogni uom ver lei si gira K. ^. ai. 1 1 (Ssa^ xi 3)>
E le parole, eh* tiom dì lei può dire I'. ÌV. 41. 67 (Som. niv. 13).
Per dare esempio altrui ch^ uom non si metta A Som. xxvL 7.
Dacch* uomo conveniva esser disfatto Som, ixvi. la
uomo, come ciò sia che la SafHcnza possa fare V nomo beato . . * Cm.x5.7t.
conciossiacosaché naturale desiderio sia ali* $tomo di sapere . . . C iti. 15. 74.
fiuino . . . fruttificare la verace degli uomiiti Nobiltà C tv. I. 97.
per lo quale uomo t gtuHU veramente C. iv. al 95.
conciossiacosaché 1* uofHo abbisogna dì molte cose C iv. 4. 7.
che T «omo naturalmente £ compagnevole animale* C. iv. 4. 9^
siccome un uomo . . . richiede compagnia . C. iv, 4. ti.
I.C quali sono trìbulazioni . . . dell' momo . C iv, 4. 30.
il quale preso, 1' uomo viva felicemente ; eh' A qudlo per die 1* mam»
è nato CÌT. 4.43i44-
le umane opcnuìoni alii uomini medesimi ascondono C tv. 5. 6»
lo peccato della prevaricazione del primo «omo C^ iv. 5* t9>
oh . . . bestiuole che a guisa d* uomini pascete C zv, 5. 74.
quello che per gli uomimi è predicato e provalo C ìv. 5. XS4.
uno fine ... al quale V uomo è ordinato, in quanto egli é ttomo . C iv. 6. 6^ 6£l
ciascuno che /ìgiiMoio sia 0 fufioU d'alcuno vaUmi* uomo . . . . C ìv. 7. 10.
perchè 1* uomo da questa . . . viltà sì guardi ........ C iv. 7. 90,
che . . . morto il malvagio uonto dire si può C iv. 7. 107L
siccome . . . negli uomini w^gtiart ... e C iv. 7. 1 15.
tvevrr nelt' $tomo è ragion* usart C ìv. 7. 119.
se tfftwnr è r tssav dell' uomo C^ iv. 7. tal.
Rispondo, che è morto uopho, ed è rimaso htsiia ....... C. iv. 7. ijBL
Dtmque . . . non rimane più wonto C tv. 7. 14^
Puote V UOMO disdire la cosa doppiamente : per un modo paote
r ttomo disdire . . . per altro modo può 1* uomo ctisdire . . .
siccome disdire 1' Komo sé essere del tutto mortale, è C iv. 8. 208, ito, tt^ ttk
Se ... gli uomini la conoscessero C iv. 9^ 84.
quinci sono gli uomini molte volte ingannati C. iv. ^ 13^
siccome costituire 1' MOmo d' etade sufficiente C. iv. 9. 157.
per la quale V uomo dalla bestia si parte C iv. iOw 42.
in quanto sono ordinate alla possessione dell' Momo . , • • • & iv. xx. ffik
quanto più I' uo$uo soggiace allo intelletto > C. iv. ti. 84.
qual buono uomo mai per . . . procaccerà! C ìv. 11. 99.
invitando e confortando gli Homim a C iv. ix. 1x4.
siccome li cuori de^ \>alcnti uomini C ìv. ix. xi^
credendo comperare un %tomo per lo beneficio - . C iv. tt. xa&
questo fanno nel principio a ciascuno tornio . • C iv. xa. 43.
conciossiacosaché io vedessi certo gli uomini. . . deàderare . . C tv. xa. ti^
'Facciamo r Momo ad immagine ... nostra' ...... 4 . O. iv. i& 14^
r NOMO si dee trarre alle divine cose • C. rv. 13. 71.
non solamente dalla parte dell* uomo desiderante C tv, 13. 78.
' Per certo V avarizia fa gli uomini odiosi ' C iv. 23. t3!iL
U quale fa gli uomini splcndienti e amali C ir. 13. 136^
1
tomo. Si vedon cose, eh' uom non può rìtr&re .
a' ella incontra uom che V adocchi ....
non e* è ... Né uomo ancora che per lui sospiri
Com* Homo quasi di speranza sciolto ....
Som. xxvii. 3.
Son. xxxi, 5.
Son. xlvi. IO.
.Som. xlviii. 8.
• Ma gli eiTorì degli Mommi son tanti S. P. xxxi. 43.
quando Per noi discese al mondo, ed Momo nacque S. P. xxxi. 48.
SI, che io ti darò, uomo, intelletto S, P. xxxi, 59.
Ed imperò, voi uomini beati S. P. xxxi. 79,
Oh quanto gran piacer Y uomo riceve ... I 5. P. L aS.
IV. 13. 144.
.
Civ
IS-
53,54-
.
C iv.
15.
56.
,
C iv.
15.
67-
e.
iv. IS-
76.
77 W
|ODK>> però V uomo di diritto appetito e . . . non ama C.
opinione . . . è^ che uomo prima villano, mai gtntiU uomo dicer non
si possa ; e Momo che figlio sia di villano . . . dicer non si possa
gentile C. iv. T4. ao, 21^ aa.
toglie via che villano uomo mai possa essere gentile C iv. 14. 30.
sarà trasmutazione di viltà in ... d* uno uomo in altro . . . . C. iv. 14. 45.
quanto gli uomini fossero più smemorati . . , C iv, 14. 69.
quanto gli womim* smemorati più fossero C ìv. Z4. 73.
in nulla cosa, fuori degli uomini C iv. 14. 77.
che . . . Nobiltà . . , negli uomini s' intende, perchè C iv. 14. 103.
dare ... a quella degli wommt'per principio C iv. 14. 109.
di dire che Gherardo da Cammino fosse vile uomo C iv. 14. lao.
tale uomo sarebbe tenuto nobile morto C. iv. 14. 131,
se uomo non si può fare di villano gentile , , C iv. 15. io.
che '1 mondo sempre sia stato con più uomini C. ìv. 15. 17.
non generandola di vile uomo . . . sempre t V uomo tale quale
nasce C iv. 15, 33, 34.
avvegnaché . . . non ponga il processo da uno primo uomo, pur
vuole una sola essenza essere in tutti gli uomini . .
PUto vuole che tutti gli uontini . . . dipendano ....
dove distinzione fa di tutti gU ttomini agli animali brut!
' Nato è r uomo (non disse ^ gli uomini') ; nato è V uomo
pone, lo primo uomo uno solo essere stato ; e però
cioè, che cominciamcnto a uomo non fosse C iv. 15. 85, 88.
tre . . . infcrmitadi nella mente degli uomini . . C iv. 15. 1x9.
* Vedesti 1' uomo ratto a rispondere ? . . .' C. Iv. is« 137,
a mostrare . . . come sì può conoscere P uomo ....... C ìv. 15. 190.
b . . opinione de' malvagi ed ingannati uomini C. iv. 16. 14,
Onde non pur dell' uomo è predicata • • « C. iv. 16, 44.
che r uomo chiama nobile pietra . . C. iv. x6. 45.
*. . . pargolo,' doò non perfetto uomo : e non è pargolo hoimo pur per
etadc C iv. 16. 56 {bis),
d' una spezie, siccome sono tutti gli uomini C iv. 16. 105.
queste sono quelle che fanno V uomo beato C iv. 17. 73.
là dove commenda V uomo C iv. 19. 6fl.
'Che cosa è V ttomo, che tu Iddio lo visiti f . . . ' C. iv. 19, 65.
' vergogna non è biodabile, nò sta bene . . . negli ttomini studiosi \ C tv. 19. 85.
che . . . cosi come wommi' sono vilissìmi e bestiali, cosi uomim sono
nobilissimi e divini C iv. 90, 34^ 35.
che 1* uomo è composto d' anima e di corpo C. iv. ai. 9^
però vuole . . . che 1' uomo s' ausi a C iv, ai. 137.
Comandamento £ . . . che V uomo dee mettere C iv. aa. 3.
non pur . . . ma negli uotnini . . . ha similitudine C. hr. aa. 47.
conciossiacosaché più nobile parte dell' uomo sìa 1* animo , , . C. ìv. ao. 75.
che se ... r momo non ha questa sementa C. iv. aa. 109.
dice
UOMO
^
uomo. La qoal fa 1* uomo degno di salale ^^^^K^ S. P. t. 47.
Che fai air uom pur eh* egli sì converta «... 5. P. cxUi 41.
Il qual veracemente è uomo e Dio . . P. F. 05.
che per la voglia giusta ... I' uom giusto s* intende P. F. 99.
Vero Iddio e vero uomo insieme misto P. P. im^.
Perchè 1' uom si riputa valer meglio Del P. /*. 185.
Invidia é quella, che fa V uom vcrme^io /*./". 187.
iiMfiJM, CAvaodomi d' ogni perversa usausa S. P. xxxvii. fio.
usare. A cui le tue sorelle Erano usait di portar . . . . K AT, 39. 1x4. {Cmmx. in. ^\
m' han chiuso la via Dell' wjsft» puiare C tv. Crkc S. ft.
tl0nx>. sicché veder si puote . . . che 4 lo nobile uomo C nr. «3. 5,
per li quali conoscere si può il □obile uomo C ìv. 93. 9.
quello per che poterne conoscere i' HOfMO nobile ^* i^* 93. 34 ; a& 3.
dico U tùùné, si degli uomini, come C ir. «3. ^
avviene che 1* Arco ddla viu d' un hoimo è C iv. 33. 7^
vuole, che ... 1' uomo non possa certe cose fare C iv. 04. aa
perocché . , , comincia V uomo a essere gnuioso C tv. 33. xx.
lo pudico e nobile uotmo mai non parìa si, che C. ir. 25. 97.
quanto sta male a ciascuno uomo . . . men2Ìonare C iv. a^ xoa.
r uomo è nelli termini della sua perfeziooe C. ir. sÓl «a
chft ... 1* Uomo 6 ammaU ava* C iv. «7. a^
conviensi aprire V uomo quasi com* una rosa . . C. ìt. 97. 37.
perù non è da dire savio uomo chi . . . procede C ìv. 37. 49.
per la quale più pare che uomo V ascolti C iv. 37.. 14&.
la loda dcUa qual è non dagli uomini, ma da Dio C ìv. 06. 8x.
quale uomo terreno più degno fu di ... T C. iv. a6, ui.
qaelll segni, li quali . . . appaiono nel nobOe uomo C. iv. 09. 3.
per memoria d* alcuno valente uomo . ' C. iv. 09. 57.
che * 'I figliuolo del valente Momo dee . . . ' C. tv, 09. 73.
chi uno valente uomo infama C. ìv. 09^ 76.
Onde . . . cosi 1* uomo vile disceso delli buoni maggiori è de^no
d' essere da tutti scacciato C tv. «9. 7^.
deesi Io buono uomo chiudere gli occhi C. iv. 99. 80^
siccome in uno uomo è una essenza di tutto e di' C. ìv. 39. 9dL
cosi . . . convengono . . . nobili uamim vincere C. xv. «9. 114.
novo, quello circolo che ha figura d* uovo Civ.t6.90L
nWTìTn secondo V usansa della sopradetta dttade K iV. 14. 18 ; aa. 19
lo dico che, secondo V usanma (V Arabia K N. yx %,
secondo V wMica» dì Siria K. A^ 90. 4.
secondo 1* usatua nostra KAT. 30. 7.
conviene che per usanga s* acquisti, ed eUino ta loro usmnam
pongono CL II. 49, 50.
si concede da lunga usaumt C L is. 84.
che 1' HUMMi de' filosofi è di chiamare C tìi. 14. 43.
siccom' era di loro lunga usansa C iv. 06. 141.
VBMUre. Dico . . . che ... si converrebbe usart più minute divìsiaoi . K, N. ig^ 149.
tatti i dolorosi mestieri* che alli corpi de' morti 5* usano dì fare . I^ AT. «3. 78.
come io mi sentii svegliare lo tremore usmto y,N.a4.66.
più utile a Msarr al ricevitore C. i. & 80.
per prestarla ... e non per uxoria C i. 9. aj.
nulla cosa è utile se non in quanto è usata C i. 9^ 4A,
le cose, HsaU e servate, sono . . . commisurate . C. i. xol ta.
quello che lungamente è usato C L to^ 19.
USCIRE
re. Per non 1* usar^ le vedete turbate Caiu. xx. 6a.
non potria . . . Tener più centra me 1* usata prova ... V, N. t^. 84 {Soh. vii. 6)«
più . . . Che ne il contrario M<a.t5rrLai meschine Son, xlv. 14.
BCÌre> Degli occhi suoi . . . Escono spirti K. /V, 19. 71 {CanM. i. 52),
£d tseoH fiior chiamando La dontia mia K TV. 98. 04 (^. C. 11).
Lietamente esa dalle belle porte Can^. z. 33.
sicché non «501 Del benefìzio loda Cohm. x. 116.
Tal, che . . . Non esct di iaretra Saetta Cana. xii. 7.
i suoi begli occhi, ond* esco» le faville Carta, tiu 74.
si, che non tsca ... la saetta Tore Carta, xvii. 49.
Che m' rsctf poi per mezzo della luce . , S»st. ii. 35.
Sicché per te se n' esca fuora Ìl freddo Sfst. ii. 53.
Piangendo usciano [fuori del mio petto] ^. ^. 35. 30i 53 (Son. xviìi, 9),
Ha quelli, che n' usaan con maggior pena , , . . . K W. 35. 56 (Som. x%niì, la).
mi dice. Che lagrìmando n' usdrett pui , K W. 4J. 65 {Som, xxiv. 11).
Pana il sospiro eh* «scy del mio core K /V^ 49. 48 {Som. xxr. a).
re. perchè 1' uno quello non sa usan come V altro C. i. 11. ti6.
che . . . ho . . . usato quello deliberando, interpretando s ...Ci. 13. 63.
che sono con esso Volgare tutto mio tempo $isafo C. i. 13. 68.
il quale surgerà ove P usato tramonterà C. i. 13. 86,
per lo H^a/o sole che a loro non luce C i. 13. 88.
secondo che per li poeti i uM/o C ii. i, 41.
per più usato modo C ìi. a. 63.
sì dee iotenderef I' uomo usare la ragione C. ti. 8. aa.
chi . . . KM pur la parte sensitiva C. ii. 8. 34.
perocché nelle corti ... le virtudi e . . . s^ usavano (siccome oggi
s' usa W contrario) . . . . C ii. IX. 6a, 63.
li dicitori che in prima uxaroHO di farla C. ii. la. io.
questa parte . . . che cosi 5' usa chiamare C iti. 5. 95.
E. queste ore usa la Chiesa C. iii, 6. ao.
ed usanla molto spesso li poeti C iii. 9, ao.
ncU* abito acquistato adopera, %tsanéh quello C. iii. i a. 18.
perché dal parlare usata mi parto C. ìv. a. i a.
Tale imperò, cioè tale usò V ufficio imperiale C iv. 3. 37.
e a quello usaer . . . benigniti^ si richiedesse C. iv. 4. 108,
tmwrr nell* uomo è ragione usare C iv, 7. xao.
il rettorìco dee molta cautela usare nel C iv. 8. 90.
facendoci quelli usare debitamente ' C. iv. 17, 61.
che ... la Chiesa usa nella distinzione dell' ore del di temporali C tv. 93. C49.
1* anima . . . procede . . . usando li suoi atti ........ C iv. 04. 90.
senza insegnamento dì colui che V ha u^ita , . . C. iv. 94. 133.
lo freno usa quando caccia ... lo sprone «aa, quando fugge . . - C iv, ad. 51, 55.
usando con essa tanto dì dilettazione ... si parti C iv. aÓ. 67.
[re. Ed uscendo alquanto del proposito . . . voglio y. N. io. 16.
anzi che io uscissi di questa camera, proposi K ^V. la, 76.
vedere le loro parole usare mischiate di sospiri K A^. z8. 44.
colui ... dì questa vita uscendo ... se ne gÌo K. AT. aa. 6.
dico che tutti i mici sospiri uscwan parlando F. 7^. 35. 33.
però che quasi tutti diceano nel loro uscire PC TV. 40. ai.
anzi eh' egli uscissero di questa ciltade K /V. 41, 94.
nella fossa . . . della quale uscire non sanno C. ì. xs. 39.
Se . . . per le finestre d* una casa usasse fiamma . . . . . . . C. !. Xfl. a.
chiama e domanda la mia nave usare di porto C li. I. 5.
siccome usare di porlo . . C iv. 9. ta8.
USCIRE ^ 696
Or fa . . . che della mia tomba Io esea fuora . . . . S. /*. cL 1 13.
nato Etcroalmcntc, e Dio di Dio uscio P. F. «7.
non risponde . . . Per lo mal e* hanno in uso Camm. xàx. to&
ut. Ut gravis mca spina Cs«a. zzL 4a.
utile. Ma pcrxicché *I mio dire mA7 vi sa Cmts, z. 53.
sicché possa ... del suo frutto r4snn la dolcezia C ir. ai. 13^
uKìrt le pare dclf alber^ . . . uacirt le pare dì cammino . . . usart
le pare di mare C ir, aBL 51, 50. Sa-
ncii* usata del popolo d* Israele d* Egitto C u. 1. 59.
nella uscita dell' anima del peccato .«..Culi. 64.
come pargoli, senza uso di ragione Ci. 4. 41.
lo Volgare seguita m^ ...CL5. 104.
V utilità dell' uso della cosa donata C i. 8. 58L
non acquistano la lettera per lo suo mso C i. 9. ai.
Questa sentenza non possono avere in uso ......... C.L9. 54.
fu tanto a dire cortesia, quanto uso di corte Cu.ix. 65.
in tanto quanto certi vocaboli . . . sono in uso ....... C. n. 14. 85.
Filosofia è uno amoroso uso di Sapienza C dì. xa. 95.
U quale Amore manifesto é nel!* uso della Sapienza, Ìl quale uso
conduce C iii. 13. iltf tt&
ha . . . per composto dell* uno e . . . 1' mso di Speculazione . . . C ni. 14. xow
procedono . . . dal nAn conoscere V Ètso del tempo C ir. a. 90.
filosofiOf che è . . . amoroso uso di Sapimaa , C. ir. a. 15^
un verbo, molto lasdato dall' uso in grammatica C ir, 6. X9l
da quello uso partire è partire da esstrt C iv. 7. tax.
non si parte dall' ttso della ragione chi . . .T C tv. 7. xa3, ta^.
trasmutata negli altri per MJD dì larghezza C iv. 13. 14X,
se la mente si diletta . . . nell* uso della cosa C. iv. 99. $3.
Dunque ... in quella cosa . . . £ T uso . . . dilettoso C ir. as. ^
L* uso del nostro animo è . . . dDettoso a noi C iv. aa. 8fik
Veramente V uso del nostro animo è doppio C, iv. aa. x«^
E questo uso e quell' altro è nostra Beatitudine e C ìv. aa. XX4.
di questi tési y uno è pÌ6 pieno C iv. aa. 134.
il quale ... è uso della nostra nobilissima parte C tv. aa. 137,
questa parte ... Io suo uso avere non può C iv. aa. X41.
Dt. itmpus 4St ut pnuitrmittantur aimulacra uostra K AT. la. ai.
atOe. dove cotal consiglio fosse uHU a udire K iV. a. 59.
Non domandar più che uiih tisìa. .. ... . . .. . . K. iV.xx4a.
la seconda è dare utili così C. L8w za.
dare cose non utUi al prenditore ....••.CÌ.&o^
cioè a dire , . . che sia w/iZr ...••.••. .....Ci. 8. 37,
il dono . . . conviene essere utik a chi riceve C i. AL 4>
muovere la cosa d' un luogo dove sia utHt^ e portarfa in parte dove
sia meno uHU . , . porre la cosa in parte ove sia meno «/■ilr, ma
... in parte ove sia egualmente uHU C i. 6. 68> 69, 7% 7>
se esso non ò più uOU a usare al ricevitore C L 8^ 79.
il dono conviene essere w/rHW a chi *l riceve C t. 8: fia,
conviene a lui essere uHU CL8L 90.
conviene essere utiU a chi riceve ... « C L 8. 98.
dirizzarsi ad esso non si può, se non sìa utiU C t. BL xnw
non sarebbe stalo datore . . . d' utHt dono . . . perocché nulla cosa
è UtiU, se non Cs.9.40, 41.
che 'I Volgare darà cosa uttU Ci.91. 64.
secondochè il suo bene è . . . utSe al uModo C ia. > 7.
I
■
I
l
697 ^^^^^^^^ VALENTE
vacillare. E chi altramente vadiiando crede P. F. 4$.
vae. ya* onuii meo nervo , Cans. xxi. 33.
vaghezza. Che U ... La gran vagMtaaa pur mi rìeonducc .... .Som. xjczv, 4.
va^O. La , . . figura . . . Vaga di sé rocdcsma andar mi fané. . . . Catta, xi. 34.
Un lume da' begli occhi end' io son vago . BaU. iii. 5.
L^ altra ha bellezza e vaga leggiadria Stm. xxx. 5.
Io son si vago della bella luce Son. xxxv, r.
E tanto son del mìo tormento vago Som, xxzix. 7,
Se vedi gli occhi mici di pianger vaghi Som. xlix. z.
Io scrissi . . . rime, Quanto piti seppi dolci, belle e vagk* . . . P. F. a.
valente, r fui Nepote o figlio di cotal valenk C iv. Con», ili. 36 ; 7. 15.
E simil face in donna uomo vaUttU y,lf.ao.a6 {Som, z. 14).
OtDe. come la bontà e la virtù della ... è agli altri . . . Hfiie : e prima,
come ella è uti/e all' oltre donne C. iii. 7. 149 {bis),
narro com* ella è tttiU a tutte le genti C. iii. 7. 155.
la qua! più che tutte altre cose è utiU alia , . . C ììì. 7. 158.
due cose che parevano utiU a vedere C iv. 17. a.
Onde . . . utile ... fu più per quello cammino procedere . . . . C. iv. 17. 196.
porgere i suoi bcnefìciì quanto puote più al ricevitore utili , . . C, iv. aa. 5.
intendo questo mio Convivio , . . rendere utiìt C. iv. aa. 8.
che più H^rVf ragionamento fare non si può C.iv. aa. la.
lungo . . . per le utih digressioni che contiene C. iv. 34. 184.
sì richiede non pur a sé, ma ad altrui essere uìilt .... . C. ìv. 37. 31.
perchè a loro sarà utilt la sua sentenza C. iv. 30. 56.
utilissima Onde . . . questa figura è bellissima e uMissinta . . . . C. iii. io. 64.
sicché r una coli' altra congiunta, u/ilissim* . . . sono C iv. 6. x6a.
Onde . ■ . utilissimo . . . é questo segno vedere C. ìv. aa. sa.
otìlJtà. quando . . . grandissima utilità ne segue altrui C. L a. loa.
Questa letizia non può dare altro che utUità C. i. 8. 53.
che . . . rimanga 1' utilità dell' onestate, che é sopra ogni utilità . . .
che al ricevitore vada V utilità dell' uso C i.8. 56,57, 58.
1* utilità suggella la memoria dell* C i. 8. 91,
conviene essere nel dono T utilità del ricevitore C. i. 8. 114.
a utilità di loro e di loro discenti C ii. i. 45.
£ voi, a cui utilità ... io scrivo C. iii. 5. 305.
questo conviene essere o per H/f7fVtì, o C.iii. 11. 79.
siccome r amistà, per. . . fatta o per utiiitàj non è amistà vera. . .
cosi la Filosofia . . . per utilità non è vera filosofia . . « • C. iit. 11. 90, 93,
colui eh* ò amico di Sapienza per utilità C. ili. ix. 104.
quella cb' é per utilità, meno amistà si può dire C. iiL ti. itt.
che non fieno senza utilità e diletto grande C. iv. 4. 137.
quello chi senta utHilà , . . i da laudan C iv, 6. 92.
vaghezza, ma nel suo aspetto contentane la sua vagfuMMa . . . . C iii. la. 109.
vago, questi cotalì tosto sono vaghi C i. 4. 37.
valente. la fanno parere . . . meno vaUntt C. Ì. 4. 80.
ciascuno che /igìiuolo sia o tupote d* alcuno valtnh uomo . . . . C iv. 7, zo.
Quale di costoro si dee dicere vaUnt* ? C. iv. 7. 77.
Perché non sì chiama non valenti^ cioè viUt Rispondo : perché non
vedente^ cioè tn/r, sarebbe da chiamare colui C iv. 7, 80, da.
colui che vaUntt antìcesaore ha avuto C. iv. 7. 94.
* La vìa de* giusti, cioè de* valenti . . . procede . . . ' . . . . , C. iv. 7. 99.
siccome li cuori de' uoZm/i' uomini C.iv. 11. itS.
per meraorìa d* alcuno valente uomo C iv. 09, 57.
che ' '1 figliuolo del valmte uomo dee . . •* C. iv. 39. 73.
VALENTE
698
valere. £ dod mi tmUt eh' io ne fossi accortA C.n. Cmma. L 38 ; 1*. ^
Ha se r uiw vai ciò che P altra c<a/r .... C ìv. Cans, ìiL 98 \hi*) ; eBl 37 CiO^^ri
Fassi dinan2Ì . . . Virtù . . . P«r allettarlo a sé ; ma poco voU . . Cmns. x. 10^ ^H
e non fa/eh* aom si chiuda, NA si dilung^hi G>k«. xii. 9. *
Perocché s* io procaccio di vaitn Gm*. nv. 59.
Sono, che . . . Credon capere^ VaUrr — là, dove Cmmm. xu. a&
Come persona ... cui virtute e nobiltà non v^ Cvttt. JO. n.
che rat xittt com^ erba, Vmluf ha già in drizzar monti Séti, rt. ac^ ss.
Amor . . . Contro cui non vai forza — oè misura ....... BaS. ir. «4.
£ non le vai perchè dorma calzata Merzè del copertoio Sem. lu. 7.
Che il Padre ed il Figliuolo un solo Dio, Con . . . ciascun naZr . . P. F. 73.
Perchè V uom si riputa valtr mcg^lio Del P, F, 1S5.
valle. Così m* bai concio . . . Nella ra/ir del 6uzne CmmM, ai. 60.
Che se n' allegraa vùUi^ piani e colli ........... Ssai. tr. 17.
valore, lo dico chr, pensando il suo mi/orv . . . . . . K. /IT. iql. 94 (C«ul L
Che vedestù, che tu non hai vaion t V. N. 23. 153 ''^Csiaa. n.
Però quando mi toglie si '1 vaion K. A*. aS. 18 (f. C
Il del che segìic lo vostro vahrt C H. Caa*. L 4 ; 7. 41
E *I parlar nostro che non ha vahrr C iiì. Cmm. ìL 17 ; 4. lao.
Come r atto valor eh' ella possiede È oltre Cim. CmuL. i. o>
E dirò del uUorr, Per lo qual C nr. Camm. m. ul
Che là s* apprende più lo suo vaiort Cffar. ìx. 3.
È sua beltà del tuo valor conforto Caica, ìx, 99^
Perocché il suo valor si pure avanxa C^m*. xiv. 4.
Kè dentro a luì sent* io tanto valort CsmM. svi 7,
Lo cui sommo vahrt ali* intelletto Mostra Gow. xriL 30.
di chiamare a ritroso . . . Per nome di vaiarti Cioè di leggiadria Cvm. xxx. is.
Se non fosse eh* Amore ... le dà valoft BmU. tìL 1^
La qual m* ha tolto il cor per suo twforv ffaff z. 4.
Altro folle ragiona il suo valort K W, 13. 39 (Sdhl m. 4).
valente, chi uno valtni* uomo infama C rv. a^ 76.
valere, le sue cose crede valtrt poco Cuti. 143.
tanta . . . che alcnno conforto non mi vaUa C ii. 1^ 9.
poiché né il mio, né 1' altrui consolare vaku ..•.••..C.H.C3.t&
doè fera e dàsdignosa, che tanto vait Ciu.9.43.
tanto vioU come in Greco filoa dire aMuiiorv io Latino . . . ODde>Uoa
e aojia tanto vah quanto atmaiort di aapùnsa C^ ai, xi. 47, 51.
AuttHtin^ che tanto ra// in Latino* quanto C iv. 6. 41.
vedere che Autortiad* vaU tanto, quanto C iv. 6. 4&.
P^nfiattHn, che tanto vaU quanto Deambulatori C iv. 6l 14*.
^ egli appare che t' una vaglia quanto 1* altra ....... C. hr. 18^ 3^
che se V una milr quello che 1' altra e più C ir. 18. 64.
se Nobiltà volt . . . più che Virtù C ir. 19. 17.
E se questo non è . . . poco volt la sementa . C. tv. ai. 104.
Né il mostrare varrwbbe, se . . . non fosse C. ìv. 04. 197.
vallttidine. cioè ... e quasi perpetua ymliimifne C iv, 19. 44.
vallare, quando con ... e con certo giro vallava gli sbisai .... C. ad. 15. 170^
valle, che essi sieno siccome valli voHe ad aquilone C, iw, Mk 7^
valore. [P^etUsti al mio parrrt ogni valort K AT. 3. RU.]
quand' io penso lo suo valore y. N, i^ 143.
la presenza fa la persona di meno valore cW ella non è . ■ . . C L 4. xo.
gran cose, cioè Io valore della loro stella ..... ...CìLl, A6.
miranti e disaminanti lo valore di questa Donna .... . . C ni. a. 7^
dico che dirò di quello valort C nr. a. 94.
valore. E cosi sraortu, e d' ogni vahr voto^ Vegno .
La gentil donna, che per suo vahn Fu posta . .
Entro quel punto, che lo suo vahn Vi trasse . ,
E la sua vita, e tutto il suo valore. Mosse . . .
Gli occhi . . . non hanno vahr* Di riguardar . .
Che sentir prima questo gran \Mxhn ^
L' una ha in sd cortesia e vaiott . .
Sé diffinir qual fosse il suo valore . .
Quando trovate donna di valore . .
VBIoRMKX Ed è possente e vahrosa assai
Tanc^gtere. Col numero . . . Che infìnito patugg-ta
vanità. La vostra vanità mi fa pensare
Vanna. Io vidi monna Vanna e monna Bice Venire
E monna Vanna e monna Lagìa . . . ponesse .
vano. E se non vogU andar, siccome vana , . .
Ed ascoltando le parole vane ...*•».
vidi . . . Nel vano immaginare, ov' io entra! . ,
È manifesto i lor diri esser vani
Qual con tardare, e qual con vana vista . . . Volge
Che hanno fatto il tuo fior sudicio e vano . . .
E perdi per lo vano il ben sicuro
Che longamente sospirando in vano
non pigliamo In van giurare o in altre simil cose
vantare. Però nessun si vanti Dicendo ....
vapore. Versan le vene le fumìfere acque Per li vaftor
VAPORE
. . r. N. i6. 33 {SoH, ix. io),
V. N. 35. 49 (Son. xviii [i«]. a).
y- N- 35- 47 (-Som. xviil [a*]. 3).
V. A^' 39< 7t {Som, xxji. is).
. K N, 40. 53 (-Son. xxiii. 3).
. . . Som. zxvìL II.
. . . Son. xacx. 3.
. . . Son. xxxviìi. 4.
. . . Son. xliii. xa.
. . . Son. \. 4.
. . . Cang, X. 73.
V. N. 38. 43 (5oM. xxi. 9).
y. N, 04. 58 {Son. xiv. 9).
. . . Som. xxxii. 9.
y, N, 19. 83 {Cans. i. 64).
K /V. 33. 130 (CanM. ii. 5).
y. N, 33. 171 \CaHM. il. 44).
Cana. iiì. 75 ; 15. 98.
. Cans, X. 1 19.
. Cana. xviii. 33,
. Son. xxxvii. 14.
. S.P.ci. 14.
. K/-. 158.
C iv. Ctffu. iii. Ila.
Catui. XV. 54.
I
valore, avvegnaché valore intender si possa per piCi modi
qui si prende valont quasi potenza di natura ....
la opinione . . . esser vana, cioè senza valore ....
vanagloria, la terzo, cupidìtà di vanaghria
La terza setta ... si fa per cupidità di vanaghria . .
vaneggiare, di ciò che li mici occhi avcano cosi vatttggiaio
vangel<l)0. siccontc appostare si può nel Vangtlio . . .
nel principio del Vangrlio di Giovanni si può . . . notare
però sì legge nel Vangtlio di san Matteo
Cristo V afferma ... nel Vangelo di Luca .....
dinanzi è scrìtto a queste parole del Vangth ....
Q: evangeUa
vanità, più volte bestemmiava la vanità degli occhi miei .
I appare che della loro vanità furono . . . guiderdonali
per vanità o per superbia si fanno meno belle ....
vano, com* io fui levato d' una vana fantasia
Appresso questa mia vana imaginoiione
che cotol desiderio ... e vana tentazione paressero distrutti
Boezio giudica la popolare gloria vana ,
^v se la nostra speranza fosàc varui ,
^Hae . . . per li vani abbandonasse U . . . delti fruttiferi .
è manifesto . . . che i detti di costoro sono vani . , .
dico essere manifesto la opinione . . . essere vana . .
i aoCK^ugne, che lo cori li giudico . . . vani . . . . .
VMttbareh li quale modera noi dal vantare noi oltre che siamo
vaporabile, r amido è . . . sìcch' è meno vaporabiU . .
vapQtare. dal vento secco che vapora la dolorosa povertà
vapore, la spessezza e rarità dcUi tu^n che *1 scgiiono .
1* acccndimenlo dì questi vapori significa
C. iv. a. 96.
C iv. a. 97.
C. iv. 15. 183.
Ci. 11. a.
Ci. II. I03.
V. N. 40. 48.
C. ii. I. 46.
C. iii. 14. 63.
C. iv. 16. 109.
C. iv. 17.95.
C iv. 17. 103.
yV. 38. 6.
N. 40. 35.
iii. 15. 143.
N. a$. A 14.
Ar.a4.x.
iV. 40. 40.
i. 11.57.
ii. 9- 8^
iiì. la. 60.
iv. 15. 105,
iv. 15. 183.
iv. 15. 185.
iv. 17. 56.
iv. 34, 5».
1.3-36'
ii. 14. 167.
u. 14. 171.
VAPORE 7^
vapore* Credendo far . . . Esser le efuerre de' va/Km actme .... Som. zxzri. &
vaiietate. Ed hanno in lor si g^ran varutaU K. M 13. 37 {Som. n. *>
vario. E diffamava con parlare xtario S. P, cL aj,
vascello. E messi ad un vascél, eh' ad o^i vento . . . «ndasse . . . Sem. xxxii. 3.
VHWtBllnggto. LieUmente opra suo gran vassaUaggio Coms. x. 35.
veccbio. Non le addivien per omor eh' abbia vftxhi ScM. lo. r&
vec& Qui giugocrà in vtct D' una eh' io xidi ......... Comm. xSL 80,
vedere. K. W. 19. 35 {Cans. L ifi), 47 i_Cmi3. L aS), 54 (Cmmm, L 35% 57 (Cvul i. 38),
74 {CoHM, i. 55) ; 33. 131 (Cww. ti. 4), C48 {Cams, ii, ai), 153 (Cmul fi. afi),
157 (Gnu. ìi. 30), 170 {Cams. ii. 43), 173 {Cams. ii. 46^ 176 (Gm*. u. 49),
185 (CaM. ii. 58), 191 {C0ms. ii. 64), 193 (Cam», ii. 66), 195 (Cémm, a. 68),
I99(Cbmj. ìi. 79), 904 {Cana. iu 77), aio (Cwm. ii. 83); a8. 96 (/*. C tj);
39. 67 {CmmM. ili. 07), 8t (Cohm. iìi. 41), 99 {Citns. iii. S9)t 108 CC«kv.uì.68\
109 (Gma. iil 69) ; 34. 99 (Cbh*. iv. 3) ; C ii. Cmau ì. 17, 34, 34, 49; 3.
Catta, ii. 19, 33« 38, 86 ; ìv. Outs. iìL 44, xo6, 117, 140 ; Caitft. ix. 55; X. 7%
ioa ; xi. 4a. 43, 48, 68, 77 ; lii. 53 ; «ii. 37, 46, 81 ; xiv. 71 ; jctìL t&^M*^
33, 57, 61 ; xviii. aa ; lix. 43f 44 : ». a8, 36, 6a, 90 ; Sat i. 35, 36 ; ò.
I» 4h 57. 59; ili. ao, 38, 34, 36 j iv, i, 33» 34; ^'^ AT. la. 113 (fiaU. i. 3i)S
4
vapore, grande quantità dì questi vapori seguaci della stella . . . . C ìi. 14. 179^
g;ti spiriti umani, che sono . . . vapori del cuore C. iL 14. 189.
uno raunamento di vapori C ìi. 15. 65.
Trasmutasi . . . per li vapori della terra C. in. 9. laa.
variare, vedemo . . . molti vocaboli essere . . . twnoH C i. 5. 59W
la quale si varia per le costellazioni C tv. ax. 64.
variazione, perchè queste variasiom sono negli uomini C ù 6. acx
r altra sì è la varioMÌont della sua luminosità C. ii. 14. 76^
il secondo è la varioMÌom dell' opinione della gente C ir. 3. 33.
veCChleiOBL Tullio ... in quello libello tUBa ytcdùtMMa C ìL 9. 67.
dove tratta . , . di VecckiesMa* C ìv. 33. 86.
' senza tristizia è la morte eh* è nella vtcdntMM ' C iv. aSL 34.
vecdlto. testo, che nell* Arte vtetkia ... sì trova C ìi. 14. 105.
Nella Vecchia dice, che la Galassia non é C ii. 15. 68.
nel princìpio del vncMio Digrsto C ìv. 9. 87.
vei^gna non è laudabile, né sti bene ne* wedd C iv. 19. 85.
Enea . . . quando lasciò li vecchi Trojani C. iv. 9& 95.
il Vecchio . . . dee essere giusto C tv. a6. zsA.
Onde dice Tullio ... in persona di Catone twccAtb ...... C ìv. 97. I5a.
Mostra che Eaco vecchio fosse Prudente Cvr. 97. r63.
Odi che dice Tullio, in persona di Catone ve€tkio C iv. a8L 45.
vece, eh' è fatto in twcv dì servo C i. 5. 37.
vedere. V. A', a. 14, 46, 49 ; 3- X4t «7» 36, 69, 75t «o6 ; 5- 4. ^S; 8. 6, io, 14 ; 9- «5 ; ^^
14 ; 14- 33, 361 4*. 47 ; 15- % Hi 64 i 16- »6 ; «8- >3. 4^ 44 i «9- «8 ; ax. 36,
40 ; aa. 5, a4, 48, 49 ; ^S* i3t «9. 33i 35» S*». 60. 67, 70» 75. 76» 83. 9^ ««i.
Ila. lai; 94.7, 16, 04, 71.76: 35. la, 61 ; 96. 5, 14, 33; 07. 5, €» 9; «8. 4;
3«- 31. 43, 44; 34-4f«a; 35- 7t"; 36. 8(«s),9, 14; 37- >< 9; 38^ 3. 8; 39-
19,48; 40. 4,8; 4i'3fS; 43. >8, 93» sa, 43; 43.3. 14; C i. I. 45, 60. XI
a. 135 ; 3- 73. 78; 4- 5t 33» 34! =5. 43. 49» SI. 90: 5. So. 5*; 8. 93, 41 ; 9. xa,;
59, 7a; IO. 36, 43, 81. 98, IDI ; 11,58, 65 (6w), 89; la. 18, 77, 9»» 9«ì »!
691 77; ìli. 57; a. sa; 3. I, II, 99,38, 51, 55,60; 4.30, 57» 6»; 5-5S51
71, no. 193; 6. 9, ao, 79, 93; 8. 44, 59; 9. lot, 104, 195. 137. 198; la 3^
37» 43, 49 ; ". 83, 91 ; la. ao. 33, 56, 60, 68 ; 13. 38. 39, 73; 14, 1. a, 4,
ir, 48, 66, 70, 71, 79, 113, 140, 148, 175, 177^ xaa; 15. 15, ao, So, 87, 90»
14I1 183, 185 ; 16. 3, 13, 35, 84, 85, 88, 91 ; iii. i. 11, a8, 37, 41, 71, to6; a.
I
4
70I
VELA
Ball V. 8 ; vi. 6, 03 ; viit. a» 4, 6, 9 ; 1. 11, 18, a6 ; K M 3. 90 (Sem. i. 14) ;
8. 30 (So«. ili. io) ; 9. 51 (Som. v. 8), 53 {Som. v. g) ; 14. 89 {Soh. vii. 1 1) ;
15. 39 {Som. viii, 3), 36 {SoH. viii 9) ; 16. 34 (So«. ix. 11) ; ai. 19 {Son. xi.
xi) ; aa. 73 {Son* xii. 5), 75 {Son, xii. 8), 79 {Son. xit la), 80 {Son. xii. 13),
8t (Stm. xii. 14), 95 {SoH. xiii. 7) ; 04. 52 (Som. xÌv. 3), 58 {Son. xiv. 9) ;
37, 13 {Son. ivi. I ), 14 (Som. xvi. a) ; 36. 39 {Son. xix. 1) ; 37. 18 {Som. xx.
3), ai {Son. XX. 6) ; 38. 38 {Son. xxi. 4) ; 43. 53 {Som. xjcv. 6), 55 {Som.
XXV. 9) ; Son. xxvi. 5 ; xxvii. 3 ; xxbc. i, 8 ; xxxiiì. i ; xxxv. 13 ; xxxix. 6,
9 ; xUii. B ; xliv. la ; xlvìì. 5, 9 ; xlviii. a, io ; xUx. i ; 1. 11 ; S. P. xxxvij.
'3ì 41, 44» 46, 52. 55. ?6 ; L a9 ; ci. 66 ; cxxix. aa ; cxlii, 13, ai ; P. F. t6,
ia5, 188 ; V. E. ìi. 13. 96.
vedovo, qual vcntcc Non segue 1' asta del vedovo giglio Cann. xviii. 39.
vedata. Partendo s* d^lla nostra tWM/a K M 34. 47 (Co««. iv. ai).
Vegliare, r ho vegliato senza dir parola S.P, ci. aa.
SCf. veggbiare.
re. 16,69, 81, ^ooj »<»» "3» J39. >4a» »55; 3- »8, 34, 33,73, no, in, 114, 137;
4. aa, 33, 80, 88, 123 ; 5. 4, la, 18, 37, 36, 37, 67, 89, las, 143, r48, 156. i6a,
164, 165, 167, 168, 175, 177, 179, 193, 195, 197 ; 6.8, 119, 133 ; 7. 34,30,43,
73,80, 116; 8.31,57, 141 j 9. 87, IDI («.), 106 (*«) ; IO. a, la; n.57, 149,
170, 179, x8i ; 13. 43, 83, 84, 87, 89, 90, 93, 1 IO, 113 (A«) ; 13. ', S »5, 3©»
70,201; 14- 18,33.31,136, ia8; 15. 15,43, 50,65. I45»»09; iv. 1.4, 58,83;
0- 3a»37r44.99: 3- i»67; 4- aSt^So, 59.6a. ioa, ia8; 5. 177; 6.6,8,33,48,
7". 85.97. "», 118, 150; 7. I, 63; 8. 75, 83, 84,99, ioa, 140, 148, 149; 9.
1, 31. 34. 130, 149 ; "■ 3a, 71, 76. 8fli 90 ; 13- 6, aa, 63, 130, 14B, 155, 161,
170, 193, 304; 13.35,93,153; 14.80, 137, laB; «5- i»9. '37.158; 16.30, 35,
48,94, 100, n3, 119; 17. I, a; 18.41; 19. 3. «9. 74; ao. 5, 55; 31.37,53,
loi ; 33. 17, 33, 36, 91, 116, 143, 158, 197 ; 33. 4 ; 34. 61, 85, 102, 108, 155 ;
35- 50. 57» 63, 64, 71 ; 37. X, 17, 44, 61, 9a ; a8. 43, 46 ; 39. 9, 70, 81.
vedova. V. vedova
vedovaggio, per lo quale vedovaggio ai significa lo Stnio C iv. a8. 117.
tornò dal principio del suo i.fi/(i(/aj;^b a C.ìv. 38. 118.
vedovo, ^L rimase tutta la sopradetta cìttade quasi wdova . , , , V. N. 31. 3,
Acciocché . . . paia rimanere viepiù vedova K. iV. 30. xa.
■ aopra la mia vedova vita . . . . « C ii. a. 17.
malnati! che disertate tv(/<w« C iv. 37. 1x8.
Marcia, vedova fatta . . . tornò ... a Catone • C. iv. a8. 116.
veduta, traendomi fuori della veduta di queste donne K M 14. 56.
Ida cercare la veduta di costei K A^ 15. aa,
credendo che mi difendesse la sua veduta da questa battaglia . . V. N. 16. 17.
come cotal veduta . . . non mi difendea, ma V. N. t6.au
passati costoro della mìa veduta • • K iV. 41. a8.
giudicano secondo la loro veduta ' , . . C. i. 4. 37.
vegetare, siccome nelle piante vegetare^ negli animali vegetar» e Mtntiref
negli uomini vegetare^ sentire ... e ragionane . . . . C. iv. 7. 113, 114, 11^
(vegetativo, la potenza vegetativa ... è fonikmento ... e questa
vegetativa potenza per sk può essere anima C. ììi. a, 96, loi.
cosi la sensitiva sta sopra la vegetativa C iv. 7. 144,
Germoglia adunque per la Vegetativa C. iv. 03. 83.
Ve^hiare. siccome dormire il dì e fegg/itart la notte C. L 7. x8.
non solamente vrgghiando^ ma dormendo ......... C. iìi. x. 8.
• chi fa, pure veggkiando, lo possessore timido e C iv. 13. 96.
Quanta paura è quella . . . non pure vegghiandoy ma dormendo ... 1 C. iv. 13. 99.
Cf. vegliare.
VelA- io sono stato legno senza veUt C i. 3. 34.
VELA
velie. Che noo «emendo te, nu lo suo tv/// S. /*. zzxi. 70.
velo. Vede* che donne U covmn d* un iwfo K iV. «^ 195 (Ca«s. il. 6B}.
Sì dì traverso che le si Oi vfìo ...,,. Cmmm^ xt. d.
Levala su vestita del tao velo Som. xlix. 13,
avendo innanzi agli occhi il velo Dell* ignoranza S. P. xxxì. la
che ... ni* hai tolto II veh oscuro, tenebroso e foeco S. P. xxxi. 23.
VCOa. £ *I sangue, eh' è per le umtf disperso Cm». xn. 45.
Vcrsan le vene le fumifcre acque Céms, xr. 53.
Poiché . . . feriste in tanto ... eh* io baUo di vtna Som. xhriL a.
vendere^ Qual . . . Volge il donare in vemdtr tanto caro Cmmm, x. tal.
Ornarsi, come vendere Si volesse . . Citata xix. 34» ,
veadetta. Che beli* ooor s* acquista in far vendetta Csics. xiL 1^
Che i cuoio farà vendetta della carne Som. liii. 4.
E di loro e dei vivi far vendetta P. F. 54.
veadìcaxe. lo mi vendicherri di più dì mille Ctita. za. 7^
E . . . Guarderei . . , Per vendicar lo fuggir che mi face .... Ciita. xii. y}»
Venere. Per contrastar alla focosa Venere 5. i^ ci. 33.
venire. V. N. 03- 191 {Canm. u. 64), 904 tOw*. ii. 77), 906 (Ow». ìi. 79) ; 32. 66 {Cmu.
velA. cosi come il . . . marinaro cala le sue vele . . . cosà doì dovemo
calare le peie delle nostre mondane opcraxìoiù C.ìv. a& iB^ ao.
Oh miseri e vili che colle vele alte correte . . . ì C. nr. a& 55.
Certo . . . non volle entrare colle vele alte C. rv. aA. ó&
questi nobili calaron le vele delle . . . operazioni C iv. aB. 63.
velazoentO. si dimostra la luce . . . sotto alcuno veiamento . . . . C iìL 15. iflL
velare, che più va velata de* raggi del sole, che C ìL 14. 99.
e va più velata, che nulla altra scienza C. u. 14. 106.
quivi, ai-vcgnachè quasi velata ... si dimostra C iii. S. 78L
velo, che donne le coprissero la testa con un bianco velo V, li, m^6y
velodssiiiio. cagione . . . per avere velocissimo mo\imeDto . . . . C. H. 4. aow
velocità, che la sua velocità t quasi incomprensibile C ii. 4. 07.
veltro, siccome nel veltro bene correre CuiaLÒj.
venagione, il pescare sia sotto 1' arte della venagione C iv. 9. 144.
vendere, che vende coir una e compera coli' altra ... . . - C i. a. 6«.
tuttoché *1 datore non venda C t, 8^ cat.
Dico . . . che ... tu noi dèi vendere a' figlinoli di C.re. «7. 81,
quelli che hanno rispetto all' arie . . . vmdtr puoi C hr. «7. 84.
venenoao. lo stomaco suo è pieno di amori nnwnojs ..... C L x. 90.
Venere, la stella di Vmere due fiate era rivolta C li. a. a.
alla revoluiione del cielo di Venere CiLau 64.
lo terzo è quello dov* è Venere Cii.4.4.
de' quali quello di FnuTf sia il terzo ^■■•4*4S>
nel cielo di Venere C, ìì. 4, 79,
la lucentissima stella di Venere C. ii. 4. 8L
e quelli di Ventre siano li Troni C. n. tit 109.
dissono Amore essere figliuolo di Venere C iì. 6. 219.
ove dice lontre ad Amore : * Figlio, virtù mia ...' Cìì.6l las.
dice che Venere disse ad Amore C. ìi. 6. 194.
sono movitori del cielo di Venere C.ii.7.8.
il Cielo dì Venere sì può comparare alla Rettorica C ii. 14. iiol
Venere e Mercurio ... si celerebbero e mostrerebbero C. ii. 15. 14&.
venereo, alcuna immaginazione di venereo compiAcimeato . . • . C iv. ^ 76.
venìens. qui venie»ts dontinabUitr nuhi * VI fi. a. »^
venire. K A', a. 65 ; 3. ao ; 6. 3 ; 7. 6 ; 9. 34; 14, 3, 13, 70, 77 ; ^S'SSì i». 39» 57 ; «-
a, 8 ; aa. 46, 84, 88 ; «3. 33, 43, 71, 74, 85 : 04. 8. 17, «♦. 3» J «S- «3 C*») !
703 ^^m^B^^^^ VENUTA
venire. ili. a6), 77 {Catta, ili. 37), 78 (Catu. iii. 38), 87 (Gin«. Ul. 47"^ ( 34. 38 {Can».
kiv. la) ; C ii. Cama, i. 13; iv. Otn^. iii. 79, Ba, 96>99, 109; Cw. ìx. aS, 48 ;
X. 18,114; xj. 16, 83; xui. 57,59; IV. I ; xvì. 9, 14,54,64; xvii. 11, 17,58;
XX. I, X7 ; xxi. 35 ; Sfsi, ì. 16 ; ii. 43 ; Bait. iv. 15 ; vi. a, 14 ; viti. 16; K N.
3. 78 (SoH. i. a) ; 7. 33 (Som. ii. 16) ; 9. 50 {Soh. v. 7), 53 (Som, v. io) ; 15.
09 (Som, viti, a) ; 16. 24 {Son. ix. x), a6 (Son, ìx. 3), 34 {Soh. Ìx. ii) ; aa. 70
(Som. xii. 3), 76 (Som. xii. 9"), 94 (Soh. xiii, 6) ; 34. 53 {_Sqm. xiv. 3), 57 {Soh.
xiv. 8), 59 {Soh. xiv. 10) ; a6. 43 (Som. xv. 7) ; 33. a6 (Som. xriL i) ; 35. 41
{Soh. xviii [1"]. i), 45 {Som. xviii. [a<*l. 1), 57 (Som. xviii. 13) ; 37. aa(Son,
^^ 7) ; 39- 6^ (Som. xxii. a), 65 (San. xxii, 6) ; 41. 57 (Som. ixiv. 3) ; So».
xxix. 3, 13 ; XXX. a ; xxxiii, 3 ; xL 3, io, xi ; xii, 1 ; xlìi. xo ; xlvi. 9; S. P.
xxxl. 75 ; xxxvii. 39 ; ci. 43, 49, xi6 ; cxlii. 44i 45ì ^- ^- «*•
^ vento. Levasi . . . Un venfo pcllrgrio, che 1* aer turba Cmms. xv. xj.
^b che sue ragne Ritira al cìel per lo t«M/o che poggia Cana, xv. 34,
^T ad un vascel, eh' ad ogaì vento Per mare andasse Som. xxxii. 3.
ventre. Per li vapor, che la terra ha ne) ventre Cana. xv. 54.
E 'l frutto del tuo ventre . . . Sia benedetto P. F. 344.
ventura. Onde se per ventura egli addiviene Che . C. ii. Cana. i, 56,
Vedete quanto è forte mia ventura Som. xxvi. 5.
Che credo tor la ruota alla ventura Som. xxxiii. 14.
venttiro. Che s' io contemplo il gran premio venturo ...... Som. xxxvìL 9,
venuta. Onde ... La sua venuta mi sarebbe danno Cana. xvi. 63.
venire. 26. 3, 7 ; 27. a ; 31. la ; 33. a, ao ; 35. x6, 19, ao, 38 ; 37. la ; 38. i ;
4». u; 43. 6; C i. I. 93; 3-68; 4. 6; 7. 73» »o3; 8. 53, 79; n. 5, 30;
hU. X. IX, 73. 74, 77, 78, 84, 87. 93, I09 ; a. 15, 33 ; 6. 9, 33; 7. 71, 88,
94, 98; IO. 34, 35, 6x, 70; II. a9; 14. «49; 15. 138; iii. a. 61 ; 4. a?,
103, 113; 5- «"r M9t 179; 7. "37; 8. 89; 9. 9, 68, 91, loi, 135,
144; II. 36, x6a; xa. 75; 13. 34, 96, 97; 14. ai, 60 (Ws), 134; 15.
184, 185: iv. a. 66, 88; 4. 5, 108; 5. 48, 135; 6. aS, 33, 45; 7.
63» 70 ; IO. 3 ; II. 58, 59, 61, 6a, 64 ; la. 98, 151 ; 13. 8, 50, 56. 61, 85,
tat ; 14. 38, 71, III. 118, 135, 138, 143; I5- ^. »3it 188; 16.63, 75.76; 17.
6, 14, 138 ; 18. 3, 34, 59; 19- «3. 93 ; ao. s, io, 53 ; ai. 84. 106 ; aa. 39, 39.
44,66, 171, 176; 34. 107; 37. as, 36, 57, 159; 38. 9. 33, 34, 87, 90, 106,
Iti, i4a
ventL C. ii. 15. a6i a8, 35 ; iv. 34. 39.
venticinque. C. iv. 34. 38.
vftnticinqneaimo. C iv. 84. 13.
ventftdne. C. ìi. 15. ai.
ventitfneaimo. C iv. a6. 33.
ventinove C ìi. 14. 337,
ventiquattro C LL 3. 46 ; iii. 6. 15, 34
ventitré C ii. 3. 46 ; iii. 5 139
I vento, che Giuno . . . paHò ad Eolo signore delti venti f^, N. t»$. 75.
portato a diversi porti ... dal vento secco C i, 3. 36.
quanta rena volge lo mare turbato dal ivN/o C, iv. la. 76.
le foglie, che '1 vento fa dimenare C iv, 13. 103.
lù . . . per lo impeto del vento rompete , . . . . C iv. aB. 57.
vent'otta C ii, 14. 96.
ventre, è vituperio chi cerca loro nel ventre C. i. a. 48.
' Ora . . . che '1 mio ventre è laiso , , . ' C. iv. a8. 134.
conoscendosi non avere più ventre da frutto C iv. 38. 13&.
ventura. Se per ventura incontra cAé tu vadi ......... C. li. la. 53.
venuta, é nominata Primavera solo per questa vmttia d* o^ . . . K ^. a4. 99.
nella sua Xfenuta nel mondo . , . conveniva C iv. 5. 34.
VENUTA "^^^^^^^T ^
venata. Madonna la vtHuta nostra È per • . Spm. xL u.
ver-veraOi pnp, . Canm. x. iia; xiii. ii ; Stst. ii. 46; Baff. iv. 37: V^ H» mu tt
{SOH. li. 3).
verace. Ed avea seco umiltà sì vrma .,.,,.. K -V. 33. 196 (Csau. u. 69).
Amor, si^or vrracc Cu. Cww. i. 51.
Onde r animo eh' t dritto e twnHv C tv. Caiu;, ili. 5^
Ben è v€ruct amor quel che m' ha preso Coau. xìt. 33.
parti tanta buona fede Di quel verau Amor GatM, xvìì.
Punisci . . . qual verna Non segfuc 1* osta del Cams. xtSL
£Ua è verace insegna Cau*. xix. 15.
Che senza ... Nissun puote acquistar iwnwr loda Catca. XÌX.9S.
venconente. U qual veraeentente t uomo e Dio P. F. a$,
veramente. Per lo qual veramentt t V uom gentile C.ht. Cams. ni. t>
venata, che . . . per la tom mnm/h in Siria suso e ... ti preparasti . C. iv. 5. ^u
ver - vem, prtp C. ii. 7. 37 ; iii. 5. 157, 167, 183 ; ir. la. 17^
verace. Lo venut giudizio del detto sogno non fu veduto K AT. 3. 105.
dinanzi eh' Ìo fossi tornato in veraet cognizione V. N, 3^ saa.
10 quale precedette la tvnuv luce V. N, 24. 37.
in guisa eh' avessero erra» intendimento KA^as. iir.
acciocché la sua visione sia tTnuv Ciii. 9.88w
questa Donna . . . nella verace sposizlone nominata C. tv. i. so.
la propria conoscenza della verace Nobiltà C ÌT. 1. 60^
{anno . . . fruttificare la verace degli uomini Nobiltà C. tr. t, 97.
alle viziate opinioni . . . acciocché la verace . . . tenga C iv. 9^ ifltt.
quanto la verace Scrittura divina chiama C hr. la. 65.
sono diversi cammini . . . certi mcn verna C ir. io. 191.
r animo che é . , , verace^ cioè di conoscenza C iv. 13. 157.
venire intendo . . . alla verace opinione C iv. aa. 30.
veracemente. In quel ponto dico veraeetMeitle che K A^. a. 19.
conciossiacosaché ivracemente sia conosciuto K AT. is. 53.
alla gloria etemale se ne gfo veracefHenfe K. AT. a». 7.
due stanze ... 1* una per costui veracemente f. AT. 34. 8.
io studio ... si com' ella sa Kraermettte K AT. 43. 7.
lii ov' dia si dimostrava veractmenie C. U. 13. 47.
noi . . . attcndemo veracemente la consumazioae CÌL15.XC6.
veracimlmo. n' accerta la dottrina veracissima di Cristo C. ii. 9. 1x4.
diversi cammini, delli quali uno è veraàssitno C iv. 13. iqa.
veramente. Veramente da questa . , . perfezione molti sono prixitì . C 1. 1. xx.
Veramente . . . dico C. i. a. 86.
la quale altri veramente dare non può .......... OLa. tt6.
Veramente io sono stato legno Ci.3, 33.
il Volgare servirà veramente a molti C. i. 9. 09.
11 dono veramente dì questo Comento & Ci.9.49.
Veramente li Teologi questo senso prendono altrimenti C. ii. t. 36.
Veramente egli di ciò si scusa C ÌÌ, 3. 31.
Veramente ... li Cattolici pongono ^ C ti. 4. 13.
Maria Vergine femmina varamente C ii. 6», 13.
sapere . . . non potevamo, né vedere veramente C. ii 6. ao.
dentro veramente s' abbellisce Cu. 8. 90.
Veramente qui nasce un dubbio C&.9. aa.
sapere, che . . . veramente quella che viene per retta linea . . . quella
veramente si vede C. iì.xaL35,3SL
verumente V un occhio 1* altro occhio non può guardare . . - . C {t. to. 40.
Kmimnf/f per costoro dice Salomone Cii.zx.8x.
I
?05 ^^^^^^^^^^^ VERDE
brerba. lam audivìncnt wròa mea Graeci Comm. xxi. 4.
reróe. Per non sonarle infìno al tempo tferdi Camm. xv. 31.
Ed ogni ramo vetri* a noi s' asconde . , , Cohm, xv. 43,
ISé giamniai tocca dì fioretto '1 vmit Can*. xxi. 13.
£ '1 mio dialo però non cangia il wrdt Sest. i. 4.
£ che gli fa tornar di bianco in twn£r Srs/. ì. x i
Teramente. questo modo ai tiene qui veramente C ii. la. 43.
la quale vt-ranunte è Donna piena di dolcezza C. ii. 16. 30.
Vemmetite in voi * la salute C ii. 16. 34.
Amore, veramentt pigliando . . . non è altro C iii s. 18.
dico che ... e veramente dico C. Ui, 3. 104.
»non m' accuso, ma scuso verantentt C. iii. 4. 5».
È però manifcato me vtramentt scusare C iii. 4. 118,
questa è veramente quella perfezione C. iii. 6. Si.
Veramente ciascuna cosa riceve C. iii. 7. 30.
questo piacere è veramente . . . neìV aspetto di costei C. iii. 8. 40.
yeramcnte questa diSercoza è intra le passioni ....... C iii. 8. 169.
Veramente Plato e altri filosofi dissero C, iii. 9. 99.
non ai può dire veramente che sia in filosofia . C. iii. 13. 59.
(Veramente sempre è 1' uomo ... da chiamare filosofo C. iii. 13. 76.
Vemmen/e può qui alcuno forte dubitare C iii. Z5r69.
Veramente V ultimo verso ... si può rìdurre C. iii. 15. 198.
per Io quale uomo é gentile veramente C. iv. a. 95.
Vframente potrebbe alcuno cavillare C, iv. 4. Sa.
sicché verttn$ett4e immaginan questa figura C. iv. 6. 30.
Veramente Aristotile ... e Senocrate . . . limarono e C. iv. 6. 131.
veramente morto Ìl malvagio uomo dire sì può C iv. 7. to6.
Veramente ... da vedere è come C. iv. 8. 144.
Krramm/ir io vidi lo luogo C. iv. 11. 76.
Sicché veramente non quietano, ma danno C. iv. 13. 53.
Veramente t{M\ snrge in dubbio una quìstìone C. iv. la. ixi.
f>ramfM/# cosi questo cammino si perde C. iv. la. 181.
Quello veramente della ricchezza è . . . crescere C. iv. 13. sa.
nulla cosa wnxmrfti^ veggìono vera C. iv, 15. 158.
Queste parole posso io qui veramente preporre C. iv. 16. 5.
quando veramente è arcoh , . . . , C. iv. 16. 84.
KmiiHni// è da sapere che . . . C iv. 17. 85.
Ch^ veramente è Cielo, nel quale . . . rilucono C iv. 19. 36.
Veramente dunque bella . . . comparazione fu . C. iv, 19. 68.
Veramente per diversi Filosofi . . . fu . . . ragionato C iv. ac. 13.
lingua dico veramente volgare C iv. ai, 54.
Venxmettte V uso del nostro animo é doppio , C. iv. aa. 103.
I Veramente di questi usi V uno è più pieno C. iv. aa, 134.
Veramente questo Arco ... si distingue C iv. 83. 1 ix,
la quale verametUe è eolmo delia nostra vita C. iv, 34. aa.
Veramen^ . . . queste etadi possono essere C iv. 34. 69.
Veramente questo Appetito conviene essere cavalcato C, iv. a6. 41.
veramente queste quattro virtù . . . sono C. iv. 37. 14.
Veramente questa bianchezza è più nella granì C iv. 39. 105.
verbo, da due prìncìpìi : 1' uno sì é d' un veròo, molto lasciato . . . C iv. 6, 18.
in quanto Autore viene e discende dì questo tvròo C tv. 6. 33.
dicono che vien da un tMrbc che sta per conoscere . . . . . . C iv. 16. 63.
questo adoma è veròo^ e non nome : verho^ dico, indicativo del tempo
presente C. iv. 35, ra^ (Au).
VERDE ^^^^^^P 706
verde, si loiaclùa il crespo gUUo e *1 v«f4* SI bel . ... Sof. i. 15.
non mi può far ombra Poggio ... ni fronda vtr^ ... Sesf, L «4.
Io r ho veduta già vestìu a ivrd!r 5«C t a^
Prima che questo legno molle e urrd!r S' infiammi Sai, t. 3flk
Sotto il bel vfrxU la giovane donna Gli fa sparir . . ... Stai. L ^
Ed hawene ona eh' t vestita a vtrdt So/, vi. 4.
Fra eh' io rinvengo, i' son d' amor piii Vftrd* Che StA ni. xf.
Che, togliendomi il cor, rimango vtrdt S^t. iiì. i^
ombra Più nobìl, che non fc* mai foglia wrd* .Seal iùL a^.
Che tempo freddo, caldo, secco e tvrdir Mi tten giulivo .... S«9^, iìL as-
Non m' abbandona Amor, ma tjenmì vtréi Stai, iki. 3».
Essendovi colei, per cui son iwn^ Smi% ir. 4.
come il vtfdt Color cangia Stat^ ir. 11.
La qual ... Si pon con fiorì e con foglietta vtrdt Satt, hr. 15.
Coro' augelletto sotto foglia v*réé Scsf. tv. «4.
E sed io fossi cosi umile vtrtU Ses^ ir. 95.
mi par ... e mi sento di vmU Scsf. iv. jsl
cantinne . . , Bulli verdi arboscelli BmlL iv. i^
Però che 1 dolce tempo ... col sao vcrd* viene Son. xlii ra
verdtxm. Od io alcun che sua verdum serba Caita. xv. 45.
Vostro fio pregio mando — alla twr^tcra AaA. iv. 5.
verga. Quando di signoria chiese la verga Son, xliv. la
vetrine, adj, Sovra la vergin onda Generai io costei Cma. sz. 49.
vergine^ m, che . . . carne e vita . . . prendesse nella ytrgm santa P. F, «o.
Dalla sua madre vergm benedetta P. F. yK
Quel, che produsse la Vergim in parto P. /*. taéL
La Vmbqis benedetta po' . . . Laudiamo e benediamo P, F, «jsl
Avi regina VergtMt Maria Piena di grazia P, F, af x.
l^rn^ne benedetta, sempre tu Ora per noi P, F. «47.
vergogna. Che dalle genti vergogna mi porte K. AT. 38. 93 {Cmi& S. sa.V
chi non sa rimove, Per tema di vergogMo^ da follia ...... Ca«a;. ix. 4).
Doglia e vergogna prese Lo mio signore .......,, Càn^ xx, sfì-
coloro, Cbe per vergogna cclaa lor m«nr«n?ai ^- ^- 7* 3S (Sns. ìL s8%
verecundta. tre passioni ... la terza si i yerveundim C Ì9* »S'É^
La ytrtatndia t una paura di dlsonoranzi . C iv. 05. 103.
verga. Nascerà verga della radice di Jesse C. iv. 5. 4$.
voi che le vetgke de' reggimenti prese avete ....... C iv. & t8r.
vergine. Cristo . . . figliuolo di Maria Vergine C ti. 6. ]>
siccome vedcmo nelle vergini C tv. «5. 7t.
che ... le vergini pallide e rubiconde si fecero C iv. 05. B4.
Marzia fii terginej e . . . significa V Adolfsanaa C ir. a&, ro^
vergogna, perocché grande vergogna sarebbe a colui V. N, 95. K
sei passioni . . . cioè . . . vergogna C iiL & &].
perchè la vergogna d* entro non paresse di fuori C ìm. SL 90.
quando V amico conosce che vergogna crescerebbe C uL nk óok
le laudabili passioni, cioè Vergogna Ct9. t%^U
essere là dov' è vergogna^ cioè tema éi éisonortmaa . . . dove la
vergogna è buona e laudabile ; la qual verg<^na non è Virtù C iv. 19^ 76» 16L 7^
* vergogna non è laudabile, né sta bene oc' vecchi né ... * . . . C iv. 19. 84.
da quelle cose che a vergi^gna gli inducono • C. iv. 19» 9|.
quando . . . nel viso loro vergogna si dipigne ........Civ. 19^97.
quattro cose ... la terza Vergogna ...«.Civ. 94. 117.
Anche è necessaria ... la passione della Vergogna ...... C iv. a^ a^
perocché la Vergogna è apertissimo segno . . . C iv. 05. 06.
707
VERITÀ
vergogna. Tutta dipinta di tfergogna riede Soh. xliv. 14.
che con vtrgognii Convìen che vadan 5". P, vi. 47,
vergognoso. E con tutta la vista wrgognosa K iV. 93. 145 iCang. iì, 18).
■ In quanto vtrgognoat son tenute C ìv. Cohm. ììL 107.
r Ubbidiente, soave e vtrgogHosa [È] . . . . C.iv. Còwm. ili. 135 ; ag. 16, 33 ; b6. 8.
verità. Di conoscenza e dì verità fuora y,N. 9^, 167 {CaHB, ii. 40),
vergogna. Dico che per Vergogna io intendo tre passioni . . . . C ìv. 35. 39,
Ile passioni . . . che y^rgogna . . . sono chiamate C ìv. 35, 46.
dubitò prima di dicere per cvr^^a dct faUo Civ. 95, 211.
che paiono rimanere in vergogna del figlio C iv. 95. 114.
Per che . . . appare Vergogna essere necessaria C Ìv. 35. 1x7.
non pure . . . Vergogna la nobile natura . . . dimostra C ìv. 35. 119,
vergognare, piangendo e vergognandomi , . . dicea K ^, 14. 66.
I avvegnaché io mi vergognassi molto . K W. 33. 109.
P in quanto mi vergognat/a di ciò che V. N. 40. 47.
Vergognoso, quasi vergognoso mi parti! da loro K -/V. iB. 57.
a pensare dì lei si con tutto il vergognoso core V. N. 40. 18.
verità. La qual cosa^ secondo verità^ è falsa ......... ^. W. 35. 7.
secondo Tolommco e secondo la Cristiana veriià K ^. 30. 17.
secondo la infallibile verità ... fu - . ■ K. /V. 30. 36.
perchè la stima oltre la veriià si aciampia ; e poi perchè la presenza
oltre la verità strìnge . ...» C. i. 3. 46, 48.
partendosi in ciò dalla verità C ì. io. 79.
commendare quella oltre la zvrrVd Ci. 11.109.
ed è una verità ascosa sotto bella menzogna C ii, i. 34.
la sua ailegoriaj cioè 1' ascosa verità . . C ii. I. 134.
per rispetto della verità C. ii. 3. 9.
avvegnaché la verità all' ultimo sia trovata C ii. 3. 18.
secondo la stretta verità . . C ii. 4. 90.
ciò eh* è detto della verità del terzo cielo C. ii. 4. loz.
avvegnaché la tvnVd sia trovata C ii. 5. ti.
la Vfrità ancora per loro veduta non fu C ii. 5. 54.
gli antichi la verità non videro dello creature spirìtumli . . . . C. ii. 6. a.
disse a noi la verità dj quelle cose . . . C ii. 6. t9>
la dottrina ... di Cristo, la quale è Via, Verità e Loce . . . Vifità^
perchè non sofferà alcuno errore . . , . , Cu. 9. 115
per 1' abito delle quali potemo la verità spccolare C il. 14. 40.
ha P uomo amore alla writà e alla virtù . . . C ili. 3. 87.
questo amore era quello . . . cioè di verità e di virtù ..... C ìii. 3. 97.
a rispetto della veriià^ poco fìa quello che dirò C iìi. 4. 33.
rmgioni, che Aristotile dice a . . . afTermare la verità C UL 5. 6a
nel quale ... la verità sì discorda dall' Apparenza . - ... C ìii. 9. 46.
che mestieri è stata a vedere la verità C iii. io. 3.
pur secondo 1* apparenza, non secondo la verità . . . . . . . C iti. io. 3}.
considera questa Donna secondo la verità C ili. io. 31.
seguendola verità^ procedere C. iti. io. 87,
delta filosoBa è cagione efficiente la Verità C iii. tt. 139.
che per contemplazione della Verità s* acquista . C ili 11. 148.
per r arte della Verità eterna . . . concorrono C iii 14. 140.
colle quali si vede la Vtrità C ìiL 15. 15.
ad amare li seguitatorì della i>erità C iv. t. 93,
a quella cosa che più aiutare mi può, cioè alla verità C iv. a. 16.
che I' apparenza dalla verità si discordava C iv. a. 34.
fiUsOf cioè rimosso dalla verità C iv. a. 119.
Z Z 2
118.
^^^^^^^^F 706
verità. Che verità di ciò non Ut cagiona Som. zlr. &.
veritade. d^ esaudire 11 servo tuo nella tua ventaA . , S. P, czfii. 5.
ventate, ardire A voler, eh* è di vrriialt amico Ckki. x. a.
Ma poich' io mi ristrìngo a ventale Csms* xir. 57.
Che ciascun che vi mira, in ventate . . . conosce CmiM, xvi. 51.
Cosa che amica sia di veniate ....,,......, Som, xL 8.
vermegliO. Invidia è quella, che fa 1' uom vennero P, ^. 187.
vermo. Difendimi, o Signor, dallo gran verme . S. /\ vi. ro.
vernare. PotrcW>e dir che là fosse ventata Ove Sem. UL 3,
verno, mentre Che durerà del verno il grande assalto ..... Cmc xv. 58.
vero. Non considera lei secondo M verv C iii. Cova. ìi. Sx
Ha vilissimo sembra, a chi '1 ver guata C. iv. Cmma, in. 38 ; 7. 47.
Chi dìfinisce . . . Prima dice non vtro ....... C. iv. Comm. in. 49 ; io. 37.
verità, in quanto la verità meglio si £1 apparire C ir. a. 13S.
acciocché . . . b verità poi più liberamente sia rìcerata . . . . C iv. Ol lj6.
che . . . combatt6o cogli avversari della tPvnAì, e poi, quelli coovioti,
la venta mostrò C hr. & £40^ 14^
chiamo la yin'tà che sia meco Cir. a;. 144-
che r anima . . . contempla essa verità C.rv. a. 157.
perche meglio sì veggìa poi la virtù della l^erùà C. ir. 3. 68.
rigidamente . . . ta l'fntà e la Giustizia seguire C hr. 6. 88l
per fondarvi poi suso la luce della venia C. iv. 8, a&
materia di turbare la venta C iv. 8. ga,
disdire foonf [non] offendendo alla tvrileà C iv. 8. 111, 114.
in più vera irrevcrenza . . . cioè . . . dcUa verità C iv. 8. 139^
Se due sono ^ amici, e 1' uno è la verilà, alla verità è da con-
sentire , C iv. 8. 143, 144.
che M sillogismo . . . conchiudesse writà dimostrando C iv. 9L 59.
Potrebbe dire alcuno calunniatore della verità C ir. za. tt4.
essere tempo d' intendere alla verità C. iv. 14. i&
nella mente che alla verità sia disposta C iv. 15. 7.
tempo è d' aprire gli occhi alla verità C iv. 15. lot.
sono vam, cioò senza midolla di verità . C iv. 15. 10&
alla luce della verità C iv. 15. j8i.
dico che é da venire a mostrane la verità C. iv. 15. 18B,
ciascuno vero rege dee . , . amare la Verità C iv. i6l 7.
e il lume di Sapienza è essa Verità C iv. td 11.
Convìeost procedere al trattato della Verità C. iv. 16. 17.
intende detcnninarc d' essa Nobiltà secondo la Kn'là . . . . C. iv. 16. aa.
La nona si è chiamata Verità ............. C iv. 17. 55.
potrebbe essere che la verità si vedrebbe essere ia tutte . . . . C iv. at. 87.
potcmo cosi ritrarre la ,^^fit a wn'/a C ìv, aS. 104.
veritade. di fare di questa . . . donna schermo della veritade . . . K iV. 5. «3.
verno, due volte 1* anno ha . . . due piccioli venti C iii. 5. 189.
chò allrìmcoti è disposta la terra nel ... e altrimenti lo verno . . C iv. a. S(6^
C^ inverna
vero. E lo vero ò, che adusate quivi erano . . K. ^. 14. 15.
Vero è che tra le parole ... si trovano K JV. 1 4. 9^
Se tu ne dicessi vem , , , . K AT. iS. 5»,
siccome da molti si crede, e vero è y, N. aau 16.
bagnandoli di vere lagrìme . . K jV. »y 48.
Vero è che morta giace la nostra donna . V. S, 03. 58.
che . . . cominciai a dire con voce vera K A*. 93, 8a.
e non solamente cose vrrr, ma cose non tvfv . K. W. a^. 64, 6^
VERO
Ob andar mi fané Colà, dov' ella è vera Carts. xi. 35.
Quella eh' è d' ogni ben la véra porta Canm. xvii. 15.
Falso per vfro al popol tuo mostrando Cant. xviii. io.
Per che , , . Tratterò il vrr di lei Catte, xìx* 88,
Di', che domandi Amore, s' egli è vero V. N. la. 109 {Ball. i. 30).
yero è che ad or ad or d* ivi discende Una saetta Batf. iii, 7.
Ch' io *\ vidi lamentare in forma vera K ^. 8. 30 {Som, iii. io).
Dir di lui in parte eh* assembrasse iJ verv Som. xxxviii. 3.
Che 9* egli è verOf tu ti puoi rifare Soh. Hii. io.
non credeva esser . . . Ma wW amici e prossimi S. P. xxxvii, 38.
perche tu se' colui, Ch* ami lo tvm . S. P.\. ao.
La vìa dì convertirsi a te Dio vnv .S. P. 1. 54.
ex Vero è che ... io fo la parte del core contro K. TV. 39. 41.
potano della loro buona ricchezza allì veri poveri C. ì. x. 65.
conciossiacosaché la vera intenzione mìa fosse C i. x. 138.
non è uomo che sia di sé twn> e giusto misuratore C i. a. 59.
U quale per si vero testimonio ricevere non si poteva C i. a. 109,
mostrare la vera sentenza C. t a. 134.
non si tiene alli termini del vero C. i. 3. 57.
più . . . che non è la cosa immaginata nel vero stato C. ì. 3. 8x.
la fama dilata . . . oltre la vera quantità . C ì. 4. 3.
più che '1 vero non vuole C. i. 4. 93.
più vile che 1 vero non vuole C. i. 4. 97.
La vera obbedienza conviene avere C i. 7. 6.
nelli quali vera nobiltà è seminata C. i, 9, 55.
per la quale le grandezze delle vere digniladi e dcUi veri onori, della
vera potenza, delle vere ricchezze, dell! veri amici, della vem . . .
fama e acquistate e conservate sono . . , C. i. 10. 53 (bis), 53 (tó), 54 (6u).
Che awcgna essere vero secondo la lettera sie manifesto, non meno
è vero quello che spiritualmente s' intende C. iì. i. 61, 6a.
che é Cristo , . . uomo vero C ii. 6. 15.
Non è vero che tu sia morta , C ii. 1 1. 13.
t da procedere alla sposizione atiegorica e vera C iì. 13. 3.
a) volentieri Io senso di •rro la mirava C. iì. 13. 44.
né sarebbe data loro fede alla sentenza vera C. ii. 13. 64.
perocché di vero sì credea del tutto C ii. 13. 65.
dice che T vero è il bene dello intelletto C. ii. 14. 4$.
questa non pare avere ragione vera C. ii. X5. 68.
Di vero non sarebbe quaggiù generazione C iì. 15. 150.
perfettamente ne fa il Vero vedere C iì. 15. 183.
veder ai può la vera sentenza del primo verso C. ti. 16. 13.
e veto dice C. ii. 16. 86«
per la quinta e ultima natura, cioè vera umana ... ha 1* uomo amore
alla ... e da questo amore nasce la vtra . . . amistà . . . . C. ui. 3. 85, 88.
molto dì quello eh* é vero di lei C iiì. 4. xo.
che '1 fuoco . . . secondo il vero al mezzo discendea C. iii. 5. 43.
rispondo, che non é vero che parlino C. iii. 7. no.
la immagine corporale . . . non è vera : cosi la immagine della
ragione . . . non é vera C iii. 7. lat, 104.
altrimenti che sia la vera sua condizione ; cosi . . . considerò . . ,
secondo 1' apparenza, discordante dal vero C iìì« io. 5, 8.
il sembiante, onesto secondo il vero C. iii. io. a6.
siccome 1' amùntà, per diletto (atta o per . . . non è amistà xvra . . .
cosi la Filosofia per tiiletto o per . . . non é vera filosofìa . . C. tii. It. 91, 93.
VERO
710
vero. E 'l cor ... Si può chiamare vtn> ftacrifizio
Cd è la wrv TriniU cotale ....
La qnal ei dà di ciò vera sentenza . .
E se dal btso il evro io ben diparto .
Vtro Iddio e vtro uomo insieme misto
Perchè col falso il ver si mette al fondo
vervtre. VtmiH le vene le (umifere acque
che il mondo vtrsi I bianchi 6ori in persi
verso, pnp. y, JV. 33. 147 (Gm*. U. ao), 209 {Cohm
uL aa ; BàU. x,\^ — Cf, ver.
ii. ha) ; Caiu. kìì.
S.P. LtiéL
P. F. 70.
P,F,^
P. F. IS4.
P, F, ia7 («1).
P. F. «7«-
Cma. XV. 53.
Gnu. ZX.76;.
46 ; rvL 5 ; 5a<.
vero. Onde non si dee dìcerc v€tx> Filosofo alcuno, che C nL il. 95.
Non si dee chiamare vero Filosofo colui C. iìi. 11. 103.
siccome 1* amistà per onestà fatta £ iVro . . . cosi la filosofia è
vera . . . eh' £ generata per on*stà ... e C. Hi. ti. 115, xt6.
come la vera amistà degli uomini intra s£ £ che . . . ■ ■ ■ . C. iìL xt. lao.
che *1 vero Filosofo ciascuna parte della Sapienza wam C iii. li. xaa.
lawfTC mtm^ ... ha per «mj^//o la conoscenza C ìii. 11. 199.
della orna amistà £ cagione efficiente ta l-VrfM C ÌìL 11. 137.
fine dell' amistà vera £ la buona dìUtione C iìi. XI. I4A
quella eccellentissima dilezione . . . cio£ vera felicità C iii. 11. 147.
cosi si può vedere ... chi £ vero Filosofo C uL zi. t5a.
la primaia £ vera filosofia in suo essere C ìiL 11. x&s.
è in Lui per modo perfetto e vero C UL is. Ukf.
qui si può terminare la vera sentenza della presente Canzone . . C. ìii. 15. 196.
prima si promette di trattare lo vero C ir. a. xm^.
e poi ai tratta il vero C iv. tt. xa5.
al trattare lo vero s* intende principalmente ........ O tv. a. laB.
qui prima si promette di trattare del vwto ., .Clv. 9. 130.
li tratta di quella secondo la vera opinione . C. nr. 3. 7.
Lo fondamento . . . secondo il ewro, £ la necessità C. nr. 4. a.
la spiga della ragione, cio£ la vera ragione C tv. 7. 1^
perocché ... in più vera irreverenza sì cadcrebbe C. Hr, 8. 138,
ch£ . . . non par iwro dire che sìeno imperfeU* C. ìv. 11, 41.
Ma non £ veto che la scienza sìa vile C hr. ta. iftfc,
rispondo, che non £ vero C hr. 13, 3^,
si risponde, che non £ vero ciò che C. nr. 13. 6a
1* uomo ... di vtra conoscenza C iv. 13. 145.
stimando tutto vero quello che a loro pare C ìv. 15. XJ9.
nulla cosa veramente veggiono iwni C. iv. 13. ijQk
ciascuno vero rege dee . . . amare la Verità . . C ìv. itf. 6.
e non 6 questo vero e umverao C. iv. 19. 32.
tocca Nobìltade che bene è vera salute C iv. 19. 76^
eh' é allora frutto di vera NobHtà C hr. 19. 9&
perocch£ . . , paiono un poco lontane dal vero C ìt. si. 09.
eziandio a . . . vera religione si può tornare C ìv. oA. 73.
e ben £ vero che nobile si dice • CL hr. 09^ 88.
grani che vera e prima essenza in loro hanno C nr. 99. i«sb
venare. alle viziate opinioni, quelle per terra verwmmdo C hr. 9. iSa.
verso, M. tanto è quanto dire per xMrsi in latino V, N, 05. 34.
era malagevole ad intendere i versi latini V* ti, 05. 47.
per che i vervi del Psaltero sono senza dolcezza . C. L 7. 99.
La /nm« è il prìmo tvrso di quella C ii. a. 60.
La seconda e li tre versi che , . . seguono Cu» ^ 66l
La i€Tza £ il quinto ed ultimo verso C ti. a. TOk
I
71 X ^^^^^^f VESTIRE
versos. Amorem versus me n<Mi tantum curmt Cans. xzi 38.
vespei tiglio. £ sono assomigliato al vesfitrtigiio S. P. ci. 19.
Con esse passerei wspro e le squille Cans. xìi. 69.
Da lor . . . 9' hanno tolt' elle Una vrste ,...,... tìtUl. vtiì. ax.
vestimento. Che '1 savio non pregia uota per vestimmta Can», six. 36.
che tu sai Ora Invecchiarsi come it vtstimento 5. P. d. 10-7.
vestire. E voi tenetevi) fango wjAVo Cans. x. 105.
£ wsU sua persona d' un diaspro 0»ns, xii. 5.
tu se* quella, che mi spoglia ... e iwalf'di martiri Cana. 2vii. 5.
Ora ti veggio . . . Vtstita di dolor CmmM, xviii. 03.
Convien che di s£ vesta U un bene e Cam*, xìx. 67.
vcno» fi* in prima, cioè nd primo vtrao CU. 8. 8.
ciò è nel virsù, eh' é il seomdo di questa parte . . . . . . , C. il. 8. 13.
dico che in questo verso , . . intendo . . . . C. ìi. io, a.
si contiene tutta nel tvryo che comincia C ii. ix. 7.
Né altro dice ìnfino alla fine di questo verso , C il. 11. 99.
la vera sentenza del primo verso della Canzone C ii. t6, 13,
li può lo secondo tvpso intendere C ii. x6. 16.
Lo terzo cvno ancora s' intende . . . . C ii. 16. 48.
Poi nel quarto mtk), ove dice . . . s* intende . . ■ C il. 16. 77.
La prima è tutto il primo fwrao C ilL i. 101.
La sttoiuia sono tutti e tre lì twrM seguenti C. iiì. x. xos.
La ttraa parte é *1 quinto e ultimo verso . . C,\Vk,i» xo8.
tono queste parole del Profeta in un verso del Salterio . . . . C ili. 4. 78.
tre parti . . . secondochè in tre versi si comprende C ili. 5. 5.
he più è mestiere di ragionare . . . questo primo vrr$o . . . . C ili. x a. 36.
Onde al secondo tferso ... é da procedere C ili. la. 41.
Onde in questo v^rso ... io intendo C ili. 14. IX.
io intendo esporre quel verso che comincia C. ìiù 15. 5.
r ultimo venoj che per Tornata è posto ... si può rìdurrs . . . C ili. 15. X96.
nel cominciamento del secondo verso C iv. a. 8.
la sentenza del secondo verso della Canxone C tv. 7. 153.
cosi termina questo verso C. ìv. 18. 69.
Vtno,prefi, V. N. a. XI ; 3. 9» 56 ; ?• 4 ; «3- 3» ; x8. « ; 03. 49. 80, 96 ; «4. 17; 39.
54 ; 41- 40 ; C, ii. 3- 65 ; 12. 43 ; ili. $. 136, 137, 179. — Cf. VCT.
vespro, ciò è infino ... e poi fino al Vespro e dal Vespro innanzi . C ir. 93. X33 {bis).
però si dice ... e cosi memmo Vespro C ìv. 33. 156,
vesta, dinudarc le sue parole da cotal vesta ^. A''. 05. no.
veste, a colui, che rimasse cosa sotto veste di figura o di V, N»^%. X07.
vestigia atccbè d* akuno sentiero vestigio non si vede . . . . . C !▼. 7. 60.
si va . . . lasciando le vestigi* de* suoi passi dietro da sé , . , . C. iv. 7. 69^
se non seguire le vestigi* lasciate C iv* 7. 79.
Colui che ha le vestigi* innanzi C. hr. 7. laS.
|iiù mirare alle vestigie dclli patemi piedi C iv. 04. 156.
WStimeatOt un giovane vestito di bianchissime vrsfimeHta , . , ^ V, N, la. x6.
questa . . . Beatrice con quelle vestimmta sanguigne K M 40. 5.
gli adornamenti . . . delle vestimento C ì. xo. 91.
vedcmo li parvoti . . ■ desiderare bello vestimento C. iv. la. 164.
uno giovane trovano in bianchì vestimenti . C iv. aa. 167.
' ... le sue vesHmtnta erano come neve' C iv. aa. 173.
malnati I . . . che , . . portate le mirabili vestimenta C. ìv. 37. 133.
vestire. Apparvemi vestita d* un nobilissimo colore V. N, a. 15.
apparve . . . vestita di colore bionchissiaio K /V. 3. 6.
apparve come peregrino leggermente vestttu V. Pt, 9. t6.
VESTIRE ^^^^^^^^^ 7ia
vestire, lo 1' ho veduta ^k vtstita a verde , . . S*st, i. 95.
Ed hawenc una eh' è tftstitm a verde 5«s/. UL. 4.
Ella scn va . . . Benignamente d' umiltà vfsiMia . , . . K. /V. a6. 49 <,Som. xt. S\
Anii le iace andar seco vfstutt Di icentilezza, d* . . . . K W. 37. 19 ;Si>«i. xwL 7V
On che '1 mondo s' adoraa e si vtstf Di foglie e • . Som. xHL 1.
Levala sa oestìta del tuo ^'elo 5o*c xlix. 13.
r umana gente . . . Delli suoi corpi allora vestirai . . . S, P.cL lofi.
V0tro. £ r acqua morta si converte In trrtro Cmmm. xt. 6a
via (t). che qtuutdo va per via, GitU . . . Amore un . . . K AT. «9. 51 ;Ccmj. ì. 39'.
Che ti merranno per la via tostana K iV. 19. 87 {Cums. i.
E veder donne andar per tn'a disciolte | K TV. 33. 173 (Cno. ìL
m' han chiuso la ria Dell* osato paHare Civ. CB>a.ii.
del . . . lume, Che folgorando ùi via alla morte . Coma, ù. 66»
In prender modo e tna, che ti stea bene Coma, làv, 8&
O voi. che per la via d' Amor passate K A^ 7. 18 {Som, a. 1
vestire, con viso twjAJto d* umUtà P. JV. II. 9.
un giovane vtstito di bianchissime vcslimeuta K AT. isl 16.
Ella coronata e vtstita d' umiltà s' andava K. Al a6b ta.
Irovarono un giovane vestilo di bianco C. tv. aa. 153.
quando , . . vide Polinice x»$iHo d* un cuoio dì leone C rr. »5. 63.
Vestra. Apparuit iam beatùudo vostra K A', a. 3».
vetra Dimostrasi . . . quasi siccome colore dopo vetro C ii*. 8. 97.
vengono . . . siccome quasi in tfetro trasparente C. sii. 9. 71.
come specchio, che è vetro terminato con piombo C iiì. 9. 76^
per che nel vetro piombato la immagine appare C ili, g. 8x.
interpongono di quel colore tra *1 veirv e '1 piombo^ sicché il vetro ne
rimane compreso ... ...CìiL<^ 98, 9^
Via ( 1 ). passando per una via, volse gli occhi F. AT. 3. 9.
colui, che non sa per qual via pìgli il suo cammino K Al 13. 9&
di voler cercare una comune wa di costoro K iV. 13. 39.
questa era via molto inimica verso dì me K A!, 13. 31.
veder mi parea donne andare . . . piangendo per tna ^. A. 33. 34.
quando passava per via K A'. a6. 4.
che alquanti peregrini passavano per una via ........ K A*. 41, 7.
salva qui la via della debita correzione C L a. 78.
salva la VM del debito onorare e magnificare C i. a. 81.
segue , . . per via dì dottrina C ì. a. 103.
introducitore dì me nella via di scienza Ci. 13. 38,
il quale Latino poi mi fu via a più innanzi andare Ci. 13. 41.
in quanto questa via di conoscere 6 . . . innata C ii. x. 113.
che li raggi . . . sono la via^ per la quale discende C iL 7. 90.
la dottrina ... dì Cristo, la quale é Via^ Verità e Luce : Via^ perchè
per essa . . . andiamo C n. 9^ X15, ti6.
se ella avesse aperta la via dì venire C ti. i<k 6|.
che il vulgo chiama la Via di santo Jacopo C ti. 15. xo^
che M sole alcuna &ata errò nella sua via C ii. 25. 49.
le cose . . . che cotìdianamente compiono lor wa C iL x^ soe.
r anima . . . per via spirituale si unisce C ìiL a. 6a.
Poi per la medesima via pare discendere , . . C iti. 5. 1581
' la via de* giusti è quasi luce splendente ...^ . . . . . . • CììLis. i^fx,
rìducere la gente in diritta tu Cìv. x. 79.
convicnsi per tostana xna . . . ordinare ... ...... C iv. x. 86.
a prendere lo desiderato porto per salutevt^ via C iv. 4. S4*
* La VM de' giusti . . . qoasi luce . . . procede ... * C ir. 7. 99.
713 ^^^ ^^^^^^^^^^^ VIE
yiH (i). Trovai Amor ìd mezzo della xna ... .... K TV. 9. 46 (Son. v. 3).
Né dì ristare alquanto in questa via Soh. xU. 6.
Per quella via che la bellezza corre Soh, zliv, t.
mostrerò ... La via di convertirsi a te Dio vero . - S, P. \. 54.
via (a). Ed altre donne . . . Feccr lei partir via K W. 03. 136 (Cans. ii. 9).
Che gli spiriti par che fuggan via K. ^V. 98. 19 {F. C. 6).
Dicer : Via via; vedrai morir costui? Cana. xi. 42 (frù).
Solo in quel punto eh' ella sen va via Cane. xiii. 37.
Sono, che per gittar via loro avere Credon . Orna. xix. ao.
Li quali sconsolati vanno via K iV. 33. 38 {Soh, xvii. 3).
Togliete tua le vo.stre porte ornai Soh,\. i.
viaggio. Per lo corto viaggio Conserva, adorna, accresce Canx. x. 36.
vicino. \'aler meglio Del suo vìcìmo, ed esser più felice P, F, 186.
vie* Anzi 6 vi* più belP ora Che mai, e vit più lieta par che rìda . . Coma xiìL 47, 48.
vìa (i)* quegli che dalla via del buono suo antecessore si parte . . . C. iv. 7. ro8.
peregrino che va per una via per la quale C iv. la. 146.
siccome da una città a ... è un* ottima e dirittissima via . . . . C iv, 13. 184.
apre la via alla risposta C iv. la, 904.
r altm èf perche iVa sia da camminare C. hr. 16. 38.
e mostri la via per che clic si compongono C iv. 17. Sa.
perchi non anzi si procedette per la via delle ... ? C iv, 17. 117.
si vuole . . per quella via menarlo che ......... C. Iv. 17, laa.
si procede per via probabile a sapere C iv. 18. 8.
*. . . come sono . . . investigabili le tue wt' . C iv. ai. 58.
dò che per tna Ha/MfW« dicere si può C iv. ai. 98.
Per via Teologica si può dire, che ............ C. iv. ai. 100.
bene la può avere per via d* insctazione C iv. aa. 130.
Le quali due operazioni sono vit spedite e dirittissime a . . . . C ìv. aa. 307.
nelli quali V anima . . . procede per una semplice via C. iv. 04. 90.
dico che questa prima età é porta e via C iv. 04. 103.
siccome quegli . . . non saprebbe tenere la VfVi C iv. 34. laa.
se lo re comanda una via C iv. 34. 136.
per seguire onesta e laudabile via e fruttuosa C. iv. a6. 69.
certo corso ha la nostra età e una via semplice C iv. 37. 19.
le quali virtù . . . avere perfette per tna naturale é impossibile . . C. iv. 37. 1x7,
però benedice la via che ha fatta C iv. a8. 95,
vift (9^. a torre via questa riprensione C. iii. i. 86.
le consuetudinarie ... del tutto vanno via C ili. B. 179.
Chi gitta via la sapienza e la dottrina à infelice C iii. 15. 45.
che, pensando . . . levò via V ultima particola C iv. 3. 48.
a queste guerre e alle loro cagioni torre vm, conviene C iv. 4. 33.
la qual toglie via che ... e toglie via la mutazione C. iv. 14. 30, 33.
altro, che torre via la distinzione ... e cosi è torre via quelle . . C. iv. 15. 35, 36.
Dappoiché la trasmutazione ... è tolta via C tv. 15. 49.
via (3'). siccome vedemo . . . che tre via tre & nove ^. iV. 30. 39.
vicenda, la città richiede . . . avere vicenda e . . . colle C. ìv. 4. ao,
vidJQanza. cosi una casa . . . richiede una viananma . . . . . . C. iv. 4. 13.
perocché una vinnansa non può a sé satisfare C ìv. 4, 16.
Le quali sono tribulaztoni , . . delle vieinanjoe • e per le vidnanMe,
delle case C. iv. 4. a8, 39.
sicché ... in questa posa le vicituaug a' amino C Ìv. 4, 41.
ciascuno volga gli occhi per la sua nb'HflHaa . C Ìv. 11. 90.
Vico. Potrebbe dire ser Manfredi da Vico C ìv. 99. 16.
vide. K»d> cor tuum K ?V. 3. 46,
VIE ^^^^^H 7M
vie. dovete y»t ma^onncnte aver cura di tui Cwmn. xvi. «4.
Gire alU danzi mt me' eh* altra donna Sn/. iu. ag.
(7. vieftà.
vigore. Ed ho perduti tutti i miei vigori £. /\ vi. 9»
Che . . . Ho quasi perso il naturai vigorr S. P. ò. (5.
vile. Che divenissi per temenza vHé K. W. 19. 99 (Cmml i. io)l
Core ha di pietra s] malvagio e vi/f K A. 30^ 73 ^Ccna. Ml 33)1.
o' bai paura, sì se' fatU n& CiL C^ml i 45.
or innati vili, che fanno altrui viU C. Si. CmmK li. 67.
Riprovando il giudicio &lso e vt'U C iv. Gasa; m. 15 ; a. sif.
Perocché vili son dì lor natura . C tv. CaiHL & 51.
Che sieoo nA' appare [ed imperfette] . . . . C iv. Cmm*. m. 56 ; io. 79; it. IL
viepiù. Acciocché . . . paia rimanere v^tpiù vedova y» N* 3B1 1&
vigesimo C tv. 7. gg.
vignuolo. vcdemo che dà alla vite . . . ì vigmuoH . , d iv, 34. 10^
vigore, da quello hanno v^ort e potenza . . C iii. 3. rf.
forza e vigore . . . della terra io lui risurgcva .... . C iii. 3. 57.
ogni altro comandamento . . . prende n^nr C iv. 4. 7&.
che r AntorìtÀ ... sìa piena di tutto v^prt C iv. 6. 157.
pienissime sono d* ogni vigoir C iv. 6. 163.
coloro, per cui fa questa luce avere vigorr C iv. 9. 265.
perxKcbè la Cristiana sentenza é dì maggior riporr C iv. 15. 93.
vile, apparve come peregrino leggermente vestito, e di mZi' drappi . . K Ai. 9. 17.
trae lo intendimento ... da tutte le vÙicosc K AT. 13. ti.
onde molte volte . . . avevamene per vii* assai V^ N, 3IL. 5.
questo^ che in così vf/f modo mi vuol consolare K. AT, 39, 13.
ogni cosa tiene a viU CLi. a6L
sono viU apparito agli occhi a moHi CL3.37.
per che fatto mi sono forse più n/# C.Ì.4, 97.
che questi fanno viU lo parlare Italico C. i. si. 99.
che hanno a viU questo prexìoso Volgare, lo quale se hvìU in alcuna
cosa, non è se non Ci.11, 148, 149,
1* anime Ubere dalle misere e vili dilettazioni C ìì. leu 66.
noi veggiamo molti uomini tanto viU C Ui. 7. 6x.
Hgitidicio . . . tnZr, cioè da viltà d' animo aflfcnnato e C iv, a. ]i9,
perocché non lolamente colui é viU C iv. 7. 51.
Perdiè non si chiama non valenUf cioè viU / . . . perché non vaUntr,
cioè viU, sarebbe da chiamare colui C iv, 7. St« Sx
però è da dire non viU^ ma vilissitno C iv. 7. 86.
quelli . . , non solamente è viU, ma vilissimo C iv. 7. 90^
non possono causare Nobiltà, perché sono nti .••■«.. C tv. io. (A.
provo quelle essere viU . . . C iv. 10^ 70.
conciossiacosaché naturalmente siano vOi C ■▼, low 98L
a provare come le diviaif sono vili C. iv. ex. ai
cioè le «fitvaùr essere vili e lonfaiu dm Nobiltà C ir. zi. 7.
quanto la cosaé perfetta, tanto è . . .; quanto imperfetta, tanto viti C >v, xi. itL
però . . . manifesto è che sieno vSi . . C iv. 1 1. aok
il pili viU viUaoo di tutta la contrada . . . trovò C iv. xi, 781
dire . . . che se ... le ricchezze sono . . . vài^ che per questa ragione
sìa . . . viU la scienza C. iv. la. i(6^ 117*
non é vero che la scienza sìa viU per imperfcaiooe C iv. la. ss*.
questa distinzione . . . doè nobile o viU ...Civ. 14.7&
onde . . . diciamo uno nobile cavallo e uno vUt ; e uno nobile falcane
e uno vil€„ e una nobile margarita e una vtU . . , . , C iv, 14. §3, 84 (te).
715 ^P'VI^^^F ^'I LLANO
vile. Né voglion che vù uom gentil divegna . . C. iv. Catta, iii. 6i ; la aa ; 14. 7, 18.
^Ni vogUon che ... di viV padre scenda C. iv. Catta, iii. 63.
Ha conoscete Ìl %nl vostro desirc Catu. x. 6.
Servo non di signor, ma di z/fi servo Si fa, chi Cima. a. 43.
Ch' aggìate a vii ciascuno ed a dispetto Cohm. x. 6a,
E voi tenete m'/ fango vestito Ca«fj. z. 105.
Ora ti veggio . . . Superba, viU^ nimica di pace CoNa. xviii. 95.
Tal, eh' è viU e noioso .......«,,,.... Catta, xix. 10,
Io so che sarei più vili che pietra Snf. iv. 19.
Perch' io vi veggio andar scnz' atto viÌ0 ... . K. ÌV. uà. 75 {San. icii. 8).
Con vi7 parole allora m' ingiuriava S. P. xxxvti. 48.
vllilBiiDO. Ma vt'Hsstmo sembra, a chi '1 ver guata . . . . C. iv. Carta, iiL 38 ; 7. 47.
1 villania, che viUania Far mi parria St ria Cwm. xix. 83.
Per vtUama dì . . . Non sì conviene . . . Turbarsi Son, xlv. x.
villano. Citta ne' cor vtUatts Amore un gelo . , . . . . K AT. 19. ja {Cana. 1. 33),
Non ristare ove sìa gente villana /^. ^. 19. 84 {Cana, i. 65).
Non è di cor viiian si alto ingegno K A^ 32. 75 {Catta, ili. 35).
Che Siam tutti gentili owcr viliatù C. iv. Catta, iii. 70 ; 15. 38.
Cosi vanno a pigliar vilhtt diletto Catta, xix. 54.
vUo. che . . . fosse stato nepote del piti viie villano C iv. 14. 1x5.
di dire che Gherardo da Cammino fosse viU uomo C iv. 14. 119.
se ... di viU padre non può nascere gentil figlio C iv. 15. xi.
non generandola di vih uomo in luì medesimo, né di vilt padre in
figlio C iv. 15. 93, 03.
Dunque ... se esso fu vilt, tutti siamo vili C, iv. X5. 33, 34.
alcuna gente è ... e alcuna da dire viU C. iv. 15. 40.
da diversi principiì . . . cioè da uno nobile e da uno vHé . . . . C. iv. 15. 45.
ma rien da noti vili; onde ttobiU t quasi non viU C iv. x6. 76^ 77.
che esse da loro e per loro principio fossero . . . vili C iv. ax. 17.
Oh miseri e vHi che colle vele alte correte . . . t C, tv. a8. 55.
■e per colui . . . s' intende a . . . ttili operazioni . C iv. 09. 45.
cosi 1' uomo vii* ... è degno d* essere . . . scacciato C iv. 39. 78.
tanto che . . . non rtoàilr, ma viU da dire sarebbe C. tv, 99, 1 05,
te. de* falsi giudicii nasceano le ... e viltptnaiomi . . . C. iv. i. 55.
che per altro era vHiastitto K JV. 39. 31.
intra tutte le bcstialitadi quella è . . . vitissittta C U. 9. 57.
oh • . . vih'ssiinf bestìuole che . . . pascete ... ! C iv. 5. 73,
altissime rote fare sopra cose tiisattu C iv. 6. X90.
perocché . . . eziandio è vilissittto . C iv. 7. 50.
come si chiamerà ? Rispondo : vilissimo ... C. iv, 7. 60.
però è da dire non viU, ma vtlisstttto C. iv. 7. 87.
quelli . . . non solamente t vile, ma vilissimo C. iv. 7. 90.
dico questo cotal wlisaimto essere tttoirto C. iv. 7. 105.
e questo è vilissimo C iv. 7. 135.
è manifesta ... e però essere quelle viUsaiitta. ....... C iv. xx. a6.
voi ricchezze, vitissima parte delle cose . . . C iv. xx. 30.
così come uomini sono Pf7i'.55t'mi' C. iv. ao. 34.
villania, villania fa chi loda o chi biasima dinanzi al viso alcuno . . Ci. a. 74.
vUlano. Morte, vieni a me, e non m' esser villana K. /V. 93. 79.
per che li buoni erano in villatto dispetto tenuti . , C iv. x. 56.
degno d* ogni dispetto . . . più che altro vtilatio ....... C. iv. 7. 93.
me nobile e non villano deggio mostrare C ìv, 8, 37,
il più vile villana di tutta la contrada . . . trovò C. iv* 11. 78.
che uomo prima vtilano, mai grMliU uomo diccr non si possa . . . C iv, 14. ai.
VILLANO
716
villano. Or noD mi sìa mUmma La dolce prorrcdenza ...... BmB, iv. 3S.
Perchè villana morte in gentil core Ha messo f^'. M 8. 95 {Som. ìòL $%
Morte villana [, di pietà nemica] K W. & aOf 45 (Som. ir, 1).
Per \-iUania di villana persona Som, rfv. t-
Vilmente. Ch' io chiusi gli occhi vilmente gravati ... K A'. «3. 163 (Coiut. ii. 36).
viltà. Disvelato v' ho . . . La viltà della gente cbe Gnu. x. cafl.
viltate: Come viltati importa sempre male Crr. Cma. In. 91.
Così ... Tu cacci la vUtate altnij del core . f— ■. ìx. 7.
Di dimostrar cogli occhi mia xnltatt V, fi. 36. 36 {Sem, »". 8X
vincere:. Si che per vinti son rimasi ornai . I '. A'. 33. 43 tCmm*. cB. 3\
Prima che co* malvagi vincer prove Oam*, ix. 81.
donne, Che avete ... la mente d' amor xnnta Cbmju xiii, 87.
qael signore ... tal che vina ogni poasanra BmIL viL a.
Gli occhi son vimiìj e non hanno valore K. AT. 4& 53 {Som, xz». 3).
I
villano, uomo che figlio sia di villano C iv. 14. ai
le qual toglie via che villano uomo mai possa essere gentile ... e
... la mutazione di villan padre in gentil figlio ; cbè, se 'I figlio
del villano è pur villano, e 1 figlio suo fia pur figlio di villano^ e
cosi fia anche villano ÌI suo figlio ^> iv. 14. 30^ 33* 34 (lw\ 35* 36>
che . . . fosse stato nepote del più vile villano C ir. 14. it6.
Secondo la opinione . . . Dardano fu villano C tr. 14. 141,
diremo noi che Dardano vivendo fosse villano ...?. . . . . . Cir. 14. 144.
se uomo non si può fare di tn7/(ii«o gentile Clv.r5.ff.
* ... gli atti villani sieno lungi da te ' C ir. 35. ao.
vilmente, a cui così vilmente s' era lasciato possedere K M 40. la.
nel quale se^ caduta viitnente C ìà. tf . 15.
chi sono molti si vilmente ostinati C tv. j^ 141.
vUtiu acciocché io non sìa impedito da tf^Jìà K AT. f 9. f 05.
temendo di non mostrare la mia viltà KM 36. i9k
r ultima, inllà tT animo, cioè fiusillammità .... . C L 11. 10.
si muove da 117/0 <f animo C. L 11, i»7.
per questa nVi^ dispregiano Ci. ir. 14^
tfiU, cioè da viltà d' animo affermato e fortificato C. ir. a. zaot
perché ... da questa infima iny/à si guardi C.iv. 7. 53.
e per la tnltà sieno contrarie a Nobiltà. E qui s' intende viltà per
degenerazione C ir. xo. 96. 99.
che la viltà di ciascuna cosa ... si prende C iv. f f, fj.
non è cagione di viltà alla scienza . C. ìt. ta. xas-
Per che assai è manifesta la loro vHtà C ir. 13. 143.
sarà trasmutaxione di vHtà in gentilezza C ir. K4. 45.
veggiamo la immagine ... di viltà C tv. 14. 81.
la trasmutazione di viltà in nobiltà C ir. 15. 4a.
Nobiltà si può credere il , . , siccome viltà ... la s&cdatezza . . C ìv. f 9, 93.
viltade. generazione di Nobiltà essere non può, e così né di vùtéde . C nr. 14. 96.
vincente, se '1 pensiero nostro . . . i vincente del parlare C ni. 4. 1 15.
certi sono tanto vincenti nella purità C iuL 7. 39.
i tanto pieno di lume, ch* t vincente della stella C Si. 9. ti^.
vìncere, perocché la battaglia . . , vinceano coloro che V. S. 39. a&
quando la malizia vince in essa C. L x. a3>
questo pensiero ... è poderoso ... in vincerw V anima C IL 8. 75.
tanto . . . che per soperchio lo vinse ed uccise C iài, 3. 63.
Io quale dal pensiero è vinto .Ciii_4,39.
si raggianti^ che xHncono V armonia dell' occhio . C iii 7. 4X.
quelle cose che lo intelletto nostro vincono .... C izi. 8. t4a.
717
VIRTÙ
vincere. £ tomomi colà, dov' io son vinto Sem. xxvìi. 9.
Lo Re, che . . . vinct ogni misura Soh. xxxvìi. a.
quando giammai questa superba Non vinca Son, xxxìji. 13,
Chi è està Donna, che giace si venta f Son. li. a.
S) che per lui da noi *1 nemico è tfento P. F. 135.
vincitrice. E vogli le virtù sien vincitrici Catu, xviii. 34.
vlnoo. Toglie alla terra del vinai la fronda Cohm, xz. 48.
vino. Sotto le spezie del pane e del vino Z'. K laB.
Viitù. Or vo* di sua virtit farvi sapere K. iV. 19. 49 {Cqhm. i. 30).
In lei discende la virtit divina C. ili. Gina. ii. 37 ; 5. 14 ; 7> n ; 14. la.
Dico cV ogni viriti principalmente [Viene] C. iv. Canm. iii. 8t ; 3. 11 ; 16. ao; 17. 5,
Ch* t da virtit diverso C tv. Cans, iii. 108.
Amor, che muovi tua virtù dal cielo Cerna, ix. i ; K £. ii. 5. 50 ; ti. 38.
Ma dalla tua virtii ha quel, ch* egli osa Gnu. ix. 37.
Cbè U beltà ... A virtit lolmmcnte Fomuta fu Canm. x. 8.
se beliate a voi Fu data, e virtù a noi Canm. x. 13.
Poiché non è virtù, eh' era suo segno Gmx. x. 17.
Uomo da sé wrtù fatta ha lontana Ctm», x. aa.
vincere, questi vìzi ... ai vincono per buona consuetudine . . . . C iìL 8. 165.
imperocché il suo oggetto eterao ... gli altri oggetti vince . . . C. iii. 14. 69.
ma xnna U nero . C. iv. ao. 15.
perché la Nobiltà vince quella C iv. ao. 18.
siccome . . . convengono vinctrt i bianchi granì, cosi . . . convengono
... nobili uomini MMcrr* ; dico t^n^rr, essere più degli altri C. iv. 09. ila, 114
VÌDO, siccome la intemperanza, e massimamente del vino C. iii. 8. 164.
violento. Alcuna morte t viotcnta C iv. a3. 75.
violenza, siccome un pomo maturo . . . senza viottnaa sì spkca . . C. ìv. a8. 99.
VlptatreUOw raggio che passa per le pupille del vipisirtUo C. iì. 5. ia8.
l^bgHioi. Che . . . abbiano cosi parlato . . . appare per Virgilio . . . V, N. 35. 73.
Per che Virgilio dice C 1. 3. 75.
siccome testimonia VirgUio nel primo dell* EMtùia C ìi. 6. lao.
Per che Virgilio^ d' Enea parlando . . . pietoso il chiama . . . . C. u. xi. 38,
siccome fa VirgiOo nel secondo dell' Encida C iii. 11. 158.
s* accorda Virgilio nel primo dell' Eneida C. Ìv. 4. 1 15.
il 6gurmto, che . . . tiene Virgilio C. iv. 34. 96.
mostra Virgilio^ lo maggior nostro Poeta, che fosse Enea . . . , Ci\^^> 60.
virile; veggendo siccome . . . questa . . . virUé essere conviene . . C,\. 1. 118.
virilmente, se nella presente opera . . . più viriipncntc si trattasse . . Ci. i. ila.
virtù, per la virtù che gli dava la mia imaginazione V, ^. u. 43.
tuttavìa era di si nobile virtù . . . j^» iV. a, 56.
mi signoreggiava per la virtù della . . . donna I^. W. 9. 14.
la quale fii . . . regina delle virtù K. iV. io. 13.
come ta sua virtù adoperava nelle altre ^^. jV. a7. io.
quattordici Canzoni si di amore, come di virtù materiate . . . . C i. 1. 104.
che . . . virtù si é stata la movente cagione C. i. a. laa.
non era aoggrtto ma sovrano . . . per virtù C. i. 5. 47.
lo Latino non era soggetto ma sovrano per virtù C L $. 71.
Onde . . . più é la inrtù sua, che quella del Volgare C i. 5. 89.
perchè ta virtù dee essere lieta e non trista C i. 8. 47.
Onde . . . non è in esso perfetta virtù . C i. 8. 50.
perché la virtù dee muovere C i. 8. 63.
I' operazione della virtù per sé dee ... . . C i. 8. 85.
e M fine della virtù sia . . , . C i. 8. 87.
acciocché nel dono sia la sua virtù C i. 8. 97.
115.
VtatÒ. Faasi dinanxi dall' avaro volto t^^rAì, cbc ... €mm. x. 107.
La . , , Gcnra, che . . . si^orcg^ la virtù cbe vuole Cam», xi. 33.
Ciò che . . . bruca La mia virtù si che Caa«. zìi. 34.
Ch' ■ tutte mie virtù fu posto un freno Cimy. xm. 63.
Quella virtùj che ha più nobilitate . . . S* accorse Camm. xmL 74.
Che . . . Quella virtù, che natura mi diede. Noi loacrìa .... Cmm. nr. ^
Si tosto, come il gran desio ... Fu nato per nrtm del pùdaenlo . Camm^ xhr. 41.
le fronde, Che trasse fuor la virtù d* Ariete ........ Cmma. xt. 4L.
per voloatà della virtù che *1 serra Chu. xvi. 6t.
Tu discacci virtùt tu la disfidi Cncv. xvìì. 34.
Votlcr che le virtù fussìn colonne .... - Cams^ xviu. x&
£ vogK le virtù sien vincitrici Cmu. xrfii 34.
Ma stan sommerai, e lor virtù è nel fango Canat vrìSL 66.
viltà, perchè la virtù dee avere atto libero CL8L zoo,
acciocché sia con atto Ubero bt virtù . . ■ C. i, & ttt.
perciocché il domandato è da una parte non virtm C L IL ri^t.
inducere gti Domini a scienza e a virtii C.Lp, g^
perocché . . . U sua virtù . . . non sì può bene maiiìlieilare . . . C i to. 85.
avvegnaché ciascuna nWw sia amabile Ciu. 69^.
Di questa viWm innanzi dirù piii pienamente C L la. 86.
viltorìa&issimo, siccome virtù celestiale C E. a. 4/6^
le stelle . . . sono piìi piene di n'nù tra loro .... C u. 4. 76^
dice Venere ad Amore : ' Figlio, virtù mia ...'... C U. &. »i.
gira toccata da virtù motrice che questo intende C ii. 6. 156.
per tatto di i»rtù C il. 6. «58.
la via, per U quale discende la loro virtù . . C IL 7. 91.
mostra per difetto di virtù fuggire CiL&Ta.
col suo ragtorure della virtù degli occhi dì coAeJ C ti. & 9&
perché la loro virtù corrompe 1* uno, e V altro generaT . . . . C ìs. 9. a6.
Negli occhi . . . dovrebbe essere virtù sopra me C ii. xo^ 60.
sentendomi levare . . . alla tfirtù dì questo . C ìi. r3. 54.
quali da virtù celestiale . . . siccome Aristotile C iì. 14. 35.
la virtù di tutti quasi corre allo spirito senaibile C ÌL 14. 191.
ricevono ... la virtù di tutte le loro porti . . . C iì. 15. t35.
poco di loro virtù quaggiù verrebbe C ti. 15. 138^
aver sì può considerazione della sua virtù - . C. ifi. s. 91.
per r intendimento della sua grandissima virtù C. ni. z. 9aL
In questa . . . parte dell' Anima sono pjìi virtù C tìì. sl z^
che in c«sa é una virtù cbe ai chiama «ciira/0na, e una C iii. su ia&
e con questa sono certe virtù . . . siccome la virtù immmtùm [àsia»
girtmtiva f] e giudicativa .CiÌLn. taS; iJOk
tutte queste nobilissime virtù ... sì chiama C tsi. sl 139L
vedcmo la calamita . . . ricevere virtù Cìtì.^ aoL
ha r uomo amore alla verità e alla virtù Ciii.^ 67.
questo amore . . . cioè dì venta e dì virtù C SL 3. 9},
per difetto della virtù della quale trac quello ch* el vede (che é vtrtù
organica) C iii, 4, ^,
soperchia quello ... in beneficio di virtù ClìLtìw ioa,
secondo il modo della sua virtù •..«...Cìo.t. aa.
alla prima semplicissima e nobilissima f^rài • . • CIÌXL7. 43-
sicché la divina l'irtù . , . discende in lei. ...,...-. CS.7. 91.
che questa sia miracolosa Donna di virtù Ciii.7. 140^
come la bontà e la virtù delta sua anima é C iii. 7. 14&.
considerando come ... la divina yirtù . . . congiunse . C, iti. 8» 3.
[9 ^^^^l^B^mHP VIRTÙ
virtù. La qual dimostra u* U virtù dimora Con*, xix. i6.
Non t pura virtit la disviata ; Poich* é . . . Negata — dov' ò più
virtù richiesta . Cam, zix^ 58, 60.
Ma virtù pura in ciascuno sta bene Canm, xix. 69.
Dunque . . . Sarà virtute, e con virtù s' annoda Can». xix. 93.
Che . . . infonde Vita e virtù quaggioso Cana. xix. 100.
E uWù per esempio ha chi lei piglia Can*. xix. ili.
che tu mai alcun tniovi Amico di virtù Carta, xx. 97.
Le sue bellezze han più Xfirtù che pietra S*st, i. 19,
che questa donna La tua virtù non cura SaL ii. a.
non si scoperse alcuna pietra O da virtù di Sole, o da sua luce Che
tanta avesse né virtù^ né Stst, ii. ao, ai.
Però, virtù . . . Increscat! dì me Stst. Li. 49.
Che ... ne dona virtù ... in pietra Stsi. iv. 181.
Ovrar potre' la virtù d* ogni pietra Stst. iv. a6.
vfitiL easendo organizzato per tutte quasi sue virtù C iii. 8. 7.
se per grande virtù dentro non si chiude C. iii. 8. 90.
ne comanda ti libro eUiU quattro Virtù canUnali C. iii. 8. 108.
dov' è la sensibile virtù C iii. 9. 85.
perché la virtù risiva andava fuori al visibile C. iii. 9. ioa.
rivinsi la virtù disgregata C iii. 9. 156.
Ma in ciò voglio dare a intendere la gran virtù che C. iii. io. 35.
siccome della vera amistà è cagione efficiente la Virlù C iii. 11. 138.
Onde dicemo alcuno virtuoso, non solamente virtù operando, ma
1' abito della virtù avendo C. ìiL 13. 8a, 83.
che discendere la virtù . . . non è altro che C. iti. 14. 15.
discendendo la loro virtù nelle pazienti cose C. Uì. 14. 19.
quanto case , . . possono dalla xnrtù lume ricevere C iii. 14. 35.
che 1 primo Agente . . . pinge la sua virtù in cose C iii. 14. 39.
la divina virtù senza mezzo questo amore tragge a C. iii. 14. 49.
però t manifesto che la divina virtù . . . discende C. ili. 14. 87.
Per le quali tre virtù si sale a filosofare C ili. I4. 137,
risulta dair ordine delle virtù morali C. iii. 15. lai.
è OptraaicHé secondo virtù in vitti fer/ttta C. iii. 15. 131.
che li costumi sono beliate . . . cioè le Virtù massimamenlc . . . C. iii. 15. 1^1.
perchè meglio si veggia poi la virtù della Verità C iv. 3. 68.
Don senza grandissima virtù venire si potesse C iv. 4. 108.
per virtù di loro arti li matematici possono ritrovare C ìv. 5. 59.
misurata col mezzo per nostra elezione preso, eh* t Virtù . . . C. Ìv. 6. 103.
chiamarlo Op«ramong con virtù C iv. 6. 195.
conoscere la n'r/M dell' erbe . . C iv. 9. 141, 146.
conchiudo, per virtù dì quello che è detto C Ìv. zo, 73.
larghezza non si fa, che è viV/w, la quale C iv. 13. 135.
quando tocca e aggiugne la sua virtù propria . . C iv. 16. 81.
cioè quando aggiugne la sua propria virtù ........ C ìv. 16. 85.
Sua virtù perde quello circolo che C. iv. 16. 89.
per li frutti, che sono Virtù morali e intdlettuali C iv. 16. 115.
ponendo tutta la difinizione della morale Virtù C iv. 17. ti.
)' una èf che ogni virtù vegna da uno principio ; 1' altra ai è, che
queste oigm virtù sieno le Virtù morali C iv. 17. I4, 15, 16.
che proprìiasimi nostri frutti sono le morali Vitiù ...... C iv. 17. ao.
Queste SODO undici virtù dal detto Filosofo nomate ...... C. iv. 17. 09.
ciascuna di queste virtù ha due nemici C. iv. 17. 65.
Fthcità b optramom aiamdo virtù in vita ptrfttla C ìv. 17. 7^.
VIRTÙ ^^^^^^p Tao
viltà. Tant' è U som virtùf che spande e porge BmS, iiL ta.
Ed è la soa uirtn Unto possente K AT. 39. 66 (Som, xjìL 7).
E le parole . . . Hanno virtù di far piangere . . . . K «V. 41. 68 {Som. xxiv. 14^
In trarre . . . Come virtù di Stella margherita Som. xxvi. {4.
ParUin bellezza e virtù all' inteUctto Som, xxx. 9.
Risponde . . Che . . . amar puossi virtù per alto oprare .... Som, xxx. i|.
perchè tanta virtù data Tue Agli occhi d' una Donna . . . T . . . Som, xxxi. 9-
Cbe da ragione e da virtù diviso Seguo Som. xxxy. 7.
Chi ragione o virtù contro gli spreme Som. zxxvi. 5.
Ha tu . . . Questa virtù . . . Levala su vestita del Sene alìx. ra.
sento legar . . . Oall* occulta virtù che seco mena Soru L io.
Perchè i' ho persa la virtù degli occhi S. P. txxvìL 35.
e d' ogni virtù il presa P. /*. 87.
E di nostra virtù poco si teme P. A*. Z14.
virtù. Bene si pone Prudntaa . . . essere monUe Virtù . . . . C. tv. 17,
avvegnaché essa sia conducitrìcc delle morali Virtù C rv. 17. 8&'
per la via delle Virtù inUlUttutdi C tv. 17. si S.
perciocché le Virtù morali paiono essere e sìeno più comuni e . . C,W,t^^ rag,
come ogni virtù morale viene da uno principio C. iv. xS. a.
che ogni sopraddetta virtù . . . procede C. iv. 18. 9.
prendendo la virtù della soprannntata proposizione C ir. x8- 99.
Nobiltà, che comprende ogni virtù C iv. 18. 53.
che la Virtù sia da ridurre ad essa C iv. i8>, 53.
cioè, che ogm virtù ntomié venga da una radici^ e che Virtù cotale
e Nobiltà convengano C ìv. ift. 59^ 60.
che se Nobiltà vale e si stende più che Virtù^ Virtù piuttosto pro-
cederà da essa C iv. 19. 18 {èùX.
dicendo che dovunque è Virtù^ ivi è Nobiltà .... . . . C. ir. 19. as.
Nobiltà essere dov' è Virtù C iv. ]9. aS.
così è Nobiltate dovunque è Virtù ; e non Virtù dovunque è Nobiltà C. ir, 19 34 (àvV
riluce in essa le intcllcltuali e le mondi Virtù C iv. 19 38.
in parte dove Virtù non sia Civ. 19.74.
la qual vergogna non è Virtù, ma C iv. 19. 80.
cosi questa, cioè Virtù^ discende da Nobiltà ■ . C iv. 90. 13.
cosi la Virtù è una cosa mista di Nobiltà e di passione C iv. ao. i6l
ma ... è la Virtù denominata da essa^ e appellata Bontà C. rv. a
siccome ... la xrirtù celestiale ricevere non può .... . . C. iv. a
cioè che le Virtù sono frutto dì Nobiltà C iv. a
se le Virtù sono frutto di Nobiltà C iv. sa 9^~
la quale . . . discende da somma e spirituale Virtù C fv. ao. 104.
a guisa di semente della Virtit divina « C. iv, ar, li
porta seco la virtù dttP anima gaurativa, e la virtù dii Ci*Ìo, e la
virtù tU^i tUmenti Itgati ... e matiua e dispone la materia alla
virtù formativa ^ ìv- si. 34, 35 (6w), 37.
E la virtù formativa prepara gli organi alla virtù celestiale . . . C iv. ai. 39^ 40.
riceve dalla virtù del Motore del Cielo C rv* st. 43.
incontra che . . . di guest* virtù ... sì produce C. iv. ai. 67.
discende in essa la Virtù inte/MtuaU fiossibOe . C Ìt. ai. 69.
s' egli avviene che . . . U wttliettualt Virtù sia . C iv. ai. Ta.
E in questa cotale anima è la lUrtù sua propria^ e C ìv. si. 87.
se tutte le precedenti virtù s' accordassero C iv, ai. 93.
cioè nelle operazioni delle morati virtù C. iv. a& 005.
disbrancasi per le virtù di quelle tante C iv. 93. «5.
queste quattro virtù a questa età sono convenìentissime . . . . C, ìv. »7. 15.
7^1 ^^VHHi^^^^V VIRTUTE
virtù. Face a ragione ed a virtù soverchio P. JT, 004.
C/. vlrtute.
virtuoso. U . . . figura ... si virtuosa, che . . . Trae li sospiri . . . BaiJ. x. 1 1.
In questo mondo, come virtuosi, Rispoiideran essi S. /*. ci. 88.
n vlrtute. quando trova alcun , , , quei prova sua virtuU . , K A*, rg. 57 {Cane. i. 38).
^K Poi prende Amore in me tanta virtut* K TV, a8. aa {F. C. 9).
^H Passò lì cieli con tanta vii-tuU V. N, 33. 6a {CauM. iii. aa).
^H E signoreggia me di tal viriuU . . C iì. Coha. ì. ar.
^H Ch' infonde sempre in lei La sua virtutc C iìì. CanM. iì. aS.
^H yirtMtt intendo, che fa 1' uom felice C iv. Cane, iìì. 83.
^■vlrtù. perchè questa singolar virtit, cioè Giustùua, fu vcdutA . . .
^^ apparire perfetta C iv. 37. 91,
^M le quali vìrtii . . . avere perfette ... è impossibile C iv. a?. ti6.
^B figli, per li quali si signiGcano le tiWw che C. iv. aS. 108.
Fece figli . . . per che si significano le nWù che C iv. a8. 113.
vlrtude. ponendo che tu avessi libera ciascuna tua virtudt .... K. TV. 15. 11.
Se io non perdessi le mie virtuiii . . K iV, 15, 14,
il quale è dì tanta virtude, che K iV. 15. xB.
narrando alquanto delle sue viVfMi/i effettive . . . , . K. iV. 19. tao.
come operava in me la sua virtudt . , V. N, 38. xt.
r abilo di virtudt^ . . . avere non si può C i. 11, 47,
nelle corti anticamente le virtudt . . . s' usavano . C iu il. 6t.
Virtudt inttfido, cht fa V uomftÌÌ€* C. iv. 17. 6.
la . . . che ben è madre dell' altre virtudt C iv. a8. taS.
(7 virtute.
ite. mi salutò virluoaamtnle tanto K /V. 3. 13.
quello che il suo salutare . . . virluosamtntt operava V. N, io. 19.
siccome urtuosaMtttt* fa gentile tutto ciò eh' . V. N, ai. 35.
dico quello che poi nWiio5a»wrn^/ adopera K. /V. ai. 41.
Queste . . . cose da lei procedeano virtuosanuntt K. A^. a6. 37.
quelle cose eh' ella virtuosamentt operava K. TV. a;. 32.
delle dìgnitadi vtrtuosanttnte acquistate . . C. i. a. 84.
Quello del pratico ai i operare . , . virtuosammte C. iv. sa. 109.
vlrtucielsslmo. perocché virtuosissimo ò nella ìnteozione mostrare , C i. io. 103.
cio<^ quella luce virtuosissima. Filosofìa C ìv. i. 95.
VÌrttAMO. fare menzione dell' opere virtuose .... . . . . C. Ì. a. 83.
Ciascuna cosa è virtuosa in sua natura C 1. 5. 71.
onde conccdcst esser . . . più virtuoso C i. 5. 105.
quanto meglio Io fa, tanto è più virtuosa. Onde dicemo uomo
viriuoso quello . . . dìcemo del cai'allo tnrtuoso, che . . . dicemo
una spada virtuosa, che . . . Cosi lo sermone ... è virtHoao . . .
e più virtuoso t quello, che più lo fìa C. i. 5, 74, 75, 77, 79, 83, 84,
quella della virtuosa operazione ...Ci. io. 50.
e per conseguente i più virtuoso C iì. 4. 75*
Dal quale prende la forma . . . uno ardore virtttoao C. iL 6. 1x4.
quanto abito virtuoso non sì pare per questo lume non avene I . . C U. 1 1. 74.
ciascuno ... è dì più virtuoso corpo nel loco C iii. 3. 48.
fassì V uomo per essa virtuoso C ili. 8. x66.
Onde dicemo alcuno virtuoso C iii. 13. 81.
la quale fa bella e virtuosa C, ìiL 13. 95.
perocché la Ststa ora ... é ... la pili virtuosa ...... C iv. 03. 147.
vlrtute. Poi sono le Dominojtioni ; appresso le Virtutt C iL 6. 51.
La quale ... è dì tanta virtutt C iì. 7. ioa.
e per quella virtutt^ la qual è C. iìi. 6. 65.
3A
VtRTUTE ^^^V T»
vlrtute. £ virimi* cotale Dà sempre ... di sé buono imellctto . C ir. CmuL. ni. ^ot
È Gentilezza dovunque è virtut* Cv*. Cmau, iii. sol ; >6i. 33 ; 19. 7.
È Gcntilema ... Ma non virimi* ov' efla ........ C ir. Caau. iii. loa.
Dunque rerrà ... Cìaschednna nr/N/tf da costei C ir, Cana. i2. 1 xo.
Lo qual non dà a lui, né to' virtmtt Cgm*^ ix. 43.
yirtulé . . . sottana, Lui obbedisce, a lei acquista onore .... C^ttm. x. «7-
E mostri me d' ogni virtutr spento Cava. xL %.
Cbc sia conforto della sua vtrtuU Cams^ svi 13-
Cbe senza oprar virtnit^ Nissun puotc Gnu; zó. 91.
Dunque . . . Sarà virtuir^ e con virtù s* annoda . Csmil xùu 9S-
Tanlo son belle, e di tanu virtuii^ Che Camm, xx. 5,
Come persona ... cui virUtU e nobiltà ood vale Cffiw. xz. la.
Che mi sta in cor come wììmU in pietra S*si. iti. $-
Non credo fesse mai virinìt in erba Di taf salute Se^. iìL {3.
Ciascuna stella ... mi piove . . . della sua virtnU BmU, ri. la.
Perocché ì miei destri avren virtuU Contro SaJA x. 07.
hai partita cortesia, £ . . . mrtutg K. iV^ Si 58 {Som, ìv. J4},i
E sua belUte è dì tanU virimu K N, 97. fj (_Som, xru sV^
Al secol degno della sua cv'rfMAr K. AL 33. 36 ^Schì. xviL il).
Dì sua virtuté sua loquela tinge Son, xxvuL io.
Empiendo il core a ciascun di virimlt Som, xxix. 11.
E col tuo spirto pieno di virtuU ...... . . 5. P. L 49.
tu ti dimostri Esempio a noi per la tua gran virtutt . . P. F. aai,
Cy: virtù.
virtnte. che Nobilitate e viriut* toIaU . . . convengono . . . . . . C ir, i& 93
duHqtu ogni yirfulé . . . verrà da questa C iv. aok. 8.
discende . . . come mrtuig in pietra da corpo . . . celestiale C. tv. aoc 10^
la qual t^rtmtt mostra lo loco C iv. 96. 58.
* mentre che in me fu la matemale virluU ' C ìv. «6^ 196.
Cf, virtù, virtade.
Visconti. Sicché non dica . . . quegli de' Kùnm/i di Milano. . C iv. ao. 39.
visibile, ciascuno cielo illumina le cose tnsiàib' ........ C. U. 14. «3.
elio ci mcstra di sé due visihiii cose C. &. 15. 7.
che propriamente è visibiU il €ohtt e la lutr C^ ìfi. 9. 59.
Ben è altra cosa vìsibtU ; ma . . . sicché non si può dire che sia
propriamente vistbiU C iii. 9. 55. 58^
il colore e la luce sono propriamente viaèiJi CI iii. 9, 64-
Queste cose viabili ... in quanto sono visibili, vengono dentro air C. ili. 9, 66» 67.
cbc fa la forma visSnU per lo meuo suo C iii. 9. 74.
cotale qual* é la cosa visHtiU in sé C iiL 9. 89.
si macolerebbc la forma visibtU del colare Cui.9. 94.
non era perché il visibtie venisse all' occhio, ma perché la viltà
visiva andava fuori al visibiJ* C iii. 9. fot» ras>
vislbiixneiite. senza rùtiMTmrti// avere di ciò spcrìenxa . . . . C iii. 7. 170»
e questa Donna sia una cosa visìÒi/mtntf miracolosa . ■ C ui. 7. iTm.
visione, nel quale m* apparve una maraviglìosa visione K ^. 3, 97.
nella quale m* era questa visi<m0 apparita . . K. /t^. 3. 6r.
pregandoli che giudicassero la mia visiomi .... . . f'^, W. 3. 74.
Da questa iasione innanzi cominciò • . K A", 4. 1.
trovai che questa vision* m' era apparita nella . . . . . . . K. JV, la. 74.
Appresso questa soprascrìtta mskmw . . . incominciarono . . . K AT. 15. a~
apparve a me una mirabil vision* ■ K, A*. 43. a.
acciocché la sua tn'stoM* sia verace O iii, 9» 68.
vWtare. 'Che cosa é 1' uomo, che tu Iddio lo visiUÌ ... . C. ir. i^ 65.
723
VISTA
visCX. Ch* cr» nel viso mio giunta cotanto ...... t'. IV, 93. 146 (Can». li. 19).
Kùi dì donne m' apparver crucciati r, N. 33, 168 (Orx*. iì. 4 1 \.
Tanta dolcezza, che M tfiso ne amuore K /V. 38. ai (F, C. 8).
Che mi tramuta Io color nel viso K W. 33. 88 (dns. ììi. 48 1.
soverchian . . . Come raggio di sole un fragil viso C iii. Can», ii. 60.
Né luogo che dal suo viso m' asconda . . Comm, xu. 15.
Che nel bel viso ogni beltà 3' accoglie Cane. xiv. 49.
se non che . . . m* è tolto dal viso ... Cuhm. xx. Sa.
al suo viso non mi può far ombra Poggio, nò . . . Sfst. i. 33.
Queste parole si leggon nel viso D' un' angioletta . Ba/i. vi. 18.
Di guardare a madonna il suo bel viso BalL ix. a.
Lo viso mostra [lo color del core] . y, N, t$. ^ {San, viii. 5), 65.
Sicché, bassando il viso, tutto smuorc K M ai, 13 (Som. xi. is\
Bagnata il viso di pianto d* amore K A^. 39. 73 (,Soh. xii. 6).
Ella [EU"] ha nel viso [la pietà si scorta] ... K. A^. 33. 100 (Soh, xiii. lai, iii.
Non prc»cr mai . . . Ki'jo di donna K. A^. 37. xB (Som, xx, 3),
eh' io temo Torte Del viso d' una donna ... , . . y. N. 38. 45 (Som. xxi« 11).
C quel . . . M* abbaglia tanto V uno e 1' altro viso Soh, xxxv. 6.
Ma ora, che del 11150 tu m* hai tolto II velo S. P. xxxL aa.
vista. E con tutta la vista vergognosa K TV. 93. 145 {Canm. iì. 18).
L Qual con tardare, e qual con vana visitt . , . Volge Ctm*, x. 1 19.
visivo, uccide tutti i miei spiriti, e li visivi rimangono in vita . . . V, N, 14. 103.
il nervo, per lo quale corre Io spirito visivo C ìi. 10. 39.
Ilo spìrito visivo ... la rappresenta C iii. 9. 83.
la virtù utntwi andava fuori al visibile . , C. iii. 9. 103.
puote anche parere cosi per V organo M»ftw C iii. 9. 109.
che ... in tanto debilitai gli spiriti visivi C iii* 9. 151.
viso, parlando spezialmente agli spiriti del Wso K A^. a. 31.
perocché io portava nel viso tante delle sue insegne . V. N ^. 17.
con viso vestito d' umiltà K. M 1 1. 9.
pingca fuori ì dcboletti spìriti del viso K AT. it. 13.
Don mi rìmasero . . . più che gli spiriti del viso K A^. 14. 39.
manifesto lo stato del core per esemplo del viso K M 15. 54.
che . . , apparvero a me certi visi di donne K, AT. 33. 35.
m' apparvero certi visi diversi ed orribili a vedere K A^. 33. fl8.
chi loda echi biasima dinanzi al viso alcuno .... ... C-i. a. 75.
si mostra nel tenere volto Io viso in quella C. i. 8. 104.
qtundo dinanzi al viso dctl' uditore lo Rcttorìco parla C n. 14. 119.
come chi guarda col viso per una retta lìnea, che prima vede . . . poi
... lo mso disgiunto nulla vede C iii. 3. 109. 1 13.
M uno uomo . . , sempre al sole volgesse il viso ....... C iii. 5. 157.
non si lasciano vedere senza fatica del viso C. iii. 7. 49.
che . . . nullo iMso ad altro è simile C. iii. B. ói.
pcrjo modo, che soverchia il sole lo fragile viso C. iiL 6. 13&
solo col %nso li comprendiamo C iii. 9. 64.
per essere lo viso debilitato, incontra C iti. 9. 137.
per affaticare Io viso molto a studio di leggere C iii. 9. 150.
perchè più ... in quella termina Io suo viso . C iii. 11. 176.
quando . . . nel viso loro vergogna ai dipigne C. iv. 19. 96.
vista, s) . . . che a molti amici pesava delta mia vista K. A^. 4. B.
che . . . non era comunicato . . . altrui per mia vista K A^. 5, ai.
tuttoché io fossi . . . quanto alla vtsta . K A^. 9. 9,
qosii cambiato nella visia mia^ cavalcai . . . K AT. 9. 40.
e pensando molto, quanto alla vista sua .... . . K AT. la. 17.
3 Aa
VISTA 724
vista. Sicché la lor vittoriosa vista Non si rivide Cu», xiu. aa.
Che dura dacch* io perdo la sua vista Comm. xìt. 79.
che ... Lo face, come vuol, vista cang:iarc K iV. xa. loi {Bali, L aa).
le ók valore Con la sua vista BaiL vii. 14.
Coli' altre donne mia vista gabbate K. M 14. 79 {Sott. vii. i).
La qual si crìa nella vista morta Degli occhi K. AT. 15. 40 {Soh, viii. 13),
La vista [sua face ogni cosa umile] K N. aj. at (Som. svi. 9), 43.
Ch' era sommosso dalla vostra vista K N. 36. 39 (Son. xix. ii\
Come alla insta voi ne dimostrate y, N. 41. 58 (Som. xxiv. 4).
vita. Mentre io pensava la mia frale vita K. M 93. 156 {Cans, ii. agi).
Perchè vedea eh' està vita noiosa Non era degna di . . K. N. 32. 67 (Csms. ììL 07).
E qual è stata la mia vita^ poscia Che K iV. 33. 100 {Ca$uu iii 60 .
Si mi fa travagliar 1* acerba vita y. N. 32. 105 (Cmtu, iiì. 65'.
Onde '1 paxiar della vita cfa' io provo C ii. Csms. i. 7 ; 7. 49-
Solca esser vita dello cor dolente [Un soave pensier] . . C ii* CWw. i. 14 ; xo. la.
vista. Posciachè tu pervieni a cosi schernevole vista K. AL 15. 6.
cioè per la pietosa vista che ... mi giunge ; la qual vista pietosa è
distrutta » K A. 15. 6oi, 61.
Conciossiacosaché per la vista mia . . . avessero compreso . . . V. N. 18. i.
cominciaro ad attendere in insto la mia rìsponsione K. iV. z8. 30.
parere . . . d' una vista di terrìbile sbigottimento V, Pf. 36. 6.
mi riguardava molto pietosamente quant' alla vista V, N. 36. xa.
sì iacea d' una vista pietosa e d* un color pallido V, N. 37. 3.
che tirasse le lagrime . . . per la sua vista K. A. 37. ix
lo venni a tanto per la vista dì questa doni» K. iV. 36. i.
Recommi la vista di questa donna in sì nuova condizione .... V. N. 39. x.
Io so che ... in alcuna vista parrebbero turbati y. N. 41. ao.
che la vista degli occhi suoi è sua salute C. ti. 8. 86.
poco dì loro virtù quaggiù verrebbe o di loro vista C ìi. X5. 138.
Veduto questo modo della vista C. iiì. 9. xo6.
in ciò più rimane la lettera discreta nella vista C iii. 9. 146.
tornai nel primo buono stato della vista C iii. 9. 157.
nelle quali ... la filosofìa termina la sua vista C. iii. 11. 174.
vita ( f ). Ella era già in questa vita stata tanto y, N.a.9.
dico . . . che lo spirito della vita , . . cominciò y. N,a. ao.
che ingombrassero più il riposo della vita K. AT. 13. 8.
la quale . . . ali* estremità della vita condotto avea y. N, 14. 11.
non mi rimasero in vita più che gli spiriti del viso K. A. 14. 38.
Io tenni i piedi in quella parte della vita . K A. 14. 69.
e li visivi rimangono in vita K. W. 14. 103.
che in me non rimanea altro di vita se non un pensiero . . . . y. N. 16. la.
ma finalmente disconfiggea la mia poca vita K. A. 16. 33.
di questa vita uscendo alla gloria ... se ne gio . . . . . . V. N. aa. 6.
io ritornai pensando alla mia deboletta vita K W. 33, 13.
de* cittadini di vita eterna K. A". 35. 3.
acciocché la mìa vita sì riposi V, N. 39. 7.
che la mia vita per alquanti anni duri y, N. 43. 9.
conosco la mìsera vita dì quelli che ... ho lasciati C. i. x. 71.
se nella presente opera . . . più virilmente si trattasse che nella
Vita Nuova C ì. x. X13.
per lo processo della sua vita C.'u a. 106.
al colmo della mia vita C. t 3. 35.
coloro che partirò di questa vita C. i. 5. 6a.
quello^ che vive in vita contemplativa o attiva ^> >• 5- 75-
7^5 \1TA
vita, questa bella Donna ... Ha trasmutata ... la tua vita . . . . C ìi. Cans. i. 44.
Poi nella quarta parte della vita C iv. Cam. iii. 136 ; 33. 44 ; aS. 4.
Onde ha vita un pensìer, che mi conduce Cans. ix. ao.
Guarda la vita mia, quanto ella è dura CanM. ix. 50.
Là, ov* io non posso difender mia vita Gih«. Ìx. 64.
Voler cadere in . . . Ower di vita in morte (ano, x. 96.
tu . . . Che rimani a veder me senza vita Cumm. xk 48.
lima, Che «irdamcnte la mia vita scemi Caug. xii. 93.
sfida La debole mia vita csto perverso Cuna, xii. 41.
se ne va . . . Fuora di questa vita La sconsolata Cifu. xiii. 30.
Ristretta s* è . . . Con quella vita che Ctma. xiii. 36.
Io la dimando per aver più vita Cune. xiv. 14.
Purché la vita tanto si difenda Ca»s. xìv. 48.
di portarla srmpre Ch* io sarò in vita Cans. xv. 53
Chi sol per voi servir, la vita bramo CanM. xvi. 43.
vita (i). conciossiacosaché la nostra vita di quelli abbisogni, e M fine . . .
sia la nostra vita essere contenta C. i. 8. 86, 88.
occupate dal principio della loro ff'/a C. ì. 11. 43.
gridano . . . Muoia la hr vita C i. 2 1. 54.
dal principio della mia vita C. i. 13. 61.
coloro che non hanno vita di scienza e d' arte C iì. i. 33.
coloro che non hanno t/f/n ragionevole C. ii. x. 33.
nella fine della l'ita Nuova C ii. a. 9.
che passionata di tanta misericordia si dimostrava sopra la mia
vedova vita C ii. a. 17.
perocché ha più ... e più vita e più forma C ii. 4. 73.
non pure una beatitudine . . . ma due ; siccome quella della vita
a'fiìf, e quella dt'lla conttmfJativa C li. 5. 6<).
avere beatitudine della vita attiva ^'. ii. 5. 73.
perché questa vita é più divina . . . manifesto é che questa vita r da
Dio più amala C. ii. 5. 81. 63.
che alle sustanze separate convegna la speculativa ii/a . . . . f '. ii. 5. 93.
per che ci recò vita T. ii. 6. 16,
r uomo usare la ragione ; eh* é sua speziai vita f. ii. 8. ^3.
xnta d*l mio cort , . . solea essere un pensiero soave C ii. 8. 34.
questo pensiero , . . suole essere vita di me f '. ii. 8. 67.
dall' anima partita d' «sta vita C ii. 9. 38.
chi crede, dopo questa iV/a, altra vita non essere C ii. 9. 58 \bii),
questa speranza . . . cioè d' altra vita C ii. 9. 84.
molti . . . che hanno data questa vita per quella C ii. 9. 89.
per vivere nell* altra vita C ii. 9. loo.
certo sono, ad altra vita migliore . . . passare C ii. 9. 133.
nò in mondo né dopo la ti'/d sarcbbon tanto infamati C ii. 11. 80.
siccome nella Vita Nuova si può vedere C ìi. 23. a8.
Di vero non sarebbe quaggiù generazione, ni vita d* animale e di
piante C li. 15. 153.
non sarcbt>e generazione, né vf/a di felicità C iì. 15. 161.
trovando la mia vita disposta al suo ardore C iii. i. 5*
che volle in questa vita privare noi di questa luce C, iii. 4. 99.
nulla dilrttazione é si grande in questa vita C. iii. 6. 78.
per la quale . . . acquistiamo eternai vtta <\ ùi. 7. 160.
la gente che s' innamora qui, cioè in questa vita C. iii. 13. a8.
rhr per questi pensieri la lom vtta diaprezzaro ... . . C. iii. 14. 85.
r umano desiderio è misurato in quesu vita C iii. 15. 94.
VITA 726
vita. Perchè tu . . . puoi la vùm mia Povera e ricca lar Con*, xvìi. 7.
Cioè in gente onesta Di vita spiritale Cohm. xix. 6a.
Che . . . infonde Kite e virtù quaggiuao Oms. xix. ifMx
Che in donar vita è tosta Col Cww. xix. 108.
Lo quale è in signorìa della mia viUi Catta, xx. 4.
Non ho più vUoj se non come i colli S*si. iii. 17.
Che dovria la mìa vi/a far sicura BalL m. ta.
£ digli quanto mia vHa è leggiera BaH. v. 4.
Ond* io ... Ne sono a rìschio di perder la vita Ball. vi. ai.
Amor ... Hi pose in vita sì dolce e soave V. N,'i,a^ {Som^ ÌL 9^.
SI, che la vita quasi m' abbandona K. M z6. ap {Sem, ix. 6).
E dispregiar talora quesU twfa f^* ^> 33* 37 {Som, xvii. xa).
La qualità della mia vita oscura K iV. 36^ 34 (Som. xix. 6).
£ la sua viia, e tutto il suo valore, Mosse K i\^. 39. 71 {Som, xxxi. xa).
Che fu tra V altre la mia vita eletu Som. xxvì. 6.
vita (i). Optraaiotu setondo virtù iumlaptrftUa . . . . ■ C. iii. X5. 13X ; iv. 17. 77.
luce nel cammino dì questa brevissima trita C. iii. X5. X95.
a uno fine . . . cioè a vHa felice C ìv. 4. 4.
che pcoero la loro vita per la patria C iv. 5. xi^
rimembrando la vita di costoro CI iv. 5. 146.
uno fine, cioè quello della umana vita C. iv. 6. 65.
questo fine della vita unuuia C. iv. 6. 86.
questo fine della umana vita C iv. 6. z8&.
non minore . . . che reducere in vita colui C ìv. 7. 41.
chi non ragiona il fine della sua vita C iv. 7. 184.
siccome lo non vìvere non offende la vita d ìv. 8. xa3.
e le pietre non sono suggetto di vita C. iv. 8. zag.
a perfezione dell' umana vita CL iv. 9. 8.
che giovanezza è colmo della naturai vita C iv. 9. 173.
pongasi mente . . . pur alla vita di coloro C. ìv. la. 89.
nel nuovo e mai non fatto cammino dì questa vda C. iv. xa. X53.
così nella vita umana sono diversi cammini C. iv. xa. x88.
cosi nella nostra vita avviene C ìv. xa. 196.
' Oh sicura facultà della povera vita I . . . ' C iv. 13. x 13.
Laomedonte fu gentile, e Dardano fu villano in loro vita . . . . C iv. 14. 141.
non è pargolo uomo pur per . . . ma . . . per difetto di
vita C. iv. 16. 58.
uelle cose che sono corruzione della nostra vita C iv. 17. 33.
nelle cose che conservano la nostra vita C. iv. 17. 37.
che noi potemo avere in questa vita due Felicità C iv. 1 7. 86.
r una è la vita Attiva C. ìv. 17. 8&
mostrare che la Contemplativa vita fosse ottima » C. ìv. 17. 109.
la Felicità della vita Contemplativa C iv. 17. 114.
che produce . . . T anima in vita C. tv. ax. 4a.
in questa vita perfettamente Io suo uso avere non può C. ìv. aa. X41.
cioè quella della vita attiva C ìv. aa. 147.
sì possono intendere le tre sette della vita attiva C iv. ax i6x.
cercando la Beatitudine nella vita attiva C. iv. aa. 179.
trovare potemo imperfttta nella vita attiva C iv. aa. «04.
luce e rìsplende per tutta la vita del nobile C ìv. 33. xa.
conciossiacosaché la nostra vita ... sia causata dal cielo . . . . C iv. 33. 50L
siccome uno arco quasi tutte le xfitg ritiene C iv. 33. 57.
suggetto e nutrimento del calore, che è ncstra vita C iv. 33. 72.
avviene che 1' Arco della vita d' un uomo è C. iv. 33. 73.
727
VITUPERANTE
VÌitL In iruTc a me 1 cooUmrìo delU «ite .... .Som. xxtL 13.
Che suo fede] nessuno ìn viia serba .
Che lei per cui servir U vita smago .
fin che la vita spira
Come colui, che vìtm ed onor tiene Db
Io Koùa 1a1« che appena io nite spiro .
eh* io MTotti ognora Soccorro e vita .
Cosi U vita mia ardita e franca . . . é
: e
■ . . Som. %xxh II.
. . Son, xxxia. a.
SofU uxìx. 13.
. . Som. sili, iol
. . . . Som. xlviii, 7.
So». IS,
5. P. cL 40,
E perchè sei 1' autore della vita S, P. cxxix. 13.
vivcrò . . . Dop* està vita labile e caduca . 5. P. cxlii. S7*
Credo che M figlio umana carne e vtta Mortai prexideaac , . P. ^. 19.
ogni poaaanza à tolta . . . d^ andar a vita eterna P, f\ 9*.
vttam. Neque plus pìUun sperendo conservo ... Cnu. xxL 30.
vitella, accetterai . . . insieme Con le vittJJd, che 5. P. I. 71.
VtttOrtCMO. La . . . figurm, che rimane yittohotm e fera Comm^ xl. 33.
Sicché la lor vittoriosa vista Non si rivide C«mj. xiiì. a».
(0* il Maestro della nostra vita Aristotile C iv,
parve volere che la nostra mia non fosse attio C. Iv.
dimorare in questa oostn yita al sommo C. iv.
che volle quella consomìglìarc colla vita sua C iv.
dico che la umana »'/a si parte prf quattn> cLadi ..».«, C iv.
AJoUttmamt cio« accrcacimento di vita C ìv.
la qBolc ... è €otmo tMla no9tn vtta C iv.
non comincia dal principio della vita . C, tv,
che . . . rimane della nostra xnta ... in qoantltà dì . . C. Iv,
lo Spaso che la sua vùa potea . . . bupoasore . . . C rv.
k ialCBrilà di tutto il tempo della naturai vUa ... C tv.
per la quale ■' entra nella nostra btiooa vtta C. tv.
r Adolescente, eh' entra nella selva ... di questa tata .... C tv.
•e non è tn «vis ìt padre C iv.
poiché ool Don polemo avere perfetta mta scnxs amici C Iv,
è BOCtsasna al buon fumiamento della nottre sais • . . . C iv.
•OOCHorìe al fondamento della nostra vita booM ..... C, iv.
è BOGanria qucsi* opera alla nostra buona ntm C ìv.
che è eolmo della nostra vita C iv.
per la lunga espcncoxa della tnAt C tv.
quando venne a entrare nel mare di questa v%ia C tv,
quelli cittadini della etema vita ... , . . C fv.
ettcnde la fine di questa vita .... ... C tv.
quegli che a san ... si fa ... di vita simile C tv.
' ... eh' io in questa tanta vita sia chiamata Ina * C*. Iv.
e vuole partire d* esta vita spooa di Dio C iv.
che innanii volete partirvi d* esU sate sotto 0 titolo C iv.
Vto(»>. Jmifiù Vita Nova V, f(.
vite ( 0. montando a guieu d* una sàr d* un torchio C Ui.
vite fa), siccome vederne che dà alla vii» le foglie C tv.
vtttorte. onde procedeva la saMsnle del nuovo pensiero C Ìt.
cosi sj può . . . conoscere la aua w^hha CU.
acciocché la verace per questa oda uùMorie lengs lo campo . . . C tv.
ciò che prosiec per le viiiant C. fer.
vtttortoalaBtmo. dd nu<m» peuaiero, che «ni mUenomammia, ...CO.
Wttoiioaa che ci6 che piuodae , . . diede a ciaaettao ssM»-
noto C r».
vltupentnte. per non vedere quello vituperio mtuf^ratUa della . . . C iv.
•3.81.
«3.84.
O^ lOI.
•3. «05.
»«. ».
04. 4.
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«4.54.
04.63.
•4.77.
04- «04.
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04. 175.
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II. uflL
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5. 4&>
1401
da.
VITA
vita. Perchè tu , . . puoi la mAi mia Pov >^^ ..... S. P. ci. afe.
Cioè in gente onesta Di wto spiri» ' ' * ' ;, „ ' ^;"'^-- r
Che... infonde W/« e virtù o r. JV. 3^1. A8(O.Hr.m.8.
Che in donar OTto è tosta Ce ,.^l^ ^'"' "'..?'■
Lo quale è in signoria dell O1113. x\nn. 69.
Non ho più iwte, so non T.'**."V^*
Che dovria U mia «Va > "T^^'IV.^
E dìgU quanto mU r >itì' ombra D» aver 5r5/.ui.3i.
Ond' io ... Ne so ; „ « «
Amor.-.MÌpo .. V K. JV.8.7a
SI, chelaMto ,-J,*KUiare C 1. i. 41.
E dispregiar . -.'.^i**^/^* • • • • Ci. a. 36.
La qualità y'^ ''^^ nomo, perchè sia . . . ma dovemo vHh-
£ la sua - /;^^posùione della C iii. 4. 6a, 65.
Che fu ^vii^non sia maggiormente OTVw/#nb... è wVm^^ C. i, a. 47, 48.
;''^^dko Ci. 9. 18.
vttB(i^ yfiJj/hdMclovituperia C iii. i. 44.
U* ' V'*»^ di. • • vituperio solo in quelle cose che ... ma in
fl^'i oeli^ quali non ha podestà, non merita né vituperio né . C iii. 4. 55, 58.
' f^noa pcx . . . vituperio degli erranti C iv. i. 38.
^^^è . • • degno d' ogni dispetto e vituperio C iv. 7. 91.
^1 \xd^rt quello vituperio vituperante della C iv. 99. 8a.
f^te, fare gli uomini . . . ben vivacemente colorati , . . . C iii. 3. 74-
^
alcuno lume della vivacissimo loro essenza C ii. 5. raa.
P-^ quello pane eh* è mestiere a così fatta vivanda C i. i. 6a.
^'J^Uo pane degno a cotal vivanda . . C i. 1. 85.
^diè mia vivanda non terrebbe C i. i. 93.
f quelli e questi prendano la mia vivanda col pane C i. i. 100.
ia vivanda di questo Convito sarà . . . ordinata C. i. x. xoa.
così nobile Convito per le sue vivande C. i. io. 3.
mangiare le infrascritte vivande delle Canzoni C i. 13. 78.
d' intendere a ministrare le vivande C i. 13. 83.
prima che venga la prima vivanda C ii. i. la.
che e per prima vivanda intesa innanzi C ii. I3. 71.
che per prima vivanda è messo innanzi C ii. 16. 104.
vivente, più viventi V ha dato, che all' altra C ii. 5. 86.
vivere è r essere delli vfWn/i C iv. 7. iia.
la nostra vita, e ancora d' ogni vivente quag^ù C iv. 23. 51.
dico ... si degli uomini, come degli altri viventi C. iv. 33. 58.
Vivere, ove nacque, vivette e morlo la gentilissima donna K. A'. 41. 9.
di Colui, per cui tutte le cose vivono F. iV. 43. 9.
che di questo cibo . . . vivono afTamati C L r. 50.
' Che la Fama vive per essere mobile . . . ' C i. 3. 76.
la maggior parte degli uomini vivono secondo senso C i. 4. 16.
quello, che vive in vita contemplativa C i. 5. 75.
gridano ; Viva fa hr morte C. i. 11. 54.
quella Beatrice beata, che vive in cielo C ii. a. 6.
che solamente vivano speculando C ii. 5. 80.
quando si dice, r uomo vf'twrr C ii. 8. ai.
ehi dalla ragione sì parte . . . non vive uomo, ma vix/e bestia ; siccome
dice . . . Boezio : 'Asino vive^ C ii. 8. 95. a6. a:
qualunque altri vf'vono secondo alcuna ragione C ii. 9. 71.
conciossiacosaché molti che vivono interamente siano mortali . . C ii. 9. 81.
e sieno senza questa speranza tutti mentrechè xnvono C ii, 9. 84.
alla morte . . . sono corsi, per vivere nell* altra vita C ii. 9. 99.
VIZIO
sempre in un Ulento . . . crescesse .... Som, xxxìÌ, 7.
alcun difetto S. P, xxzì. 63.
breve vt'vfr mìo . . . S. /*. d. 93.
Ee vwa, il qual si possa . . . giustificare S. P. cxlii, 11.
debban viver non sicuri S. P. cxliì. 18.
'^vivfrò per sempre mai S. P. czlìi* 56,
in vìzii vitn e con difetti P. F. 58.
casto e di lussuria mondo P. F. 167.
diaci grazia a viver sì quaggiù P. F, 349.
Qui vivo e morto ... mi paipi Cans. xi. 64.
Campami un spirto vivo solamente - . K M 16. 30 (Som. Ìx. 7}.
Poi alto in cielo vivo se ne gì . . . . P. F^ 51,
£ di loro e dei t^Vi' far vendetta P, F, 54.
Wilào, rompon ... GÌ' innati idm\ che fanno altrui vile C. ìii. Cohé. ii. 67,
j Uomini, innanzi a cui i««ù> è fuggito Catu, x. 104.
Mvere. là dove quella gloriosa Donna vrvt C ii. 9. 135.
r Anima ... ha tre potenze^ cioè vivett, senfitt, e ragionare . . . C iii. a. 86^
la potenza vegetativa, per la quale si viv* C. iii. a. 98.
non si trova alcuna cosa che senta, che non viva C iii. a. 105.
le quali, se si trasmutano, o . . . o vivono quasi triste C. Iii. 3. 39.
I E \^i ... in quanta cecità vive/* ... * C. ìii. 5. ao6.
I a coloro che in questo tempo vivono C, ìii. 7. 180.
nel tempo . . . viverra uno Filosofo nobilissimo C, ìii. 12, 38.
cbè . . . parte degli uomini vivono più secondo senso, che ... £ quelli
che secondo senso vivono C. iii. 13. 39, 41.
il quale preso, 1' uomo viva felicemente C ìv. 4. 43.
coloro ... ne' quali alcuno tumetto . . . viv* ancora C iv. 7, 37.
dice Aristotile . . . vivert t V esaere dellì vìventi ; e perciocché
vixftre è per molti modi . . . manifesto ò, che viver* negli animali
è sentire . . , vivert ncll' uomo è ragione msare. Dunque se
vivere è V esser* dell^ uomo C. iv. 7. 111, iia, 118] 119, lao.
siccome lo non vivere non offende la vita . . . onde altro è la morie,
e altro t non vràvrr; che non vivere è nelle pietre . . . C iv. 8, I33f tas* ta6.
per che, non morte, ma non viver* dire sì deono C iv. 8. 130.
come vivono sicuri C iv. la. 90.
diremo noi che Dardano vivendo fosse villano . . . l C. iv. 14. 144.
Costoro sempre ... in grossezza %*ivono C iv. 15. 150.
nostro riposo, per lo quala noi c^'tvmo C. iv. aa. ai,
a verno di Platone . . . che esso vivetle oitantuno anno C. iv. 94. 61.
se Cristo . . . fosse rrivuta Io spazio C iv. 94. 65.
all' entrare nella città del ben vivere . . . . C iv. 34. 115.
se per colui . . . male si viv* C. iv. 39. 40.
se non che la sua testa t dì marmo, e la tua vive .... C iv. 39. 54.
livificare. 11 Sole tutte le cose col suo calore vivi/Ua ... C iii. la. 60.
! cosi Iddio tutte le cose vivt/ica in bontà C iii. la. 63.
Hvcx sono quasi fonte VIVO ...Ci. 1.65.
II lo parlare di quella viva Beatrice beata C ii. 9. 53.
essere morto, parendo vivo C. iv. 7. 105.
tale uomo . . . che non fu nobile vivo C, ìv. 14. 133.
iellato, che, mirando costei . . . ogni vistato tornerà diritto e . . . C iii. 15. 150.
ferire nel petto alle f/taùtte opinioni C. iv. 9. 18].
iHzio. la quale fu distruggithce di tutti t vim'i . K A'', io. 13.
né alcuno assettatore di ti« .... . T. i, i. 90.
quanti visi sì discemono ... ! . . T. ii. 1 x. 76.
VITUPERARE 728
vitaperare. Ciascun . . . Tutto lo gitumo mi vihiptrmm S. P.d. a6>.
vivanda. Oh dì pochi vivanda Coma, xjl 31.
vivere. Della mìa donzu^ mentre che vivia K. iV. 33. 48 {Cans, Hi. S).
sempre Ch' io sarò in vita, s^ io vhtaai nettipni Cam», xv. 53.
Che stentando viv' ella Cut*, xviìì. 69.
Color che vivon (anno tutti contra Cofia. xix. 132.
Né per altro desio viver gran tempo Sai, ii. 48.
Così m' appaga Amor ; ch* io vivo all' ombrA D* aver StsL m. 37.
vituperane, nella Urma la viiupem K AT. 8. 70.
non sono da vnte/rmrr, ma da scusare C L i. 41.
le più volte non è 1* uomo vituperato Cùa. 36^
non dovemo vititperare V nomo, perchè sia . . . ma dovcmo mfH-
perare la mala disposizione dèUa C. iii. 4. 6a, 65.
vllupeila chequelUlodanonsiamaggionnenteMri^^tfrw...è«K£K^«nb C ì. a. 47, 48.
a vituperio di loro dico C t. 9. 18.
come comune la loda e lo vituperio C iuL i. 44.
V uomo è degno di . . . vituperio solo in quelle cose che ... ma in
quelle, nelle quali non ha podestà, non merita né vituperio né , C m. 4. 55, 58.
dispregiava, non per . . . vituperio degli erranti C iv. x. 38.
quelli . . . è . . . degno d' ogni dispetto e vituperio C iv. 7. 91.
per non vedere quello vituperio vituperante della C. iv. at^ 8a.
vlwàceniente. iare gli uomini . . . ben vivacemente colorati . . C. iii. 3. 74.
vivacissima, alcuno lume della vivacissima loro essenza C ii. 5. xaa.
vivanda, quello pane eh' è mestiere a cosi fatta vivanda C 1. z. Sa.
di quello pane degno a cotal vivanda . C i. 1. 85.
sicché mia vivanda non terreU>e C. i. i. 93.
e quelli e questi prendano la mia vivanda col pane C i. x. xoo.
La vivanda di questo Convito sari . . . ordinata C i. x. xoa.
così nobile Convito per le sue vivande C ì. xo. 3.
mangiare le infrascritte vivande delle Canzoni C i. 13. 78.
d* intendere a ministrare le vivande C L X3. 8a.
prima che venga la prima vivanda . . . C. iL x. la.
che è per prima vivanda intesa innanzi Cii.1a.7x.
che per prima vivanda è messo innanzi C iL x6. 104.
vivente, più viventi V ha dato, che all' altra C ii. 5. 86.
vivere è 1' essere delli viventi C- iv. 7. iia.
la nostra vita^ e ancora d* ogni vivente quaggiù C iv. 33. 51.
dico ... sì degli uomini, come degli altri viventi C iv. 33. 58.
vivere, ove nacque, vivette e morìo la gentilissima dcuma K, W. 41. 9.
di Colui, per cui tutte le cose vivono K AT. 43. 9.
che di questo cibo . . . vivono affamati C t x. 50L
* Che la Fama vive per essere mobile ... * C i. 3. 76^
la maggior parte degli uomini vivono secondo senso C i. 4. 18.
quello, che vive in vita contemplativa ^< '• 5- 75<
gridano : Viva la lor morte C. i. 11. 54.
quella Beatrice beata, che vive in cielo C ii. a. 6.
che solamente vivano speculando C ii. 5. 80.
quando si dice, V uomo vivere CI ÌL 8. ai.
chi dalla ragione si parte . . . non vive uomo, ma xrive bestia ; sccome
dice . . . Boezio : ' Asino vive ' C ii. 8. as, a6, 37.
qualunque altri vivono secondo alcuna ragione C ii. 9. 7X.
conciossiacosaché molti che vivomo interamente siano mortali . . C ii. 9. 8x.
e sieno senza questa speranza tutti mentreché vivono C. iL 9. 84.
alla morte . . . sono corsi, per vivert nell' altra vita C ii. 9. 99.
729
VIZIO
vivere. Anzi, vivando sempre in un talento , . . crescesse
Dove sì ciiv senza alctin difetto
L* estremo fin del breve wwr mio ,
Non è alcun che viva, U qual si posia . . . giustificmrc
Che par che debban vtv*r non ncuri
Io so che m'vfrò per sempre mii ...
E chi con vìzii mm e con difetti ...
£ mvm casto e di lussuria mondo ...
E diaci piazÌB a viversi quaggiù ...
vivo. Qui vivo e morto ... mi p^lpì
Campami un spirto vivo solamente
Poi alto in ciclo vivo se ne pi . . .
E di loro e dei pivi far vendctu
vizio, rompon . . . GV innati vìmì, che fanno altrui rilc
Uomini, innanzi a cui Maio è fuggilo ......
r. iv.
Som* xxxii. 7.
5. P. iTxi. 63.
5. P. ci. 93.
S.P. adii. II.
5. P. cxliL 18.
5. P. cxUù 56.
PP.Sfi-
p, r, 167.
p. F. 349.
Cmhm, xi. 64.
16. 30 (Som. ix. 7).
P. K 5«.
C Ili. Càms. ìL 67.
CaH9t IL. 104.
vivete. U deve quella gloriosa Donna mw C tj. 9. 135.
r Anima . . . hs tre polenzc. cioè piw99, «m^ir, e n^giomart . . . C. ili. a. 86.
la potenza vegrtahva^ per la quale si viv* , C iiì. s. 96.
non si trova alcuna cosa che senti, che non vivM C iii. a. 105.
le quali, se si trasmutano, o . . . o mvamo quasi trìlte C Ìli. 3. a^.
E voi ... in quanta cccìtA fivfft . . . t C iii. 5. 006.
a coloro che in questo tempo vivono C. ili. 7. 180.
nel tempo . . . vivfva nno Filosofo nobilissimo Citi.11. 36.
cht . . . parte degli uomini vévomo più secondo senso, die ... E quelli
che secondo scnao vivomo C iii. 13. 99. 4i«
il quale preso, 1* uomo viva fcUcemente C. Iv. 4. 43.
coloro ... ne' quali alcuno luraetto . . . nW aneoru C iv. 7. 37.
dice Aristotile . . . vivtrt è V essrrc delli viventi; e perciocché
vivfrt è per mohi modi , . . manifesto è. che eóvrr n^li aninaLì
è $mtin . . . vivfrr nel!' uomo è r^gùmi hj«». Dunque se
vn«rv è r r«M«T dcU* uomo C iv. 7. m, iia, itS, 119L laa
siccome lo non vivrrg nun olTcndc la vita . . , onde altro è la Mortr*
e altro ò non vioert ; cbè ooo wWnr è n«Ue pietre . . . C iv, B, la^ ras, ia6w
per che, non morte, ma non nWrv dire si òeoao C Ir. 8. 130.
come mvoHO sicuri C tv. ijl 90.
diraiMaoi che Dardsno vnwMda fosse villane. . .1 . . . . . C. fv. 14. 144.
Coaton sempre ... in grossezza vivotm . . . C. tv, 1$. 150,
nostro rìpaao, per lo qiuU noi ciWmo C. ìv. aa. ai.
averne di Platone . . . che esso vivrtU otìmiftmt» anno C. iv. 84. 6t.
9« Crialo . . . foaae wvm/o lo spazio . . , . . C hr. •4. 63.
all' entrare oclU cicU del ben viven C ìv. «4. 1 15.
ae per colui . . . male si c«W . . . C iv. ag^ 4a.
ae non cbe la «aa testa è di marve, « la Ina aiar .
VtTBkW'^ Il Sole tvtte la cose col suo calore e^^Cm
cosi Iddio tutte k ccec viv^fiem in booti ....
vivcx sono quaai fonte ara» ........
lo paHara 41 qealla mm Beatrice beala ....
tale noao . . . cbe non fa nobile ivse
vistoto. che, mirando costei . . . ogni vimmio (amcfi diritto a
terìre nel petto alle vimait opinioni , .
vlailK la quale fu diatruggitrice di latti i vW
né alcuno anettatore di «««^
qosnU viri si diacemoDO . . . I .
C. iv. »9- 54.
C iiL 18. 60.
C fii« laudf.
C i. s. Òs*
CH,9.S3.
C la. 7. les.
C tv. 14. 133.
C iti, 13. 130.
C tv. 9. 18 f.
K iV. ta. I j,
C L t. 90.
C, ii. it, 76.
VIZIO 730
vizio. In ciascuno è ciascuno mnb assembro Comm, x. 130.
Ora ti veggio . . . piena di vùu C*ms. xtxìì. «3.
ogni viaio Ti degnasti volenni perdonare S. P, xxxì. 38.
A dar la pecorella per lo vimo S. P. L 6a.
E chi con tùn vìve e con difetti P. /*. 58.
Fuggiamo il vimo, che ci toglie a lui P. F, 1Q3.
vocabolo. Ei parlan ci» vocaboli eccellenti Gms. zix. 45.
vizio, salvo dalla morte della ignoranza e delli vim C. ii. 16. 37.
lo suo contrario, cioè li visi innati Ciìi.8. 153.
è da sapere che certi vim sono nell' uomo ... e questi cotali viai
sono imuH Ciii.8. 156^ i6ol
Altri sono IMI co»UH«/Hifti«an. . . £ questi tùi si fuggono e si ▼incono C iiì. 8. 161, 164.
queste ySommciZr . . . rompono li vìmì innati C iiL 6. 191.
quando il figliuolo è conoscente del viaio del padre, e qnando 0
suddito ft conoscente del vino del signore C iiì. io. 57, 59.
ne diparte eziandio dalli tùi naturali C iiì. 15. 127.
conducono 1* umana volontà a vixio d* avarìzia . . - . . . . C iv. la. 34.
lo qual vimo Tullio . . . abbomina C iv. 15. 113.
due nemici collaterali» cioi visi C tv. 17. 66.
sono quasi come Dtiy senza macola di visio . C hr. ao. 97.
vìzicsameate. che parea che m* infamasse visioaamenU K. AT. io. x i.
vizioao. acciocché quinci si levi c^ni visioso pensiero K M 19. 135.
seguitalrice di visiost dilettazioni C t x. 04.
la parìtade ne' visiosi è cagione d* invidia Ci.4. 45.
Meglio sarebbe alli miseri grandi . . . visiosi C ÌL xi. 79.
non volere che alcuno visioso si mostri amico C iii x. 47.
VOCabCdO. secondo la larga significazione del vocabolo V. Pf, 41. 35.
vedemo . . . molti vocabok essere spenti CL5. 58.
non siano ... di questo vocabolo ingannati C ii xx. 56U
sì tolse questo vocabolo dalle corti ... Lo qual vocaboh se oggi »
togliesse C ii. XX. 63, 65.
trovai . . . vocaboli d' autori e di scienze e di libri C ii. 13. 361.
che per questo solo vocabolo citlo io voglio dire C IL X4. 3.
trattando quello vocabolo^ cioè terso C ii. X4. io.
spezialmente de' vocaboli C ii 14. 83.
in tanto quanto certi vocaboli . . . sono in uso C ìL X4. 84.
' Molti vocaboli rinasceranno, che già caddero ' C ìL X4. 88.
di questo vocabolo^ cioè maraviglia ... si parlerà C. ìL iti^ 93.
si chiama . . . con questo vocabolo . . . cioè Mtnie C. iii. a. 134.
Pittagora . . . negò a sé questo vocabolo C. iiL ii. 43.
che . . . d' umiltade è vocabolo. Da questo nasce il vocabolo del suo
proprio atto, Filosofia ; siccome dall' amico nasce il vocabolo
del suo proprio atto, Amicisia C iii xx. 53, 54, 55.
la significanza del primo e del secondo vocabolo C iìL x x. 58.
non si ragiona di quelle per vocabolo distinguente C iii xx. 65.
si chiamano per Io voaxbolo dell* atto ... e della C ili xx. 157.
mostrerò difierenza di questi vocaboli C iii 14. 40,
quello che questo vocabolo vuol dire C. iv. 6. 9.
Questo vocabolo . . . può discendere da due principii C. iv. 6. 15.
L' altro princìpio ... è uno vocabolo greco che dice Autemiim . . C. iv. 6. 40.
da questo viene quello vocabolo . . . cioè AutoriùuU C iv. 6. 46^
né da Socrate non presono voaibolo C ìv. 6. 199.
quando dicono . . . ponendo questo vocabolo antico C ìv, 14. a6w
che dì comune vocabolo Meni* si può chiamare Civ.x5.tz0.
73'
VOLARE
vocare. J« nuU fauu Mo|^ic di Bìcci voaUo Forese Scn. lii. m,
voce. Era U tfooe mia [s\ dolorosa] V» N» a^ Ha (Gma. ri. t5\ aati.
chiamando Amor ... In quella oonrcbc lo fa sentire ..... C iù. Cma. ii. 47,
eh' io caddi in terra Per una voct, che Ciim. xiii. 65.
E gli altri han posto alte k»r voa tricfue Gnu. xv. 30.
Rispotc io vo€t con sospiri ntiaia CmtiM. xx. 31».
Tu rasaomicU alla voct ben lui K A*, aa. 91 (5tM. xitL 3).
usctano . . . Con una pocv, che luvente mena .... K iV. 35. 54 Som. xviii. 10).
Ode una voa dir subitaiaente Son^ aliv. 7.
a' io porto ... £ la mia voct s* < fatta sottile . Som. ahrii. io.
caaudire La t>ocr afflìtta dello mio clamore . . S. P. cxxix, 3.
Aprì . . . Alla dolente voft •consolata . . . S. P, caxix. 5.
vodo. Perchà sarebbe di carìU vodo .../*. F. 177.
c/: voto.
voglia. E però non gli vien di pianger vcyAii K. ;v. 30, 77 [Cmt», lU. 37),
Sento centra mia vogÌ$a Raccoglier 1* acr .... . . , • Gma. xiiì. $.
Che alla vQgiia il poder non terrà fede CkmM. air. la.
Degli occhi, e* hanno dì lor morte vqgtm K N. ly ^i [So$l vili. 14).
Che della voglùi ni consuman tutti K. iV. 37. sB (Som. xx. 13).
Se *l vostro cor si piega in tante wyAìr • • • Sem, xxziv, la.
La tosse, il freddo, e 1' atira mala «qfAia Koa le addhica per . . Som. lii. 9.
Di ciò son fatte le mie «NyAr «nagtie P, F. ^
cbc per la vog^ giusta ... 1' uom giusto s* intende .... P, F^gSL
E per purgar la aoetra tfcgiia ingiusta P. /*. 100.
Bla poi che ... oc preme Le nootre fragO a^fJtf ... . P. /*. K13.
L' ultimo a tutti s' è, che nostre pogtit Non stan . . , P. F. 176. '
E nel mal far sempre sue vqg/v aggira . ..... P. /*. 194.
volare. Cader gli augelU vaUmh per t* a'rs . . . K iV. «3. 179 <C«m«. U. 5a).
vocabolo. V MiM, che per questo vomboh Noòàté s' intende
per questo voaUtoio Noòéléà l' iateade ftn^mom té' ... ,
credono, che per questo upcatofe NòòiU a* iateadi calere
clic gmeralmcole questo t^oimboh, cioè Nokàiéà^ dice . .
vocale, di legami di parole é fatto, cioè di sola dafa* soos/i
voce, cioè di questa sorcrchtcvole voor •...».
che . . . cominciai a dire con «Mr vcn
la mia voa era si rotta dal singulto ....
quando le «mi . . . sono . . . hapoadeati . ■
s* cUe ooroandaasono a voa
cbe '1 savio uomo collo strumento della wa Mar (a .
dtrr"* la voa mia lo quella parte . . • • .
seguendo la volgarv voa ,
il nocchiere, alla cui «oef tutti ubbidire deooo
come allora cbc alla vom d* un solo principe . . . fii erdlaalo
■oUmcotc la voa d* no' oca fé* dò aealira ,
chi beo guarda lai nella lua priau «ocv
vogare, aiccomc «qgaff» col ramo
voglia, la qud nodo cbe w^gkm mi giuaM di
perocclké la mia M|gAa di . . . libcvaUtà é <|ttl
maotraado eontro a mia vùgiim la pAa^ . •
atto afaaalo è, qoaado coatro a a^ffta al va
ia ciò gli bo fatti miHiMraHi
faaoo >9g*s<p A' ta^ert . . • qaaUo cba le
che gtt acealU «ofaadb par r arjaisifairn man*
Meglio «arabbc ... «oae reodiac eelapv baaao . .
C. iv. 16,36.
C iv. idk 48.
C W. 16. 61.
C fv. i& 95.
C iv. 6^ a4.
K /V. low IO.
*-'. AT. as. a».
y, M fis. io«L
CLS9B.
C. L 7. 75.
C ti. 1 . 091.
e. *i a. 43.
C. iU. 5, as.
C iv. 4. 31^
C iv. 5. fta.
C IT. 5, 16^
C tv. & aa.
C iv. 9. 1 15.
KyV.aa.6a.
CL1.199.
r. L 3. 31.
C. L tt. Ì05.
C L I, ?ft.
C IT, as, 53.
f. tv. 0^ tas.
Volare 732
votare, sovra lei vidi volar* . . . Un angiole] BalL viii. 6.
Che solamente nella notte vola S. P. à. ao.
volentieri, eh' io parlai . . . Donne gentili, voUntier con vui K. N. 33. 49 (Cona. xii. 9).
E farei volentieri siccome qneglì, Che Canm. xii. 6a.
volere. V. N, 19. ai {Canz, t a), a8 {Cans. u 9), 49 (Gma. i. 30), 50 (Orna. L 31), S3
(Cerna, i. 64) ; 39. 44 {Canz. ìii 4), 50 (Gma. iii. io), 103 {Cam, iìL 63) ;
C iì. Cans. \. 19, a4 ; iii. Cans. ii. io ; iv. Canz. iìL tó, ai, 6t| 78; Cmnz.
X. a (».), 35» 59» 60. 71 («•)! 9^ »i8» laSi X43 ; xi 4* 7. 33» 64 ; »»• i ; »v.
7, 8 (».), 13 (»t.), 39 («.) ; XV. 64 ; xvi. a?, 45, 66; xva aó, 30, 54, 59,
7a («.) ; xviii. 18, 34 ; xix. 35, 41, 115 ; xx, 61, 78 ; V. N. xa. 80 {BmO. L t\
87 {Ball. i. 8), 98 {Ball. ì. 19), loi {Ball i. aa), 119 {Ball. L 40) ; B^. vL
10 ; X. ao, 35 ; K W. 7. 34 (Sox. ii. 17) ; 8. 51 (Son. iv. 7), 61 {San. iv. 17) ;
9. 54 {SoH. V. zz : N.) ; 13. 38 {Som. vi. 3>, 45 {San. vi. io), 47 {San. vi za) ;
16. sa {Son. ix. 9) ; aa. toz {Som. xiiì. 13) ; 33. 31 (Som. xvii. 6) ; 4Z. 63
{Som, xxiv. 9) ; Som. xxvii. 7 ; xxviiL a (».) ; zxxiì. z. 4 (m.) ; xxxvìx. zz ;
VOlentierL ed io . . . vo/rM/wn'le ne ragionerò K ÌV. la. 61.
E però che votenHeri le avrei domandate V. N, aa. 57.
quando una persona va volentùrt ad alcuna parte C. L 8. ioa.
si eo2rMftlm'lo senso di vero la mirava C iL 13. 43.
quelli che ciò farebbono DoZmfftm* C. iv. zi. 133.
Conviensì . . . ragionare lo bene, e quello udire volentieri . . . . C iv. 37. 144.
volere. K N, 4. io ; 6. 4 ; IO. Z7 ; zz. 16 ; za. 55, laS, Z3Z, Z44 ; Z3. 97, aS, 56, 58 ; Z4.
41 ; 19. zoo, zoi, 109 ; 93. zoi ; 34- 33. 4^ ; aS- 37i 45 1 «6- a» ; a?- 5 ; "9.
17; 31 13; 33.4.a3(Aw); 3$.iB; 38. zo; 39.Z4, z8,a5; 40^ 39; C t z. 79,
87, I", 137 («.) ; a. 37 {bis), 38 ; 3- 78 ; 4- 93i 97 ; 5- 34i 56 ; 6. x6, 17, z8,
35(*«); 7.36. Ih 88; 9.ia; 10.1,5,9,98,93; zi. 83, 89; Z3. Z4(4«s), 15;
ii. z. za, I7,»8, zo9,zi3; a. 94,63; 3- a9, 41 » 4- «5» ^9» 3» : 5- aS, 51 ; 7.34,
89; 8.55; 9-63165,66,68,70; 10.33; rz.9,az; za. 58; 14.3,3,399,334;
16.19,95,39,50,60; iii. 1. ai, 96, 46; a. 51, 55, 58, 135 ; 3- 106 ; 4. 99 ; 5.
5, ag ; 6. 6a ; 7. 104, 165 ; 9, 53, 96, I4a ; io. 35 ; 11. 1 ; la. 13 ; 13. 66, 107 ;
14. 140 (M.); iv. 9.9,110; 3.53; 5.16, 76,109,115,168; 6.9,153:7.98,64,
7o;8. 31,35; 9.31,55,57,60,80, loz, Z97, za8; 10.39,79,90,116; 11.43,
88, 133 ; za. io, 38, laz ; Z3. 36, zzo, 148 ; 14. 7, z8, 39, 49, lot, 105, zaa, Z49;
«5- ai» 53» 55. ioa, 115, z66, 193; 16.40; Z7. a6, zo7(i«),iii, zao; 19- 7, 33,
83;3Z. Z5, Z7, 90,55, I36;33.6,97, Z49;33.46,83, 96,ioo,io4;34. 19, 174;
35. 8 ; 96. 15, 56 ; 37. 109, Ila, 139 ; 98. 60, 73, 154, 155, 157 » a9- 4i ; 3°^ «6.
volgare, adj. Se n. Ed egli mi dicea in parole vo^ri K. M la. 40.
IMO erano dicitori d' Amore in lingua volgare K. iV'. 25. 35,
non volgari ma litterati poeti . . . trattavano F. ^. 35. 39.
che apparirono prima questi poeti volgari K. iV. 35. 33.
ébè dire per rima in volgare tanto è quanto F. M 95. 33.
che cominciò a dire siccome poeta volgetrt V. N. 95. 44.
e questi dicitori . . . non sieno altro che poeti tw^gnn . . . . K iV. 95. 55.
maggior licenza . . . che agli altri parlatori volgari .... . V. N. 35. 58.
di scrivere altro che per volgare F. W. 31. 17.
cioè eh' io gli scrivessi solamente in volgare V. N, 3Z. 94.
cioè dall* essere Volgare e non Latino C i. 5. 3.
se Latino e non Volgare fosse stato, poiché le Cazuoni sono Volgari C. i. 5. 49, 44.
perchè ... il Volgare è non istabile e corruttibile C. i. 5. 49.
che non avviene del Vol^tre C. i. 5. 54.
un libro ... di Volgare Eloquenza Ci,5. 68.
che il Volgare lare non può C. i. 5. 87.
più è la virtù sua, che quella del Volgare C L 5. 89.
più . . . in Latino, che in Volgare, però che lo Volgare seguita uso . C. i. 5. 103, Z04.
VOLGARE
xxxviii. I, 8 (h.), 13 (m.); xlìv. 11 ; xlix. 8; S. P. vi. a; xxxi. 35, 39, 65;
xxxvii. a, 71, 75 ; I. 31, 40, 48 ; ci. 3, 65, 94 ; cxzix. 6, 14 ; cxlii. 7, io, 46 ;
6. 70,
«• 7- 37-
• 7. 30-
- 7- 50-
• 7. B3.
.8.5.
.8.9.
.9-5-
.9. 39.
.9.38.
.9.4a
•9-S7-
73.
volgare, soggrtfo alle canzoni Volgari C. i. 6, 3.
il Latino non sarebbe stato servo ... al signore Voigtin . , . . C ì. 6. to.
che r ha il Voigart medesimo. Che lo Latino non aia conoscente
del Volgan C i. 6. 38, 39.
Lo Latino conosce lo Volgart , . , tutti i Volgari cmoscerebbo . • C L 6. 46, 48.
conoscenza distinta del Voigart C i. 6. 53.
non distìngue ... lo Volgare del Tedesco ; né il Tedesco lo Vo/^'art
Italico r. i. 6. 55, 56.
Latino non i conoscente del Voigart C. i. 6. 58.
non conosce to Latino Io Volgare C L 6. 6a.
Unti . . . con quanti ha il Volgan di quella .... .... C I. 6. 66.
amici del Volgam . . . C
se il Latino è sovrano del Voigart C.
se ... le Canzoni . . . sono Volgari C.
che noi fa il Voigart in parte alcuna . . C.
come il Volgare dai letterati e da' non letterati inteso C.
converrebbe . . . comento Vofgure e non Latino , . - . C
tre cose ... le quali scontano questo Votgatr . . C.
lo Votgar* è con quelle C.
il Voigart servirli veramente a molti C.
nobile gente . . . che sono . . . volgari e non letterati C.
non sarebbe stato datore . . . d' utile dono, che sarà lo Vofgarr . . C.
questi sono quasi tutti Volgari C
É . . . manifesto che *1 Volgare darà cosa utile . . . Ancora dari il
Voigart dono non domandato C. i. 9. 63, 65.
mi mosse al Volgare anzi che allo Latino C i. 9. 74.
io mi mossi al Volgare Comento Ci. io. 37.
prendere lui, cioè lo nostro Voigart C. i. 10. 38.
avrebbe fatto il Comento Latino trasmutare in Voigart \ e temendo
che M Volgare non fosse stato posto C I. 10. 68 ìJhì
la ^an bontà del Volgare di 51 C ì. io. 81.
uomini . . . che commendano lo Voigart altrui .... . C i. 1 1. 3,
Questa grida è stata . . . contro a nostro Volgare . C i. 11. 34.
I.a seconda setta contro a nostro Ko{far« ... C 1. 11. 71.
accusano ... lo Volgare proprio C i. il. 86.
La terza setta contro a nostro Volgare ..... . . . C. L xi. loi.
la parìtade del Voigart . . . C i. xi. 115.
dispregiano b proprio Voigart , . . C. t 11. 145.
hanno a vile questo prezioso Volgare C. L 11. 148.
V amore eh* io porto al mio Voigart .... ...... C. L la. a6.
cosi lo proprio Voigart è più prossimo ...... 4 •• C. 1. la. 39.
questo è Io Volgare proprio C i. la. 47.
conciossiacosaché questa sin nel nostro Volgare . C i. la. 97.
Questo Olio Volgare fu congiugnitore , Ci, 13. 30.
questo mio Voigart fu introducitore . . . C i. 13. 37.
se '1 Volgare per s^ studiare potesse . . C i. 13. 48.
sono con esso Voigart tutto mio tempo usato
le quali la voigart gente chiama Angeli . .
non t pietà quella che crede la voigart gente
E non siano lì miseri volgari . . . ingannati
non era d^na lima di Vo^fort alcuno . . . parlare
C. i. 13. 66.
C. iì. 5. «
C iì. II. 40.
C ii. II. 56.
C. ii. 13. 60.
VOLGARE 734
volgere. Mi fece verso lor voigtn Amore K. M 93. 147 {Con*, ii. a9\
A lei si volstr tutti i mìei desiri F. W. 34. 43 (Cow. iv. 17%
Quftl con ... e qual con . . . Qoal con . . . Volgi il donare in vender Gnu; x. lai.
Allor mi voigo per vedere a cui Mi raccomandi Cans. xi. 43.
Per che mercè, volgnidosi a me fanno Ctmm. ziv. 04.
Onde . . . Più lune ha volto il Sol, poiché fu q>enta Cbim. xx. 89.
O in altra parte, ov* io volga mia luce So/, ii. 4a.
Ahi, messer Cino, com' è il tempo vólto . . . t Som. xM. i».
Volgiti A me, eh' io son di piacer piena Som. L xa.
colui, che ... Da spino punto a quel si volg$ e S, P. zxzL a6.
volgare, l* anime libere . . . dalli tK>/^n costumi C ÌL x6w 67.
seguendo la volgart voce C iii. 5. 95.
la variazione dell' opinione della gente vo^n C. iv. 3. 34.
irreverenza . . . dicere in nostro Volgtan sì può C iv. 8. 16.
lingua dico veramente volgan C. iv. ai, 55.
avvegnaché la volgar gente . . . non discema C ìv. 95. 36.
VOlgannente. come ... fu mestiere Volgamuntt parlare . . . . C i. 6. 7.
ciascuna cosa volgarmtntt vedemo . . . essere chiamata . . . . C. iv. 19. a8.
che Vergogna volgarmtnU sono chiamate C iv. 95. 46.
volgere, e passando per una vìa, volse gli occhi verso K AT. 3. 9.
nella quarta mi volgo a parlare a V, N.^jo,
che li suoi occhi si volgessero ad uno fiume K AT. 9. ao.
delle quali una volgendo gli occhi verso me . . . disse K Af. x8. ai.
mentre io M disegnava, volsi gli occhi K AT. 35. 6.
come lo mio desiderio si volge tutto verso Id V.N. 39. 54.
volgendo le cagioni sopradette nelle contrarie, si può vedere . . . C. ì. 3. 71.
se le cose ... si volgano ciascuna in C L 4. 88.
si mostra nel tenere volto lo viso in quella Ci.8. X04
che volge tutto da Oriente in Occidente C. ÌL 3. 39.
come può . . . vedere chi volge un pomo, od altra cosa tonda . . C iì 4. 58.
una speretta che ... in esso cielo si vol^ C. ii. 4. 8r.
siccome la grande spera due poli volge C. ii. 4. 83.
dico che si volge tutto lo mio pensiero C ii. io. a6.
che appena lo potea volare da quella C ìL 13. 45.
volta la parola fittizia di quello ... in quello C ìi. 13. 77.
Che ciascuno cielo mobile si volge intorno al suo centro . . . . C. iL 14. 15.
Che . . . poco più che la sesta parte é volto . . . . . . . . C. iL 15. 1 15.
una spera che si volgea da Oriente in Occidente C. iii. 5. 34.
se uno uomo . . . sempre al sole volgesse il viso . C. iti. 5. 156.
sempre che vo^sse la faccia ver lo sole . . . C. ììL 5. 167.
volta la spera del sole e tornata a un punto C. ììi. 5. 199.
£ però mi volgo alla Canzone C iii. 9. 15.
trascorrerò . . . volgendo il senso ... là dove sarà mestiere . . . C iii. za. 9.
perocché ... di leggiero a questa seconda sì può volgere V
intendimento C iii. ix 40.
colei eh* umilia ogni perverso^ cioè volge dolcemente chi . . . . C iìì. 15. 153.
parca . . . disdegnosa^ che non mi volgea gli occhi C. iii. 15. aoS.
che . . . nella tersa si volge il parlare alla Canzone . . . . . C. iv. 3. ft.
ciascuno volga gli occhi per la sua vicinanza C ìv. ix. 89.
quanta rena volge lo mare C. iv. xa. 75.
che essi sieno siccome valli ifolie ad aquilone C ìv. ao. 76^
' L* Angelo di Dio . . . vegnendo volse la pietra ... * C iv. aa. 171.
siccome uno arco . . . ritiene . . . montando e volgendo . . . . C iv. a3. 59.
cosi ... si dee volgere alla correzione del padre C. iv. a4. 151.
735 ^mi^^^^r VOLTA
volgere. Solo a.* preti pertìcn votfftrtAÌ ruote .... . P. f. 141.
A tal rimedio Dio ci volsf il volto . P. F. 148.
volgo. Contenti — che dal fo/^ sicn Iodati . . Caru. xix. 4^.
volontà. Se per tua volontà non han perdono .... Cnnz. ix. 67.
eh' aprìr Io sanno Per votontà della virtii che Can*. xvì, 61.
tua w/oMlà sì fàccia . . . . • P. F. ai^
VOlODtade. Però n' aspetto la tua vdomtad* S, P, cxxia. xa.
Cf, voluntade.
volOQtate. E voi crescete ti lor vohntsit V. ff. ZI- ^1 {Stm. xx. la),
volta. Chi vede nel pensiero alcuna voJta . K ^. 39. 81 (CfiHj. iii. 41).
Quantunque voit» [, lasso ! mi rimembra] ... . l*. N. 34. iB, 97 (dru. Jv. z),
S' egli alza Un' altn volta Canm. xii. 51.
volgere, che . . . nella patema faccia ... si tennero vólti C ir* ^5* 68.
tanto . . . che . . . filosofia non v<Ag« lo sguardo ... ad . . . . C iv. 30. 63.
volgo, ma, fuggito dalla pastura del volgo C i. i. 69.
Cf. vulgo,
vcdontà. per la voiotttà d' Amore . . . rispondea loro K iV. 4. i».
che ... mi venne una uoioMtà di voler ricordare . . . V. N. S. 4.
con la quale io avea . . . celata la mia volouià . . ^^. A^. 7. a.
mi giunse volontà di scriverne parole rimate K AT. 13. 34.
mi mosse una vciontà di dire anche parole K A^ 16. ».
che . . . giunse a me tanta vaiontà di dire . . K A^. 19. 3.
volontà lo mosse a pregarmi eh' io gli dovessi dire ... . V, N. ao, 3,
vcnnemi volontà dì dire anche in lode . . . parole K A^ ai. a
ed apparita forse per volontà d' Amore K A'', 39. à.
nella parte razionale . . . cio^ nella volontà C t. ta, 74.
e fa muovere alla sua volontà coloro . C, ii. ì. 31.
voìontà mi giunse di parlare d' amore C ÌU. t. aa.
per lo roostmmcnto della buona volontà ......... C iii. t. 68.
la pronta volontà mostra che . . . più farci C ììù i. 74.
o per sua volontà o per forza d* Ercole C. iii. 3. 56.
Che assai si dee chiaramente vedere la buona volontà . . . C. iii. 4. laa.
V* annunziano la vohntà di questa . . . Imperadrìce C. iii. 15. 188.
quelle . . . che soggiacciono . . . alla volontà C iv, 9. 37,
avvegnaché M considerare loro st^giaccia alla nostra volontà^ elle
... a nostra volontà non soggiacciono ^* >v. 9. 53, 54.
eonsitUra ntW atto d^la volontà C. iv. 9. 67.
queste del tutto soggiacciono alla nostra M>/on/d Civ. 9.71.
quanto la nostra volontà ottenere puote C iv. 9, 73.
il cavalcatore della umana volontà . , C iv. 9. 103.
quivi si vuole attendere la volonià della natura C iv. 9. 197.
conducono V umana volontà a vizio d* avarizia C tv. xa. 34.
che spetta alla parte razionale, cìoi la Volontà ... . . C iv. aa. 96.
quello che ... è ncir ultima volontà un padre lasciato. C iv, 04. 177.
' A me ò rìcrcsciulo e volontà e diletto di stare . . . ' C iv. 87. 153.
volontade. per questo sentirà ella la tua volontà^* K AT. xa. 63.
però mi venne anche volontadt di dire parole KM 37. za.
volontario, in tutte queste volontarie operazioni C. iv. 9. 76.
volta. Egli mi comandava molte volt* che . K. AT. a. 46.
che nulla volta soflferse che . . . K AT. a. 56.
perocché quella fu la prima volta che . . V, N, ^. 19.
hi quale mi mirava spesse volte ... . . K A''. 5. 8.
salvo che tale volta mi parca, che . . . K A^. 9. 19.
molte Mi//r si movca come cosa grave K AT. 11. «4.
VOLTA 7^
VOlbL Dìcieno agli occiù miei Quei della bella donna alcuna volta Camm. xiiL i).
Con le insegne d* Amor dieder la volta CmMs, xia. u.
E spesse voli* abbraccia Gli spiriti Comm, ziiL «a
Io non la vidi tante volU ancora . Gax*. xiv. 71.
non mi soia tolti, Né mi son dati per volta di tempo Gms, xr. 3!
Tutte le voltt mi par uom mi colli Ch' io . . . parto Sé^. n. 31.
Ciò iiue Amor qual volta mi rammenta BalL vL i&
ai riposa Tal volta {M. 8c F. Talvolta) brìeve {M. poca) e tal lunga
stagione (S.) K ^. ao. ao (Sm. x.^
E spesse volte piangoo si, eh* f'. M 40. 57 {Som, xznLiV
volta» la quale molte voltt passava e redundava la K. W. i r. «8.
nella quale io sarò tutte le voltt che farà mestieri K A*, xa. 71.
è, che molte voltt io mi dolea 1^ A. 16. 7.
che Amore spesse voltt . . . m' assalia ^ A'. z6. i&
con pormi spesse voltt le mani agli occhi V. N. aa. 33.
conviene^ che . . . alcuna volta si muoia V. N, 03. x8.
perchè molte votìt il numero del nove ha preso lu(^;o ..... K A. 99. 09.
nove volU era compiuto in quel centinaio V, N, ^a la
E certo molte voltt ... io andava per vedere V. N. 37. 7.
onde molte voUt me ne crucciava nel mio core K A. 38. 4.
pib voltt bestemmiava la vaniti degli occhi mìei K. M 38. d.
che molte voltt ne pensava come di persona K JV. 39. 3.
molte voltt pensava più amorosamente V, N, 39. 8L
Ond* io avendo cosi più volt* combattuto V, N. 39. 94.
che li sospiri manifestavano ciò molte voAr V, N. 40, ao.
E molte voltt awenìa che tanto dolore avca K A. 40. 33.
là onde molte voUt recano la palma K. A. 41. 45.
del ... le più voltt non è 1' uomo vituperato C. i. a. 36.
che suole ... al piagato molte vollt essere imputata ^- i- 3- 33>
e rade voltt quello continua .... C. ì. 5. 31.
Per che incontra che molte ffo//« gridano C i. n. 53.
lontana . . . cento sessanta sette volte tanto, quanto è C. ii. 7. 106.
che se ne già spesse voltt a* pie del Sire C ii. 8. 38.
pensando spesse voltt come possibile m^ era C ii. 8. 43.
molte voltt . . . discocca V arco C. ii. io. 46.
che, alcuna volta dì questa donna ragionando, dicesse C ii. io. 58
Ma io rade volt* a quella intenzione la feci : e . . . rade volte la posi
coli* ordine della Canzone C. ii. la. 13, 15.
perocché molte volt* avviene che . . . pare presuntuoso . . . . C ii. xa. 37.
lì quali , . . molte volte s' accendono C. ii. 14. 168.
sono tre, come più volte s' è narrato C. ii. 15. 3.
tutte voltt che il gigante era stanco C iti. 3. 54.
due volte V anno ha la state grandissima di calore C iiì. 5. 187.
perocché quivi . . . spesse volte si dimostra C iiì, 8. 78.
nel quale alcuna volta la verità si discorda C. iii. 9. 45.
alcuna volta è licito di dire C. iii. 9. 50.
siccome avviene spesse volte C, iii. 9. 133.
perchè molte vol^ credendosi alcuno dare loda, dà biasimo . . . C iii. xo. 77.
come altra voltOf dico che C iv. a. 33.
che . . . più voltt sono le sue parole dannose C. iv. a. 71.
se . . . occultamente a noi molte voltt procede C. iv. 5. 4,
spesse volte le umane operazioni . . . ascondono la C iv. 5. 5.
dove più volte parve le braccia di Dio essere presenti C. iv, 5. X54.
annumerate quante voltt il di questo fine ... è additato . . . . C iv. 6. 185.
737 vui
volta. Ha perch* i' ho di voi più volte udito, Che Son. xxxiv. 5.
E molte volte a me medesmo ho ditto S, P. xxxì. 34.
Come più volte per pietade fai S. P. cxlii. 60.
Io scrìssi già d* amor più voltt rime P. F. i,
E non si dà a nissun più d* una volta P.F,Bg,
vòlta Faasi dinanzi dalP avaro volto Virtù CattM. x, to6.
Che . . . Pietà farìa mcn bello il suo bel volto . , Catur. xi. 25.
Sente lo rag^gio che cade dal volto Cuna, xx. 33
Per lo tuo raggio, che al vt^to mi luce Sfst, ìi. 5.
Donna non c^ è che Amor le venga al volto Son, zlvi. 9.
Cosi lontan dal suo leggiadro volto S<m. xlvtii. 4.
Che m' ascondeva il tuo benigno volto S. P, xxxì, 34.
Di mi nasconder lo tuo santo volto S, P. ì. 41.
Ch' io temo V ira del tuo volto santo 5. i'. d. 34.
DimMtrami lo tuo volto sereno 5. P. ci. 45.
A tal rimedio Dìo ci volse il volto P,F. 148.
e fitto La mente abbiamo in te col volto prostro P. F. 031.
voltmtade. Fa si, eh* io senta la tua voIuntmU S, P. cxlii. sa
Cf. volontade.
voto, adj. Fiorenza . . . Vota d' amore, e nuda di pietate Cana, zi. 79.
E cosi smorto, e d* ogni valor votOj Vegno K AT. 16. 33 {Son, ix. 10).
Cf. vodo.
vai. Donne e donzelle amorose, con vm K iV. 19. 39 {Cohm, i. 13).
Io dissi : Donne, diceroUo a vhÌ K. TV. 93. 155 (Cntf. ii. aB).
eh' io parlai . . . con vui K iV. 33. 49 (Cbm*. iìì. 9).
Par che sì drizzi degnamente a vui C. ii. Cana. i. 8 ; 7. 50.
Quand' io mi penso, donna mia, che vui . . . pinta sete .... Cana. xvi. ai.
volta, conciossiacosaché ... sia molte volt* falsissimo C iv. 8. 48.
U dove il senso spesse volte è ingannato C iv. 8. 50.
che ... il diametro ... è cinque volte quanto quello della terra, e
anche una mezza volta C. iv. 8. 57, 58.
però vederne . . . spesse volte contenzione C. iv. 9. 131.
quinci sono gli uomini molte volte ingannati C. iv. 9. 136.
chò più volte alti malvagi ... sì rappresentano C iv. xt. 73.
che più volte alli malvagi, che alli buoni, pervengono C iv. xi. 86, 96.
lì liciti rade volte pervengono allì buoni ■ . . . C iv. xx. X03.
perchè . . , rade volte ... il buono quivi è sollecito C iv. 11. X07.
che molte volte ... il figlio alla morte del padre intende . . . . C iv. 13. 136.
onde spesse volte diciamo C iv. X4. 8a.
che molte volte verrebbe prìma il generato C. iv. 14. xxi.
siccome più volte è detto che C iv. X5. 30.
alla quale molte volte cotal seme non perviene C. iv. 33. 119.
che non si convengano alcuna volta decimare e dare C ìv. 37. 85.
qual volta leggo, qual volta scrivo cosa che C n'. 27. 98 {bis).
volto, impediva ... a dare indietro ti volto C. ìi. 3. 38.
Io, che al volto di tanti awersarì parlo C. iv. 6. 93.
volubile, composto d* esse per modo volubile C ìv. 6. 36.
volume. Tito Livio nella prìma parte del suo Volume C iti. xx. 33.
nel penultimo Trattato di questo volume C. iv. 97. xox.
voluntade. non dico voluntade, ma scrivola per;> C. iv. 6. 105.
voluptade. disse questo nostro fine essere Voluptade C. iv. 6. 104.
che Voluptade non era altro che non dolore C iv. 6. xo8.
vóto. ' se vóto camminatore entrasse nel cammino ... * C iv. 13. xo8l
' Ora . . . ch* io sono per li parti vóia . . . ' C. iv. 98. 135.
3»
vui 738
voL Madonna, quelli che mi manda a vm K ÌV. la. 97 {Ba/L ì. zB",.
E son venuta per mostrarmi a vnt BalL vi. 3.
Che volle, donne, accompagnarmi a vm BiUL vL io.
Sicch' ei solo rimane a veder vwi K iV. 14. 89 {Som. vii. xx\
Gentil pensiero, che parla dì vm . V. N, 39. 60 {Som. xxìi. i>.
zlttdlo. si rìnnovelli Da grandi e da mitriti BmB. tv. 8.
Vulcano, facevano loro . . . templi . . . siccome a Vm/coMO . . . . C. iì. 5. 40.
vulgo, che il vulgo chiama la Fta di santo Jacopo C. iL 15. 9.
che questa . . . opinione del vulgo è tanto dorata C. iv. 7. 6.
è riprovata . . . quella del vulgo interamente C. iv. io. 37.
quella, che naturai* è chiamata dal vulgo . C iv. 03. 78.
QC vvdgo.
xappa. fare una Mappa d' una bella spada C i. 8. 65.
stipare, volete sapere, filando e melando., ciò che C iv. 5. 76.
dove il più vile villano . . . aapptmdo ... vi trovò C iv. ix. 79.
zdo. sei passioni . . . cioè grazia^ Melo . . . ver^^na CI uì. 8. 86.
Zeno, siccome Zeno, Socrate, Seneca, e molti altri C. iii. 14. 85.
ZenOQC. delli quali primo e prìncipe fu Zenont C. iv. & 84.
r opinione . . . che di quello ebbe Zemnu C. iv. s». 39.
zoffiu mandato a partire una Muffa C i. 3. 5.
ADDENDA ET CORRIGENDA
altro. C iii. 15, 106.
Beatrice. Cf, Bice.
Bice. Q: Beatrice.
bracco, con poco movimento delle sue hraeda C iiL 8. 104.
cooo^arare. <7. oompenue.
comperare. Cf, comparare.
coltivare, beati quelli che tal sementa culàvoMO C iv. ai. 117.
dlgreatfooe. Partendomi da questa digrtsskm* C iii. io. i.
e*. pL »' rendono agli altri di sé grande splendore C. Ui. 7. 39.
egoale. questo luogo . . . sempre ha il di i^waJSr colla notte . . . . C. iii. 5. 186.
egualmente, in parte ove sia tgmainunt* ntìle C. i. 8. 73.
si muove con tatto il cielo gguaiminte con quello del Sole . . . . C. iì. & 139.
uno Cerchio egualmemU distante da quelli C iiL 5. 7a
il ... Cerchio, che /^Mo/HMM/f è mtra li snoi Poli C. iii. 5. 131.
fra. C/, frate. ntido. Qi ignudo.
frate. C/, fra. onoranza. <7. erranza.
grado (Gnu; z. i36> Cf. grata erranza. Qi onoranza.
greto. Cf. grado {CanM. x. 136). prò. C/. pródeL
ignuda Cf. nuda prode. Q^ pra
leale. C/. legale. aer. Cf, tìgoon, aire
legale. <7: leale. signore. O^ aer, «Ire
mestiere. C/, miniaterio. aire. C/. aer, signore.
ministerio. C/.matdece. verecondia. Q: vergogna.
motore. Qi movltore. vergogna. Cf. verecmidla.
movltore. O*. motore.
altrettanto, C iii. 5. 170 : 1. C iii. 5. 17C.
altro, C. iii. 5. 158 : /. 259.
andare, C iii. 5. 167 : /. 168.
anno, C. iii. 5. 169 : /. C iii. 5. 170.
antecessore, anti-, r/c, C. iv. 7. 94 : /. anteceasore. colui che valente aittevssorv ha avuto.
deU anUceaaore. K antecessore.
artefice, C. iv. 6. 67, ubbidire : /. obbedire.
beato, C. iv. az. zx6, coltivano : /. otUivano.
braccio, C iii. 5. 157 : l. C. iii. 5. 15^
cerchio, C. iì. 14. 033, volge : L vuole.
,, C. iii. 5. 70, ugualmente : /. egualmente.
certo, C, ii. 5. 94, Alla : /. alla,
drcolazlone, C ii. 5. 95, Alla : /. alla.
coltivare : ddt beati quelli che tal sementa coltivano come . . . . C iv. ax. 117.
comandare, C. i. 7. 59, [quando] : /. quando.
cooq>iere, C. ii. 14. 933, volge : /. vu(^e.
convenire, C ii. 5. 99, 93, che (F. che), per : /. che, pure ; ddt pure V attiva vita (F. come
che pure V attiva convegna loro) ; C iv. ai. 117, coltivano : /. cultivana
converso (a\ è (F. e) converso : /. t comwno.
converao, C. iv. 19. sa, e converso : f. # amverso,
cosa, C. iv. 13. 10, IT, piccola : L picciola.
„ C iv. 04. 173, ubbidite : /. obbedite,
cuore, e ii. xo. 13 : /. che SoUa esser vita deUo <or dolente,
(tegnamente, C. iv. te 61, difinizìone : /. definizione.
destro, C. iii. 5. 157 : /. C iii. 5. 158.
di, C ìli. 5. 169 : /. C. iii. 5. 170.
„ C iii. 5. 186, uguale : /. eguale.
740 ADDENDA ET CORRIGENDA
dlfinizlone, de-, C ìv. xo. 33, 57, 60, ^fittùnom : /. tUfim*ioHÉ.
digresrione, C. ì. 6. 93, moltiplicherebbe : /. multiplicherebbe.
dire, C. ìii. 15. X05 : dtU X05.
dixitto, C iiu 5. 155 : /. C. ui. 5, 156.
discendere, C. iii. 5* 158 : /. C. ìii. 5. xsq.
dlflgresrione : dde Partendomi da questa disgrtsshiU '. C iii. io. x.
distante, C. iiL 5. 70, ugualmente : /. egualmente,
distinguere, C iii. xi. 71, singolari : /. sìngularì.
dolente, C ìi. xo. 13 : /. che SoUa tsstr vita tUlto cor dolente.
dovere, e iv. 6. 69, ubbidire : /. obbedire.
„ C. iv. 34. x8o, ubbiditi : /. obbediti.
„ deleC/. de vere,
effetto, C iv. IO. 63, difinizione : /. definizione,
eguale, C. iii. 5. 154 : /. C iiL 5. 155.
„ deleC/. aguale,
erroneo^ C. iv. xo. 31, difinizione : /. definizione.
fiioda, C. iti. 5. 166 : /. C. ìii. 5. 167.
figlinolo, C. iv. 04. 170, ubbidite : /. obbedite,
fisso, C. li. 15. 70, moltitudine : /. multitudine.
Galassia, C ìì. 15. 69, moltitudine : /. multitudine.
giorno, C. iii. 5. 171 : /. C ìii. 5. 173.
grado (i), C. ìii. 7. 65, 67, singolari : /. aingulari.
grandissimo, C. iì. 14. 334, volge : /. vuole,
intomo, C iii. 5. 163 : /. C. iii. 5. 164.
Lttda, C. iii. 5. i63, 165 : /. C iii. 5. 163, x66.
luogo, C. iii. s. 185, uguale : /. eguale,
maestro, C. iv. 6. 66, ubbidire : /. obbedire.
,, C. iv. 34. zSo, ubbiditi : /. obbediti.
mag^ore, C. iv. 34. iSi, ubbiditi : /. obbeditL
mostrare, C iii. 5. 161 : /. C. iii. 5. 163.
nondimeno, C ìii. 7. 66, singolari : /. sìngularì.
notte, C. iii. 5. 154 : /. C. iii. 5. 155.
oro, C. iv. 5. 109, moltitudine : /. multitudine.
ovvero, C. ìii. 5. i6p : 1. 161.
parere, C ìii. 5. J58 : '• C iii. 5. 159.
persona, C ìii. 11. 73, singolari : /. sìngularì.
più, C iii. 5. 159 : /. 160.
poco, C. iii. 5. 159 : /. C iii. 5. 160.
ptì, C iii. 5. 161 : /. 163.
porre, C iii. 7. 65, 66, singolari : /. sìngularì.
potere, C ili. 5. 168 : /. 169.
proprio, C. iii. II. 71, singolari : /. sìngularì.
quanto, C. iii. 5. 164 : /. 165.
quasi, C iv, 5. 108, moltitudine : /. multitudine.
rifiutare, C iv. 5. 109, moltitudine : /. muìtitudine.
solere, C. iì. io. 13 : /. che SoUa esser vita delio cor dolente
tanto, C iii. 5. 159 : /. 160.
terra, C. ìii. 5. 160 : l. C. ìii. 5. 161.
troppo, C i. 6. 33, moltiplicherebbe : /. multiplicherebbe.
Oxford : Orazio Hart, Tipografo dell' Università
Il
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